Aprile 2010 Liceo Classico Francesco Maurolico Messina Numero 5

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1 Aprile 2010 Liceo Classico Francesco Maurolico Messina Numero 5 Giornalino degli studenti ad uso interno del Liceo U dite, udite, alunni di tutte le classi e sezioni, sudditi tutti del Reame della Terra del Cuttigghio, il real banditor di RE Nino I, la corte tutta ed i Principi regnanti, i nobili Cavalieri del bancone da bar, che prodi ogni dì domano piadine, hot dog con wurstel e patatine: i Mastri Direttori della fucina di Efesto Damiri ordinano, esigono, impongono, qualunque cosa voi stiate facendo, compito di greco, verifica di matematica, interrogazione di inglese, lezione di filosofia, o giostra equestre, e così via, di interromperla subito! Ecco a voi, forgiato col sudor di noi, mastri- semi-giornalisti nelle fucine del Ciccio Mauro, il V numero del KOINE'!!! Vabbè, non fate caso all introduzione medievaleggiante, dobbiamo accontentare qualche volta pure i prof. di storia!... se no poi si offendono, a furia di prendercela sempre coi soliti noti ed ignorare loro! E poi trovatela voi ogni mese un idea sempre nuova per rompere il ghiaccio all inizio di ogni editoriale! Noi i metodi di ispirazione-sballo estremi li abbiamo provati tutti: visione intensiva della corazzata Potemkin (per chi, diversamente da noi, non fosse un patito del mitico ragionier Ugo Fantozzi, ricordiamo che la pronuncia corretta è Potiomkin ), lettura veloce del poema di Gilgamesh, partecipazione assidua a raduni degli amanti del cinema classe 1910, ma pensiamo ci voglia qualcosa di più forte: si accettano consigli, ovviamente, ma solo a patto che l esperienza trans sensoriale sia stata precedentemente testata da 2 prof a (dis)piacere, possibilmente, visto il caso, nel loro giorno libero! Ma sì tanto le vostre reazioni le conosciamo.tra i sorrisini di alcuni professori, che permettono ai propri alunni di prendere immediatamente il caro giornalino che ora state tenendo in mano, e la severità di altri, che invece lo concederanno solo alla fine della lezione, l'alunno medio mauroliciano si comporta essenzialmente in 2 modi, come glossa l etologo di Harvard, Jack Marie Arrigson (parente del caro Giacomino, in tempi di crisi le consulenze ce le facciamo in casa!!). Dice il cattedratico: A quelli, ai quali la notizia non ha trasmesso assolutamente niente, e che metteranno svogliatamente il koinè nello zaino, per vedere in futuro i vari cuttigghi che potrebbe offrire, si contrappongono quelli che fremono dalla voglia di sfogliarlo pagina per pagina alla ricerca di un articolo in particolare, magari un amico o di un compagno, o magari di nuovo del "L'angolo del cuttigghio"! Dai. Non pretendiamo di essere il vostro primo pensiero nella testa, ci accontentiamo di un angolino (visto che di angoli siamo esperti!!) soprattutto in questo periodo di gite o, meglio, di viaggi di (d)istruzione, dove più che altro, ci si dispera per quante paia di scarpe mettere in valigia per sei giorni di viaggio, per chi deve ancora partire, o, per chi è invece tornato, si rammentano le varie avventure vissute durante questa fantastica esperienza. Certo è che, sempre nell'ambito delle gite, l'avventura si è presentata in grande stile ancora prima della partenza, soprattutto per le seconde liceali, che, costrette come tutte le altre classi a non poter partire tutte insieme, volenterose di staccarsi dalla solita Firenze per mete più ambite, come Venezia o Ferrara, sono state vittime del macete del Gran collegio docenti (che sia la reincarnazione dei Trenta Tiranni?), che stabilì per quest'anno solamente mete a sud di Roma (inspiegabile secessione leghista al contrario), ed ovviamente si scelse Viterbo (85 km ca. a nord della capitale). Ma non disperiamo! Alla fine quello che conta non è la meta, ma la compagnia (alluura!. commenterebbe Action Man Pippo Bastianeddu Venuto). Ma, caro lettore (visto che sei tu al centro e non noi, avrebbe detto qualche politicante mauroliciano in tempi d elezioni) il movimento non manca neanche negli altri ambiti della nostra cara scuola: tra tornei di pallavolo (complimenti III C e V E), agoni di greco, certamina di latino, quest anno il Maurolico al Syracusanum, (citando il nostro Venz di IIIF) ha fatto cappotto : grazie al nostro caro Lilluzzo secondo, Chiara Levorato (IB), menzione d onore, Carla D Andrea (VE), menzione semplice; olimpiadi di filosofia, vinte di nuovo dal nostro piccolo Seneca di IIIA, al Taciteum di Terni menzione per Giuseppe Versaci (III C), il Maurolico porta alto il vessillo della Messinesità nel mondo (vedi Ninuzzo che ti facciamo fare sempre bella figura!). Noi nel nostro piccolo abbiamo provato a non farvi mancare pezzi interessanti come le interviste a personalità quali Sonia Alfano (figlia di Beppe, giornalista ucciso dalla mafia nel 93) o Tiziano Scarpa (autore di Stabat Mater, vincitore del premio Strega 2009 ). Che dire? Noi abbiamo concluso, per chi ancora deve partire, buona gita, per chi è tornato, buona ripresa delle attività e per tutti: amatevi ma non moltiplicatevi!! (Macris dixit)

2 2 Indice 3 - Intervista a Sonia Alfano POLITICALLY (S)CORRECT 4 - La scuola incontra la legalità 5 - L ignoranza è forza 6 - I perché della legalità 7 - La pedofilia nella Chiesa 8 - Le persecuzioni non sono finite 8 - La crudeltà dell uomo AGRICULTURA 9 - Haute couture 10 - Fenomeno Lady GaGa 11 - Pensieri e poesie: la forza della parola 11 - Le bambole 13 - Solo amandoci 13 - Intervista a Tiziano Scarpa ANGOLO DELLA POESIA 14 - E che fanno gli italiani? 14 - Bianco e nero 14 - Lontano da qui 14 - Origine insensata ma fine simmetrica 15 - Solo polvere 15 - Insieme 15 - Noi che d un sogno viviamo 16 - Alla Madonna Assunta MESSANA NOBILE SICILIAE CAPUT 18 - Maurolico nel Pantheon neogreco VOCI DI CORRIDOIO 19 - L anti-angolo angolo del cuttigghio! 20 - Le finali del torneo di pallavolo 21 - Il torneo di calcetto femminile: il solito fiasco 22 - L utilità dello studio 23 - Noi, poveri studenti 24 - Il bene è bene perché ti fa bene 25 - La filosofia in gara 26 - QUIZ A CHIAVE 27 - LA REDAZIONE 27 - ERRATA CORRIGE 28 - IPSE DIXIT RECENSIONI 17 - Tempi moderni 17 - Vivi ogni giorno come se fosse l ultimo di una bella vacanza

3 Intervista a Sonia Alfano S onia Alfano combatte contro la mafia dal 93, quando suo padre Beppe è stato ucciso, per le sue inchieste scomode. Ha da poco vinto le elezioni come parlamentare europeo. Il suo impegno contro la mafia, molto importante in Italia, la porta a lavorare molto a contatto con i giovani in numerose scuole. Ecco quello che ha detto a noi ragazzi del Maurolico. Innanzitutto ci racconti la sua personale esperienza che non tutti conoscono. Mio padre è stato assassinato nel 1993, quando io avevo 21 anni. Da quel momento ovviamente tutto è cambiato, e ho dovuto lottare con tutte le mie forze, insieme alla mia famiglia, perché si potesse affermare la verità, che a tutt'oggi risulta frammentaria e non ancora completamente svelata. Beppe Alfano era un professore di educazione tecnica con una grande passione per il giornalismo d'inchiesta, che praticava per il giornale La Sicilia come corrispondente da Barcellona Pozzo di Gotto. Le sue inchieste lo hanno portato a scegliere se zittirsi o morire. Ha scelto di morire, per amore della verità e per non tradire la propria onestà ed i propri principi. Dove ha trovato la forza per poter raccontare tutto questo e per poter combattere la mafia? La forza l'ho trovata nella rabbia per quello che era successo, e soprattutto l'ho trovata nei tribunali, quando ho capito che se volevo giustizia dovevo andarmela a cercare. Nessuno avrebbe fatto nulla per farci avere verità e giustizia, quindi toccava a me e alla mia famiglia indagare, denunciare, scoprire le verità sulla morte di mio padre. A proposito di mafia, a detta di molti, questo problema è stato ampiamente risolto. E d accordo con questa affermazione o pensa che chi dice ciò lo fa per proteggere questo sistema? La mafia non solo non è stata sconfitta, ma è ancora più forte di prima. Se adesso non esplodono più le bombe è solo perché la mafia è talmente potente da non avere più bisogno di utilizzare questi metodi. A Palermo e Caltanissetta i magistrati stanno indagando sulla trattativa tra la mafia e lo Stato. Secondo alcuni collaboratori di giustizia, infatti, alcuni pezzi deviati dello Stato, nel 1992, misero a punto un accordo per mettere fine alle stragi, assicurando a Cosa Nostra delle garanzie (ovviamente illegali!) che ancora oggi la rendono il partito e l'azienda più forti d'italia. Niente più bombe, quindi, però la mafia è ovunque e condiziona qualsiasi aspetto della nostra vita. Oggi più di prima. Secondo lei i mafiosi possono essere persone insospettabili come ad esempio giudici, poliziotti e così via? Sì, purtroppo tra i mafiosi moltissimi sono i cosiddetti "colletti bianchi", tra questi anche giudici ed esponenti delle istituzioni e delle forze dell'ordine. Non si spiegherebbero altrimenti molti avvenimenti di oggi e degli anni passati. A Palermo, per esempio, c'è un processo a carico di due personaggi che negli anni '90 erano ai vertici delle forze dell'ordine: il generale Mori ed il colonnello Obinnu. Cambiando argomento, secondo lei perché è importante che i giovani siano informati sull argomento? 3 3 Quando il coraggio diventa voglia di fare Parla la figlia di Beppe Alfano, giornalista ucciso dalla mafia Sonia Alfano, parlamentare europeo E' importante perché serve ai giovani per evitare di commettere errori. I ragazzi devono capire che ci sono alcuni atteggiamenti e alcune scelte che possono avvantaggiare la mafia. Se un ragazzo non li conosce, rischia di avvantaggiarla senza volerlo. Purtroppo questo succede ancora, soprattutto in Sicilia, e a pagarne le conseguenze sono proprio i più giovani. E poi i ragazzi devono conoscere la mafia ed il suo modo di agire perché questo è un fenomeno che caratterizza purtroppo il nostro Paese, e come tutti i fenomeni fa parte della nostra storia e va quindi studiato. E' una questione culturale. Se i giovani negano il proprio aiuto alle mafie, queste non potranno che scomparire. Lei oltre a parlare con noi ragazzi ha anche dei figli, cosa dice loro della mafia? Ai miei figli dico quello che dico a tutti gli altri ragazzi, non ci sono differenze: bisogna avere il coraggio di assumersi le proprie responsabilità e sapere che ad ogni azione corrisponde una reazione e conseguenti responsabilità. Come mai ha deciso di intraprendere la carriera politica? Ho fatto questa scelta perché ho capito che non bastava la rivoluzione culturale; troppi delinquenti fanno politica, e quindi ho pensato che se le persone oneste riescono a farsi un po' di spazio in mezzo a loro, per poi buttarli fuori dai palazzi del potere, allora questo Paese avrà qualche speranza in più. Ho cominciato io, ma farò in modo che molti giovani onesti riprendano ad amare la politica, quella vera, quella buona, e decidano di partecipare attivamente. Cosa pensa dei politici di oggi? Secondo lei stanno combattendo la mafia nel giusto modo? No, per questo ho deciso di impegnarmi in politica. Vorrei riuscire, con l'aiuto di tutta la gente onesta e perbene, a cambiare il sistema politico attuale. Al momento, infatti, molti politici vanno a braccetto con la mafia e sfruttano il popolo italiano in modo indegno.

4 4 Politically (s)correct Lei essendo un parlamentare è molte volte fuori città, che rapporto ha con la sua terra, spesso considerata la terra della Mafia? Io sono al Parlamento europeo per circa 15 giorni al mese. Negli altri 15 giorni sono in giro per l'italia e continuo la mia attività antimafia e di rivoluzione culturale. Il rapporto con la mia terra, la Sicilia, è molto forte. Amo la mia terra, e per questo motivo continuo a portare avanti le battaglie che ho avviato molti anni fa. Se non amassi la Sicilia e l'italia non potrei farcela, mi mancherebbero le energie. Noi giovani siciliani cosa possiamo per far comprendere che non tutti siamo mafiosi? L'idea che i siciliani siano tutti mafiosi può venir fuori solo dalla testa di una persona ualsiasi rinnovamento civile Q deve prendere avvio dalla scuola. E compito della scuola educare alla legalità (Dott. Nicolò Giuseppe Francesco Fazio, Presidente Corte D Appello Tribunale di Messina). La fredda teorizzazione dei libri di testo tende sovente a creare nel subconscio del ragazzo un intrinseca repulsione verso i contenuti veicolati dai manuali. La logica semplificante, figlia del pensiero riduzionista e determinista proprio della scienza classica, che definisce la prassi metodologica della didattica tradizionale, spesso mal si concilia con la complessità dell universo giovanile, espressione tangibile della complessità del reale. Nella consapevolezza che la semplicità non è il fondamento ontologico della realtà bensì un esigenza operativa del conoscente e che dunque su di essa debbono vertere gli strumenti didattici, la scuola ha compreso che la mera erudizione non è sufficiente per realizzare una completa formazione dell alunno. Ciò è tanto più vero quando ad essere affrontate sono problematiche che interessano direttamente la vita quotidiana di tutti i cittadini, ragazzi compresi, che per la loro pregnante attualità meritano un attenzione superiore a ignorante. Se però è necessario far capire che non si è mafiosi, basta dimostrare di essere antimafiosi. L'antimafia non è un'attività che deve essere riservata solo a pochi, anzi, è un dovere di tutti. Potete quindi impegnarvi in questo senso, aderendo ad associazioni, informando chi magari non sa cosa succede sui territori, organizzando manifestazioni o eventi a favore della legalità e contro il malaffare. Con l'associazione Nazionale Familiari Vittime di Mafia, di cui sono Presidente, ho girato tutta Italia e conosciuto migliaia e migliaia di ragazzi splendidi, che ancora oggi seguono la mia attività, e che sono la forza sana di questo Paese. In che modo i ragazzi possono combattere la mafia? Come dicevo, la mafia si combatte in due modi: contrastandola culturalmente e quella che i libri di testo possono fornire loro se non coadiuvati da altri mezzi: tra esse non può non essere annoverata la legalità.. Dice ancora il dott. Fazio: il diritto è ragione, la legge lo strumento di attuazione del diritto e la giustizia è l attuazione del diritto. Bisogna avere fede nel pensiero razionale, nel diritto postulato dalla ragione. Aggiungeremo noi che non basta semplicemente nutrire una fede lontana, astratta, irrazionale, nello stato e nelle leggi ma vivere attimo per attimo, istante per istante la legalità, interpretandola non solo come un dovere, un imperativo categorico imprescindibile dalla sopravvivenza stessa del pactum unionis, del contratto sociale alla base della società, ma come la normalità, il principio fondamentale dell agire quotidiano di tutti. E percependo questa non aiutandola materialmente. Bisogna avere coraggio e denunciare le collusioni, il malaffare, la corruzione. Tutto ciò che è mafia deve essere contrastato e rifiutato categoricamente. E i n f i n e, c o s a p e n s a d i quest iniziativa del Liceo Maurolico, secondo lei è giusto che esistano dei giornalini scolastici come il nostro? Certo, l'idea del giornale scolastico è meravigliosa per due motivi: insegna ai ragazzi ad esprimersi ed a mettersi in gioco, e allo stesso tempo li aiuta a informarsi; in Italia l'informazione vive un momento molto critico, e la scuola può fare tanto. intervista a cura di La scuola incontra la legalità Federica Fusco IV E Partecipazione attiva e non fredda teorizzazione dei libri di testo il palazzo di Giustizia di Messina necessità che il Liceo Classico Francesco Maurolico di Messina ha ritenuto doveroso coadiuvare il percorso curriculare di studio della materia Cittadinanza e costituzione, gli approfondimenti sul tema della legalità e della mafia e l analisi della storia regionale, con una serie di iniziative volte ad avvicinare il mondo della scuola a quello della giustizia. In quest ottica di partecipazione e collaborazione gli alunni del progetto legalità, curato dalla Prof.ssa Maria Arcidiacono, la redazione del presente giornale scolastico e la III A coordinata dalla Prof.ssa Rosanna Rizzo, hanno dato vita ad una serie di incontri con magistrati della Procura cittadina direttamente impegnati nella lotta giornaliera, perseguita con indefesso impegno, ad ogni forma di illegalità, prima fra tutte quella mafiosa. In quest ambito, di grande rilevanza sono state le conferenze-dibattito condotte dalla III A con il Procuratore Generale della Repubblica di Messina Guido Lo Forte e dagli alunni del progetto legalità, unitamente alla redazione del Koinè, con il Dott. Fazio, Presidente della Corte D Appello del Tribunale di Messina ed i Dott. Arena e Nastasi. Nel primo caso si è trattato non di una conferenza ex cathedra ma di un con-

5 Politically (s)correct 5 fronto aperto e dinamico che ha visto la partecipazione diretta e sentita degli alunni, i quali hanno aperto i lavori con una presentazione in power point che ha ripercorso sinteticamente, fra suoni ed immagini, la storia del fenomeno-mafia nel secondo dopo-guerra. A questa hanno fatto seguito le domande dei ragazzi, alle quali il Dott. Lo Forte ha risposto con interventi chiari ed appassionati, fondendo magistralmente una lineare dissertazione teorica con esempi pratici, direttamente tratti dal suo impegno quotidiano nella lotta alla mafia. All insegna dello stesso tenore anche il secondo incontro; qui dopo una brevissima introduzione del dott. Fazio ed i ringraziamenti del dirigente scolastico del nostro liceo, prof. Antonino Grasso (era la prima volta a Messina che una rappresentanza scolastica entrava nel palazzo di giustizia cittadino), i dott. Arena e Nastasi hanno affrontato con piglio deciso e giovane, per nulla irrigidito da vieti schematismi o scostanti ritrosie, i temi caldi della giustizia: tempi dei processi, rapporti magistratura politica, separazione delle carriere, certezza della pena. Numerosi gli interventi dei ragazzi che non hanno mancato di cogliere con spirito critico e vivida curiositas la dinamica dissertazione dei due magistrati. Non c è che dire: davvero un bel modo per vivere attivamente il concetto di legalità svincolandolo dall astratta e fredda teorizzazione dei libri di testo. Lillo De Domenico III A I dati dell ultima tornata elettorale non lasciano spazio a dubbi: gli italiani sono sempre più distanti dalla politica. Un italiano su tre ha preferito infatti astenersi, e la percentuale di votanti è scesa di circa 8 punti percentuali rispetto alle precedenti elezioni (dal 72% al 64%). Tuttavia, di fronte ad un risultato evidentemente parziale poiché mutilo di una parte consistente dell elettorato, gli esponenti dei vari partiti hanno preferito cercare le ragioni di vittorie e sconfitte all interno degli schieramenti stessi, ricreando quel muro tra eletti ed elettori che sembra abbattuto in ogni campagna elettorale e che poi si ricrea per i cinque anni di governo successivi. Di fronte a dei rappresentanti che preferiscono azzuffarsi, tocca a noi comuni cittadini senza escort e mazzette interrogarci sul perché di tanto distacco tra paese reale e politica. E la motivazione che viene subito in mente è che gli italiani non sentono più la politica come parte integrante della loro vita sociale: nessuno crede più in niente, qualunque cosa venga decisa non ci interessa, le elezioni diventano una seccatura alla quale andare per fare un favore all amico politico di turno, o semplicemente per mettere una croce ed un nome su una scheda senza coscienza di quello che si va a fare. A fronte di un 36% di astenuti non ci può infatti consolare il restante 64%, fatto di elettori inconsapevoli e manipolati. In Francia il tasso di L ignoranza è forza Perché la politica vuole renderci incoscienti astensionismo ha toccato il 50%, tuttavia la presenza di un elettorato forte e consapevole ha dato una grande valenza alle elezioni, determinando la sconfitta del presidente Sarkozy. La differenza tra i due paesi sta nella capacità della stampa di creare un opinione pubblica cosciente dei fatti ed in grado di esprimere un parere elettorale netto e motivato. Ma in un Italia che si trova al 49 posto per libertà di stampa (più indietro in classifica, ad esempio, di Mali, Suriname e Namibia) quali sono le possibilità d azione per fare un informazione di qualità? A giudicare dalla recente censura ai talk show in campagna elettorale, veramente poche. Eliminare quei programmi che, seppur discutibili, aiutano la gente a rapportarsi con la realtà politica rappresenta l ennesimo tentativo, purtroppo riuscito, di annientare le coscienze critiche del paese: chiudere Annozero, Ballarò, Report ha rappresentato un secondo editto bulgaro molto più grave del precedente, con evidenti ripercussioni sul voto. Sembra purtroppo che il governo preferisca attuare una politica basata su L ignoranza è forza ( 1984, G.Orwell): lo conferma la recente scelta del Ministero dell Istruzione di escludere la Resistenza dai programmi scolastici di storia, o ancora una campagna elettorale basata su toni forti ed aggressivi piuttosto che su idee serie capaci di far riflettere la gente. Già, a nessuno serve la nostra capacità critica, qualunque riflessione è inutile, fuori luogo, superflua rispetto al concetto calatoci dall alto come verità assoluta. Dalle prove parallele ai test d ingresso, dai sondaggi alle elezioni, basta saper mettere una sintetica crocetta per esprimere il proprio parere. E infatti più facile comandare un popolo di ignoranti che un popolo di gente cosciente, e l Italia di oggi si avvia verso questa strada. Possiamo noi, cittadini comuni, permettere ad altri di agire come se non avessimo voce in capitolo? Ma soprattutto, siamo ancora in grado di opporci o la nostra abilità critica è tanto ridotta che, senza rendercene conto, siamo caduti in una situazione simile a 1984 o Fahrenheit 451, in cui l annientamento dell opinione rappresenta il passaggio da popolo a gregge? Roberto Saglimbeni I E

6 6 rima di scrivere bisognerebbe P conoscere appieno, sapere cogliere le diverse sfumature, padroneggiare l'argomento di cui si parla. Scrivere di legalità è però qualcosa che sfugge a questi concetti generali: chi può infatti stabilire con certezza cosa sia la legalità? Il significato della parola, così come è riportato sul diz i o n a r i o, n o n è e s a u s t i v o : Conformità alle prescrizioni della legge è assai riduttivo per un concetto talmente ampio ed importante come quello di legalità, del quale si può dire con certezza che non si tratta di un comportamento automatico, come ci è invece presentato dalla definizione soprastante. La conformità alle leggi è un comportamento codificato, che può essere circoscritto anche solo al semplice attenersi a delle norme senza comprenderne il senso, che può rappresentare uno strumento di massificazione delle opinioni. Il rispetto delle leggi deve invece passare sempre attraverso una coscienza critica di quello che si sta o meno violando, poiché una legge non è un fatto assoluto o immutabile e ciò che era legale 10,100,1000 anni fa non è detto che lo sia oggi. Se pensiamo alla legge del taglione, occhio per occhio, dente per dente, ci sembra una cosa barbara ed incivile, tuttavia non potremmo mai dire che sia stata illegale dato che, al suo tempo, era codificata come legge fondamentale in diverse civiltà, a partire dai civilissimi Babilonesi e dal codice di Hammurabi. E, passando attraverso secoli di leggi e legislature, arriviamo alla nostra, moderna Italia che, sfornando decreti, rende il nostro codice penale un variegato puzzle in continuo mutamento. Le leggi vanno dunque valutate in relazione al periodo storico in cui sono emanate ed applicate, e non rappresentano un fattore assoluto che garantisca Giustizia o Legalità. Parlare di legalità vuol dire dunque staccarsi da un codice ben definito di norme e ragionare in termini di rapporto con l'altro: se la libertà altrui I perché della legalità Politically (s)correct Imparare a rispettare l altro è il primo passo per un mondo più giusto inizia dove finisce la mia, la legalità è quel legame che ci permette di interagire nel rispetto reciproco delle nostre differenze, delle nostre opinioni. E' attraverso semplici esempi di questo tipo che si può comprendere come la legalità debba essere parte integrante della nostra vita, elemento dal quale è impossibile prescindere, una sorta di coscienza di ciò che è giusto fare e di ciò che non lo è che deriva dall'istruzione e dall'esperienza. I casi peggiori di degrado avvengono là dove l'assenza di una cultura e di un'istruzione alla legalità ha generato situazioni in cui la libertà altrui è un fattore trascurabile, in cui l'egoismo individuale prevarica il benessere comune. E non per questo l'assenza di legalità è legata per forza a situazioni di degrado sociale: nell'accezione che abbiamo scelto, la legalità, intesa come morale che regola i rapporti umani, è assente in egual misura ad ogni gradino della scala sociale. Manca di legalità il cittadino che non raccoglie i bisogni del suo cane, così come il professionista che non svolge bene il suo lavoro o il politico che non adempie le sue funzioni, poiché tutti e tre, nei loro campi, hanno peccato di noncuranza, indolenza, disinteresse nei confronti dei diritti altrui ad una città pulita, ad un lavoro svolto bene, ad una degna rappresentanza. Ed è soprattutto tra noi, giovani di oggi, che un crescente disinteresse nei confronti del mondo circostante è causa di un minore rispetto verso l'altro; e dato che ci si forma rapportandosi all'alterità altrui, disconoscere il diverso è un motivo di mancata crescita anche per noi. Perché, si badi bene, si può fingere di vivere in una bolla, in cui ciò che è legale è deciso da se stessi, ma nel rapportarsi con gli altri non si può imporre solo la propria volontà: la mediazione tra ciò che si vuole e ciò che si deve è data dalla legalità stessa, che diviene uno strumento potente che una società sempre più globale e multietnica ha per costituirsi ed autoregolamentarsi. All'interno della scuola, specie negli anni fondamentali del liceo, le nuove generazioni dovrebbero avere la possibilità di creare una loro "coscienza legale"; ma spesso è proprio quest'ambiente che, diventando, da luogo d'apprendimento, mero fornitore di nozioni teoriche, è il nucleo di una futura illegalità: la bravata in cortile, l'insulto gratuito o l'emarginazione del compagno, anche solo lasciare un'aula sporca e disordinata sono esempi banali che un giorno potrebbero degenerare in comportamenti incivili e di scarso rispetto dell'altro. Spetta alla scuola recuperare un ruolo primario nell'educazione degli studenti come cittadini, dedicando del tempo ad una lezione alla quale non si pensa mai ma che è la più utile di tutte: vivere, o meglio, convivere, in una società. E' facile valutare l'alunno dandogli un voto in questa o quella materia, più difficile è invece valutarne il grado di maturità, di legalità. Ma il lassismo che vige nella società non è un valido motivo per omologarsi alla massa. Imparare a rispettare è il primo passo per un mondo più giusto: a noi il compito di fare il nostro percorso sulla via della legalità; perché. se ognuno facesse il suo, probabilmente ci arriveremmo senza neanche accorgercene. Roberto Saglimbeni I E

7 Politically (s)correct La pedofilia nella chiesa ei recenti e passati episodi di D pedofilia in ambito ecclesiastico ho provato solamente un malsano senso di disgusto e ribrezzo, che mi hanno fatto pensare a come l uomo, per quanto parli di buona condotta e rispetto per le persone altrui, soprattutto in campo religioso, non impari mai dai propri errori. Tuttavia, l essere moralista talvolta potrebbe tediare gli ascoltatori, ma l astenersi dal formulare un qualsiasi giudizio critico nei confronti di simile ipocrisia e distruzione della psiche umana sarebbe alquanto impossibile; dunque non fatecene una colpa, diceva il buon vecchio Puck, in qualche modo rimedieremo. Ledere una persona con lo stupro è una cosa che da molti è definita disumana, da altri immorale, da altri ancora inaccettabile; ma rovinare per sempre un bambino con lo stupro è una colpa che non si toglie facilmente con le confessioni in chiesa. È questa un uccisione psichica quotidiana del bambino: egli si trova incapace di definire il suo stato di perenne inquietudine, tanto che una piacevole carezza potrebbe essere rifiutata con paura e timore di essere violentati; si ritrarrebbe con dispiacere e comincerebbe a gemere per gli incubi che potrebbe aver subito in qualche buio scantinato o prima della funzione domenicale, per vedere in seguito il precettore, il moralista, il prete declamare un orazione ai fedeli ammonendoli di amare il prossimo e di non fare agli altri ciò che non vorremmo fosse fatto a noi; e intanto guardare il fanciullo in un angolo distogliere lo sguardo da quel vile ciarlatano, e non corrugare il proprio viso nemmeno di fronte alla colpa delle proprie scelleratezze. Ritengo che la fede sia un dono, non tutti la trovano e non tutti ne hanno bisogno; alcuni credono nell Amore, altri negli uomini, altri nella speranza, altri in Dio; Dio si sarebbe fatto uomo, avrebbe predicato e avrebbe impartito le dottrine d amore e di fratellanza al genere umano. Gli uomini hanno fatto propri questi insegnamenti e per duemila anni la storia del cristianesimo ancora va avanti. Credo che gli ideali del cristianesimo siano fra i più belli e utopistici della storia dell umanità, molto simili agli ideali del comunismo, in realtà: entrambi si prefiggono l uguaglianza di tutte le persone, senza alcuna distinzione, e questa è una buona causa che portiamo a- vanti da molti anni, ma che nell effettività delle azioni compiute non abbiamo mai realizzato. Troppi interessi vagano per le nostre menti: un medico vorrebbe avere lo stesso stipendio di un operaio di fabbrica? Ai c o n t e m p o r a n e i l ovvia sentenza: certo che no. Un buon salario fa comodo a tutti e nessuno vorrebbe trovarsi sul lastrico o elemosinare un po di soldi. Ma ecco che subentra in me una strana sensazione: un misto fra odio, rabbia, stizza, dolore, e la domanda: come si permette un uomo di violentare un altro uomo? Chi gli concede simili atti osceni? Egli stesso se lo permette, in quel frangente di follia, in quell attimo in cui si perde la coscienza d essere animali razionali, ogni barriera viene abbattuta e si è fuori dalla grazia divina: e così si perde la fiducia negli uomini che pensavamo non ci avrebbero mai tradito con il loro membro virile. È dunque giusto dare la colpa al Papa? Sono convinto che è sempre meglio trovare un corretto giudizio, dopotutto nel mezzo giace la virtù: da una parte ritengo che la colpa ricada direttamente su chi ha commesso questi atti e continua con l indifferenza dell intero mondo a perpetrarli, dall altra colui che incarna la chiesa umana visibile dovrebbe impegnarsi a indagare più a fondo su simili azioni, che spesso vengono taciute dalla chiesa stessa per non generare scandalo. Quindi non si ammette di essere imperfetti: pur di proteggere lo splendore e la fastosità del Vaticano, che rappresenta per molti il vero faro della cristianità e soppianta ciò che dovrebbe davvero indurre la fede negli uomini, ovvero la fede stessa, si annienta la persona violentata con l indifferenza generale di persone intente a guardare un pontefice da una finestra, piuttosto che aiutare il prossimo come il Dio 7 E fu così che anche i preti conobbero il peccato della carne cristiano ammonisce di fare benevolmente. Molti atei sono stati accusati a sproposito di essere materialisti e insensibili perché non credenti in Dio: sono invece convinto che il Papa è il primo ad essere materialista, dal momento che vive in uno degli edifici più sfarzosi e lussuosi del mondo, e, talvolta, insensibile ai problemi del mondo cristiano, come gli episodi di pedofilia; certo, nella storia gli atei hanno commesso pure i loro errori, e non sono da giustificare per questo: basti pensare alle dittature comuniste, che, per quanto credessero di essere la migliore politica (come sovente o sempre accade a tutte), non riuscirono nel proprio intento. Ma il loro impegno fu comunque di stabilire uguaglianza, cosa che è stata tentata, spesso o quasi sempre con insuccesso. Mentre nel Cristianesimo se si commette un torto a una persona subito a confessarsi, confidando nel perdono ed in una discutibile giustizia ultraterrena. Ma la vita non è un dono inestimabile? Ma la vita non è sacra, così sacra che qualsiasi torto alla vita stessa indurrebbe una punizione divina? Basta un secondo per essere totalmente dominati da un i- stinto animalesco, proprio come questi preti. Con queste mie parole non voglio incolpare i cristiani d essere stati i responsabili di simili gesti efferati, ma voglio rivolgere loro una parola: riflettete di essere soggetti alla volubilità dell essere umano, una semplice preghiera di fronte alla statua di qualche Madonna non servirà ad ottenere il Paradiso, ma a rendervi semplicemente delle persone egoiste che aspirano a un precario benessere, e non alla felicità. Che rabbia se penso a quei bambini: una vita che non ritornerà mai più. Meditate che questo è stato. Antonio Zaccone II F

8 8 Le persecuzioni non sono finite Rischiamo che l assurdo diventi pensiero comune i deridono, ci diffamano, bestemmiano il nostro Dio, ci perseguitano. C Già, ci perseguitano ancora, dopo duemila anni di storia, di progresso, di evoluzione. Dopo duemila anni ancora non dobbiamo sentirci liberi di esprimere ciò che siamo e di credere fermamente in qualcosa, perché ormai è una moda venir contrastati. Tutta questa premessa per esprimere alla fin fine un solo concetto: mi rendo conto, con il passare dei giorni, di quanto la società sia diseducata alla religione, perché non faccio altro che sentire offese al Papa, alla cristianità, a me stessa, poiché faccio parte della comunità credente. Ogni giorno mi trovo a contatto con gente che non ha il minimo rispetto per il Dio in cui credo, e che non ha voglia di stare a sentire le stupide dottrine degli altri; mi trovo a contatto con gente che rimane chiusa nella propria ignoranza, nella propria volgarità, ma a loro sta bene così. Di certo non sono la prima né l'ultima che, una sera primaverile, butta giù qualche riga per formare un articolo, ma più che articolo uno sfogo contro tutto quello che sente quotidianamente; ma di certo, avendo questa occasione, scrivo. Scrivo sul vero problema di tutto: la Chiesa. Questa istituzione è scomoda. E' scomodo un Papa che, a detta di alcuni, vivrebbe nel lusso e farebbe solo i suoi comodi; un Papa che si imporrebbe sulla politica e sulle leggi, e che, quando i servitori di Dio, ovvero i preti, sono accusati, li difenderebbe a spada tratta. Però, la Chiesa, a mio modesto parere, non è che una messa in pratica di tutti i a superiorità che l'uomo ha acquisito sulle altre specie è sempre con- L seguenza -o almeno così ci dicono- dell'intelligenza. Invece io dico che l'uomo si impone sulle altre creature perché crudele. L'uomo per motivi economici fa guerre e uccide bambini innocenti, senza alcuna pietà perché pensa che quello che fa sia giustificato dal fatto che sia per una buona ragione, perché noi uomini siamo bravi a dogmi della religione cristiana ma, essendo gestita da esseri umani, proprio come volle Gesù, è ovvio che abbia dei problemi interni. Purtroppo, se vogliamo parlare della pedofilia dei suddetti preti, le accuse ci sono, e anche gravi, solo che il fatto che fa scalpore è che siano proprio dei "preti", degli uomini "senza macchia" in poche parole, coloro che hanno compiuto questi atti vergognosi. Se l'avesse fatto qualche altro personaggio del mondo, la notizia sarebbe apparsa nei telegiornali e, poi, scomparsa velocemente come al solito, ma siccome sono dei personaggi di Chiesa ad averlo fatto, l'efferato atto fa scalpore. Ma il fatto di appartenere a questo movimento ecclesiastico non deve farci dimenticare che sono esseri umani come tutti gli altri, e che come gli altri devono pagare (e che evidentemente la loro non fu vera vocazione). Se poi dobbiamo parlare della ricchezza della Chiesa, della sfarzosità degli ambienti, e di tutti i possedimenti ecclesiastici, è veramente assurdo pensare che vendendo ciò che appartiene al Vaticano si possano risolvere problemi quali la fame del mondo, come hanno azzardato dire. Infatti ad esso appartengono monumenti e opere d'arte del valore storico oggettivamente inestimabile perciò, anche questa è solo una falsa accusa da additare alla Chiesa. Per quanto riguarda le questioni politiche, oh sì, la Chiesa prende spesso delle posizioni ben precise, ma credo che sarebbe strano se non lo facesse! Mi spiego meglio, se sull'argomento dell'aborto, ad esempio, la Chiesa si ponesse Papa Benedetto XVI La crudeltà dell uomo Politically (s)correct a favore, andrebbe contro il messaggio cristiano di Gesù, che inneggiava alla vita e a questo diritto innegabile, anche perché non si può accettare che siano degli uomini, e non Dio, a decidere per la morte di un essere vivente (perché un feto vive!); e inoltre, chi si mette in condizioni di una probabile fecondazione, bisogna anche che si prenda le proprie responsabilità, e qualora non volesse il nascituro, c'è pur sempre l'adozione disponibile. Ebbene, alla luce di tutto ciò, spiegato cosa per me sia la Chiesa, provate ad entrare per un attimo nella mia mente, e provate ad immaginare la mia reazione all'affermazione: "Non mi va di credere, non mi va di pensare che ci sia qualcosa che mi comanda, non mi va di stare al servizio di un'istituzione". Bene, a questo punto ognuno di noi dovrebbe rifiutare, oltre il Papa, anche il presidente della Repubblica, o del Consiglio, ma non mi dilungo ancora. La fede cristiana, a mio parere, prescinde dal comportamento squallido e scorretto di alcuni membri della Chiesa, anche perché questi sono una minoranza, dato che, per esperienza personale, ci sono molti sacerdoti che seguono la propria strada con impegno, vocazione e con la voglia di coinvolgere nella cristianità soprattutto quei giovani che oggi, di religione, non vogliono saperne niente. Se tu credi, in conclusione, credi e basta, non ti preoccupi se nel Vaticano ci sono i decori d'oro, non ti fai influenzare dalla politica, se credi, credi. E se, invece, il fatto che ci sia un'istituzione, un qualcosa più grande e più potente di noi, porta a distaccarti dalla fede e dalla religione, allora puoi continuare a perseguitarci, ma fammi il favore, prima, di informarti. Sophia Sorrenti I F parlare, perché per noi c'è sempre una buona ragione per uccidere. Siamo fantastici nel trovare giustificazioni, ma meno bravi a trovare ragioni logiche per i gesti che compiamo. Certo, non tutti gli esseri umani uccidono, ma non esiste essere umano che compia sempre del bene, in questo mondo ogni uomo fa del male: santi, criminali, "brave persone", tutti fanno del male. Basta pensare che il 99% dei ragazzi maschi appena litiga, o semplicemente si secca con un suo amico, dice "Ora gli spacco la faccia". E un pensiero: spesso non succede niente dopo che si pensa, però, già il fatto che si pensa è grave. I pensieri così vengono bloccati dalla razionalità non dall'essere buoni. Cosa vuol dire essere buoni in un mondo dove tutti siamo cattivi? Essere buoni vuol dire solo essere meno cattivi, non potremmo mai definirci buoni, siamo tutti colpevoli, abbiamo tutti fatto soffrire qualcuno, siamo tutti figli di un mondo crudele che fa guerre e che uccide poveri bambini. A soli pochi chilometri da noi ci sono conflitti, come quello del Congo, che devastano intere popolazioni, ma i nostri tg non ne parlano mai, preferiscono parlare dei regali preferiti a San Valentino dalle donne. Alla fine a chi interessa che in Congo o in qualche altro posto lontano da noi accadono cose terribili? Alla fine già i

9 Agri-cultura latini dicevano "Mors tua vita mea". Che bel destino quello di noi uomini, fare del male e soffrire, perché soffrire? Perché ogni volta che si compie qualcosa di sbagliato, che si pensa qualcosa di crudele, è una ferita per tutti gli esseri umani perché ogni volta che si fa qualcosa di crudele non si è giusti e quando non c è giustizia, c è guerra. Non c è nulla da fare purtroppo, è così che va avanti questo mondo. E difficile cambiarlo, spesso è più semplice scappare via lontano dagli uomini e dalle persone. Oppure si può Haute couture uesto articolo ha lo scopo di confutare quel diffuso sentimento Q (infondato) di astio nei confronti delle persone che hanno molta cura di se stesse e del proprio guardaroba. Disegnare vestiti, e fare attenzione a come vestirsi, è una cosa molto superficiale, verissimo. E chi potrebbe negarlo? Ha forse uno scopo sociale? Ha forse mai salvato qualcuno un vestito? Impiegare delle ore davanti all armadio, comprare montagne di vestiti nuovi, disperarsi davanti alla scomparsa del proprio numero di un paio di scarpe, è davvero inutile, è vero. Eppure, chi di voi oserebbe accusare Caravaggio di aver perso del tempo? Utilizzare dei pennelli per stendere su dei fogli del colore e creare forme è del tutto inutile. Per citare Wilde: Possiamo perdonare un uomo di aver fatto una cosa utile se non l ammira. L unica scusa per aver fatto una cosa inutile è ammirarla intensamente. Tutta l arte è affatto inutile. Sì, signori, sto osando dire che gli stilisti sono artisti. Che disegnare abiti è arte. E che una donna vestita impeccabilmente, è un opera d arte. Si potrebbe obiettare che, mentre l arte è intramontabile perché espressione dell infinito, i vestiti con gli anni non piacciono più. Beh, io rispondo che la sensibilità di un uomo moderno è più facile che venga suggestionata da un opera di Andy Warhol che da una di Botticelli. Certo però, non si permetterebbe mai di dire che La Venere è brutta. La verità è che i gusti, nella pittura come nella scultura, cambiano col susseguirsi delle epoche, col succedersi di movimenti artistici: al Rinascimento è succeduto il Barocco, e poi il Neoclassicismo. Nella moda è lo stesso, solo che cambia più velocemente. Questo non significa che al giorno d oggi qualcuno si possa permettere di criticare un abito di Valentino degli anni 80 solo perché fuori moda. Ma sto semplificando la questione: spesso gli stilisti disegnano cose orribili. Spesso sono troppo vistose, troppo trasparenti, troppo volgari. Ma ognuna di esse ha il suo significato. Non tutti i capi tendono all eleganza, alcuni vogliono solo significare qualcosa: che sia trasgressione, che sia allegria, che sia esuberanza. E così si cade negli eccessi. Ma per capirlo, bisogna ammettere che vestire non è solo apparire, vestire è esprimersi, dire chi siamo, l abito rispecchia il carattere e l umore. Non credo che indosserò mai uno dei vestiti che ho visto in passerella (né che lo faccia nessuno), è che quei vestiti sono stati creati per essere un pezzo di storia, non per essere indossati. Sono stati creati per dare la possibilità all artista di dire al mondo io non ho paura di fare dei buchi in una maglietta! e per permettere ad altri di copiarlo o ispirarsi a lui (rendendo accortamente il tutto meno vistoso) e per far entrare la moda nelle nostre case. Ma la moda è altro rispetto all eleganza. La moda è un vezzo: si può essere alla moda senza essere eleganti. Ovviamente parlo dell haute couture, non delle ragazzine che indossano Pinko e Air max e si sentono alla moda. La moda è un gioco, è come il calcio: diventa mania, ma è solo un gioco. Cambiano i giocatori, gli allenatori e gli arbitri ma le regole sono sempre quelle: mai farsi portare fuori dal proprio stile, mai dimenticare che è l armonia che deve regnare. L eleganza consiste nel saper distinguere quando è il momento di indossare un vestito sgargiante o uno sobrio, nel saper capire qual è l età in 9 provare a resistere, si può provare a sognare, e a sperare. Finché esisteranno sognatori e gente che spera il mondo non finirà. la moda passa, lo stile resta. [cit. Coco Chanel] Federica Fusco IV E cui ci si può permettere di indossare un rossetto rosso o un tailleur, nel capire quando una gonna corta è sexy e quando è volgare. Si dovrebbe sempre fare uno sforzo in questo senso, cercare di capire che cosa è adeguato e cosa non lo è. La bellezza è adeguatezza dice Muriel Barbery, ed è vero. E bisognerebbe sempre cercare di essere eleganti, che si indossi un jeans o un abito da sera, bisogna sempre cercare di trovare l armonia nei vestiti. Avere la chiave dell eleganza significa capire le economie interne ai colori, alle decorazioni. L eleganza significa non cedere a regole fasulle: un blu può stare bene con un nero, come può essere il peggiore abbinamento mai esistito; il cuoio NON sta su tutto; non è che se hai la Louis Vuitton puoi permetterti di portarla anche se sei in tuta. L eleganza è, inoltre, saper scegliere i vestiti adatti a sé: una ragazza bassa spesso non può permettersi di mettere un vestito corto, in tante dovrebbero evitare i pantaloni a vita bassa e le magliette corte. Si dovrebbe riconoscere l importanza del vestirsi bene solo solo per il puro piacere estetico che comporta. Vestirsi bene è un pezzetto di vivere in mezzo alla bellezza, di incarnarla ogni giorno, di uscire e sapere che chi ti guarda è partecipe del tuo piccolo varco nella bellezza universale. Una donna elegante è un pezzo di paradiso, e vi prego, non confondete l eleganza con lo snobismo perché credetemi, la donna elegante non coincide con la donna snob, essa resta semplicemente intoccata dalla volgarità che le sta intorno. In conclusione, non spero che quest articolo vi faccia staccare il ritratto della Gioconda nella vostra camera per sostituirlo con quello di Audrey Hepburn in tubino nero, guanti e diadema, spero solo che da adesso in poi, la mattina, penserete che, in potenza, siete un pezzetto di bellezza, e che smetterete di criticare chi esce da casa sperando di esserlo. Silvia Sturlese II F

10 22 10 Agri-cultura ccentrica, sgargiante, lugubre, E imprevedibile. E per ora il fenomeno della musica, regina delle classifiche italiane, europee e statunitensi. Chi non balbettava la scorsa estate Fenomeno Lady GaGa La pazza storia della italo-americana Stefani Joanne Angelina Germanotta mama-mama-maaa.. po-po-po-poker face po-po..poker face? E chi, poi, non ha cantato fino alla nausea con gli amici o sotto la doccia PAPA- PAPARAZZI? Stefani Joanne Angelina Germanotta, in arte Lady GaGa, è l artista del momento. Che sia amata, che sia odiata, che sia invidiata, che sia criticata, che sia venerata non importa. L importante è che si parli di lei, anche attraverso le critiche più pesanti. Spesso, infatti, non viene considerata una vera cantante, ma piuttosto un egocentrica che vuole fare scandalo cantando d amori tutt altro che platonici, di soldi e di fama. Ma dietro quei vestiti esagerati, dietro le sue parrucche e le sue melodie orecchiabili si nasconde una valida artista. Nata nell 86 da genitori palermitani, a 4 anni comincia a prendere lezioni di pianoforte e scrive la sua prima ballata per piano a soli 13 anni, una vera enfant prodige. A 17 anni ottiene l ammissione anticipata alla Tisch School of the Arts e pochi anni dopo, spinta dal suo spirito di intraprendenza e dalla voglia di essere totalmente indipendente, lascia la famiglia lavorando come cameriera e spogliarellista. A quei tempi Stefani non era come ora la conosciamo. Il fisico, oggi asciutto, era più morbido e il seno pieno dell artista era spesso oggetto di battutine da parte di amici e professori di teatro. I capelli, oggi color platino, erano neri. Pur vivendo bene con le proprie forme, Stefani Joanne comprende l ingiustizia del mondo dello spettacolo, ricostruisce la propria immagine e si dà un nome d arte: Lady GaGa (omaggio a Freddie Mercury e alla sua Radio Ga Ga ). E pian piano si fa largo tra la folla, venendo assunta come cantautrice per artisti del calibro di Fergie, Pussycat Dolls, Britney Spears e New Kids on the Block. Ma è grazie alla collaborazione con Akon che può farsi davvero strada lavorando al suo album di debutto, The Fame, contenente 16 tracce che vanno dallo stile R n B di Starstruck, alla tanto ballata Poker Face, alla lenta e struggente Brown eyes. Il primo singolo estratto è Just Dance, che fa schizzare Lady GaGa ai primi posti delle classifiche europee, seguito dal secondo singolo a scopo promozionale Beautiful, dirty, rich. In Italia Lady GaGa spacca (come direbbe un assiduo frequentatore del Gilez ) grazie a Poker Face, canzone dal sound che ricorda un po Madonna, artista a cui (insieme a Michael Jackson ed i Queen) la giovane Lady si ispira. E per chi credeva che Lady GaGa sarebbe stato solo un tormentone estivo, nelle radio suona per tutto l autunno Paparazzi, singolo che in Italia è uscito al posto di L o v e G a m e. Paparazzi accresce la fama della cantante, ma le fa guadagnare anche molte critiche, soprattutto in Inghilterra. Il video integrale infatti, di ben 7 minuti e 43 secondi, a base di contenuti sessuali e violenti, vede come protagonista la stessa cantante, che, oltre ad essere vittima dei pressanti Paparazzi, viene spinta giù dal terrazzino della propria villa dal fidanzato, non realmente innamorato di lei, ma piuttosto innamorato dei suoi soldi. Lady GaGa, sopravvissuta, finisce sulla sedie a rotelle e prepara la propria vendetta: uccide l ex con un cocktail velenoso per poi tornare all apice del successo. In fine viene rinchiusa in carcere. Il video inquietante e a tratti scandaloso è un esasperazione dei lati negativi dell essere celebrità ed in esso la rivista Rolling Stones ha visto un omaggio al film di Hitchcock La donna che visse due volte. Al concerto di capodanno a Miami, Lady GaGa torna a stupire i propri fans. Durante l esibizione, i nfatti, p recisam ent e d urante l esecuzione della hit Paparazzi, l artista inscena la propria morte. Una situazione degna della cena Trimalchionis, in cui Lady GaGa si fa impiccare lasciando il pubblico nel panico. Con Bad Romance, primo singolo del suo secondo album The Monster, ipnotizza e incanta milioni di persone. Ed è con l ultimo video, uscito lo scorso 12 Marzo, del brano Telephone che arriva una nuova valanga di polemiche. Il video è la continuazione di Paparazzi : la cantante finisce in un penitenziario femminile, dove regna il cattivo gusto, il kitsch e la violenza. Ad attenderla fuori dal carcere, una prorompente e sexy Beyoncè che diviene complice La cantante Lady GaGa dell ex detenuta in un omicidio di massa in un fast-food. Arma del delitto di nuovo un veleno. Le due cantanti si dileguano inseguite dalla polizia. I simboli dell America contemporanea ci sono tutti, eppure tutti ribaltati ed esasperati con evidenti richiami a Madonna, P rince e T arantino, con l onnipresenza parodistica di prodotti commerciali (le lattine di Coca-Cola vengono usate come bigodini) e con un immagine della donna degradante, violenta e scurrile. Possibile che Lady GaGa sia solo scandalo, parrucche e abiti firmati Dolce&Gabbana, Armani, Prada? Ebbene NO! Lady GaGa lotta anche per i diritti degli omosessuali e ha definito la marcia del 12 ottobre 2009 per i diritti dei gay il primo momento importante della mia carriera. Una giovane piena di sorprese, che sconvolge con la sua trasgressione, figlia di tempi malati in cui ciò che realmente conta è l apparire, una ragazza piena di talento in cui il genio e la follia si mescolano, perdono i contorni e diventano una cosa sola. Questa è Lady GaGa. Lady Laura Kohnke IIIB

11 Agri-cultura D a piccolo guardavo lo scaffale pieno di bambole di porcellana. Mi alzavo in piena notte e fissavo quegli occhi vuoti, quelle pupille di vetro, quegli sguardi gelidi. Non riuscivo a stare quieto. Ma Le bambole mi piaceva quella sensazione, guardare quegli occhi privi di vita. Era un po come fissare un cadavere. Tanti cadaveri uno accanto all altro. Montagne di cadaveri. Ogni tanto una di loro mi parlava. Io non rispondevo. Stavo semplicemente là, fermo, ad ascoltare. La sua voce era agghiacciante. Stridula. Non osavo interromperla. Non aprivo bocca, neanche quando mi faceva qualche domanda. Nel buio della casa, inginocchiato sul pavimento gelido, Pensieri e poesie: la forza della parola Per voi la parola è... esplosione, che distrugge il vostro silenzio! Perciò custodite la parola, non sprecatela! Siate duri, siate chiari! Ogni parola è un pericolo! Poiché la parola è un'arma!. rovare un altro modo di interpretare la realtà ha sempre interessato T l uomo: cercare di percorrere vie mai battute, sentieri nuovi per giungere alla fine ad una nuova e propria visione del mondo. In questa ricerca, ruolo essenziale svolge la parola, il mezzo più nobile con cui l uomo riesce a comunicare agli altri i suoi sentimenti, affidare loro i suoi stati d animo, proponendo una sua percezione di ciò che lo circonda. Sulla forza del linguaggio e sulle sue infinite vie, a lungo si è dibattuto nell antichità giungendo con i sofisti alla conclusione che «la parola può rendere forte un discorso debole e debole un discorso forte», può cioè essere indirizzata affinché taluno sia messo in buona o in cattiva luce. A proposito di questo, il sofista Gorgia di Lentini, sostenendo che sono le emozioni a spingere gli uomini ad agire anche contro le leggi e le convenzioni sociali, dice che proprio queste emozioni sono suscitate dal potere incantatore della parola. «Il lògos» - scrive nell Encomio di Elena - «è quel gran dominatore (µέγας δυνάστης) che, con corpo piccolissimo ed invisibile, sa compiere cose straordinarie; riesce infatti a calmar la paura, a eliminare il dolore, a suscitare la gioia, ad aumentar la pietà». Intrinseca alla parola, e- spressione più alta, «superba prima arte», come la definisce Kant, è di certo la poesia. Il filosofo tedesco la considera inoltre «il mezzo più idoneo per risvegliare l Eterno, la bellezza, la grazia che vivono ed aspettano di venire alla luce». Infatti, così come un blocco di marmo posto davanti ad uno scultore è già vivo ancor prima di essere scolpito, perché il suo futuro è nella mente dell artista stesso, anche un panorama, bello già di per sé, aspetta solo qualcuno che ne canti la sua bellezza, risvegliando in esso quell esplosione di colori o quel particolare che lo ha reso pieno di grazia. In tale modo, il blocco di marmo diverrà senz altro una statua e quel panorama una poesia. Può accadere invece, come fa presente Giambattista Vico che una cosa che appare insensata trovi «un senso e una passione» attraverso «il più sublime lavoro di poesia». Infatti, ciò che sembrerebbe incomprensibile o irragionevole può risultare chiaro e pieno di pàthos se si esalta anche quel minimo particolare più razionale così da rendere sensata tutta la poesia. Anche oggi, ciascuno si 11 (Friedrich Wolf, da L'arte è un'arma ) sforza di trovare significati che possano apparire sempre sensati. Infatti ogni oggetto se costruito intorno ad un sublime lavoro di poesia riesce a produrre un accezione positiva, un attrazione magnetica ed una grande passione. Di tutt altro avviso è l italiano Umberto Saba che rifiuta in poesia ogni sorta di artificio. A suo dire, l uomo deve rappresentare solo la propria visione del mondo. Per lui, poesia onesta è appunto quella che rifiuta ogni parola che non corrisponda a questa sua percezione. «Al contrario è poesia disonesta quella che finge passioni che non ha», quella caricata di eccessiva pomposità che per la vanagloria commette «peccati contro lo spirito» per il solo e meschino fine di giungere ad una «strofa più appariscente» e ad un «verso più clamoroso». E opportuno, in realtà, limitarsi a ciò che, se pur in maniera modesta, ispira il genio creativo dell artista. Quest ultimo quando scrive, forse inconsciamente, è immerso, come dice Varrone nel De Lingua Latina, dentro il Santuario delle origini del nostro linguaggio risalenti al tempo del re. Su questa linea, Elio Vittorini trova lo scrivere una «fede in una magia» che permette all uomo di arrivare là dove già aveva provato a giungere inutilmente la ragione. In questo prodigioso incanto perfino un avverbio può «recuperare il segreto che si è sottratto ad ogni indagine», ovvero ridare alla parole quel senso primitivo ormai perso. Claudio Staiti II A rimanevo con gli occhi sbarrati a fissare la bambola che parlava. Dopodiché mi alzavo e tornavo a letto. Il sonno non arrivava subito. Un brivido correva lungo la schiena. Cercavo in tutti i modi di dimenticare quello che la bambola mi aveva rivelato. Ma le sue parole non volevano lasciarmi. E io, tormentato, non dormivo. Occhi spalancati nel buio. Due lune nella notte. Giacomo Maria Arrigo III C

12 10 12 S ignora Madre è notte fonda, mi sono alzata e sono venuta qui a scrivervi. Questo l inizio di Stabat Mater, titolo subito riconducibile alla liturgia cattolica ed alla musica; è infatti una preghiera di Jacopone da Todi che ricorda la passione di Cristo e la sofferenza di Maria, canto celebre per la bellezza dei versi e per il fatto che veniva recitato durante il rito della via Crucis. Il termine Mater è scelto per anticipare forse al lettore il tema di fondo del racconto. Cecilia è una ragazza di sedici anni che vive, da quando alla nascita è stata abbandonata, presso l Ospitale della Pietà a Venezia. Il suo pensiero è costantemente rivolto verso sua madre, i cui contorni cerca sempre di immaginare qualsiasi sia la sua occupazione. Ogni parola che scrivo è soltanto un altro modo per dire il vostro nome, il nome che non conosco. Anche se scrivo cielo, terra, musica, dolore, io sto scrivendo sempre e soltanto mamma. La ragazza soffre d insonnia ed è di notte che l angoscia l attanaglia e si rifugia in cima ad una scala, in un luogo segreto dove approfitta della solitudine e del silenzio per scrivere a quella madre sconosciuta, interrogandosi sulle ragioni che possano averla indotta ad abbandonarla. Il malessere che Cecilia vive è trasportato anche nelle descrizioni che fa dell orfanotrofio, delle sue compagne, delle suore e dei sacerdoti. La ragazza manifesta un profondo legame, inoltre, con la morte e con la musica. La signora dalla testa dai serpenti neri, che ricorda la mitologica Medusa, è Maddalena, una vicina di letto che diventa l interlocutore immaginario in cui Cecilia cerca sostegno. Nemmeno la musica sa renderla serena: sa suonare benissimo il violino ma per S Stabat Mater è un unica grande ininterrotta confessione a quella Signora Madre i cui contorni Cecilia cerca invano di immaginare. La narrazione però, più che un dialogo, si presta ad essere interpretata come un monologo in cui la protagonista ci narra la storia di quella che è solo una delle tante ragazze dell Ospitale, ma forse la più speciale. Come mai ha scelto questa tecnica narrativa? Volevo entrare dentro il suo stato d animo, quindi mi interessava capire come ci si sente ad essere gli ultimi, anche in senso evangelico. Questa ragazza di 15 anni è veramente una degli ultimi della società perché oltre ad essere priva di tutto è anche una donna, cosa che all epoca era uno svantaggio ancora maggiore. Quindi dal suo punto di vista sono riuscito a capire come, in questa situazione angosciosa e priva di libertà, possa arrivare qualcosa di luminoso che dia una svolta alla sua vita. Questa svolta la dà l arte, la musica, un maestro, una persona che ti sconvolge in una proposta radicalmente diversa da tutto quello che hai intorno. L impressione della musica che il suo libro ci lascia è quella di una forza dirompente che scorre nelle vene. Dice Cecilia: In un ora io sono stata musicalmente grandine, musicalmente afa, musicalmente gelo, musicalmente tepore, musicalmente piedi intirizziti, musicalmente pioggia leggera. Da dove ha preso la convinzione che la musica sia una potenza che stravolge, qualcosa che può essere suonata segretamente nel nostro animo? Ho preso questa convinzione, sensazione, dalla mia esperienza della musica e dell arte in generale. Alla fine, tutto quello che noi chiamiamo cultura e che studiamo a scuola non è nient altro che il meglio dell umanità che ci hanno dato e ci danno persino i morti. Sia nella letteratura, nella pittura, nella scultura o nella poesia è Intervista a Tiziano Scarpa Signora madre, è notte fonda Intervista all autore di Stabat Mater Tiziano Scarpa Stabat Mater, premio strega 2009 lei il suonare è un abitudine come le altre, fondata però sulla menzogna. Infatti le ragazze dell Ospitale suonano nascoste dalle grate della Chiesa così che il volto di Cecilia e delle altre passi inosservato. Tra tutti coloro che abitano l Ospitale, l unico uomo che Cecilia può osservare da vicino è Don Giulio, l anziano prete che educa le fanciulle e compone musica per loro. Ma Don Giulio scrive musica da una vita, non ha più idee, non ha più ispirazione e Basta dare un occhiata agli spartiti per capire che Don Giulio non ne può più. Scrive per inerzia. A sostituire Don Giulio viene un giovane maestro di musica, Don Antonio che porta una ventata d aria nuova, risvegliando in Cecilia nuove emozioni. Scarpa immagina, al contrario di come accadde veramente, che proprio presso l Ospitale, Don Antonio, che altri non è se non Antonio Vivaldi, componga e faccia suonare alle orfane le sue Quattro Stagioni. Ma il desiderio di Cecilia è un altro e giunge a piena maturazione solo alla fine del libro, nelle ultime pagine, cogliendo di sorpresa il lettore: Voglio sentire il suono delle cose senza suonarle - dice Cecilia- Voglio uscire di qui e fare rumore, soltanto rumore. Avendo questa sensazione, lei sente la necessità di andare oltre quegli sguarci di realtà osservati in rare occasioni. Signora Madre, questa è l ultima volta che vi scrivo, sono fuggita dall Ospitale. Abbiamo avuto il piacere di incontrare, in occasione dell Incontro con l autore, Tiziano Scarpa che si è gentilmente intrattenuto con noi, rispondendo alle nostre domande. (a cura di Claudio Staiti II A) come se tutti gli uomini e le donne che sono vissuti e che vivono attualmente ci dicessero: Ti do questa cosa bellissima. E il meglio che ti posso dare. Te lo dono. E questa non è una cosa solo da studiare, ma ti può possedere, far fare delle scelte. La musica, in particolare ti possiede interamente. E l unica arte, per esempio, che ti fa ballare; non si balla davanti un quadro o ad un film. Che significa ballare? Dire ad un arte: Sono tutto tuo, cioè non mi limito a capirti con l intelletto, con le emozioni, ma ti impersono. Quindi credo che la musica si presti bene a rappresentare qualcosa che ti cambia, ti piglia tutto. Chi o che cosa è riuscito ad ispirarla per un personaggio così complesso come Cecilia? E stato difficile immedesimarsi in questa protagonista per uno come lei che ha avuto, come fa presente lei stesso nelle note a fine libro, sin da piccolo l amore ed il calore di una famiglia?

13 Intervista a Tiziano Scarpa Tiziano Scarpa posa con una copia di Koinè Beh, fa parte dell immaginazione, della fantasia di chi scrive storie mettersi nei panni degli altri, anche delle persone che non ci assomigliano per niente. Ci sono autori e autrici che hanno immaginato di essere degli assassini ferocissimi, pur essendo persone per bene, miti. Per capire come dovessero sentirsi le ragazze dell Ospitale, in particolare, ho ascoltato con molta intensità la musica di Vivaldi. Vivaldi ha lavorato per 35 anni in questo orfanotrofio, oltre a fare un sacco di altre cose, perché era un prete un po speciale, e ascoltava e frequentava queste ragazze per insegnare e comporre per loro. Allora mi sono chiesto se avesse pure fatto attenzione al loro stato d animo e, scrivendo per loro questa musica anche se si trattava di musica sacra, se quindi dietro le preghiere che le ragazze cantavano, lui ci avesse messo dentro anche il loro stato d animo. Quindi quando ascolto i concerti e le esecuzioni di oggi, forse sto ascoltando come si sentivano e come le ragazze dell Ospitale si autorappresentavano, con la loro ambizione, il loro sconforto, la loro tristezza, il loro desiderio di una vita migliore. Quindi così mi sono immedesimato: ascoltando molto Vivaldi e le voci femminili che la sua musica contiene. Come reputa il contesto, anche molto attuale, di omologazione qual è l Ospitale? Ragazza davanti allo specchio, Picasso Dite bene, omologazione. Ma non è un vero e proprio conformismo. Quella è un istituzione ben intenzionata, totalitaria senza volerlo Ma per organizzare la vita di queste ragazze, all epoca era necessario privarle della libertà; l alternativa era quella di buttarle povere nella strada. E la tipica situazione tragica dove spesso c è una colpa fatta da un innocente. L esempio più ricorrente è quello di Edipo. Questi mica lo sapeva di aver ucciso suo padre o di aver sposato sua madre. Non lo fa colpevolmente, eppure commette una colpa ma lo fa da innocente. Nell orfanotrofio c è una situazione analoga perché c è una privazione della libertà ma non è fatto per cattiveria o per sadismo. E un organizzazione inevitabile che però crea sofferenza ed angoscia. Ciò che a noi sembra normale come avere una storia, sapere da dove veniamo, di che classe sociale siamo, che cosa ha contribuito a farci quello che siamo, non lo è per Cecilia, o per chiunque viva in un orfanotrofio la cui situazione è quella di chi non ha una storia. Non solo i vestiti che ha non sono suoi, il tempo che ha non è suo, cioè non può decidere che fare durante la giornata, il nome che ha non è suo, ma è d ufficio, in più non sa da dove viene. Il suo libro, pur essendo attraversato da vibranti e duri esempi e costruito su toni abbastanza forti che vanno dal triste al violento sino a sfiorare il macabro, non lascia alla fine l amaro in bocca. Troviamo, nelle ultime pagine, la convinzione che la vita, pur con le sue difficoltà, con le sue sofferenze, le sue angosce, sia pur sempre vita; cioè paradossalmente ciò che sembrerebbe una spersonalizzazione della vita poi diventa un inno alla vita stessa nei suoi molteplici aspetti. E d accordo con questa analisi? Quale può essere lo Solo amandoci 13 spiraglio di luce per chi, scoraggiato ai nostri giorni, non crede nel futuro? Io credo nel trauma. Non solo nel positivo, nel sorriso, nella luce. Il bello sta anche nel trauma, nel negativo, non perché io sia masochista, ma il forte significato dell esistenza lo si trova attraverso il trauma, attraverso la difficoltà, il conflitto, l angoscia, l abbandono. Questa, credo sia la profondità della vita. Lo spiraglio di luce però può essere, senz altro, l incontro con una persona che ci dà il meglio di sé. Come succede nell incontro di Cecilia con Vivaldi. Questi non le da solo sorrisi, carezze, coccole, consolazioni, ma le fornisce anche dei traumi. E un maestro non consolatorio ma un maestro che la prende sul serio, la tratta da adulta ponendola davanti a delle scelte molto difficili da fare. Nel ringraziarla, le poniamo ancora un ultima domanda: in un intervista lei ha dichiarato che tutte le idee per i suoi romanzi sono conservate da tempo e aspettano solo il momento per essere elaborate. Quali sono i fattori che la spingono finalmente a rigettare le parole sulla carta? Di idee, come tutti del resto, ne ho tante ogni giorno. Ma sarebbe stupido dedicare a tutte un romanzo. Io inizio a scrivere quando mi accorgo che quest idea ce l ho da un bel po. Una specie di selezione darwiniana: io ho questa giungla interiore dove ci sono le idee che si combattono a vicenda e quella che sopravvive, la più forte, quella che mi emoziona, è quella che scelgo. Perché è come se mi dovessi, non dico sposare ma fidanzare per due, tre anni con un idea, quindi ci penso bene a scegliere quella giusta. intervista a cura di Claudio Staiti II A Antonio Crisafulli II F uesta vita ci conduce lontano. Q Una neve pesante rallenta il cammino, la mamma dice di coprirsi, copriti, dice che fa freddo!! Ma quando mi chiede se ho freddo? Quando mi si chiede se la mia pelle brucia, elettrica e pura o se muore piano, fuoco flebile in una notte di abbandono? Girovaga, io ho un'amica, ma ci odiamo. Girovaga, girovaga, ascolta una volta il silenzio, ti sussurra, ti indirizza, ma io non voglio ascoltare perché quel silenzio mi ucciderà. Nella notte mi soffoca come in una scatola vuota, intrappolata...ma la mamma dice che c'è freddo, dice di coprirmi Fatemi bruciare, arde questa vita IN FRETTA, VIZIOSA, HA BISOGNO DI SFOGAR- SI, DI LANCIARSI DA UN PONTE ED URLARE AL MONDO LA SUA GIOIA, LA SUA RABBIA...LA SUA NO- IA...COSA SARA' di quest'età? Bevo alcool per dimagrire e fumo droga per non morire, anche lei è mia amica...però è diversa. Lei e l'altra si odiano. Qui ci odiamo tutte, io, lei e l'altra. Ma la neve continua a scendere, a fiotti, violenta, adesso insanguina le mani, gelata, si schianta contro l'asfalto. Scrackkkkkkkkk!! Ma voglio bruciare!! e allora lasciatemi, lasciami correre neve violenta, bianca come la FACCIA della morte. SENZA CATENE adesso corro, libera, fluttuanti capelli insudiciano le spalle, la pelle che brucia, è una danza di vita, Io, lei e l'altra ci siamo RIPRESE NOI STESSE e giochiamo insieme, di nuovo, come un tempo...solo amandoci, adesso MI AMO. Claudia Santonocito II F

14 14 Angolo della poesia Angolo della poesia E che fanno gli italiani? Centro destra... Berlusconi Lega nord... polentoni! e su via Bossi disse il complotto dei terroni! Ma dice Maria Stella Tagliamo, tagliamo... la soluzione è senz'altro quella Il telegiornale delle venti... bambina accoltellata anziana derubata bandito fuggito il pedofilo pervertito... C'è anche chi brucia la bandiera e qualcun che insegue una chimera... Italia unita? eh, la vedo dura sia oggi che in passato gli italian han solo lottato Siam pronti alla morte! disse qualcun ma questa non è la sorte di un'italia che si desta per i conflitti sinistra-destra Un fascista e un comunista Su, scegliam un buon regista No agli immigrati! ma poveri digraziati! La statuetta sul presidente ragazza stuprata ma che delinquente! E che fanno gli italiani? Shh, ci son i mondiali! Maria Chiara Pollicino I F Bianco e nero Mi disprezzi, perché mi hai adorata. Mi denigri, perché mi hai elogiata. Mi allontani, perché mi hai voluta con te. Mi odi, perché mi hai amata. Laura Cardile III E Lontano da qui Voglio camminare,correre e volare. Sì,volare via. Troppo vuoto intorno a me. Troppo è il silenzio, troppa è l'indifferenza. Dispiega le tue ali, anima mia. Solo lì avrai la pace. Laura Cardile III E Origine insensata ma fine simmetrica Origine di una simmetria di parole insensate, Sono nell'origine di una simmetria di pensieri. Tutto ciò che è attorno a me è ordinatamente complicato, la gente guarda al di fuori e pensa che è tutto giusto, io da dentro penso che sia tutto sbagliato, che non esiste simmetria, il caos mi sta uccidendo, con il suo vortice inghiottendo. Cerco l'origine di un sentimento, della pace, di qualcosa per cui valga la pena. Cerco una simmetria, un ordine nel caos che mi inghiottisce senza pietà. La gente guarda da fuori e ammira una perfezione inesistente e imprecisa, la gente non toglie la maschera. Il turbine del caos intanto mi avvolge. Non so niente, ma so che trovo la fine e non l'origine. Federica Fusco IV E

15 Angolo della poesia Solo polvere Insieme 15 Vattene pensiero! Perché vuoi colpirmi? Mi entri dentro, mi invadi, mi trascini nel turbinio travolgente del tuo furore. Non mi lasci via d'uscita. Allontanati ricordo! Perché vuoi ferirmi? Appari all'improvviso, ti porti dietro tutti gli odori, i colori e i sapori di un tempo che non esiste più Non mi lasci consolazione. Sparisci ossessione! Perché vuoi annientarmi? Piombi inaspettata, colma d'amore e di odio. Mi torturi e mi struggi l'animo ferito. Non mi lasci sollievo. Addio, angelo mio! Del mio cuore non resta che polvere. Laura Cardile III E Muti, come due soggetti sordi alle parole, con l'anima nuda, senza veli, come alberi d'inverno, senza foglie. Ci parliamo da lontano con gesti ingenui, amorevoli. Ci guardiamo intensamente perchè solo gli occhi riflettono il mio oceano di libertà e la tua foresta di prigionia. Cercando il bene nel male, un rumore dentro questo lago di lacrime, scappiamo dalla realtà, sperando nel torpore di questa fantasia : io e tu, tu ed io diversi ma simili. Io, trascinata da quest'anima nera, tu, che ti ritrovo nascosto tra le foglie della paura, tra l'oscurità dei boschi. E lascia che ti conduca verso il mare di felicità. Il sole e la luna s'alternano nel cielo, nel cuore, nell'anima; una goccia di tristezza ci bagna ancora, trasportata via da quel meraviglioso arcobaleno di serenità. Io e tu, tu ed io. Il bianco e il nero. Uniti. Il bene e il male. Insieme. Oriana Crea II A Noi che d'un sogno viviamo... Mentre i miei occhi stanchi si chiudono ormai sazi di luce, ecco il tuo sguardo che mi desta, con quegli occhi d'un languido nocciola che sbattono intimiditi dalla brezza. Mi domandai in quei momenti quanto desio in te vi fosse, a tratti recondito e così profondo che in alcun modo io possa carpirlo. Invece tu, con quel tenue sorriso, riesci a pervadermi e arrivi dove mai nessun bocciolo è arrivato, bello come te, dolce e mai voi sapete quanto. E in terre lontane, ove i nostri sogni distrattamente s'uniscono, i nostri gesti così piccoli esplodono in giocosi abbracci e amorosi baci ch'io mai son riuscito a discutere, poiché è tale la distanza con una realtà che è causa continua di dolore. E adesso, siamo sempre qui a guardarci, incuranti del tempo che passa, ma i nostri occhi cantano un sogno che è un vivo specchio di felicità. Valerio Calabrò I D

16 12 16 Angolo della poesia Alla Madonna Assunta Nel I millennio della Chiesa a Lei dedicata in Faro Superiore Nobile Madre di Dio Donna vestita di sole Stella sul cielo di Faro Madonna Assunta, Per il glorioso evento del tempio a Te sacrato nell anno millenario Ti supplichiamo: Madre pietosa salvaci e difendici dal male, dall ombra fosca e orribile che ci assale. Il dialogo da Te nel tempo tra Cielo e Terra avviato dura tutt ora, o Madre d ogni bellezza. Del perdono dei peccati puoi ottenerci il Sigillo dallo Spirito Santo, Tu Sua bella Sposa. Quanta dolcezza e coraggio ai nostri cuori infondono i Tuoi luminosi occhi che volgi a noi. O immagine benedetta che porti il Sorriso di Dio questa speranza nuova sul mondo accendi. Avvolti della Tua Luce ci rivestiamo di Cristo e abbiamo la Porta aperta di Dio Padre. In questa Chiesa di Faro dove la terra produce turgidi grappoli d uva e spighe d oro, Sue membra siamo tutti, Sua gloria i secoli, Luce del Nuovo Splendore questi Tuoi figli. chi, meglio di Te, o Donna, farci gustare potrebbe del Cielo il Pane Vivo: l Eucarestia? Il passo lento e solenne di quest anno di Giubilo resta scolpito in eterno per Te, Maria. Don Filippo Lucianetti Faro Superiore - 25 Marzo 2010

17 Recensioni Recensioni 17 empi Moderni" è un film di "T Charlie Chaplin del 1936, l'ultimo in cui compare il personaggio di Charlot. Il film, quasi del tutto muto, non è mai noioso, ma ha sempre un ritmo incalzante, accompagnato da una colonna sonora ora energica ora dolce a seconda della scena. La mimica è tuttavia l'elemento predominante del film. Appare ovvio affermare che ove manchi la parola subentri la gestualità. E Chaplin è un maestro in quest'arte. Egli infatti sa muovere la sua creatura con una perizia e allo stesso tempo naturalezza che nessun altro nella storia del cinema mondiale, ha più saputo eguagliare. Protagonista del film, come già detto, è Charlot, l'ometto dalla caricaturale comicità che trascorre la sua giornata in fabbrica lavorando come operaio e che Tempi moderni Charlie Chaplin e il dramma del sogno borghese dopo una cura clinica dovuta ad un esaurimento nervoso, conosciuta una fanciulla detta "GAMIN" di cui si innamorerà, inizierà finalmente con la stessa a costruire il suo sogno di felicità. Oltre alla superlativa interpretazione di Chaplin nonché della sua compagna nel film e nella vita reale Paulette Goddard, "Tempi Moderni" contiene anche un'importante riflessione sulla drammaticità della vita dell'uomo moderno. Perennemente in tensione verso il raggiungimento della felicità ovvero la realizzazione del sogno borghese, l'uomo si trova intralciato lungo il suo cammino dalla ripetitività del lavoro di fabbrica che ne massifica l'identità e gli fa perdere anche l'ultima stilla di umanità, in una continua lotta silenziosa tra bene e male, desideri e delusioni. Charlot, ci lascia, tuttavia, un indimenticabile testamento spirituale nell'ultimo minuto della pellicola con un messaggio chiaro e dalla tenerezza disarmante: affronta sempre la vita con il sorriso e come avrebbe detto Edith Piaf " vois la vie en rose". Claudia Santonocito II F Vivi ogni giorno come se fosse l ultimo di una bella vacanza Un bellissimo invito a non disperarsi anche quando sembra tutto buio uesto libro, di cui non vi ripeto più Q il titolo per farvi subito passare la voglia di leggere quello che scrivo, è la storia autobiografica di Patrick Henry Hughes (anche lui come il libro ha un nome molto breve), un ragazzo che è affetto da più di una di quelle malattie devastanti, è nato senza gli occhi, ha delle malformazioni e, per completare questo macabro quadro, non può nemmeno allungare braccia e gambe. Il motivo per cui Henry (io lo chiamo così) ha scritto questo libro è che adesso riesce a fare una vita abbastanza agevole, riuscendo ad infischiarsene di tutti i suoi problemi, pensate che fa parte di una Marching Band (ovvero una banda che suona alle partite di football con delle coreografie che esegue basate su schemi di marcia), studia spagnolo e tiene concerti un po ovunque. Abbiamo sentito tutti storie di ragazzi affetti da malattie, che sono riusciti a superare le loro difficoltà, fisiche o mentali. Ma ciò che mi ha colpito di più è stato il modo positivo con cui Henry porta avanti la sua vita; di certo non si sente escluso, e anzi, grazie ai suoi handicap si riesce a concentrare su alcune cose che noi mettiamo in secondo piano perché abbiamo divertimenti che non hanno sempre lo scopo di migliorarci. La sua è una storia fatta di sofferenze, ma anche di gioie: sofferenze nei momenti in cui per dover arrivare in cucina doveva strisciare per terra tenendo in una mano la carrozzina, solo per fare colazione; gioie quando ha ricevuto una casa nuova, con una stanza che sembra un miniappartamento, con cucina bagno e pianoforte ed una piscina costruita apposta per lui. Ma ciò che ti colpisce a fondo in questo libro è l incredibile determinazione dei suoi genitori che problema dopo problema, sono riusciti a tener duro. Dalla ricerca di un dottore capace di mettere degli occhi finti a Henry, alle molteplici operazioni, a quando loro figlio sembrava in coma per un anestesia fatta male, a quando non riusciva nemmeno a camminare per le assi di ferro che gli sono state applicate per raddrizzare la colonna vertebrale. Sinceramente quella che mi è riuscita a sconvolgere rigo per rigo, man mano che leggevo, è stata la descrizione della giornata del padre di Henry: alle 6.00 del mattino quando si alza, alle 9.00 è con suo figlio all università, e, anche se si riposa, nel pomeriggio per più di due ore deve trasportare suo figlio (circa 90 chili) per tutto il campo durante gli allenamenti di Henry, Quando torna a casa si riposa per mezz ora, e poi va a lavorare, e torna alle tre di notte. Se pensate che questa è una storia strappalacrime non è vero, anzi se ha un significato è quello di non disperarsi mai, quindi non criticate questo libro, e non leggetelo con riluttanza (come, lo devo ammettere, stavo facendo io) perché è veramente un esperienza di confronto da fare. Gabriele Ientile IV C

18 20 18 gni mattina la caotica frenesia O delle attività quotidiane induce tutti noi Mauroliciani a recarci frettolosi e svogliati nelle rispettive classi, la testa al caldo delle coperte, lo spirito proteso ad affrontare la faticosa giornata. Ci avviamo sonnolenti e mogi per i corridoi, piegati sotto il peso della cultura (e non nell accezione metaforica!), scambiamo i soliti sorrisi di circostanza ai conoscenti incontrati per caso e, senza guardarci troppo intorno, raggiungiamo la nostra meta. Sempre allo stesso modo, senza alcuna variazione. Capita così che le nostre gambe si muovano quasi macchinalmente e che, prestando poca attenzione, transitiamo di fronte al busto del nostro auctor, lui sempre lì, gli occhi di porfido rosso fissi nell eternità, beffardi spettatori del continuo fluire di volti di anno in anno, mai uguali, eppure inevitabilmente conformatisi gli uni agli altri. E così la familiarità di quelle fattezze ha fatto dimenticare a molti di noi chi realmente sia stato Francesco Maurolico, quale ruolo abbia rivestito nella Messina del 500, perché il nostro Regio liceo, tra i tanti primati, possa vantare anche quello di essere l unico istituto italiano intitolato ad una personalità del mondo neogreco. Interrogarsi sulla figura di Francesco Maurolico è stato dunque l obiettivo prefissato dalla conferenza tenuta nella biblioteca del nostro liceo dal prof. Daniele Macris il 20/02/2010. Interrogarsi, appunto. Da ciò non una prolusione ex cathedra ma un appassionata ricerca sulle origini dello scienziato messinese, dettata non da mera erudizione pedantesca, non da puro gusto aneddotico, ma dalla comprensione che solo il cercare e porsi domande, come ricorda Karl Jasper, costituisce un antidoto alla mediocrità del conformismo in cui rischiamo di piombare quotidianamente, in cui incappiamo quando, come detto all inizio, passiamo davanti al busto di Maurolico senza aristotelica curiositas, con passiva assuefazione, immersi nel grigiume della noia. Oltre ai dati biografici noti ai più (la nascita a Messina il 16/09/1494, la morte, sempre nella città dello Stretto, il 22/07/1575, la straordinaria poliedricità tipicamente rinascimentale che lo rese matematico, cartografo, geografo, storico, poeta, ecc., l a p p a r t e n e n z a all ordine benedettino dopo l ordinazione nel 1521), scopriamo, così, che Maurolico viene inserito dallo studioso greco Vassilis Margaris nel novero delle 45 personalità più illustri del mondo neogreco. Ma vi è di più; la famiglia dei Maurolico è divenuta protagonista anche di un romanzo storico, appunto Οι Μαυρόλυκοι, scritto negli anni 40 dall autore greco A- Messana nobile Siciliae caput Maurolico nel pantheon neogreco Nella conferenza tenuta dal prof. Daniele Macris, il giallo avvincente sulle origini di Francesco Maurolico Francesco Maurolico, thanasios Petsalis Diomidis (nipote del primo ministro greco tra il 49 ed il 50 Alexandros Diomidis ed autore anche de I nostri ragazzi e Gli anni della schiavitù ). Una prova ulteriore che la figura del nostro patrono laico non può non essere considerata nella sua storicità e nella sua naturale appartenenza alla cultura e civiltà bizantina. Da qui, però, si apre l intrigante giallo in merito alle origini del Maurolico. Benché si tratti di un romanzo storico e dunque di una narrazione che ben si guarda dal pretendere di possedere criteri di scientificità, ci pare opportuno partire dal testo del Petsalis. I 14 capitoli del romanzo si dipanano tra Grecia, Sicilia ed Austria ed in particolare è Marco Maurolico a raccontare la storia della famiglia, emblema, per l autore, di una popolazione che prende coscienza di sé. I Maurolico deriverebbero da Eraclea sul Ponto e si sarebbero trasferiti a Bisanzio intorno al 1300 per poi fuggire precipitosamente a Messina nel 1532 in seguito alla conquista turca del Peloponneso. Un ramo si sarebbe successivamente spostato a Vienna dove avrebbe tradotto in tedesco il nome Maurolico (lupo nero) divenuto, così, Schwartzwolf mentre un altro sarebbe tornato a Bisanzio diventando Fanariota. In ogni caso è provato che il grande patriota ellenico Rigas il Mazzini greco abbia avuto una Maurolico come antenata e che il cognome sia presente in greco pur se con sensibili variazioni fonetiche. Ovviamente nel racconto del Petsalis a non tornare sono le coordinate temporali visto che i Maurolico giungerebbero in città ben 38 anni dopo la nascita di Francesco che è certamente collocata nel O la famiglia dello scienziato si è stabilita da Bisanzio in data precedente, è abbastanza verosimile ipotizzare tra il XIV ed il XV secolo, anni di considerevole emigrazione greca, o Maurolico sarebbe sì greco, bizantino, ma dalla grecità sicula. A suffragio di questa tesi (avanzata dal prof. Moscheo), certo non poco ardita, l ipotesi che il Maurolico si chiamasse in realtà Maurolì e che avesse aggiunto il suffisso co per gioco poetico (così da poter, appunto, definirsi lupo nero: mauros=nero; lukos=lupo). In tal caso la terra natia di Francesco, o almeno la patria dei suoi antenati, potrebbe porsi a Corfù dove effettivamente è diffuso il cognome Mavroidìs, presente, però, pressoché in tutta la Grecia, oppure a Zacinto. Insomma il mistero resta fitto, ma il grande interesse, non solo locale, verso la figura del dotto messinese è un ulteriore dimostrazione del peso che la personalità di Maurolico ha esercitato. A lui il merito di avere fornito alla flotta cristiana le carte nautiche per la vittoriosa battaglia di Lepanto contro i Turchi, a lui l avere descritto il clima di corruzione e decadenza spirituale di Roma ben 25 anni prima di Lutero, a lui, come dice il Loria, l essere stato il precursore della teoria delle curve caustiche, a lui lo sviluppo del metodo di induzione matematica, a lui l intitolazione di uno dei crateri più vasti sulla Luna e, se lo consentite, di uno dei Licei più prestigiosi di Italia. Lillo De Domenico III A

19 Voci di corridoio 19 L anti-angolo angolo del cuttigghio! i eravate presi di paura eh??? Non V trovando il vostro tanto amato angolo del cuttigghio. I corridoi già pullulavano di voci sulla mancata presenza de l articolo più letto nel numero di Aprile, e il timore di un Koinè dominato dalle condicio sine qua non di Lillo De Domenico, dai concetti filosofici di Versaci, dalle rubriche a cura di rispettabili professori, era diventata una (ahinoi) realistica prospettiva. E invece no, i vostri paladini sono qui per salvare sia studenti sia la tradizione della cronaca rosa del Maurolico, e siamo tornati per soddisfare la vostra sete di cuttigghiu. E allora diamoci sotto con corna, matrimoni, funerali, relazioni complicate, aperte e fidanzamenti ufficiali; ma soprattutto con le nostre più creative invenzioni! Del resto se Facebook non ci offre degni scoop in qualche modo dovremo pure campare! Ci presentiamo: siamo il vostro nuovo incubo, anche noi fratelli di Messina Sa, Messina To Mamma..ecco a voi Messina sa tutti i vostri intrallazzi e li sbatte anche sul Koinè, a breve non solo su carta stampata ma addirittura nel mondo del web. Bando alle ciance, cominciamo. Mi sembra doveroso in questo anti-angolo dare il via alle danze proprio con quelle coppie che dagli scorsi paparazzi sono state poco considerate, e allora menzioniamo subito il nostro tanto affezionato Massimiliano Zagarella, la reincarnazione del membro dei Beatles John Lennon, da tempo felicemente fidanzato con la bella Francesca Cammarata; la strana coppia composta da Andrea Ceraolo e dalla pantera rosa DeboraH Donato, e come non ricordare Cetto Prinicipato e la sua AnnaMaria De Leo. Ma non sono solo fiori d arancio all interno del nostro Regio Liceo: dobbiamo mestamente parlare della rottura tra Laura D Amico ed Enrico Palmeri, quest ultimo sarebbe fuggito poiché intimorito dall atteggiamento da Pm d assalto della suocera. Dicci un po P a l m i, h a i q u a l c he s c heletr o nell armadio forse??? Possiamo andare avanti grazie all amato Faccialibro che ci regala un largo numero di scoops. Spostiamo la nostra attenzione verso la conversione dell allegra Federica De M arco, cam biata radicalme nte dall amore, niente più storielle da quattro soldi, è una ragazza seria lei; però, detto tra noi, Federica basta con ste frasi d amore che ci intasano puntualmente le bacheche..se non torna non torna.. anzi in questo caso forse manco arriva. A proposito di conversioni, l istituto sito all Annunziata delle Suore del Divino Zelo è lieto di presentare il suo nuovo acquisto : Silvia Longo, la quale ha deciso, dopo aver visto una improvvisa luce abbagliante, di allontanarsi dal lussurioso mondo delle passioni sfrenate. E restando sul baittissimo social network come non ricordare il fidanzamento finto, o come direbbe il buon De Sica una burla, una cafonata, tra Enrica Toscano e Ferdinando Chimenz ragazzi per favore non fateci perdere tempo con queste volgari prese in giro-. Ma restando in VA, sicuramente avrete anche voi notato le pattuglie spesso appostate davanti al regio liceo e quei tipi in divisa che girano per i corridoi, vi sarete sicuramente chiesti il motivo di tanta sicurezza, ecco a voi la risposta: vista la gelosia del fidanzato, la bella Mariasole Rinciari è costretta ora a camminare sotto scorta, e che scorta!, direttamente dal comune vista la buona parola messa dall amica Chiara, figlia del primo cittadino. Ma parliamo ora della più bella storia d amore: la riconciliazione tra Ciccio Leva, l uomo dello scandalo, sulle prime pagine di tutti i tabloid inglesi in mezzo ai vari Terry e Queen Elizabeth, e la fidanzata Giulia Rinaldi. Il nostro Ciccio elegante, proprio come un Lord, ha riconquistato il cuore della sua amata con gesti degni del miglior Gentleman, complimenti Ciccio * *. La tua Giulia era stata pure corrotta da alcune amiche indiscrete, ma tu ce l hai fatta. E ora che abbiamo finito con le notizie da quattro soldi arriviamo ai veri protagonisti e agli affari più bollenti. Scandalo all interno del direttivo, gli apparentemente impeccabili Lillo De Domenico, Claudio Staiti e Antonio Crisafulli, all insaputa dei colleghi Dario Carbone e Giacomo Arrigo, sono stati coinvolti in un giro di escort, gestito, UDITE UDITE, proprio dall ex storico direttore Pippo Principato. Che vergogna!! E poi vi permettete pure di tacciare di avarizia e taccagneria il segretario Cirinà! Ma se le vicende del direttivo non sono riuscite a sconvolgervi state un po a sentire i movimenti dei, a detta delle vere cuttigghiare, detentori del potere in IIIC. Riassumiamo in breve: il bello e (im)possibile Elia Tornesi è stato folgorato! Nemmeno gli incontri con Pinto avevano portato a tanto, è bastato il bel Giuppittu Pera Lanfranchi, e così ha ricevuto la rivelazione. Proprio così ragazze, avete capito bene, il bel Tornesi è passato al variopinto mondo dell omosessualità. Ma non finisce qui: l intellettuale Peppe Versaci, incoraggiato dalla ritirata dell amico, ormai passato all altra sponda, il quale l aveva sempre preceduto nelle vicende amorose è uscito dal guscio: Adesso è lui il vero magnaccio della IIIC: un vero colpo d occhio vederlo girare per i corridoi circondato da ragazze di ogni stile e di ogni età, con il nasino lucido e il look da sciupafemmine. E restando in tema di stereotipi sfatati parliamo di un altro caso molto interessante. Grazie infatti ai nostri contatti con il Sig. D Amico, esponente del corpo di polizia di Messina abbiamo scoperto qualcosa che ha dell incredibile: caso di droga in IIIH, l impeccabile puritano Marco Quartuccio è stato coinvolto in un traffico di stupefacenti che prevedeva come tappe la costa venezuelana, lo stretto di Gibilterra e infine proprio Messina; il carico veniva portato dritto a casa Quartuccio, mischiato con i carichi di olio e riso ordinati da Famulari. Sconvolti??? Non ci siamo fermati qui, pare infatti che il nostro caro bidello Sergio Cristaudo abbia qualche scheletro nell armadio. Rovistando negli archivi abbiamo scoperto che nel lontano 99 è stato incarcerato (ai tempi non esisteva la Daspo) in quanto schieratosi in prima linea in uno scontro tra ultras durante il derby d Italia Juve Inter. Ma non è questo lo scandalo. Nella rissa il caro Sergio le ha prese e le ha date, ma come tifoso dell INTER!! Nel prossimo numero le foto della questura che raffigurano il suddetto collaboratore scolastico con la maglia di Taribo West. Siamo giunti al momento di lasciarvi ragazzi, è con sommo dispiacere che dichiariamo chiuso il televoto. Stiamo elaborando il risultato. Attendete un attimo. Ecco i risultati: - Il 60% di voi ha creduto alla veridicità di TUTTE le nostre dichiarazioni. Per voi ragazzi c è bisogno di un corso intensivo di disintossicazione da stupidaggini e dicerie varie.. (la censura del buon Prof. Ponzio non permette di scrivere altro!) - Il 39% di voi ha creduto alla veridicità di circa la META delle nostre dichiarazioni. Per voi c è bisogno soltanto di evitare di accettare l amicizia di avatar creati da sfigatone/i che a detta degli amici, non hanno una loro vita sessuale. - L 1% di voi non ha creduto per NULLA a ciò che abbiamo s c r i t t o i n q u e s t o a r t i c o l o. - Bravi ragazzi! Un ultima cosa..questo 1% siamo noi..autori di questo articolo..è inutile prenderci in giro..in questa scuola siete TROPPO CREDULONI! Ahahahahaahahah! Kiss Kiss, Gossip Man..o Woman?

20 24 20 Voci di corridoio Le finali del torneo di pallavolo premiano III C e V E Grande manifestazione al Palatracuzzi di Messina L unedì 29 Marzo si sono conclusi i tornei di pallavolo della scuola, con le finali del ginnasio e del liceo. Al termine dell assemblea di istituto ci si è recati in massa ad assistere ai due entusiasmanti match al PalaTracuzzi. Il prepartita è stato sapientemente Dopo una breve pausa per consentire agli atleti delle finaliste liceali di riscaldarsi, ha inizio la seconda finale disputata tra III C e I B. La III C comincia forte, arrivando a un distacco massimo di cinque punti ( 7-2). La I B però reagisce da grande squadra e raggiunge l avversario sul 7 a 7. La squadra capitanata da Peppe Versaci però riesce ad allungare e arriva al primo timeout con un vantaggio di 16 a 8. Il primo set si conclude con un perentorio 25 a 12. L inizio del secondo set, più coinvolgente, vede la I B inaspettatamente in vantaggio per 11-10, ma giunti al time-out il punteggio vede favorita l altra squadra per 16 a 14. Come accaduto nel primo animato da dj Prestamburgo e dagli set la IIIC stacca gli avversari e conultras delle squadre. Per prima è stata clude il set sul 25-19, vincendo il torgiocata la finale del torneo delle classi neo. ginnasiali che vedeva contrapposte le Formazioni: compagini della VE e della IVG. Primo set combattuto, con le squadre che si IIIC: IIIC Giuseppe Versaci (C), Gerrard fronteggiavano a viso aperto, con bel- Costa, Giulia Pieraccini, Domenica le azioni ed errori difensivi da entram- Stornante, Margherita Minutoli, Dario be le parti, che fanno sbottare Nuccio Carbone, Cristiano Gugliotta, Elia TorBenito Persichina in espressioni del nesi, Giovanni Asmundo, Claudia Catipo: ma questi dormono oppure storina. ogni tanto prendetela con le mani. La IB: IB Arianna Currò (C), Federica CurVE comunque sempre in controllo con rò, Chiara Levorato, Annalaura Amun discreto margine fino alla fine mendolia, Salvatore Crisafulli, Simone (vince il set la VE 25-22). Il secondo Aloi, Alessia Nunnari, Andrea set e più avvincente con la IVG semd Angelo, Nivia Catarsini. pre in svantaggio fino al 23 punto, quando riesce a raggiungere gli av- Arbitro: 1 Mariapaola Gervasi versari. La reazione di orgoglio della 2 Simone Cardullo VE permette loro di portare a casa set e partita. Anche se sconfitte, la IVG e la IB, siamo sicuri che sapranno farsi valere Formazioni: nei prossimi anni, le vincitrici VE e IIIC IVG: IVG Moravio Mancuso (C) Emanuele hanno dimostrato grande carattere e Paleologo, Samir Zanni, Simone Gre- determinazione che ha consentito loro co, Roberto Bellomo, Fabio Bosurgi, di salire sul gradino più alto del podio Alessandro Valenti, Alberto Maimone, nelle rispettive categorie. Al termine Giulia Leandri, Carmen Esposito, Ste- delle finali abbiamo assistito alla prelio Verzera, Alessandra Verzera. miazione delle squadre a cui era presente anche il preside Nino Grasso. VE: VE Paola Romeo (C), Adele SamarelSono stati premiati per la loro collaboli, Benedetto Gazzara, Giuseppe Mairazione anche gli arbitri. sano, Vincenzo Tripodo, Carla D Andrea, Federico Galletti, Marco Zappia. Alessio Bottari II F Simone Cardullo II F (non tutti presenti durante la partita) Arbitro: 1 Simone Cardullo 2 Mariapaola Gervasi Antonino Pallucca II F la classe III C la classe V E la classe I B la classe IV G

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