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1 34 pellegrinaggio jesi-loreto a piedi venerdì 15 giugno ore dalla chiesa di sant antonio abate - jesi Poste Italiane spa - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (Conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, DCB - Jesi Voce della Vallesina Settimanale d informazione ANNO LIX- N. 17 euro 1 Jesi, domenica 13 maggio 2012 Impôt reprisé Tassa riscossa Ufficio di Jesi Jesi: in calo l affluenza alle urne. Melappioni del centro-sinistra al 40,9% e Bacci di Jesiamo al 20,9% La città va al ballottaggio e i Grillini sono il secondo partito Le elezioni amministrative a Jesi rispecchiano i risultati nazionali e delle città vicine. In primo luogo è da evidenziare il calo significativo, ma non drammatico, dell affluenza alle urne. Il 71,56% dei votanti si era recato alle urne cinque anni fa a Jesi, il 64,05% in questo turno: una diminuzione del 7,51%. I dati nazionali dicono che in questa tornata di consultazioni amministrative ha votato il 66,88% rispetto al 73,75% delle ultime elezioni: Jesi si è attestata al di sotto della media nazionale. Questo potrebbe essere il segno che, anche grazie all elevatissimo numero di liste, dunque di candidati, i cittadini al voto ci tengono. E lo usano per dare segnali il più eloquenti possibile. Anche con l astensione. Tra i due candidati per il consigliere straniero aggiunto ha vinto il bengalese Bhuyan Md Faruk Hossain. Un altro segnale è che nessuno dei sindaci delle grandi città è stato eletto al primo turno, salvo il veronese Flavio Tosi, generalmente stimato buon amministrazione. E così anche a Jesi dove la sfida per il ballottaggio sarà tra Augusto Melappioni e Massimo Bacci che dovranno gestire altre due settimane di campagna elettorale e valutare le eventuali alleanze. Da decifrare con attenzione è il buon risultato di Cinquestelle e il cattivo risultato del Pdl. Diverse le reazioni tra gli otto candidati: le urne riservano sempre sorprese, ed è difficile fare previsioni, soprattutto quando la competizione è tra tante persone e tra formazioni anche trasversali. I cittadini dopo le tasse e gli aumenti, chiedono efficacia ed efficienza delle amministrazioni, chiedono che il buon esempio del rigore di spesa venga dalle istituzioni. E che si investa per aprire ad un futuro poggiando su valori e principi solidi. L incertezza potrebbe diventare nevrosi collettiva. b.t. I risultati del primo turno delle amministrative Massimo BACCI Jesiamo, Patto per Jesi Massimo gianangeli Movimenti 5 Stelle Marco giampaoletti Insieme Civico, Noi Centro, Partito Pop. Sicurezza e Difesa Paolo cesaretti Udc Augusto Melappioni Pd, Idv, Pdci, Sel, Psi,Pri 20,93 % Voti 40,96 % ,81 % 6,06 % 2,07 % Voti 3601 Voti 1225 Voti 420 Paolo Marcozzi Pdl 6,41 % Daniela cesarini Prc 4,61 % Michela pergolini Lega Nord 1,11 % Voti 8279 Voti 1296 Voti 932 Voti 226 Marco Micucci sarà ordinato diacono domenica pomeriggio Marco Micucci annuncia che domenica 13 maggio alle ore 19 nella chiesa parrocchiale di San Giuseppe in Jesi sarà ordinato diacono per l imposizione delle mani e la preghiera consacratoria del vescovo mons. Gerardo Rocconi. Il diacono è il primo grado del Sacramento dell ordine, ed è finalizzato all aiuto e al servizio dei due gradi di partecipazione ministeriale al sacerdozio di Cristo: l Episcopato e il presbiterato. La comunità diocesana è invitata a partecipare al gioioso evento. «Stiamo vivendo un momento di grande gioia. commenta il vescovo Gerardo - È vero che non è la prima ordinazione che faccio, ma Marco ha un suo primato. È il primo giovane entrato in seminario dopo il mio arrivo in questa Diocesi ed ora sta arrivando al traguardo. È un grande dono che il Signore sta facendo alla nostra Chiesa. Dopo il dono dell Adorazione Eucaristica Perpetua ecco una ordinazione diaconale (ministero così legato alla SS Eucaristia!). Entro l anno poi spero che Marco potrà essere ordinato Sacerdote. Noi in Diocesi sentiamo forte la penuria di Clero: c è solo da pregare e creare quelle situazioni per cui un giovane possa comprendere come sua la via del sacerdozio. Ci sono diversi giovani che già sono in formazione: sia fra i frati Minori, sia fra i Cappuccini, sia nel Seminario Regionale. Alcune giovani donne stanno facendo i primi passo verso la consacrazione nell Ordo Virginum. Prossimamente entreranno altri tre giovani in Seminario Regionale. Sono tutti immensi doni per cui dobbiamo ringraziare il Signore. A Marco voglio fare un augurio che poi sarà il pensiero principale nell omelia della Ordinazione: gli auguro, anzi gli chiedo, di non dimenticare mai che il Signore lo ha amato per primo. La nostra vita poggia, abita, nell amore del Signore. Gli auguro e gli chiedo di non dimenticare mai che questa consapevolezza vince ogni paura e imprime tanto entusiasmo.» Il Papa esprime preoccupazioni di grande rilevanza sulle conseguenze della crisi e delle ingiustizie La miseria in contrasto con la grande ricchezza è fonte di rivolta Che il Papa, nel ricevere alcuni ambasciatori, si sia inoltrato in un impegnativo discorso di carattere sociale al punto di indicare ai politici il rischio di rivolta delle popolazioni, non è certo usuale. Egli si addentra in diversi aspetti della vita sociale del momento. Tra l altro, sottolinea la grande sofferenza provocata nel mondo dalla povertà e dalla miseria La crisi economica mondiale porta un numero crescente di famiglie a vivere nella precarietà. E aggiunge che avendo i mass-media creato e moltiplicato i bisogni secondari al punto di far pensare ad una possibilità illimitata della loro fruizione, la crisi diventa di gran lunga più pesante per tante famiglie, fino al punto che nasce un impressione di ingiustizia che può diventare fonte di rivolta soprattutto quando la miseria coesiste con la grande ricchezza. Il Papa, certo, pensa a tutte le nazioni del mondo, ma resta il fatto che per noi che viviamo in Italia, nelle sue parole ritroviamo la drammatica fotografia della nostra situazione sociale. Infatti è vero che nel passato abbiamo agito come se i beni usufruibili fossero illimitati; inoltre la pubblicità ha moltiplicato e moltiplica tuttora i bisogni, i più dei quali artificiosi e spesso nocivi. Quando poi, dice Benedetto XVI, i beni veramente necessari vengono meno come sta accadendo oggi per molti, (vitto, lavoro), allora arriva la frustrazione. E tocchiamo con mano che poi si può giungere alla disperazione e al suicidio. Non è vero forse che tanta ricchezza in Italia fa a pugni con tanta miseria? Che la forbice fra i due ceti si sta allargando sempre di più perché il governo Monti non trova il modo di far partecipare la ricchezza al contributo finanziario necessario? Può reggere che la gran parte del danaro richiesto per superare la crisi debba ricadere per la maggior parte su chi ha tanto poco? Come è possibile che il governo tenti di salvaguardare le stratosferiche pensioni dei manager pubblici? Pare che si preoccupi dei ricorsi perchè trattasi di diritti acquisiti. Non sono forse diritti acquisiti quelli di tanti pensionati che hanno avuto ridotta la pensione? E non sono diritti acquisiti quelli di chi doveva andare in pensione oggi ed invece dovrà attendere ancora tre-quattro anni? La futura pensione dei manager è stata poi ridotta grazie ad un emendamento dell opposizione votato anche dal centrodestra. Solo sette voti dal centro-sinistra. Ma chi appoggia Monti ed è tutt ora super-necessario non deve però chiudere gli occhi su queste sbavature del governo. Tra i bisogni dovuti alla convivenza sociale e alla pubblicità, abbiamo anche quello di ottenere un pezzo di carta (diploma o laura) perchè fa scic e, a volte, è anche utile. Ma che il figlio di Bossi (e non solo) acquisti con i soldi degli italiani una laurea senza esibire la maturità e con 18 esami mai dati, è roba da far sparire tutti i mestatori che risultino coinvolti, carcere a parte. Insomma siamo pronti a soddisfare i bisogni, buoni o meno buoni, inculcati dalla moda o dalla illimitata presunzione, con ogni mezzo, a cominciare da quello della corruzione. La stessa casta dei politici continua a sbalordire, pur non volendo io fare di ogni erba un fascio. Ma come non condividere il rimprovero quotidiano che il Corsera evidenzia contro i partiti per la mancata riforma del loro finanziamento? Non li scuote neanche l avviso del Papa sopra richiamato. Per non dire del quotidiano appello, a mani giunte, di Napolitano. Chi vuol perire, perisca (Zaccaria 11-9) Vittorio Massaccesi

2 2 Vv della 13 maggio 2012 culturaesocietà del più e del meno Assessore alla cultura cercasi Scrivo ad urne aperte. Sono ancora in corso le votazioni per il rinnovo dell amministrazione comunale. Non conosco, quindi, i risultati; non so se avremo il nuovo sindaco al primo turno o se si andrà al ballottaggio. Potrei rimandare a giochi fatti la pubblicazione di quel che mi sento di dover dire, ma preferisco farlo subito, perché il discorso sarebbe lo stesso se ad indossare la fascia di primo cittadino fosse questo o quel candidato. Non è un discorso nuovo, perché mi è capitato di parlarne più volte in questa rubrica, ma senza fortuna. Un discorso sulla valorizzazione del patrimonio storico ed artistico della nostra città. So bene che in tempi di grave crisi come quella che stiamo attraversando ci sono cose ben più importanti ed urgenti, ma gli interventi ai quali mi riferisco non sono tali da stravolgere il bilancio del Comune. Nella lunga vigilia elettorale, grazie alle interviste pubblicate dai quotidiani, ho saputo cosa farebbero per la cultura jesina, se eletti, gli otto candidati a sindaco. Sono state previste anche interessanti iniziative: per esempio, l istituzione di un «centro cittadino per la cultura», la promozione all estero del brand «Jesi città della cultura e dell arte», l istituzione di un «festival cittadino che coinvolga scuole di musica, teatro e danza», di una «casa delle associazioni jesine e della Vallesina e di un «festival nel quale ampliare le proposte culturali». L avv. Marcozzi (forse anche qualche altro: non ho potuto seguire tutti) aveva previsto, tra l altro, la «riapertura di tutti i contenitori storico-culturali oggi chiusi, a partire dal museo archeologico al museo Colocci». È quanto speravo di leggere nelle risposte dei candidati e cioè notizie rassicuranti anche sulla eliminazione delle due grosse di Giuseppe Luconi storture che ci trasciniamo dietro ormai da troppo tempo: 1) la sistemazione (dignitosa) del museo archeologico e la sua riapertura in tempi brevi; 2) il trasferimento del monumento a Federico II nella sua sede naturale: piazza del duomo, magari, in prima battuta (in attesa di riportare la fontana con l obelisco in piazza della Repubblica), nel giardinetto antistante Palazzo Ghislieri nuovo. Insomma, ci si aspetta che il nuovo assessore alla cultura faccia, in questo settore, meglio di quanto hanno fatto anzi, non hanno fatto i suoi predecessori e di quanto, recentemente, ha fatto la giunta comunale che, con il provvedimento adottato in extremis sulla destinazione del palazzo delle ex Giuseppine, ha reso più difficile il compito dell amministrazione che andrà ad insediarsi e che è impegnata ad adoperarsi per rendere pienamente visibile l abside della chiesa di San Nicolò, il monumento jesino più antico. Salvare e valorizzare il patrimonio artistico e storico non significa soltanto, nel nostro caso, dirottare a Jesi nuove correnti turistiche, ma anche dimostrarle rispetto. 12 maggio: con i protagonisti della memoria degli anni di piombo Agnese Moro a Staffolo e San Paolo Mercoledì 10 al Quirinale ci saranno anche i sindaci di Staffolo e San Paolo di Jesi, Sauro Ragni e Sandro Barcaglioni, per prendere parte alle celebrazioni della Giorno della Memoria dedicato alle vittime del terrorismo, nella ricorrenza dell uccisione di Aldo Moro. Ad invitare i due primi cittadini della Vallesina il Presidente Giorgio Napolitano quale riconoscimento per il grande senso civico dimostrato organizzando, sabato prossimo 12 maggio, la manifestazione Per non dimenticare. Ricordi e parole per non perdere il senso della nostra Storia. Una giornata pensata per tutti i cittadini, ma in particolare per i ragazzi delle scuole e di giovani. Alla quale proprio Napolitano ha voluto far giungere la propria vicinanza testimoniata dall invito a Roma e da medaglia della Presidenza della Repubblica per l evento. Sabato 12 maggio alle 9,30 prenderà il via presso il Teatro Cotini un convegno con i ragazzi delle scuole della Vallesina, ma evidentemente aperto a tutti, che vedrà la presenza di Agnese Moro (sociopsicologa e terzogenita dell on. Aldo Moro), Manlio Milani (Presidente dell Ass. Vittime della strage di Piazza della Loggia a Brescia), Miguel Gotor (docente di Storia Moderna all Università di Torini e autori di diversi volumi sulle lettere dalla prigionia di Moro) e Giovanni Ricci (criminologo e sociologo ma soprattutto figlio dell appuntato sanpaolese Domenico Ricci che come uomo della scorta dell on. Moro fu assassinato nel rapimento di via Fani del 16 marzo 1978). Il convegno, moderato dal giornalista Andrea Brunori, prevede anche la proiezione del corto The Five Dragons dei ragazzi dell Istituto Tecnico Commerciale Bramante di Pesaro con la guida del docente Paolo Radi. Nel pomeriggio le celebrazioni si sposteranno invece a San Paolo di Jesi. Alle 15 verrò inaugurata una nuova via intitolata all on. Aldo Moro presso la lottizzazione San Giuseppe. A seguire visita alla tomba dell Appuntato dei Carabinieri Domenico Ricci e, presso palazzo Bassi, visita alla mostra Vite per la Legalità e presentazione del volume di Alessandro Placidi Divise Forate. Storie di vittime dimenticate delle forze dell ordine. «Siamo davvero portare in Vallesina le testimonianze di alcuni tra i cittadini italiani che maggiormente sono impegnati nel rendere riconosciuta e approfondita la memoria degli anni più difficili e dolorosi della Repubblica Italiana sottolineano Sauro Ragni e Sandro Barcaglioni -. La nostra storia collettiva deve essere guida e maestra, per giovani come per i cittadini di ogni età. Anche per ritrovare quel senso di collettività e compartecipazione sociale senza la quale ogni progresso democratico e materiale è impossibile. Il nostro augurio è che ora siano davvero tanti i cittadini che vengano ad ascoltare e conoscere Agnese Moro e gli altri ospiti» «Per me e per i miei familiare portare un evento tanto importante per fare memoria nella terra di origine di mio padre è un sogno che si realizza», ha spiegato Giovanni Ricci, a sua volta promotore dell iniziativa. La giornata è resa possibile per il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Fabriano e Cupramontana, vanta i patrocini di Arma dei Carabinieri, Polizia di Stato, Regione Marche, Provincia di Ancona, Associazione Nazionale Carabinieri e la collaborazione della Sezione di Staffolo e San Paolo dell Ass. Carabinieri in congedo. JESI: giovani scienziati dell Itas Galilei sbarcano a Taipei Jesini all esposizione scientifica asiatica Grande successo in ambito scientifico di tre studenti del quinto anno dell indirizzo Biologico dell ITAS Galilei di Jesi. Lorenzo Freddi, Leila Gholam Hazrat Hojat e Daniela Malai, coordinati dai professori Edgardo Catalani e Milva Antonelli, hanno ideato e svolto la ricerca di analisi chimica dal titolo Cereali Biologici e non Biologici - Il modello sperimentale che fa la differenza. Lo studio è stato selezionato per il 24 concorso dell Unione Europea dei Giovani Scienziati e per altri eventi internazionali riservati agli studenti eccellenti durante la manifestazione I Giovani e le Scienze 2012 svoltasi dal 14 al 16 aprile scorsi presso la sede della Federazione delle Associazioni Scientifiche e Tecniche di Milano. Il lavoro, presentato direttamente dai tre studenti, ha ottenuto un prestigioso riconoscimento essendo stato scelto per rappresentare l Italia all esposizione scientifica asiatica TISF (Taiwan International Science Fair) che si svolgerà nella capitale taiwanese Taipei nel febbraio Il dirigente scolastico Annarita Durantini ha espresso i complimenti più vivi e le lodi di merito agli studenti e ai docenti per l importante riconoscimento ottenuto, frutto di un serio e motivato impegno e per la particolarità della ricerca che offre un valido ed originale contributo al mondo scientifico. Nella foto da sinistra il prof. Catalani e gli studenti Freddi, Gholam Hazrat Hojat, Malai con il documento per la partecipazione al TISF di Taipei (Taiwan) nel febbraio del prossimo anno.

3 arte v 13 maggio 2012 V della 3 scusateilbisticcio (ghiribizzi lessicali) Peter Pun (con la u) IL RUBINO NELLA MELMA Cambio di vocale sconsolato Recentemente la stampa locale è tornata a battere su un tasto dolente: il centro storico di Urbino è in balìa dei vandali e degli imbrattatori. Quale degrado urbano ti affligge, o bella Urbino! Accorri, netturbino: salvaci dal burino incivile e inurbano! LOS VON ROM! Spostamento sillabico & cambio di iniziale per bossiani impenitenti Saprà il sognante barbaro Maroni liberarci dagli avidi Romani? Sti strafottenti, trucidi predoni oggi dobbiam cacciarli, non domani. FUSIONE AUSPICABILE? E se domani la ministra del Lavoro e il presidente della Ferrari addivenissero a un intesa più collaborativa? Pensate: il tandem Cornero e l asse Fordero. DIFETTO IMPERDONABILE - Antonio ha un cane che gioca benissimo a poker. - Ma va là! - Ti dico di sì. - Ma cosa credi? L ho visto anch io giocare, questo caneprodigio: appena gli arriva una carta buona, comincia a scodinzolare. Così tutti si accorgono. UN TRITONE INCOMPLETO Anagramma natatorio Chissà perché (me lo sai dire tu?) non riesco a nuotare a pancia in su: mentre negli altri stili sono un astro, come xxxxxxxx ahimé! sono un xxxxxxxx. *** Soluzione del gioco precedente: esondato - esodato lacitazione A cura di Riccardo Ceccarelli Un ruolo ribadito. Ma inascoltato «L Europa deve prendere coscienza della sua identità profonda, dei suoi fondamenti, tra i quali è essenziale la visione cristiana dell uomo. Quella di Cristo, con la sua vita, morte e risurrezione, è la grande storia di tutti i tempi ed è stata la più pacifica delle rivoluzioni. In forza di essa siamo chiamati anche noi ad agire per la pace, la libertà e la giustizia. [ ] È in questo modo che l Unione dell Europa può essere un contributo e un modello per il raggiungimento di una reale pace nel mondo.» Card. Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga, Avvenire, 27 aprile 2012, p. 23. Il libro e il teatro: Assoluzione di un amore di Jean Coti, al Moriconi Assoluzione piena! Parola di prete Assoluzione di un amore di JEAN COTI Non faccio il prezioso, ma confesso che ho lottato per sfuggire alla recensione del romanzo Assoluzione di un amore: ho lottato veramente. Ho lottato contro le pressanti pressioni di Gian Franco; ma contro quelle avrei potuto vincere con facilità. Ho lottato per cercare la concentrazione dovuta e necessaria: questo periodo dell anno è particolarmente bello perché scoppia la primavera, ma con essa un sacco di impegni che vanno fino al limite delle forze fisiche. E questo sarebbe stato alibi più che sufficiente per scamparmela. Ho lottato, non lo nego, contro una certa qual svogliatezza ed accidia, che è comune patrimonio; contro quella propensione, cioè, al non fare piuttosto che a fare. E su questo terreno che ci voleva a vincere? Bastava che pensassi a quante rogne avrei evitato. Avrei potuto vincere su tutta la linea, dunque, ed avrei pure mantenuta la coscienza a posto, eppure sono stato vinto. Sono stato vinto ed avvinto da quel centinaio di paginette che è Assoluzione di un amore. M era stato segnalato e l avevo letto già quando, nel 2010, era uscito: l ho riletto adesso. M era piaciuto e m è ripiaciuto: strano. Strano per uno come me che cambia opinione almeno ogni mezza giornata! Mi è piaciuto, intanto, perché è un racconto scritto bene (a cominciare dalla prefazione: mi sono piaciuti gli scattanti colpi di reni di Gian Franco); perché è scritto a scatti e sobbalzi e quindi non ti lascia sonnecchiare. È scritto con sole sbaffate di colore come lavoravano gli impressionisti francesi degli ultimi dell 800, per intenderci: e come piace a me. Con i protagonisti che hanno caratteracci ben delineati e quasi scolpiti e portano a farti schierare pro o contro: proprio come piacciono a me. presenta in adattamento e regia di STEFANO TOSONI con FRANCESCA TOSONI STEFANO TOSONI voce registrata GAIA DELLISANTI musiche di LUCIO MATRICARDI scenografia di STEFANO POGGI SABATO 19 MAGGIO ore TEATRO VALERIA MORICONI, JESI BIGLIETTI posto unico 15 INFO Tel Fax C è pure il colpo di scena finale: che vuoi di più? Questo romanzo mi ha sopraffatto, da ultimo, perché racconta una vicenda ambientata quando avevo anni o giù di lì. Quando il sangue ribolliva ed Angelica (la protagonista) ed io abbiamo faticato non poco a contenerne la pressione. Quando anche io, ora pompiere in pensione, avevo idee simili a quelle di Angelica. Quando campavamo di pane, pastasciutta e pallone, ma anche di ideali forti ed idee non barattabili. Quando mi son fatto prete (ed Angelica terrorista!) e ci sono diventato senza tanti ripensamenti, contrariamente a come va di moda oggi. Quando (e qui il paragone con Angelica fa impallidire la piccola vicenda mia) per aver manifestato uno di quegli ideali che mi attizzavano proprio, l ordinazione presbiterale m è stata rimandata di un anno! Potevo resistere, allora, a non recensire un tale racconto? Almeno per lo spazio della lettura (e più oltre ancora, a dire il vero) mi ha regalato il piacere assoluto di trasferirmi indietro di 40 anni: troppo bello. Il cuore di Angelica, era il mio. I battibecchi coi suoi genitori, sono stati i miei. Le arrabbiature che ti scottavano dentro, idem. I dibattiti lunghi ed interminabili che non portano mai a niente, lo stesso. E poi l eskimo con la finta lana d agnello per fodera Guccini e la sua Locomotiva. Papa Giovanni ed il Concilio Vaticano Secondo. Le sigarette ed il sacco a pelo militare Basta! Altrimenti piango e non vado più avanti! Potevo resistere a non recensirlo, questo racconto? ph+grafica francescatilio.it * * * Da ultimo, m ha stimolato e provocato un confronto: vigliacco come tutti i raffronti, ma un confronto sì. Sì: tra quella generazione e questa di oggi. Tra quei ventenni e quelli di oggi. Tra la fantasia al potere e la spasmodica voglia di posto fisso dietro al computer. Tra la libertà è partecipazione e la concentrazione quasi assoluta sull Audi a6 Tra l I care e il ma chi se ne frega. Tra la voglia di difendere i diritti umani comunque e dovunque, al menefreghismo che regna sovrano quando tutti sappiamo che l Ipad è costruito a mani nude da schiavi cinesi che vivono 30 anni quando va bene. Tra E tutti siam fratelli e l odierno i negri ed i cinesi ci fregano i posti di lavoro Basta anche qui, sennó me pia del tristo! * * * Non so come sarà lo spettacolo che imbastiranno sul testo di questo racconto; sono sicuro che se riusciranno a portare sul palco il 10% di quello che ho letto (e di quello che si nasconde tra le righe) sarà un bel successo. Per quel che riguarda Assoluzione di un amore assoluzione piena: parola di prete! Don Maurizio Assoluzione di un amore è una storia nella storia, vite private che si intrecciano su di uno sfondo movimentato e caotico, i cui contorni sfumano in un passato che oscilla tra ricordo nostalgico, violenza critica e idealismo esasperato. Gli anni sono quelli che vanno dal 67 al 77, un decennio controverso e travagliato in cui un Italia in pieno boom economico-capitalistico deve fare i conti con la forza destabilizzante dei movimenti studenteschi e delle rivolte operaie, con la violenza delle stragi e delle derive terroristiche, dalle BR, ai NAP (Nuclei Armati Proletari), alle bande Nere, un decennio oscuro in cui vengono coniati termini come strategia della tensione ed anni di piombo. Stefano Tosoni, regista lapulce Circa 30 anni fa abbiamo assistito in diretta TV ad un evento epocale: la nascita di una nuova isola vulcanica vicino l Islanda. Ma analoga fortuna pare ripetersi ai nostri giorni: sta nascendo ed ora emette vigorosi vagiti il neologismo esodato. Quasi un mixer fra uova sode e il biblico esodo dall Egitto. A chi attribuirne la legittima, geniale paternità? Un bel grattacapo per gli accademici della Crusca. Delegazione ASSONAUTICA Autoscuole Corinaldesi s.r.l. 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4 4 Vv della 13 maggio 2012 attualità La crisi che non finisce mai... di Remo Uncini La crisi continua finanziariamente a pesare sulla vita dei cittadini. Le fabbriche chiudono, i giovani sono senza lavoro, molti vivono con la pensione dei propri vecchi. Però in tanti non arrivano più alla fine del mese con lo stipendio. I conti bancari sono in rosso per aver sforato la disponibilità bancaria. Con il prossimo stipendio o pensione accreditata saranno detratti gli interessi sullo scoperto bancario che variano, a seconda dell istituto di credito, dal 6 all 8%. La migliore clientela, per le banche, non tiene certo il capitale sul conto-corrente, ma in titoli, azioni e obbligazioni. Si sta realizzando un trasferimento di capitali, attraverso la mediazione del sistema creditizio. I più deboli stanno diventando specialisti in sopravvivenza! Purtroppo non tutti resistono alla pressione psicologica e cadono nella disperazione fino ad arrivare a togliersi la vita. Secondo i dati statistici nei primi mesi dell anno il numero d imprese costrette a chiudere i battenti è aumentato del 4,2% pari a 3000 perché pressate dalla tassazione e dai debiti. «Sono diventato uno specialista nell economia - mi dice un pensionato - con una pensione che supera di poco le 900 euro, con un mutuo trentennale della casa da 550 euro, con i figli ancora da sistemare: sto attento anche ai centesimi, cerco di non cedere alle tentazioni del cinema, della pizza, del giornale. Ma non basta! La banca ogni tanto mi chiama perché vuole che rientri dal fido. Almeno per un po!» Tutto di un fiato si sfoga il pensionato nel dirmi la sua situazione, come a volersi liberare di un peso. Ecco i nuovi poveri non ancora vecchi: quarantenni, cinquantenni, sessantenni cominciano a domandarsi del domani non solo per loro ma anche per i figli. I nostri figli non conosceranno la pensione, quando saranno vecchi come noi, se non quella minima, speriamo. Per arrivare al pareggio di bilancio non si può creare una nazione di poveri. Come sperare che si riavvii la domanda dei consumi, quando il ceto medio non consuma? Dobbiamo investire sulle generazioni future. I giovani hanno perso fiducia e speranza e non cercano lavoro! Vivono di aspettativa verso lo Stato. Invece lo Stato sarà sempre meno sociale. Non è solo la crisi ad avere colpa! È lo stile di vita che abbiamo costruito che non può più essere finanziato. Bisogna ripensare gli stili di vita e impostare le relazioni con sobrietà. Non bastano, ogni tanto, gli incentivi per cambiare la macchina o gli elettrodomestici. Serve un diverso utilizzo dei beni, come quello di scoprire la collettività del consumo. Perché non pensare a uno Stato che sia più equo e più rigoroso nello spese? Oggi si riscopre che lo sviluppo deve essere il motore che ci farà uscire dalla crisi. La tassazione rischia di lasciare i poveri sempre più poveri, di fermare la crescita e il lavoro e i ricchi possono stare tranquilli di poter passare la nuttata perché hanno i soldi per pagare la crisi. La musica vocale da camera di Spontini La Musica Vocale da Camera di Gaspare Spontini sarà tema di un concerto-conferenza che verrà presentato sabato 12 maggio (ore 17,30) nella Sala del Lampadario del Circolo Cittadino di Jesi. La manifestazione, a cura della cantante e musicologa Elisa Morelli, è stata organizzata da Maria Teresa Gaetti in rappresentanza del Rotary Club di Jesi, in collaborazione con il Comune ROTARY CLUB DI JESI CONCERTO CONFERENZA a cura di Elisa Morelli La Musica Vocale da Camera di Gaspare Spontini Soprano Ashley Slater Mezzosoprano Elisa Morelli Pianoforte Sabina Belei Jesi 12 Maggio 2012, ore 17,30 Circolo Cittadino-Sala del Lampadario e l associazione culturale Aesis. Parteciperanno il soprano Ashley Slater e il mezzosoprano Elisa Morelli: al pianoforte, Sabina Belei. di Riccardo Ceccarelli Sono ormai più di una cinquantina, tra imprenditori e normali cittadini, che si sono suicidati a motivo di insuperabili difficoltà economiche o di fronte alla certezza di una tassazione abnorme che ai loro occhi è apparsa come distruttiva di una intera vita di lavoro e senza alcuna possibilità all orizzonte di riprendersi. Una scelta drammatica la loro. Una scelta data da una disperazione, obiettiva o immaginata, che tuttavia dovrebbe far pensare e riflettere. Il presidente Monti, cui veniva riferito il dato statistico, si è lasciato andare ad un osservazione inopportuna, addirittura sconsiderata: «In Grecia i suicidi sono stati quasi millecinquecento». Come a dire: «Tranquilli, ancora non ci siamo arrivati». Un solo Tg lo ha riferito, gli altri hanno sorvolato per carità di patria; solo il 3 maggio nel corso di Porta a porta, il vice direttore de Il Sole 24 Ore vi ha fatto un rapido accenno non raccolto da nessuno dei presenti. A me quella frase è rimasta sullo stomaco come un pugno. E più ci penso, più mi fa male. So benissimo che i professori hanno dovuto prendere misure impopolari per la situazione di crisi nella quale siamo avvolti; non oso discuterle, né saprei dare alcuna indicazione a proposito, so che pesano più di tutti sulla classe povera e media e che di fronte ad un futuro incerto t e r r e l e m e n t a r i La superstrada e la Olivetti Le persone fanno numero, non sono numero ed oscuro, ci possono essere dei casi disperati, veramente drammatici, da arrivare fino al suicidio. La storia racconta che, nella crisi mondiale del 1929, non siano state poche le analoghe penose conclusioni dell esistenza. Ma quello che continua a darmi fastidio è il cinismo dell osservazione del professore. Che però se lo può permettere. Un telegramma di condoglianze alle rispettive famiglie sarebbe suonato come partecipazione pelosa al dramma che stavano e stanno ancora vivendo. Non si può pontificare dallo scranno dei privilegi con un cinismo che suona offesa, anche violenta, verso coloro che nel silenzio e nel pudore fanno il proprio dovere di cittadini che vivono con fatica il loro quotidiano. Si sa, chi governa lo fa con le statistiche, con i dati che sono elaborati dall Istat. Dietro i numeri però ci sono le persone con i loro problemi, con i loro drammi spesso nascosti, con situazioni inimmaginabili, con le disperazioni in agguato, con i nervi a fior di pelle: e tutto questo non fa statistica o se lo fa, il numero appare asettico e non morde. Subito. Poi magari fa versare qualche lacrima. Di convenienza. Perché il cinismo ricompare giustificato dalla governabilità necessaria. E ci si sta riempiendo la bocca con la crescita, con la ripresa, con lo sviluppo. Con la crescita economica, perché di questa si parla. E se ne parla solo. Chi dice di di Silvano Sbarbati Una di queste mattine senza sole ho imboccato la superstrada 76 in direzione Ancona. Da molto tempo non lo facevo in orario di punta, ovvero dalle 7,30 alle 8. La mia utilitaria non più giovanissima ha dovuto fare i conti con un traffico piuttosto sostenuto in quantità e in velocità. Moltissime auto, molti camion, parecchi veicoli commerciali. La mia velocità di crociera mi costringeva a stare tranquillo nella corsia di destra, mentre in quella di sorpasso sfrecciavano auto più veloci della mia. Dopo una ventina di chilometri mi sono reso conto che tutte quelle persone avevano fretta di arrivare ai rispettivi posti di lavoro (fabbriche, negozi, uffici, cantieri, scuole). Mi sono anche reso conto di non aver visto neppure un autobus. Tutti in automobile, insomma. Tutti lungo il nastro d asfalto di fondo valle, provenienti dalle colline, verso il mare, verso il capoluogo Ancona. Di bus neppure l ombra. E così, andando alla mia regolare velocità di crociera mi sono venute in mente immagini del film sull industriale Adriano Olivetti (quello delle macchine da scrivere ) trasmesso pochi giorni fa in televisione. Lì ho visto decine di autobus che trasportavano moltissimi dipendenti dai paesi vicini di residenza fino ad Ivrea, sede della fabbrica Olivetti. Vecchi bus, dalle forme ormai antiche, ma sempre bus per trasporto di persone. Succedeva negli anni 30: ovvero quasi ottanta anni fa. Succedeva e non succede più, succedeva e nelle nostre strade non è mai successo, per lo meno in quelle proporzioni. Siamo nel futuro, no? Direbbero con un sorrisetto ironico i miei tre lettori. cominciare dalle banche, chi dalle industrie, chi dalle piccole imprese, chi dalla politica. Ma dove è il motore di questa crescita, chi è il soggetto della ripresa? Se lo ha chiesto Davide Rondoni su Avvenire del 1 maggio: «Occorre avere il coraggio di dirlo chiaro. È la persona. Se non ci sarà un piegarsi, un sacrificarsi, un appassionarsi del disegno sociale a servizio della persona e della espressione dei suoi talenti, ogni ripresa sarà solo cruda e violenta selezione. E sarà fatua. Perché oggi la crisi investe soprattutto la persona. Perché le sono state rese difficili le cose, le sono state tolte le energie che vengono dalla religiosità e dalla speranza. Le sono state tagliate le visioni, gli sono stati diminuiti e deviati i desideri. La si è fatta sentire impotente davanti alla politica e all economia. [ ] E la persona lo vediamo drammaticamente nelle giovani generazioni ha spesso rattrappito il proprio slancio, i propri desideri, le proprie aspirazioni. Un popolo di persone che aspira a tirare a campare non può uscire da una crisi. Un popolo di fantocci può avere banche ben funzionanti e ottimi governanti: resta un popolo palude, un popolo morto. Se non si riparte dalla persona (dunque aiutare gli ambienti naturali e sociali per la nascita, per l educazione, per le sue imprese e per il lavoro) non si cresce». Si tratta di persone. Che fanno numero, ma non sono un numero. Federazione Maestri del Lavoro d Italia I premiati della provincia Il 1 maggio presso il palazzo della Prefettura di Ancona, sono state assegnate le onorificenze Stella al Merito del Lavoro, conferite con Decreto dal Presidente della Repubblica Napolitano ai lavoratori dipendenti (operai, impiegati, quadri e dirigenti), che si sono distinti per particolari doti di capacità, impegno, esperienza e professionalità, scelti nell ambito regionale da una Commissione istituita presso l Ufficio Regionale del Lavoro. L onorificenza delle Stelle al Merito del Lavoro è uno dei più alti e ambiti riconoscimenti ufficiali concessa a quanti, fra lavoratori pubblici o privati, abbiano acquisito particolare meriti verso l Azienda dove prestano l attività di lavoro e verso la collettività, Nelle cerimonie, che contemporaneamente si svolgono in tutti i capoluoghi di Regione, mentre al Quirinale è presieduta dal Presidente Napolitano, sono state consegnate mille onorificenze in tutto il Paese di cui soltanto un numero molto limitato, una trentina, per i lavoratori marchigiani e 15 per la provincia di Ancona. Quest anno nella provincia di Ancona sono stati insigniti Graziano Giampieri (35 anni di servizio), impiegato ed ex operaio alla CNH Italia spa di Jesi; Enrico Gramaccioni (33 anni di servizio), quadro ed ex operaio alla Fedrigoni spa di Fabriano; Enrico Maiolini (32 anni di servizio), impiegato alla General Impianti srl di Moie; Serse Massaccesi (35 anni di servizio), quadro in Telecom Italia spa di Milano; Giuseppe Morganti (40 anni di servizio) operaio in Pensione alla CNH Italia spa di Jesi.

5 proecontro v 13 maggio 2012 V della 5 Comunione e Liberazione: dall esperienza di don Giussani agli attacchi degli ultimi giorni Non si può screditare con tanta leggerezza In questo momento il movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione è al centro di attacchi per le accuse di aver preso tangenti, accuse scritte dai giornali in modo vago e scorretto nell ambito delle indagini su Finmeccanica, ed io da ciellino quale sono da oltre vent anni, sento l urgenza di spendere qualche parola sulla vicenda. Ho voluto ritardare l uscita di queste mie considerazioni per evitarne un uso strumentale in occasione delle elezioni amministrative. Innanzitutto il movimento di Comunione e Liberazione è nato dall esperienza di don Giussani: egli ci ha continuamente testimoniato che cosa può essere la vita quando essa è afferrata da Cristo. L incontro con don Giussani ha significato per me e per molti altri la scoperta del cristianesimo come una realtà attraente che ci ha plasmato per sempre. Comunione e Liberazione è stata fondata da don Giussani come movimento ecclesiale completamente estraneo ai sistemi di finanziamenti illeciti. Ma gli aderenti al movimento sono uomini come tutti, non sono esenti dal peccato originale, come ci insegna la dottrina cristiana: possono anche sbagliare ed eventualmente è competenza dei giudici valutare se alcuni errori commessi da taluni costituiscano anche reati. Ma CL non ha connivenze e non copre comportamenti illegali, né giustifica l uso di mezzi cattivi per raggiungere fini buoni, secondo logiche di machiavellica memoria. Se CL è spesso identificata con l attrattiva del potere, dei soldi e di stili di vita contrari a quello che abbiamo incontrato, probabilmente qualche pretesto può essere anche stato dato. Ma la stessa lealtà con cui riconosciamo i nostri sbagli non ci impedisce di rimanere radicati nell incontro che abbiamo fatto e non può distruggere la passione per Cristo che abbiamo imparato dal carisma di don Giussani. Questa passione ci consente di guardare tutto il nostro male senza legittimarlo o giustificarlo. Una cosa è ricordare la lezione di don Giussani a non sentirsi mai tranquilli e avere la coscienza dei propri limiti, un altra è insinuare, e quasi augurarsi, che a causa di persone indagate, il movimento si dice che è ormai diviso tra buoni e cattivi e che deve fare pulizia al suo interno ; che la fede deve ritornare un fatto privato e che CL non deve più incidere nella società. Negli anni settanta nelle scuole e nelle università italiane i giovani ciellini collaboravano a consolidare la democrazia a costo della loro incolumità fisica, mentre i grandi organi di informazione li accusavano di essere integralisti e pagati dalla CIA. C era anche mia moglie nella mensa universitaria di Firenze, quando la Polizia è dovuta intervenire per sottrarre gli studenti ciellini dal lancio di bottiglie e panini da parte degli studenti extraparlamentari di sinistra E un suo amico è stato inseguito per strada e malmenato E il giovane Antonio Simone, allora universitario di Milano, oggi al centro di queste polemiche, teneva assemblee per i suoi amici fiorentini sulla presenza dei cattolici in università. Oggi gli stessi che allora volevano eliminare fisicamente chi la pensava diversamente, hanno la pretesa di darci lezioni di legalità diffamando chiunque non condivida la loro ideologia ormai conformista e mi auguro, che noi ciellini riusciamo a resistere, grazie anche al richiamo pubblico che don Carron ha espresso in una lettera pubblicata da La Repubblica il 1 maggio scorso. «Non abbiamo altra lettura di questi fatti se non che essi sono un potente richiamo alla nostra purificazione, alla conversione a Colui che ci ha affascinato. È Lui che bussa ancora, instancabile, nostra porta e ridesta ancora di più in noi il desiderio di essere suoi. Speriamo che Signore ci dia la Grazia data a don Giussani di rispondere con semplicità di cuore a tale chiamata. Sarà il modo migliore di testimoniare che la Grazia data a don Giussani è molto più di quanto noi, suoi figli, riusciamo a mostrare. Solo così potremo essere nel mondo una presenza diversa, come tanti di noi già testimoniano nei loro ambienti di lavoro, in università, nella vita sociale e politica o con gli amici, per il desiderio che la fede non sia ridotta al privato. Non si possono, quindi, rinnegare gli amici perché hanno sbagliato. Non si può parlare di CL che è un movimento ecclesiale e non politico, come di un qualsiasi partito e screditarlo con tanta leggerezza. Anche don Giussani era consapevole dei tanti nostri errori e ciascuno di noi ancora si commuove pensando a tutte le volte che lo abbiamo sentito ripeterci il racconto del sì appassionato di Pietro dopo il suo rinnegamento. Queste mie considerazioni scaturiscono dal metodo che ho appreso facendo Scuola di Comunità, che consiste in un serio paragone di tutto ciò che ci accade con il testo di don Giussani. Anche per questo mi preme ricordare che gli incontri di Scuola di Comunità sono aperti a tutti e si svolgono a Jesi il venerdì, alle ore 21,15 presso i locali della Parrocchia San Francesco di Assisi con la partecipazione di padre Valentino Natalini ofm. Sandro Marinelli Associazione Premio Vallesina Onlus 6 edizione Comune di Monte Roberto Comune di Castelbellino INCONTRI nell'occasione sarà presentata la sesta edizione del Premio Vallesina sabato 23 giugno 2012 a Pianello Vallesina Villa Salvati al termine piccolo buffet Università degli Adulti della Media Vallesina Confindustria Ancona PIANELLO VALLESINA Sala Polivalente venerdì 18 maggio 2012 ore 19 Incontro con gli Imprenditori e Artigiani della Media Vallesina interviene Sandro PARADISI Presidente Sezione Meccanica di Confindustria Le aziende della Vallesina nell attuale momento economico Scrittura e intercultura Prende il via l Osservatorio di Scritture Migranti: un progetto socio-culturale senza limiti di spazio e territorio, volto alla conoscenza e alla diffusione della scrittura come veicolo espressivo da parte di immigrati di prima e seconda generazione. Affrontando l interculturalità in quanto occasione di incontro, condivisione e approfondimento, si intende nel contempo rivalutare la portata antropologica, umana e sociale della scrittura. L Osservatorio prende in considerazione testi di genere vario, purché di estensione limitata (max cinque cartelle). Si auspica la costruzione di una fitta rete di soggetti singoli, gruppi, Associazioni per una collaborazione sinergica al progetto. I testi raccolti e selezionati potranno essere diffusi in via telematica e in un eventuale pubblicazione cartacea. Per info e contatti rivolgersi alla coordinatrice dell Osservatorio, Francesca Innocenzi: Teatro a San Nicolò Nella chiesa di San Nicolò dal 15 al 18 maggio alle ore 21 sarà in scena: Ilios la Morte degli Eroi, uno spettacolo inedito diretto e interpretato da Agnese Ascioti e Luisa Belviso, due giovani attrici provenienti dalle realtà accademiche di Genova e Venezia e attualmente attive nell ambiente teatrale romano. Il testo, ispirato al poema classico Iliade di Omero vede le due attrici vestire rispettivamente i panni dei due eroi greci: Achille (Agnese Ascioti) ed Ettore (Luisa Belviso). Il ritmo dello spettacolo è sostenuto, le azioni serrate, volte a trasportare il pubblico nella dimensione di Achille ed Ettore: due eroi quanto mai umani, nemici loro malgrado, e costretti inevitabilmente allo scontro. Che colore ha la paura di un grande eroe? O più semplicemente: cosa potevano pensare gli eroi quando alla fine della battaglia si svestivano delle armi gloriose e restavano nella tenda, soli con i propri pensieri? A Chiaravalle, la mostra fotografica Il Circolo Fotografico Avis di Chiaravalle presenta la mostra fotografica dal titolo musica.. musica.. musica.., allestita in occasione dell inaugurazione della nuova sede dell Associazione ZonaMusica ad Ancona, in via Colombo 106 (ex CRASS), del 28 aprile scorso. L esposizione, curata dai soci, propone le immagini di eventi musicali della Festa della musica di Senigallia. Autori delle opere: Romina Aguzzi, Luca Basili, Manuela Fratoni, Francesco Maria Scirè, Silvana Rosi e Silvana Vici. La mostra sarà aperta al pubblico fino al 12 maggio prossimo (festivi esclusi), dal lunedì al venerdì, dalle ore 15 alle 19, con ingresso gratuito. Per info: , Segreteria Circolo Fotografico Avis, Via Rinascita 6/8 Chiaravalle- Tel ,

6 6 Vv della 13 maggio 2012 psicologiaesocietà In autunno un nuovo corso con i consulenti grafologi Alla scoperta della grafologia Sabato 5 maggio presso il Centro di Spiritualità Sul Monte di Castelplanio abbiamo vissuto un lungo pomeriggio (dalle ore 16,00 alle ore 24,00) di grande interesse per i partecipanti. La seconda parte del corso di grafologia 2 livello, tenuto dall insegnante suor Anna Maria Vissani, consulente grafologa della personalità nonché animatrice del centro medesimo. Le prime tre lezioni, svoltesi dal 18 aprile al 2 maggio preso i locali dell ex Seminario di Jesi, hanno avuto come oggetto l approfondimento della Forma e Movimento della scrittura, la Continuità Grafica, la Chiarezza e l Approssimazione, i Gesti Fuggitivi, il Disuguale Metodico e la Firma di chi scrive. Le altre tre lezioni del percorso sono state affidate all esperta grafologa Alessandra Cervellati, docente presso la Scuola Superiore di Grafologia di Bologna (AGAS) e presidente A.G.I. dell Emilia Romagna. A lei Suor Anna Maria Vissani ha lasciato il compito di tirare le fila del discorso, di affrontare il tema della combinazione dei Segni Grafologici e l approfondimento dei Temperamenti morettiani. La Cervellati, con grande professionalità e semplicità di linguaggio, ha illustrato i quattro temperamenti della grafologia di Moretti: l assalto, l attesa, la cessione e la resistenza. Per temperamento il fondatore della grafologia intende la parte innata della persona. Il carattere, invece, è ciò che essa diventa sulla base delle esperienze vissute. I temperamenti, pertanto, sono delle indicazioni di massima che vanno ad individuare alcune tendenze. Il temperamento dell assalto contraddistingue una persona dinamica, istintuale, che reagisce con immediatezza. È sinonimo di propositività, slancio, autonomia, desiderio di fare e di emergere, autoaffermazione, gusto per la sfida. Il temperamento dell attesa, al contrario, caratterizza le persone pazienti. È sinonimo di strategia, programmazione, sano tempismo, diffidenza, ma anche di persuasione e di abilità sociale. Il temperamento della cessione, invece, è tipico della persona che non riesce a dire dei no, di chi si adatta, di chi è troppo arrendevole e, pertanto, rinuncia a lottare. Prevale la tendenza a delegare, oppure ad affiliarsi. Il temperamento della resistenza, infine, è tipico di quanti oppongono forza alla forza. Indica staticità, rigidità, solidità, tenacia, fermezza e controllo. Prevalgono l istinto di difesa e quello di autoconservazione. Ovviamente ha sottolineato più volte la Cervellati i temperamenti non sono un etichetta, ma possono cambiare a seconda delle situazioni e dell evoluzione personale dell individuo. Ricorrendo a numerosi esempi, la grafologa ha illustrato come l equilibrio sia dato da una fusione armonica di tutti e quattro i temperamenti. Un viaggio affascinante nei meandri della scrittura quello proposto dalla due grafologhe che ha compreso anche un momento ludico: ad occhi chiusi, i corsisti sono stati invitati a percorrere mentalmente la propria scrittura, a camminare sopra le parole da essi scritte poco prima su di un foglio, per poi condividere emozioni, sensazioni ed eventuali difficoltà incontrate. Al termine della lunga serata, allietata da una gustosa pausa conviviale, la dott.ssa Alessandra Cervellati, non senza una buona dose di umorismo, si è resa disponibile ad interpretare le scritture dei presenti e a tracciare un sintetico ma efficace quadro della personalità di ognuno. L appuntamento con la grafologia, per quanti fossero interessati a questa disciplina, è rinviato al prossimo autunno quando Alessandra Cervellati e suor Anna Maria Vissani proporranno l approfondimento di alcuni dei temi già trattati e nuovi, interessanti argomenti di studio. Per questo è possibile consultare il sito: org ; oppure scrivere: Laura Barboni Ricordate quando a scuola la maestra ci insegnava a fare le divisioni? Oggi ne facciamo una, insieme. Perché la facciamo? Non vorrei che vi fosse sfuggita una nostra fotografia che in questi giorni la stampa e la tv ci hanno messo ripetutamente davanti agli occhi: dall inizio di quest anno 54 donne sono state uccise dal loro compagno, o ex compagno (marito, convivente, fidanzato ). Dall inizio dell anno sono passati soltanto 120 giorni. 120:54 = 2,22. Quasi un giorno sì e uno no, nella nostra civile Italia, una donna è stata uccisa dal suo uomo. Da un uomo, cioè, che un giorno aveva coltivato amore nel suo cuore per lei, e verso il quale anche lei aveva avuto lo stesso sentimento. L amore! Che cos è quest amore che diventa omicidio? Come può la nostra mente deragliare così tanto da trasformare un bacio, un abbraccio, in un colpo mortale? Si racconta di un uomo che duemila anni fa ha tradito con un bacio un suo amico. Ma Giuda aveva un ideale dentro di sé, un ideale per il quale aveva deciso di giocarsi la vita, un ideale che egli vedeva tradito dal suo amico-maestro nel quale aveva posto tutte le speranze per il riscatto socio-politico della nazione. E confuso dalla ristrettezza del suo campo visivo, non era stato capace di cogliere la rivoluzione che il suo Gesù stava portando: un cambiamento infinitamente più grande e trasformativo di quello che egli stesso Uomini e donne di Federico Cardinali era in grado di sognare. E si è perso. Ma come può un uomo guardare la sua donna con occhi così offuscati da non riconoscerla più come osso dalle mie ossa e carne dalla mia carne? Come una persona come lui? Una persona che, come lui, stava cercando di vedere se le loro vite potevano camminare insieme. Se riuscivano a trovare un terreno comune sul quale costruire la loro casa Ma era proprio questo lo spirito con cui lui si era avvicinato a lei e da lei si era lasciato avvicinare? Questa, credo, dovrebbe essere la domanda da ascoltare e da non lasciarci scappare. Perché il mio timore è che altro è lo spirito che, troppo spesso, ci guida nei nostri incontri. In quegli incontri ai quali, troppo frettolosamente, diamo il nome di amore. Un nome che tanto spesso confondiamo con un altro: possesso. Sì, perché sembra appartenere al nostro codice genetico la ricerca spasmodica di possedere. Non è certo al codice genetico di cui la natura ci fornisce quello di cui sto parlando, ma di un codice genetico che respiriamo e mangiamo nella nostra società. Non pare anche a voi che stiamo prendendo a maestri uomini che si propongono con tutta la loro capacità e voracità nel coltivare il proprio interesse personale, costi quel che costi? Guardiamole queste persone, quelle i cui nomi riempiono i giornali, quelle che luccicano nel palcoscenico della politica per esempio. Possedere sembra essere il loro motto. E chi ci riesce meglio quindi chi possiede di più è il più invidiato e il più ossequiato. Ma se questo possedere è il verbo da coltivare, sempre e dovunque, perché allora meravigliarci se anche nella relazione uomo-donna esso diventa la regola di riferimento? E così, piuttosto che come un incontro che ci permetta di vedere se possiamo camminare mano nella mano, il nostro occhio guarda l altro (= l altra) come una preda da conquistare, una di cui impadronirsi. E quando ci sfugge, non glielo possiamo permettere. Noi pensavamo che la donna come possesso dell uomo fosse cosa d altri tempi o un modello appartenente ad altre culture, arretrate rispetto alla nostra. Dagli harem del passato alle culture dove ancora oggi ad un uomo è concesso di possedere più mogli e di poterle ripudiare a suo piacimento per i motivi più futili noi pensavamo di essere ben lontani. Ma pensavamo! Perché questo 2,22 che ci mette davanti agli occhi quella divisione che insieme abbiamo fatto oggi, credo che ci costringa a rivedere quali sono i valori che ci guidano anche nelle relazioni affettive. Se la donna è un possesso dell uomo, perché lui non può farne ciò che vuole? O non è così? Meglio: o non deve essere così? Quante volte ci siamo detti: uomini e donne, esseri umani. Con pari dignità. Nella differenza. Chi vuole scrivere allo psicologo può farlo o per o o per posta a Voce della Vallesina - colloqui con lo psicologo - P.za Federico II, JESI ASSEMBLEA AVULSS Jesi: il bilancio di missione presentato dalla presidente M. Cristina Paris Una formazione permanente per un servizio qualificato Il 18 aprile i soci dell Avulss si sono incontrati per partecipare alla celebrazione Eucaristica in Duomo presieduta dal Vescovo, che con le sue omelie, non solo fa riflettere sul percorso spirituale della vita, ma esorta ad un agire amorevole e disponibile verso tutti. «Dio ha tanto amato il mondo da dare Suo figlio per la redenzione dell uomo e perché nessuno vada perduto. Dio è amore, ma se Dio è amore, noi, creati a Sua immagine, dobbiamo vivere nell amore. Incontriamo Gesù nella Pasqua e insieme al nostro risorgere, riviviamo anche il nostro Battesimo, certi che il Signore ci cammina accanto e quindi ci fa risorgere per essere figli nel Figlio. Il messaggio è questo: noi dobbiamo essere luce di Dio, la nostra vita: un annuncio dell amore di Dio». Pregare e pregare tanto per essere fonte di grazia e poter testimoniare in ogni momento questo grande amore. L invito alla preghiera è importante perché è l assimilazione a Dio risorto. Il valore della Messa si prolunga nell adorazione Eucaristica, che ci arricchisce di doni nel nostro volontariato. Infatti solidarietà e generosità emergono quando ci si abbandona nel Signore. Al termine della celebrazione tutti i volontari si sono recati nella sede dell Avulss per l Assemblea annuale che prevede la presentazione della relazione morale del Presidente relativa all anno 2011 e la presentazione ed approvazione del rendiconto economico 2011 e del preventivo di spesa I valori evidenziati nell omelia del Vescovo, sono stati espressi anche nella relazione morale che la presidente Maria Cristina Paris ha presentato ai soci. Quest anno, tale relazione, si chiama Bilancio di Missione, e si propone diversi obiettivi: restituire ai volontari la globalità del dono offerto nel corso dell anno; farsi conoscere meglio da tutti; essere stimolati a continuare sulla strada percorsa a servizio degli altri. Il Bilancio di Missione è un nuovo modo per far conoscere che i 166 volontari Avulss agiscono con amore, generosità e competenza acquisita con una formazione che nel 2011 ha impegnato i volontari per un totale di ore. Ciò consente di camminare con i tempi, cercando sempre di rispondere con responsabilità alle molte richieste di aiuto anche tramite progetti in rete con altre associazioni del territorio, in spirito di solidarietà e umanità. L Avulss è presente in varie strutture quali la Casa di Riposo Vittorio Emanuele II, la Casa Famiglia Collegio Pergolesi, l Ospedale, il Centro Divertirsi Insieme, a domicilio e si occupa dei minori. In queste strutture è stato prestato nel 2011 un servizio per un totale di ore. Il Bilancio di Missione non è altro che la documentazione del servizio che l Avulss ha offerto ma che ha un valore inestimabile. Vivere l Avulss vuol dire cogliere i bisogni e dedicarsi all altro con cura e amore, rispettare la persona che si avvicina, nel suo intero essere, esaminarsi di fronte alle difficoltà per trovare la giusta via dell essere, nel fare e confrontarsi continuamente con gli altri. Maria Pia Cuomo Serrittella Coordinatrice Avulss Informazioni su

7 vitaecclesiale v 13 maggio 2012 V della 7 LA CHIESA LOCALE IL DIARIO DEL VESCOVO GERARDO Giovedì 10 maggio Ore 21: Incontro con Giovani di Castelbellino, Pantiere, Pianello Venerdì 11 maggio Ore 21: San Francesco di Paola, Incontro Fidanzati Sabato 12 maggio Ore 15: Cattedrale, incontro con Ragazzi di S. Maria Nuova Ore 21: Parr. Regina della pace, Veglia di preghiera in preparazione all Ordinazione diaconale Domenica 13 maggio Ore 9.30: Poggio San Marcello, S. Messa nella festa della Madonna del Soccorso Ore 11.15: Parrocchie S. Maria Nuova e Collina, S. Messa e Cresima Ore 15.30: Incontro con Cresimandi di Sasso Ore 17: Poggio San Marcello, Processione nella festa della Madonna del Soccorso Ore 19: Parr. San Giuseppe, Ordinazione diaconale di Marco M. Lunedì 14 maggio Ore 15.30: Incontro con Gruppo di preghiera Gesù Sacerdote Ore 19.45: Ritiro Diaconi e aspiranti Diaconi Ore 21: Seminario, Incontro formativo con aderenti Centro Sportivo Italiano Martedì 15 maggio Ore 10: Commissione Beni Culturali Ore 15-19: Il Vescovo riceve in Duomo (cappella San Floriano) senza appuntamento per colloqui, confessione, direzione spirituale Ore 21: Poggio San Marcello, Incontro Cresimandi e Genitori Mercoledì 16 maggio Ore 21: Riunione Commissione Pastorale sociale e Lavoro Giovedì 17 maggio Ore 9.30: Seminario, Incontro di Aggiornamento del Clero Ore 15.30: Incontro con Cresimandi di Sant Angelo Ore 18: Cupramontana, Incontro con Volontari AVULSS Ore 21.15; Regina della Pace, Incontro con Genitori dei Cresimandi Venerdì 18 maggio Ore 15: Incontro con Ragazzi dell Oratorio di Chiaravalle Sabato 19 maggio Ore 17: Festa Diocesana della Famiglia presso parrocchia San M. Kolbe Ore 21: Parrocchia San Giuseppe, Milizia Immacolata, Consacrazione Nuovi Aderenti Domenica 20 maggio Ore 9.30: Pianello V., S. Messa e Cresima Ore 11.15: Cattedrale, S. Messa e Cresima ragazzi di San Francesco di P. e S. Giovanni B. Ore 15.30: Hotel Federico II, Presentazione nuova edizione di Pregate, Pregate, Pregate Ore 18: Ostra Vetere, Processione e riflessione Ore 21: Incontro a carattere vocazionale Parola di Dio Commento Il Cardinale Comastri, nel suo Volume: Predicate la buona notizia, afferma: [Quello dell amore] È il comandamento che regge tutti gli altri comandamenti; è il comandamentochiave della religione di Cristo; è il comandamento che Gesù collega al mistero stesso di Dio, quando dice: Padre giusto, io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l amore con il quale mi hai amato sia in essi ed io in loro (Gv 17,26) (pag. 109). Mi soffermo su due espressioni: Che vi amiate (greco: agapào) gli uni gli altri come io ho amato voi; e: Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi. 13 maggio a domenica di pasqua La nostra vita farà conoscere l amore di Dio Dal Vangelo secondo giovanni (gv 15,9-17) In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l ho fatto conoscere a voi. Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri». Che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi Tutto il brano evangelico di questa domenica è costruito, praticamente, su un verbo che risulta centrale per la rivelazione che Gesù fa di se stesso: agapào. Questo verbo nasce dal linguaggio popolare e ha un senso molto pratico: si tratta di un amore unico e totale, cioè di condivisione di tutto ciò che si ha e si è con un altra persona. Tale amore nasce proprio da Gesù che ha condiviso tutto, eccetto il peccato, con la vita di ognuno di noi. Anzi, il suo amore per noi raggiunge l apice nel dono della sua vita sulla croce. Quel amore che circola in seno alla SS. Trinità viene effuso su di noi: esso è la vita di Dio stesso e principio di tutte le cose. Questo amore è donato da Dio-Figlio a noi, facendoci veri fratelli: siamo custoditi da questo amore. Oggi la mentalità del mondo è fortemente regredita: ci si è fermati a un amore di piacere, l eros, che risulta il più basso di tutta l esperienza umana. Si va dietro solo a ciò che piace e si rimane in ciò che piace, al punto che, quando l altro non mi piace più, lo lascio. Nell ultimo festival di San Remo un giovane ha fatto notare che il tema dell amore, espresso dalle varie canzoni, non ha avuto nessun accenno all amore per sempre, ma solo a quello provvisorio. È una carenza che rispecchia questa società, detta civile, ma che in effetti ci riporta indietro di millenni. Gesù ci insegna che l amore vero è totale e per sempre, abbraccia tutti i doni che ogni persona ha: spirituali e materiali; il valore di fondo è e resta sempre Dio e la persona umana. Ho mai pensato che ogni tanto io debba rivedere il mio modo di amare? Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi L origine, il punto di sicurezza per ogni vita umana consiste nel fatto che è Lui, Gesù, che ha scelto noi: una scelta motivata da un amore gratuito. Tale scelta comporta per Gesù un passaggio molto significativo e profondo: mentre nell Antico Testamento Dio sceglie chi inviare per un servizio [servo], per una missione specifica, Gesù ci sceglie per amicizia, che significa essere uniti a Lui nell unico amore che abbraccia tutti. La chiamata d ogni discepolo, quindi anche la nostra, nasce da un amore che sceglie e sceglie irrevocabilmente, nonostante le prove e i tradimenti. Quando un ragazzo o una ragazza sceglie la propria fidanzata o il proprio fidanzato, scarta praticamente tutte le altre persone, quindi restringe il cerchio e ama volutamente solo una o uno; così avviene nel nostro seguire Gesù: non ci ama solo come comunità, ma anche personalmente. La vocazione cristiana ha tutti i segni della stabilità, perché è Lui, Gesù, che prende l iniziativa: ci sceglie e ci chiama anche personalmente per una missione. È Lui che depone per noi la sua vita, ma anche pone noi nella sua vita. È una scelta che abbraccia tutti i suoi seguaci: passati, presenti e futuri; essi devono andare dove Gesù è andato: verso la pienezza dell amore di Dio, amando tutti come fratelli fino a donare la propria vita, facendosi servi degli altri. Questo è il molto frutto che glorifica Dio Padre e questo frutto porterà Gesù stesso quando, dando la vita per noi, attirerà tutti a sé. La nostra missione consiste nel portare il suo amore di pienezza a tutti gli uomini. È la nostra vita fraterna che farà conoscere, anche a chi crede poco o affatto, l amore di Dio Padre. Nella mia vita quante volte mi sono sentito scelto da Gesù per una missione specifica? P. Silvio Capriotti ofm Ordine Equestre del Santo sepolcro di Gerusalemme Incontro sull Anno della Fede La prossima iniziativa dell Ordine, sulla base del programma già stabilito in coincidenza con il mese mariano, si svolgerà a Civitanova Marche dove nella chiesa di Cristo Re, il priore emerito dell Ordine mons. Cleto Bellucci celebrerà la santa Messa. L incontro, che si svolgerà domenica 20 maggio, sarà anche l occasione per fare qualche riflessione sull attuale anno, indetto da Benedetto XVI, come Anno della Fede. I Cavalieri sono invitati ad essere puntuali alle ore 10,30 presso la sala parrocchiale della chiesa di Cristo Re. Seguirà una riflessione sull Anno della Fede e, alle ore 12, la santa Messa. Direttore responsabile Beatrice Testadiferro Comitato editoriale: Vittorio Massaccesi, Giuseppe Quagliani, Antonio Lombardi Responsabile amministrativo Antonio Quaranta Proprietà: Diocesi di Jesi Registrazione Tribunale di Ancona n. 143 del Composizione grafica Giampiero Barchiesi Settimanale di ispirazione cattolica della diocesi di Jesi fondato nel 1953 Stampa Galeati Industrie Grafiche, Imola Spedizione in abbonamento postale Associato alla Fisc (Federazione Italiana Settimanali Cattolici) Questo numero è stato chiuso in redazione martedì 8 maggio alle 19 e stampato alle 7 del 9 maggio. Abbonamento annuo 35 euro di amicizia 50 euro - sostenitore 100 euro Piazza Federico II, Jesi An Tel , Fax c/c postale Ai sensi dell articolo 13 del D. Lgs 196/2003 (Codice privacy) si comunica che i dati dei destinatari del giornale sono contenuti in un archivio informatico idoneo a garantire la sicurezza e la riservatezza. Saranno utilizzati, salvo divieto espresso per iscritto dagli interessati, oltre che per il rispetto al rapporto di abbonamento, anche per proprie attività istituzionali e per conformarsi ad obblighi di legge. Nel rispetto dell ambiente questo giornale è stampato su carta riciclata.

8 8 Vv della 13 maggio 2012 pastorale Petrucciana e Meic: conferenza del prof. Enrico Peroli Sant Agostino e la verità Le Confessioni, opera ben nota di sant Agostino, oggetto di studio e meditazione attraverso i secoli da parte di mistici e pensatori, è un autobiografia interiore che descrive il percorso spirituale e culturale di Agostino per giungere a Dio. Sul tema Nutre l anima solo ciò che la rallegra il prof. Enrico Peroli, docente di filosofia teoretica all università di Chieti e presidente del gruppo Meic di Fermo, ha tenuto un interessante conferenza il 27 aprile, rivolgendosi al numeroso pubblico di amici della Biblioteca Petrucciana e del gruppo Meic Edith Stein di Jesi che hanno organizzato l incontro. Il prof. Peroli ha rievocato le vicende biografiche essenziali del grande Agostino ( ), nato in una famiglia di contrasti (padre pagano, madre cristiana) e vissuto a Tagaste (Algeria), città anch essa di contrasti. In seguito diviene professore di retorica e insegna a Tagaste e a Cartagine. Si reca quindi a Roma per ottenere condizioni migliori di lavoro e poi a Milano. Ha un figlio da una donna profondamente amata, la cui partenza, voluta dalla madre, gli lacera il cuore. A Milano incontra il vescovo Ambrogio di cui ascolta i Sermoni in cattedrale. Abbandonati il manicheismo e il neoplatonismo cui aveva in precedenza aderito, studia la Scrittura e inizia il cammino della conversione che culmina nel Battesimo, ricevuto la notte di Pasqua del 387 dalle mani di Ambrogio. Fino a quel momento Agostino aveva parlato sempre e soltanto in qualità di professore di retorica; ora la Parola di Dio letta e ascoltata lo spinge a scrivere. Agostino scopre il nesso profondo che esiste fra la verità e la vita. La verità è nutrimento e godimento dell anima e l uomo, creato per amore, ha in sé l amore di Dio che unisce la verità e l esperienza personale. Recuperando nella storia della sua vita il mondo degli affetti, Agostino riconosce la dignità dell amore terreno. Leggendo Le confessioni emergono il decimo libro dedicato alla memoria e un tipo di scrittura e di genere letterario nuovi che Peroli definisce metafisica in prima persona. Agostino scrive fra i 43 e i 45 anni e racconta la sua storia. L esistenza individuale è il punto di partenza per la ricerca della verità che si rivela nel destino della persona con le sue vicende. L uomo si distingue dagli altri esseri perché con la sua ragione non si ferma a ciò che appare, ma sceglie l ordine che è nelle cose. Il cammino che conduce l uomo a Dio passa dentro la sua interiorità perché la luce divina illumina l anima e fa comprendere la realtà. È come il sole che permette di vedere il mondo. L unità della propria esperienza che l uomo aveva tanto cercato è la sua stessa vita, il cui senso è scritto nella persona. Il libro decimo, dedicato alla memoria, può definirsi viaggio dell anima, metafisica che coinvolge l intero essere. Per Agostino, prete e vescovo, la verità è il luogo dove dimorare, è il desiderio e l orientamento della volontà a decidere ciò che l uomo è. L autore considera due dimensioni della memoria: l ampiezza e la profondità. La prima è il deposito di tutto ciò che si percepisce del mondo; la seconda contiene tutto ciò che la vita ha segnato più profondamente. Questa dimensione è abissale e insondabile e in questa profondità (trascendenza interiore) incontriamo Dio e noi stessi, spinti da un desiderio infinito di felicità, raggiungibile solo nella verità. La vita cristiana non è l ascesa ad una montagna; la vera via dell uomo a Dio non può che essere l Uomo-Dio, Gesù Cristo. Agostino afferma che il passato è tutto nel presente, nei dolori e nelle gioie: luoghi, sentimenti, ricordi, tutta la storia personale. Dio chiama l uomo nella sua memoria in cui egli è l uomo che è: Dio lo chiama nel tempo, non dal tempo. Il prof. Peroli si è avvicinato a sant Agostino in modo così affascinante da far gustare la profondità del suo pensiero e la sua umanità passionale e inquieta. Assunta Tittarelli Philippe de Champaigne, Sant Agostino, , Los Angeles County Museum of Art. L Associazione NOI OPERATORI DI PACE Santa Protettrice Edith Stein Scuola di vita atta a fornire un adeguata conoscenza della teologia e dottrina cattolica invita al prossimo incontro sul tema Società e Fede: la corruzione e la ricchezza Nessuno può servire a due padroni: o infatti odierà l uno e amerà l altro, o si affezionerà all uno e disprezzerà l altro. Non potete servire a Dio e al denaro. (Matt. 6,24 / Lc 16,13) L incontro è tenuto dal Ministro Regionale dell Ordine Francescano Secolare Emilio Capogrossi sabato 12 maggio alle 17,15 presso la Cattedrale di Jesi (nella sala della Confraternita del SS. Sacramento) I I SACERDOTI AIUTANO TUTTI. AIUTA TUTTI I I SACERDOTI. Ogni Ogni giorno sacerdoti diocesani annunciano il Vangelo il nelle nelle parrocchie tra tra la gente, la offrendo a tutti a tutti carità, conforto e speranza. e Per Per continuare la la loro loro missione, hanno bisogno anche del del tuo tuo aiuto aiuto concreto: di di un offerta per per il sostentamento il dei dei sacerdoti. Queste offerte arrivano all Istituto Centrale Sostentamento Clero Clero e vengono e distribuite tra tra tutti tutti i sacerdoti, i specialmente a quelli a quelli delle delle comunità più più bisognose, che che possono contare così così sulla sulla generosità di di tutti. tutti. OFFERTE PER PER I NOSTRI I SACERDOTI. UN UN SOSTEGNO A A MOLTI PER PER IL IL BENE DI DI TUTTI. Ricordo Carlo Posanzini Le parole che noi usiamo per imbastire un ricordo suonano molto spesso banali e retoriche, ma, puntualmente, ad ogni evento che ci capita ce le ripetiamo. Forse è proprio in questa semplicità e banalità che sta il positivo di tutto; il frenare a raccontarci le nostre storie è un male dal quale dovremmo sfuggire. È con questo spirito che voglio ricordare mio marito Carlo, di cui oggi ricorre un mese dalla sua partenza alla nostra visuale. Non voglio ritenerlo partito da questa terra, ma soltanto dalla nostra visuale materiale, perché spiritualmente lui si trova ancora su questa terra, ma in una condizione che non saprei descrivere, ma solo immaginare, rifacendomi a quanto detto da coloro che in questo stato son riusciti ad addentrarsi perché illuminati da una fede spirituale molto più grande della mia, alla quale anelo poter un giorno giungere. Non elencherò di mio marito tutte le sue virtù, semmai soltanto alcune le quali non posso tacere: l umiltà, la mitezza e la fede in Cristo Gesù, doti che hanno puntellato tutta la sua esistenza, il suo muoversi in questo mondo; potrei elencare tanto altro del suo operato, ma ho timore di non essere un giusto giudice. Grazie Signore per avermi affiancato una persona che sapeva trasformare in carezze ciò che il mondo gli infieriva in pugni. Grazie Carlo per ciò che hai saputo costruire e dare a questo mondo che noi non sappiamo ancora discernere, non avendone le capacità necessarie; soltanto a Dio, l unico in grado di discernere ciò, spetta il vero giudizio, mentre a noi non rimane altro che evidenziare di te, Carlo, ciò che di buono le nostre limitate menti ci suggeriscono, perché solo sottolineando il buono, anche se a volte si pecca di eccesso, si può costruire un mondo migliore. Rosanna Per Per offrire il tuo il tuo contributo hai hai a disposizione a 4 modalità: 4 L offerta è deducibile: è Conto corrente postale n n Per Per chi chi vuole, le le offerte versate Carte di credito: circuito CartaSi chiamando a favore a dell Istituto Centrale il numero il verde Sostentamento Clero sono sono deducibili o via o via internet fino fino ad ad un un massimo di di 1032,91 euro euro Bonifico bancario presso le le principali banche italiane annui dal dal proprio reddito complessivo Direttamente presso l Istituto Sostentamento Clero ai ai fini fini del del calcolo dell Irpef della della tua tua diocesi. e delle e delle relative addizionali. Per Per maggiori informazioni consulta il il sito: CHIESA CATTOLICA - - C.E.I. Conferenza Episcopale Italiana VOCE DELLA VALLESINA Per i ricordi delle persone care

9 indiocesi v 13 maggio 2012 V della 9 Il parroco don Giuliano Fiorentini ricorda le origini del cammino vocazionale di Marco Micucci È una risposta tanto attesa per la Chiesa jesina Marco Micucci sarà ordinato diacono dal vescovo Gerardo domenica 13 maggio, festa della Madonna di Fatima. La celebrazione si svolgerà nella parrocchia di San Giuseppe alle ore 19, la parrocchia dove Marco collabora nei fine settimana da tre anni. Sta completando gli studi al Seminario regionale di Torrette. Nato il 21 maggio del 1965, diploma di ragioniere, laurea in economia e commercio ed ex impiegato della Banca Popolare, è entrato al seminario regionale il primo ottobre del La parrocchia di San Giuseppe partecipa con affetto e con gioia a questa celebrazione. Il parroco don Giuliano Fiorentini ricorda la sua conoscenza con Marco, iniziata 25 anni fa. Ho conosciuto Marco Micucci 25 anni fa. Ero direttore della Caritas e lui era un volontario della parrocchia della Regina della Pace. Un ragazzo molto attivo e sicuramente molto sensibile. Era studente universitario e un giorno, non ricordo bene per quale motivo, venne alla Caritas, e subito gli ho detto: Hai mai pensato di farti prete?. Si può immaginare la reazione. Penso che quella domanda gli sia scivolata dentro inesorabile anche se, gli studi prima e il lavoro dopo, hanno fatto da barriera ad una risposta. Lui stesso ancora oggi ricorda quella domanda come un segno vero di una prima messa in discussione sulla possibilità reale di diventare sacerdote. Una domanda da fuori di testa, ma vera. Poi, per circa una decina di anni, Marco è venuto a pregare nella parrocchia di San Marco evangelista a Castelbellino con il gruppo del Rinnovamento nello Spirito e la conoscenza, come l amicizia, hanno contribuito a far crescere la stima nei suoi confronti. Un ragazzo molto attento agli altri, in particolare ai più bisognosi e ai malati. Un ragazzo ostinato a farsi una famiglia. Mi avrà fatto conoscere sei o sette fidanzate, se la memoria non mi tradisce. Una più bella dell altra. In particolare l ultima. Sì, perché in tutto questo periodo non ho mai smesso di porgli la domanda che gli avevo posto 25 anni prima. La risposta era ora una ragazza ora l altra. Con l ultima mi ricordo ancora bene che ho esclamato: Ho perso!. Invece non fu così perché proprio da lì è esplosa forte la volontà di rispondere definitivamente: Sì! Grande la mia soddisfazione: non mi ero sbagliato. La collaborazione iniziata alla Caritas, si è approfondita nel gruppo di preghiera del Rinnovamento e si va concretizzando nella parrocchia di San Giuseppe. Proprio qui a San Giuseppe ho avuto la misura del suo grande cambiamento. Un Marco non più murato nel voler dimostrare di meritare la stima di suo padre e l affetto di sua madre. Un Marco neanche più sorretto dalla rigidità di un movimento. Un Marco per tutti. Per le persone, per i gruppi, per la Chiesa. Una collaborazione squisita e a tutto campo. Pian piano ho avuto il gusto di trovarci in sintonia sulle persone, sulle attività, sugli obiettivi. In particolare mi sono sentito molto sostenuto nella sensibilità vocazionale e con un attenzione profonda si è accostato a embrioni di vocazione nella speranza di nascita di nuove vocazioni. A volte molto vicino nelle difficoltà di relazioni tra sacerdoti cercando di accumunare desideri e obiettivi. Spesso di grande sostegno nella stima e nel rispetto reciproco. Poi il gruppo spontaneo, il catechismo, i genitori, gli Scouts, l Azione Cattolica, tutti corollari di una crescente attenzione pastorale. Nonostante l età, tra me e Marco ci sono appena 9 anni, vivo con la soddisfazione di un padre questo momento. Non ho generato nulla ma mi si riempie il cuore quando posso raccontare di aver assistito ad alcuni dei passaggi fondamentali della scelta vocazionale. Un po come gli adulti che sanno di poter pensare al dopo di loro senza affanno. Con la serenità che la vita va avanti e che soprattutto le nuove generazioni, compresa quella dei sacerdoti, sono migliori di quelle passate. Non lo vorrei caricare di troppe aspettative, che potrebbero rischiare di schiacciarlo sotto il peso di una responsabilità che gli butta addosso la situazione di una chiesa con un clero scarso, ma vivo la sua ordinazione come la tanto attesa risposta di un Dio che per molto tempo sembrava essere sordo alle necessità vocazionali della Chiesa di Jesi. Questa attesa potrei definirla trepidante, cioè un misto di gioia e di ansia. Il tempo gli si sta stringendo attorno ma al tempo stesso gli restituisce una gioia che gli permette di trasmettere tanta serenità e gioia a coloro che gli vivono intorno. Per questo motivo la comunità cristiana di San Giuseppe gli si è già affezionata e lui ne è consapevole. Don Giuliano Fiorentini Durante la celebrazione saranno raccolte delle offerte per i progetti di don Luigi Carrescia in Brasile. Sabato 12 maggio alle 21 presso la parrocchia Regina della Pace ci sarà una veglia vocazionale in preparazione all ordinazione di Marco. Santa Maria Nuova, Parrocchia Sant Antonio da Padova Questa gioia illumini i tuoi giorni! Lavinia Alessandrini, Nicola Baldi, Michelle Bertini, Leonardo Caporalini, Lorenzo Carletti, Gabriele Coppari, Gabriele Corinaldesi, Nichol Maiello, Linda Marchegiani, Mattia Micu, Enea Moretti, Mattia Pasquini, Gabriel Russo, Elena Santoni, Sofia Scortichini, Melissa Serrani, Alex Sopranzetti, Stephen Jeremy Radonirina, Martina Tarabelli e Adriano Zefania hanno ricevuto la Prima Comunione, domenica 29 aprile nella chiesa di Sant Antonio da Padova a Santa Maria Nuova. Il parroco don Francesco, i catechisti Laura, Filippo, Chiara e Raffaella hanno aiutato i bambini nel cammino catechistico ed hanno espresso così il loro augurio a ciascuno di loro. «Oggi è un giorno speciale, Gesù si è donato a te, si è fatto cibo per nutrirti e tu, per la prima volta, lo hai ricevuto nell ostia consacrata. La gioia di questo giorno illumini le tue giornate! Parla a Gesù e ricorda sempre che tu sei prezioso ai suoi occhi. Ringrazialo per tutte le cose belle che ogni giorno ti offre e invoca il suo aiuto quando sei in difficoltà. La partecipazione alla mensa del Signore ti renda più consapevole del grande amore con cui Dio circonda la tua vita. Noi catechisti e il parroco siamo felici di aver percorso un po di strada con te; ci affidiamo a Gesù per continuare questo cammino insieme, illuminati dalla luce che solo l Amore di Dio può dare». Foto Ubaldi radioduomo SenigalliainBlu 95,2Mhz Tutte le mattine alle ore 7,06 e in replica alle 24,00 il pensiero del giorno del vescovo Gerardo Rocconi Giornale radio alle ore 12,30 e alle 19,03 con notizie da Jesi Il Palazzo e dintorni il giovedì alle 12,45 e alle 19,20

10 10 Vv della 13 maggio 2012 indiocesi San Francesco d Assisi : 19 bambini ricevono Gesù Eucaristia Rimanete in me e io in voi! La comunità parrocchiale di San Francesco d Assisi è in festa: festa per le famiglie e per gli amici dei diciannove bambini che domenica 6 maggio hanno ricevuto per la prima volta Gesù Eucaristia. Festa per il Parroco, padre Silvio, che ha preparato con i suoi collaboratori il grande Giorno della Prima Comunione. Undici piccole donne e otto maschietti, accompagnati dalla loro fedele catechista, Gemma Freddi, entrano in chiesa sereni e disinvolti nella candida tarcisiana, la tunichetta che ricorda il giovanissimo Tarcisio, morto martire stringendo al cuore la pisside con l Eucaristia. Eccoli: Elisa Baldi, Marta Cancellieri, Dennis Cardinali, Elena Carducci, Ilaria Carducci, Letizia Catani, Sara Cuccolo, Flavia Ferranti, Lorenzo Gastreghini,Riccardo Giordani, Zoe Giuliani,Gabriele Goffi, Jacopo Manzotti, Giacomo Mariani, Federico Marcucci, Filippo Piantanelli, Sofia Ricci, Sara Sabbatini, Lucia Solfanelli. All inizio della Santa Messa, celebrata dal Parroco con l assistenza del diacono Antonio Quaranta e dell accolito Maurizio Strappa, cantano in coro: «Amo il Signore perché ascolta il grido della mia preghiera: su di me ha steso la mano/nel giorno che lo cercavo...». La Parola del vangelo di Giovanni su la vite e i tralci (Gv 15, 1-8) suona come un esplicito richiamo per giovani e adulti a cercare e a vivere la comunione con Cristo nella Chiesa: Chi rimane in me e io in lui porta molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Ho pregato così Il Parroco comunicando nell omelia l esperienza interiore di un momento significativo della fanciullezza, ha dato testimonianza della sua vocazione e missione. «La prima Comunione - racconta padre Silvio - è rimasta impressa nel mio cuore. Mio fratello più grande era da tempo in Seminario... Io, durante la Messa della prima Comunione, ho pregato così: Signore, anch io voglio diventare prete...! In seguito ho avuto modo di conoscere i Frati francescani e sono entrato in convento proprio nell anniversario della prima Comunione... Cari bambini, dopo aver ricevuto l Eucaristia, fate un minuto di silenzio per chiedere a Gesù qualcosa di importante che il vostro cuore desidera per voi e per gli altri». Rivolgendosi ai genitori, padre Silvio ha sottolineato che i bambini sono i veri tesori, doni di Dio, e tradirli significa rovinare tutto... Cresceranno bene se i genitori daranno il buon esempio e li faranno vivere come discepoli di Gesù affidandoli al Signore. Il canto di comunione dei bambini? Una vera esplosione di gioia: È come un fiume d acqua viva... fiume d acqua viva dentro me. Alza le braccia e loda il tuo Signor! Io ho la pace nel cuore... Io ho l amore nel cuore Io ho i fratelli nel cuore... Io ho la Chiesa nel cuore.... Prima della Benedizione finale un papà ha pregato così, a nome dei genitori: «Signore, con il cuore pieno di fiducia e di speranza ti voglio affidare i nostri figli. Un giorno li hai chiamati alla vita e hai chiamato noi genitori a vegliare su di loro. Oggi è l inizio di una nuova vita: Signore, sono tuoi, cammina al loro fianco ogni giorno». Maria Crisafulli Photo in Mostra naturalistica primaverile a San Nicolò Nostra Signora dei fiori di campo L anno scorso, sempre di questi giorni di aprile, avevo scritto qualcosa sulla precedente edizione di questa bella iniziativa del GMJ (gruppo micologico jesino) titolandola La Mostra delle erbacce. Lungi da me ogni intento dispregiativo, semmai esattamente il contrario: rendevo lode agli organizzatori per essersi accorti ed aver aiutato in questo senso i tanti visitatori della incredibile bellezza e complessità della vegetazione campestre spontanea. Della quale siamo soliti fare d ogni erba un fascio (è proprio il caso di dirlo!) chiamandola dispregiativamente erbacce, appunto. Quest anno la mostra s è tenuta non al Palaconvegni, ma nella chiesa di san Nicolò, vicina alla chiesa della Madonna delle Grazie e proprio nel giorno della sua festa. Così che, recandomi alla processione serale, e visitando prima la bella rassegna, m è venuto spontaneo l idea di aggiungere un nuovo titolo ai tanti con cui la pietà cristiana ha impreziosito la sua devozione alla madre di Gesù: quello di Madonna delle erbe ( e fiori di campo : però sarebbe troppo lungo). Perché mai? Cos hanno a che fare i fiori spontanei con Maria? Provo a rispondere, utilizzando tre testi notissimi che si riferiscono alla Madre di Gesù. Il primo è il racconto dell annunciazione: qui Maria, di fronte all angelo, si qualifica come la serva del Signore, disposta a fare secondo la sua Parola : più che signora, dunque, ella ci tiene a qualificarsi come serva. Il secondo testo è il cantico del Magnificat che l evangelista Luca mette in bocca alla Vergine, interpretandone i sentimenti profondi. Che sono di gratitudine perché il Signore ha guardato l umiltà (da humus, terra) di Maria. Il testo greco parla più precisamente di tapeinosin, cioè bassezza, piccolezza. E del resto la costante dell agire del Dio della Bibbia: da una capo all altro della storia della salvezza egli sceglie sempre fra i suoi collaboratori gente debole e fragile. Perché, proclamerà Paolo, la stoltezza di Dio è più sapiente degli uomini, e la debolezza di Dio è più forte degli uomini (1Cor 1,25). Infine il notissimo testo dantesco: la preghiera di s. Bernardo nell ultimo del Paradiso, dove il Poeta esordisce con quelle celebri antitesi: Vergine madre, figlia del tuo Figlio, umile ed alta più che creatura. E dove sta l abbinamento con la Mostra? Ma mi pare scontato: sono rappresentativi della piccolezza di Maria più gli umili fiori di campo piuttosto che i vistosi, coloratissimi, prorompenti, esotici (e costosissimi) fiori che usiamo acquistare e regalarci. Pensiamo soltanto, oltre alle seducenti rose nelle loro innumerevoli varietà, alle prosperose e superbe orchidee o alle sfiziose sterlizie No: non credo proprio che, se si chiedesse a Maria quale fiore potrebbe meglio rappresentarla, ella sceglierebbe qualcuno di queste appariscenti varietà floreali. Verrebbe probabilmente a visitare una mostra come questa a san Nicolò. E dopo aver girato per i banconi, potrebbe prendere fra le sue dita delicate un minuscolo non-ti-scordar-di-me. È lui che scelgo - direbbe - è piccolo, è bellissimo, ha il colore del Cielo! E quando vi rivolgete a me, ricordatevi di aggiungere alle litanie questo bel titolo: S. Maria dei fiori di campo, prega per noi! Premio Vallesina: un nuovo pianoforte donato al Magnificat. Padre Armando torna nelle Marche Grazie a tanti benefattori, aumenta la dotazione della scuola Un pianoforte professionale si aggiunge alla dotazione strumentale della Scuola di Musica Magnificat a Gerusalemme. Nei giorni scorsi è stato consegnato a padre Armando Pierucci ed alla direttrice Hania Soudah Sabbara il pianoforte gran coda Steinway & Sons, del valore di 50 mila euro. «Offriamo ai nostri studenti del Magnificat il più alto livello di insegnamento nella speranza che possano poi dedicarsi alla carriera musicale» spiega soddisfatta la direttrice che ora potrà contare anche su questo strumento di alto livello per le esibizioni più impegnative e per i concerti. L acquisto è il frutto di una serie di iniziative che il Premio Vallesina ha portato avanti a livello regionale. Parrocchie del fabrianese, del pesarese, della Vallesina, singoli cittadini hanno contribuito in vari modi negli ultimi anni prendendo parte ai concerti che sono stati promossi nei teatri e nelle chiese della Regione con musicisti locali e con gli allievi del Magnificat. Inoltre, altri fondi sono arrivati dai collezionisti e dagli appassionati di arte che hanno partecipato all asta di quadri curata dal critico Armando Ginesi ed alla quale hanno aderito artisti di tutta Italia donando al Premio Vallesina una loro realizzazione. Il presidente dell associazione onlus Premio Vallesina Gianluca Fioretti esprime alla scuola Magnificat l augurio di rappresentare sempre un sicuro riferimento per le giovani generazioni e ringrazia tutti coloro che con il loro contributo ed il loro sostegno hanno reso possibile l acquisto del pianoforte. Tra i benefattori, Andrea Garbini della Garbini Consulting che ha promosso e sostenuto alcune manifestazioni musicali con padre Armando e i suoi allievi. In questa settimana, padre Armando sarà a Fabriano per definire il programma della prossima edizione di Pentagrammando la pace insieme, la manifestazione che si svolgerà a settembre e che vedrà coinvolti i ragazzi di alcune scuole musicali della provincia e del Magnificat. L associazione premio Vallesina onlus, d intesa con l agenzia Impronte viaggi e turismo di Roma, organizza dal 2 al 7 settembre un viaggio a Gerusalemme per prendere parte all inaugurazione dei locali che si stanno realizzando a favore della scuola di musica Magnificat. Nell occasione alcuni giovani studenti delle scuole musicali Pergolesi di Jesi e Bettino Padovano di Senigallia daranno vita ad un concerto d archi insieme ai ragazzi del Magnificat mentre padre Pierucci si esibirà sul nuovo pianoforte che il Premio Vallesina ha recentemente donato alla scuola. Chi è interessato a partecipare al viaggio che prevede anche la visita dei luoghi sacri secondo un programma già stabilito e chi desidera avere maggiori notizie può rivolgersi a Franco Cascia, tel o cell.338/ Nella foto la direttrice Hania e il fondatore padre Armando ringraziano il Premio Vallesina e tutti i benefattori mostrando il pianoforte.

11 jesi v 13 maggio 2012 V della 11 Analogie e diversità tra due incontri al Circolo Cittadino: marzo 1970 / aprile 2012 San Nicolò : due atti in attesa del finale di Franco Cecchini Primo Atto: Salviamo il monumento Per interpretare e valutare meglio certi fatti del presente, può essere utile risalire agli antefatti, magari consultando la stampa dell epoca. Su Voce della Vallesina n. 16 del 1970 leggiamo che mercoledì 25 marzo nella Sala del Lampadario del Circolo Cittadino, piena di un qualificato pubblico, si è svolta una Tavola Rotonda su Un insigne monumento da salvare. Si trattava della Chiesa di San Nicolò che, dopo decenni di studi e dibattiti, era diventata per merito dell Amministrazione comunale e di un solerte comitato sotto la presidenza realizzatrice del dr. Cherubini, un fatto di portata cittadina. L incontro, alla vigilia dell inizio dei lavori di restauro, era stato promosso per iniziativa di Italia Nostra e dell Associazione Incontri Culturali in collaborazione con l Amministrazione Comunale. Dopo le relazioni del prof. Giovanni Annibaldi, sovrintendente alle antichità e di mons. Costantino Urieli, è intervenuto l arch. Trinci, sovrintendente ai monumenti delle Marche che «ha illustrato il progetto di sistemazione della Chiesa e di tutto lo spazio circostante in un rinnovato assetto urbanistico della zona che ne farà il salotto di rappresentanza della città di Jesi, il biglietto da visita per chi viene lungo il corso». Nella presentazione della proposta viene coadiuvato dalle ottime diapositive del prof. Santinelli, alcune su disegni del prof. Archetti. Disegni così suggestivi da rimanermi nella memoria e che ho ritrovato con piacere in un ampio, interessantissimo servizio dedicato all incontro, a firma di Enrico Ciuffolotti all epoca presidente della stessa AIC, su Jesi e la sua Valle n.6 del 10 aprile Vi si riferisce tra l altro che il dott. Cherubini, ad apertura, aveva affermato: «Una città anche se ha problemi importanti ed urgenti da risolvere, non può trascurare i problemi della cultura, dell arte, della tutela del suo patrimonio artistico e storico. Una città che non tende a mettere in risalto certi suoi punti focali, di largo riferimento storico, è veramente opaca. Ecco perché l Amministrazione comunale, sotto la guida del Sindaco (il prof. Alberto Borioni) che sente questi problemi accanto agli altri che urgono, ha già compiuto alcuni passi importanti per la soluzione dell intero problema». Parole così luminose e attuali che vorremmo poter sottoscrivere oggi, se non fossero datate 1970! Da notare che anche allora, a distanza di qualche mese dall incontro, erano in programma a Jesi le elezioni amministrative. Successivamente, lo stesso dott. Cherubini in un intervista su Jesi e la sua Valle (n.19/1970) riporta un fatto significativo: «La giunta comunale precedente, che ha avuto il merito di aver dato il via all opera di risanamento della zona, ha rinviato, per mancanza di tempo, alla giunta attuale lo studio del progetto Trinci, il sovrintendente che segue personalmente i lavori». Un bel passaggio di consegne al nuovo sindaco: che sarà lo stesso prof. Ciuffolotti, iscritto poi tra i membri del comitato per San Nicolò, assieme all ingegnere capo del Comune ing. Bellelli e all assessore all urbanistica prof. Campitelli: a riprova di un coinvolgimento pieno dell Amministrazione Comunale nell impegno del Comitato. Nella stessa intervista il dr. Cherubini affermava che restauro della chiesa e ristrutturazione della piazza dovrebbero procedere in armonia e, in certa misura, parallelamente, assicurando per questo che la variante generale al P.G.R. prevede che tutta la zona comprendente piazza Pergolesi e i caseggiati circostanti venga definita da un piano particolareggiato da elaborare in collaborazione con la Sovrintendenza. E concludeva fiducioso: «Se l impegno di Sovrintendenza, Amministrazione e Comitato, come non c è da dubitare, continuerà, tra non molti anni dovremmo poter ammirare il più antico monumento di Jesi completamente restaurato all interno e all esterno, in un contesto urbanistico altamente qualificato, degno della città». In realtà i lavori di restauro della sola Chiesa termineranno con la riapertura nel settembre Secondo atto: Difendiamo il monumento A distanza di più di quarant anni da quell incontro, giovedì scorso 26 aprile, nello stesso Salone del Lampadario è andato in scena il secondo atto di questa sorta di rappresentazione, per iniziativa ancora di Italia Nostra, presieduta dal prof. Impiglia, e del Comitato da lui promosso e presieduto dal prof. Gabriele Fava, altrettanto solerte e realizzatore (anzi testardo come terrà ad assicurare alla fine dell incontro). La sala è anche questa volta gremita e il tema, dal tono più battagliero: Difendiamo il monumento più antico della città, campeggia sul grande schermo nella prima delle slide che hanno preso il posto delle diapositive e rendono ancor più chiara ed efficace la relazione del presidente Fava sui fatti avvenuti. Coincide pure la situazione preelettorale, anzi questa volta sono presenti (su invito) quasi tutti i candidati a sindaco. Per il resto siamo in una condizione decisamente diversa. Non solo ferma al 78, ma con il rischio di rimanere bloccata per sempre. L Amministrazione Comunale questa volta è presente soltanto attraverso una delibera - la n. 46 del 13 aprile u.s. approvata all unanimità dalla Giunta ad oggetto Piano recupero di iniziativa privata del Complesso San Nicolò. Adozione. In cui la Sovrintendenza viene citata ormai solo per chiarire che l immobile non risulta soggetto alla sua tutela. E in cui soprattutto si dà atto che il piano in oggetto è conforme a quanto previsto dalle Norme Tecniche di Attuazione (N.T.A.) del Piano particolareggiato di recupero della città storica, elaborato tra il 1998 e il 2008: piano che comprende il Complesso San Nicolò, ma ignora completamente la chiesa e i problemi connessi. È venuto a mancare dunque quello strumento progettuale e normativo che Cherubini all epoca dava per certo (oltre che prioritario): questa è la grave carenza, la grave responsabilità all origine di tutti i problemi attuali. Si è ritenuto perciò di poter deliberare la variazione della destinazione d uso dell immobile da convento-collegio/convitto a residenza (n. 19 appartamenti), trasformando l organismo edilizio con lavori che però sarebbero di semplice restauro e risanamento conservativo, non di ristrutturazione! Con una duplice conseguenza: le purissime strutture lombarde delle absidi con i doppi archetti, le mensoline e le monofore, segno certissimo di vetustà (così esaltate nella sua relazione dal sovrintendente Trinci) rimarranno per sempre occultate ad una pubblica visione d insieme; e non si potrà più procedere a qualsiasi riqualificazione del contesto urbano e ristrutturazione della piazza. Operazione che forse poteva essere almeno progettata e tentata in condizioni sicuramente più favorevoli, al momento della vendita dell immobile sia da parte delle Giuseppine che della successiva proprietà. Un bel finale ancora da scrivere Ma si hanno motivi per credere che la situazione non sia del tutto compromessa, come ha illustrato il presidente Fava sulla base di pareri legali acquisiti a titolo gratuito. Fortunatamente in precedenza nessuno pensava di realizzare nel Complesso 19 miniappartamenti,ma solo residenze temporanee per partecipanti a corsi, convegni ecc. E se è vero che l art. 20, per favorire il recupero del patrimonio edilizio, prevede che in tutte le sottozone A da 1 a 7 (per intenderci, dalle Grazie al Teatro Pergolesi) sia ammessa la modifica ad uso residenziale senza che ciò costituisca variante al PRG ; è anche vero però che l ultimo comma dell art. 25, per la sottozona A2.1 che comprende tipi edilizi specifici che hanno un valore in sé: complessi unitari di carattere monumentale (tra cui appunto il San Nicolò), stabilisce che le destinazioni d uso previste potranno essere modificate dall Amministrazione Comunale solo qualora se ne verifichi la necessità e che i nuovi usi dovranno comunque essere di interesse pubblico. E conclude: In considerazione della particolare rilevanza degli edifici A2.1 sotto il profilo storico-artistico-architettonico, la modifica delle destinazioni d uso sarà oggetto di apposita variante alla N.T.A. Stranamente di questo comma non ho trovato traccia né nella nota del responsabile del servizio urbanistica, né nel parere giuridico-amministrativo commissionato dall A.C. ad uno studio legale, né nella delibera. Eppure sembrerebbe che proprio su questo terreno poteva o potrà instaurarsi una trattativa tra il Comune e la proprietà privata, cercando di conciliare, nel caso specifico, il piano di recupero residenziale del privato con il piano di valorizzazione della chiesa e riqualificazione dell area, rispondente all interesse pubblico. Sempre che non si voglia ricorrere a una permuta, com era stato prospettato (sarebbe la soluzione ottimale!), ma su basi di valutazione che tengano conto anche di questi vincoli normativi. Questo secondo atto è dunque ancora aperto. Nonostante tutto, il progetto o il sogno, incarnato ancora tra noi dal dott. Cherubini, si può realizzare. È una consegna che questa volta il comitato stesso ha voluto affidare in anticipo a chi sarà il nuovo sindaco, con cui si spera di correggere questa pagina e scrivere e vivere insieme un finale diverso, bello! L alternativa per il presidente Fava è il ricorso al TAR, che richiederebbe un impegno finanziario notevole. Ma non deve avvenire che la città, che nel 70 è stata chiamata a contribuire per liberare San Nicolò dalle superfetazioni, oggi venga coinvolta per liberare il monumento da una delibera. DAL 1923 Tel

12 12 Vv della 13 maggio 2012 vallesina I grandi personaggi della Magna Curia di Federico II: Mastro Teodoro di Antiochia Un maestro infelice, alla corte dell Imperatore Sull esempio dei sovrani normanni che avevano accolto a corte scienziati illustri provenienti anche da paesi musulmani, Federico II fece giungere alla Magna Curia di Sicilia gli studiosi più reputati del suo tempo appartenenti ad etnie, religioni e culture diverse. Tra questi Michele Scoto, filosofo, astrologo e matematico inglese, traduttore di opere di Averroè e diffusore in Europa del pensiero aristotelico. Quando Michele Scoto morì, Federico II chiamò a sostituirlo Mastro Teodoro di Antiochia, studioso arabo-cristiano appartenente alla chiesa siriaca, giacobita. Di questo personaggio non si conosce la data precisa della nascita né quella del suo arrivo alla corte federiciana, avvenuto comunque prima del Fu accolto con tutti gli onori e ottenne presto notevoli benefici. L Imperatore gli assegnò anche Stagione Sinfonica: bilancio positivo. Ultimo concerto in collaborazione con Marche Jazz Network Un orchestra; un quartetto; una tromba, primadonna assoluta Più di qualsiasi altro genere musicale il jazz riesce ad interpretare le inquietudini dell età contemporanea: l aspirazione ad una libertà senza frontiere, il disagio esistenziale, la protesta gridata contro l incomunicabilità, la sofferenza della solitudine e la volontà di riscattarla, il desiderio di autoaffermazione e, implicitamente, la richiesta di una partecipazione emotiva. Sono tensioni forti che il jazz, emancipandosi da esempi preesistenti, sa esprimere con dirompente energia. Può per questo piacere o non piacere. Certo è comunque che, al pari o anche più di altre forme d arte, è in grado di rendere le pulsioni e i significati del nostro tempo. Di tanto ci si è resi conto anche in occasione dell ultimo concerto della Stagione Sinfonica, organizzato per il 3 maggio dalla FORM in collaborazione con Marche Jazz Network e la Fondazione Pergolesi Spontini. Nell orchestra, dispiegata alla grande, è stato incastonato il quartetto di Fabrizio Bosso composto da Claudio Filippini un feudo in terra di Sicilia. Scarse, incerte, inquinate anche dalla propaganda politica del tempo sono le notizie che lo riguardano, reperibili essenzialmente nella Breve storia delle dinastie del teologo e storico Bar Hebraeus. Si viene sapere per certo che Mastro Teodoro nacque in Antiochia, centro culturale allora floridissimo, dove esisteva anche una biblioteca non meno importante di quella di Alessandria d Egitto. In questa città studiò siriaco e latino e conobbe le opere dei più grandi filosofi del passato. Si trasferì poi a Mosul e a Bagdad per perfezionare gli studi di medicina. Si recò successivamente a Gerusalemme per ricoprire incarichi diversi a lui affidati dal sultano, re dell Armenia, con il quale tuttavia non instaurò un favorevole rapporto. Approdò infine alla corte federiciana in veste di magister o di (pianoforte), Rosario Bonaccorso (contrabbasso), Lorenzo Tucci (batteria) e, naturalmente, Fabrizio Bosso (tromba). Dedicato all Incantesimo di Nino Rota, il concerto Enchantment è stato presentato da Fabio Tiberi che, a nome della Filarmonica Marchigiana, ha reso noto i risultati della Stagione Sinfonica. Ha fatto registrare un numero crescente di abbonati: sessanta in più rispetto agli ultimi due anni, con una media di philosophus dell Imperatore. Un ruolo di primissimo piano, che richiedeva la conoscenza di molte discipline: di medicina e filosofia; di astronomia e astrologia; di scienze e letteratura, di matematica e fisica. A queste, fondamentali, Mastro Teodoro altre ne aggiungeva. Era anche erboristafarmacista; dietologo-igienista: persino gastronomo-pasticcere. Una curiosità: fece pervenire a Federico II, tramite Pier Delle Vigne, delle violette zuccherate (candite) alle quali attribuiva una speciale efficacia terapeutica. Di questo personaggio dalla cultura polivalente ha parlato la dott.ssa Franca Tacconi, Direttrice del Centro Studi Federiciani, in una conferenza tenuta nella sede della Fondazione il 28 aprile. Il titolo della relazione Poliedricità della corte federiciana: la figura di Mastro Teodoro avvertiva che l argomento avrebbe preso in considerazione il personaggio in un ampio contesto: quello della Magna Curia siciliana, una corte internazionale che raccoglieva i più grandi rappresentanti del sapere: un crocevia di intellettuali, un centro di ricerca, di sperimentazione, di scambi e di confronti culturali, di studi letterari e filosofici, scientifici e matematici. Come dire, secondo una definizione data sei secoli dopo, una corte prerinascimentale. Nel pensiero di Mastro Teodoro si individua un concetto fondamentale che trascende ogni 450 presenze per ogni spettacolo. Sono dati che stupiscono gli stessi organizzatori, soprattutto perché riscontrati in una città che conta un numero limitato di abitanti. Sta a significare che la Filarmonica Marchigiana si è fatta sempre più apprezzare per il suo impegno e per la qualità delle sue prestazioni. Di successo in successo; e già si annunciano per lei a maggio e durante l estate altre iniziative. Non era messo a disposizione sapere: quello di un armonia superiore, quindi divina, alla quale ogni scienza dovrebbe convergere; anche l arte della diplomazia, preziosissima, anzi indispensabile per chi regge le sorti di un popolo. Mastro Teodoro si attenne a questo principio nel proposito di conciliare non solo filosofia, religione e scienze, ma anche matematica e geometria che studiò e approfondì grazie ad una frequentazione assidua di Leonardo Fibonacci, pisano, anche lui accolto alla corte di Federico II. Da Fibonacci apprese fra l altro il concetto, tramandato dai Pitagorici e da Euclide, della sezione aurea, cioè di quella divina proporzione che troverà infinite applicazioni anche nell arte fino ai giorni nostri; dall architettura di Castel del Monte alla pittura (Dalì ne è un esempio) e alla musica di autori contemporanei, quali B. Bartók e C. Debussy. Ulteriori notizie raccolte intorno a Mastro Teodoro svelano il profilo di un personaggio colto e di alto prestigio, ma in fondo inquieto e non appagato. Fu sempre a fianco di Federico II che seguì anche durante le campagne militari; partecipò a discussioni filosofiche; tradusse in latino Le livre de Sidrach, imponente enciclopedia scientifica in volgare, pervenuta da Tunisi alla corte federiciana. Dall arabo in latino tradusse un opera il cui originale è andato perduto: il Moamin, trattato di falconeria, o meglio di medicina dei rapaci, che troverà larga diffusione in Europa. Deriverà da questo il De arte venandi cum avibus di Federico II. Redasse anche un Regimen salutatis in forma epistolare, che raccoglie innumerevoli norme igienico-sanitarie. Fra queste si raccomandava l igiene personale che allora era invece condannata perché ritenuta un abitudine da lussuriosi. Nonostante gli onori ricevuti Mastro Teodoro sentì nostalgia della sua terra. Forse anche deluso e scoraggiato da alcune sue previsioni astrologiche non avverate, progettò allora di ritornare ad Antiochia. Si imbarcò sfuggendo alla corte, all insaputa di Federico II. Il caso volle però che sulla rotta per la Terra Santa incontrasse proprio l Imperatore. Non resistette allora alla vergogna e si suicidò. La sua morte dovette sicuramente dispiacere a Federico II che non rivolle indietro il feudo concesso tempo prima a Mastro Teodoro. Lo lasciò ai suoi eredi: un gesto di generosità e magnanimità, ma ancora di più, di benevolenza e di riconoscenza. Fotoservizio Augusta Franco Cardinali Federico II alla corte di Palermo. Alla sua destra in primo piano, Pier delle Vigne e, alla sinistra, Hermann von Salza, gran maestro dell Ordine Teutonico. Dipinto del pittore viennese Arthur Georg von Ramberg. del pubblico un programma del concerto, ma la musica di Nino Rota, del quale lo scorso anno si è ricordato il centenario della nascita, è così conosciuta che non occorre specificarne i titoli. Copiosissima è stata la vena creativa del compositore milanese. Nino Rota non ha composto tuttavia, come spesso si crede, solamente le colonne sonore di film famosi di Fellini, Visconti e Zeffirelli, ma anche sei opere liriche, tra le quali Napoli milionaria, che fu rappresentata anche al Pergolesi anni fa. Di Fellini ha saputo interpretare soprattutto la nostalgica poesia; di Visconti i colori solari degli splendidi ambienti affrescati; di Zeffirelli, l appassionata, struggente tenerezza. Trascorrendo dall uno all altro film, dall uno all altro regista, il concerto ha avuto un procedimento libero, senza interruzioni. Un imponente discorso musicale, emozionante nei momenti in cui orchestra e quartetto, senza prevaricazioni, hanno esaltato il fascino,l energia ritmica, il carattere particolare di ogni partitura. A sé stanti invece e quasi avulse dal contesto, le strabilianti variazioni solistiche dei singoli componenti del quartetto che hanno reso irriconoscibili i temi originali di Nino Rota. Primadonna assoluta è stata la tromba di Fabrizio Bosso. Il suo strumento una tromba forse storica perché visibilmente non nuova ha espresso una gamma incredibile di voci, di inflessioni, di impressioni, di colori sonori. Una prestazione impensabile per uno strumento generalmente ritenuto inadatto a cesellare e illuminare delicatezze. Ovazioni al termine a Fabrizio Bosso e applausi entusiasti al M Stefano Fonzi, direttore d orchestra e arrangiatore dei brani presentati, ai singoli componenti del quartetto e alla Filarmonica Marchigiana che ha dimostrato davvero non solo in questa, ma anche in altre occasioni, un eccezionale duttilità. Fotoservizio Augusta Franco Cardinali La Filarmonica Marchigiana con al centro Fabrizio Bosso.

13 regione v 13 maggio 2012 V della 13 SHAKESPEARE IN A BOX: Una mostra e uno spettacolo Venticinque attori-studenti in lingua Parlare inglese e recitare in inglese non sono esattamente lo stesso, ma il 23 aprile al teatro Pergolesi di Jesi c è stata la dimostrazione che in scena tutto è possibile. Un plauso ai ragazzi del Liceo Classico V. Emanuele II, del Liceo Scientifico L. Da Vinci, dell Ipsia Pieralisi e dell Ipsaa Salvati che, partecipando al progetto didattico Shakespeare in a box, hanno incantato seicento spettatori recitando, in lingua inglese, la rivisitazione dell opera The Winter s Tale. Commedia rinominata A Winter s Tail, non fiaba, ma coda dell inverno, tratta di argomenti molto vicino ai giovani, come l amore, la gelosia, l amicizia ed il rapporto con i genitori. Sul palcoscenico venticinque studenti-attori, che hanno curato, insieme alle classi aderenti al progetto, le scene, il libretto di sala, i costumi e le ricostruzioni floreali d ambiente. Il foyer del teatro è stato invece palcoscenico di una mostra, con l esposizione dei Box, scatole regalo che rappresentano una sintesi creativa dedicata a Shakespeare, realizzate dagli studenti come dono ideale per il compleanno del poeta inglese che cade proprio il 23 aprile. Al termine della rappresentazione sono stati premiati i box che, con appositi coupon, erano stati maggiormente preferiti dal pubblico. Premiati con un corso di inglese le classi 2C e 1C del Liceo Classico e 3A del Liceo Scientifico, e con soggiorni studio a Cheltenham, Dublino e Cambridge, le studentesse Giulia Guerrini, Chiara Gagliardini, del liceo classico, e Francesca Romagnoli, del liceo Scientifico. Lo spettacolo ha riscontrato un notevole successo anche alla replica di mercoledì 25 aprile al Teatro Mestica di Apiro. Il progetto, ideato dalla scuola di lingue The Victoria Company di Giuseppe Romagnoli, in collaborazione e con il patrocinio del Comune di Jesi Assessorato ai Servizi educativi, dopo circa sei mesi di preparazione, rappresenta la realizzazione di un sogno portato avanti con impegno e costanza. La regia, curata dall attrice e decente della Victoria Company, Fiorenza Montanari, spiega che «l idea di Shakespeare in a box nasce dal desiderio di unire didattica, cultura, arte e teatro in lingua inglese, celebrando, nel giorno del suo compleanno, un grande poeta come William Shakespeare, e favorendo il dialogo e la condivisione tra le differenti realtà scolastiche della città». Se Shakespeare fosse stato in platea avrebbe sicuramente applaudito e probabilmente si sarebbe anche commosso di fronte a tutto questo affetto delle nuove generazioni verso di lui Agnese Testadiferro POSTE ITALIANE A SOSTEGNO DELLE AZIENDE DELLA VALLESINA Prodotti e servizi mirati La stretta creditizia verso le piccole e medie imprese del territorio nell ultimo trimestre dello scorso anno e le difficoltà di accesso ai prestiti da parte delle aziende sono gli aspetti sui quali si è concentrata l attenzione della Filale di Ancona di Poste Italiane nel corso di un incontro che si è tenuto a Jesi tra i direttori degli Uffici Posteimpresa a cui ha partecipato Doriano Bolletta, responsabile dell Area Centro Nord. Una serie di indicatori forniti dalle associazioni di categoria della Vallesina indicano come nel 2011 il tasso di mortalità aziendale del distretto jesino abbia raggiunto l 8,7%. Il comparto manifatturiero è il più colpito con un tasso di sviluppo in retromarcia del - 2,1%. «Bastano questi dati per capire che la priorità è il sostegno alla produzione; quindi assume importanza per gli imprenditori, in particolare per le piccole e medie aziende, accedere a prestiti veloci per realizzare nuovi investimenti collegati all attività - ha sostenuto Doriano Bolletta -. Per questo diverse aziende si rivolgono a Poste Italiane per avere liquidità. Il ruolo dei nostri uffici Posteimpresa con i suoi prodotti è in questo momento determinante per le aziende del territorio». Medicina e prevenzione: un convegno sabato 19 maggio Flebologia: un problema quotidiano A Castelbellino convegno e mostra Risorgimento marchigiano Sabato 19 maggio si terrà a Jesi presso l Hotel Federico II con inizio alle ore 8,30 il corso di aggiornamento La flebologia: un problema quotidiano. L Insufficienza Venosa periferica Cronica (IVC) é una patologia molto diffusa specialmente nel mondo occidentale e spesso viene sottovalutata o ridotta a un semplice problema estetico. Da uno studio eseguito dalla Società Italiana di Angiologia e Patologia Vascolare (SIAPAV) è emerso che, nel nostro paese, circa di individui soffrono di IVC e questo ne fa la 3 patologia più diffusa (dopo allergie ed ipertensione); dallo stesso studio é emerso che solo un paziente su tre sa di essere malato e viene curato; in effetti, dei pazienti che afferiscono all ambulatorio del medico di base in una normale giornata lavorativa, circa il 40% é risultato affetto da IVC, indipendentemente dal motivo per cui i pazienti si erano recati dal medico. In particolare il 49% di questi pazienti presentava varici e il 28% erano sintomatici (dolore, pesantezza, gambe stanche ). Questa patologia presenta, frequentemente, un andamento di natura familiare con una ereditarietà spiccata e legata a fattori genetici che provocano una meiopragia della parete venosa con maggior suscettibilità della stessa agli insulti della pressione idrostatica che tende a dilatare la parete del vaso e a rendere incontinenti le valvole delle vene degli arti inferiori. Presenta un carattere evolutivo e peggiora con il passare degli anni con il rischio di complicanze importanti come le tromboflebiti, i linfedemi, le lipodermatosclerosi, le ulcere cutanee e a volte complicanze drammatiche come le trombosi venose profonde e le embolie polmonari. Questa patologia può essere facilmente diagnosticata e sottoposta a protocolli terapeutici già alle prime fasi della sua storia per evitare per quanto possibile le complicanze. I mezzi a disposizione sono la prevenzione, mediante comportamenti igienici corretti e la contenzione elastica, e la terapia medica specifica. La seconda parte della terapia è legata a procedure invasive (chirurgia) e mini invasive (laser e scleroterapia) che in qualche modo correggono e rallentano la manifestazione di una patologia comunque sistemica ed evolutiva. Negli ultimi anni, grazie all evolversi e al miglioramento delle tecniche diagnostiche, e in particolar modo grazie all introduzione nella pratica clinica di un mezzo diagnostico importante come l Eco color Doppler, la terapia delle varici ha fatto passi da gigante, e dalle semplici asportazioni delle safene siamo passati a tecniche innovative che tendono ad eseguire interventi curativi ma nello stesso tempo conservativi con modesto trauma fisico e psicologico del paziente. Lo scopo di questo congresso, indirizzato in primo luogo ai medici di medicina generale e agli infermieri professionali, é di sviluppare tutti gli argomenti riguardo l insufficienza venosa cronica dall anatomia alla fisiopatologia, alla diagnostica, alla cura medica e alla cura chirurgica e scleroterapica, con particolare attenzione alle ultime tecniche mini-invasive. Laura Cognigni Proseguendo il suo percorso di approfondimento del Risorgimento e delle gesta di Giuseppe Garibaldi, Castelbellino sabato 12 maggio, alle al teatro Beniamino Gigli, ospita il convegno 1862: l Aspromonte, una via per Roma Capitale, nel 150 anniversario della battaglia che portò l Eroe dei due mondi al celebre ferimento alla gamba. In Aspromonte il 29 agosto 1862 l esercito regio, guidato da quel generale Cialdini che nel 1860 aveva vinto a Castelfidardo contro l esercito papalino, fermò il tentativo di Garibaldi e dei suoi volontari di completare una marcia dalla Sicilia verso Roma e scacciarne papa Pio IX. Il convegno, patrocinato dal Comune di Castelbellino e coordinato da Sandro Franconi, sarà introdotto dai saluti del sindaco Demetrio Papadopoulos e di Giovanni Caruso, presidente della sezione locale Garibalda Canzio dell Associazione nazionale Veterani e Reduci garibaldini che ha organizzato l evento. Relatori d eccezione saranno la professoressa Annita Garibaldi Jallet, pronipote di Garibaldi e presidente dell Associazione Nazionale Veterani e Reduci Garibaldini, il professor Gilberto Piccinini, presidente della Deputazione di Storia Patria per le Marche e il professor Ettore Baldetti, docente di Storia presso il Liceo Scientifico di Senigallia. Seguiranno la presentazione del libro Marchigiani nel Risorgimento di Ettore Baldetti e, alle presso Villa Coppetti, l inaugurazione della mostra Le Marche nel Risorgimento a cura di Gilberto Piccinini. L esposizione rimarrà aperta fino al 20 maggio, con orari Simona Santoni

14 14 Vv della 13 maggio 2012 paginaperta JESI IL PALAZZO E DINTORNI Ballottaggio e cinque stelle fino alle stelle Paolo Marcozzi 6,41% Pdl: 6,49% Michela Pergolini 1,11 % Lega Nord: 1,17% La prima e più grande sorpresa è l esplosione di quel quasi 18% dei Grillini che -badate bene - a Jesi hanno supersfondato superando di molto l exploit in sede nazionale di circa 8 punti. È il secondo partito della città sia pure a debita distanza dal Pd ma, contemporaneamente, distaccando non poco tutti gli altri partiti a cominciare dal Pdl. Chi più resiste di fronte a Grillo è la lista civica Jesiamo che lancia Bacci al secondo posto. Ma i Grillini hanno provato seriamente a soppiantare anche Bacci e a sfidare Melappioni. La seconda sorpresa è stata non tanto la mancata conquista della poltrona sindacale in prima battuta come speravano tanti del Pd, quanto il fatto che il candidato Melappioni è sceso sotto il 45% toccando addirittura il 40% contro un 20% dello sfidante Bacci. Che l ex assessore regionale si dica insoddisfatto è più che comprensibile anche perché la rimonta non sarà facile. Scorrendo le varie liste rimane difficile individuare chi, o per motivi politici o psicologici, possa aiutare Melappioni a conquistare quel 10% che gli manca. È facile intuire che molte liste - quasi tutte civiche e quindi vicine culturalmente alle due liste di Bacci, tenderanno a puntare sul nuovo. Ma c è di più. Il gioco del voto disgiunto ha dimostrato che il candidato Pd ha perso per la strada il 5% di preferenze mentre Bacci ne ha raccolte un 3% come forza personale al di là dei voti di lista che ha ricevuto in automatico. In quanto ad astensioni dal voto, Jesi ha superato bellamente lo stesso 7% nazionale quotandosi al sette e mezzo. Un astensione da brivido: intorno al 40%. Chi dei due candidati riuscirà a smuovere lo scetticismo di questo 40 % vincerà la battaglia. Che dire poi dello spappolamento di ben 13 liste se si pensa che solo tre hanno raggiunto quote da due cifre? Solo guardando le liste dei partiti classici in appoggio a Melappioni si vedono cifre elementari: , sempre fatta eccezione per il Pd che si avvicina al 30%. Secondo me Melappioni punterà a recuperare i voti di Rifondazione Comunista e quelli di tanti astenuti. Poco potrà fare con tutte le altre liste perché liste civiche e quindi legate a chi si presenta fuori degli schemi tradizionali di partito. All opposto Bacci punterà sul nuovo e sulle strutture politiche locali (liste civiche) più o meno improvvisate. Ago della bilancia saranno i Grillini. I quali ormai vanno considerati come un vero e proprio partito perchè lanciato al 10% in sede nazionale e perché invitato ad assumersi responsabilità di gestione amministrativa. Trattasi di una originalità politica provocata dalla cecità delle forze politiche tradizionali. Sia la benvenuta! Una nota positiva per tutti. Dei due candidati al ballottaggio chiunque sarà sindaco, per Jesi andrà bene perché sia l uno che l altro danno massimo affidamento per la loro maturità, per l attaccamento civico, per l esperienza sociopolitica anche se molto diversa nei due soggetti, per l entusiasmo e i programmi del tutto adeguati (salvo ovvie correzioni in itinere di fronte alla dura realtà finanziaria). v.m. I risultati dei candidati sindaco e delle liste Massimo Gianangeli 17,81 % Movimento 5 Stelle: 17,63% Massimo Bacci 20,93 % Jesiamo: 11,57% Patto per Jesi: 5,73% Marco Giampaoletti 6,06 % Partito Popolare Sic. Dif. 0,40% Insieme Civico: 3,76% Noi Centro: 1,30% Augusto Melappioni 40,96 % Idv: 5,05% Partito Repubbl. Italiano 2,62% Pd: 29,57% Partito Socialista Italiano: 3,02% Sel: 3,27% Partito Comunista Italiano: 2,13% Paolo Cesaretti 2,07 % Udc: 2,17% Daniela Cesarini 4,61 % Rifondazione Comunista: 4,04% rosora: i cittadini confermano Marchetti Ed ora si va avanti proposteeiniziative Judo, i campionati Tappeti da combattimento al Palasport di Jesi per la sfida tra judoisti. Gli agili atleti, esperti nell arte marziale giapponese del judo, si sfideranno ai campionati nazionali Uisp il prossimo 12 e 13 maggio. Il programma prevede nel pomeriggio di sabato prossimo la sfida tra le categorie junior e senior maschile e femminile, e la mattina della domenica successiva dedicata alla sfida tra esordienti e cadetti. Ne vedremo delle belle. Motoraduno Sei appassionato di motori a due e a quattro ruote? Vuoi vendere o acquistare un auto o una moto? A Jesi, il mercato ortofrutticolo in Viale Don Minzoni cambia espositori e lascia spazio alla Mostra Mercato di auto e moto usate. Potrai ammirare i ruggenti Maggiolini, le gloriose 500, le mitiche Vespa e molto altro. L evento, organizzato dal Motor Club Leone Rampante, è arrivato alla 24 edizione; l appuntamento fra minigonne, cerchi in lega e motori Tuning è previsto, fra due week end, per sabato 19, dalle 10 alle 18,30 e domenica 20 maggio dalle 8 alle 15. Rosora: i cittadini confermano Marchetti. Si riducono la giunta e il consiglio comunale Ed ora si prosegue con nuovi progetti e costruzioni A Lamberto Marchetti i cittadini di Rosora hanno riconfermato il loro apprezzamento. Alle elezioni amministrative di domenica e lunedì scorsi, si sono recati alle urne 1098 aventi diritto su 1530 iscritti nelle liste elettorali del comune registrando un calo rispetto a cinque anni fa del 7%. Marchetti si è presentato con la lista Centrosinistra per Rosora ed ha ottenuto il 47,6% delle preferenze per 504 voti. Era appoggiato da Italia dei Valori, Partito democratico e Unione di Centro ed in consiglio siederanno gli eletti Francesco Brunori con 54 preferenze, Enrico Badiali con 48, Francesco Bassotti con 36 e Mauro Brega con 26 voti. Laura Porfiri, con la lista civica Cambiare per crescere si è fermata al 40,18% con 424 voti: sarà comunque in consiglio comunale insieme al candidato della sua lista Fabrizio Sabbatini che ha ricevuto 72 preferenze. La lista di Marcello Scaloni Rosora 2012 è stata votata da 229 cittadini ma non ha raggiunto la possibilità di essere rappresentata in consiglio. Il sindaco Lamberto (detto Massimo) Marchetti ha espresso la soddisfazione per il risultato ed ora riprenderà il lavoro in Comune anche se potrà contare sulla metà degli assessori che da quattro passano a due. Inoltre dovrà provvedere alla gestione associata di alcuni servizi in seguito alla legge sui piccoli comuni. Nel programma presentato alla cittadinanza, Marchetti aveva preannunciato che l amministrazione, la polizia locale, l istruzione, i servizi legati al territorio e all ambiente, la viabilità, i trasporti e i servizi sociali sarebbero state gestite in associazione con altri comuni, probabilmente con Mergo e Serra San Quirico, salvo diverse disposizioni regionali. Tra i nuovi progetti, la costruzione di una nuova scuola materna che sarà realizzata in seguito all alienazione di alcuni beni di proprietà del comune che si estende su dieci chilometri quadrati ed ha 2012 abitanti tra Rosora ed Angeli. L amministrazione indente inoltre ampliare la scuola elementare di Angeli con la costruzione di nuove aule dal momento che la popolazione scolastica è in continua crescita. Sarà inoltre sistemato il palazzo comunale con la realizzazione di altri uffici al secondo piano al posto degli attuali appartamenti. È poi previsto il prolungamento dei marciapiedi nella parte destra di via Roma ad Angeli e l attuale pista ciclabile fino a Macine di Castelplanio. Croce Rossa, le mine Ha scelto un titolo ad effetto la Croce Rossa Italiana (CRI) per inaugurare la mostra fotografica contro le mine antiuomo: CRImine. Perché di un crimine si tratta, un crimine contro l umanità, contro vecchi, donne, bambini. Civili sempre e inevitabilmente coinvolti in qualsiasi scenario di guerra. Le guerre non finiscono quando finiscono i bombardamenti o si redigono i trattati di pace, rimangono negli occhi dei sopravvissuti con la paura del boato e del lampo, con le ferite aperte o le cicatrici, con i lutti, con le vedove e gli orfani, con le mine antiuomo: che continuano a scoppiare anche a distanza di decenni. Dalla Convenzione di Ginevra del 1864, la Croce Rossa Italiana presta soccorso in tutti i conflitti del mondo, riconoscendo il valore della dignità umana e la condizione di neutralità di ogni ferito di guerra. Con questa mostra porta l attenzione su una tragedia che oggi miete ancora moltissime vittime, soprattutto bambini, in oltre 72 paesi. L inaugurazione, al Palazzo dei Convegni di Jesi, è prevista per sabato 12 maggio, alle ore 17:30. La mostra rimarrà aperta fino al 27 maggio. Iscra Bini

15 sportetempolibero v 13 maggio 2012 V della 15 Movimento dei Focolari: Terza Staffetta Mondiale Run4unity 2012 Ragazzi di diverse etnie per la pace I Leoncelli Bikers scalano il Gran Sasso. Ad attenderli, oltre a panorami mozzafiato, i gustosi arrosticini e la celebre amatriciana. L atteso motogiro è in programma domenica 13 maggio. Si parte alle ore 8 dal circolo Arci Leoncelli di via Mazzoleni a Jesi, nelle vicinanze della stazione ferroviaria. Il tragitto si snoderà fra San Benedetto del Tronto, Sant Egidio alla Vibrata e Montorio al Vomano, fino ad accarezzare la vetta più alta degli Appennini. È previsto il pranzo in un ristorante della zona. L eventuale partecipazione va comunicata entro mercoledì 9 maggio, chiamando il numero di cellulare: o inviando una a it. Domenica 27 maggio si raggiungerà il Passo Cornello, transitando per Apiro, Matelica, Fiuminata e Nocera Umbra. Nell agosto del 2010, 49 giovani provenienti da Emilia Romagna e Marche partono per un pellegrinaggio in Terra Santa. Da quest esperienza di incontro con le comunità locali, palestinese e israeliana, è nato il progetto di Pace denominato Ways of peace (Vie di pace). Così è avvenuto che nell estate del 2011, l ospitalità mediorientale è stata ricambiata, quando sono atterrati all aeroporto di Bologna, sette ragazzi palestinesi e arabi, provenienti dai territori di Gerusalemme e Betlemme. Da due anni giovani italiani e mediorientali continuano a tenere vivo l incontro nato in Palestina e si impegnano reciprocamente alla costruzione di ponti, realizzando in maniera concreta progetti basati sull ideale della fraternità e della convivenza fra i popoli. Il 5 maggio, la giunta Comunale di Loreto ha incontrato la Delegazione proveniente dalla Terra Santa, composta da altri quattro giovani, accompagnati dai Ragazzi per l Unità delle Marche e dai Rappresentanti Mondiali del Movimento. Per Loreto incontrare questi ragazzi significa rafforzare i rapporti con la città di Nazareth, con la quale è gemellata e rafforzare ulteriormente i legami con quelle terre, da decenni lacerate da conflitti fra la comunità israeliana e quella palestinese. Inizia così anche la Settimana Mondo Unito, organizzata dal Movimento dei Focolari, che prevede sette giorni dedicati ad iniziative basate sull ideale dell unità e della fratellanza, tra cui la Terza Staffetta Mondiale Run4unity Saranno centinaia di migliaia i giovani che parteciperanno a questa manifestazione sportiva, promossa dai Ragazzi per l Unità del Movimento dei Focolari e che si svolgerà sabato 12 maggio in alcune località significative sparse in tutto il pianeta. Ragazzi di etnie, culture e religioni diverse correranno insieme per testimoniare il loro impegno per la pace e l unità. I primi ad aprire la staffetta saranno le Isole Fiji, nel Pacifico, alle ore 15 locali. Poi, allo scoccare delle ore 16, il testimone passerà al successivo fuso orario. In varie località delle diverse latitudini prenderanno così il via eventi sportivi, azioni di solidarietà ed esperienze di cittadinanza attiva in quei luoghi dove prevalgono solitudine, povertà, emarginazione. Per la Marche la manifestazione si svolgerà ad Ancona e ad Ascoli Piceno. Nel capoluogo la staffetta partirà alle ore 15 da Piazza Cavour, per dirigersi nei locali dei Salesiani, in Corso Carlo Alberto. Iscra Bini Il Giro d Italia passa in Vallesina, l 11 maggio Una tappa insidiosa nelle Marche Venerdì 11 maggio è previsto per le 13,30 il passaggio del Giro d Italia sulla Nuova Montecarottese. Alcuni ricordano il precedente passaggio, nel centro cittadino di Moie, del 26 maggio 1952 della nona tappa Ancona-Riccione mentre mercoledì 22 maggio 1957 era passata la tappa ciclistica Cattolica-Loreto. È sempre una festa il passaggio della carovana dei ciclisti che attraversano la nostra Italia e fanno conoscere anche i centri più piccoli. Il passaggio era stato presentato a Moie nel corso di una partecipata conferenza stampa promossa dall associazione sportiva Ruota Libera alla presenza di Miss Ciclismo 2011, la giovane di Moie Nancy Bernacchia, dei ciclisti Giancarlo Polidori, Michele Scarponi e LEONCELLI BIKERS: i motoraduni del mese di maggio Tragitti tra Marche e Umbria Simone Stortoni. Il 10 maggio, comincerà la tre giorni marchigiana, con la Modena- Fano. Il giorno la sesta tappa di 210 km da Urbino a Porto Sant Elpidio. I corridori attraverseranno la regione da nord a sud. Tra i centri che saranno attraversati dalla carovana Fossombrone, Castelleone di Suasa, Serra dè Conti, Moie, Cingoli, Treia, Montelupone, Morrovalle e Montegranaro. In concomitanza con il passaggio del Giro anche a Castelbellino previsto per le ore tra la rotatoria di Castelbellino Stazione (nei pressi dell AP Borg&Beck) e la piazza di Pianello Vallesina, le scuole elementari di Stazione e Pianello termineranno alle 11,30, la scuola media di Pianello chiuderà alle 12,05. Specialità culinaria: Norcina. Si prega di dare conferma, in questo caso, entro martedì 22 maggio. Fervono intanto i preparativi per il partecipato Motoraduno Bikers Fest di San Paolo di Jesi, che si svolgerà nei primi giorni di giugno. Tante le iniziative in cartellone, per un weekend all insegna del divertimento e del buon Verdicchio dei Castelli di Jesi. BASKET LEGA DUE Santiangeli convocato in nazionale sperimentale La Fileni Bpa dice addio ai play-off Dopo la vittoria di aprile a Frosinone, un altro torneo Open per Giovanna Fioretti, che a Camposampiero (PD), sui campi in terra rossa del TC Monti, conquista il suo secondo trofeo stagionale. Nella finale di sabato del primo Trofeo Città di Camposampiero la giovane tennista monsanese si è imposta, al termine di un match molto combattuto, sulla 20enne 2.5 Giulia Squadrin, del CS Plebiscito Padova, con il punteggio di Sempre avanti la Fioretti, che ha concesso una pausa nel secondo set, che conduceva per 3-1, per poi condurre sempre il gioco nel terzo, contro una avversaria dotata di un ottimo servizio e di un gioco arrotato, classico da terraioli. Venerdì, Giovanna si era resa protagonista di un autentico tour de force. Due incontri, ai quarti e in semi, entrambi nel pomeriggio. Prima contro la veneziana Stefania Zennaro ( ) poi con un secco sulla vicentina Lisa Bastianello, 2.5, Jesina 5 - San Nicolò 0. È stato l ultimo mantra di questo campionato ed è finito con una Jesina ancora prolifica: cinque gol segnano la goleada per i leoncelli a spese del San Nicolò. I protagonisti della cinquina sono i due fratelli Gabrielloni (Tom e Ale), il super Invernizzi (al 24 e al 39 ) a cui Il sogno play-off promozione a lungo cullato dalla Fileni Bpa non si è materializzato. Sabato scorso, a Frosinone, è finita 76 a 73 per il Veroli padrone di casa, vittorioso nello scontro che metteva in palio un posto nella posto season. «Siamo dispiaciuti nel vedere finire così una stagione di grandi soddisfazioni, dopo aver lavorato un anno intero con un gruppo stupendo di ragazzi ha detto a fine gara un deluso coach Stefano Cioppi - L amarezza aumenta pensando che, nonostante l obbiettivo fosse la salvezza, per tutto l anno abbiamo sempre occupato una posizione play-off e ne siamo usciti solo all ultima giornata per la classifica avulsa». La classifica al termine della stagione regolare: Reggio Emilia 40 punti; Brindisi 36; Pistoia*, Scafati 34; Barcellona 32; Piacenza, Brescia* 28; Veroli, Ostuni, Fileni Bpa Jesi 26; Verona 24; Bologna 22; Sant Antimo*, Imola 20; Forlì 18 punti. (* due punti di penalizzazione). I verdetti: Reggio Emilia promossa direttamente in A. Forlì retrocessa in Dna. Brindisi, Pistoia, Scafati, Barcellona, Piacenza, Brescia, Veroli ed Ostuni ai playoff promozione. Sabato scorso presso il Comune di Fano, sono convolati a nozze il responsabile tecnico del settore giovanile dell Aurora Basket, Vittorio Ferentino, e la sua compagna Irene. Agli sposi ed al loro figlio Federico, vanno gli auguri della redazione di Voce della Vallesina. Marco Santiangeli (nella foto di Candolfi) è stato convocato dal ct azzurro Simone Pianigiani per il prossimo raduno della nazionale maggiore sperimentale, che si terrà a Folgaria il 4 giugno. La nazionale tra il 17 ed il 29 giocherà alcune amichevoli con Grecia e Francia. Giuseppe Papadia Giovanna Fioretti conquista il suo secondo torneo Open nazionale in Veneto testa di serie numero 1; due vittorie che la conducevano con la giusta carica e concentrazione verso la finale. Grande soddisfazione, ma anche tanta umiltà, con la consapevolezza che c è ancora molto da lavorare. Ma certamente questo primo scorcio di stagione vede Giovanna protagonista, e pronta per battersi al meglio nel suo personale percorso di miglioramento, tecnico e di classifica, nei prossimi tornei Open e in quelli del circuito internazionale ITF. calcioseried - siglata la salvezza Uisp: le escursioni culturali. La prossima a Cupramontana Il 12 maggio all Eremo delle Grotte Un escursione culturale per conoscere l Eremo delle Grotte dei Frati Bianchi è la proposta dell associazione Uisp di Jesi. Sabato 12 maggio il ritrovo è previsto alle all ingresso dell Agriturismo La Distesa, sulla strada per Apiro, a si aggancia, verso le ultime battute dell incontro, Lucarini. È la chiusura della partita ed anche del campionato, che sigla la salvezza, preparando giorni migliori per tutta la Jesina con l augurio di pace e buoni risultati a tutto l ambiente calcistico leoncello. Vir 2 chilometri dall uscita della Ss 76. Si percorrerà un tratto di un chilometro e mezzo nel bosco. La visita all eremo, recentemente ristrutturato sarà a cura di Cristiana Simoncini, giornalista e storica. Per informazioni, telefono

16 16 Vv della 13 maggio 2012 esperienze La Dirindina di Scarlatti conquista il pubblico di Jesi Il Palazzo della Signoria torna teatro Sulla carta c era da immaginarlo che la serata conclusiva della Rassegna Musica a Palazzo sarebbe stata un trionfo: un opera buffa allestita a Palazzo della Signoria, dopo tre appuntamenti concertistici di altissimo livello che avevano animato Palazzo Ripanti, Palazzo Pianetti e poi Palazzo Balleani. Ma il risultato è andato ancora al di là delle pur accese aspettative: domenica 6 maggio la Sala Maggiore di Palazzo Signoria è stato un vero e proprio teatro gremito, con posti esauriti ed anche numeroso pubblico in piedi lungo i lati e assiepato a fondo sala. Certo, il programma era di quelli che non potevano non richiamare attenzione e infatti il pubblico era non solo locale, ma anche dalle province di Pesaro e Macerata: La Dirindina, capolavoro teatrale di Domenico Scarlatti, rappresentato in forma scenica e appositamente allestito per gli spazi del Palazzo. A lungo considerata perduta, quest unica prova di Scarlatti nel campo del teatro comico fu recuperata e riproposta all attenzione moderna da Francesco Degrada nel Scritta per il Teatro Capranica di Roma nel 1715, questa farsetta per musica venne fermata all ultimo momento dalla censura a causa del testo, che costituiva un acuminata satira sia dei costumi del teatro in musica, che della morale ipocrita dell epoca. La Dirindina è una deliziosa composizione che sta alle origini del genere oggi noto come opera buffa; essa delinea in poche scene una vicenda incentrata su tre soli personaggi, chiamati a rappresentare l ambiente musicale settecentesco: Don Carissimo, maestro di cappella sciocco, pedante e bacchettone; la sua allieva Dirindina, giovane cantante tanto ambiziosa quanto mediocre; Liscione, evirato cantore, abile e spregiudicato. L intreccio tratteggia, con toni oscillanti fra il realismo e l aspro sarcasmo, un mondo visto nei suoi aspetti più cinici e ridicoli, compresi i vizi e le degenerazioni del teatro musicale: costituendo con ciò un importante precedente per Benedetto Marcello e il suo celebre pamphlet Il teatro alla moda, pubblicato nel Applauditissimi interpreti ne sono stati la soprano Paola Quagliata (Dirindina), che ha offerto un equilibrio straordinario tra vivacità scenica e rigore musicale, sempre pienamente a suo agio con lo stile fiorito del primo Settecento; il basso buffo Lucio Mauti, che ha offerto un Don Carissimo di grande caratterizzazione comica e voce assai corposa; il sopranista Angelo Bonazzoli, portatore di una vis comica travolgente oltre che di una sonorità sorprendente, certo non paragonabile a quella originale dei castrati dell epoca, ma altrettanto di meraviglia per il pubblico d oggi, grazie ai suoi sbalzi di ottava e alla grazia da voce bianca unita ad una potenza emissiva da voce virile. Raffinata l esecuzione dell Orchestra da camera del Teatro Lirico Sperimentale delle Marche, con il basso continuo realizzato al cembalo da Andrea Zepponi e al violoncello da Jacopo Mariotti. Apprezzatissima l elegante regia di Gianni Gualdoni, che non ha lesinato momenti di puro divertimento e sonore risate, ma tanto raffinata e di gusto da divertire pur in modo sapido senza scadere mai nel buffonesco fine a sé stesso, come invece spesso accade di vedere negli allestimenti di opera buffa: molto curata nei dettagli bellissimi i costumi disegnati e realizzati da Giuliana Gualdoni- e tanto oliata nell interazione scenica dei personaggi da sembrarne lo svolgimento estremamente autentico e naturale. Alla fine applausi calorosi e scroscianti per tutti gli interpreti, talmente convinti e insistenti da richiedere addirittura bis: che, ovviamente, a spettacolo concluso non si è potuto concedere. Prima dell inizio Gualdoni, che è anche il direttore artistico della Rassegna, aveva ricordato al pubblico il valore storico della serata, in quanto era la prima volta in tempi moderni che il Palazzo ospitava un opera, dopo che proprio quella stessa sala era stata anticamente il primo luogo teatrale di Jesi, sede di spettacoli pubblici istituzionali sin da metà 500, quando ancora non esisteva in Città una struttura teatrale specifica: certamente, per molti dei presenti, oltre che un magnifico appuntamento d arte, la serata è stata effettivamente un significativo e importante recupero di radice storica. f.p. Monte Roberto - Castelbellino: grande partecipazione alla manifestazione 4 passi, 2 castelli Dieci giovani artisti cercano il bello con fantasia L ottava edizione di Quattro passi e due castelli svoltasi il 29 aprile e il 1 maggio tra Castelbellino e Monte Roberto, i due castelli che distano appena 500 metri uno dall altro, favorendo una passeggiata tra i due centri storici, dove erano state allestite attrazioni musicali e gastronomiche, ha visto quest anno numerose mostre ed esposizioni d arte che hanno qualificato l iniziativa stessa. A Castelbellino, al Museo Civico di Villa Coppetti già dal 21 aprile era aperta la mostra di calcografie di Pietro Capozucca, un artista che seppure prematuramente scomparso ormai da oltre dieci anni, riesce ad avvincere per la sua modernità nella ricerca, nel linguaggio e nella tecnica usati. A Monte Roberto in diversi punti del centro storico hanno esposto ben dieci artisti: otto pittori, uno scultore e una giovane appassionata di fotografia. Iniziamo la nostra brevissima rassegna iniziando da quest ultima: Cristiana Loccioni, ha raccontato per immagini fascinose un percorso di ricerca del senso della vita commentate con appropriate didascalie: fotografie che si lasciano ammirare non solo come documento di oggetti o di momenti particolari colti nella natura, ma come indagine trasfigurata della realtà. Le sculture di Cristian Polita hanno espresso tutto il dramma e l angoscia del dolore, non lontano dal quotidiano anche giovanile, con quelle mani intrecciate ed invocanti una possibile solidarietà nella contemporanea amara denuncia. Due sole tele di Giovanni Dionisi hanno rivelato un realismo attraente nel riproporre immagini legate a divi del passato rivissute con espressività e disincanto. Juri Lorenzetti, in tre quadri, invece si è manifestato capace di un astrattismo con forme e colori in libertà che co- munque denotavano un preciso intuito formale. Claudio Piccioni ha fatto conoscere solo una parte delle sue tele su Monte Roberto ripreso in diversi scorci e soprattutto in illuminazioni notturne che hanno catturato il visitatore. Letizia Romagnoli, con già un buon numero di mostre al suo attivo, ha confermato una notevole versatilità con la quale riesce a trattare tematiche diverse con un uso del colore appropriato e calibrato insieme ad una innata e competente capacità nel disegnare. Rossano Rossetti, felice nel disegno, nella solarità dei colori e nella composizione delle immagini che risultano avvincenti. Daniele Sbaffi, dopo la mostra di Villa Salvati di quasi due mesi fa, ha ribadito, possiamo dire, il subbuglio dell anima attraverso il colore in una comunicazione appassionata. William Serafini non si limita a dipingere la natura, vorrebbe entrarci dentro fermando fiori e piante trasfigurandoli in colori con trasparente esultanza. Francesco Ulissi mostra di sapersi muovere da un panorama, cogliendone le luci più espressive, a citazioni futuriste ed informali non copiando ma mettendo a frutto una mai esaurita lezione di libertà e creatività. Sono giovani artisti per lo più non professionisti che nella pittura, nella scultura o nella fotografia danno spazio non solo alla fantasia creatrice ma sentono anche l urgenza di affermare la loro presenza, di lanciare un grido o un messaggio o di inseguire semplicemente il bello. Grande il numero dei visitatori ed il loro apprezzamento. Riccardo Ceccarelli

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