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1 Amministrazione Comunale di Isola Dovarese Laboratorio della Memoria ROSSELLA ZELIOLI T vtätä xüx wxä Y âåx La vicenda della costruzione del ponte in ferro di Isola Dovarese. Una ricerca d archivio 2008

2 INDICE Introduzione Premessa 1. Prima del ponte: il porto natante ( ) 1.1 Isola Dovarese alla metà dell Ottocento 1.2 Il passaggio sul fiume: tipologia e funzionamento 2. Il desiderio del ponte: un percorso lungo quasi trent anni 2.1 La prima proposta di un passaggio stabile sul fiume (1873) 2.2 Dal nuovo porto alla decisione di un ponte stabile: Isola Dovarese tra il 1884 e il Cinque anni per un ponte ( ) Parte prima ( ) Parte seconda (1896) Parte terza ( ) 3. Un ponte in ferro per il nuovo secolo 3.1 Dall appalto alla costruzione ( ) 3.2 Dalla costruzione all inaugurazione del ponte (21 ottobre 1900) 3.3 Isola Dovarese all alba del XX Secolo 3.4 Conseguenze del ponte: proteste e reclami 3.5 Conseguenze del ponte: conti da saldare 3.6 Conclusioni 2

3 INTRODUZIONE Isola Dovarese e il suo fiume si amano da sempre, da quando il paese era davvero soltanto un isola. Come in tutte le storie d amore, tuttavia, anche in questa si alternano a momenti di serena e felice vita in comune periodi di tensione e difficoltà, superati dalla volonterosa necessità di non potersi lasciare. Questa storia, frutto di una ricerca nell archivio comunale, vuole raccontare entrambi questi momenti, considerando il periodo cruciale che va dalla seconda metà dell Ottocento ai primissimi anni del Novecento, concentrandosi in particolare sulle vicende che hanno portato alla costruzione di quel ponte in ferro che ancora oggi rende il fiume parte integrante del paese. Il ponte vecchio infatti come viene comunemente chiamato dagli Isolani è un esempio importante di quanto la vita di una comunità si leghi ad alcuni luoghi in particolare, resi vivi dalle storie delle persone che li hanno attraversati ed abitati. Il ponte vecchio è un esempio di tutto questo perché ci parla dello sforzo isolano di far proprio il fiume e il territorio, per renderlo più vivibile e capace di prosperare in tempi nuovi. Esso stesso è un prodotto dei tempi nuovi, inaugurato come è stato nell anno Infine, quello stesso ponte ci parla del sacrificio di tre giovani, uccisi sulle sue sponde, che da mute architetture in ferro sono diventate, a causa di quel lontano 29 aprile 1945, capaci di parlarci di libertà e di pace. Anche per questo, soprattutto per questo, quel ponte è parte del volto di Isola Dovarese. A quei tre giovani isolani è dedicata questa ricerca. Rossella Zelioli Assessore alla Cultura Comune di Isola Dovarese 3

4 PREMESSA Per la stesura di questa ricerca sono stati consultati atti e documenti conservati nell Archivio Storico comunale di Isola Dovarese. Per chiarezza e brevità, d ora in avanti nelle note a piè di pagina verrà citata la fonte dei documenti utilizzando le seguenti formulazioni: ASC, STO per Archivio Storico Comunale di Isola Dovarese Parte Storica ASC, ANT per Archivio Storico Comunale di Isola Dovarese Parte Antica La citazione della fonte consultata recherà inoltre l indicazione della categoria di riferimento, il numero della busta in numero arabo, seguita quando necessario dal numero del fascicolo. Verranno inoltre citati e riportati fedelmente brani tratti dai documenti originali consultati, identificandoli per comodità di lettura oltre che dalla corrispondente nota a piè di pagina dalle virgolette a sergente (vale a dire, ). Resta sottinteso che ogni riferimento a deliberazioni di Giunta o Consiglio Comunale sottintendono sempre che si riferiscono ad atti del Comune di Isola Dovarese. Ringraziamenti Devo ringraziare prima di tutto il Sindaco Simona Pasquali per avermi affidato l incarico di stendere questa ricerca, per la fiducia dimostrata e per avermi permesso di passare ore appassionanti nell archivio comunale. Ringrazio Fabio Maruti per il grande aiuto datomi nell iniziale consultazione di innumerevoli e polverosi faldoni stracolmi di carte, così come Paola Aliprandi per ogni suo consiglio e sostegno. Ringrazio Juri Meda per l affettuosa lettura della ricerca e per i preziosi consigli suggeriti, da storico autentico, quale è. Ringrazio infine mio padre per avermi aiutato nel riordino cronologico di centinaia di fogli di appunti, e Ugo per la paziente attesa di vederne sgombro il tavolo di casa. 4

5 1. PRIMA DEL PONTE: IL PORTO NATANTE ( ) Come si legge in una delle tante, brevi descrizioni del paese che si trovano in molti documenti redatti per le più svariate occasioni: «Isola Dovarese trovasi sulla sinistra dell Oglio in Provincia di Cremona, ed una parte del suo territorio trovasi pure sulla destra dello stesso Fiume. Il servizio di comunicazione fra le due parti si è sempre praticato a mezzo di un porto a due barche, che serve pure di congiungimento delle due strade pubbliche che fanno capo al Fiume in quella località una sulla destra e l altra sulla sinistra» 1 Prima del ponte, quindi, il passaggio sul fiume è assicurato fin da tempi remotissimi dal servizio di un porto a due barche, più volte indicato come porto natante o porto volante, che consente ad Isolani e non di trasportare merci e animali. Le prime testimonianze dell attività di questo porto, riscontrabili nei documenti dell archivio comunale, sono datate 1788 e si riferiscono al tariffario in uso per il passaggio sul fiume a mezzo del porto, registrate in un documento del I giugno Le tariffe contenute nel documento ci danno un idea precisa delle merci e degli animali trasportati attraverso il porto, oltre che dei principali mezzi di trasporto terrestre utilizzati a quel tempo. Nella distinta, infatti, si leggono le diverse cifre corrispondenti al passaggio di «un uomo a piedi» o un «uomo a cavallo; una sedia terriera, un carro terriero, un volantino terriero», quando carichi di mercanzie; oppure al passaggio di «una sedia ad una cavallo, una carrozza a due o quattro cavalli»; ancora, si pagano cifre diverse per gli animali da trasportare al di là del fiume, distinguendo tra animale porcino» (per il quale si paga meno se è un «animale porcino piccolo»), «greggi di 100 pecore, bestia grassa sia piccola che grossa, somaro carico, pecora». In generale, vale la distinzione tra «terriero e forestiero», cioè tra Isolano e non, sia esso un uomo, un veicolo, un animale, un carico. Gli isolani a piedi non pagano il passaggio, così come un somaro o una pecora locali; il trasporto di merci locali è soggetto a forti sconti, che spesso si aggirano sul cinquanta per cento della tariffa prevista. Il funzionamento del porto è regolato da specifiche convenzioni di affitto, la più antica delle quali, conservata nell archivio comunale e datata 23 luglio 1836, ci rammenta che la Deputazione Comunale di Isola Dovarese faceva parte della Provincia di Mantova, Distretto VII di Canneto, 1 Progetto di ricostruzione del porto d Isola Dovarese, 1885, in Archivio Storico Comunale, Parte Antica [d ora in avanti ASC, ANT], Cat. Elezioni, b.47, fasc.2 2 Tariffa del 1788, in ASC, ANT, Cat. Consiglio 1861, b.43, fasc.18 5

6 all interno del Regno Lombardo Veneto 3, fino alla costituzione del Regno d Italia nel 1861, anno in cui il paese passò alla Provincia di Cremona. Ma che paese è Isola Dovarese negli anni Sessanta dell Ottocento, appena divenuto a tutti gli effetti un comune del Regno d Italia? 1.1 ISOLA DOVARESE ALLA METÀ DELL OTTOCENTO Un ritratto rapido ma efficace del paese e del suo tessuto sociale e produttivo è contenuto in una interessantissima Notizia Statistica sulla consumazione dei generi soggetti a dazio di consumo governativo del 1867, in cui si legge che: «Il comune trovasi in pianura, e non può essere chiuso perché tiene diversi sbocchi che non si possono cingere» 4 La popolazione dell anno 1867 si compone di un totale di abitanti, di cui residenti nella porzione agglomerata del paese e i restanti 102 in case sparse. Inoltre, nelle brevi note sui Mezzi di nutrizione più usati, la stessa statistica sostiene che: «gli abitanti, perché quasi tutti contadini, si nutriscono per la massima parte di polenta, ottenibile dalla farina di grano turco. Nell estate si mangia anche pane. Nelle carni prevalgono i pollami, ed in parte ricorrono alle bovine, ed alle suine. Le bevande usate sono la massima parte i vini che traggonsi dal territorio e per pochissima parte le acquaviti» Nello stesso documento, nel paragrafo riferito alle Risorse Economiche, si legge che: «il suolo è discretamente fertile tenuto conto della sua condizione di asciutto. Si ricavano uve, frumento e melicotto, i bozzoli da seta. Nel comune non vi sono manifatture industriali, né industrie speciali. Il commercio si limita alla sola esportazione degli eccedenti prodotti del suolo, ed all importazione degli oggetti necessari alla vita. Vi sono bastevoli vie di comunicazione. Non vi sono istituti di credito, né Uffici Provinciali e Governativi. Non vi è alcun presidio militare né passaggio di truppe» Infine, la nota statistica si conclude con un brevissima Indicazione speciale, secondo la quale: «annualmente ricorre una fiera che anticamente era prospera, ma che ora tende come tante altre ad estinguersi per le facilitate comunicazioni coi maggiori centri di popolazione» 3 Capitoli da osservarsi da chi assumerà l affittanza triennale di questo porto, in ASC, ANT, Cat. Consiglio, b.43, fasc.18 4 Notizia statistica sulla consumazione dei generi soggetti a dazio di consumo governativo, in ASC, ANT, Cat. Consiglio 1868, b.45, fasc.7 6

7 Questa era dunque Isola Dovarese a partire dalla seconda metà dell Ottocento, e questo era quindi il contesto in cui era inserito il porto natante sul fiume, evidentemente una di quelle vie di comunicazione che gli estensori della nota consideravano facilitata, ma che agli amministratori isolani non pareva più così adeguata e funzionale già dopo pochi anni, almeno a partire dal 1873 da un lato e dal 1884 dall altro, date significative per il passaggio sul fiume Oglio. Grazie alla documentazione relativa a quelle date ci è possibile infatti capire meglio la tipologia e il funzionamento del porto natante, elemento necessario per poi comprendere davvero la portata innovativa della successiva costruzione del ponte in ferro, con cui si compie definitivamente l ingresso di Isola Dovarese nel XX secolo. 1.2 IL PASSAGGIO SUL FIUME: TIPOLOGIA E FUNZIONAMENTO DEL PORTO NATANTE Come dicevamo fin dall inizio, durante tutto l Ottocento Isola Dovarese è dotata di un vero e proprio porto, con attracchi su ciascuna delle due sponde del fiume 5. Grazie ai documenti d archivio, si comprende come il porto natante isolano si basi sull utilizzo di due grosse barche, collegate fra loro da un pontile, che da una sponda all altra del fiume trasportano uomini, merci ed animali dietro pagamento di un certo pedaggio; la gestione di tale porto, di proprietà comunale, è affidata ad un privato, che la ottiene dietro partecipazione ad apposito bando di affittanza, e che deve rispettare gli articoli di una apposita convenzione 6. Data la particolare conformazione del fiume e la notevole disparità nella portata che lo interessa in relazione alle modificazioni stagionali, si rende necessario intervenire sulle strutture del porto pressoché costantemente, con opere di manutenzione anche straordinaria all incirca ogni tre o quattro anni. In generale, infatti, l usura cui è sottoposta la struttura del porto sia per gli attracchi che per le attrezzature volanti rende necessario un suo completo rifacimento ogni otto/dieci anni circa. Essendo il porto di ragione comunale, lo sono anche le spese relative alla manutenzione; le condizioni già all epoca non floride delle amministrazioni locali come Isola Dovarese sono quindi costantemente gravate di spese ciclicamente ricorrenti e sempre più importanti; così importanti da giungere a solleticare in alcuni Isolani l idea di investire tali risorse per un opera stabile, solida, in grado di consentire il passaggio sul fiume senza temere ogni anno che la piena o la secca rendano inutilizzabili attracchi, ormeggi ed attrezzature. 5 La tipologia costruttiva di tali attracchi è testimoniata dai relativi disegni progettuali, effettuati a proposito della periodica manutenzione compiuta nel 1868, in ASC, STO, Cat.V Finanze, b.14; ulteriori disegni riguardano altri interventi di manutenzione, avvenuti con una certa regolarità all incirca ogni tre o quattro anni per tutto l Ottocento. 6 Vedi note 1 e 3. Una dettagliata descrizione della tipologia e del funzionamento del porto natante isolano è contenuta in ASC, ANT, Cat. Elezioni, b.47, fasc.2. 7

8 È questa la prima vera occasione in cui si manifesta il desiderio di un ponte stabile con cui provvedere al passaggio sul fiume: ne abbiamo notizia da un Atto Consigliare del Comune di Isola Dovarese, con cui nel marzo 1873 si provvede a discutere in Consiglio Comunale l ipotesi della costruzione di un ponte sul fiume Oglio 7. 7 ASC, ANT, Cat. Consiglio, 1873, b.48, fasc.13 8

9 2. IL DESIDERIO DEL PONTE: UN PERCORSO LUNGO QUASI TRENT ANNI 2.1 LA PRIMA PROPOSTA DI UN PASSAGGIO STABILE SUL FIUME (1873) Nel 1873 infatti, dopo l ennesima necessaria manutenzione al porto natante sul fiume, una proposta radicale e innovativa giunge al tavolo del Sindaco, il sig. Dovara Ing. Achille, che prontamente la pone all attenzione del Consiglio Comunale 8 nella seduta «ordinaria di Primavera» convocata per il 24 marzo di quell anno 9. Dagli atti d archivio conservati a proposito di quella seduta 10, tenutasi in forma «privata» visto che l obbligatorietà della pubblica seduta di Consiglio Comunale giungerà dopo qualche anno, si apprende infatti che «vari sottoscrittori» chiedono all amministrazione isolana «se intende o meno di far costruire il Ponte sul fiume Oglio in sostituzione dell attuale Porto». È quindi databile al marzo 1873 la prima proposta ufficiale di costruire un passaggio stabile sul fiume Oglio. In quella seduta il Consiglio: «fa applauso al desiderio espresso nell istanza in data 17 marzo 1873 presentata dai sottoscrittori all intento di far costruire il Ponte di cui sopra e riconoscendola opera di qualche utilità, ma stante le condizioni finanziarie del Comune assai ristrette e per non esservi redditi di sopravanzo agli attuali bisogni, così fa osservare esser cosa difficile il poter venire a capo di tale costruzione senza imporre tasse facoltative: per cui il Consiglio stesso ha in massima deliberato di nominare un apposita commissione composta di tre membri perché abbia ad avviare i mezzi per sopperire alle spese per tale opera ed i modi con cui verrebbero pagati i debiti che all evenienza dovrebbe il Comune incontrare» 11 Insomma, il Consiglio risponde inizialmente con un vorrei ma non posso, giustificato dalla debolezza delle casse comunali, anche se dimostra di tener conto delle necessità giunte con la 8 Ne facevano parte, oltre al suddetto Ing. Achille Dovara con la funzione di Sindaco, i Consiglieri Pietro Bocci, Paolo Badalotti, Francesco Dovara, Costantino Ferrari, Carlo Ferrari, Antonio Bonetti, Carlo Arcari, Giovanni Verona, Gaspare Gargioni, Omobono Gamba, Antonio Puerari, dr. Francesco Bocci, dott. Luigi Dovara, Giacomo Gargioni, in Verbale di Deliberazione del Consiglio Comunale del 24 marzo 1873, in ASC, ANT, cat. Consiglio 1873, b.48, fasc In realtà, un primo auspicio in tal senso era stato formulato nel 1858 dal sacerdote Angelo Grandi, che aveva osservato in una dettagliata indagine statistica sul territorio cremonese quanto «il costrurre un ponte sull Oglio [ ] non potrebbe non tornare che assai vantaggioso pel passaggio delle milizie da Verona a Cremona, stanteché è questa la linea che più breve segna la via dall una all altra città, accorciandosi il viaggio di ben otto miglia in confronto della strada che percorresi per alla volta di Mantova»; aggiungeva ancora il Grandi: «Isola potrebb essere assegnata qual luogo di stazione militare e così per la comodità che offrirebbe il ponte tanto pel transito de forestieri, come per quello delle truppe, acquisterebbe la borgata maggior vita per ciò che riguarda l industria ed il commercio». Per questa citazione, cfr.: Descrizione dello stato fisico-politico-statistico-storico-biografico della provincia e diocesi di Cremona compilata dal sacerdote Angelo Grandi, Copelotti, Cremona 1858, vol. II, pp ASC, ANT, Cat. Consiglio, 1873, b.48, fasc Verbale di Deliberazione del Consiglio Comunale del 24 marzo 1873, in ASC, ANT, Cat. Consiglio, 1873, b.48, fasc.13. 9

10 proposta, istituendo una commissione di tre membri, scelti con voto segreto tra i consiglieri stessi, di cui fanno parte Carlo Ferrari, Francesco Dovara e Gaspare Gargioni: tale commissione deve attivarsi cercando innanzitutto di produrre un bilancio previsionale dell opera, per poi reperirne adeguate fonti di finanziamento e conseguenti modalità di restituzione del debito. In realtà, del lavoro di questa commissione non rimane traccia immediata, perché la sua composizione varierà al variare del Consiglio Comunale; in ogni caso, una commissione per il ponte continuerà ad esistere e produrrà effetti importanti parecchi anni dopo (1894). Il ponte resta dunque solo una speranza per molti anni ancora, e nel frattempo si provvede ciclicamente alla manutenzione del porto comunale. Si giunge così al DAL NUOVO PORTO ALLA DECISIONE DI UN PONTE STABILE: ISOLA DOVARESE TRA IL 1884 E IL 1894 Il 1884 è l anno in cui si verifica l ultima importante manutenzione straordinaria alle attrezzature del porto natante in chiatte, che dopo la piena dell inverno si è rivelato completamente inservibile 12. Il Consiglio Comunale delibera vista l ovvia necessità di ripristinare il passaggio sul fiume la sua completa ricostruzione, approntando una spesa di 5 mila da affrontarsi in due anni almeno 13. È grazie a questo complesso e dettagliato progetto di ricostruzione, iniziato nel successivo gennaio 1885, che ci è possibile comprendere appieno le modalità di funzionamento del porto in chiatte sul fiume 14 : il progettista di tale ricostruzione, infatti, stende una relazione minuziosa di ogni aspetto dell opera, da cui desumiamo quanto detto nel paragrafo 1.2 di questo lavoro. Le ingenti spese necessarie alla ricostruzione del porto, che per sua natura non avrebbe potuto essere l ultima, fanno di nuovo riemergere l ipotesi di una sua sostituzione con un passaggio stabile, che veda l investimento ammortizzarsi in via definitiva: torna quindi l idea del ponte. Un avviso di adunanza del Consiglio Comunale del 10 gennaio 1888, infatti, reca tra i vari argomenti da trattarsi durante la riunione quello che riguarda la «costruzione di un ponte in cotto e ferro sull Oglio in questo comune» 15. In ogni caso tale decisione viene sempre rinviata, sfruttando finchè è possibile la tenuta del porto i chiatte e demandando alla solita apposita Commissione, organismo inaugurato nel lontano 1873 e poi ciclicamente ripreso al variare delle Amministrazioni, il compito di stimare l importo per le spese del ponte e di reperire le necessarie fonti finanziarie. 12 Un altra manutenzione verrà infatti realizzata nel 1891 ma non con la portata di quella citata qui. 13 Verbale di Deliberazione del Consiglio Comunale del 10 ottobre 1884, in ASC, ANT, cat. Elezioni, b.47, fasc.2 14 Progetto di ricostruzione del porto di Isola Dovarese del 14 gennaio 1885, in ASC, ANT, cat. Elezioni, b.47, fasc.2 15 Convocazione del Consiglio Comunale del 10 gennaio 1888, in ASC, ANT, Cat. Elezioni, Consiglio e Giunta, b.47, fasc.2 10

11 Pertanto non si hanno altre notizie relative all idea del ponte fino agli atti del 1894, con cui si inaugura ufficialmente l iter progettuale dell opera. Prima di giungervi, tuttavia, è interessante osservare il volto complessivo di Isola Dovarese tra gli anni Ottanta e Novanta dell Ottocento, al di là delle vicende specificamente legate al ponte. Il paese affronta in quel decennio diversi cambiamenti. Con il 1880 Isola Dovarese inaugura il suo tributo alle neonate istituzioni sabaude, intitolando la Piazza a Vittorio Emanuele II (mentre fino a quel momento aveva conservato il nome di Piazza Maggiore) 16. Il 1884 vede Isola coinvolta nel dilagare dell epidemia di cholera 17 che ha preso avvio a Desenzano, per cui il Comune si allerta nella «chiusura di scuole e processioni», nel forzato «allontanamento degli accattoni» e nella sanificazione con solfato e calce dei «pisciatoj pubblici» (volgarmente detti vespasiàn), che facendo bella mostra di sé in molti angoli del paese non sono certo il massimo dell igiene 18. Con il 1887 una più concreta esigenza di modernità investe anche il Comune di Isola Dovarese: è del 18 dicembre 1887, infatti, la petizione pubblica di commercianti e cittadini che invita il Consiglio Comunale ad esprimersi sull esigenza ormai diffusa di provvede alla pubblica illuminazione 19, almeno della Contrada maggiore l odierna via Garibaldi 20 che, essendo costantemente oscura durante la sera e la notte, offre a sbandati e attaccabrighe occasioni proficue per danneggiare attività commerciali ed osterie, confidando nell impunità favorita dal buio 21. Il Consiglio istituisce una apposita commissione che valuti costi e benefici di un simile provvedimento e con grande soddisfazione degli isolani l illuminazione pubblica assicurata da alcuni fari a gas viene inaugurata il I gennaio Da quel momento, un po di luce estremamente fioca se considerata con i nostri occhi di cittadini del XXI secolo, ma per l epoca sfavillante di modernità e progresso si accende anche per due ore dopo il crepuscolo, ma comunque mai oltre le ore Verbale di Deliberazione di Consiglio Comunale del 21 maggio 1880, in ASC, ANT, Cat. Consiglio, b.46, fasc.4 17 Più in generale, sui frequenti contagi epidemici, cfr.: Juri Meda, Insula epidemica. Contagio vaioloso e politica sanitaria a Isola Dovarese ( ) in L Isolano, III, n.6, dicembre 2002, pp ASC, ANT, Cat. Consiglio ed elezioni, 1884, b.46, fasc.8 19 ASC, ANT, Cat. Consiglio, , b.47, fasc.5 20 La strada ha assunto l attuale denominazione nella primavera 1898, assieme alle vie Cavour, Cairoli e Cavallotti (poi rinominata via Pistoja a celebrazione del Generale del Regio Esercito, isolano). 21 Su questo tema, in particolare, cfr.: J. Meda, Ordinari disordini. Zuffe, baruffe e tafferugli a Isola Dovarese ( ) in L Isolano, V, n.10, dicembre 2004, pp Deliberazione di Consiglio Comunale de 21 ottobre 1888, in ASC, ANT, Cat. Consiglio, , b.47, fasc.6 11

12 2.3 CINQUE ANNI PER UN PONTE ( ) Parte prima ( ) Il 1894 è l anno in cui il lavoro della carsica Commissione per il ponte sull Oglio produce frutti decisivi, portando il Consiglio a esprimere parere favorevole alla costruzione del ponte sul fiume Oglio, dietro assicurazione dei relativi finanziamenti, con delibera del 24 ottobre Tale commissione fornisce infatti finalmente al Consiglio Comunale i dati fondamentali sull ipotetica opera in oggetto: considerando la costruzione del vicino ponte di Ostiano, la Commissione stima in circa la spesa complessivamente necessaria alla realizzazione dell intero progetto 24. Tale cifra causa forti rumori tra i Consiglieri, considerando che il bilancio comunale non arriva alle annue. Urge quindi giungere ad un salto di qualità nel lavoro della Commissione stessa: ottenere almeno un parere di massima favorevole alla costruzione del ponte da parte dei due organismi sovrani sul territorio oltre al Comune, cioè l Amministrazione Provinciale e il Genio Civile, facendo leva sul sostegno già dato dalle stesse istituzioni alla realizzazione di molte altre opere pubbliche. Solo dopo il loro assenso all ipotesi complessiva del progetto, il Comune di Isola Dovarese si sarebbe sentito autorizzato a promuovere realmente l intera procedura, a partire da quella delicatissima e complessa della richiesta di finanziamenti. Per incassare dunque l iniziale via libera, il Consiglio Comunale incarica la Commissione per il ponte sull Oglio di stendere una relazione che descriva in dettaglio l urgenza del ponte, motivandone la necessità e definendone la portata economica e sociale; tale relazione, inviata all Amministrazione Provinciale e in quella sede debitamente sostenuta dai Deputati Provinciali eletti anche a Isola Dovarese, potrebbe infatti rivelarsi la carta decisiva. Nasce così l eloquente testo del 4 novembre , in cui oltre al progetto del ponte si trovano informazioni di straordinario interesse sulla vita di Isola Dovarese in quel lontano scorcio di fine secolo. Il testo, ampio e curato, si rivolge all Onorevole Consiglio Provinciale di Cremona, dicendo 26 : 23 Tale data è ricostruita a partire dalla sua citazione nell atto di Convocazione del Consiglio Comunale del 5 agosto 1895, in cui si recepisce quanto deciso dal precedente Consiglio, nel frattempo decaduto per le elezioni svoltesi in primavera (cfr. ASC, ANT, b.48, fasc.9). 24 Ciò si desume dalla successiva relazione scritta per ottenere ulteriori finanziamenti nel 1896 da parte dei nuovi membri designati nella commissione dopo le lezioni del 1895 (cfr. ASC, ANT, Cat. Consiglio, 1896, b.49, fasc.2). 25 Data attribuita sulla base della citazione del medesimo atto trovata nella successiva relazione del Comitato per il Ponte sull Oglio, in ASC, ANT, Cat. Consiglio, b.49, fasc.2. 12

13 «Come è noto a codesto egregio Consiglio, il Comune di Isola Dovarese giace sulle due sponde dell Oglio. La superficie del suo territorio misura pertiche cremonesi circa, di cui ¼ sulla sinistra del fiume, e ¾ sulla destra, come rilevasi dall unito piano. Il caseggiato tutto riunito presenta l aspetto di una grossa borgata. Venne costruito per gran parte in prossimità immediata della sponda destra; il rimanente costituisce una frazione situata sulla sponda opposta. La popolazione complessiva è di 2426 abitanti, di cui un centinaio circa abita la frazione suindicata 27. La comunicazione fra le due sponde si compie da tempo immemorabile mediante l unico mezzo di un Porto il di cui servizio è limitato dall alba al crepuscolo della sera. Le difficoltà che presenta il passaggio del fiume nei giorni di grandi piene, e durante i lunghi periodi di magra, ci fa continuamente pensar con invidia ai fortunati comuni che posseggono un ponte. Quando erano poco sviluppati il traffico ed i mezzi di viabilità, la popolazione di questo Comune si rassegnava a questa condizione di inferiorità; ma col crescere delle comunicazioni e dei mezzi di locomozione, il desiderio di avere un ponte andò sempre crescendo, si che lo si considera attualmente come una necessità cui purtroppo le misere risorse di questo comune sono impotenti di soddisfare. Le non poche opere di tale natura che si sono costruite in questi ultimi anni e si vanno costruendo nella nostra Provincia, hanno fatto nascere la fede che si possa un giorno raggiungere il sospirato intento, coll ajuto della Amministrazione Provinciale. Ciò che ha trattenuto fino ad ora ogni passo al riguardo, è la povertà delle risorse del Comune. È parso, che il chiedere alla Provincia ciò che direttamente e nella maggior misura, interessa questo Comune, fosse atto di soverchia pretesa, ma quando si sono veduti fare non pochi sacrifici in favore di altri Comuni, ci siamo domandati se non avevamo anche noi qualche ragione di invocare l ajuto di codesta Egregia Amministrazione. L azione provvida di codesta Amministrazione a vantaggio di quei Comuni che si sono trovati nelle impossibilità di provvedere a certi bisogni, ci fa sperare che si applicherà anche in favore nostro. Una popolazione di poco meno di 2500 abitanti, che vive presso un ostacolo che la divide da gravi e costanti interessi, costituiti dai rapporti coi Comuni d Oltre Oglio, ma più specialmente dal fatto che possiede non piccola parte del suo territorio sulla sponda opposta del fiume, crede di poter avere qualche ragione se si rivolge all ente che integra gli interessi della Provincia, onde ottenere il favore che ad altri Comuni venne concesso. A questa ragione va pure aggiunto il fatto, noto a codesta Amministrazione, che delle tasse provinciali, questo Comune non ha mai direttamente avuto alcun vantaggio; la provincia non ha mai speso direttamente per questo Comune la più piccola somma. Il momento scelto per invocare simile favore, può sembrare, e giustamente, poco opportuno. Sono abbastanza note le condizioni finanziarie poco floride in cui si trova codesta Amministrazione. Però nondimeno abbiamo creduto di produrre la presente, sia perché di quando in quando vediamo che si deliberano spese per costruzioni simili nella Provincia, sia perché di fronte ad una recente legge che limita le facoltà ai comuni di gravare le imposte, ed allarga invece quelle della Provincia, ne deriveranno a questa in avvenire maggiori risorse, e quindi maggiori impegni verso i Comuni. La condizione finanziaria di questo comune è tracciata dall unito allegato, dal medesimo si rileva come le entrate siano pressoché interamente assorbite dai servizi obbligatorii. Ogni aumento alle attuali imposte, e la deliberazione di nuove tasse, riuscirebbero più che gravose in un comune che non ha industrie e ha per unica risorsa la produzione agricola. La proprietà immobiliare si trova qui nella favorevole condizione di una frazionamento molto sviluppato, ma tanti piccoli proprietari non traggono dal loro terreno che poco più di quanto occorre al sostentamento delle loro famiglie, ed il soverchio, per il grande ribasso nel prezzo delle derrate, sovente non basta pel pagamento delle imposte. Molti si riducono pertanto nella dolorosa necessità di vendere il loro piccolo podere, e quando per l attuale condizione di cose, e la 26 Nonostante la citazione risulti forse eccessivamente lunga, troviamo che l importanza del documento sia accresciuta dal valore storico che la descrizione del paese e la stessa formalità dell eloquio forniscono. Per questo abbiamo deciso di riportare tutto il testo della relazione. 27 Si tratta della frazione Caselle. 13

14 mancanza di lavoro, crescono in miseria, danno un addio al domestico focolare e partono per la lontana America. Quando trovavano lavoro in Svizzera, in Germania, in Austria e specialmente in Francia, partivano di qui annualmente numerose frotte di operai, che annualmente ritornavano col frutto del loro lavoro e della loro sobrietà. Ma essendo ora resa più scarsa ed anche pericolosa ogni risorsa di lavoro, specialmente in Francia, sono costretti a seguire l esodo sempre crescente nell America del Sud. Quest anno sono circa 20 le famiglie di questo Comune che per unico atto di protesta per la miserevole condizione che viene loro fatta da un complesso di circostanze, abbandonano per sempre il luogo delle loro memorie e dei loro affetti. Fra i vari vantaggi che deriverebbero dall avere un ponte sull Oglio, vi sarebbe anche quello di aumentare le ragioni di attività, e di diminuire in conseguenza, se non togliere completamente, le cause di miseria che spingono molte famiglie ad emigrare in America. Si calcola che la costruzione di un ponte sull Oglio importerebbe una spesa di circa 100 mila lire. È così potente in questo Comune l aspirazione di poter soddisfare a questo bisogno che malgrado le misere condizioni finanziarie già accennate si sarebbe disposti ad affrontare i più gravosi sacrifici. Con qualche aumento delle attuali imposte, e con qualche nuova tassa, si potrebbero ricavare dai contribuenti circa 30 mila lire. Qualche migliaio di lire si avrebbero probabilmente da offerte di privati. Considerando poi che in seguito alla costruzione di un ponte, verrebbe levato l attuale pedaggio cui sono sottostanti coloro che non hanno domicilio nel Comune, è da ritenersi che le due finitime province di Mantova e Brescia, debitamente richieste, non mancheranno di concorrere almeno in qualche parte, nella spesa per il vantaggio che ne deriverebbe ai rispettivi Comuni maggiormente interessati. Come si disse, il momento scelto per invocare da codesta Egregia Amministrazione il concorso necessario per raggiungere la somma occorrente per al costruzione di un ponte, non è certamente propizio. Colla presente petizione però non abbiamo la pretesa di chiedere un immediato provvedimento; domandiamo soltanto che sia presa in benevola considerazione, per assecondarla a tempo più opportuno. Noi nutriamo fiducia e speriamo che questa operosa popolazione non vorrà essere dimenticata dalle provvide cure di codesta solerte Amministrazione. Noi attendiamo da voi, onorevoli consiglieri [illeggibile] se alla reintegrazione della Provincia di Mantova nel 1866, non avessimo optato per la annessione a quella di Cremona; poiché è da supporsi che quella Provincia non avrebbe lasciato senza legare con un ponte questa grossa borgata al rimanente suo territorio che si trova oltre Oglio. Fate che non si rimpianga l atto di opzione per questa nostra provincia; altrimenti, se continuasse il periodo di abbandono in cui fu lasciata questa terra dei Dovara, si sarebbe indotti a ritenere che perdura tuttora su di noi il maleficio delle eterna condanna inflitta a Buoso Dovara negli immortali versi del nostro maggior poeta» 28 Come si vede, la lunghezza del testo riportato integralmente è ampiamente giustificata dal suo essere un indubbio pezzo di bravura. Tale petizione contiene il miglior armamentario retorico sfoderabile dall Amministrazione Comunale a vantaggio del progetto del ponte, spaziando dall indugio sui poveri emigranti costretti a lasciare Isola pur nell eccessiva fiducia nel fatto che il ponte avrebbe fermato tale esodo fino all arringa finale, che dal tono di sommessa supplica ai potenti si fa invece orgogliosa rivendicazione di autonomia decisionale, che aspetta di essere gratificata dalla superiore amministrazione provinciale. Questo documento è inoltre fondamentale perché fornisce la prima idea complessiva dell onere economico prodotto dal ponte, valutabile in circa centomila lire; la perizia della Commissione per il Ponte sull Oglio ha già preventivato che un 30 per cento derivi da oneri 28 Relazione del Comitato per il Ponte sull Oglio, in ASC, ANT, Cat. Consiglio, b.49, fasc.2. 14

15 comunali ricavati con tasse e imposte, un altra frazione derivi da generosi privati, e il resto sia invece da recuperare con vari finanziamenti. Di qui la richiesta alla Provincia, anche se fino a questo momento importa più il complessivo sostegno all opera che il reale finanziamento della stessa. Con grande tatto politico infatti il Comune di Isola non chiede da subito una somma definita, bensì si mostra dignitoso nella volontà di recuperarla chiedendo piuttosto un parere d appoggio e di sostegno all ente provinciale, anch essi tutti politici. La relazione ottiene l effetto sperato, dato che in una nota del 30 novembre 1894 due eletti nella Deputazione di Cremona scrivono entusiasti al Sindaco Dovara che «la Prefettura ha approvato le deliberazioni del Comune di Isola relative al ponte sull Oglio e che il locale Genio Civile ha pure espresso voto favorevole»; infine, assicurano il loro «incondizionato appoggio ai desideri del Comune di Isola Dovarese che abbiamo l onore di rappresentare» 29. Isola Dovarese, in un modo o nell altro, avrà il suo ponte, anche se fin d ora la Provincia sottolinea la necessità di ridurre l importo complessivo del progetto, date le scarse risorse disponibili; in caso contrario, il sostegno sarà pressoché impossibile. La primavera 1895 porta le elezioni comunali. Prima di capire quanto viene promosso dal nuovo Consiglio in merito al ponte, è interessante tener presente che per una popolazione complessiva di circa abitanti 30 gli elettori con diritto di voto per le elezioni comunali dell anno 1895 sono Dal loro elenco nominale è possibile ricavare che può votare il cittadino maschio, giunto alla maggiore età e compreso in una delle seguenti categorie: titolato al voto «per censo proprio» o «della moglie» e/o «dei figli» e/o «della madre»; «perché soldato» alfabetizzato (cioè cittadino che ha già assolto gli obblighi di leva e sa leggere e scrivere), oppure «soldato decorato»; perché, oltre a pagare una minima soglia di censo, ha ottenuto la licenza elementare o ha «superata la 3 a classe elementare», considerata un titolo di studio superiore 32 ; «perché medico» come il dottor Carlo Spernazzati, in servizio a Isola Dovarese; perché «Generale del Regio Esercito» come il celebre isolano Francesco Pistoja. Questo è il contesto elettorale in cui si svolgono le consultazioni. Con le elezioni del 1895 cambiano il Consiglio 33 e il Sindaco, che diventa Antonio Bonetti. In ogni caso, il progetto del ponte è un esigenza indiscutibile e nella seduta di Consiglio del 5 29 ASC, ANT, Cat. Acque e strade, b.20, fasc Si veda la nota demografica contenuta nella relazione di cui alla n Ruolo nominale delgi elettori amministrativi, in ASC, ANT, Cat. Elezioni, b.49, fascc. 2 e 4. Ancora meno quelli con diritto di voto per le elezioni politiche alla carica di deputato, che ammontano a Riforma elettorale in vigore dal A tal proposito, si consulti: Giulia Pezzella, Storia del corpo elettorale in 33 Ne fanno parte, oltre al Sindaco Antonio Bonetti, i consiglieri Pietro Bocci, Lodovico Madella, Anselmo Badalotti, Antonio Temeldè, Natale Rossi, Antonio Varoli, Gaetano Baetta, Giuseppe Arcari, Ing. Achille Dovara, Carissimo 15

16 agosto 1895 viene ribadito quanto già deciso dal Consiglio precedente in merito alla necessità di finanziamenti da parte della Provincia 34. Ancora, viene ribadita dal nuovo Consiglio la «nomina di una Commissione per far pratiche a meglio raggiungere lo scopo per la costruzione in luogo di un ponte sul fiume Oglio», nella quale vengono nominati i signori consiglieri Francesco Pistoja, Achille Dovara, Antonio Varoli e Giacomo Spedini, con il compito di fare ogni cosa possibile per «il felice risultato della iniziata pratica della costruzione di un ponte sul fiume Oglio in questo Comune» 35. Il lavoro di tale Commissione definita d ora in avanti più spesso Comitato procede alacremente nel rinnovare pressanti richieste alla Provincia in merito alle possibilità di finanziare la costruzione del ponte. In particolare, vengono sottoposti alla Deputazione Provinciale diversi tipi di progetto dell opera 36 e diversi piani di intervento finanziario, uno dei quali del costo esorbitante di presenta «un ponte con pile in muratura, fondazioni ad aria compressa e travate in ferro: una costruzione cioè quale si conviene ad opera pubblica, onde ottenere le maggiori garanzie di solidità» 37. Splendida opera, sicuramente, ma tremendamente costosa. La Provincia, esaminata la descrizione, chiede una radicale economia per poter concedere un contributo: il Comitato per il Ponte sull Oglio non si dà per vinto e cerca nei dintorni di Isola Dovarese i modelli di altre realizzazioni di ponti sul fiume Parte seconda (1896) Discutendo quindi di vari progetti, quello che agli isolani appare più sensato e fattibile è oggetto di una importantissima relazione che il Comitato per il Ponte sull Oglio invia in data 17 marzo alla Deputazione Provinciale di Cremona: qui sono contenuti i dettagli della spesa complessiva dell opera e le relative richieste di finanziamento, dopo la descrizione dei passi fatti per giungervi, a maggior lustro del Comitato stesso e di Isola Dovarese in generale, capace di affinare i propri mezzi per giungere allo scopo prefissato. Varoli, Giosuè Ponzoni, Gen. Francesco Pistoja, Ing. Giuseppe Puerari, Giacomo Spedini (in ASC, ANT, Cat. Consiglio, b.9). 34 Comunicazione della delibera presa da questa onorevole Giunta Municipale (in conferma di quella del 24 ottobre scorso del cessato Consiglio per la costruzione del Ponte sull Oglio) in ASC, ANT, b.48, fasc.9 35 Verbale di Deliberazione del Consiglio Comunale del 13 agosto 1895, in ASC, ANT, cat. Consiglio, b.48, fasc.9 36 Tale dato è ricavabile dalla Relazione fatta dal sig. Bonetti Antonio al Consiglio comunale, che pur essendo senza data può sensatamente collocarsi nel dibattimento tenutosi nella seduta di Giunta Comunale del 19 aprile 1896, in ASC, ANT, Cat. Consiglio, 1896, b.49, fasc.2. Si trova traccia di questi progetti anche nella relazione di cui alla n.23, in cui si parla di un progetto di costruzione dell ammontare di presentato in Provincia, dalla quale era arrivata in merito l ennesima richiesta di economia. 37 Relazione del Comitato per il ponte sull Oglio, in ASC, ANT, Cat. Consiglio, 1896, b.49, fasc.2 38 Relazione del Comitato per il ponte sull Oglio, in ASC, ANT, Cat. Consiglio, 1896, b.49, fasc.2 16

17 Questa relazione è il primo vero atto concreto che si pone l obiettivo di dare avvio alla costruzione del ponte, che ormai è un opera da realizzarsi, che ha un costo stimato in un progetto definito e che pertanto deve ricevere precise somme a suo sostegno, da parte degli enti istituzionali presenti sul territorio. Insomma, dopo aver incassato il parere di massima favorevole all opera nel novembre 1894 e una serie di richieste di riduzione dei costi sui progetti presentati fino a quel momento, il Comune di Isola parte alla carica per ottenere risposte concrete su un ipotesi più realistica. Nella relazione citata viene infatti presentato nel dettaglio un progetto, simile a quello già in atto per il ponte di Marcaria, che raggiunge solo la cifra di (per la concorrenza scatenata fra due ditte costruttrici promossa da Comune di Isola, che chiede preventivi sia alla Società Savigliano 39 che alla Ditta Carlini di Milano). Su questa base il Comune di Isola, forte dell ottimo lavoro della sua Commissione per il ponte, batte esplicitamente cassa, scovando interessanti e originali motivazioni a sostegno delle richieste avanzate non solo verso la provincia di Cremona ma anche verso quelle di Brescia e Mantova. In questo atto che riportiamo per intero si legge dunque tutta la cronistoria fin qui riassunta; il Comitato per il ponte sull Oglio scrive infatti che: «il Consiglio Comunale, nella seduta del 13 agosto 1895, mente confermava la deliberazione presa dalla precedente amministrazione in data 4 9mbre 1894, nominava un comitato composto dai sottoscritti consiglieri ed affidava i medesimi il mandato di esaminare e raccogliere tutti gli elementi che si reputassero opportuni onde appoggiare la domanda rivolta all Amm. Provinciale per ottenere un concorso nella spesa per la costruzione del ponte sull Oglio. Nella petizione del 4 novembre 1894 si chiedeva, se non un concorso immediato, almeno un voto che prendesse in considerazione la nostra domanda, salvo assecondarla quando l Amm. Prov. si fosse trovata in migliori condizioni finanziarie. Si domandava in sostanza che, se non si riteneva pel momento di accordare il concorso invocato, fosse almeno riconosciuta la ragione che dava fondamento alla nostra domanda. L ostacolo principale alla concessione del concorso domandato consisteva nella rilevante spesa che si riteneva allora necessaria per la costruzione di un ponte sull Oglio. Nella petizione 4 9mbre 1894 si era accennato a questa spesa che si valutava allora vagamente a 100/ m lire, ma il recente esempio del Ponte di Ostiano (che è costato oltre le 200/ m lire) faceva presagire che anche pel nostro ponte la spesa sarebbe risultata assai rilevante. Cosicché era illusorio lo sperare che nelle attuali condizioni finanziarie la Provincia si sarebbe decisa di deliberare un 39 Nel dicembre 1879 il sindaco di Savigliano firma, con i rappresentanti della Società Alta Italia, un protocollo d intesa in virtù del quale il Comune si impegna a versare una somma di lire e ad affittare alla compagnia belga Casa Rolin (società costruttrice di materiale fisso e mobile) i vecchi locali delle officine della Società Ferroviaria Torino- Cuneo (chiusa nel 1869), per consentire la rinascita della fabbrica. Nel luglio 1880 è fondata a Torino la Società Nazionale Officine Savigliano, avente per oggetto la costruzione e la riparazione di materiale ferroviario, ponti metallici, tettoie, costruzioni meccaniche, elettriche ed aeronautiche nonché la lavorazione dei legnami in genere (cfr. Atto costitutivo della Società). L archivio storico della Società Nazionale Officine di Savigliano è conservato presso l Archivio di Stato di Torino; in esso è conservato il dattiloscritto inedito «Cento anni alle Officine di Savigliano ( )», stilato da Marina Acerbi (segretaria del Direttore Generale) in occasione del centenario dell azienda. Su questo tema, cfr.: L Archivio della Società Nazionale delle Officine di Savigliano: un sondaggio, a cura di L. Arena e M. Sisto, in Quaderni del CDS, a. III, n. 5, fasc.2,

18 concorso nella spesa in ragione di quanto occorreva per completare la somma necessaria per quella costruzione. Il largo favore concesso al Comune di Ostiano, come quelli accordati per altri Comuni della Provincia per simili opere, costituiscono bensì un precedente in appoggio della nostra domanda, ma non per pretendere un immediato sacrificio se a questo si aggiungono gravi ragioni di bilancio. Il progetto che per graziosa condiscendenza fece eseguire la Deput. Prov. non fece che confermare i dubbi sull entità rilevante di quella spesa, perché il progetto ora indicato importava l ingente somma di 175/ m lire. Su questa base date le limitatissime risorse del nostro Comune e l impossibilità di un sacrificio maggiore di quello deliberato, era lecito ogni dubbio sopra una soluzione anche lontana della questione. Quel progetto, accuratissimo in ogni sua parte, si riferisce ad un ponte con pile in muratura, fondazioni ad aria compressa e travate in ferro: una costruzione cioè quale si conviene ad opera pubblica, onde ottenere le maggiori garanzie di solidità. 40 Tenendo presente che il perno principale e può anche dirsi esclusivo della questione, è la parte finanziaria, prima cura del sott.o Comitato è stata quella di esaminare se non si poteva soddisfare alla necessità di un passaggio stabile sul nostro fiume con mezzi più economici. Il campo delle nostre ricerche fu presto trovato sullo stesso nostro fiume, a valle di questo Comune, sono stati costruiti a Gazzuolo e Marcaria due ponti in ferro, sistema economico, il primo nel 1876, il secondo nel La costruzione di quest ultimo venne aggiudicata, mediante un contratto a forfait, per 80/ m alla società delle Officine di Savigliano che vi impiegò soli quattro mesi. Il fatto compiuto elimina ogni discussione in proposito, come è tolto ogni dubbio che l Alta Autorità Tecnica abbia a sollevare delle difficoltà per quel genere di costruzione. Se quel passaggio stabile venne adottato per un importante via di comunicazione, qual è la stupenda strada che unisce due capiluoghi di Provincia, Cremona e Mantova, può ben adottarsi per un passaggio di condizioni assai più modeste. L ufficio tecnico della Deputaz. Pr.e di Mantova ci ha gentilmente fornito tutti gli elementi necessari perché fossimo pienamente illuminati su quei due ponti. Fatto eseguire il profilo e la planimetria della località dove dovrebbe costruirsi il nostro ponte, abbiamo richiesto la visione della nominata Società delle Officine di Savigliano, perché su quei dati facesse un offerta per un ponte dell identico tipo di quello di Marcaria. Detta società ne compilò il relativo progetto di massima, offrendosi di costruirlo per 78/ m. Rivolta la stessa domanda alla ditta Carlini di Milano, questi ridusse la spesa a 72/ m. Stabilita in questi termini la parte sostanziale della questione, ne consegue che il concorso che domandiamo dalla Provincia contenuto in limiti così ristretti da offrire larga speranza, se non la persuasione, che non verrà a mancare il suo appoggio. E pertanto non è soltanto un voto platonico che ora invochiamo, ma bensì una deliberazione che ci accordi il sussidio necessario che, secondo i nostri calcoli, si aggirerebbe attorno alle 25/ m, come verrà in segui dimostrato. Per ottenere un sussidio allo sforzo finanziario che è disposto a fare il Comune, e perché fosse meglio dimostrata la volontà di questa popolazione, il sott.o Comitato ha aperto una sottoscrizione per offerte private. La quantità rilevante di firme a questa sottoscrizione il valore di una unanime manifestazione degli abitanti di questo Comune per raggiungere l intento. Il Comitato si è inoltre rivolto a parecchi comuni, tanto della nostra che delle due finitime Province di Mantova e Cremona, interessati alla costruzione del nostro ponte e se non ha ottenuto un concorso nella spesa s è però avuta la più ampia manifestazione di appoggio morale in conseguenza dei vantaggi che ne deriveranno ai Comuni stessi. Ulteriore vantaggio sarebbe poi quello di essere liberati dall attuale pedaggio che verrebbe abolito colla costruzione del ponte, qualora si ottenessero dalle Province i concorsi nella spesa sui quali facciamo assegnamento. È da ritenersi che in vista dei vantaggi che ne deriveranno a parecchi Comuni delle due province di Mantova e Brescia, si potrà ottenere dalle Province stesse un lieve sussidio che noi valutiamo complessivamente in 8 o 10 mila lire. E per questo riguardo noi preghiamo la nostra Deputaz. Prov.le perché faccia pratiche per ottenere detto concorso. Per la Provincia di Brescia potrebbe giovare il precedente del recente sussidio concesso dalla nostra Provincia per gli accessi stradali al Ponte di Seniga. 40 È il progetto di cui alla nota

19 Per quella di Mantova il fatto che mentre il nostro Comune ha concorso nel pagamento dei danni di guerra del non partecipa in alcun modo al beneficio che è derivato a quella Provincia in seguito al conguaglio dei danni stessi. Come è accennato nella petizione, il nostro Comune si assoggetta al grave sacrificio di contrarre un debito ammortizzabile di 30/ m, sacrifico gravissimo se si considera la ristrettezza del nostro bilancio comunale e le limitatissime sue risorse. Si avranno dunque: Per contributo del Comune Per offerte private " Per concorso delle province di Mantova e Brescia " " Spesa complessiva pel ponte " Rimangono " che noi domandiamo alla Provincia. Il recente prestito deliberato dalla nostra Provincia di , onde coprire l addebito fattole per conguaglio dei danni di guerra , l obbligherà per qualche tempo a mantenere la più rigorosa parsimonia nelle spese per cui dovremmo disperare di ottenere ora la somma che domandiamo per poter addivenire alla costruzione del nostro ponte. Ma se si considera che noi dovremmo concorrere coi nostri contributi per quanto modesti ad estinguere quel debito, mentre se non ci fossimo distaccati dalla Provincia di Mantova godremmo, sia pure indirettamente, dei vantaggi che sono stati fatti alla medesima in seguito a quella ripartizione, pare a noi che non dovremmo avere alcun dubbio sopra la concessione del favore che domandiamo. Si potrebbe opporre che altri due comuni, Ostiano e Volongo, si trovano nelle nostre stesse condizioni circa quel debito. Ma è da osservare che Ostiano ha avuto il ponte ad opera della Provincia e fu quindi largamente confortato, Volongo ha da molti anni 5 chilometri di strada prov. e. Mente questo Comune non ha mai avuto direttamente il più piccolo vantaggio dalla Provincia ed è perfino escluso (unico nella Provincia) dal beneficio di poter ricoverare ammalati nei vostri Ospedali» 41 Come si è letto, il documento contiene osservazioni importanti, sviluppate con l abilità retorica di chi chiede sentendosi in buon diritto di farlo; in particolare tale atto mette in evidenza che: il progetto del ponte è ormai orientato verso la tipologia di una costruzione in ferro, rivelatasi estremamente più economica di altre soluzioni; l importo del progetto dovrebbe aggirarsi tra le e le lire; il comune si impegna a racimolare tra fondi propri, donazioni e interventi di altre province circa lire; restano da individuare lire per poter procedere, e questa è la cifra chiesta alla Provincia. Sono inoltre molto interessanti le argomentazioni a sostegno della richiesta, in particolare quella che si basa sul mancato indennizzo dei danni di guerra risalenti alle battaglie della Prima guerra di Indipendenza ( ), che produssero ingenti danni. Anticipiamo infatti fin da ora che l importo 41 Relazione del Comitato per il ponte sull Oglio, in ASC, ANT, Cat. Consiglio, 1896, b.49, fasc.2 19

20 per le battaglie del sarà un motivo di recriminazione costante che opporrà Comune e Provincia per lunghi anni successivi a questa prima osservazione 42. Infine, è motivo di sostegno alla richiesta isolana la scelta operata dal Comune nel , in cui è stato possibile per Isola scegliere se rimanere cremonese dato che lo era da soli cinque anni o tornare ad essere mantovana come era sempre stata: l atto che ha definitivamente assegnato a Cremona il territorio isolano, frutto della libera decisione dell amministrazione locale, viene ribadito con sapiente eloquenza in molti passi del documento, a significare un suo necessario anche se tardivo riconoscimento di fedeltà da parte della Provincia: come potrebbe esser quello del finanziamento del ponte. La relazione, inviata alla Deputazione Provinciale, ottiene l attenzione sperata; tuttavia la Provincia, prima di discutere effettivamente la questione, chiede che tale relazione sia confortata da un formale atto dell Amministrazione isolana, che ne sostenga quindi in modo ufficiale la richiesta e la credibilità 44. Prontamente la Giunta e poi il Consiglio Comunale, tra l aprile e il maggio 1896, deliberano di «appoggiare la domanda rivolta all Amministrazione Prov. le per un concorso alla costruzione di un ponte sull Oglio in questo Comune» e alzano la richiesta del contributo provinciale dalle precedenti lire alle attuali lire, dato che il Consiglio ha acutamente osservato come nell istanza presentata dal Comitato per il Ponte sull Oglio «non siasi tenuto calcolo delle spese occorrenti per le strade d accesso, che non importeranno mai meno di 5.000»; inoltre, lo stesso Consiglio ribadisce che considera: «riservato ogni diritto di compenso spettante al Comune pel fatto del Conguaglio delle requisizioni Austriache del » 45 La richiesta del Comune di Isola è ora rafforzata a dovere, ed attende in deputazione Provinciale di compiere il suo percorso. 42 Si veda il paragrafo 3.5 del presente lavoro. In generale la richiesta di indennizzo ricorda che Isola (assieme ai pochissimi altri comuni che da mantovani divennero cremonesi con l unificazione italiana) non aveva ancora ricevuto dalla Provincia di Cremona la quota prevista come indennità di guerra per le requisizioni austriache del nel 1896, dunque dopo quasi cinquant anni, nonostante la provincia di Mantova avesse già versato quanto dovuto in proposito alla provincia di Cremona 43 Delibera del Consiglio Comunale del 27 maggio 1867, in ASC, ANT, Cat. Consiglio, , b.45, fasc.2 44 Nota del Presidente della Deputazione Provinciale di Cremona, n. 730, del 30 marzo 1896, in ASC, ANT, Cat. Consiglio, 1896, b.49, fasc Verbale della Giunta municipale del 19 aprile 1896 e Verbale di deliberazione del Consiglio Comunale del 4 maggio 1896, in ASC, ANT, Cat. Consiglio, 1896, b.49, fasc.2 20

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