PRIMO PREMIO ETTORE MARCOLI IL MURO DI DAVIDE MARCHI

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1 Eco dell Antonelli co dell Antonelli GIUGNO 2012 Un semplice cartellone pieno di articoli, di riflessioni, di commenti è un buon modo per ribadire ancora una volta che a scuola non si può e non si deve morire, e per stare vicino ai ragazzi del Morvillo-Falcone, ai loro insegnanti e alle loro famiglie. Anche noi studenti del Liceo Scientifico Antonelli abbiamo voluto ricordare quanto accaduto, urlare che Brindisi non è sola e che non si deve toccare la scuola. Elena Cardano 4B PRIMO PREMIO ETTORE MARCOLI IL MURO DI DAVIDE MARCHI Davide Marchi, 5H, è il vincitore del 1 Premio Ettore Marcoli, concorso riservato agli studenti delle classi quinte del nostro Liceo, Istituto che Ettore Marcoli aveva frequentato. Presentato nell ottobre scorso da Marcello Picchio, Matteo Galligani, Susanna Pulici e Giorgio Caneparo dell Associazione Culturale Ettore Marcoli, fondata per tener viva la memoria dell imprenditore brutalmente ucciso nel suo ufficio a Romentino il 20 gennaio 2010, il concorso era dedicato al tema del muro e poteva essere affrontato con differenti espressioni artistiche. Tredici i partecipanti: Ilaria Bariani, Micol Bellinetti, Valentina Borlandelli, Angelo Cipollina, Ruben Cortese, Elisa Maria Falletta, Roberta Marangon, Greta Pelizzari, Prince Amoako Dadey, Sara Tomasoni, Mattia Vada, Federico Vercellini e, naturalmente, Davide Marchi, a cui sarà consegnato un premio di 1500 euro. Oltre al racconto di Davide, sono stati presentati un altro racconto, un lavoro fotografico, un quadro, un fumetto, un manufatto, due video e cinque poesie. Giovedì 10 maggio 2012, in presenza del Dirigente Valeriano Dell Era e di tutti i partecipanti, Marcello Picchio e il prof. Paolo Allegra, in rappresentanza della Commissione valutante, hanno proclamato il racconto Il Muro vincitore del Premio, apprezzandone l abilità della scrittura, l articolazione della narrazione e per aver saputo costruire una storia avvincente nella quale il muro viene interpretato come difesa e al tempo stesso come barriera verso l altro, il diverso, l esterno. Il coraggio del protagonista rende possibile però l abbattimento del muro, permettendo così alla famiglia di entrare in un territorio libero. Il finale dà fiducia e speranza, anche se la minaccia di un nuovo possibile muro non viene mai spenta totalmente. Davide è rimasto sorpreso della vittoria, soprattutto perché, ci dice non mi aspettavo che la lunghezza e la complessità del mio racconto venissero apprezzati; credo che l aspetto più bello del concorso sia stato lasciarci la libertà di esprimerci nel modo che che volevamo. Sono stato anche colpito dalla serietà e professionalità con cui i nostri lavori sono stati giudicati e da come il mio racconto sia stato valorizzato dalla Commissione. A Davide e a tutti gli studenti che hanno concorso al Premio Ettore Marcoli va tutta la nostra stima e il nostro riconoscimento. Lorenzo Borelli PARLIAMO DIPAGINA 1 A scuola non si può morire Premio Ettore Marcoli PAGINA 2-3 Nella Sicilia della legalità Non chiamiamoli eroi PAGINA 4-5 Viaggio nella Resistenza Novara resiste PAGINE 6-7 Studiare un anno all estero PAGINA 8 Scambio nei Paesi Baschi PAGINA 9 La simpatia del Vescovo Brambilla Passio 2012 PAGINA 10 L esperienza del volontariato Unplugged PAGINA 11 Operazione Mato Grosso Gold, silver and...beer! PAGINA 12 Vieni a volare con noi! Vento, che passione PAGINA Vittoria a colpi di racchetta La musica Rock PAGINA 15 Montagna... d estate L angolo del libro PAGINA 16 Indovinelli per l estate impaginazione e grafica a cura di Elena Onetto

2 A VENT ANNI DALLE STRAGI DI CAPACI E VIA D AMELIO NELLA SICILIA DELLA LEGALITÀ ECO DELL ANTONELLI Con lo stage in Sicilia (14-18 maggio), le classi di 3 e 4H hanno potuto avvicinarsi ancora di più al mondo della mafia, per conoscere più da vicino i personaggi che hanno reso grande l orgoglio dei siciliani e la grande lotta alla criminalità organizzata, spesso a discapito della propria vita. Prima tappa la cantina CentoPassi a San Cipirello, gestita dalla cooperativa Placido Rizzotto, destinata alla trasformazione di uve di alta qualità prodotte nei vigneti del Consorzio. È stata confiscata a Giovanni Brusca, luogotenente armato di Totò Riina aderente alla mafia corleonese. Grazie alle parole di uno dei fondatori e della nostra guida Caterina abbiamo scoperto la bella realtà delle cooperative, cresciute nonostante le difficoltà: all inizio, infatti, la gente non andava a lavorare nelle aziende confiscate per paura e diffidenza, anche perchè il lavoro in Sicilia è sempre stato considerato un favore da chiedere, mentre con le cooperative diventava un diritto e alla mafia interessava il potere e la ricchezza e di conseguenza anche il potere di dare o meno il lavoro. Non per niente la categoria che più di tutte ha pagato nella lotta alla mafia è stata quella dei sindacalisti (Placido Rizzotto era un sindacalista). Nel pianoro tra i comuni di Piana degli Albanesi, San Giuseppe Jato e San Cipirello, abbiamo poi visitato il memoriale di Portella della Ginestra, opera dell artista Ettore de Conciliis, costituito da numerose iscrizioni incise su pietre locali di grandi dimensioni, poste attorno al Sasso di Barbato, che prende il nome dal socialista Nicola Barbato, fra i fondatori dei Fasci Siciliani dei Lavoratori. Qui il primo maggio 1947 si verificò la prima strage di stato italiana. Circa duemila lavoratori, in prevalenza contadini, si riunirono per manifestare contro il latifondismo e per festeggiare la vittoria del Blocco del Popolo nelle elezioni per l Assemblea Regionale Siciliana. Sulla gente in festa partirono dalle colline circostanti numerose raffiche di mitra che lasciarono sul terreno, secondo le fonti ufficiali, 11 morti e 27 feriti, di cui alcuni morirono in seguito per le ferite riportate. La seconda giornata è stata dedicata a Falcone e Borsellino, che diedero la vita per una Palermo migliore. Giovanni e Paolo nascono nel quartiere della Kalsa e cominciano proprio da qui a riflettere sulla loro città, sul suo degrado e sulla bassa manovalanza mafiosa. Passando attraverso il quartiere del Brancaccio, dove abbiamo commemorato il prete don Giuseppe Puglisi, ci siamo poi fermati in via D Amelio, sotto l albero di Borsellino, un ulivo che non è solo commemorativo dell attentato del 19 luglio 1992 ma è anche simbolo di una città diversa. All epoca delle stragi, la città era quasi infastidita dalla loro presenza, non li consideravano ancora eroi : ma un uomo che svolge normalmente il suo lavoro è un eroe? No, e loro due non lo erano, facevano solo il loro dovere ma a Palermo, in un mondo sottosopra, in una società che non permetteva a un giudice di svolgere il proprio lavoro. Abbiamo poi visitato due Botteghe dei saperi e dei sapori della legalità di Libera, una a Corleone nella casa confiscata a Provenzano e la seconda a Palermo dove abbiamo incontrato un esponente di Addiopizzo, il comitato di contrasto al pizzo e al racket delle estorsioni. Il pizzo è una somma di denaro che il commerciante deve pagare alla mafia in cambio di protezione che effettivamente non riceve. La mafia agisce con atti intimidatori e si era arrivati al punto per cui se si voleva aprire un attività il contabile metteva già tra le spese da sostenere quella per il pizzo ; tanti ragazzi scesero in strada con adesivi a lutto che riportavano la frase un intero popolo che paga il 2

3 GIUGNO 2012 pizzo è un popolo senza dignità e, oggi, le attività tutelate e che non pagano più il pizzo a Palermo sono 710. Altra tappa significativa del nostro viaggio è stata Cinisi, con la visita alla Casa memoria Felicia e Peppino Impastato, voluta dalla madre Felicia che uscì allo scoperto e osò puntare il dito contro Gaetano Badalamenti, esecutore dell assassinio di Peppino (avvenuto il 9 maggio 1978) e reggente del narco traffico. Peppino è uno dei personaggi più importanti della lotta alla mafia proprio perché vivendo in una famiglia di mafiosi trova la forza e il coraggio di denunciare, soprattutto attraverso Radio Aut. Il nostro itienrario della legalità si è concluso a Piazza della Memoria, di fronte al Tribunale a Palermo, dove sotto il sole di mezzogiorno abbiamo ascoltato la testimonianza di un magistrato che ci ha spiegato come funziona l attività investigativa e ciò che porta ad un imputazione per mafia. Questo stage è stato un esperienza significativa, che ci ha arricchiti, che ci ha permesso di conoscere la relatà della mafia in modo più preciso e, inoltre, ci ha fatto capire come i cittadini abbiano deciso di ribellarsi a questo sistema malato, grazie anche all adesione di tanti giovani e al sostegno di diverse associazioni che lottano ogni giorno, seguendo la linea della legalità, per restituire alla società una Sicilia pulita. Valentina Canetta e Marianna Polito 4H NON CHIAMIAMOLI EROI Ho ucciso Giovanni Falcone. Ma non era la prima volta: avevo già adoperato l auto bomba per uccidere il giudice Rocco Chinnici e gli uomini della sua scorta. Sono responsabile del sequestro e della morte del piccolo Giuseppe Di Matteo, che aveva tredici anni quando fu rapito e quindici quando fu ammazzato. Ho commesso e ordinato personalmente oltre centocinquanta delitti. Ancora oggi non riesco a ricordare tutti, uno per uno, i nomi di quelli che ho ucciso. Molti più di cento, di sicuro meno di duecento (Giovanni Brusca, dichiarazione tratta da Ho ucciso Giovanni Falcone, Saverio Lodato, Mondadori) saldi nei Valori. Loro e molti altri sono stati uccisi, le loro voci soffocate, i loro corpi martoriati da uomini che, come Giovanni Brusca, ne hanno uccisi talmente tanti che non se li ricordano tutti; noi possiamo, dobbiamo opporci a queste persone ignobili. Seguiamo l esempio dei giusti che per la giustizia sono morti: ognuno faccia IL PROPRIO DOVERE. Alice Dinegro 4H Peppino Impastato, Placido Rizzotto, Francesca Morvillo, Paolo Borsellino, Giovanni Falcone. Ma anche Antonio Montinaro, Vito Schifani, Rocco Dicillo. E ancora Giuseppe Di Matteo, Giuseppe Letizia, Pio La Torre, Ninì Cassarà e molti altri che sono morti per aver fatto il proprio dovere. Non chiamateli eroi. Eroi li categorizza, li fa sembrare diversi, distanti, speciali. Erano invece persone che come tante altre facevano il PROPRIO DOVERE, e che hanno continuato a farlo anche in situazioni estreme, a volte quasi inumane. Ecco la loro peculiarità: innamorati della legalità, non hanno mai rinunciato a fare il proprio dovere. Perché la mafia non è impossibile da sconfiggere, ma per contrastarla c è bisogno di essere uniti e di restare 3

4 ECO DELL ANTONELLI VIAGGIO NELLA RESISTENZA Sergio Cerri è un combattente che dall alto della sua veneranda età sembra faticare a riconoscere in noi alunni della 5H gli anni della sua giovinezza, così differente dalla nostra. Era poco più che ragazzino, appena compiuti diciotto anni, quando dovette prendere una scelta nel momento in cui, dopo l 8 settembre, l ombra dell Italia fascista si stava dissolvendo: rispondere alla chiamata alle armi dei repubblichini o unirsi a quei ragazzi che partivano per le montagne che circondano il suo paese. Ma come abbiamo conosciuto il partigiano Cerri? Era un 26 aprile, appena un giorno dopo la commemorazione di una data simbolica e storica come la Liberazione dal nazifascismo, e anche i digiuni di storia conoscevano l importanza di tale evento. Muniti delle nostre automobili, siamo partiti insieme al Professor Borelli e al Preside Dell Era alla volta di Ornavasso, nell Ossola, per la nostra ultima e per questo un po malinconica uscita di classe. A sopperire a questa nostalgia degli anni che passano per degli ormai diciannovenni è intervenuta la goliardia del viaggio autogestito, che faceva apparire il tutto un po meno scolastico, e la sicurezza di conoscere, almeno in parte, ciò a cui saremmo andati incontro. La nostra guida e l itinerario ci riservarono invece alcune sorprese. Ciò che abbiamo trovato non è stata una anonima guida di fronte a un polveroso museo, bensì un (ex) partigiano che ci ha accolti al Museo della Resistenza svelando una grande affabilità. Pieno di vita, il signor Cerri si occupa del Museo, visitato molto spesso da intere scolaresche, e narra le sue vicissitudini ai tempi della Resistenza, quando, insieme ai suoi compagni, faceva parte dei fazzoletti azzurri, la formazione apartitica che era venuta a crearsi per volere del partigiano Alfredo Di Dio al fine di coprire la zona ossolana. La scelta dell edificio in cui ha sede questa installazione non è casuale, ma il motivo si intreccia con l elemento che ha reso davvero interessante la nostra uscita; al piano superiore, oltre agli innumerevoli pannelli informativi sui componenti della brigata, oltre alle vetrine con gli oggetti dell epoca più disparati, ognuno denso della sua storia, è posta una comune credenza. In questa sono ancora visibili le schegge del proiettile di mortaio che, ai tempi, aveva sfondato il muro della casa, obiettivo dei nazifascisti. Questo particolare è il simbolo di ciò che di più importante abbiamo ricavato dalla nostra visita: un approccio molto più diretto nei confronti del fenomeno della Resistenza, periodo estremamente importante della nostra storia nazionale che, per un giorno, è uscito dai libri di scuola per venirci incontro. E questo è stato possibile sulle gambe di Cerri, il quale è riuscito a proiettarci nel passato, mutandolo in presente. Grazie a quest uomo, il fascino della Resistenza ha potuto contagiarci per mezzo di aneddoti, ricordi, racconti scaturiti dalla lucida memoria di chi ha vissuto quegli eventi in prima persona e in prima linea. Dopo un breve percorso a piedi, è stato il momento del Santuario della Madonna del Boden, vicino al quale abbiamo compreso più a fondo la personalità della nostra guida. Infatti, a fianco del luogo di culto è presente una lastra commemorativa raffigurante un partigiano: il signor Cerri si è battuto per riuscire ad ottenere il diritto di esporla a perpetua memoria, come ha sempre combattuto lungo questi anni per la causa della Resistenza e per il fondamentale ricordo di essa. La mia impressione è che quest uomo non abbia mai finito la sua battaglia e continui a portarla avanti, motivo forse della sua straordinaria vitalità. Oltre a questo percorso, c è stato il tempo per un intermezzo che, sebbene in classe abbia generato alcune discussioni sull ambiente delle grotte, è risultato motivo d attenzione per la Prof Migliavacca, ovvero la visita alle cave di marmo rosa. Scomparse per un attimo le riflessioni sulla Resistenza, riportate alla mente occasionalmente dalla presenza del signor Cerri, anche qui a suo agio, siamo rimasti per alcuni momenti a naso in su ad ammirare le strane striature nelle rocce che ci circondavano e a trovarci vicini a quegli strani sassi di cui tanto si parla in classe. In seguito, ci siamo trovati di nuovo indietro nel tempo, ma stavolta ancora più nel passato: è la Prima Guerra Mondiale e siamo nei camminamenti della Linea Cadorna. Costruita per il timore di un attacco austriaco proveniente dalla Svizzera, questa linea di fortificazioni non fu mai effettivamente utilizzata ma ancora oggi lascia il segno su queste terre. Sottoterra, infatti, si dipanano lunghi cunicoli attrezzati con polveriere e postazioni per mortai, ma anche il simbolo stesso del- 4

5 GIUGNO 2012 la guerra di logoramento dei primi del Novecento, ossia le trincee. Completamente abbandonate e anacronistiche in mezzo a campi erbosi dismessi, queste lunghe costruzioni sono immerse nel fango di una giornata nuvolosa, il quale sembra richiamare le disumane condizioni in cui versavano gli occupanti delle fortificazioni belliche di questo periodo. Alla fine della nostra giornata, l incanto è sfumato e la vista delle automobili ci riporta al mondo presente. Qualcosa però è cambiato, sia per noi sia per il signor Cerri. In noi ora è presente una parte di passato, mutuata direttamente da un testimone diretto che ci ha fatto rivivere la Resistenza nella sua memoria di uomo. Ma anche nell anziano combattente qualcosa non è più come prima: seppur senza abbandonarsi a sentimentalismi, il partigiano quasi fatica a congedarsi, forse cosciente di essere riuscito nella sua missione di perdurare il ricordo e di aver fatto avanzare la storia di un piccolo passo. Federico Vercellini 5H NOVARA RESISTE Cosa vuol dire oggi resistere? E ancora possibile? Novara prova a rispondere con un festival che vede quest anno la sua terza edizione, il Festival delle nuove Resistenze, che si è svolto dal 21 al 27 aprile. Organizzato in occasione del 25 aprile da Sermais, Società civile responsabile, Libera, ANPI, ARCI, Legambiente, Istituto Storico della Resistenza, Associazione Cineforum Nord e, per la prima volta, il Comune di Novara. Il Festival prende quest anno il nome di CatARTica, interpretando l arte come una forma di resistenza, volendo ricordare non solo la Liberazione dell Italia, ma anche tutti coloro che oggi, in vari modi, resistono, ispirandosi a quei valori propri della Resistenza che hanno portato alla Costituzione Italiana. L apertura, sabato 21 in piazza delle Erbe, è entusiasmante. La piazza è colma di bambini, giovani e adulti, molti dipingono su tavolette di legno uno dei primi dodici articoli della Costituzione, nella convinzione che essa è il più grande testimone che ci ha lasciato la Resistenza e che, come ci ricorda Calamandrei, non è una macchina che va avanti da sé, bisogna metterci dentro ogni giorno il combustibile, l impegno, lo spirito, la volontà di mantenere quelle promesse che vi sono scritti, e la propria responsabilità. Nella piazza ci sono poi molti altri che ascoltano i canti della Resistenza italiana proposti da Michele Anelli, altri ancora che cantano, ballano, parlano, in un clima di festa che riesce a coinvolgere persino i passanti e ad aumentare la carica di tutti quelli che il festival l hanno organizzato. Seguono varie iniziative, che vanno dalla presentazione di libri alla visione di film, da mostre di fotografia alla costruzione di strumenti musicali con i bambini. E arriva finalmente il centro di questa grande manifestazione cittadina, mercoledì 25 aprile circa duecento persone si trovano insieme per ricordare la Liberazione, e pranzano con i prodotti di Libera Terra, frutto del lavoro di giovani su beni confiscati alle mafie. Ma anche il dove è importante. Quest anno si è scelto di collocare il pranzo R-esistente all ex Campo Tav, in Via Alberto da Giussano, dove vivono circa persone, quasi due terzi bambini, per riportare l attenzione sul fatto che, oltre a ricordare la Resistenza, bisogna recuperarne i valori, e soprattutto metterli in pratica resistendo ogni giorno, ciascuno nella propria realtà. Anche in questa occasione il successo è stato enorme, è il pranzo ha visto la partecipazione anche di un certo numero di abitanti del Campo. La giornata si è conclusa con le canzoni dei Mamacè. Ultimo importante evento, che ha concluso i Festival, è lo spettacolo teatrale Nomi, cognomi e infami di Giulio Cavalli, venerdì 27 al Coccia, che vede il teatro (più grande di Novara) quasi completamente pieno. Giulio è un attore da anni sotto scorta per il suo lavoro, perché racconta di mafia. E questa sera ce la racconta, la mafia, le mafie, ci racconta soprusi, ingiustizie, violenze, ma ci racconta anche le storie di tanti uomini che hanno deciso di resistere, di non piegarsi, ci parla di Giuseppe Fava, di Bruno Caccia, di Peppino Impastato e di tanti altri, per ricordarci ancora una volta che in questo Paese, in fondo, si può continuare a resistere. Elena Cardano 4B 5

6 STUDIARE UN ANNO ALL ESTERO Noi del giornalino abbiamo avuto la brillante idea di intervistare alcuni dei ragazzi che hanno passato un anno o sei mesi all estero, così che possano raccontarci un poco del loro viaggio e darci un opinione riguardo a questa curiosa e bellissima esperienza. Se anche voi volete fare un esperienza simile ma non siete sicuri al 100%, leggete qui cosa ne pensano i ragazzi che l hanno già vissuta. I ragazzi sono: Giada Gallina, Giulio Vaisitti e Giorgio Lorenzetti di 4D, Matteo Quirino di 4I. Ecco le domande e le loro risposte: Dove siete stati e perché? Giada - Sono andata a Wuppertal, una città della Germania vicino a Dusseldorf. Essendo partita con Intercultura, non è propriamente corretto dire che io abbia scelto questa meta, in quanto nella domanda di partecipazione è richiesto di inserire più destinazioni possibili in cui si desidera trascorrere il proprio periodo di scambio. Avevo elencato alcuni tra i paesi del Nord Europa: Germania, Paesi Bassi, Norvegia, Finlandia e Svezia. Volevo assolutamente vedere da vicino com è la vita al Nord. Volevo venire a contatto con queste società famose per essere di mentalità aperta e sperimentare in prima persona la veridicità di questa fama. Giulio - Sono andato in America, a Bloomington, una città di 80 mila abitanti del Minnesota. Ho scelto l America per diversi motivi. Uno dei principali è stato la lingua. E poi l America è lo Stato che più influenza la nostra cultura e allo stesso tempo offre un modello di vita leggermente diverso dal nostro. E poi diciamocelo... l America è fica!. Matteo - Nuova Zelanda, detta anche Aotearoa. Perché? Semplice: rugby, avventure estreme, gente pazza, sport estremi! Giorgio - Sono andato in Australia, a Caboolture, una cittadina di persone. Non ho scelto io la città: l organizzazione a cui mi sono affidato dava la possibilità di scegliere la nazione ma non la città. Ho scelto l Australia perché è un paese che mi ha sempre affascinato, e trascorrervi sei mesi era un opportunità unica non solo per imparare l inglese ma soprattutto per visitarla e viverla. E poi mi sembrava il posto più divertente: surf, mare, estate, tanti ragazzi e tante feste. Come ci si sente ad essere in un nuova famiglia e avere nuovi parenti così a lungo? Giada - Io ho avuto davvero molta fortuna. La mia famiglia mi ha accolto fin dal primo momento come una vera e propria figlia, e io a mia volta ho imparato a veder loro come la mia famiglia. I primi due mesi è stato strano. Avevo come la sensazione di dover ringraziare per qualsiasi cosa la mia famiglia facesse per me, come se fossi un ospite. Poi piano ECO DELL ANTONELLI piano queste sensazioni se ne sono andate e ho cominciato a chiamare la mamma e il papà mamma e papà, a confidarmi con loro e a sentirmi davvero a casa. Giulio - La mia esperienza con la famiglia è stata veramente positiva, perché era di mente aperta ed affettuosa. Con loro mi trovavo veramente a mio agio, anche se risulta ovvio che sia necessario un attimo di tempo per abituarsi al cambiamento, ma molto meno di quanto ci si aspetti. Matteo - Avere una nuova famiglia non è stato per niente un problema, la mia è stata gentilissima e sempre disposta a sostenermi, in più il padre era un cuoco nella New Zealand and Australian Air Force e possedeva una panetteria... quindi cibo tanto buono... agnello e salmone... i più buoni che abbia mai mangiato! Giorgio - Avere un buon rapporto con la famiglia ospitante è fondamentale. Io inizialmente non sono stato molto fortunato: ho cambiato famiglia per diversi problemi di incomprensione con madre e figli. Due mesi dopo però ho trovato la famiglia che ha reso la mia esperienza indimenticabile. Penso che il vero ostacolo da superare sia capire che quella non è casa tua, quindi bisogna adattarsi alle nuove abitudini con mente aperta, senza cercare paragoni con l Italia o tentare di seguire le tue: è tutto un altro modo di vivere. Molto importante è anche la fiducia reciproca in famiglia, nel mio caso sono riuscito a stabilire un rapporto di totale fiducia con mia madre ospitante. Come è frequentare una scuola straniera? E molto diversa dalla nostra e soprattutto la scambiereste con quella italiana? Giada - La scuola è assolutamente fantastica. Farei cambio anche subito, tra il sistema tedesco e il sistema italiano. La scuola è organizzata in corsi, dal lunedì al venerdì. E vero, si rimane a scuola fino alle tre o alle quattro del pomeriggio, ma in compenso i compiti a casa sono decisamente di meno. E la scuola l ambiente di apprendimento principale. Le lezioni sono interattive, e gli studenti vengono valutati sulla loro partecipazione alle lezioni. Questa valutazione vale come voto orale dal momento che in Germania non hanno interrogazioni orali come le nostre in cui lo studente parla per mezz ora di ciò che si è studiato. Anche le verifiche scritte sono organizzate diversamente: si svolgono in quattro sessioni di esami all anno. Giulio - Il mio giudizio sulla scuola americana è veramente buono, almeno per quanto riguarda la mia esperienza. Non vi sono classi fisse, ma ognuno si sposta per seguire i propri corsi. Alcune materie (inglese, matematica, storia) sono obbligatorie, le rimanenti tre sono a scelta. Le materie che ognuno può scegliere sono numerosissime e di diversa utilità e piacere: tutti i tipi di ginnastica, corsi di cucina, lavori col legno, economia, ma anche chimica, biologia, giapponese, tedesco, ecc Inoltre la scuola offre per alcune materie corsi di eccellenza (attendibili da qualsiasi ragazzo dotato di buona volontà). Quello che però più mi ha stupito è il clima rilassato e propositivo che vi è in classe. Se gli alunni non fanno i compiti, vuol dire che prenderanno meno crediti e quindi un voto più basso, ma non ho mai visto sfuriate o urla all italiana. I professori sono ultra disponibili per chiedere chiarimenti o aiuti al termine delle lezioni. Comunque il livello minimo richiesto dalla scuola è piuttosto facile da raggiungere, ma molto dipende dalle materie scelte dall alunno e dall impegno che vuole dedicare alla scuola. Questo perché molti degli alunni dell ultimo e penultimo anno già lavorano. I compagni in generale sono gente simpatica e rilassata. Se poi sei italiano è impossibile non fare amicizia. Sinceramente non sono mai stato così contento in vita mia 6

7 GIUGNO 2012 di essere italiano. A tutti, per un motivo o per l altro, piacciono gli italiani. Matteo - La scuola è relativamente facile, è molto più rilassata rispetto alla nostra, e decisamente molto più incentrata sullo sport. Inoltre sono in una scuola di tutti maschi, la metà dei quali sono cresciuti in una fattoria... quindi appena si tocca la palla da rugby, diventa una lotta estrema, tutti giocano come dei leoni. Giorgio - Per quanto riguarda la scuola, sconsiglio l Australia a chiunque voglia andare all estero per scopi di studio. La scuola che frequentavo comprendeva alunni dal settimo grado al dodicesimo, cioè l ultimo anno di scuola (io frequentavo l undicesimo). Le materie da scegliere erano 6, distribuite da lunedì a venerdì per un totale di 20 ore. L orario andava dalle 9.00 alle Io ho scelto le materie che là venivano considerate le più difficili, ma rispetto alla nostra scuola là non facevo quasi nulla. Se però nella scuola australiana non si studia tanta teoria, c è molta più pratica: continui esperimenti di chimica, fisica e anche gite sulle montagne russe per fisica. Ho apprezzato molto anche il clima rilassato delle lezioni, il rapporto più personale tra alunno e professore e la loro infinita disponibilità. Anche con i compagni mi trovavo benissimo: essendo l unico straniero, tutti a scuola mi conoscevano, quindi, anche se la scuola non mi ha trasmesso grandi conoscenze, ho avuto molta compagnia e divertimento e per questo, per la prima volta in vita mia, ero felice di andare a scuola. A cosa è stato più difficile rinunciare quando avete lasciato l Italia? Giada - Rinunciare alla Vespa forse è stata la cosa più difficile. Non avere la Vespa, infatti, ha limitato notevolmente la mia libertà. Se prima potevo uscire e andare dove volevo io, quando volevo io, ora mi tocca dipendere da autobus, treni o altri mezzi pubblici. E quello sì che è stato traumatico... Non ho mai preso, e mai prenderò, così tanti autobus come quest anno. x) Giulio - Devo dire che il problema mi manca casa, nel complesso dell esperienza, è piuttosto marginale. Quello che ogni tanto mi è mancato è stata totale libertà di cui godevo in Italia nel muovermi. Qui da noi con una bici o uno scooter puoi raggiungere ogni punto di interesse della città o quasi. Questo con le città americane è più difficile, poiché sparpagliate e spesso prive di centro storico. Ad ogni modo ciò si risolve abbastanza facilmente, visto che là si guida a 16 anni, ci sarà sempre qualcuno disposto a dare un passaggio a un italiano. Nel mio caso poi avevo un fratello-ospitante di 17 anni che guidava e frequentava la mia scuola. Matteo - Probabilmente la pizza!! Scherzi a parte, gli amici e la mia moto. Giorgio - Quello che mi è stato più difficile lasciarmi alle spalle sono stati non tanto la mia famiglia, perché so che c è sempre ed è sempre disposta ad aiutarmi, ma i miei amici. Avevo paura infatti che durante la mia assenza si rivelassero quali sono i veri amici e quali no, ma nessuno mi ha mai deluso. La mia vita di Novara invece è stata facile da lasciare: avevo un enorme voglia di cambiamento. Consiglieresti ad altri la tua esperienza e perché? Giada - E la cosa più bella che potessi fare nella mia vita, e rifarei l esperienza un milione di volte ancora. Ho imparato molto da quest anno. E ciò che ho imparato va di gran lunga oltre la lingua. Ho imparato a conoscere me stessa. Ho visto la mia vita in Italia dal di fuori e mi sono resa conto di quanto io sia fortunata. Essere qua, inoltre, mi ha aperto gli occhi su molti aspetti della vita, e mi rendo conto di essere cambiata. In meglio, credo. E ne sono soddisfatta. Consiglio assolutamente questa esperienza. Assolutamente!! Si impara molto. Ogni giorno si scoprono cose nuove. E non mi riferisco solamente alle novità che un paese straniero ha da offrire. Si scoprono aspetti della propria vita di cui non ci si è mai curati particolarmente e si comprende sul serio l importanza dei rapporti con i propri amici e parenti. Come ho già scritto in precedenza si vede la propria vita dal di fuori, si ha la possibilità di analizzarla e comprenderla meglio. La vita è un po come un quadro impressionista. Se lo guardi da vicino è un casino. Vedi colori accozzati senza un vero e proprio senso logico. Ma poi ti allontani di pochi passi, e solo allora cominci a riconoscere le figure dipinte e in quel momento il quadro acquista un senso. E difficile da spiegare, bisognerebbe provare in prima persona... ak.fbcdn.net/images/blank.gif Giulio - Infinite possibilità per fare amicizia, famiglie disponibili e gentili, scuola efficiente e possibilità di imparare una lingua (nel mio caso inglese): perfetto. Sinceramente consiglio questa esperienza a chiunque ne avesse la possibilità. Due sono i possibili ostacoli: il costo (in termini assoluti alto, ma considerato ciò che offre relativamente basso) e il sistema scolastico italiano che non incentiva questo genere di viaggi culturali e formativi. Nonostante ciò consiglio a tutti i ragazzi che possano usufruire di una tal occasione di farlo: partite. E tutto più facile di quello che sembra. Matteo - Consiglierei un esperienza simile a tutti. Per quanto mi riguarda, starei qua tutta la vita. Ragazzi, venite qua in Nuova Zelanda...rugby, kitesurfing, sci, hot chicks, posti bellissimi, il vento sempre da Ovest, lavorare nella fattorie, montagne, la birra SPEIGHT s, tirare giù alberi, rincorrere le pecore e anche le ragazze... se siete per l avventura, questo è il posto per voi!!! Giorgio - Consiglio assolutamente questa esperienza, è unica nella vita, ti fa crescere e maturare, apre a nuove culture e mentalità. L unico grande ostacolo è solo la paura, una volta lì però tutto va da sé: è molto più difficile tornare a casa che partire. Quindi se qualcuno ne ha la possibilità, parta. E in Australia, che spacca di più dell America! Giulia Urani 4D 7

8 ECO DELL ANTONELLI SCAMBIO NEI PAESI BASCHI Nel mese di novembre alcuni studenti delle classi III e IV B del nostro Liceo hanno iniziato uno scambio interculturale con un gruppo di ragazzi spagnoli provenienti da una piccola città vicino a Bilbao. Gli studenti baschi sono stati nostri ospiti a Novara dal 5 all 11 novembre e in una settimana abbiamo iniziato a coltivare amicizie con ragazzi molto simpatici, divertenti ed esuberanti! L esperienza è continuata a marzo, quando anche noi siamo stati ospitati dalle famiglie dei ragazzi spagnoli. Siamo stati in Spagna dal 17 al 22 marzo e ognuno di noi è tornato a casa con un piacevole ricordo. I ragazzi con cui è stato effettuato lo scambio avevano quasi tutti un paio di anni in meno di noi, ma non abbiamo avuto alcun problema a relazionarci con loro per questo motivo. Inoltre le famiglie ospitanti si sono dimostrate molto disponibili nei nostri confronti e hanno fatto in modo che ci trovassimo a nostro agio in ogni circostanza. Siamo arrivati a Bilbao nel weekend e abbiamo trascorso i primi due giorni solo con la famiglia ospitante. Inizialmente eravamo leggermente intimoriti e titubanti, temevamo di avere difficoltà ad adattarci con i genitori e i fratelli dei ragazzi, ma fortunatamente cosi non è stato e con nostro grande sollievo la situazione si è risolta senza problemi. Dal lunedì sono iniziate le attività con i nostri compagni sia italiani che spagnoli e naturalmente con i professori. Abbiamo visitato Gexto, che è la città di residenza dei nostri amici spagnoli e dove si trova la scuola che frequentano, Victoria e Bilbao. Victoria è una città situata più a nord rispetto a Gexto, e viene chiamata La ciudad verde, ovvero La città verde perché nel centro della cittadina è situato un parco naturale molto grande che abbiamo visitato piacevolmente nonostante il freddo. A Bilbao invece l attrazione principale è stata ovviamente il Guggenheim, il famoso museo di arte contemporanea. Quasi nessuno di noi però era a conoscenza del fatto che davanti al museo è situata un enorme scultura costruita interamente con tantissimi fiori veri e di tutti i colori, la quale rappresenta un cane chiamato Puppy, che è il simbolo e la mascotte della città basca, e il museo è considerato dagli abitanti di Bilbao la cuccia del cagnolino. Tutti i partecipanti allo scambio sono rimasti molto contenti e soddisfatti dell esperienza, che oltre ad essere stata divertente ci è stata anche utile per migliorare le nostre conoscenze sulla lingua spagnola, ed educativa perché ci siamo trovati in una situazione in cui è stato necessario adattarsi e rispettare uno stile di vita diverso dal nostro. Infine penso che sia stata un opportunità profondamente diversa dalla gita scolastica comune ma non per questo meno piacevole. Federica Rosmini 4B ARRIVANO GLI SPAGNOLI! Dopo mesi e mesi di duro impegno e qualche mal di testa da parte delle proff Marietta e Ghione finalmente abbiamo sentito la frase: sabato arrivano, siate puntuali!. Non vedevamo l ora di passare del tempo insieme a loro e così subito abbiamo pensato di portare questi ragazzi vivacissimi al Q-zar, dove sono partiti gli sfidoni tra le squadre! Le giornate della settimana insieme sono passate senza nemmeno che ce ne siamo accorte, tra una città e l altra, tra una guida noiosa e un altra, ma siamo tutti sopravvissuti a questi calvari! Questi amanti della fiesta hanno dato un po di brio alle nostre serate da secchioni antonelliani, convincendoci ad uscire quasi ogni sera! Di certo non ci è dispiaciuto stare in loro compagnia, conoscerli e ridere insieme a loro, ma ci è dispiaciuto dover dire ci vediamo fra qualche mese... Sono entrati nei nostri cuori questi ragazzi con la loro spensieratezza e voglia di vivere. Carina Pasc 4B 8

9 GIUGNO 2012 Dalle impenetrabili nebbie de Milàn una nuova personalità è entrata a far parte della nostra comunità: Brambilla Franco Giulio, il nuovo vescovo di Novara. Nonostante sia qui da poco più di tre mesi, ha già espresso il desiderio di farsi conoscere e conoscere egli stesso i giovani della diocesi; ecco perché il giorno 11 maggio è stato organizzato un incontro tra il vescovo e alcune classi quarte e quinte della nostra scuola. L inizio non è stato dei migliori: mancavano i posti a sedere e faceva caldissimo; in più pensavamo di dover ascoltare un intervento lungo e noioso sugli eccessi dei giovani d oggi e del loro allontanamento dai valori cristiani. Invece con un po di sorpresa abbiamo scoperto LA SIMPATIA DEL VESCOVO BRAMBILLA che il nostro nuovo vescovo è una persona piacevole e divertente, di grande cultura e capacità oratorie ma nonostante tutto semplice e autoironica. Dopo essersi brevemente presentato (divenuto prete nel 1975, ha intrapreso la carriera da insegnante universitario di teologia, per poi diventare preside e infine vescovo), si è reso disponibile, o meglio, ha chiesto espressamente che gli venissero rivolte delle domande su qualunque tema volessimo. E non ci siamo certo fatti pregare. Dall eutanasia all ingerenza della Chiesa in temi non religiosi, dal sesso all aborto, non abbiamo rinunciato a chiedere ciò che più ci interessava. Le risposte sono state date senza imbarazzo alcuno, anche se a volte a causa del dilagare ci siamo un po persi e non abbiamo ottenuto una risposta chiara; per questo ci ha invitati a passare pure in vicariato da lui dove sarà felice di rispondere in modo più completo. L invito naturalmente è rivolto a tutti i giovani che abbiano dubbi, domande, o che semplicemente vogliano conoscere il nostro nuovo vescovo, quindi fatevi avanti senza timore! Alice Dinegro 4H PASSIO 2012 Da dove veniamo? L origine del mondo nel dibattito tra Sienza e Fede Il Progetto Passio, cosa è? Il Progetto Passio cultura e arte intorno al mistero pasquale si rivolge al tema di preparazione alla Pasqua e al periodo pasquale. Attraverso circa 230 tra incontri, spettacoli teatrali, talk show, conferenze, mostre ed esibizioni musicali che si sono svolti tra il 22 febbraio (mercoledì delle Ceneri) e il 29 aprile, si sono voluti comunicare i grandi valori che nascono dalla Pasqua a tutti, coinvolgendo realtà ecclesiali e non. Come è nato? Il Progetto Passio è attivo dal 2004, e si svolge ogni 2 anni; come ci spiega don Silvio Barbaglia, è nato dalla volontà di coinvolgere tutte le realtà che hanno accettato la sfida culturale di mettersi in collaborazione al fine di tenere alto il livello valoriale che oggi ci viene proposto, o, in parole più semplici, riattualizzare quei valori portanti della società che oggi sembrano essersi persi. Alla base di questo particolare progetto c è però l annuncio della speranza, speranza di vita dopo la morte e di risurrezione su cui si fonda la religione cristiana. Il tema del 2012 Il tema di quest anno è stato Abbà un Dio papà; per capire questa parola, Abbà, che Gesù usa per chiamare il Dio di Israele, bisogna conoscerne il significato profondo: in aramaico infatti non vuol dire esattamente padre, è anzi il termine informale con cui un figlio chiamava il genitore a quel tempo, un po come dire papà oggi. Cosa si prefigge allora il percorso Abbà un Dio papà? Don Silvio ci risponde così: Vuole rimettere in mano alla gente la questione del dire Dio oggi: riallacciare il rapporto con Dio chiamato con il nome di Abbà, cioè papà. Cosa c entra il nostro Liceo? Questo progetto si è rivolto anche ai giovani in molte delle sue iniziative e a noi dell Antonelli in particolare con la conferenza tenutasi giovedì 29 marzo alle ore in aula video. Da dove veniamo? L origine del mondo nel dibattito tra Scienza e Fede (questo il titolo della conferenza) ha visto la partecipazione di tre diversi relatori: Alessandro Vicini, fisico, ha illustrato le teorie sull origine del mondo con occhio prettamente scientifico, Antonio Petagine, filosofo, che più che la ricerca dell origine della vita ha rivolto il suo intervento a trovare un senso a essa, e infine don Silvio Barbaglia, biblista, che ha analizzato attraverso un lavoro di interpretazione e di esegesi i passi della Genesi dove è descritta la creazione del mondo. Un occasione preziosa per riflettere, per aprire la mente a nuove teorie, interpretazioni, ipotesi che spesso non si prendono neppure in considerazione. Ma l evento più importante e indubbiamente più emozionante è stato lo spettacolo proposto da Lucilla Giagnoni, Apocalisse. Nato, come poi lei ci ha spiegato, per far capire ai ragazzi il vero concetto di apocalisse, così ricorrente sia nella letteratura sia nei videogiochi (vedi Harry Potter) per adolescenti, lo spettacolo è una rivisitazione del testo di San Giovanni, L Apocalisse appunto, e dell Edipo Re di Sofocle. Perché Apocalisse non è né fine né distruzione. Apocalisse è rivelazione, la rivelazione di essere patricida e amante incestuoso della propria madre, padre dei suoi fratelli e fratello dei suoi figli per Edipo, la rivelazione di cosa succederà il giorno della fine del mondo per San Giovanni. E la rivelazione che ognuno di noi può vivere e che vivrà indiscutibilmente al momento della propria morte; è l essere padri, madri, ma prima di tutto e per sempre figli, e dalla nostra condizione di figli aspettare con trepidazione la rivelazione di cosa sarà dopo la morte. Tutto ciò che l uomo conosce è la vita; la morte copre, come un velo, ciò che c è al di là; Apocalisse è proprio questo, è la capacità di sollevare il velo, e oltre ad esso trovare una vita e una felicità più ricche. La morte non è la fine, ma un nuovo inizio. Alice Dinegro 4H 9

10 ECO DELL ANTONELLI L ESPERIENZA DEL VOLONTARIATO INSIEME È PIÙ BELLO! Il volontariato Spesso viene visto come un esperienza lontana da noi, troppo piccoli e troppo distanti dalle zone più bisognose del mondo, non accorgendoci che in realtà basta guardarsi intorno per capire che anche la persona più vicina a noi può aver bisogno anche solo di un piccolo aiuto, una chiacchierata, un semplice stare insieme. Ed è proprio ciò che ho fatto, insieme ad altri ragazzi del nostro liceo e di altre scuole novaresi, a partire da novembre fino ad aprile, ogni mercoledì pomeriggio presso l oratorio di S. Rita. Ho preso questa decisione all inizio dell anno scolastico, accogliendo con molto entusiasmo la proposta del prof don Franco Finocchio. Tra le opportunità che ci sono state presentate, quali aiutare persone anziane, disabili o svolgere attività di peer education con ragazzi delle medie, io ho scelto quest ultima. Il mio compito, insieme ad altre tre ragazze, è stato quello di aiutare alcuni bambini con qualche difficoltà nello svolgimento dei compiti pomeridiani e di assistere ragazzi stranieri per poter velocizzare il loro processo di integrazione. Ammetto che all inizio non è stato molto semplice: ero un po intimorita, non mi sentivo all altezza di questo compito, avevo paura di non essere in grado di capire e gestire tali realtà, ma, con l aiuto della nostra responsabile e della psicologa che ci hanno seguite ed aiutate nel nostro incarico, sono riuscita a superare ogni difficoltà e a vivere un esperienza molto significativa e di crescita personale. Quando ho iniziato a conoscere i ragazzi e le ragazze con le quali condividere questa esperienza ho iniziato a capire quanto fosse bello e quanto mi facesse sentire utile questo stare insieme. Ho cercato infatti di vivere con i ragazzi un rapporto molto umano, al di là delle nozioni scolastiche, e di affrontare ogni situazione con uno spirito di umiltà, consapevole di poter dare ma anche di ricevere molto. Dopo quest esperienza posso dire di credere fermamente nell azione gratuita del volontariato che, per essere vissuta a pieno, deve essere una scelta a prescindere da qualunque riconoscimento scolastico. Penso si tratti di una vera ricchezza per la comunità e nello stesso tempo, come ho già affermato, un momento di forte crescita personale, in quanto ci da la possibilità di accrescere la nostra creatività, le nostre conoscenze (per essere d aiuto ho dovuto riaprire i miei tanto sudati libri di francese!), acquisire maggior senso di responsabilità e potenziare le nostre capacità relazionali. Quest esperienza di aiuto concreto e di contatto frequente con i ragazzini mi ha permesso di vivere una cultura della solidarietà e della gratuità e, allo stesso tempo, di scoprire una dimensione del tempo libero come tempo solidale. E bello che la scuola proponga simili iniziative in collaborazione con il mondo del volontariato! Terminate le ore necessarie ad ottenere il credito scolastico, ho deciso di continuare i mercoledì INSIEME : è diventato un appuntamento a cui non posso mancare! Sara Albertinetti 3H UNPLUGGED MUSICA PER BENEFICENZA Come da tradizione del nostro Liceo anche quest anno si è tenuto il concerto benefico Unplugged, organizzato a favore dell Operazione Mato Grosso, che si occupa di sostenere una scuola di Rapajan in Perù, in cui i ragazzi imparano a svolgere lavori manuali per potersi lanciare nel mondo del lavoro in un futuro prossimo. Lo spettacolo ha avuto luogo il 16 aprile alle ore al conservatorio G. Cantelli e ha avuto grande affluenza di pubblico grazie anche alla ottima organizzazione e alla bravura dei nostri studenti ed ex-studenti. I nostri ragazzi si sono esibiti in brani di musica classica e moderna, spaziando da Chopin ad Adele, da assoli a pezzi a quattro mani. Un ringraziamento speciale va a tutti coloro che hanno sostenuto questo progetto, ma soprattutto a Carlo Mazzeri e Beatrice Vaccari, organizzatori e musicisti della serata, nonché alla professoressa Patrizia Frassini che ancora una volta si è occupata della supervisione dell evento. Ricordiamo inoltre l ACS per il contributo e il servizio dato e Paolo Beretta per l accompagnamento musicale e il supporto ai ragazzi. Una serata dal grande contenuto artistico e musicale che ha saputo regalarci forti emozioni ma soprattutto ha permesso a dei giovani di dare tutto il loro contributo, attraverso le loro capacità e la loro passione, a un nobile progetto. Elisa Bollettino e Alessandro Tarantola 2H 10

11 GIUGNO 2012 OPERAZIONE MATO GROSSO Grande successo per l autolavaggio a scuola, numerosi sono stati gli insegnanti e non solo, che hanno voluto affidare i propri mezzi alla cura dei ragazzi della 4C. Tutto questo per la campagna benefica a favore dell Operazione Mato Grosso. Gli incassi sono stati sorprendenti, oltre un centinaio di euro. Siamo felici di aver raccolto questi soldi - raccontano alcuni studenti - è il minimo che potessimo fare per dare una mano a quei ragazzi disagiati dell America Latina. Soddisfazione e parole di ammirazione giungono anche dagli altri docenti e studenti. Bravi ragazzi, forza così. Prince Dadey 5G GOLD, SILVER... AND BEER! La mattina del 7 maggio 2012 l Auditorium della Banca Popolare di Novara è stato teatro della presentazione del nuovo libro del noto corrispondente Rai da Londra Antonio Caprarica Oro, argento e birra. Un occasione per avere una conversazione a tu per voi (considerando che la sala era gremita di studenti da vari istituti superiori del novarese) sul tema delle imminenti 2012 Summer Olympics, delle olimpiadi e dello sport in generale ed inevitabilmente del rapportarsi di queste con la società inglese, ormai seconda patria del brillante giornalista. Che dire... Welcome to Novara! Caprarica: (ride) Thank you very much! Anche se non è la mia prima volta a Novara. Se non sbaglio dovrebbe essere la terza: sono venuto qui un paio di volte sempre per presentare alcuni miei libri. Ma sono felicissimo di essere qui oggi... festeggiando la vittoria della mia Juventus in territorio novarese! Quale opportunità migliore per parlare di sport dopo la vittoria della propria squadra nel campionato calcistico italiano! Sono molto fiero della mia squadra... ( dopo alcune battutine)... lasciateci godere questo 30, e sottolineo 30, scudetto! Abbiamo sofferto per anni insomma! Meritiamo ampiamente questa sospirata vittoria! A proposito di fatica, com è stata per gli inglesi la preparazione di queste ormai alle porte Olimpiadi? Sofferte. Indubbiamente. Per tutti i Britannici in generale, ma in particolare per i londinesi. Per anni la città è stata sottoposta a vari lavori: rinnovamenti delle reti di trasporto, cabramento della città, liberalizzazione del WI-FI su tutta l area. Insomma... è stato veramente molto impegnativo! Beh... preparare uno Stato ad ospitare il più grande appuntamento sportivo della storia, non è mai facile! Cosa è più da ammirare agli inglesi in questa faticosa preparazione? L Onestà. I londinesi sono Onesti. Breve esempio. Per la costruzione del villaggio olimpico sono stati spesi 9.3 milioni di sterline. Tutto senza alcuno scandalo legato ad appalti o altro e con i cantieri consegnati addirittura con 2 mesi d anticipo. Ed è di questo che parla nel libro che presenterà oggi? Non proprio. Questo libro, intitolato Oro, argento e birra ( in onore ovviamente della smodata passione per gli inglesi per questa bevanda) è un tentativo di spiegare con lo sport il carattere nazionalistico degli inglesi. In fondo lo stesso sport come lo conosciamo oggi è frutto di invenzioni e di una codifica britannica... Inoltre vuole sottolineare il caratteristico Fair play inglese. Che dovrebbe essere un esempio per tutti. Nel libro riporto, fra i tanti, l esempio del figlio di Lord Shrewsbury: questi, nella sua scuola pubblica, praticava, come tutti gli adolescenti della sua età, il pugilato a mani nude. Durante uno scontro perse la vita. Molti chiesero al famoso Lord di sporgere denuncia ma quegli rispose che non l avrebbe fatto, in quanto la morte era avvenuta a seguito di un combattimento leale nel pieno rispetto delle regole. E questo quindi quello che ha imparato in tanti anni di vita londinese... onestà e rispetto delle regole? Esattamente. Quando a 14 anni partii dalla mia Puglia per andare a fare una vacanza studio ad Oxford, l inglese non fu esattamente la prima cosa che imparai (scherza). Imparai, al contrario, cose che non avrei mai dimenticato come: rollare una canna, giocare a poker... baciare le ragazze (ride) ovviamente ho smesso da anni di praticare due di queste attività. Ma soprattutto imparai il rispetto per ciò che si condivide con gli altri. In Inghilterra, non importa come sia la tua casa e quanta sporcizia ci sia entro le tue mura, ciò che conta sono gli spazi che si condividono con altri... le aree che sono di tutti. E in quanto bene di tutti vanno rispettate ancora di più. Così imparai a fare cose molto banali ma che messe insieme possono davvero fare la differenza... come, per esempio, buttare la spazzatura nei cestini e non per terra. Inoltre una delle cose che ho imparato, e che mi piacerebbe gli italiani imparassero un po di più, è un po di sano nazionalismo. Più partecipazione a quella che è la nostra meravigliosa e tormentata storia, più rispetto per quella che è la nostra inimitabile terra... più fratellanza fra tutti quelli che sono uniti sotto la nostra bandiera... mi arrabbio follemente ogni volta che sento parlare di dividere l Italia in nome di una fantomatica Padania... stare insieme non è solo un fatto di appartenenza sociale... stare insieme conviene. Impariamolo! Ilaria De Luca 3L 11

12 ECO DELL ANTONELLI VIENI A VOLARE CON NOI! Il Centro di Volo a Vela svolgerà dal 19 al 30 marzo 2012 il Corso di Cultura Aeronautica per studenti della città di Novara che abbiano compiuto il 16 anno di età e non superato il 20. Così recita la circolare che tutti noi abbiamo sentito leggere nelle nostre classi: certo, l idea di poter fare un viaggio non sul solito aereo che tutti prendiamo per andare in vacanza, ma su un SIAI 208M, da dove vedere la nostra Novara sotto di noi, e soprattutto la possibilità di pilotarlo (insieme a un professionista, ovviamente) sono molto allettanti. Ma cosa ha spinto 16 nostri compagni a frequentare un corso formato da 3 lezioni teoriche e una pratica, con tanto di test per selezionare i migliori che avrebbero potuto pilotare l aereo e non essere semplici passeggeri? Volare mi è sempre piaciuto, e non mi sarei mai fatta sfuggire la possibilità di guidare un vero aereo! dice Tea Cojocariu 3D, mentre Valentina Vivirito 3D, confessa: Non avrei mai partecipato ad un corso così assurdo se non fosse stato per l insistenza di una mia amica!. Per fortuna si è rilevata un esperienza ben poco assurda e assolutamente irripetibile. Tommaso Duratorre 3D, nonostante i suoi impegni extrascolastici ha voluto cogliere al volo l occasione, che di sicuro non capita tutti i giorni, e nemmeno a tutte le scuole! Anche Giulio Barelli 3A, era affascinato dal volo da molto tempo e non ha perso la possibilità di scoprire da vicino come funzionano gli aerei. Per concludere, Sicuramente c era la curiosità e il fatto che mi piace fare nuove esperienze, oltre alla possibilità unica di provare realmente a pilotare un aereo afferma Matteo Varallo 3A. Al di là delle lezioni teoriche, interessanti e assolutamente necessarie come preparazione, direi che il momento più atteso è stato il volo: chi può raccontarlo meglio sono i protagonisti di questa esperienza, quindi lascio a loro la parola. Il volo da pilota è stato qualcosa di incredibile, mi sembrava di essere entrato in un film. Una cosa che mi ha colpito molto è il gran numero di comunicazioni che arrivano al pilota: non sono passati 5 minuti senza che la radio annunciasse qualcosa! La sensazione al decollo è simile a quella che si prova sugli aerei di linea, ma molto amplificata perché il velivolo è più piccolo Matteo Varallo Pura gioia, felicità o stupore? No, credo che sia stata un emozione assolutamente unica: tra la tensione di tenere in mano il volante dell aereo e la calma data dallo splendore del paesaggio, si è stampato sul mio volto un immenso sorriso! Valentina Il volo è stato semplicemente stupendo, e anche se dopo le varie acrobazie in aria stava salendo la colazione, dopo due profondi respiri la nausea ha lasciato il posto all emozione e alla soddisfazione Matteo Vallanzasca 3D All inizio la tensione e il nervosismo erano alti, ma, una volta decollati, la consapevolezza di avere un pilota professionista accanto mi ha fatto dimenticare le preoccupazioni e sono riuscito a guidare l aereo con sicurezza Tommaso Due parole in più vanno spese per la nostra vincitrice: Tea infatti è stata la migliore tra tutti i ragazzi che hanno partecipato al corso, non solo del nostro liceo ma anche di altre scuole. Prima della partenza credeva che sarebbe stata molto emozionata e tesa, invece appena l aereo ha decollato si è sentita totalmente a suo agio e ha volato con serenità godendosi il viaggio. Sarà per questo che ha vinto? Per vincere ha dovuto semplicemente studiare per passare come pilota al test. In volo cercavo solo di divertirmi, non mi aspettavo assolutamente tutti i complimenti del pilota sul fatto che ero molto portata in quest attività. La premiazione finale è stata uno shock per me! Non sognavo nemmeno quel posto, tanto meno con due punti di distacco dal secondo, cosa che non era mai accaduta! Sarà modestia? In ogni caso, complimenti! :D Tutti i ragazzi consigliano all unanimità questa esperienza perciò soprattutto chi l anno prossimo farà terza non si lasci sfuggire quest occasione! Giulia Tarantola, 4H VENTO, CHE PASSIONE In questi primi giorni di maggio una piacevole brezza staziona su Novara. Purtroppo così non è stato il giorno della Regata Regionale. Svoltasi il 28 aprile al Centro Nautico Regionale Lido di Meina (Lega Navale Italiana), vi hanno preso parte quattro nostri compagni, che ormai da alcuni anni praticano questo sport. Federico Bernardi, Samuele Fortina, Gian Maria Negri Porzio di 5D e Alberto Medina di 4D hanno fatto il possibile in una manifestazione che si è conclusa nel tardo pomeriggio. I pochissimi nodi di vento - un eufemismo per dire bonaccia - hanno costretto i giudici ad annullare la prima regata e a ridurre il percorso delle tre successive. Gli alunni del nostro liceo sono giunti sul gradino più basso del podio, sconfitti da due equipaggi molto più leggeri e dunque notevolmente avvantaggiati in quelle condizioni. Facciamo comunque gli auguri all equipaggio del Liceo Fermi di Arona che parteciperà alle Nazionali dei Giochi Sportivi Studenteschi durante la terza settimana di maggio, ma soprattutto ai nostri futuri velisti che l anno prossimo sostituiranno i maturandi della 5D! Un ultimo ringraziamento spetta naturalmente alla professoressa Bertoncelli che da due anni a questa parte rende possibile questo evento. Gian Maria Negri Porzio 5D 12

13 GIUGNO 2012 VITTORIA A COLPI DI RACCHETTA! Le manifestazioni provinciali di tennistavolo e di tennis (svoltesi rispettivamente giovedì 19 aprile presso la scuola primaria Rigutini e venerdì 20 aprile presso il rinomato Tennis Club Piazzano) hanno registrato il netto prevalere delle formazioni antonelliane tanto nella categoria allievi (prime, seconde e terze) quanto nella categoria juniores (quarte e quinte). Per quanto riguarda la disciplina del tennistavolo, va tributato un grandissimo applauso ai micidiali Didier Dalla Palma (2F) e Saverio Belvedere (1E) per aver conquistato la vittoria meritandosi ampiamente la qualificazione alla fase regionale; sono comunque doverosi i complimenti alla coppia composta dai giovanissimi Simone Coccato (1E) e Federico Zanaria (1D) che si sono aggiudicati il terzo posto. Purtroppo, gli juniores dell Antonelli non sono riusciti ad eguagliare le gesta degli allievi pur giocandosela fino all ultimo punto; lodevoli quindi le prestazioni della coppia Alessandro Porpora (5D) - Lorenzo Romagnoli (4D), arrivata seconda, e della coppia Marco Briola (5D) - Gianmaria Negri Porzio (5D), arrivata quarta. Per quanto riguarda la disciplina del tennis, il nostro liceo ha dominato in ogni categoria. Spesso si è dovuto ricorrere al doppio decisivo, ma ciò ha esaltato ancora di più la solida tenuta mentale ed eccellente condizione fisica dei nostri atleti. Complimenti dunque al trio maschile Alessandro Porpora (5D) - Gianluca Gallina (5D) - Gianmaria Negri Porzio (5D) e al trio femminile Cecilia Carvoli (5I) - Lara Torgano (5I) - Cecilia Vellata (4I) per aver trionfato nella categoria juniores ; altrettanto bravo il trio maschile Massimiliano Sorbello (2E) - Federico Spaltini (1I) - Filippo Sciamanna (3H) per aver ottenuto la vittoria nella categoria allievi accostando la fase regionale. Si merita una menzione anche il trio delle allieve composto da Valentina Bozzola (1G), Margherita Aluffi (3I) e Francesca Fasano (1C) che si qualifica direttamente alla fase regionale senza contendere. Un ultimo ringraziamento alle professoresse (Bertoncelli per tennistavolo, Zizza per tennis) che hanno accompagnato gli studenti contribuendo alla realizzazione delle rispettive competizioni. Bravi/e ragazzi/e, continuate così! Gianluca Gallina 5D LE PIETRE MILIARI DELLA MUSICA ROCK DAGLI ANNI 50 A OGGI Avete voglia di ascoltare qualcosa di nuovo? Volete scoprire o riscoprire qualche musicista del secondo Novecento di cui qualcuno vi ha parlato? Avete uno scaffale pieno di vinili o cassette che non vi hanno attratto? Bene, perché questa volta vi porteremo indietro nel tempo, fino agli anni 50, e man mano che torneremo nel presente vi indicheremo dei gioielli musicali che magari gradirete ascoltare insomma, c è un estate libera (tra vacanze, mare e - ahinoi - impegni scolastici) in cui qualche posto può essere occupato da del sano rock! Gli Anni 50 Il primo nome che viene in mente associato agli anni 50 è ovviamente Elvis Presley, ed è sua la prima pietra miliare da elencare: Elvis Presley, il suo album di debutto del Ma la situazione in quei tempi era molto ingarbugliata: difatti i pezzi non venivano scritti dai cantanti, ma da compositori che poi prestavano le partiture ad altri che conoscevano poi altri cantanti... ed ecco che negli anni 50 fioriscono cover su cover degli stessi pezzi, insomma la musica era qualcosa di libero e fluido. Il grande centro di questo periodo fu Memphis: lì aveva sede la Sun Records, sorgente del fiume di novità musicali che di lì a poco avrebbe investito gli States, dove registrava il Million Dollar Quartet, ovvero Elvis, Jerry Lee Lewis, Carl Perkins e Johnny Cash. Da solista Jerry Lee Lewis ha pubblicato il suo album più famoso, Great Balls Of Fire! nel 1957; Carl Perkins, che la storia non ha graziato concedendogli la fama che ha concesso agli altri tre, è l autore della famosa canzone Blue Suede Shoes; invece Johnny Cash raggiunge l apice della popolarità nei primi anni 60 quando viene rilasciato Ring of Fire. Insieme a loro sono da ricordare Fats Domino, il leggendario chitarrista Chuck Berry e Little Richard, autore di Tutti Frutti. Gli Anni 60 Negli anni 60 l attenzione va spostata sulla Gran Bretagna; sull isola difatti nascono i due gruppi più influenti della storia del rock: i Beatles e i Rolling Stones (che, al contrario di quanto si possa credere non erano rivali). Nell infinita discografia dei Fab Four ci sono due dischi che sono certamente da ascoltare, almeno una volta nella vita: Rubber Soul (1965), bandiera della Beatlemania, e The Beatles (più famoso come The White Album per via della copertina totalmente bianca) del 1968, dal gusto ancora rockeggiante, ma più maturo. Gli Stones invece, producono, nel 1964 The Rolling Stones e nel 69 Let It Bleed, l album più famoso, che contiene il singolo Satisfaction. Nel frattempo negli Stati Uniti si affaccia sulla scena un cantautore, Bob Dylan, menestrello di una generazione, con The Freeweelin Bob Dylan (1963), disco contenente l immortale Blowin in the Wind. La seconda parte della decade si apre con la pubblicazione, nel 65 di My Generation dei britannici The Who. Chiude il decennio il festival di Woodstock, che nel 1969 ospita personalità musicali del calibro di Janis Joplin, Joan Baez, Crosby Still & Nash, gli stessi Who e Jimi Hendrix, che due anni prima aveva prodotto lo psichedelico Are You Experienced. 13

14 ECO DELL ANTONELLI Gli Anni 70 La prima parte del decennio è caratterizzata dalla nascita soprattutto in Inghilterra di gruppi che oggi definiamo Progressive: nel 1970 nasce il primo nulceo dei Pink Floyd Gilmour-Barrett, e nel 1969 inizia il rodaggio dei Genesis di Peter Gabriel. Nel 1973 i primi sfornano The Dark Side of the Moon, l album che con The Wall (1979) li consacrerà nell olimpo della musica moderna. I secondi nel 1972 pubblicano Foxtrot e l anno successivo Selling England By The Pound. Insieme a loro gli Yes, i King Crimson, David Bowie (che nel 77 pubblica Heroes ) e i The Doors sono attivi nel Regno Unito, con Emerson, Lake & Palmer (che aprono la stagione dei supergruppi ), e con i Jethro Tull. Voci fuori dal coro progressive sono Elton John e Nick Drake, raffinati cantautori romanitici, il primo ha una florida carriera, il secondo muore suicida nel 1974, due anni dopo la pubblicazione del suo capolavoro Pink Moon. Non sono da dimenticare Elvis Costello, Billy Joel, cui alcuni attribuiscono il primo disco Punk, Glass Houses del 1979, Cat Stevens e gli Eagles. Sono attivi da solisti in questi anni gli ex-beatles tra cui John Lennon, che pubblica Imagine nel 71, prima di morire ucciso da un fan nel Gli anni 80 Con l aprirsi di questo decennio, il pubblico comincia a dimenticare le vecchie rockstar, e inizia il cosiddetto Barocco musicale che porta in se lo stile Punk; nascono i nuovi selvaggi del Rock come i Sex Pistols, i Ramones che ebbero il loro più grande successo con l album End of the Century (1980) o i Clash con l album London Calling (1979). Discendente del Punk è il New Wave che differisce per il semplice fatto di assomigliare di più alla musica Pop, spesso con un ispirazione Reggae. Gli U2, sempre pronti a sperimentare nuovi suoni hanno contribuito enormemente a formare quel particolare sound. The Police sono un grande esempio di questo genere, e come non citare alcuni dei loro classici come l album Regatta de Blanc del 79 o Synchronicity del 73. Nascono anche gruppi che mantengono in parte il vecchio stile Hard Rock come i Guns n Roses che trovano il successo con Appetite for Destruction (1987) o personalità che nuotano controcorrente come Mark Knopfler e i Dire Straits, romantici instancabili che raggiungono l apice registrando Making Movies nel Particolari gruppi come Black Sabbath o Led Zeppelin sono da considerarsi i gruppi di rottura fra il genere Hard Rock e il neonato Metal. E infine i Queen, che beh, si commentano da soli: A night at the Opera nel 1975 li renderà universalmente conosciuti. Gli anni 90 Nella prima metà del decennio siamo nel periodo di culmine del Punk, un po più mitigato (citiamo i Red Hot Chilli Peppers di Californication) e del New Wave. Gruppi con un passato nel genere continuano la loro scalata e in particolare gli U2 che con l album The Joshua Tree nel 1987 ottengono il loro più grande successo. Gordon Matthew Thomas, detto Sting dice «Il rock è morto». Effettivamente ci troviamo all apice, al momento culminante del rock che è destinato a decadere presto. Prendono piede altri generi musicali come l Hip Hop, il Rap e i confini fra Pop e Rock si assottigliano. Nasce il Grunge, una nuova corrente che intende recuperare quel suono sporco e semplice degli esordi del Rock con la rinuncia di qualsiasi tipo di strumentazione sofisticata. I pionieri di questo genere musicale sono i Green River assieme ai Soundgarden (Superunknown del 94 li rende famosi). Tuttavia la più grande band che opera in questi anni sono i Nirvana di Kurt Cobain, destinati nel 1991, con l album Nevermind, a formare una nuova spaccatura nella musica moderna. Il Rock diventa espressività e semplicità, un genere alla portata di tutti. Gli Oasis fanno il loro debutto proprio nel 1991 e nel 1995 ottengono un grandissimo successo con l album (What s the story) Morning glory?. Da non dimenticare sono i Radiohead che ribadiscono nel 97 la spaccatura romantica (nel senso letterario del termine) con l album OK Computer. Degni di nota sono i Blur e i Pearl Jam. Gli anni 00 Comincia nel 2000 l era della computer music (quella seria, cioè quella dei Gorillaz) e delle pop star della tv. Per ovviare alla mancanza di vendite, la scena del rock si apre ai grandi Turnisti, cui live sono soldout da subito, come i Coldplay, coronati Re dagli album Viva la Vida or Death and all of His Friends (2008) e Mylo Xyloto (2011) i Greenday, gli Offspring, i Blink 182, i Linkin Park, i White Stripes, che dopo 14 anni di attività, innovazioni dello stile Hard Rock moderno, la famosa Seven Nation Army (conosciuta come Popopopopopoopoo, inno dei Mondiali 2006) e album come White Blood Cells (2001), o Elephant (del 2003) due anni fa si sono sciolti, i Muse o i Fall Out Boys. Esplode anche la corrente Indie, non indiana, ma indipendente: principali artisti sono gli Arctic Monkeys di Alex Turner (che producono nel 2007 Favourite Worst Nightmare), i The Killers (Sam s Town del 2006 è degno di essere ascoltato), i Kaiser Chiefs e i Franz Ferdinand. Nasce poi un genere, grazie alle nuove tecnologie nell ambito, che possiamo definire Neo - Rock, caratterizzato dalla ricerca del virtuosismo chitarristico: Joe Satriani, Steve Vai, John Petrucci, Yngwie Malmsteen ne sono i principali esponenti. Insomma, noi ci abbiamo provato, a darvi dei consigli di ascolto è difficile trattare di tutto il rock in un articolo così breve speriamo di avervi giusto dato qualche spunto non di più nel frattempo, Buone Vacanze! PS per chi volesse passare la bella stagione con un bel libro su questi argomenti, rimandiamo alla lettura di: R. Bertoncelli, Storia leggendaria della musica rock, Giunti Editore, 2010, o, per una biografia accurata e ben scritta di un protagonista, P. Norman, John Lennon, Mondadori, 2009 o, per una storia della musica anni 50, N. Tosches, Con me all inferno, ALET, Carlo Mazzeri e Rohit Murali 4E 14

15 GIUGNO 2012 MONTAGNA... D ESTATE Ed eccoci al consueto appuntamento con la montagna. Per questa estate ho due proposte molto accattivanti. Per gli amanti dei panorami mozzafiato consiglio una splendida escursione al monte Barone. Per la sua fortunata posizione, offre dalla cima di 2044 m una splendida veduta a 360 su monte Rosa, pianura Padana, i laghi e chi più ne ha più ne metta. Con partenza dall alpe Noveis di Coggiola (Bi), in circa tre ore di cammino su comodo sentiero si giunge alla vetta (sul sentiero si incontra un rifugio in cui è possibile gustare un ottimo pranzo). Invece per i più avventurosi propongo la ferrata di Cimalegna (Alagna Valsesia), ottimo modo per passare una divertente giornata in compagnia, attraverso passaggi di arrampicata, ponti tibetani sospesi nel vuoto, burroni mozzafiato. Per questo tipo d itinerario consiglio però vivamente di contattare una Guida Alpina che renderà la vostra giornata più sicura e che provvederà a procurarvi il materiale necessario (info: Buone avventure! Mattia Quarna 4A L ANGOLO DEL LIBRO :) CHE COSA LEGGERE? Arrivano le nuove proposte! Leggère leggère per l estate (sì l accento conta eccome XD) LA DONNA IN BIANCO Wilkie Collins Per gli amanti del thriller e del mistery ecco il libro di colui che è stato definito padre del poliziesco moderno. Rimarrete intrappolati negli intrighi, apparizioni e sparizioni, delitti e scambi di identità che ne compongono la trama. Giusto quel che ci vuole per chi ha bisogno di staccarsi da tutto e perché no, sotto l ombrellone!! I WATSON E EMMA WATSON Jane Austen e Joan Aiken Ok lo sapete tutti che sono una sua fan quindi non posso non dedicarle uno spazio! I Watson è una delle sue opere giovanili rimasta incompiuta e conclusa recentemente dalla Aiken che si è già dedicata a parecchi sequel dei libri della Austen. Non è scritto dalla vera autrice, quindi parto un po prevenuta, ma vediamo un po se può competere! TUTTI I RACCONTI DEL MISTERO, DELL INCUBO E DEL TERRORE Edgar Allan Poe A chi piace l horror una lunga serie di racconti! Facili da seguire e che vi terranno col fiato sospeso. Consiglio: con un po di spirito masochista create l atmosfera giusta per spaventarvi di più! Di notte, ecc ecc a ciascuno la sua immaginazione! BEL - AMI Guy de Maupassant E uscito da poco il film il cui protagonista Robert Pattinson fa sbavare milioni di adolescenti. Ma veniamo al romanzo! Georges Duroy è un autentico e impressionante Casanova che raggiunge la fama e il successo partendo da zero. Almeno su questo aspetto è da prendere come esempio per la sua forte determinazione (i maschi diranno anche per l altro! ). Rubrica di Alessia Amato 4F 15

16 Ecco un buon numero di indovinelli che potete risolvere in momenti di noia. Sono tutti giochini logici che mi sono stati proposti in questi anni di liceo. Ho scelto quelli che ho ritenuto più simpatici e divertenti e li ho ordinati secondo la difficoltà. Io e molti miei amici siamo riusciti a risolverli tutti, qualcuno facilmente, altri un po meno. Le soluzioni all anno prossimo (oppure recatevi dall autore dell articolo: magari ve le concederà...)!! I NANI E I BANDITI Tre nani sono stati catturati da un gruppo di sadici banditi (ma va? Non l avrei mai detto!). Ognuno di loro ha in testa un cappello o bianco o nero. Tutti vedono quelli degli altri, ma nessuno il proprio. Senza comunicare almeno uno di loro tre deve indovinare il colore del proprio cappello. Se indovina saranno liberati, altrimenti verranno uccisi. Sembrerebbe che ognuno di questi abbia il 50% di probabilità di salvare la vita agli altri due, ma non è così: come mai? L ISOLA MISTERIOSA Un giorno un esploratore giunge su un isola sconosciuta del Pacifico e incontra una tribù di indigeni. Professano una strana religione: chiunque venga a conoscenza del colore dei propri occhi si toglie la vita il giorno successivo. Naturalmente in quest isola è tabù parlare degli occhi di qualsiasi persona e non esistono superfici riflettenti su cui specchiarsi. L esploratore, non conoscendo questo culto, si rivolge a tutti i 1000 abitanti dell isola esclamando: Mi fa piacere vedere che anche da voi almeno una persona ha gli occhi azzurri! E se ne va. Cosa succede sull isola? Dopo quanto tempo? E perché? [SPOILER PRIMA RISPOSTA] Ad un certo punto l esploratore si accorge dell errore commesso, ma ha trovato una frase da dire agli abitanti in modo da salvarne il maggior numero. Questa proposizione non è falsa e non smentisce la prima. Cosa dice l esploratore? I NANI E IL DIAVOLO Dieci nani sono stati catturati dal diavolo e sono stati sepolti in fila indiana in modo che ognuno veda solo quelli davanti a sé. Tutti indossano un cappello o bianco o nero, in maniera casuale e naturalmente non possono comunicare. Partendo dal decimo -che vede tutti gli altri - a turno devono cercare di indovinare il colore del proprio cappello. Se sbagliano Belzebù otterrà la loro anima. Come per l indovinello precedente sembrerebbe che abbiano il 50% di possibilità di salvarsi. In realtà si sono messi d accordo in precedenza e hanno trovato una strategia migliore. E voi quanti nani riuscireste a salvare? I 500 PIRATI Jack Sparrow e la ciurma della Perla Nera, dopo anni di saccheggi, decidono di spartirsi il bottino rimasto, ormai ridotto a 200 misere monete d oro. Fanno in questo modo: il capitano Jack propone una spartizione del tesoro; se ottiene almeno la metà dei voti, il suo compreso, la spartizione viene accettata, altrimenti viene buttato in mare e la parola passa al suo vice; se INDOVINELLI PER L ESTATE ECO DELL ANTONELLI anche la sua idea viene bocciata sarà ucciso come il capitano e toccherà al nocchiero proporre una divisione equa, e cosi via fin quando almeno la meta di loro non sarà d accordo. Sapendo che - come avrete intuito - i pirati sono 500 e che votano secondo queste regole, in ordine d importanza: 1) Sopravvivere; 2) Guadagnare il più possibile; 3) Veder morire il maggior numero dei pirati (Ah, il sadismo!!), sapreste dire quale sarà la prima spartizione accettata? N.B: I pirati, strano a dirsi, sono intelligentissimi e votano in maniera logica. I 100 GALEOTTI Sei rinchiuso con altri 99 (s)fortunati galeotti in una prigione il cui direttore è un sadico enigmista. Un giorno vi propone questa sfida: se vincerete avrete in cambio la libertà, altrimenti sarete costretti a scontare l ergastolo. La sfida è abbastanza semplice: verrete chiamati uno alla volta in una stanza in cui è presente una lampadina spenta. Dentro potrete o cambiare lo stato (quindi accendere o spegnere) della lampadina, o non fare niente. Purtroppo il direttore non segue un ordine preciso e potrà chiamare ognuno di voi quante volte desidera. Per vincere vi sarà sufficiente che almeno uno di voi, giunto nella stanza, si accorga e dica al direttore che vi ha chiamati tutti almeno una volta. Questi vuole anche la spiegazione della strategia che avete utilizzato per batterlo: non valgono risposte come: È trascorso cosi tanto tempo che ormai ci avrai chiamato tutti!. Prima della sfida vi è concesso riunirvi per decidere come agire. Riusciresti ad trovare questa strategia vincente? E SE NON VI BASTA: come agireste se all inizio non conosceste lo stato della lampadina? I NANI E IL DIAVOLO: LA VENDETTA Nota: Ok, ho mentito: di questo, propostomi da un dottorando, ho risolto solo la seconda parte, ma giusto perché la prima richiede strumenti che non sono noti ad un normale liceale. Lo lascio dunque ai professori di matematica che leggeranno questo articolo. Il Diavolo ha catturato tutti i nostri amici nani e ancora una volta li ha sotterrati fino al collo in fila indiana in modo che ognuno veda solo quelli davanti a lui. Sappiate che i nani sono tanti quanti i numeri naturali, ma nessuno di loro sa la posizione che occupa, ovvero il primo non sa di essere il primo, il secondo non sa di essere il secondo e così via. Il Diavolo ha fatto indossare loro infiniti cappelli bianchi e infiniti cappelli neri, senza un ordine preciso. Questa volta per salvarsi dovranno indovinare il colore del proprio cappello pronunciandolo tutti contemporaneamente. Chi sbaglia dovrà seguire Belzebù nel suo Regno. Anche qui sembrerebbe che solo la metà dei nani si salvi; in realtà i nostri amici previdenti avevano elaborato una strategia che avrebbe concesso al Diavolo solo un numero FINITO di anime. Riuscite a trovarla? Anche il Diavolo ha scoperto il piano dei nani, ma ormai non può più cambiare le regole del gioco. Si è accorto però che con una particolare combinazione di cappelli ha la certezza di schiavizzare n nani, con n numero a piacere. Come fa? Gian Maria Negri Porzio 5D Liceo Scientifico Statale Alessandro Antonelli Sede: Via Toscana, Novara - tel fax Succursale: Via Luigi Camoletti, Novara - tel

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