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2 Caro Docente, questa che si accinge a sfogliare è la pubblicazione realizzata dall Osservatorio Permanente Giovani Editori nell ambito del nuovo progetto culturale denominato Cultura Finanziaria a Scuola Per far crescere gli interessi dei giovani promosso in partnership con Intesa Sanpaolo. Il presente Quaderno di Lavoro si rivolge a voi docenti, come supporto alla didattica nello svolgimento di questa nuova iniziativa - avviata in forma sperimentale per questo anno scolastico - volta a costruire un percorso di educazione finanziaria per i giovani, affinché, acquisendo maggiore consapevolezza in tale ambito, divengano cittadini più responsabili. Come vedrà, la pubblicazione è articolata in una prima parte più teorica dove sono contenuti interventi di ampio respiro sul tema economico-finanziario, utili ad inquadrare l argomento in un contesto di ambito generale, e da una seconda parte formata da nove schede di lavoro funzionali ad un approccio più operativo verso la materia. Ci auguriamo che questo Quaderno possa rappresentare per lei un valido supporto per le lezioni in aula e l approfondimento, e ci teniamo a precisarle che la pubblicazione non vuole assolutamente sostituire il tradizionale materiale didattico adottato da ciascun docente, ma semplicemente fornire un originale ed utile strumento di lavoro, uno spunto per l approfondimento e per il dialogo senza perdere di vista anche la recente attualità. La pubblicazione, realizzata in modo corale, è frutto della collaborazione di professionisti, che a vario titolo, si occupano di tematiche collegate al mondo dell economia e che hanno apportato i loro contributi fornendo la propria personale visione ed assumendosene quindi piena paternità e responsabilità. Non ci resta allora che augurarle buon lavoro e ringraziarla sinceramente per l attiva partecipazione al progetto. Osservatorio Permanente Giovani-Editori Intesa Sanpaolo 1

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4 INDICE Economia a scuola: indicazioni metodologiche e proposte didattiche, di Piero Cattaneo.pag. 4 Economia, educazione, scuola: motivi e prospettive, di Cesare Scurati.. pag.12 Il sistema finanziario, gli intermediari e il mercato mobiliare, di Alberto Banfi pag a Giornata Mondiale del Risparmio - Trascrizione dell intervento tenuto da Mario Draghi, Governatore della Banca d Italia pag a Giornata Mondiale del Risparmio - Trascrizione dell intervento tenuto da Corrado Faissola, Presidente dell Associazione Bancaria Italiana....pag. 51 SCHEDE DI LAVORO Surplus e disavanzo finanziario. L origine dei mercati finanziari, di Enrico Castrovilli...pag. 59 La crisi e le sue conseguenze sul tessuto economico territoriale, di Roberto Fini...pag. 69 Il sistema economico dopo la crisi dei subprime, di Roberto Fini...pag. 76 Il mercato della moneta, di Claudio Guzzi.....pag. 85 Liberismo e crisi finanziaria, di Claudio Guzzi......pag. 94 Gli hedge funds e la catena di Sant'Antonio, di Elide Sorrenti......pag. 102 I controlli sul mercato della borsa, di Giuseppe Tramontana.....pag. 114 Il mercato della borsa e i titoli tossici, di Giuseppe Tramontana.....pag. 126 Perché una banca diventa insolvente? di Doris Valente....pag

5 Economia a scuola: indicazioni metodologich che e proposte didattiche Piero Cattaneo Idee e suggestioni Non è la prima volta che l Osservatorio Permanente Giovani-Editori con il Progetto Il Quotidiano in Classe si occupa di economia e di educazione economica e finanziaria nelle aule scolastiche. Ma questa volta, insieme a Intesa Sanpaolo, è stato proposto il progetto sperimentale Cultura Finanziaria a Scuola Per far crescere gli interessi dei giovani, un iniziativa più articolata e specifica, che si occupa di questo tema in vista dell introduzione di Educazione economica e finanziaria anche negli indirizzi liceali delle scuole secondarie di secondo grado. Prima di presentare le linee delle nuove proposte didattiche, inserite in questo Quaderno di Lavoro, si ritiene utile e significativo, ai fini dello sviluppo della progettazione di esperienze formative nell ambito della cultura economica, riprendere alcune delle idee e delle suggestioni didattiche presentate nelle pubblicazioni realizzate dall Osservatorio per i docenti nell ambito del progetto Il Quotidiano in Classe. Mosconi F., L Economia, in Il Quotidiano in Classe. Dai giovani di oggi, ai cittadini liberi di domani, Firenze, La Nuova Italia, 2006 Franco Mosconi (Università degli studi di Parma) riferendosi ai docenti e agli studenti dei licei e degli istituti tecnici che partecipano al progetto, precisava che la distinzione tra microeconomia e macroeconomia, di cui proponeva le seguenti definizioni: - microeconomia (letteralmente, l economia del piccolo) riguarda i comportamenti dei singoli agenti, consumatori o imprese che siano; - macroeconomia (l economia del grande) ha invece a che fare con gli andamenti di variabili economiche quali reddito nazionale, consumi, investimenti, importazioni ed esportazioni a livello aggregato ( ) è una tradizione universitaria consolidata ai soli fini didattici e avvertiva i lettori delle pagine economiche dei quotidiani che le questioni micro e macroeconomiche sono affrontate in modo intrecciato e si influenzano reciprocamente. 4

6 Quindi l approccio degli studenti a tali pagine è sicuramente più complesso e soprattutto fondato su alcune solide conoscenze di base: globale-locale; economia-reale; economiafinanziaria. Il professor Franco Mosconi poi, con una seconda avvertenza, superava le due coppie precedenti e proponeva il seguente terzetto quale chiave di lettura delle pagine economiche dei quotidiani ed anche quale conoscenza di base per lo sviluppo di una cultura economica nel cittadino lettore: 1. Strategie delle imprese (industriali, finanziaria, dei servizi ecc..) 2. Governo dell economia (ai vari livelli, dal soprannazionale al locale) 3. Vita delle famiglie, vita quotidiana delle famiglie (casa, imposta sul reddito, tasse per i servizi comunali, lavoro dei figli, risparmio, gestione dei patrimoni, ecc.) Romagna Manoja E., L Economia, in Il Quotidiano in Classe. Educazione alla Cittadinanza, Firenze, La Nuova Italia, 2007 Enrico Romagna Manoja (Direttore de Il Mondo) riferendosi alle pagine di economia e finanza dei quotidiani affermava che fino a qualche anno fa queste erano riservate a pochi lettori esperti, oggi invece i temi economici sono molto più popolari: non solo perché toccano da vicino la vita dei cittadini, ma anche perché l economia è spesso alla base della maggior parte delle decisioni che si prendono in politica, in Italia e all estero. Anche Enrico Romagna Manoja sosteneva la suddivisione classica delle pagine di Economia di un quotidiano che riguarda due grandi temi: il primo è la macroeconomia (gli indicatori economici come l inflazione, i prezzi al consumo, la crescita del prodotto interno lordo, in Italia e all estero) alla quale vengono aggregati temi confinanti come quelli settoriali (l agricoltura, i trasporti, il commercio estero); l altro è la politica economica, intendendo con questo termine qualunque decisione venga presa dalle Istituzioni (Governo, parlamento, autorità di vigilanza, organismi di rappresentanza scuola come Confindustria e Sindacati) in materia di economia. Alcune schede operative in tema di economia sono state inserite nell ultima proposta didattica realizzata dall Osservatorio per l'anno scolastico 2008/2009. Il Quotidiano in Classe. Conoscere l oggi, per essere il domani. Firenze, La Nuova Italia,

7 In questo Quaderno di Lavoro, nei capitoli seguenti sono state inserite schede di lavoro curate da vari esperti che hanno elaborato percorsi didattici basati sulla metodologia laboratoriale : 1. Surplus e disavanzo finanziario L origine dei mercati finanziari. A cura di E. Castrovilli 2. La crisi e le sue conseguenze sul tessuto economico territoriale. A cura di R. Fini 3. Il sistema economico dopo la crisi dei subprime. A cura di R. Fini 4. Il mercato della moneta. A cura di C. Guzzi 5. Liberismo e crisi finanziaria. A cura di C. Guzzi 6. Gli hedge funds e la catena di Sant Antonio. A cura di E. Sorrenti 7. I controlli sul mercato della borsa. A cura di G. Tramontana 8. Il mercato della borsa e i titoli tossici. A cura di G. Tramontana 9. Perché una banca diventa insolvente? A cura di D. Valente Innovazioni sul piano culturale Numerose sono le innovazioni introdotte nei Sistemi educativi europei con la Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006, relative a competenze chiave per l apprendimento permanente (2006/962/CE). L Unione Europea ha, infatti, invitato tutti gli Stati membri a sviluppare, nell ambito delle loro politiche educative, strategie per lo sviluppo di conoscenze e competenze a un livello tale che preparino i giovani studenti alla vita adulta e costituiscano la base per ulteriori occasioni di apprendimento, come pure per la vita lavorativa. Tra le competenze riteniamo significativo sottolineare, in questa sede, quelle sociali e civiche, lo spirito di iniziativa e di imprenditorialità, per promuovere la produttività individuale e valorizzare le attitudini per la scelta da compiere per la vita adulta, attraverso la conoscenza del tessuto sociale ed economico del territorio, delle regole del mercato del lavoro, delle possibilità di mobilità. Anche l Italia ha accolto l invito dell Unione Europea e nel Documento tecnico allegato al D.M. n 139/2007 (Il nuovo obbligo di istruzione), in particolare nell Asse Culturale Storico Sociale, sono state definite le competenze base a conclusione del biennio di scuola secondaria di secondo grado: 6

8 - Comprendere il cambiamento e la diversità dei tempi storici in una dimensione diacronica attraverso il confronto fra epoche, e in una dimensione sincronica attraverso il confronto fra aree geografiche e culturali. - Collocare l esperienza personale in un sistema di regole fondato sul reciproco riconoscimento dei diritti della Costituzione, a tutela della persona, della collettività e dell ambiente. - Riconoscere le caratteristiche essenziali del sistema socio economico per orientarsi nel tessuto produttivo del proprio territorio. Competenze sociali e civiche Il già citato testo della Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio contiene otto competenze chiave per l apprendimento permanente, in questa sede si richiamano le linee relative a quelle sociali e civiche. Queste includono competenze personali, interpersonali e interculturali e riguardano tutte le forme di comportamento che consentono alle persone di partecipare in modo efficace e costruttivo alla vita sociale e lavorativa, in particolare alla vita in società sempre più diversificate, come anche a risolvere i conflitti, ove ciò sia necessario. La competenza civica dota le persone degli strumenti per partecipare appieno alla vita civile grazie alla conoscenza dei concetti e delle strutture sociopolitiche, economiche e all impiego a una partecipazione attiva e democratica. Con sempre maggiore intensità si manifesta l esigenza di partecipazione dei cittadini in un azione cooperante e organizzata che spesso non trova spazi adeguati nelle istituzioni pubbliche tradizionali. Frequenti segnali di inadeguato risultato sociale e di insufficiente livello di qualità dei servizi pubblici erogati hanno sollecitato la riscoperta della imprenditorialità sociale privata che integra l offerta pubblica esistente o addirittura si sostituisce ad essa. Crisi di valori, nuovi bisogni sociali, preferenze sociali, bisogno di autorealizzazione della popolazione che muta il mix della domanda di benessere sociale. Si dilatano le aspettative nei confronti dello Stato (profilo sociale della crisi). Un ulteriore elemento di supporto concettuale nella progettazione di percorsi formativi in tema di educazione economico-finanziaria è che la solidarietà è un investimento per la 7

9 società, e il concetto di solidarietà, secondo Giorgio Fiorentini (Università Bocconi di Milano) può essere definito in: - Solidarietà verticale intesa come capacità di dare supporto valoriale, economico e di servizio ai segmenti di popolazione che hanno situazioni di redditualità residua e di livello inferiore o approssimabile al minimo sostentamento e/o condizione di emarginazione sociale assai grave e di difficile recupero; - Solidarietà orizzontale che taglia trasversalmente molte classi sociali a fronte di un impoverimento non solo economico/sociale e valoriale, ma anche di ruolo lavorativo in un contesto di disoccupazione sempre più crescente. In un momento storico qual è quello attuale, così complesso e difficile, Giorgio Fiorentini riprende alcune tracce di analisi socio-economiche correnti, nelle quali si auspica lo sviluppo della società degli uomini che dovrebbe servirsi della società delle cose come condizione agevolante e di supporto per raggiungere risultati sociali apprezzabili. Il valore di scambio dei beni e dei servizi si integra con il valore d uso dei beni relazionali che soddisfano i bisogni sociali. Ecco perché, in un processo educativo a forte centratura sulle conoscenze e sulle competenze economico-finanziarie, diventa urgente per i docenti promuovere e sviluppare negli allievi competenze sociali e civiche, che li rendano sempre più pronti a rispondere alla crescente domanda di servizi di solidarietà per le persone in situazione di sofferenza, ma anche durante la vita normale. Al riguardo, si ritiene utile riportare di seguito il testo della Raccomandazione del Parlamento Europeo e del Consiglio relativo alle competenze chiave per l apprendimento permanente (2006/962/CE), in particolare la parte sulle competenze sociali e civiche: [ ] Conoscenze, abilità e attitudini legate a tali competenze La competenza sociale è collegata al benessere personale e sociale che richiede la consapevolezza di ciò che gli individui devono fare per conseguire una salute fisica e mentale ottimali, intese anche quali risorse per se stessi, per la propria famiglia e per l ambiente sociale immediato di appartenenza e la conoscenza del modo in cui uno stile di vita sano vi può contribuire. Per un efficace partecipazione sociale e interpersonale è essenziale comprendere i 8

10 codici di comportamento e le maniere generalmente accettati in diversi ambienti e società (ad esempio sul lavoro). È altresì importante conoscere i concetti di base riguardanti gli individui, i gruppi, le organizzazioni del lavoro, la parità e la non discriminazione tra i sessi, la società e la cultura. È essenziale inoltre comprendere le dimensioni multiculturali e socioeconomiche della società europee e il modo in cui l identità culturale nazionale interagisce con l identità europea. La base comune di questa competenza comprende la capacità di comunicare in modo costruttivo in ambienti diversi, di mostrare tolleranza, di esprimere e di comprendere diversi punti di vista, di negoziare con la capacità di creare fiducia e di essere in consonanza con gli altri. Le persone dovrebbero essere in grado di venire a capo di stress e frustrazioni e di esprimere questi ultimi in modo costruttivo e dovrebbero anche distinguere tra la sfera personale e quella professionale. La competenza di base sull attitudine alla collaborazione, l assertività e l integrità. Le persone dovrebbero provare interesse per lo sviluppo socioeconomico e la comunicazione interculturale, e dovrebbero apprezzare la diversità e rispettare gli altri ed essere pronte a superare i pregiudizi e a cercare compromessi. La competenza civica si basa sulla conoscenza dei concetti di democrazia, giustizia, uguaglianza, cittadinanza e diritti civili, anche nella forma in cui essi sono formulati nella Carta dei diritti fondamentali dell Unione Europea e nelle dichiarazioni internazionali e nella forma in cui sono applicati da diverse istituzioni a livello locale, regionale, nazionale, europeo e internazionale. Essa comprende la conoscenza delle vicende contemporanee nonché dei principali eventi e tendenze nella storia nazionale, europea e mondiale. Si dovrebbe inoltre sviluppare la consapevolezza degli obiettivi, dei valori e delle politiche dei movimenti sociali e politici. È altresì essenziale la conoscenza dell integrazione europea, nonché delle strutture dei principali obiettivi e dei valori dell Unione europea, come pure una consapevolezza delle diversità e delle identità culturali in Europa. Le abilità in materia di competenza civica riguardano la capacità di impegnarsi in modo efficace con gli altri nella sfera pubblica nonché di mostrare solidarietà e interesse per risolvere i problemi che riguardano la collettività locale e la comunità allargata. Ciò comporta una riflessione critica e creativa e la partecipazione costruttiva alle attività della collettività o del vicinato, come anche la presa di decisioni a tutti i livelli, da quello locale a quello nazionale ed europeo, in particolare mediante il voto. 9

11 Il pieno rispetto dei diritti umani, anche quello dell uguaglianza quale base per la democrazia, la consapevolezza e la comprensione delle differenze tra sistemi di valori di diversi gruppi religiosi o etnici pongono le basi per un atteggiamento positivo. Ciò significa manifestare sia un senso di appartenenza al luogo in cui si vive, al proprio paese, all UE e all Europa in generale e al mondo, sia la disponibilità a partecipare al processo decisionale democratico a tutti i livelli. Vi rientra anche il fatto di dimostrare senso di responsabilità, nonché comprensione e rispetto per i valori condivisi, necessari ad assicurare la coesione della comunità, come il rispetto dei principi democratici. La partecipazione costruttiva anche alle attività civili, il sostegno alla diversità sociale, alla coesione e allo sviluppo sostenibile e una disponibilità a rispettare i valori e la sfera privata degli altri. [ ] La didattica attiva e laboratoriale Le nuove proposte e attività didattiche relative al progetto Cultura Finanziaria a Scuola Per far crescere gli interessi dei giovani possono inserirsi nelle scelte metodologiche e didattiche già sperimentate nelle attività del Progetto Il Quotidiano in Classe in questi anni. Si riportato gli elementi qualificanti e i riferimenti normativi, in particolare le Indicazioni per il curricolo (D.M ). Fra le metodologie che possono consentire alla scuola di ottenere il necessario sviluppo integrato di saperi disciplinari, linguaggi, strumenti di pensiero, atteggiamenti e valori ha un particolare rilievo la realizzazione di percorsi didattici attivi e partecipati, in forma di laboratorio. Il laboratorio è da intendersi in generale come una modalità di lavoro che incoraggia la sperimentazione e la progettualità, che coinvolge gli alunni nel pensare realizzare valutare attività vissute in modo condiviso e partecipato con altri, che può essere attivata sia all interno sia all esterno della scuola, valorizzando il territorio come risorsa per l apprendimento. [da Indicazioni per il curricolo, Ministero della Pubblica Istruzione, Roma, 2007, p. 46]. In tale accezione ha un significato più ampio di luogo appositamente attrezzato con materiali e strumenti, ed è anche e soprattutto un modo nuovo di fare scuola, che richiede e implica alcune condizioni: 10

12 - Il ruolo attivo dello studente, che viene messo nella condizione di costruire il proprio sapere. Nel contesto dell insegnamento/apprendimento è utile chiamare laboratorio una situazione in cui lo studente è attivo e mette le proprie idee, le proprie conoscenze in relazione con problemi, fenomeni e fatti, confrontando le osservazioni con le attese che vengono dai propri modelli interpretativi del mondo, formulando ulteriori modelli e ipotesi/congetture, progettando azioni, esperimenti e osservazioni mirate, che consentano di confutare o confermare tali modelli; - L attivazione di un percorso di apprendimento a partire dall esperienza e dal mondo reale, nel laboratorio, lo studente discute con i compagni di lavoro e con l insegnante sull interpretazione di quello che accade, progetta azioni e attività di gruppo, comunica con altri. In questo senso, quello che soprattutto contraddistingue il laboratorio, sono l atteggiamento e il modo di pensare e di operare, più che la presenza di attrezzature e strumenti speciali: è l operatività collegata ad una attività cognitiva. Nel laboratorio, infatti, si unisce il fare e il pensare; - Il ruolo del docente all interno del laboratorio, è quello di promotore di occasioni di apprendimento, di sostegno, di mediazione e di accompagnamento finalizzato al raggiungimento dell autonomia del soggetto che apprende e che diventa capace di gestire il processo in tutte le sue fasi. Da quanto premesso, si deduce che il laboratorio può riferirsi a qualunque disciplina e contenuto: sociale, culturale, economico, matematico, scientifico. È vero, infatti, che in tutti i campi del sapere, non solo nelle scienze sperimentali, si costruiscono modelli che vengono poi utilizzati per interpretare il mondo e per operare sensatamente e con criterio, e che questi modelli e questi criteri si apprendono meglio e con maggior profitto a scuola utilizzando anche situazioni di laboratorio. I materiali e in particolare le schede didattiche proposte in questo Quaderno di Lavoro si attengono ai presupposti teorici e normativi qui riportati, che rappresentano dunque punti irrinunciabili nella strategia di formazione da adottare nell ambito di questo nuovo progetto. 11

13 Economia, educazione, scuola: motivi e prospettive Cesare Scurati Come avviene di solito nei momenti di particolare difficoltà, emergono esigenze e spinte di natura congiunturale (il cui tipico carattere è l urgenza), dietro le quali riposano comunque contenuti di natura permanente, che la congiuntura ha il merito di riproporre all attenzione. Nel nostro caso, possiamo ricordare, ad esempio, le esperienze delle cooperative scolastiche che hanno avuto luogo nei primi decenni del secolo scorso nel quadro del rinnovamento pedagogico e didattico dell attivismo e delle scuole nuove 1, dove il tema dell animazione dei processi di apprendimento si saldava alla promozione di un etica della collaborazione e della solidarietà, o, sempre nello stesso momento, le scuole del lavoro 2 in cui erano centrali i temi della preparazione all autosufficienza e quelli della formazione all oggettività morale (carattere). Così come non sarebbe fuori luogo riagganciarsi ad esperienze (come quelle delle colonie, delle città dei ragazzi, delle scuole città, di Nomadelfia) dove viene messo a fuoco il valore formativo derivante dal corpo a corpo diretto con le realtà della vita economica (produzione, lavoro, distribuzione della ricchezza, solidarietà, partecipazione). Questi doverosi richiami di cultura pedagogica qualcosa cui occorrerebbe comunque prestare un attenzione maggiore di quanto non si faccia di solito non fanno certo dimenticare, ad ogni modo, le sostanziali differenze relative ai contesti culturali generali e specificamente economici che ci separano da questi riferimenti. Appoggiamoci allora a qualche rimando che ci accompagni in questa direzione. Un mondo per l educazione L Enciclica Centesimus Annus (1991) è il primo grande documento che propone una visione sintetica che implica direttamente un appello in direzione educativa. Il discorso si muove su tre linee portanti: - la piena legittimità della «domanda di un esistenza qualitativamente più soddisfacente e più ricca», dalla quale non va però disgiunta la sottolineatura delle «nuove responsabilità» e dei «pericoli» che la contrassegnano; - insufficienza del sistema economico come tale a rendere pienamente conto e ragione di tutti i livelli di qualità umanamente desiderabili, dal momento che esso «non possiede al suo interno 1 2 G.Prévot, Pedagogia della cooperazione scolastica, La Nuova Italia, Firenze, 1963 G.Kerschensteiner, Il concetto della scuola di lavoro, Marzocco, Firenze,

14 criteri che consentano di distinguere correttamente le forme nuove e più elevate di soddisfacimento di bisogni umani dai nuovi bisogni indotti, che ostacolano la formazione di una matura personalità»; - necessità di «lasciarsi guidare da un immagine integrale dell uomo, che rispetti tutte le dimensioni del suo essere spirituale e subordini quelle materiali e istintive a quelle interiori e spirituali». Di conseguenza, appare «necessaria ed urgente una grande opera educativa e culturale, la quale comprenda l educazione dei consumatori ad un uso responsabile del loro potere di scelta, la formazione di un senso di responsabilità nei produttori e, soprattutto, nei professionisti delle comunicazioni di massa, oltre che il necessario intervento delle pubbliche Autorità». Troviamo quindi indicate con chiarezza la dimensione universale dell esigenza educativa, l individuazione delle finalità specifiche da perseguire (educazione alla libertà di scelta, formazione del senso di responsabilità) e la segnalazione di ben precise e circostanziate categorie sociali e professionali coinvolte ed interessate (consumatori, produttori, operatori delle comunicazioni di massa: un integrazione oggi molto esplicita non può non riguardare il mondo dell economia e della finanza). Le possibili derivazioni rispetto a quanto ci interessa non sono difficili. Deve essere considerato quanto mai suggestivo il fatto di avere posto in piena evidenza i referenti concreti dell azione educativa da intraprendere, visti nelle loro effettive posizioni, funzioni, attribuzioni e responsabilità. Ne proviene che il contributo dell approccio pedagogico alla qualità del mondo dell uomo è in larghissima misura dipendente dalla sua capacità di interagire produttivamente con i mondi della vita economico-politica e della produzione massmediale, che appaiono con assoluta chiarezza le zone più educativamente a rischio della nostra cultura. E ovvio il coinvolgimento della scuola per quanto le compete: - mettere in piena luce ed utilizzare la possibilità curricolari relative alle realtà della produzione e del consumo, non marginalizzandone la portata ed il significato ai fini dell intelligenza del compito educativo dell insegnamento; - estendere la sfera della sensibilità e della preparazione pedagogica a tutte le forme di elaborazione dei messaggi e di strutturazione dei comportamenti che toccano la qualità umana del vivere dell uomo; - far passare le linee che appaiono già presenti (pensiamo all ecologia, ma anche l economia può esservi fatta rientrare) dallo stato di possibile moda momentanea a vera e propria scelta educativa in nome di valori. 13

15 Dall economia all educazione: un dialogo da aprire Nel Progetto Le sfide dell educazione, che l Ufficio Nazionale Educazione Scuola Università della Conferenza Episcopale Italiana ha promosso e che si è chiuso nel mese di luglio 2004 con un importante Simposio Internazionale a Roma, una sezione è stata dedicata alle problematiche relative all interazione dell economia e del mercato del lavoro con le prospettive educative. In particolare, il gruppo di lavoro che ha esaminato la situazione e le prospettive inerenti al contesto italiano ha raccolto una serie di indicazioni e di riflessioni che rappresentano un buon contributo di analisi. Riprendo i punti più significativi, notando che i pochi anni che sono trascorsi hanno dato un carattere di particolare incisività alle osservazioni presentate. - Appare tuttora presente una differenziazione conflittuale fra mentalità scientifica e mentalità umanistica, per la quale la comprensione e l apprezzamento per le realtà operative e produttive risulta difficile. Questo comporta una minor rilevanza sotto il profilo culturale e formativo ed una persistente difficoltà a proporre e realizzare itinerari formativi effettivamente equipollenti fra i due canali dell istruzione secondaria superiore, per cui si dovrà verificare se le riforme riusciranno realmente ad eliminare questa situazione. - Occorre tenere sotto maggior controllo i pericoli e le conseguenze negative che possono accompagnare un economia di mercato assolutamente liberistica, che pare venire rappresentata come una soluzione del tutto priva di controindicazioni. In realtà, si tratta di un approccio che va comunque inquadrato in una visione complessiva di valori formativi. - La vera realtà del lavoro non viene adeguatamente presentata ed illustrata dai testi di istruzione e dai mass media dove, infatti, prevalgono ancora rappresentazioni folkloristiche o edulcorate o moralistiche. E per questo che va utilizzato a fondo e potenziato il più possibile tutto quanto può essere compreso nei capitoli dell alternanza e degli stage scuola-lavoro. - Bisogna porre molta attenzione al diffondersi di alcuni slogan e di alcuni schemi stereotipici la cui funzione, invece di aiutare a comprendere, pare piuttosto rivolta a formare visioni ingannatrici della realtà di fatto. Qualche esempio non è difficile da illustrare: la precarizzazione è presentata come una risposta intelligente ai bisogni della psicologia giovanile (dilazione della definitività, esplorazione delle possibilità, individuazione delle occasioni adatte, ecc.) ma, di fatto, vediamo che conduce ad una sorta di assolutizzazione del valore dell incertezza, che finisce poi nella demotivazione e nella disaffezione al lavoro stesso; 14

16 l auto imprenditorialità pare costituire la grande chance per il futuro: ma ne sono fatte presenti le difficoltà, i rischi e le durissime condizioni di impegno? - L utilizzo di esperienze extrascolastiche è ancora molto insufficiente e, in questa generale carenza, il mondo del lavoro appare del tutto assente, mentre rappresenta l esperienza più determinante nella vita. - L esplorazione educativa mette in evidenza una serie di punti ancora molto deboli: - il mondo economico viene rappresentato quasi esclusivamente negli aspetti finanziari (risparmi, investimenti, ecc.), lasciando molto in ombra quello che costituisce il lavoro vero e proprio; la dimensione privata (benessere, successo, ecc.) viene sovradimensionata rispetto alle dimensioni pubbliche e sociali (diritti, equità, sicurezza, ecc.); la comunicazione intergenerazionale, nella quale i contenuti relativi al lavoro e ai suoi valori e problemi hanno sempre occupato una parte di grande importanza, appare molto attenuata e tale da non rappresentare più un solido elemento di orientamento personale. Le indicazioni per l azione si stratificano in due categorie: azioni da potenziare promuovere la consapevolezza che una vera cultura della qualità corrisponde al rispetto della persona e non si esaurisce nel puro e semplice miglioramento della produttività; - recuperare la concezione della responsabilità sociale dell impresa; - sviluppare in maniera sempre più estesa i sistemi di avvicinamento fra scuola e azienda; - rilanciare su vasta scala l etica del lavoro; azioni da intraprendere rafforzare i momenti extrascolastici di aggregazione; - recuperare la centralità della famiglia e l importanza delle altre sedi di socializzazione; - concentrarsi sul rapporto diretto con le persone; - porre al centro la libertà di scelta; - tenere in considerazione la prospettiva europea; - recuperare le radici e nello stesso tempo creare nuovi modelli culturali e formativi; - sviluppare rappresentazioni più corrette del mondo del lavoro. Nel mondo della scuola Indico i punti di attenzione che mi paiono particolarmente pertinenti al nostro progetto. Generale e specifico Qualche distinzione merita di essere segnalata, allo scopo di evitare di confondere piani certamente connessi ma non del tutto sovrapponibili: l educazione economica comprende l educazione finanziaria ma non la risolve, così come la seconda non 15

17 esaurisce la prima. L educazione economica 3 rientra, nella sua natura propriamente pedagogica, nell azione educativa generale che consiste «nell aiutare lo sviluppo [ ] affinché l incontro del giovane non ancora maturo con il mondo dell economia desti in lui la capacità di conoscere in modo conforme all oggetto, di formulare giudizi eticamente normativi e di avere una volontà salda ed esattamente diretta verso il fine»; l educazione finanziaria 4, dal canto suo, «mira invece ad accrescere il livello delle conoscenze e la consapevolezza delle proprie scelte» allo scopo di preparare la «capacità di assumere decisioni consapevoli e corrette nella gestione della propria ricchezza finanziaria» ed include contenuti come «saper identificare fonti affidabili e imparziali da cui trarre le informazioni necessarie». E chiaro che percorrendo soltanto la prima via si rischia una mancanza di focalizzazione sul concreto e sull immediato mentre restando nella seconda si rimane chiusi nella tecnicità di semplici conoscenze operative. La regola, quindi, è di praticare il rimando continuo dal primo al secondo piano e viceversa. La parte e il tutto Questo genere di considerazioni si può estendere ad una diversa dimensione, più interna allo svolgimento delle attività didattiche, che implica la questione dei rapporti-raccordi fra le discipline. Anche in questo caso, infatti, si può delineare l opportunità di qualche utile distinzione. Possiamo, infatti, inserire l economia in un quadro specialistico-professionale come nel caso dell insegnamento di Economia e Diritto oppure in un quadro di formazione generale alla cittadinanza secondo un criterio, d altronde anch esso ormai conosciuto, di trasversalità, che rimanda, a sua volta, all esigenza di un approccio interdisciplinare. In questo caso, si viene a delineare la costruzione di un campo o area o settore nel quale la chiave di volta è costituita dalle interazioni fra i saperi e, ovviamente, fra gli insegnanti che li professano. La distinzione, ancora una volta, non vuol significare reciproca esclusione, ma ricorda semplicemente che gli effetti che si conseguono in un senso non si conseguono nell altro e che l azione da intraprendere dipende dalla valutazione della situazione da affrontare 3 Rimane classico K.Abraham, Educazione economica. Fondamenti pedagogici, Armando, Roma, Il tema fondamentale dell approccio di Abraham è costituito dal processo di «spiritualizzazione delle attività economiche» che conduce ad oltrepassare in senso etico la struttura meramente biologico-materiale. Pertanto: «Ogni educazione economica mira a che l uomo nella sua attività economica non si lasci semplicemente guidare dall istinto ma tenda a spiritualizzare l appagamento dei suoi bisogni». Una linea di questo tipo è svolta da G. Gatti (Solidarietà, mercato ed educazione Rassegna CNOS, Roma,1996/1, pp.13-25), che richiama i valori del «riconoscimento della propria dipendenza dal lavoro degli altri», del «realismo nella valutazione», dell «attitudine a un comportamento razionale», della «parsimonia, come capacità di valutare attentamente la diversa urgenza dei bisogni» e della «previdenza, che comporta il differimento della gratificazione immediata di bisogni non urgenti»; gli orientamenti pedagogici parlano di educazione alla solidarietà, alla responsabilità, alla legalità e al rispetto di una retta gerarchia di valori. 4 M. Borroni, Educazione finanziaria, perché è una necessità, Vita e Pensiero, Milano, 2008/5, pp

18 (problema in campo, obiettivi da conseguire). In linea di massima, si può dire che gli obiettivi di formazione di carattere pervasivo-globale appaiono più rispondenti alle potenzialità degli impianti interattivo-trasversali. Una linea che potrebbe rivelarsi interessante da riprendere è quella degli studi sociali, che sembra essere quella che più si avvicina alle esigenze dalle quali siamo partiti 5. Scegliere La decisione di accogliere un impegno specificamente finalizzato alla promozione delle qualità di cittadinanza attraverso l insegnamento di contenuti economico-finanziari può venire assunta con un atteggiamento di accettazione di compito oppure di investimento personale di valore, indipendente o aggiuntivo o integrativo rispetto al primo. La condizione contestuale dominante è, infatti, rappresentata dalla presenza di tensioni che danno luogo ad un frastagliato panorama di specifici contrasti, che riportiamo in questo quadro: trasmissione dei valori tradizionali risposta alle richieste della vita attuale formazione generale dei cittadini preparazione di specialisti concentrazione sui valori spirituali concentrazione sui valori materiali attenzione alla gratificazione interiore attenzione al successo sociale appoggio sull intelligenza come metodo appoggio sull autorità insegnamento indottrinamento accettazione dell ordine sociale stabilito funzione innovatrice della scuola educazione comune per tutti educazione differente per classe sociale Occorre quindi trovare una linea di orientamento e stabilire le regole pedagogiche da seguire per mantenere un livello di qualità intrinseca al risultato finale. Una formulazione espressiva in questo senso parla di «curricolo democratico» capace di fornire una «dieta educativa bilanciata» 6 le cui caratteristiche salienti consistono nel: - identificare con chiarezza quali tipi di conoscenza hanno una priorità in quanto provvisti di uno stato e di un valore superiore agli altri - garantire a tutti l accesso a tutti i terreni non estremi del sapere - considerare in una stessa comprensione le esigenze individuali e quelle sociali nonché di formazione generale e preparazione specifica - concentrarsi sulla proposta di ampi principi procedurali più che di liste di contenuti 5 6 V.: AA.VV., Le scienze sociali nell educazione, Cappelli, Bologna, 1986 A.V. Kelly, The Curriculum.Theory and Practice, Chapman, London,

19 - utilizzare l idea di area di esperienza come impostazione di ingresso e pedale costante di riferimento - non confondere un curricolo comune con un syllabus comune : il compito è di «garantire l accesso senza uniformità, la qualità nella diversità ed una uguaglianza nella differenza» - collocarsi in un sistema democratico di rendicontazione - accogliere i contributi degli specialisti senza cedere al loro predominio In termini umanistici in senso ampio, si tratta di inserire i contenuti di carattere economico come area di evidenziazione di significati culturali e di messaggi formativi, capace di racchiudere le «connessioni delle materie con l universo che si suppone esse rappresentino», di promuovere la «preparazione a partecipare in senso più ampio alla conversazione umana», di favorire gli «incontri scolastici con problemi e tematiche che trascendono le partizioni disciplinari» e di utilizzare le «modalità di apprendimento che coinvolgono gli studenti come partecipanti più che come osservatori» e un «uguale accesso a tutto questo per tutti gli studenti» 7. Una proposta e un sostegno Quello che qui si rivolge agli insegnanti ha la duplice natura della proposta e, attraverso le schede, gli incontri ed i lavori nei gruppi, di un sostegno all azione che si invita ad intraprendere. Naturalmente, il materiale preparato non ha nessun carattere di imposizione ma vuole soltanto essere un aiuto iniziale ad intraprendere i percorsi di scuola e di classe che ciascuno troverà più rispondenti alla sua analisi di situazione ed alle sue scelte tematiche 8. L obiettivo, infatti, è di porsi come utili compagni di viaggio della scuola, che significa offrirle aiuto (di informazione e conoscenza, di chiarificazione, di supporto pratico, di formazione), occasioni di valorizzazione (di talenti, di idee, di esperienze, di capacità critiche e propositive) e spazi di ascolto. Vuol dire, soprattutto, diffonderne la qualità al suo interno e documentarla 7 J.I. Goodlad, In Praise of Education,Teachers College P.,New York, Segnaliamo, in questo ordine di idee, E.Bertonelli-G.Rodano (a cura di), Il Laboratorio della Riforma.1:Autonomia, Competenze e Curricoli; 2.Verso i nuovi curricoli, Le Monnier, Firenze, 2000; AVIS, Book della solidarietà, Emoservizi, Milano, 2008; AA.VV., Leggere l'economia, IARD, Milano, 2001; AA.VV., Un buon 'investimento: educare all'uso dei soldi, 'Famiglia Oggi', Milano, giugno 2008; Incertezza e rischio. Il ruolo dell'educazione economica. Unione Europea e contesto globale, Atti della XIII Conferenza AEEE, Università Bocconi, Milano,

20 all esterno; vuol dire, anche, essere quell amico critico di cui l operatore riflessivo ha bisogno per mantenere il suo ritmo di avanzamento verso il meglio. 19

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