L ASSEMBLEA TRIENNALE del mese di Luglio u.s. ha visto convocati i Padri Caracciolini

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1 NYAMILIMA Missioni Caraccioline Periodico quadrimestrale di informazione religiosa missionaria dell Ordine dei Chierici Regolari Minori ANNO XX - N. 2 - NOVEMBRE 2009 Tariffa Associazioni Senza Fini di Lucro: Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in Abbonamento Postale D.L. 353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n 46) art.1, comma 2 - DCB Roma. S. FRANCESCO CARACCIOLO IL SINODO DEI VESCOVI PER L AFRICA di P. JACQUES NZITONDA NEL PERIODO CHE VA dal 4 al 25 ottobre 2009 s è svolta a Roma in Vaticano l Assemblea speciale per l Africa del Sinodo dei Vescovi dell Africa con il tema: La Chiesa in Africa al servizio della riconciliazione, della giustizia e della pace. Voi siete il sale della terra Voi siete la luce del mondo ( Mt. 5, ). Il tema riprende il titolo dell esortazione apostolica post-sinodale dell amatissimo Papa Giovanni Paolo II Ecclesia in Africa, frutto della prima Assemblea speciale del Sinodo dei Vescovi per l Africa svoltosi 15 anni fa in Vaticano nel Questo fatto sta a dimostrare che le due Assemblee per l Africa sono in continuità in quanto come dice Sua Santità Benedetto XVI nell omelia insieme all opera di primaria urgenza dell evangelizzazione la Chiesa è chiamata ad essere attiva negli interventi di promozione umana nella società. SEGUE A PAGINA 2 CALENDARIO 2010: UN ANNO DEDICATO ALL EUCARISTIA di P. LUIGI AFFONI OLTRE A QUANTO DETTO nell introduzione nel calendario, vorrei richiamare l attenzione dei cari lettori, anche da queste pagine, ad un aspetto vitale di ogni cristiano: l Eucaristia: pane spezzato per la vita del mondo, fondamento della vita del credente. È necessario ravvivare la luce della fede in questo sacramento, altrimenti la celebrazione liturgica domenicale può sembrare un insieme di riti vuoti e facilmente se ne fa a meno. E avviene che la domenica è invasa dalle attività tipiche della società del benessere. «L uomo di oggi osserva il vescovo Lanfranchi la domenica rischia di passare dalla catena della produzione alla catena di consumo, organizzata dall industria del tempo libero, ma sempre legato ad una catena. Ma la crisi dalla festa sta diventando crisi dell uomo, una crisi di senso». SEGUE IN ULTIMA PAGINA SI RICORDA Per l amministrazione della nostra Opera Missionaria, è stato aperto nelle poste italiane di Roma, agenzie 87, un nuovo numero di c/c intestato a: Opera Missionaria Caracciolini Onlus. Codice fiscale: Siamo grati a quanti volessero devolvere il 5x1000 nella dichiarazione dei redditi. È sufficiente mettere il codice fiscale e firmare. Si ricorda che tale firma non costa nulla, ma potete aiutarci a fare tanto del bene (assistenza sanitaria, istruzione, alimentazione, vestiti). Nel caso si volesse devolvere l offerta tramite bonifico le coordinate sono: IBAN: IT-28-C CONTIENE INSERTO REDAZIONALE «VANGELO SENZA CONFINI» Progetti di sviluppo dell Ordine dei Padri Caracciolini di P. RAFFAELE MANDOLESI I nostri teologi di Nairobi finalmente si possono godere il nuovo Seminario. L ASSEMBLEA TRIENNALE del mese di Luglio u.s. ha visto convocati i Padri Caracciolini provenienti da o- gni parte del mondo: Italia, America, Filippine, Africa e India. Ritornando con il pensiero a quei giorni di intenso lavoro, di confronto e di programmazione per il prossimo triennio, davanti alla mia mente sono sfilati i volti di tutti i confratelli partecipanti all incontro; e come d incanto è apparso davanti a me un mosaico di colori, di culture, di sorrisi che mi hanno fatto pensare all universalità della Chiesa, al fatto che il Vangelo è predicato in tutto il mondo e che tanti fratelli e sorelle di ogni cultura e razza accolgono la Parola che salva e incontrano la persona di Gesù che guarisce e perdona. Nel corso dell Assemblea generale ha avuto luogo un ampia riflessione sull attuale situazione dell Ordine, sul suo impegno a servizio del Vangelo nella fedeltà al carisma lasciatoci dai nostri Fondatori e sul suo futuro sviluppo. Un attenzione particolare è stata riservata alle nostre comunità in Africa, in India e Filippine. Si è preso atto come il Signore in questi ultimi anni ci abbia benedetto in queste terre suscitando risposte generose in molti giovani che hanno abbracciato la vita religiosa nella nostra Famiglia, attratti dal carisma e spiritualità di San Francesco Caracciolo. Unitamente alla gratitudine al Signore, si è portato avanti il discorso di una formazione più solida per i giovani che bussano alle nostre porte. Sempre nel campo della formazione c è stato un cambiamento: P. Tommaso Barbona, che per venticinque anni ha lavorato in Africa occupandosi soprattutto della formazione dei nostri giovani congolesi, ha lasciato l Africa per offrire la sua disponibilità a lavorare in India, in sostituzione di P. Giampaolo Gasparini, sempre nel campo della formazione, come Maestro dei Novizi e Delegato del Padre Generale. Da queste pagine vogliamo ringraziare P. Tommaso per la sua generosità e disponibilità, auspicandogli buon lavoro in questa nuova terra di missione. La disponibilità maggiore di sacerdoti ci ha permesso di progettare l apertura di nuove comunità, che lavoreranno nella vigna del Signore là dove le necessità dell annuncio e della carità sono prioritarie, sempre in sintonia con i Vescovi locali. Ed è così che l India si prepara ad aprire un campo di lavoro in Germania nella Diocesi di Münster; alle nostre comunità americanefilippine è affidata una nuova Parrocchia nello stato del Sud-Caroline; le comunità africane, rispondendo alla richiesta del Vescovo di Bukavu, hanno aperto una nuova Missione a Kamole (isola di Idjwi-lago Kivu). Ed è in riferimento a quest ultima apertura che voglio soffermarmi. Sono passati alcuni anni da quando il Vescovo di Bukavu aveva rivolto al precedente P.Generale la richiesta di aprire una Missione nell Isola di Idjwi, richiesta non accolta a suo tempo per mancanza di personale. SEGUE A PAGINA 2 Buon Natale Felice Anno Nuovo Auguri di Buon Natale dai bambini di Nyamilima, dai volontari, dai Missionari e dalla redazione di questo notiziario. Gesù Bambino ricolmi di grazia e di ogni bene quanti condividono la nostra opera.

2 pag. 2 segue dalla prima pagina / «VANGELO SENZA CONFINI» / di P. Raffaele Mandolesi Attualmente, essendo stata superata quella difficoltà, l assemblea generale del mese di Luglio ha dato parere favorevole per questa nuova santa avventura. Il suddetto progetto è stato finalizzato e il 20 Settembre u.s. il Vescovo locale, Mons. Maroy, ha presentato i primi tre Missionari (P.Janvier Mastaki, ex-parroco di Nyamilima, P.Jean Blaise Bisimwa della nostra comunità di Goma e il Diacono Augustin Kagunzu) alla comunità locale. Il vasto territorio che ci è stato affidato conta circa trentamila abitanti; privo quasi completamente di strade, l unico mezzo per spostarsi da una parte all altra è la moto fuoristrada che permette di affrontare percorsi pietrosi e argillosi. I cristiani nella loro povertà hanno in passato costruito una chiesa con annesso un locale che fa da sagrestia (ma di tutta la costruzione sono riusciti a tirare su solo il grezzo coperto da lamiere di ondulati che già portano i segni della ruggine, il pavimento è in terra battuta, senza porte e finestre, senza altare). I nostri Missionari si sono adattati provvisoriamente nella sagrestia con il bagno ancora a cielo aperto. Ai nostri confratelli pionieri li attende un impegno non indifferente per organizzare l attività pastorale in mezzo a tante difficoltà come: l adattamento all ambiente, la povertà di mezzi, la pratica della lingua. Noi vogliamo dire loro: coraggio! non siete soli; il progetto è per il Signore; San Francesco Caracciolo non starà a guardare, ma la sua protezione e intercessione si renderà visibile. A livello di strutture ci aspetta un duro lavoro e un impegno economico non indifferente: un centro parrocchiale dove risiederanno i Missionari; porte finestre pavimento e altare per la chiesa, luogo indispensabile per la comunità cristiana, come luogo di incontro, di preghiera e di festa (fa parte della cultura africana); per poi continuare con una scuola elementare per offrire ai bambini una struttura più accogliente che sostituisca l attuale che è fatiscente e un piccolo centro sanitario, di cui la zona è completamente priva. La popolazione locale nella sua povertà contribuirà con la mano d opera e la costruzione dei mattoni. Saranno lavori a lungo termine dando priorità alle necessità più urgenti. Come in tutte le cose, ogni inizio è difficile, basti pensare a Nyamilima; ma non per questo ci scoraggiamo, perché confidiamo nel Signore per il quale lavoriamo e confidiamo nella generosità di tanti nostri amici e benefattori. Vangelo senza confini, il tema scelto in Italia per la Giornata Missionaria Mondiale, ci ricorda non solo la grandezza del dono della fede che abbiamo ricevuto, ma anche il compito di annunciare ad ogni uomo che Dio è venuto in mezzo a noi condividendo dolore e gioia, morte e vita. Non ci sono confini, diversità o terre lontane che possano fermare la parola di Dio. Posta nel cuore di ogni credente, essa è resa credibile ai fratelli più lontani dalle nostre scelte di vita. Questa è la Missione e invito i lettori, gli amici e benefattori a fare proprio questo nuovo progetto, «dando un segno credibile di comunione tra le Chiese, con un aiuto economico, specialmente nella fase di crisi che sta attraversando l umanità, per mettere le giovani Chiese locali in condizione di illuminare le genti con il Vangelo della carità» (dal messaggio di Benedetto XVI per la giornata missionaria mondiale 2009). segue dalla prima pagina / IL SINODO DEI VESCOVI PER L AFRICA / di P. Jacques Nzitonda Visto il dinamismo della Chiesa a- fricana in questi ultimi anni con l aumento dei cattolici malgrado le mille difficoltà e contraddizioni che il Continente vive, i Padri sinodali guidati da Sua Santità Benedetto XVI hanno individuato e approfondito le tre grandi urgenze per l Africa ( riconciliazione, giustizia, pace) che devono permeare tutto il Continente e far sì che diventi sale della terra e luce del mondo. «L urgente azione evangelizzatrice dice Benedetto XVI comporta anche un appello pressante alla riconciliazione che è indispensabile per instaurare in Africa rapporti di giustizia tra gli uomini e per costruire una pace equa e duratura nel rispetto di ogni individuo e di ogni popolo; una pace che ha bisogno e si apre all apporto di tutte le persone di buona volontà al di là delle rispettive appartenenze religiose, etniche, linguistiche, culturali e sociali». «Il Signore della storia continua il Papa non si stanca di rinnovare per l umanità oppressa e sopraffatta di ogni epoca e di ogni terra il suo messaggio di speranza». Il Sinodo è un messaggio di speranza per l Africa, per quanti sono violati nella propria dignità di persone umane. Pensiamo in particolare ai fratelli e sorelle che in Africa soffrono povertà, malattie, ingiustizie, guerre e violenze, migrazioni forzate. «Coraggio ha detto il Papa nell omelia conclusiva del Sinodo alzati, Continente africano, terra che ha accolto il Salvatore del mondo quando da bambino dovette rifugiarsi con Giuseppe e Maria in Egitto per aver salva la vita dalla persecuzione del re Erode. Accogli con rinnovato entusiasmo l annuncio del Vangelo perché il volto di Cristo possa illuminare con il suo splendore la molteplicità delle culture e dei linguaggi delle tue popolazioni». Nello schema che ha guidato i lavori del Sinodo, i Padri hanno sottolineato gli impegni che la Chiesa deve assumere e sviluppare e, allo stesso tempo, hanno fatto diversi appelli ai 1 1) L Assemblea speciale per l Africa del Sinodo dei vescovi. 2) La comunità cristiana di Nyamilima durante la celebrazione eucaristica. governanti, alla comunità internazionale, ai grandi dell economia mondiale perché l Africa possa essere messa in condizione di svilupparsi secondo le proprie esigenze: hanno detto il no alla pena di morte e alla criminalizzazione degli immigrati clandestini; hanno rifiutato con forza la promozione dell aborto in Africa; hanno condannato il traffico d armi; hanno preso posizione contro lo sfruttamento di donne e bambini; hanno chiesto la salvaguardia delle risorse naturali del Continente. I Padri hanno ribadito l importanza della comunione ecclesiale e subito dopo hanno riaffermato la centralità della riconciliazione, sia a livello ecclesiale che sociale, in quanto apre la strada allo sviluppo e alla pace nel popolo a tutti i livelli. Di qui allora l appello a fermare i conflitti, con l aiuto della comunità internazionale. Sul piano ecclesiale, i padri sinodali hanno chiesto che sia favorita prudentemente anche la forma non sacramentale della celebrazione della penitenza, per permettere alle comunità sparpagliate, senza un sacerdote, di vivere un reale cammino di riconciliazione. I Padri hanno sottolineato anche la necessità di effettuare uno studio serio e profondo dei riti tradizionali africani di riconciliazione, per superare l attitudine ambigua di un grande numero di cristiani verso la riconciliazione. Il Sinodo 2 ha dato anche uno spazio sufficiente al dialogo sia ecumenico che interreligioso e con la tradizione africana. In particolare, sul fronte del dialogo con le altre fedi, i Padri sinodali hanno ricordato che la religione non va politicizzata e vanno eliminate ogni forma d intolleranza e violenza tra i popoli. Parlando della giustizia, i Padri sinodali mettono al centro il problema della sicurezza della società, con l appello ai governi perché fermino gli omicidi e i sequestri e ridistribuiscano i beni, creando così condizioni di vita migliore per tutti e fermando la fuga dei cervelli. Hanno ribadito l eliminazione della povertà, obiettivo per il quale hanno proposto un fondo continentale di solidarietà gestito dalla Caritas; hanno chiesto poi la cancellazione del debito pubblico che grava sui paesi africani come atto di giustizia nei confronti dei popoli spesso oppressi dai governanti locali e i loro complici esteri del primo mondo che si arricchiscono sempre più sulla pelle della povera gente dimostrando così nessuno scrupolo di coscienza per la dignità umana e per il bene comune. Centrale è stata anche la difesa dell ambiente e dei beni essenziali come l acqua e la terra. Per questo, il Sinodo mette in guardia dallo sfruttamento perpetrato dalle multinazionali, incoraggia invece le energie rinnovabili, guarda alla difesa degli agricoltori, condanna la cultura del consumismo egoistico a favore di quella della moderazione solidale tipico del popolo africano. A livello politico, i Padri sinodali chiedono la promozione del diritto contro sistemi dispotici e militari in espansione nel Continente. Chiedono che le elezioni siano libere, trasparenti e sicure, e che i membri del Parlamento siano assistiti dalla Chiesa. Parlando delle categorie più vulnerabili famiglie, donne, giovani, bambini, disabili il Sinodo ha chiesto maggiore inserimento nella società, la fine delle violenze di cui sono vittime e una cura pastorale attenta. Cura che va messa anche sull emergenza sanitaria, segnata da Aids, malaria, droga e alcol, dicendo no secco a stili di vita promiscui che ne aumentano la diffusione e chiedendo un accesso paritario e a basso costo ai medicinali che spesso costano più nel Continente. I Padri sinodali hanno chiuso i lavori ringraziando Sua Santità Benedetto XVI per la sua vicinanza all Africa nelle sue lotte e per la difesa che ne fa con tutto il peso della sua enorme autorità morale. L appello finale del Sinodo: Africa, alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina! vuole essere un grido di speranza nel Dio Amore per tutti i figli e figlie del Continente africano legati ancora da tante catene fisiche e morali.

3 pag. 3 RICONCILIAZIONE PACE GIUSTIZIA. L importanza del Sinodo dei vescovi Africani IL TEMA DEL SINODO AFRICANO appena concluso, La Chiesa in Africa al servizio della riconciliazione della giustizia e della pace e il sottotitolo Voi siete il sale della terra...voi siete la luce del mondo (Mt 5, 13.14), si è rivelato un tema appropriato che ha permesso ai Vescovi africani di fare un analisi profonda della situazione attuale del Continente africano e di indicare i sentieri da seguire perché la Chiesa possa essere fermento di una società nuova alla luce del Vangelo. Con grande lucidità e coraggio, i Pastori d Africa hanno analizzato i mali del Continente ed hanno indicato la strada per uscirne. Ciò che segue è la sintesi di due interventi, tenuti all interno dell osservatorio sul Sinodo, da due personalità esperte dell Africa: P.Zanotelli, Missionario comboniano, e P.Godfrey Onah, nigeriano, vice-rettore della Pontificia Università Urbaniana. Il coraggio dei Vescovi nel denunciare i mali dell Africa è apparso fin dall inizio dei lavori nella relazione preliminare fatta dal cardinale Peter Turkson, arcivescovo di Cape Coast (Ghana), parlando del debito estero di 230 miliardi di dollari: «Questo continuo finanziamento dei bilanci nazionali, facendo ricorso ai prestiti ha detto Turkson non fa altro che accrescere un opprimente debito nazionale L uscita dell Africa dalla sua agonia economica, deve essere opera degli africani e guidata da loro stessi. Per questo i cuori devono essere convertiti e gli occhi aperti per trovare nuovi modi di utilizzare la ricchezza pubblica per il bene comune; e ciò spetta alla missione evangelizzatrice della Chiesa nel Continente e nelle isole.» E su questa lunghezza d onda si sono inseriti gli oltre cento vescovi che sono intervenuti dopo Turkson. Con analisi coraggiose della loro realtà, iniziando dall impietosa analisi politica delle 53 nazioni che compongono l Africa. «Una nuova stirpe di dittatori sta sostituendo quella precedente» ha affermato l arcivescovo emerito di Kampala (Uganda), il cardinale Wamala. Infatti essi non credono in alcun solido principio democratico. Credono in un unico principio e questo è quello dell ingegneriapolitica. E questo stile di leadership che dà origine ai conflitti. Gli fa eco l arcivescovo di Durban (Sudafrica) W. Napier: «E vero che dal Sinodo del 1994 abbia avuto pochi colpi di Stato in Africa, ma il Mostro che tenta di usurpare il potere non è sparito. Piuttosto ha cambiato il suo aspetto e modus operandi. Non ci saranno individui che si proclamano Presidenti a vita, ma sempre più partiti politici assumono quel ruolo. E punta il dito contro partiti che hanno lottato per la liberazione, come in Botswana, Angola, Zimbabwe e Mozambico, e che ora continuano a governare, identificandosi con lo Stato.» Il Partito, in questi casi, ha già fatto un effettivo colpo di Stato ha dichiarato Napier. «Ancora più grave, mentre il Partito si dichiara a favore dei poveri, i suoi rappresentanti si arricchiscono in maniera spudorata.» E conclude: «Preghiamo per un miracolo e cioè la liberazione non dai colonizzatori, ma dalla dittatura del potentissimo Partito che si è impadronito del potere in un silente colpo di Stato!» E sempre sul versante politico, molti vescovi hanno fatto notare che i conflitti etnici in Africa, sono creati per arrivare al potere. «Uomini politici si servono dei conflitti etnici per conquistare il potere e mantenerlo ha detto l arcivescovo di Gitage (Burundi), S. Ntamwana ; alcuni di essi considerano la loro funzione unicamente come fonte di arricchimento personale e delle loro famiglie e dei loro amici, facendo in tal modo trionfare il clientelarismo e il tribalismo sui valori autentici e compromettendo gravemente la pace sociale.» Altrettanto dure le analisi episcopali in campo economico. «Le multinazionali sfruttano le risorse naturali in Africa in maniera che non ha precedenti nella storia ha detto il vescovo di Umuahia (Nigeria), L. Ugorji ; questo sfruttamento sconsiderato dell ambiente ha un impatto poi negativo sugli africani e minaccia le loro prospettive di vivere in pace.» E chiaro che questa difficile situazione economica e finanziaria dell Africa porta poi a conflitti e a guerre. E qui i vescovi sono stati molto pesanti sul commercio delle armi, sulle spese militari, sui conflitti e sulle guerre. A sinistra: rifugiati accampati davanti alla Missione. Sopra: Progetto Emergenza Congo : i rifugiati, rientrati nei loro villaggi, hanno ricevuto degli aiuti (zappe, semenze ) grazie ad un finanziamento della C.E.I. La solidarietà dei missionari non è mai mancata: in tutti questi anni hanno condiviso con la gente le vicende tristi e tragiche dovute alla guerra, rimanendo al loro posto e diventando così segno di speranza per un futuro migliore in cui la legge dei rapporti umani non sia più quella della forza, della sopraffazione, ma quella della giustizia, del reciproco perdono e della pace. Una delle guerre più terribili in Africa è stata ed è quella del Congo (si parla di 4milioni di morti!) Vari vescovi congolesi sono tornati con forza su questa storia. «Partendo dalle guerre e violenze subite dalla Repubblica Democratica del Congo ha detto M. Lola, vescovo di Tshumbe siamo obbligati a condannare le menzogne e i sotterfugi usati dai predatori e mandanti di queste guerre e violenze. Il tribalismo evocato per giustificare queste guerre non è altro che un paravento. La comunità internazionale si limita ad occuparsi delle conseguenze della guerra (aiuti umanitari verso i profughi..), invece di affrontare le cause in modo determinante: il saccheggio delle risorse naturali.» Analisi lucide, a volte spietate, che scavano in profondità per aiutarci a capire il perché dei drammi di questo Continente. Ma qualcuno potrebbe dire: «Ma cosa c entra tutto questo con il Vangelo?» E il Presidente della Conferenza Episcopale del Congo, L.P.Mbuyu, vescovo di Kinkala a rispondere. «La Chiesa ha una missione profetica urgente in Africa. Di fronte allo spettacolo desolante offerto al mondo dal Continente africano, i cui popoli sono praticamente derubati, spesso per mano dei loro stessi figli, della sovranità che spetterebbe loro, la Chiesa deve rivolgere uno sguardo lucido su tutte le situazioni in cui la dignità umana è calpestata, deve analizzarne le cause, rivelarne i meccanismi e chiamare in causa, senza stancarsi, i responsabili: la sua missione è di essere voce dei senza voce». Questo è il motivo di fondo per cui il tema del Sinodo è stata una scelta appropriata. Umanamente parlando uno si potrebbe chiedere: la riconciliazione, ma con chi? La giustizia, quale giustizia? La pace, quale pace? Molto spesso quando si parla di giustizia si pensa in termini legali e ai tribunali,ma sappiamo benissimo che nei tribunali si ottiene poca giustizia. Il giudice emette sentenze in base alla sua valutazione dell evidenza a sua disposizione. Tra la verità e l evidenza, c è spesso un abisso. Inoltre, quale giustizia si può rendere ad uno che è stato ucciso? Allora si capisce subito che per un cristiano, riconciliazione, giustizia e pace, hanno un nome: Gesù di Nazareth, il Dio fatto uomo. È in Lui e tramite Lui che si può avere la vera riconciliazione, la vera giustizia e la pace duratura. La pace che si cerca in Africa è una pace che non vuole dire tanto l'assenza della guerra quanto la serenità che nasce dal cuore riconciliato con Dio. Per avere tale pace, ci vuole una conversione dei cuori. Questo è il ruolo che la Chiesa può giocare ancora oggi, non solo in Africa, ma in tutto il mondo. In diverse parti dell'africa, la Chiesa rappresenta il solo barlume di speranza che dà coraggio a molti fratelli e sorelle. Durante il suo viaggio apostolico in Africa lo scorso mese di marzo il Papa Benedetto XVI ricordava spesso ai fedeli d Africa che loro sono la speranza del mondo. Dire una cosa del genere a chi vive nella povertà e nella sofferenza sembrerebbe una presa in giro, eppure è in realtà la confessione di un uomo di fede; uno che ha ancora fede nella possibilità di una rinascita dell'africa, della sua conversione dei cuori. Afferma P.Godfrey Onah: «Quanto al resto del mondo, il Sinodo è di grande interesse perché ormai l'africa è diventata motivo di imbarazzo per il mondo. In altra sede io ho fatto una serie di domande in cui mi chiedevo che cosa fosse l Africa per la cosiddetta comunità internazionale. Facevo notare che se al posto delle persone umane ci fossero le giraffe, gli scimpanzè o i gorilla a morire in Africa a causa delle guerre, della fame e delle malattie, la comunità internazionale si sarebbe mobilizzata subito per evitare il loro sterminio. Ma quando si tratta degli esseri umani in Africa si fa finta di non sapere o di non voler interferire nella politica interna di altri Paesi. I nostri problemi non sono sempre nati a causa del fallimento politico degli africani. Spesso sono causati da qualche manipolazione che viene dall estero. Le guerre in Africa non sono sempre nostre, ma di quelle forze che hanno interresi economici e strategici in Africa. Ad essere il sale della terra e la luce del mondo sono tutti i discepoli di Gesù in tutto il mondo. Tutti i cristiani del mondo si devono impegnare per fermare l ingiustizia in Africa spesso perpetrata da cristiani in altre parti del mondo».

4 pag. 4 SOLENNE APERTURA DELLA NUOVA MISSIONE CARACCIOLINA A KAMOLE Da P.Norbert, Delegato del P.Generale per l occasione, riceviamo e pubblichiamo la cronaca dell evento VENERDI 18 SETTEMBRE CI SIAMO imbarcati per l Isola d Idjwi nell Arcidiocesi di Bukavu nella R. D. Congo. Dopo un viaggio di un ora su una piccola nave rapida, siamo arrivati nella parrocchia di Bumpeta dalla quale nasce la nuova Parrocchia a noi affidata. Il gruppo caracciolino era composto da P. Norbert, come delegato dal Superiore Generale per la circostanza; P. Donatus, rappresentante della nostra comunità di Nairobi; P. Janvier, parroco assegnato; P. Jean Blaise, primo vice-parroco assegnato; P. Augustin, diacono, secondo vice-parroco assegnato. Accolti e alloggiati in quella parrocchia, il giorno dopo, sabato 19 settembre, è arrivato l Arcivescovo François Xavier Maroy, che ha deciso di andare tutti a visitare la chiesa della neo-parrocchia per vedere l andamento dei preparativi della festa del giorno dopo. Il viaggio dura 45 min circa in macchina per una strada che rassomiglia ad una mulattiera. Visitando la chiesa, costruita nel tempo dai cristiani, l Arcivescovo ha rilevato alcune irregolarità nell enorme struttura per le quali bisognerà intervenire per renderla più solida. Si è costatato che non vi era praticamente nulla per il soggiorno dei sacerdoti: né cucina né bagno, mancava una porta ad una stanza (la notte poi è stata fissata) L arcivescovo, scherzando e rivolgendosi ai nuovi missionari, ha detto: nonostante queste condizioni non si torna indietro. Alle ore 15 si è conclusa la visita. Domenica 20: Solenne concelebrazione per l apertura della Parrocchia di KAMOLE. Due momenti della Solenne concelebrazione per l apertura della nuova parrocchia di Kamole nell sola di Idjwi (lago Kivu). Nella foto di destra si riconoscono P. Janvier, P. Jean Blaise e il diacono Augustin. Sua Eccellenza Arcivescovo FRANÇOIS XAVIER, Cari sacerdoti, religiosi e religiose, Cari capi religiosi delle altre chiese cristiane, Onorevoli autorità civili qui presenti, Voi tutti invitati, fratelli e sorelle carissimi, La S. Messa inizia alle ore 9 in punto. In totale siamo 20 sacerdoti a concelebrare con l Arcivescovo; con la presenza di alcuni altri religiosi e religiose e la chiesa gremita, si è respirato aria di festa per tutti: cattolici, protestanti di ogni tipo, musulmani, ecc. La celebrazione finisce alle ore 14. Dopo il saluto iniziale della S. Messa, si sono susseguiti presentazioni e saluti. Prima il parroco di Bumpeta, Emmanuel Katoto, ha salutato l Arcivescovo e tutti i presenti esprimendo gioia e gratitudine per aver creato una nuova Parrocchia nel vasto territorio di cui aveva la responsabilità. A seguire, l Arcivescovo dopo un breve saluto all assemblea ha dato la parola al Delegato del Superiore Generale dei Padri Caracciolini, P. Marayo Gakondo Norbert, il quale, dopo aver comunicato i saluti e la gratitudine del P. Generale, ha presentato i confratelli P. Janvier Mastaki, P. Jean Blaise e il diacono P. Augustin all Arcivescovo e alla comunità radunata. Un forte applauso si è sentito man mano che ogni missionario veniva chiamato e presentato. Cinque ore piene sono state consumate per la celebrazione eucaristica. Alla fine della Messa si sono susseguiti altri discorsi da parte di varie personalità. Un rappresentante dell Equipe pastorale, l amministratore del territorio, lo chef de groupement, un ministro provinciale venuto per la circostanza, alcuni imprenditori, ecc., accompagnando i discorsi con offerte di vario genere. All Arcivescovo, al nuovo parroco e al Generale dei Caracciolini: una mucca per ciascuno. Qualcuno ha offerto anche denaro per 25 kg, ha detto, di vetri per le finestre della chiesa; ci sono stati tante altre offerte in natura come fagioli, manioc, sorgo, mais, ecc. Dopo la celebrazione, tutti hanno condiviso un agape fraterna. Verso le ore 17 tutti sono tornati nelle rispettive case. P. Norbert, P. Donatus e P. Augustin sono tornati a Bumpeta lasciando così i due confratelli P. Janvier e P. Blaise nella loro nuova sede sprovvista di tutto il necessario per iniziare la vita. Già l Arcivescovo aveva fatto un altra battuta: siete come un giovane che sposa una povera donna. Tutti, fiduciosi, speriamo che presto tutto si attiverà per un proficuo lavoro apostolico. Discorso del Delegato del P. Generale per la presentazione dei due religiosi caracciolini per la missione in Kamole Salute a voi! Eccellenza, Noi sacerdoti dell Ordine di San Francesco Caracciolo, ci rallegriamo e la ringraziamo perché ci accoglie nell Arcidiocesi di cui lei è Pastore. Gesù stesso, Pastore buono delle sue pecore, la sostenga con l abbondanza delle sue grazie perché il lavoro in questa Chiesa di Bukavu progredisca producendo frutti buoni, in particolare in questa nuova parrocchia di Kamole in Idjwi. Eccellenza, Il Superiore Generale dei Chierici Regolari Minori (Padri Caracciolini), Padre Raffaele Mandolesi, mi ha delegato per accompagnare i padri Janvier, Blaise e il diacono Augustin e mi ha pregato di portare i saluti a lei, Eccellenza, ai cristiani della sua Arcidiocesi, in particolare ai cristiani di Kamole; spera di poter visitare quanto prima questa nascente parrocchia. Fratelli e sorelle carissimi, sia lodato Dio, Padre del nostro Signore Gesù Cristo, poiché il suo amore per ciascuno di noi è grande: è lui che oggi ci da la gioia di stare insieme, poiché in questa piccola parte della Chiesa KAMOLE sono venuti i Padri dell Ordine di San Francesco Caracciolo, perché fin da ora si possano più facilmente celebrare i misteri della nostra salvezza nei sacramenti della Chiesa, nostra madre, specialmente nell Eucaristia, che è fonte e culmine del nostro lavoro apostolico. Difatti, se l annuncio della Buona Novella non porterà la gente a sedersi intorno alla mensa del Signore che è anche il suo sacrificio offerto per tutto il mondo, il nostro lavoro apostolico non avrà raggiunto il suo obiettivo. Inoltre San Francesco Caracciolo ci insegna l adorazione, giorno e notte, verso Gesù vivo e presente in mezzo a noi nella santa Eucaristia.. È questa la nostra gratitudine a Dio che ha mandato a noi il Redentore. Cari fedeli, l Ordine dei Chierici Regolari Minori vi invia tre religiosi: P.Janvier, P.Blaise e il diacono Augustin e voi oggi li accogliete con gioia in mezzo a voi. La vostra intenzione è di costruire la Chiesa di Kamole in unione a tutti i cristiani di Idjwi e di tutta l Arcidiocesi. Ogni inizio è difficile, ma pian piano Dio vi aiuterà. Così insieme ai vostri sacerdoti Janvier, Blaise e il diacono Augustin, Dio purificherà la vita di ciascuno di voi, rimarrà in voi, rendendovi meritevoli di ereditare la sua vita eterna. Siete voi la vera casa di Dio, non permettete che Egli rimanga fuori della vostra vita ma abiti in voi, vi guidi e regni nel cuore di ognuno di voi. Cari confratelli P.Janvier, P.Blaise e Diacono Augustin, in questo anno di grazia indetto dal Santo Padre Benedetto XVI per risvegliare nei sacerdoti e nei cristiani il significato e l importanza del sacramento dell Ordine nella Chiesa, nel 150 anniversario della morte di san Jean Marie Vianney, patrono dei sacerdoti, da oggi voi siete coloro che portano la Buona Novella di Gesù e la nostra spiritualità qui a Kamole. Francesco Caracciolo, Agostino Adorno e Fabrizio, nostri Fondatori si rallegrano vedendo che l Ordine che hanno fondato, sono passati 421 anni, si espande in tanti luoghi. Voi avete l onore di essere gli iniziatori di questa parrocchia. I nostri confratelli sono con voi in questo lavoro. Ora sforzatevi. La vostra vita dia testimonianza a Dio e le vostre azioni lo annuncino in unione al vostro Vescovo e tutto il presbiterio dell Arcidiocesi. Cari fedeli, voglio finire augurando a ciascuno di voi qui presente buon lavoro. La Vergine Maria, madre del nostro Redentore Gesù Cristo e nostra, regina degli Apostoli, interceda per noi affinché la parrocchia di Kamole produca frutti buoni per il Regno di Dio. Per l intercessione di San Francesco Caracciolo, di San Jean Marie Vianney e dei Santi Apostoli, Dio vi riempia delle sue grazie in abbondanza. Grazie e Dio vi benedica.

5 pag. 5 UN PEZZO DI PARADISO TERRESTRE A KAMOLE NELLA NUOVA MISSIONE DA GOMA, PER ARRIVARE ALL ISOLA di Idjwi, con il battello veloce, che i Congolesi, che amano le parole forti, chiamano il cannone veloce, si impiega solo 60 minuti. L acqua è bella pulita, un po agitata, il cannone veloce ci vola sopra, ma dopo ogni onda ricasca giù con un colpo secco, come una macchina che sull asfalto si trova all improvviso una grossa buca. In Africa anche nell acqua ci sono le buche per romperti la schiena! All orizzonte, a destra e sinistra, la lunga striscia di colline verdeggianti non ci abbandona mai. Dopo 45 minuti la prima isola che incontriamo fa sussultare P. Janvier: «Questa isola è nostra. Cioé della parrocchia nostra». La natura è selvaggia, non si vede un abitazione, non c è cosa che fa pensare ad attività umana. Sì d accordo però è parrocchia nostra per cui per noi è interessante. Prima o poi ci verremo e la civilizzeremo. Verrò a sapere dopo che ci abitano quattro famiglie di cui due sono cattoliche. Anche loro sono figli di Dio e verremo ad evangelizzarli. Si sfiorano altre diverse isolette alcune coltivate, altre con gente allegra che ci saluta, vegetazione folta, uccelli colorati, insenature bellissime, aria pulita... non si vedono animali, sull isola di Idjwi non ci sono neanche i serpenti. Dopo un ora si entra in una baia profonda, tra verdi colline, le onde si calmano all improvviso, il cannone ora scivola leggero come sull olio, l acqua è limpida trasparente, profondissima, si ha l impressione di una purezza incontaminata. Accostiamo, spenti i motori, la banchina, quattro pali con delle tavole traballanti, ma è sufficiente per passare sulla terra ferma ad abbracciare i cristiani che ci aspettano festanti e allegri. I bambini esclamano con gioia Nyama weeh!. Siccome in swahili nyama significa bestia, mi preoccupo un po, fino a quando qualcuno vedendomi perplesso mi dice: Nyama in Mashi, la lingua del posto, significa mamma. Allora mi riconsolo. Esclamano Mamma mia perché per la prima volta vedono un bianco. Saliti in macchina, Land Cruiser con doppia trazione, comincia l avventura, per le strade di Idjwi. Sì, si devono chiamare strade perché fanno la funzione di strade, ma sono piuttosto letti di fiume. Si comincia a salire per poi discendere e per risalire e per ridiscendere, e così fino all arrivo. Ma che salite, ma che discese! Non ho mai visto delle salite cosi ripide e delle discese cosi mozza fiato; dall alto ti domandi con terrore ma lì in fondo ci arriverò con le ruote o a precipizio? Bene vi assicuro che siamo sempre arrivati in alto e in basso incolumi ma con lo stomaco sempre in bocca e senza più aria nei polmoni. Una cosa buona è il fatto che sull isola non c è fango, ma solo sabbia, e le strade di sabbia e breccia sono meno scivolose di quelle di Nyamilima. Dopo un ora di patemi d animo siamo a Kamole, la nostra parrocchia. Dal basso si vede questa verdeggiante collina con tanti tetti rossi, e una grossa costruzione che pian piano si rivela essere la chiesa, enorme, a croce latina, con finestre trifore con archetti Immagini da Kamole: l arrivo del Vescovo accompagnato dai nostri Missionari e alcuni responsabili della comunità cristiana; visita alla chiesa; celebrazione eucaristica per l apertura della Missione. romanici su due piani. Arrivati sulla collina il panorama che si gode dalla nostra, per ora, casa-sagrestia, è semplicemente fantastico. Verso sud c è una vallata che scende morbida verso il lago che con mille insenature fa sognare vacanze paradisiache; nei giorni limpidi, si puo vedere anche Bukavu. Verso nord, verso Goma - la si può vedere di sera, illuminata come un presepio - la vallata scende a precipizio e lo sguardo prima di allontanarsi si gode la vista di spiaggette soleggiate e multicolori tra isolette galleggianti in un mare di mille riflessi. A Kamole la chiesa è grandissima, costruita in modo bizzarro, probabilmente da un architetto che non conosceva se non la tecnica per costruire capanne; delle soluzioni architettoniche che fanno rabbrividire... ma siccone la chiesa sta li da nove anni, si spera che non caschi sulla testa dei poveri cristiani ignari. Di cristiani ce ne sono tanti e sono anche molto accoglienti e entusiasti dei loro nuovi padiri che sono andati a vivere con loro in quel posto benededtto da Dio ma abbandonato dagli uomini. I nostri due primi e coraggiosi Padri, P. Janvier Mastaki e P. Blaise Bisimwa, vivono accampati nella sacrestia della chiesa, dove c è anche il Tabernacolo: quindi sono anche in ottima compagnia. Nonostante le grandi difficoltà se la prendono con allegria e se la notte quasi sempre piove scivolano per andare al bagno che è piazzato a un centinaio di metri da casa e in una brutta discesa sdrucciolevole, tutto si risolve con una grande risata e un ringraziamento al Signore, che dà la forza per rialzarsi. In tutta Idjwi le scuole ci sono, ma sono ancora come erano duemila anni fa: fatte di paglia non solo i tetti ma anche le mura. I bambini siedono per terra e scrivono sulle ginocchia ma sono i bimbi più belli e più simpatici del mondo e quando avranno un banchetto e un tetto che li ripari dalla pioggia saranno anche i più felici. A quanti mi leggono chiedo di fare per Natale un pensierino anche per la nostra nuova parrocchia di Idjwi. Quindi a tutti voi Buon Natale. P. PAOLO DI NARDO Una stella di Natale per la vita di Kamole Vendita di stelle di Natale in tutte le nostre Parrocchie per raccogliere fondi per la nuova missione di Kamole. Amici, benefattori, fedeli affidati alla nostra cura parrocchiale (Roma, Anagni, Roccamontepiano, Serramonacesca, Pretoro, Villa S. Maria, Pietraferrazzana, Montebello, Montelapiano, Napoli, San Cipriano d Aversa), simpatizzanti delle nostre Missioni in Italia e all estero: condividete e sostenete questa nuova Missione.

6 pag. 6 India: ordinazione sacerdotale e prima Messa di P. Robert (Baiju) Kunnakkattu E IL 12 OTTOBRE Alla chiesa parrocchiale di St. John, nel villaggio di Kaloor East, Kerala, le due Comunità CRM del Seminario di Mallikassery e dell Adorno Bhavan di Bangalore sono pronte ed elettrizzate ad accogliere Mar George Punnakottil, vescovo consacrante della Diocesi di Kothamangalam a cui appartiene la parrocchia del nostro confratello. Alle 9:30, il vescovo giunge puntuale accompagnato dal nostro Diacono Robert (Baiju) che già dalla sera prima era stato portato alla casa vescovile per ricevere le ultime istruzioni in vista del grande evento. Accolti dai genitori, che hanno offerto dei mazzi di fiori al vescovo e al figlio, e da tanti altri sacerdoti, tra cui il nostro P. Tommaso Barbona, venuto pochi giorni prima dall Italia, è cominciata la processione che ha portato tutti nella chiesa. P. Baiju accompagnato dai genitori, ed il vescovo accompagnato da P. Jaison e da P. Giampaolo. Nel rito siro-malabarico, il rito della consacrazione sacerdotale è un rito a se stante e perciò separato dalla celebrazione della Prima Messa che di solito segue subito dopo. Il momento forte è la preghiera consacratoria che il vescovo recita tenendo la mano destra sul capo dell ordinando e la sinistra rivolta verso l alto. Emozionante il gesto di rivestire il nuovo consacrato con i paramenti sacerdotali che secondo la tradizione siro-malabarica hanno una foggia diversa dalla latina e sono pieni di colori e di motivi religiosi ben ricamati. Al termine del rito, in sacrestia, sono state fatte molte foto ricordo con i confratelli ed i genitori, prima che il vescovo ritornasse in episcopio. Poco prima della celebrazione della Messa, P. Baiju ha ringraziato tutti coloro che hanno avuto una qualche incidenza nella sua formazione seminaristica sino ad oggi. La prima Messa, concelebrata da P. Tommaso, P. Siby, P. Giampaolo, e da altri sacerdoti, tra cui P. Joseph Padannamakal, è sempre una meraviglia ed un esercizio di perseveranza. Meraviglia per la bellissima musica che l accompagna, e per il tono musicale scelto dal sacerdote (e P. Baiju ha cantato veramente molto bene, con voce sicura e ben intonata) e per la sua solennità. Perseveranza perché dura circa due ore, da trascorrere quasi totalmente in piedi. All inizio c è stata una lunga processione offertoriale in cui le offerte proprie per il rito erano accompagnate da altre: prodotti della natura. Al termine del rito, i fedeli si sono incolonnati per andare a baciare le mani e ricevere il ricordino della consacrazione. Poi tutti si sono recati nel nuovo salone parrocchiale per offrire alcuni indirizzi di augurio e dei regali al neo sacerdote che, assieme ai genitori e ad alcuni sacerdoti CRM, sedeva sul palco. Primo fra tutti il Parroco che, oltre ad esprimere le sue congratulazioni, ha anche introdotto gli altri oratori, Foto in alto: P.Baiju (al centro) con il Vescovo ed alcuni confratelli. A lato: P.Giampaolo accoglie P.Tommaso che dall Africa è stato trasferito in India come Maestro dei novizi e delegato del P.Generale. membri importanti della parrocchia. E poi seguito il solenne pranzo. Ringraziamo ancora il Signore per questo nuovo sacerdote caracciolino (il tredicesimo). Che Egli ce lo conservi per lunghissimi anni contento, puro e generoso come si trova adesso. P. GIAMPAOLO GASPARINI ATTIVITA CONNESSE AL NOSTRO SEMINARIO DI GOMA DA UNPO DI ANNI L OPERA DELLE adozioni a distanza si è estesa alla zona di Goma, città capoluogo della Regione Nord-Kivu, grazie alla presenza del nostro Seminario caracciolino. Inizialmente questo servizio di carità, legato alla nostra Opera Missionaria, era limitato alla sola Missione di Nyamilima. Purtroppo gli ultimi tristi eventi di guerra riguardanti il paese (R.D.Congo) ci hanno obbligato ad allargare il progetto anche alla zona di Goma avendo come punto di riferimento il nostro Seminario. Tanti bambini continuavano a bussare alla nostra porta qui a Goma, soprattutto tanti bambini di Nyamilima che, per sfuggire i frequenti combattimenti della zona e dintorni, trovavano rifugio nella città di Goma. Attualmente a Goma vi si trovano rifugiate per salvare la pelle tantissime famiglie provenienti da diversi villaggi della zona della nostra Missione di Nyamilima. In questo fuggifuggi tanti adottati di Nyamilima si sono ritrovati a Goma. Non volendo abbandonarli alla propria sorte, i padri di Nyamilima e di Goma si sono messi d accordo perché gli adottati continuassero a beneficiare dell aiuto dei loro genitori adottivi, poi, sono iniziate anche adozioni da Goma.. Oltre a questi bambini vi sono anche alcuni universitari che continuano ad usufruire dell aiuto dei loro genitori adottivi che li hanno sostenuti sin da piccoli. Nella regione del Nord-Kivu il centro universitario più importante si trova a Goma. Perciò molti vi si recano anche perché qui c è più possibilità di scelta di facoltà universitarie. Il quartiere nel quale sorge il nostro Seminario è popolato maggiormente da gente povera e in gran parte fuggita dai loro villaggi, senza intenzione di ritornarvi, gente traumatizzata dalla guerra, tanti orfani, tante vedove, che sono stati accolti dai loro parenti oppure che hanno trovato un pezzo di terra aiutati da qualche conoscente quando ancora si poteva comprare ad un prezzo sostenibile (oggi chi vuole comprare un pezzetto di terra in questo nostro quartiere non lo trova; se lo trova ci vogliono tanti soldi). È in queste condizioni che nascono la Scuola Materna Pierluigi Fabiani e la Scuola Primaria Gianni Diurni per soccorrere genitori e bambini nell educazione e formazione intellettuale dei piccoli. La Scuola Materna ha 3 classi e conta 147 bambini così ripartiti: 1 anno: 46; 2 anno: 52; 3 anno: 49 con le loro sei maestre ed una direttrice. La scuola Primaria invece ha ugualmente 3 classi con 150 alunni cosi ripartiti: 1 anno: 51; 2 anno: 51; 3 anno: 48 insieme ai loro tre insegnanti uno per classe. Le classi della scuola elementare dovrebbero essere completate fino a 6 (secondo il programma scolastico congolese). Tanti bambini che non potevano andare a scuola si trovano qui a crescere. Naturalmente lo Stato è ancora assente e molto lontano da garantire questa possibilità. La situazione del paese in generale sembra stabile cioè ufficialmente la guerra è finita ma gli attacchi non mancano qua e là nei villaggi da parte di guerriglie ancora non domate e tanti stentano di ritornare nei propri villaggi. L esercito regolare, anch esso accusato di azioni barbariche contro i civili, non riesce ad assumere i suoi impegni. La gente è molto provata. Non è raro incontrare bambini affamati che, dicono, ormai non sanno più che esiste il pranzo e sperano di mangiare qualcosa a cena. Si potrebbe far di più ma i mezzi sono sempre limitati e sembra che la miseria di alcuni piccoli congolesi non trovi soluzione. Accanto a questi poverini non mancano bambini di famiglie benestanti che frequentano alcune scuole di una certa categoria alta e grande rinomanza con pagamenti regolari di tasse scolastiche-accademiche. Noi continuiamo a contare sulla provvidenza divina che suscita uomini e donne di buona volontà che collaborano con la nostra Opera Missionaria Caracciolina per alleviare queste pene. A nome di tutti i bambini, i seminaristi ed universitari, i padri caracciolini dalla Missione in Congo R.D. ringraziano quanti, confratelli e benefattori, con le loro fatiche, sostengono il nostro impegno missionario. P. MARAYO GAKONDO NORBERT

7 pag. 7 SOLIDARIETÀ AMICIZIA COOPERAZIONE Nonostante la crisi economica, molti hanno rinnovato l adozione a distanza, ringraziamo anche di cuore quanti hanno inviato offerte per le opere socio sanitarie. Alcuni ragazzi che hanno terminato la scuola superiore, desiderano proseguire con gli studi universitari. Probabilmente qualcuno scriverà ai suoi benefattori chiedendo di essere sostenuti. Se la lettera è accompagnata da un informazione di Padre Paolo, le fam. Adottanti prendano contatto con lui direttamente per dare la propria disponibilità. In questi giorni stiamo preparando un container per Nyamilima e la nuova Missione di Kamole (Isola di Idjwi). Ringraziamo di cuore il sig. Di Giovanni Cristiano della società COINTRA,che si è reso disponibile con grande generosità per la spedizione gratuita del container e per aver preso a cuore la nostra Missione. E con lui ringraziamo Alessandro Buffa che, tramite amici del suo caro papà innamorato di Nyamilima, ci ha aiutato a trovare a prezzo stracciato tessuti per la confezione delle uniformi scolastiche a favore dei nostri bambini di Nyamilima.Un grazie sincero: alla Ditta Valentini di Roma che, in ricordo del papà Antonio, ha donato tutto il necessario per tre bagni da costruire a Kamole e alcune attrezzature per muratori; alla ditta Ekklesia per il dono di un amplificatore e di un megafono a favore della Chiesa di Kamole; a Raffaele Del Gaudio per il lavoro svolto nella preparazione di tutto il materiale da spedire. Che il Signore ricompensi tutti con la sua benedizione. COOPERAZIONE PER LE OPERE DI SVILUPPO SOCIO-SANITARIO Palmieri Francesco, Gotti Nicolas, Giudici Luisa, Sorvillo Giulia, Galiati Maria Luisa, Bucci Lucio, Papi Pina, Melozzi Alessandro, Santacroce Giacomo, Riccardi Maria, Fabbiani Ilaria, Gennaro Mirella, Mascarucci Vittoria, Barsotti Vittorio, Onorato Antonio, Starace Marisa, Caracciolo Di Vietri Lorenzo, Catalani- Lago Maria Vittoria, Paganelli, Di Bartolomeo Antonio e Piera, Fratelli comunità neocatecumenale di Sirolo (Ancona), Paoletti, Vizzutti Enrica, Limongelli, Gulmanelli, Iscaro Eleonora, De Caro Silvia, Maizza Maria e Lucia, Palandri Mario e Lucia, Chiesa Luigi e Marisa, Croia Luciana, Quaglieri Giuseppe, De Masellis, Comunità della scuola Brasile, Maria Clara Fosco, Comune e Cittadinanza di Cervara di Roma, Parenti e amici di De Rago Rosa, Nitti Bianca-Campo Giovanbattista, Gennaro Massimo e Renata da Mondolfo, Fosco Maria Clara, il Club dei Lyons di Pergola e Val Cesano, l associazione Marco Beci. CENTRO PEDIATRICO NUTRIZIONALE Manghina Matteo, Brancadori Valle Donella, Guadagna Florinda,Tulipani Pio, Monticelli Loredana, Fusillo Domenica per il centro sanitario di Munyaga, Pia Unione Caracciolo per centro di Kiseguru, Zarpellon FrancescoGiacinto in suffragio di Concetta Simeone, Offerte in suffragio di Rodolfo, Ottone Carla, Elsa, Vittoria, Giuliana Urbani, Mastrogiacomo, Fiorani Rag. Andrea e Maurizia in suffragio di Bartalomei Alberto; Condomini in suffragio di Adele Cianetti; Musumeci Cristina in suffragio di Alersi Ornella; Lidia, Loredana, Enzo Gerace in suffragio di Anna Maria, amici e familiari in suffragio di Antonio Bianchini; amici e familiari in suffragio di Valerio Renzi; familiari di Tonino Caracciolo; Famiglia Anastasi in suffragio di Elena De Silvestris ved. Agostani. SANTE MESSE La Santa Messa è un grande atto di carità per i defunti che si ricordano e per l aiuto ai missionari. Hanno inviato offerte per: S. Messe Gregoriane: in suffragio di: Anna Magi offerta da Somalvico Diac. Rodolfo; Serra Gianmaria offerta da Serra Eugenia e Sini Antonietta; Ghilardo, Angela Olivanti e Mara Morgia offerta da Olivanti Enrico; Pietro Serti offerta da Serti Maria Antonietta; Simeone Concetta offerta da FrancescoGiacinto Zarpellon; Fabbiani Turilli Matilde per se stessa. S. Messe Perpetue: Palombo Laura in suffragio di Luigi e se stessa; Palombo Nina in suffragio di Matteo, Maria, Mariarosa, Serafina, Assunta, Antonio, Gino, Lina, Patrizia; Eva di Giuseppe in suffragio di Biagia, Amedeo e Padre Bonaventura; Frattali Alberto in suffragio di Guido, Rosa, Delia; Marchetti Attilio in suffragio di Domenico Marchetti, Di Lello Elena; D Intino Anna in suffragio di Vincenzo, Clelia, Camillo D Intino; Fiorini Luigi in suffragio di Luigi, Bianchina, Laura, Mariastella, Eugenia, Marco, Luca; Petrucci Giovanna in suffragio di Squartecchia Silvana; NN in suffragio di Spinelli Renzo, Matteo, Gianna; Capitani- Raschi in suffragio di Cornelia; Bureca Anna in suffragio di Ciancola Fernanda e Adriana; Alemanno Mario e Vittoria in suffragio di Mazzocca Maria; Dell Aquila Gaetana in suffragio di Maria, Raffaele, Francesco, Salvatore, Maddalena, Armando, se stessa; Giordi Anna in suffragio di Lovetere Silvana; NN per sue intenzioni; Monti Maria in suffragio di Monti Lina; Loffredo in suffragio di Antonio, Angela, Gianfranco, Sabrina, Salvatore; Parisi in suffragio dei Defunti Parisi; Fanni in suffragio dei Defunti Fanni; Cantagallo Franca in suffragio di Muzio Angelo; Scatena per sue intenzioni; Fabbiani Turilli Matilde in suffragio di Leonardo, Cuccaro Mario; Morano Nunzia in suffragio di Morano Carmelo; Bella Maria Luisa in suffragio di Filomena Selide Lanciani; Fam. Parente in suffragio di Parente Enrico; Cipriani Anna in suffragio di Nino, Antonio, Defunti Cipriani, Bianca Birilli; Caliari Luciana in suffragio di Caliari Paolo; Muzi Patrizia in suffragio di Giuglianelli Sergio; Scano Pierpaolo per se stesso; Conti Anna Maria in suffragio di Pietro Spurio; Margiotta Maria in suffragio di Gaetano Margotta; Martino Rita in suffragio di Rosario e Defunti Fazzari; Zorsini Giovannetti Iole in suffragio di Marialina Martelloni; Gemello-Agnese Rosanna per familiari viventi; Fam. Sansiveri-Germanà in suffragio di Pasqualino, Augusto, Antonino, Paola; Fam. Romani in suffragio di Federico e Alessandro, Marcellina e Ugo, Marcella e Alberto, Maria Letizia e Teresa; Simeoni Maria Giacomella per i figli viventi Filippo e Michele; De Caria Alessandro per Monica ed Elisabetta (viventi); Accolti Gil Vitale Caterina in suffragio di Antonino e Maria; Rubeo in suffragio di Ines, Enrichetta, Anna, Marcello, Otello, Renato, Ignazio, Maria Assunta, Vittorino; Fam. Possenti in suffragio di Pompeo, Melania, Rosa, Giuseppe; Andolfi Angela in suffragio di Albanese; Ida Rossi e Vittorio Grassi in suffragio di Rossi Luisa; Fam. Giordano-Campa in suffragio dei Defunti Giordano e Defunti Campa; Mureddu Gianfrancesco in suffragio di Mureddu Michele; Bruno Santangelo Luciana in suffragio di Alberto Bartolomei; Fam. Porcelli in suffragio di Antonio e Lucia, Antonio e Maria; Chiesa Luigi e Marisa in suffragio di Oreste, Giacomina, Ines, Paolo, Domenico; Colleghi Scuola PIVA in suffragio di Anna Maria Londei; Turco Rodolfo in suffragio dei Defunti fam. Turco e Defunti fam. Valenti; Giglia Mariannina in suffragio di Antonio Giglia; Fosco Maria Clara in suffragio di D Innocenzo Nicola; Manzilli Giovanna in suffragio di Mario Manzilli, Maria Fischi, Maria Elisabetta Franco, Umberto Mazzocca, Fagnani Domenico, Itala per se stessa e in suffragio di Luisa Quattrociocchi. Sono pervenute intenzioni di S.Messe: in suffragio di Schifano Salvatore, Fam. La Falce, Bruno Santangelo Luciana per i suoi defunti, Fam. Moretti per Ildebrandi Rossana, Malagoli Enrica per i suoi cari. OFFERTE PER SEMINARISTI Catalogna Dell Erba, Coppa Claudia e Rosa, Fam. Santarelli, Caserta Concetta, Gemello-Agnese Rosanna, Pellegrini-Saccone Pina, Simeoni Maria Giacomella, Coppola Nadia, Randon Imelde, Malagoli Enrica. GIORNATE SPECIALI CELEBRATE DAI PADRI MISSIONARI Presso le parrocchie: Sant Antonio - Serramonacesca (PE), San Giovanni Bosco - Montesilvano (PE), San Rocco - Roccamontepiano (CH), Santa Maria del Lapide - Terrannova(CH), Pietraferrazzana (CH), Montebello sul Sangro (CH), San Nicola di Bari - Villa Santa Maria (CH), Trevi nel Lazio (RM), Festa AVAZ e AVIS Roccamontepiano, Santi Angeli Custodi - Roma. PER SOSTENERE L OPERA MlSSlONARlA CARACClOLlNA 1. Offerta per la Missione di Kamole. 2. Adozione completa a distanza di un bambino: 21 e mensili. Si può offrire a un bambino quanto è necessario per la sua crescita. I missionari inviano ogni anno una fotografia con notizie del bambino. 3. Adozione scolastica di un bambino: 72 e annuali. Con questa quota si dà la possibilità a un bambino di andare a scuola e di avere materiale scolastico. 4. Fondazione di una borsa di studio a favore di un seminarista: 775 e annuali. Partecipazione alla fondazione di borse di studio: offerta libera. 5. Iscrizione di vivi o defunti alla Messa Perpetua Quotidiana celebrata dai missionari: 52 e. Offerta per una S.Messa di suffragio o secondo l intenzione dell offerente. Se l offerta viene fatta in memoria di un defunto, comunicare il nome. Messa Gregoriana (30 SS. Messe consecutive): 350 e. 6. Offerta libera per il funzionamento dell ospedale S.Giovanni di Nyamilima e dei centri sanitari (personale, acquisto di medicinali e materiale sanitario). 7. Gestione del CENTRO NUTRlZlONALE-PEDIATRICO di Nyamilima: recupero terapeutico di un bambino gravemente denutrito: 50 e al mese per 3 mesi. alimentazione di un bambino ospite del Centro Nutrizionale: 25 e al mese. partecipazione alle spese per il personale: 15 e mensili. Dichiarazione dei redditi (modello CUD 730 e Unico): si può destinare il 5x1.000 a Opera Missionaria Caracciolini ONLUS - codice fiscale Per eventuali lasciti all Ordine per le Missioni, chiedere informazioni in parrocchia. Per informazioni scrivere a: Opera Missionaria Caracciolina - Via Alpi Apuane, Roma. - oppure telefonare:tel. 06/ (preferibilmente ore 17,00-19,00) - Fax: 06/ Per inviare offerte con possibilità di deducibilità fiscale servirsi del: conto corrente postale n intestato a: Opera Missionaria Caracciolini ONLUS, Via Alpi Apuane 1, Roma; IBAN: IT28C oppure tramite bonifico bancario sui conti intestati a: Opera Missionaria Caracciolini ONLUS, Via Alpi Apuane 1, Roma: a) UNICREDIT Banca di Roma - Ag. N Roma - Via Gargano, 19 IBAN: IT25B ; b) UGF Banca - Filiale Roma - Via Nomentana Nuova, 71 IBAN: IT97D CC Nella causale del versamento specificare: elargizione per: Adozione a distanza, oppure per opere socio-sanitarie. Conservare la ricevuta dell avvenuto versamento per 5 anni. Le elargizioni per l adozione a distanza e per le attività socio-sanitarie nei Paesi in via di sviluppo (PVS) entro determinati limiti, sono detraibili dall imposta da pagare (IRPEF) per le persone fisiche ed è un onere deducibile dal reddito per le imprese nella dichiarazione dei redditi dell anno seguente all elargizione. La ricevuta deve essere conservata per 5 anni. Nei versamenti, oltre alla causale, scrivere chiaramente il cognome (se sposata, scrivere cognome da nubile e da sposata), nome e indirizzo completo. Per scrivere ai missionari: Nyamilima: Pères Caracciolini - Nyamilima Parish - P.O.Box KAMPALA (Uganda) Tel /81/ Goma: Pères Caracciolini - Maison St.Joseph - B.P. 12 GISENYI (Rwanda) tel /81/ Nairobi: Clercs Regular Minor - P.O.Box Karen - Nairobi (Kenya) Kamole: Pères Caracciolini - Paroisse de Kamole (Isola Idjwi) - B.P. 12 GISENYI (Rwanda)

8 pag. 8 Da Villa Santa Maria: Padre Jean-Marie Kalere saluta e ringrazia L ORDINE DEI CHIERICI REGOLARI Minori comunemente chiamato dei Padri Caracciolini, nel mese di luglio U.S. ha celebrato la Dieta Generale a Sacrofano in Roma con l apertura ufficiale del nostro Arcivescovo Bruno Forte. Subito dopo la Dieta, la Consulta Generale si è riunita per decidere anche del trasferimento di qualche religioso da una comunità religiosa all altra. In quell ambito, P. Jean-Marie Akili-Mali Kalere, Viceparroco di Villa Santa Maria e Montelapiano, Amministratore Parrocchiale di Civitaluparella e Fallo prima, di Montebello e Pietraferrazzana poi, dopo quattro anni e mezzo di impegno pastorale è stato trasferito dalla comunità religiosa di Villa Santa Maria a quella di Nyamilima nella Parrocchia dedicata al Santo Fondatore Francesco Caracciolo (Repubblica Democratica del Congo. Prima di partire per la nuova destinazione, P. Jean-Marie saluta e ringrazia tutti: confratelli nel sacerdozio, i fedeli della nostra archidiocesi (Chieti) e tutti gli abruzzesi. Quando mi è stata comunicata tale decisione dal Preposito Generale Padre Raffaele Mandolesi anche senza capire niente ho risposto: Avvenga di me secondo quello che hai detto (cfr Lc 1, 38). Avendo nel cuore le parole di Cristo scritte nelle nostre Costituzioni e Regole: Mio cibo è fare la volontà di colui che mi ha mandato e compiere la sua opera (Gv 4,34). L obbedienza consacrata porta il religioso in spirito di fede e di amore a svuotarsi della sua volontà per fare propria la volontà di Dio Padre. Ordinariamente Dio manifesta la sua volontà attraverso i legittimi Superiori che, secondo gli insegnamenti della Scrittura, ricevono l autorità dal Signore stesso. Tale decisione non mi ha lasciato indifferente perché dopo undici anni trascorsi in Italia tra studi e pastorale (sette anni a Roma come studente alle Ponteficie Università San Tommaso d Aquino e Facoltà Teologica del Marianum e quindi dal gennaio 2005 a settembre 2009 nella comunità religiosa di Villa Santa Maria al servizio della diocesi di Chieti-Vasto) non è facile distaccarsi dall ambiente, dagli amici... SEGUE DALLA PRIMA PAGINA UN ANNO DEDICATO ALL EUCARISTIA / di P. Luigi Affoni Eucaristia: dono di amore. La rinnovazione dell alleanza di Dio con gli uomini nell Eucaristia introduce i fedeli nella pressante carità di Cristo e li infiamma con essa. In ogni pagina del calendario abbiamo voluto, oltre a una immagine eucaristica, ricordare il nostro fondatore San Francesco Caracciolo che dall Eucaristia adorata giorno e notte seppe farsi tutto a tutti. Noi suoi figli spirituali cerchiamo di seguirlo. È per questo che ci siamo rivolti ai popoli più poveri del mondo, soprattutto in Africa. I responsabili delle nazioni continuano a farci sapere che si accentua il divario tra i ricchi e i poveri e molti, soprattutto i bambini, muoiono di fame, ma ci si limita soltanto ad analisi e statistiche. È una realtà che noi abbiamo sotto gli occhi, pur facendo tutto il possibile per aiutarli a crescere dignitosamente per metterli in condizione di istruirsi, di curarsi, di impegnarsi per la pace. Dietro le insistenze del vescovo di Bukavu abbiamo accettato la cura pastorale di Kamole, un isola dove non c è nulla: né casa, né chiesa, né strutture pastorali. I confratelli che sono andati lì hanno accettato con fiducia e coraggio allo scopo di elevare umanamente migliaia di persone, confidando nell aiuto della Provvidenza e in voi tutti che ci seguite con amore. Ve ne siamo profondamente grati. P. Jean Marie Kalere insieme a un gruppo di ragazzi. Premiato il francobollo di S. Francesco Caracciolo È andato al francobollo dedicato a San Francesco Caracciolo per il quarto centenario della morte, il 27 Premio internazionale d arte filatelica San Gabriele. Il francobollo è stato considerato il più significativo fra quelli a tema religioso emessi lo scorso anno. «Mi sono ispirata alle antiche miniature che ho impreziosito con un fondo d oro, anche perché spiritualmente l oro ha un significato importante» ha spiegato la grafica Rita Fantini, autrice del bozzetto che ritrae Sisto V mentre riceve dal Santo la Regola dell Ordine dei Chierici Regolari Minori. Lo scorso 10 ottobre, durante la 31 a edizione della Rassegna dei Cuochi nel suggestivo scenario del museo dedicato a San Francesco Caracciolo a Villa Santa Maria (Chieti) alla presenza del sindaco Francesco Falconio, del cons. naz. della Federazione Italiana Cuochi per la Regione Abruzzo Pino Finamore, del presidente dell Associazione Amici di Villa Santa Maria e della valle del Sangro Costanzo Saccone e ad un nutrito pubblico è stata consegnata a Rita Fantini, su iniziativa dell associazione villese, una onorificenza atta a celebrare la sua vittoria. Padrone di casa è stato il Preposito Generale dei Chierici Regolari Minori, padre Raffaele Mandolesi che ha ricordato il Santo: «La sua vita è un intreccio di episodi mirabili riconducibili all intervento della grazia divina e a una autentica carità, per cui fu chiamato: il padre dei poveri, predicatore dell amore di Dio, l uomo di bronzo, il cacciatore di anime». Iniziando con entusiasmo il ministero pastorale, incontrai P. Giulio Capetola che mi accolse calorosamente nella comunità e mi iniziò alla pastorale con intensità e impegno preziosissimo; lo ringrazio con tanta stima augurandogli di essere sempre divorato dallo zelo della casa del Signore alla maniera di San Francesco Caracciolo. Con il Capitolo Generale LXI del 2006, P. Giulio Capetola veniva trasferito a Roccamontepiano e sostituito dal Padre Giuseppe Lucarelli nel mese di settembre Due anni dopo, la nostra comunità religiosa si è arricchita del novello sacerdote congolese Padre Aubin Tembo Bahati. A tutti e tre sono molto grato e chiedo a ciascuno di perdonare tutti i limiti del mio essere con loro. Inviato a Nyamilima per aiutare nella nostra Missione, il Preposito Generale mi ha pure chiesto di essere disponibile per dare una mano nell insegnamento ai nostri seminaristi della Propedeutica e qualche corso nel Seminario Maggiore della diocesi di Goma. A dire il vero sono soddisfatto di questi anni trascorsi in Italia, di cui quattro e mezzo con gli abruzzesi e davvero mi sono sentito abruzzese in mezzo agli abruzzesi. Ho potuto ammirare la fede di tanti cristiani e il desiderio di accogliere il messaggio di salvezza annunziato dal Padre Cioccolato come qualche bambino mi ha sopranominato a Villa Santa Maria, oppure Cristo presentato da Lu prietucci nostr cosi chiamato da qualche giovane di qualche tempo fa. Però ho potuto incontrare l indifferenza pure di alcuni che vivono senza sapere di avere sete e fame di Dio. Ciò non mi lasciava indifferente e mi permetteva di fissare ancora di più lo sguardo in alto e di improvvisare qualche incontro con i giovani in chiesa oppure intorno ad una pizza. Veramente in questi giorni di preparazione al mio rientro in Africa (R.D.Congo) sto rispondendo a tante domande relative all obbedienza e alla libertà umana; tali domande mi permettono di presentare la figura di Cristo obbediente fino alla morte pur rimanendo libero, appoggiandomi sul testo delle nostre Costituzioni e Regole: Cristo ha vissuto la sua totale obbedienza al Padre prendendo la natura di un uomo, sottomettendosi a creature umane e affrontando le sofferenze fino a morire sulla croce. Alla sequela del Divino Maestro il religioso fa professione di obbedienza e con voto si obbliga a sottomettere, in spirito di fede, la propria volontà ai legittimi Superiori rappresentanti di Dio quando comandano secondo le nostre Costituzioni, e sotto la loro guida lavora nella Chiesa al servizio dei fratelli (n.33). Con immensa gratitudine al Signore e alla Beata Vergine Maria, Madre della Chiesa, auguro a tutti buon cammino verso la santità nell obbedienza a Colui che si è sottomesso alle creature per compiere l opera salvifica nella libertà. Grazie mille e arrivederci. NYAMILIMA - MISSIONI CARACCIOLINE Periodico quadrimestrale di informazione religiosa missionaria dell Ordine dei Chierici Regolari Minori (Opera Missionaria Caracciolini ONLUS) Aut. Tribunale di Roma n.221 del 23/03/90 -Tariffa Associazioni Senza Fini di Lucro: Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (conv. in L.27/02/2004 n 46) art.1, comma 2 - DCB Roma. Direttore: P. Luigi Affoni Direttore Responsabile: Roberto Bellini Direzione Redazionale e Amministrazione: Via Alpi Apuane, Roma - Tel. (06) Fax Web: Sede A.V.A.Z.- Associazione Volontari per lo Sviluppo dei Popoli ONLUS: P.zza Sempione, 19/b Roma Tel. e fax: Web: La sede è aperta lunedì/venerdì ore 9-13; martedì e giovedì ore Per i versamenti all A.V.A.Z. c.c.p. n intestato a: Associazione Volontari per lo Sviluppo dei Popoli AVAZ/ONLUS - P.zza Sempione, 19/b Roma. (Nei versamenti specificare la causale). Progetto Grafico: Stampa: Miligraf - novembre 2009 In caso di mancato recapito inviare al CMP di Romanina per la restituzione al mittente previo pagamento resi

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