JOE - di David Gordon Green

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1 Luglio-Ottobre Anno XX (nuova serie) - Poste Italiane S.p.A. Spedizione in Abbonamento postale 70% - DCB - Roma IL GIOVANE FAVOLOSO di Mario Martone LUCY di Luc Besson ANIME NERE di Francesco Munzi LA TRATTATIVA di Sabina Guzzanti THE LOOK OF SILENCE di Joshua Oppenheimer

2 I DUE VOLTI DI GENNAIO - di Hossein Amini

3 Anno XX (nuova serie) n luglio-ottobre 2014 Bimestrale di cultura cinematografica Edito dal Centro Studi Cinematografici ROMA - Via Gregorio VII, 6 tel. (06) Sito Internet: Aut. Tribunale di Roma n. 271/93 Abbonamento annuale: euro 26,00 (estero $50) Versamenti sul c.c.p. n intestato a Centro Studi Cinematografici Spedizione in abb. post. (comma 20, lettera C, Legge 23 dicembre 96, N. 662 Filiale di Roma) Si collabora solo dietro invito della redazione Direttore Responsabile: Flavio Vergerio Direttore Editoriale: Baldo Vallero Segreteria: Cesare Frioni Redazione: Alessandro Paesano Carlo Tagliabue Giancarlo Zappoli Hanno collaborato a questo numero: Giulia Angelucci Veronica Barteri Elena Bartoni Marianna Dell Aquila Silvio Grasselli Elena Mandolini Fabrizio Moresco Giorgio Federico Mosco Francesca Piano Stampa: Tipostampa s.r.l. Via dei Tipografi, n. 6 Sangiustino (PG) Nella seguente filmografia vengono considerati tutti i film usciti a Roma e Milano, ad eccezione delle riedizioni. Le date tra parentesi si riferiscono alle prime nelle città considerate. SOMMARIO n Alex Cross La memoria del killer... Anime nere... Annabelle... Apes Revolution Il pianeta delle scimmie... Arbitro (L )... Buca (La)... Butterfly Room (The)... Capitale umano (Il)... Castello magico (Il)... C era una volta un estate... Chef La ricetta perfetta... Colpa delle stelle... Colpi di fortuna... Comportamenti molto cattivi!... Dino e la macchina del tempo... Drift Cavalca l onda... Due vie del destino (Le) The Railway Man... Due volti di gennaio (I)... E fuori nevica... Frances Ha... Fratelli unici... Giovane favoloso (Il)... Hercules Il guerriero... Io sto con la sposa... Jimi: All Is By My Side... Joe... Look of Silence (The)... Lucy... Maze Runner Il labirinto... Milione di modi per morire nel West (Un)... Moglie del cuoco (La)... Monsters University... Mossa del pinguino (La)... Nostra terra (La)... Notte in giallo (Una)... Party Girl... Perez... Parental Guidance... Regno d inverno (Il) Winter Sleep... Resta anche domani... Rompicapo a New York... Se chiudo gli occhi non sono più qui... Sex Tape Finiti in rete... Si alza il vento... Sin City Una donna per cui uccidere... Terzo tempo (Il)... Thor The Dark World... Transcendence... Trattativa (La)... Tutta colpa del vulcano... Tutto molto bello... Vinodentro... Walking on Sunshine... Zuppa del demonio (La)... Tutto Festival Pesaro

4 IL GIOVANE FAVOLOSO Italia, 2014 Regia: Mario Martone Produzione: Carlo Degli Esposti, Patrizia Massa e Nicola Serra per Palomar con Rai Cinema Distribuzione: 01 Distribution Prima: (Roma ; Milano ) Soggetto e Sceneggiatura: Mario Martone, Ippolita di Majo Direttore della fotografia: Renato Berta Montaggio: Jacopo Quadri Musiche: Sascha Ring (Brani di Gioacchino Rossini) Scenografia: Giancarlo Muselli Costumi: Ursula Patzak Effetti: Rodolfo Migliari Interpreti: Elio Germano (Giacomo Leopardi), Michele Riondino (Antonio Ranieri), Massimo Popolizio (Monaldo Leopardi), Anna Mouglalis (Fanny Targioni Tozzetti), Valerio Binasco (Pietro Giordani), Paolo Graziosi (Carlo Antici), Iaia Forte (Signora Rosa, padrona di casa), Sandro Lombardi (Don Vincenzo, precettore di casa Leopardi), Raffaella Giordano (Adelaide Antici Leopardi), Edoardo Natoli (Carlo Leopardi), Federica de Cola (Paolina Ranieri), Isabella Ragonese (Paolina Leopardi), Giovanni Ludeno (Pasquale Ignarra, figlio di casa Ranieri), Giorgia Salari (Maddalena Pelzet), Gloria Ghergo (Teresa Fattorini/ Silvia ) Durata: 135 G iacomo Leopardi passa i primi vent anni della sua vita a Recanati, nel palazzo di famiglia, sotto lo sguardo vigile del padre, il Conte Monaldo, custode di una mentalità bigotta e conservatrice che ammette come unica forma esistenziale lo studio dei ventimila volumi appartenenti alla sua biblioteca. Altra figura dominante, la madre Adelaide, donna glaciale e anaffettiva, incapace di star vicino a Giacomo, fin da bambino desideroso d amore come non mai e di farlo avvicinare alla vita esterna al palazzo che è preclusa a tutti. Giacomo trova invece grande compagnia e complicità (e ammirazione) in Carlo e Paolina, gli unici a capire sul serio gli spasmi d amore e intelligenza dell amatissimo fratello. Lo studio quindi, matto e disperato, sotto la direzione del Conte Monaldo, è il cardine delle giornate adolescenziali di Giacomo, pur attirato sempre più dalla vita che si svolge lontano dal suo piccolo centro dove si sente confinato. Il primo tentativo di collegarsi col mondo avviene grazie allo scambio di lettere con Pietro Giordani, letterato e scrittore che intuisce subito la grandezza e il talento del giovane di Recanati che va a trovare direttamente e che cerca di incitare e spingere verso orizzonti culturali e sociali ben più vasti e formativi degli stretti limiti del natio borgo selvaggio. Monaldo però riesce a opporsi a tutti gli aneliti di libertà del figlio impedendogli qualsiasi fuga verso l esterno e perfino l approfondimento delle nuove idee di Giordani che considera deleterio soprattutto nell ottica della rigida morale religiosa vigente in quelle terre del Papa. Contemporaneamente si manifestano per Giacomo i primi disturbi e le prime malattie: un groviglio di negatività di cui in parte l origine è certamente fisica (probabilmente una forma di tubercolosi ossea che compromette sempre più le funzioni respiratorie del giovane fino ad aggravarne completamente lo status) ma certo non indifferente è la componente nervosa che renderà (per quei tempi poi!) sempre più difficile fornirgli qualsiasi forma d aiuto. Dopo anni troviamo finalmente Giacomo a Firenze, centro vivace e all avanguardia dei movimenti letterari, luogo attento alle nuove forme espresssive che, pure a fatica, si stanno manifestando. Non mancano, naturalmente, le incomprensioni e le invidie dei letterati alla moda che impediscono che Giacomo abbia quei riconoscimenti e quei premi che meriterebbe. Grande sostegno per lui è l amicizia del patriota in esilio da Napoli Antonio Ranieri che manterrà per il poeta un amicizia sincera e disinteressata per tutta la vita. L amore è un altro lato che fa soffrire Giacomo, umiliandolo nelle sue aspirazioni e nelle sue debolezze più intime: si innamora della nobile e affascinante Fanny Targioni Tozzetti che non solo si dimostra subito disinteressata ma intreccia una relazione molto intensa con Ranieri, conquistatore disinvolto, a cui piacciono molto le donne ed è da queste molto amato. I due amici si spostano ora a Napoli: Ranieri ha avuto infatti l amnistia e può fare ritorno nella casa di famiglia dove potranno condurre una vita con minori stenti, insieme al fatto che Giacomo riesce, non 2

5 senza problemi, ad avere qualche spicciolo dalla casa paterna. A Napoli però la situazione non migliora, anzi: l aggravarsi dello stato fisico insieme alla nevrosi malinconica che lo occupa definitivamente e del tutto, in un ambiente poi così denso di umori e sollecitazioni dei sensi a cui Giacomo non sa corrispondere, lo spingono in una spirale di dolore che lo porta presto a morire. A sugello della sua vita e della sua infelicità chiudono il film i versi di La Ginestra, testamento spirituale del poeta sulla precarietà della condizione umana. È spesso pericoloso fare un film su un personaggio come Giacomo Leopardi, come su qualsiasi altra grande figura del nostro ottocento e sempre è un azzardo: ci si può muovere sulla linea del conosciuto, di quello che sanno tutti e allora l ispirazione scade presto nei luoghi comuni di vecchia origine scolastico/accademica di cui non si ha bisogno; oppure ci si lancia in rischiose iniziative all avanguardia che scontentano un po tutti. Sono film, che, a sentire gli addetti ai lavori è meglio non fare. Mario Martone, in cosceneggiatura con Ippolita di Maio, ha fatto invece un lavoro straordinario. Si è basato sullo studio (durato anni) di migliaia di documenti originali, lettere, resoconti e, naturalmente, dell opera poetica di Leopardi per delineare una figura completamente nuova e inaspettata per il pubblico: non quella di un mezzo busto ottocentesco confinato nell agiografia e custodito nella polvere di una biblioteca, ma quella di un essere umano che univa aspirazioni, desideri e impulsi propri della carne a una straordinaria sensibilità poetica e a una miracolosa intuizione culturale. Quindi due strade, la prima: la lotta quotidiana contro i tempi oscuri e l ambiente bigotto in cui si trovò a nascere, la contrapposizione con il padre a cui il regista affida intelligentemente, non tanto un aspetto gretto e oppressivo, ma l incapacità, non priva di un particolarissimo affetto, di stare al passo con i tempi che si fanno avanti e a cui suo figlio vuole partecipare; quasi un confronto presessantottino sull impossible contatto tra due mondi che non si intendono né si intenderanno mai. L affetto, ricambiato, per i fratelli, i giochi, le complicità, le fughe, gli scherzi, il diventare grandi in luoghi sempre più stretti; il desiderio d amore che non si affievolirà mai e graverà, quasi persecutorio, su tutta la vita del poeta. Seconda strada: la nascita e il consolidamento dell ispirazione poetica, il convogliare visioni e fantasie, utopie e desideri in un corpus poetico che solo successivamente sarebbe stato compreso e inteso nel suo significato planetario. La prima parte è forse quella che più intimamente ci è piaciuta, perchè Martone dipinge un quadro che in ogni momento ci commuove, ci coinvolge nel considerare come il genio e la grandezza risiedano spesso, forse sempre, nell umana quotidianità delle cose comuni, nell ovvietà di gesti e azioni a cui ci si sente vicini perchè tutti si è uniti nel sentire, nel soffrire dolcezze e rabbie e nel desiderare e pretendere di essere amati. La seconda parte però ci affascina: Martone dilata la manifestazione del genio, la sua contigua e continua sofferenza, la sua violenta eresia contro i tempi e le persone che non capiscono in sequenze quasi visonarie: il fallimento dei contatti con i salotti culturali fiorentini, le innumerevoli annotazioni sul perbenismo dei comportamenti, sul conformismo delle situazioni esplodono definitivamente nell inferno napoletano in cui figure e figuri, messi in risalto da intense sottolineature cromatiche e ambientali, consacrano definitivamente la fine terrena e dolorosa di un uomo per regalarci quella di un genio. A unire le due parti la realizzazione che sembrava impossibile dei versi del poeta in immagini, paesaggi, scorci di terra e spighe della campagna uniti in una profondità cosmica ai colori del mare e del cielo di Napoli. Una composizione immane quindi questa di Martone, forte del progetto che ha unito in un accordo assoluto chi ha curato la fotografia, la scenografia, i costumi e la musica e il gruppo di straordinari attori che ha seguito la direzione di Martone come una compagnia di teatro. Su tutti Elio Germano: raramente abbiamo assistito a una concentrazione simile, all intensità di uno sguardo capace di passare dal desiderio all amarezza, dalla sofferenza al sogno in un continuo equilibrio di scoppi, cadute e consapevolezza che quei tempi non sono i suoi e non può fare altro che dibattere la sua anima in un corpo malato perchè malata è quella società impossibile da vivere, ritagliata per vecchi e mediocri. Un ultimo regalo da Martone e Germano: averci fatto sentire i versi di Leopardi come vivi, ardenti, ricchi di slancio e passione, tensione e inquietudine, immagini di un attualità che polverizza il divario spazio/ tempo per diventare espressione autentica del nostro odierno male di vivere. Fabrizio Moresco L ARBITRO Italia, Argentina, 2013 Regia: Paolo Zucca Produzione: Amedeo Pagani, Daniel Burman, Diego Dubcovsky per Classic, BD Cine, in collaborazione con Rai Cinema Distribuzione: Lucky Red Prima: (Roma ; Milano ) Soggetto: Paolo Zucca Sceneggiatura: Paolo Zucca, Barbara Alberti Direttore della fotografia: Patrizio Patrizi Montaggio: Sarah McTeique, Walter Fasano (collaborazione) Musiche: Andrea Guerra L arbitro Cruciani è uno dei nomi più in vista del calcio europeo. Una popolarità che gli vale anche il soprannome di Principe. Cruciani ambisce addirittura a ottenere il fischietto d Argento, ma la sua ascesa è bruscamente Scenografia: Pietro Rais, Marianna Sciveres, Margarita Tambornino Costumi: Stefania Grilli Interpreti: Stefano Accorsi (Cruciani), Geppi Cucciari (Miranda), Jacopo Cullin (Matzutzi), Alessio Di Clemente (Brai), Marco Messeri (Candido), Grégoire Oestermann (Jean Michel), Benito Urgu (Prospero), Franco Fais (Franco), Quirico Manunza (Quirico), Marco Cadau (Pietro), Andrés Gioeni (Guardalinee di Cruciani), Gustavo De Filpo (Guardalinee di Cruciani), Francesco Pannofino (Arbitro Mureno) Durata: 96 interrotta da una vicenda di corruzione che lo fa precipitare nell arbitraggio di terza categoria. Per Cruciani quindi addio 3

6 gloria e addio soldi. La ascesa/discesa di Cruciani incomincia a intrecciarsi con le vicende di malaffare che si svolgono a lato del campionato di terza categoria in Sardegna dove lui è stato spedito. La squadra più scadente di questa categoria è l Atletico Pabarile, allenata dall ormai cieco e anziano Prospero, destinata a subire ogni anno le umilianti sconfitte inflitte dal Montecrastu, un team allenato invece dall arrogante e sexy Brai. Le sorti dell Atletico Pabarile prendono però un improvvisa e positiva virata con l arrivo del fuoriclasse Matzutzi, un giovane emigrato e promessa del calcio. Grazie a Matzutzi, l Atletico Pabarile incomincia a vincere una partita dietro l altra riuscendo, in questo modo, a rimontare facilmente sulla squadra rivale. Le vicende dei due team di alternano e si incrociano all ascesa dell arbitro Cruciani in un quadro in cui sembra dominare quella che appare come una vera e propria faida regolata dai codici della pastorizia sarda. Nella squadra del Montecrastu infatti ci sono due giocatori che sono anche cugini. Uno dei due ruba un agnello all altro e viene punito con la morte. Il suo cadavere non verrò scoperto, perché tutti, inclusa la vedova e il figlio di 11 anni, saranno troppo distratti dai festeggiamenti per il Dio-Calcio. In questo quadro di corruzione e rivalità però si fa spazio anche l amore grazie a Miranda, la giovane figlia dell allenatore Prospero, della quale Matzutzi si innamorerà. S e nel 2009 L arbitro di Paolo Zucca vinse il David di Donatello come Miglior Corto, nel 2013 è diventato un lungometraggio e si è conquistato un posto nella sezione Giornate degli Autori alla Mostra di Venezia. Girato completamente in bianco e nero, L arbitro è un film che diverte anche se non può essere definito un capolavoro. In certi punti infatti sembra che la sceneggiatura non riesca a sciogliere del tutto alcuni punti drammaturgici, facendoli apparire alla fine molto banali e scollegati tra di essi. È il caso, ad esempio, dell intreccio amoroso tra Miranda (Geppi Cucciari) e Matzutzi (Jacopo Cullin) rispetto a tutto il resto della storia, ma anche delle sorti del protagonista Cruciani (interpretato da Stefano Accorsi) rispetto a quelle degli altri personaggi. Il film, quindi, non sembra avere una forza in grado di amalgamare e integrare elementi che, invece, presi singolarmente appaiono in tutta la loro validità. Va infatti apprezzata la capacità di Paolo Zucca di raccontare e rappresentare un certo provincialismo italiano con molta arguzia e ironia, così come va apprezzata la scelta di un cast molto valido, in grado di interpretare personaggi che troppo facilmente rischiano di perdere la loro lucida ironia per sfociare nel grottesco. Soprattutto a causa del tema trattato che varia dalla passione tipicamente italiana per il calcio fino al quello purtroppo attualissimo della corruzione, Zucca ha rischiato di far sfociare il suo racconto sul un fiume di banalità e di già visto che però riesce ad evitare. In questo senso gli va riconosciuto anche il merito di aver diretto due volti noti come Accorsi e la Cucciari, proponendoli in registri interpretativi diversi da quelli per i quali il pubblico più spesso li conosce. A questo, va aggiunta un indubbia capacità del regista nell utilizzo della macchina con cui riesce a ritagliare le figure umane e i luoghi senza banalità. Marianna Dell Aquila COLPA DELLE STELLE (The Fault in Our Stars) Stati Uniti, 2014 Regia: Josh Boone Produzione: Temple Hill Entertainment Distribuzione: 20th Century Fox Italia Prima: (Roma ; Milano ) Soggetto: dal romanzo omonimo di John Green Sceneggiatura: Scott Neustadter, Michael H. Weber Direttore della fotografia: Ben Richardson Montaggio: Robb Sullivan Musiche: Mike Mogis, Nathaniel Walcott Scenografia: Molly Hughes Costumi: Mary Claire Hannan Effetti: Phosphene, Savage Visual Effects, Spontaneous, LOOK! Effects Inc. Interpreti: Shailene Woodley (Hazel Grace Lancaster), Ansel Elgort (Augustus Gus Waters), Laura Dern (Frannie), Sam Trammell (Michael), Nat Wolff (Isaac), Willem Dafoe (Peter Van Houten), Mike Birbiglia (Patrick), Lotte Verbeek (Lidewij Vliegenthart), Emily Peachey (Monica), Sophie Guest (Jackie), Milica Govich (Madre di Gus), David Whalen (Padre di Gus), Dela Cruz (Dott.ssa Maria), Randy Kovitz (Dott. Simmons), Wyatt McClure (Gabriel), Jordan Drexel (Sid), Pj Rossotto (Pj) Durata: 125 4

7 H azel Grace convive con la sua leucemia già dall età di 13 anni. Ormai adolescente insieme al suo romanzo La frizione imperiale sogna una vita normale come tutte le ragazze della sua età. Sempre attaccata a un respiratore, trascina con quello anche la sua forza di volontà. La sua unica via di scampo sono i medicinali e i gruppi di sostegno, ai quali va mal volentieri, su consiglio della madre. Un giorno,durante uno di questi incontri, conosce un ragazzo di nome Augustus Waters, guarito da poco da un cancro osseo che lo aveva costretto all amputazione di una gamba. Tra i due nasce una amicizia molto forte e speciale e insieme ridono e scherzano sulla loro difficile vita. Cominciano ad esplorare i mondi dell altro, a conoscersi intimamente in un rapporto perfetto e idilliaco. Hazel è sempre costretta ad avere con sé il respiratore ma il suo sogno è quello di andare ad Amsterdam per conoscere personalmente l autore di La frizione imperiale. Gus prende contatto con l autore che gli risponde felice di poterli ricevere. Nonostante i medici sconsiglino vivamente di far affrontare ad Hazel un viaggio così lungo, i genitori vogliono farle un regalo e decidono ugualmente di intraprendere questa avventura. Hazel così vola in Olanda con la mamma e Augustus. Ad Amsterdam la loro storia arriva all apice. L atmosfera si fa magica, i due ragazzi vanno in un elegante ristorante per una cena a lume di candela, si danno il primo bacio nella casa di Anna Frank e in albergo fanno per la prima volta l amore. Arriva poi il fatidico giorno in cui vanno a conoscere di persona Peter Van Houten ma l esperienza risulta a dir poco negativa. L autore li tratta male, sembra quasi che non possa essere lui l artefice del romanzo tanto amato da Hazel. Ma il peggio deve ancora arrivare. Di lì a poco Augustus le dirà che ha scoperto di avere nuove metastasi in tutto il corpo e che non gli rimarrà molto da vivere. Le settimane che seguono sono durissime e ricche di emozioni forti: il malore di Augustus, il finto funerale e, alla fine, il dramma. I ronia e sarcasmo sulla malattia inguaribile per eccellenza, il cancro. Due giovani adolescenti, il loro rapporto con i problemi di salute e la complicità che nasce tra loro. Chi si aspetta un nuovo Twilight si sbaglia. L amore tra questi due ragazzi è sorprendentemente leggero, spensierato e anche intellettualmente stimolante. Grande l interpretazione di entrambi i protagonisti. Hazel è Shailene Woodley, l ex figlia di Clooney in Paradiso amaro, guerriera della saga Divergent, Film Tutti i film della stagione interprete in The spectacular now e White Bird in a Blizzard e futura Mary Jane del nuovo Spider-Man; Ansel Engort, nei panni di Augustus Waters è invece fratello di Shailene in Divergent, visto in Lo sguardo di Satana Carrie e protagonista del nuovo film di Jason Reitman (Men, women & children). Eccezionale anche l interpretazione di Wilhem Defoe nei panni del cinico scrittore olandese. Il regista Josh Boone decide di tramutare in pellicola il best seller di John Green. Campione di incassi già in America per diverse settimane, il film, arrivato in Italia, ha commosso non solo i teenager ma anche i più grandi. Aldilà della scelta per la colonna sonora del successo commerciale del momento Boom Clap di Charli XCX, che fa sfondo alle scene ambientate ad Amsterdam, il film è rivolto non solo ai teenagers e risulta piuttosto equilibrato. A grandi momenti di leggerezza si alternano infatti momenti drammatici e di malattia che risultano mai banalizzati né pesanti, o che intendono muovere a compassione il pubblico Il dolore necessita di essere sentito dice la protagonista del film. Simpatico anche il personaggio dell amico di Augustus, Isaac, che durante il film perde gradualmente la vista ma non il senso dell ironia; trovata carina del regista è stata quella di far apparire in sovraimpressione le nuvolette degli sms che si scambiano Hazel e Augustus. I due per tutta la loro storia si chiamano per cognome e anche il loro primo incontro è piuttosto originale: emblematica la scena dove Augustus, dopo aver infastidito e urtato la sensibilità della nuova amica, con la sigaretta in bocca dice: Tieni tra i denti ciò che uccide e non gli dai il potere di farlo. Metaforicamente è quello che fanno i due ragazzi durante tutta la loro vicenda: sanno che la loro esistenza sarà brevissima, ma la vivono senza che la paura e la tristezza prendano il sopravvento. Mi hai dato un per sempre in un numero finito. Solitamente poi nelle storie di drammi giovanili si calca la mano sull assenza di genitori manchevoli di attenzioni; qui invece non solo i genitori sono presenti, ma, da un punto di vista registico, si sceglie di dare a ciascuno di loro uno spazio definito e rilevante. La ragazza, nonostante sia gravemente ammalata, ha a tratti un rapporto conflittuale con i genitori come tutte le sue coetanee. Come si diceva prima, Colpa delle stelle è un film che parla con normalità e realismo della difficile condizione di vita di ragazzi malati di cancro. A molti potrebbero tornare alla mente altre storie d amore impossibili come in Figli di un dio minore. La drammaticità del film e del finale non fanno però rimanere nell animo alcuna sensazione di pesantezza che altri film invece lasciano. Questo per via della serenità con cui per primi i protagonisti vivono le forti drammaticità. Emerge la loro voglia di vivere e il senso di sfida nei confronti della vita. Simbolica la faticosissima e rischiosa scalata di Hazel nella casa di Anna Frank. Una scalata verso l alto, verso quella voglia di infinito che divora Hazel e Augustus Alcuni infiniti sono più grandi di altri. Colpa delle stelle sì, ma anche se il destino è stato crudele con loro, i due innamorati alzano sempre la testa verso il cielo per guardare in alto, per guardare le stelle. Giulia Angelucci 5

8 SIN CITY UNA DONNA PER CUI UCCIDERE (Sin City: A Dame to Kill For) Stati Uniti, 2013 M arv, gangster dalla forza sovraumana, si aggira tra le strade in bianco e nero della città del peccato. Dopo aver steso al tappeto dei giovani sprovveduti, l uomo va a trovare la sua protetta Nancy nel locale a luci rosse dove la donna si esibisce ogni sera. Qui fa la sua entrata Johnny, un ragazzo fortunato e presuntuoso, portato per il gioco d azzardo. Dopo aver conosciuto la bella spogliarellista Marcy, il giovane si siede al tavolo da poker per sfidare il potente senatore Roark. In poche mani Johnny fa suo l intero patrimonio di Roark e abbandona il tavolo, per spendere tutto il denaro in giro per la città con la sua nuova amica Marcy. Al senatore tuttavia non è andata giù la sconfitta e così intercetta il ragazzo e gli procura gravi danni fisici. Improvvisamente ci troviamo sul tetto di un palazzo sul quale Dwight McCarthy, detective privato, scatta alcune foto. Il passato di Dwight è legato alla sua ex Ava, ora sposata col ricco Damien Lord. La ragazza ricontatta dopo anni Dwight, facendogli credere di essere in pericolo per colpa del suo attuale marito. L uomo, pur non fidandosi della donna, la difende e uccide il signor Lord. Inaspettatamente si scopre che si trattava di un perfido piano di Ava per ereditare le ricchezze del marito. Per completare il suo piano, la donna spara a Dwight, che però viene salvato appena in tempo dal suo amico Marv e portato nella città vecchia. Qui, le amiche del passato si prendono cura di Dwight e promettono Regia: Frank Miller, Robert Rodriguez Produzione: Robert Rodriguez, Aaron Kaufman per Dimension Films, Troublemaker Studios, Ar Films in associazione con Aldamisia Entertainment Distribuzione: Lucky Red Prima: (Roma ; Milano ) Soggetto: dalle GraficNovels di Frank Miller Sceneggiatura: Frank Miller Direttore della fotografia: Robert Rodriguez Montaggio: Robert Rodriguez Musiche: Robert Rodriguez, Carl Thiel Scenografia: Steve Joyner, Caylah Eddleblute Costumi: Nina Proctor Effetti: John McLeod, Doug Campbell, Ed Chapman, Jon Cowley, Stefen Fangmeier, Josh Saeta, Prime Focus Interpreti: Mickey Rourke (Marv), Jessica Alba (Nancy Callahan), Josh Brolin (Dwight McCarthy), Joseph Gordon-Levitt (Johnny), Rosario Dawson (Gail), Bruce Willis (Hartigan), Eva Green (Ava Lord), Powers Boothe (Senatore Roark), Dennis Haysbert (Manute), Ray Liotta (Joey), Stacy Keach (Wallenquist), Jaime King (Goldie/Wendy), Christopher Lloyd (Kroenig), Jamie Chung (Miho), Jeremy Piven (Bob), Christopher Meloni (Mort), Juno Temple (Sally), Marton Csokas (Damien Lord), Jude Ciccolella (Tenente Liebowitz), Julia Garner (Marcie), Lady Gaga (Bertha), Alexa Vega (Gilda), Patricia Vonne (Dallas), Bart Fletcher (Flint), Alejandro Rose- Garcia (Buzz), Johnny Reno (Weevil), John Wirt (Heavy), Greg Ingram (Mothra), Jimmy Gonzales (Jacoby), Daylon Walton (Gordo), Rob Franco (Luigi), Billy Blair (Louie), Vincent Fuentes (Abdul), Alcides Dias (Tony), Kimberly Cox (Lillian), Patrick Sane (Gorgo) Durata: 102 di aiutarlo a vendicarsi. In seguito, l uomo e le ragazze assaltano la residenza di Ava e, dopo aver resistito al suo ennesimo tentativo di seduzione, Dwight la uccide. Parallelamente Johnny, gravemente ferito, va a farsi medicare da un dottore. Subito dopo corre a casa di Marcy, ma scopre che la ragazza è stata spietatamente uccisa dal senatore. Deciso a vendicarsi, Johnny torna al locale e sfida una volta ancora Roark al tavolo da poker. Il ragazzo vince una seconda volta, ma il senatore, accecato dalla rabbia, gli spara, freddandolo sul colpo. Resta soltanto una donna che può uccidere il perfido Roark: Nancy. La spogliarellista vuole vendicare il detective Hartigan, suo amico, suicidatosi per colpa del senatore anni prima. Dopo mesi di preparazione, Nancy coinvolge Marv e insieme attaccano la dimora di Roark eliminando tutti i suoi uomini. Arrivata al duello finale, la giovane sembra avere la peggio, ma un improvvisa apparizione del detective su uno specchio distrae il senatore, che viene ferito a morte dalla ragazza. F rank Miller e Robert Rodriguez ci portano, una volta ancora, tra le fredde strade della città del peccato, immaginaria ma non troppo. Sin City è una città senza tempo, che ci ricorda qualcosa del passato, ma che potrebbe esistere anche nel futuro. I suoi protagonisti, giovani gangsters senza scrupoli, politici e funzionari corrotti, donne tanto belle quanto spietate, si aggirano mossi da sentimenti estremi, ma al contempo umani: la vendetta, la gelosia, l amore, il rimorso. Il duo Miller Rodriguez riesce a creare un mondo 6

9 parallelo fantasioso e allo stesso tempo credibile, immaginario ma reale, facendo così lavorare perfettamente la macchina della finzione. Anche grazie a un cast stellare e alle eccellenti prestazioni di Eva Green, Joseph Gordon- Levitt e Josh Brolin (senza dimenticare Mickey Rourke se pur in un ruolo minore) lo spettatore viene attirato pericolosamente nel grigio, cupo, affascinante mondo della città dei vizi e delle tentazioni. L idea di dividere la trama in varie storie collegate tra loro non spezza il film, anzi mantiene alto il ritmo e costante l attenzione. I dialoghi, più adatti al fumetto che alla pellicola, funzionano, poiché sono retti da personaggi credibili e da un atmosfera azzeccata. Lo stile cinematografico di Rodriguez si lega perfettamente a quello da graphic novel di Frank Miller, facendo quasi sembrare che la pellicola sia girata da un unico regista. Sin City Una donna per cui uccidere pertanto, non fa minimamente rimpiangere l episodio precedente e anzi, fa sperare in un futuro ritorno tra le grigie strade, i locali a luci rosse, gli inseguimenti a folle velocità e le mille storie che la città del peccato ha ancora da raccontare. Giorgio Federico Mosco IL CAPITALE UMANO Italia,Francia, 2014 Regia: Paolo Virzì Produzione: Fabrizio Donvito, Benedetto Habib, Marco Cohen per Indiana Production Company, in collaborazione con Rai Cinema e Manny Film, Motorino Amaranto Distribuzione: 01 Distribution Prima: (Roma ; Milano ) Soggetto: dal romanzo omonimo di Stephen Amidon Sceneggiatura: Francesco Bruni, Francesco Piccolo, Paolo Virzì Direttore della fotografia: Jérôme Alméras Montaggio: Cecilia Zanuso Musiche: Carlo Virzì Scenografia: Mauro Radaelli Costumi: Bettina Pontiggia Effetti: EDI Effetti Digitali Italiani Interpreti: Valeria Bruni Tedeschi (Carla Bernaschi), Fabrizio Bentivoglio (Dino Ossola), Valeria Golino (Roberta Morelli), Fabrizio Gifuni (Giovanni Bernaschi), Luigi Lo Cascio (Donato Russomanno), Giovanni Anzaldo (Luca Ambrosini), Matilde Gioli (Serena Ossola), Guglielmo Pinelli (Massimiliano Bernaschi), Gigio Alberti (Giampi), Bebo Storti (Ispettore Ranucci), Paolo Pierobon (Zio Davide), Gianluca Di Lauro (Fabrizio, il cameriere in bici), Stefano Fiorentino (Amico e socio di Bernaschi), Fulvio Milani (Altro amico di Bernaschi), Vincent Nemeth (L avvocato Gérard Pierret), Francesca Lancini (Florence, la segretaria di Bernaschi), Michael Sart (Jean Louis) Durata: 109 I n una provincia lombarda, presumibilmente la Brianza, si intrecciano le storie di due famiglie, i Bernaschi e gli Ossola. Giovanni Bernardi è uno squalo della finanza, si aggira per i mercati del mondo, ha sempre un aereo che gli parte fra mezz ora, sostenuto da uno stuolo di avvocati e manager senza scrupoli alla ricerca di denaro che produca altro denaro, la cui cassaforte principe è il Fondo d Investimento della famiglia. La moglie Carla, bella donna ed ex attrice, vive ingenuamente e superficialmente la sua vita di ricchezza nella villa con campo da tennis e piscina interna senza farsi troppi perchè. Ha però un sogno nascosto, quello di rinverdire il lontano amore per le scene convincendo il marito a rilevare il vecchio Politeama abbandonato da vent anni e ristrutturarlo completamente, per riportarlo ai nuovi fasti di una rinnovata programmazione teatrale. È aiutata in questo sogno da un velleitario professore che mantiene vivo il fuoco della passione culturale della bella signora invaghendosi di lei e che con lei passa qualche ora di sesso durante una delle tante assenze del marito. Il sogno teatrale va presto in frantumi perchè Giovanni, per tamponare la crisi di liquidità che lo sta attanagliando, preferisce usare l immobile per ricavarne degli appartamenti da vendere presto lungo la scia delle sue speculazioni. Incantato da tutto questo denaro, vero o falso che sia, è l altro protagonista maschile, Dino Ossola, immobiliarista che da tempo cerca di elevarsi al livello dei veri ricchi senza riuscirci; tutto questo nonostante la presenza della seconda moglie Roberta, umanissima psicologa, priva di avidità e incinta di due gemelli. L occasione è data a Dino dal flirt esistente tra sua figlia Serena e Massimiliano, il figlio di Bernaschi: la situazione permette a Dino di inserirsi nelle alte sfere giocando a tennis con il gruppo di Giovanni e poi di entrare con una quota di settecentomila euro (presi a prestito grazie a un amico in banca) nel famoso Fondo di Investimento che promette (a sentire Bernaschi) una redditività anche del 40%. In mezzo a questo groviglio di denaro, rapporti e falsità scoppia un problema serio: un cameriere del catering utilizzato per una festa è investito sulla strada di ritorno a casa, percorsa in bicicletta e ridotto in fin di vita (muore dopo qualche giorno d ospedale). Il mezzo responsabile dell incidente sembra essere il SUV del figlio di Bernaschi che però quella notte famosa era a casa inebetito dall alcol. Cosa era successo? Serena aveva accompagnato a casa Massimiliano con la propria macchina mentre un suo nuovo amico, Luca, ragazzo difficile e con un doloroso passato alle spalle, di cui lei si stava innamorando, aveva condotto il SUV, procurando sbadatamente l incidente. Nell intrico delle testimonianze inattendibili, la luce definitiva la dà al commissario un informazione di Dino Ossola che, nel computer della figlia aveva, per un colpo di fortuna, letto il racconto di come erano andate le cose ed era disposto a dare il resoconto a Carla Bernaschi dietro la restituzione (più interessi) dei soldi buttati al vento sul Fondo che, nel frattempo, com era prevedibile, aveva procurato solo perdite e niente guadagni. Alla fine tutto, è perfettamente ricomposto: il figlio di Bernaschi è libero da ogni sospetto, il padre dà un grande party per festeggiare la ripresa dei suoi affari, Dino è rientrato dei suoi soldi, Serena va a trovare il suo nuovo amore in carcere da cui presto uscirà, la famiglia del cameriere ucciso nell incidente viene risarcita con la cifra prevista dalle tabelle assicurative che si riferiscono, secondo una serie di parametri, al valore del capitale umano andato perduto. 7

10 P aolo Virzì utilizza, con i suoi sceneggiatori abituali Bruni e Piccolo, il romanzo di Stephen Amidon ambientato nel Connecticut e ne traduce la storia in un ambientazione lombarda che ha molto infastidito gli abitanti di quelle zone che hanno insistito nel non riconoscersi negli argomenti e nei personaggi dediti al denaro per il denaro e alla costruzione finanziaria del medesimo: è stata trascurata, hanno detto, la considerazione per un tessuto sociale formato da piccole e medie imprese artigiane e industriali, figlie delle grandi industrie tessili, alimentari e manifatturiere di un tempo, la cui forza connettiva è data dall amore per il lavoro, la produttività e la convinzione di poter contare (e di farcela) sempre sulle proprie risorse, senza affidarsi ad architetture finanziarie prive di solidità. Non ci interessano le polemiche spicce: Virzì ha ambientato una storia di denaro, di aridità e di amarezza in una zona, in cui di denaro ce n è tanto e sappiamo bene che questo non riscalda la sollecitudine dei rapporti umani, punto. Virzì dà una sterzata all evoluzione del suo racconto cinematografico che ci ha portato sempre alla riflessione impietosa mista alla commedia, virando decisamente verso il dramma: l analisi che il regista fa di uno specchio della nostra società, o meglio, di come questa abbia occupato un territorio di aridità, sopraffazione, disinteresse per il prossimo, incultura e la più bassa materialità è senza risparmio. Non c è pietà, lo notiamo per la prima volta in un film del regista livornese, per nessuno dei suoi personaggi, e questo è più grave, nessuno di essi sembra nascondere un brandello di luce che possa rendere meno buio il suo futuro. È così e basta, a meno che non si stia completamente fuori dal gioco perverso del denaro e si cerchi di indirizzare la vita verso altro. Risponde a questa diversa esigenza il personaggio di Roberta, la psicoanalista (ASL!) moglie di Dino, l unica dotata di quella sensibilità che l aiuta a ragionare con la propria testa e la propria anima. Lo scotto che paga il personaggio è quello di sparire spesso e di non essere sempre utile all economia del racconto, tanto che, purtroppo, la maggior parte delle pagine scritte su questo film non ne accennano quasi, come fosse dimenticato (e stiamo parlando dell ottima presenza della Golino). Non pensiamo sia uno strafalcione di sceneggiatura, considerato il professionismo degli autori, ma siamo convinti che la forza, il disprezzo manifestamente espresso da Virzì per la torva volgarità di questa gente che ha mandato a picco il Paese e per la brutale, offensiva indifferenza a cui ha voluto abituarci, lo abbia fatto correre come un diretto verso il suo obiettivo di denuncia, a costo di lasciare un personaggio per strada. Il capitale umano che dà il titolo al film non è solo il riferimento al misero conteggio con cui viene risarcita la famiglia del cameriere gettato fuori strada senza attenzione, né rispetto, ma un termine beffardo rapportato alla miseria a cui hanno voluto ridurre l esistenza stessa e il vivere civile, sviliti e calpestati perchè il denaro potesse dare corso alla sua occupazione territoriale. Stupendi tutti gli attori, che, pur conosciutissimi, sono ancora in grado di darci un inquietudine in più, uno sgomento imprevisto, un ombra inaspettata che lascia senza fiato ma che ci regala una convinzione: il cinema italiano c è, ci sono i registi e le storie, ci sono gli attori, riaffiora lo smalto di quella cinematografia che ci ha reso un tempo rispettati, quella fantasia del recitare, quella voglia di approfondimento di temi e idee ricchi di interesse e attualità. Non dobbiamo lasciarci scappare questo momento, dobbiamo crederci, tutti. Fabrizio Moresco APES REVOLUTION IL PIANETA DELLE SCIMMIE (Dawn of the Planet of the Apes) Stati Uniti, 2014 Regia: Matt Reeves Produzione: Rick Jaffa, Amanda Silver, Peter Chernin, Dylan Clark per Chernin Entertainment Distribuzione: 20th Century Fox Italia Prima: (Roma ; Milano ) Soggetto: al romanzo Il pianeta delle scimmie di Pierre Boulle Sceneggiatura: Mark Bomback, Rick Jaffa, Amanda Silver Direttore della fotografia: Michael Seresin Montaggio: William Hoy, Stan Salfas Musiche: Michael Giacchino Scenografia: James Chinlund Costumi: Melissa Bruning Effetti: Joe Letteri Interpreti: Andy Serkis (Caesar), Jason Clarke (Malcolm), Gary Oldman (Dreyfus), Keri Russell (Ellie), Toby Kebbell (Koba), Kodi Smit-McPhee (Alexander), Kevin Rankin (McVeigh), Kirk Acevedo (Carver), Keir O Donnell (Finney), Judy Greer (Cornelia), Scott Lang (Luca), Al Vicente (Manone), Lombardo Boyar (Terry), Karin Konoval (Maurice), Larramie Doc Shaw (Ash), Nick Thurston (River), Lee Ross (Grey) Durata: 133 8

11 1 0 anni dopo gli eventi raccontati nel film precedente, la popolazione umana ha subito perdite tremende a causa del rilascio del virus T-113, progettato per curare la malattia di Alzheimer, ma rivelatosi un medicinale mortale per l uomo e capace di aumentare l intelligenza delle scimmie. In questo desolato e distopico futuro, lo scimpanzé evoluto Cesare è riuscito a liberare e a riunire gli altri membri della sua specie, organizzando in una colonia nella foresta. Un giorno, mentre Occhi Blu, figlio di Cesare e Cornelia, e Ash, il figlio dello scimpanzé ex-maschio alfa Rocket, si muovono per il bosco, incontrano un essere umano. L uomo, Carver, viene preso dal panico e spara ad Ash, ferendolo, per poi chiamare il resto del suo gruppo, guidato dallo studioso Malcolm, mentre Occhi Blu grida aiuto alle scimmie. Il piccolo gruppo di sopravvissuti viene circondato dalle scimmie furiose, ma Cesare le trattiene e si limita a ordinare al gruppo di Malcolm di andarsene dal suo territorio, così gli umani se ne tornano nella fortezza dei sopravvissuti al T-113, situata nelle rovine di San Francisco. Koba, il bonobo sfregiato che nutre rancore verso gli umani per gli esperimenti ai quali lo hanno sottoposto, suggerisce a Cesare di recarsi a San Francisco per dare un ultimatum ai sopravvissuti. Così il giorno seguente l esercito di scimmie si presenta alle porte della fortezza degli umani, dalla quale esce fuori Malcolm; Cesare stabilisce severamente che nessun umano deve osare avvicinarsi al suo branco ed è disposto a combattere se necessario. Nonostante il timore tra i sopravvissuti, scaturito dal minaccioso messaggio dello scimpanzé, Malcolm riesce a convincere Dreyfus, il leader della fortezza, di permettergli di recarsi nella foresta per tre giorni nel tentativo di stabilire un rapporto pacifico con il popolo delle scimmie, anche perché la colonia di Cesare si trova vicino a una diga dalla quale possono ottenere energia elettrica per la città. Pur non fidandosi delle scimmie, Dreyfus permette a Malcolm di compiere la sua ricerca, ordinandogli però di essere accompagnato da un gruppo di uomini armati. Gli uomini di Dreyfus, con suo figlio Alexander e dalla sua nuova moglie Ellie, Malcolm raggiunge la foresta di sequoie e decide di proseguire da solo per evitare scontri. Ben presto Malcolm si lascia catturare da un gruppo di gorilla che lo conducono dinanzi a Cesare, il quale permette a lui e al suo gruppo di compiere le riparazioni della diga purché non facciano uso di armi. Gradualmente la tensione reciproca di entrambe le parti si placa, ma la fiducia si ferma a un punto morto Film Tutti i film della stagione quando Carver minaccia il nuovo figlio neonato di Cesare con un arma nascosta. Lo scimpanzé si sbarazza del fucile e prova di nuovo rabbia verso gli umani, ma poi perdona il gruppo di Malcolm quando Ellie cura Cornelia, la sua compagna, da una malattia, somministrandole degli antibiotici. Nel frattempo, all insaputa di Cesare, Koba si è messo a spiare gli umani a San Francisco e, in seguito, torna nella colonia accusando Cesare di nutrire più fiducia negli uomini che nelle scimmie. Furioso, Cesare si avventa su Koba e cerca di strangolarlo, ma poi si ferma, risparmiandolo, ricordandosi il proprio codice morale per cui scimmia non uccide scimmia. Malcolm e gli uomini conducono le riparazioni della diga e la rimettono in funzione, riportando l elettricità a San Francisco. Durante i festeggiamenti, però, Koba, che non è in totale accordo, torna di nascosto nella fortezza dei sopravvissuti dove ruba delle armi da fuoco, dopo aver ucciso due guardie. Tornato nella foresta di sequoie, Koba uccide Carver e gli ruba l accendino. Senza essere visto da nessuno, Koba fa cadere Cesare sparandogli, apparentemente uccidendolo, per poi incendiare la colonia delle scimmie con l accendino di Carver. In questo modo, Koba incolpa gli umani della morte di Cesare e dell incendio, prende quindi il comando e dichiara guerra ai sopravvissuti di San Francisco. Mentre il gruppo di Malcolm cerca di mettersi in salvo, Koba sferra un terribile attacco alla fortezza degli umani e vince compiendo una strage usando le armi da fuoco. Mentre Dreyfus si rifugia nei sotterranei, gli umani rimasti vivi vengono imprigionati come animali. Quando Ash si rifiuta di uccidere due persone citando gli insegnamenti di Cesare, Koba lo uccide senza pietà e ordina di ingabbiare tutti coloro rimasti fedeli a Cesare, tra i quali l orangotango Maurice. Nel frattempo il gruppo di Malcolm trova Cesare ferito gravemente e decide di portarlo a San Francisco; in città la scimmia chiede di essere condotto alla sua vecchia abitazione in periferia, dove è stato cresciuto dal defunto Will Rodman. Mentre viene medicato, Cesare dice ad Occhi Blu che è stato Koba ad avergli sparato, rendendosi anche conto che le scimmie non sono migliori degli umani. Desideroso di voler riparare agli errori commessi, Occhi Blu libera Maurice e le altre scimmie ingabbiate che a loro volta liberano gli umani prigionieri. In seguito, Cesare e i suoi seguaci pianificano di combattere l esercito di Koba nella torre della fortezza dei sopravvissuti. Dopo aver condotto le scimmie sotto il palazzo attraverso la metropolitana, Malcolm va incontro a Dreyfus, il quale è riuscito a stabilire un contatto radio con un altro insediamento di sopravvissuti a Nord che sta venendo per aiutarli a respingere le scimmie. Mentre Cesare e Koba si combattono in uno scontro corpo a corpo all ultimo sangue, Malcolm non riesce a impedire a Dreyfus di detonare delle cariche di esplosivo C-4 ai piedi della torre. Nell esplosione Dreyfus muore e parte della torre crolla. Al vertice del palazzo decadente, Cesare riesce a dominare Koba sporgendolo nel vuoto, e il bonobo cerca di salvarsi ricordando a Cesare la sua stessa legge. Di tutta risposta Cesare gli ribatte che non lo considera più una scimmia e così molla la presa lasciando precipitare Koba dalla torre, uccidendolo.malcolm raggiunge Cesare e lo informa che stanno arrivando i rinforzi militari degli umani. Cesare dice a Malcom che gli esseri umani non perdoneranno mai le scimmie per il loro attacco e gli consiglia di trovare un posto sicuro per lui e per la sua famiglia prima che la guerra abbia inizio. Nel finale, mentre Malcom si ritira nell ombra, le scimmie si prostrano alla famiglia di Cesare. E pico e avvincente. Non lo si potrebbe descrivere meglio di così, con queste due semplici parole. Apes Revolution Il pianeta delle scimmie non è solo un film di fantascienza, ma anche una parabola discendente del genere umano, un piccolo affresco sul rapporto padre figlio, un racconto elaborato sull odio e il rancore. La sceneggiatura va ben oltre i semplici generi dello sci fi e dell action; è ben strutturata, calibrata e regala un film adrenalinico dal ritmo avvincente e con sequenze di guerra alternate a momenti riflessivi e ricchi di sentimenti e, per di più, senza mai cadere in sciocchi pietismi. I personaggi sono ben scritti, coerenti nel loro agire e mai banali. Il dualismo che si innesca tra Cesare, il capo delle scimmie, e Malcolm, una sorta di negoziatore fra le due razze, è il motore della storia: senza la loro reciproca fiducia e la crescente stima che li lega, non avverrebbe niente di tutto ciò che accade nel film. I punti in comune tra i due sono palesi: la paura per la fine della propria razza, il senso di protezione verso la famiglia e il desiderio che tra umani e scimmie possa esserci pace e collaborazione. Purtroppo, come afferma Cesare l essere umano non perdona e questo enorme difetto dell umanità porterà a una guerra sanguinosa. Tra tutti i personaggi del film, quello che più resta impresso e che più colpisce in quanto a meticolosa costruzione, è proprio Cesare: carismatico e forte, 9

12 un vero leader onesto e compassionevole, ma non per questo meno duro, o che non sia in grado di dispensare punizioni e ordini. Come opposto dell ALpha c è Koba, altro personaggio ben riuscito. In Koba prevale l odio e il rancore e non c è spazio per il perdono o la compassione; talmente forte il suo bisogno di vendetta, che è pronto a sacrificare tutta la sua razza, persino il suo leader, per portare a compimento il suo volere. In tal senso, Cesare e Koba ricordano molto altri due personaggi della fortunata saga degli X - Men: rispettivamente Xavier e Magneto. Come i due mutanti, anche le due scimmie hanno iniziato a combattere insieme e si sono spalleggiati per lungo tempo, ma le diverse esperienze legate ai rapporti col genere umano, li conducono in due strade diverse: pace e risentimento. Il film affronta anche in maniera impeccabile i concetti di paura e odio che si contrappongono a quello di perdono: se accecati dal bisogno di vendetta si giunge solo alla morte, mentre se si cerca il dialogo si può collaborare e coesistere. E tutto questo da parte di entrambe le razze; perché come le scimmie hanno Koba, gli esseri umani hanno Carver e Dreyfus, in un gioco di equilibri tra reciproco razzismo e bisogno di trovare una via di pace. Altrimenti detto, nessuna razza è esente da alcun sentimento e in ogni razza vi sono buoni e cattivi. Altro aspetto da non sottovalutare è la decadenza del genere umano, intesa non solo come estinzione, ma soprattutto come discesa nell amoralità. Nel film è estremamente evidente che l uomo è, e sarà, la causa principale della propria fine: che sia un virus creato in laboratorio, i propri sentimenti, l uso smodato delle risorse naturali e la relativa mancanza di rispetto verso la Terra: niente potrà salvarlo dall autodistruzione. Tutto questo poggia, poi, su un poderoso sistema di effetti speciali che non disturba mai la visione del film, ma, anzi, esalta la magnificenza delle scimmie e la spaventosa bellezza di una Terra che è di nuovo preda della natura selvaggia. Utilizzando la stessa tecnica di Avatar, con in più degli evidenti miglioramenti nella risoluzione digitale, Cesare e Koba sembrano scimmie in carne e ossa, con tanto di espressioni umane. In tal senso il particolare degli occhi di Cesare che aprono e chiudono il film sono emblematici: prima tenaci per la caccia alle antilopi, poi pieni di paura e consapevolezza per l inizio della guerra. Gli attori Gary Oldman (Dreyfus), Andy Serkis (Cesare), Jason Clarke (Malcolm) e Toby Kebbell (Koba) ci regalano tutti un ottima prova attoriale andando così a completare un già ottimo lungometraggio. In conclusione, Apes Revolution Il pianeta delle scimmie è uno dei migliori film dell anno. Elena Mandolini MAZE RUNNER IL LABIRINTO (The Maze Runner) Stati Uniti, 2014 Regia: Wes Ball Produzione: 20th Century Fox, Gotham Group Distribuzione: 20th Century Fox Italy Prima: (Roma ; Milano ) V.M.14 Soggetto: dal romanzo Il labirinto di James Dashner Sceneggiatura: Noah Oppenheim, Grant Pierce Myers, T.S. Nowlin Direttore della fotografia: Enrique Chediak Montaggio: Dan Zimmerman Musiche: John Paesano Scenografia: Marc Fisichella Costumi: Christine Bieselin Clark Interpreti: Dylan O Brien (Thomas), Kaya Scodelario (Teresa),Thomas Sangster (Newt), Will Poulter (Gally), Patricia Clarkson (Ava Paige), Aml Ameen (Alby), Ki Hong Lee (Minho), Blake Cooper (Chuck), Dexter Darden (Frypan), Chris Sheffield (Ben), Jacob Latimore (Jeff), Alexander Flores (Winston), Randall Cunningham (Clint), Dylan Gaspard (Glader) Durata: 113 T homas si risveglia in un ascensore; con lui ci sono dei contenitori con cibo e quant altro contrassegnati con la dicitura WCKD. Quando l ascensore raggiunge la cima, la porta si apre sopra di lui e si ritrova davanti un gruppo di ragazzi della sua stessa età. Non ricorda niente, solo il suo nome di battesimo. Impaurito decide di fuggire, ma si ferma quando si accorge che è in una piccola radura circondata da enormi mura. Il leader del gruppo, Alby e il suo consigliere Newt spiegano la situazione a Thomas. Una volta al mese l ascensore arriva alla superficie con i rifornimenti e un nuovo ragazzo. Il loro gruppo vive nella cosiddetta radura, circondata da queste mura altissime. Nessuno di loro riesce a ricordare nulla del loro passato, o perché sono stati mandati lì; a ogni ragazzo viene dato un lavoro diverso. Alcuni sono costruttori, alcuni si dedicano all agricoltura e altri sono velocisti e hanno il compito più importante di tutti: devono trovare una via d uscita mappando il labirinto che circonda la radura. Infatti, tutti i giorni una porta delle alte mura si apre, consentendo ai velocisti di mappare il labirinto che, ogni notte, cambia aspetto. Inoltre, i velocisti devono 10

13 uscire dal labirinto prima che si richiuda, perché di notte escono i Dolenti, strani ragni robotici che uccidono i ragazzi o, peggio ancora, li infettano con strani pungiglioni, facendoli impazzire. Thomas assiste alla trasformazione in folle di un ragazzo, Ben, proprio il primo giorno che si trova alla radura. Alby e gli altri sono costretti a esiliare Ben all interno del labirinto, condannandolo a morte certa. Alby è stato il primo ragazzo ad arrivare nella radura. Nessuno sa perché sono lì. Thomas inizia a entrare nel gruppo e comincia a far amicizia con Alby, Newt e il piccolo e paffuto Chuck; l unico con cui non riesca a socializzare è il violento Gally che, fin da subito, vede in Thomas solo una minaccia per l equilibrio del loro gruppo. Tutte le notti Thomas ha un incubo pieno di immagini fugaci, tra cui spiccano quelle di un laboratorio, una ragazza mora e una donna bionda che dice solo: Wicked è buono. Il giorno successivo, Alby assieme a Minho, capo dei velocisti, vanno nel labirinto, facendo il percorso di Ben e scoprire cosa succede: infatti non era mai capitato che un dolente attaccasse di giorno. La notte si avvicina e i ragazzi non sono ancora tornati. Tutti si riuniscono intorno all ingresso del labirinto. Proprio mentre le porte stanno per chiudersi, si vede Minho, capo dei velocisti, che cerca di trascinare Alby, ferito gravemente, fuori dal labirinto. Thomas si precipita nel labirinto di aiutarli, ma la porta si chiude dietro di lui. Minho e Thomas nascondono Alby in un luogo sicuro e Thomas riesce persino a uccidere un dolente tra due mura del labirinto in movimento. Il giorno successivo Gally chiede una riunione per punire Thomas in quanto ha infranto le regole della radura. Minho e Newt sostengono, invece, di far diventare Thomas un velocista. Mentre è in corso una discussione in merito, l ascensore si attiva nuovamente. All interno sono presenti materiali di consumo e una giovane ragazza che fa il nome di Thomas e poi sviene. Newt nella sua mano trova un foglio di carta che dice: Lei sarà l ultima di voi. Un gruppo di ragazzi, con Thomas e Minho al comando, tornano nel labirinto, per recuperare la carcassa del dolente: all interno trovano uno strano dispositivo con un display elettronico col numero 7 e la scritta WCKD. I ragazzi si rendono conto che chi li rifornisce ogni mese e che manda i ragazzi nella radura è anche il creatore dei dolenti. Minho mostra a Thomas una mappa del labirinto: è già stato mappato tutto e non sono mai riusciti a trovare l uscita. Inoltre, ci sono diverse sezioni esterne che si aprono ogni giorno e ogni sezione esterna è numerata: la sera prima, la sezione 7 era aperta. La ragazza, che si chiama Teresa, si sveglia e l unica persona con cui vuole parlare è Thomas. Lei gli dice che si ricorda di Thomas e, proprio come lui, ricorda la donna bionda e la frase Wicked è buono. ; inoltre Teresa ha trovato due siringhe nella sua tasca con la scritta WCKD. Thomas si lega ancora di più a Chuck, ma Alby ancora non si risveglia. La mattina dopo Thomas e Minho vanno nel labirinto e con loro portano il dispositivo preso dal dolente; proprio il dispositivo li guida, come fosse un moderno navigatore, in una nuova sezione che Minho non ha mai visto. Minho è anche preoccupato del fatto che tutte le sezioni esterne del labirinto sembrano essere aperte. Si arriva a una vasta area contrassegnata dalla sigla WCKD e che finisce in un vicolo cieco, ma il dispositivo vira dal rosso al verde e si apre un nuovo percorso. Questo sentiero conduce a quello che sembra una sorta di tunnel fognario. I bordi del tunnel hanno la stessa melma che secernono i dolenti. Improvvisamente, il labirinto si anima e le sezioni cominciano a chiudersi: i due tornano giusto in tempo all interno della radura. Thomas decide di utilizzare una delle siringhe di Teresa su Alby, che si riprende: è sconvolto e dice che si ricorda tutto quanto e di come Thomas era il preferito degli scienziati che li hanno portati nella radura. Improvvisamente tutte le porte si aprono e i dolenti entrano nella radura uccidendo tanti ragazzi e distrugge il loro villaggio. Alby si sacrifica per salvare Thomas e, poco prima di morire, gli affida il gruppo di ragazzi e gli dice di portarli via di lì. Thomas, avendo capito che Alby ha ricordato tutto dopo la puntura del dolente e dopo il siero portato da Teresa, decide di farsi pungere e poi si somministra l antidoto e così ricorda: il labirinto non è una prigione, è una prova; vede tutti gli altri ragazzi in tubi di incubazione. Molti di loro sono in preda al panico; vede anche se stesso nelle vesti di scienziato insieme a Teresa. Gally è furioso e si autoproclama nuovo capo del gruppo e decide di esiliare Thomas e Teresa nel labirinto, ma Thomas si difende dicendo che non potranno restare lì per sempre e che è meglio morire rischiando di trovare una via di fuga piuttosto che restare alla radura. Chuck, Minho e diversi ragazzi decidono di seguire Thomas e Teresa; pochi restano alla radura con Gally.Il gruppo arriva di fronte all ingresso che avevano trovato precedentemente Minho e Thomas; i dolenti li attaccano e in molti muoiono, ma riescono ad aprire la porta grazie alla combinazione trovata da Minho su suggerimento di Thomas. I ragazzi entrano e si ritrovano in corridoio che li conduce in un laboratorio, dove trovano militari e scienziati morti a seguito di una sparatoria. Thomas attiva un video in cui Ava Paige, la donna bionda dei sogni di Thomas, il capo degli scienziati, spiega ai ragazzi la verità: c è stata una devastazione globale e successivamente si è diffusa una piaga che infetta il cervello umano facendolo impazzire (lo stesso effetto della puntura dei dolenti); lei fa parte del controverso gruppo WCKD che li hanno sottoposti a dei test e loro sono una nuova generazione da cui sperano di trovare una cura; infine dice che è contenta che hanno superato la prima prova e ricorda loro che Wicked è buono, poi si spara in testa. Si apre una porta che conduce all esterno. Prima che possano uscire, Gally si presenta di fronte loro: è sconvolto e ha una pistola in mano. Sta per uccidere Thomas, ma Chuck si mette tra loro e viene mortalmente colpito. Thomas si dispera e Minho uccide Gally. Un gruppo di militari entra nel laboratorio e porta i ragazzi in salvo su di un elicottero: il mondo è completamente distrutto e sembra un immenso deserto da cui sbucano i resti di vecchi palazzi. Nel colpo di scena finale, ci viene mostrato che gli scienziati e i militari del video sono ancora vivi, compresa Eva Paige che si rivolge al suo team dicendo che è molto fiera di quanti siano sopravvissuti al labirinto, di quanto Thomas la stia stupendo e che finalmente può cominciare la fase due. M aze Runner Il labirinto rientra nel filone ya (young adult giovani adulti) che sta appassionando anche il pubblico più grande; basti pensare al successo di Hunger Games e il riuscitissimo Divergent. Come appeal e suspense, il film di Wes Ball si accosta molto a Divergent, superando di gran lunga i film con Jennifer Lawrence. Questo claustrofobico labirinto, al dire il vero ancora più inquietante, rende questo gruppo di ragazzi isolati esattamente come la piccola popolazione di The Village di Shyamalan e li rende più adulti e obbligati a ricreare una loro società autonoma come nel Il Signore delle mosche, che non è esente da lotte di potere e invidie. L inizio alla The Saw e questo senso di smarrimento e di ansia accrescono ancora di più quando si cominciano a comprendere le regole di questa Società e i meccanismi del Labirinto, che richiamano alla memoria il portentoso e ansiogeno The Cube, con mura che si 11

14 muovono e cambiano posizione proprio come nel film del Insomma tante le citazioni e i rimandi ad altre opere, ma non per questo il film perde di freschezza e, anzi, si resta incollati allo schermo fino al portentoso colpo di scena finale. Buona la colonna sonora che cresce fino a toccare il suo culmine negli ultimi minuti. Bravo il giovane Dylan O Brien (Thomas) e Kaya Scodelario. Se Twilight aveva sdoganato i film tratti da libri urban fantasy per giovani e Hunger Games ha dato una sferzata notevole al genere distopico, allora con Divergent si cresce di tensione e livello, mentre Maze Runner ne è il giusto proseguo. Chissà cosa ci regalerà il prossimo. Elena Mandolini ANNABELLE (Annabelle) Stati Uniti, 2014 Regia: John R. Leonetti Produzione: Peter Safran, James Wan per Evergreen Media Group, New Line Cinema Distribuzione: Warner Bros. Entertainment Italia Prima: (Roma ; Milano ) V.M.: 14 Soggetto e Sceneggiatura: Gary Dauberman Direttore della fotografia: James Kniest Montaggio: Tom Elkins Musiche: Joseph Bishara Scenografia: Bob Ziembicki Costumi: Janet Stirner Ingram Effetti: Arthur J. Codron Interpreti: Annabelle Wallis (Mia Form), Ward Horton (John Form), Alfre Woodard (Evelyn), Kerry O Malley (Sharon Higgins), Brian Howe (Pete Higgins), Tony Amendola (Padre Perez), Eric Ladin (Detective Clarkin), Ivar Brogger (Dott. Burgher), Shiloh Nelson (Bambina), Geoff Wehner (Vicino), Sasha Sheldon (Infermiera), Robin Pearson Rose (Madre), Keira Daniels (Annabelle Higgins giovane), Gabriel Bateman (Bambino) Durata: 90 I l film inizia con la stessa scena del film The Conjuring L evocazione, in cui due giovani donne e un uomo giovane stanno raccontano a Ed e Lorraine Warren la loro esperienza con la bambola che credono essere posseduta da uno spirito maligno: Annabelle. Un anno prima, nel 1970, John e Mia Gordon sono in attesa della loro prima figlia. In chiesa, la coppia parla con i loro vicini, gli Higgins, che sono in crisi da quando la loro figlia adolescente Annabelle è scappata di casa e si è unita a una banda di hippy. Intanto John regala a Mia una bambola vestita di bianco che ha cercato a lungo senza mai trovarla in nessun negozio: Mia decide di metterla con il resto delle sue bambole. Di notte, gli Higgins vengono uccisi brutalmente da Annabelle e dal suo compagno, che si rivelano essere due satanisti. Mia, sentendo le urla, sveglia il marito che corre a vedere cosa stia accadendo. Intanto Mia viene attaccata dal compagno di Annabelle che tiene in braccio la bambola di Mia. John arriva giusto in tempo per salvare la moglie, ma viene ferito dalla coppia omicida; fortunatamente la polizia arriva e spara all uomo uccidendolo, mentre la donna si uccide in un altra stanza. Prima di morire, Annabelle ha disegnato uno strano simbolo col suo sangue sul muro: una goccia del suo sangue cade sul volto della bambola e affonda nel suo occhio. A seguito dell attacco, Mia sta bene, ma ha comunque subito danni alla placenta, per cui dovrà rimanere a letto per il resto della sua gravidanza. Mia chiede a John di buttare via la bambola. Dopo strani incidenti che accadono in casa e dopo che improvvisamente l abitazione prende fuoco a seguito di un fatto misterioso, Mia finisce in ospedale. John, che lavora presso l ospedale, corre per trovare Mia. Lei è illesa e, per di più, ha dato alla luce una bambina sana. Decidono di chiamarla Lea. La famiglia si trasferisce in un nuovo appartamento poiché Mia ha paura di tornare a casa. Mia spacchetta le sue bambole e trova la bambola-annabella in uno scatolone e decide di tenerla come simbolo del superamento del trauma. Come previsto, l attività paranormale ricomincia affliggendo Mia e Lea. Mia decide allora di contattare il detective che si occupa del caso degli Higgins, il quale le dice che i due assassini facevano parte del culto chiamato I discepoli dell ariete e che come simbolo hanno proprio quello che Annabelle aveva scritto col sangue prima di morire. Mia decide di andare in una libreria gestita da una donna di nome Evelyn, conosciuta appena trasferitasi, e che le da un libro intitolato ll benvenuto del Diavolo. Da questo, Mia capisce che la presenza che la tormenta vuole un anima, quella di Lea. La coppia decide, allora, di parlarne con il loro sacerdote, Padre Perez che porta via la bambola - Annabelle con lui in chiesa. Il fantasma di Annabelle, insieme a una creatura demoniaca, seguono il prete. Perez entra in chiesa, ma viene balzato indietro da una forza potente che lo getta a terra. Egli è ferito gravemente e il fantasma gli strappa la bambola. John va a trovare Perez in ospedale, mentre Mia si incontra con Evelyn. Evelyn dice a Mia che aveva una figlia di nome Ruby che aveva circa l età di Mia quando è morta: Ruby è morto in un incidente d auto causato da Evelyn. Lei era così sconvolta che ha tentato il suicidio tagliandosi le vene. Tuttavia, lei sostiene di aver sentito la voce di Ruby che le ha detto che non era il suo tempo, perché aveva un compito da assolvere. Perez avverte John che si trattava effettivamente dello spirito di Annabelle che li sta tormentando e che vuole un anima, quella di Mia, facendo leva sulla figlia Lea: infatti un anima deve essere donata spontaneamente, non può essere presa con la forza. John si precipita ad avvertire Mia. La presenza demoniaca ossessiona Mia e Evelyn. Spinge Evelyn fuori dell appartamento e schernisce Mia. Il demone impossessatosi della bambola rapisce Lea e dice a Mia che vuole la sua anima in cambio di quella di Lea. Mia sta per gettarsi dalla finestra con in mano la bambola, ma John ed Evelyn la bloccano in tempo. Evelyn capisce che il compito di cui le ha parlato l anima della figlia Ruby, era proprio aiutare Mia. Prende la bambola e si getta nel vuoto. John e Mia piangono Evelyn ma abbracciano la loro figlia. Sei mesi più tardi, Mia e John si sono trasferiti di nuovo e da allora non hanno più visto la bambola - Annabelle. Altrove, una donna (la madre di una delle ragazze del prequel), entra in un negozio alla ricerca di un regalo per sua figlia. Poi ha visto una bambola, un oggetto da collezione: è la bambola Annabelle. Il film si chiude su una frase: la bambola Annabelle risiede al sicuro nel piccolo museo di Ed e Lorraine Warren e che viene benedetta da 12

15 un sacerdote due volte al mese. C è anche una citazione da Lorraine Warren che dice che il male è reale e anche se siamo in grado di contenerlo, non potremo mai sbarazzarcene sul serio. S in dall antichità, i bambini hanno sempre coccolato le bambole, che sono state venerate dai popoli primitivi, e invocate come strumenti magici nel bene e nel male. Dall incipit del film capiamo subito che Annabelle, spin-off (o prequel, che dir si voglia) di L evocazione The Conjuring, smussa, esattamente come la pellicola di cui si propone di raccontare le origini, quegli angoli del genere horror appartenenti alla sfera dell intimità, tra case infestate, allucinazioni familiari, oggetti mistificati e demoni alla ricerca di anime innocenti da sacrificare, servendosi di una lunghissima tradizione - si leggono, tra le righe e non, tanti piccoli richiami alla categoria, da Rosemary s Baby a L esorcista, passando per La bambola assassina fino ai più recenti lavori di James Wan - per ammaliare senza mezzi termini lo spettatore, generando lo spavento non per mezzo del suono o degli effetti speciali, ma grazie alla costruzione degli ambienti e ai movimenti di macchina. Nonostante la sceneggiatura di Gary Dauberman penalizzi più volte lo sviluppo del racconto, John R. Leonetti (che di L evocazione aveva curato la splendida fotografia), esattamente come papà Wan (regista del film del 2013, che qui compare nelle vesti di produttore), si rivela bravino nel costruire la tensione e nel tenere incollato il pubblico alla sedia senza farli venire voglia di scappare, riuscendo a suscitare clamore nonostante il finale sottotono anche dopo lo scorrere dei titoli di coda. L assenza di James Wan dietro la macchina da presa, comunque, si sente eccome. Non basta indugiare sull espressione disturbante della bambola Annabelle - un finto sorriso dietro al quale si nasconde un espressione malefica -; quando lo si fa, serve anche una sceneggiatura solida e inquietante. Che non c è. Annabelle non è sconvolgente, ma è comunque una pellicola capace di trasformare una palese mancanza di originalità in una piacevole raccolta del meglio dell horror degli ultimi trent anni. Elena Mandolini COMPORTAMENTI MOLTO CATTIVI! (Behaving Badly) Stati Uniti, 2014 Regia: Tim Garrick Produzione: Mad Chance, Starboard Entertainment Distribuzione: Adler Entertainment Prima: (Roma ; Milano ) Soggetto: dall autobiografia While I m Dead... Feed the Dog di Ric Browde Sceneggiatura: Tim Garrick, Scott Russell Direttore della fotografia: Mathew Rudenberg Montaggio: Matt Friedman Musiche: David Newman Scenografia: Gabor Norman Costumi: Francine Jamison-Tanchuck Interpreti: Selena Gomez (Nina Pennington), Nat Wolff (Rick Stevens), Heather Graham (Annette Stratton-Osborne), Mary-Louise Parker (Lucy Stevens/Saint Lola), Elisabeth Shue (Pamela Bender/Saint Poppy), Cary Elwes (Joseph Stevens), Dylan McDermott (Jimmy Leach), Jason Lee (Padre Krumins), Austin Stowell (Kevin Carpenter), Gary Busey (Howard D. Lansing), Jason Acuna (Brian Savage), Danielle Burgio (Tina Johnson), Dimiter D. Marinov (Mantas Bartuska), Greg Vrotsos (Darius), Jennifer R. Blake (Janice), Katherine- Clark Neff (Zoe), Christopher Ashe (Nipsy Russell), Jack Dimich (Vitolda), Irene Roseen (Suor Marie Therese Francine Dubois), Charles C. Stevenson Jr. (Sig. Apgar), Gil McKinney (Agente Joe Tackett), Scott Evans (Ronnie Watt), Mitch Hewer (Steven Stevens), Nate Hartley (Karlis Malinauskas), Rusty Joiner (Keith Bender), Patrick Warburton (Preside Basil Poole), Ashley Rickards (Kristen Stevens/Porno Star), Lachlan Buchanan (Billy Bender), Mercy Malick (Cherysh) Durata: 97 R ick, goffo adolescente con una famiglia problematica, è innamorato di Nina, la più carina della scuola. Un giorno un suo compagno di classe lo sfida a conquistarla, se non ci riuscirà dovrà pagargli mille dollari. Il ragazzo, nel tentativo di riuscire nell impresa, si caccia in guai sempre più grossi fino ad arrivare a immischiarsi con la mafia locale. Nella sua escalation di imprese infelici, però, coinvolge tutti inclusa la sua famiglia e Nina che si ritrovano inopinatamente in prigione. Sua madre sotto choc tenta il suicidio e finisce in ospedale. Rick, consapevole del disastro che ha combinato cerca in tutti i modi di riparare ai danni fatti. Ci riesce e conquista anche il cuore della bella Nina. C omportamenti..molto cattivi, tratto dal romanzo autobiografico While I m dead feed the dog di Ric Browde, è uno di quei film che si ricorda per molto tempo tale e tanta è la bruttezza. In patria non è uscito neanche al cinema e lo stesso Browde lo ha pubblicamente disconosciuto, ma noi in Italia siamo più forti del pregiudizio e invece di distribuire pellicole dal riconosciuto valore internazionale puntiamo su questi gioiellini trash inadatti perfino a un pubblico adolescenziale. E sì perché il tempo di American Pie è finito da un pezzo! Con internet e l iperproduzione di stimoli, non basta una signora avvenente (o come si dice in gergo una milf) per scatenare la fantasia dei più giovani. Ci vuole ben altro e sicuramente non va ricercato nella trasgressione stile anni 80/90. Ma non è soltanto questo, non ci sono situazioni realmente divertenti o una scrittura briosa. Tutto è estremamente sciatto e prevedibile. L intento di denuncia di un certo tipo di mentalità americana, la base da cui partiva il libro e che avrebbe dato un minimo di spessore al film, è completamente soffocato dalla volgarità più becera. Prostituzione, pedofilia, abuso di farmaci, tutti in un allegro calderone fra frizzi, lazzi e un happy end disneyano. Un po troppo anche per stomaci forti. L unico punto forte del film è la presenza di alcuni attori di discreta bravura come Mary-Louise Parker, Elizabeth Shue, Cary Elwes e Heather Graham costretti dalle magre hollywoodiane ad accettare di comparire in una pellicola così scadente. 13

16 Ma come si dice in questi casi finché è onesto tutto va bene. Situazione sicuramente diversa per l idolo delle ragazzine Selena Gomez, scritturata da Tim Garrick per richiamare in sala i suoi numerosi fan e fare cassa. Purtroppo, i dati miseri del botteghino non danno ragione alla scelta regista. Evidentemente i fan non sono più quelli di una volta. E anche gli idoli, in tutta onestà. Francesca Piano LA BUCA Italia, Svizzera, 2014 Regia: Daniele Ciprì Produzione: Alessandra Acciai, Giorgio Magliulo, Roberto Lombardi, Villi Hermann per Malìa, con Rai Cinema, Imago Film, RSI Radiotelevisione Svizzera, SRG SSR Distribuzione: Lucky Red Prima: (Roma ; Milano ) Soggetto e Sceneggiatura: Alessandra Acciai, Daniele Ciprì, Massimo Gaudioso, Miriam Rizzo Direttore della fotografia: Daniele Ciprì Montaggio: Giogiò Franchini Musiche: Pino Donaggio, Zeno Gabaglio Scenografia: Marco Dentici Costumi: Grazia Colombini A rmando è un povero diavolo che ha scontato incolpevole una pena lunga trent anni. Uscito di prigione cerca conforto prima nella madre, che in seguito ad un ictus non lo riconosce più e vive con un improbabile extracomunitario che si spaccia per suo figlio, poi nella sorella, che lo considera una persona pericolosa e lo allontana. Sconsolato si accompagna con un cane, Internazionale, che diventa causa di un incontro con il misantropo Oscar. Classico avvocato fallito, l uomo, abituato da tempo a circuire le persone, vede cinicamente nella tragica situazione di Armando l occasione della vita. Raggirato con una messa in scena poco credibile e poi accoltolo a casa sua, Armando viene convinto da Oscar a intentare una causa milionaria contro la Stato per risarcirsi dell ingiustizia subita, un omicidio mai commesso. Persuaso a riscattare finalmente gli anni perduti, Armando ricostruisce le dinamiche della rapina e dell omicidio. Intanto conosce Carmen, la barista gentile che vive davanti casa di Oscar, che, tra un sorriso, un caffè e una buona parola allieta le loro giornate. Al centro di tutto, una buca, una delle tante di quelle che si trovano in ogni città, ma in questo caso provvidenziale. Infatti da tempo è stabilito che un falso disabile, uno dei tanti clienti di Oscar, in cerca di riscatto, ci possa finire casualmente dentro, a causa di un autobus di linea. In un primo tempo Armando, grazie anche alle parole di Carmen, si rende conto di essere usato da Oscar. In seguito, quando l avvocato si propone invece di aiutarlo, inizia con lui a condurre le indagini volte a provare la propria innocenza e a trovare testimoni. Nonostante le amicizie non proprio brillanti, l uomo non aveva mai avuto problemi, fino a quella sera, quando un casuale omicidio lo aveva messo con le spalle al muro. Oscar, dietro promessa di lauta ricompensa, riesce a convincere anche la famiglia di Armando a riaccettarlo tra loro. I due amici arrivano inutilmente persino in Svizzera alla ricerca della donna di cui era innamorato Armando, che la sera della rapina era con lui e che avrebbe potuto prendere le sue parti. Il giorno della sentenza, alla presenza di un giudice poco interessato, dopo le varie testimonianze, tutto sembra remare contro il povero Armando, nonostante alla difesa ci sia proprio Oscar. Ma inaspettatamente si presenta come testimone volontario un certo Tito, amico di Armando, unico e vero responsabile della rapina. L uomo, riapparso dal nulla, confessa la verità e Armando viene giudicato innocente. Tuttavia non gli viene concesso alcun indennizzo. Oscar, deluso per quella che lui percepisce come una sconfitta, allontana in malo modo Armando. L uomo sconsolato prende le sue cose e, mentre sta per andarsene, cade proprio in quella buca davanti casa di Oscar e viene investito dall autobus. In realtà è tutta una messa in scena, ma questa volta l autore è Armando e senza dubbio avrà diritto ad un rimborso. D aniele Ciprì torna dietro la macchina da presa a distanza di due anni da È stato il figlio, prima opera da Effetti: Reset Vfx Interpreti: Sergio Castellitto (Oscar), Rocco Papaleo (Armando),Valeria Bruni Tedeschi (Carmen), Jacopo Cullin (Nancho), Ivan Franek (Tito),Teco Celio (Il giudice), Sonia Gessner (Signorina Monterosa), Lucia Ocone, Giovanni Esposito, Fabio Camilli,Carlo De Ruggieri, Fabrizio Falco, Barbara Chiesa, Silvana Bosi, Emmanuel Dabone, Lucia Lisboa, Valentina Bellè, Michele Nani, Elisa Di Eusanio, Gennaro Diana, Gordana Miletic, Luigi Carista, Antonietta Bello, Simone Sabani, Nino Scardina, Giovanni Antonio Ramunni, Simona Manganaro, Silvana Fallisi, Amedeo Pagani, Mauro Spitalieri, Moisè Curia, Gabriele Gattini, Jacopo Troiani, Alan Marin Durata: 90 solista, a seguito del divorzio con Franco Maresco. Ed è un Ciprì che questa volta sperimenta, prendendosi tutti i rischi e pericoli che ne conseguono. Quello che viene fuori è una pellicola a cavallo tra il grottesco e la parodia, affine a scenari che vanno verso l onirico. Così come trasognante è la fotografia, tendenzialmente traslucida, quasi non volesse di proposito mostrarci un immagine netta della storia in sé. Non a caso il periodo storico rappresentato è altrettanto opaco, fino a farci immaginare che le vicende del film siano in fondo sospese nel tempo: tra gli anni 40 e degli improbabili anni 80, ma è solo un impressione. Tra la commedia e il giallo, il cartoon e favola, quella che viene raccontata è un umanità cialtrona, attraverso la storia di due perdenti. In fondo un plot molto attuale. Sebbene il canovaccio sia quello della commedia, è difficile nascondere una certa insofferenza per il tema musicale che fa da sfondo pressoché all intero film. Un brano che troppo spesso spezza il ritmo e l atmosfera, arrivando alla vignetta, su un piano sin troppo farsesco. Ma i personaggi, prima ancora che la storia, sono più che sufficienti a descrivere gli intenti di Ciprì, votati all effetto di straniamento e alla leggerezza, innanzitutto. Oscar e Armando legati dal medesimo destino e descritti in modo caricaturale, si sono riconosciuti l uno nell altro, rovine nelle rovine, entrambi con la stoffa del perdente. Azzeccagarbugli reattivo Sergio Castellitto, ingenuo e smarrito Rocco Papaleo, i personaggi costruiscono un esemplare 14

17 parabola dello scacco, un epopea del fallimento. Sono entrambi perdenti. Il primo, animato da un vitalismo istrionico, rimpiange l avvocato che probabilmente non è mai stato e si presta a improbabili esibizioni in tribunale. Il secondo, dopo aver pagato con la sua libertà per una rapina mai compiuta, attende invano che qualche vecchio amico gli offra il lavoro che gli prometteva. La vicenda si struttura intessendo continui incontri e scontri tra i protagonisti, che entrambi cadranno diversamente nella buca, confermando una tragicomica sconfitta. Dietro i traffici di Oscar vige l illegalità, ma anche quell arte di arrangiarsi e accaparrare, tipica dell italiano; pratica comune dei ricchi come dei diseredati. Vanno avanti i figli di, alla ricerca di compromessi e favori, fondati sull egoismo e gli interessi personali. Tuttavia è nella relazione fra il povero Armando e l avvocato Oscar, e ancora nella fame che soffre il primo con il suo cane che si fa metafora della fedeltà e nel disperato bisogno di soldi del secondo, così come nella descrizione di una crisi economica tra i cartoni della città-cinecittà in cui la storia è ambientata, che troviamo la verità dei sentimenti. Così i personaggi di Ciprì finiscono con il cavarsela da soli, fuori dall aula di tribunale e dentro un ambulanza, facendo leva su alcuni meccanismi ormai consolidati del nostro paese, dove invece di combattere realmente per far valere i propri diritti ci si compiace del contentino. E la cosa più paradossale è che a difendere Armando sia proprio l avvocato Sergio Castellitto, la cui straordinaria eccedenza ed energia vitale, la scaltrezza e l orgoglio, avvolgono la causa, fino a confonderne i contorni, a dissolverla in un assurdo polverone, in cui nessuno capisce più niente. Il linguaggio utilizzato passa attraverso la citazione e la sua rielaborazione poetica. Per comprenderne il senso occorre schierarsi non dalla parte della parola, oggi sopravvalutata e ostentata, ma del corpo, tipico delle marionette e dei pupi siciliani, che attraverso lo scatenamento dei movimenti, rimette in primo piano l attore, simbolo di un racconto privo di ogni sovrastruttura. Il risultato non può che essere sopra le righe, quasi un film in vinile, come lo definisce il regista, ai confini del credibile. Eppure gli stilizzati Papaleo e Castellitto funzionano. Anzi, diciamo di più, sapendo di andare controcorrente, probabilmente si incastonano perfettamente nel mondo che Ciprì ha voluto creare. A volte certe uscite e caratteristiche dei due protagonisti sembrano eccessive, e si potrebbe dire, specie nel caso di Castellitto, che si sia calcata troppo la mano. Ma è una cosa fin troppo ricercata e voluta. Peccato solo che l inizio del film sveli già il lieto fine; tuttavia è una soluzione che può starci nell economia della pellicola e che soprattutto offre allo spettatore un bagliore di speranza e di allegria. Veronica Barteri TUTTO MOLTO BELLO Italia, 2014 Regia: Paolo Ruffini Produzione: Maurizio Totti, Alessandro Usai per Colorado Film in collaborazione con Medusa Film Distribuzione: Medusa Prima: (Roma ; Milano ) Soggetto: Giovanni Bognetti Sceneggiatura: Giovanni Bognetti, Marco Pettenello, Guido Chiesa, Paolo Ruffini Direttore della fotografia: Federico Masiero Montaggio: Claudio Di Mauro Musiche: Claudia Campolongo Scenografia: Eugenia F. di Napoli Costumi: Cristina Audisio G iuseppe e Antonio sono due uomini completamente diversi. Giuseppe, di origini toscane, lavora alla Agenzia delle Entrate di Roma e mette il senso del dovere prima di tutto; viene costantemente osteggiato da tutta la famiglia della compagna Anna per aver inflitto una salatissima multa al padre Marcello, proprietario di un negozio di scarpe. Ad aggravare ulteriormente la situazione, nell occasione del controllo fiscale, Giuseppe gli ha pure messo incinta la figlia. Antonio 28 anni, scanzonato, socievole e generoso, sembra vivere in un pianeta parallelo in cui avere sempre fiducia del prossimo è la cosa più naturale e ovvia. Se Giuseppe non da mai del tu a Interpreti: Paolo Ruffini (Giuseppe), Frank Matano (Antonio),Gianluca Fubelli (Eros), Nina Senicar (Eva), Ahmed Hafiene (Emiro), Chiara Francini (Anna), Angelo Pintus (Serafino), Paolo Calabresi (Marcello), Chiara Gensini (Katia), Pupo (Se stesso), Alessandra Schiavoni (Flaminia), Simone Colombari (Marco), Michael Righini (Poliziotto biondo), Daniel Tonelli (Poliziotto nero), Enrica Guidi (Ambra), Saverio Marconi (Calogero), Jacqueline Ferry (Dolores), Anis Gharbi (Omar), Aymen Mabrouk (Mustapha), Niccolò Senni (Pizzaiolo), Lallo Circosta (Wile Coyote), Salvatore Misticone (Asterix), Nicola Di Gioia (Darth Vader), Claudia Campolongo (Pippi Calzelunghe), Antonio Fiorillo (Obelix), Simonetta Cartia (Sailor Moon) Durata: 90 persone appena conosciute, Antonio non fa altro che affibbiargli dei nomignoli. I due si incontrano in ospedale davanti alle culle dei neonati e la vita di Giuseppe viene completamente stravolta. In primis, Antonio lo porta in una pizzeria scadente e con una pulizia praticamente assente, dove conoscono Eros un pessimo cantautore che imita Pupo, con tanto di parrucchino. Giuseppe e Antonio si ritrovano ad accompagnare Eros dalla donna che ama e a cui vuole dedicare una serenata; purtroppo Serafino, compagno di lei e uomo dalla psiche instabile, comincia a inseguirli col fucile e i tre sono costretti a fuggire. Intanto il travaglio di Anna e incominciato e la ragazza comincia a dubitare che Giuseppe torni da lei, in quanto gli aveva detto che non voleva le stesse accanto per puro dovere. Nel mentre, il gruppo di ragazzi si ritrova in una bisca clandestina, che conosce Antonio; Eros incontra Pupo e Giuseppe e Antonio vengono avvicinati da Eva la bella traduttrice di un ricco emiro. Il gruppo, a fine serata, viene rapito dalle guardie dell emiro e vengono portati in un isola dove vengono realizzati combattimenti tra sosia, ovvero tra uomini vestiti da personaggi di film e cartoon. Dopo una notte tra combattimenti e litigi, Giuseppe scopre che Antonio non era in ospedale in attesa di diventare padre: qualche anno prima la compagna aveva perso il bambino e il trauma li ha portati a lasciarsi; gli dice 15

18 anche che lo avrebbero chiamato Ciro. I due, grazie all aiuto di Eva, invaghitasi di Antonio, riescono a scappare dall isola e arrivano proprio dopo il parto di Anna. Questo strano viaggio ha fatto capire a Giuseppe che ama Anna, che vuole una famiglia e che deve vivere la vita in maniera più rilassata. Antonio ed Eva si mettono insieme. Anna e Giuseppe chiameranno il loro bambino Ciro. S piace ammetterlo, soprattutto perché si tratta di un film italiano firmato da un giovane regista, da cui si vorrebbe un innalzamento del livello del nostro cinema e un ritorno al grandi fasti. Mai siamo stati più lontani di così. Tutto molto bello del toscano Paolo Ruffini è un disastro totale. Già il suo primo lavoro, Fuga di cervelli, era a un livello basso, ma qui si tocca il fondo. La comicità è assente o disastrosa e disastrata. Spesso volgare e fuori luogo, supera addirittura, in peggio, la insulsa comicità dei cine panettoni: se i film dei Vanzina strappano qualche risata, qui non si sorride neanche. La sceneggiatura è povera di dialoghi coerenti e anche la regia lascia molto a desiderare; in tal senso è lampante la sequenza della pizzeria. Molte volte sembra di assistere a sketch di cabaret di bassa lega. Lo sviluppo e la crescita del personaggio di Giuseppe sono inverosimili e privi di fondamenta, come anche l innamoramento tra Eva e Antonio: non basta far accarezzare Antonio da Eva per far nascere una storia d amore, qui siamo a livelli di scrittura elementare. Sono lontani i modelli che Ruffini tenta palesemente di raggiungere; uno su tutti lo strepitoso Parto col folle con Robert Downey Jr. Meraviglia il fatto che un tale film abbia anche ricevuto i finanziamenti. Che tristezza. Elena Mandolini LA TRATTATIVA Italia, 2014 Regia: Sabina Guzzanti Produzione: Valerio De Paolis, Sabina Guzzanti per Secol Superbo, Sciocco Produzioni S.R.L., Cinema S.R.L. Distribuzione: Bim Prima: (Roma ; Milano ) Soggetto: Sabina Guzzanti Sceneggiatura: Sabina Guzzanti, Giorgio Mottola (collaborazione), Costanza Scaloni (collaborazione), Clarissa Cappellani (collaborazione) Direttore della fotografia: Daniele Ciprì Montaggio: Luca Benedetti, Matteo Spigariol Musiche: Nicola Piovani Scenografia: Fabrizio Lupo Costumi: Massimo Cantini Parrini S abina Guzzanti utilizza un gruppo d attori per far loro interpretare i personaggi e le situazioni attraverso cui si realizzò quella che è denominata La Trattativa : quel complesso indistricabile di accordi, ricatti, concessioni, baratti e tradimenti con cui alti esponenti delle Istituzioni avvicinarono i capi della mafia per interrompere la spirale di uccisioni e attentati che stavano dilaniando l Italia e che toccarono il culmine con l assassinio del giudice Borsellino e dei suoi uomini nel È Gaspare Spatuzza, pluriomicida, più volte condannato, più volte testimone falso e reticente, ora pentito di mafia, a decidere di collaborare con lo Stato (siamo nel 2008) e rivelare i nodi e gli snodi di quella trattativa che coinvolse in quegli anni 90 esponenti ai massimi livelli della magistratura, dei carabinieri e dell amministrazione stessa dello Stato. La Trattativa, illuminata e spaginata pezzo per pezzo da Spatuzza si muove attraverso personaggi fondamentali, situazioni note e meno note, punti fissi che permettono di capire o comunque di ipotizzare al meglio quanto accaduto. Da un lato gli episodi del terrore: le stragi di Capaci e l ucccisione di Borsellino, le bombe di Roma, Firenze e Milano, l uccisione di Salvo Lima, il fallito attentato allo stadio Olimpico di Roma che avrebbe dovuto colpire mille carabinieri; dall altro i protagonisti: Ciancimino padre e figlio, Riina e Provenzano, il giudice Caselli e i colonnelli del ROS Mori e Subrani, i pentiti come Spatuzza e Mutolo, i grandi manovratori politici come l ex Ministro dell Interno Mancino e i Presidenti della Repubblica Scalfaro e Napolitano e, naturalmente, per finire e sopra a tutti l entrata in scena di Berlusconi, l assistenza di Mangano, il collegamento tra Dell Utri e le cosche mafiose. Al centro di questi due macro argomenti la svolta nodale: la cattura di Riina, ormai abbandonato dalla sua stessa gente e la ritardata perquisizione di casa sua da parte degli agenti del ROS, frutto, sembra, Effetti: Chromatica Interpreti: Enzo Lombardo (Gaspare Sptuzza/giudice/ barbiere), Sabina Guzzanti (Narratrice/Prof.ssa di Teologia/ giornalista/berlusconi), Sabino Civilleri (Enzo Scarantino/ Massimo Ciancimino giovane), Filippo Luna (Massimo Ciancimino adulto/magistrato), Franz Cantalupo (Vito Ciancimino/poliziotto/magistrato), Michele Franco (Giancarlo Caselli/massone/magistrato/Enzo Cartotto/agente servizi), Nicola Pannelli (Colonnello Riccio/magistrato), Claudio Castrogiovanni (Luigi Ilardo/calciatore del Bacigalupo), Sergio Pierattini (Colonnello Mori), Maurizio Bologna (Marcello dell Utri/magistrato), Ninni Bruschetta (Prof. di Teologia/PM processo dell Utri) Durata: 104 di direttive ben precise giunte dall alto, il cui rinvio permise che l abitazione del capomafia fosse ripulita (addirittura ridipinte le pareti) di ogni impronta, documento o traccia che potesse permettere altre indagini e arresti eccellenti; come se l arresto di Riina fosse un osso gettato in pasto ai cani che per il momento poteva bastare.. Non manca nulla nella trattazione di questo racconto e, in fin dei conti, tutto o quasi ci è conosciuto attraverso la stampa e i servizi televisivi; è il meccanismo scelto da Sabina Guzzanti, questo continuo alternarsi di pezzi veri e spettacolarizzati, di personaggi veri e rappresentati a rendere così didatticamente chiaro questa montagna di informazioni che vanno a occupare perfettamente la casella loro assegnata. I l film, proiettato fuori concorso a Venezia 2014, nel rappresentare l enorme mole di lavoro di Sabina Guzzanti, peraltro analizzato e verificato in ogni sua parte per evitare qualsiasi opposizione di carattere giuridico/legale ha 16

19 il grande merito di essere stato realizzato in una forma a cui il pubblico, pur quello informato e interessato a operazioni simili, non è abituato. Si è partiti da una organizzazione di spettacolo: la Guzzanti ha scelto una base di finzione con attori professionisti con cui ricostruire l accaduto attraverso la recita ; l autrice ha poi intervallato le parti recitate con materiale di repertorio che comprende interviste (anche recenti), filmati, pezzi di telegiornali, interventi di cronaca, dove i protagonisti sono veri giudici, veri mafiosi, uomini politici, carabinieri etc. Naturalmente tutto quanto non è stato utilizzato a caso, ma ha seguito un impianto narrativo ben nitido, dettato dalla Guzzanti che, convinta dell avvenuta trattativa, ha cercato, in questo personalissimo modo di dimostrarlo. Questo è il punto che ha reso perplessi tanti, anche quelli in buona fede, non parliamo poi di quelli in mala fede, perchè non ha permesso un identificazione immediata e precisa in cui inquadrare il lavoro visto. È un documentario? È un film? È uno spettacolo a teatro dove tutto è finto? Forse è più adatto al piccolo schermo che al grande? Noi invece partiamo da un presupposto diverso: quello che è avvenuto, perchè anche noi pensiamo che qualcosa sia avvenuto altrimenti non sarebbe stato possibile l incredibile concatenazione di certi eventi, non può essere visto come un elemento rientrante nella normalità della gestione di uno Stato. Dire che lo Stato e la mafia hanno condotto per un certo periodo progetti paritari perchè spinti da interessi comuni non può essere riportata da una edizione del telegiornale o da un articolo di stampa. Il pensare che il Paese in cui viviamo oggi sia il risultato di quella comunanza di intenti e progetti tra uno Stato che si degrada a cosca criminale e un organizzazione criminale che si veste delle istituzioni dello Stato non può essere raccontata con la scioltezza usata per altri argomenti. È qualcosa che supera l umano, lo metabolizza, lo trasforma, lo trasfigura in un altra dimensione. Quest altra dimensione è stata individuata dall autrice come quella dello spettacolo. Quindi qualcuno uccide e un mafioso pluriassassino sostiene un esame di teologia; dei giudici danno la vita per lo Stato, per noi e saltano in aria spazzati via dalla barbarie mentre imprenditori e riccastri fanno progetti; gli alti gradi dei carabinieri dimostrano perplessità sui contatti tra Istituzioni e mafia mentre i criminali pensano a come ripulirsi attraverso un nuovo partito politico; tra tutto e su tutto ancora esplosioni, ancora morti, ancora dolore.. Tutto ciò è sublime e lascia sgomenti: la recita che rincorre la morte e da questa è a sua volta rincorsa nel delineare, quadro dopo quadro, il periodo più triste, falso e infame della nostra Repubblica. Si piange e si ride quindi, come accade sempre nella vita e come è giusto che sia nella recita, cosa che la Guzzanti conosce e manovra benissimo fino al livello pazzesco raggiunto dall intervsita all ex ministro Mancino che afferma di non avere mai conosciuto Borsellino pur avendogli, solo, stretto la mano: è la verità che finge con se stessa, è un ilarità amara che esplode e tracima a rendere tutto ancora più umiliante, ancora più mostruoso, nella certezza che mai saremo in grado di sapere e capire. Fabrizio Moresco UN MILIONE DI MODI PER MORIRE NEL WEST (A Million Ways to Die in the West) Stati Uniti, 2014 Regia: Seth MacFarlane Produzione: Scott Stuber, Seth MacFarlane, Jason Clark per Media Rights Capital, Rgb Media Distribuzione: Universal Pictures Intenational Italy Prima: (Roma ; Milano ) Soggetto e Sceneggiatura: Wellesley Wild, Alec Sulkin, Seth MacFarlane Direttore della fotografia: Michael Barrett Montaggio: Jeff Freeman Musiche: Joel McNeely Scenografia: Stephen J. Lineweaver Costumi: Cindy Evans Effetti: Werner Hahnlein, Blair Clark, Julian Dimsey, Iloura, Tippett Studio Interpreti: Seth MacFarlane (Albert), Charlize Theron (Anna), Amanda Seyfried (Louise), Giovanni Ribisi (Edward), Neil Patrick Harris (Foy), Sarah Silverman (Ruth), Liam Neeson (Clinch), Evan Jones (Lewis), Dennis Haskins (Montgomery), Ralph Garman (Dan), Jay Patterson (Dott. Harper), Brett Rickaby (Charlie Blanche), Johnny Bautista (Carl), Amick Byram (Marcus Thornton), Aaron McPherson (Ben), Christopher Hagen (George Stark), Colton McPherson (Michael), Christopher Lloyd (Doc Brown), Ewan McGregor (Cowboy), Wes Studi (Cochise), Alex Borstein (Millie), John Aylward (Pastore Wilson), Gilbert Gottfried (Abraham Lincoln), Jean Effron (Elsie Stark) Durata:

20 A rizona, Albert Stark è un umile allevatore di pecore a cui va stretta la provinciale vita di Old Stump, cittadina del West. Un giorno Albert viene lasciato dalla fidanzata Louise che lo rimpiazza col ricco e piacente Foy. Nel frattempo Anna, moglie suo malgrado del famigerato bandito Clinch, è costretta a nascondersi in paese sotto mentite spoglie. Una sera, durante una rissa, Albert salva fortunosamente la vita ad Anna e così i due diventano amici. Albert le racconta della sua disastrata vita d amore e Anna gli promette di aiutarlo a riconquistare Louise. Qualche giorno dopo, alla fiera del paese, Albert e Foy discutono animatamente e così Albert decide di sfidarlo a duello, nonostante sia tutt altro che abile nell uso della pistola. Nei giorni a seguire, Anna aiuta Albert a prepararsi per la sfida: i due diventano sempre più intimi. Arrivati alla sera prima del duello, la coppia d amici va al ballo di Old Stump e qui Anna versa un lassativo nel bicchiere di Foy per debilitarlo in vista dello scontro. Successivamente Anna e Albert fanno una romantica passeggiata, che coronano con un bacio. Siamo arrivati alla mattina del duello: Foy si presenta malridotto per via del medicinale, tuttavia, sul più bello, Albert abbandona il campo di battaglia, spiegando che non è più interessato a Louise. Frattanto però Clinch e la sua banda sono arrivati in città. Il temibile bandito ha saputo della storia tra Albert e sua moglie e vuole dunque vendicarsi. Albert scopre così della vera identità di Anna e rimane molto deluso dalle menzogne della donna. Dopo essere fuggito da Old Stump per salvarsi, viene imprigionato da una tribù indigena, con la quale fa amicizia. Per via di una visione dovuta a una droga indiana, il ragazzo comprende di amare davvero Anna e di doverla salvare. Tornato al paese, Albert sfida Clinch a duello e grazie a uno stratagemma, riesce ad avere la meglio. Anna ed Albert possono finalmente vivere il loro amore. L a seconda opera scritta, prodotta e girata da Seth MacFarlane (mente del famigerato cartoon I Griffin) dopo l enorme successo dell irriverente orsacchiotto Ted (2012) non è altro che una cinica, demenziale parodia del vecchio West. MacFarlane, che in questo caso è anche protagonista della pellicola, gioca sugli stereotipi dei film western e del mito americano delle riserve di fine 1800, nelle quali la vita era scandita da risse nei saloon, ricercatori d oro, temibili banditi, duelli per salvare splendide donzelle e tanto altro ancora. In Un milione di modi per morire nel West tutti questi elementi vengono rovesciati, mostrando come quella vita fosse tutt altro che piacevole. Bravi e a loro agio gli interpreti (lo stesso Seth MacFarlane come protagonista, la piacente Charlize Theron, la star della serie How I Met Your Mother Neil Patrick Harris, il cattivo un po imbranato Liam Neeson e tantissime altre guest star), la pellicola alterna gag volgari e forzate, tipiche di un certo umorismo americano, a battute ciniche e sottili, strizzando quindi l occhio sia a un pubblico più semplice e di fascia giovanile, che agli adulti che vogliono farsi qualche risata politicamente scorretta. La comicità del film si muove su due livelli: il primo, quello micro, è composto principalmente da singole battute o scatch nonsense surreali, il secondo spazia invece in maniera più ampia sulla presa in giro costante e sarcastica degli archetipi dei film western. Le due ore della pellicola sembrano esagerate per un film, nel quale la trama ha un ruolo, minore rispetto alle singole scene comiche; tuttavia Un milione di modi per morire nel West è un film onesto, che mantiene quanto aveva promesso e che quindi non deluderà gli amanti del genere. Per tutti gli altri, meglio starne lontani. Giorgio Federico Mosco COLPI DI FORTUNA Italia, 2013 Regia: Neri Parenti Produzione: Aurelio e Luigi De Laurentiis per Filmauro Distribuzione: Filmauro Prima: (Roma ; Milano ) Soggetto e Sceneggiatura: Neri Parenti, Domenico Saverni, Alessandro Bencivenni, Volfango De Blasi Direttore della fotografia: Tani Canevari Montaggio: Claudio Di Mauro Musiche: Claudio Gregori, Attilio Di Giovanni Scenografia: Giuliano Pannuti Costumi: Tatiana Romanoff Interpreti: Christian De Sica (Gabriele Brunelli), Pasquale Petrolo/Lillo (Felice Mammola), Claudio Gregori/Greg M ario e Piero sono amici e colleghi che, dopo aver miracolosamente vinto la lotteria, smarriscono il biglietto. Piero, infatti, dopo aver scoperto che la donna che ama segretamente, Barbara, è fidanzata con un altro uomo, si è ubriacato e non ricorda nulla di quello che è accaduto nel corso della nottata precedente. Mario lo accompagna per aiutarlo a ripercorrere le sue tracce e capire dove sia finita la giacca di Piero, nella quale si trova il fortunato biglietto. I due ritroveranno il biglietto e Piero scoprirà che è proprio Mario il fidanzato di Barbara. I due restano comunque amici e si godono insieme i soldi; Mario continua la sua storia con Barbara e Piero si innamora di un altra ragazza. Gabriele è un ricco e famoso imprenditore tessile, in procinto di chiudere un grosso (Walter Biffi), Luca Bizzarri (Mario), Paolo Kessisoglu (Piero), Francesco Mandelli (Bernardo Fossa), Fatima Trotta (Barbara), Barbara Folchitto (Moglie di Felice), Alessandro Bressanello (Notaio), Mariano Bruno (Tassista), Raffaella Carrà (Se stessa), Pasquale Cassalia (Sicurezza), Francesco Chinchella (Ricevitore lotto), Simone Colombari (Viaggiatore), Rosario Coppolino (Controllore), Caterina Crispino (Patrizia), Antonio D Ursi (Tipaccio), Stefano Pietro Detassis (Fenozzi), Gianni Franco (Padre di Bernardo), Daniela Piperno (Madre di Bernardo), Mariarosaria Leone (Hostess), Salvatore Morgante (Direttore fabbrica) Durata: 97 affare con la Mongolia. Purtroppo per lui il traduttore dal mongolo Bernardo Fossa, si rivela uno iettatore, mentre Gabriele è terrorizzato dalla sfortuna ed è famoso per la sua proverbiale ricerca sulla fortuna con amuleti e gesti scaramantici. Nonostante le mille disavventure, sarà proprio grazie a Bernardo che Gabriele sfuggirà ad un affare che si sarebbe rivelato disastroso per la sua azienda. Infine Felice è 18

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