Lavori in quota. Ponteggi

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1 Ponteggi

2 Ponteggi (art. 122 D.Lgs. 81/08) Nei lavori in quota devono essere adottate, seguendo lo sviluppo dei lavori stessi, adeguate impalcature o ponteggi o idonee opere provvisionali o comunque precauzioni atte ad eliminare i pericoli di caduta di persone e di cose conformemente al punto 2, 3.1, 3.2 e 3.3 dell Allegato XVIII (Viabilità nei cantieri, ponteggi e trasporto dei materiali). D.Lgs. 81/08, Titolo IV: Sezione IV : Ponteggi e impalcature in legname. Sezione V : Ponteggi Fissi. All. XVIII : Ponteggi : in Legname (2.1), in altro materiale (2.2). Castelli per elevatori (3.1), Impalcati e parapetti dei castelli (3.2), Montaggio degli elevatori (3.3).

3 (Titolo IV, Sezione V, art. 131 D.Lgs. 81/08) Possono essere autorizzati alla costruzione ed all'impiego ponteggi aventi interasse qualsiasi tra i montanti della stessa fila a condizione che i risultati adeguatamente verificati delle prove di carico condotte su prototipi significativi degli schemi funzionali garantiscano la sussistenza dei gradi di sicurezza previsti dalle norme di buona tecnica (UNI EN 12811; Parte 1: Requisiti prestazionali e progettazione strutturale, Parte 3: Prove di carico). L autorizzazione è soggetta a rinnovo ogni dieci anni per verificare l adeguatezza del ponteggio all evoluzione del progresso tecnico.

4 (Titolo IV, Sezione V, art. 131 D.Lgs. 81/08) Chiunque intende impiegare ponteggi deve farsi rilasciare dal fabbricante copia della autorizzazione e delle istruzioni e schemi elencati al comma 1, lettere d), e), f) e g) dell'articolo 132. Il Ministero del lavoro e della previdenza sociale si avvale anche dell ISPESL per il controllo delle caratteristiche tecniche dei ponteggi dichiarate dal titolare dell autorizzazione, attraverso controlli a campione presso le sedi di produzione.

5 (Titolo IV, Sezione V, art. 131 D.Lgs. 81/08) Autorizzazione Ministeriale Libretto Ponteggio Il ponteggio all acquisto deve essere provvisto di autorizzazione all impiego del Ministero del Lavoro e di Relazione Tecnica

6 (Titolo IV, Sezione V, art. 132 D.Lgs. 81/08) Relazione Tecnica La relazione di cui all'articolo 131 deve contenere: a) descrizione degli elementi che costituiscono il ponteggio, loro dimensioni con le tolleranze ammissibili e schema dell'insieme; b) caratteristiche di resistenza dei materiali impiegati e coefficienti di sicurezza adottati per i singoli materiali; c) indicazione delle prove di carico, a cui sono stati sottoposti i vari elementi; d) calcolo del ponteggio secondo varie condizioni di impiego; e) istruzioni per le prove di carico del ponteggio; f) istruzioni per il montaggio, impiego e smontaggio del ponteggio; g) schemi-tipo di ponteggio con l'indicazione dei massimi ammessi di sovraccarico, di altezza dei ponteggi e di larghezza degli impalcati per i quali non sussiste l'obbligo del calcolo per ogni singola applicazione.

7 (Titolo IV, Sezione V, art. 133 D.Lgs. 81/08) Progetto I ponteggi di altezza superiore a 20 metri e quelli per i quali nella relazione di calcolo non sono disponibili le specifiche configurazioni strutturali utilizzate con i relativi schemi di impiego, nonché le altre opere provvisionali, costituite da elementi metallici o non, oppure di notevole importanza e complessitàin rapporto alle loro dimensioni ed ai sovraccarichi, devono essere eretti in base ad un PROGETTO comprendente: a) calcolo di resistenza e stabilità eseguito secondo le istruzioni approvate nell'autorizzazione ministeriale; b) disegno esecutivo.

8 (Titolo IV, Sezione V, art. 133 D.Lgs. 81/08) Dal progetto, che deve essere firmato da un ingegnere o architetto abilitato a norma di legge all'esercizio della professione, deve risultare quanto occorre per definire il ponteggio nei riguardi dei carichi, delle sollecitazioni e dell'esecuzione. Copia dell'autorizzazione ministeriale di cui all'articolo 131 e copia del progetto e dei disegni esecutivi devono essere tenute ed esibite, a richiesta degli organi di vigilanza, nei cantieri in cui vengono usati i ponteggi e le opere provvisionali di cui sopra.

9 Ponteggi Fissi (Disegni esecutivo del ponteggio)

10 (Titolo IV, Sezione V, art. 134 D.Lgs. 81/08) Documentazione Nei cantieri in cui vengono usati ponteggi deve essere tenuta ed esibita, a richiesta degli organi di vigilanza, copia della documentazione di cui al comma 6 dell'articolo 131 (autorizzazione, istruzioni e schemi comma 1, lettere d), e), f) e g) dell'articolo 132) e copia del piano di montaggio, uso e smontaggio (Pi.M.U.S.), in caso di lavori in quota, i cui contenuti sono riportati nell Allegato XXII del D.Lgs. 81/08. Le eventuali modifiche al ponteggio, che devono essere subito riportate sul disegno, devono restare nell'ambito dello schema-tipo che ha giustificato l'esenzione dall'obbligo del calcolo.

11 (Allegato XXII D.Lgs. 81/08) Contenuti minimi del Pi.M.U.S. 1. Dati identificativi del luogo di lavoro; 2. Identificazione del datore di lavoro che procederà alle operazioni di montaggio e/o trasformazione e/o smontaggio del ponteggio; 3. Identificazione della squadra di lavoratori, compreso il preposto, addetti alle operazioni di montaggio e/o trasformazione e/o smontaggio del ponteggio; 4. Identificazione del ponteggio; 5. Disegno esecutivo del ponteggio dal quale risultino: generalità e firma del progettista, sovraccarichi massimi per metro quadro d impalcato, indicazione degli appoggi e degli ancoraggi (quando non sussiste l obbligo del calcolo sono sufficienti le generalità e la firma della persona competente che redige il Pi.M.U.S.); 6. Progetto del ponteggio, quando previsto; 7. Indicazioni generali per le operazioni di montaggio e/o trasformazione e/o smontaggio del ponteggio ("piano di applicazione generalizzata"): 7.1. planimetria delle zone destinate allo stoccaggio e al montaggio del ponteggio, evidenziando, inoltre: delimitazione, viabilità, segnaletica, ecc.,

12 (Allegato XXII D.Lgs. 81/08) 7.2. modalità di verifica e controllo del piano di appoggio del ponteggio (portata della superficie, omogeneità, ripartizione del carico, elementi di appoggio, ecc.), 7.3. modalità di tracciamento del ponteggio, impostazione della prima campata, controllo della verticalità, livello/bolla del primo impalcato, distanza tra ponteggio (filo impalcato di servizio) e opera servita, ecc., 7.4. descrizione dei DPI utilizzati nelle operazioni di montaggio e/o trasformazione e/o smontaggio del ponteggio e loro modalità di uso, con esplicito riferimento all'eventuale sistema di arresto caduta utilizzato ed ai relativi punti di ancoraggio, 7.5. descrizione delle attrezzature adoperate nelle operazioni di montaggio e/o trasformazione e/o smontaggio del ponteggio e loro modalità di installazione ed uso, 7.6. misure di sicurezza da adottare in presenza, nelle vicinanze del ponteggio, di linee elettriche aeree nude in tensione, di cui all articolo 117,

13 (Allegato XXII D.Lgs. 81/08) 7.7. tipo e modalità di realizzazione degli ancoraggi; misure di sicurezza da adottare in caso di cambiamento delle condizioni meteorologiche (neve, vento, ghiaccio, pioggia) pregiudizievoli alla sicurezza del ponteggio e dei lavoratori; misure di sicurezza da adottare contro la caduta di materiali e oggetti; 8. Illustrazione delle modalitàdi montaggio, trasformazione e smontaggio, riportando le necessarie sequenze passo dopo passo, nonché descrizione delle regole puntuali/specifiche da applicare durante le suddette operazioni di montaggio e/o trasformazione e/o smontaggio ( istruzioni e progetti particolareggiati ), con l ausilio di elaborati esplicativi contenenti le corrette istruzioni, privilegiando gli elaborati grafici costituiti da schemi, disegni e foto; 9. Descrizione delle regole da applicare durante l uso del ponteggio; 10. Indicazioni delle verifiche da effettuare sul ponteggio prima del montaggio e durante l uso (vedasi ad es. Allegato XIX).

14 (Titolo IV, Sezione V, art. 135 D.Lgs. 81/08) Marchio del Fabbricante Gli elementi dei ponteggi devono portare impressi, a rilievo o ad incisione, e comunque in modo visibile ed indelebile il marchio del fabbricante. marchio del fabbricante

15 (Titolo IV, Sezione V, art. 136 D.Lgs. 81/08) Montaggio e Smontaggio 1. Nei lavori in quota il datore di lavoro provvede a redigere a mezzo di persona competente un piano di montaggio, uso e smontaggio (Pi.M.U.S.), in funzione della complessità del ponteggio scelto, con la valutazione delle condizioni di sicurezza realizzate attraverso l adozione degli specifici sistemi utilizzati nella particolare realizzazione e in ciascuna fase di lavoro prevista. Tale piano può assumere la forma di un piano di applicazione generalizzata integrato da istruzioni e progetti particolareggiati per gli schemi speciali costituenti il ponteggio, ed è messo a disposizione del preposto addetto alla sorveglianza e dei lavoratori interessati.

16 (Titolo IV, Sezione V, art. 136 D.Lgs. 81/08) 2. Nel serraggio di più aste concorrenti in un nodo i giunti devono essere collocati strettamente l uno vicino all altro. 3.Per ogni piano di ponte devono essere applicati due correnti, di cui uno può fare parte del parapetto.

17 (Parapetti, Titolo IV, Sezione IV, art. 126 D.Lgs. 81/08) Gli impalcati e ponti di servizio, le passerelle, le andatoie, che siano posti ad un'altezza maggiore di 2 metri, devono essere provvisti su tutti i lati verso il vuoto di robusto parapetto e in buono stato di conservazione.

18 (Allegato XVIII, p.to 2.1, D.Lgs. 81/08) Il parapetto di cui all articolo 126 della Sezione IV è costituito da uno o più correnti paralleli all'intavolato, il cui margine superiore sia posto a non meno di 1 metro dal piano di calpestio, e di tavola fermapiede alta non meno di 20 centimetri, messa di costa e poggiante sul piano di calpestio. Correnti e tavola fermapiede non devono lasciare una luce, in senso verticale, maggiore di 60 centimetri. Sia i correnti che la tavola fermapiede devono essere applicati dalla parte interna dei montanti. E' considerata equivalente al parapetto definito ai commi precedenti, qualsiasi protezione, realizzante condizioni di sicurezza contro la caduta verso i lati aperti non inferiori a quelle presentate dal parapetto stesso.

19 (Allegato XVIII, p.to 2.1, D.Lgs. 81/08) Parapetto regolare per ponteggi in legno

20 (Titolo IV, Sezione V, art. 136 D.Lgs. 81/08) 4.Il datore di lavoro assicura che: a) lo scivolamento degli elementi di appoggio di un ponteggio è impedito tramite fissaggio su una superficie di appoggio, o con un dispositivo antiscivolo, oppure con qualsiasi altra soluzione di efficacia equivalente; b) i piani di posa dei predetti elementi di appoggio hanno una capacità portante sufficiente; Basetta fissa Basetta regolabile

21 (Allegato XVIII - D.Lgs. 81/08) Al punto dell Allegato XVIII al D.Lgs. 81/08 viene ulteriormente specificato: L'estremitàinferiore del montante deve essere sostenuta dalla piastra di base, di adeguate dimensioni, corredata da elementi di ripartizione del carico trasmesso dai montanti aventi dimensioni e caratteristiche adeguate ai carichi da trasmettere ed alla consistenza dei piani di posa. La piastra deve avere un dispositivo di collegamento col montante atto a regolare il centraggio del carico su di essa.

22 Ponteggi Fissi (Titolo IV, Sezione V, art. 136 D.Lgs. 81/08)

23 Ponteggi Fissi (Titolo IV, Sezione V, art. 136 D.Lgs. 81/08)

24 (Titolo IV, Sezione V, art. 136 D.Lgs. 81/08) c) il ponteggio è stabile;

25 (Titolo IV, Sezione V, art. 136 D.Lgs. 81/08) e) le dimensioni, la forma e la disposizione degli impalcatidi un ponteggio sono idonee alla natura del lavoro da eseguire, adeguate ai carichi da sopportare e tali da consentire un'esecuzione dei lavori e una circolazione sicure; a tal proposito l art. 124 del D.Lgs. 81/08 dispone: 1. Sopra i ponti di servizio e sulle impalcature in genere è vietato qualsiasi deposito, eccettuato quello temporaneo dei materiali ed attrezzi necessari ai lavori. 2. Il peso dei materiali e delle persone deve essere sempre inferiore a quello che è consentito dalla resistenza strutturale del ponteggio; lo spazio occupato dai materiali deve consentire i movimenti e le manovre necessarie per l'andamento del lavoro.

26 (Titolo IV, Sezione V, art. 136 D.Lgs. 81/08) Usare elementi di impalcato adeguati ai carichi da sopportare. (Il produttore certifica le caratteristiche del prodotto.) E vietato l uso di pannelli per casseforme come elementi di impalcato Nell Allegato XVIII, del D.Lgs. 81/08 al p.to 2.1 relativo ai Ponteggi in legname per gli intavolati si prescrive:

27 (Allegato XVIII p.to D.Lgs. 81/08) Le tavole costituenti il piano di calpestio di ponti, passerelle, andatoie ed impalcati di servizio devono avere le fibre con andamento parallelo all'asse, spessore adeguato al carico da sopportare ed in ogni caso non minore di 4 centimetri, e larghezza non minore di 20 centimetri. Le tavole stesse non devono avere nodi passanti che riducano più del dieci per cento la sezione di resistenza. Le tavole non devono presentare parti a sbalzo e devono poggiare almeno su tre traversi, le loro estremità devono essere sovrapposte, in corrispondenza sempre di un traverso, per non meno di 40 centimetri. Le tavole devono essere assicurate contro gli spostamenti e ben accostate tra loro e all'opera in costruzione; è tuttavia consentito un distacco dalla muratura non superiore a 20 centimetri soltanto per la esecuzione di lavori in finitura. Le tavole esterne devono essere a contatto dei montanti.

28 Ponteggi Fissi (Allegato XVIII p.to D.Lgs. 81/08)

29 (Titolo IV, Sezione V, art. 136 D.Lgs. 81/08) f) il montaggio degli impalcati dei ponteggi ètale da impedirelo spostamento degli elementi componenti durante l'uso, nonché la presenza di spazi vuoti pericolosi fra gli elementi che costituiscono gli impalcati e i dispositivi verticali di protezione collettiva contro le cadute. NO

30 (Titolo IV, Sezione V, art. 136 D.Lgs. 81/08) 5. Il datore di lavoro provvede ad evidenziare le parti di ponteggio non pronte per l'uso, in particolare durante le operazioni di montaggio, smontaggio o trasformazione, mediante segnaletica di avvertimento di pericolo generico e delimitandole con elementi materiali che impediscono l'accesso alla zona di pericolo, ai sensi del titolo V. 6. Il datore di lavoro assicura che i ponteggi siano montati, smontati o trasformati sotto la diretta sorveglianza di un preposto, a regola d arte e conformemente al Pi.M.U.S., ad opera di lavoratori che hanno ricevuto una formazione adeguata e mirata alle operazioni previste.

31 (Titolo IV, Sezione V, art. 136 D.Lgs. 81/08) 7. La formazione di cui al comma 6 ha carattere teorico-pratico e deve riguardare: a) la comprensione del piano di montaggio, smontaggio o trasformazione del ponteggio; b) la sicurezza durante le operazioni di montaggio, smontaggio o trasformazione del ponteggio con riferimento alla legislazione vigente; c) le misure di prevenzione dei rischi di caduta di persone o di oggetti; d) le misure di sicurezza in caso di cambiamento delle condizioni meteorologiche pregiudizievoli alla sicurezza del ponteggio; e) le condizioni di carico ammissibile; f) qualsiasi altro rischio che le suddette operazioni di montaggio, smontaggio o trasformazione possono comportare.

32 (Titolo IV, Sezione V, art. 136 D.Lgs. 81/08) 8. I soggetti formatori, la durata, gli indirizzi ed i requisiti minimi di validità dei corsi sono riportati nell Allegato XXI. PONTEGGI 28 ore ALLEGATO XXI Modulo giuridico - normativo (4 ore): Legislazione generale di sicurezza in materia di prevenzione infortuni; Analisi dei rischi; Norme di buona tecnica e di buone prassi; Statistiche degli infortuni e delle violazioni delle norme nei cantieri (2 ore). Titolo IV, capo II limitatamente ai "" e Titolo IV, capo I "Cantieri (2 ore).

33 (Allegato XXI - D.Lgs. 81/08) Modulo tecnico (10 ore): Piano di montaggio, uso e smontaggio in sicurezza (Pi.M.U.S.), autorizzazione ministeriale, disegno esecutivo, progetto (4 ore). DPI anticaduta: uso, caratteristiche tecniche, manutenzione; durata e conservazione (2 ore). Ancoraggi: tipologie e tecniche (2 ore). Verifiche di sicurezza: primo impianto, periodiche e straordinarie (2 ore).

34 (Allegato XXI - D.Lgs. 81/08) Modulo pratico (14 ore): Montaggio, smontaggio, trasformazione di ponteggio a tubi e giunti (PTG) 4 ore. Montaggio-smontaggio-trasformazione di ponteggio a telai prefabbricati (PTP) 4 ore. Montaggio-smontaggio-trasformazione di ponteggio a montanti e traversi prefabbricati (PMTP) 4 ore. Elementi di gestione prima emergenza - salvataggio (2 ore). I datori di lavoro provvederanno a far effettuare ai lavoratori formati con il corso di formazione teorico-pratico un corso di aggiornamento ogni quattro anni. L aggiornamento ha durata minima di 4 ore di cui 3 ore di contenuti tecnico pratici.

35 (Titolo IV, Sezione V, art. 137 D.Lgs. 81/08) Manutenzione e revisione Il preposto, ad intervalli periodici o dopo violente perturbazioni atmosferiche o prolungata interruzione di lavoro deve assicurarsi della verticalità dei montanti, del giusto serraggio dei giunti, della efficienza degli ancoraggi e dei controventi, curando l'eventuale sostituzione o il rinforzo di elementi inefficienti. I vari elementi metallici devono essere difesi dagli agenti nocivi esterni con idonei sistemi di protezione.

36 (Titolo IV, Sezione V, art. 138 D.Lgs. 81/08) Le tavole che costituiscono l'impalcato devono essere fissate in modo che non possano scivolare sui traversi metallici. E consentito un distacco delle tavole del piano di calpestio dalla muratura non superiore a 20 centimetri. < 20 cm. > 20 cm doppio parapetto

37 (Titolo IV, Sezione V, art. 138 D.Lgs. 81/08) Tavola metallica non compatibile con i telai per l impossibilitàdi posizionare i fermi. Rientranza edificio priva di ponteggio

38 (Titolo IV, Sezione V, art. 138 D.Lgs. 81/08) E fatto divieto di gettare dall'alto gli elementi del ponteggio. E fatto divieto di salire e scendere lungo i montanti. Non utilizzare scale a compasso per raggiungere il piano

39 (Titolo IV, Sezione IV, art. 125 D.Lgs. 81/08) L'altezza dei montanti deve superare di almeno metri 1,20l'ultimo impalcato; dalla parte interna dei montanti devono essere applicati correnti e tavola fermapiede a protezione esclusivamente dei lavoratori che operano sull ultimo impalcato. Tavola fermapiede

40 (Titolo IV, Sezione IV, art. 125 D.Lgs. 81/08) Il ponteggio deve essere efficacemente ancorato alla costruzione almeno in corrispondenza ad ogni due piani di ponteggio e ad ogni due montanti, con disposizione di ancoraggi a rombo o di pari efficacia (Ponteggi in legname). L ancoraggio dei ponteggi prefabbricati deve essere eseguito seguendo le indicazioni riportate nella relazione tecnica del costruttore.

41 Ponteggi Fissi (Ancoraggi)

42 (Ancoraggi) Ancoraggio rinforzato a Piastra ed a occhiello

43 (Ancoraggi) SI NO

44 Ponteggi Fissi (Ancoraggi)

45 Ponteggi Fissi (Ancoraggi)

46 (Ancoraggi) Ponteggio privo di ancoraggi

47 (Titolo IV, Sezione IV, art. 127 D.Lgs. 81/08) Ponti a sbalzo Gli impalcati e ponti di servizio devono avere un sottoponte di sicurezza, costruito come il ponte, a distanza non superiore a m. 2,50. La costruzione del sottoponte può essere omessaper i ponti sospesi, per le torri di carico, per i ponti a sbalzo e quando vengano eseguiti lavori di manutenzionee di riparazionedi durata non superiore a cinque giorni. ponte sotto ponte

48 (Titolo IV, Sezione V, art. 138 D.Lgs. 81/08) Norme particolari Per i ponteggi fissi valgono, in quanto applicabili, le disposizioni relative ai ponteggi in legno. Sono ammesse deroghe alle disposizioni precedenti purchè: a) L'altezza dei montanti superi di almeno 1 metro l'ultimo impalcato o il piano di gronda; b) L altezza del parapetto sia non inferiore a 95 cm rispetto al piano di calpestio; c) L altezza del fermapiede sia non inferiore a 15 cm rispetto al piano di calpestio;

49 (Allegato XVIII - D.Lgs. 81/08 Castelli per elevatori) I castelli collegati ai ponteggi e costruiti per le operazioni di sollevamento e discesa dei materiali mediante elevatori, devono avere i montanti controventati per ogni due piani di ponteggio. I montanti che portano l'apparecchio di sollevamento devono essere costituiti, a seconda dell'altezza e del carico massimo da sollevare, da più elementi collegati fra loro e con giunzioni sfalsate, poggianti sui corrispondenti elementi sottostanti. I castelli devono essere progettati ai sensi dell articolo 133 ed ancoratialla costruzione ad ogni piano di ponteggio.

50 (Allegato XVIII - D.Lgs. 81/08 Castelli per elevatori) Ancorati ogni piano di ponteggio controventati per ogni due piani di ponteggio

51 (Allegato XVIII - D.Lgs. 81/08 Impalcature e parapetti dei castelli) Gli impalcati dei castelli devono risultare sufficientemente ampi e muniti, sui lati verso il vuoto, di parapetto e tavola fermapiede normali. Per il passaggio della benna o del secchione può essere lasciato un varco purché in corrispondenza di esso sia applicato un fermapiede alto non meno di 30 centimetri. Il varco deve essere ridotto allo stretto necessario e delimitato da robusti e rigidi sostegni laterali, dei quali quello opposto alla posizione del tiro deve essere assicurato superiormente ad elementi fissi dell'impalcatura. Dal lato interno dei sostegni di cui sopra, all'altezza di m 1,20 e nel senso normale all'apertura, devono essere applicati due staffoni in ferro sporgenti almeno cm 20, da servire per appoggio e riparo del lavoratore. Gli intavolati dei singoli ripiani devono essere formati con tavoloni di spessore non inferiore a cm 5 che devono poggiare su traversi aventi sezione ed interasse dimensionati in relazione al carico massimo previsto per ciascuno dei ripiani medesimi.

52 Ponteggi Fissi (Allegato XVIII - D.Lgs. 81/08 Impalcature e parapetti dei castelli)

53 (Allegato XVIII - D.Lgs. 81/08 Montaggio degli elevatori) I montanti delle impalcature, quando gli apparecchi di sollevamento vengono fissati direttamente ad essi, devono essere rafforzati e controventati in modo da ottenere una solidità adeguata alle maggiori sollecitazioni a cui sono sottoposti. Nei ponti metallici i montanti, su cui sono applicati direttamente gli elevatori, devono essere di numero ampiamente sufficiente ed in ogni caso non minore di due. I bracci girevoli portanti le carrucole ed eventualmente gli argani degli elevatori devono essere assicurati ai montanti mediante staffe con bulloni a vite muniti di dado e controdado; analogamente deve essere provveduto per le carrucole di rinvio delle funi ai piedi dei montanti quando gli argani sono installati a terra.

54 (Allegato XVIII - D.Lgs. 81/08 Montaggio degli elevatori) Gli argani installati a terra, oltre ad essere saldamente ancorati, devono essere disposti in modo che la fune si svolga dalla parte inferiore del tamburo. Il manovratore degli argani "a bandiera" fissati a montanti di impalcature, quando non possano essere applicati parapetti sui lati e sulla fronte del posto di manovra, deve indossare la cintura di sicurezza. La protezione di cui al precedente punto deve essere applicata anche per il lavoratore addetto al ricevimento dei carichi sulle normali impalcature.

55 Ponteggi Fissi Esempi di montaggio in sicurezza

56 Il rischio di cadute nel montaggio smontaggio trasformazione deiponteggi La caduta dall alto è un rischio grave per la salute, capace cioè di procurare morte o lesioni di carattere permanente, che il lavoratore non è in grado di percepire tempestivamente prima del verificarsi dell evento. L esposizione al rischio di caduta dall alto deve essere protetta da adeguate misure di prevenzione e di protezione in ogni istante dell attività lavorativa. Il tempo di esposizione a tale rischio dovrebbe essere uguale a zero.

57 Ponteggi Fissi Il rischio di cadute nel montaggio smontaggio trasformazione dei ponteggi

58 Il rischio di cadute nel montaggio smontaggio trasformazione dei ponteggi La velocità di 2 m/s è quella che normalmente mantiene un uomo indaffarato. Come si vede, dallo schema 1, l area interessata dalla caduta si estende fino ai 3 m. dal bordo da dove questa ha inizio. Alcuni studi, svolti prevalentemente su paracadutisti, hanno accertato che la massima accelerazione che il corpo umano può subire senzache si verifichino lesioni interne è di circa 15 g per tempi brevi, dove g è l accelerazione di gravità(9,81 m/s²). Se la caduta si verifica a testa in giù tale limite si abbassa a 4-6 g. Se il lavoratore ha una massa di 80 kg, la sollecitazione massima che può sopportare è di 1200 dan (80 kg x 15 x 9,81 m/s² = N). Questo valore è quindi assunto come limite di sicurezza fisiologico. Dallo schema 2, si rileva che già dalla quota di 1 m, senza dissipatore, si raggiungono sollecitazioni di 1200 dan.

59 Esempi di montaggio in sicurezza E necessario dare priorità alle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale. Il montaggio del ponteggio utilizzando le misure di protezione collettiva è il più semplice e consiste nella presenza di un piano di lavoro completo di tutti gli elementi di impalcati, a tutti i piani del ponteggio sia in fase di montaggio che di smontaggio e trasformazione in modo da consentire al lavoratore di accedere, uscire, posizionarsi, transitare sui piani di lavoro in modo autonomo senza l aiuto di altri lavoratori.

60 Ponteggi Fissi Squadra montatori

61 Sequenza di montaggio Ponteggi con sponde strutturali permanenti Montaggio del primo impalcato da terra Montaggio del secondo ordine dei telai prefabbricati

62 Sequenza di montaggio Montaggio dei parapetti Montaggio degli intavolati

63 Sequenza di montaggio Ponteggi con parapetto rimovibile non avente funzione strutturale Montaggio dei parapetti provvisori

64 Sequenza di montaggio Montaggio del piano di calpestio

65 Sequenza di montaggio Montaggio dei telai prefabbricati Montaggio dei correnti parapetto

66 Sequenza di montaggio Montaggio degli impalcati Smontaggio dei parapetti provvisori

67 Sequenza di montaggio Posa dal basso dei parapetti provvisori per l allestimento della stilata superiore

68 Sequenza di montaggio Ponteggi montati con l uso di sistema anticaduta Questo metodo prevede, durante le fasi di montaggio, trasformazione e smontaggio, l uso continuo del sistema anticaduta con una esposizione al rischio di caduta limitata al solo campo di allestimento ed è utilizzabile solo qualora non sia possibile usufruire delle protezioni collettive. MODALITA DI MONTAGGIO LINEA VITA E SUO UTILIZZO Prima di accedere al piano superiore impalcato montare la linea vita. La linea di ancoraggio deve essere usata dal numero massimo di persone previsto nel libretto della stessa. La linea vita deve essere montata dal piano inferiore a quello di allestimento prima che il lavoratore vi acceda, in modo da permettere l aggancio immediato del lavoratore che esce dalla botola.

69 Sequenza di montaggio Per l ancoraggio della linea di sicurezza si può utilizzare una fettuccia di ancoraggio ed effettuare una legatura a strozzo in modo che la fettuccia non scivoli lungo il montante. Se il punto di ancoraggio èeffettuato lungo un montante, conformato in modo da ostacolare la discesa dell ancoraggio, passare semplicemente la fettuccia intorno al montante.

70 Sequenza di montaggio In alternativa alla fettuccia utilizzare pinze di ancoraggio. Le pinze devono essere sempre libere di posizionarsi nel senso della tensione della linea vita. Collegare i due moschettoni posti alle estremità della linea vita ai due ancoraggi a fettuccia. Montare la linea vita prima della posa degli impalcati o del completamento del montaggio degli stessi, per lasciare all operatore un agevole spazio di manovra. Mettere in tensione la linea vita tramite tensionatore manuale. Verificare la necessità di dotare la linea vita di un dispositivo assorbitore di energia UNI EN 355 allo scopo di limitare la sollecitazione degli ancoraggi a 600 da N.

71 Sequenza di montaggio Per essere utilizzabile la linea vita deve essere posizionata all interno dei montanti dell impalcato in modo da consentire al cordino di assecondare, seguendoli, i movimenti dell operatore. Se la linea vita deve essere interrotta(ancoraggi intermedi, ostacoli architettonici o costituiti da elementi di ponteggio) si deve adottare un cordino a Y o due cordini collegati al dissipatore di energia in modo che il lavoratore possa superare le interruzioni senza mai essere sganciato dalla linea vita.

72 Sequenza di montaggio Operando dal piano di campagna mettere in opera gli ancoraggi del ponteggio, se previsti. Operando dal basso posare i telai, i traversi e il piano di calpestio del I impalcato. Dal 1 piano l operatore si trova ad una quota di circa 2 m e pertanto non necessita di alcuna protezione obbligatoria contro le cadute. Pertanto procede, sempre operando dal basso, ad allestire il 2 piano di calpestio. Accedere al piano superiore dell impalcato e non appena si è in posizione utile per raggiungere con le mani la linea di ancoraggio, agganciare a questa il moschettone del dispositivo di trattenuta.

73 Sequenza di montaggio Di seguito vengono proposte alcune tecniche di montaggio dei ponteggi con l utilizzo dei sistemi anticaduta; tali esempi risultano puramente indicativi e didattici al fine di consentire un corretto approccio alle problematiche derivanti da tale metodologia. L adozione di tali procedure inoltre comporta dei rischi aggiuntivi rispetto a quella con misure di protezione collettiva in quanto: 1. la possibile caduta dell operatore, determina una sollecitazione sul ponteggio che non rientra più nelle previsioni di calcolo di cui alla sua Autorizzazione Ministeriale; 2. il personale utilizzante l imbracatura di sicurezza dovràessere adeguatamente addestrato, in quanto trattasi di D.P.I. di 3ª categoria (salvavita).

74 Ponteggi Fissi Sequenza di montaggio I a ipotesi Impiego di una linea vita ancorata ai montanti a livello del piano di calpestio

75 Sequenza di montaggio Ma P + 4 m. < F+D+H+A e pertanto l operatore si schianta a terra. Uno dei punti critici con l utilizzo della linea vita flessibile è quando si opera dal II piano in quanto il tirante d aria può non essere sufficiente ad evitare l impatto del lavoratore al suolo; infatti con una altezza del ponteggio pari a 4 m si riscontrano le seguenti condizioni:

76 Sequenza di montaggio Questa soluzione, allo stato attuale delle conoscenze, non è praticabile in quanto: P+4m = 4,9m F+H+D+A = 1,5+1,75+1,5+F = 4,75+F F presenta valori notevolmente superiori a 0,15 m (vedi tabella 1). Tabella (1) esemplificativa della freccia che si forma con diverse lunghezze della linea vita ed ai carichi applicati. *Nota: in una prova pratica, con un peso di 75 kg con lunghezza della caduta di 2 m, si è osservato che l assorbitore di energia si èesteso per circa 20 cm a fronte di un possibile allungamento totale previsto dal costruttore di 1,75 m

77 Sequenza di montaggio II a ipotesi IL PROBLEMA E QUELLO DI DIMINUIRE IL PIU POSSIBILE LA DISTANZA DI CADUTA IN MODO DA RIDURRE L IMPATTO DELL OPERATORE CON L IMBRAGO, L EFFETTO PENDOLO, GLI SFORZI INDOTTI SULLA STRUTTURA DELL IMPALCATO E SUGLI ANCORAGGI. II a ipotesi Impiego di linea vita ancorata ai montanti a livello del piano di calpestio con lunghezza ridotta Si può adottare linee vita con lunghezze ridotte per diminuire la freccia, ma si pone il problema della scarsa mobilità dell operatore e la frequente operazione di spostamento della linea vita con conseguente aggancio e sgancio dell imbracatura.

78 Sequenza di montaggio III a ipotesi Impiego di linea vita ancorata ai montanti a 2 metri dal livello del piano di calpestio Gli ancoraggi della line vita dovranno essere posti ad una altezza, indipendentemente dal piano di calpestio, tale da diminuire lo spazio di caduta ed evitare l impatto dell operatore a terra. Per esempio, allestire una linea vita flessibile ancorata ad un livello più elevato rispetto al piano di calpestio utilizzando dei prolungamenti dei montanti, un cordino di lunghezza ridotta con assorbitore di energia. Questa soluzione appare praticabile ma presenta difficoltà di determinazione del punto di ancoraggio sicuro rispetto al prolungamento.

79 Ponteggi Fissi Sequenza di montaggio III a ipotesi

80 Considerando: Ponteggi Fissi Sequenza di montaggio III a ipotesi l altezza della linea vita èposta a 2 m dal piano di calpestio; una lunghezza della linea vita di 14,4 m; dalla tabella (1) la freccia risulta essere di 3,20 m; La caduta libera risulta essere di 3,05 m I piedi dell operatore si verranno a trovare ad una altezza di: E-[ (C²+D²)-A] + F = 94 cm da terra. Nota: si è presupposto che la caduta non comporti lo srotolamento dell assorbitore del cordino in quanto la linea vita risulta essere già sollecitata e quindi già con una certa freccia all inizio della caduta. Tale condizione comporta già un rallentamento della velocità di caduta e la conseguente diminuzione della forza d impatto finale.

81 Sequenza di montaggio IV a ipotesi Impiego di linea vita in acciaio ancorata ai montanti a 2 metri dal livello del piano di calpestio la linea vita è posizionata come la precedente ma con freccia molto ridotta (per esempio utilizzando una fune d acciaio con freccia di 80 cm). Il cordino deve essere il più corto possibile e non si utilizza il dissipatore di energia se la caduta ècontenuta al massimo a 60 cm. L accesso dell operatore al piano presenterà un rischio residuo di caduta fino a che l operatore non si sarà agganciato alla linea vita. Sarà sempre importante verificare gli sforzi a cui sono soggetti gli ancoraggi.

82 Sequenza di montaggio V a ipotesi Impiego di linee vita flessibile fissata ai montanti dei telai esterni del ponteggio

83 Sequenza di montaggio V a ipotesi Posizionare ed ancorare la linea vita nella parte alta dei montanti delle stilate allo scopo di ridurre al minimo lo spazio di caduta. Sarà necessario prevedere adeguati rinforzi alla base della stilata. Valgono le considerazioni delle ipotesi II e III. Presenta l inconveniente che necessita di due punti di accesso (quindi due scale e due botole per piano) al fine di poter installare le stilate di estremità previo aggancio alla struttura del ponteggio o all ancoraggio dello stesso a livello dell impalcato. (vedi ipotesi I escluso la freccia F). Dopo aver posato le stilate di estremità l operatore deve cambiare il cordino ed adottare quello da 0,55 m. Caduta libera 3,05 m sempre che non entri in funzione l assorbitore (vedi ipotesi III ) Rischio residuo: se l operatore cade dalla testata dell impalcato, durante la posa delle stilate di estremità, la caduta libera saràdi 4,75 m e pertanto impatteràcol suolo per 75 cm.

84 Sequenza di montaggio VI a ipotesi Utilizzo di un dissipatore retrattile orizzontale La procedura rimane quella di operare dal basso posizionando il dissipatore sull impalcato del piano da montare ed ancorarlo ad un montante. Il dissipatore deve essere libero di allinearsi lungo la linea di forza. Quindi uscire dalla botola e agganciarsi immediatamente. Nella posizione piùsfavorevole, quando cioèl operatore si trova a montare la stilata successiva (circa 1,80 m) si avrà:

85 Ponteggi Fissi Sequenza di montaggio VI a ipotesi

86 Sequenza di montaggio VI a ipotesi Qualora si renda necessario diminuire ulteriormente la distanza di caduta libera si applicano, per lo stesso operatore, due dissipatori alle estremità del ponte e si collegano entrambi all imbraco. In questo caso si riduce anche l effetto pendolo. La soluzione però appare poco pratica in quanto si determina un ingombro ai movimenti dell operatore. Il dissipatore deve essere revisionato annualmente e dopo ogni caduta.

87 Ponteggi Fissi Sequenza di montaggio VII a ipotesi

88 Ponteggi Fissi Sequenza di montaggio VII a ipotesi

89 Ponteggi Fissi Sequenza di montaggio Effetto pendolo

90 Ponteggi Fissi Sequenza di montaggio

91 Ponteggi Fissi Sequenza di montaggio - Conclusioni

92 Ponteggi Ponti su ruote a torre Il ponte su ruote a torre è un ponteggio mobile, costituito da tubi metallici e tavole (elementi prefabbricati), che dispone di una stabilità propria. Presenta uno o più impalcati collocati a quote differenti denominati ponti e sottoponti. L accesso ai vari piani di lavoro (ponti) avviene dall interno per mezzo di scale a mano. E usato prevalentemente per lavori di manutenzione e finitura all interno degli ambienti.

93 Ponteggi Ponti su ruote a torre (art. 140 D.Lgs. 81/08) 1. Devono avere una base ampia in modo da resistere, con largo margine di sicurezza, ai carichi e alle sollecitazioni cui possono essere sottoposti durante gli spostamenti o per colpi di vento in modo che non possano essere ribaltati. 2. Il piano di scorrimentodelle ruote deve risultare livellato; il carico del ponte sul terreno deve essere opportunamente ripartito con tavoloni o altro mezzo equivalente. 3. Le ruote del ponte in opera devono essere saldamente bloccate con cunei dalle due parti o sistemi equivalenti. In ogni caso dispositivi appropriati devono impedire lo spostamento involontario dei ponti su ruote durante l esecuzione dei lavori.

94 Ponteggi Ponti su ruote a torre (art. 140 D.Lgs. 81/08) 4. I ponti su ruote devono essere ancoratialla costruzione almeno ogni due piani; èammessa deroga a tale obbligo per i ponti su ruote a torre conformi all ALLEGATO XXIII. 5. La verticalitàdei ponti su ruote deve essere controllata con livello o con pendolino. 6. I ponti, esclusi quelli usati nei lavori per le linee elettriche di contatto, non devono essere spostati quando su di essi si trovano lavoratori o carichi.

95 Ponteggi Ponti su ruote a torre (Allegato XXIII D.Lgs. 81/08) 1. E' ammessa deroga per i ponti su ruote a torre alle seguenti condizioni: il ponte su ruote a torre sia costruito conformemente alla norma tecnica UNI EN 1004; il costruttore fornisca la certificazione del superamento delle prove di rigidezza, di cui all'appendice A della norma tecnica citata, emessa da un laboratorio ufficiale; l'altezza del ponte su ruote non superi 12 m se utilizzato all'interno (assenza di vento) e 8 m se utilizzato all'esterno(presenza di vento); per i ponti su ruote utilizzati all'esterno degli edifici sia realizzato, ove possibile, un fissaggio all'edificio o altra struttura; per il montaggio, uso e smontaggio del ponte su ruote siano seguite le istruzioni indicate dal costruttore in un apposito manuale redatto in accordo alla norma tecnica UNI EN L'attrezzatura di cui al punto 1 è riconosciuta ed ammessa se legalmente fabbricata o commercializzata in altro Paese membro dell'unione europea o nei Paesi aderenti all'accordo sullo spazio economico europeo, in modo da garantire un livello di sicurezza equivalente a quello garantito sulla base delle disposizioni, specifiche tecniche e standard previsti dalla normativa italiana in materia.

96 Ponteggi Ponti su ruote a torre -Precauzioni Il piano di scorrimento delle ruote deve essere compatto e livellato; il carico del ponte sul terreno deve essere opportunamente ripartito con tavoloni o altro mezzo equivalente. Le torri possono essere spostate solo manualmente e solo su superfici compatte lisce e prive di ostacoli. Nel corso dello spostamento, non deve essere superata la normale velocità di cammino; Le ruote con i freni, di cui sono dotate, siano bloccate. E comunque sempre consigliabile mettere sempre in opera anche cunei che impediscano il movimento del ponte per colpi di vento o altro in modo che non possa essere ribaltato.

97 Ponteggi Ponti su ruote a torre -Precauzioni Piani di lavoro e passaggio continui con coefficiente non minore di 4 rispetto alla rottura ben ancorati ai correnti di appoggio, protetti con parapetti normali e fermapiede alto cm. 20. Sono ammesse botole di passaggio purché richiudibili con coperchio praticabile; Non installare sul ponte apparecchi di sollevamento a meno che ciò non sia espressamente previsto in fase di progettazione; Non effettuare spostamenti con persone o materiali instabili sul ponte. Non accedere al piano di lavoro arrampicandosi sulla struttura esterna del ponte, ma utilizzando solo scale a mano poste all interno del castello;

98 Ponteggi Ponti su ruote a torre -Precauzioni

99 Ponteggi Ponti su ruote a torre -Precauzioni

100 Ponteggi Ponti su ruote a torre -Precauzioni Dispositivo (livella o pendolo) alla base del ponteggio per il controllo della orizzontalità della base; I ponti su ruote possono essere montate e smontate solo da persone che hanno dimestichezza con le istruzioni di montaggio e uso; Non devono essere usati componenti danneggiati. Verificare il buono stato degli elementi, degli incastri, dei collegamenti, di eventuali snodi; Impiegare solo componenti originali secondo quanto indicato dal costruttore. Ancoraggi ogni due paini

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