DBScuola Percorsi Cinematografici a.s. 2013/14

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2 DBScuola Percorsi Cinematografici a.s. 2013/14 DBScuola/Cos è? DBScuola - Percorsi Cinematografici è un progetto di Educazione all Immagine ideato e realizzato dalla Coop. Don Bosco e proposto alle scuole della Provincia di Lecce. DBScuola/Obiettivi: DBScuola è un progetto educativo che unisce alla valenza culturale della proposta cinematografica la straordinaria forza formativa che può avere un film se fruito in modo corretto attraverso una proposta che vada oltre la visione della pellicola. In particolare DBScuola si propone obiettivi di differente livello: 1. educare alla corretta visione e fruizione dei film: il grande schermo, la perfetta definizione delle immagini, il suono avvolgente, la sala buia, sono tutti elementi fondamentali per una corretta fruizione del prodotto cinematografico che solo la sala cinematografica può garantire. 2. avvicinare fanciulli e ragazzi al cinema come arte capace di veicolare valori, raccontare contenuti, affrontare temi, cioè come luogo ; 3. educare attraverso il cinema, rendendo fanciulli e ragazzi protagonisti di quell esperienza unica e coinvolgente che è il Cinema, passando dalla semplice proiezione all offerta di un supporto -culturale e proponendo dei percorsi tematici differenti per ogni età. DBScuola/Articolazione del Progetto Le pellicole proposte sono tutte legate ad una tematica specifica, ciascuna scuola può decidere di seguire il percorso partecipando ogni mese ad una proiezione, scegliere soltanto tre film (abbonamento a 3 film) oppure richiedere la singola proiezione (biglietto singolo). Ogni visione in sala è preceduta da un introduzione al film e seguita da una proposta per il lavoro in classe che viene consegnata alle scuola al momento della prenotazione. È possibile, durante l anno, richiedere alcune variazioni nel progetto sostituendo alcune pellicole con film di recente uscita. DBScuola/Info e Prenotazioni Cooperativa don Bosco/CineTeatro DB d Essai (Rif. Anna Maria D Antona) Via dei Salesiani, 4 LECCE Telefono/Fax: (martedì e giovedì dalle 9.00 alle e tutti i giorni dalle alle 22.00) Telefono mobile: (Anna Maria D Antona) Sito: In caso di variazione del film non varieranno i costi del singolo biglietto, ma potrebbe variare il numero minimo di spettatori paganti per proiezione.

3 DBScuola/Fanciulli Percorsi Cinematografici per la scuola materna e primaria a.s. 2013/14 Percorso di Familiarizzazione [per la scuola materna e per la I e II classe della scuola primaria] Età consigliata: dai 4 anni Destinatari Il primo livello di DBScuola è pensato per i fanciulli delle scuola materne ed elementari e per venire incontro alle esigenze ed alle caratteristiche specifiche di questa età. Sintesi del progetto La visione del film, accompagnata da un laboratorio ludico creativo, diviene strumento semplice ed immediato per aiutare i fanciulli ad individuare le idee e i valori che l immagine trasmette. L intera rassegna è ispirata ai temi dell amicizia e della valorizzazione delle differenze, importanti in un età in cui si pongono le basi per l educazione alla convivenza. Tenendo conto dell importanza della creatività, dell attività pratica, ma anche dello sviluppo delle capacità cognitive, la rassegna cinematografica (formata da cartoni animati e film), è accompagnata da una proposta di laboratori ludico-creativi. Sono anche disponibili itinerari didattici guidati per gli insegnanti. Film Proposti: Tematiche comuni Cinema Cultura e Letteratura Pinocchio (di D Alò con musiche di Lucio Dalla) Ernest e Celestine La volpe e la bambina Nat e il segreto di Eleonora Cinema: Educazione e Fantasy Ribelle The Brave The wind rises Titeuf Il film Le 5 leggende Cinema: Intercultura Azur e Asmar Cinema: Natura e Geografia Le avventure di Zarafa Cinema: Famiglia e Adozione Laefie una storia d amore

4 (ottobre) Leafie La storia di un amore (Corea del Sud 2011) di Oh Seongyun genere: Animazione tematiche: Amore oltre le differenze, superamento dei pregiudizi. Adozione. durata 93 min Sinossi: Una gallina di nome Leafie non sopporta la cattività del pollaio. Quando finalmente riesce a fuggire e a soddisfare la sua voglia di libertà scopre che il mondo è un luogo ostile, popolato da predatori come la donnola One-Eye. Quando trova un anatroccolo, rimasto orfano a causa di One-Eye, Leafie decide di allevarlo come se ne fosse la madre, nonostante le innumerevoli differenze che separano le due specie. Leafie diventa guardiana di un uovo di anatra e quindi mamma di un simpaticissimo anatroccolo. Accetta subito il difficile ruolo di mamma rendendosi conto che lo stile di vita di una gallina è ben diverso da quello di un anatra. Il fatto che una gallina non sappia nuotare o volare non la ferma dall affrontare problemi con gli altri protagonisti della storia. Tuttavia questo non è un rimaneggiamento del brutto anatroccolo bensì, in certe situazioni, ricorda la bellissima poesia de La Gabbianella ed il Gatto che le insegnò a volare. Destinato ad essere un classico il film è una commovente storia d amore, come recita il sottotitolo, di una mamma per il proprio figlio e quello filiale verso i genitori. Non importa quale sia la tua età, sarai sicuro di amare il film. (novembre) Pinocchio (Italia 2012) di Enzo D'Alò genere: Animazione, durata 100 min tematiche: Fantasia, Valore della sincerità, dello studio tradizioni e della famiglia Sinossi: Geppetto è un bambino dotato di una vivace fantasia. Quando diverrà un uomo non perderà la capacità di guardare oltre le apparenze e scoprirà nel ciocco di legno che ha davanti il burattino da intagliare a cui darà nome Pinocchio. Inizia così il film che D'Alò aveva in mente sin dal 2000 e del quale non riusciva a trovare la chiave di lettura. Diciamo subito che l'avere alle spalle sul piano dell'animazione l'edizione disneyana e su un versante cinematografico la versione di Comencini e quella di Benigni un suo peso lo ha di certo avuto. D'Alò dichiara che la morte di suo padre gli ha fornito l'occasione per ripensare al loro rapporto e per guardare da un punto di vista innovativo al personaggio di Geppetto. A film completato si può dire che l'operazione sia riuscita e che l'originalità sul piano narrativo risieda proprio nel mostrare come Geppetto non abbia mai dimenticato di essere stato un bambino, conservando intatto uno sguardo carico di fantasia. A questo si aggiunge una rilettura della Fata Turchina che non viene vista come un sostituto della figura materna (come in Comencini) ma si trasforma in un'amica quasi coetanea di Pinocchio della quale il burattino in fondo si innamora. D'Alò è un regista di animazione che da sempre è stato attento alla grafica delle proprie opere offrendo a ogni storia messa in scena il giusto contesto figurativo. La collaborazione con Lorenzo Mattotti dà in questa occasione i suoi frutti offrendo all'adulto che accompagni un bambino in sala il piacere di un segno originale che non dimentica però i richiami alla storia dell'arte e che non ha paura di cambiare stile e tecniche quando deve mettere in scena i sogni. Lucio Dalla ha poi offerto la propria vena eclettica costruendo una colonna sonora contaminata da stili diversi ma non contrastanti che il film riconduce ad unità. Il tutto con la leggerezza che ha sempre contraddistinto il lavoro di D'Alò, un regista che non rinuncia a cercare la morale nella favola senza però cadere mai nel moralismo.

5 (dicembre) Le 5 leggende (Usa 2012) di Peter Ramse genere: Animazione Commedia durata 90 min tematiche: Fantasia, avventura, amicizia Sinossi: Babbo Natale, la Fatina dei denti, il Coniglio di Pasqua e Sandman proteggono i bambini di tutto il mondo, offrendo loro non solo i doni materiali ma anche la capacità di meravigliarsi, di fantasticare, di sperare, di sognare. Li ha scelti tanto tempo fa l'uomo nella Luna, il saggio osservatore delle vicende terrestri. Accade, però, che ora l'uomo Nero (Pitch, da "pitch black", buio pesto) sia deciso a scalzarli, seminando la paura nelle menti dei bambini e trasformando i loro sogni d'oro in incubi neri come la pece. Per tentare di fermarlo, l'uomo nella Luna ha indicato alle quattro leggende l'aiuto di un quinto "guardiano": lo scanzonato e dispettoso Jack Frost. Tuttavia Jack non si crede all'altezza del compito: i bambini nemmeno lo vedono, non hanno mai creduto in lui. Per capire davvero chi può diventare, allora, Jack deve prima capire chi è stato e risalire ai suoi ricordi d'infanzia, quando era ancora un bambino normale. Il film DreamWorks di Natale quest'anno punta in alto e centra il bersaglio, mettendosi per la prima volta alla pari con l'ultimo Pixar, "Ribelle", se proprio si vuol restare in tema di competizioni e di frecce all'arco. Ma il confronto più utile da fare è un altro e si gioca a livello di fabula. È alle recenti revisioni dei film di supereroi che guarda questo "Rise of the guardians" (fin dal titolo), ovvero alla riscrittura della mitologia dalle origini. Che il progetto sia ambizioso e destinato a porre i semi di una gittata di lungo corso, lo dimostra l'impegno in fase di scrittura, con William Joyce arruolato per lavorare contemporaneamente alla saga letteraria e al film (sceneggiato da D. Lindsay-Abaire), ma evitando la sovrapposizione immediata. Se la Aardman si era spinta a dare un'aggiustatina alla composizione famigliare di Babbo Natale, indovinando un terreno sempreverde con enormi spiragli d'inserimento, nonostante la longevità della tradizione, qui l'operazione è palesemente più massiccia e simile ad una ricolonizzazione in tutta regola. Sunny, Tooth, Sandy, Boogey e Manny appartengono alla cultura anglosassone, in alcuni casi, o a più antiche culture nordiche, e vanno importati in Europa e nel resto del mondo con la giusta strategia di comunicazione. Un po' come la festa di Halloween, che non ha caso ha trovato proprio nel cinema l'autostrada della sua diffusione. Scegliendo di privilegiare la storia di Jack Frost, perché è quella che meglio si presta alla messa in discussione che fa gioco al film, Le 5 leggende di fatto riscrive anche gli altri personaggi e si prepara la pista per futuri sbarchi. (gennaio) Kiki consegne a domicilio di: Hayao Miyazaki. genere: Animazione durata 102 min tematiche: Avventura, magia, crescita, amicizia Sinossi: Nella parabola della streghetta dagli umili abiti rivive il consueto viaggio iniziatico di Miyazaki, spesso condotto tra i cieli (in precedenza ne Il castello nel cielo, mentre Porco rosso innalzerà ai massimi livelli il feeling eroico con l'aria) e spesso con una ragazzina come protagonista. Kiki raggiunge la fatidica età di passaggio, quella dei quattordici anni, per abbandonare la dimora natia e scoprire la vecchia Europa, ancora una volta coacervo ideale di stilemi miyazakiani. Modellata su Stoccolma e Lisbona, la città in cui Kiki approda a cavallo della sua scopa volante è il luogo dello smarrimento e dell'emancipazione, in cui l'eroina è da un lato costretta ben presto a una necessaria e dura introspezione, ma può anche sentirsi accettata nonostante la sua diversità; il luogo in cui, attraverso il duro lavoro, conquistare la propria matura autonomia. Terzo film dello Studio Ghibli e primo successo commerciale - sarà ugualmente il primo ad essere doppiato e distribuito dalla Disney - diretto da Hayao Miyazaki, Kiki mostra il lato più verista del Miyazaki-pensiero, limitando la sfera del magico a un ruolo di contrappunto nel percorso di crescita, totalmente umano, della protagonista.

6 (febbraio) Le avventure di Zarafa Giraffa Giramondo (Francia Belgio 2012) di Rémi Bezançon, Jean-Christophe Lie genere: Animazione Commedia durata 78 min tematiche: Fantasia, avventura, amicizia, amore per le specie animali di altri continenti Sinossi: All'ombra di un baobab, nel cuore dell'africa, un vecchio saggio racconta a un gruppo di bambini la storia dell'amicizia tra il piccolo Maki, 10 anni, e Zarafa, una giraffa orfana offerta in dono dal Pascià d'egitto al re di Francia Carlo X nel 1827 per ottenerne il sostegno contro i turchi che assediavano Alessandria d'egitto. Si trattava del primo esemplare che raggiungeva l'europa. Non è mai facile raccontare la Storia ai più giovani senza cadere nella retorica e, soprattutto, senza annoiare. Lo è ancor meno quando si tratta di un avvenimento ignoto ai più e con al centro un'altra nazione. Questo film di animazione di Rémi Bezançon riesce a parlare al cuore e alla mente di bambini di ogni latitudine. Ottiene il risultato grazie alla struttura della storia che affianca in uno stesso percorso di avventura il piccolo Maki e la sua amica Zarafa. Intorno a loro si muovono personaggi comici come il venditore nel deserto Mahmoud, intraprendenti come il pilota di Mongolfiere Malaterre, avventurosi e determinati come il beduino Hassan e la sua omologa al femminile, la piratessa Bouboulina. Ognuno di loro contribuisce a far progredire una storia che viene contestualizzata all'interno di una tradizione orale che da noi sembra essere stata delegata ai media (quando non è addirittura cancellata dai videogiochi): quella dell'anziano griot che, avvalendosi di piccoli pupazzi, racconta a dei bambini una vicenda avventurosa mescolando realtà e fantasia. È una storia, quella della giraffina Zarafa, che porta progressivamente in luce, al termine di un periglioso viaggio dal Sudan a Parigi, i vizi di un'europa molto spesso incapace di leggere nell'africa i segni di culture e di civiltà diverse limitandosi ad esprimere curiosità 'esotiche' destinate a durare ben poco perché rapidamente sostituite da altre 'novità'. Tutto questo viene presentato con una grafica accattivante e al contempo personale e con una leggerezza di tocco narrativo che si fa sempre più rara. (marzo) Ernest e Celestine (Francia 2012) di Stéphane Aubier, Vincent Patar, Benjamin Renner genere: Animazione Commedia durata 79 min tematiche: Fantasia, avventura, amicizia e superamento delle diversità Sinossi: Nel mondo degli orsi è impossibile fare amicizia con un topolino. La diffidenza è ai massimi livelli. Peraltro nel mondo sotterraneo dei topi l orso rappresenta il peggiore dei pericoli che si possano incontrare. Inoltre il futuro dei più piccoli è già segnato. Dovranno tutti accedere alla professione più necessaria: il dentista. La giovane Célestine, un orfana con il desiderio di diventare pittrice, sfugge al mondo opprimente dei topi e incontra l orso Ernest, clown e musicista. All origine di questo delizioso film di animazione, presentato alla Quinzaine des Realisateurs al Festival di Cannes, ci sono i libri disegnati da Gabrielle Vincent e tradotti in molti paesi del mondo. Nate all'inizio degli anni Ottanta le avventure dell orso Ernest e della topolina Célestine conservano il talento di pittrice e narratrice a partire dal quotidiano della loro creatrice. A questa già più che efficace modalità di narrazione si aggiunge il talento di uno dei più famosi scrittori francesi, Daniel Pennac. La sua sceneggiatura è rispettosa della fonte originale e, al contempo, memore di quando leggeva all'allora sua figlia piccola le storie della Vincent divenendo per lei il buon orso artista. Non è facile trovare un animazione così raffinata e al contempo capace di parlare al cuore e alla razionalità di adulti e bambini. Perché il discorso sul pregiudizio passa attraverso una storia di amicizia che il mondo ritiene impossibile conservando un ancoraggio alla realtà (una su tutte la scena del tribunale) ma trasfigurandolo attraverso quella poesia del tratto e dello sguardo che troppo spesso rischiamo di dimenticare travolti come siamo da immagini senz anima. Un anima che invece hanno sia Benjamin Renner (alla sua prima esperienza nel mondo dell animazione) e i già rodati suoi co-realizzatori Vincent Patar e Stéphane Aubier (Panico al villaggio).

7 (aprile) Titeuf Il film (Francia 2011) di Philippe Chappuis genere: Animazione Commedia durata 87 min tematiche: Fantasia, avventura, amicizia, superamento dei momenti critici Sinossi: Titeuf non se ne capacita: non è stato invitato al compleanno della sua amata Nadia! È vero che tutte le volte che lui tenta di parlarle, nel cortile della scuola, infila solo figuracce, ma com è possibile che la ragazzina abbia invitato tutti e si sia dimenticata soltanto di lui? Come se non bastasse, in casa le cose vanno anche peggio: mamma e papà devono capire se si amano ancora e, per farlo, lei se ne è andata in campagna dalla nonna, in cerca di serenità, lasciando Titeuf con un padre single alle prime armi e un appuntamento settimanale dallo psicologo. Per fortuna che non gli mancano le idee geniali Tra i casi editoriali più eclatanti della fumettistica francese degli ultimi vent anni, reso popolare anche all estero, Italia compresa, grazie ad una serie animata per la televisione, Titeuf è ora un film, scritto e diretto dal creatore dell enfant terribile del titolo, lo svizzero Zep, alias Philippe Chappuis. Meno irriverente del fumetto, ma più articolato del disegno animato, il lungometraggio ha un punto di forza nel saper cogliere il sapore problematico dell infanzia di tutti i tempi, intersecando i tempi e i temi in cui il mondo adulto risulta fuori dalla comprensione del protagonista, ma anche, più prosaicamente, la passione per le secrezioni corporali di ogni genere. Le donne, l amore, i gusti dei grandi, la loro psicologia, sono tutti muri contro i quali Titeuf va umoristicamente a sbattere nel corso della sua avventura cinematografica: per fortuna ci sono gli amici (Manu, Vomito, Hugo e Jean-Claude) e un deus ex machina che ha le sembianze di Johnny Hallyday. Arricchita da alcune sequenze di fantasia, che danno modo al disegnatore di sbizzarrirsi e di ampliare il mondo del film al di là del percorso di base tra casa e scuola, la trama si muove sicura e classicheggiante sul doppio binario della crisi sentimentale dei genitori e del suo specchio in miniatura, rappresentato dallo struggimento di Titeuf per l indifferenza di Nadia. Ed è proprio mescolando le due tracce, naturalmente, che i nodi si aggroviglieranno per poi sciogliersi definitivamente. Sezione Grandi classici del db d Essai (Film che hanno avuto largo riscontro negli anni e sempre disponibili dietro vostra richiesta) Tiffany e i tre briganti (Germania, 2008) di Hayo Freitag genere: film d animazione tematiche: Amicizia, Avventura, Mare, Musica Sinossi: Tiffany, rimasta orfana, sta per essere portata all'orfanotrofio. Durante il viaggio scappa e, nella foresta, viene catturata dai briganti, Potente, Volente, Nolente. I tre si prendono cura di lei, e ben presto Tiffany scopre l'immensa ricchezza che i banditi hanno accumulato negli anni. La bambina allora comincia a mettere in atto una strategia per utilizzare al meglio tutti quei tesori. Alla fine convince i cattivi che la refurtiva può servire a rimettere in piedi il castello per i bambini abbandonati. Così ora quel posto non sarà più il triste orfanotrofio di una volta. Azur e Asmar (Belgio/Francia/Italia/Spagna, 2006) di Michel Ocelot genere: film d animazione tematiche: Intercultura, Amicizia, Avventura Sinossi: Tanti anni fa, c'erano in un paese lontano due neonati, Azur e Asmar, allattati dalla stessa donna. Il primo, biondo con gli occhi azzurri, é il figlio del signore del luogo; il secondo, bruno con gli occhi scuri, é il figlio della nutrice. Sempre pronti a litigare nell'infanzia, i due ad un certo punto

8 vengono divisi. Azur, che va a studiare in città, ha l'idea fissa di andare nella terra dall'altra parte del mare per vedere la fata dei Djins della leggenda. Dopo un naufragio, la vecchia nutrice lo accoglie in casa. Azur e Asmar si ritrovano da grande e ora hanno l'obiettivo comune di raggiungere la fata. Solo dopo un lungo percorso irto di ostacoli arrivano al trahuardo. E qui, la presenza di tutti i protagonisti aiuta a sciogliere le domande sul destino di ciascuno. La felicità sorride all'amicizia di Azur e Asmar. Ponyo sulla scogliera (Giappone, 2009) di Hayao Miyazaki genere: film d animazione tematiche: Amicizia, Avventura, Mare, Musica Sinossi: Ponyo, una pesciolina rossa, rimane incastrata con la testa in un barattolo di marmellata. Viene salvata da Sosuke, un bambino di cinque anni che vive con la mamma in una casa in cima alla scogliera. Sosuke la mette in un secchio di plastica ma il padre di lei, Fujimoto, esige che torni subito nelle profondità dell'oceano. Da quel momento Ponyo cercherà con tutta la forza di diventare una bimba vera per giocare e scherzare insieme a Sosuke. La Volpe e la Bambina (Francia 2007) di Luc Jacquet genere: Animazione Commedia, durata 90 min tematiche: Crescita, Letteratura per l infanzia, Natura Sinossi: La volpe e la bambina è una storia sull'amicizia, tra uomo e animale e sui limiti di un rapporto che spesso sfocia nella possessione. Dopo aver mostrato l'umanità dei pinguini in una marcia da Oscar (La marcia dei pinguini, 2005) Luc Jacquet racconta una favola in maniera tradizionale, ispirandosi in parte al "Piccolo principe", pur senza quel fondo di malinconia che marca l'opera di Saint Exupery, e molto a Walt Disney. Impossibile restare indifferenti ai paesaggi maestosi di boschi e montagne. Certo, il messaggio di Jacquet è fin troppo esplicito e pedagogico. La voce fuori campo sembra ridondante anche per i bambini (di cui sottovalutare l'acume è senza dubbio un passo falso) e la pedanteria con cui la narrazione rende ogni passo moralistico, oltre che inutile, disturba la percezione del film. Ma l'interesse de La volpe e la bambina, al di là dell'amore per la natura che trasmette, è per il modo in cui la presenta. Dando giustamente per scontato il valore del messaggio, il film suggerisce la contemplazione, lenta e posata, dei ritmi della foresta e della vita degli animali. Jacquet prende il suo tempo per filmare i paesaggi che ama, lascia sprofondare gli occhi nei boschi e abituarli all'oscurità delle grotte. Il raccoglimento solitario della bimba nella natura, alla scoperta di una vita sconosciuta anche se vicina, ha un qualcosa di sorprendentemente inattuale. Nella frenesia e frammentarietà del mondo dell'immagine contemporaneo, la concentrazione che richiede La volpe e la bambina, soprattutto per i più piccoli, non può che far piacere. Tata Matilda (Titolo originale Nanny Mcphee ) (Gran Bretagna 2005.) di Kirk Jones genere: film, Commedia tematiche: Crescita, Letteratura per l infanzia, Valore del rispetto della regole Sinossi: Tratta dall'omonimo romanzo di Christianna Brand, una favola d un tempo, classica e allo stesso tempo grottesca, rivolta ai bambini. Tata Matilda è il nome che risuona per tutto il film, alla ricerca di qualcosa o qualcuno che dia certezze. E in una famiglia in cui un padre vedovo (Colin Firth) deve gestire sette figli, la situazione non è mai certa. Mille tate sono passate e sono fuggite ed è immensa la necessità di una persona forte e determinata per controllare la furia folle del gruppo di pargoli, ormai lasciati a loro stessi. D'improvviso l'apparizione di Nanny McPhee (Emma Thompson), donna tutta di un pezzo che sembra poter cambiare le cose: Cinque regole ben precise per far crescere i fanciulli e avviarli verso la strada degli adulti. Qualche riferimento a Harry Potter e Lemony Snicket, qualcun altro a Mary Poppins, una manciata di magic touch e un'atmosfera british, donano alla favola Nanny McPhee - Tata Matilda, un tono classico

9 e allo stesso tempo grottesco. E se il cinema di animazione oggi parla soprattutto agli adulti, questo film è diretto ai bambini, come le favole di un tempo. Per poter ripetere ancora "C'era una volta". Tata Matilda il Botto (Francia-Usa 2010) di Susanna White genere: Film Commedia tematiche: Crescita, Letteratura per l infanzia, Valore del rispetto della regole Sinossi: Sceneggiato, co-prodotto e interpretato da Emma Thompson, a partire dalla serie di libri Nurse Matilda di Christianna Brand, questo secondo capitolo è appassionante nella sua estrema semplicità, teneramente old-fashioned senza essere stucchevole. Dopo i sette figli del vedovo signor Brown, Tata Matilda altrimenti nota come Nanny McPhee torna a colpire il suolo col suo bastone magico per far apprendere ai tre Green e ai loro ospiti, Cyril e Celia Grey, le cinque nuove lezioni di cui hanno disperatamente bisogno. La nera bambinaia dell'esercito britannico sa dunque come mettere in ordine i colori fuori posto e abbellirsi a sua volta di riflesso grazie all'amore dei pupilli, non si sa se davvero o solo nel loro sguardo, ma d'altronde la scuola di magia cui s'ispira è quella di Mary Poppins, che alla piccola Jane che chiedeva: è un gioco, vero (mettere a posto la stanza)? Rispondeva: be', dipende dal punto di vista. Arrietty (Giappone 2010) di: Hiromasa Yonebayashi genere: Avventura, 90 min. tematiche: Amicizia, Superamento delle differenze e Maturazione Sinossi: Arrietty è un adattamento dei racconti dell'autrice inglese Mary Norton "The Borrowers", pubblicati a partire dagli anni '50. Protagonista della vicenda una famiglia alta poco più di 10 cm che vive sotto le assi del pavimento "prendendo in prestito" dalle case oggetti di uso comune. Ma un giorno la piccolissima quattordicenne Arrietty incontra casualmente il giovane Sho, l'umano che è andato a trascorrere la convalescenza nella casa dell'anziana nonna, e tra i due giovani scoppia la scintilla, nonostante le diverse dimensioni sembrino rendere impossibile il loro amore. Il rispetto dello stile dello Studio Ghibli del maestro Miyazaki è dunque assicurato e il film non manca davvero di nulla. La ricostruzione del piccolo mondo, in tutto simile al nostro, solo più umile, consapevole e fantasioso, per l uso inventivo che fa degli oggetti degli uomini, è oggetto di meraviglia e di bellezza, mentre il sentimento nasce dalla creazione del rapporto tra Arrietty e Sho. Al tema già sovente esplorato della comunicazione tra esseri diversi e del valore della fiducia reciproca, trattato con straordinaria delicatezza e dignità, si aggiunge in questo film quello sociale di una modalità di vivere che prende a prestito ciò di cui necessita, relegando nell inutilità il denaro e sintonizzandosi sull odierno tempo di crisi, economica e immobiliare. Nat e il segreto di Eleonora (Francia, 2009) di Dominique Monféry genere: film d animazione tematiche:valore della Cultura, Valore delle diversità, Fantasia Sinossi: Quando muore la zia Eleonora, la famiglia di Natanaël eredita una casa sulla scogliera. Una volta preso possesso della casa per le vacanze estive, Nat scopre di aver ricevuto in dono un'intera biblioteca piena dei testi originali di quelle favole che la zia era solita raccontargli. Il problema è che Nat non sa ancora leggere e di tutti quei libri non sa che farsene, finché non scopre che questi nella notte si animano e che i loro personaggi escono dalle pagine e prendono vita. Un giorno, per poter pagare alcune riparazioni della casa, i genitori prendono la decisione di vendere tutti i libri al gretto rigattiere Ramazzatutto, al che l'unica soluzione per Nat per salvare i suoi personaggi è dimostrarsi un eroe e vivere un'avventura come quella dei racconti che ama. Un film d animazione grazioso e divertente che invita al piacere della lettura. La battaglia di Nat per superare i propri limiti si fa portavoce di una necessità universale: quella di non dimenticare l importanza della fantasia e di non sottovalutare la ricchezza della diversità.

10 Mià e il Migù (Francia, Italia 2008) di Jacques-Rémy Girerd genere: film d animazione 92 min tematiche: Difesa della natura, Amore per la famiglia, Fantasia Sinossi: Mià è una bambina di 10 anni che vive in un villaggio dell'america del Sud, sotto la tutela di tre piccole vecchiette centenarie. La madre è morta da tempo mentre il padre, Pedro, è stato costretto a partire per poter lavorare come operaio in un cantiere. Una notte, svegliata di soprassalto da un brutto presentimento, la bambina decide di mettersi alla ricerca del genitore, con il timore che gli sia successo qualcosa e che possa avere bisogno di lei. Così, dopo aver recuperato i suoi tre amuleti (un dado, una piuma e un guscio di lumaca), parte per un viaggio che la porterà a incontrare i Migù (strani spiriti della foresta) e, grazie a loro, a conoscere la forza e le meraviglie della natura. Il finale della storia ovviamente lieto, com'è d'obbligo per ogni fiaba che si rispetti infonde nello spettatore un po' di speranza, non dimenticando però di ricordare quanto sia rischioso rimanere ancora per molto con le mani in mano. Fa piacere sapere, infine, che in Mia e il Migù, premiato nel 2009 con l'oscar europeo per il miglior film d'animazione, vi sia anche un po' d'italia. Info: Costi del Progetto I costi sono relativi a ciascun alunno (prevedendo gratuità per insegnanti accompagnatori ed alunni in situazione di handicap): - SINGOLA PROIEZIONE 4,00 - ABBONAMENTO 3 FILM (3 proiezioni a scelta) 10,00 NB Le proiezioni dei film si svolgeranno con un minimo di n. 100 spettatori paganti. DBScuola/Info e Prenotazioni Cooperativa don Bosco/CineTeatro DB d Essai (Rif. Anna Maria D Antona) Via dei Salesiani, 4 LECCE Telefono/Fax: (martedì e giovedì dalle 9.00 alle e tutti i giorni dalle alle 22.00) Telefono mobile: (Anna Maria D Antona) Sito:

11 DBScuola/Fanciulli Percorsi Cinematografici per la scuola primaria a.s. 2013/14 Età consigliata: dagli 8 anni Percorso AmiCinema [per III, IV e V classe della scuola primaria] Destinatari Il secondo livello di DBScuola è pensato per i fanciulli delle ultime classi della scuola primaria e per venire incontro alle esigenze ed alle carateristiche specifiche di questa età. Sintesi del progetto La visione del film, accompagnata da un laboratorio ludico creativo, diviene strumento semplice ed immediato per aiutare i fanciulli ad individuare le idee e i valori che l immagine trasmette. L intera rassegna è ispirata ai temi dell amicizia e della valorizzazione delle differenze, importanti in un età in cui si pongono le basi per l educazione alla convivenza. Tenendo conto dell importanza della creatività, dell attività pratica, ma anche dello sviluppo delle capacità cognitive, la rassegna cinematografica (formata da cartoni animati e film), è accompagnata da una proposta di laboratori ludico-creativi. Sono anche disponibili itinerari didattici guidati per gli insegnanti. Film Proposti: Tematiche comuni Cinema Cultura e Letteratura Pinocchio (di D Alò con musiche di Lucio Dalla) Ernest e Celestine La volpe e la bambina Nat e il segreto di Eleonora Cinema: Educazione e Fantasy Ribelle The Brave The wind rises Titeuf Il film Epic Il mondo segreto Le 5 leggende Cinema: Famiglia e Intercultura Il sole dentro Azur e Asmar Cinema: Natura e Geografia Le avventure di Zarafa Cinema: Famiglia e Adozione Laefie una storia d amore

12 (novembre) Il sole dentro (Italia 2012) di: Paolo Bianchini genere: Film Drammatico tematiche: Immigrazione, Diritti Umani Sinossi: Alle loro Eccellenze i membri e responsabili dell Europa.. questo l incipit della lettera scritta da due adolescenti guineani, Yaguine e Fodè, portavoce di bambini e ragazzi africani e di una realtà fatta di rinunce, sperando di ricevere, con questa lettera, aiuto per ottenere scuole, cibo e cure. Con la lettera in tasca i due ragazzi si nascondono nel vano del carrello di un aereo diretto a Bruxelles ed ha, così, inizio la storia di un lungo viaggio che si andrà ad incrociare con le vicende di Thabo e Rocco, due adolescenti che intraprendono un percorso contrario dall Europa all Africa. Due storie diverse ma comuni, vissute a distanza di dieci anni l una dall altra che s intersecano e si fondono nel nuovo film di Paolo Bianchini. In memoria di Yaguine e Fodè, il regista vuole dar vita alla vicenda di Thabo, tredicenne, che cerca di tornare nel suo villaggio natio, N Dola, accompagnato dall amico Rocco, quattordicenne di Catania. Due adolescenti del Sud, due Sud del mondo diversi eppure similari che si attirano e respingono come le onde del mare che ci unisce e divide inesorabilmente. Entrambi i ragazzi sono vittime del mercato di bambini calciatori, dal quale sono fuggiti; fuggiti da quel mondo apparentemente idilliaco ma che in realtà sembra solamente risucchiare la loro giovinezza. I due adolescenti si ritrovano a percorrere l Africa a piedi giocando con un pallone, unico compagno di viaggio, percorrendo in senso opposto uno dei tanti sentieri delle scarpe tracciati da migliaia di uomini, donne e bambini fuggiti per le carestie. (dicembre) Le 5 leggende (Usa 2012) di Peter Ramse genere: Animazione Commedia durata 90 min tematiche: Fantasia, avventura, amicizia Sinossi: Babbo Natale, la Fatina dei denti, il Coniglio di Pasqua e Sandman proteggono i bambini di tutto il mondo, offrendo loro non solo i doni materiali ma anche la capacità di meravigliarsi, di fantasticare, di sperare, di sognare. Li ha scelti tanto tempo fa l'uomo nella Luna, il saggio osservatore delle vicende terrestri. Accade, però, che ora l'uomo Nero (Pitch, da "pitch black", buio pesto) sia deciso a scalzarli, seminando la paura nelle menti dei bambini e trasformando i loro sogni d'oro in incubi neri come la pece. Per tentare di fermarlo, l'uomo nella Luna ha indicato alle quattro leggende l'aiuto di un quinto "guardiano": lo scanzonato e dispettoso Jack Frost. Tuttavia Jack non si crede all'altezza del compito: i bambini nemmeno lo vedono, non hanno mai creduto in lui. Per capire davvero chi può diventare, allora, Jack deve prima capire chi è stato e risalire ai suoi ricordi d'infanzia, quando era ancora un bambino normale. Il film DreamWorks di Natale quest'anno punta in alto e centra il bersaglio, mettendosi per la prima volta alla pari con l'ultimo Pixar, "Ribelle", se proprio si vuol restare in tema di competizioni e di frecce all'arco. Ma il confronto più utile da fare è un altro e si gioca a livello di fabula. È alle recenti revisioni dei film di supereroi che guarda questo "Rise of the guardians" (fin dal titolo), ovvero alla riscrittura della mitologia dalle origini. Che il progetto sia ambizioso e destinato a porre i semi di una gittata di lungo corso, lo dimostra l'impegno in fase di scrittura, con William Joyce arruolato per lavorare contemporaneamente alla saga letteraria e al film (sceneggiato da D. Lindsay-Abaire), ma evitando la sovrapposizione immediata. Se la Aardman si era spinta a dare un'aggiustatina alla composizione famigliare di Babbo Natale, indovinando un terreno sempreverde con enormi spiragli d'inserimento, nonostante la longevità della tradizione, qui l'operazione è palesemente più massiccia e simile ad una ricolonizzazione in tutta regola. Sunny, Tooth, Sandy, Boogey e Manny appartengono alla cultura anglosassone, in alcuni casi, o a più antiche culture nordiche, e vanno importati in Europa e

13 nel resto del mondo con la giusta strategia di comunicazione. Un po' come la festa di Halloween, che non ha caso ha trovato proprio nel cinema l'autostrada della sua diffusione. Scegliendo di privilegiare la storia di Jack Frost, perché è quella che meglio si presta alla messa in discussione che fa gioco al film, Le 5 leggende di fatto riscrive anche gli altri personaggi e si prepara la pista per futuri sbarchi. (gennaio) Ribelle The Brave (USA- 2012) di Mark Andrews. genere: Animazione tematiche: Responsabilizzazione e superamento dei contrasti generazionali, 93 min Sinossi:La principessa Merida è insofferente alle regole di corte e preferisce cavalcare e tirare con l'arco piuttosto che sedere a tavola composta o curare i suoi immensi capelli rossi. Costretta a sposare uno tra i pretendenti che si scontrano per la sua mano decide di sovvertire le regole e rinnegare la tradizione, subendo la conseguente ira materna. Fuggita nei boschi per la disperazione incontra una vecchia strega che le offre un rimedio magico ai suoi problemi. Invece che acquietare i contrasti con la madre, il rimedio trasformerà quest'ultima in un orso, l'animale più odiato dal battagliero padre, quello che anni prima gli staccò una gamba. Critica: Tutto ciò che Ribelle ha da dire di originale e affascinante sui suoi personaggi, lo afferma nei primissimi minuti, in quel segmento che anticipa la comparsa improvvisa del titolo e che, come ogni prologo che si rispetti, oltre a narrare un antefatto fondamentale mette anche in scena un livello di lettura più profondo della trama. Si tratta di quell'idea allargata di coraggio intesa come l'unione di forza, ardore e sentimentalismo che esprime il titolo originale (Brave). Ribelle è una favola molto canonica, che sfrutta il passaggio di età di una principessa per orchestrare un racconto di responsabilizzazione e risoluzione dei contrasti generazionali attraverso un'avventura fantastica. Se poco più di un anno fa la Disney con Rapunzel aveva raccontato di una principessa che capisce di dover conquistare l'indipendenza dalla sua figura materna attraverso un atto di ribellione, ora la Pixar propone il rovescio della medaglia: una ribelle che per realizzarsi comprende di dover venire a patti con i genitori e quindi con la tradizione. Ribelle è un film che, analizzato al microscopio ha molte di quelle straordinarie caratteristiche tipiche del cinema perfetto della Pixar. (febbraio) Le avventure di Zarafa Giraffa Giramondo (Francia Belgio 2012) di Rémi Bezançon, Jean-Christophe Lie genere: Animazione Commedia durata 78 min tematiche: Fantasia, avventura, amicizia, amore per le specie animali di altri continenti Sinossi: All'ombra di un baobab, nel cuore dell'africa, un vecchio saggio racconta a un gruppo di bambini la storia dell'amicizia tra il piccolo Maki, 10 anni, e Zarafa, una giraffa orfana offerta in dono dal Pascià d'egitto al re di Francia Carlo X nel 1827 per ottenerne il sostegno contro i turchi che assediavano Alessandria d'egitto. Si trattava del primo esemplare che raggiungeva l'europa. Non è mai facile raccontare la Storia ai più giovani senza cadere nella retorica e, soprattutto, senza annoiare. Lo è ancor meno quando si tratta di un avvenimento ignoto ai più e con al centro un'altra nazione. Questo film di animazione di Rémi Bezançon riesce a parlare al cuore e alla mente di bambini di ogni latitudine. Ottiene il risultato grazie alla struttura della storia che affianca in uno stesso percorso di avventura il piccolo Maki e la sua amica Zarafa. Intorno a loro si muovono personaggi comici come il venditore nel deserto Mahmoud, intraprendenti come il pilota di Mongolfiere Malaterre, avventurosi e determinati come il beduino Hassan e la sua omologa al femminile, la piratessa Bouboulina. Ognuno di loro contribuisce a far progredire una storia che viene contestualizzata all'interno di una tradizione orale che da noi sembra essere stata delegata ai media (quando non è addirittura cancellata dai videogiochi): quella dell'anziano griot che, avvalendosi di piccoli pupazzi, racconta a dei bambini una vicenda avventurosa mescolando realtà e fantasia. È una storia, quella della giraffina Zarafa, che porta progressivamente in luce, al termine di un periglioso viaggio dal Sudan a Parigi, i vizi di un'europa molto spesso incapace di leggere nell'africa i

14 segni di culture e di civiltà diverse limitandosi ad esprimere curiosità 'esotiche' destinate a durare ben poco perché rapidamente sostituite da altre 'novità'. Tutto questo viene presentato con una grafica accattivante e al contempo personale e con una leggerezza di tocco narrativo che si fa sempre più rara. (marzo) Ernest e Celestine (Francia 2012) di Stéphane Aubier, Vincent Patar, Benjamin Renner genere: Animazione Commedia durata 79 min tematiche: Fantasia, avventura, amicizia e superamento delle diversità Sinossi: Nel mondo degli orsi è impossibile fare amicizia con un topolino. La diffidenza è ai massimi livelli. Peraltro nel mondo sotterraneo dei topi l orso rappresenta il peggiore dei pericoli che si possano incontrare. Inoltre il futuro dei più piccoli è già segnato. Dovranno tutti accedere alla professione più necessaria: il dentista. La giovane Célestine, un orfana con il desiderio di diventare pittrice, sfugge al mondo opprimente dei topi e incontra l orso Ernest, clown e musicista. All origine di questo delizioso film di animazione, presentato alla Quinzaine des Realisateurs al Festival di Cannes, ci sono i libri disegnati da Gabrielle Vincent e tradotti in molti paesi del mondo. Nate all'inizio degli anni Ottanta le avventure dell orso Ernest e della topolina Célestine conservano il talento di pittrice e narratrice a partire dal quotidiano della loro creatrice. A questa già più che efficace modalità di narrazione si aggiunge il talento di uno dei più famosi scrittori francesi, Daniel Pennac. La sua sceneggiatura è rispettosa della fonte originale e, al contempo, memore di quando leggeva all'allora sua figlia piccola le storie della Vincent divenendo per lei il buon orso artista. Non è facile trovare un animazione così raffinata e al contempo capace di parlare al cuore e alla razionalità di adulti e bambini. Perché il discorso sul pregiudizio passa attraverso una storia di amicizia che il mondo ritiene impossibile conservando un ancoraggio alla realtà (una su tutte la scena del tribunale) ma trasfigurandolo attraverso quella poesia del tratto e dello sguardo che troppo spesso rischiamo di dimenticare travolti come siamo da immagini senz anima. Un anima che invece hanno sia Benjamin Renner (alla sua prima esperienza nel mondo dell animazione) e i già rodati suoi co-realizzatori Vincent Patar e Stéphane Aubier (Panico al villaggio). (aprile) Epic il mondo segreto (Usa 2013) di Chris Wedge genere: Animazione. Avventura durata 86 min tematiche: Relazioni tra giovani e adulti, raggiungimento degli obiettivi, difesa dei valori Sinossi: Mary Katherine, diciassettenne, torna alla casa d'infanzia per ricucire i legami con un padre da sempre perso dentro all'ossessione di provare l'esistenza del minuscolo popolo che vive nei boschi. Dapprima scettica nei confronti delle teorie paterne, la risoluta ragazza si dovrà ricredere quando, per un magico incontro, sarà miniaturizzata, andando presto a ricoprire un ruolo fondamentale nella battaglia che i minuscoli Leafmen, corpo speciale votato alla salvaguardia della foresta, stanno combattendo contro i terribili Bogani, risoluti nel loro obiettivo di distruggere ogni forma di vita. Storia di formazione e crescita, Epic - Il mondo segreto parte da un'idea per nulla originale sviluppando poi un solido intreccio perfettamente retto dal ritmo della narrazione, dall'arguzia delle trovate e da una straordinaria capacità tecnica. Come nelle altre pellicole uscite dagli Blue Sky Studios, è ancora il tratteggio dei caratteri a fare la vera forza di un racconto senza momenti di stanca: grazie all'attenzione riposta nel descrivere il background motivazionale dei protagonisti come in molte tipizzazioni spesso irresistibili (su tutti, il duo comico formato dagli invertebrati Mub e Grub, custodi del prezioso bozzolo che può ridare pace a tutto), anche lo spettatore adulto riesce ad allontanare la leggera noia suscitata dal trovarsi ancora davanti all'ancestrale lotta del bene contro il male.

15 (maggio) The wind rises (Giappone 201 ) di Hayao Miyazaki genere: Animazione durata 126 min tematiche: Storia, avventura, invenzioni scientifiche Sinossi: Jiro Horikoshi, si presenta al pubblico in sogno, a bordo di un aereo di fantasia in un idillio minacciato da un bombardiere, è un ragazzo con la passione degli aeroplani che nelle sue proiezioni oniriche incontra il proprio idolo, il conte Caproni, grande progettista italiano, a cui confida di voler diventare anch'egli progettista. Durante l'università assisterà al terribile terremoto del '22 e poi troverà lavoro alla Mitsubishi. Studiando la più avanzata tecnologia tedesca cercherà di mettere a punto qualcosa di ancora più innovativo, in grado non solo di colmare il gap che separa il Giappone dagli altri paesi ma anche di superarli. In questi viaggi incontrerà l'amore della sua vita, la donna che lo accompagnerà nel processo creativo. Nonostante siano evidenti i temi che da sempre dominano il suo cinema è una trama insolita, impegnativa e coraggiosissima quella che Hayao Miyazaki imbastisce nel suo decimo lungometraggio, un biopic sul grande progettista di aerei che diede vita ai rivoluzionari modelli Mitsubishi A6M Zero, tristemente noti per essere stati utilizzati dai kamikaze durante la seconda guerra mondiale. Un film il cui linguaggio e la cui grammatica audiovisiva ricordano più la messa in scena dal vivo che quella animata. Le contraddizioni non sono certo una novità nel cinema del regista che ha superato il concetto di buono e cattivo, che ama i motori ma è un fervente ecologista e che adora gli aerei da guerra pur inneggiando alla pace, ma stavolta le affronta di petto. The Wind Rises mostra che le contraddizioni non sono barriere ed è possibile al tempo stesso amare e odiare. La sua forza è farlo senza usare le parole ma con la forma di uno straordinario cartone di due ore, un film-fiume che racconta attraverso un uomo l'epica di una nazione e del suo spirito, la sua dignità, la sua etica del lavoro, in un tour de force che segna il ritorno del maestro a una produzione per nulla pigra o ripiegata sui soliti topoi, lontana dai grandi capolavori del passato e audace. Info: Costi del Progetto I costi sono relativi a ciascun alunno (prevedendo gratuità per insegnanti accompagnatori ed alunni in situazione di handicap): - SINGOLA PROIEZIONE 4,00 - ABBONAMENTO 3 FILM (3 proiezioni a scelta) 10,00 NB Le proiezioni dei film si svolgeranno con un minimo di n. 150 spettatori paganti. DBScuola/Info e Prenotazioni Cooperativa don Bosco/CineTeatro DB d Essai (Rif. Cristiana Calogiuri e Anna Maria D Antona) Via dei Salesiani, 4 LECCE Telefono/Fax: (martedì e giovedì dalle 9.00 alle e tutti i giorni dalle alle 22.00) Telefono mobile: (Anna Maria D Antona) - Sito:

16 DBScuola/Ragazzi Percorsi Cinematografici per la scuola media a.s. 2013/14 La nostra èquipe sosterrà eventi per Film di Prima Visione scelti in collaborazione con l Ufficio Agiscuola, anche non presenti in quest elenco. Ne sarete puntualmente informati durante l anno, a mezzo fax e mail. Proposta: (novembre) Il sole dentro (Italia 2012) di: Paolo Bianchini genere:drammatico tematiche:immigrazione, diritto allo studio, al gioco e all educazione Sinossi: Alle loro Eccellenze i membri e responsabili dell Europa.. questo l incipit della lettera scritta da due adolescenti guineani, Yaguine e Fodè, portavoce di bambini e ragazzi africani e di una realtà fatta di rinunce, sperando di ricevere, con questa lettera, aiuto per ottenere scuole, cibo e cure. Con la lettera in tasca i due ragazzi si nascondono nel vano del carrello di un aereo diretto a Bruxelles ed ha, così, inizio la storia di un lungo viaggio che si andrà ad incrociare con le vicende di Thabo e Rocco, due adolescenti che intraprendono un percorso contrario dall Europa all Africa. Due storie diverse ma comuni, vissute a distanza di dieci anni l una dall altra che s intersecano e si fondono nel nuovo film di Paolo Bianchini. In memoria di Yaguine e Fodè, il regista vuole dar vita alla vicenda di Thabo, tredicenne, che cerca di tornare nel suo villaggio natio, N Dola, accompagnato dall amico Rocco, quattordicenne di Catania. Due adolescenti del Sud, due Sud del mondo diversi eppure similari che si attirano e respingono come le onde del mare che ci unisce e divide inesorabilmente. Entrambi i ragazzi sono vittime del mercato di bambini calciatori, dal quale sono fuggiti; fuggiti da quel mondo apparentemente idilliaco ma che in realtà sembra solamente risucchiare la loro giovinezza. I due adolescenti si ritrovano a percorrere l Africa a piedi giocando con un pallone, unico compagno di viaggio, percorrendo in senso opposto uno dei tanti sentieri delle scarpe tracciati da migliaia di uomini, donne e bambini fuggiti per le carestie. Ribelle The Brave ( USA- 2012) di Mark Andrews. genere: Animazione tematiche: Responsabilizzazione e superamento dei contrasti generazionali, 93 min Sinossi:La principessa Merida è insofferente alle regole di corte e preferisce cavalcare e tirare con l'arco piuttosto che sedere a tavola composta o curare i suoi immensi capelli rossi. Costretta a sposare uno tra i pretendenti che si scontrano per la sua mano decide di sovvertire le regole e rinnegare la tradizione, subendo la conseguente ira materna. Fuggita nei boschi per la disperazione incontra una vecchia strega che le offre un rimedio magico ai suoi problemi. Invece che acquietare i contrasti con la madre, il rimedio trasformerà quest'ultima in un orso, l'animale più odiato dal battagliero padre, quello che anni prima gli staccò una gamba. Critica: Tutto ciò che Ribelle ha da dire di originale e affascinante sui suoi personaggi, lo afferma nei primissimi minuti, in quel segmento che anticipa la comparsa improvvisa del titolo e che, come ogni

17 prologo che si rispetti, oltre a narrare un antefatto fondamentale mette anche in scena un livello di lettura più profondo della trama. Si tratta di quell'idea allargata di coraggio intesa come l'unione di forza, ardore e sentimentalismo che esprime il titolo originale (Brave). Ribelle è una favola molto canonica, che sfrutta il passaggio di età di una principessa per orchestrare un racconto di responsabilizzazione e risoluzione dei contrasti generazionali attraverso un'avventura fantastica. Se poco più di un anno fa la Disney con Rapunzel aveva raccontato di una principessa che capisce di dover conquistare l'indipendenza dalla sua figura materna attraverso un atto di ribellione, ora la Pixar propone il rovescio della medaglia: una ribelle che per realizzarsi comprende di dover venire a patti con i genitori e quindi con la tradizione. Ribelle è un film che, analizzato al microscopio ha molte di quelle straordinarie caratteristiche tipiche del cinema perfetto della Pixar. (dicembre) Almanya - La mia famiglia va in Germania (Germania 2011). di: Yasemin Samdereli genere: Film Commedia durata 101 min. tematiche: Immigrazione di prima e seconda generazione, Famiglia, Cultura di appartenenza Sinossi: Dopo aver lavorato per 45 anni come operaio ospite ("Gastarbeiter") Hüseyin Yilmaz, annuncia alla sua vasta famiglia di aver deciso di acquistare una casetta da ristrutturare in Turchia. Vuole che tutti partano con lui per aiutarlo a sistemarla. Le reazioni però non sono delle più entusiaste. La nipote Canan poi è incinta, anche se non lo ha ancora detto a nessuno, e ha altri problemi per la testa. Sarà però lei a raccontare al più piccolo della famiglia, Cenk, come il nonno e la nonna si conobbero e poi decisero di emigrare in Germania dall'anatolia. Esiste ormai nel cinema contemporaneo un modello di narrazione che potremmo definire "commedia sull'integrazione".. Come è noto la nazione che in Europa ospita il maggior numero di turchi è proprio la Germania. I dati statistici ci dicono che su 82 milioni di abitanti i turchi costituiscono un'entità di circa 1.7 milioni di persone legalmente residenti. I problemi legati all'integrazione non sono sicuramente mancati. Di recente però, grazie anche all'opera di Fatih Akin, il cinema tedesco ha prodotto film che costituiscono un ponte fra le due culture. Si sviluppa così una sorridente alternanza tra un passato di difficoltà e una progressiva crescita operosa. L'idillio prevale sui contrasti ma l'ironia non manca. Questa bellissima opera riesce ad essere divertente, facendoci riflettere in modo efficace sui pregiudizi e consente anche ai non esperti di storia e società tedesche di fare anche produttivi paragoni con situazioni italiche passate e presenti. (gennaio) L onda (Germania 2008) di: Dennis Gansel genere: Film Drammatico, durata 101 min tematiche: Educazione, Riflessione Politica, Mondo della scuola, Sinossi: Rainer Wenger, insegnante di educazione fisica con un passato da anarchico rockettaro, per spiegare ai suoi studenti liceali il concetto di autocrazia li coinvolge in un esperimento di regime dittatoriale fra i banchi di scuola. Per una settimana dovranno rispondere al rigido sistema disciplinare di Herr Wenger, conformarsi ad un codice di abbigliamento e lavorare assieme in un'ottica di organismo gerarchico, isolando o reprimendo eventuali dissidenti. In pochissimo tempo, i ragazzi scoprono uno spirito di cameratismo vincente, dominano le proprie insicurezze e paure attorno alla figura del carismatico cattivo maestro e si sentono legittimati ad animare atti di violenza e vandalismo, in un'operazione che arriva presto a fuoriuscire dalle mura dell'edificio scolastico. L'Onda si pone un obiettivo molto preciso: l'esperimento intento ad indagare l'espansione del nazionalsocialismo e l'indottrinamento della popolazione germanica realmente messo in piedi dal docente di storia Ron Jones nel 1967 in un liceo californiano, viene ripreso e ricontestualizzato da Dennis Gansel nell'attuale Germania con l'intento di ampliare le implicazioni di tale esperienza ed incidere sulle coscienze di quelle nuove generazioni che si considerano immuni dall'avvento di un nuovo totalitarismo. Per ottenere questo effetto, Gansel decide di sfruttare la lingua universale della moderna

18 pop culture come cifra stilistica peculiare. L'Onda vede così molti rimandi (dal montaggio visivo e sonoro alla tipizzazione dei protagonisti) ai classici teen-movie di origine americana, con uno stile vicino al videoclip, attento alle tendenze musicali giovanili e condotto come un gioco di ruolo con i più tipici personaggi delle high school, col risultato che il film si rivela adattissimo alle matinée scolastiche, come spunto di riflessione storica e sociale. (febbraio) Alì ha gli occhi azzurri (Italia 2012) di: Claudio Giovannesi genere: Drammatico, durata 100 min tematiche: Rapporto con gli adulti, Amicizia, Integrazione interculturale Sinossi: Nader ha sedici anni e una fidanzata italiana invisa ai genitori e alla legge islamica. Ma a lui, figlio della seconda generazione, non importa niente delle 'tradizioni', delle proibizioni, delle preghiere in Moschea, quello che desidera veramente lo prende subito, rapinando una drogheria, accoltellando un coetaneo, comprando una fedina e giurando eterno amore sulle note di Gigi d'alessio. Condivide la sua boria, i suoi pochi anni e i tanti danni con Stefano, compagno di scuola e di ventura, mollato dalla fidanzatina e ostinato a riprendersela. Per amor proprio, non per amore. Rincasato ancora una volta dopo la mezzanotte, Nader viene lasciato fuori e invitato dalla madre a riflettere sulla sua condotta. Una notte che diventa giorno e giorni consumati tra la periferia e la città, lungo il Lido di Ostia, dentro la metropolitana, fuori sulla spiaggia, sfuggendo quattro rumeni incazzati a cui ha ferito il figlio, dipanando contraddizioni e 'chiedendo asilo' tra le lacrime a un'innamorata che non sorride più. Muovendo dalla Profezia di Pier Paolo Pasolini, Claudio Giovannesi richiama fin dal titolo l'alì del poeta, quel sottoproletariato di cui rimpiangeva l'innocenza perduta dentro un'invisibile rivoluzione conformistica. Nader gli occhi li ha neri e nascosti dietro lenti azzurre che alterano lo sguardo in bilico tra due età e due culture, quella egiziana e quella italiana. Dopo averlo documentato nel terzo episodio di Fratelli d'italia, documentario sull'adolescenza 'esotica', Giovannesi mette in scena Nader, trasformandolo in un personaggio e declinandolo in un percorso formativo lungo una settimana. Sette giorni per cercare un'identità e una tregua, se non una risoluzione, al conflitto tra la cultura islamica e quella occidentale, sette giorni per crescere provando ad assumerle entrambe, trasformando la duplicità in ricchezza. (marzo) La bicicletta verde Wadjda (Arabia Saudita, Germania 2012) di: Haifaa Al-Mansour genere:drammatico durata 100 min tematiche:immigrazione, diritto allo studio, al gioco e all educazione Sinossi: Arabia Saudita, in una scuola rigorosamente solo femminile Wadjda lotta per non soffocare i propri desideri di libertà. In particolare uno di questi riguarda l'acquisto di una bicicletta verde, con la quale potrà essere alla pari del bambino con cui gioca dopo la scuola. La sua famiglia non può permettersela e di certo non vuole che si faccia vedere su un oggetto tradizionalmente riservato agli uomini, così Wadjda comincia a cercare i soldi per conto proprio rendendosi conto ben presto che quasi tutti i metodi per farlo le sono proibiti. L'unica è partecipare ad una gara di Corano della scuola (lei che non eccelle nelle materie religiose), il cui primo premio è in denaro. Per parlare della vita oggi nel suo paese, degli uomini e delle donne che lo animano e dell'oppressione dell'uomo sull'uomo (o della donna sulla donna), Haifaa Al-Mansour sceglie di rifarsi al modello aulico italiano e raccontare la storia di una bambina, una madre e la ricerca di una bicicletta. La bicicletta verde del titolo anche in questo caso è simbolo di emancipazione e libertà, l'oggetto che rappresenta una possibile salvezza al sistema al quale altrimenti anche Wadjda sarebbe condannata, come la madre e come le compagne, un sistema fatto di oppressione mentale e personale da parte degli uomini e di gran parte delle altre donne. La conquista dell'oggetto però non passa per l'esplorazione del

19 paesaggio cittadino quanto per un percorso di purificazione e abnegazione, Wadjda diventa così indipendente e libera non per il fatto di andare in bici ma grazie al percorso con il quale arriva a poterla comprare, talmente audace da influire anche sul tradizionalismo subito dalla madre. Una rivoluzione gentile compiuta involontariamente dal solo atto di cercare dei soldi da sola, ottemperando alle regole imposte (la gara di Corano) per scardinarle da dentro. Per i temi trattati e il modo di parlare della condizione della donna il film è stato patrocinato da Amnesty Italia. (aprile) One Life (Gran Bretagna 2011) di :Michael Gunton, Martha Holmes. Con Daniel Craig, Mario Biondi genere: Documentario, durata 85 min. tematiche: Natura, Vita Animale, Ecosistema Sinossi: One life è l'imponente progetto della BBC sulla bellezza della biodiversità del pianeta terra. Sei anni di lavorazione, 1500 persone coinvolte nel progetto, fra ricerche scientifiche e riprese, 70 telecamere a sorprendere le specie in estinzione, i movimenti di animali rarissimi fra Costa Rica, Brasile, Israele, Kenia, Antartide, Venezuela, Etiopia, Indonesia, e altri angoli di paradiso incontaminato dalla presenza dell'uomo. Ovunque, le stupende coreografie di danza di questi esseri che così tanto assomigliano all'uomo nel loro rapporto con la vita, con la Madre Terra, nello spirito di sopravvivenza e nell'istinto, di procreazione prima e di difesa dopo, della vita messa al mondo. Un unico pianeta. Un'unica vita che ci accomuna (one life è appunto il titolo). Questo il messaggio del regista Michael Gunton (anche direttore creativo del Gruppo di Storia naturale della BBC e produttore esecutivo delle ultime importanti serie Africa e Survival). La bellezza dei movimenti accomuna, da un polo all'altro del pianeta, le specie animali in un unico senso della vita, come se fosse la stessa danza. Movimenti colti grazie ad una tecnologia sofisticatissima che permette di vedere ciò che all'occhio nudo dell'uomo non è dato cogliere: macchine HD macro e ultra ingrandimenti, a scoprire dettagli mai visti fin ora, carrellate ralenti che regalano scene mozzafiato, riprese aeree giro-stabilizzate per il volo degli uccelli. Dall'infinitamente piccolo all'infinitamente grande, un sistema perfetto che si autoregola da solo con una grazia che il mondo umano sembra aver dimenticato. Il documentario vuole anche discostarsi dal filone più alla moda del film naturalistico contemporaneo (da Microcosmos a La marcia dei pinguiniini, per citare solo due titoli famosi), optando per una scelta estetica più rigorosa e classica (tipica della "scuola" BBC): una funzione meno spettacolarizzante ed una maggiore trasparenza dunque nei confronti del mondo della natura, ovvero una minore antropomorfizzazione che, seppur incantevole, a volte può sembrare il vizio estetizzante di una certa tendenza del genere e della sua visione sempre antropocentrica. Un film che fa sorridere - una leggera ironia sottolinea le affinità di atteggiamento con l'uomo e il senso della personalità che distinguono un animale dall'altro, proprio come un uomo pigro si differenzia da uno iperattivo, un furbo da uno stupido - ma anche un film che fa riflettere e che sicuramente avvicina ad una maggiore coscienza ecologica e ad un maggiore rispetto per il Pianeta, che è unico appunto, come la vita. (maggio) Grandi speranze (Gran Bretagna, USA 2012) di: Mike Newell genere: Film Drammatico, durata 128 min tematiche: Cinema e letteratura classica Sinossi: 1812, Inghilterra. Il giovane orfano Pip, che vive nelle campagne con la famiglia della sorella, dopo aver dato da mangiare a un evaso che sarà poi riacciuffato dalle guardie, è convocato alla residenza di una ricca dama. Questa vive senza mai guardare la luce del sole in seguito a un trauma

20 sentimentale e vuole che Pip giochi assieme a un'altra bambina che vive nel castello della quale lui si innamora perdutamente: Estella. Decenni dopo a Pip sarà comunicato che un ignoto benefattore provvederà per lui e che deve andare a Londra per diventare un gentiluomo. Sarà nella grande città, accettato il nuovo status, che i molti misteri cominceranno ad essere svelati. Il regista di Quattro matrimoni e un funerale (e di Harry Potter e il calice di fuoco) adatta uno script dell'autore di One day (libro e film) tratto da "Grandi speranze" di Charles Dickens. Il melange tra stili, influenze, inclinazioni personali e punti di forza di ognuna delle teste che hanno reso possibile questo nuovo Grandi speranze è finalizzato a una resa classica e fedele del libro ma finisce per prendere una piega più romantica che storica, più centrata sulle storie d'amore (quella di Pip per Estella e quella finita male di Miss Havisham) e sui rapporti personali (il bromance profondo ed emotivo di Pip per il fabbro Joe Gargery) che sull'intreccio della trama, sull'azione del finale o sul contrasto tra le molte classi che si andavano consolidando nell'inghilterra della prima metà dell'800. Il Pip di Jeremy Irvine però non è un ambizioso arrampicatore come nel libro quanto uno stupito testimone degli orrori alla moda della classi più agiate. Sezione classici Malavoglia (Italia, 2010) di: Pasquale Scimeca genere: Film tratto da romanzo classico - Drammatico tematiche: Valori, Famiglia, Responsabilità Sinossi: I Malavoglia sono una famiglia di Pescatori. Il nonno, Padron Ntoni vive nella casa del Nespolo, con la figlia Maruzza e suo marito Bastianazzo e i loro 3 figli, il ventenne Ntoni e i più giovani Mena, Lia e Alessi. Presto Alef, detto Alfio, un tunisino immigrato clandestinamente, si unisce a loro, grazie alla generosità del giovane Ntoni, che lo raccoglie al momento dello sbarco dalla nave dei profughi e gli trova lavoro nelle serre. Ma un giorno, la barca dei Malavoglia, la Provvidenza, fa naufragio: Bastianazzo muore e Maruzza perde il senno. Un secondo naufragio porta loro via la casa, ammala il cuore del nonno e riduce Ntoni a bere per dimenticare, ma sarà sua l idea di trascrivere la voce del nonno che recita i suoi proverbi su una traccia musicale che diverrà il brano dell estate e gli permetterà di ricomprarsi la casa del Nespolo e rimettere in mare la Provvidenza. Pasquale Scimeca si accosta una seconda volta a Verga, dopo Rosso Malpelo. Per Scimeca, però, non si tratta di allestire un melodramma ma di trovare una corrispondenza tra i personaggi del romanzo e i giovani di oggi, ragazzi poveri, poco istruiti, eppure sempre meno isolati e più figli del proprio tempo. Ecco allora Antonio Ciurca ( Ntoni, già Rosso Malpelo), perfettamente a suo agio con un software di elaborazione musicale, Elena Grezzi (Mena) con la danza del ventre, la tredicenne Greta Tomasello (Lia) con gli interni in pelle del Suv dell ambiguo fidanzato. Un bel casting, indubbiamente l aspetto più riuscito del film, insieme con il trasferimento dell azione da Aci Trezza a Marzamemi, nel siracusano. Les choristes - I ragazzi del coro (Francia, Svizzera, Germania 2004). di: Christophe Barratier genere: Film Drammatico durata 95 min tematiche:importanza dell arte come unione di creatività e disciplina, Educazione e Apprendimento, relazioni con figure genitoriali Sinossi: Francia, Un compositore fallito, interpretato da Gerard Juniot con la sensibilità misurata di un grande e dignitoso perdente, viene assunto come sorvegliante in un istituto di rieducazione per minori ma, alla severità del cinico direttore, contrappone la dolcezza delle sue lezioni di musica. L'opera prima di Christophe Barratier - nipote di Jacques Perrin, qui attore e produttore - è stata un vero e proprio fenomeno in patria: campione di incassi sia la pellicola, sia il cd della colonna sonora, è la scelta della Francia per concorrere all'oscar.

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