ORDINE DEGLI AVVOCATI DI MILANO

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1 Confronto tra i Principi di fondo irrinunciabili per l Avvocatura italiana individuati il 17 ottobre 2009 e il testo approvato dal Senato nel novembre 2010: 1) La specialità dell ordinamento professionale forense. Riferimento alla specialità dell ordinamento non più presente nel testo in discussione alla Camera. (art. 1, c. 1) La presente legge, nel rispetto dei principi costituzionali e della normativa comunitaria, disciplina in modo autonomo la professione di avvocato e le norme in essa contenute hanno carattere di specialità. (art. 1, c. 1) La presente legge, nel rispetto dei princìpi costituzionali e della normativa comunitaria, disciplina la professione di avvocato. 2) Le regole di accesso alla professione volte, non a limitare la concorrenza, ma a tutelare la sicurezza e l affidabilità della prestazione professionale. Eliminati il test d accesso alla pratica forense e la prova informatica di ammissione all esame di abilitazione; ridotta la durata minima dei corsi di formazione; attenuate le incompatibilità; eliminato il limite d età per i praticanti. Tirocinio professionale (Art. 41, c. 2) Ai fini dell iscrizione nel registro dei praticanti è necessario il superamento di un test di ingresso, da svolgersi periodicamente con modalità informatiche presso la sede dei consigli degli ordini distrettuali, tendente ad accertare la preparazione di base del candidato sui princìpi generali degli ordinamenti e degli istituti giuridici fondamentali. (Art. 41, c. 5) Lo svolgimento del tirocinio è incompatibile con qualunque rapporto di impiego pubblico o privato, con il compimento di altri tirocini professionali e con l esercizio di attività di impresa. Tirocinio professionale Il test d ingresso non è più previsto. (Art. 41, c. 4) Lo svolgimento del tirocinio è incompatibile con qualunque rapporto di impiego pubblico (salvo eccezioni alle incompatibilità già previste per gli avvocati e valevoli anche per i praticanti). Il tirocinio può essere svolto contestualmente ad attività di lavoro subordinato privato, purché con modalità ed orari idonei a consentirne l effettivo 1

2 e puntuale svolgimento. Corsi di formazione per praticanti (Art. 42, c. 2, lett. c.) La durata minima dei corsi di formazione obbligatori per i praticanti, prevedono un carico didattico non inferiore a 250 ore per l intero biennio. Accesso all esame (Art. 44, c. 1.) Previsto limite dei cinquanta anni, oltre il quale non può essere sostenuto l esame (Artt. 44 e 45) Prevista prova di preselezione informatica per l accesso all esame Prove d esame L esame di Stato si articola: a) in 1 prova scritta b) in 1 prova orale Corsi di formazione per praticanti (Art. 42, c. 2, lett. c.) La durata minima dei corsi di formazione, prevedono un carico didattico non inferiore a centosessanta ore per l intero biennio. Accesso all esame Limite non più previsto. Prova informatica non più prevista. Prove d esame L esame di Stato si articola a) in 3 prove scritte b) in 1 prova orale. Ulteriori disposizioni in materia di accesso alla professione. Requisiti per iscrizione all Albo (Art. 15, c. 1, lett. a.) Costituiscono requisiti per l iscrizione all albo: a) avere superato l esame di abilitazione non oltre i cinque anni antecedenti la data di presentazione della domanda di iscrizione; Cancellazione dal registro dei praticanti (Art. 15, c. 8, lett. b.) La cancellazione dal registro dei praticanti e dall'elenco allegato dei praticanti abilitati al patrocinio sostitutivo è deliberata nei casi seguenti: ( ) b) al compimento del cinquantesimo anno di età; gli effetti del provvedimento sono sospesi se il praticante stia sostenendo o stia per sostenere l'esame di abilitazione,già indetto, e fino alla conclusione di questo; Requisiti per iscrizione all Albo Termine non più previsto. Cancellazione dal registro dei praticanti Non più previsto il limite dei cinquant anni. 2

3 3) Il rigore della formazione continua e dell aggiornamento permanente al servizio della qualità della attività professionale. Appaiono eccessivamente ampie le esenzioni dall obbligo di formazione. Formazione continua Non sono contemplate esenzioni. Formazione continua (Art. 10) Sono esentati dall obbligo della formazione continua: gli avvocati che hanno ottenuto il titolo di specialista; gli avvocati sospesi dall esercizio professionale per l assunzione di cariche istituzionali; gli avvocati dopo venticinque anni di iscrizione all albo o dopo il compimento del sessantesimo anno di età; i membri del Parlamento nazionale ed europeo i consiglieri regionali; i presidenti di provincia e gli assessori provinciali; i sindaci e gli assessori di comuni con popolazione superiore a abitanti; i docenti e i ricercatori confermati delle università in materie giuridiche; 4) La previsione di titoli di specializzazione come elemento di ulteriore qualificazione e sicurezza del servizio dell avvocato. Il percorso formativo e di specializzazione ha subìto un ridimensionamento per numero di ore minime previste; è stata abbassata anche l anzianità minima di iscrizione all Albo come requisito per la partecipazione ai corsi. Anzianità d iscrizione all Albo (Art. 8, c. 2, lett. b.) L accesso ai percorsi formativi è consentito solo ad avvocati con anzianità di iscrizione all albo, ininterrotta e senza sospensioni, di almeno 2 anni. Durata dei percorsi formativi (Art. 8, c. 3) Le scuole e i corsi di alta formazione per il conseguimento del titolo di specialista non possono avere durata inferiore a 2 anni per un totale di almeno 400 ore di formazione complessive. Anzianità d iscrizione all Albo (Art. 8, c. 2, lett. b.) L accesso ai percorsi formativi è consentito solo ad avvocati con anzianità di iscrizione all albo, ininterrotta e senza sospensioni, di almeno 1 anno. Durata dei percorsi formativi (Art. 8, c. 1, lett. b.) I percorsi formativi per il conseguimento del titolo di specialista non possono avere durata inferiore a 2 anni per un totale di almeno 150 ore di formazione complessive. 3

4 Norma transitoria Non è prevista una disposizione transitoria che esoneri gli iscritti in possesso di un anzianità minima dalla frequenza dei corsi di formazione continua e li autorizzi a qualificarsi con il titolo di specialista (previo esame). Norma transitoria Art. 8, c. 11) Gli avvocati che alla data di entrata in vigore della presente legge risultano iscritti all'albo da almeno 10 anni sono dispensati dalla frequenza dei corsi di cui al comma 6 (corsi di formazione continua) e sono autorizzati a qualificarsi con il titolo di specialista in una o più discipline giuridiche previo superamento dell'esame di cui al comma 3. N.B. Il regolamento per le specializzazioni approvato dal CNF nel settembre 2010 prevede un anzianità minima d iscrizione all albo di 6 anni e 200 ore di formazione. 5) La riserva professionale di consulenza legale che assicura la maggiore protezione dell affidamento del cittadino. Viene affermato il principio di riserva agli avvocati della consulenza e dell assistenza legali extraprocessuali. Sono specificate alcune eccezioni rilevanti. Consulenza legale e assistenza legale stragiudiziale riservate (art. 2, c. 7) È riservata, altresì, agli avvocati in quanto soggetti necessari ed insostituibili per assicurare ai cittadini una tutela dei diritti competente e qualificata, l attività, svolta professionalmente, di consulenza legale e di assistenza stragiudiziale in ogni campo del diritto, fatte salve le particolari competenze riconosciute dalla legge ad altri esercenti attività professionali, espressamente individuati con riguardo a specifici settori del diritto. Consulenza legale e assistenza legale stragiudiziale riservate (art. 2, c. 6) Fuori dai casi in cui ricorrono competenze espressamente individuate relative a specifici settori del diritto e che sono previste dalla legge per gli esercenti altre professioni regolamentate, l attività di consulenza legale e di assistenza legale stragiudiziale è riservata agli avvocati. È comunque consentita l instaurazione di rapporti di lavoro subordinato ovvero la stipulazione di contratti di prestazione di opera continuativa e coordinata, aventi ad oggetto la consulenza e l assistenza legale stragiudiziale, nell esclusivo interesse del datore di lavoro o del soggetto in favore del quale l opera viene prestata. Se il destinatario delle predette attività è costituito in forma di società, tali attività possono essere altresì svolte in favore dell eventuale società controllante, controllata o collegata, ai sensi dell articolo 2359 del codice civile. Se il destinatario è un associazione o un ente esponenziale, purché portatore di un interesse di particolare rilievo sociale e riferibile ad un gruppo non occasionale, tali attività possono essere svolte 4

5 esclusivamente nell ambito delle rispettive competenze istituzionali e limitatamente all interesse dei propri associati ed iscritti. È altresì consentita, nelle medesime forme e con gli stessi limiti, la prestazione di consulenza da parte di professori universitari di ruolo e di ricercatori confermati in materie giuridiche. 6) La legittimità dei minimi tariffari inderogabili, come parametro di adeguata e corretta retribuzione della prestazione professionale e come garanzia della qualità della prestazione rispetto alla collettività; nonché il ripristino del divieto di patto di quota lite a presidio dell indipendenza e dell autonomia dell avvocato rispetto agli interessi tutelati. Ok Confermati inderogabilità minimi tariffari e divieto del patto di quota lite. 7) I contenuti e i limiti della pubblicità consentita, che deve ispirarsi a una corretta informazione e rispettare il decoro della professione. Ok Nella riforma, l informazione sul modo di esercizio della professione deve essere veritiera, non elogiativa, non ingannevole, non comparativa e il contenuto e la forma di essa devono essere coerenti con la finalità della tutela dell'affidamento della collettività, rispettosa del prestigio della professione, degli obblighi di segretezza e di riservatezza nonché dei princìpi del codice deontologico. 8) L effettività e continuità dell esercizio professionale come condizione di permanenza nell albo, a garanzia dell affidabilità della prestazione legale. OK Materia disciplinata anche nella riforma. 9) L esclusione dei soci di mero capitale dalle forme associative professionali, a tutela della funzione sociale dell Avvocatura e del ruolo costituzionalmente ad essa già attribuito. OK Divieto mantenuto anche nella riforma. 10) La devoluzione del potere regolamentare al Cnf, come opportuna applicazione del principio di sussidiarietà e del principio di autonomia della formazioni sociali. La potestà regolamentare è in massima parte posta in capo al Ministero della Giustizia. Sarebbe opportuno restituire tale funzione al CNF. 5

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