CLASSIFICAZIONE DEI TESSUTI CONNETTIVI SI BASA PRINCIPALMENTE SUI COMPONENTI NON-CELLULARI PIUTTOSTO CHE SUI COSTITUENTI CELLULARI

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1 CLASSIFICAZIONE DEI TESSUTI CONNETTIVI SI BASA PRINCIPALMENTE SUI COMPONENTI NON-CELLULARI PIUTTOSTO CHE SUI COSTITUENTI CELLULARI 1) TESSUTI CONNETTIVI PROPRIAMENTE DETTI --CONNETTIVO FIBROSO LASSO (O TESSUTO AREOLARE) --CONNETTIVO RETICOLARE (O TESSUTO RETICOLARE) --TESSUTO ADIPOSO --CONNETTIVO FIBROSO DENSO A FASCI IRREGOLARI --CONNETTIVO FIBROSO DENSO A FASCI REGOLARI --CONNETTIVO ELASTICO 2) TESSUTI CONNETTIVI SPECIALIZZATI a) CONNETTIVI DI SOSTEGNO --CARTILAGINE --OSSO b) CONNETTIVI LIQUIDI --SANGUE --LINFA I TESSUTI CONNETTIVI DI SOSTEGNO RISPETTO AI TESSUTI CONNETTIVI PROPRIAMENTE DETTI HANNO UNA POPOLAZIONE CELLULARE MENO DIVERSIFICATA E UNA MATRICE CONTENETE FIBRE MOLTO PIU DENSAMENTE STIPATE Come negli altri connettivi, GLI ELEMENTI INTERCELLULARI DOMINANO IL QUADRO ISTOLOGICO --PROTEGGONO I TESSUTI MOLLI --SOSTENGONO IL PESO DEL CORPO --LA MATRICE DELLA CARTILAGINE E UN GEL con caratteristiche che variano a seconda del tipo di fibre predominante --LA MATRICE OSSEA E CALCIFICATA: contiene depositi minerali (soprattutto sali di calcio) che le conferiscono RIGIDITA 1

2 LA CARTILAGINE (CHONDROS: CARTILAGINE) LE FUNZIONI DELLA CARTILAGINE --SUPPORTO STRUTTURALE A PARTICOLARI AREE ANATOMICHE (es trachea; padiglione auricolare, etc) --RIVESTE LE SUPERFICI ARTICOLARI --COSTITUISCE LA COMPONENTE PIU IMPORTANTE DELLO SCHELETRO FETALE 2

3 LE CARATTERISTICHE DELLA CARTILAGINE 1 --TESSUTO NON VASCOLARIZZATO (I CONDROCITI PRODUCONO IL FATTORE ANTIANGIOGENETICO), NON INNERVATO E PRIVO DI VASI LINFATICI: DIFFUSIONE ATTRAVERSO LA MATRICE EXTRACELLULARE DA E VERSO IL PERICONDRIO DI NUTRIENTI E PRODOTTI DI RIFIUTO --CONSISTENZA SEMI-RIGIDA (dovuta alla predominanza dei proteoglicani), SOLIDA MA ALLO STESO TEMPO FLESSIBILE: RESISTENTE ALLE SOLLECITAZIONI MECCANICHE (compressione) MA PIUTTOSTO FLESSIBILE; SPESSORE SOTTILE PER VIA DELLE DIFFICOLTA DI DIFFUSIONE DEI NUTRIENTI. LEVIGATEZZA:adatta per lo scorrimento delle superfici articolari --MATRICE EXTRACELLULARE -RICCA DI PROTEOGLICANI E DI GAG (CONDROITIN 4-SOLFATO; CONDROITIN 6-SOLFATO; EPARAN-SOLFATO;CHERATAN-SOLFATO): ELEVATA CAPACITA DI LEGARE ACQUA; BASOFILIA; RESISTENZA ALLE FORZE DI COMPRESSIONE. -GLICOPROTEINE DI ADESIONE: CONDRONECTINA: mantenimento del contatto tra cellule e matrice intercellulare: siti di legame per collagene tipo II, per GAG, per acido ialuronico e per le integrine di membrana --COMPONENTE FIBROSA: COMBINAZIONE DI COLLAGENE (TIPO II O TIPO I) + ALTRI TIPI DI FIBRE A SECONDA DEL TIPO DI CARTILAGINE --COMPONENTE CELLULARE: CONDROBLASTI, CONDROCITI E CELLULE CONDROGENICHE LE CARATTERISTICHE DELLA CARTILAGINE 2 --PERICONDRIO: INVOLUCRO CONNETTIVALE VASCOLARIZZATO: --STRATO ESTERNO: tessuto connettivo fibroso denso irregolare; fibroblasti + fibre collagene (COLLAGENE DI TIPO I) --STRATO INTERNO O CONDROGENICO: condroblasti + cellule condrogeniche CARTILAGINE ARTICOLARE: NO PERICONDRIO, pertanto NUTRIMENTO DAL LIQUIDO SINOVIALE CELLULE CONDROGENICHE CONDROBLASTI:SINTESI E SECREZIONE DELLA MATRICE CARTILAGINEA (CRESCITA PER APPOSIZIONE) MANO A MANO CHE I CONDROBLASTI SECERNONO LA MATRICE E LE FIBRE RIMANGONO INTRAPPOLATI NELLA LORO STESSA SECREZIONE, TRASFOMANDOSI IN CONDROCITI ALL INTERNO DI LACUNE (piccoli spazi scavati nella matrice) CONDROCITI: CONTINUO RINNOVAMENTO DELLA MATRICE CARTILAGINEA MANTENENDONE L INTEGRITA : FREQUENTI E GROSSE GOCCE LIPIDICHE; MACCHINARIO PER LA SINTESI PROTEICA BEN SVILUPPATO UNA, DUE O PIU ULTERIORI DIVISIONI CELLULARI DEL CONDROCITA: CRESCITA INTERSTIZIALE CON FORMAZIONE DI GRUPPI ISOGENI (2-4 o più cellule) 3

4 ISTOGENESI E ACCRESCIMENTO DELLA CARTILAGINE 1 LE CELLULE MESENCHIMALI DIVENTANO ROTONDEGGIANTI E SI RAGGRUPPANO IN CENTRI CONDROCITARI DIFFERENZIAZIONE IN CONDROBLASTI: iniziano a secernere la matrice I CONDROBLASTI RIMANGONO RACCHIUSI NELLE LACUNE DIVENTANDO CONDROCITI: cellule ancora in grado di dividersi qualche volta originando i GRUPPI ISOGENI (derivano da un unica cellula progenitrice) ACCRESCIMENTO INTERSTIZIALE (ingrandisce la cartilagine dall interno): MANO A MANO CHE LE CELLULE DI UN GRUPPO ISOGENO PRODUCONO MATRICE, TENDONO A SEPARARSI TRA DI LORO, FORMANDO LACUNE SEPARATE DA UNA QUANTITA MINIMA DI MATRICE E CONTRIBUENDO COSI ALL AUMENTO DI VOLUME DELLA CARTILAGINE ACCRESCIMENTO INTERSTIZIALE: --AVVIENE NELLE PRIME FASI DELLA FORMAZIONE DEL TESSUTO CARTILAGINEO --E IL SOLO TIPO DI ACCRESCIMENTO DELLA CARTILAGINE ARTICOLARE (MANCA PERICONDRIO!!) --ACCRESCIMENTO DELLA CARTILAGINE DELLE PIASTRE EPIFISARIE DELLE OSSA LUNGHE: lacune disposte longitudinalmente e parallele all asse lungo delle ossa assicurando l allungamento dell osso IN TUTTE LE ALTRE PARTI DEL CORPO LA CARTILAGINE SI ACCRESCE PER APPOSIZIONE ISTOGENESI E ACCRESCIMENTO DELLA CARTILAGINE 2 LE CELLULE MESENCHIMALI DELLA PERIFERIA FORMANO IL PERICONDRIO: TESSUTO CONNETIVO FIBROSO DENSO IRREGOLARE RESPONSABILE DELL ACCRESCIMENTO PER APPOSIZIONE (ACCRESCIMENTO SULLA SUPERFICIE ESTERNA) E DEL MANTENIMENTO DELLA CARTILAGINE 4

5 LE CELLULE DEL TESSUTO CARTILAGINEO CELLULE CONDROGENICHE: DERIVANO DALLE CELLULE MESENCHIMALI; FORMA FUSATA; POSSONO DIFFERENZIARSI IN CONDROBLASTI CONDROBLASTI: CITOPLASMA BASOFILO A CAUSA DEGLI ORGANULI NECESSARI PER LA SINTESI PROTEICA CONDROCITI: CONDROBLASTI CIRCONDATI DA MATRICE QUELLI PIU MATURI ENTRANO IN UNA FASE PIU QUIESCENTE: presentano meno organuli per la sintesi proteica (MINOR BASOFILIA),vacuolo, nucleo in posizione periferica CONTINUO RINNOVAMENTO (TURNOVER) DEI COSTITUENTI DELLA MATRICE I TRE TIPI DI CARTILAGINE: LOCALIZZAZIONE ABBOZZO SCHELETRICO EMBRIONALE SUPERFICI ARTICOLARI DELLE OSSA LUNGHE ANELLI TRACHEALI A FORMA DI C PLACCHE CARTILAGINEE DEI BRONCHI ARTICOLAZIONI COSTO-STERNALI LARINGE (cartilagini TIROIDEA, CRICOIDEA, ARITENOIDEE, CORNICULATE) SETTO NASALE CARTILAGINI DEL NASO EPIGLOTTIDE LARINGE (cartilagini CUNEIFORMI) PADIGLIONE AURICOLRE CONDOTTO UDITIVO ESTERNO ED INTERNO DISCHI INTERVERTEBRALI SINFISI PUBICA ALCUNI DISCHI ARTICOLARI ZONA DI INSERZIONE DEI TENDINI NELLE OSSA PARTE ANTERIORE DELLA TUBA UDITIVA DI EUSTACHIO DIFFERISCONO TRA LORO PER LA NATURA E PER LA QUANTITA DELLA COMPONENTE FIBROSA DELLA MATRICE EXTRACELLULARE 5

6 ASPETTO A FRESCO TRASLUCIDO, SEMITRASPARENTE, LISCIO E VETROSO dovuto ai GAG (hyalos: vetro) CONSISTENZA PLASTICA E IL TIPO DI CARTILAGINE PIU ABBONDANTE NELL ORGANISMO PRESENZA DI PERICONDRIO, TRANNE CHE NELLA CARTILAGINE ARTICOLARE E NELL EPIFISI FIBRE DI COLLAGENE DI TIPO II MOLTO SOTTILI (NON FORMANO FASCI TROPPO SPESSI MA FINI FIBRILLE INTRECCIATE) E MOLTO BEN MASCHERATE DAI GAG ORIENTAMENTO DELLE FIBRE IN RAPPORTO ALLE FORZE CHE AGISCONO SULLA SUPERFICIE CARTILAGINEA (Es CARTILAGINE ARTICOLARE: fibre superficiali orientamento parallelo alla superficie; negli strati più interni disposte a colonne arcuate) AL MO LA MATRICE APPARE OMOGENEA: INDICE DI RIFRAZIONE DELLE FIBRE COLLAGENE SIMILE A QUELLO DELLA SOSTANZA FONDAMENTALE NEI PREPARATI ISTOLOGICI I CONDROCITI SI POSSONO PRESENTARE RAGGRINZITI O DANNEGGIATI: DIFFUSIONE DEI LIQUIDI DI FISSAZIONE E DISIDRATAZIONE RALLENTATA DALLA MATRICE 6

7 LA MATRICE PUO ESSERE SUDDIVISA IN DUE REGIONI: --MATRICE TERRITORIALE: NELLE IMMEDIATE VICINANZE DELLE LACUNE; POVERA DI COLLAGENE; RICCA DI CONDROITINSOLFATO: si colora intensamente con coloranti basici (BASOFILIA) e con la reazione PAS --MATRICE INTERTERRITORIALE: AREE PIU LONTANE DALLE CELLULE/LACUNE; RICCA DI COLLAGENE DI TIPO II (ACIDOFILIA E PAS POSITIVITA ) E DI GLICOPROTEINE MENO PROTEOGLICANI DELLA MATRICE TERRITORIALE PERCHE???? DISUNIFORMITA DI DISTRIBUZIONE DEI GAG E DEI PROTEOGLICANI I COMPONENTI DELLA MATRICE DIFFONDONO CON VELOCITA DIVERSE: DISTRIBUZIONE NON UNIFORME NELLA MATRICE; DIFFERENZE NELLA COLORABILITA DELLA MATRICE ZONE IMMEDIATAMENTE ADIACENTI ALLE LACUNE: MASSIMA CONCENTRAZIONE DI GAG, ELEVATA BASOFILIA, METACROMASIA E COLORABILITA CON ALCIAN BLU AREE INTERTERRITORIALI: TALE COLORABILITA SCOMPARE; SI RISCONTRA ACIDOFILIA PER ABBONDANZA DI COLLAGENE DEGENERAZIONE DELLA CARTILAGINE IALINA PER L INVECCHIAMENTO I CONDROCITI SI IPERTROFIZZANO E MUOINO E LA MATRICE COMINCIA A CALCIFICARSI (come nel normale processo di ossificazione encondrale!!!!!) MINOR MOBILITA ARTICOLARE E DOLORE (ARTRITI) CAPACITA RIGENERATIVA DELLA CARTILAGINE MOLTO SCARSA!!!!!A CAUSA DELLO SCARSO APPORTO SANGUIGNO!!! LESIONE LIEVE: PICCOLA CAPACITA RIGENERATIVA GRAZIE AL PERICONDRIO LESIONE MOLTO AMPIA: LE CELLULE FORMANO TESSUTO CONNETTIVO DENSO INVECE CHE CARTILAGINE 7

8 5 SETTIMANA DI VITA INTRAUTERINA: COMINCIA LA FORMAZIONE DELLA CARTILAGINE NEI CENTRI DI CONDROCITARI DURANTE LO SVILUPPO INTRAUTERINO LA CARTILAGINE IALINA VIENE PROGRESSIVAMENTE SOSTITUITA DA TESSUTO OSSEO, PER CUI ALLA NASCITA LO SCHELETRO E QUASI INTERAMENTE COSTITUITO DA TESSUTO OSSEO NB: permangono le CARTILAGINI METAFISARIE fino al termine dell accrescimento per garantire l allungamento delle ossa lunghe!!!!!! CARTILAGINE METAFISARIA: LE DIVERSE ZONE CARENZE DI VITAMINA A INIBISCONO LA CRESCITA DELLE PIASTRE METAFISARIE 8

9 I TRE TIPI DI CARTILAGINE: LOCALIZZAZIONE ABBOZZO SCHELETRICO EMBRIONALE SUPERFICI ARTICOLARI DELLE OSSA LUNGHE ANELLI TRACHEALI A FORMA DI C PLACCHE CARTILAGINEE DEI BRONCHI ARTICOLAZIONI COSTO-STERNALI LARINGE (cartilagini TIROIDEA, CRICOIDEA, ARITENOIDEE, CORNICULATE) SETTO NASALE CARTILAGINI DEL NASO EPIGLOTTIDE LARINGE (cartilagini CUNEIFORMI) PADIGLIONE AURICOLRE CONDOTTO UDITIVO ESTERNO ED INTERNO DISCHI INTERVERTEBRALI SINFISI PUBICA ALCUNI DISCHI ARTICOLARI ZONA DI INSERZIONE DEI TENDINI NELLE OSSA PARTE ANTERIORE DELLA TUBA UDITIVA DI EUSTACHIO DIFFERISCONO TRA LORO PER LA NATURA E PER LA QUANTITA DELLA COMPONENTE FIBROSA DELLA MATRICE EXTRACELLULARE 9

10 DOTATA DI GRANDE ELASTICITA APPARE GIALLOGNOLA (per la presenza delle fibre elastiche) E PIU OPACA DELLA CARTILAGINE IALINA PRESENZA DI PERICONDRIO FIBRE COLLAGENE DI TIPO II + ABBONDANTI FIBRE ELASTICHE METODI DI COLORAZIONE SPECIFICI PER L ELASTINA: EMATOSSILINA DI VERHOEFF E METODO DI WEIGERT LE FIBRE ELASTICHE -FIBRE SOTTILI CHE SI BIFORCANO NEL CONNETTIVO LASSO. -SONO ONDULATE -CONFERISCONO ELASTICITA - IN ALCUNI LEGAMENTI (es legamento flavo della colonna vertebrale; parete di grosse arterie come l aorta) LE FIBRE ELASTICHE FORMANO SPESSI FASCI -L ASSE CENTRALE COMPOSTO DALLA PROTEINA AMORFA ELASTINA (tenuta insieme da legami crociati di DESMOSINA) E CIRCONDATO DA UNA GUAINA DI MICROFIBRILLE ( 10nm) COMPOSTE DALLA GLICOPROTEINA FIBRILLINA -FORMAZIONE DELLE FIBRE ELASTICHE: PRIMA: ELABORAZIONE DELLE MICROFIBRILLE E SUCCESSIVAMENTE: L ELASTINA VIENE DEPOSITATA NEGLI SPAZI DELIMITATI DALLE MICROFIBRILLE -PRODOTTE DAI FIBROBLASTI ( nel tessuto connettivo) DALLE CELLULE MUSCOLARI LISCIE ( nella parete dei vasi sanguigni) -QUANDO CESSA LA FORZA DI TENSIONE LE FIBRE ELASTICHE RITORNANO ALLA LORO LUNGHEZZA INIZIALE 10

11 I TRE TIPI DI CARTILAGINE: LOCALIZZAZIONE ABBOZZO SCHELETRICO EMBRIONALE SUPERFICI ARTICOLARI DELLE OSSA LUNGHE ANELLI TRACHEALI A FORMA DI C PLACCHE CARTILAGINEE DEI BRONCHI ARTICOLAZIONI COSTO-STERNALI LARINGE (cartilagini TIROIDEA, CRICOIDEA, ARITENOIDEE, CORNICULATE) SETTO NASALE CARTILAGINI DEL NASO EPIGLOTTIDE LARINGE (cartilagini CUNEIFORMI) PADIGLIONE AURICOLRE CONDOTTO UDITIVO ESTERNO ED INTERNO DISCHI INTERVERTEBRALI SINFISI PUBICA ALCUNI DISCHI ARTICOLARI ZONA DI INSERZIONE DEI TENDINI NELLE OSSA PARTE ANTERIORE DELLA TUBA UDITIVA DI EUSTACHIO DIFFERISCONO TRA LORO PER LA NATURA E PER LA QUANTITA DELLA COMPONENTE FIBROSA DELLA MATRICE EXTRACELLULARE 11

12 O FIBROCARTILAGINE PRIVA DI PERICONDRIO SCARSA QUANTITA DI COMPONENTE AMORFA ENORME QUANTITA DI SPESSI FASCI DI FIBRE COLLAGENE DI TIPO I ORGANIZZATI IN FILE PARALLELE DISPOSTI FRA LE FILE DI CONDROCITI FIBRE COLLAGENE ORIENTATE PARALLELAMENTE ALLA DIREZIONE DELLE FORZE DI TRAZIONE GRANDE RESISTENZA ALLA TRAZIONE MATRICE ACIDOFILA: IL COLLAGENE E UNA MOLECOLA BASICA!!! 12

13 IL DISCO INTERVERTEBRALE SI INTERPONE TRA DUE STRATI DI CARTILAGINE IALINA CHE COPRONO LE FACCE ARTICOLARI DI VERTEBRE CONTIGUE NUCLEO CENTRALE GELATINOSO: NUCLEO POLPOSO: cellule derivanti dalla notocorda immerse in una matrice ricca di acido ialuronico. RESISTENZA ALLA COMPRESSIONE IL NUCLEO POLPOSO E CIRCONDATO DA UN ANELLO FIBROSO, COSTITUITO DA VARI STRATI DI FIBROCARTILAGINE. RESISTENZA ALLA TRAZIONE LE FIBRE DI LAMELLE ADIACENTI SI DISPONGONO OBLIQUAMENTE FRA LORO IL DISCO INTERVERTEBRALE 13

14 LA STRUTTURA DEI DISCHI INTERVERTEBRALI ANELLO FIBROSO: componente perimetrale di aspetto laminare NUCLEO POLPOSO: componente all incirca centrale, DEFORMABILE MA INCOMPRESSIBILE LA CARTILAGINE IALINA incrosta le facce contrapposte di 2 vertebre contigue LA STRUTTURA DEI DISCHI INTERVERTEBRALI: L ANELLO FIBROSO Componente perimetrale di aspetto laminare Formato da CARTILAGINE FIBROSA DENSA MOLTO RICCA DI FIBRE COLLAGENE organizzate in LAMINE CONCENTRICHE 14

15 ERNIA DEL DISCO PIU FREQUENTE NELLA REGIONE LOMBARE ROTTURA DEL DISCO: ROTTURA DELLE LAMINE DELL ANELLO FIBROSO ATTRAVERSO LA QUALE IL NUCLEO POLPOSO PUO PROTRUDERE COMPRESSIONE SUI NERVI SPINALI: DOLORE INTENSO ALLA SCHENA E ALLE ESTREMITA INFERIORI L ARTICOLAZIONE DEL GINOCCHIO --LA CARTILAGINE IALINA RIVESTE LE SUPERFICI OSSEE --I CUSCINETTI FIBROCARTILAGINEI (MENISCHI) IMPEDISCONO IL CONTATTO TRA LE OSSA DURANTE IL MOVIMENTO. LE LESIONI A CARICO DI QUESTI CUSCINETTI NON GUARISCONO E DOPO UN DANNO GRAVE LA MOBILITA E COMPROMESSA 15

16 ARTICOLAZIONE DEL GINOCCHIO 16

17 IL TESSUTO OSSEO CLASSIFICAZIONE DEI TESSUTI CONNETTIVI SI BASA PRINCIPALMENTE SUI COMPONENTI NON-CELLULARI PIUTTOSTO CHE SUI COSTITUENTI CELLULARI 1) TESSUTI CONNETTIVI PROPRIAMENTE DETTI --CONNETTIVO FIBROSO LASSO (O TESSUTO AREOLARE) --CONNETTIVO RETICOLARE (O TESSUTO RETICOLARE) --TESSUTO ADIPOSO --CONNETTIVO FIBROSO DENSO A FASCI IRREGOLARI --CONNETTIVO FIBROSO DENSO A FASCI REGOLARI --CONNETTIVO ELASTICO 2) TESSUTI CONNETTIVI SPECIALIZZATI a) CONNETTIVI DI SOSTEGNO --CARTILAGINE --OSSO b) CONNETTIVI LIQUIDI --SANGUE --LINFA 17

18 LE FUNZIONI DELL OSSO SOSTEGNO: impalcatura che sostiene i tessuti molli e gli organi PROTEZIONE DEGLI ORGANI INTERNI (cranio, canale vertebrale; torace; bacino) IMMAGAZINAMENTO DI SALI MINERALI: mantiene costante la [Ca ++ ] e la [PO 4 -- ] nei liquidi corporei SEDE DI TESSUTO EMATOPOIETICO (MIDOLLO OSSEO) LEVE PER I MUSCOLI CLAVICOLA STERNO COSTE SCAPOLE o ossa wormiane FALANGI FEMORE: osso più grande e pesante del corpo TIBIA PERONE ULNA RADIO ALCUNE OSSA DELLA BASE DEL CRANIO OSSA DEL BACINO SI SVILUPPANO ALL INTERNO DEI TENDINI O NEL CONNETTIVO FIBROSO CARPO TARSO 18

19 CARATTERISTICHE DI SUPERFICIE DELLE OSSA RILIEVI E SPORGENZE :dove ci sono delle trazioni (Es tendini e legamenti che si attaccano) DEPRESSIONI, DOCCE E CANALI: dove passano vasi o nervi o dove alloggiano muscoli LE CARATTERISTICHE DELL OSSO DEPOSIZIONE DI SALI DI CALCIO NELLA MATRICE EXTRACELLULARE (MATERIALE INTERCELLULARE CALCIFICATO). PRINCIPALMENTE CRISTALLI DI IDROSSIAPATITE. IL 99% DEL CALCIO DELL ORGANISMO E IMMAGAZINATO NELL OSSO TESSUTO DURO, AMPIAMENTE VASCOLARIZZATO E MOLTO DINAMICO PRESENTE IN DUE VARIETA DI OSSO LAMELLARE (spessore lamelle 3-7µm) DISTINGUIBILI ALL OSSERVAZIONE MACROSCOPICA: --COMPATTO (O DENSO): STRUTTURA ADDENSATA PRESENTE NELLA DIAFISI DELLE OSSA LUNGHE E NEI TAVOLATI DELLE OSSA PIATTE ORGANIZZAZIONE LAMELLARE MOLTO PIU PRECISA E FITTA PIU PESANTE E --SPUGNOSO (O TRABECOLARE): ZONA POROSA CHE DELIMITA LA CAVITA MIDOLLARE ED E PRESENTE NELLE EPIFISI DELLE OSSA LUNGHE. AMPI SPAZI (SPAZI MIDOLLARI) TRA TRABECOLE ANASTOMIZZATE PIU LEGGERO E SEMPRE CIRCONDATO DA OSSO COMPATTO!!!! 19

20 MIDOLLARE CORTICALE TAVOLATO ESTERNO RICOPERTO DA PERIOSTIO (PERICRANIO) TAVOLATO INTERNO RICOPERTO DALLA DURA MADRE CHE FUNZIONA DA PERIOSTIO DA UNA PARTE E DA MEMBRANA PROTETTIVA PER IL CERVELLO DALL ALTRA LE TRABECOLE SI DIPARTONO DALLA SUPERFICIE INTERNA DELL OSSO COMPATTO VERSO LA CAVITA MIDOLLARE EPIFISI: ESTREMITA ALLARGATE DELL OSSO; STRATO SOTTILE DI OSSO COMPATTO CHE RICOPRE L OSSO SPUGNOSO SOTTOSTANTE SUBITO AL DI SOPRA DI QUESTO STRATO OSSEO SI TROVA LA CARTILAGINE IALINA ARTICOLARE MOLTO LEVIGATA 20

21 LE CARATTERISTICHE DELL OSSO MATRICE OSSEA: COMPONENTE INORGANICA + COMPONENTE ORGANICA COMPONENTE INORGANICA: FOFATO DI CALCIO Ca 3 (PO 4 ) 2 + IDROSSIDO DI CALCIO Ca(OH) 2 = CRISTALLI DI IDROSSIAPATITE [Ca 10 (PO 4 ) 6 (OH) 2 ] FORMATI PRICIPALMETE DA CALCIO E FOSFORO. INTRAPPOLANO: CARBONATO DI CALCIO, SODIO, MAGNESIO E FLUORURO CRISTALLI DISPOSTI IN MANIERA ORDINATA LUNGO LE FIBRE DI COLAGENE DI TIPO I NELLE GAP REGIONS. LA SUPERFICIE LIBERA DEL CRISTALLO E CIRCONDATA DA SOSTANZA AMORFA COMPONENTE ORGANICA: quasi esclusivamente fibre collagene:matrice ACIDOFILA -COMPONENTE FIBROSA: COLLAGENE DI TIPO I SRETTAMENTE ASSOCIATO (CALCIFICATO) CON CRISTALLI DI IDROSSIAPATITE (DEPOSITO DI CALCIO, FOSFATO E ALTRI IONI INORGANICI: OMEOSTASI DEL CALCIO E DEL FOSFATO) -QUANTITA SI SOSTANZA FONDAMENTALE MOLTO PICCOLA: GAG (COME QUELLI DELLA CARTILAGINE MA IN PERCENTUALE MOLTO PIU PICCOLA) E GLICOPROTEINE (OSTEONECTINA, OSTEOPONTINA E SIALOPROTEINE): PAS POSITIVITA E UNA CERTA METACROMASIA -CELLULE: CELLULE OSTEOPROGENITRICI, OSTEOBLASTI, OSTEOCITI E OSTEOCLASTI LE CARATTERISTICHE DELL OSSO DA SOLI I SALI DI CALCIO SONO PIUTTOSTO DURI MA FRIABILI E RIGIDI, MENTRE LE FIBRE COLLAGENE SONO PIU FORTI MA RELATIVAMENTE FLESSIBILI. NELL OSSO LA PRESENZA DI MINERALI ATTORNO ALLE FIBRE COLLAGENE PRODUCE UNA COMBINAZIONE DI DUREZZA E FLESSIBILITA ALTAMENTE RESISTENTE ALLE SOLLECITAZIONI: FLESSIONE, TORSIONE E TRAZIONE (COME IL CEMENTO ARMATO) 21

22 LE CELLULE DEL TESSUTO OSSEO 1 CELLULE OSTEOPROGENITRICI: CELLULE STAMINALI INDIFFERENZIATE PIATTE LE LORO CELLULE FIGLIE SI DIFFERENZIANO IN OSTEOBLASTI LOCALIZZATE A LIVELLO DELL ENDOSTIO, DEL PERIOSTIO E A LIVELLO DEL RIVESTIMENTO DEI CANALI DI HAVERS. OSTEOBLASTI: DERIVANO DA CELLULE OSEOPROGENITRICI FORMA CUBOIDE STIMOLANO LA DEPOSIZIONE DI SALI DI CALCIO NELLA MATRICE RESPONSABILI DELLA SINTESI E SECREZIONE DELLA MATRICE OSSEA (OSTOGENESI) (RIMANGONO INTRAPPOLATI IN ESSA E DIVENTANO OSTEOCITI) LA MATRICE OSSEA VA INCONTRO A CALCIFICAZIONE LOCALIZZATE A LIVELLO DEL PERIOSTIO E DELL ENDOSTIO E A LIVELLO DEL RIVESTIMENTO DEI CANALI DI HAVERS. LE CELLULE DEL TESSUTO OSSEO 2 OSTEOCITI: CELLULE APPIATTITE, DISCOIDALI OSPITATE NELLE LACUNE OSSEE NELLO SPESSORE DELLE LAMELLE NON SI DIVIDONO RESPONSABILI DEL MANTENIMENTO DELL OSSO: CONTINUO RICAMBIO DEI COMPONENTI DELLA MATRICE PROLUNGAMENTI CITOPLASMATICI ALL INTERNO DI CANALICOLI SCAVATI NELLA MATRICE CON LA FORMAZIONE DI GAP JUNCTIONS (RETE DI COMUNICAZIONE) FLUIDO INTERSTIZIALE: CIRCONDA L OSTEOCITA E LE SUE ESTROFLESSIONI RISPONDONO A CALCITONINA (ORMONE IPOCALCEMIZZANTE PRODOTTO DALLE CELLULE C DELLA TIROIDE) E PARATORMONE (ORMONE IPERCALCEMIZZANTE PRODOTTO DALLE PARATIROIDI) OSTEOCLASTI: CELLULE PLURINUCLEATE E MOBILI HANNO UN PRECURSORE CHE ORIGINA NEL MIDOLLO OSSEO IN COMUNE CON I MONOCITI RESPOSABILI DEL RIASSORBIMENTO DELL OSSO (OSTEOLISI) RIMODELLAMENTO DELL OSSO E OMEOSTASI DEL CALCIO E DEL FOSFATO LOCALIZZATE NELL ENDOSTIO IN DEPRESSIONI POCO PROFONDE (LACUNE DI HOWSHIP) ESPRESSIONE DI UN PROCESSO DI RIASSORBIMENTO OSSEO 22

23 NELL OSSO VIVENTE GLI OSTEOCLASTI RIMUOVONO COSTANTEMENTE LA MATRICE E GLI OSTEOBLASTI NE AGGIUNGONO SEMPRE DI NUOVA L EQUILIBRIO TRA QUESTE DUE ATTIVITA E MOLTO IMPORTANTE LE CARATTERISTICHE DELL OSSO PERIOSTIO: INVOLUCRO ESTERNO DELL OSSO VASCOLARIZZATO E INNERVATO E COSTITUITO DA TESSUTO CONNETTIVO FIBROSO DENSO IRREGOLARE: --STRATO FIBROSO ESTERNO: FIBROBLASTI + FIBRE COLLAGENE --STRATO INTERNO OSTEOGENICO: CELLULE OSTEOPROGENITRICI + OSTEOBLASTI NO PERIOSTIO: -PUNTI DOVE I TENDINI E I MUSCOLI SI INSERISCONO SULL OSSO, -OSSA SESAMIDI (Es patella) CHE SI FORMANO NEL CONTESTO DEL TENDINE FIBRE DI SHARPEY: fasci di fibre collagene del periostio che restano intrappolate nella matrice ossea calcificata durante il processo di ossificazione ARTICOLAZIONI SINOVIALI: IL PERIOSTIO SI CONTINUA CON LA CAPSULA ARTICOLARE ENDOSTIO: STRATO CELLULARE INCOMPLETO A POTENZIALITA OSTEOGENICA CHE TAPPEZZA LE CAVITA MIDOLLARI, LE TRABECOLE DELL OSSO SPUGNOSO E LE SUPERFICI INTERNE DEI CANALI CENTRALI CELLULE OSTEOPROGENITRICI, OSTEOBLASTI E OSTEOCLASTI 23

24 COLLEGAMENTO TENDINE-OSSO LE FIBRE DEL PERIOSTIO SI INTRECCIANO CON QUELLE DEI TENDINI CON L ACCRESCIMENTO DELL OSSO LE FIBRE TENDINEE VENGONO CEMENTATE NELLE LAMELLE CIRCONFERENZIALI TRAZIONE MOLTO FORTE DI UN TENDINE SULL OSSO: ROTTURA DELL OSSO MA NON DEL TENDINE!!!!!! LE CARATTERISTICHE DELL OSSO OSTEONE O SISTEMA HAVERSIANO: parallelo all asse maggiore dell osso lungo (secondo le sollecitazioni) e costituito da CANALE DI HAVERS (CONTENENTE VASI EMATICI, LINFATICI E NERVI) + LAMELLE OSSEE CONCENTRICHE (4-20) CHE LO CIRCONDANO + CANALICOLI CHE SI IRRADIANO VERSO IL CANALE (eliminazione materiali di rifiuto + assunzione nutrienti e ossigeno) CANALI DI HAVERS (CAVITA VASCOLARE, µm): I CANALICOLI SI APRONO DENTRO AI CANALI DI HAVERS ALL INTERNO DEI QUALI SONO OSPITATI I VASI SANGUIGNI CANALI DI VOLKMANN (O CANALI PERFORANTI): CANALI CONTENENTI VASI SANGUIGNI TRASVERSALI O OBLIQUI CHE INTERCONNETTONO I CANALI DI HAVERS OSSO SPUGNOSO:MOLTO PIU LEGGERO DELL OSSO COMPATTO; NO SISTEMI DI HAVERS; LAMELLE PARALLELE O CONCENTRICHE: DIFFUSIONE DEI NUTRIENTI ATTRAVERSO LA CAVITA MIDOLLARE PIENA DI MIDOLLO OSSEO GRAZIE AI CANALICOLI CHE SI APRONO SULLA SUPERFICIE DELLE TRABECOLE; RIVESTITO DA ENDOSTIO; LA DISPOSIZIONE DELLE TRABECOLE SEGUE LE LINEE DI FORZA OSSO COMPATTO: composto da: -LAMELLE CIRCONFERENZIALI ESTERNE -LAMELLE CIRCONFERENZIALI INTERNE -LAMELLE INTERSTIZIALI -OSTEONI RIMODELLAMENTO DELLE OSSA IN BASE ALLE SOLLECITAZIONI: -PRESSIONi: RIASSORBIMENTO -TRAZIONE: PRODUZIONE DI NUOVO TESSUTO (Es trazione dei muscoli; odontoiatri che rimodellano l osso dell arco dentale tirando i denti) 24

25 IL MIDOLLO OSSEO MIDOLLO OSSEO ROSSO: ATTIVITA EMATOPOIETICA INTENSA MIDOLLO OSSEO GIALLO: NO ATTIVITA EMATOPOIETICA MA PUO RIPRENDERE IN CASO DI FORTI EMORRAGIE; COSTITUITO PRINCIPALMENTE DA GRASSO LE LAMELLE CIRCONFERENZIALI ESTERNE ED INTERNE --LAMELLE CIRCONFERENZIALI ESTERNE: SUBITO SOTTO AL PERIOSTIO: PARTE PIU PERIFERICA DELLA DIAFISI ANCORANO IL PERIOSTIO ALL OSSO CON LE FIBRE DI SHARPEY --LAMELLE CIRCONFERENZIALI INTERNE: DELIMITANO COMPLETAMENTE LA CAVITA MIDOLLARE DELL OSSO TRABECOLE DI OSSO SPUGNOSO SI DIPARTONO DA QUESTE LAMELLE VERSO LA CAVITA MIDOLLARE INTERROMPENDO LA SUPERFICIE DELL ENDOSTIO DELLO STRATO LAMELLARE CIRCONFERENZIALE INTERNO LE LAMELLE INTERSTIZIALI RESIDUI DI OSTEONI RIASSORBITI DAL PROCESSO DI RIMODELLAMENTO OSSEO CIRCONDATI DAGLI OSTEONI DI NUOVA FORMAZIONE (osteoclasti riassorbono osteoni e gli osteoblasti ne formano di nuovi!!!!!) 25

26 45 RISPETTO ALL ASSE DELL OSTEONE LE FIBRE COLLAGENE SONO PARALLELE NELLA SINGOLA LAMELLA, MENTRE SI DISPONGONO PERPENDICOLARMENTE RISPETTO ALLE FIBRE DELLA LAMELLA ADIACENTE (DISPOSIZIONE ELICOIDALE ATTORNO AL CANALE HAVERSIANO; ALTERNANZA DESTRORSE/SINISTRORSE) 26

27 PREPARAZIONE ISTOLOGICA LA PRESENZA DELLA COMPONENTE INORGANICA FA SI CHE NON SI POSSANO ALLESTIRE SEZIONI DI TESSUTO OSSEO UTILIZZANDO LE PROCEDURE ISTOLOGICHE DI ROUTINE. PERTANTO VI SONO ALTRI DUE METODI: SEZIONI DECALCIFICATE: IL TESSUTO VIENE IMMERSO IN SOLUZIONI ACIDE CHE SOLUBILIZZANO LA COMPONENTE MINERALE. IL TESSUTO VIENE SUCCESSIVAMENTE INCLUSO, SEZIONATO E COLORATO UNA VOLTA DECALCIFICATO L OSSO MANTIENE LA SUA MORFOLOGIA, MA DIVENTA MOLTO PLASTICO E ASSOMIGLIA A DELLA GOMMA DURA SVANTAGGIO: MORFOLOGIA DEGLI OSTEOCITI ALTERATA PER VIA DEGLI ACIDI PREPARAZIONI PER EROSIONE O USURA (SOTTILI SEZIONI LEVIGATE): VARI PASSAGGI DI ABRASIONE MECCANICA FINO AD OTTENERE DELLE SEZIONI SUFFICIENTEMENTE SOTTILI DA ESSERE OSSERVATE AL MO; MONTAGGIO DIRETTO SU VETRINO SVANTAGGIO: LE CELLULE VENGONO DISTRUTTE E LE LACUNE E I CANALICOLI SI RIEMPIONO DI DETRITI OSSEI 27

28 LE CELLULE DEL TESSUTO OSSEO 1 CELLULE OSTEOPROGENITRICI: CELLULE INDIFFERENZIATE PIATTE LOCALIZZATE A LIVELLO DELL ENDOSTIO, DEL PERIOSTIO E A LIVELLO DEL RIVESTIMENTO DEI CANALI DI HAVERS. DANNO ORIGINE AGLI OSTEOBLATI OSTEOBLASTI: DERIVANO DA CELLULE OSEOPROGENITRICI FORMA CUBOIDE RESPONSABILI DELLA SINTESI E SECREZIONE DELLA MATRICE OSSEA (RIMANGONO INTRAPPOLATI IN ESSA E DIVENTANO OSTEOCITI) LA MATRICE OSSEA VA INCONTRO A CALCIFICAZIONE LOCALIZZATE A LIVELLO DEL PERIOSTIO E DELL ENDOSTIO E A LIVELLO DEL RIVESTIMENTO DEI CANALI DI HAVERS. LE CELLULE DEL TESSUTO OSSEO 2 OSTEOCITI: CELLULE APPIATTITE, DISCOIDALI OSPITATE NELLE LACUNE RESPONSABILI DEL MANTENIMENTO DELL OSSO PROLUNGAMENTI CITOPLASMATICI ALL INTERNO DI CANALICOLI SCAVATI NELLA MATRICECON LA FORMAZIONE DI GAP JUNCTIONS (RETE DI COMUNICAZIONE) RISPONDONO A CALCITONINA (ORMANE IPOCALCEMIZZANTE PRODOTTO DALLE CELLULE C DELLA TIROIDE) E PARATORMONE (ORMONE IPERCALCEMIZZANTE PRODOTTO DALLE PARATIROIDI) OSTEOCLASTI: CELLULE PLURINUCLEATE E MOBILI HANNO UN PRECURSORE CHE ORIGINA NEL MIDOLLO OSSEO IN COMUNE CON I MONOCITI RESPOSABILI DEL RIASSORBIMENTO DELL OSSO RIMODELLAMANTO DELL OSSO E OMEOSTASI DEL CALCIO E DEL FOSFATO LOCALIZZATE NELL ENDOSTIO IN DEPRESSIONI PCO PROFONDE (LACUNE DI HOWSHIP) ESPRESSIONE DI UN PROCESSO DI RIASSORBIMENTO OSSEO 28

29 LE CELLULE DEL TESSUTO OSSEO MECCANISMO DEL RIASSORBIMENTO OSSEO DEGLI OSTEOCLASTI -ANIDRASI CARBONICA: SINTESI DI ACIDO CARBONICO PARTENDO DA ANIDRIDE CARBONICA E ACQUA -GLI IONI BICARBONATO ENTRANO NEI CAPILLARI VICINI -LA POMPA PROTONICA DEL PLASMALEMMA DEL BORDO A SPAZZOLA TRASPORTA ATTIVAMENTE IONI H + VERSO IL COMPARTO SUBOSTEOCLASTICO, PROVOCANDO UN ABBASSAMENTO DEL PH (GLI IONI CLORO SEGUONO PASSIVAMENTE) -L AMBIENTE DIVENTA ACIDO E LA COMPONENTE INORGANICA DELLA MATRICE SI SOLUBILIZZA -I MINERALI PASSANO ALL INTERNO DELL OSTEOCLASTO (ENDOCITOSI) PER ESSERE POI VEICOLATI VERSO I CAPILLARI -L OSTEOCLASTO SCERENE NEL COMPARTO SUBOSTEOCLASTICO IDROLASI LISOSOMIALI, METALLOPROTEINASI (COLLAGENASIE E GELATINASI) PER DEGRADARE LA COMPONENTE ORGANICA DELLA MATRICE OSSEA DECALCIFICATA -I PRODOTTI DI DEGRADAZIONE VENGONO INTERNALIZZATI DALL OSTEOCLASTO, ULTERIROMENTE DEGRADATI FINO AD AA E MONO- E DI-SACCARIDI CHE POI VENGONO RIVERSATI NEL SANGUE 29

30 LA MAGGIOR PARTE DEGLI ORGANULI SONO NELLA PORZIONE DELLA CELLULA PIU LONTANA DALLA LACUNA DI HOWSHIP MECCANISMO DEL RIASSORBIMENTO OSSEO L OSTEOGENESI OSSIFICAZIONE ENCONDRALE: OSSA LUNGHE E CORTE OSSIFICAZIONE DIRETTA O INTRAMEMBRANOSA: OSSA PIATTE IN ENTRAMBI I CASI L OSSO NEOFORMATO VIENE DEFINITO OSSO PRIMARIO O A FIBRE INTRECCIATE (IMMATURO) (le fibre collagene non possiedono ancora l orientamento preciso presente nell osso maturo; presente anche durante i processi riparativi) CHE VERRA POI SOSTITUITO (per azione integrata di osteoblasti e osteoclasti) DA OSSO SECONDARIO O MATURO (LAMELLE PARALLELE O CONCENTRICHE) (le fibre collagene dell osso maturo sono disposte in ordine parallelo all interno di una singola lamella; viene continuamente rimodellato durante la vita) 30

31 L OSSIFICAZIONE ENCONDRALE LO SCHELETRO OSSEO COMINCIA A FORMARSI INTORNO ALLA SESTA SETTIMANA (EMBRIONE 12mm) QUANDO TUTTI GLI ELEMENTI PRESENTI NELLO SCHELETRO SONO CARTILAGINEI SI REALIZZA SU UN MODELLO DI CARTILAGINE IALINA CHE VIENE USATO COME STAMPO SUL QUALE E ALL INTERNO DEL QUALE L OSSO VIENE FORMATO TUTTAVIA LA CARTILAGINE NON SI TRASFORMA IN OSSO!!!!!! L OSSIFICAZIONE ENCONDRALE: LE DIVERSE FASI 1 -SI FORMA UN COLLARE OSSEO SUBPERIOSTALE (PER OSSIFICAZIONE INTRAMEMBRANOSA) INTORNO ALLA ZONA CENTRALE DELL ABBOZZO CARTILAGINEO. IL PERICONDRIO E DIVENTATO PERIOSTIO -IL COLLARE SI ACCRESCE IN SPESSORE E IN LUNGHEZZA -I CONDROCITI NEL CENTRO DELLO STAMPO CARTILAGINEO DIVENTANO IPERTROFICI E COMINCIANO A RIASSORBIRE UNA CERTA QUANTITA DI MATRICE (VACUOLI), ALLARGANDO COSI LE LACUNE AL PUNTO CHE ALCUNE DI ESSE CONFLUISCONO TRA LORO -I CONDROCITI IPERTROFICI, DOPO AVER PARTECIPATO ALLA CALCIFICAZIONE DELLA MATRICE, DEGENERANO E MUOIONO PERCHE IL COLLARE OSSEO IMPEDISCE LA DIFFUSIONE DELLE SOSTANZE NUTRITIZIE -GLI SPAZI NEOFORMATI VENGONO INVASI DAL BOTTONE PERIOSTALE (COSTITUITO DA VASI SANGUIGNI, CELLULE MESENCHIMALI E CELLULE OSTOPROGENITRICI) -LE CELLULE OSTEOPROGENITRICI SI DIFFERENZIANO IN OSTEOBLASTI E COMINCIANO A PRODURRE MATRICE EXTRACELLULARE OSSEA AL CONFINE DELLA CARTILAGINE CALCIFICATA 31

32 L OSSIFICAZIONE ENCONDRALE: LE DIVERSE FASI 2 -MANO A MANO CHE IL MANICOTTO SI SPOSTA VERSO LE ESTREMITA EPIFISARIE GLI OSTEOCLASTI COMINCIANO A RIASSORBIRE IL COMPLESSO CARTILAGINE CALCIFICATA-OSSO LASCIANDO UN AMPIO SPAZIO, LA FUTURA CAVITA MIDOLLARE (CHE SARA POPOLATA DALLE CELLULE DEL MIDOLLO OSSEO). -L INTERO PROCESSO DI OSSIFICAZIONE SI ESTENDE, ALLONTANANDOSI DAL CENTRO DI OSSIFICAZIONE PRIMARIO, E GRAN PARTE DELL ABBOZZO CARTILAGINEO SARA SOSTITUITO DA OSSO, FORMANDO LA DIAFISI DELLE OSSA LUNGHE -IL CENTRO DI OSSIFICAZIONE SECONDARIO PORTA ALLA FORMAZIONE DELLE DUE EPIFISI OSSEE, MA IN MODO DIVERSO, CIOE IN MODO CHE POSSA ESSERE MANTENUTO IL RIVESTIMENTO CARTILAGINEO A LIVELLO DELLE SUPERFICI ARTICOLARI -LA CRESCITA IN LUNGHEZZA DELL OSSO E POSSIBILE GRAZIE ALLA PRESENZA DI DUE PIASTRE EPIFISARIE CARTILAGINEE (CARTILAGINE DI ACCRESCIMENTO) INTERPOSTE TRA LE EPIFISI E LA DIAFISI OSSIFICAZIONE ENCONDRALE (OSSA LUNGHE E OSSA BREVI) L osso è preceduto, durante la vita embrionale, da un abbozzo cartilagineo che viene sostituito da osso OSSA LUNGHE DEGLI ARTI BACINO VERTEBRE OSSA DELLA BASE CRANICA FALANGI COLLARE OSSEO SUBPERIOSTALE BOTTONE PERIOSTALE 32

33 IL CENTRO DI OSSIFICAZIONE SECONDARIO HA INIZIO DOPO LA NASCITA E CONTINUA A LAVORARE CONTEMPORANEAMENTE A QUELLO DIAFISARIO PROCEDE IN SENSO RADIALE LASCIANDO LA CARTILAGINE ARTICOLARE E LA PIASTRA EPIFISARIA O CARTILAGINE DI ACCRESCIMANTO responsabile dell accrescimento in lunghezza delle ossa QUESTE DIFFERENTI FASI VANNO CONSIDERATE COME UN CONTINUUM DINAMICO CHE VA AVANTI PER DIVERSI ANNI MANO A MANO CHE L OSSO SI ACCRESCE. NELLO STESSO TEMPO L OSSO VIENE CONTINUAMENTE RIMODELLATO PER PERMETTERNE UN ADEGUAMENTO ALLE RICHIESTE FUNZIONALI 33

34 18/11/

35 CRESCITA DELL OSSO IN LUNGHEZZA A LIVELLO DELLE PIASTRE EPIFISARIE SI HANNO: --EVENTI PROLIFERATIVI DEI CONDROCITI (CRESCITA INTERSTIZIALE): SI VERIFICANO NELLA ZONA DELLA CARTILAGINE VICINA ALLE EPIFISI --PROCESSO DI OSSIFICAZIONE: DALLA PARTE DELLA PIASTRA RIVOLTA VERSO LA DIAFISI FINCHE IL PROCESSO PROLIFERATIVO VIENE EQUILIBRATO DAL PROCESSO DI RIASSORBIMENTO/OSSIFICAZIONE LA PIASTRA EPIFISARIA RIMARRA DELLE STESSE DIMENSIONI E L OSSO SI ALLUNGHERA CRESCITA DELL OSSO IN LUNGHEZZA 20 ANNO DI ETA : PER AUMENTO DELLA SECREZIONE DEGLI ORMONI SESSUALI SI HA LA PROGRESSIVA DIMINUZIONE DELL ATTIVITA MITOTICA DELLA CARTILAGINE E VELOCIZZAZIONE E AVANZAMENTO DEL PROCESSO DI OSSIFICAZIONE VERSO LA ZONA DI PROLIFERAZIONE: tutta la piastra epifisaria verrà sostituita dal complesso cartilagine calcificataosso calcificato (CHIUSURA DELLE EPIFISI) RIASSORBIMENTO DA PARTE DEGLI OSTEOCLASTI: CONFLUENZA DELLA CAVITA MIDOLLARE EPIFISARIA CON QUELLA DIAFISARIA 35

36 ACCRESCIMENTO IN LARGHEZZA DELL OSSO O ACCRESCIMENTO PER APPOSIZIONE ACCRESCIMENTO IN SPESSORE DELLA DIAFISI PER OSSIFICAZIONE DIRETTA INTRAMEMBRANOSA A CARICO DEL PERIOSTIO FORMAZIONE DELLE LAMELLE CIRCONFERENZIALI ESTERNE SUCCESSIVAMENTE LE LAMELLE PIU PROFONDE VENGONO RICICLATE E RIMPIAZZATE CON I TIPICI OSTEONI DELL OSSO COMPATTO 36

37 ACCRESCIMENTO IN LARGHEZZA DELL OSSO O ACCRESCIMENTO PER APPOSIZIONE MENTRE MATRICE OSSEA VIENE AGGIUNTA SULLA SUPERFICIE DELL OSSO IN CRESCITA, GLI OSTEOCLASTI RIMUOVONO MATRICE OSSEA A LIVELLO DELLA SUPERFICIE INTERNA, ANCHE SE A MINOR VELOCITA. IN QUESTO MODO LA CAVITA MIDOLLARE GRADUALMENTE SI ESTENDE, MENTRE L OSSO AUMENTA DI DIAMETRO 37

38 VERSANTE EPIFISARIO VERSANTE DIAFISARIO METAFISI: ZONA DI TRANSIZIONE TRA DIAFISI ED EPIFISI DOVE SONO PRESENTI COLONNE DI TESSUTO SPUGNOSO 38

39 LA VASCOLARIZZAZIONE DELL OSSO VASCOLARIZZAZIONE DEL MIDOLLO OSSEO/OSSO: DERIVA DALLE ARTERIE CHE PERFORANO LA DIAFISI ATTRAVERSO I FORAMI NUTRITIZI (1 O PIU!!! CANALI CHE COLLEGANO LA SUPERFICIE ESTERNA DELL OSSO CON LA CAVITA MIDOLLARE) L ARTERIA NUTRITIZIA PENETRA NELLA CAVITA MIDOLLARE DANDO ORIGINE A DEI PICCOLI VASI CHE SI DISTRIBUISCONO PERIFERICAMENTE ED EMETTONO DEI RAMI CHE SI DIRIGONO --SIA VERSO LA PARTE CENTRALE DELLA CAVITA : formano una rete di ampi sinusoidi che confluiranno in una VENA LONGITUDINALE CENTRALE che, a sua volta, termina nelle vene che escono dall osso tramite i canali nutritizi (VENA NUTRITIZIA). --SIA VERSO L OSSO CORTICALE: si ramificano per entrare nei canali haversiani e nei canali di Volkamann dell osso compatto 39

40 LA VASCOLARIZZAZIONE DELL OSSO VASI METAFISARI VASCOLARIZZANO LA SUPERFICIE PIU INTERNA (DIAFISARIA) DI CISCUNA CARTILAGINE METAFISARIA, DOVE L OSSO SI SOTITUISCE ALLA CARTILAGINE VASI PERIOSTALI -FORNISCONO SANGUE AGLI OSTEONI PIU SUPERFICIALI DELLA DIAFISI -DURANTE L OSSIFICAZIONE ENCONDRALE PENETRANO NELLE EPIFISI FORNENDO SANGUE AI CENTRI DI OSSIFICAZIONE SECONDARI (ARTERIA E VENA EPIFISARIE) LA VASCOLARIZZAZIONE DELL OSSO PICCOLI VASI SANGUGNI E NERVI PROVENIENTI DALLO SPAZIO MIDOLLARE PENETRANO NELL OSSO CORTICALE ATTRAVERSO FORI NELL ENDOSTIO E NELLE LAMELLE CIRCONFERENZIALI INTERNE, CHE SI UNISCONO CON I CANALI DI VOLKMANN, CHE A LORO VOLTA SI CONNETTONO CON I CANALI DI HAVERS CHIUSURA DELLE EPIFISI: TUTTI I GRUPPI DI VASI SI ANASTOMIZZANO AMPIAMENTE TRA LORO PERIOSTIO: RETE DI VASI LINFATICI: rami raggiungono i vari osteoni attraverso i canali di Volkmann E TERMINAZIONI NERVOSE SENSITIVE: attraverso la corticale e assieme all arteria nutritizia si distribuiscono all endostio, alla cavità midollare e all epifisi. FRATTURE MOLTO DOLOROSE!!!!! 40

41 OSSIFICAZIONE DIRETTA O INTRAMEMBRANOSA O DERMICA (OSSA PIATTE) OSSA PIATTE DELLA VOLTA CRANICA (CALOTTA CRANICA) MANDIBOLA MASCELLA PARTE DELLA SCAPOLA PARTE DELLA CLAVICOLA PUO AVVENIRE NEGLI STRATI PIU PROFONDI DEL DERMA!!!! (OSSA DERMICHE!!!!) OSSIFICAZIONE DIRETTA O INTRAMEMBRANOSA (OSSA PIATTE) OSSA OCCIPITALI DEL CRANIO -TESSUTO MESENCHIMALE RICCAMENTE VASCOLARIZZATO -DIFFERENZIAZIONE DELLE CELLULE MESENCHIMALI IN CELLULE OSTEOPROGENITRICI, POI OSTEOBLASTI -GLI OSTEOBLASTI COMINCIANO AD ELABORARE LA MATRICE FORMANDO DELLE TRABECOLE O SPICOLE - LE TRABECOLE SI INTERCONNETTONO (CENTRI DI OSSIFICAZIONE VICINI) FONDENDOSI L UNA CON L ALTRA FORMANDO OSSO SPUGNOSO -GLI OSTEOBLASTI CIRCONDATI DALL OSTEOIDE DIVENTANO OSTEOCITI --IL TESSUTO CONNETTIVO VASCOLARE SI DIFFERENZA IN MIDOLLO OSSEO NEGLI INTERSTIZI OSTEOIDE:MATRICE EXTRACELLULARE NON CALCIFICATA 41

42 OSSIFICAZIONE DIRETTA O INTRAMEMBRANOSA (OSSA PIATTE) -QUESTO OSSO SPUGNOSO POTRA ESSERE RIMODELLATO PER ORIGINARE OSSO COMPATTO -LA SUPERFICIE DELLE TRABECOLE OSPITA OSTEOBLASTI E OSTEOCLASTI (LACUNE DI HOWSHIP) -VIENE FORMATO ANCHE UN PERIOSTIO ED UN ENDOSTIO -LE FIBRE COLLAGENE HANNO UNA DISPOSIZIONE CASUALE TIPICA DELL OSSO NON MATURO!!!! -L OSSO NEOFORMATO E OSSO PRIMARIO O A FIBRE INTRECCIATE (le fibre collagene non possiedono ancora l orientamento preciso presente nell oso maturo). VERRA SOSTITUITO DA OSSO SECONDARIO O MATURO PER AZIONE DI OSTEOBLASTI E OSTEOCLASTI IL RIMODELLAMENTO OSSEO AD ACCRESCIMENTO ULTIMATO, OVVERO NELL ADULTO, LA DEPOSIZIONE DI NUOVO TESSUTO OSSEO E CONTROBILANCIATA DAL RIASSORBIMENTO, OVVERO NUOVO OSSO VIENE DEPOSITATO E QUELLO VECCHIO VIENE RIMOSSO NORMALE MANUTENZIONE DELL OSSO: COMPONENTI ORGANICI E MINERALI DELLA MATRICE VENGONO CONTINUAMENTE RICICLATI E RINNOVATI RIMODELLAMENTO SUPERFICIALE: DEPOSIZIONE DI NUOVO OSSO IN ALCUNE REGIONI DEL PERIOSTIO E RIASSORBIMENTO IN ALTRE ZONE ENDOSTIO: DEPOSIZIONE DI NUOVO OSSO IN ALCUNE REGIONI DELL ENDOSTIO E RIASSORBIMENTO IN ALTRE ZONE (Es le ossa della volta cranica vengono rimodellate per adattarsi all accrescimento del cervello) 42

43 IL RIMODELLAMENTO OSSEO RISULTATO: SISTEMI HAVERSIANI VENGONO CONTINUAMNTE RINNOVATI QUANDO UN OSTEONE VIENE RIASSORBITO I SUOI OSTEOCITI MUOINO, OSTEOCLASTI VENGONO RICHIAMATI PER RIASSORBIRE LA MATRICE OSSEA FORMANDO LACUNE DI RIASSORBIMENTO QUANDO LA CAVITA RAGGIUNGE UNA CERTA AMPIEZZA, SI ASSISTE AD UNA INVASIONE DI CAPILLARI CON CESSAZIONE DEI FENOMENI DI RIASSORBIMENTO E DEPOSIZIONE DI NUOVA MATRICE OSSEA LAMELLARE INTORNO AI VASI, CHE SI ORGANIZZA IN STRUTTURE HAVERSIANE. IL PROCESSO CONTINUA PER TUTTA LA VITA CON L ALTERNARSI DI FASI DI RIASSORBIMENTO, DEPOSIZIONE E FORMAZIONE DI NUOVI OSTEONI. LE LAMELLE INTERSTIZIALI RAPPRESENTANO I RESIDUI DI OSTEONI IN VIA DI RIASSORBIMENTO E DI RIMODELLAMENTO EFFETTI DELL ESERCIZIO FISICO SULL OSSO APPLICAZIONE CAMPI ELETTICI: I CRISTALLI DI IDROSSIAPATITE GENERANO PICCOLI CAMPI ELETTRICI CHE ATTIRANO IN LOCO GLI OSTEOBLASTI (RIPARAZIONE FRATTURE) OSSA SOLLECITATE DIVENTANO PIU SPESSE E ROBUSTE OSSA NON SOGGETTE AD ALCUNA SOLLECITAZIONE DIVENTANO SOTTILI E FRAGILI PERIODI DI INATTIVITA (es stampelle; astronauti; lungodegenti): PERDITA DELLA MASSA OSSEA OLTRE CHE DELLA TROFIA MUSCOLARE 43

44 -OSSO: RISERVA DI CALCIO E FOSFATO -CONCENTRAZIONE EMATICA NORMALE DI CALCIO: 9-11 mg/100ml ECCESSO: I NEURONI E LE CELLULE MUSCOLARI DIVENTANO INATTIVI DIFETTO: I NEURONI DIVENTANO COSI ECCITABILI CHE POSSONO VERIFICARSI CONVULSIONI. RIDUZIONE DEL 50%: MORTE!!!!! -COSTANTE RICAMBIO FRA IL CALCIO DELL OSSO E QUELLO DEL SANGUE CALCIO COINVOLTO IN MOLTISSIMI PROCESSI FISIOLOGICI: CONTRAZIONE MUSCOLARE; ADESIONE CELLULARE; COAGULAZIONE DEL SANGUE; TRASMISSIONE DELL IMPULSO NERVOSO; ATTIVITA DI MOLTI ENZIMI; ETC IL CALCIO E IL MINERALE PIU ABBONDANTE NEL CORPO UMANO MANTENIMENTO DEL LIVELLO DI CALCIO EMATICO PARATORMONE: CELLULE SENSIBILI ALLA [Ca++] EMATICA ABBASSAMENTO: SECREZIONE DI ORMONE PARATIROIDEO (PTH) CALCITONINA: LE CELLULE PARAFOLLICOLARI DELLA TIROIDE SONO SENSIBILI ALLA [Ca++] EMATICA AUMENTO: SECERNONO CALCITONINA 44

45 MANTENIMENTO DEL LIVELLO DI CALCIO EMATICO ALTRI EFFETTI ORMONALI ORMONE DELLA CRESCITA IPOFISARIO: STIMOLA L ACCRESCIMENTO OSSEO TIROXINA: AUMENTA L ATTIVITA DEGLI OSTEOBLASTI ORMONI SESSUALI (ANDROGENI ED ESTROGENI): AUMENTO DELLA VELOCITA DI PRODUZIONE DELL OSSO (CHIUSURA DELLE EPIFISI). ESTROGENI PIU EFFICACI DEGLI ANDROGENI: FEMMINE CON STATURE PIU BASSE DEI MASCHI!!!! 45

46 CONSIDERAZIONI CLINICHE CARENZE VITAMINICHE: --VITAMINA A: STIMOLA L ATTIVITA OSTEOBLASTICA CARENZA: INADEGUATA FORMAZIONE E CRESCITA DELL OSSO ECCESSO: ACCELERA L OSSIFICAZIONE DELLE CARTILAGINI DI ACCRESCIMENTO DETERMINANDO BASSA STATURA --VITAMINA D: ESSENZIALE PER L ASSORBIMENTO DEL CALCIO A LIVELLO INTESTINALE INTAKE: ALIMENTAZIONE E SINTESI SULLA CUTE PER IRRAGIAMENTO SOLARE CARENZA: OSSO SCARSAMENTE CALCIFICATO (RACHITISMO nei bambini, ridotto assorbimento intestinale di calcio:deformazioni osse soprattutto degli arti inferiori. OSTEOMALACIA negli adulti ECCESSO: RIASSORBIMENTO DELL OSSO --VITAMINA C (ACIDO ASCORBICO): NECESSARIA PER LA SINTESI DEL COLLAGENE CARENZA: (SCORBUTO) CON RIDUZIONE DI CRESCITA E RIPARAZIONE OSSEA; PROCESSI DI GUARIGIONE RITARDATI --VITAMINA K E B12: SINTESI DELLE PROTEINE NELL OSSO CONSIDERAZIONI CLINICHE INFLUENZA ORMONALE: --CALCITONINA: ORMONE IPOCALCEMIZZANTE PRODOTTO DALLE CELLULE C DELLA TIROIDE MODIFICA L ATTIVITA DEGLI OSTEOCLASTI INIBENDO IL RIASSORBIMENTO DELLA MATRICE OSSEA E IMPEDENDO IL RILASCIO DI CALCIO --PARATORMONE: ORMONE IPERCALCEMIZZANTE PRODOTTO DALLE PARATIROIDI STIMOLA L ATTIVITA OSTEOCLASTICA ECCESSO: LE OSSA DIVENTANO FRAGILI E SOGGETTE A FRATTURE OSTEOPENIA/OSTEOPOROSI: IN ETA AVANZATA PER DIMINUZIONE DELL ORMONE DELLA CRESCITA: TUTTI DIVENTIAMO LIEVEMENTE OSTEOPENICI LO SCHELETRO DEI MASCHI SI DETERIORA PIU LENTAMENTE DI QUELLO DELLE DONNE DIMINUZIONE DELLA MASSA OSSEA PER MANCATA FORMAZIONE DI OSSO E INCREMENTO DEL SUO RIASSORBIMENTO; DONNE IN POSTMENOPAUSA: RIDUZIONE DELLA SECREZIONE DI ESTROGENI (GLI ESTROGENI STIMOLANO GLI OSTEOBLASTI AUMENTANDO LA SINTESI DI MATRICE OSSEA); GLI OSTEOCLASTI MANTENGONO LA LORO ATTIVITA CHE SUPERA QUELLA DEGLI OSTEOBLASTI; OSSO SOGGETTO A FRATTURE PER DIMINUITA RESISTENZA TERAPIA SOTITUTIVA: RISCHIO DI MALATTIE CARDIACHE, ICTUS, CANCRO AL SENO, COAGULAZIONE DEL SANGUE; NUOVI FARMACI DEL GRUPPO DEI BIFOSFONATI: EFFETTI COLLATERALI RIDOTTI 46

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