LINEA GUIDA Regole minime di comportamento per i Coordinatori per la Sicurezza

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1 D.Lgs. 494/96 LINEA GUIDA Regole minime di comportamento per i Coordinatori per la Sicurezza GRUPPO DI LAVORO Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Brescia Collegio dei Periti Industriali della Provincia di Brescia

2 INDICE 1. PRESENTAZIONE 4 2. INTRODUZIONE INFORTUNI MORTALI 17 NELLE COSTRUZIONI (640 eventi) STIMA COSTI Introduzione ASSENZA DEL CSE E SUA SOSTITUZIONE Introduzione Premessa Allegati DOCUMENTI DEL CSE Introduzione Documentazione relativa all attività del CSE Prima dell inizio dei lavori Durante il corso dei lavori Allegati IL PIANO DI MONTAGGIO USO E SMONTAGGIO DEI PONTEGGI (PiMUS) L azienda e le figure responsabili Dati identificativi dell azienda addetta al montaggio Personale addetto al montaggio La formazione dei preposti e degli operai pontisti Scheda cantiere I rischi rilevati La documentazione presente Analisi del fabbricato Analisi del contesto ambientale Tipo di ponteggio utilizzato Montaggio, smontaggio e trasformazione del ponteggio Allestimento del cantiere Verifica degli elementi del ponteggio Procedure di montaggio del ponteggio Ancoraggi del ponteggio Utilizzo di misure di protezione collettiva nella realizzazione dei ponteggi Utilizzo di dispositivi di protezione individuale nella realizzazione del ponteggio Verifiche periodiche da effettuare durante l uso del ponteggio Procedure di smontaggio del ponteggio 102 Pagina 2

3 6.9 Dispositivi di protezione individuale da utilizzare durante il montaggio, smontaggio e trasformazione del ponteggio Sottoscrizione del documento IL FASCICOLO TECNICO PER LE ATTIVITA DI MANUTENZIONE DEI FABBRICATI E IL TITOLO III DEL REGOLAMENTO DI IGIENE Premessa Fascicolo tecnico per le attività di manutenzione relative ad un immobile residenziale Indice Premessa Soggetti Descrizione dell opera Schede di comparto Documentazione dell opera Fascicolo tecnico per le attività di manutenzione relative ad un capannone Indice Premessa Soggetti Descrizione dell opera Schede di comparto Documentazione dell opera 185 Pagina 3

4 1. PRESENTAZIONE ASL BRESCIA Il tema della riduzione degli infortuni e delle malattie professionali nei luoghi di lavoro impegna da molti anni tutte le strutture istituzionali ai diversi livelli. A partire dalle politiche nazionali, regionali, fino a quelle locali. Purtroppo i dati a disposizione indicano che molto lavoro rimane ancora da svolgere per cercare di ridurre questi fenomeni. Le complicazioni aumentano, le nuove tecnologie richiedono maggiore preparazione degli operatori e, viceversa, il sistema delle imprese deve fare i conti con una manodopera sempre meno preparata e spesso con problemi di lingua, in quanto proveniente da paesi stranieri. Brescia vive da tempo il problema degli infortuni cercando di fare la propria parte. Il tessuto produttivo del nostro territorio sta cambiando tuttavia alcuni settori rimangono problematici dal punto di vista della sicurezza (edilizia agricoltura). Questo lavoro si colloca all interno di un progetto triennale finalizzato alla riduzione degli infortuni nel settore edile ed ha coinvolto anche ordini e collegi professionali di Brescia. Si ringrazia tutto il personale dell ASL che ha fattivamente collaborato per la stesura di questo documento, e i componenti dei collegi e ordini professionali che hanno partecipato con impegno ai lavori del gruppo. L auspicio è che questo lavoro possa essere un ulteriore tassello inserito nel percorso che conduce al miglioramento delle condizioni di sicurezza e salute nei cantieri ed alla conseguente riduzione di malattie professionali ed infortuni. Auspicando che le sinergie messe in gioco vadano oltre l iniziativa stessa, e si continui a collaborare insieme anche in futuro, con lo stesso spirito costruttivo, concludo con il necessario ringraziamento al gruppo di lavoro. Il Direttore Generale dell ASL di Brescia Carmelo Scarcella Pagina 4

5 PRESENTAZIONE ASL di VALLECAMONICA SEBINO L obiettivo della riduzione degli infortuni sul lavoro ed in particolare degli eventi mortali è particolarmente sentito in Lombardia dove la Giunta Regionale ha previsto la realizzazione di numerosi progetti volti a migliorare le condizioni di lavoro nei principali settori lavorativi. Il particolare rilievo conferito al comparto delle costruzioni, nel quale si verificano il maggior numero di incidenti mortali, è stato è stato motivo, anche nel territorio dell ASL di Vallecamonica Sebino di un azione straordinaria da parte del Servizio PSAL che oltre ad intensificare il proprio ruolo di vigilanza e controllo, ha svolto iniziative finalizzate al coinvol-gimento di altri soggetti che possono svolgere a loro volta un azione positiva per il raggiungimento dello stesso obiettivo. La situazione richiede massimo impegno per ridurre il fenomeno infortuni-stico nei cantieri, ed è necessario che le regole da osservare siano il più condivise possibile dagli addetti ai lavori. È in questo scenario di partecipazione che l ASL di Vallecamonica Sebino ha deciso di collaborare con la ASL Brescia, con la quale sono stati realizzati preziosi progetti, anche in passato, su questi temi, per la realizzazione di questo lavoro con gli esperti in materia di sicurezza del lavoro dei vari Ordini e Collegi professionali. Il mio ringraziamento va agli operatori della ASL di Vallecamonica Sebino e a tutti i componenti del gruppo di lavoro che hanno reso possibile la stesura di queste linee guida. Il mio augurio è che l utilizzo di questo documento favorisca il cammino verso condizioni di lavoro più sicure nei cantieri ed una conseguente riduzione delle malattie professionali e degli infortuni sul lavoro. Il Direttore Generale dell ASL di Vallecamonica Sebino Angelo Foschini Pagina 5

6 La composizione del gruppo di lavoro: Giuseppe Simoni Giacomo Galperti Piersandro Chiodini Damiano Delledonne Franco Martello Brunello Camparada Andra Pogliaghi Giampietro Bara Andrea Ferrari Antonella Granito Gianfranco Camadini Laura Dalè Nadia Bettari Stefano Fracascio Direttore del Servizio SLI - ASL Brescia Coordinatore gruppo edilizia ASL Brescia Tecnico della prevenzione ASL Brescia Tecnico della prevenzione ASL Brescia Tecnico della prevenzione ASL Vallecamonica - Sebino Membro Commissione Sicurezza dell Ordine degli Ingegneri Membro Commissione Sicurezza dell Ordine degli Ingegneri Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Brescia Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Brescia Ordine dei Geologi della Lombardia Membro Commissione Sicurezza dell Ordine degli Architetti Membro Commissione Sicurezza dell Ordine degli Architetti Membro Commissione Sicurezza del Collegio Geometri Membro Commissione Sicurezza del Collegio Geometri Pagina 6

7 2. INTRODUZIONE Come già indicato anche nell introduzione del Direttore Generale il fenomeno infortunistico rimane un tema sul quale devono ancora essere compiuti ulteriori sforzi, appare quindi utile in premessa al lavoro svolto dal gruppo, una descrizione complessiva del fenomeno che consenta di comprendere meglio la fase in cui ci troviamo ad operare. L occasione di riflettere sul fenomeno degli infortuni comporta anche una valutazione sull efficacia dei dispositivi normativi emanati dai livelli istituzionali. Nel corso degli ultimi quarant anni si è passati in Italia da infortuni sul lavoro all anno agli attuali , da 3600 infortuni con esito mortale agli attuali 1250 (un terzo dei quali determinati incidenti stradali) e tutto ciò a fronte di un raddoppio del numero degli assicurati che quarant anni fa erano 10 milioni mentre oggi, secondo gli ultimi dati INAIL, sono circa 22 milioni. Questi dati mettono in luce una situazione in evoluzione nel lungo periodo. Figura 1 - Infortuni mortali (tutte le attività) Anni Infatti negli ultimi cinquant anni l analisi degli infortuni mortali sul lavoro in Italia (vedi fig.1) evidenzia, in termini assoluti, un trend tendente ad un significativo ribasso: le innovazioni tecnologiche introdotte a seguito della crisi mondiale energetica degli anni 70 hanno prodotto il più significativo e durevole miglioramento della sicurezza nei luoghi di lavoro. Pagina 7

8 È necessario periodicamente verificare la validità delle norme di prevenzione attraverso i risultati conseguiti rispetto a quelli attesi: prima di ogni altra cosa, quindi, degli infortuni mortali accaduti nei vari settori lavorativi. I dati a disposizione non presentano una tendenza univoca: i dati generali che riguardano l intero mondo del lavoro sono più incoraggianti di quanto si registra nel comparto delle costruzioni. Il grafico in fig.2, che considera il periodo dal 1995 al 2004 rappresentando esclusivamente gli eventi professionali(esclusi quindi gli incidenti stradali), mette in evidenza che la tendenza alla riduzione è comune a tutti gli stati europei che in questi anni hanno recepito le direttive sulla salute e sicurezza ( ecc); al di là delle differenze dei vari paesi il dato comune è quindi il calo significativo che incoraggia a proseguire il lavoro di prevenzione con gli strumenti attuali Germania -46% Spagna(*) -34% Italia -25% Francia -12% Figura 2 - Infortuni mortali in Europa Pagina 8

9 Scendendo ad un dettaglio regionale in Lombardia si registra un tasso di 3 punti più basso rispetto alla media nazionale, nonostante vengano conteggiati eventi accaduti fuori dal territorio lombardo ma di aziende con sede legale in Lombardia (accentramento della posizione assicurativa INAIL); nonostante ciò è visibile comunque un miglioramento (vedi fig.3-4-5). Figura 3 - Indicatori statistici triennio Pagina 9

10 Figura 4 - Indicatori statistici triennio : Tasso standardizzato infortuni indennizzati Figura 5 - Esportazione e importazione di infortuni (2004) Pagina 10

11 anche per quanto riguarda il settore delle costruzioni nel periodo si registra un significativo decremento degli infortuni nella loro totalità (sono conteggiati tutti gli infortuni che comportano un astensione dal lavoro superiore a 3 giorni). Figura 6 - Evoluzione del tasso grezzo degli infortuni indennizzati per il settore Costruzioni (dato nazionale periodo ) Pagina 11

12 Concentrando l attenzione su quanto avviene nella Regione Lombardia, il grafico in fig.7 mostra in primo luogo come larga parte degli infortuni mortali (quasi il 50%) si verifichi nel settore delle costruzioni; in secondo luogo chiarisce come il trend si mantenga più o meno costante nel tempo, senza nessuna sensibile diminuzione. Anzi, nel 2006 il numero totale degli infortuni mortali è aumentato. Questo dato, anche se contraddistinto da minore validità statistica essendo basato su un numero minore di casi, si presenta contraddittorio con quanto evidenziato in precedenza e deve indubbiamente costituire un campanello d allarme infortuni mortali costruzioni Figura 7 - Regione Lombardia: infortuni mortali totali - infortuni mortali costruzioni I dati relativi agli eventi accaduti nel settore delle costruzioni nella provincia di Brescia, (territorio di competenza delle ASL Brescia e ASL di Vallecamonica Sebino) indicano un fenomeno per il quale valgono le osservazioni fatte in precedenza: andamento altalenante con il dato del 2005 che, pur provvisorio, dovrebbe assestarsi su valori incoraggianti (vedi fig.8). Pagina 12

13 INFORTUNI COSTRUZIONI PROVINCIA DI BRESCIA Figura 8 - Infortuni costruzioni provincia di Brescia Pagina 13

14 Il grafico seguente, in fig.9, rappresenta come gli infortuni accaduti nei cantieri siano quelli che comportano una prognosi maggiore. Figura 9 Rapporti di gravità nel in Italia nei comparti del settore industria e servizi (dato nazionale) Pagina 14

15 La tabella riportata in fig.10 mostra come vi sia un elevata incidenza degli infortuni gravi nelle ditte piccole (66% degli infortuni mortali nelle imprese con meno di dieci dipendenti). Sempre nella stessa tabella si evidenzia che gli infortuni avvengono principalmente a soggetti che lavorano nelle microimprese. Al contrario la quota degli infortunati è minima nelle macroaziende. Figura 10 - Infortuni mortali: distribuzione degli infortunati per dimensione della ditta (dato nazionale periodo ) I lavoratori che hanno subito un infortunio grave e mortale appartengono ad una vasta gamma di nazionalità (40 paesi). Il grafico a torta in fig.11 mostra come tra gli infortunati stranieri prevalgano (60%) quelli provenienti dall est Europa. Figura 11 - cittadinanza degli infortunati (dato nazionale periodo ) Pagina 15

16 Negli ultimi anni il settore delle costruzioni ha conosciuto nella realtà bresciana una forte crescita. A dimostrazione di ciò, c è stato tra il 2000 e il 2004 (vedi fig.12) un notevole aumento di addetti impiegati in questo settore. provincia di BRESCIA addetti alle costruzioni addetti totali dipendenti artigiani Figura 12 - Provincia di Brescia: addetti alle costruzioni Questi dati offrono però lo spunto ad una riflessione: la quota di artigiani nel mondo delle costruzioni rappresenta una porzione sempre maggiore e si avvicina sempre più al numero dei dipendenti. La attuale composizione del tessuto produttivo in edilizia è quindi fortemente cambiata da quella tradizionale in cui i lavoratori autonomi, pochi percentualmente, erano per lo più lavoratori che ad un certo punto della propria carriera professionale, acquisita esperienza e dotazione strumentale, decidevano di assumere in proprio la gestione di piccole porzioni di lavoro. Oggi il lavoratore autonomo è spesso un giovane ex dipendente, senza attrezzature proprie, che continua a svolgere il proprio lavoro con un vincolo di subordinazione dal datore di lavoro ma in assenza delle tutele che invece la legge prevede per i dipendenti. Pagina 16

17 Nella tabella seguente in fig.13 si evidenzia che l incidenza di lavoratori autonomi è molto elevata tra gli eventi più gravi. Figura 13 Infortuni mortali: distribuzione per rapporto di lavoro e dimensione aziendale; sono considerati tutti i settori lavorativi; i valori sono espressi in percentuale (dato nazionale periodo ) La stessa tabella mette in evidenza il lavoro nero che ha interessato una percentuale rilevante di lavoratori. Un indagine condotta da ISPESL, INAIL e Coordinamento delle Regioni su 1511 infortuni mortali accaduti in tutti i settori lavorativi tra il 2002 ed il 2004 ha messo in evidenza il quadro seguente: INFORTUNI MORTALI TUTTI I SETTORI NELLE COSTRUZIONI (640 eventi) il 5.5% riguarda lavoratori irregolari gli irregolari sono il 7.4% il 7.6% riguarda lavoratori al primo i lavoratori al primo giorno di lavoro giorno di lavoro sono il 12.0% il 3.5% riguarda pensionati i pensionati sono il 2.3% Nella tabella seguente, in fig.14, emerge un altro dato significativo: se il 12,2 % degli eventi mortali accadono durante la prima settimana di lavoro, ben il 38,4 % avvengono nel primo anno. Questo pone al centro dei temi della prevenzione la questione della formazione e addestramento dei lavoratori; attività più difficili da garantire per i lavoratori con occupazione a termine. Pagina 17

18 Figura 14 - Infortuni mortali, distribuzione per tempo intercorso fra data assunzione e data infortunio Pagina 18

19 La tabella sotto riportata, in fig.15, è relativa alle cadute dall alto esaminate nel periodo e specifica in quali settori esse sono maggiormente distribuite. Nelle costruzioni si concentrano il 57% delle cadute mortali ed il 65% di quelle gravi. Figura 15 - Le cadute dall'alto (dato nazionale progetto INAIL - ISPESL - Regioni ASL) Il grafico seguente, in fig.16, invece indica l età degli infortunati che hanno subito una caduta dall alto mortale. Figura 16 - L'età degli infortunati (dato nazionale ) Pagina 19

20 Figura 17 Da dove è caduto l infortunato (dato nazionale ) Quest ultima tabella, in fig.17, mette in evidenza come le circostanze in cui accadono la maggior parte delle cadute siano le stesse previste nel D.P.R. n. 164/56; cinquant anni dopo almeno due questioni fondamentali sono cambiate: molti più soggetti sono chiamati a prestare la loro professionalità per porvi rimedio e le attrezzature disponibili (ponteggi dal montaggio sicuro, dispositivi anticaduta) offrono soluzioni che in passato non c erano. Pagina 20

21 3. STIMA COSTI 3.1 Introduzione Il tema dei costi della sicurezza è stato oggetto di alcuni approfondimenti da parte del gruppo di lavoro, in quanto ancora numerose sono le richieste di chiarimenti provenienti dal territorio. Si è perciò provveduto ad una prima ricognizione normativa arricchita con le determinazioni emanate dall Autorità di vigilanza dei lavori pubblici. Considerato che dall analisi della normativa vigente non emerge un indicazione univoca sul comportamento che i coordinatori devono tenere nel calcolo dei costi per la sicurezza, il gruppo ha deciso di richiedere un parere legale. Le incertezze emerse nel corso dei lavori riguardano principalmente le opere provvisionali e di sicurezza da inserire nel computo richiesto dall art 12 del D.Lgs 494/96 e la conclusione alla quale si è pervenuti può essere anche considerata interlocutoria in attesa di ulteriori eventuali chiarimenti da parte degli organi istituzionali. L ente di vigilanza ha proposto durante i lavori una rappresentazione complessiva del tema dei costi, evidenziando la grande debolezza di questo strumento da utilizzare in sede contrattuale, risultando esso facilmente eludibile da committenti ed imprese esecutrici. Rispetto allo scopo nobile, contenuto nel testo del D.Lgs 494/96, che intendeva sostenere la necessità che il committente debba accollarsi per intero l onere dei costi necessari a garantire il rispetto delle norme di sicurezza, sul territorio i risultati concreti di questo meccanismo sono stati deludenti, ed in momenti più recenti il tema dei costi è divenuto solamente un ulteriore argomento di conflitto fra committenti ed imprese, in quanto utilizzato in modo strumentale non finalizzato a garantire la sicurezza ma il guadagno. Pagina 21

22 COSTI DELLA SICUREZZA PREMESSA L argomento COSTI viene analizzato con la consapevolezza, come professionisti operanti nel settore specifico che anche questo argomento, come molti altri, è fondamentale per la riuscita della sicurezza nei cantieri. Tale argomento risulta oggetto di pressanti richieste dal territorio e dagli operatori-coordinatori del territorio stesso, in particolar modo in relazione all attività legata alle pubbliche amministrazioni ove il calcolo degli oneri rientra anche in una dinamica normata di bilanci e quadri economici (es. la non applicazione su tali costi dei ribassi d asta). ANALISI DELLA PRINCIPALE NORMATIVA DI RIFERIMENTO L. 109/94 (parzialmente abrogata dal D. Lgs. 163/2006) D.P.R. 554/99 (verrà abrogato nel 2007 dal D. Lgs. 163/2006) D. LGS. 494/96 D. LGS. 528/99 D.P.R. 222/2003 D.M 145/2000 D. Lgs. 163/2006 Determinazione (Autorità Vigilanza Lavori Pubblici) n.12 del 15/12/99 Determinazione (Autorità Vigilanza Lavori Pubblici) n.37 del 26/07/2000 Determinazione (Autorità Vigilanza Lavori Pubblici) n.2 del 10/01/2001 Determinazione (Autorità Vigilanza Lavori Pubblici) n.11 del 29/03/2001 Determinazione (Autorità Vigilanza Lavori Pubblici) n.4 del 26/007/2006 che abroga tutte le precedenti determinazioni Documento ITACA 2006 (Linee guida) Pagina 22

23 Il D. Lgs. 494/96, così come modificato dal D. Lgs. 528/99, prevede nell art. 12 comma 1 Il Piano contiene ( ) la stima dei relativi costi che non sono soggetti al ribasso nelle offerte delle imprese esecutrici Nelle lett. da a) a t) sono elencati i contenuti del Piano e rappresentano anche le voci di sui fare la stima dei costi della sicurezza. Il D.P.R. 222/2003, nell art. 1 comma m) definisce costi della sicurezza quelli indicati nell art. 12 del D. Lgs. 494/96 e s.m.i. (quindi tutti i costi relativi ai contenuti del PSC elencati dalla lett. a alla lett. t). Nell art. 7 comma 1 si dice che nei costi della sicurezza vanno stimati, per tutta la durata delle lavorazioni presenti in cantiere, i costi: a) Degli apprestamenti previsti nel PSC; b) Delle misure preventive e prottetive e dei dispositivi di protezione individuale eventualmente previste nel PSC per lavorazioni interferenti; c) Degli impianti di terra e contro le scariche atmosferiche, degli impianti antincendio, degli impianti di evacuazione fumi; d) Dei mezzi e servizi di protezione collettiva; e) Delle procedure contenute nel PSC e previste per specifici motivi di sicurezza; f) Degli eventuali interventi finalizzati alla sicurezza e richiesti per lo sfasamento spaziale o temporale delle lavorazioni interferenti; g) Delle misure di coordinamento relative all uso comune di apprestamenti, attrezzature, infrastrutture, mezzi e servizi di protezione collettiva. Nell Allegato 1 è poi riportato l elenco indicativo e non esauriente di apprestamenti, attrezzature, infrastrutture, mezzi e servizi di protezione collettiva. Le LINEE GUIDA ITACA nel paragrafo Voci rientranti nella sicurezza definiscono come costi della sicurezza non soggetti a ribasso d asta solo i costi relativi all elenco delle voci presenti nel citato art. 7 del Regolamento e li differenziano dai costi generali ovvero daa tutto quanto fa riferimento all ambito applicativo D. Lgs. 626/94 e s.m.i. (costi ex-lege ). Questi non devono essere contenuti nel PSC a meno che quest ultimo non preveda ulteriori misure rispetto a quanto previsto dalla normativa vigente. Pagina 23

24 Nel paragrafo si specifica che la stima dei costi della sicurezza deve essere analitica e per singola voce e la computazione, sempre per singola voce, può essere sia a corpo che misura. Il computo deve essere specifico per il cantiere e non una computazione economica delle opere provvisionali in genere. Per la stima dei costi di apprestamenti messi in opera, in assenza di elenchi o listini ufficiali, un metodo può essere quello del nolo per il periodo di utilizzo in cantiere. Anche nel paragrafo (il dettaglio tecnico dei costi della sicurezza9 si specifica che il metodo preferenziale per la stima dei costi degli apprestamenti può essere quello del nolo mensile. E importante sottolineare che nel paragrafo lett. E) Le procedure contenute nel PSC e previste per motivi specifici di sicurezza, si stabilisce che le procedure standard, cioè generali, per l esecuzione in sicurezza di una fase lavorativa, non sono da considerarsi come costo della sicurezza. Le procedure, per essere considerate costo della sicurezza, debbono essere contestuali al cantiere, non riconducibili a modalità standard di esecuzione, ed essere previste dal PSC per specifici motivi di sicurezza derivanti dal contesto o dalle interferenze e non dal rischio intrinseco della lavorazione stessa. La DETERMINAZIONE N. 4/2006 segue le Linee Guida Itaca e sostiene che l elenco voci contenuto nell art. 7 del regolamento è da considerarsi tassativo e che queste sono voci connesse alla specificità del singolo cantiere (costi contrattuali ). Non vanno invece stimati, ma solo evidenziati, i costi della sicurezza che il datore di lavoro è comunque obbligato a sostenere a norma del Titolo IV del D. Lgs. 626/94 per l esecuzione in sicurezza di ogni singola lavorazione compresa nell appalto (costi ex-lege ). Non sono oggetto del PSC, in quanto costi della sicurezza ex-lege, quelli intrinsecamente connessi alle varie lavorazioni e compresi nei relativi prezzi unitari come le spese per i DPI. PARERI LEGALI SULL OBBLIGATORIETA DELLE LINEE GUIDA ITACA E SULLA DETERMINAZIONE DELL AUTORITA DI VIGILANZA DEI LAVORI PUBBLICI N.4 DEL 26/07/2006 Pagina 24

25 Il parere legale ricevuto (e di seguito trascritto integralmente), risponde all istanza posta dall Ordine degli Architetti riguardo l obbligatorietà delle ultime norme in materia di sicurezza, ed esplicita chiaramente che: Né la Determinazione n. 4/2006 dell Autorità di vigilanza dei Lavori Pubblici, né le Linee Guida per l applicazione del D.P.R. n. 222/03 approvate dalla conferenza delle regioni e province autonome (ITACA) possono ritenersi obbligatorie in senso stretto. Il Consiglio di Stato, Sezione V, con la sentenza n del 30/10/2003 ha così stabilito: Le determinazioni che l Autorità per la Vigilanza sui lavori Pubblici assume in risposta ai quesiti rivolti dagli operatori del settore circa l interpretazione della normativa vigente nella materia costituiscono manifestazioni di opinioni dotate di indiscutibile autorevolezza, in ragione della particolare competenza dell organo, che possono anche conseguire un apprezzabile effetto di uniformità e chiarezza nell applicazione della legge. Si tratta, tuttavia, di pronunciamenti che non possono risolversi nella funzione di interpretazione autentica o integrazione della normativa, difettando l autorità del relativo potere e, pertanto, non rappresentano neppure un vincolo per le Amministrazioni nello svolgimento delle procedure di selezione di loro competenza. Lo stesso discorso di diritto vale ovviamente per le linee guida approvate nella conferenza delle Regioni e delle Province autonome. In entrambi i casi si tratta di provvedimenti amministrativi a carattere generale, tendenti ad uniformare l applicazione di una normativa complessa come è quella della sicurezza dei cantieri, ma non possono considerarsi vincolanti perché non sono leggi, né atti amministrativi integrativi delle leggi vigenti. Avv. Linetti Antonello. CONCLUSIONI Dall analisi della normativa sopracitata emergono parecchie questioni non tutte risolvibili e/o sviscerabili con una discussione, altre addirittura pluri-interpretabili, e molte che danno per scontato alcune situazioni che non necessariamente trovano poi riscontro nell operato reale, Pagina 25

26 come per es. che ci sia una strettissima collaborazione tra coordinatore e progettista; che esistano sul territorio buoni prezziari aggiornati ed esaurienti; che in mancanza di questi ultimi possano essere fatte stime su noli per i periodi di utilizzo (cosa che potrebbe portare ad una sovrastima dei costi contrattuali difficile poi da gestire), in questo ultimo caso ci parrebbe più ragionevole stimare ore di montaggio, smontaggio e mantenimento in efficienza dell apprestamento, oppure piuttosto considerare e calcolare l ammortamento del bene (come effettivamente richiesto dal D.P.R. 222/2003) e così via. Comunque si voglia considerare, d accordo o meno con le diverse interpretazioni, va puntualizzato che i costi della sicurezza in cantiere senza dubbio non sono argomento recente, ma sono sempre stati doverosamente corrisposti anche in tempi precedenti alla normativa sopracitata. Soffermandoci pertanto sull obbligata precisazione che i costi erano comunque dovuti anche prima che i legislatori ne siglassero la formulazione, diremo che il calcolarli all interno di un Piano della Sicurezza è quindi un fatto di per sé formale, in quanto allo stato reale che esista o meno il Piano della Sicurezza contenente il calcolo di tali costi, la ditta appaltatrice deve COMUNQUE in qualche modo corrisponderli per avere il cantiere correttamente sicuro ed autorizzato. LA SICUREZZA E INTRINSECA AI LAVORI costi calcolati analiticamente, parametricamente o non calcolati affatto. Riguardo inoltre al dibattimento relativo all obbligatorietà o meno di applicazione delle Determinazioni dell Autorità di Vigilanza o del Documento ITACA risulta alla fine un fatto più in mano ai pareri legali che a quelli tecnico-operativi. Possiamo invece con certezza stabilire che da dopo l emanazione del DPR 222/03 (soprattutto riferendoci all Allegato), è possibile ricavare le informazioni su come calcolare tali costi in un Piano. Dall ampia discussione che ne è emersa il gruppo di lavoro è arrivato inoltre ad una buona conclusione dove, operativamente, si è riusciti a stabilire che per eseguire un corretto calcolo Pagina 26

27 dei costi della sicurezza, laddove esista una buona possibilità di distinguerli dal computo estimativo generale, possono essere indicati come costi analitici, laddove invece risulti difficile estrapolarli, è possibile inserirli derivandoli da una parametrazione ragionata, pur tenendo sempre conto che i costi indicati dal calcolo allegato al Piano non possono essere considerati né esaustivi di tutto ciò che concerne i costi per la sicurezza in genere (già rientranti nelle normative precedenti), né nuovi, né imprevisti, né eludibili per tutto ciò già espresso in precedenza. Pagina 27

28 4. ASSENZA DEL CSE E SUA SOSTITUZIONE 4.1 Introduzione Durante l attività di vigilanza nei cantieri sono emerse diverse problematiche legate ad assenze prolungate da parte del CSE che in qualche caso hanno avuto come esito l applicazione di contravvenzioni allo stesso. Tali assenze possono essere dovute a differenti motivi, quali, ad esempio, un periodo di malattia o di vacanza per il CSE, e sono particolarmente critiche quando, in concomitanza ad esse, nel cantiere si svolgono attività che comportano rischi particolari, dove quindi la vigilanza del coordinatore è indispensabile. Benché la normativa vigente non regolamenti con precisione la frequenza di sopralluoghi in cantiere da parte del CSE, l art.5 del D.Lgs 494/96 prescrive comunque che esso deve provvedere, durante la realizzazione dell opera, a verificare, con opportune azioni di coordinamento e controllo, l applicazione, da parte delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi, delle disposizioni loro pertinenti contenute nel piano di sicurezza e di coordinamento di cui all art.12 e la corretta applicazione delle relative procedure di lavoro. Ma le responsabilità in caso di assenza del CSE non sono solamente in capo allo stesso, infatti una lettura del DLgs 494/96 evidenzia che anche al committente o il responsabile dei lavori sono attribuiti degli obblighi, in particolare: nell articolo 2 alla lettera f) è indicato : f) coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la realizzazione dell opera, di seguito denominato coordinatore per l esecuzione di lavori: soggetto, diverso dal datore di lavoro dell impresa esecutrice, incaricato, dal committente o dal responsabile dei lavori, dell esecuzione dei compiti di cui all articolo 5; nell articolo 3 punto 7 è indicato: 7. Il committente o il responsabile dei lavori può sostituire in qualsiasi momento, anche personalmente se in possesso dei requisiti di cui all articolo 10, i soggetti designati in attuazione dei commi 3 e 4. Infine nell articolo 6 comma 2 2. La designazione del coordinatore per la progettazione e del coordinatore per l esecuzione, non esonera il committente o il responsabile dei lavori dalle responsabilità connesse alla verifica dell'adempimento degli obblighi di cui all articolo 4, comma 1, e 5, comma 1, lettera a). La lettura dei tre passaggi contenuti nel decreto 494 evidenzia quindi che il committente deve scegliere correttamente il suo CSE (culpa in eligendo), e qualora insorgessero problemi egli può provvedere in qualsiasi momento alla sua sostituzione, ma ciò che risulta determinante è che il committente deve compiere opportuni controlli sull effettivo svolgimento da parte del CSE delle Verifiche (culpa in vigilando). Per questo motivo il gruppo di lavoro ha cercato di affrontare il problema alla ricerca di soluzioni da proporre ai colleghi operanti sul territorio, provvedendo anche all acquisizione di pareri legali. L esito del lavoro (di seguito presentato) ha messo in evidenza l opportunità che nei periodi di assenza prolungata del CSE, nel caso in cui nel cantiere proseguano comunque i lavori e, a maggior ragione, se i lavori svolti presentano criticità notevoli, il CSE sia sostituito da un suo collaboratore in possesso dei requisiti previsti dall art.10 del D.Lgs 494/96. Il gruppo ha quindi proposto delle modulistiche da utilizzare per la sostituzione del CSE che necessariamente coinvolgono il committente. Pagina 28

29 4.2 Sintesi del Lavoro Analisi e inquadramento normativo; Approfondimento della questione legale (verifica attraverso i legali degli ordini della possibilità di avvalersi di collaboratori ed in quale forma); Stesura di fac-simile della nomina di sostituzione temporanea/prolungata; Stesura delle comunicazioni agli Enti ed ai soggetti coinvolti (aggiornamento notifica, ecc.). NOTA BENE: la procedura di sostituzione del CSE è proposta e indicata per necessità straordinarie ed effettive è pertanto utile ribadire che il suo utilizzo deve essere applicato in modo consapevole. Non è consentito l utilizzo di tali procedure al fine di estendere le capacità lavorative del CSE. 4.3 Allegati Questo è l elenco degli allegati presenti: 1- L inquadramento normativo: la figura del CSE, la sua nomina, le sostituzioni del CSE viste alla luce dell analisi legale (responsabilità, trasversalità delle stesse, possibilità). 2- Fac-simile di nomina sostituto. 3- Fac-simile di Notifica agli enti con la comunicazione di sostituzione prolungata. Pagina 29

30 ALLEGATO 1 Normativa di riferimento per punti: Il Coordinatore in Fase di esecuzione D. Lgs. 494/96 Articoli 2; 3 comma 4; 5; 6 (D. Lgs. 528/99 e successivi) Circ.Min.Lav. 41/97 DPR 554/99 (e successivi) - Capitolo D, art.2, comma 1, lettera f Designazione del CSE D. LGS. 494/96 - Art. 3, comma 4 Possesso dei requisiti CSE D. LGS. 494/96 - Art. 10 Sostituzione o revoca degli incarichi D. LGS. 494/96 - Art. 3, comma 7 Notifica preliminare D. LGS. 494/96 - Art. 11 Pareri legali sulla fattibilità riguardo la sostituzione sia temporanea che prolungata: Gli Studi legali interpellati paiono concordi nel motivare la possibilità di sostituzione del CSE in opera con collaboratori sia continuativi che temporanei, anche senza nomina sostitutiva. A noi pare però corretto formulare una modulistica, in grado di dare maggior chiarezza possibile, ove si indichino le generalità di chi sostituisce il CSE, possibilmente con l approvazione specifica del Committente. Si allegano di seguito i pareri legali analizzati: Studio Avv. Bresciani/Linetti Pagina 30

31 SI ANALIZZANO DI SEGUITO I DUE CASI PRESI IN CONSIDERAZIONE: CASO DI ASSENZE SPORADICHE O BREVI (es. periodo di ferie, malattie di breve durata, imprevisti di vario genere) Per il caso in oggetto si consiglia di impostare la questione già a partire dalla lettera di incarico, aggiungendo per esempio nella contrattazione scritta un periodo chiaro ed inequivocabile quale potrebbe essere durante l incarico il Coordinatore potrà essere coadiuvato da collaboratori in possesso dei requisiti, di cui all art.10 D. Lgs. 494/96, relativi alla professionalità richiesta, ed eventualmente, nel caso in cui si sia certi, citarne addirittura le generalità. CASO DI ASSENZE PROLUNGATE Per il secondo caso si rimanda agli allegati seguenti: - allegato B fac simile nomina temporanea sostituzione CSE - allegato C aggiornamento notifica preliminare - allegato D - informativa per tutte le imprese Pagina 31

32 ALLEGATO B Modello Fac-simile NOMINA TEMPORANEA STRAORDINARIA DI SOSTITUZIONE DEL CSE Oggetto: Nomina autorizzazione sostituzione della figura del Coordinatore per l esecuzione del cantiere XXXXXXXXXX, sito in XXXX Il sottoscritto in qualità di Coordinatore per l Esecuzione del cantiere in oggetto, AUTORIZZA previa approvazione della Committenza sotto confirmataria, l Arch./Ing./ecc. a sostituire la propria figura professionale in veste di CSE del cantiere oggetto della presente per il periodo di: da 00/00/00 a 00/00/00. Si informa: che il collega sostituente risulta idoneo all incarico rispetto ai requisiti di cui all art.10 D. Lgs. 494/96, che il collega sostituente è stato reso edotto riguardo la situazione di cantiere e di tutte le modalità finora eseguite per il controllo dello stesso, che il collega sostituente si impegnerà a restituire tutte le informazioni relative alla conduzione del cantiere durante il periodo di sostituzione. Verranno compilati, come di prassi, i consueti verbali relativi alle ispezioni, di cui una copia sarà depositata presso il cantiere a disposizione di imprese, committenza e organi di vigilanza. SI NO Lo studio rimarrà comunque di riferimento per qualsiasi comunicazione, durante suddetto periodo. IL COORDINATORE PER L ESECUZIONE IL COMMITTENTE. IL SOSTITUTO CSE Pagina 32

33 ALLEGATO C Notifica Preliminare aggiornata nuovo nominativo CSE indicazione del periodo di sostituzione. - Raccomandata a/r - - PROT. Spett.le ASL Area PSAL Città Via Località Spett.le Ispettorato Provinciale Del Lavoro Via Località Oggetto: cantiere sito in XXXX relativo ai lavori di XXXXXXXXX. AGGIORNAMENTO NOTIFICA PRELIMINARE ai sensi dell'art.11 del D.Lgs.494/96, come modificato dal D.Lgs 528/99. In riferimento alla NOTIFICA già inoltrata in data 00/00/00, relativamente al cantiere in oggetto, in ottemperanza ai precetti di legge sopra riferiti siamo ad inviarvi copia della notifica preliminare aggiornata riguardo ai seguenti dati di cantiere: Coordinatore per la Progettazione : Dott. Arch. XXXXXXXXX Via Brescia Tel Tale nuova figura professionale rivestirà il ruolo di CSE dal 00/00/00 al 00/00/00. Copia di questo atto sarà affissa in maniera visibile presso il cantiere e custodita a disposizione di codesti Organi di Vigilanza. IL COMMITTENTE/RESPONSABILE DEI LAVORI Pagina 33

34 ALLEGATO D INFORMATIVA PER TUTTE LE DITTE - Raccomandata a/r - - PROT. Spett.le Signor XXXXXX Ditta XXXXXX Città Via Località Oggetto: cantiere sito in XXXX relativo ai lavori di XXXXXXXXX. Nomina sostituzione temporanea del Coordinatore per l Esecuzione dei lavori Con la presente informiamo la Vostra Spettabile Ditta XXXXXXXX che l Arch./Ing./ecc XXXXXX Coordinatore per l Esecuzione relativamente al cantiere di cui all oggetto verrà sostituito per il periodo da 00/00/00 a 00/00/00 dall Arch./Ing./ecc XXXXXXXXXX. Lo XXXX studio rimarrà comunque di riferimento per qualsiasi comunicazione, durante suddetto periodo (questa frase da introdursi solo se crocettato il SI nell allegato B). Distinti Saluti Il Coordinatore per l Esecuzione Pagina 34

35 5. DOCUMENTI DEL CSE 5.1 Introduzione Anche per lo svolgimento dell attività del CSE il gruppo di lavoro ha ritenuto di sviluppare un approfondimento che contribuisca per quanto possibile al chiarimento di alcuni aspetti non esplicitati nel dettato normativo. L argomento è affrontato anche con l obiettivo di poter efficacemente dare evidenza all ente di vigilanza di tutte le attività dal CSE. Il Coordinatore per la Sicurezza durante l Esecuzione produce, a corredo della sua attività ordinaria, diversi documenti. Così come l iter dell attività può essere temporalmente suddiviso in due macrofasi, prima dell inizio dei lavori e durante il corso dei lavori, anche la documentazione può essere ripartita alla stessa maniera. Pertanto, in due sottocapitoli distinti, verranno presentati gli elenchi completi e ordinati della documentazione relativa alle due macrofasi. In aggiunta, vengono proposti alcuni modelli standard per i moduli che, si presume, siano utilizzati e compilati più frequentemente. 5.2 Documentazione relativa all attività del CSE Prima dell inizio dei lavori 1. Esame del progetto e del PSC (se il CSE è persona diversa dal CSP). 2. Esame dei POS: a) Trasmissione POS al CSE: i POS devono pervenire al CSE almeno 10 giorni lavorativi prima dell inizio dei lavori. b) Esame POS a cura del CSE: i POS devono essere verificati in base ad uno schema preordinato da prevedere nel PSC. Nel caso il PSC non contenga tale schema, il CSE effettuerà tale verifica in base ad uno schema redatto secondo le normali procedure previste dal suo ruolo. c) Comunicazione esito all impresa: il CSE comunica l esito della verifica dei POS alle imprese entro 5 giorni lavorativi dalla ricezione degli stessi. (vedi allegati 1 e 2). Nota: i lavori di un impresa possono iniziare solo dopo l esito positivo della verifica del suo POS. E necessario che tale prescrizione sia contenuta nel PSC e nei documenti contrattuali, in modo che l obbligo risulti sancito chiaramente. 3. Acquisizione di una copia della notifica preliminare (che deve essere esposta in cantiere). 4. Verifica del permanere delle condizioni per l inizio dei lavori come da art.71, comma 3, D.P.R. 554/99 (vedi allegato 3). Nota: pur essendo la verifica prevista per i soli lavori pubblici, è opportuno che essa venga eseguita anche per i lavori privati. Pagina 35

36 Pagina Acquisizione della copia dei contratti d appalto. 6. Predisposizione della lista dei soggetti esecutori (vedi allegato 4) 7. Verifica che i nominativi del CSP e del CSE siano stati comunicati ai soggetti esecutori e che siano inseriti nel cartello di cantiere (vedi allegato 5) Durante il corso dei lavori 8. Riunione per inizio lavori (vedi allegati 6 e 6a). Devono essere convocati ed essere presenti l Appaltatore e le imprese esecutrici già individuate (datori di lavoro o loro rappresentanti). È opportuno che siano invitati anche il Committente, il RL, il DL. I principali temi da trattare in tale riunione sono soprattutto di carattere impostativo, ad esempio: - commenti e precisazioni al PSC, - soggetti operanti in cantiere e competenze, - ufficio di cantiere, - documenti di cantiere, - procedure di comunicazione, - aspetti logistici e operativi, - date di calendario e inizio lavori, - accordi e intese operative generali, -... Nota: si ritiene raccomandabile la presenza del DL o di un suo incaricato, in particolare per le indicazioni programmatiche e di cantierizzazione generale. 9. Istituzione dell ufficio di cantiere. Per ufficio di cantiere si intende l insieme dei documenti per il coordinamento della sicurezza, ad esempio: - PSC, - POS, - notifica preliminare, - numeri telefonici per le emergenze, - elenco soggetti esecutori, - Giornale dei Lavori (ove vi siano iscritti argomenti del CSE), - eventuale registro visite, - verbali, - comunicazione per il coordinamento, - copie di verbali e prescrizioni di Enti di vigilanza e controllo/ispezioni, -... (Vedi allegato 7, esempio di comunicazione di istituzione ufficio di cantiere). Nota: si ritiene raccomandabile comunicare a Committente/RL la organizzazione del sistema documentale adottato dal CSE (Vedi allegato 8, esempio di comunicazione al Committente circa il sistema documentale). 10. Visite di cantiere. Per le visite in cantiere non è stabilita dalle norme alcuna frequenza minima. La frequenza delle visite dipenderà essenzialmente dai seguenti aspetti: - entità del cantiere,

37 - numero e tipo di soggetti operanti, - fasi di lavoro, - carenza di collaborazione da parte delle imprese. Tanto più saranno importanti gli aspetti citati, maggiore dovrà essere la frequenza delle visite; si ritiene, pertanto, che sia privo di significato dare una regola unica e rigida, e che ogni cantiere dovrà essere oggetto di verifiche in numero variabile di fase in fase. Tuttavia, si ritiene che anche il meno impegnativo dei cantieri debba essere visitato almeno una volta per settimana lavorativa. Nota: le visite in cantiere saranno annotate su un foglio - una sorta di registro -, sul quale potranno essere citati eventuali documenti redatti per l occasione (verbali di riunione o sopralluogo, comunicazioni scritte, etc.). (Vedi allegati 9, esempio di rapporto di visita e 10, esempio di registro visite e azioni). 11. Verifica prescrizioni impartite. È documentata negli atti di cui al punto Acquisizione informazioni e dati circa i soggetti entranti. Nel corso delle visite o delle riunioni si assumono informazioni circa l arrivo in cantiere di altri soggetti esecutori, con i relativi tempi presunti di intervento: si aggiorna il documento di cui al punto 6. Si ritiene che non siano da considerare imprese esecutrici i seguenti soggetti: - trasportatori/operatori di magazzinaggio esterno al cantiere - fornitori estemporanei (coloro che non hanno il cantiere come luogo di lavoro principale e permanente ad esempio: fornitori di materiali, di calcestruzzo, etc.) - aziende di pubblici servizi (ad esempio enti gestori di EE, telefonia, gas, acqua, raccolta rifiuti, etc. e loro appaltatori), in quanto non sono titolari di contratto di appalto sul quale il Committente abbia un effettivo potere negoziale o impositivo. Pagina Esame documenti circa i soggetti entranti in cantiere. Si veda il punto Riunioni di coordinamento. Per le riunioni di cantiere non è stabilita dalle norme alcuna frequenza minima; essa dipenderà sostanzialmente dagli aspetti citati al punto 10. Tanto più saranno importanti gli aspetti citati, maggiore enfasi dovrà essere data alle riunioni e alla loro formalizzazione; si ritiene, pertanto, che sia privo di significato dare una regola unica e rigida, e che ogni cantiere dovrà essere oggetto di riunioni formalizzate in numero variabile. I temi da trattare nelle riunioni ordinarie sono soprattutto di carattere operativo rispetto alle fasi di lavoro (con eventuale ripresa dei temi di cui al punto 8.), ad esempio: - stato del cantiere, - aspetti programmatici, - aree di lavoro / zone confinate, - apprestamenti comuni e regole d uso promiscuo, - sollevamenti, - programma lavori e lavori previsti in concomitanza, - personale / mezzi, - altre imprese / subappalti ulteriori,

38 - lavoratori autonomi, - quadri energia elettrica, - dispositivi di protezione in uso collettivo, - permessi, - rinvio ulteriori riunioni di coordinamento. (Vedi allegati 11, facsimile di verbale di riunione, 12, esempio di verbale di riunione e 13, esempio di lettera di accompagnamento del verbale). Nota: per riunione si intende sia quella in forma classica con i soggetti istituzionali, secondo procedure tradizionali, che concettualmente il colloquio a due informale con il referente in cantiere. La struttura formale del verbale di riunione di coordinamento potrà, conseguentemente, avere i seguenti titoli: - stato del cantiere - programma a breve termine - documentazione - nuove fasi o nuove imprese esecutrici - prescrizioni. Tutta la documentazione acquisita o prodotta dovrà essere conservata in cantiere, per la consultazione da parte degli interessati e per eventuali ispezioni da parte degli enti di controllo. 15. Azioni forti. A seconda del caso (con riferimento all art. 5 della direttiva cantieri), si vedano i fac-simile allegati 14 (comunicazione inosservanze) e 15 (sospensione immediata della lavorazione). 16. Adeguamento PSC. A seconda della necessità di adeguamento, per temi significativi, si potrà ricorrere a: - integrazione/revisione vera e propria del PSC, - aggiornamento di allegati, - richiami ad aggiornamento nei POS, - scheda specifica di aggiornamento e integrazione unica per PSC e POS (da conservare nel PSC e nei POS), - aggiornamento e integrazione unica per PSC e POS semplicemente mediante il verbale di riunione o la comunicazione di riepilogo della riunione (da conservare nel PSC e nei POS). 17. Richiesta adeguamento POS. Qualora basti l adeguamento/aggiornamento dei POS, si veda il punto Parere al DL per pagamento oneri. Si ritiene che il conteggio debba essere predisposto dal DL stesso e sottoposto al parere del CSE. Pagina 38

39 5.3 Allegati Allegato 1 - Facsimile di lettera di risposta per POS idoneo Spett.le Impresa Xxxxx (impresa capocommessa) e per conoscenza: Spett.le (Committente o responsabile dei lavori) Spett.le Impresa Yyyyy (impresa subappaltatrice) Prot. xx. Località, data. Oggetto: Decreto Legislativo n 494 del 14 agosto 1996 contenente la Attuazione della Direttiva 92/57/CEE concernente le prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili così come modificato dal Decreto Legislativo n 528 del 19 novembre Cantiere per i lavori di (descrivere i lavori) sito nel comune di., via Ho esaminato il piano operativo di sicurezza (cosiddetto POS ) ricevuto in data xx/xx/xxxx relativo ai lavori che dovrete svolgere nel cantiere in oggetto [oppure relativo ai lavori che dovranno essere svolti nel cantiere in oggetto dall impresa Yyyyy Vostra subappaltatrice e Vi comunico che esso è idoneo. Potete pertanto dare corso ai lavori di Vostra pertinenza [oppure L impresa Yyyyy può pertanto dare corso ai lavori di sua pertinenza. Ricordo che una copia del suddetto piano dovrà essere depositata presso l ufficio di cantiere. Con l occasione porgo i migliori saluti. firma) Il coordinatore per l esecuzione dei lavori (timbro e Pagina 39

40 Allegato 2 - Facsimile di lettera di risposta per POS inidoneo Spett.le Impresa Xxxxx (impresa capocommessa) e per conoscenza: Spett.le (Committente o responsabile dei lavori) Spett.le Impresa Yyyyy (impresa subappaltatrice) Prot. xx. Località, data. Oggetto: Decreto Legislativo n 494 del 14 agosto 1996 contenente la Attuazione della Direttiva 92/57/CEE concernente le prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili così come modificato dal Decreto Legislativo n 528 del 19 novembre Cantiere per i lavori di (descrivere i lavori) sito nel comune di., via Ho esaminato il piano operativo di sicurezza (cosiddetto POS ) ricevuto in data xx/xx/xxxx relativo ai lavori che dovrete svolgere nel cantiere in oggetto [oppure relativo ai lavori che dovranno essere svolti nel cantiere in oggetto dall impresa Yyyyy Vostra subappaltatrice e Vi comunico che esso non è idoneo per i seguenti motivi (specificare):.,...,.. Dovete pertanto redigere un altra versione del POS [oppure L impresa Yyyyy deve pertanto redigere un altra versione del POS ; essa dovrà essere redatta secondo le indicazioni fornite nel capitolo xx del piano di sicurezza e di coordinamento relativo al cantiere in oggetto e già in Vostro possesso. Ricordo che i lavori a Voi affidati [oppure i lavori affidati all impresa Yyyyy potranno iniziare soltanto dopo che la nuova versione del POS sarà stata da me giudicata idonea 1. Tenendomi a Vostra disposizione per ogni possibile chiarimento al riguardo e rimanendo in attesa di ricevere la nuova versione del POS, colgo l occasione per porgervi i migliori saluti. firma) Il coordinatore per l esecuzione dei lavori (timbro e 1 Nel caso di semplici omissioni o inesattezze (nominativi o dichiarazioni mancanti, refusi, eccetera), il POS può essere integrato con correzioni apportate a penna sulla copia del POS da conservare in cantiere oppure con fogli aggiuntivi. In tal caso, il periodo cui si riferisce la presente nota deve essere adattato di conseguenza. Pagina 40

41 Pagina 41

42 Allegato 3 - Facsimile di verbale di verifica del permanere delle condizioni per l inizio dei lavori (soggetto appaltante) Lavori di... Impresa. Contratto in data n. di rep. registrato a al n.. Importo a base d appalto Importo di contratto VERBALE DI VERIFICA DEL PERMANERE DELLE CONDIZIONI CHE CONSENTONO L IMMEDIATA ESECUZIONE DEI LAVORI (art. 71, c. 3, del Regolamento DPR 21 dicembre 1999, n. 554) L anno il mese di il giorno in.. ; premesso che con determinazione n. del sono stati aggiudicati i lavori all impresa. con sede in.., via. n., per un importo di ; visti gli elaborati progettuali, lo stato dei luoghi ed ogni altra documentazione di interesse all esecuzione dei lavori; i Signori:., responsabile unico del procedimento dei lavori in oggetto;., legale rappresentante dell impresa [o procuratore], DANNO CONCORDEMENTE ATTO del permanere delle condizioni che consentono l immediata esecuzione dei lavori, del permanere delle condizioni previste nel piano di sicurezza e di coordinamento. IL RESPONSABILE DEL PROCEDIMENTO (timbro e firma) e firma) L IMPRESA (timbro Pagina 42

43 Allegato 4 - Facsimile di lista imprese esecutrici e lavoratori autonomi CANTIERE PER I LAVORI DI SITO NEL COMUNE DI., VIA NOMINATIVO IMPRESE ESECUTRICI E LAVORATORI AUTONOMI OPERANTI NEL CANTIERE POS Tipo di soggetto esecutore (1) Nominativo Attività Subappalto ricevuto da (2) Data consegna Data giudizio idoneità Note Note: (1) = indicare con le sigle IA le imprese esecutrici appaltatrici (cioè incaricate dal committente), IS le imprese esecutrici subappaltatrici, LA i lavoratori autonomi; (2) = non compilare la casella nel caso di imprese esecutrici appaltatrici. Data ultimo aggiornamento:.. Pagina 43

44 Allegato 5 - Facsimile di cartello di cantiere Ente appaltante: ASSESSORATO A Ufficio competente: Dipartimento/Settore/Unità operativa LAVORI DI UFFICIO TECNICO Progetto esecutivo approvato con del n. del Progetto esecutivo: Direzione dei lavori: Progetto esecutivo e direzione lavori opere in c.a. Progetto esecutivo e direzione lavori impianti Coordinatore per la progettazione: Coordinatore per l esecuzione dei lavori: Durata stimata in uomini x giorno: Responsabile unico dell intervento: IMPORTO DEL PROGETTO: IMPORTO LAVORI A BASE D ASTA: ONERI PER LA SICUREZZA: IMPORTO DEL CONTRATTO: Notifica preliminare in data: euro euro euro euro Gara in data, offerta di ribasso del % Impresa esecutrice: con sede Qualificata per i lavori delle categorie:, classifica, classifica, classifica direttore tecnico del cantiere: subappaltatori: per i lavori di Importo lavori subappaltati categori a descrizione euro Pagina 44

45 Intervento finanziato con fondi propri (oppure) Intervento finanziato con mutuo della Cassa depositi e prestiti con i fondi del risparmio postale inizio dei lavori con fine lavori prevista per il prorogato il con fine lavori prevista per il Ulteriori informazioni sull opera possono essere assunte presso l ufficio telefono: fax: http: // Pagina 45

46 Allegato 6 - Facsimile di verbale della prima riunione di coordinamento VERBALE DELLA PRIMA RIUNIONE DI COORDINAMENTO TENUTASI IN DATA xx/xx/xxxx Oggetto: Decreto Legislativo n 494 del 14 agosto 1996 contenente la Attuazione della Direttiva 92/57/CEE concernente le prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili così come modificato dal Decreto Legislativo n 528 del 19 novembre Cantiere per la realizzazione di.., comune di., via.. Presenti alla riunione: (elenco presenti) Con riferimento agli accordi verbali/telefonici/altro presi in data xx/xx/xxxx, si è tenuta il giorno xx/xx/xxxx a xxxxxx, presso.. (indicare il luogo), una riunione avente come tema il coordinamento iniziale delle attività di cantiere e l illustrazione del piano di sicurezza e di coordinamento relativo al cantiere in oggetto, datato xx/xx/xxxx redatto da (indicare il nominativo del coordinatore per la progettazione). Nel corso della riunione, dopo una breve visita all area del cantiere, sono stati evidenziati e/o presi i seguenti accordi:..;..;..;..;..; **************** Pagina 46

47 Nel corso della medesima riunione sono stati esaminati i punti salienti del piano di sicurezza e di coordinamento ed in particolare i seguenti:..;..;..;..;..;..; Copia del presente verbale verrà depositata, a cura del coordinatore per l esecuzione dei lavori, nell ufficio di cantiere. [Nota: qualora tra gli accordi e/o gli argomenti trattati ve ne fossero alcuni che modificano o integrano il piano di sicurezza e di coordinamento, aggiungere la seguente frase: Il presente verbale costituisce a tutti gli effetti una modifica/integrazione del piano di sicurezza e di coordinamento sopra citato. Pagina 47

48 Allegato 6a - Esempio di verbale della prima riunione di coordinamento VERBALE DELLA PRIMA RIUNIONE DI COORDINAMENTO TENUTASI IN DATA xx/xx/xxxx Oggetto: Decreto Legislativo n 494 del 14 agosto 1996 contenente la Attuazione della Direttiva 92/57/CEE concernente le prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili così come modificato dal Decreto Legislativo n 528 del 19 novembre Cantiere per la realizzazione di.., comune di., via.. Presenti alla riunione: signori. dell azienda xxxxx (committenza) signori dell impresa hhhhh, aggiudicataria dei lavori in oggetto, signori... dell impresa yyyyy, subappaltatrice della hhhhh per le opere edili, signori... dell impresa wwwww, subappaltatrice della hhhhh per le opere elettriche, signori... dell impresa zzzzz, subappaltatrice della hhhhh per le opere di automazione, sig.., coordinatore per l esecuzione dei lavori. Con riferimento agli accordi verbali presi alcuni giorni addietro, si è tenuta il giorno xx/xx/xxxx a xxxxxx, presso.. (luogo della riunione), una riunione avente come tema il coordinamento iniziale delle attività di cantiere e l illustrazione del piano di sicurezza e di coordinamento relativo al cantiere in oggetto, datato xx/xx/xxxx redatto dal sig..., coordinatore in fase di progettazione. Nel corso della riunione, dopo una breve visita all area del cantiere, sono stati evidenziati e/o presi i seguenti accordi: direttore dei lavori è il sig... che sarà affiancato dagli assistenti sig... per le opere edili e meccaniche e sig.. per le opere elettriche e di automazione; responsabile dei lavori è il sig. dell azienda. (committenza); l impresa hhhhh assume il ruolo di impresa capocommessa; Pagina 48

49 direttore tecnico del cantiere è il sig. dell impresa hhhhh ; capocantiere dell impresa hhhhh è il sig...; capocantiere dell impresa wwwww è il sig...; capocantiere dell impresa yyyyy è il sig. ; capocantiere dell impresa zzzzz è il sig. ; le eventuali future imprese subappaltatrici (probabilmente un impresa per le coibentazioni ed un impresa per le radiografie delle saldature) dovranno, con congruo anticipo sull inizio dei lavori loro affidati, individuare il proprio capocantiere; il capocantiere di ogni impresa dovrà assicurare una presenza pressoché costante in cantiere; al riguardo le imprese di cui sopra che non fossero in grado di garantire tale presenza con i capicantiere sopra individuati sono invitate a designare un altro capocantiere. La suddetta costante presenza non è invece richiesta per il direttore tecnico del cantiere; il direttore tecnico del cantiere dovrà gestire, sotto il profilo della sicurezza e della salute sul lavoro, gli aspetti del cantiere di carattere generale valevoli per tutte le imprese (recinzione, prevenzione degli incendi, dotazioni di primo soccorso, eccetera) mentre i singoli capicantiere dovranno gestire, sempre sotto il profilo della sicurezza e della salute sul lavoro, gli aspetti del cantiere relativi alle loro imprese (misure di sicurezza nelle singole attività, formazione del proprio personale, eccetera); l organigramma di cantiere sarà pertanto quello esposto nell allegato I; si è preso atto che in cantiere non si prevede, alla data attuale, l intervento di lavoratori autonomi; il responsabile dei lavori ha comunicato che sarà riservato agli operatori del cantiere l ingresso di destra all impianto senza ulteriori formalità; il direttore dei lavori comunicherà alla portineria d ingresso i nominativi delle persone e delle imprese autorizzate ad accedere al cantiere; il responsabile dei lavori ha comunicato che sono stati autorizzati i subappalti alle imprese yyyyy, wwwww e zzzzz, mentre non è ancora formalmente autorizzato il subappalto all impresa kkkkk, non presente alla riunione; è stata formalmente consegnata all impresa hhhhh l area del cantiere; i lavori inizieranno il xx/xx/xxxx; è stato individuato il percorso della recinzione dell area di cantiere che sarà realizzata con rete metallica; detta recinzione individua l area a disposizione per il cantiere e per le lavorazioni da eseguirsi in esso; eventuali necessità di accesso ad altre aree sarà oggetto di accordi da prendere di volta in volta tra la direzione dei lavori e la direzione dell impianto; le eventuali esigenze di messa fuori servizio di parti di impianto per esigenze di lavorazione o per interferenze dovranno essere programmate Pagina 49

50 e richieste per tempo per consentire alla direzione dei lavori di prendere i necessari accordi con la direzione dell impianto; i servizi logistici (spogliatoio e ufficio di cantiere) saranno costituiti da una baracca messa a disposizione dalla direzione dell impianto; l impresa hhhhh installerà in cantiere nei prossimi giorni un servizio igienico di tipo chimico; l impresa hhhhh predisporrà nei prossimi giorni il cronoprogramma di dettaglio che sarà congruente, salvo i tempi, col cronoprogramma di massima allegato al piano di sicurezza e di coordinamento; tutte le comunicazioni relative all andamento dei lavori dovranno essere indirizzate all azienda.. (committenza), xxxxx, via xxxxx n xx; è stata consegnata una copia della notifica preliminare (lettera dell azienda.. prot. xxxxx del xx/xx/xxxx) inviata all ASL di xxxxx ed alla Direzione provinciale del lavoro di xxxxx; nell ufficio di cantiere dovranno essere conservati una copia del piano di sicurezza e di coordinamento (a cura del coordinatore per l esecuzione dei lavori), una copia dei POS (a cura delle singole imprese) ed una copia della notifica preliminare (a cura del responsabile dei lavori); si prende atto che non verranno utilizzati ponteggi metallici; qualora un impresa, contrariamente alla previsione, decidesse di utilizzare un ponteggio, è stato ricordato che il suo impiego dovrà essere preceduto dalla presentazione al coordinatore per l esecuzione dei lavori del relativo piano di montaggio, uso e smontaggio ; i piani operativi di sicurezza (POS) delle imprese hhhhh. e wwwww, recentemente consegnati al coordinatore per l esecuzione dei lavori, sono idonei; sono stati consegnati al coordinatore per l esecuzione dei lavori i POS delle imprese yyyyy, zzzzz e kkkkk. Detti POS saranno esaminati dal coordinatore per l esecuzione dei lavori nei prossimi giorni; l esito dell esame sarà comunicato dal coordinatore per l esecuzione dei lavori all impresa capocommessa; è stato ricordato che i lavori delle imprese sopra citate potranno iniziare soltanto dopo che i loro POS saranno stati giudicati idonei; è stato consegnato al sig.. dell impresa hhhhh lo schema di redazione del POS (allegato II) precisando che, in occasione di futuri subappalti, le imprese interessate dovranno redigere il proprio POS secondo tale schema. **************** Nel corso della medesima riunione sono stati esaminati i punti salienti del piano di sicurezza e di coordinamento ed in particolare i seguenti: Pagina 50

51 nel caso di emergenza di qualunque tipo (in particolare fughe di gas o di liquidi di natura ignota per i lavoratori del cantiere), i lavoratori operanti nel cantiere dovranno immediatamente recarsi in portineria e attendere istruzioni da parte del personale dell azienda.. (committenza); nel caso di lavori notturni (ed è probabilmente il caso dei lavori di radiografia delle saldature) l area di lavoro dovrà essere adeguatamente illuminata con apparecchi illuminanti mobili non essendo sufficiente l illuminazione notturna esistente; si è preso atto che non verranno utilizzate gru a torre ma unicamente gru su autocarro; verranno periodicamente indette, a cura del coordinatore per l esecuzione dei lavori, riunioni di coordinamento; i lavoratori operanti nel cantiere dovranno essere vaccinati contro il tetano; al riguardo è stato ricordato che è opportuno che i lavoratori abbiano sempre con sé la tessera di vaccinazione (o una sua fotocopia) per consentire al medico curante, in caso di infortunio, di valutare al meglio le cure e gli interventi da praticare. Copia del presente verbale verrà depositata, a cura del coordinatore per l esecuzione dei lavori, nell ufficio di cantiere. Pagina 51

52 ALLEGATO I Direttore tecnico del cantiere Coordinatore esecuzione lavori Capocantiere impresa 1 Capocantiere impresa 2 Capocantiere impresa 3 Capocantiere impresa 4 Capocantiere impresa 5 Capocantiere impresa n Preposti Preposti Preposti Preposto attività a Preposto attività b Preposto attività c Preposto attività z Lavoratori attività a Lavoratori attività b Lavoratori attività c Lavoratori attività z Schema organizzativo (organigramma) per il coordinamento e la cooperazione nel cantiere sotto il profilo della sicurezza. Lo schema dei preposti e dei lavoratori indicato per l impresa 1 è valevole anche per le altre imprese. Nota: il presente schema ha valenza soltanto sotto il profilo funzionale; sotto il profilo gerarchico il direttore tecnico del cantiere ed i capicantiere dipendono dal proprio datore di lavoro, non rappresentati nel presente schema. Pagina 52

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54 Lavorazioni e misure di sicurezza Mansioni Dati identificativi ALLEGATO II CONTENUTO DEL POS DELLE IMPRESE SUBAPPALTATRICI 1. data; timbro e firma del datore di lavoro o del suo rappresentante legale 2. ragione sociale dell impresa, indirizzo, telefono e fax 3. nominativo, recapito, telefono e fax del datore di lavoro 4. nominativo, recapito e telefono dei dirigenti aventi, direttamente o indirettamente, competenze sull attività dell impresa nel cantiere oggetto del piano 5. nominativo, recapito, telefono del capocantiere 6. nominativo dell impresa di cui è subappaltatrice 7. nominativo, recapito, telefono e fax del responsabile del Servizio di prevenzione e protezione dai rischi e del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza 8. dichiarazione che il piano di sicurezza e di coordinamento è stato messo a disposizione del rappresentante per la sicurezza e che allo stesso è stato commentato ed illustrato 9. elenco dei lavoratori designati per la gestione dell emergenza completo della dichiarazione che gli stessi sono stati addestrati ed istruiti sull argomento mediante la frequenza del corso di formazione previsto dall art. 7 del Decreto Ministeriale del 10/3/ identificazione della categoria di appartenenza (gruppo A, B o C) ai fini del pronto soccorso secondo il Decreto Ministeriale 388/ elenco dei lavoratori addetti al pronto soccorso completo della dichiarazione che gli stessi sono stati addestrati ed istruiti sull argomento mediante la frequenza del corso di formazione previsto dall art. 3 del Decreto Ministeriale 388/03 (vedasi la nota 1 al capitolo 1.3) 12. orario di lavoro nel cantiere (ed eventuali turni) 13. elenco dei lavoratori operanti nel cantiere, indicando per ognuno la qualifica e le mansioni prevalenti 14. nominativo dei preposti con l indicazione dell attività cui sono preposti 15. descrizione dei rischi presenti in cantiere 16. descrizione dei lavori da eseguire con proprio personale 17. Descrizione dei rischi generali e specifici delle lavorazioni da eseguire con proprio personale 18. dispositivi di protezione collettivi ed individuali utilizzati per fronteggiare i rischi sopra indicati (valutazione dei rischi) 19. norme di sicurezza e di salute da osservare per il trasporto, il carico e lo scarico dei materiali e per la movimentazione manuale dei carichi Pagina 54

55 Subappalti 20. misure per lo stoccaggio dei materiali e per l evacuazione dei detriti, delle macerie, degli sfridi e dei rifiuti prodotti nel cantiere 21. segnaletica di sicurezza utilizzata 22. indicazione delle macchine, impianti ed apparecchiature che l impresa intende utilizzare 23. norme di sicurezza e di salute per l impiego delle macchine, degli impianti e delle apparecchiature di cui alla precedente riga 24. dichiarazione che le macchine, gli impianti e le apparecchiature sono oggetto di verifiche di installazione, periodiche ed eccezionali 25. indicazione delle opere provvisionali che l impresa intende utilizzare 26. norme di sicurezza e di salute per la posa, l impiego ed il recupero delle opere provvisionali 27. dichiarazione che le opere provvisionali sono oggetto di verifiche di installazione, periodiche ed eccezionali 28. nel caso si utilizzino ponteggi, redazione (da allegare) del piano di montaggio, uso e smontaggio del ponteggio ai sensi dell art. 5 del D. Lgs. 235/ nel caso si utilizzino sistemi di accesso e di posizionamento in quota mediante funi, redazione (da allegare) del programma di lavoro ai sensi dell art. 5 del D. Lgs. 235/ dichiarazione che esistono e sono disponibili per la consultazione da parte dei lavoratori i manuali di montaggio, uso e manutenzione di macchine, impianti, apparecchiature, attrezzature, opere provvisionali 31. dichiarazione che il personale addetto all uso di macchine, apparecchiature, attrezzature, utensili ed opere provvisionali è stato addestrato ed istruito al riguardo 32. misure per la recinzione e/o la protezione dei posti di lavoro 33. misure per la segregazione di aree in cui impedire il lavoro o il transito 34. misure per la creazione ed il mantenimento delle vie di fuga da ogni posto di lavoro 35. norme di sicurezza e di salute e procedure da osservare durante l esecuzione dei lavori 36. norme di sicurezza e di salute e procedure complementari previste nel piano di sicurezza e di coordinamento 37. sistemi ed attrezzature adottati per la ricerca dei sottoservizi 38. eventuali piani o programmi previsti dalla normativa vigente per lavorazioni specifiche (demolizione di parti contenenti amianto, demolizioni importanti ed estese, montaggio di elementi prefabbricati in c.a. o in c.a.p.) 39. indicazione dei lavori che si intendono subappaltare 40. se già noto, nominativo delle imprese esecutrici cui si subappaltano dei lavori, oppure impegno a comunicare tali nominativi non appena noti 41. se già noto, nominativo dei lavoratori autonomi cui si subappaltano dei lavori, oppure impegno a comunicare tali nominativi non appena noti Pagina 55

56 Formazione e informazione Aspetti sanitari Rumore e prodotti pericolosi 42. esito della valutazione dell esposizione dei lavoratori al rumore e data della relazione contenente detto esito 43. dichiarazione che è stata effettuata la valutazione dell esposizione dei lavoratori alle vibrazioni 44. elenco dei principali prodotti chimici utilizzati 45. dichiarazione che esistono e sono disponibili per la consultazione da parte dei lavoratori le schede di sicurezza dei prodotti chimici 46. indicazione dei servizi logistici ed organizzativi non disponibili presso il cantiere o nelle immediate vicinanze ma disponibili presso la sede operativa dell impresa 47. dichiarazione che per quanto attiene la recinzione del cantiere, la viabilità interna al cantiere, il clima, i servizi logistici ed organizzativi disponibili nel cantiere o nelle immediate vicinanze, il primo soccorso, lo stoccaggio dei materiali, l evacuazione dei detriti e dei rifiuti, si accettano le misure predisposte dall impresa capocommessa 48. nominativo, indirizzo, telefono e fax del medico competente 49. data della vaccinazione antitetanica (o dell ultima vaccinazione di richiamo) di tutti i lavoratori operanti nel cantiere 50. dichiarazione che sono stati regolarmente sottoposti a sorveglianza sanitaria i lavoratori che effettuano lavorazioni aventi l obbligo della sorveglianza sanitaria 51. dichiarazione che, di ogni infortunio (anche lieve) avvenuto nel cantiere, verrà data comunicazione al coordinatore per l esecuzione dei lavori 52. dichiarazione che tutti i lavoratori operanti nel cantiere sono stati formati ed informati, precisando le date degli incontri di formazione ed informazione avvenuti negli ultimi due anni e gli argomenti trattati nei predetti incontri 53. nel caso si impieghino ponteggi, dichiarazione che tutti i lavoratori operanti nel cantiere addetti al montaggio, alla trasformazione o allo smontaggio del ponteggio sono stati formati ai sensi dell art. 5 del D. Lgs. 235/03, precisando le date degli incontri di formazione 54. nel caso si utilizzino sistemi di accesso e di posizionamento in quota mediante funi, dichiarazione che tutti i lavoratori operanti nel cantiere addetti all uso delle funi sono stati formati ai sensi dell art. 5 del D. Lgs. 235/03, precisando le date degli incontri di formazione 55. eventuale programma di formazione ed informazione dei lavoratori per il periodo della durata dei lavori nel cantiere 56. dichiarazione che il piano operativo di sicurezza è stato illustrato e commentato a tutti i lavoratori operanti nel cantiere 57. nel caso che si utilizzano macchine, attrezzature ed opere provvisionali di proprietà (o posate o noleggiate) dall impresa capocommessa e/o dall impresa appaltatrice, dichiarazione che comunque i lavoratori sono stati addestrati ed istruiti al loro uso e che sono tenuti a verificarne la congruità e le condizioni di sicurezza prima del loro uso 58. dichiarazione che per ogni altro eventuale aspetto, verranno rispettate le indicazioni e le dichiarazioni contenute nel piano operativo di sicurezza redatto dall impresa capocommessa Pagina 56

57 Note: il contenuto di cui sopra può essere di volta in volta adattato allo specifico cantiere: ad esempio in un cantiere in cui si prevedono soltanto lavorazioni al suolo, potranno essere eliminate tutte le voci che si riferiscono a lavorazioni in elevazione; naturalmente ogni impresa esecutrice potrà omettere nel piano operativo di sicurezza quegli argomenti che non sono di sua pertinenza: ad esempio un impresa che, in relazione ai lavori affidatile, non impiega opere provvisionali ometterà di indicarle, limitandosi a precisare che non ne prevede l impiego. Pagina 57

58 Allegato 7 - Esempio di lettera di istituzione dell ufficio di cantiere Spett.le Impresa hhhhh, Via xxxxx n xx, CAP xxxxx capocommessa) (Impresa e per conoscenza: Spett.le XXXXX, Via xxxxx n xx, CAP xxxxx (Committente) Prot... Località, data. Oggetto: Decreto Legislativo n 494 del 14 agosto 1996 contenente la Attuazione della Direttiva 92/57/CEE concernente le prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili così come modificato dal Decreto Legislativo n 528 del 19 novembre Cantiere per la realizzazione di.., comune di., via.. Con riferimento alla visita odierna, si fissa quanto detto in relazione alla istituzione dell ufficio di cantiere. Nella baracca di cantiere si conserverà il faldone contenente la documentazione per il coordinamento per la sicurezza, ed in particolare le copie di: piano di sicurezza e coordinamento (PSC), piani operativi di sicurezza (POS) delle imprese esecutrici, verbali di riunione, comunicazioni, libri matricola, registri infortuni, notifica preliminare. Inoltre, si rammenta che le persone operanti in cantiere dovranno essere riconoscibili mediante cartellino dotato di fotografia, secondo le recenti disposizioni in materia di tutela del lavoro. Si ringrazia e saluta. Pagina 58

59 lavori Il coordinatore per l esecuzione dei Pagina 59

60 Allegato 8 - Esempio di lettera di istituzione dell ufficio di cantiere Spett.le XXXXX, Via xxxxx n xx, CAP xxxxx (Committente) Prot... Località, data. Oggetto: Decreto Legislativo n 494 del 14 agosto 1996 contenente la Attuazione della Direttiva 92/57/CEE concernente le prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili così come modificato dal Decreto Legislativo n 528 del 19 novembre Cantiere per la realizzazione di.., comune di., via.. Documentazione del coordinamento per la sicurezza. In relazione ai lavori sopra citati, Vi metto a conoscenza delle procedure ordinarie di tenuta della documentazione di cantiere che ho iniziato a mettere in atto: frequenza di documento luogo di conservazione redazione Registro interno delle ad ogni visita o riunione Cantiere: ufficio DL azioni /coordinatore Verbali di riunione ad ogni riunione Cantiere: ufficio DL Rapporti di visita / appunti e/o note del coordinatore formale ad ogni visita o riunione informale Revisione del PSC al presentarsi di variazioni significative per il cantiere /coordinatore Cantiere: ufficio DL /coordinatore Cantiere: ufficio DL /coordinatore Pertanto, tali documenti saranno sempre disponibili in cantiere per Committente, Responsabile dei lavori, Direttore dei lavori. A disposizione per eventuali chiarimenti, ringrazio e saluto. Pagina 60

61 lavori Il coordinatore per l esecuzione dei Pagina 61

62 Allegato 9 - Esempio di rapporto di visita Cantiere:. Descrizione dei lavori:... Responsabile dei lavori: Direttore tecnico del cantiere: (impresa capocommessa) Coordinatore per l esecuzione dei lavori:. Rapporto di visita n xx del xx/xx/xxxx RILIEVI ED OSSERVAZIONI: Continuano i lavori di scavo in piazza Garibaldi a cura dell impresa hhhhh. Sono in corso anche lavori di posa dei ciottoli a cura dell impresa wwwww, subappaltatrice della hhhhh. Premesso che, sentito il sig., il lavoro affidato alla wwwww è, secondo la normativa vigente, un subappalto, premesso che tale subappalto non è stato autorizzato, la suddetta impresa opera in piazza Garibaldi senza alcuna delimitazione e recinzione dell area di lavoro come documentato dalle fotografie sottostanti: Fotografia 1 Fotografia 2 Sono evidenti i rischi per i veicoli e per i pedoni che transitano nella zona. Il direttore tecnico del cantiere, sig., è invitato a dare immediatamente le opportune disposizioni al riguardo. Inoltre la wwwww non mi ha ancora fatto pervenire il proprio POS. Ciò non è conforme a quanto già indicato nel verbale della prima riunione di coordinamento tenutasi il xx/xx/xxxx e che qui riporto integralmente: le eventuali ulteriori imprese subappaltatrici dovranno far pervenire al coordinatore per l esecuzione dei lavori, con congruo anticipo sull inizio Pagina 62

63 dei lavori di loro competenza, il proprio POS che dovrà essere redatto secondo i contenuti indicati nel capitolo 1.2 del piano di sicurezza e di coordinamento; i lavori di dette imprese potranno iniziare soltanto dopo che il POS sarà stato giudicato idoneo dal coordinatore per l esecuzione dei lavori. Invito pertanto il direttore tecnico del cantiere, sig., a pretendere il rispetto di quanto sopra detto che è, del resto, norma legislativa e, nel caso di specie, ad esigere che l impresa wwwww mi faccia pervenire il proprio POS entro il xx/xx/xxxx. Nessuno dei lavoratori presenti, né della hhhhh, né della wwwww tiene esposto il tesserino di riconoscimento. Ricordo che la mancata esposizione di tale tesserino, anche se di per sé non considerata mancanza grave, potrebbe tuttavia essere oggetto di sanzione da parte dei funzionari degli organismi di controllo. Visita eseguita da. Il presente rapporto di visita viene inviato a: Direttore tecnico del cantiere Committente (o responsabile dei lavori) Direttore dei lavori (eventuale) (indirizzo di posta elettronica) (indirizzo di posta elettronica) (indirizzo di posta elettronica) Pagina 63

64 Allegato 10 - Esempio di registro delle visite e delle azioni ANNO. COMUNE DI lavori.. CODICE ID.: COORDINAMENTO PER LA SICUREZZA IN FASE DI ESECUZIONE REGISTRO INTERNO DELLE VISITE E DELLE AZIONI n. data luogo azione documentazione relativa note copia a impresa Pagina 64

65 Allegato 11 - Facsimile di verbale della i-esima riunione di coordinamento VERBALE DELLA RIUNIONE DI COORDINAMENTO AVVENUTA IL xx/xx/xxxx. Oggetto: Decreto Legislativo n 494 del 14 agosto 1996 contenente la Attuazione della Direttiva 92/57/CEE concernente le prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili così come modificato dal Decreto Legislativo n 528 del 19 novembre Cantiere per la realizzazione di.., comune di., via.. Presenti alla riunione: (elenco presenti) Con riferimento agli accordi verbali/telefonici/altro presi in data xx/xx/xxxx, si è tenuta il giorno xx/xx/xxxx a xxxxxx, presso.. (indicare il luogo), la i-esima riunione di coordinamento relativa al cantiere in oggetto. Nel corso dell incontro sono stati esaminati e trattati i seguenti argomenti:..;..;..;..;..; Copia del presente verbale verrà depositata, a cura del coordinatore per l esecuzione dei lavori, nell ufficio di cantiere. [Nota: qualora tra gli accordi e/o gli argomenti trattati ve ne fossero alcuni che modificano o integrano il piano di sicurezza e di coordinamento, aggiungere la seguente Pagina 65

66 frase: Il presente verbale costituisce a tutti gli effetti una modifica/integrazione del piano di sicurezza e di coordinamento sopra citato. Pagina 66

67 Allegato 12 - Esempio di verbale della i-esima riunione di coordinamento VERBALE DELLA RIUNIONE DI COORDINAMENTO AVVENUTA IL xx/xx/xxxx. Oggetto: Decreto Legislativo n 494 del 14 agosto 1996 contenente la Attuazione della Direttiva 92/57/CEE concernente le prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili così come modificato dal Decreto Legislativo n 528 del 19 novembre Cantiere per la realizzazione di.., comune di., via.. Presenti alla riunione: signori. dell azienda xxxxx (committenza) signori dell impresa hhhhh, aggiudicataria dei lavori in oggetto, signori... dell impresa yyyyy, subappaltatrice della hhhhh per le opere edili, signori... dell impresa wwwww, subappaltatrice della hhhhh per le opere elettriche, sig.., coordinatore per l esecuzione dei lavori. Nel corso dell incontro di coordinamento sono stati esaminati e trattati i seguenti argomenti: con riferimento al rapporto di visita n X del xx/xx/xxxx, il sig.. dell impresa wwwww è stato verbalmente richiamato ad utilizzare l imbracatura di sicurezza vincolata ad un punto fisso e stabile in occasione di operazioni da eseguirsi in elevazione e gli è stato comunicato che, qualora fosse rinvenuto nuovamente nella situazione descritta nel citato rapporto di visita, saranno presi nei suoi confronti provvedimenti di adeguata gravità; il suddetto sig.. ha peraltro assicurato che non incorrerà più in tale mancanza. Con l occasione è stato nuovamente segnalato che l omessa adozione di misure atte ad impedire la caduta nel vuoto (l imbracatura di sicurezza nel caso di specie): è una mancanza gravissima, foriera di infortuni pure gravissimi, anche mortali, potrebbe essere motivo di sequestro del cantiere da parte dei funzionari degli organismi di controllo con conseguenti ritardi nella ultimazione dei lavori e danni economici insopportabili per l azienda xxxxx, Pagina 67

68 è una violazione degli obblighi contrattuali assunti dall impresa hhhhh nei confronti dell azienda xxxxx, è una violazione di quanto contenuto nel piano di sicurezza e di coordinamento e nel piano operativo di sicurezza (POS) dell impresa wwwww. Il direttore tecnico del cantiere, sig., dovrà pretendere ed esigere l adozione di tali misure da parte di tutti i lavoratori operanti in elevazione, a qualunque impresa appartengano. con riferimento all alinea precedente, sono state brevemente richiamate le modalità di impiego dell imbracatura di sicurezza; al riguardo sono state commentate le figure p, q ed r del piano di sicurezza e di coordinamento ricordando che, per quanto possibile e per evitare eccessivi tratti di caduta prima che agisca il dispositivo anticaduta, l imbracatura, completa di cordino e di dispositivo anticaduta, deve essere fissata ad un punto posto superiormente all operatore; con riferimento al problema, a suo tempo sollevato dal lavoratore autonomo sig.. e già menzionato nel verbale della riunione di coordinamento del xx/xx/xxxx, è stato comunicato che la valvola di non ritorno di fiamma per i lavori di taglio col cannello da eseguirsi in elevazione può essere posizionata in prossimità del cannello per ottenere una pressione di lavoro sufficiente; allo scopo di evitare ritorni di fiamma nell impianto di distribuzione del metano, la tubazione mobile (che è peraltro, secondo quanto comunicato dal predetto lavoratore, di tipo ignifugo) dovrà seguire un percorso protetto contro eventuali cause d incendio. Avendo inoltre osservato nel corso della visita sul cantiere effettuata nella medesima data del presente verbale che il materiale movimentato transita in qualche caso in prossimità delle sbarre nude in tensione (a 400/230 V) di alimentazione delle gru a ponte, a completamento e modifica del capitolo xx del piano di sicurezza e di coordinamento, si segnala che anche tali sbarre rappresentano un grave rischio di folgorazione e pertanto le operazioni di movimentazione devono essere organizzate in modo da evitare il concretizzarsi di tale rischio adottando, in relazione alle esigenze di lavoro, una delle seguenti misure di sicurezza: mettere fuori tensione, in cortocircuito e a terra le sbarre; coprire le sbarre con un telo isolante da mettere in opera con le modalità dei lavori elettrici (l operazione può essere eseguita dal personale dell azienda committente xxxx abilitato ad eseguire lavori elettrici); mantenere, durante la movimentazione, una distanza dalle sbarre superiore alla distanza di prossimità prevista dalla norma CEI e Pagina 68

69 pari a 65 cm, da valutare con sufficiente margine cautelativo (in pratica, mantenere una distanza di almeno un metro). Il presente verbale costituisce, a tutti gli effetti, una modifica ed un integrazione del piano di sicurezza e di coordinamento redatto dal sig... in data xx/xx/xxx. Copia del presente verbale verrà depositata, a cura del coordinatore per l esecuzione dei lavori, nell ufficio di cantiere. Pagina 69

70 Allegato 13 - Facsimile della lettera di invio del verbale della riunione di coordinamento Spett.le Impresa hhhhh, Via xxxxx n xx, CAP xxxxx capocommessa) (Impresa e per conoscenza: Spett.le Azienda XXXXX, Via xxxxx n xx, CAP xxxxx (Committente) Prot... Località, data. Oggetto: Decreto Legislativo n 494 del 14 agosto 1996 contenente la Attuazione della Direttiva 92/57/CEE concernente le prescrizioni minime di sicurezza e di salute da attuare nei cantieri temporanei o mobili così come modificato dal Decreto Legislativo n 528 del 19 novembre Cantiere per la realizzazione di.., comune di., via.. Vi invio, allegandolo alla presente, il verbale della prima/seconda/iesima riunione di coordinamento tenutasi il xx/xx/xxxx presso e relativa al cantiere in oggetto. L impresa capocommessa in indirizzo dovrà dare copia del citato verbale alle imprese subappaltatrici ed ai lavoratori autonomi interessati. A Vostra disposizione per ogni possibile chiarimento sull argomento, vogliate gradire i miei migliori saluti. lavori Il coordinatore per l esecuzione dei Pagina 70

71 Allegato 14 - Facsimile della lettera di contestazione di inosservanza alle norme di sicurezza e di salute Spett.le Impresa (o lavoratore autonomo) e per conoscenza: Spett.le (Committente o Responsabile dei lavori) Oggetto: Cantiere sito nel comune di Xxxxxx, via Xxxxxx n xx per la realizzazione di Contestazione di inosservanza alle norme di sicurezza e di salute. Con riferimento a quanto contenuto nel piano di sicurezza e di coordinamento e/o nel Vostro piano operativo di sicurezza (specificare se entrambi o quale dei due) relativo/i al cantiere in oggetto, il sottoscritto coordinatore per l esecuzione dei lavori, ai sensi dell articolo 5 del D. Lgs. 494/96 così come modificato dal D. Lgs. 528/99, Vi contesta le seguenti inosservanze: Data Inosservanza riscontrata Eventuali lavoratori interessati piano di sicurezza e di coordinamento Riferimento al piano operativo di sicurezza Note Al committente (o al responsabile dei lavori), cui è diretta per conoscenza copia della presente, il sottoscritto coordinatore per l esecuzione dei lavori propone di adottare nei confronti dell impresa/del lavoratore autonomo in indirizzo la sospensione dei lavori/l allontanamento dal cantiere/la risoluzione del contratto (specificare quale proposta). Il committente (o il responsabile dei lavori) è pregato di comunicare allo scrivente coordinatore entro 20 giorni dalla data della presente i provvedimenti adottati in merito alla segnalazione di cui sopra. Resta fin d ora inteso che, in assenza di provvedimenti senza adeguata motivazione, il sottoscritto coordinatore, ai sensi dell articolo 5 del citato D. Lgs., dovrà dare comunicazione dell inadempienza all ASL di xxxxx e alla Direzione Provinciale del lavoro di xxxxx., li / / Il coordinatore per l esecuzione dei lavori Pagina 71

72 Allegato 15 - Facsimile della lettera di sospensione dei lavori Spett.le Impresa (o lavoratore autonomo) e per conoscenza: Spett.li (Committente o Responsabile dei lavori) (Direttore dei lavori) Prot... Località, data. Oggetto: Cantiere sito nel comune di Xxxxxx, via Xxxxxx n xx per la realizzazione di Comunicazione di sospensione immediata della lavorazione. Durante la visita in cantiere del giorno...., alle ore...., alla presenza di.., ho contestato che le seguenti lavorazioni: si svolgono in situazione di pericolo grave ed imminente. Pertanto, ho provveduto a sospendere tali lavorazioni, ai sensi dell articolo 5 comma 1. punto f) del decreto legislativo 494/96 e successive modifiche. Ad adeguamento effettuato, l impresa dovrà darne formale comunicazione al Responsabile del procedimento, al Direttore dei lavori e al sottoscritto Coordinatore per la sicurezza, al fine di poter procedere alle necessarie verifiche sul posto. lavori Il coordinatore per l esecuzione dei Raccomandata AR. Pagina 72

73 6. IL PIANO DI MONTAGGIO USO E SMONTAGGIO DEI PONTEGGI (PiMUS) 6.1 Premessa Anche se l obbligo di redazione del PIMUS riguarda il datore di lavoro, il gruppo ha sentito l esigenza di svolgere un approfondimento su questo tema. Nella discussione è stato considerato il ruolo dei Coordinatori in tema di esecuzione dei ponteggi, i quali rimangono l opera provvisionale più importante per la riduzione del rischio di caduta dall alto. A partire quindi dall analisi della normativa (art 12 D.Lgs 494/96 e DPR 222/03 ecc) si evidenzia la necessità di considerare, fin dalla fase di progettazione, la compatibilità del ponteggio con l opera in progetto. Tale ruolo spetta quindi al coordinatore per la progettazione, il quale potrà sviluppare nel PSC l argomento secondo modalità che consentano di evidenziare fin dal progetto gli eventuali punti critici del ponteggio. Nel PIMUS quindi è atteso il contenuto, complementare e di dettaglio al PSC, nel quale siano individuate adeguate soluzioni ai suddetti punti critici. Proprio come accade tra il PSC ed il POS il coordinatore può richiedere che nel PIMUS siano affrontati e sviluppati, nel dettaglio, gli aspetti di interesse alla riduzione del rischio di caduta dall alto non solamente per gli addetti al montaggio uso e smontaggio ma anche per tutti coloro che eseguiranno operazioni in quota. Infine è stata valutata la possibilità che il PIMUS sia trasformato nuovamente in un adempimento burocratico con scarsa utilità all interno del cantiere (come in parte è già successo per altri piani di lavoro) è quindi con l obiettivo di impedire che ciò accada che il gruppo presenta una proposta di articolazione del documento stesso. 6.2 L azienda e le figure responsabili Dati identificativi dell azienda addetta al montaggio RAGIONE SOCIALE: INDIRIZZO: P.IVA: TEL. E FAX: RAPPRESENTANTE LEGALE: POSIZIONE ASSICURATIVA INAIL: POSIZIONE ASSICURATIVA INPS: N. D ISRIZIONE CAPE: N. D ISRIZIONE C.C.I.A.A. DI BRESCIA: RUOLO E MODALITÀ D INTERVENTO NEL MONTAGGIO, SMONTAGGIO E TRASFORMAZIONE DEL PONTEGGIO: Pagina 73

74 L impresa provvederà direttamente al montaggio, smontaggio e trasformazione del ponteggio. Pagina 74

75 6.1.2 Personale addetto al montaggio RUOLO NOMINATIVO ESTREMI DEL CORSO DITTA Preposto alla sorveglianza delle fasi di montaggio, smontaggio e trasformazione del ponteggio Addetto al montaggio, smontaggio e trasformazione del ponteggio. Addetto al montaggio, smontaggio e trasformazione del ponteggio. Addetto al montaggio, smontaggio e trasformazione del ponteggio. Addetto al montaggio, smontaggio e trasformazione del ponteggio. Esperienza come preposto dal al (min. 3 anni) ALLEGARE DICHIARAZIONE Esperienza come montatore dal al (min. 2 anni) ALLEGARE DICHIARAZIONE Esperienza come montatore dal al (min. 2 anni) ALLEGARE DICHIARAZIONE Esperienza come montatore dal al (min. 2 anni) ALLEGARE DICHIARAZIONE Esperienza come montatore dal al (min. 2 anni) ALLEGARE DICHIARAZIONE La formazione dei preposti e degli operai pontisti Gli addetti al montaggio, smontaggio e trasformazione del ponteggio ed i preposti alla sorveglianza di queste fasi di lavoro sono soggetti a formazione obbligatoria (D. Lgs. 235/2003 art. 36-quater, comma 6 ). I lavoratori che hanno maturato un esperienza nel settore per almeno due anni nel caso di operai pontisti e tre anni nel caso dei preposti, dovranno frequentare i corsi entro il 23 febbraio Pagina 75

76 6.2 Scheda cantiere COMMITTENTE NATURA DELL OPERA: INDIRIZZO DEL CANTIERE: PROGETTISTA: DIRETTORE DEI LAVORI: COORDINATORE DELLA SICUREZZA IN FASE DI PROGETTAZIONE: COORDINATORE DELLA SICUREZZA IN FASE DI ESECUZIONE: DATA INIZIO LAVORI: DURATA LAVORI: DIRETTORE TECNICO DEL CANTIERE: NUMERO MASSIMO ADDETTI PREVISTO: Pagina 76

77 6.3 I rischi rilevati La determinazione dei rischi rilevati per la fase di montaggio, smontaggio e trasformazione dei ponteggi, è stata effettuata sulla scorta delle seguenti leggi e norme: D.P.R. 7 gennaio 1956, n.164 Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni. D.P.R. 27 aprile 1955, n.547 Decreto Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale 2 settembre 1968 Circolare Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale n. 149 del 22 novembre 1985 Lettera Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale 10 aprile 1986 Lettera - Circolare Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale aprile 1986, n Decreto Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale 23 marzo 1990, n. 115 Decreto Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale 22 maggio 1992 n. 466 D.Lgs. 19 settembre 1994, n.626 e successive integrazioni e modificazioni. Norme per la Prevenzione degli Infortuni sul lavoro. Riconoscimento di efficacia di alcune misure tecniche di sicurezza per i ponteggi metallici fissi sostitutive di quelle indicate nel D.P.R. 164/56 D.P.R. 7 gennaio 1956, n.164 Disciplina della costruzione e dell impiego di ponteggi metallici fissi. Circolare 149/85 D.M. 28 maggio 1985 Quesiti Circolare 149/85 D.M. 28 maggio 1985 Quesiti Riconoscimento di efficacia per ponteggi metallici fissi aventi interasse tra i montanti superiore a metri Regolamento recante il riconoscimento di efficacia di un sistema individuale per gli addetti al montaggio ed allo smontaggio dei ponteggi metallici. Miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori. Circolare Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale n. 44 del 10 luglio 2000 Circolare Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale n. 46 del 11 luglio 2000 D. Lgs. N. 359/99 Verifiche e controlli sulle attrezzature di lavoro. Modalità di conservazione delle relative documentazioni - Quesito Verifiche di sicurezza dei ponteggi metallici fissi di cui all art. 30 del D.P.R. 164/56. Decreto Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale 19 settembre 2000 Riconoscimento di conformità alle vigenti norme dei mezzi e sistemi di sicurezza Pagina 77

78 relativi alla costruzione ed all impiego di un nuovo tipo di impalcato metallico prefabbricato per ponteggi metallici fissi. Circolare Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale 8 gennaio 2001 n. 3 Circolare Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale 23 maggio 2003 n. 20 Circolare Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale 29 settembre 2003 n. 30 Circolare Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 13 settembre 2006 n. 25 Circolare Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale del 03 novembre 2006 Art. 2, comma 4 del D. Lgs. N. 359/99 Chiarimenti sul regime delle verifiche periodiche di talune attrezzature di lavoro. Chiarimenti in relazione all uso promiscuo di ponteggi metallici fissi. Art. 30 del D.P.R. 164/56 Chiarimenti concernenti la definizione di fabbricante di ponteggi metallici fissi. Contenuti minimi del Piano di Montaggio, Uso e Smontaggio dei ponteggi (Pi.M.U.S.) Pagina 78

79 6.4 La documentazione presente Di seguito si riporta l elenco della documentazione relativa al ponteggio che deve essere conservata in cantiere. 1. Copia dell autorizzazione ministeriale e relazione tecnica per i ponteggi metallici fissi. 2. Disegno esecutivo del ponteggio firmato dal responsabile di cantiere per ponteggi montati secondo schemi tipo. 3. Progetto del ponteggio ad opera di ingegnere o architetto abilitato per ponteggi difformi da schemi tipo. 4. Dichiarazione di conformità Legge 46/90 per messa a terra e scariche atmosferiche del ponteggio da inviare all A.S.L. di competenza e all I.S.P.E.S.L. di competenza. 5. Copia degli attestati di frequenza dei corsi di formazione per preposti alla sorveglianza delle fasi di montaggio, smontaggio e trasformazione dei ponteggi oppure dichiarazione attestante l esperienza triennale maturata come preposto dal lavoratore. 6. Copia degli attestati di frequenza dei corsi di formazione per operai pontisti oppure dichiarazione attestante l esperienza biennale maturata dal lavoratore. 7. Dichiarazione di affidamento e gestione ad altre imprese del ponteggio. 8. Check list di controllo degli elementi del ponteggio effettuato prima del loro montaggio 9. Check list di controllo degli elementi di ponteggio da effettuare durante l uso 10.Registro di controllo delle verifiche effettuate sui DPI anticaduta. Pagina 79

80 6.5 Analisi del fabbricato 6.6 Analisi del contesto ambientale 6.7 Tipo di ponteggio utilizzato Tipo: ponteggio a telai prefabbricati Fabbricante: Proprietà: Pagina 80

81 6.8 Montaggio, smontaggio e trasformazione del ponteggio Di seguito vengono riportate le principali fasi di lavoro e le procedure operative da seguire per il montaggio, lo smontaggio ed eventuale trasformazione del ponteggio metallico fisso Allestimento del cantiere Individuazione accessi, aree di stoccaggio, recinzioni ecc Verifica degli elementi del ponteggio Prima di procedere al montaggio del ponteggio si procede alle verifiche degli elementi che lo costituiscono seguendo le indicazioni della Circolare del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale n. 46/2000. Nella pagina successiva si riportano le procedure da seguire per effettuare il controllo; la check list con i risultati del controllo effettuato prima del montaggio del ponteggio in oggetto verrà depositata in baracca. Il controllo verrà effettuato dal preposto e i risultati saranno controfirmati dal datore di lavoro. Pagina 81

82 PONTEGGI METALLICI A TELAI PREFABBRICATI Elementi GENERALE TELAIO Tipo di verifica Controllo esistenza del libretto di cui all autorizzazione ministeriale, rilasciata dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale Controllo che gli elementi in tubi e giunti, eventualmente utilizzati, siano di tipo autorizzato appartenenti ad unico fabbricante Controllo marchio come da libretto Controllo stato di conservazione della protezione contro la corrosione Controllo verticalità montanti telaio Controllo spinotto di collegamento fra montanti Modalità di verifica Visivo Visivo Visivo Visivo Visivo, ad esempio con utilizzo filo a piombo Visivo e/o funzionale Misura adottata Se non esiste il libretto, il ponteggio non può essere utilizzato. Occorre richiedere il libretto, che deve contenere tutti gli elementi del ponteggio, al fabbricante del ponteggio Se il controllo è negativo, è necessario utilizzare elementi autorizzati appartenenti ad un unico fabbricante, richiedendone il relativo libretto Se il marchio non è rilevabile, o è difforme rispetto a quello indicato nel libretto, occorre scartare l elemento Se il controllo è negativo, procedere al controllo degli spessori: Se il controllo degli spessori è negativo (tenuto conto delle tolleranze previste dal fabbricante del ponteggio), scartare l elemento Se il controllo degli spessori è positivo, procedere al ripristino della protezione, in conformità alle modalità previste dal fabbricante del ponteggio Se la verticalità dei montanti non è soddisfatta occorre scartare l elemento Se il controllo è negativo occorre scartare l elemento Pagina 82

83 Controllo attacchi controventature: perni e/o boccole Visivo e/o funzionale Se il controllo è negativo, occorre: Scartare l elemento, o Ripristinare la funzionalità dell elemento in conformità alle modalità previste dal fabbricante del ponteggio CORRENTI E DIAGONALI Controllo orizzontalità traverso Controllo marchio come da libretto Controllo stato di conservazione della protezione contro la corrosione Controllo linearità dell elemento Controllo stato di conservazione collegamenti al telaio Controllo marchio come da libretto Visivo Visivo Visivo Visivo Visivo e/o funzionale Visivo Se il controllo è negativo occorre scartare l elemento Se il marchio non è rilevabile, o è difforme rispetto a quello indicato nel libretto, occorre scartare l elemento Se il controllo è negativo, procedere al controllo degli spessori: Se il controllo degli spessori è negativo (tenuto conto delle tolleranze previste dal fabbricante del ponteggio), scartare l elemento Se il controllo degli spessori è positivo, procedere al ripristino della protezione, in conformità alle modalità previste dal fabbricante del ponteggio Se il controllo è negativo occorre scartare l elemento Se il controllo è negativo occorre scartare l elemento Se il marchio non è rilevabile, o è difforme rispetto a quello indicato nel libretto, occorre scartare l elemento IMPALCATI PREFABBRICATI Controllo stato di conservazione della protezione contro la corrosione Visivo Se il controllo è negativo, procedere al controllo degli spessori: Se il controllo degli spessori è negativo (tenuto conto delle tolleranze previste dal fabbricante del ponteggio), scartare l elemento Se il controllo degli spessori è positivo, procedere al ripristino della protezione, in conformità alle modalità previste dal fabbricante del Pagina 83

84 Controllo orizzontalità piani di calpestio Controllo assenza di deformazioni negli appoggi al traverso Visivo Visivo e/o funzionale Se il controllo è negativo occorre scartare l elemento Se il controllo è negativo occorre scartare l elemento BASETTE FISSE BASETTE REGOLABILI Controllo efficienza dei sistemi di collegamento tra: piani di calpestio, testata con ganci di collegamento al traverso ed irrigidimenti (saldatura, rivettatura, bullonatura e cianfrinatura) Controllo marchio come da libretto Controllo orizzontalità piatto di base Controllo marchio come da libretto Controllo orizzontalità piatto di base Controllo verticalità stelo Visivo: Integrità del sistema di collegamento per rivettatura, bullonatura e cianfrinatura Assenza, nel sistema di collegamento, di cricche, distacchi ed ossidazioni penetranti per saldatura Visivo Visivo, ad esempio con un piano di riscontro Visivo Visivo, ad esempio con un piano di riscontro Visivo Se il controllo è negativo: Scartare l elemento, o Procedere, a cura del fabbricante del ponteggio, al ripristino dell efficienza dei sistemi di collegamento Se il marchio non è rilevabile, o è difforme rispetto a quello indicato nel libretto, occorre scartare l elemento Se il controllo è negativo occorre scartare l elemento Se il marchio non è rilevabile, o è difforme rispetto a quello indicato nel libretto, occorre scartare l elemento Se il controllo è negativo occorre scartare l elemento Se il controllo è negativo occorre scartare l elemento Pagina 84

85 Controllo stato di conservazione della filettatura dello stelo e della ghiera filettata Visivo e funzionale Visivo: stato di conservazione della filettatura Funzionale: regolare avvitamento della ghiera Se i controlli, visivo e funzionale, sono negativi occorre scartare l elemento Se è negativo il solo controllo funzionale occorre ripristinare la funzionalità (pulizia e ingrassaggio). Se ciò non è possibile, scartare l elemento N.B.: Per le verifiche relative ad altri elementi di ponteggio (quali ad esempio: fermapiede, trave per passo carraio, mensola, montante per parapetto di sommità, scala, parasassi), riportati nel libretto di cui all'autorizzazione ministeriale, occorre utilizzare: tipo, modalità di verifica e misure, analoghi a quelli descritti per gli elementi sopraelencati. PONTEGGI METALLICI A MONTANTI E TRAVERSI PREFABBRICATI Elementi Tipo di verifica Modalità di verifica Misura adottata GENERALE Controllo esistenza del libretto di cui all autorizzazione ministeriale rilasciata dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale Visivo Se non esiste il libretto, il ponteggio non può essere utilizzato. Occorre richiedere il libretto, che deve contenere tutti gli elementi del ponteggio, al fabbricante del ponteggio MONTANTE Controllo che gli elementi in tubi e giunti, eventualmente utilizzati, siano di tipo autorizzato appartenenti ad unico fabbricante Controllo marchio come da libretto Visivo Visivo Se il controllo è negativo, è necessario utilizzare elementi autorizzati appartenenti ad un unico fabbricante, richiedendone il relativo libretto Se il marchio non è rilevabile, o è difforme rispetto a quello indicato nel libretto, occorre scartare l elemento Pagina 85

86 Controllo stato di conservazione della protezione contro la corrosione Controllo verticalità Visivo Visivo, ad esempio con utilizzo filo a piombo Se il controllo è negativo, procedere al controllo degli spessori: Se il controllo degli spessori è negativo (tenuto conto delle tolleranze previste dal fabbricante del ponteggio), scartare l elemento Se il controllo degli spessori è positivo, procedere al ripristino della protezione, in conformità alle modalità previste dal fabbricante del ponteggio Se la verticalità del montante non è soddisfatta occorre scartare l elemento TRAVERSO Controllo spinotto di collegamento fra montanti Controllo attacchi elementi : Controllo marchio come da libretto Controllo orizzontalità traverso Visivo e/o funzionale Visivo e/o funzionale Visivo Visivo Se il controllo è negativo occorre scartare l elemento Se il controllo è negativo occorre scartare l elemento Se il marchio non è rilevabile, o è difforme rispetto a quello indicato nel libretto, occorre scartare l elemento Se il controllo è negativo scartare l elemento Pagina 86

87 CORRENTI E DIAGONALI Controllo stato di conservazione della protezione contro la corrosione Controllo stato di conservazione collegamenti ai montanti Controllo marchio come da libretto Visivo Visivo e/o funzionale Visivo Se il controllo è negativo, procedere al controllo degli spessori: Se il controllo degli spessori è negativo (tenuto conto delle tolleranze previste dal fabbricante del ponteggio), scartare l elemento Se il controllo degli spessori è positivo, procedere al ripristino della protezione, in conformità alle modalità previste dal fabbricante del ponteggio Se il controllo è negativo occorre scartare l elemento, o ripristinare la funzionalità dell elemento in conformità alle modalità previste dal fabbricante del ponteggio Se il marchio non è rilevabile, o è difforme rispetto a quello indicato nel libretto, occorre scartare l elemento Pagina 87

88 Controllo stato di conservazione della protezione contro la corrosione Controllo linearità dell elemento Controllo stato di conservazione collegamenti ai montanti Visivo Visivo Visivo e/o funzionale Se il controllo è negativo, procedere al controllo degli spessori: Se il controllo degli spessori è negativo (tenuto conto delle tolleranze previste dal fabbricante del ponteggio), scartare l elemento Se il controllo degli spessori è positivo, procedere al ripristino della protezione, in conformità alle modalità previste dal fabbricante del ponteggio Se il controllo è negativo occorre scartare l elemento Se il controllo è negativo occorre scartare l elemento, o ripristinare la funzionalità dell elemento in conformità alle modalità previste dal fabbricante del ponteggio IMPALCATI PREFABBRICATI Controllo marchio come da libretto Visivo Se il marchio non è rilevabile, o è difforme rispetto a quello indicato nel libretto, occorre scartare l elemento Pagina 88

89 BASETTE FISSE Controllo stato di conservazione della protezione contro la corrosione Controllo orizzontalità piani di calpestio Controllo assenza di deformazioni negli appoggi al traverso Controllo efficienza dei sistemi di collegamento tra: piani di calpestio, testata con ganci di collegamento al traverso ed irrigidimenti (saldatura, rivettatura, bullonatura e cianfrinatura) Controllo marchio come da libretto Visivo Visivo Visivo e/o funzionale Visivo: Integrità del sistema di collegamento per rivettatura, bullonatura e cianfrinatura Assenza, nel sistema di collegamento, di cricche, distacchi ed ossidazioni penetranti per saldatura Visivo Se il controllo è negativo, procedere al controllo degli spessori: Se il controllo degli spessori è negativo (tenuto conto delle tolleranze previste dal fabbricante del ponteggio), scartare l elemento Se il controllo degli spessori è positivo, procedere al ripristino della protezione, in conformità alle modalità previste dal fabbricante del ponteggio Se il controllo è negativo occorre scartare l elemento Se il controllo è negativo occorre scartare l elemento Se il controllo è negativo: Scartare l elemento, o Procedere, a cura del fabbricante del ponteggio, al ripristino dell efficienza dei sistemi di collegamento Se il marchio non è rilevabile, o è difforme rispetto a quello indicato nel libretto, occorre scartare l elemento Pagina 89

90 Controllo orizzontalità piatto di base BASETTE REGOLABILI Controllo marchio come da libretto Controllo orizzontalità piatto di base Controllo verticalità stelo Controllo stato di conservazione della filettatura dello stelo e della ghiera filettata Visivo, ad esempio con un piano di riscontro Visivo Visivo, ad esempio con un piano di riscontro Visivo Visivo e funzionale Visivo: stato di conservazione della filettatura Funzionale: regolare avvitamento della ghiera Se il controllo è negativo occorre scartare l elemento Se il marchio non è rilevabile, o è difforme rispetto a quello indicato nel libretto, occorre scartare l elemento Se il controllo è negativo occorre scartare l elemento Se il controllo è negativo occorre scartare l elemento Se i controlli, visivo e funzionale, sono negativi occorre scartare l elemento Se è negativo il solo controllo funzionale occorre ripristinare la funzionalità (pulizia e ingrassaggio). Se ciò non è possibile, scartare l elemento N.B.: Per le verifiche relative ad altri elementi di ponteggio (quali ad esempio: fermapiede, trave per passo carraio, mensola, montante per parapetto di sommità, scala, parasassi), riportati nel libretto di cui all'autorizzazione ministeriale, occorre utilizzare: tipo, modalità di verifica e misure, analoghi a quelli descritti per gli elementi sopraelencati. Pagina 90

91 PONTEGGI METALLICI A TUBI E GIUNTI Elementi Tipo di verifica Modalità di verifica Misura adottata GENERALE Controllo esistenza del libretto di cui all autorizzazione ministeriale rilasciata dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale Visivo Se non esiste il libretto, il ponteggio non può essere utilizzato. Occorre richiedere il libretto, che deve contenere tutti gli elementi del ponteggio, al fabbricante del ponteggio TUBI Controllo marchio come da libretto Controllo stato di conservazione della protezione contro la corrosione Visivo Visivo Se il marchio non è rilevabile, o è difforme rispetto a quello indicato nel libretto, occorre scartare l elemento Se il controllo è negativo, procedere al controllo degli spessori: Se il controllo degli spessori è negativo (tenuto conto delle tolleranze previste dal fabbricante del ponteggio), scartare l elemento Se il controllo degli spessori è positivo, procedere al ripristino della protezione, in conformità alle modalità previste dal fabbricante del ponteggio Pagina 91

92 GIUNTI Controllo verticalità Controllo marchio come da libretto Controllo stato di conservazione della protezione contro la corrosione Controllo bulloni completi di dadi Controllo linearità martelletti Controllo perno rotazione giunto girevole Visivo, ad esempio con uutilizzo filo a piombo Visivo Visivo Visivo e funzionale Visivo: stato di conservzioneconservazione della filettatura Funzionale: regolare avvitamento del dado Visivo Visivo e funzionale Visivo: parallelismo dei due nuclei Funzionale: corretta rotazione Se la verticalità del tubo non è soddisfatta occorre scartare l elemento Se il marchio non è rilevabile, o è difforme rispetto a quello indicato nel libretto, occorre scartare l elemento Se il controllo è negativo occorre scartare l elemento Se il controllo visivo è negativo occorre : sostituire il bullone e/o il dado con altro fornito dal fabbricante del giunto Se è negativo il solo controllo funzionale occorre ripristinare la funzionalità (pulizia e ingrassaggio). Se ciò non è possibile, sostituire l elemento con altro fornito dal fabbricante del giunto Se il controllo è negativo occorre scartare l elemento Se i controlli sono negativi occorre scartare l elemento Pagina 92

93 IMPALCATI PREFABBRICATI (non strutturali) Controllo marchio come da libretto Controllo stato di conservazione della protezione contro la corrosione Controllo orizzontalità piani di calpestio Controllo assenza di deformazioni negli appoggi al traverso Visivo Visivo Visivo Visivo e/o funzionale Se il marchio non è rilevabile, o è difforme rispetto a quello indicato nel libretto, occorre scartare l elemento Se il controllo è negativo, procedere al controllo degli spessori: Se il controllo degli spessori è negativo (tenuto conto delle tolleranze previste dal fabbricante del ponteggio), scartare l elemento Se il controllo degli spessori è positivo, procedere al ripristino della protezione, in conformità alle modalità previste dal fabbricante del ponteggio Se il controllo è negativo occorre scartare l elemento Se il controllo è negativo occorre scartare l elemento Pagina 93

94 BASETTE FISSE BASETTE REGOLABILI Controllo efficienza dei sistemi di collegamento tra: piani di calpestio, testata con ganci di collegamento al traverso ed irrigidimenti (saldatura, rivettatura, bullonatura e cianfrinatura) Controllo marchio come da libretto Controllo orizzontalità piatto di base Controllo marchio come da libretto Visivo: Integrità del sistema di collegamento per rivettatura, bullonatura e cianfrinatura Assenza, nel sistema di collegamento, di cricche, distacchi ed ossidazioni penetranti per saldatura Visivo Visivo, ad esempio con un piano di riscontro Visivo Se il controllo è negativo: Scartare l elemento, o Procedere, a cura del fabbricante del ponteggio, al ripristino dell efficienza dei sistemi di collegamento Se il marchio non è rilevabile, o è difforme rispetto a quello indicato nel libretto, occorre scartare l elemento Se il controllo è negativo occorre scartare l elemento Se il marchio non è rilevabile, o è difforme rispetto a quello indicato nel libretto, occorre scartare l elemento Controllo orizzontalità piatto di base Controllo verticalità stelo Controllo stato di conservazione della filettatura dello stelo e della ghiera filettata Visivo, ad esempio con un piano di riscontro Visivo Visivo e funzionale Visivo: stato di conservazione della filettatura Funzionale: regolare avvitamento della ghiera Se il controllo è negativo occorre scartare l elemento Se il controllo è negativo occorre scartare l elemento Se i controlli, visivo e funzionale, sono negativi occorre scartare l elemento Se è negativo il solo controllo funzionale occorre Pagina 94

95 ripristinare la funzionalità (pulizia e ingrassaggio). Se ciò non è possibile, scartare l elemento N.B.: Per le verifiche relative ad altri elementi di ponteggio (quali ad esempio: fermapiede, trave per passo carraio, mensola, montante per parapetto di sommità, scala, parasassi), riportati nel libretto di cui all'autorizzazione ministeriale, occorre utilizzare: tipo, modalità di verifica e misure, analoghi a quelli descritti per gli elementi sopraelencati. Pagina 95

96 6.8.3 Procedure di montaggio del ponteggio Descrizione procedure di montaggio con particolare attenzione alle partenze ed alle parti finali. Descrizione delle attrezzature utilizzate Misure di sicurezza da adottare contro il rischio di caduta di materiale dall alto. Misure di sicurezza da adottare in caso di cambiamento delle condizioni meteorologiche. Pagina 96

97 Ancoraggi del ponteggio Descrizione degli ancoraggi che verranno utilizzati Ancoraggio a tassello Pagina 97

98 Pagina 98 Ancoraggio ad anello

99 Utilizzo di misure di protezione collettiva nella realizzazione dei ponteggi Utilizzo di dispositivi di protezione individuale nella realizzazione del ponteggio Descrizione dei DPI anticaduta utilizzati (imbracatura di sicurezza, cordino a lunghezza fissa o regolabile, assorbitore di energia, dispositivo retrattile, linea di ancoraggio ecc.) Descrizione dei punti di ancoraggio con particolare attenzione al montaggio dei primi impalcati (tirante d aria, freccia della linea vita ecc.). Descrizione delle modalità di recupero del lavoratore in difficoltà. Posizione linea vita per il montaggio del primo impalcato. Pagina 99

100 Pagina 100 Posizione linea vita per il montaggio del secondo impalcato.

101 Pagina 101 Posizione linea vita per il montaggio degli impalcati successivi

102 6.8.4 Verifiche periodiche da effettuare durante l uso del ponteggio Durante l utilizzo del ponteggio si procede alle verifiche periodiche come indicato dalla Circolare del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale n. 46/2000. In particolare si controlla: Che sia mantenuto un distacco non superiore a 20 cm tra il bordo interno dell'impalcato del ponteggio e l opera servita. Che sia mantenuta l'efficienza dell'elemento parasassi, capace di intercettare la caduta del materiale dall'alto. il mantenimento dell'efficienza del serraggio dei giunti, secondo le modalità previste dal fabbricante del ponteggio, riportate nel libretto di cui all'autorizzazione ministeriale. il mantenimento dell'efficienza del serraggio dei collegamenti fra gli elementi del ponteggio, secondo le modalità previste dal fabbricante del ponteggio, riportate nel libretto di cui all'autorizzazione ministeriale. il mantenimento dell'efficienza degli ancoraggi, secondo le modalità previste dal fabbricante del ponteggio riportate nel libretto di cui all'autorizzazione ministeriale. il mantenimento della verticalità dei montanti, ad esempio con l'utilizzo del filo a piombo. il mantenimento dell'efficienza delle controventature di pianta e di facciata mediante: o Controllo visivo della linearità delle aste delle diagonali di facciata e delle diagonali in pianta; o Controllo visivo dello stato di conservazione dei collegamenti ai montanti delle diagonali di facciata e delle diagonali in pianta; o Controllo visivo dello stato di conservazione degli elementi di impalcato aventi funzione di controventatura in pianta. il mantenimento in opera dei dispositivi di blocco degli elementi di impalcato. il mantenimento in opera dei dispositivi di blocco o dei sistemi antisfilamento dei fermapiedi Procedure di smontaggio del ponteggio Pagina 102

103 6.9 Dispositivi di protezione individuale da utilizzare durante il montaggio, smontaggio e trasformazione del ponteggio Pagina 103

104 6.10 Sottoscrizione del documento Il presente documento, composto di n. pagine, è stato elaborato dal datore di lavoro, in collaborazione con il responsabile del servizio di prevenzione e protezione. DATORE DI LAVORO, R.S.P.P. E PREPOSTO... Per presa visione: IL RAPPRESENTANTE DEI LAVORATORI... Lì.. Pagina 104

105 Pagina 105

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