3. IL SISTEMA DEI CONTI NAZIONALI E LA STIMA DEI PRINCIPALI

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1 3. IL SISTEMA DEI CONTI NAZIONALI E LA STIMA DEI PRINCIPALI AGGREGATI (a) Il quadro di riferimento: schemi SNA e SEC95 (b) Concetti, regole e definizioni per la costruzione dei conti (c) Il conto della produzione e la stima dei principali aggregati (d) Gli altri conti delle operazioni correnti, il conto del capitale e i conti del resto del Mondo (e) Estensioni del sistema dei conti (cenni); i conti delle AP (f) Rapporti e indicatori caratteristici Riferimenti: Istat, pp , , informazioni su conti nazionali annuali. 56

2 (3a) IL QUADRO DI RIFERIMENTO: SCHEMI SNA E SEC95 CONTABILITÀ NAZIONALE Descrizione quantitativa dell attività economica di un Paese (o di ogni altra circoscrizione territoriale), sotto forma di una presentazione completa e sistematica, tramite un insieme di conti, dei flussi economici e finanziari che si verificano tra gruppi significativi di operatori, e delle consistenze iniziali e finali dei beni reali e finanziari. Sistemi di conti: - System of National Accounts (SNA): elaborato nell ambito dell ONU, ultima versione 1993; - Sistema europeo dei conti (SEC95): sistema integrato di conti adottato dall Unione Europea, nel Riferimento territoriale: - conti nazionali; - conti regionali (ecc.). Riferimento temporale: - conti annuali; - conti trimestrali. 57

3 UN INTRODUZIONE ALLA LOGICA DEI CONTI (RICOLLEGANDOSI AL CIRCUITO DEL REDDITO E UTILIZZANDO LO SCHEMA DELLA TAVOLA I-0) Richiamo alla rappresentazione del circuito economico fra produttori e utilizzatori finali (pag. 5) con una realistica complicazione aggiuntiva: esistenza di flussi intermedi fra imprese. Un semplice esempio di sistema chiuso con tre imprese (o insiemi di imprese, detti anche settori): la tavola inputoutput come sistema contabile Settori di origine 1. Agri coltura Settori di destinazione 2. Indu stria 3. Ser vizi Tot. im pieghi interm. Impieghi finali Consumi Investimenti Tot. im pieghi finali Produz totale [+ input primari] 1. Agricoltura Industria Servizi Tot. costi intermedi Redditi da lavoro dip. Risultato lordo gest. Imposte ind. Nette Reddito finale Produz. totale

4 I flussi della tavola input-output obbediscono a alcune fondamentali relazioni contabili: - equazioni di bilancio: per ogni settore, vi è uguaglianza fra le risorse disponibili ( produzione totale) e i loro impieghi [ lettura nel senso delle righe]; - equazioni dei costi: per ogni settore, vi è uguaglianza fra la produzione totale ed i costi sostenuti per ottenerla [ lettura nel senso delle colonne]; - conto di equilibrio per settore: per ogni settore, vi è un equazione di equilibrio fra totale dei costi e totale degli impieghi [ uguaglianza di totali di riga i e di colonna i, per ogni i (nel nostro esempio, per i = 1, 2, 3)]. 59

5 Aggregando rispetto ai settori, si hanno i corrispondenti risultati per l intera economia, che sono riassunti in tre conti: - Conto di equilibrio dei beni e servizi Produz. = Consumi + Consumi + Investim. totale intermedi finali 540 = Conto della produzione Consumi + Reddito = Produz. Intermedi finale Totale = Conto delle risorse e degli impieghi Prodotto = Consumi + Investim. finale finali 220 = NB: in un sistema chiuso, c è uguaglianza fra prodotto finale, reddito finale ( valore aggiunto) e spesa finale. 60

6 SCHEMA SEMPLIFICATO DI CONTABILITA' NAZIONALE Sistema per rappresentare in modo ordinato e coerente l'insieme delle relazioni (flussi) che intercorrono tra gli operatori economici e per descrivere quantitativamente (sotto forma contabile) i risultati dell'attività economica di un paese La CN è più che un insieme di informazioni statistiche. E' un quadro di riferimento nel quale i fatti economici sono disposti appropriatamente sulla base della teoria economica. Il nucleo teorico essenziale della CN è il concetto di circolarità dei flussi e la sua descrizione in termini delle equazioni keynesiane Sistema chiuso Y = C + I la produzione (Y) è costituita da beni destinati al consumo (C) o all'investimento (I). Esprime l'equilibrio tra domanda e offerta C + S = Y la contropartita di reddito dell'offerta (Y) viene assegnata agli utilizzatori finali che la destinano al consumo o al risparmio (S) I S Sistema aperto il risparmio viene tutto investito. L'identità, che esprime la condizione di equilibrio del sistema (prodotto = reddito) è garantita da meccanismi di aggiustamento (variazione scorte o movimenti di prezzo dei beni capitali) che tendono a far coincidere le scelte di risparmio con quelle di investimento Y + M = C + I + E (M=Esportazioni; E=Esportazioni) C + S = Y + T (T=Trasferimenti netti dall'estero) I + B = S E + T + B M (B=Accreditamento(+)/Indebitamento(-) netto con l'estero)

7 LA LOGICA DEL SEC 95 Il sistema contabile è articolato in tre categorie principali di conti: - conti delle operazioni correnti, - conti dell accumulazione, - conti patrimoniali. La struttura logica del sistema dei conti è la seguente: - Conto patrimoniale di apertura [all inizio dell anno t; dà la consistenza iniziale della ricchezza] - Conti delle operazioni correnti [illustrano processi di formazione, distribuzione, redistribuzione e utilizzazione del reddito, nell anno t] - Conti dell accumulazione [registrano variazioni intervenute nelle attività e passività, in particolare (i) il processo di formazione del capitale (investimenti) e (ii) l insieme delle operazioni finanziarie, nell anno t] - Conto patrimoniale di chiusura [alla fine dell anno t; dà la consistenza finale della ricchezza]. 62

8 63

9 Conti economici nazionali. Anno 2004 (prezzi correnti, milioni di euro) A) conto della produzione IMPIEGHI RISORSE Consumi intermedi Produzione (ai prezzi base) Prodotto interno lordo Imposte al netto dei contributi ai prodotti IMPIEGHI B1) Conto della generazione dei redditi primari RISORSE Redditi da lavoro dipendente (interni) Prodotto interno lordo Imposte sulla produzione e sulle importazioni Contributi (-) Risultato lordo di gestione + reddito misto IMPIEGHI B2) Conto della attribuzione dei redditi primari RISORSE Reddito nazionale lordo Risultato lordo di gestione + reddito misto IMPIEGHI Redditi da lavoro dipendente (nazionali) Imposte indirette nette versate al resto del mondo Imposte sulla produzione e sulle importazioni Contributi (-) Redditi da capitale netti dall estero C) Conto della distribuzione secondaria del reddito RISORSE Reddito nazionale lordo disponibile Reddito nazionale lordo Saldo delle imposte correnti sul reddito sul patrimonio, ecc. (ricevute meno pagate) con il Resto del Mondo (+) 926 Saldo dei contributi sociali (ricevuti meno pagati) con il Resto del Mondo (+) 184 Saldo delle prestazioni sociali diverse dai trasferimenti sociali in natura (ricevute meno pagate) con il Resto del mondo (+) Saldo degli altri trasferimenti correnti (ricevuti meno pagati) con il Resto del Mondo (+) D) Conto di utilizzazione del reddito disponibile IMPIEGHI RISORSE Spesa per consumi finali nazionali Reddito nazionale lordo disponibile Risparmio lordo E) Conto del capitale, anno 2004 (milioni di euro) IMPIEGHI RISORSE Investimenti fissi lordi Risparmio lordo Variazione delle scorte e acquisizioni meno cessioni di oggetti di valore Acquisizioni meno cessioni di attività non finanziarie non prodotte 38 Accreditamento (+) / Indebitamento (-) Saldo dei trasferimenti in conto capitale con il resto del mondo

10 (3b) CONCETTI, REGOLE E DEFINIZIONI PER LA COSTRUZIONE DEI CONTI Per elaborare un sistema di conti economici nazionali complesso e al tempo stesso maneggevole, servono regole e definizioni, che riguardano: 1. La delimitazione del sistema economico 2. L individuazione e la classificazione delle unità 3. La classificazione delle operazioni economiche 4. La struttura contabile 5. Le modalità di registrazione dei flussi nei conti 6. Il processo di costruzione dei conti 65

11 1. LA DELIMITAZIONE DEL SISTEMA ECONOMICO SE06_3.DOC Coinvolge due aspetti: delimitazione degli operatori residenti nel territorio economico di riferimento (nel nostro caso, l Italia); delimitazione dei confini dell attività economica, in particolare della produzione. TERRITORIO ECONOMICO E OPERATORI RESIDENTI Le operazioni e gli stock rilevanti per i conti nazionali italiani sono quelli che fanno capo a operatori residenti nel territorio economico dell Italia. Territorio economico: di massima territorio politicoamministrativo, ma con qualche precisazione: ± zone franche extraterritoriali (sedi di ambasciate, consolati, corpi militari, organismi internazionali); + navi, aerei, piattaforme galleggianti appartenenti a unità residenti; giacimenti situati in acque internazionali e sfruttati da unità residenti. Sono definiti residenti gli operatori che hanno nel territo rio economico il loro centro di interesse, cioè vi esercitano attività o operazioni economiche in misura significativa per un periodo di tempo ampio (almeno un anno). NB: Una filiale di un impresa estera in Italia è considerata un unità residente (e il simmetrico vale per filiale di impresa italiana all estero): per imprese residenza presenza (nazionale interno). 66

12 DELIMITAZIONE DELLE ATTIVITÀ ECONOMICHE: I CONFINI DELLA PRODUZIONE Produzione: insieme di tutte le attività produttive che contribuiscono alla formazione ( creazione/trasforma zione) di beni e servizi, altrimenti scarsi, atti a soddisfare i bisogni umani. NB: Con la dizione attività produttive ci si riferisce ad attività (o ai prodotti delle attività) che transitano, o potrebbero transitare, sul mercato. Confini della produzione: - non comprende i servizi prestati gratuitamente dai membri della famiglia nell ambito domestico (lavoro casalingo [ paradosso della cameriera ]), né il fai-date, né i servizi di volontariato in senso stretto; - non comprende guadagni e perdite in conto capitale; - non comprende inoltre, per ragioni pratiche, le attività illegali [attività di produzione di beni e servizi la cui vendita, distribuzione o possesso sono proibite dalla legge]. 67

13 Alcune articolazioni della produzione (non mutuamente esclusive!): - attività regolari; - attività informali [svolte da unità produttive caratteriz zate da basso livello di organizzazione, scarsa divisione fra i fattori di produzione, relazioni di lavoro basate su vincoli di parentela o personali]; - attività sommerse: produzione legale non direttamente osservata, per: (i) la tendenza delle imprese a nascondere (parte del)l attività svolta in modo non regolare rispetto a normative sul lavoro, previdenziali e fiscali [sommerso economico]; le carenze del sistema statistico nel rilevare l insieme delle attività, di solito tanto maggiori quanto più le attività sono svolte da piccole imprese e/o sono informali e/o sono irregolari [sommerso statistico]. Attività economiche legali Attività regolari Attività irregolari ( sommerso economico) Attività informali Sommerso statistico 68

14 2. L INDIVIDUAZIONE E LA CLASSIFICAZIONE DELLE UNITÀ Due criteri di identificazione e classificazione: - operatori e settori istituzionali; - unità di attività economica e branche. OPERATORI E SETTORI ISTITUZIONALI Operatori (economici): unità elementari che hanno autonomia e capacità di decisione in campo economicofinanziario; hanno (o comunque potrebbero avere) una contabilità economica completa. Le unità che presentano queste caratteristiche sono dette unità istituzionali. Le unità istituzionali sono raggruppate in settori istituzionali, sulla base dell uniformità quanto a funzioni principali svolte e al tipo di risorse utilizzate per il loro finanziamento. La classificazione è in cinque (+uno) settori istituzionali: - Società e quasi società non finanziarie - Società finanziarie [Intermediari finanziari e Società di assicurazione] - Amministrazioni pubbliche (AP) - Istituzioni sociali private - Famiglie [ produttrici e consumatrici] - Resto del Mondo 69

15 Classificazione dei settori istituzionali Settori istituzionali Funzione principale Risorse prevalenti Società e quasi società non finanziarie Società finanziarie Intermediari finanziari Società di assicurazione Amministrazioni pubbliche Istituzioni sociali private Produrre beni e servizi non finanziari destinabili alla vendita Accumulare Finanziare (cioè raccogliere ed impiegare le disponibilità finanziarie) Assicurare (cioè trasformare rischi individuali in rischi collettivi) Accumulare Produrre servizi collettivi non destinabili alla vendita (difesa, giustizia, ecc.) Effettuare operazioni di redistribuzione di reddito e ricchezza (fisco, previdenza, assistenza, ecc.) Produrre servizi non destinabili alla vendita per gruppi particolari di famiglie (servizi collettivi); ridistribuire Resto del mondo Entrate derivanti dalle vendite Redditi da capitaleimpresa Fondi provenienti da assunzioni di passività; interessi; premi contrattuali Redditi da capitaleimpresa Imposte e contributi sociali (cioè versamenti obbligatori effettuati direttamente o indirettamente da unità appartenenti ad altri settori) Trasferimenti (versamenti volontari effettuati dalle famiglie nella loro funzione di consumatori); redditi da capitale Entrate derivanti dalle vendite Redditi misti Remunerazione dei fattori della produzione; trasferimenti dagli altri settori Famiglie: - in qualità di produttori Produrre beni e servizi non finanziari destinabili alla vendita; accumulare - in qualità di consumatori Consumare, cioè soddisfare i bisogni umani individuali e collettivi Settore sui generis, che raggruppa le unità non residenti per le operazioni che esse effettuano con le unità istituzionali residenti 70

16 Note di commento: Nel settore delle società non finanziarie sono comprese anche le cosiddette quasi società, cioè le imprese individuali con almeno: - 20 dipendenti se agricole dipendenti se industriali - 50 dipendenti se imprese di servizi Le definizione delle AP è centrata sugli aspetti economici (e non giuridici). Nelle AP non sono quindi comprese le aziende pubbliche la cui produzione transita sul mercato. Per il settore Famiglie si adotta una soluzione di comodo (famiglie in quanto produttrici e in quanto consumatrici): - si giustifica perché per lavoratori autonomi, liberi professionisti, titolari di piccole imprese non costituite in forma societaria è problematico distinguere fra la sfera dell impresa e quella della famiglia; - soluzione lascia in parte insoddisfatti perché: da un lato si rompe il blocco dei produttori che vendono sul mercato i beni ed i servizi non finanziari, prevedendo appunto famiglie produttrici di tali beni; dall altro lato si inquina il blocco dei consumatori. I settori istituzionali costituiscono raggruppamenti di operatori utili per descrivere il loro comportamento nella sfera della distribuzione e dell impiego del reddito e nella sfera finanziaria. Essi sono inadeguati ai fini dell analisi della formazione del reddito e dei mercati dei beni e dei fattori. 71

17 UNITÀ DI ATTIVITÀ ECONOMICA E BRANCHE Unità di attività economica locale (U AEL ): cellula operativa di tipo funzionale (stabilimento, bottega, ufficio, ecc.). Di solito realizza un attività produttiva riguardante un solo prodotto o comunque un insieme di prodotti simili, intendendo per tali i prodotti che si collocano in una classe ( codice di 4 cifre) della classificazione NACE (vedi dopo). Accanto all attività produttiva principale (in termini di valore aggiunto), una U AEL può peraltro svolgere anche una o più attività secondarie riconducibili a differenti classi NACE, che restano tuttavia incorporate in essa. Unità di produzione omogenea locale (U PO ): unità locale caratterizzata da: - un unica attività produttiva (in termini di una classe della classificazione NACE), e quindi - struttura dei costi, processo di produzione e output (prodotto) omogenei. Operativamente, le unità di riferimento sono le unità di attività economica locale. Tra le U AEL si distinguono: - produttori market: le U AEL che producono per il mercato (o per proprio uso finale); - produttori non market: le U AEL che offrono la loro produzione gratuitamente o a prezzi economicamente non significativi. 72

18 Le unità di attività economica locale sono raggruppate in branche di attività economica, secondo una classificazione (NACE/Rev. 1) attenta alle caratteristiche di natura tecnico-economica del processo produttivo (non alle caratteristiche degli operatori che svolgono le attività). Classificazione a più cifre decimali (vedi esempio che segue). Branche e rami di attività economica: 1. Agricoltura, silvicoltura e pesca 2. Industria 2.1 Prodotti energetici 2.2 Prodotti della trasformazione industriale 2.3 Costruzioni e lavori del Genio Civile 3. Servizi 3.1 Commercio, alberghi, pubblici esercizi 3.2 Trasporti e comunicazioni 3.3 Credito, assicurazioni, attività immobiliari e servizi professionali 3.4 Servizi vari 4. Servizi generali di pubblica amministrazione e difesa 4.1 Servizi di assicurazione sociale obbligatoria 4.2 Servizi vari [istruzione; servizi sanitari e sociali; altri servizi pubblici, sociali e personali; servizi domestici presso famiglie e convivenze] NB: Le due classificazioni delle unità unità istituzionali per settori istituzionali e unità di produzione omogenea per branche si prestano per dare due diverse rappresentazioni della stessa realtà: U AEL + FAMIGLIE (propriamente dette) = = INSIEME DEI SETTORI ISTITUZIONALI 73

19 3. LA CLASSIFICAZIONE DELLE OPERAZIONI Flussi: rappresentano le modificazioni di valore economico (creazione, trasformazione, scambio, trasferimento, ), cioè le variazioni di attività e passività detenute dalle unità istituzionali: se generati da decisioni delle unità istituzionali in merito a produzione, distribuzione, redistribuzione, consumo o accumulazione: operazioni se si manifestano indipendentemente dalla volontà delle unità istituzionali [es.: scoperta o esaurimento di giacimenti; guadagni o perdite in conto capitale; generalmente, di importo non rilevante rispetto a operazioni]: altre variazioni delle attività e passività Classificazione delle operazioni: Operazioni sui prodotti (beni e servizi) Es.: Produzione; Consumi finali; Investimenti; Importazioni. Operazioni di distribuzione e ridistribuzione Es.: Redditi da lavoro dipendente; Contributi e prestazioni sociali; Imposte dirette sul reddito e il patrimonio. Operazioni finanziarie Es.: Biglietti, monete e depositi; Titoli diversi dalle azioni; Azioni e altre partecipazioni. Altre operazioni Es.: Ammortamenti; Acquisizione meno cessione di attività non finanziarie non prodotte. [NB: Per classificazione delle operazioni, vedi Istat, p. 18.] 74

20 Altre importanti distinzioni nell ambito delle operazioni: SE06_3.DOC Operazioni: Operazioni: - unilaterali (trasferimenti) - bilaterali - correnti - in conto capitale Ultime, importanti considerazioni in materia di flussi. Il sistema economico è aperto, cioè a dire l insieme degli operatori residenti sul territorio economico del Paese ha relazioni con Resto del Mondo, in tutte le fasi del processo produttivo produzione, distribuzione, redistribuzione, consumo e accumulazione. Occorre dunque distinguere fra: - flussi interni: si registrano sul territorio economico del Paese, indipendentemente dalla residenza degli operatori; - flussi nazionali: sono pertinenti agli operatori residenti, indipendentemente dal fatto che siano stati posti in essere all interno o fuori dal territorio economico del Paese. Nell ambito del Resto del Mondo, poi, per l Italia ha particolare importanza l appartenenza all Unione Europea, che svolge anche funzioni di redistribuzione analoghe a quelle effettuate dalle AP (riscossione di imposte; erogazione di contributi; ecc.), anche se con un peso quantitativamente ridotto. 75

21 4. LA STRUTTURA CONTABILE DEL SEC 95 Al di fuori del SEC95, è utile considerare: Conto di equilibrio dei beni e servizi; Conto economico delle risorse e degli impieghi [correntemente prodotto dall Istat]. Presentazione della struttura per il solo insieme dei conti delle operazioni correnti e del conto del capitale [per quadro generale: vedi pag. 64]. Conti Aggregati a saldo Conto della produzione Prodotto interno lordo (valore aggiunto) Conti della distribuzione del reddito - Generazione del reddito - Attribuzione dei redditi primari - Distribuzione secondaria del reddito - Utilizzazione del reddito disponibile Risultato lordo di gestione Reddito nazionale lordo Reddito nazionale lordo disponibile Risparmio lordo Conti dell accumulazione - Formazione del capitale - Accreditamento (+)/Indebitamento (-) netto + conti con il Resto del Mondo 76

22 Osservazioni: Il piano generale dei conti va bene per l'economia nazionale e per i settori istituzionali, ma non per tutte le partizioni/segmenti dell economia nazionale. L equilibrio tra la domanda e l'offerta dei beni e servizi può essere accertato per la totalità del mercato interno o per specifiche categorie di beni; è invece privo di senso per il singolo settore istituzionale. Il conto della produzione e quello della generazione del reddito (o distribuzione del valore aggiunto), oltre naturalmente al conto delle risorse e degli impieghi, possono essere compilati per le branche. I conti successivi, attenti ai circuiti più complessi di ripartizione del reddito, del consumo, del risparmio, dell accumulazione, sono riservati ai settori istituzionali. NB: Essi, infatti, non si adattano alle U AEL, che vengono aggregate nelle branche (non hanno potere di decidere circa l assegnazione dei redditi, la formazione del risparmio, ecc.). Nelle sue linee essenziali, la struttura generale del SEC è caratterizzata dai primi due conti per branca e dagli altri conti per settori istituzionali. A questi conti, si aggiungono poi conti più semplici per le transazioni internazionali. 77

23 5. LE REGOLE DI REGISTRAZIONE Sezione di destra del conto: entrate [ risorse] Sezione di sinistra del conto: uscite [ impieghi] Metodo della partita doppia : le operazioni sono registrate, per lo stesso importo, una volta in uscita e un'altra in entrata: - interdipendenza, - verifica di identità, - stima dei saldi. Le operazioni sono attribuite agli operatori che effettivamente le compiono, con alcune eccezioni, la principale delle quali è la seguente: I contributi sociali transitano tutti per il settore delle famiglie, sebbene i versamenti alle AP siano fatti direttamente dai datori di lavoro. Tutti i flussi sono presentati in termini monetari. Prezzi ai quali sono valutate le diverse operazioni su beni e servizi: per produzione: prezzi base di vendita ( prezzi praticati dai produttori): Sono compresi: - imposte sulla produzione non collegate al volume/valore del prodotto (+); - contributi commisurati ai prodotti (-). Non sono compresi:- imposte sui prodotti e le importazioni; - margini di commercio e trasporto. per impieghi: prezzi di acquisto ( di mercato) Sono compresi: - imposte nette sui prodotti e le importazioni; - margini di commercio e trasporto. NB: Imposte nette = Imposte - Contributi (vedi dopo pag. 86). 78

24 IL PROCESSO DI COSTRUZIONE DEI CONTI Elaborazione dei conti: per l Italia: - sistema completo a cadenza annuale; - sistema semplificato a cadenza trimestrale; a livello di regioni: alcuni aggregati, a cadenza annuale. Riferimento a stime dei conti annuali relative all anno t: Processo di revisione corrente: - 1^ marzo anno t+1: stime preliminari; - 1^ marzo anno t+2: stime riviste (ancora provvisorie); - 1^ marzo anno t+3: stime riviste (ancora provvisorie); - 1^ marzo anno t+4: stime definitive. Quindi, il 1^ marzo di ogni anno sono prodotte 4 stime, per i quattro anni precedenti, ciascuna contraddistinta di un diverso grado di provvisorietà/definitività. A intervalli abbastanza lunghi, si sovrappongono poi revisioni occasionali, a seguito di: - mutamenti negli schemi contabili (concetti, definizioni, classificazioni): es.: nel 1999 revisione per adozione del SEC95; - disponibilità in anni particolari (es.: anni dei censimenti generali) di un patrimonio informativo più ricco, che consente la costruzione di stime di benchmark. NB: Di solito, con le revisioni occasionali si procede a ri vedere retrospettivamente le serie storiche, per disporre di stime che abbiano continuità e coerenza temporale. Ultima revisione dicembre 2005 (anno base = 2000) 79

25 (3c) IL CONTO DELLA PRODUZIONE E LA STIMA DEI PRINCIPALI AGGREGATI Ci si limita a un sottoinsieme dei conti del SEC95: i conti delle operazioni correnti e del capitale (+ conti col Resto del Mondo): Conto della produzione (+ conto di equilibrio dei beni e servizi + conto delle risorse e degli impieghi). Conti della distribuzione del reddito. Conto del capitale. Conti delle transazioni col Resto del Mondo. NB: Guardando ai conti, si considera la stima dei principali aggregati. 80

26 1. CONTO DELLA PRODUZIONE (E CONNESSI) 0. CONTO DI EQUILIBRIO DEI BENI E SERVIZI Per l intera economia (e eventualmente per branche), mostra come il complesso delle risorse produzione più importazioni venga impiegato nelle diverse destinazio ni: impieghi intermedi, consumi finali, investimenti lordi ed esportazioni. II + C + I f + I s + E = P + M + T i, n P: Produzione totale interna ai prezzi base M: Importazioni di beni e servizi (compresi acquisti all estero dei residenti) T i,n : Imposte nette sui prodotti e le importaz. (= T i - R cp ) T i : Imposte sui prodotti e le importazioni R cp : Contributi commisurati ai prodotti II: Impieghi intermedi (NB: a livello aggregato II= CI) C: Consumi finali nazionali (NB: non interni, per il modo in cui sono definite M ed E) I f : Investimenti fissi lordi I s : Variazione delle scorte E: Esportazioni di beni e servizi (compresi acquisti sul territorio dei non residenti) Bilancio tra offerta globale (M + P + T i,n ) e domanda globale (II + C + I f + I s + E). Il conto è bilanciato per definizione. Quindi, non genera alcun saldo. 81

27 0-bis. CONTO DELLE RISORSE E DEGLI IMPIEGHI La produzione totale interna di un Paese è pari alla somma dei consumi intermedi e del prodotto interno lordo (vedi il conto della produzione): P + T i, n = CI + Y p. Inoltre, per il complesso dell economia i consumi intermedi sono uguali agli impieghi intermedi: CI = II. Si può pertanto scrivere: II + C + I f + I s + E = CI + Y p + M, ed eliminando il valore degli scambi intermedi si ha: C + I f + I s + E = Y p + M Y p : Prodotto interno lordo ai prezzi di mercato (PIL) I: Investimenti lordi (I = I f + I s ) È questo il conto economico delle risorse e degli impieghi (o bilancio economico nazionale). Esso corrisponde alla nota identità macroeconomica Y p = C + I + E M, che mostra come il PIL possa essere ottenuto, dal lato della domanda, coma somma degli impieghi finali interni e del saldo dell interscambio di beni e servizi col RdM. NB: Se il sistema è chiuso (o se M = E), Y p = C + I (uguaglianza tra prodotto e spesa finale). 820

28 Conto economico delle risorse e degli impieghi, anni (prezzi correnti, milioni di euro) RISORSE Prodotto interno lordo ai prezzi di mercato Importazioni di beni e servizi fob Totale IMPIEGHI Consumi nazionali Spesa delle famiglie residenti Spesa delle Amministrazioni pubbliche e delle Istituzioni sociali private senza scopo di lucro al servizio delle famiglie Investimenti fissi lordi Investimenti fissi netti Ammortamenti Variazione delle scorte Oggetti di valore Esportazioni di beni e servizi fob Totale

29 1. CONTO DELLA PRODUZIONE Il conto della produzione riguarda le operazioni che costituiscono il processo produttivo in senso stretto. In entrata riporta la produzione totale interna. Essa viene scissa, in uscita, nella somma dei costi sostenuti per ottenerla: i consumi intermedi e, come saldo, il PIL (o valore aggiunto, termine usato in particolare quando ci si riferisca a singole branche o settori istituzionali). CI + Y p = P + T i, n Y p : PIL, aggregato a saldo. NB: Attenzione ai prezzi ai quali vengono valutati gli aggregati! L aggregato più importante che risulta dal conto è il Prodotto interno lordo (ai prezzi di mercato), PIL. Esso esprime la capacità di creazione di nuove risorse da parte del sistema economico. 84

30 QUALCHE OSSERVAZIONE SUL PIL Si tratta dell'aggregato più significativo della CN: esprime la capacità di creazione di nuove risorse da parte del sistema economico nel periodo di riferimento (tipicamente un anno). Non di rado viene assunto come indicatore sintetico del livello di sviluppo (o del livello di vita) di un Paese. È il risultato finale dell'attività di produzione delle unità produttrici residenti (la farina è un bene finale se venduta come farina; un bene intermedio se venduta al panettiere per fare il pane. In questo caso il valore della farina è incorporato nel valore del pane). A livello delle singole branche viene detto Valore Aggiunto. A livello dell'intero sistema si preferisce la dizione prodotto per sottolineare che si tratta di un aggregato reale il PIL include anche l attività sommersa, ovvero quella per cui non sono rispettati gli obblighi fiscali o contributivi (stima effettuata dall Istat con metodi particolari il metodo Istat è ufficialmente adottato da Eurosatat); Il Sec95 prevede che comprenda anche l attività illegale con pagamenti volontari (es. gioco d azzardo, la produzione e commercializzazione di droghe, la prostituzione), ma non è ancora misurata in Europa (lo è solo il contrabbando di sigarette). Non rientra l attività illegale con pagamento coercitivo (es. racket); Il PIL misura ciò che è prodotto in Italia, non ciò che è prodotto da Italiani. Gli italiani possono anche produrre all estero, mentre in Italia possono produrre anche soggetti stranieri. Il PIL include ciò che è prodotto da soggetti esteri in Italia ed esclude ciò che è prodotto da soggetti italiani all estero. La produzione che la FIAT realizza con le sue attività in Brasile non entra nel calcolo del PIL italiano, ma in quello del PIL brasiliano. Se si è interessati al valore della ricchezza prodotta dai residenti di una certa nazione, indipendentemente dal luogo in cui l abbiano prodotta si calcola allora il prodotto nazionale lordo (PNL). Il PNL dell Italia, per tornare all esempio di prima, comprende i profitti realizzati dalla FIAT in Brasile, ma, simmetricamente, non comprende i profitti realizzati da McDonald in Italia (questi ultimi faranno parte, però, del PIL italiano).

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