N 10. Editoriale: tendenze: Indizi di nuove tendenze nel bel mezzo della crisi. club nightlife: club life: sistema ibiza

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1 N 10 Editoriale: l estate del ballo tendenze: Indizi di nuove tendenze nel bel mezzo della crisi club nightlife: La Capannina di Castiglione della Pescaia club life: sistema ibiza ASSOINTRATTENIMENTO comunicato stampa: Oggetto: Gli spiriti animali dei nemici delle discoteche n 10 - Agosto 2009

2 COLOPHON SOMMARIO EDITORIALE HH 02 Agosto 2009 Direttore Responsabile Lamberto Cantoni Capo Redattore Lorenzo Tiezzi Reporters Antonio Bramclet Francesco Antinolfi Art Director Francesca Flavia Fontana Editore BUBU s.r.l. Numero Registrazione 14/2009 registrato presso Registro Tribunale di Perugia in data 31/03/2009 Via Massarotti, 21 b Cremona Tel Fax P.Iva Happy Hours è l Organo ufficiale di Asso Intrattenimento, associazione degli imprenditori del ballo aderenti a Confindustria. Via Tosarelli, Villanova di Castenaso (Bo) Tel Fax Presidente di Asso-Intrattenimento e di Happy Hours: Luciano Zanchi Comitato editoriale: Antonio Degortes Sergio Buio Loris Fabbro Maurizio Girolimetti Luca Calenda Giancarlo Barisio Ezio Rizzoli 03 editoriale 04 tendenze 08 club 20 star system 26 CLUBLIFE 32 top dj 36 vocalist 38 star & music 42 music made in italy 44 music from the world 46 star agency 50 beverage 54 design 60 fashion lifestyle 66 disco businessman 68 L INCHIESTA 72 assointrattenimento L estate del ballo La stagione estiva ha sempre avuto un significato particolare per noi imprenditori di discoteche. Una parte dei nostri colleghi si predispone ad esercitare una attività breve che condensa il senso economico dell azienda discoteca in alcuni mesi. Sto parlando ovviamente delle disco estive situate in località turistiche o dei cosiddetti giardini che allietano le calde nottate delle nostre città. In poche settimane troviamo condensate tutte le contraddizioni del nostro mondo. Infatti se l abusivismo nei mesi invernali è dilagante, d estate raggiunge picchi assolutamente devastanti. Non ho mai capito cosa ci guadagni una località turistica quando i suoi amministratori permettono che si balli sulla spiaggia. Per rincorrere una moda distruggono l attività di club che nel recente passato hanno portato in luoghi spesso di basso profilo turistico, l eleganza di nottate che abituavano i clienti ad essere appagati e giusti in tutto. Così facendo li spingono a comportamenti destrutturati che involgariscono la notte: provate ad immaginare come vanno vestite le persone che si recano in una pineta o in un bagno per ballare Mi limito ad osservare che difficilmente presteranno attenzione alle regole del buon gusto. Ma come vivranno la notte persone spinte a perdere il piacere di curarsi anche nell aspetto? Il risultato di questa politica è sotto gli occhi di tutti. Io mi limito a sottolinearne la follia sia per quanto riguarda l immagine della località e sia per l ecologia di luoghi che dovrebbero essere valorizzati per altri aspetti della vacanza. Cosa possiamo fare nei confronti dell abusivismo estivo? Allertare le amministrazioni e denunciare gli abusivi. In quest ultimo caso i tempi ristretti delle attività estive possono essere un problema. Infatti ci occorre del tempo per stanare gli abusivi e per metterli nella condizione di non nuocere. Tenete conto che bastano poche serate di grande successo per permettere agli improvvisati di fuggire con il malloppo, lasciando gli imprenditori nei guai (come recupereranno le presenze perdute con l onere dei costi fissi altissimi che è necessario programmare?). E immensamente importante che i colleghi esposti a questi rischi agiscano tempestivamente e ci passino le informazioni necessarie per la denuncia appena hanno sentore del pericolo. Siamo già intervenuti molte volte su questa questione e invito i colleghi a consultare il nostro sito it. Ora vorrei chiedermi: cosa fanno in questo periodo gli imprenditori che non hanno locali estivi? Molti pensano che ce ne andiamo tutti in vacanza per dei mesi. Niente di più falso. Gran parte del successo invernale dipende dal lavoro fatto in estate. Non penso solo ai piccoli o grandi restyling dei nostri club. Il cuore del nostro lavoro è capire cosa vuole il nostro pubblico e come cambieranno i gusti della gente. E come si fa a capire tutto questo? Ci confrontiamo, viaggiamo, ascoltiamo un sacco di persone e facciamo riunioni con il nostro staff. Insomma investiamo tempo e denaro basandoci sulle nostre intuizioni. Forse questo è l aspetto del lavoro di imprenditore della notte più affascinate ma anche difficile. In realtà siamo soli, i cosiddetti esperti di solito ci procurano danni e le variabili da orchestrare sono pressoché infinite. Per questo il nostro mestiere è per imprenditori creativi. Ed è per questo che le istituzioni dovrebbero avere più attenzione per i veri stilisti della notte, non permettendo al degrado e alla concorrenza sleale di dissipare decenni di esperienze e successi. Luciano Zanchi (Presidente nazionale Asso-intrattenimento) HH 03

3 tendenze tendenze Indizi di nuove tendenze nel bel mezzo della crisi di Lamberto Cantoni E dal momento che ormai la globalizzazione è divenuta lo standard per ogni ragionamento strategico vi propongo di analizzare brevemente cosa sta succedendo a livello d entertainment notturno in contesti il cui genius loci lo potremmo definire di tendenza conclamata (tutti sanno che certe città hanno maggiori probabilità di diffondere mode e tendenze). A Pechino verso la fine del 2008 è stata lanciata la discoteca ChinaDoll. Si tratta in realtà della rifondazione di un club creato nel 2006, situato all ultimo piano di un palazzo. La discoteca è stata ricostruita tre volte più grande di quella delle origini. Oltre ad una Dance Floor e una ambiente Lounge, il progettista ha frammentato lo spazio con 8 vip rooms. Il design degli interni ricorda un pò i privè dei grandi club dell età dell oro della disco ovvero gli anni ottanta contaminato con un mood creato da colori allucinogeni che mi fanno ricordare certe copertine di dischi pop di inizio anni 70 (David Bowie, Glam rock tanto per intenderci). Il designer Wu Ying ha voluto creare un fantastico ambiente onirico supercolorato. Ovviamente le pareti video supertecnologiche amplificano gli effetti percettivi che trent anni fa HH 04 Si dice che le crisi siano foriere di nuove opportunità e in un certo qual modo di un nuovo livello d ordine. In sintesi, secondo l opinione ottimista di molti, la congiuntura spazzerebbe via dal mercato le aziende poco competitive creando una sorta di selezione qualitativa verso l alto capace di rigenerare un settore. Non ho molta simpatia per questo punto di vista e non lo ritengo vero, anche se alcuni degli effetti post crisi vanno in questa direzione. Tuttavia non è privo di senso osservare la tipologia di club configurata da imprenditori che malgrado tutto continuano ad investire con successo in questo settore. Se hanno ragione gli ottimisti, allora è nei dintorni di ciò che stanno facendo che dovremmo scorgere le tendenze che scorrono verso quell aldilà della crisi che tutti stiamo sognando. venivano configurati con le luci colorate degli apparati luminosi. Per dare una dimensione contemporanea all avventura estetica della serata gli organizzatori hanno coinvolto 6 giovani artisti cinesi contemporanei le cui opere sono disseminate in tutto il locale senza particolari cornici, come se le sculture, i video, le fotografie d autore ne facessero parte integrante. Insomma, mi sembra di capire che il proprietario del locale, l attore/produttore A.Wan, creda moltissimo in un club che restituisca all occhio dei clienti la parte che gli spetta dopo anni di mieloso glamour: il ChinaDoll è eccessivo, è Kitsch ma anche molto caldo e avvolgente; in controtendenza rispetto l ondata arrivata tempo fa dal nord europa minimalista, fredda, che comportò la decostruzione di molti locali che ambivano all effetto rave e che per via della crisi attira ancora molti imprenditori ( quando mancono i soldi è più facile togliere che comporre sintesi aggiuntive di effetti estetici!). HH 05

4 tendenze Un altro club da tenere sotto osservazione è il nuovo Vendome Mayfair di Londra. Si tratta di un restyling di una discoteca storica. Dopo alterne fasi caratterizzate da un design ispirato a situazioni un po laterali rispetto l effetto disco standard, il locale è ritornato alle sue origini. Infatti i progettisti hanno intitolato il loro rinnovo con l espressione Bring Back the Dancefloor che potremmo tradurre: ridare vigore alla discoteca. Ma a quale concetto di disco hanno pensato i responsabili del progetto? Sembra proprio che si confermi ciò che avevo intravisto nel locale di Pechino: c è molto degli anni ottanta nel mood percettivo proposto ai clienti; il Mayfair non ha paura di risultare eccessivo anche se non raggiunge il delirio onirico del ChinaDoll. Il cuore del locale è il grande spazio circolare destinato al ballo con un enorme video interattivo costato sterline. Un ritorno alla discoteca classica? Le cose non sono mai così semplici. Mi piace pensare che i due club utilizzati come esempio ci aiuteranno a mettere la pietra sopra al trend anni novanta tendenze disco che ho brevemente descritto, dal design agli oggetti artistici, dalla musica alle comodità, non è scontata né facilmente imitabile. Rappresenta quindi un buon banco di prova per determinare la qualità più o meno alta di una situazione d entertainment. La qualità eccellente dell estetica di un club sarà sufficiente per garantirgli il successo commerciale? No! È questo il paradosso dell entertainment notturno e forse il sintomo del suo inquietante fascino: nessun frequentatore di club si innamora di un locale a partire dal suo spazio puro; è il mood della nottata che si imprime nella memoria e clienterizza i soggetti coinvolti trasformandoli in fans; il mood viene prodotto principalmente dalla musica e dalle persone che mi circondano, insieme alle quali rendo vitale un locale. Ma è anche vero che affinché l alchimia tra emozioni musicali ed emozioni da contatto possa prodursi, si prendono decisioni che coinvolgono la struttura e l estetica di un club. Cosa succede quando si diffonde la chiacchiera che questo locale è giusto, bello etc.? Curiosità caratterizzato da sintesi estetiche sottrattive: meno design, meno eleganza, meno decoro, meno servizi etc. Non si può parlare di discoteca classica dal momento che risulta evidente il tentativo di dare più spazio alle situazioni di pubbliche relazioni (moltiplicazione dei privè; grande importanza alle sedute) e alle contaminazioni con le situazioni d entertainment tipiche di un pub o di un bar. Insomma una serata in questi club è un esperienza che privilegia sicuramente la musica e un po meno il ballo; unite alle eccitanti sensazioni tipiche di un happy hours che accompagna un evento espositivo (contaminazione con l arte). E chiaro che non c è nulla di rivoluzionario in queste fusioni. Ma l orchestrazione o la regia di tutti gli elementi strutturali dello spettacolo della e aspettative portano clienti in una discoteca; l evento della nottata (musica e interazione con gli altri) trasforma questa attesa in piacere (o in dispiacere se tutto va storto). Il feedback tra soddisfazione per ciò che si è provato e la memoria del locale rende desiderabile il ritorno del cliente. Il design ben fatto configurando una identità visiva forte per un club, rafforza la possibilità che i segni della memoria dell evento si fissino in profondità nei soggetti. A questo punto, senza che i clienti debbano averne piena consapevolezza, l immagine del club che si è depositata in loro può cominciare a reclamare la ripetizione dell esperienza. Grazie a questi feedback positivi tra design del locale ed emozioni sperimentate, l imprenditore può scoprire di aver conquistato per un po la propria clientela. HH 06 HH 07

5 CLUB La Capannina di Castiglione della Pescaia Il famoso club di Antonio Degortes grazie ad un riuscito restyling si propone per l estate 2009 come un punto di riferimento per il rilancio del mondo della notte CLUB La capannina di Castiglione della Pescaia è da anni una dei club più famosi della costa Toscana. Immersa nel verde, situata su di un incantevole collina offre un colpo d occhio raro su uno dei mari più prestigiosi della nostra penisola. In realtà è diventata famosa tra i fans della night culture per la qualità del suo intrattenimento notturno di sapore tipicamente mediterraneo che negli anni novanta ha dato un tocco di internazionalità ad una località che stava perdendo l aura dei suoi giorni migliori. All inizio del terzo millennio la Capannina è andata incontro ai problemi tipici del settore. Abusivismo, concorrenza sleale da parte di improvvisati e una disaffezione diffusa del pubblico nei confronti delle disco troppo bersagliate da polemiche, ne avevano appannato l immagine. Oggi il proprietario Antonio Degortes, imprenditore impegnato con strutture distributive nella moda e amministratore di una banca internazionale, sorprendendo tutti i colleghi ha deciso di rilanciare il suo club con un restyling importante, in controtendenza con l aria di crisi del settore. HH 08 HH 09

6 CLUB CLUB Sig. Degortes come mai ha fatto le scelta di investire nel mondo della notte? Io sono nato come imprenditore di discoteche e anche se oggi ho attività composite che non c entrano nulla con i club, continuo ad essere interessato a questo business. Troppe persone hanno decretato la morte della discoteca. Non è così. Io non ho mai perso il mio pubblico. Esiste un problema di redditività che non poteva più essere superato con il vecchio modo di intrattenere i clienti. Ecco perché ho investito parecchi soldi per configurare un locale nuovo, capace di attirane di più e di offrire maggiore qualità di spettacolo Non sono molti ormai gli imprenditori che investono per rifare locali. Perché? I miei colleghi non stanno affatto sbagliando. La crisi c è ed è profonda. L abusivismo ci toglie i clienti. I politici con le loro assurde polemiche contro i club ci rendono impossibile lavorare. E un miracolo che ci siano ancora discoteche attive. Il mio club è diverso da altri. Esiste dall inizio degli anni novanta. Ha quasi vent anni. Fa parte della cultura del suo territorio. In un modo o nell altro tutti lo conoscono. Mi sembrava sensato riproporlo con una veste nuova per dimostrare che è ancora ben in forma e che oltre ad un club è una marca che ispira fiducia a tutti gli appassionati Chi le ha creato il restyling? Mi sono avvalso di tecnici ovviamente. Ma tutto è partito dalla mia testa. Ho voluto che avesse un appeal metropolitano senza però che perdesse il fascino della Capannina di un tempo. Abbiamo giocato molto sulla comodità e sulla bellezza del locale in ogni suo punto. Cosa devono fare i suoi colleghi per superare la crisi? Devono crederci, avere fiducia, non mollare. Devono essere prudenti senza però mai dimenticare che tutti i club sono come la vita di tutti i giorni: devono cambiare, evolvere, capire le mutazioni generazionali. Comunque devo aggiungere che il massimo delle responsabilità per la vita o la morte delle nostre attività ricade sulle istituzioni: solo loro con leggi giuste ed eque potranno rilanciare il settore. HH 10 HH 11

7 CLUB CLUB MAVù Il Mavù da anni fa avanguardia musicale. Come a Londra e come a New York, questa bella masseria ottocentesca della Valle D Itria, in Puglia, e il suo staff guidato da Domenico Piccoli, fanno di tutto per proporre novità artistiche ai loro ospiti. Certo, la magia delle terre in cui sorge è senza tempo e fa il resto. Ma per parlare del successo del Mavù bisogna partire dalla sua natura di concept-factory, un luogo in cui sviluppare inediti percorsi artistici e creativi. Uno spazio in cui far convergere personalità di spicco dell arte per creare originali intrecci fra suono, movimento e immagine... Uno spazio, in cui, più concretamente e senza tanti giri di parole, si ascolta ciò che più tardi diventerà di tendenza o di massa. Little Louie Vega from Work, Caetano Veloso, Jamie Lewis, Amalia Grè, Gotan Project: tutti questi artisti si sono esibiti al Mavù in un momento particolarmente positivo della loro carriera e ogni sera o quasi prendono vita spettacoli di cabaret musicale e burlesque ispirati agli anni 40 e 50 e pure mostre di arti visive ed installazioni. Certo, come dice spesso Domenico Piccoli gran parte del nostro pubblico ci frequenta perché siamo il posto giusto, quello da non perdere... non fa molto caso allo spessore culturale di quello che proponiamo. Ma ciò che conta, in fondo, è il risultato di un club che è diventato di tendenza pur anticipando le tendenze... E se qualcuno dei frequentatori ancora non conosce tutto ciò ma si fa solo suggestionare dal passaparola, ben venga! Senz altro sarà comunque affascinato dalla qualità delle proposte del Mavù. Il pubblico del club, comunque, è piuttosto diverso da quelli che normalmente frequenta le discoteche: uomini e donne, giovani e adulti, classi centrali di età 25-45, con profilo socio-economico medio-alto /alto. Poche discoteche puntano direttamente a questo tipo di target, ma si tratta di una scelta sbagliata. Il Mavù da tempo va in questa direzione ed i risultati gli danno ragione. HH 12 HH 13

8 CLUB CLUB Le novità dell estate 09 Due spazi completamente rinnovati, due ambienti diversamente selezionati, due situazioni differenti. Uno stimolante gioco dialettico concentrato in un unica location. Il Garden si riappropria a pieno titolo dell originario nome assegnato al Club ovvero Mavù Domus Dad dove la location viene intesa come residenza per l arte nella quale si avvicenderanno artisti e dj internazionali. Il loro soggiorno sarà dunque un momento di confronto, mentre la finalità sarà quella di condividere la propria idea creativa con il pubblico, proponendola all interno della variegata programmazione del weekend. La Disco, ovvero il fulcro del divertimento notturno con lo scopo di far assaporare l originale atmosfera bizzarra e coinvolgente del puro piacere; un luogo destinato ad un pubblico giovane e dinamico, un locale in cui incontrare bella gente che desidera divertirsi e ballare. Il Mavù si inserisce nell offerta turistica pugliese Per l estate 2009 vuol creare una serie di appuntamenti musicali qualitativamente rilevanti, ma soprattutto di incentivare una sinergia culturale-lavorativa tra i soggetti che orbitano nell ambito della realizzazione di eventi e dell accoglienza turistica. L obiettivo è quello di rispondere alla richiesta sempre più determinante del turismo culturale, in modo da attrarre sul territorio pugliese un pubblico desideroso di godere delle bellezze paesaggistiche della zona, ma allo stesso tempo interessato alle performance di artisti di primo piano nella scena musicale nazionale ed internazionale. Ormai da anni impegnato nella riqualificazione culturale della Valle d Itria, il Mavù è punto di riferimento per artisti di grande notorietà e platee esigenti. Grazie ad una programmazione di alto profilo e ad una lungimirante gestione manageriale, il club ha saputo creare una rete di relazioni che consentono di plasmare una valida proposta culturale e turistica attraverso la cooperazione con le strutture ricettive circostanti. Per questo ristoranti, Bed&Breakfast e Operatori Turistici, specializzati nell organizzazione di escursioni naturaliste e percorsi eno-gastronomici, hanno programmato convenzioni e accordi. Mavù Per raggiungere il Mavù SS 16 uscita Fasano -Taranto proseguire per Locorotondo seguire segnaletica per Cisternino SP Locorotondo - Cisternino Km 3,2 svoltare a destra HH 14 HH 15

9 CLUB CLUB Art Club Disco Poco lontano dall uscita A4 Desenzano, è uno dei più storici locali della zona del Garda ed è il regno di Madame Sisì, di cui potete leggere un intervista in queste pagine. I motivi del grande successo di questa disco sono molti, e non sono certo l esclusività (che qui è bandita: tutti possono entrare purché siano educati e cortesi), i dj che propone, il design (che è comunque piacevole e fantasioso) o la collocazione geografica: l Art, come dicevamo, è a pochi passi dall autostrada, in una zona normale, commerciale. La chiave del suo successo e quindi il motivo per cui viene frequentato è l atmosfera sempre colorata, divertente e sopra le righe. Per questo, nonostante il locale sia soprattutto al chiuso, resta aperto tutta l estate. Il pubblico dell Art è gay e gay friendly, ma soprattutto è in cerca di una serata normale e divertente, ci vanno tanti ragazzi e ragazze pieni di voglia di ballare. I prezzi sono fissi, niente riduzioni, pr etc: 13 euro il mercoledì che si chiama Notte Praga ed è forse la notte di punta, 15 il venerdì, 20 il sabato... e anche questa è una proposta coraggiosa e innovativa. I prezzi sono fissi. E vero quel che dice Madame Sisì: se un locale rinuncia a certe figure come i pr, forse, alla lunga, guadagna, anche perché così può avere veri amici e non solo collaboratori che all atmosfera delle notti e del club hanno poco da dare. I prezzi del locale, li avete letti, sono bassi, ma ecco come li presentava sul sito qualche mese fa la sua proprietaria: dopo le ben note vicende di chiusura, ho deciso di potenziare il servizio Art a tutela di tutti. Mi sono permessa di chiedere qualcosa in più per dare a tutti veramente in Più. Anche in questo caso un approccio diverso dal solito: i gestori di solito non scrivono sul sito quanto costa l ingresso, sembra che il denaro non sia un argomento tabù. Ma oltre all approccio easy e simpatico, l Art offre molto di più: il suo sito web è un esempio di contenuti continuamente aggiornati, soprattutto le foto del locale. Ma non solo: c è un gioco strip perfetto per divertire chiunque. Chi indovina le risposte nel tempo richiesto spoglia i bei modelli, chi non ci riesce si becca risposte tipo: travestita da 8 euro! Benvenuti all Art, dove non ci si annoia mai, neppure sul web. Art Club Disco indirizzo: via Mantova 1a, Desenzano (BS) telefono: Aperto mercoledì, venerdì e sabato HH 16 HH 17

10 CLUB CLUB Quattro chiacchiere con Madame Sisì, la creatrice di Art Club Disco Come hai iniziato a lavorare in discoteca? Anni fa... la comicità è stata ed è la mia fortuna! La notte è la bellezza della mia vita Raccontaci la tua doppia vita, ossia chi è Madame Sisì e chi è Carlo? In realtà non ho una doppia vita... sono sempre io! Cambio solo vestito. E un bel gioco pieno di colori. Anche Dio ride! Cosa vuol dire interpretare il ruolo di drag queen? Una vera Drag ha il desiderio e l obbligo di far ridere e sorridere tutti... una vera Drag è un bel semaforo impazzito! Evviva il trucco che con noi diventa stucco! Raccontaci della tua amicizia con la cantante Alexia, che credo sia di lunga data... Alexia è un bellissimo fiore... il caro Vittorio Costa ha acceso il nostro incontro musicale! E un artista incredibile. La sua Voce è una freccia di luce fantastica! Qual è il segreto dell Art Club, un locale sempre pieno e sempre easy? Non è un segreto! E un bel modo di strare tutti insieme. Musica, spettacolo, cazzate e amicizia. Io ho vissuto l energia degli anni qualcuno si ricorda? Qual è il pubblico del locale? E un bel minestrone! Lo spazio Art è per la gente curiosa, fantasiosa, libera e non rompiballe! Come ti aggiorni per quello che riguarda il tuo lavoro? Bisogna osservare sempre con attenzione le nuove generazioni... Chi ha tra i 18 e i 22 anni non è solo il cliente del presente, è anche quello del futuro. Raccontaci come fai a gestire il sito del locale, che è funzionale, simpatico, colorato? ci pensa il mio simpatico Roberto... lui interpreta la mia filosofia. Come scegli i tuoi collaboratori? Per la scelta dei dj, a cosa ti affidi? Una buona chiaccherata e poi una buona prova. Thomas Dill è una tua creatura oppure no? Sembra uno che sa unire immagine e sostanza musicale. Thomas non è una mia creatura. Ho solo modificato il suo grande stile. Ora vale il doppio! Come gestisci le pr del tuo locale? all Art non esistono i pr... tutti sono amici! E le collaborazioni con Radio, marchi, etc? Le collaborazioni devo essere sempre interessanti per entrambi i marchi, l unico principio è questo Qual è il punto d arrivo della tua carriera professionale, se ci hai pensato? Ogni giorno ha il suo bel punto. Voglio arrivare a festeggiare i miei 80anni travestitissima! HH 18 HH 19

11 star system star system Saturnino, un basso al servizio dei club E musicista e coautore di Lorenzo Jovanotti ma ogni tanto si diverte a fare incursioni in discoteca. Qui suona a due passi dalla gente, insieme ai dj... Sempre col sorriso sulle labbra di Lorenzo Tiezzi Il prossimo 5 novembre al ( ) di ( ) c è la prima assoluta di un vero evento per la musica elettronica italiana. Prende vita Menage a Trois, una one night che vede la partecipazione di un musicista affermato in ambito pop, il bassista Saturnino (che suona con Jovanotti da sempre), di un dj produttore, Stefano Fontana (ha prodotto Tanto 3 di Jovanotti e come Stylophonic qualche anno fa è andato al top delle chart in Italia ma anche in UK) e di uno dei dj italiani più noti e stimati anche dagli addetti ai lavori, Claudio Coccoluto. Che faranno i tre il 5/11 al ( )? Difficile dirlo, ma sarà una pagina importante per chi ama la musica da ballo contemporanea. La musica house esiste da tempo, così come i dj e la musica dal vivo. Ma che succede quando suona un bassista affermato (e bravissimo) come Saturnino suona mentre i dischi li mette Coccoluto e i suoni li manipola un produttore del livello di Fontana? Ecco come un comunicato stampa presentava, forse con un po troppa enfasi, una serata in discoteca in cui tra i protagonisti c era il basso di Saturnino Celani. Ma per una volta, l entusiamo era ben riposto, visto che l esperimento Menage a Trois è stato replicato più volte, con buoni risultati artistici e con un solo punto fermo: ovviamente, Saturnino. Perché se i dj di qualità sono tanti e i personaggi che talvolta fanno capolino in discoteca soprattutto per via del cachet che si portano a casa, i musicisti che intendono il dancefloor come luogo di sperimentazione come Saturnino sono pochissimi. Il motivo è semplice: sperimentare piace a tanti artisti di qualità, solo che poi bisogna averne le capacità tecniche. Morgan, il cantante dei Bluvertigo e il personaggio tv lanciato da X Factor, ogni tanto si diverte a fare il dj, ma purtroppo fa ballare e divertire soprattutto se stesso. Saturnino, al contrario, quando si esibisce nei club, continua soprattutto a suonare il suo basso e a farlo con un umiltà tutta ritmica : pochi assoli e molti giri efficaci, pochi fronzoli e tanto slap... Ma si capisce benissimo che ha rispetto di chi sta in console a mixare. Non a caso spesso seleziona musica in prima persona per eventi e sfilate e sa quanto conti non sbagliare i volumi, non sbagliare le battute, non esaltarsi... D altra parte sono tutte doti che un dj e un bassista devono avere in comune. 39enne, marchigiano trapiantato a Milano, Saturnino è da tempo tra i musicisti italiani più affermati. Ho iniziato a frequentare le discoteche per ovvi motivi, ossia per rimorchiare, racconta Saturnino mentre è a New York per lavoro, ovviamente con Lorenzo Jovanotti, di cui è musicista e soprattutto coautore sin dal Ero un adolescente e ovviamente avevo un notevole interesse per l approccio Poi però mi sono accorto che la discoteca mi coinvolgeva anche dal punto di vista musicale e quindi emozionale. Ho iniziato quasi subito ad avvicinarmi ai dj e a chiedere loro i titoli delle tracce che mi piacevano E che dal punto di vista musicale non tutte le disco erano uguali lo capii subito. HH 20 HH 21

12 star system star system Cosa cambiava da discoteca a discoteca? Ovviamente la musica. Gianni Schiuma al Why Not, uno dei locali più importanti del centro Italia dal punto di vista musicale, proponeva un tappeto sonoro unico e irripetibile, altrove la stessa magia non c era. Ho sempre avuto grande rispetto per la figura dei dj. Quando uscì quel mitico pezzo dei Faithless, God is a dj, pensai subito che il gruppo aveva colto nel segno. Chi seleziona musica in un locale ha un ruolo privilegiato e importantissimo. Che rapporti hai con i dj? Da quando la mia passione per la musica è diventata una passione remunerata, ho iniziato a conoscere personalmente tanti alchimisti del suono: Ralf, Nicola Guiducci del Plastic, Claudio Coccoluto. Quando entri in contatto con persone di questo tipo ti accorgi che l età non conta. Ossia gente così a 50 anni suonati fa ballare ragazzini di 18, 20 anni solo grazie a una cultura musicale sterminata, che mette quasi paura. I musicisti, spesso, sottovalutano il potere dell ascolto musicale, che crea cultura molto più della tecnica strumentale. E il passato della musica che ti fa davvero conoscere il presente e ti emoziona. Ricordo perfettamente la prima volta che ho incontrato Lorenzo (Jovanotti, ndr), abbiamo parlato per tre ore di musicisti come Bootsy Collins. Molti non lo ricordano o non lo sanno neppure, ma anche lui ha fatto per anni il dj prima di avere successo come rapper. Senz altro lo strumento che suoni, il basso, è un strumento ritmico, essenziale nella musica che fa ballare e il bassista come il dj non deve essere un virtuoso, bensì un artista che sa interagire col suo pubblico E stato il comune amore per il ritmo che mi ha avvicinato a Lorenzo ed è stato il basso elettrico che mi ha scelto, non l ho scelto io Io da ragazzino suonavo il violino. C era un gruppo rock in cui mi avrebbe piaciuto tanto suonare col violino, avevo già in testa diversi punti di riferimento come Mauro Pagani e Jean Luc Ponty, c era il flautista dei Jethro Tull, insomma la classica già si mescolava col pop rock. Per farla breve, capitò che il loro bassista partì per il servizio militare... e visto che in una settimana riuscii ad imparare tutte le canzoni col basso, iniziai a suonare con loro. Col tempo ho scoperto che il bassista è una figura di collante tra melodia e tessuto ritmico, quella della batteria. Insomma col basso si può volare, ma stando sempre ben attaccati al terreno. E per questo che i bassisti sono sempre quelli che nei gruppi durano di più! HH 22 HH 23

13 star system star system Visto che vivi i locali da anni, come vedi l attuale momento delle discoteche? C è crisi oppure no? Direi che c è soprattutto confusione. Anni fa i locali notturni erano soprattutto dei laboratori creativi. Oggi la massificazione e locali sempre più grandi hanno fatto si che le proposte siano diventate sempre più sovrapponibili. Mi piacerebbe un futuro in cui i locali assumano ancora una dimensione più ridotta e quindi riconquistino una loro dimensione creativa, soprattutto in quella provincia che oggi è totalmente abbandonata a se stessa. Al Tuchulcha di Cortona, quando ci suonava Lorenzo, si faceva musica più simile, nella proposità innovativa, a quella di New York che a quella di Milano. Agli addetti ai lavori che consiglio ti senti di dare? Di investire in impianti audio di grande qualità sonora. Non parlo di quantità di watt, ma in locali che siano disegnati per ascoltare musica nella maniera ottimale. Troppo spesso si ascoltano dj che lavorano con mp3 a bassa risoluzione o musicisti che utilizzano il computer portatile senza una scheda audio esterna (a scapito dalla qualità) ma è soprattutto il locale che deve offrire il massimo dal punto di vista della qualità dell impianto. Al Cocoon di Francorte mi sono emozionato per la qualità di quello che sentivo, e mentre ascoltavo riuscivo a parlare con chi mi era vicino il volume non c entra niente con la qualità sonora. Che cosa ti senti di consigliare a chi è giovane e ancora non ha capito se vuol fare il musicista, il dj, il direttore artistico Bisogna sempre approfondire l ascolto, non solo la tecnica strumentale. E non dico che bisogna conoscere tutta la musica, si può tranquillamente partire dalla musica che a livello istintuale si sente più vicina. E poi la musica va condivisa: i propri entusiasmi devono essere quelli degli amici, delle persone a cui vogliamo bene. Così da un piccolo seme musicale, l influenza positiva si spande. Oggi abbiamo la tecnologia, che è splendida ma l ipod si ascolta da soli, mentre i dischi si ascoltavano insieme guardando la copertina, cercando di capire chi era il fonico. Se nelle scuole al posto del flauto dolce si approfondisse l ascolto musicale, i risultati sarebbero migliori per la cultura musicale. Quando parlo con i ragazzi delle scuole di musica, consiglio spesso anche i documentari musicali, quei dvd che raccontano particolari momenti della carriera di artisti come Miles Davis. Ad esempio, quando quest ultimo passò dall acustico all elettrico fu un momento importantissimo, non solo per il jazz, ma per la musica in generale. Saturnino (Ascoli Piceno, 1969) è considerato dalla critica più accreditata uno dei migliori bassisti sulla scena internazionale. Autore di culto e popolare allo stesso tempo, Saturnino esordisce discograficamente come solista nel 1995 con Testa di basso, album in cui si mettono in luce una non comune padronanza tecnica, che può contare anche su un virtuosismo mai fine a se stesso, grande capacità compositiva ed eclettismo. In Testa di basso Saturnino è autore di tutti i brani e si avvicenda al basso, alla batteria e alla chitarra. L album riscuote notevoli consensi di critica e pubblico e la Verve, prestigiosa etichetta americana, lo include, unico artista italiano, nel suo catalogo. Sempre la Verve lo inviterà quello stesso anno ad esibirsi alla sua presentazione ufficiale in Italia al Propaganda di Milano, insieme a Chris Botti e Gary Thomas. Testa di basso non rappresenta tuttavia la prima esperienza discografica di Saturnino. La sua collaborazione come bassista e coautore con Lorenzo Jonavotti data Con Jovanotti egli inciderà ben otto album, tra cui un doppio live. Gli altri suoi cd come solista sono: Zelig (1996), il live SaTOURnino (1997), Clima (2000). Strumentista versatile capace di affrontare qualunque stile, nei suoi album si fondono strategicamente influenze che gli derivano da una cultura segnata dagli studi di musica classica (inizia a studiare violino all età di cinque anni) e dalla passione per il funky, il jazz, il rock e l hip hop. La sua è una musica propensa alle contaminazioni dunque, ma che esclude ogni forma di citazione. Saturnino fa così suo un concetto di nomadismo musicale in cui all artista è concesso muoversi in libertà, senza passaporto, nei territori della musica già battuti in passato da altri: egli non ripete passivamente e, sempre con creatività, sa ottenere nuovi insiemi capaci di esprimere identità musicali inedite. Sul palco riesci sempre a comunicare non solo quando suoni ma anche per come ti vesti e per come ti muovi, come fai? L abito, per un musicista, è fondamentale. Un orchestrale non può vestirsi come gli pare, ma deve vestirsi proprio come gli altri altri orchestali, altrimenti si perderà parte dell effetto magico della musica. D altra parte non è un concetto solo relativo alla musica: i samurai erano straordinari guerrieri, ma dedicavano ore alla vestizione e alla scelta di abiti e armature. Mi è capitato spesso di sentire chiedere: ma chi è che ti cura il look? La risposta è, ovviamente, nessuno, ossia che faccio da solo. Anche quello della moda è un linguaggio che ho scoperto leggendo riviste come Wired, Dazed & Confused o The Face. La musica non viene sminuita quando curi anche tutto ciò, anzi, viene amplificata, proprio come quando ti muovi nel modo giusto sul palco. Purtroppo di questo tipo di cose, in Italia, si parla poco, ma all estero l attenzione a questi dettagli è prassi. HH 24 HH 25

14 club life Sistema Ibiza L isla blanca è l isola delle discoteche e, nonostante la crisi, ogni anno si riempie di clubber da giugno a ottobre... Siccome da noi non succede, ecco qualche idea ibizenca perfetta anche per le disco italiane. di Lorenzo Tiezzi Il meglio di Ibiza club life Ai suoi frequentatori appassionati di discoteche, il format Ibiza offre sempre qualcosa che altrove non può trovare. I top dj e i festival, ormai, suonano dappertutto, ma solo a Ibiza prendono vita show con decine e decine di performer. Soprattutto degli show e un impatto musicale forti. La Space, El Divino, Privilege, tutte le diverse serate del locale più chic ed adulto, il Pacha... Ognuno di questi club ha una sua atmosfera e privilegia non uno ma diversi generi musicali: rock, trance, minimal... A Ibiza c è di tutto. Non solo quello che in qualche modo va di moda, come, in questo momento, la Swedish Mafia e le serate di David Guetta. L idea giusta quindi è proprio proporre tutto, non solo il nuovo suono e il revival anni 90. Il dancefloor del Pacha Tante, troppe volte, ho sentito dire agli addetti ai lavori delle disco italiane che da Ibiza non c è niente da imparare. Che non c è niente di nuovo. Questi discorsi li ho sentiti fare soprattutto da chi sono anni che l isola non la frequenta, ovviamente... Anche se hanno in sé una parte di verità, visto che le novità del clubbing internazionale degli ultimi anni sono altre (soprattutto i top dj pop come Tiesto, personaggi capaci di riempire i palasport e i festival), la sostanza dell affermazione è fondamentalmente sbagliata. Ibiza è il paradiso di chi ama l elettronica. Ibiza sta alle discoteche come Las Vegas sta al gioco d azzardo. E quindi, anche se oggi Las Vegas è un po in crisi, e a poker si gioca soprattutto online, è giusto capire perché nonostante tutto ogni anno venga frequentata da migliaia di persone ogni week-end... Chiaramente parliamo di chi si interessa, per lavoro o per passione, di discoteche. Ci sarà pure un motivo se anche quest anno, dopo l anno scorso e quello precedente, Burn (gruppo Coca Cola) manda in vacanza a Ibiza e non a Riccione o in Costa Smeralda i giovani clubber che bevono energy drink. Ci sarà pure un motivo se in uno spot di quest estate (il prodotto non conta) una ragazza chiede ai suoi euro per andare in vacanza a Ibiza nonostante la bocciatura. Ibiza è divertimento, Ibiza è gioventù, Ibiza è trasgressione... Ma contemporaneamente, Ibiza è un isola molto grande, piena di alberghi e di famiglie stile Rimini... Per cui oltre all immagine giovanile c è anche la sostanza di un luogo bello dal punto di vista naturalistico ma anche accessibile (poche ore di traghetto da Barcellona), polivalente, ricco di proposte che vanno oltre la discoteca (Cafè del Mar, i mercatini hippy, le spiagge solitarie). Quale zona d Italia può vantare tale primato nonostante la natura italiana superi quella ibizenca? Probabilmente nessuna. Ecco quindi spiegato il perché di questo articolo che non vuole deprimere bensì informare e dare spunti costruttivi. L Italia ha cultura e natura da vendere e una reputazione che all estero spesso dimentichiamo. Recentemente ho ascoltato Tom Hanks e David Letterman che parlavano di Roma come del paradiso. Ecco, se alla storia riuscissimo davvero prima a raccontare e poi ad esportare anche lo stile italiano del divertimento (che davvero è secondo a nessuno), le disco di tutte o quasi le città italiane si riempirebbero di turisti, e quindi anche di bei ragazzi italiani... Ibiza ha molto da insegnare: impariamolo. HH 26 Un flyer del Pacha HH 27

15 club life club life Il meglio di Ibiza Più prevendite (e meno pr) Uno dei fattori chiave di Ibiza è senz altro la prevendita, ossia il fatto che già prima di aprire il proprietario di un locale sa perfettamente che serata sarà. A Ibiza i bar di pre disco lavorano per le discoteche, vendendo i biglietti per le serate, non fanno loro concorrenza... e proprio nelle zone più ricche di bar, gli staff dei club fanno le loro sfilate, creando, gratis, veri show per tutti gli avventori. I bar funzionano in pratica da pr... ma il sistema è assolutamente trasparente. Ossia un bar come lo Zoo di Oreste vende i biglietti di tutte le serate perché da tutte guadagna qualcosa. E il suo lavoro aiuta proprietari e promoter, perché ovviamente in caso di necessità riesce a spostare l attenzione su questa o quella serata. Quale pr italiano riesce a fare tutto ciò? Promoter (e non pr) A Ibiza non è solo il proprietario della disco a rischiare di tasca sua. Le grandi disco ibizenche sono solo location che vengono gestite una volta la settimana da diversi promoter come Circo Loco (Dc 10 Ibiza), Salvacion (El Divino), Meganite (Privilege), La Troya (Space), Made in Italy (Amnesia). Proprio come accade per i concerti, c è un promoter locale (che gestisce la discoteca) e un promoter che si occupa degli aspetti artistici, ossia della console e dell animazione. In Italia, invece, a farla da padrone spesso sono pr che niente capiscono di musica, però impongono questo o quel dj, ovviamente senza rischiare una lira di tasca loro. La terrazza del Pacha Performer del Privilege Le performer di Salvacion Emergency party Ci si accorda: non si litiga e non si copia A Ibiza è normale litigare sino all inizio della stagione. Poi però, per tutta la lunga estate. disco, predisco, bagni (etc) si accordano e smettono di farsi la guerra. I clubber sono tanti, diversi tra loro, e c è bisogno di accontentare tutti. Il giovedì c è al Pacha la forte serata organizzata da David Guetta, dedicata al pubblico adult chic di El Divino? Quest ultima serata si sposta al martedì, e continua ad essere un successo. L altra differenza con la litigiosissima Italia è poi la mancanza di scopiazzature. A Brescia, capita spesso che certi guest facciano il giro di tutte le disco in 2 mesi... A Ibiza, invece tutto ciò non è possibile, anche perchè la programmazione di tutta la stagione si sa già a metà maggio. Una stagione che non finisce mai L isla blanca ha una stagione da giugno a ottobre. Ovviamente, gli eventi per clubber duri & puri, sono fuori stagione: Le aperture di inizio giugno e le chiusure a fine settembre. Non tutte le settimane sono clou, ma la mole di lavoro fa si che un locale possa assumere, ad esempio, bravi barman: un barman mediocre, invece, lo si può ingaggiare anche per un mese, ossia la durata di certe disco estive italiane. Ibiza comunica, le disco italiane no Cd con la musica delle serate, riviste di settore (soprattutto britanniche) e siti web come la mecca del settore Ibiza-Voice. Le disco di Ibiza comunicano sempre e comunque, e lo fanno con continuità, senza fossilizzarsi sulle solite scelte come si fa in Italia (un esempio su tutti? La pubblicità su un paio di radio regionali) E se c è poco spazio sulle riviste, i club non si arrendono si creano le proprie riviste. Dopo Pacha Magazine, è nata quella dello Space. Il meglio di Ibiza HH 28 HH 29

16 club life club life Il meglio di Ibiza Niente cachet assurdi ai dj A Ibiza si fa sistema e i dj la vedono (giustamente) anche come una vetrina. Per questo dj importanti suonano a cachet bassi. Solo i supertop (quelli che riempiono da soli i locali, come Tiesto) guagnano davvero, gli altri si fanno promozionane. Un dj di buon livello, a Ibiza, guadagna euro a sera anche perché se sono veri professionisti suonano 3 o 4 volte la settimana, spesso più volte in una notte. In Italia invece i cachet di dj di medio valore, persone che portano al locale poche decine di persone, sono ben più alti. Droga & Alcol: tolleranza e repressione A Ibiza è normale, di prima mattina, trovarsi incolonnati davanti a questo o quel locale perché la polizia controlla tutte (tutte) le auto in uscita da una discoteca. Ovviamente la discoteca non è sempre la stessa e ovviamente dopo un po ci si fa l abitudine. Allo stesso modo, i locali seri che non danno problemi d ordine pubblico hanno la possibilità di lavorare con tranquillità... mentre quelli un po troppo allegri (ad esempio Dc 10) vengono chiusi per mesi, senza tanti complimenti. In Italia si leggono tanti articoli sulle patenti ritirate alla domenica mattina, ma la Polizia in strada è sempre pochissima. Dress code, questo sconosciuto Al Pacha, il più esclusivo dei locali ibizenchi, spesso c è chi entra in ciabatte e bermuda. La cosa è poco elegante? Forse, ma senz altro non contrasta col livello medio delle ragazze, che sono bellissime e dei ragazzi, splendidi pure loro. Piacerebbe un po più di elasticità mentale da parte dei door selector anche in Italia. L abito non dà per forza educazione. La terrazza al posto del giardino A Ibiza funziona così: nessuno investe milioni di euro in giardini che non danno nessuna garanzia. Anzi, sull isola, i locali sono sempre o quasi al chiuso, ma hanno grandi e belle terrazze panoramiche da usare all occorrenza. Non è un caso forse se la più esclusiva o almeno conosciuta delle disco italiane, il Pineta di Milano Marittima, è un locale estivo al chiuso pieno di verde e cristallo. In questo caso l esempio vincente ce l abbiamo già in casa, non c è che da imitarlo. La cover di Club Azuli Ibiza La cover di Space Tranquil by Jon Sa TrinxaAzuli Ibiza da sinistra: Il Dome bar a Ibiza, I top dj Pete Tong e Carl Cox, Una dottoressa di Salvacion Ibiza Emergency Party, Sexy performer al Coco Pacha ibiza performer HH 30 HH 31

17 TOP dj Alex Elle di Lorenzo Tiezzi Top DJ Dehor (Desenzano del Garda, Bs), sabato notte, ore 2 e 30 circa. E inverno pieno e il locale non è stracolmo ma neppure vuoto. La sala piccola della grande discoteca balla al ritmo dei brani proposti da un dj vestito in modo singolare: canotta, anzi t shirt senza maniche, occhiali vistosi, basettoni e capelli cortissimi. Il dj sorride sempre e propone un mix tra le hit dance del momento (di solito in remix strani e non nelle versioni originali) e tracce più elettroniche badando più alla sostanza, ossia alla musica, che alla forma, ossia al mixaggio. A un certo punto, dopo un breve attimo in cui la musica cala, il dj propone In the shadows dei Rasmus, un pezzo pop rock che in quel periodo programmavano un po tutte le radio. Si tratta di un vero azzardo. I dj di solito non propongono la musica dance che le radio suonano, cercano di essere più avanti o almeno da un altra parte In questo caso, addirittura, il dj rischia tutto e mette un brano pop rock, un pezzo che molti hanno già nel loro ipod. Lo fa perché ritiene che sia un piccolo capolavoro che merita la ribalta della discoteca e della console. Ovviamente, come sempre o quasi, il coraggio paga e la sala piccola del Dehor diventa una (piccola) Bolgia. Ai sorrisetti di scherno dei soliti addetti ai lavori presenti (vocalist, pr, etc) si sostituiscono cenni del capo, cenni di assenso Il dj in questione era Alex Elle. Ne scrivo al passato perché è recentemente scomparso, a soli 38 anni, per un ictus cerebrale, una tragedia che tra l altro è accaduta proprio mentre stava lavorando in un locale. A molti mancheranno i suoi set, spesso più fantasiosi ed efficaci del suo abbigliamento colorato. Per molti sarà triste non ascoltare più il suono Pornocult, quello con cui remixò con grande successo internazionale la hit Shining star dei Get Far, e con cui spesso faceva ballare Londra, certi club in Romania Alex Elle nell ambiente non era conosciuto, come ha scritto qualche quotidiano, come un dj da spiaggia, bensì come un produttore di qualità. Non che i dj da spiaggia non siano professionisti, ma una certa differenza c è. E poi un segno nel settore clubbing (dj, discoteche, discografia) l ha senz altro lasciato, per cui accanto alla malinconia, restano diversi fatti. Il primo è che Alex Elle arrivò all elettronica (all estero la chiamano deep trance) dopo un lungo percorso partito con la musica latina e che per motivi di poco interesse musicale lasciò una console importante come quella del Billionaire in Costa Smeralda. Luca Agnelli ebbe lo stesso coraggio, ma quanti altri colleghi, ogni notte ce l hanno? Un altro fatto è che Alex non ebbe mai quella puzza sotto il naso che tanti, troppi dj hanno. Proprio per questo, senza voler niente in cambio, si mise in gioco per aiutare diversi talenti secondo lui sottovalutati (solo negli ultimi tempi la dj girl Catrina Davies e un giovanissimo come Cristian Viviano). La piccola lezione lasciata da Alex Elle senz altro non è facile da mettere in pratica, ma c è da sperare che il clubbing italiano (lo ripeto: dj, discoteche, discografia e pure i giornalisti) la impari. Mario Più di Davide D Angelo Si sta muovendo su tanti fronti: serate, produzioni. È un buon momento per lui. Ha appena vinto un vero oscar italiano della musica da club, il Trend Award 2009, nella categoria Miglior Dance Producer. Un riconoscimento da top dj. Un trofeo consegnatogli a Trezzo, a maggio, durante il suo ultimo Matrix. Mario Più è davvero inarrestabile. E lavora su tante idee. Si scopre inoltre che sta lavorando anche coi Phunk Investigation tra inediti e remix e che è uscito con tanti cd singoli, tra cui l ultimo Mas Experience É davvero un boom quello della musica elettronica minimale e tech house, oggi? Mi sembra che qui in Italia funzioni solo perchè come al solito è diventata di moda, spiega Mario Più. Sono anni e anni che esiste la minimal, però nessuno qui l aveva mai presa in considerazione, fino a che non è diventata una moda. Sinceramente non so se tra tutti quelli che l ascoltano o la ballano c è qualcuno a cui piaccia veramente. Ma cosa pensa dell elettronica attuale? Sta davvero cambiando? Diventerà meno minimal è più melodica? So solo una cosa: il suono in generale diventerà maggiormente house e la cassa più presente. Ci sarà più energia nelle produzioni. Come si chiama allora il genere che suona Mario Più? C è gente che immagina e parla dei dj Metempsicosi come dei portatori di progressiva house e techno. Niente di più sbagliato, questo i fan lo sanno. Io cerco sempre di proporre qualcosa che abbia un minimo di idea o almeno un suono che abbia carattere. Ma sopratutto energia. Che alla fine sono sempre gli ingredienti giusti perchè un disco funzioni sulla pista e di conseguenza anche sulla vendita (scarsa) da sempre. Alti e bassi nell editoria che si occupa di discoteche. A parte alcuni pilastri, molti crollano. Insomma, anche in Italia sta accadendo quello che è successo nel Regno Unito: le testate stanno chiudendo. Mario Più cosa pensa? Scompariranno i giornali specializzati in discoteche? Sinceramente non penso che i magazine andranno a scomparire, magari cambieranno il format aggiungendo argomenti che interessano di più. Cosa hanno bisogno per essere competitivi in Italia? Domanda difficile: bisognerebbe chiederlo ad un esperto del settore, non è il mio campo. Come possono essere aggiornati i fan? Solo attraverso Internet, o forum? Mah, questi sono i mezzi più accessibili a disposizione al momento. Bastano i giornali? Pensi che le radio facciano informazione? Per fare informazione servono anche i giornali, però quelli più importanti e non solo settoriali, poi le radio da sempre sono servite a fare informazione e secondo me dopo la televisione è il più importante mezzo di informazione e comunicazione. Cambiando discorso, l inizio delle sua carriera, la gavetta insomma. Come è stata? È stato un percorso naturale, fatto di sacrifici, pubbliche relazioni, porte bussate, porte chiuse all inizio e aperte poi. Il primo giradischi da bambino, la prima coppia professionale di piatti, il mixer, i vinili, la passione. Il mio è un mestiere che si basa parecchio sull immagine, siamo nell era in cui la tecnologia domina. Bisogna sapersi aggiornare, saper comunicare. Io ci ho creduto dall inizio, in questo, e dopo tanti anni di dischi, di dj set, di viaggi, di esplorazioni, eccomi qui. HH 32 HH 33

18 top dj Gio di Leva di Davide D Angelo TOP DJ Giuseppe Esposito al mixer Gio Di Leva (from Sidekick Production), classe 84, nasce a Sorrento, in provincia di Napoli, e tutt ora vive nella sua città. Il suo amore per la musica è immediato: inizia come batterista autodidatta in una piccola band pop. A 14 anni entra nel mondo della notte e si innamora della console. Ben presto inizia ad emergere in Campania suonando come dj e pian piano inizia anche a produrre le sue prime tracce. A 16 anni, ad esempio, pubblica su white label un remix If I Ever Feel Better dei Phoenix che riscuote un notevole successo underground e nel 2002 crea il gruppo di produzione musicale italo dance Jd Brothers. Nel 2005, dopo due anni di corsi, consegue il diploma di tecnico del suono presso Spazio Musica di Pomigliano D Arco (Na). Il suo suono, negli anni, ovviamente cambia e dalla dance passa pian piano a una tech house minimale molto personale. Ascoltando sul suo Myspace Strana senzazione, una traccia che esce col suo nome, Gio di Leva, si capisce che il potenziale dell artista è grande. I suoni sono elettronici e minimali ma sono però anche caldi e potenti e un altra hit, va detto, sembra proprio dietro l angolo. HH 34 Tornando al passato, il 2007 è l anno del successo col progetto Sidekick Production. Insieme a Enzo Martino, Max Zotti e Cristian Cavaliere prima realizza dei fortunati remix Funkerman Speed Up (Sidekick Rmx), Noir SuperSkunk (Sidekick Rmx), Basto! Savior (Sidekick Rmx), Sex Weed Juice String (Sidekick Rmx)... poi un anno dopo, nel marzo 2008 esce il primo singolo Deep Fear (Net s Work), una vera hit europea suonata da top dj come David Guetta, Fedde Le Grand e David Morales. Si tratta di un vero capolavoro dance: a un riff ipnotico e minimale si contrappone una parte di violino solo capace di riempire di malinconia ogni club e poi far di nuovo scatenare la danza. Il brano viene incluso nelle più importanti compilation dance (da noi entra nella tracklist di quella selezionata da Albertino di Radio Deejay), ma nascono alcuni problemi con l etichetta che, attraverso un azione legale, vorrebbe impedirgli di abbinare il suo pseudonimo artistico (Gio di Leva) al nome del progetto cui tanto ha contribuito (Sidekick Production). Senza entrare nei dettagli, è una storia piuttosto triste a cui però un giudice mette fine in tempi brevi: Giuseppe Esposito aka Gio di Leva può tranquillamente far scrivere from Sidekick Production sui flyer delle serate in cui suona, proprio come gli altri membri del gruppo. Dopo il successo del progetto collettivo e di altre tracce, tra cui Wave Of Joy, brano realizzato insieme a Nello Simioli e Cristian Cheval feat. Merola, Giò continua ad essere impegnato in studio di registrazione su nuove tracce e nuovi remix e collabora con nomi illustri del settore dance europeo. Per quello che riguarda la sua attività di dj, continua a suonare in tutta Europa (soprattutto in Italia e Portogallo). Rallo di Davide D Angelo 35enne o giù di lì, è tra i più noti dj in ambito fashion, quel genere che fa ballare i club più esclusivi con musica vocal house ritmata ma non troppo estrema. Suona da anni in club come il Mazoom di Sirmione (di cui è anima musicale del nuovo venerdì tutto floreale ed estivo Mazoom insieme a Mark Livella), Le Palafitte di Sulzano (Bs), dove ogni domenica propone un set house story, mentre si è affermato soprattutto al Qi di Rovato Bs. Alto (ben 1 metro e 93) e di bell aspetto, in console sorride spesso e per questo senz altro piace anche più di chi avrebbe dovuto fare il modello e non il dj: molto preciso nel mix, non ama particolarmente sfoggiare soluzioni tecniche d effetto, bensì creare un muro sonoro che in un paio d ore, senza sforzo apparente, passa dalla soulful house all elettronica, dalla disco alla battuta pesante. A differenza di tanti, tutto questo sa farlo sempre, anche quando la pista non è stracolma, ossia quando un set ben riuscito riesce a trasformare un fiasco in un successo. Quando la situazione è un po debole, è ovvio che il dj deve modificare la sua scaletta, deve essere ancora più invitante e portare la sua musica verso il ballo. Oggi le discoteche sono luoghi d incontro, negli anni 80 e 90 erano luoghi in cui si andava soprattutto a ballare per cui questo tipo di lavoro forse è diventato ancora più raffinato. Sono originario di Cremona, racconta. Ma ho iniziato a lavorare a Monte Campione, in provincia di Brescia, dove mio padre aveva un locale. E una località turistica frequentata soprattutto da milanesi e per me è stata un ottima palestra visto che a Milano spesso si balla, nella stessa sera, r n b, commerciale ed elettronica. Su quello che è il ruolo del dj ha le idee piuttosto chiare. Un dj è innanzitutto un intrattenitore, una persona che deve far ballare e star bene le persone che frequentano un locale. Se nel farlo riesce anche ad essere un artista, bene, anzi meglio, ma l essenziale del lavoro è l ospitalità, il diverimento. Dicendolo in parole povere, un dj guida un tram: se ti fai un viaggio musicale troppo personale le persone scendono alla fermata e ti ritrovi da solo, che non è proprio il massimo. E come fa il dj a sorprendere, a fare davvero la differenza? Ogni disco è un po come un colore, facendo il paragone con la pittura Lo scopo è quello di emozionare con qualcosa che non sia proprio quello che le persone si aspettano. Nel fare questo tipo di lavoro c è sempre da imparare. Spesso ho invidiato questo o quel collega non perché avevano una lacca o un anteprima che io non avevo ma perché in un certo momento della serata sono stati capaci di tirare fuori dalla borsa dei dischi una vecchia traccia che invece io da tempo lascio in cantina. Per Rallo i club sono molto cambiati negli ultimi anni. La nuova generazione di gestori pensa meno al prodotto musicale, e all accoglienza e di più ai numeri e al nome del dj che si esibisce in console. Tutto questo dipende anche dal fatto cui accennavo prima, ossia che le discoteche da luogo musicale sono diventate soprattutto un luogo d incontro. Ma la qualità, nelle scelte musicali come in quelle di gestione, continua a pagare. HH 35

19 vocalist vocalist Federico Trebbi I primi passi a livello artistico li fa come cantante di una rock band bolognese. In effetti la voce potente e imperiosa ce l ha, e ogni tanto, durante le serate, la fa ascoltare, anche se la prima cosa che arriva è una simpatia tutta emiliana. Quando ci siamo sciolti non ho avuto le energie per rimettermi a cercare altri compagni di viaggio. Quando per caso ho preso in mano il microfono a una festa, ho visto che gli organizzatori facevano di tutto per lasciarmelo. Ho iniziato a fare serate nel weekend e poi quando ho visto che iniziavano a propormi anche diversi appuntamenti infrasettimanali ho capito che quello del vocalist poteva diventare un lavoro. Infatti la carriera di vocalist di Federico Trebbi, è già lunga, ben 12 anni di serate in alcuni dei migliori locali italiani. Prima sono venuti i locali di Bologna (Matis, Chalet delle Rose, Ruvido), poi la riviera romagnola e quindi locali importanti come Prince, Pascià, Villa delle Rose, Paradiso, Byblos e Papeete Beach, infine quelli lombardi come il Circus di Brescia. Nelle sue esperienze professionali c è anche quella di speaker radiofonico in un emittente bolognese. Il perché di tanto successo è piuttosto semplice da capire: lo stile di Fede (gli amici lo chiamano così) al microfono mette allegria. Fa tutto quello che un vocalist da fashion club deve fare, ossia sa salutare chi è al tavolo, incita il dancefloor con slogan che danno energia... ma è soprattutto uno che mentre lavora si diverte. Si sente, si percepisce, che su un palchetto accanto a una ballerina, con un bicchiere di champagne in mano è perfettamente a suo agio... E non per voglia di protagonismo. Trebbi in discoteca è a casa sua anche quando ordina qualcosa da bere al bar. Un vocalist ha sempre di fronte a sé il limite, ossia quando esagera inizia a dar fastidio invece di caricare. Io credo che la differenza in questo lavoro la faccia la preparazione musicale. Se ce l hai riesci a capire qual è la struttura dei brani, sai quando intervenire e quando invece non farlo. Sull attuale momento delle discoteche Trebbi ha le idee chiare. La crisi c è e molti in discoteca non ci vanno più ma mi piace vedere che i locali iniziano a pensare serate originali, diverse. Qualche anno fa tutti avevano in mente solo il Pineta. Ma quello che funziona a Milano Marittima non è detto che funzioni ovunque. Per l estate 2009, oltre a diverse collaborazioni estemporanee, lavora soprattutto al Fura di Lonato e al Coco Beach del Lido di Lonato. Sono due locali molto diversi tra loro, ma mi piace sottolineare come le scelte coraggiose di solito paghino. Al Fura il sabato è piuttosto giovane e in main room non si insegue certo il già citato modello Pineta, si fa divertire il cliente con una proposta varia e colorata. Il Coco Beach invece è un locale per sua natura esclusivo e dedicato al pubblico over 30, ma la selezione musicale esula dalle solite hit o dal consueto revival. I dischi di elettronica pura Michele Menini li lascia nella borsa, ma spazia con coraggio tra label come Defected, Purple Music, etc e il risultato sono un sacco di ragazze che ballano come matte dall inizio alla fine della serata!. Alle Torelli Intervistare Alle Torelli è contemporaneamente facile e difficilissimo. E difficile perché contenere tutta la sua energia personale su una pagina di parole è impossibile (anche con l aiuto delle foto la si intuisce soltanto). E facile perché è una persona educata, che risponde a ogni domanda e non ha problemi a parlare anche della sua vita privata: della sua religiosità, del fatto che non si sente particolarmente fortunato con le donne solo perché fa il vocalist e ne conosce tante ( di noi vedono solo il lato più esteriore, dice), e pure del fatto che da un po fa volontariato in ospedale. Prima o dopo qualche serata super esclusiva o super divertente, va in reparto e cerca di far sorridere bambini malati o sfortunati. In fondo, anche con loro fa un lavoro d animatore, lo stesso che ha svolto per anni prima di prendere il microfono in mano in discoteca. La sua preparazione e la sua allegria, forse, derivano proprio da lì, dalla palestra dei villaggi vacanze. A 36 anni, di cui solo gli ultimi 6 passati in discoteca, ha bruciato le tappe e lavora da tempo in tutta Italia: Sottovento in Sardegna, Evita in Piemonte, Roy in Campania, Como fashion Cafè, Bambù e mille altri in Lombardia Tutto questo senza un manager e senza disdegnare le serate facili, quelle in cui la musica non è proprio chic. Sono convinto che chi viene in discoteca oggi vuole cantare e ballare, divertirsi in modo semplice. Per questo mi piace molto lavorare anche con la musica italiana, cosa che non tutti i miei colleghi fanno, spiega. Quando entro in un locale cerco di coinvolgere tutti, non solo i clienti abituali che prendono il tavolo, non solo le ragazze più belle Credo che tutti abbiano voglia, per un attimo, di essere al centro dell attenzione, e, soprattutto, che tutti se lo meritino. A differenza di altri professionisti del microfono, il modenese Alle preferisce lavorare soprattutto con la voce, non ama farsi vedere sul palco tra performer e ballerine. Quando facevo l animatore i miei spettacoli li ho fatti e non è certo per timidezza che preferisco stare dietro. Credo piuttosto che i veri protagonisti siano gli ospiti del locale. Noi che lavoriamo in un club siamo lì solo per loro, non siamo stelle. E poi non mi piace prendermi troppe pause. Se la serata dura 4 ore, io cerco di fare il mio lavoro per 4 ore filate. So che spesso ai vocalist si chiede di lasciare spazio tra un intervento e l altro, ma è una cosa che a me viene piuttosto difficile!. Torelli crede molto nel gruppo che crea l energia di un locale e nelle cose semplici che spesso dj e direttori artistici dimenticano. Mi piace andare a cena con gli addetti ai lavori, conoscerli e stare in contatto con loro anche, anzi soprattutto, al di là del lavoro. Non so se la mia carriera di vocalist sarà sempre a questo livello, tra 15 o 20 anni mi vedo sposato, in una casa in campagna e con un figli, al lavoro non penso troppo. Ma spero, anzi sono convinto, che un posto per me, nei locali in cui ho lavorato ci sarà sempre. Non avrei problemi a fare il barman o il cameriere, siamo tutti colleghi A fine serata io dal microfono saluto sempre tutti quanti, pure i posteggiatori. Tutti quanti, vocalist e dj compresi, alla fine siamo lì per far divertire chi viene a ballare, facciamo lo stesso lavoro. HH 36 HH 37

20 star & MUSIC star & MUSIC Grace Jones & Andrea Klarin Un giovane grande fotografo d avanguardia interpreta uno dei miti della Night Life di Antonio Bramclet Grace Jones è un mito per i cultori della night life. La sua musica disco e soprattutto i suoi indimenticabili look fecero scalpore negli anni in cui il must della serata era fare la fila all ingresso della discoteca glamour più alla moda. All inizio degli anni ottanta divenne la regina di un idioletto musicale creato facendo incontrare la disco music con il reggae. Oltre ad essere una interprete fantastica della musica da ballo, Grace Jones amava tantissimo sorprendere il propri fans con look d avanguardia. In particolare divennero famosissimi i suoi drammatici mutamenti d immagine soprattutto se la mostravano nelle sembianze della cattivissima di turno. Non è un caso se in una delle sue numerose esperienze da attrice cinematografica prese a pugni uno esterrefatto 007. Forse qualcuno la ricorderà meglio nelle sembianze dell indomabile guerriera al fianco di Conan il barbaro. La sua energia e determinazione la trasformarono in un punto di riferimento per l immaginario femminile del periodo. Trasmetteva l immagine di femmina combattiva, indipendente e super glamour, perfetta per lo spirito degli anni ottanta. Grace Jones, nata nel 48, ebbe subito dopo la metà degli anni novanta una battuta d arresto nella sua carriera. Pur continuando a lavorare sparì dalla scena internazionale. I suoi pezzi divennero dei classici da utilizzare in serate revival o da ascoltare in momenti particolari. Ma dopo quasi un decennio passato in sordina fece un clamoroso rientro sulle scene verso la fine del 2008, per presentare il suo nuovo lavoro musicale Hurricane con concerti in tutto il mondo e presenze nei club più esclusivi. Per l occasione non poteva certo mancare il nuovo look che avrebbe accompagnato sulle riviste di tutto il mondo il tour dell artista durante i primi mesi del La rappresentazione del nuovo aspetto di Grace Jones è stata curata da uno dei giovani fotografi d avanguardia più accreditati del momento. Le foto di Andrea Klarin sono riuscite a tradurre in modo encomiabile l energia interiore che ha permesso a Grace di essere ancora una volta all altezza delle spietate regole della società dello spettacolo. Oggi il successo e la notorietà devono arrivare subito, senza troppe attese. Ecco perché un ritorno in scena è complicato. Il passato conta ma è sempre un ricominciamento. HH 38 HH 39

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