NOME PROGETTO BENEFICIARI

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1 NOME PROGETTO Progetto Aiuto... bipolare L uso di questo aggettivo è improprio, ma come definire un progetto che intende aiutare le persone anziane ed indigenti, ospitando il loro cane e diminuendo il rischio del randagismo? Però, come si rileverà leggendo avanti, lo si potrebbe anche definire semplicemente : Posto Cane BENEFICIARI Gli anziani, quelli affidati alla assistenza pubblica, quelli che della vita conoscono soltanto la miseria, le umiliazioni e molto spesso la solitudine. Sono i vecchi indigenti, quelli che, diciamolo, non contano più! La Società provvede ai loro bisogni materiali (un minimo di pensione, l ospedale per la malattia, la casa di riposo per la dipendenza), ma ai loro sentimenti, al loro cuore chi provvede? Chi bada alla loro angoscia quando sono costretti a separarsi dal loro ultimo ed unico amico, il cane? Spesso, a causa di questa angoscia, e lo abbiano constatato, il ricovero viene rifiutato. Noi vorremmo sollevarli da questa pena, dal rimorso di fare del male al loro amico. Non si può pretendere che la Società si carichi anche questa spesa. Ma noi, se ci aiutate, potremo farlo, almeno sul territorio della nostra Azienda Sanitaria Locale. Potremo dargli il diritto di avere dei sentimenti, e non solo dei bisogni materiali! Il nostro progetto prevede di dare la sicurezza che il cane sarà restituito quando usciranno dall ospedale, oppure ospitato a vita se dovranno entrare in Casa di Riposo. Il costo è modesto (vedere punto COSTO DEL PROGETTO). Da sempre, il Rifugio aiuta queste persone quando si rivolgono direttamente, ma per ufficializzare l aiuto mantenendo a disposizione della ASL un numero di box adeguato alle esigenzedi questa zona, e per essere sicuri di non venire meno a questo impegno, ci occorrono aiuti. E un passo importante, gravoso, carico di responsabilità, dal quale non potremo recedere, per rispetto alle persone bisognose, che vogliamo

2 invece aiutare, e per l impegno preso con una azienda statale. E si spera che l esempio, che per nostro mezzo potrà dare questa ASL, induca anche le altre ad organizzare lo stesso tipo di assistenza. ORGANIZZAZIONE NON PROFIT PROMOTRICE Rifugio Ramondetti Cassardo Onlus Via Torino, Trofarello Partita IVA Tel. e fax PRESENTAZIONE DELL ORGANIZZAZIONE Il Rifugio è una iniziativa, del tutto privata, per opporsi alla crudeltà degli abbandoni. Ha lavorato intensamente e sempre con molto senso di responsabilità. Esclude scrupolosamente il lucro. Agisce esclusivamente per il bene delle creature salvate. E, crediamo, l unica struttura di soccorso animali rimasta totalmente indipendente e non aggregata alle sovvenzioni pubbliche. La serietà ed affidabilità, con cui ha sempre lavorato, hanno procurato la fiducia e la stima di medici veterinari, cliniche, scuole cinofile e Forze dell'ordine. I risultati ed il metodo di lavoro sono dettagliati nel sito internet Per conoscere il nostro lavoro. Il Rifugio è stato sempre, ossia per trent anni, fedele alla regola di non sollecitare aiuti. Se ne allontana per la prima volta con questo progetto perché esso dovrebbe essere un impegno permanente, dal quale non sarà possibile recedere, con una organizzazione pubblica: la Azienda Sanitaria Locale. La Onlus Rifugio Ramondetti Cassardo è il proseguimento dell attività del suo attuale presidente, Anna Luisa Ramondetti Cassardo, che, negli anni 80, ha aperto il rifugio per salvare e ridare una famiglia al maggior numero di cani possibile. Un rifugio per adozioni. Ed ecco un dato: sono ora quasi settemila i cani che, salvati dalla miseria del randagismo, tolti da situazioni invivibili, hanno un nuova vita perché adottati da padroni affettuosi. Questo dato conferma la validità del lavoro del Rifugio! DURATA PREVISTA L impegno dovrà essere permanente. AREA GEOGRAFICA DI INTERVENTO Provincia di Torino, settore della Azienda Sanitaria Locale 5. CONTESTO La Onlus Rifugio Ramondetti Cassardo è il proseguimento dell attività del suo attuale presidente, Anna Luisa Ramondetti Cassardo, che, negli anni 80, ha aperto il rifugio per salvare e ridare una famiglia al maggior numero di cani possibile. Un rifugio per adozioni.

3 Era necessario? Leggete la storia di Karant ed avrete la risposta. Una storia a lieto fine perché il Rifugio esisteva. Costanti e pesanti i sacrifici per continuare. Però, rimpianti mai. Del rifugio sono stata per anni sostenitrice, infermiera e... serva. Non mi dilungo in notizie. Il sito internet è ricco di informazioni. Leggete : Perché, aprite le Adozioni a Distanza, leggete i Racconti, e ci conoscerete meglio. Ma ecco un dato: sono ora quasi settemila i cani che, salvati dalla miseria del randagismo, tolti da situazioni invivibili, riscattati dal rischio di soppressione presso i canili municipali, hanno un nuova vita perché adottati da padroni affettuosi. Questo dato, da solo, conferma la validità del lavoro del Rifugio! Sono davvero tanti, una folla di cani salvati, ricuperati e dati felicemente in adozione! Valeva la pena di aprire un rifugio, di sacrificarsi per tenerne aperte le porte! Il Rifugio inizia la sua attività negli anni 80. L abbandono di cani si è fatto impressionante. I mesi estivi sono angosciosi! Il benessere economico ha aumentato il fenomeno dell abbandono estivo. Forse, addirittura, lo ha creato! Perché? Come? Io ho una spiegazione socio-economica e scusate il parolone. L Italia era uscita dal periodo di sussistenza. Si era passati per la guerra, le privazioni, le emigrazioni e finalmente si approdava al benessere economico. Era divenuto facile comprarsi un cucciolo, magari al mercato di Porta Palazzo, tranne poi ad accorgersi che richiede cure, combina guai, ecc., che arrivano le ferie irrinunciabili ormai e non si sa dove mettere il cane, perché l avarizia vieta di sacrificarsi un po per pagargli una pensione, e via di questo passo. Non so trovare un altra spiegazione. Cioè, i portafogli si erano arricchiti, i sentimenti no. La primitiva grettezza ora, però, colpevole non si era modificata. Per certuni, il cane era un niente, un oggetto. Purtroppo, per quelle persone, lo è ancora! Come spiegare, altrimenti, che nei primi 18 anni di residenza a Trofarello avevo trovato quattro cani e per tre avevo rintracciato i padroni, ma nei 20 mesi successivi, ne avevo trovati... quaranta? Agosto 91. Finalmente, la legge 281/91 vieta la soppressione presso i canili pubblici, mettendo fine ad una carneficina atroce, ed istituisce l obbligo del tatuaggio. Alla data attuale, i cani censiti presso l Anagrafe Canina in Piemonte sono circa seicentomila. Si ritiene che i non identificati da tatuaggio o microchip (legge regionale 18 del 19 luglio 2004) siano tra il 10 e 15 %. Per questi, nulla è cambiato. Forse, non sono stati iscritti all Anagrafe per avere mano libera e sbarazzarsene. Ma se il cane è identificato e censito, come liberarsene? Ed ecco una svolta nella tecnica dell abbandono. Infatti, ora, non si può portare il cane ad un canile comunale dicendo di averlo trovato sulla strada, e neppure portarlo a sperdere, come in passato. Ed i padroni senza senso di responsabilità che vogliono sbarazzarsi del

4 proprio cane sono ancora numerosi. Come prima. Nella mentalità di certe persone nulla è cambiato. L animale continua ad essere un niente, un oggetto senza valore! I sistemi? Spesso quelli definitivi: la fucilata, il veleno, una badilata sulla testa e poi si dichiara alla Anagrafe Canina che il cane... è scappato! Quando apprendiamo che il cane corre un rischio, si interviene e lo si ritira. E le persone che non ricorrono ai metodi estremi? Arrivano al rifugio, lasciano il proprio cane che spesso non ha altra colpa che quella di essere anziano, se ne vanno senza provare neppure una fitta di rimorso. E solo un cane! Sappiamo che nessuno adotterà un cane anziano, sappiamo che graverà sul rifugio per quanto gli resta da vivere, ma i suoi occhi esprimono l orrore di una creatura che comprende di essere tradita, sconvolta, disperata per il crollo di quello che era il suo mondo! Non possiamo rifiutare soccorso. Ne avremmo soltanto un grande rimorso. Ma esiste una eccezione. Esistono le persone buone! Ecco perché vogliamo anche aiutare gli umani : quelle persone che amano il proprio cane, che spesso vedono in lui l unico amico che la vita gli ha lasciato, eppure debbono separarsene! Sono quasi sempre persone avanti negli anni, sole, malate, spesso disagiate. Quelle dalla vita difficile, cui ora si impone una scelta crudele. Allontanarsi dalla propria casa, entrare in ospedale, entrare in una Casa di Riposo, dove non c è posto per lui! Persone disperate al pensiero di doversene separare e di non sapere che fine farà. E per lui rifiutano persino il ricovero. Vogliamo aiutarle. Accogliere i loro cani significa agire positivamente in due direzioni: mettere al sicuro il cane ma anche togliere il padrone dall angoscia. Da sempre il Rifugio aiuta queste persone quando si presentano, ma per essere veramente utili, vogliamo ora dare anche ai Servizi Sociali ed alla ASL veterinaria la disponibilità ad assicurare ospitalità temporanea o definitiva ai cani di persone in difficoltà, affidate all assistenza comunale ed obbligate a lasciare la propria dimora ed il proprio cane per ricoveri in ospedale o in Casa di Riposo. E un passo importante, gravoso, carico di responsabilità, dal quale non potremo recedere, per rispetto alle persone bisognose che vogliamo invece aiutare. Ecco perché vi presentiamo questo progetto. COSTO DEL PROGETTO Si ritiene che la necessità della zona coperta dalla ASL veterinaria 5 (che comprende Comuni popolosi come Carignano, Carmagnola, Chieri, Moncalieri, Nichelino) sia di quindici-venti posti. Si presenta, quindi, una previsione di spesa per dodici mesi e per un totale di venti box, ciascuno per un solo cane. Parleremo, quindi, di posti-cane. Ogni cane sarà ospitato in box individuale di minimo 4 mq, munito di cuccia e riscaldamento invernale a pannelli elettrici (energia fornita da impianto fotovoltaico). La spesa per la ospitalità completa, comprendendo alimentazione, pulizie e cure veterinarie (esami per malattie parassitarie, cure, prevenzione

5 da ectoparassiti, prevenzione di filaria e leishmania, e media di eventuali interventi chirurgici). Per ogni posto-cane, euro Il progetto prevede 20 posti-cane a 2.500euro (duemilacinquecento) annui per ciascun cane, Per un totale quindi di euro (cinquantamila) CONSIDERAZIONI E importante, sul piano del soccorso umano, che il progetto possa essere realizzato. A quanto scritto al punto 4, possiamo solo aggiungere... aiutateli con il vostro contributo ai posti-cane.

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