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1 Spedizione in abbonamento postale, art. 2, Comma 20/d, Legge 662/96, filiale di Treviso. Pubblicità inferiore al 70% Contiene I.R. Rivista quadrimestrale di informazione bancaria e di cultura locale C O N I L C R E D I T O C O O P E R A T I V O T R E V I G I A N O

2 SOMMARIO 2 PENSIERI CHE CONTANO Come ad ogni Natale, da qualche anno a questa parte, scegliamo l occasione del tradizionale biglietto di auguri per sostenere uno dei progetti UNICEF a favore dei bambini del mondo. L anno scorso avevamo scelto quello della Maternità sicura in Sierra Leone, quest anno scegliamo il progetto Bambini di strada per la Repubblica Democratica del Congo. Nelle strade della sola capitale Kingshasa sono più di i bambini di strada che vivono di elemosine, piccoli furti e prostituzione. L Unicef finanzia 6 centri in cui questi bambini vengono accolti e nutriti, ricevono assistenza medica e psicologica e seguono un programma di recupero scolastico e corsi di formazione professionale. L Unicef si raccomanda per alcune caratteristiche peculiari: - riceve fondi solo da contributi volontari provenienti da cittadini, governi, associazioni ed aziende; - il 93 % del suo bilancio va ai programmi ed ai progetti sul campo; solo il 7 % viene assorbito da spese di gestione; - l 85 % dello staff dell Unicef (circa persone) è presente sul campo, in 158 paesi del mondo ed è composto in massima parte da personale locale. Sapere che da qualche parte del mondo, grazie al nostro contributo, un bambino torna a sorridere, almeno per un po, fa più bello e vero anche il nostro Natale. Per richiedere il catalogo prodotti: n verde Per versamenti: c/c n ABI CAB Unicef: pensieri che contano 3 Far utile sì, ma per essere utili 5 La responsabilità sociale delle imprese 7 La responsabilità sociale di una BCC 8 I prestiti d onore 9 Benefici per le imprese con le ecocertificazioni 10 La Banca del Clima 11 Il Credito Trevigiano e la responsabilità ambientale 12 Né numeri, né nomi, ma volti 14 Per una maggiore sicurezza 15 In moto sì, ma protetti e prudenti 16 I nostri concorsi 17 Sposarsi e far del bene 18 Cose dell altro mondo a Castelfranco Le BCC e Altromercato assieme per lo sviluppo dell Ecuador 20 Funghi: quasi un distretto 22 Il network dei funghi 23 Nuova Agrifung 24 La chiesa dei SS. Filippo e Giacomo a Carpenedo 26 Caerano in cucina Saperi e sapori di un tempo 28 Tutta Caerano impegnata nel presepio in piazza La Pro Loco di Caerano 29 Pagnano d Asolo fra i Templari, i Torretti ed il Canova 30 Villa Venier a Vedelago: un falso storico 32 Amici del cuore, amici di tutti noi 33 Andar per mostre e palazzi L Avis di Vedelago in pellegrinaggio 34 La crociera dell amicizia 35 Al caldo sole di Sharm Periodico quadrimestrale d informazione bancaria e di cultura locale della Banca di Credito Cooperativo Trevigiano via Roma, Vedelago (TV) Reg. St. Trib. TV n. 676 dell 1/2/1988 Direttore Responsabile: Nicola Di Santo autorizzazione 28/6/2001 delibera n. 362/2001 Comitato di Redazione: Nicola Di Santo, Primo Franchetto, Lorenzo Morao, Giovanni Scomparin, Franco Zambon Hanno collaborato a questo numero: Gianni Lo Martire, Piero Facin, Enzo Bergamin Progetto grafico: Luizio Capraro Realizzazione: Studio Grafico Enio Miotto Sas Stampa: Graficart Questo periodico è associato all Unione Stampa Periodica Italiana

3 FARE UTILE SÌ, MA PER ESSERE UTILI Presidente, cosa si può dire di questa fine anno 2003? Noi abbiamo la fortuna di operare in un territorio attivo, dinamico, propositivo e di risentire in misura più contenuta delle situazioni critiche che si stanno avvertendo a livello nazionale ed internazionale. Ma ormai anche da noi le notizie di cassa integrazione, di licenziamenti, di fallimenti sono sempre più frequenti Purtroppo sì e qualche riflesso risulta evidente a livello bancario. Ma nel complesso il tessuto produttivo tiene, come confermato nella recente Giornata dell economia indetta dalla Camera di Commercio di Treviso. Tuttavia le situazioni di difficoltà di alcuni settori e di alcune aziende cominciano ad avere ricadute preoccupanti per gli operatori locali, per le famiglie, per il territorio. E di fronte a tutto questo una BCC come la nostra non può restare indifferente. Appunto, in questi anni di difficile passaggio, in cui tutti, più o meno, dobbiamo misurarci con le sfide della globalizzazione e con la corsa alle grandi dimensioni, qual è il ruolo di una piccola banca locale? È proprio questo il momento per riflettere sulla nostra identità e sulle nostre prospettive future. Da una parte sentiamo la pressione della concorrenza, che c impone di perseguire una sempre maggiore efficienza bancaria. Dall altra avvertiamo sempre più l esigenza di consolidare e rafforzare il ruolo di banca differente per natura, di banca a responsabilità sociale nei riguardi del territorio e delle comunità locali. Ma anche le altre banche pretendono di esserlo ed in più hanno dimensioni e mezzi per ritornare sui mercati locali, dopo gli assestamenti seguiti alle fusioni, con maggiore capacità concorrenziale. È la sfida dei prossimi anni. Ci stiamo preparando da tempo. Con impegno e fiducia, perché pensiamo di avere buone carte da giocare. Abbiamo da poco cambiato il sistema informatico, evento epocale per una banca, appunto per migliorare l efficienza e per avere a disposizione nuovi strumenti di controllo, di governo e di programmazione. Questo passaggio sta comportando qualche disservizio per i clienti? Inevitabilmente. Si verificano dei ritardi in alcune operazioni, dovuti, però, alla non ancora completa assimilazione dei nuovi sistemi e delle nuove logiche da parte del personale, che pure si sta impegnando al massimo per limitare i disservizi e merita il nostro grazie più sentito. Il personale si rivela ancora una volta fattore strategico per realizzare qualsiasi programma Senz altro. Finora è stato uno dei nostri punti di forza e lo sarà anche in futuro. Stiamo provvedendo ad una ristrutturazione interna, che prevede l inserimento di nuove figure professionali in grado di dare risposte più efficaci alle esigenze degli operatori. Ma la grande maggioranza dei nostri collaboratori è originaria del nostro territorio di competenza e quindi è particolarmente vicina ai problemi degli operatori e delle comunità locali. Ed a livello di territorio come vi state muovendo? A piccoli passi, come fa solo una banca locale, che raccoglie ed investe in un territorio limitato. Tuttavia per sostenere investimenti e sviluppo abbiamo bisogno di una certa massa critica di volumi. Per questo continuiamo ad espanderci gradualmente. Per il 2004, dopo l apertura ad ovest su Mussolente, lo facciamo in direzione est, su Paese, e sud, su Piombino Dese. IL PUNTO CON IL PRESIDENTE 3

4 In comunità più di altre a misura di BCC. Torniamo a questa misura di BCC, meglio a quell immagine di banca differente, con cui voi vi presentate Non è una pretesa né una semplice dichiarazione d intenti. Noi BCC non ci scopriamo ora banche a responsabilità sociale, come stanno facendo le altre. Questo nostro impegno è previsto da più di cent anni nel nostro Statuto. Non ha davvero senso una BCC che faccia solo banca. Ci sono già le altre banche per questo. Una BCC deve dimostrarsi responsabile verso gli operatori locali e verso le famiglie, facilitare l accesso al credito, mantenere i soldi che raccoglie ed il centro decisionale in loco, ma anche essere utile alle comunità locali ed al territorio in cui opera, suscitare iniziative, sostenere Associazioni ed Enti, dare un contributo importante per elevare la qualità della vita. Ed il Credito Trevigiano come interpreta concretamente questo ruolo? Prima di tutto praticando il mutualismo, cioè rendendo concreto il vantaggio di essere Soci, attraverso tutta una serie di iniziative e di opportunità, bancarie e non bancarie, assicurative, assistenziali, sanitarie, culturali e ricreative, che accompagnano la vita e l attività del Socio. Come documentato dalla Guida ai servizi per i Soci 2004, allegata a questo numero di Filo Diretto. Qualcosa sul sociale fanno anche le altre banche Sicuramente. Ma, sempre più attente come sono a muoversi su scenari internazionali, non possono certo concentrare in un territorio quelle attenzioni e quegli interventi che solo una BCC può dedicarvi. Il tutto inserito in un progetto globale di banca a responsabilità sociale, come fa il Credito Trevigiano. Può indicare alcuni degli interventi più significativi e di maggior impatto sociale? Mi limito ai più recenti: la nuova Polizza infortuni, offerta gratuitamente ai Soci e con una copertura uguale per tutti e non rapportata ai depositi od ai finanziamenti; ancora in campo assicurativo, la nuovissima Patente Protetta, una delle prime polizze in assoluto che tutela in particolare le persone giuridiche dal rischio di sospensione della patente; le iniziative di rispetto ambientale, che vanno dall acquisizione della certificazione EMAS agli Eco-mutui alla proposta di fondi di investimento, come il Wwf Pianeta Terra; gli interventi per la prevenzione sanitaria, come i check-up realizzati a Castelfranco, a Caerano ed a Vedelago in collaborazione con gli Amici del cuore, che hanno visto l affluenza di quasi un migliaio di persone; l attualissimo Prestito d onore, una convenzione con Enti pubblici o privati per dare sostegno economico a quanti, e purtroppo non sono pochi, vengono a trovarsi in situazioni di temporanea difficoltà. È noto, poi, che sostenete tante piccole iniziative ed associazioni. Ma non rischiate di disperdere gli interventi e di essere meno incisivi nella vostra azione sociale? Il rischio c è. Ma da tempo ormai cerchiamo di procedere, per quanto ci riguarda, per progetti, come ad esempio il Progetto Mutualità (verso i Soci), il Progetto di Finanza Etico-Solidale (per le parrocchie, le comunità e le associazioni di volontariato in genere), il Progetto Salute (per la prevenzione e le cure sanitarie), il Progetto Studenti. Così pure cerchiamo di privilegiare, tra le tante iniziative che ci vengono proposte, quelle di più ampio respiro e di sicuro impatto sociale. Di tutto questo avrete modo di parlare ai Soci negli incontri di Natale Sicuramente. Li organizziamo apposta e quest anno sono ben nove. Per aver modo di essere più vicini ai Soci, per sentire opinioni, esigenze, proposte. E per scambiarci i tradizionali auguri. Agli incontri di Natale, allora! 4

5 LA RESPONSABILITÀ SOCIALE DELLE IMPRESE Forse mai prima d ora si è tanto sentito parlare di responsabilità sociale e non solo dagli operatori per così dire istituzionali, e cioè associazioni non profit, volontariato, cooperative sociali, terzo settore in generale, ma soprattutto da quel mondo delle imprese che finora hanno fatto del profit la loro ragione d essere. Tanto per citare alcuni fatti: da almeno un decennio alcune grandi aziende hanno sentito il bisogno di redigere accanto a quello economico un bilancio etico; nel 1995 nasce Sodalitas, un Associazione promossa da Assolombarda ed altre 14 imprese per lo Sviluppo dell Imprenditoria nel Sociale; poco dopo l Unione Industriale di Roma dà vita ad Anima, un analoga Associazione per il centro-sud; nello stesso periodo viene istituita, con il sostegno della Commissione Europea, la Corporate Social Responsability (C. S. R.), un network di 50 grandi imprese impegnate a promuovere la cultura della responsabilità sociale; nel 2001 viene pubblicato a cura della commissione Europea il Libro Verde sulla C.S.R.; lo scorso 10 febbraio si tiene a Milano la tappa italiana della Maratona sulla Responsabilità Sociale delle Imprese, un tour che toccherà i 15 paesi dell Unione promosso da C. S. R. Europe; in quell occasione Sodalitas, fa nascere il Centro per lo sviluppo della C. S. R. ed assegna il Sodalitas Social Award, un premio per le aziende che si sono distinte nella realizzazione di programmi ad alto contenuto e valore sociale; uno dei 4 premi (su 80 candidature) va alla Federazione Nazionale delle BCC per la migliore iniziativa di finanza etica (progetto di microfinanza campesina in Ecuador); lo scorso 14 novembre viene organizzata a Venezia la Conferenza europea della C. S. R., alla presenza di ministri e di commissari dell UE; nel 2004 si chiuderà la Maratona a Bruxelles con la celebrazione dell Anno della Responsabilità Sociale delle Imprese; nel 2005 verrà lanciata la Campagna Europea per la Crescita Sostenibile ed il Progresso Umano. Questo solo per ricordare alcune iniziative ed alcuni eventi promossi e partecipati dal fior fiore del mondo economico e finanziario italiano ed europeo. C è da crederci? Proprio mentre fioccano i licenziamenti e le richieste di cassa integrazione e sembra farsi sempre più strada la cultura dell individualismo e dell interesse personale? Quanto meno bisogna cercar di capire. Intanto cos è e su quali principi ed orientamenti si fonda questa nuova etica della Responsabilità Sociale dell Impresa (R. S. I.)? 1. Non è un derivato della vecchia filantropia, non dev essere intesa come un supplemento di bontà, un sentimento aggiuntivo, né tanto meno può ridursi ad un recupero d immagine. 2. È invece un modo nuovo di essere impresa, strettamente connesso al suo core business, che fa riferimento a tutti i soggetti PER UNA NUOVA ETICA 5

6 6 che operano nella comunità e considera come valore non solo il profitto economico ma la soddisfazione di quanti (soci, clienti, azionisti, dipendenti, fornitori, enti ed istituzioni, comunità) hanno rapporti diretti ed indiretti con l azienda. 3. L impresa non è tenuta, quindi, solo a far bene il proprio mestiere, requisito comunque indispensabile, ma anche a dare il proprio contributo alla prosperità economica, ambientale e sociale della comunità in cui opera. 4. C è la convinzione che il benessere e la soddisfazione degli operatori e delle comunità locali si traducano in valore aggiunto non solo in termini di reputazione e di prestigio ma anche di redditività, favoriscano la diffusione del prodotto e vengano in ultima analisi premiati anche dal mercato. 5. Addirittura si sostiene da parte di molti che i criteri di valutazione ambientale e sociale di un azienda servano anche all analisi finanziaria classica e vengano sempre più richiesti dagli analisti in aggiunta agli indicatori tradizionali, tanto che qualche banca svizzera (es.: Lombard Odier & CIE) ha cominciato ad adottare in sistema di rating integrato, cioè allargato alle valutazioni ambientali e sociali. 6. Il modo migliore per sviluppare nuove motivazioni e spirito d appartenenza nel management e nei collaboratori è far sì che comprendano, interiorizzino e trasferiscano la cultura della responsabilità sociale, sentendosi davvero parte di un progetto. Possono sembrare soltanto dichiarazioni d intenti, proclami di facciata, ma solo qualche anno fa nessuno si sarebbe mai aspettato di sentirli dalle bocche del presidente dell A- BI, o di quello dell Associazione Industriali o di certi capitani d industria o di amministratori delegati. Invece è indubbiamente motivo di soddisfazione sentire dichiarazioni come: non possiamo chiamarci fuori dalla responsabilità sociale (Michele Perini, presidente dell Assolombarda) non c è valore del successo economico se non c è anche l impegno per il progresso sociale del territorio (Vittorio Merloni, presidente dell omonima ditta) il ruolo e la leadership di un azienda non possono esprimersi solo attraverso il profitto (Vittorio Rossi, amministratore delegato della Siemens Italia) le imprese che vogliono attività di successo a lungo termine devono considerare le aspettative dei cittadini (Romano Prodi, presidente dell Unione Europea) mi chiedo se sia un vero valore la ricchezza economica creata a scapito della dimensione ambientale e sociale (Maurizio Sella, presidente dell Associazione Bancaria Italiana). Ma cos è che ha fatto orientare negli ultimi tempi le imprese verso l assunzione di una propria responsabilità sociale? Certo i processi di globalizzazione hanno reso più visibili alcuni costi sociali e certe preoccupanti diseconomie esterne, come i disastri ecologici, l utilizzo del lavoro minorile, lo scarso rispetto delle norme di sicurezza sul lavoro, le operazioni speculative sui mercati. Ma ha avuto un ruolo importante anche la pressione di una parte dell opinione pubblica, che si è dimostrata sempre più sensibile verso le problematiche sociali ed ambientali. Uno studio condotto dal Censis evidenzia alcuni dati significativi: in due anni, dal 1999 al 2001, è quasi raddoppiata (dal 36 al 62%) la percentuale di cittadini che nella valutazione di un azienda considerano importante l impegno di responsabilità sociale; ben il 77% auspica che il ruolo dell azienda non sia solo quello di far profitti, ma anche quello di contribuire alla crescita della qualità sociale; il 27 % si è impegnato a non acquistare i prodotti dell azienda giudicata socialmente irresponsabile. In questa situazione di progressiva e rapida presa di coscienza da parte dell opinione pubblica, delle Istituzioni e delle stesse imprese, le Banche di Credito Cooperativo, che hanno nei loro principi costitutivi queste finalità, dovrebbero trovarsi a loro agio, in una posizione di netto vantaggio. E così è, se i loro Amministratori, i loro Dirigenti, il personale tutto pongono a scopo del loro agire quotidiano questi valori e non si fanno prendere la mano dalla tentazione dell utile, dei grandi numeri, dei modelli operativi delle grandi banche. Sarebbe davvero da sprovveduti ed imprevidenti, proprio mentre le altre banche stanno cercando di spostarsi sul terreno e sui modi operativi da sempre propri delle BCC. Ma non è questa per fortuna la cultura del Credito Trevigiano.

7 LA RESPONSABILITÀ SOCIALE DI UNA BCC Credo che sia impegno doveroso di ogni cittadino seguire con attenzione l evolversi di questa nuova cultura d impresa, pretendere che alle parole seguano i fatti, debitamente certificati da agenzie esterne ed internazionali (come in parte si sta facendo) e verificare come tali principi possano venire tradotti in loco a favore del territorio e della comunità in cui vive. Facendosi, però parte attiva, cioè cominciando a rivedere i propri comportamenti, le proprie scelte, la propria capacità di rinunciare almeno in parte al proprio utile immediato prima di pretendere l osservanza di tali principi dagli altri. E per un Socio della Banca di Credito Cooperativo? Già l appartenenza dovrebbe essere significativa, appunto se non determinata dalla ricerca di vantaggi personali grandi o piccoli: - perché queste finalità una BCC le ha nei propri principi costitutivi (art. 18 dello Statuto), nel proprio DNA, e non le scopre certo in questi ultimi tempi; - perché, a differenza di altre banche, impiega nel territorio quanto raccoglie, per lo sviluppo delle aziende locali e per le necessità delle famiglie; - perché mantiene nel territorio (e non chissà dove) i vertici aziendali e la capacità decisionale, affidata dai Soci ad Amministratori che appartengono alla compagine sociale ed al territorio; - perché i propri collaboratori fanno parte delle comunità locali; - perché una BCC è più vicina di altre banche alle esigenze di operatori che conosce ed è pronta a sostenere nelle loro necessità; - perché è punto di riferimento per tanti Enti ed Associazioni che operano per elevare la qualità della vita del territorio. Da queste importanti premesse devono derivare necessariamente nell operatività quotidiana della BCC tutta una serie di comportamenti, che i Soci devono insieme controllare e promuovere: - praticare a tutti condizioni di correttezza e di trasparenza; - stabilire un rapporto di fiducia reciproca e su questa base dimostrar attenzione prima alla persona che all operatore; - applicare il principio della mutualità, preferendo di dare poco a tanti, piuttosto che tanto a pochi; - orientare gli investimenti dei risparmiatori verso forme di risparmio che siano rispettose delle regole di responsabilità sociale; - promuovere i progetti ed i comportamenti socialmente responsabili da parte di aziende e di privati e dare prima l esempio come BCC; - promuovere e sostenere le iniziative sociali, assistenziali e culturali più valide e significative, con lo scopo ultimo di migliorare la qualità delle vita del territorio. Solo avendo presente questo quadro di riferimento ed i rispettivi compiti che competono a Soci, Amministratori, Dirigenti, Collaboratori, potremo tutti sentirci non tanto legati da un pura e semplice rapporto bancario ma ciascuno parte di un progetto complessivo, che mira al sostegno ed al benessere dei singoli operatori e della comunità. Nella convinzione che la banca non può crescere se non assieme al territorio nella sua valenza economica, sociale, ambientale. ETICA & BCC 7

8 BENEFICI PER LE IMPRESE CON LE ECO-CERTIFICAZIONI 8 ECOLOGIA Un modo efficace per una PMI (piccola e media impresa) per dimostrare il proprio impegno al rispetto dell ambiente e del territorio in cui opera è quello di conseguire la certificazione ambientale. Questo tipo di certificazione viene conseguita secondo lo standard ISO oppure attraverso la registrazione EMAS, che prevede una convalida da parte del Comitato Ecoaudit presso il Ministero dell ambiente. A livello internazionale il numero delle imprese che hanno adottato la certificazione ISO 14001, sono circa , di cui circa in Europa e in Italia. La registrazione EMAS, diffusa solo tra i paesi dell Unione Europea, è stata fino ad oggi rilasciata a circa aziende, di cui 150 sono italiane. Quali sono i dati più significativi che emergono oggi rispetto alla diffusione delle eco-certificazioni e dei vantaggi che si possono ricavare? Nella sua fase iniziale i sistemi di gestione ambientale certificati erano una possibilità che si potevano permettere soprattutto le medie e grandi imprese dei settori con elevato impatto sull ambiente (chimica e produzione di energia). Oggi questi sistemi vengono adottati anche dalle PMI e, in qualche caso, anche dalla piccolissima impresa. Molti altri settori produttivi utilizzano i sistemi di gestione ambientale per qualificare i propri processi: il sistema si sta diffondendo molto nel settore alimentare, nelle industrie elettroniche, della carta e della ceramica, mentre un timido ingresso lo stanno facendo i comparti del mobile e del metalmeccanico. Assistiamo quindi ad una sensibilità nuova per le tematiche ambientali. Non tutti i segnali sono però positivi. Il nostro paese, ed in particolare il Veneto, non mostra una forte propensione ad aderire a questi sistemi. Due indicatori: l Italia risulta essere uno dei paesi più arretrati a livello di UE per quanto riguarda le registrazioni EMAS; in Veneto le aziende certificate ISO14001 sono 266, mentre l EMAS è utilizzato da appena 13 organizzazioni. Quali le ragioni di questo fenomeno? Sicuramente la poca chiarezza sui vantaggi per le aziende ad utilizzare questi sistemi. In realtà i vantaggi ci sono, ma sono poco conosciuti. Prima di tutto, da un indagine effettuata a livello europeo sulle imprese che hanno utilizzato EMAS, si è dimostrato come vi siano significative aree di risparmio economico sulla gestione dei rifiuti (con i rischi connessi), del consumo di energia, di acqua e di materie prime. In secondo luogo, vi sono in Italia alcuni benefici previsti dalla legislazione: la Legge n. 93/2001 stabilisce che le imprese registrate EMAS possano sostituire le procedure di rinnovo delle autorizzazioni previste dalle norme sulle emissioni in atmosfera (DPR 203/88), tutela delle acque (D.Lgs 152/99), prevenzione e riduzione integrate dell inquinamento (D.Lgs 372/99), o di rinnovo dell iscrizione all albo gestori rifiuti (D.Lgs 22/97), con un autocertificazione; per le imprese interessate dalla direttiva IPPC (autorizzazione integrata ambientale), il D.Lgs 372/99 prevede che il rinnovo dell autorizzazione, di norma previsto ogni 5 anni, venga effettuato ogni 8 anni per gli impianti registrati EMAS; in materia di acque, il D.Lgs 152/99 prevede che, fra più domande concorrenti per derivazioni ad uso industriale, venga preferita quella di un richiedente che ha un sistema di gestione ambientale ISO o EMAS; l art. 4, comma 9, della L. 449/97, prevede che alcuni crediti d imposta per le PMI possano essere incrementati qualora le imprese beneficiarie abbiano aderito ad EMAS. Altre agevolazioni economiche sono previste per le imprese che fanno investimenti in aree depresse (Del. CIPE n.259, legge 448/92 e sue recenti riformulazioni). Da ultimo possiamo citare il recente decreto del Ministero dell ambiente n.2330 (GU il ), con il quale si prevedono contributi a fondo perduto per le imprese certificate ISO (fino al 40% dei costi) ed EMAS (fino all 80% dei costi), con uno stanziamento di 25 milioni di Euro. Roberto Cariani

9 LA BANCA DEL CLIMA Lo sappiamo ma non ci pensiamo: la questione climatica è diventata la più grande emergenza ambientale. Se verranno superati i 2 gradi di aumento della temperatura media, il sistema climatico mondiale sarà compromesso in maniera irreversibile. Qualcuno parla di sconvolgimenti simili per gravità a quelli che hanno portato all estinzione dei dinosauri.tutto questo potrebbe avvenire nei prossimi 50 anni. Eppure continuiamo ad aumentare i consumi energetici, senza rinunciare a nulla. L Italia in particolare, rispetto al 1990 ha aumentato del 6,5% la produzione di gas serra, responsabili dell aumento delle temperature medie, invece di ridurla progressivamente del 6,5% entro il 2012, come s era impegnata. E ad aumentare notevolmente sono stati soprattutto i consumi energetici del settore civile e dei trasporti. Quindi non sono sempre e solo gli altri i responsabili. E senza pretendere di cambiare il mondo, qualcosa potremo farlo anche noi per ridurre le emissioni di gas, assumendo comportamenti utili e virtuosi. Cos è la Banca del Clima? Con queste finalità è nata la Banca del Clima, un progetto promosso da Wwf e Cittadinazattiva, cui ha aderito, in esclusiva per il settore bancario, il Credito Cooperativo. L obiettivo è quello di promuovere la responsabilità ambientale: ognuno di noi può diventare risparmiatore di energia, vedersi ridurre le proprie bollette elettriche e dare un contributo alla diminuzione di gas emessi. Quanta anidride carbonica produce il nostro nucleo familiare? Lo si può calcolare interrogando il sito Una volta calcolato possiamo tenere sotto controllo il nostro conto energetico e diventare risparmiatori, versando il risparmio virtuale ottenuto in appositi libretti di risparmio, la cui unità di misura non sarà l euro, ma il chiloclima, corrispondente ad 1 chilogrammo di anidride carbonica non emessa. La valutazione del risparmio ottenuto, sulla base di ciascun comportamento virtuoso, viene data dalla Banca del Clima attraverso l elaborazione di algoritmi di calcolo specifici per ciascun settore, trasporti, usi domestici, beni di consumo, per i quali vengono suggeriti anche dei piani di riduzione delle emissioni. Scopo della Banca del Clima è accrescere questo capitale virtuale, alimentato dal risparmio dei chiloclima e promuovere così la responsabilità ambientale. Chi vi può aderire? Ogni singola famiglia, scegliendo comportamenti sostenibili Le aziende che producono merci sostenibili sotto l aspetto della riduzione dei consumi energetici e dell impatto ambientale Le aziende che hanno avviato processi atti ad ottimizzare i consumi energetici sia in fase di produzione che di uso delle merci Le amministrazioni che promuovono la riduzione dei consumi ed i comportamenti virtuosi. Come si aderisce? Entrando nel sito iscrivendosi tramite un form e seguendo le semplici indicazioni. 9

10 BANCA E AMBIENTE IL CREDITO TREVIGIANO E LA RESPONSABILITÀ AMBIENTALE La patente ecologica piace sempre di più a molte PMI. Un numero sempre maggiore di prodotti ha ricevuto l attestazione di basso impatto ambientale ed ecologico. Ad oggi quasi di 3 mila aziende hanno conseguito la registrazione ISO e circa 150 il certificato europeo EMAS. Sono, queste, le due patenti ecologiche che certificano stabilimenti e cicli produttivi che si adoperano per l ambiente. Anche moltissimi privati, rispettosi dell ambiente, si orientano sempre più verso prodotti e servizi certificati. Molto attento a questi temi è anche il legislatore. Su proposta del Ministro dell ambiente, infatti, è stato appena varato un decreto legge che mette a disposizione una prima tranches di 8 milioni (25 milioni totali) di euro per sostenere le imprese che vogliano muoversi nella direzione indicata. Anche il Credito Trevigiano, sempre attento a questi temi, come banca a responsabilità sociale ed ambientale, ha voluto dare il proprio contributo, assumendo alcune iniziative: ha avviato un processo riconosciuto da organismi pubblici (Ministeri dell ambiente, autorità di controllo, Commissione Europea), che porterà nel 2004 la nostra azienda alla registrazione EMAS (Enviromental Management and Audit System); questo per qualificarci e dare l esempio; ha lanciato due nuovi mutui (vedi box), uno per l acquisto di beni a salvaguardia dell ambiente (FERMUTUO) e l altro per lo sviluppo di progetti di edilizia bio-climatica (BIOMUTUO); come Credito Cooperativo, in collaborazione con Wwf Italia, ha messo a disposizione fin dallo scorso anno il fondo di investimento Aureo Wwf-Pianeta Terra, un azionario internazionale che investe in società quotate ed in piccole imprese che si dimostrino innovative in campo ambientale; chi lo sottoscrive, oltre a finanziare queste aziende, scelte da un Comitato di garanzia, sostiene progetti a favore della natura promossi dal Wwf, perché parte delle commissioni e dei guadagni vengono devoluti a questo scopo; ha aderito alla Banca del Clima, come sopra illustrato. FER MUTUO DESTINAZIONE: finanziamento per l acquisto di beni a salvaguardia dell ambiente (fonti energia rinnovabile) rivolto a privati o imprese. IMPORTO TOTALE CONCESSO DALLA BANCA: 2,5 milioni di euro IMPORTO CONDIBILE PER OGNI PRO- GETTO: 10 mila euro DURATA: 5 anni TASSO: EURIBOR 6 MESI + 0,50 BIO MUTUO DESTINAZIONE: finanziamento per edilizia bio-climatica (utilizzo di materiali ecologici e di tecniche che consentano risparmio di energia) IMPORTO TOTALE CONCESSO DALLA BANCA: 2,5 milioni di euro IMPORTO CONDIBILE PER OGNI PRO- GETTO: 10 mila euro DURATA: 5 anni TASSO: EURIBOR 6 MESI + 0,50 webliografia (Ipcc, Intergovernamental panel on climate change) (Unep, United nations environmental program) (Climate Institut) (Unffcc, United nation framework convention on climate change) (Club di Kyoto) (Ministero dell ambiente italiano) www. enea.it (Enea, Ente per le nuove tecnologie e l ambiente) 10

11 PRESTITI D ONORE Il prestito è come un ombrello: quando piove la banca te lo chiude. Quante volte è circolata questa frase, cui si aggiunge, qualche volta, la considerazione che, per qualcuno, l ombrello non si apre mai! Uno principi fondamentali su cui si attua l attività bancaria è la cosiddetta valutazione di merito di credito, ossia riuscire a capire, preliminarmente, se il soggetto che chiede un prestito sarà poi in grado di onorare l impegno che si assume, rimborsando il denaro avuto in prestito. La nostra banca ha già avuto in passato l occasione di dimostrare che, anche in tale ambito, sa essere diversa. E stato il caso, ad esempio, delle iniziative messe in campo ai tempi di mucca pazza quando, in un sistema bancario che individuava gli allevatori quali soggetti a rischio, ha voluto invece garantire loro una boccata d ossigeno, migliorando le condizioni applicate e permettendo di superare il momento di crisi. In sintonia con tali iniziative, nasce ora il Prestito d onore, rivolto a quelle persone e/o famiglie, non titolari di attività economica, che si trovano in una temporanea situazione di necessità tale che, se si rivolgessero a qualche istituto bancario, quasi sicuramente non otterrebbero il sostegno finanziario che necessitano. L iniziativa del Credito Trevigiano si attuerà di concerto con le amministrazioni comunali, ma anche con Enti ed Associazioni, che sono spesso chiamate ad intervenire anche economicamente a sostegno di situazioni di necessità di persone o famiglie che non riescono a garantirsi un tenore di vita almeno dignitoso. Agli Enti spetterà il compito di valutare le condizioni economiche dei richiedenti che saranno così divisi tra quelli che non avranno mai, presumibilmente, la capacità di rimborso e che saranno perciò destinatari di un intervento a fondo perduto, secondo i criteri e le possibilità dell amministrazione stessa, e quanti invece sono caratterizzati da uno stato di bisogno solo temporaneo. Questi verranno indirizzati alla nostra banca che metterà loro a disposizione il prestito da restituire poi nell arco di qualche anno, quando le condizioni economiche del richiedente lo permetteranno, mediante piccole rate mensili. Agli Enti pubblici e privati, che allo scopo sottoscriveranno un apposita convenzione, spetterà anche l onere di garantire i piccoli prestiti, mentre la banca erogherà i prestiti a condizioni di assoluto favore, in linea con le iniziative, già in essere, a favore di parrocchie, associazioni di volontariato ed in genere le organizzazioni no-profit. Nell ambito del progetto di Finanza etico-solidale. Sembra una contraddizione, ma solo a scrutare la nostra società con un po di attenzione, si scoprono situazioni di disagio anche e soprattutto economico, che caratterizzano spesso persone anziane, persone sole o comunque non partecipi del tanto decantato miracolo economico del nord-est. Essere banca diversa vuol dire avere anche questa attenzione, saper dare risposte a quanti, magari anche con poco, riescono a non spezzare quel sottile filo di speranza che li lega al resto della società civile. Enzo Bergamin FINANZA ETICO SOLIDALE 11

12 NÉ NUMERI, NÉ NOMI, MA VOLTI 12 CREDITO PER I SOCI Il nostro paese è - nel mondo - quello in cui esiste la maggiore percentuale (circa l 80%) di famiglie, che abita in una casa di proprietà. In Italia la casa è generalmente ritenuto il primo e più importante investimento; in Italia prima o poi quasi tutti riescono ad acquistarla realizzando un sogno. Nel processo di diffusione della proprietà la banca svolge un ruolo importante. Infatti si contano sulla punta delle dita quanti possono scegliere la propria abitazione e passare alla cassa staccando l assegno. La prassi è un altra. Dopo aver individuato la casa da acquistare e dopo aver trattato il prezzo ci si reca presso l istituto di credito di fiducia convinti di poter ricevere le risorse necessarie. Ma è a questo punto - invece - che possono iniziare i problemi. Il primo è che la banca potrebbe non essere disposta ad erogare un finanziamento pari a quello richiesto se ritiene che le garanzie del mutuatario non siano sufficienti. Ma vi è un altro rischio. Se i tempi si dilatano l affare potrebbe sfumare. E la salita potrebbe diventare ugualmente ripida e lunga se la somma viene erogata ma il tasso applicato è elevato o l arco temporale in cui spalmare il debito troppo breve. Questi intralci di percorso sono sempre più frequenti soprattutto se la banca erogatrice non conosce bene il cliente a cui anticiperà i denari oppure è a corto di raccolta. Noi del Credito Trevigiano, invece, pensiamo di distinguerci da altre realtà per almeno due motivi. Primo. Nonostante stiamo crescendo abbiamo ancora moltissime risorse da impiegare nel territorio. Decine di miliardi. Ciò anche grazie ad operazioni di finanza straordinaria attraverso cui ci siamo affacciati ai mercati internazionali con successo. Secondo. Nessuno conosce - come noi - la realtà locale avendo esperienza più che centenaria. Per il Credito Trevigiano i clienti non sono né numeri (come nelle grandi banche), né semplici nomi (come in molte banche medie o anche locali) bensì volti. Volti tutti differenti! Così, guardando in faccia le persone e conoscendole da anni, siamo in grado di offrire loro il migliore servizio al minimo costo, sicuri di fare entrambi un buon affare. Chi mai vi può offrire un mutuo per acquisto o ristrutturazione della prima casa (vedi box MUTUO PRIMA CASA) con scadenza nel 2023, con uno spread positivo (termine usato da quanti non vogliono farvi capire le cose, infatti spread positivo significa semplicemente maggiorazione!) rispetto al tasso euribor a 6 mesi (detto parametro base) di soli 80 centesimi? Traduciamo: oggi (data di stampa della brochure) che il parametro base è pari al 2,16% il tasso finale pagato dal cliente sarebbe pari al 2,96%. Ovviamente tale tasso sarà rivisto ogni semestre ed aggiornato in base all evoluzione dell euribor. Se questo dovesse salire al 2,50% anche il tasso finale lieviterà al 3,30% (2,50% + 0,80% = 3,30%). L opposto se dovesse scendere. Quanti, invece, desiderano contrarre un debito a tasso fisso, sappiano che siamo disposti ad offrire condizioni vantaggiose

13 anche in questo segmento. Oggi, sempre per un mutuo a 20 anni, potremmo arrivare al 5,50%! Se, invece, siete sempre Soci o Figli di Soci (vedi box MUTUO & RISPARMIO SOCI) e volete accendere un mutuo per acquisto o ristrutturazione della prima casa ma avete anche dei piccoli risparmi da investire, in base alla formula più ci fai lavorare meglio Ti trattiamo, riusciamo a ridurre la maggiorazione rispetto al parametro base (così come indicato in precedenza) dallo 0,80% allo 0,55%. Il tasso finale - pertanto - si ridurrebbe al 2,71% (2,16% + 0,55% = 2,71%). Se, invece, l obiettivo è un finanziamento per acquisti di vario genere (vedere box MUTUO ANCH IO) le cose non cambiano: anche qui le condizioni saranno le migliori possibili. Gianni Lo Martire Resp.Finanza & Marketing MUTUO PRIMA CASA DESTINAZIONE: finanziamento riservato a soci (e figli di soci con età non superiore a 30 anni) per l acquisto e la ristrutturazione della prima casa LA BANCA METTE A DISPOSIZIONE TOTALI: 10 milioni di euro da dividere tra i soci MASSIMO IMPORTO EROGABILE: 100 mila euro TASSO VARIABILE: DURATA 10 ANNI EURIBOR 6 MESI + 0,70% DURATA 15 ANNI EURIBOR 6 MESI + 0,75% DURATA 20 ANNI EURIBOR 6 MESI + 0,80% TASSO FISSO: IRS + 0,50% per durata 10 anni MUTUO & RISPARMIO SOCI DESTINAZIONE: finanziamento riservato a soci (e figli di soci con età non superiore a 30 anni) per l acquisto e la ristrutturazione della prima casa LA BANCA METTE A DISPOSIZIONE TOTALI: 10 milioni di euro da dividere tra i soci MASSIMO IMPORTO EROGABILE: 100 mila euro TASSO VARIABILE: DURATA 10 ANNI EURIBOR 6 MESI + 0,55% DURATA 15 ANNI EURIBOR 6 MESI + 0,55% TASSO FISSO: IRS + 0,55% per durata 10 anni CONDIZIONE NECESSARIA PER ACCEDERE A QUESTO MUTUO: emissione di polizza Clerical Medical di pari durata MUTUOANCH IO DESTINAZIONE: finanziamento per acquisto di auto, mobili, piccole ristrutturazioni, LA BANCA METTE A DISPOSIZIONE TOTALI: 5 milioni di euro MASSIMO IMPORTO EROGABILE: 15 mila euro TASSO VARIABILE: DURATA 5 anni Rata mensile Euribor 6 mesi + 3% TASSO FISSO: DURATA 5 anni Rata mensile IRS + 3% 13

14 PER UNA MAGGIORE SICUREZZA BANCA & ASSICURAZIONE Nel mese di luglio è entrata in vigore un importante novità riguardante il codice della strada: la patente a punti. Da tale data tutte le patenti si sono viste assegnare un punteggio che potrà essere progressivamente ridotto in base ad eventuali infrazioni commesse dal titolare della stessa. Raggiunto lo zero scatterà la sospensione automatica con le conseguenze più o meno note. Rispetto al passato è quindi molto più facile restare a piedi in particolare modo per i neopatentati per i quali le penalizzazioni in termini di punteggio sono raddoppiate. Visto che il tema è di interesse generale, il Credito Trevigiano, con decorrenza gennaio 2004, si è attivato per dare ai Soci la possibilità di sottoscrivere una polizza che li garantisca dall eventuale da questo rischio a condizioni estremamente vantaggiose. Si può ipotizzare, in base ad una analisi di mercato fatta monitorando le proposte di alcune compagnie di primaria importanza, che il risparmio effettivo realizzato acquisendo questo servizio sia pari a circa il 70%. In pratica vi offriamo a 30 ciò che costa 100! Il costo di questa tutela è per i Soci persone fisiche di 50 euro per anno. Avremmo potuto anche spiegarvi quanto articolata è la polizza, tuttavia preferiamo invitarvi nelle nostre filiali dove personale con competenze specifiche potrà illustrarvi quali sono i punti di forza di PATENTE PROTETTA. Unitamente a questa iniziativa il Credito Trevigiano ha realizzato, sempre per i Soci, una NUOVA POLIZZA GRATUITA che tutela dagli INFORTUNI gli assicurati. Essa riconosce, in caso di sinistro, un capitale di euro, in caso di morte o di grave invalidità, indipendentemente dai saldi creditore/debitore dell assicurato rilevati al momento dell eventuale sinistro. Anche in questo caso Vi invitiamo nelle filiali dove il nostro personale Vi illustrerà dettagliatamente le caratteristiche di questa polizza. Gianni Lo Martire Resp.Finanza & Marketing 14

15 IN MOTO, SÌ, MA PROTETTI E PRUDENTI Parola di Gino Borsoi, pilota del motomondiale. Sono lui e l amico Giulio Brandolini, esperto di sicurezza stradale, ambedue uomini Aprilia, i protagonisti dell annuale appuntamento previsto dal Progetto Studenti per la premiazione dei ragazzi meritevoli delle Superiori e dei Laureati, soci o figli di soci del Credito Trevigiano. Il cinema Sanson di Vedelago è, come si suol dire, gremito in ogni ordine di posti. Ben 197 i premiati, caso unico nelle manifestazioni di questo tipo. Presenti anche numerosi genitori. Tema proposto per la riflessione quest anno è la sicurezza stradale. Tema di stringente, tragica attualità, per il succedersi di eventi luttuosi sulle nostre strade, come sottolinea in apertura il Presidente del Credito Cooperativo, dott. Nicola Di Santo, che illustra il senso e la finalità dell iniziativa. Sia la premiazione, che intende dar valore ed evidenza all impegno di tanti ragazzi, sia il tema dell incontro rientrano a pieno titolo nella funzione di una banca a responsabilità sociale com è per natura e vuole essere il Credito Trevigiano. Si entra subito nel vivo dell argomento con un breve filmato del motomondiale, che fa scorrere qualche brivido nell attento uditorio. Quant è bello andare sparati a tutta, senza preoccuparsi di limiti o di ostacoli, accompagnati dal rombo tonificante della moto! Sì, d accordo, ma in una situazione di sicurezza e di protezione, avverte Giulio, come si può trovare solo in pista. Sulla strada è un altra cosa. Stretti dal traffico, con auto che sbucano dappertutto, frenano, sorpassano, è più che mai necessario essere lucidi, concentrati, attenti a prevedere i comportamenti di chi ci precede. Su questo insistono in particolare i due esperti e sulla necessità di prepararsi adeguatamente ad ogni evenienza. Con tuta, stivali e soprattutto casco, che siano omologati. Perché possono davvero salvare la vita. Come ha dato testimonianza Giulio, protagonista di un incidente che avrebbe potuto risultare micidiale, una caduta con scivolata sull asfalto per 100 metri, sbalzato dal sellino posteriore a causa di un improvvisa accelerata di un amico alla guida della moto. Se non fosse stato per la tuta con adeguate protezioni ai gomiti ed in particolare per il casco omologato le conseguenze per lui avrebbero potuto essere molto gravi. Altre esperienze le porta Gino, ovviamente più esposto alle cadute, ma anche più protetto. Suscita curiosità ed emozione vedere con quale rapporto di affezione il giovane pilota presenta la sua tuta ed ancor più il casco, molto aerodinamico e personalizzato con disegni e colori, che ne fanno un piccolo gioiello, ammirato ed invidiato da tanti ragazzi presenti. Affezionatevi anche voi, ragazzi, al casco, indossatelo sempre, anche per brevi tragitti, perché potrebbe salvarvi la vita. Questa è una delle raccomandazioni più ripetute dai due relatori, che poi completano il discorso con tutta una serie di consigli pratici sulla cura della moto e sulla frenata. Sulle norme di circolazione interviene, infine, il Comandante dei Vigili Urbani di Vedelago, Dino Piovesana, che con accenti di personale partecipazione rivolge alcuni consigli ed esortazioni ai giovani perchè non si mettano inutilmente in situazione di rischio e di pericolo ed ai loro genitori, perché siano di esempio. E poi è festa, meritata, per i ragazzi, che a buon diritto sfilano in passerella e si prestano alle foto di rito. Molti anche con Gino Borsoi. Con l augurio che possano portare a casa oltre all immagine del pilota anche i suoi saggi consigli e le sue riflessioni sulla preziosità e sul doveroso rispetto della vita. PROGETTO STUDENTI 15

16 I NOSTRI CONCORSI Saperi e sapori nell età della globalizzazione Storia, cultura, tradizioni, nuove esigenze nei nostri consumi alimentari. Elaborati scritti o grafici o fotografici o prodotti multimediali o video Entro il 31 marzo 2004 Premi: III MEDIA SUPERIORI DOCENTE TUTOR 1º buono libro 2º º Cosa sognano i giovani: dal sogno ad occhi aperti all incubo Messaggi sms ( ) o racconto (anche in forma di diario) Aperto a tutti gli studenti delle Superiori della provincia di Treviso Entro il 31 marzo 2004 Premi: LETTERA MESSAGGIO SMS 1º º º Informazioni: Segreteria della Banca di Credito Cooperativo Trevigiano, Tel. 0423/701212

17 SPOSARSI E FAR DEL BENE D accordo, sposarsi è già un atto d amore. Ma se il matrimonio diventa anche occasione per un gesto concreto di solidarietà, allora tutto acquista un altro valore. Soprattutto ci si riscatta da quel circo consumista che inevitabilmente sta dietro ad ogni matrimonio. Da qualche tempo si comincia a scoprire, soprattutto in città, quanto siano più sentite e personali le nozze solidali, così chiamate appunto perché prevedono nell organizzazione della festa un atto di solidarietà. Può essere la sostituzione delle tradizionali bomboniere con oggetti etnici, la lista di nozze affidata ad una Bottega del Mondo (commercio equo-solidale), il pranzo in spazi affittati di una cooperativa sociale, il gruppo etnico chiamato a far musica, persino il viaggio di nozze prenotato presso un agenzia di turismo solidale. Oppure gli sposi possono, magari dopo essersi procurati il necessario per la casa, fare un certo discorso agli invitati: Non fateci regali. Invece contribuiamo assieme alla costruzione di una scuola o di un laboratorio in Africa od allo scavo di un pozzo od all istituzione di una borsa di studio o, più semplicemente, finanziamo qualche adozione a distanza. Alla fine non è che si spenda di meno per una nozze solidale, ma sicuramente chi fa l offerta trova una motivazione in più e di solito è più generoso. Soprattutto si diffonde così una sensibilità nuova proprio in uno dei momenti di massimo consumismo (e di regali spesso inutili). Tutto bello, tutto giusto. Ma alla fine quante coppie arrivano a fare queste scelte? I parenti, soprattutto le mamme e le suocere difficilmente rinunciano alla tradizione ed alla fine i più si adattano al tutti fan così. È vero, ma tra la gente c è sempre più voglia di dare significato a quello che fa. E poi le nozze solidali sono contagiose, come la catena di S. Antonio. Basta trovare i punti di riferimento giusti. Addirittura si è sentito il bisogno di raccogliere informazioni, consigli ed indirizzi relativi a questo tipo di cerimonia in un agile libretto, Giuste nozze, guida al matrimonio in stile equo e solidale, curato da Giuseppe Caffulli, giornalista e scrittore, e pubblicato dall editore Monti di Saronno (Varese). A conferma che il fenomeno non è poi così limitato. Da visitare è anche il sito del gruppo di don Gianni Fazzini. Il problema è di trovare prodotti e servizi di questo tipo in loco. Senza dover ricorrere a negozi od agenzie lontane, come potrebbero essere il negozio Cose dell altro mondo di Milano o l agenzia di turismo solidale Pindorama, pure di Milano. Ma forse è solo un problema di informazione. Come cerchiamo di dimostrare nell articolo seguente. NOZZE EQUO SOLIDALI 17

18 COSE DELL ALTRO MONDO A CASTELFRANCO COMMERCIO EQUO SOLIDALE È proprio il caso di dirlo. Non occorre recarsi chissà dove. Le cose dell altro mondo sono a portata di tutti, proprio a Castelfranco, in Galleria Nuova, vicino al Caffè di mezzo, dallo scorso 8 novembre, da quando è stata inaugurata la Bottega del mondo di Castelfranco. Nientemeno che al Teatro Accademico, con tanto di degustazione guidata delle cioccolate e dei prodotti a base di cacao del commercio equo e solidale, tema, nell occasione, di un partecipato ed interessante incontro. Siamo in pieno ambiente di commercio alternativo, nella galassia di cooperative ed associazioni che fanno riferimento a Ctm altromercato, un consorzio che riunisce oltre 110 organizzazioni no profit con 150 Botteghe del Mondo. Per riconoscere ai produttori del Terzo mondo un giusto prezzo, in modo che possano vivere dignitosamente nelle loro terre, precisa con tono sommesso ma deciso Maria Luisa, volontaria della Bottega di Castelfranco. Le banane, ad esempio, noi le paghiamo tre-quattro volte il prezzo pagato dalle multinazionali. Ecco perché commercio equo. Solidale, poi, perché non si limita al rapporto commerciale ma cerca di promuovere lo sviluppo di quelle comunità, in particolare la scolarizzazione, l assistenza medica, la possibilità di disporre del piccolo credito. Non per niente la cooperativa cui siamo associati s intitola Pace e Sviluppo. Comincia a delinearsi la rete locale. Pace e Sviluppo è stata fondata 10 anni fa a Treviso, prosegue la mia gentile interlocutrice. Abbiamo da poco festeggiato il decennale. Da essa sono nate ben sei Botteghe del Mondo, a Montebelluna, a Treviso, ad Oderzo, a Camposampiero, a Mogliano, a Vittorio Veneto. La nostra è la settima. Ma a Castelfranco il seme era stato gettato parecchi anni fa, nell ambito dell AIFO, l associazione per l aiuto ai lebbrosi promossa da don Silvio, continua Michele, responsabile del Bottega. Si partiva dall idea che l aiuto era buona cosa, ma doveva essere supportato da un cammino di giustizia per quelle comunità. L attività si svolgeva in una stanzetta dietro il campanile della Pieve ed era limitata al sabato ed alla domenica, in occasione delle funzioni. Poi, grazie all azione convinta di Luigi Benedetti ed all appoggio della cooperativa Pace e Sviluppo, siamo riusciti a mettere in piedi questa Bottega. Non solo, ma soprattutto a sensibilizzare ed a coinvolgere tanta gente, in particolare studenti, pensionati, casalinghe. Castelfranco è la seconda città della provincia per numero di soci. Si nota chiaramente negli interlocutori la soddisfazione di sentirsi parte di un progetto importante, di dedicare il proprio tempo e le proprie energie per una causa giusta. Vede, sottolinea con immutata pacatezza Maria Luisa, non si vuole per niente forzare le produzioni locali, condizionarle alle nostre esigenze commerciali, ma cerchiamo, invece, di promuovere quello che loro sono capaci di produrre, mantenendo il più possibile in loco le varie fasi della produzione e riservandoci eventualmente di completarle qui in Italia. E le garanzie sulla genuinità e sull autenticità del prodotto? Ctm altromercato è controllato dall Istituto Mediterraneo di Certificazione (IMC) e da altri enti riconosciuti come IMO,BCS, CCPB. La nostra etichettatura consente di ricostruire la rintracciabilità del prodotto, dal nome del produttore, al luogo ed alle caratteristiche della produzione, a quello dell eventuale trasformazione e del confezionamento. Ed ancor più risultano decisivi i contatti 18

19 diretti che la nostra cooperativa ha con numerosi produttori locali, di solito riuniti in cooperative. Come ad esempio quelli attivati con alcune cooperative del Nicaragua, per il caffè, o con la cooperativa Funorsal di Salinas (Ecuador), che produce oggetti di artigianato molto belli e pregiati (maglioni, scarpe, guanti e berretti di lana, anelli e ciondoli in tagua, cestini di paglia). E Maria Luisa mi indica gli scaffali su cui sono sistemati in apparente ma funzionale disordine dei coloratissimi maglioni, originali borsette, graziose e raffinate canastas (cestini in paja de paramo), eleganti magliette in seta ed in cotone. Ma, come può vedere, abbiamo oggetti per tutti i gusti, provenienti un po da tutti i continenti. Lavorati con foglie di palma o di juta o con fibre particolari. Anche oggetti di cancelleria molto curati ed originali. Per non parlare degli strumenti musicali tipici e di CD di musica etnica. Sempre più ricercati, poi, sono i prodotti alimentari, aggiunge Michele, il caffè del Nicaragua, il cacao, il the, il riso ed una gamma di cereali, alcuni anche sconosciuti. Per farli entrare nel nostro uso quotidiano, vengono organizzate proprio in queste domeniche delle prime colazioni equo-solidali in 200 città italiane ed europee per iniziativa del Commercio Equo e Solidale. Dall 1 al 7 dicembre i banchetti saranno presenti anche in tutte le stazioni ferroviarie grazie ad una convenzione tra FF. SS. e CTM. E cosa offrite per il Natale? Per il Natale offriamo dei graziosissimi mini-presepi, Maria Luisa me ne porge uno con gesto di tenerezza, e decori da tutto il mondo. Ma abbiamo anche i tradizionali cesti, ricolmi di caffè, miele, cioccolata, biscotti, confetture tropicali, pasta con quinta, cous cous, spezie, sciroppo del guaranà. Per non parlare degli oggetti di arredamento. Prodotti che raccontano di comunità lontane, di altre culture, di tanto amore e di rinnovate speranze. Se, infine, qualcuno vuole andar oltre l oggetto, approfondire conoscenze e trovare motivazioni nuove, conclude Michele, abbiamo una buona disponibilità di studi, di saggi e di guide al consumo critico. Perché questi prodotti viaggiano sulle ali delle idee e degli ideali. A proposito di viaggi, abbiamo anche una compagnia che propone viaggi di turismo responsabile, la Viaggi e Miraggi. Come non essere coinvolti da tanto entusiasmo e da tanta forza di convinzione? Buon Natale alle Botteghe del Mondo. Con l augurio che, anche grazie a loro, possa essere davvero un Natale speso per regalare dignità, giustizia, solidarietà. L.M. LE BCC E CTM ALTROMERCATO ASSIEME PER LO SVILUPPO DELL ECUADOR Ne abbiamo più volte parlato in Filo Diretto, ma è bene ricordarlo nel contesto del commercio equo-solidale. Codesarrollo (sviluppo) è una realtà bancaria che va costituendo in Ecuador un sistema finanziario etico. Si fonda su centinaia di Casse Rurali, che erogano credito, di piccola e media entità, soprattutto in forma comunitaria. Si ripete la storia delle Casse Rurali di 100 anni fa, sempre con l obiettivo di consentire l accesso al credito anche ai contadini ed ai piccoli artigiani, di trattenere in loco la ricchezza prodotta e di offrire un alternativa all usura. I soldi raccolti in loco non bastano e per questa ragione sono indispensabili i finanziamenti delle Banche di Credito Cooperativo, giunti in poco tempo a sfiorare i di dollari. In questa importante funzione ci troviamo a fianco altre organizzazioni noprofit italiane, tra le quali appunto Ctm Altromercato. Non si tratta di assistenzialismo, come tiene a sottolineare Bepi Tonello, nativo di Caerano, presidente di Codesarrollo e direttore del Fondo Ecuadoriano Populorum Progressio (FPP). Si va a promuovere la cultura del risparmio, della progettazione, dell auto-aiuto, senza imporre la propria mentalità, senza snaturare i valori di quel popolo. Vedi e 19

20 FUNGHI: QUASI UN DISTRETTO LE NOSTRE AZIENDE La Contessa, la Funghi d Oro, la GF s.s.,la Brunetta Antonietta e la Funghi di Treviso. Possiamo definirle le 5 sorelle dei funghi perchè operano in stretta collaborazione scambiandosi quotidianamente notizie, suggerimenti ed idee tanto che hanno un tecnico e socio comune, Mauro Ceron, incaricato di seguire la produzione di tutte le fungaie. Un esempio abbastanza raro, finora, di fungaie che operano in rete senza gelosie, ma attente a sviluppare le sinergie per restare leader sul mercato italiano. Producono assieme circa 55 mila quintali di funghi l anno sugli 80 mila commercializzati ed il resto viene acquistato da aziende terze. Considerati i volumi produttivi ed il fatturato conseguito siamo i primi in Italia, spiegano Romeo Fuser e Giorgio Grespan, e contiamo di rimanere in testa al mercato italiano dei freschi. In questo periodo le 5 aziende stanno per ottenere, si prevede entro il mese di febbraio, la certificazione di tracciabilità del prodotto e per la lotta integrata. Sono le prime aziende a realizzare questo processo che abbatte notevolmente i parassiti dei funghi. Le prime 4 aziende hanno costituito, nel febbraio del 1999, il Consorzio Funghi di Treviso che nei primi 2 anni ha realizzato un fatturato di 7 miliardi di vecchie lire. Alla fine del 2000 ha cooptato anche un commerciante e da allora il fatturato è raddoppiato perché le vendite si sono estese in tutta Italia fino alla Sicilia. Ora il Consorzio detiene l 80% del mercato del fresco all ingrosso, il 10% della grande distribuzione ed il 10% di quello che serve l industria conserviera dei funghi. Dall inizio di quest anno è partita la produzione della nuova fungaia, la Funghi di Treviso, che produce 20 mila quintali di funghi l anno, nel processo produttivo ha adottato la tecnologia olandese, la più avanzata al mondo sotto l aspetto tecnologico, e viene realizzata la sterilizzazione delle celle col vapore senza usare alcun prodotto chimico con un indubbio beneficio per l ambiente e per il prodotto. Questo progresso ha permesso di stringere i contatti con la grande distribuzione italiana, specie con i colossi della distribuzione come Auchan e Coop Italia. 20

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