Contribuenti minimi e nuove attività

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1 Antonella Donati Contribuenti minimi e nuove attività Le novità DeL 2012 Dopo i provvedimenti AttuAtivi DeLL AgenziA DeLLe entrate (22 Dicembre 2011)

2 Antonella Donati Contribuenti minimi e nuove attività Le novità del 2012 dopo i provvedimenti attuativi dell Agenzia delle Entrate (22 dicembre 2011)

3 SINTESI Un 2012 all insegna delle novità per i contribuenti minimi e per chi si appresta per la prima volta ad avviare un attività e potrà godere di una tassazione decisamente ridotta. Nel testo tutto quello che occorre sapere per l accesso al nuovo regime e/o per il passaggio al nuovo regime contabile agevolato riservato agli ex contribuenti minimi. Allegati anche alcuni esempi di fatturazione con l applicazione delle nuove norme. L AUTORE Antonella Donati Giornalista professionista, ha al suo attivo diversi anni di giornalismo parlamentare con particolare attenzione all approvazione delle misure di carattere finanziario e alle manovre di bilancio. In questo ambito si occupa espressamente di tematiche fiscali, contributive e previdenziali. è autrice di numerosi volumi, articoli e saggi in materia. Copyright 2012 by Fisco e Tasse 2

4 INDICE Antonella Donati - Detrazioni 730, Le 100 voci che fanno risparmiare Premessa... pag Il regime di vantaggio per le nuove attività...» Un regime a termine...» Le regole generali...» I casi di esclusione...» Solo nuove attività...» I soggetti esclusi per mancanza di requisiti...» Avvio dell attività e durata del regime...» I vantaggi per gli under 35...» Le imprese familiari...» Le imposte per le imprese familiari...» La tenuta della contabilità...» Gli adempimenti esclusi...» Gli obblighi rimasti...» La certificazione dei corrispettivi per i soggetti esclusi dalla legge...» Obbligatoria l iscrizione al Vies per gli acquisti all estero...» Le prestazioni professionali effettuate per soggetti esteri...» Conto in banca obbligatorio per i professionisti...» La determinazione del reddito...» Il principio di cassa...» Le spese deducibili...» Il principio di inerenza...» I beni ad uso promiscuo...» I contributi previdenziali...» La rilevanza del reddito ai fini dei carichi di famiglia...» Fatturazione e pagamento delle imposte...» La dichiarazione per l imposta sostitutiva...» Le voci in fattura...» I contributi previdenziali addebitati al cliente...» Se si esce dal regime...» Le sanzioni applicabili...» In caso di accertamento di maggior reddito...» Le regole per i contribuenti minimi con attività avviata nel » Opzione per tutti coloro che hanno avviato l attività a partire dal » Quanto dura il nuovo regime...» 16 3

5 Antonella Donati - Detrazioni 730, Indice Le 100 voci che fanno risparmiare 6. Il regime contabile agevolato... pag I soggetti interessati...» L opzione...» I soggetti sempre esclusi...» Agevolazioni contabili senza limite di tempo...» Studi di settore...» La determinazione del reddito...» Uscita dal regime...» 20 Appendice normativa...» 26 Art. 1, legge 24 dicembre 2007, n. 244 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge finanziaria 2008)...» 27 Art. 27, decreto legge 6 luglio 2011, n. 98 Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria...» 30 Provvedimento Agenzia delle entrate 22 dicembre 2011, n Modalità di applicazione del regime contabile agevolato di cui all articolo 27, comma 3, del d.l. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n » 31 Provvedimento Agenzia delle entrate, 22 dicembre 2011, n Modalità di applicazione del regime fiscale di vantaggio per l imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità disposizioni di attuazione dell articolo 27, commi 1 e 2, del d.l. 6 luglio 2011, n. 98, convertito con modificazioni dalla legge 15 luglio 2011, n » 35 Modulistica...» 38 Facsimile fattura per i contribuenti che escono dal regime dei minimi...» 39 Facsimile fattura per i contribuenti che si avvalgono del regime di vantaggio...» 40 4

6 PREMESSA Antonella Donati - Detrazioni 730, Le 100 voci che fanno risparmiare Fisco light per chi apre per la prima volta un attività professionale o d impresa e stretta su mezzo milione di partite Iva con il regime dei minimi che non potranno più continuare a godere delle agevolazioni del passato. Si presenta con queste due caratteristiche salienti il 2012 dei contribuenti con fatturato entro i euro. L insieme dei regimi agevolati, sia dal punto di vista contabile che fiscale, si arricchiste, infatti, di nuove regole, con l obbiettivo dichiarato di riportare sotto la lente degli studi di settore tutti coloro che erano già in attività prima del 2008 ed erano poi transitati nel regime di minimi usufruendo dell esclusione da questo tipo di controlli destinati, invece, ad avere una sempre maggiore rilevanza dal punto di vista della lotta all evasione. Punto per punto tutte le regole da seguire sia per i nuovi che per i vecchi minimi. 5

7 1. Il regime di vantaggio per le nuove attività Il regime fiscale di vantaggio per l imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità, al suo esordio nel 2012, è regolato dall articolo Agevolazioni 27 della prima manovra estiva del governo Berlusconi (il d.l. n. riservate 98/2011). L articolo 27 ha modificato in parte le norme della legge esclusivamente n. 244/2007, la legge finanziaria per il 2008, che aveva introdotto alle nuove attività. il regime dei contribuenti minimi, integrandolo con nuovi vincoli, Fisco più leggero riducendo l aliquota dell imposta sostitutiva che viene ora fissata al e niente oneri 5 per cento e introducendo una durata massima. Previsto, dunque, amministrativi un insieme di regole che partendo dalle disposizioni dei commi da 96 a 117 dell articolo 1 della legge n. 244/2007, rimodulano i criteri per l accesso rendendo le agevolazioni fruibili esclusivamente a fronte di nuove attività. Al regime di vantaggio si affianca, grazie sempre all articolo 27 del d.l. n. 98/2011, un regime contabile agevolato, destinato sia a chi non ha le caratteristiche per accedere al regime di vantaggio, sia a chi lo deve lasciare per il superamento dei limiti di reddito, o di durata. Nell insieme, quindi, un sistema particolarmente articolato. A dare attuazione alle disposizioni due provvedimenti dell Agenzia delle entrate del 22 dicembre 2011: il provvedimento che regolamenta il regime di vantaggio per le nuove attività; il provvedimento che regolamenta il regime di contabilità agevolata Un regime a termine Per quel che riguarda il primo dei due nuovi regimi, il regime di vantaggio per le nuove attività si presenta con caratteristiche analoghe, per quel che riguarda le semplificazioni amministrative e contabili, al regime dei minimi in vigore fino alla fine del Fa proprie, però, anche alcune restrizioni in materia di accesso contenute nel regime agevolato per le nuove attività produttive introdotto dall articolo 13 della legge n. 388/2000. Non si tratta, quindi, di una semplice prosecuzione del precedente forfettone, ma di un insieme di regole e agevolazioni fiscali a termine, pensate per accompagnare le nuove iniziative imprenditoriali nella fase di avvio. Per questo è prevista una durata massima di permanenza nel regime che può essere utilizzato per un arco temporale massimo di cinque anni. Si tratta, in sostanza, di una sorta di regime ponte, che potrà essere applicato fintanto che l impresa non è cresciuta o fintanto che non è cresciuto l imprenditore o il professionista, dato che è possibile applicare il regime anche per una durata superiore ai cinque anni, ma comunque fino al compimento dei 35 anni di età. Ammesso alle agevolazioni anche chi ha avviato l attività con il regime dei minimi, per il periodo di tempo rimanente alla conclusione del quinquennio. Il nuovo regime è riconosciuto entro un tetto massimo di fatturato annuo pari a euro. 6

8 1.2. Le regole generali Il regime di vantaggio è riservato dunque ai contribuenti persone fisiche che: avviano un attività professionale; avviano un lavoro autonomo; avviano un attività d impresa, anche se si tratta di impresa familiare; hanno avviato un attività con il regime dei minimi successivamente al 31 dicembre Le caratteristiche salienti sono: durata massima per il periodo d imposta in cui l attività è iniziata e per i quattro successivi, o per un periodo più lungo ma comunque non oltre il periodo di imposta di compimento del trentacinquesimo anno di età dell interessato; imposta sostitutiva dell imposta sui redditi e delle addizionali regionali e comunali fissata al 5 per cento per l intero periodo; franchigia Iva (l imposta non va addebitata al cliente e non rappresenta una voce di costo detraibile); esonero dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili; esclusione dall Irap; esclusione dell applicazione degli studi di settore I casi di esclusione Il comma 99 dell articolo 1 della legge n. 244/2007 aveva stabilito dei casi di esclusione dal regime dei minimi. Le stesse regole si applicano anche per il regime di vantaggio per le nuove attività, per cui questo è precluso per tutti i soggetti che usufruiscono di regimi Iva agevolati speciali quali quelli riservati a: agricoltura e attività connesse e pesca (artt. 34 e 34-bis del d.p.r. n. 633 del 1972); vendita sali e tabacchi (art. 74, comma 1 del d.p.r. n. 633/1972); commercio dei fiammiferi (art. 74, comma 1 del d.p.r. n. 633/1972); editoria (art. 74, comma 1 del d.p.r. n. 633/1972); gestione di servizi di telefonia pubblica (art. 74, comma 1 del d.p.r. n. 633/1972); rivendita di documenti di trasporto pubblico e di sosta (art. 74, comma 1 del d.p.r. n. 633/1972); intrattenimenti, giochi e altre attività di cui alla tariffa allegata al d.p.r. n. 640/1972 (art. 74, comma 6 del d.p.r. n. 633/1972); agenzie di viaggi e turismo (art. 74-ter del d.p.r. n. 633/1972); agriturismo (art. 5, comma 2, della legge n. 413/1991); vendite a domicilio (art. 25-bis, comma 6, del d.p.r. n. 600/1973); rivendita di beni usati, di oggetti d arte, d antiquariato o da collezione (arti. 36 del d.l. n. 41/1995); agenzie di vendite all asta di oggetti d arte, antiquariato o da collezione (articolo 40-bis del d.l. n. 41/1995). 7

9 Sempre in base a quanto stabilisce lo stesso comma 99 sono esclusi inoltre: soggetti non residenti nel territorio dello Stato; soggetti che, in via esclusiva o prevalente, effettuano cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, di terreni edificabili, di mezzi di trasporto nuovi; esercenti attività d impresa o arti e professioni in forma individuale che contestualmente partecipano a società di persone, associazioni o a società a responsabilità limitata che hanno optato per il regime di trasparenza Solo nuove attività In analogia con quanto previsto dalla legge n. 388/2000, il regime di vantaggio è riservato solo alle nuove attività e quindi ai nuovi professionisti o imprenditori che non hanno svolto alcun tipo di lavoro in precedenza. Per questo per l accesso il d.l. n. 98/2011 ha posto ulteriori vincoli rispetto alla finanziaria per il 2008 che aveva consentito, invece, il passaggio dal regime Iva ordinario al regime dei minimi anche ai contribuenti già in attività. In quel caso si era trattato di un intervento volto ad agevolare, sia fiscalmente che dal punto di vista amministrativo, le attività considerate marginali, sottraendo però anche contribuenti già in attività al regime degli studi di settore e quindi ad ulteriori controlli fiscali. Con la riforma, invece, si cambia registro e le agevolazioni sono riconosciute solo a chi non ha mai effettuato alcun tipo di attività imprenditoriale o libero professionale in precedenza. In base a quanto stabilisce il comma 2 dell articolo 27 del d.l. n. 98/2011, per poter utilizzare il regime di vantaggio: il contribuente non deve aver esercitato, nei tre anni precedenti all apertura della partiva Iva attività artistica, professionale ovvero d impresa, anche in forma associata o familiare; l attività da esercitare non deve costituire, in nessun modo, una semplice prosecuzione di altra attività precedentemente svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo, escluso il caso in cui l attività precedente corrisponda ad un periodo di praticantato obbligatorio; qualora venga proseguita un attività d impresa svolta in precedenza da altro soggetto, l ammontare dei relativi ricavi, realizzati nel periodo d imposta precedente quello di riconoscimento del nuovo regime non deve essere superiore a euro I soggetti esclusi per mancanza di requisiti In base a queste disposizioni non si può, quindi, accedere al regime di vantaggio se in passato era stata costituita una società con altre persone e ora si decide di mettersi in proprio. Allo stesso modo il nuovo regime è precluso quando si tratta di proseguire come autonoma un attività già svolta come lavoratore dipendente, tranne il caso di perdita del posto di lavoro per ragioni indipendenti dalla propria volontà. Così, ad esempio, un architetto ex dipendente comunale, o un infermiere professionale ex dipendente di una Asl, una volta in pensione non potranno proseguire l attività in maniera libero-professionale usufruendo del regime di vantaggio per le nuove iniziative imprenditoriali. Possibile, invece, l avvio di un attività di qualunque tipologia da parte di un lavoratore che percepisce il trattamento di mobilità a seguito della perdita del posto di lavoro. 8

10 1.6. Avvio dell attività e durata del regime Per quanto riguarda, invece, la durata massima, questa va calcolata con riferimento all anno d imposta di avvio dell attività e ai quattro anni successivi. La data di partenza della nuova attività, dunque, ha una notevole rilevanza ai fini delle annualità per le quali è possibile godere delle agevolazioni. Per questo motivo, con il provvedimento , l Agenzia delle entrate ha precisato che per esercizio di attività e per inizio di una nuova attività produttiva si intende l effettivo inizio dell attività. Non si fa quindi riferimento alla sola data di apertura della partita Iva, ma esclusivamente a quella della prima prestazione effettuata o della prima cessione di beni o fornitura di servizi. Una precisazione di particolare interesse per chi ha richiesto la partita Iva negli ultimi mesi del 2011, in previsione del nuovo regime, senza aver poi effettivamente mai iniziato l attività prevista. Iniziando nel 2012 potrà infatti godere delle agevolazioni fino al termine del I vantaggi per gli under 35 Durata massima limitata nel tempo, ma, come detto, con maggiori vantaggi per chi avvia un impresa o una professione in più giovane età. Infatti posto che non ci sono limiti di età per l accesso al nuovo regime, è invece possibile continuare ad usufruire delle agevolazioni fino al compimento dei 35 anni di età, se i cinque anni scadono prima di aver raggiunto questo requisito anagrafico. In pratica chi inizia il lavoro a 27 anni potrà contare sul regime di favore complessivamente per 8 anni. In questo arco di tempo, però, deve anche essere rispettato il requisito del fatturato annuo massimo non superiore ai euro Le imprese familiari Il nuovo regime di vantaggio è riconosciuto, come il precedente regime dei minimi, anche a chi decide di svolgere attività d impresa con la formula dell impresa familiare. Questa, disciplinata dall art. 230-bis del codice civile, è una particolare forma di impresa individuale, alla quale, oltre al titolare, partecipano in modo continuativo uno o più dei seguenti familiari: coniuge; parenti entro il terzo grado (figli, genitori, nonni, fratelli, zii); affini entro il secondo grado (suoceri e cognati). Relativamente alla partecipazione agli utili dell impresa, la normativa fiscale stabilisce che l imprenditore debba rimanere assegnatario di almeno il 51 per cento del totale. La responsabilità sulle operazioni aziendali ricade esclusivamente in capo al titolare dell impresa, che risponde con i propri beni delle obbligazioni assunte dall impresa familiare ed in caso di insolvenza è l unico soggetto passibile di fallimento. La costituzione avviene per atto pubblico o scrittura privata autenticata, da cui deve risultare l attività esercitata dal titolare, gli estremi dei familiari collaboratori, nonché il relativo grado di parentela. 9

11 1.9. Le imposte per le imprese familiari Ai fini del regime di vantaggio per le nuove attività nel caso di imprese familiari tutti gli obblighi fiscali sono a carico del solo titolare. Così, in particolare i collaboratori familiari sono esonerati dagli obblighi dichiarativi e di versamento riferibili al reddito ad essi imputato dall imprenditore, in quanto l imposta sul reddito prodotto dall impresa familiare deve essere versata interamente dall imprenditore. In sostanza il reddito è tassato tutto in capo al titolare dell impresa familiare con applicazione dell imposta sostitutiva e i collaboratori familiari non hanno alcun obbligo dichiarativo e di versamento relativamente al reddito a essi imputato dall imprenditore. 2. La tenuta della contabilità Chi gode del regime di vantaggio usufruisce di diverse agevolazioni non solo per quel che riguarda l imposta ridotta. è sufficiente, infatti, numerare e conservare le fatture emesse e ricevute, ma non occorrono altri adempimenti, tranne l apertura del conto corrente Gli adempimenti esclusi Per chi può utilizzare il nuovo regime i risparmi riguardano anche la parte amministrativa. Adempimenti ridotti al minimo. Eliminate anche le comunicazioni ai fini dello spesometro Ai sensi del comma 109 dell articolo 1 della legge n. 244/2007, infatti, i soggetti che applicano il regime sono esonerati dagli obblighi di liquidazione e versamento dell Iva e da tutti gli altri obblighi previsti dal d.p.r. n. 633 del 1972 in materia di imposta sul valore aggiunto, ossia: registrazione delle fatture emesse; registrazione dei corrispettivi ; registrazione degli acquisti; tenuta e conservazione dei registri e documenti (fatta eccezione per le fatture di acquisto e le bollette doganali di importazione); dichiarazione e comunicazione annuale; compilazione ed invio degli elenchi clienti e fornitori. Inoltre, come precisato nel provvedimento , per chi si avvale del regime di vantaggio fiscale è previsto l esonero dallo spesometro e dall obbligo di comunicazione di eventuali operazioni con i Paesi black list. Non c è infatti obbligo di: effettuare la comunicazione telematica delle operazioni rilevanti ai fini dell imposta sul valore aggiunto prevista all articolo 21, comma 1, del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 (legge n. 111/2011), vale a dire le operazioni di importo superiore ai euro relative ad un singolo cliente o committente; 10

12 comunicare all Agenzia delle entrate, ai sensi dell articolo 1 del decreto legge 25 marzo 2010, n. 40, i dati relativi alle operazioni effettuate nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi a fiscalità privilegiata Gli obblighi rimasti Sul fronte della contabilità debbono essere rispettati solo i seguenti adempimenti: obbligo di numerazione e conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali; obbligo di certificazione dei corrispettivi; obbligo di integrare la fattura per gli acquisti intracomunitari e per le altre operazioni di cui risultano debitori di imposta (ad esempio, nell ipotesi di operazioni soggette al regime dell inversione contabile o reverse charge) con l indicazione dell aliquota e della relativa imposta; obbligo di versare l imposta di cui al punto precedente entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni; obbligo di presentare agli uffici doganali gli elenchi intrastat La certificazione dei corrispettivi per i soggetti esclusi dalla legge Per quel che riguarda la diversa tipologia di attività svolte, resta l obbligo di annotare nel registro dei corrispettivi, entro il giorno successivo non festivo, i ricavi conseguiti da parte di soggetti che svolgono attività già esonerate ai sensi dell articolo 2 del d.p.r. n. 696/1996 dall emissione di scontrini o fattura, se non richiesta dal cliente. Rientrano tra l altro tra queste attività, il trasporto a mezzo taxi, attività quali quelle di rammendatrici e ricamatrici, riparazione di calzature e di biciclette, in tutti i casi in cui sono rese da soggetti che non si avvalgono di collaboratori e dipendenti Obbligatoria l iscrizione al Vies per gli acquisti all estero Per gli acquisti all estero, invece, resta l obbligo di iscrizione al Vies, (Vat Information Exchange System - Sistema elettronico di scambio dati sull Iva) che consente agli operatori commerciali titolari di una partita Iva che effettuano cessioni intracomunitarie, di verificare la validità del numero di identificazione Iva dei loro clienti, attraverso il collegamento con i sistemi fiscali degli Stati membri dell Unione europea. Per questo è necessario manifestare la volontà di effettuare acquisti intracomunitari. La richiesta di iscrizione può essere effettuata all atto della presentazione della dichiarazione di inizio attività o successivamente, ma è comunque necessaria la presenza negli elenchi per poter fare acquisti all estero. Le operazioni, inoltre, non possono essere effettuate prima che siano decorsi 30 giorni dall iscrizione. Inoltre in questo caso sussiste l obbligo di presentazione del modello Intrastat all Agenzia delle dogane. Il modello serve a segnalare l elenco di tutti gli acquisti e le cessioni di beni effettuati da parte di ogni soggetto titolare di partita Iva nei confronti di fornitori e di clienti, a loro volta titolari di partita Iva, appartenenti ad uno Stato membro dell Unione Europea. In questo caso anche per i contribuenti che utilizzano il regime di vantaggio è previsto il versamento dell Iva in quanto risultano debitori d imposta (reverse charge). In questi casi la fattura ricevuta deve essere integrata con l indicazione dell aliquota e della relativa imposta ed il tributo deve essere versato entro il giorno 16 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni senza, naturalmente, esercitare alcuna detrazione. 11

13 2.5. Le prestazioni professionali effettuate per soggetti esteri Diversamente da quanto accade per gli acquisti, non è invece necessaria l iscrizione al Vies nel caso in cui si intenda svolgere attività professionale per committenti esteri, come ad esempio delle traduzioni. L effettuazione di prestazioni per le quali non sussiste ai fini dell Iva il requisito della territorialità, infatti, non preclude l accesso al regime, e la prestazione in sé non richiede altri adempimenti. Esclusa, quindi, anche la compilazione dei modelli intrastat Conto in banca obbligatorio per i professionisti Quanto ad altri ulteriori obblighi, è confermata la necessità per i professionisti, dell apertura di un conto corrente per poter incassare il corrispettivo delle prestazioni e dal quale devono essere prelevate le somme occorrenti per il pagamento delle spese. è necessario utilizzarlo in quanto l Agenzia delle entrate con la circolare 73/E del 2007 ha precisato che anche i contribuenti minimi devono rispettare gli obblighi previsti all articolo 19 del d.p.r. n. 600/1973. La norma in questione impone di incassare i compensi per l esercizio di arti e professioni esclusivamente mediante canalizzazione bancaria o postale (assegni, bonifici, altro), in tutti i casi in cui l ammontare supera i 100 euro. Esclusi da quest obbligo coloro che esercitano attività d impresa. Come chiarito dalla circolare 28/E del 2006, non è comunque necessario che il conto sia dedicato esclusivamente all attività professionale, in quanto è possibile utilizzare lo stesso conto anche per esigenze personali e familiari. 3. La determinazione del reddito Il regime fiscale di vantaggio si muove nel solco di quanto previsto per i contribuenti minimi anche per quel che riguarda la determinazione del reddito. Non è previsto, quindi, nessun limite per quel che riguarda la tipologia di spese deducibili, diversamente da quanto accade con altri regimi. L unico requisito da rispettare è che si tratti di spese deducibili purché siano effettivamente legate all attività svolta Il principio di cassa Principio di cassa e deducibilità delle spese al 50 per cento. Reddito rilevante ai fini dei carichi di famiglia Le regole per la determinazione del reddito dei contribuenti minimi sono state dettate con il comma 104 dell articolo 1 della legge 244/2007, e integrate da alcune disposizioni del decreto ministeriale 2 gennaio 2008 che ha dato attuazione alle disposizioni. Le disposizioni si applicano anche al nuovo regime di vantaggio per le nuove iniziative, senza alcuna modificazione. Il comma 104 stabilisce dunque che il reddito di impresa o di lavoro autonomo dei soggetti che rientrano nel regime è costituito dalla differenza tra l ammontare dei ricavi o compensi percepiti nel periodo d imposta e quello delle spese sostenute nello stesso periodo, relativamente alla stessa attività. Vanno inoltre considerate nella formazione del reddito anche le plusvalenze e le minusvalenze dei beni relativi. Sulla base di questo principio sia i componenti negativi che quelli positivi partecipano alla formazione del reddito nel periodo d imposta in cui si verifica il relativo incasso o l esborso, anche se la competenza economica si riferisce ad altri periodi di imposta. 12

14 3.2. Le spese deducibili Sul fronte delle spese non c è quindi alcun periodo di ammortamento, ma il costo sostenuto per l acquisto di beni strumentali va detratto nel periodo d imposta in cui è avvenuto il relativo pagamento. Allo stesso modo l eventuale plusvalenza realizzata per la cessione di un bene strumentale acquistato nel periodo di vigenza del regime concorrerà integralmente alla formazione del reddito nel periodo d imposta in cui è percepito il corrispettivo. Il valore da considerare è l intero prezzo di acquisto, Iva compresa, poiché l Iva è una voce di costo indetraibile con questo tipo di regime fiscale. Inoltre non sono previste limitazioni per quel che riguarda l importo dei beni singoli strumentali, fatto salvo il limite di euro nel triennio Il principio di inerenza Quanto alla tipologia delle spese deducibili, la regola generale segue il principio di cassa, per cui si devono considerare integralmente deducibili tutte le spese necessarie o, comunque, connesse allo svolgimento dell attività esercitata, e tali da non risultare sproporzionate rispetto ai ricavi conseguiti. Tra le spese inerenti per l attività professionale rientrano, ad esempio, l iscrizione all ordine tanto quanto l affitto dello studio, come pure le polizze contro i rischi professionali. Possono rientrare tra le voci di costo anche le spese per vitto e albergo, in tutti i casi in cui è possibile dimostrare l utilità della spesa stessa ai fini dell attività professionale o d impresa svolta I beni ad uso promiscuo Oltre alla deduzione dei costi relativi ai beni strumentali, si ha diritto anche alla deduzione del 50 per cento delle spese di acquisto dei beni ad uso promiscuo, ossia autovetture (e relative spese di manutenzione e per il carburante) e telefonini, ma anche il 50 per cento delle spese domestiche (luce, riscaldamento, condominio) nel caso in cui l attività professionale sia effettuata nel proprio domicilio. Come precisato dall Agenzia delle entrate con la circolare 73/E del 2007, infatti, a prescindere dalle disposizioni del t.u.i.r. che prevedono uno specifico limite di deducibilità per le spese di acquisto delle autovetture e dei telefonini, trattandosi di beni ad uso promiscuo, tali spese rileveranno, in ogni caso, nella misura del 50 per cento del relativo corrispettivo. La stessa limitazione si applica anche nell ipotesi in cui i beni ad uso promiscuo siano acquisiti mediante un contratto di leasing finanziario. In sostanza con il nuovo regime di vantaggio, come già nel caso dei contribuenti minimi, qualunque sia la tipologia di attività esercitata non si applicano le disposizioni previste per gli altri contribuenti in merito ai costi indeducibili o parzialmente indeducibili. Di conseguenza le spese per omaggi, vitto e alloggio possono essere portate in deduzione per l intero importo pagato sempreché la stretta inerenza all esercizio dell attività d impresa o di lavoro autonomo sia dimostrabile sulla base di criteri oggettivi I contributi previdenziali Infine tra le spese deducibili dal reddito dei contribuenti che aderiscono al regime fiscale di vantaggio rientrano le somme corrisposte come contributi previdenziali obbligatori. La deducibilità di tali contributi spetta anche con riferimento a quelli versati per conto dei collaboratori dell impresa familiare che non risultino fiscalmente a carico, a condizione che il titolare; 13

15 dell impresa non abbia esercitato la rivalsa sui propri collaboratori. L eventuale eccedenza che non ha trovato capienza nel reddito dell attività è deducibile dal reddito complessivo. Oltre quelle espressamente elencate non ci sono altre voci di spesa deducibili. Così, ad esempio, non godono di nessuna agevolazione fiscale i versamenti per forme di previdenza integrativa, o le spese mediche, a meno che non si abbiano anche altri redditi da dichiarare diversi da quelli per i quali si usufruisce del regime di vantaggio La rilevanza del reddito ai fini dei carichi di famiglia Da parte sua, invece, il reddito dell attività soggetta al nuovo regime fiscale e per il quale si applica l imposta sostitutiva, rileva ai fini del riconoscimento delle detrazioni per carichi di famiglia ai sensi dell articolo 12, comma 2, del t.u.i.r. In conseguenza di ciò non è possibile avere a carico un familiare che supera il tetto di reddito imponibile di euro l anno svolgendo un attività soggetta all imposta sostitutiva del 5 per cento. 4. Fatturazione e pagamento delle imposte Alle regole appena viste, già applicate fin dal 2008, si aggiungono nuove agevolazioni ad hoc. Sparisce, infatti, l obbligo della ritenuta d acconto in fattura quando questa viene emessa nei confronti di un soggetto diverso da una persona fisica. E poiché nel regime si applica il principio di cassa, questa agevolazione riguarda non solo le fatture per le prestazioni effettuate da chi accede per la prima volta al regime, ma anche le fatture emesse a gennaio 2012 in riferimento a prestazioni effettuate dagli ex minimi nell anno La dichiarazione per l imposta sostitutiva Vantaggi fiscali aggiuntivi con il nuovo regime rispetto ai vecchi minimi. Non si applica infatti la ritenuta d acconto in fattura L abolizione dell obbligo di ritenuta d acconto sul valore della prestazione riguarda chiunque abbia accesso al nuovo regime. La regola, quindi, che si applica anche a chi transita dal vecchio regime dei minimi al nuovo, avendone i requisiti. Come stabilito dal Provvedimento , infatti, i ricavi e i compensi relativi al reddito oggetto del nuovo regime non sono assoggettati a ritenuta d acconto da parte del sostituto di imposta. Con il precedente regime dei minimi, invece, in caso di pagamenti effettuati da parte di persone giuridiche era prevista l applicazione della ritenuta del 20 per cento sulle somme dovute, e il relativo versamento da parte del sostituto d imposta. A fronte di questa ulteriore semplificazione è richiesto un unico semplice adempimento specifico da parte dei contribuenti. Secondo quanto indicato nello stesso Provvedimento, infatti, occorrerà rilasciare un apposita dichiarazione nella quale dovranno precisare che la somma è soggetta ad imposta sostitutiva. L Agenzia non ha dettato regole specifiche per la dichiarazione, quindi è sufficiente integrare la fattura con una dicitura che faccia 14

16 riferimento all applicazione, per le somme in questione, delle norme previste dalla legge 111/2011. Si tratta di una dichiarazione che dovrà essere rilasciata anche da parte dei minimi che transitano per il 2012, e gli anni successivi, nel nuovo regime di vantaggio Le voci in fattura Tolta la ritenuta d acconto, sulla fattura di chi utilizza il nuove regime compariranno, dunque, solo tre voci: l importo del compenso; i contributi previdenziali applicati a titolo di rivalsa; il bollo di 1,81 euro quando le fatture sono di importo superiore a 77,47 euro. Le fatture sulle quali non è previsto l addebito dell Iva, infatti, devono essere assoggettate all imposta di bollo ai fini della loro regolarità. Inoltre dovrà apparire l indicazione che la prestazione è effettuata ai sensi dell art. 27 del d.l. n. 98/2011 ai fini sia dell esclusione dall Iva sia dell esclusione dalla ritenuta fiscale, in quanto la somma è soggetta all imposta sostitutiva I contributi previdenziali addebitati al cliente Relativamente ai contributi, il diritto di rivalsa in fattura è stabilito dal comma 102 della legge n. 662/1996. In base alle norme i soggetti titolari di redditi di lavoro autonomo hanno titolo ad addebitare ai committenti una percentuale dei contributi obbligatori per legge, calcolati sul compenso lordo. Per quel che riguarda i professionisti iscritti alle casse autonome la percentuale varia in base alla cassa, per i professionisti senza cassa, e quindi iscritti alla gestione separata Inps, la rivalsa è in misura pari al 4 per cento dei compensi lordi. L esercizio della facoltà di rivalsa ha rilevanza solo nei rapporti fra il professionista ed il cliente, mentre è del tutto ininfluente ai fini del versamento alla cassa di previdenza, qualunque essa sia, poiché a quest ultimo dovrà provvedere sempre e comunque il professionista e per l intero importo dovuto in base d anno Se si esce dal regime In caso di uscita dal regime, per scelta o per il superamento del limite massimo di fatturato consentito, non sarà più possibile tornare ad utilizzarlo. Il divieto è assoluto, quindi non sarà più possibile godere delle agevolazioni anche nell ipotesi in cui, nel corso del quinquennio ovvero non oltre il periodo di imposta di compimento del trentacinquesimo anno di età si torni in possesso dei requisiti previsti Le sanzioni applicabili Per quel che riguarda infine eventuali violazioni tributarie, anche per quel che riguarda il nuovo regime di vantaggio si applica la disciplina delle sanzioni prevista dal comma 114 della legge n. 244/2007. Previste, quindi, le sanzioni amministrative indicate nei decreti legislativi del 18 dicembre 1997, n. 471 e n. 472 in riferimento alle relative infrazioni. Così, ad esempio, per le violazioni consistenti nella mancata certificazione dei corrispettivi (quando dovuta), scatta la la sanzione accessoria della sospensione della licenza o dell attività. In caso, invece, di violazione dell obbligo 15

17 di numerazione e conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali si applica la sanzione amministrativa prevista dall articolo 9 del d.lgs. n. 471 del 1997 (sanzione minima di euro). Per le violazioni tributarie è consentito il ricorso al ravvedimento operoso, disciplinato dall articolo 13 del d.lgs. n. 472 del 1997, sempre che, naturalmente, le violazioni non siano state già constatate e comunque non siano iniziati accessi, ispezioni e verifiche o altre attività di controllo di cui gli autori delle violazioni abbiano avuto formale conoscenza In caso di accertamento di maggior reddito Prevista infine una sanzione aggiuntiva in caso di superamento del limite dei euro annui previsti per il mantenimento del regime di vantaggio. In questo caso, se il maggior reddito accertato supera del 10 per cento quello dichiarato le misure delle sanzioni minime e massime applicabili sono aumentate a loro volta del 10 per cento. 5. Le regole per i contribuenti minimi con attività avviata nel 2008 L ingresso nel nuovo regime di vantaggio, come stabilisce il d.l. n. 98/2011, è previsto anche per i contribuenti che finora hanno usufruito del regime dei minimi, a patto che abbiano avviato l attività automatico al Passaggio successivamente all entrata in vigore della legge che lo ha introdotto, ossia a partire dal 1 gennaio Sono interessati, quindi, nuovo regime di vantaggio per i solo coloro che hanno aperto per la prima volta la partita Iva da minimi che hanno questa data in poi, mentre chi era in attività in precedenza, ed era avviato l attività transitato nel regime dei minimi per approfittare del maggior vantaggio fiscale, si troverà ora automaticamente trasferito nel regime dal 2008 in poi. Accesso anche semplificato. per chi aveva 5.1. Opzione per tutti coloro che hanno avviato l attività a optato per regime partire dal 2008 ordinario o per L opportunità di accedere al regime di vantaggio è riconosciuta il regime per le anche a tutti i contribuenti in possesso dei requisiti previsti (quindi nuove attività con esclusione di coloro che hanno proseguito un attività già svolta in precedenza), che hanno avviato un attività di impresa, arte o imprenditoriali professione successivamente al 31 dicembre 2007, optando, però, non per il regime dei minimi ma per quello delle nuove iniziative imprenditoriali previsto dall articolo 13 della legge n. 388/2000. Possibilità di cambiare regime anche per chi aveva optato per la contabilità ordinaria, fermo restando il vincolo triennale conseguente all opzione per il regime ordinario Quanto dura il nuovo regime Sia per gli ex minimi che per chi aveva effettuato altre opzioni, la durata del regime fiscale di vantaggio è pari a quella dei periodi di imposta residui relativamente al completamento del 16

18 quinquennio, ovvero degli anni che mancano al periodo di imposta di compimento del trentacinquesimo anno di età. Al termine di questo periodo si passa al regime contabile agevolato. Quindi l uscita avverrà in anni diversi a seconda dell anno di avvio dell attività e precisamente: al 31 dicembre 2012 per chi è in attività dal 2008; al 31 dicembre 2013 per chi è in attività dal 2009; al 31 dicembre 2014 per chi è in attività dal 2010; al 31 dicembre 2015 per chi è in attività dal Si esce comunque automaticamente dal regime nel momento in cui si supera il fatturato massimo annuo consentito, ossia il tetto dei euro. 6. Il regime contabile agevolato I contribuenti che non potranno più applicare il regime dei minimi (sono circa secondo i calcoli dell Agenzia) entreranno nell ulteriore nuovo regime che esordisce nel 2012, denominato regime contabile agevolato. Principali caratteristiche del sistema il versamento dell Iva su base annuale e l esenzione dall Irap. Potranno usufruire di questo regime anche i contribuenti persone fisiche che aprono la partita Iva nel 2012 ma non hanno i requisiti necessari per rientrare tra le nuove attività. Sempre possibile, comunque, l opzione per il regime Iva ordinario I soggetti interessati Interessati al regime contabile agevolato le persone fisiche fiscalmente residenti che per la loro attività rispettano i requisiti di accesso previsti dalla legge n. 244/2007 per i contribuenti minimi, ossia che: Con il 2012 nasce anche un nuovo sistema di regole ad hoc per gli ex minimi e per chi non ha i rewquisiti di nuova attività. Previsto anche in questo caso il tetto annuo di fatturato a euro nell anno solare precedente: hanno conseguito ricavi ovvero hanno percepito compensi, ragguagliati ad anno, non superiori a euro; non hanno effettuato cessioni all esportazione; non hanno sostenuto spese per lavoratori dipendenti o collaboratori, anche assunti secondo la modalità riconducibile a un progetto o programma di lavoro, né erogato somme sotto forma di utili da partecipazione agli associati; 17

19 nel triennio solare precedente: non hanno effettuato acquisti di beni strumentali, anche mediante contratti di appalto e di locazione, pure finanziaria, per un ammontare complessivo superiore a euro; non si avvalgono di regimi speciali ai fini dell imposta sul valore aggiunto; non effettuano in via esclusiva o prevalente cessioni di fabbricati o porzioni di fabbricato, o di terreni edificabili; non partecipano a società di persone o associazioni, ovvero a società a responsabilità limitata che hanno optato per il regime di trasparenza. Nel caso in cui i soggetti che si avvalgono del regime contabile agevolato esercitino contemporaneamente più attività, ai fini dell individuazione del limite dei compensi o dei ricavi, nonché del limite relativo all acquisto di beni strumentali, si fa riferimento alle attività complessivamente esercitate L opzione Il passaggio al regime contabile semplificato è automatico per diverse categorie di contribuenti, ossia: contribuenti che avviano una nuova attività senza avere le caratteristiche per rientrare nel regime di vantaggio; contribuenti già in attività nel 2007 (e/o in anni precedenti) e transitati nel regime dei minimi a partire dal 2008; contribuenti minimi che hanno proseguito un attività precedentemente svolta come lavoratori dipendenti o altra attività di tipo artistico o professionale; contribuenti minimi che fuoriescono dal regime per il superamento dei limiti di fatturato. Ma l accesso a questo nuovo regime è consentito anche a chi, pur avendo le caratteristiche per poter essere considerato un contribuente minimo aveva optato a suo tempo per il regime ordinario, fatta salva la durata triennale dell opzione. Stessa possibilità anche per chi ha scelto, in passato, il regime per le nuove attività previsto dalla legge n. 388/2000. In entrambi i casi, quindi, è possibile effettuare il passaggio di regime I soggetti sempre esclusi Restano invece sempre esclusi coloro che si avvalgono dei regimi Iva agevolati, vale a dire coloro che risultano esclusi in base al comma 99 dell articolo 1 della legge n. 244/2007. L esclusione non opera, invece, per i produttori agricoli che sono titolari di solo reddito agrario e non d impresa, in quanto si tratta in questo caso di reddito fondiario. Di conseguenza è possibile, per eventuali altre attività esercitate oltre a quella agricola, optare per il regime contabile agevolato Agevolazioni contabili senza limite di tempo Il nuovo regime, come è chiaro dalla sua stessa definizione, si caratterizza proprio per la riduzione degli oneri amministrativi e in relazione all Iva. Il pagamento dell imposta, infatti, avviene solo su base annuale. Il reddito è invece sottoposto all Irpef e alle relative addizionali. Il regime contabile 18

20 agevolato non ha scadenza ma cessa solo al verificarsi di una delle clausole di esclusione o in seguito al superamento del tetto massimo di reddito annuo stabilito. Per quel che riguarda la contabilità gli obblighi previsti sono: conservazione dei documenti ricevuti ed emessi; fatturazione e certificazione dei corrispettivi, qualora non ricorrano le condizioni di esonero previste per le attività di cui all articolo 2 del d.p.r. n. 696/1996; comunicazione annuale dei dati Iva di cui all articolo 8-bis del d.p.r. n. 322/1998, qualora il volume d affari sia uguale o superiore a euro ,84; presentazione delle dichiarazioni annuali ai fini delle imposte dirette e dell imposta sul valore aggiunto; versamento annuale dell imposta sul valore aggiunto; versamento dell acconto e del saldo dell imposta sul reddito delle persone fisiche; versamento dell acconto e del saldo delle addizionali comunali e regionali all imposta sul reddito delle persone fisiche; adempimenti dei sostituti d imposta; comunicazione telematica delle operazioni rilevanti ai fini dell imposta sul valore aggiunto prevista all articolo 21, comma 1, del d.l. n. 78/2010 (spesometro); comunicazione all Agenzia delle entrate, ai sensi dell articolo 1 del d.l. n. 40/2010 dei dati relativi alle operazioni effettuate nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio in Paesi a fiscalità privilegiata (black list) Studi di settore L ingresso nel regime contabile agevolato comporta anche l applicazione degli studi di settore. Di conseguenza scattano: l obbligo del rispetto dei parametri di legge; l obbligo di compilazione del modello per la comunicazione dei relativi dati. L appuntamento con gli studi di settore riguarda, ovviamente, anche chi esce dal regime dei minimi non avendone più le caratteristiche. In questo caso, ai fini dell individuazione del limite dei euro relativo all ammontare dei ricavi conseguiti e dei compensi percepiti, non rileva l eventuale adeguamento ai ricavi o compensi determinati sulla base degli studi di settore o dei parametri La determinazione del reddito Per quanto riguarda il reddito, con il regime contabile agevolato si applicano le ordinarie disposizioni previste rispettivamente dagli articoli 54 e 56 del t.u.i.r. per il reddito di lavoro autonomo e per quello delle imprese minori. Di conseguenza occorre fare i conti con le limitazioni previste per la deducibilità dei beni strumentali e le relative quote di ammortamento. 19

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