BILANCIO CONSUNTIVO PER L ESERCIZIO 1 GENNAIO - 31 DICEMBRE 2006

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3 BILANCIO CONSUNTIVO PER L ESERCIZIO 1 GENNAIO - 31 DICEMBRE 2006 (approvato dal Consiglio di Indirizzo nella seduta del 27 aprile 2007) Fondazione Cassa di Risparmio di Torino

4 PRINCIPALI RISULTATI DEL 2006 Proventi totali 357 milioni di euro Avanzo dell esercizio 321 milioni di euro Patrimonio netto milioni di euro (valore contabile) % Avanzo milioni di euro (valore di mercato) dell esercizio/patrimonio netto medio 13,5% Erogazioni deliberate 150 milioni di euro Accantonamento al Fondo per il Volontariato 17,1 milioni di euro Numero richieste esaminate Pagamenti erogativi effettuati nell anno 112 milioni di euro 4

5 ORGANI DELLA FONDAZIONE pag. 6 RELAZIONE SULLA GESTIONE » 9 RELAZIONE ECONOMICA E FINANZIARIA » 11 IL BILANCIO DI MISSIONE » 31 BILANCIO CONSUNTIVO AL 31 DICEMBRE » 53 SCHEMI DI BILANCIO » 54 NOTA INTEGRATIVA AL BILANCIO CONSUNTIVO » 57 Note esplicative al bilancio d esercizio » 57 Informazioni sullo Stato Patrimoniale » 61 Stato Patrimoniale - attivo » 61 Stato Patrimoniale - passivo » 77 Informazioni sui Conti d Ordine » 87 Informazioni sul Conto Economico » 90 RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE » 105 RELAZIONE DELLA SOCIETÀ DI REVISIONE » 112 ALLEGATI AL BILANCIO CONSUNTIVO » 113 Allegato 1 Analisi della composizione dello Stato Patrimoniale e del Conto Economico » 114 Allegato 2 Indici di bilancio » 116 Allegato 3 Elenco dei contributi deliberati a fini istituzionali » 118 Allegato 4 Analisi della distribuzione delle risorse erogate » 176 PROPOSTA DI APPROVAZIONE DEL BILANCIO CONSUNTIVO » 181 5

6 ORGANI DELLA FONDAZIONE (composizione alla data di approvazione del bilancio) PRESIDENTE Andrea Comba CONSIGLIO DI INDIRIZZO Consiglieri Antonio Maria Andretta Cristiano Antonelli Roberto Berutti Guido Bonino Paolo Bonino Renato Cambursano Alfredo Cammara Domenico Davite Giuseppe De Rita Giovanni Desiderio Franco Garelli Giandomenico Genta Fulvio Gianaria Lorenzo Gianotti Marco Goria Fabio Margara Antonio Maria Marocco Ettore Morezzi Mario Mutti Giorgio Pestelli Tullio Regge Giovanni Stornello Maurizio Tosi Vittorio Valli 6

7 segue: ORGANI DELLA FONDAZIONE CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Presidente Andrea Comba Vice Presidente Giovanni Ferrero Giovanni Quaglia Consiglieri Franco Amato Antonio Fassone Agostino Gatti Alide Lupo Giuseppe Piaggio Mario Rey Fiorenzo Tasso Pier Vittorio Vietti COLLEGIO SINDACALE Presidente Luciano Cagnassone Sindaci effettivi Ernesto Ramojno Giacomo Zunino Sindaci supplenti Luca Asvisio Stefania Rotto SEGRETARIO GENERALE Angelo Miglietta Il Consiglio di Amministrazione sottopone all approvazione del Consiglio di Indirizzo il bilancio consuntivo per l esercizio 1 gennaio 31 dicembre 2006, costituito da Stato Patrimoniale, Conto Economico e Nota Integrativa, corredato dalla Relazione sulla Gestione. 7

8 La Fondazione CRT raccoglie l eredità morale della Cassa di Risparmio di Torino, istituzione voluta dall amministrazione comunale per favorire e promuovere la virtù del risparmio fra le classi meno abbienti come tutela dei ceti più umili verso la povertà e l indigenza. La Cassa di Risparmi nasce il 4 luglio 1827 sulle fondamenta della Cassa de Censi, Prestiti e Annualità costituita nel 1795 e, nel 1853, si evolve in ente distinto e autonomo dalla Municipalità con l approvazione del proprio Statuto. La filantropia è sempre stata una delle missioni della Cassa; nel 1891 viene ufficialmente sancita nel nuovo Statuto la possibilità di devolvere parte degli utili in beneficenza, contribuendo anche così allo sviluppo socio-economico del territorio. L'anno successivo è deliberato il primo stanziamento a favore di istituti educativi torinesi. La Legge 218 del 1990 (Legge Amato-Carli) determina la privatizzazione delle banche pubbliche: il 20 dicembre 1991 la Banca Cassa di Risparmio di Torino, ente di diritto pubblico, scompare dando vita alla Fondazione Cassa di Risparmio di Torino ed alla Banca CRT S.p.A., con ciò realizzando la definitiva separazione fra la vocazione filantropico/sociale e l attività creditizia. La Fondazione CRT, azionista unico di Banca CRT S.p.A., nel 1997 diventa azionista della holding Unicredito S.p.A. conferendo l intero pacchetto azionario della banca e, nel 1998, diventa azionista di UniCredito Italiano S.p.A. con l aggregazione fra il gruppo Unicredito ed il gruppo Credito Italiano. Nel 2005, a seguito dell acquisizione da parte di UniCredito Italiano del gruppo tedesco HVB, la Fondazione CRT è diventata azionista di riferimento di uno dei principali gruppi bancari europei. 8

9 RELAZIONE SULLA GESTIONE

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11 RELAZIONE ECONOMICA E FINANZIARIA ASPETTI NORMATIVI Lo Statuto della Fondazione, conforme al disposto della Legge n. 461 del 23 dicembre 1998, del Decreto Legislativo n. 153 del 17 maggio 1999 ed alle indicazioni contenute nell Atto di indirizzo emanato dall Autorità di Vigilanza in data 5 agosto 1999, è stato approvato dal Ministero dell Economia e delle Finanze con provvedimento del 22 giugno La Fondazione, conseguentemente, ha assunto la natura di persona giuridica di diritto privato e svolge la sua attività senza fini di lucro ed in piena autonomia statutaria e gestionale. La Corte Costituzionale, con la sentenza numero 300 del 24 settembre 2003, ha confermato per le fondazioni di origine bancaria la natura giuridica di soggetti privati e l appartenenza all ordinamento civile. Gli Organi Sociali previsti dal vigente Statuto sono: Consiglio di Indirizzo: è composto da 24 Consiglieri in carica per 6 anni, con possibilità di essere confermati per un secondo mandato. Il Consiglio è investito della determinazione dei programmi, delle priorità e degli obiettivi della Fondazione; Presidente: il suo mandato dura 6 anni e può essere confermato una sola volta. Egli presiede il Consiglio di Indirizzo e quello di Amministrazione, ha la rappresentanza legale della Fondazione ed esercita le funzioni delegate dal Consiglio di Amministrazione; Consiglio di Amministrazione: è composto dal Presidente e da 10 Consiglieri il cui mandato dura 4 anni, con possibilità di essere confermati per un secondo mandato. Al Consiglio spettano tutti i poteri di ordinaria e straordinaria gestione della Fondazione, con la sola esclusione di quelli attribuiti dalla Legge e/o dallo Statuto ad altri Organi della Fondazione; Collegio Sindacale: è composto da 3 Sindaci effettivi e 2 Sindaci supplenti. Il loro mandato dura 4 anni e possono essere confermati per un secondo incarico. E l organo di controllo della Fondazione e svolge i compiti ed esercita le attribuzioni previste dalla vigente normativa per le funzioni di controllo delle società per azioni; in particolare svolge, fra l altro, i compiti di controllo contabile previsti dall articolo 2409 ter del Codice Civile. I membri del Collegio devono intervenire alle riunioni del Consiglio di Indirizzo e del Consiglio di Amministrazione; Segretario Generale: è a capo degli uffici e del personale della Fondazione. Viene nominato dal Consiglio di Amministrazione, che ne determina la durata della carica. Il Consiglio di Amministrazione ha inoltre ravvisato l opportunità di costituire, come previsto dall articolo 18, secondo comma, lettera h) dello Statuto, delle Commissioni consultive, temporanee o permanenti, per specifiche esigenze. Lo svolgimento dell attività della Fondazione è disciplinato anche da Regolamenti interni, previsti dall articolo 14, secondo comma, lettera a) dello Statuto, emanati in materia di gestione del patrimonio, di funzionamento degli organi interni e di attività istituzionale. Il bilancio al 31 dicembre 2006 è stato redatto, vista la mancata emanazione del regolamento previsto dall art. 9, comma 5, del D.lgs 153/99 e stante le ultime indicazioni ricevute dall Autorità di Vigilanza con il decreto 23 marzo 2007 del Direttore Generale del Dipartimento del Tesoro, secondo gli schemi ed in conformità alle disposizioni dell Atto di indirizzo del 19 aprile 2001, opportunamente modificato dalle indicazioni fornite dal Ministero dell Economia e delle Finanze, e tenendo conto, ove applicabili, delle raccomandazioni formulate dalla Commissione per la statuizione dei principi contabili e dai Consigli dei Dottori Commercialisti e dei Ragionieri. LA GESTIONE DEL PATRIMONIO 1. Economia, politica monetaria e mercati finanziari Nel 2006 l economia mondiale è cresciuta su ritmi elevati con un valore prossimo al 5%: in dettaglio negli Stati Uniti il PIL è aumentato del 3,3% mantenendosi vicino al suo valore potenziale, in Cina di oltre il 10%; per i paesi dell area Euro la crescita è stata del 2,8%, ben oltre il valore potenziale, e in Italia in particolare ha fatto segnare un progresso del 2%. L ottima performance dell economia europea si è riflessa positivamente sul valore della moneta comune: nei confronti del dollaro statunitense l euro, nel corso del 2006, si è apprezzato di oltre l 11%, passando da 1,18 di inizio anno a 1,32, anche in relazione all aspettativa di rialzo dei tassi da parte della BCE. 11

12 PIL Area Euro PIL USA 5,00% 5,00% 4,20% 4,00% 3,00% 2,80% 4,00% 3,00% 2,70% 3,20% 3,30% 2,00% 1,60% 1,50% 2,00% 1,00% 0,40% 1,00% 0,00% ,00% n.b.: il dato 2006 è un dato non definitivo L inflazione ha continuato a mantenersi su livelli moderati: i prezzi delle materie prime in generale e del petrolio in particolare, dopo aver fatto segnare i massimi nel corso dell estate, hanno poi corretto decisamente nella seconda parte dell anno; tutto ciò si è riflesso moderatamente sull indice generale dei prezzi al consumo e in misura quasi nulla sulla parte depurata dalle componenti cibo ed energia (core inflaction): a dicembre 2006 il tasso annuale di inflazione è stato del 3,2% negli USA e del 2,2% nell area euro: i relativi indici core sono stati rispettivamente del 2,5% e dell 1,5%. L azione delle principali banche centrali è risultata puntuale quanto efficace nel perseguire l obbiettivo di mantenere basse le aspettative di inflazione. La Federal Reserve, in relazione alla crescita dell economia americana e ai dati sui prezzi al consumo, ha continuato nella progressiva rimozione degli stimoli monetari portando a fine giugno il tasso dei Fed Funds al 5,25% dal 4,25% di inizio anno. La BCE, confortata nelle decisioni di politica monetaria dai dati sulla crescita superiori al potenziale, ha aumentato il tasso di rifinanziamento al 3,25%, dal precedente 2,25% in vigore a fine Tasso Fed Funds e Prezzi al consumo USA Tasso di rifinanziamento e prezzi al consumo Europa 6,00% 4,00% 5,00% 3,50% 4,00% 3,00% 3,00% 2,50% 2,00% 2,00% 1,00% 1,50% 0,00% dic-01 giu-02 dic-02 giu-03 dic-03 giu-04 dic-04 giu-05 dic-05 giu-06 dic-06 dic- 01 giu- 02 dic- 02 giu- 03 dic- 03 giu- 04 dic- 04 giu- 05 dic- 05 giu- 06 dic- 06 Per quanto concerne il mercato obbligazionario, nel corso del 2006, la curva dei tassi euro si è mossa al rialzo con un contemporaneo movimento di appiattimento: le attese e le conseguenti decisioni da parte della BCE hanno avuto riflessi assai maggiori sulla parte a breve della curva. Le dichiarazioni preventive della Banca Centrale Europea hanno preparato con molta chiarezza il mercato su quali sarebbero stati i livelli dei tassi tempo per tempo: questo ha evitato shock indesiderati, permettendo una buona stima delle mosse successive. La credibilità guadagnata dalla BCE nel mantenere sotto controllo l inflazione ad un livello vicino al 2% e l aspettativa che l economia possa crescere stabilmente ad un tasso prossimo al suo potenziale del 2%, ha portato ad una convergenza dei tassi a 10 anni su un livello prossimo al 4% (4,20% a fine 2006). Tale situazione risulta evidente dalla curva dei tassi reali a 10 anni i cui valori si sono progressivamente avvicinati al 2%. 12

13 4,5% 4,0% Confronto curve dei rendimenti Italia dic dic ,2% 2,0% 1,8% Tassi reali 3,5% 1,6% 3,0% 1,4% 2,5% 1,2% 1,0% 2,0% 3m 6m 1y 2y 3y 4y 5y 6y 7y 8y 9y 10y 15y 20y gen-05 mar-05 mag-05 lug-05 set-05 nov-05 gen-06 mar-06 mag-06 lug-06 set-06 nov-06 I mercati azionari hanno continuato a beneficiare nel 2006 di risultati societari in miglioramento, tassi di interesse relativamente bassi ed elevata liquidità alla ricerca di opportunità di investimento. Nel 2006 l indice della borsa europea ha registrato una crescita superiore al 15%. EuroStoxx50 Price EUR gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic Gestione del patrimonio 2.1 Riferimenti normativi L attività delle fondazioni di origine bancaria è regolata dal Decreto Legislativo 17 maggio 1999, n. 153 e successive modificazioni; le norme di legge, in materia di patrimonio, stabiliscono che: il patrimonio della Fondazione è totalmente vincolato al perseguimento degli scopi statutari ed è gestito in modo coerente con la natura delle fondazioni quali enti senza scopo di lucro che operano secondo principi di trasparenza e moralità; nell amministrare il patrimonio le fondazioni osservano criteri prudenziali di rischio in modo da conservarne il valore ed ottenerne un adeguata redditività; le fondazioni diversificano il rischio di investimento del patrimonio e lo impiegano in modo da ottenerne un adeguata redditività, assicurando il collegamento con le loro finalità istituzionali ed in particolare con lo sviluppo del territorio. 2.2 Statuto e Regolamento per la gestione del patrimonio Lo Statuto della Fondazione prevede che la definizione delle linee generali della gestione patrimoniale e della politica degli investimenti rientri fra le competenze del Consiglio di Indirizzo, mentre sia attribuita al Consiglio di Amministrazione la gestione del patrimonio. In tale ambito il Presidente esercita le funzioni delegate dal Consiglio di Amministrazione e, in caso di necessità e di urgenza, può assumere provvedimenti di competenza del Consiglio di Amministrazione, riferendo allo stesso in occasione della prima riunione successiva. 2.3 Struttura finanziaria Per la gestione del patrimonio la Fondazione si avvale di una struttura finanziaria interna, statutariamente, organizzativamente e fisicamente separata dalle altre funzioni. L organico è composto da 5 persone (incluso il direttore finanziario). La gestione del patrimonio è affidata alla Direzione Finanza della Fondazione, che in attuazione delle delibere assunte dagli organi amministrativi e delle indicazioni del Presidente, svolge le seguenti funzioni: gestione della tesoreria e attività di negoziazione del portafoglio non immobilizzato; gestione del portafoglio delle partecipazioni, ivi inclusa la banca conferitaria (monitoraggio andamenti societari, valorizzazione, acquisizioni, dismissioni, gestione dei rischi, ecc.); 13

14 analisi, valutazioni delle nuove opportunità di investimento nell ambito del processo di diversificazione; analisi, attività istruttoria, due diligence degli investimenti in private equity, monitoraggio dell operato dei gestori, verifica risultati conseguiti; adempimenti normativi e rapporti con le Autorità di Vigilanza; controllo dei rischi finanziari e continuo aggiornamento della metodologia. L attività di gestione del patrimonio è interamente affidata alla struttura interna della Fondazione. La sola eccezione è rappresentata da alcune fattispecie specialistiche, quali i fondi di private equity, la cui gestione è effettuata dalle rispettive società di gestione. Gli investimenti in private equity sono preceduti da una fase di valutazione, negoziazione e due diligence svolta dagli uffici interni della Fondazione, i quali provvedono, successivamente, a monitorare l operato delle società di gestione e l andamento degli investimenti effettuati dai fondi. L intera attività finanziaria è appoggiata su conti correnti e conti depositi titoli dedicati. In relazione alla necessità di assicurare, attraverso una separazione delle funzioni, il rispetto della normativa, dei principi di trasparenza e l efficacia del controllo dei rischi operativi e del rispetto dei limiti stabiliti dagli Organi Amministrativi, l attività di back office e la contabilizzazione delle operazioni finanziarie è svolta nell ambito e sotto la responsabilità del Servizio Amministrazione. 2.4 Linee generali di gestione del patrimonio Nel rispetto dei criteri generali di salvaguardia del patrimonio ed adeguata redditività, le linee generali di gestione del patrimonio prevedono il progressivo aumento del grado di diversificazione degli investimenti patrimoniali, da attuarsi, per quanto riguarda la partecipazione in UniCredito Italiano S.p.A., con le modalità previste nel piano approvato dagli Organi della Fondazione e dall Autorità di Vigilanza. Le linee generali di gestione del patrimonio contemplano che, nell attuare il piano di diversificazione, compatibilmente con le condizioni di mercato, si persegua un graduale aumento della componente monetaria/obbligazionaria degli investimenti, la cui percentuale sul totale è contenuta e che, nell ambito di quest ultima componente, si minimizzino i rischi finanziari e creditizi. Le linee guida prevedono altresì che una parte del patrimonio disponibile possa essere riservata ad impieghi che, nel rispetto dei criteri generali di investimento, contribuiscano al perseguimento delle finalità istituzionali e in particolare allo sviluppo del territorio. Totale investimenti finanziari a valori di bilancio, situazione al 31 dicembre 2005 e al 31 dicembre 2006 Valori di bilancio % su totale Valori di bilancio % su totale investito investito Unicredito Italiano ,20% ,95% Schemaventotto ,67% ,16% Société Générale ,31% ,96% Delmi ,45% ,19% Cassa Depositi e Prestiti ,39% ,13% Autostrada Torino-Milano ,06% ,81% Iride ,67% ,71% Mediobanca ,01% ,04% Perseo ,02% ,08% Altre partecipazioni e investimenti ,47% ,61% Titoli obbligazionari immobilizzati ,75% ,04% Titoli obbligazionari quotati ,83% ,56% Titoli obbligazionari non quotati ,26% - - Titoli azionari quotati ,80% ,70% Liquidità ,11% ,06% TOTALE INVESTIMENTI ,00% ,00% 14

15 Totale investimenti finanziari a prezzi di mercato, situazione al 31 dicembre 2005 e al 31 dicembre 2006 Valori di mercato % su totale Valori di mercato % su totale investito investito Unicredito Italiano ,05% ,83% Schemaventotto (*) ,74% ,98% Société Générale ,39% ,30% Delmi ,60% ,43% Cassa Depositi e Prestiti ,57% ,40% Autostrada Torino-Milano ,84% ,66% Iride ,36% ,14% Mediobanca ,01% ,92% Perseo ,01% ,93% Altre partecipazioni e investimenti ,16% ,17% Titoli obbligazionari immobilizzati ,35% ,47% Titoli obbligazionari quotati ,29% ,29% Titoli obbligazionari non quotati ,12% - - Titoli azionari quotati ,47% ,46% Liquidità ,05% ,02% TOTALE INVESTIMENTI ,00% ,00% (*) Il valore di mercato della partecipazione in Schemaventotto S.p.A. è stato stimato sulla base del prezzo di borsa dei titoli Autostrade S.p.A. alla chiusura dell esercizio (21,79 euro). Settori di investimento (valori di mercato) Altri Finanziari 2,3% Azionario 0,5% Bond e liquidità 17,8% Bancari e Finanziari Europei 62,0% Fondi Immobiliari 0,3% Private Equity 0,9% Infrastrutture 13,6% Utilities 2,6% Il patrimonio netto contabile della Fondazione a fine esercizio è pari ad euro , comprensivo degli accantonamenti patrimoniali effettuati in sede di bilancio; di seguito si evidenzia il patrimonio netto a valori di mercato, calcolato considerando il totale degli investimenti finanziari a prezzi di mercato al lordo della fiscalità sulle plusvalenze potenziali, ed il suo andamento negli ultimi esercizi. 15

16 Milioni Patrimonio Netto (valori di mercato) Principali partecipazioni Settore finanziario Gli investimenti nel comparto bancario continuano a rappresentare la principale voce di impiego patrimoniale della Fondazione: anche per il 2006, infatti, si è mantenuta sostanzialmente invariata l esposizione al titolo della banca conferitaria UniCredit, mentre per quanto riguarda Société Générale, in considerazione delle elevate quotazioni raggiunte, sono state realizzate alcune prese di beneficio. In generale il settore bancario europeo ha evidenziato nel corso del 2006 una performance superiore a quella del mercato borsistico nel suo complesso, giustificata dal generale miglioramento dei fondamentali societari e dal rinnovato interesse degli investitori per un comparto che continua ad essere interessato da processi aggregativi. Per quanto riguarda il sistema bancario italiano, il 2006 ha rappresentato un importante momento nel processo di crescita e di consolidamento dei principali istituti: alcuni grandi gruppi hanno portato avanti i piani di crescita impostati in precedenza (UniCredit) mentre altri come Banca Intesa e San Paolo-Imi hanno realizzato un importante aggregazione; infine alcune banche a prevalente carattere regionale hanno costituito le premesse per assumere una dimensione nazionale UniCredito Italiano S.p.A. L anno 2006 ha rappresentato per il gruppo UniCredit una tappa fondamentale nel percorso riorganizzativo iniziato nel 2005 con l avvio dell importante operazione di aggregazione con il gruppo tedesco HVB, con l obiettivo di costituire un primario gruppo bancario europeo. Il gruppo bancario è presente in oltre venti paesi nel mondo, con un bacino di circa 28 milioni di clienti, dipendenti e sportelli: con una capitalizzazione di circa 70 miliardi di euro, UniCredit rappresenta oggi una delle più importanti realtà finanziarie europee. A seguito del processo aggregativo, il gruppo risulta principalmente focalizzato in Italia, Germania ed Austria, con una significativa presenza anche nei paesi dell Europa dell Est, dove riveste un ruolo di primo piano grazie ad un articolata rete di sportelli. Nell anno trascorso il management ha operato scelte finalizzate a conferire al nuovo gruppo una struttura idonea a garantire un sempre maggiore livello di competitività nei paesi dell Europa continentale in cui è maggiormente presente e nelle diverse aree di business (retail, corporate e private banking) in cui opera. 16

17 UniCredito Price EUR 6,3 6 5,7 5,4 5,1 4,8 4,5 4,2 gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic ,9 UniCredito Reb Eurostoxx gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic Tali progetti hanno trovato una completa formalizzazione nel Piano strategico , approvato dal Consiglio di Amministrazione di UniCredit nel luglio del 2006 che prevede la reiterazione del modello organizzativo divisionale, già sperimentato con successo in un recente passato. Sotto il profilo meramente economico, gli obiettivi del Piano strategico triennale possono essere così sintetizzati: crescita composta annua ( ) degli utili per azione di circa il 27%; cost/income ratio in contrazione al 52% circa nel 2008, giustificato da una maggiore efficienza delle divisioni operative e dal conseguimento delle sinergie di costo; apprezzabile miglioramento della redditività dell attivo (data dal rapporto tra ricavi totali e attivo medio ponderato per il rischio); miglioramento della redditività del capitale (ROE), con obiettivo del 17% nel 2008; core TIER I al 6,8% nel 2008; significativa creazione di valore, misurata da una crescita dell EVA (Economic Value Added) del 49% composto annuo nel triennio. Nel corso del 2006 la Fondazione ha mantenuto invariata la propria partecipazione nella banca conferitaria (pari al 4,72% a fine 2006), confermando il proprio ruolo di investitore stabile di lungo periodo. La gestione dell investimento in UniCredit è stata effettuata tramite una marginale attività in strumenti derivati volti alla valorizzazione dell investimento: un livello di volatilità contenuto ed aspettative di ulteriori apprezzamenti delle quotazioni di borsa hanno determinano un attività complessivamente limitata. Anche sotto il profilo della redditività, i risultati 2006 dovrebbero evidenziare un miglioramento sia in termini di utile per azione (EPS 2006 stimato in crescita a 0,42 euro da 0,37 euro del 2005) sia in termini di dividendo unitario distribuito. Il significativo apprezzamento delle quotazioni del titolo, cresciute circa del 15% nell ultimo anno, conferma l apprezzamento da parte degli investitori ed il trend positivo del Gruppo UniCredit. 17

18 UniCredito - DPS UniCredito - Div Yield 0,23 0,21 0,19 0,17 0,15 0,13 0,11 0,09 0,07 0,05 0,22 0,205 0,171 0, ,0% 4,8% 4,6% 4,4% 4,2% 4,0% 3,8% 3,6% 3,4% 4,79% 4,46% 4,19% 3,99% UniCredito - EPS UniCredito - EPS Yield 0,4 0,35 0,3 0,25 0,2 0,15 0,1 0,05 0,37 0,34 0,31 0, ,6% 8,4% 8,2% 8,0% 7,8% 7,6% 7,4% 7,2% 7,0% 6,8% 8,33% 8,05% 7,59% 7,33% DPS = Dividendi unitari, distribuiti nell anno successivo a quello indicato. Div. Yield = Rapporto fra dividendo unitario e prezzo medio dell azione nell anno indicato. EPS = Utile per azione. EPS Yield = Rapporto fra utile per azione e prezzo medio di borsa dell azione nell anno indicato Société Générale S.A. La crescita e il miglioramento del profilo competitivo di Société Générale sono proseguiti anche nel 2006, realizzati attraverso un potenziamento delle aree di business presiedute (retail banking, asset management and private banking, corporate and investment banking) e mediante acquisizioni mirate sui mercati internazionali. In questo ambito si inserisce l aumento del capitale sociale di euro 2,4 miliardi, realizzato con successo nel mese di ottobre 2006 e finalizzato principalmente a finanziare alcune acquisizioni (Rosbank, Splitska Banka, 2S Banca), perseguendo nel contempo un rafforzamento della struttura patrimoniale. L esito della strategia di sviluppo condotta dalla banca transalpina è stato un apprezzabile incremento dei risultati di bilancio anche per il In particolare si segnala la crescita dei ricavi del 15,7%, il miglioramento del Cost/Income ratio (sceso al 61%) e maggiori utili netti (5,2 miliardi di euro, +18,6% rispetto al 2005); anche sotto il profilo della redditività si segnala una sostanziale conferma degli elevati livelli raggiunti nel 2005, con un ROE stabile a circa il 26%. L utile per azione, pari a 12,3 euro, risulta in crescita del 15%, analogamente al dividendo proposto per l esercizio 2006 (euro 5,20 per azione, +16% rispetto al 2005). In ragione della significativa crescita delle quotazioni avvenuta nel corso del 2006 (+24,6%), la Fondazione ha condotto una progressiva attività sui mercati volta a realizzare parziali prese di beneficio, pur confermando la valenza strategica dell investimento. E stata inoltre condotta un attività di valorizzazione della partecipazione detenuta, attraverso operazioni in strumenti derivati. Al 31 dicembre 2006 la partecipazione in Société Générale è pari all 1,12% circa del capitale sociale (1,70% al 31 dicembre 2005). 18

19 Confronto Société Générale - EuroStoxx50 Reb EUR SoGen Eurostoxx gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic Société Générale - DPS Société Générale - Div. Yield Société Générale - Div. Yeld 5,00 4,50 4,00 3,50 3,00 2,50 2,00 1,50 1,00 0,50 0,00 4,50 3,30 2,50 2, ,0% 5,0% 4,0% 3,0% 2,0% 1,0% 0,0% 5,22% 4,31% 4,63% 3,40% ,00 10,00 8,00 6,00 4,00 Société Générale - EPS 10,88 8,04 6,07 3,41 14,0% 12,0% 10,0% 8,0% 6,0% 4,0% Société Générale - EPS Yield Société Générale - EPS Yeld 12,61% 10,45% 11,27% 5,52% 2,00 2,0% 0, ,0% DPS = Dividendi unitari, distribuiti nell anno successivo a quello indicato. Div. Yield = Rapporto fra dividendo unitario e prezzo medio dell azione nell anno indicato. EPS = Utile per azione. EPS Yield = Rapporto fra utile per azione e prezzo medio di borsa dell azione nell anno indicato. 19

20 Perseo S.p.A. Si è concluso con risultati particolarmente positivi il primo esercizio di attività di Perseo S.p.A., holding di partecipazioni nata nel settembre del 2005 per iniziativa congiunta di Assicurazioni Generali S.p.A., Mediobanca S.p.A., Aviva Italia S.p.A. e Fondazione CRT. Il processo di investimento, avente per oggetto importanti compagini azionarie italiane quotate, ha condotto alla realizzazione di un risultato positivo di gestione che consentirà la distribuzione di un dividendo già a partire dal primo esercizio. A settembre 2006 è stato realizzato un aumento del capitale sociale di nominali 30 milioni di euro, riservato e interamente sottoscritto da Fondazioni di origine bancaria del Piemonte. Per effetto di tale aumento di capitale queste fondazioni sono divenute soci stabili di Perseo, con una quota complessiva pari al 19,74% del capitale sociale. L operazione ha portato ad una riduzione delle quote percentuali dei soci fondatori, in particolare la quota di Fondazione CRT si è ridotta dal 49% al 39,3%. Al 31 dicembre 2006 la società dispone di un capitale sociale di 152 milioni di euro ed ha realizzato investimenti il cui valore di mercato è pari a circa 400 milioni di euro Cassa Depositi e Prestiti S.p.A. I positivi risultati conseguiti da Cassa Depositi e Prestiti nei primi due anni di attività hanno consentito la distribuzione di dividendi unitari significativamente superiori al dividendo preferenziale previsto dall articolo 30 dello Statuto della società (inflazione + 3%). Lo Statuto di CDP prevede, fra l altro, che in sede di conversione delle azioni privilegiate in azioni ordinarie si debba tener conto dei minori/maggiori dividendi distribuiti nel periodo: in relazione a tale previsione, l eccedenza di dividendi percepiti è stata prudenzialmente accantonata in un apposito fondo. Anche per l esercizio 2006 i risultati conseguiti da CDP si prospettano molto positivi, tali da consentire con elevato grado di probabilità la distribuzione di un dividendo superiore al dividendo preferenziale. Nel corso del 2006 la CDP ha proseguito nello sviluppo delle proprie attività di business svolte nell ambito della: a) gestione separata, rappresentata dalla raccolta del risparmio tramite Poste S.p.A. e dai finanziamenti allo Stato ed agli enti locali: alle esigenze di questi ultimi è stata rivolta una particolare attenzione, anche attraverso l attivazione di un programma di rimodulazione e gestione del debito con meccanismi di maggiore flessibilità sulla base delle esigenze dei debitori; b) gestione ordinaria, nuovo segmento di attività, sviluppato a seguito dell ingresso delle fondazioni di origine bancaria nel capitale di CDP ed incentrata su gestione e supporto a politiche di sviluppo delle imprese attuato ad esempio con l attivazione del Fondo rotativo per il sostegno alle imprese e gli investimenti in ricerca - e su attività di project finance e finanziamenti per la realizzazione ed il miglioramento delle infrastrutture del paese. In tale ambito rientra, fra l altro, la definizione del nuovo Fondo Infrastrutture avvenuta nel 2 semestre del 2006, in accordo con le fondazioni azioniste Mediobanca S.p.A. L attenzione riservata al comparto finanziario ed alla sua redditività è infine confermata dalla più recente acquisizione di una frazionale partecipazione in Mediobanca S.p.A., inserita nel bilancio 2006 tra le stabili partecipazioni Investimenti nel comparto delle infrastrutture: Schemaventotto S.p.A. e Autostrada Torino-Milano S.p.A. La Fondazione, tradizionalmente attenta agli investimenti che possono contribuire allo sviluppo del territorio, ha investito una parte del proprio patrimonio nel settore delle infrastrutture attraverso la partecipazione in Schemaventotto S.p.A. (e quindi indirettamente in Autostrade S.p.A.) e in Autostrada Torino-Milano S.p.A. I soci di Schemaventotto S.p.A. (Fondazione CRT, Edizione Holding, Abertis, Assicurazioni Generali e UniCredit), hanno sottoscritto nel 2005 un patto parasociale di durata triennale. Nel corso del 2006 la compagine azionaria e le percentuali di partecipazione non si sono modificate: Fondazione possiede una quota pari al 13,33% del capitale sociale della holding, di cui rappresenta il secondo maggiore azionista. A fine 2006, Schemaventotto possiede il 50,1% di Autostrade S.p.A. (corrispondente a numero 286,4 milioni di azioni ordinarie). Autostrade Price EUR gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic gen feb mar apr mag giu lug ago set ott nov dic

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