Notiziario. Indagine conoscitiva in tema di volontariato Le novità della Riforma delle pensioni. Periodico dell'associazione Nazionale Seniores Enel

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1 AnSe Notiziario Periodico dell'associazione Nazionale Seniores Enel anno VII - n. 3/ Poste Italiane S.p.A. Spedizione in abbonamento postale 70% Roma Indagine conoscitiva in tema di volontariato Le novità della Riforma delle pensioni

2 sommario del Notiziario n. 3/2004 primo piano 4 Enel Cuore ed Anse Patto Federativo previdenza e assistenza 5 Le novità della riforma delle pensioni FISDE: percentuali di rimborso anno 2004 notizie dall Anse 8 Larderello: cronaca di una giornata particolare cento anni dopo il 4 luglio 1904 Volontari: indagine conoscitiva A tu per tu con l energia alla quarta edizione Storia di Milano riflessioni su 18 Napoli e San Gennaro da Enel 20 Cinescienza: quando Enel si dà al cinema Enel porta il gas in casa degli italiani con Valore Casa 19 settembre: gran finale di Energia in Banda L oasi di Vulci, eroi etruschi e miti greci bacheca 24 Modifiche di cariche territoriali Egidio Turnaturi ci ha lasciato Giuliano Valentini

3 editoriale C ari Amici, il 16 giugno scorso Enel annunciava con grande nostra soddisfazione la nascita di Enel Cuore, organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS), che va ad inserirsi nel contesto della responsabilità sociale di Enel con l obbiettivo di raccogliere e distribuire fondi per la realizzazione di iniziative benefiche. Nel suo discorso di presentazione, l Amministratore Delegato di Enel Dr. Scaroni focalizzava in tre punti le caratteristiche peculiari di Enel Cuore: 1) Non disperdere inutilmente i fondi a disposizione in mille rivoli, ma concentrarsi piuttosto su iniziative visibili e di grande importanza. 2) Focalizzare le iniziative nelle stesse aree geografiche dove Enel opera e dove risiedono i suoi clienti-utenti. 3) Coinvolgere il più possibile i Seniores, ovvero uomini e donne che, dopo aver prestato la loro attività lavorativa all interno dell Ente, si dedicano al volontariato durante la pensione. Grazie veramente di cuore a tutta l Enel: è una grande occasione per noi al fine di crescere come visibilità ed impegno. Probabilmente, quando sul finire del 2003 abbiamo chiesto ai Responsabili di Nucleo di compilare un questionario che indicasse le reali necessità, i veri bisogni dei nostri Soci, avevamo precorso i tempi, considerando che sul tema Solidarietà e Volontariato circa il 90% degli intervistati si pronunciò a favore di un maggior impegno dell Anse in future attività sociali e di volontariato legate a progetti non solo interni all Associazione. Dunque, l invito arrivato da Enel di avvalersi dei suoi Seniores e di aprirsi a collaborazioni con altre associazioni aventi finalità ed obiettivi simili, non si può dire che ci abbia trovato impreparati. Cinque sono i progetti presentati da Enel Cuore, due dei quali coinvolgono direttamente l Anse: il primo riguarda una collaborazione con la Comunità di S. Egidio in tema di assistenza domiciliare agli anziani nelle città di Novara, Fiumicino e Messina; il secondo prevede una collaborazione con la Fondazione Bambini in Emergenza per il centro di accoglienza per minori Andreia Damato di Singureni in Romania. Questi nuovi interventi dimostrano quanto sia considerata da Enel preziosa la risorsa Anse, che ci coinvolge nel portare a compimento questi progetti e quelli che ci vedranno protagonisti in futuro. Cari Amici, è giunto il momento di dimostrare quali sono le capacità, le professionalità e le enormi potenzialità della nostra Associazione, impegnandoci per non deludere tutti coloro che hanno riposto in noi la loro fiducia. In tale prospettiva, considerato che i volontari non si autopubbliciz- zano e tenuto conto dell esigenza di disporre, oggi più che mai, di un data base dei Soci che dedicano il loro tempo al volontariato, siamo partiti con un indagine conoscitiva in materia. Pertanto, in questo Notiziario troverete un questionario, che i Soci interessati devono restituire all Anse, finalizzato appunto ad acquisire maggiori notizie in questo settore di attività; la risposta non impegna in alcun modo. Mi auguro che l iniziativa possa avere risultati soddisfacenti. Infine, due parole in tema di previdenza, argomento di notevole interesse per gran parte dei Soci: da questo numero inizia la collaborazione di Bruno Benelli, esperto in materia, che esordisce trattando un tema di attualità: le novità della recente riforma delle pensioni. Sempre in ambito previdenziale, nel quadro del Patto federativo ANLA- UGAF-ANSE è stato organizzato un convegno, che si svolgerà nel mese di ottobre presso la Camera dei Deputati, su temi di rilevante portata: perequazione delle pensioni e reversibilità. È un passo importante, sia perché rappresenta una sorta di uscita ufficiale del Patto su argomenti che sono di notevole interesse per gran parte dei Soci, sia per la sede in cui si svolge, che vedrà la partecipazione di esponenti del mondo politico. L esito e le conclusioni sul prossimo Notiziario. Concludendo, rivolgo un sincero augurio di buon lavoro a tutti i Soci Volontari che si stanno già adoperando per la realizzazione dei due progetti citati ed invio a voi tutti un caloroso abbraccio. Marco Manfredini

4 primo piano Enel Cuore ed Anse N el precedente numero del Notiziario abbiamo dato notizia dell avvio della collaborazione tra Enel Cuore Onlus ed Anse che vede i nostri Soci in prima linea nella realizzazione di progetti di assistenza, finanziati da Enel Cuore, nel campo della solidarietà sociale. I primi due progetti sui quali viene messa alla prova questa collaborazione riguardano la Comunità di S. Egidio, denominato A casa è meglio, che si prefigge l obiettivo d incrementare l assistenza domiciliare agli anziani in condizioni di solitudine o di disagio su tutto il territorio nazionale; l altro progetto vede coinvolta la Fondazione Bambini in Emergenza per la realizzazione, presso il Centro Pilota Andreia Damato di Singureni (Romania), della rete elettrica interna al Centro e per la formazione, in loco, del personale che possa garantire la gestione di un generatore. Si tratta dell inizio di una nuova fase di attività, che ci auguriamo destinata a svilupparsi nel futuro. Progetto A casa è meglio La Comunità di S. Egidio ha indicato 3 centri pilota nei comuni di Novara, Fiumicino e Messina, che vedono il coinvolgimento, rispettivamente, di 4 Patto federativo Come già anticipato nel precedente Notiziario, è stato programmato, d intesa con UGAF ed ANLA, un convegno sui temi concernenti la perequazione delle pensioni e la reversibilità che si svolgerà nel mese di ottobre presso la Camera dei Deputati. È previsto l intervento di autorevoli Soci delle Sezioni Anse Piemonte- Valle d Aosta, Lazio e Sicilia. I volontari sono chiamati a fornire assistenza di vario genere e contenuto: svolgimento di pratiche pensionistiche, fiscali e sanitarie, utilizzo di PC e di Internet, contatti telefonici e visite domiciliari, intrattenimento epistolare di anziani affetti da patologie auditive, acquisti per le necessità quotidiane per gli assistiti affetti da difficoltà motorie, accompagnamento per passeggiate e per la riscossione della pensione, piccole riparazioni domestiche. Ovviamente, le forme e le modalità di assistenza vanno tarate in relazione alle caratteristiche specifiche degli anziani interessati. Gli anziani che potranno trarre beneficio da questa iniziativa sono 225, grazie al contributo di 30 Soci Anse. Dopo un primo contatto preliminare tra le strutture Anse piemontesi, romane e siciliane ed i rappresentanti della Comunità per definire modalità e fasi di avvio del progetto, e fornire una breve formazione ai volontari, finalizzata alla miglior conoscenza delle aspettative degli anziani e per affinare la capacità relazionale dei volontari entro la prima metà di settembre sono previsti incontri di carattere più propriamente operativo con parlamentari sia del Governo che dell'opposizione, nonché di esperti del settore. Interverrà, come moderatore, Sandro Roazi, Vice Direttore di Televideo. All organizzazione dell incontro sta attivamente lavorando la Presidenza dell UGAF. le varie strutture della Comunità, per il concreto avvio delle attività di assistenza. È prevista l estensione del Progetto in altre località italiane. Progetto Fondazione Bambini in Emergenza All inizio di luglio, due Soci della Sezione Piemonte-Valle d Aosta (Ugo Mari e Fulvio Bardotti) si sono recati in Romania, presso il Centro di Singureni, per un sopralluogo tecnico alle strutture elettriche del Centro e per valutare le altre esigenze: è stato rilevato che, in aggiunta all attività di formazione per l utilizzo di un generatore elettrico d emergenza (ricompresa nel progetto), appaiono necessarie altre attività connesse alla sistemazione delle protezioni elettriche e della rete aerea di distribuzione BT del Centro ed alla formazione di personale locale per le operazioni di normale manutenzione e per consentire interventi in caso di disservizi di primo livello (quest ultimo aspetto risulta particolarmente rilevante, in relazione alle frequenti interruzioni di corrente sulla locale rete pubblica). Sono in corso i contatti per la programmazione dei successivi interventi da parte dei Soci Anse. Giovanni Salvini Per l Anse parteciperanno le cariche nazionali nonché i Presidenti di Sezione. Sul prossimo Notiziario riporteremo le principali conclusioni emerse da questo appuntamento di così tanto interesse per i nostri associati.

5 previdenza e assistenza Le novità della riforma delle pensioni Da questo numero il Notiziario Anse si arricchisce di una firma prestigiosa: quella di Bruno Benelli, esperto di problemi previdenziali di grande competenza, noto ed apprezzato da un vasto pubblico radiotelevisivo e della carta stampata. Egli collabora al nostro periodico trattando da par suo argomenti che riguardano la previdenza, materia che interessa molto da vicino i lettori. L Anse è lieta di porgergli il suo amichevole e cordiale benvenuto. Riforma come incide sulle pensioni di anzianità e di vecchiaia Nella notte di fine anno 2007, mentre a mezzanotte staremo brindando al nuovo anno, invocando pace, serenità e maggior benessere, la pensione farà un salto in avanti (per i lavoratori in realtà viene percepito come un salto all indietro) di tre anni: ci vorranno almeno 60 anni per la pensione di anzianità, mentre fino a qualche secondo prima ne bastavano 57. Un balzo di tre anni che costringerà centinaia di migliaia di lavoratori a ritardare il pensionamento e quindi che consentirà ai bilanci dell Inps (e anche degli altri enti previdenziali obbligatori) a tirare un sospiro di sollievo ed a registrare deficit minori. Come si presenta in dettaglio il panorama delle modifiche? Vediamo più da vicino gli interventi di maggiore impatto per i lavoratori. Il discorso va diviso tra uomini e donne, perché la nuova pensione di anzianità mentre quella attuale ha annullato qualsiasi differenza legata al sesso sarà diversa per gli opposti sessi, mantenendo le donne ancora la possibilità di avvalersi delle attuali norme. Ovviamente il discorso non riguarda la pensione di vecchiaia, calcolata con l attuale sistema retributivo (viene invece toccata la pensione calcolata con il sistema contributivo, come vedremo appresso) che, anche con il nuovo corso, dal 2008 resterà ancorata al requisito anagrafico di 65 anni per uomini, 60 per donne ed al requisito contributivo di 20 anni di versamenti. Come è anche oggi. Pensione di anzianità Il discorso riguarda invece la pensione di anzianità. Vediamo come e perché, non dimenticando che ci sono categorie speciali di lavoratori che manterranno le attuali regole. Uomini La pensione di anzianità, dal 1 gennaio 2008, potrà essere pagata a condizione che i requisiti siano i seguenti: 1 Lavoratori dipendenti A Anni anni di contributi più 60 anni di età, ovvero 40 anni di contributi indipendentemente dall età. B Anni anni di contributi più 61 anni di età, ovvero 40 anni di contributi indipendentemente dall età. C Dal anni di contributi più 62 anni di età, ovvero 40 anni di contributi indipendentemente dall età. 2 Lavoratori autonomi A Anni anni di contributi più 61 anni di età, ovvero 40 anni di contributi indipendentemente dall età. B Anni anni di contributi più 62 anni di età, ovvero 40 anni di contributi indipendentemente dall età. C Dal anni di contributi più 63 anni di età, ovvero 40 anni di contributi indipendentemente dall età. Donne Le donne hanno due percorsi per giungere alla pensione di anzianità dal Il primo comporta che la donna vada in pensione con almeno 60 anni di età, non solo per il primo biennio ma anche per gli anni successivi. Mentre per l uomo, come abbiamo visto, l età sale fino ai 62/63 anni, per le donne resta ferma a 60. E non potrebbe essere altrimenti, dal momento che a 60 anni la donna ha diritto alla pensione di vecchiaia. 5

6 Perciò, come si può vedere, siamo partiti parlando di pensione di anzianità, ma in realtà l elevazione repentina di tre anni del requisito anagrafico fa sì che si esca dal treno di tale pensione e si entri direttamente nella stazione della pensione di vecchiaia. Con la conseguenza che non è più necessario stimare in 35 anni il requisito minimo contributivo per avere la pensione, bastando solo 20 anni di versamenti. 2. Il secondo percorso, invece, continua a snodarsi sul binario dell anzianità. Infatti, alle donne è consentito di continuare ad avere nel loro portafoglio la pensione di anzianità, quella attuale, con i classici requisiti minimi: 35 anni di contributi e 57 anni di età (58 se si tratta di lavoratrici autonome). È del tutto ovvio che anche per loro resta in piedi il requisito dei 40 anni di versamenti per seppellire quello anagrafico. L agevolazione ha però un costo: non si può più avere la pensione calcolata con il sistema retributivo. Deve optare per il calcolo contributivo, con tutte le negative conseguenze che esso comporta in tema di riduzione della misura della pensione (in genere stimabile tra il 10 e il 20 per cento e più, a seconda del singolo caso concreto). Finestre Il discorso sulla pensione di anzianità non può non chiudersi illustrando l ultima modifica: quella relativa alle finestre di uscita che dalle attuali quattro diverranno due. A Per i lavoratori dipendenti 1 Finestra di gennaio: per chi raggiunge i requisiti entro il 30 giugno dell anno precedente, a condizione che abbia almeno 57 anni di età entro il successivo 31 dicembre. 2 Finestra di luglio: 2.1) per chi raggiunge i requisiti entro il 30 giugno dell anno precedente e non ha 57 anni entro tale anno; 2.2) per chi raggiunge i requisiti entro il 31 dicembre dell anno precedente, indipendentemente dall età. B Lavoratori autonomi 1. Finestra di gennaio: per chi raggiunge i requisiti entro il 31 dicembre di due anni precedenti (esempio: finestra gennaio 2010 per i requisiti raggiunti entro 31 dicembre 2008). 2. Finestra di luglio: per chi raggiunge i requisiti entro il 30 giugno dell anno precedente. Per i lavoratori della scuola resta in vigore l attuale unica finestra di settembre (novembre, per alcune scuole quali, ad esempio, l Accademia di Belle Arti o di Musica, di Danza, ecc.). Pensione di vecchiaia contributiva Ma anche la pensione di vecchiaia, calcolata con l esclusivo sistema contributivo, non sfugge alla riforma. Anche per essa c è un netto aumento della età minima di pensionamento, che, più dolce per la donna, è amarissimo per l uomo. Oggi maschi e femmine possono avere la pensione, dopo almeno cinque anni di contributi, a 57 anni di età (anche se è necessario raggiungere un certo importo mensile di pensione, altrimenti l età minima può arrivare fino ai 65 anni). Dal 2008, sempre restando fermo il requisito contributivo di 5 anni, potranno avere la pensione: le donne a 60 anni (+ 3 anni) gli uomini a 65 anni (+ 8 anni). Per gli uomini, che devono andare in pensione a 65 anni, ovviamente non varrà più l onere di raggiungere con i versamenti un importo minimo di pensione. Perciò questo ulteriore requisito (la pensione non può essere inferiore all importo dell assegno sociale Inps, aumentato del 20%) varrà solo per la donna dai 60 ai 64 e 11 mesi di età. Vecchie regole. Le vecchie regole (vale a dire le regole di oggi) della pensione di anzianità continueranno a valere anche dopo l anno 2007 per alcune categorie di lavoratori: a le forze di polizia, b le forze armate, c gli autorizzati ai versamenti volontari entro il 29 febbraio 2004, e d nei limiti di 10 mila unità: 1) i collocati in mobilità breve nel Sud sulla base di accordi sindacali stipulati prima del 1 marzo 2004 e che maturano i requisiti per la pensione entro il periodo in cui riscuotono l indennità di mobilità; 2) i destinatari dei fondi di solidarietà, per i quali sono già avvenuti gli accordi sindacali entro il 1 marzo Le vecchie regole potranno restare in vita (ma sarà proprio così?) anche per i lavoratori che svolgono attività usuranti e per i precoci e, in parte, per le lavoratrici madri. Ma qui la legge è sibillina: dice che studierà qualcosa, ma cosa per il momento non si sa. Bruno Benelli 6

7 Tasso d interesse del prestito obbligazionario Enel Il tasso d interesse nominale annuo lordo posticipato sul prestito obbligazionario (serie speciale riservata ai dipendenti in servizio ed al personale in quiescenza) per il secondo semestre 2004 è stato fissato nella misura dell 1,90 %. FISDE: percentuali di rimborso anno 2004 Riportiamo il testo del comunicato del FISDE del 29 luglio in tema di percentuali di rimborso per l anno Si informa che il Consiglio di Amministrazione del FISDE, nella riunione del 30 giugno u.s., ha deliberato, con effetto retroattivo a partire dal 1 gennaio 2004, il riconoscimento ai Soci di percentuali massime di rimborso pari al 100% delle tariffe di riferimento del Nomenclatore- Tariffario FISDE, relativamente alle seguenti tipologie di prestazioni per le quali era prevista una percentuale massima inferiore: visite specialistiche, accertamenti diagnostici ambulatoriali, ricoveri senza intervento chirurgico, psicoterapia, terapie per le allergie, terapie per la sterilità, presidi ortopedici ed altre protesi, apparecchi per anacusici, assistenza infermieristica continuativa, odontoiatria (fermi restando i tetti annui), lenti e montature. Rimane fermo, per tali tipologie di prestazioni, il sistema di liquidazione mediante acconto in misura pari al 70% ed eventuale saldo da deliberarsi a chiusura di esercizio, in misura compatibile con le disponibilità generate dall esercizio stesso. Contestualmente, sempre a far data dal 1 gennaio 2004, il Consiglio di Amministrazione del FISDE ha elevato al 120% (rispetto alle tariffe di riferimento del Nomenclatore-Tariffario e comunque entro i limiti dello speso) le percentuali massime di rimborso relative alle seguenti tipologie di prestazioni: ricoveri con intervento chirurgico, terapie oncologiche e per il morbo di Cooley, emodialisi, fisiochinesiterapia, interventi chirurgici in regime ambulatoriale. Con riferimento a queste prestazioni, il rimborso delle prestazioni continuerà ad aver luogo in misura intera in unica soluzione. Le liquidazioni dei rimborsi in base alle nuove percentuali sopra indicate saranno operative per le prestazioni eseguite e fatturate a partire dal 1 settembre Con riferimento alle prestazioni anteriori a tale data, la differenza tra l importo in acconto già erogato e quello spettante in conseguenza delle nuove percentuali sarà erogato unitamente all eventuale saldo, a chiusura dell esercizio

8 notizie dall Anse Pranzo sociale del Nucleo di Bologna L 8 maggio si è svolto il tradizionale pranzo sociale del Nucleo di Bologna, organizzato a Bosco di Scandiano (RE) dal Responsabile Emilio D Andrea, coadiuvato dalla Presidenza della Sezione Emilia Romagna che, nell occasione, ha voluto festeggiare e premiare il Socio Nerone Vanzini e la gentile Signora Anna per il raggiungimento dell ambito traguardo delle nozze d oro. Analogamente a quanto fatto in passato, al pranzo sociale è stato abbinato un momento di turismo eno-gastronomico, con la visita ad un caseificio, ove è stato possibile assistere a tutte le fasi di lavorazione del famoso parmigiano reggiano mentre, nel pomeriggio è stata la volta di un noto acetificio a Fellegara di Scandiano che ha rivelato molti dei segreti per la fabbricazione dell aceto balsamico. Tra l altro, pochi sapevano che gli aceti extravecchi, caratterizzati da Bollino Oro e Denominazione europea di origine protetta/d.o.p., hanno un periodo d invecchiamento in barili di rovere, castagno, gelso, ciliegio e ginepro di almeno 25 anni e che sia la forma che l aceto balsamico erano, nel passato, appannaggio quasi esclusivo della nobiltà e dei più ricchi mercanti. Come di consueto, il pranzo non ha tradito le aspettative dei commensali ed ha avuto il suo momento più partecipato ed emozionante nella premiazione dei coniugi Vanzini ai quali, già il 30 aprile, presso la Cappella Farnese, anche il Sindaco di Bologna, in una cerimonia per le nozze d oro e di diamante di altre 42 coppie, aveva rivolto parole di augurio e compiacimento. Gianfranco Vianelli Crociera nel Mediterraneo dei Soci della Sezione Calabria Dal 30 maggio al 6 giugno 48 Soci della Sezione Calabria e loro familiari si sono tuffati nel mar Mediterraneo per vivere le emozioni che una crociera può dare. La Costa Classica, riconosciuta come una delle più eleganti della flotta, arricchita con opere d arte di valore, dalla luminosa scultura di A. Pomodoro al mosaico di Tadini che impreziosisce il teatro di bordo, ha accolto gli ospiti con grande calore, coccolandoli e riempiendoli di attenzioni. Le visite di Tunisi, Palma di Maiorca, Valencia, Marsiglia e Savona sono state di notevole interesse, e particolarmente gradita è stata la serata maiorchina. La vita a bordo è stata intensa, ricca di momenti di aggregazione e di occasioni conviviali. All atmosfera già ampiamente positiva e amichevole, si è aggiunta una singolare coincidenza: il maitre di bordo (Gaetano Gerocarni) è un nostro conterraneo e compagno d infanzia di alcuni nostri Soci. 8

9 Larderello: cronaca di una giornata particolare cento anni dopo il 4 luglio 1904 Entusiasmo, tripudio di colori, gioventù e ricordi. Domenica 4 luglio a Larderello per la celebrazione del 1 Centenario dell accensione della prima lampadina elettrica mediante l energia geotermica del sottosuolo. Una splendida giornata di sole dell estate 2004 ha accolto migliaia di visitatori ed invitati in uno degli angoli del nostro paese fra i più suggestivi ed interessanti del mondo, dove dalle profondità della terra sale alla superficie il vapore endogeno, per milioni di anni imprigionato in profonde caverne sotterranee, alcune delle quali anche a qualche chilometro dalla superficie terrestre, e che l uomo ha, perforando la crosta terrestre, portato in superficie con tutta la sua forza dirompente ed incanalato attraverso condutture fino alle centrali per produrre una delle maggiori ricchezze dell epoca moderna: l energia elettrica. Il 4 luglio 1904 a Larderello il Principe Piero Ginori Conti, che aveva sposato una figlia del Conte Florestano de Larderel (nipote di Francesco, creatore dell industria di acido borico nella zona che da lui prese nome), effettuò il primo esperimento mondiale di produzione geotermo-elettrica, utilizzando a questo scopo vapore ottenuto in uno scambiatore di calore alimentato da un pozzo nei pressi di Larderello. Il vapore azionava a sua volta un motore a pistoni accoppiato ad una dinamo da 10 kw, alla quale erano collegate 5 lampadine di pochi Watts. L accensione delle lampadine ha costituito una pietra miliare nella storia della scienza e della tecnologia nel settore energetico. Dopo la Messa, celebrata nella chiesa dello stabilimento in Piazza Leopolda, di fronte alle autorità intervenute (erano presenti l Assessore Regionale all Ambiente ed i Sindaci di tutti i Comuni dell area Geotermica con i relativi gonfaloni, il Principe ing. Ginolo Ginori Conti, nipote ed ultimo discendente del Principe Piero, parlamentari e dirigenti di Enel, Società che gestisce la produzione geotermica), è stata inaugurata la facciata restaurata dell antico palazzo De Larderel, che tornerà presto ad ospitare il Museo della Geotermia e che espone i ricordi più antichi del mondo per quanto attiene alla coltivazione dei campi geotermici ed alle prime utilizzazioni del vapore e della produzione chimica, con cui Larderello ha iniziato la sua storia moderna. Di fronte ad un pubblico entusiasta e fra gli applausi si è rinnovato il rito dell accensione delle 5 lampadine elettriche, con lo stesso generatore usato cento anni fa dal Principe Piero. Ma, al di là della cerimonia ufficiale, in una atmosfera ormai liberata, con l applicazione degli ultimi brevetti conseguiti dai ricercatori Enel, dagli odori dei gas solforici, che fino a poco tempo fa costituivano un handicap per lo sviluppo geotermico, si è svolta una festa senza precedenti. In questo luogo appartato, fra le più belle colline della Toscana si sono ritrovati vecchi e nuovi lavoratori dell azienda e con loro si sono rinnovati i ricordi dei tempi che furono, dalle distruzioni della guerra, alla faticosa ricostruzione delle Centrali, alla memoria di uno dei più illuminati Presidenti della Società privata Larderello, l Avv. Aldo Fascetti, cui si deve la costruzione del paese e delle strutture (piscina, campi da tennis e da calcio, circolo ricreativo, teatro, albergo, ecc.) che hanno reso gradevole il soggiorno, anche per vacanza, in un posto che, in precedenza, poteva apparire come un angolo di inferno. Ma soprattutto giovani, che con la loro allegria e le loro voci festanti hanno valorizzato una splendida organizzazione, che insieme ai tour turistici nelle aree geotermiche (Manifestazioni naturali, Terme etrusche, Rocca Sillana, Centrale, Pozzo dimostrativo, Museo e Sala plastici) presentava intrattenimenti per loro fuori del comune (escursione sulla Mongolfiera, gara di abilità fra squadre nella piscina, saltimbanchi, laboratori e giochi in piazza). Per i meno giovani, concerto in piazza della Filarmonica di Pomarance e, nel pomeriggio, sbandieratori, teatro in piazza e concerto della Filarmonica Leporini di San Gennaro di Lucca. Dopo la visita ai vari stand, dove erano esposti i prodotti delle culture in serre alimentate dal calore e dal vapore dei soffioni, ristoro con le specialità della Val di Cecina. La giornata si è poi conclusa di fronte al grande schermo, dove gli intervenuti hanno assistito alla finale del Campionato Europeo di calcio e con lo spettacolo, che sempre si rinnova, dei fuochi di artificio. Festa della natura, festa del ricordo, festa della gioventù, festa di popolo, ma festa anche di una risorsa rinnovabile, che copre oggi il 25% del fabbisogno energetico della Regione Toscana e che ha conosciuto momenti di difficoltà e di ripresa, ma che rappresenta un vanto nella storia tecnologica del nostro paese. Arrivederci a tutti fra cento anni. Dall inviato Anse Cesare Benincasi 9

10 Nuclei di Milano, Milano Esterna e Corsico a Postumia, Lubiana e Trieste Il 26 maggio alle ore 6,45 presso la Stazione di Porta Garibaldi a Milano ha inizio l avventura di 78 Soci dei Nuclei di Milano e Corsico alla volta di Postumia, Lubiana e Trieste. Viaggio regolare e clima tranquillo hanno accompagnato la comitiva fino alla prima tappa, prevista a Lignano. Di qui il gruppo è ripartito alla volta di Aquileia per la visita alla Basilica romanico-gotica con il suo pavimento a mosaico policromo del IV secolo splendidamente descritto dalla valida guida triestina, che ha fatto notare pure l elegante soffitto ligneo, gotico del XIV secolo, a carena di nave. La comitiva ha anche potuto apprezzare la meravigliosa Cripta degli Affreschi e il panorama a 360 gradi che si può godere salendo gli oltre 100 gradini sino alla cella della torre campanaria. Una sosta con visita guidata alla bella cittadina di Grado ha concluso la giornata. Biagio Marin, poeta gradese nato nel 1891, innamorato della sua terra e della sua città che ha fatto conoscere attraverso tante opere, in una sua lirica, così decanta Grado: Bela istàe de fogo sora i dossi biundi e zali, co i corcali in aria e in zuogo, sora l specio de fondali. Il secondo giorno, in mattinata, il gruppo ha finalmente raggiunto Postumia, famosa per le sue splendide grotte, composte da un intreccio di gallerie e cunicoli, che si sviluppano per circa 20 chilometri ove da ogni scorcio fanno bella mostra di sè stalagmiti e stalattiti di varie forme e dimensioni. Capolavori formatisi nel corso dei millenni attraverso le infiltrazioni e il lavorio dell acqua a contatto con le rocce carsiche. Rifocillati dal pranzo con specialità del luogo la comitiva è partita alla volta di Lubiana, splendida città di impronta barocca, una città amante della musica e a misura d uomo. Al terzo giorno del viaggio sono previsti ancora appuntamenti importanti: Trieste con la visita-pellegrinaggio alla Risiera di San Saba, è stato un momento di riflessione sulle atrocità che sono state perpetrate in quel luogo. Non poteva poi mancare un sopralluogo alla basilica romanica di San Giusto (simbolo della città), e quindi, a piedi, un giro della città vecchia, il Municipio, le vie eleganti, per finire, ovviamente, in Piazza dell Unità d Italia da dove si è raggiunto il ristorante. Come digestivo una veloce visita al Castello di Miramare, al suo splendido giardino e all orto botanico. Quindi in pullman alla volta di Milano. Un partecipante soddisfatto! In motonave a Chioggia e nella Laguna veneta I Nuclei di Bologna e Ferrara hanno effettuato il 9 maggio una bella escursione che ha registrato la partecipazione di ben 150 persone, tanto da obbligare gli organizzatori ad un impegno triplo rispetto a quello previsto. Appuntamento a Sottomarina di Chioggia dove i gitanti dei due Nuclei si sono riuniti, poi è iniziata l escursione in motonave dal Ponte Isola dell Unione, lasciando alle spalle la Laguna del Lusenzo ed il porto di Chioggia. Navigando verso nord si è entrati in un ambiente ricco d interesse naturalistico. Una piacevole navigazione ha condotto i gitanti sul litorale di Palestrina, lembo di terra che separa la Laguna veneta dall Adriatico. Il piccolo borgo di pescatori (6.000 abitanti) sembra un oasi dove il tempo è scandito da ritmi antichi, e le donne anziane si dedicano all arte del merletto al tombolo. Dopo breve sosta sull isola si è ripartiti alla volta di Chioggia, attraversandone il porto fino al mare aperto incorniciato dalla splendida spiaggia di Sottomarina. Un pranzo a base di specialità di mare e una visita alla città di Chioggia hanno concluso questa piacevolissima giornata. Gianfranco Vianelli 10

11 I Seniores d Abruzzo alla scoperta dell antica arte campanara Tra colline illuminate da distese di ginestre fiorite ed aspri dirupi, costeggiando il tortuoso letto del fiume Trigno, la strada si inerpica con molteplici tornanti fino ad Agnone, cuore dell alto Molise, città di abitanti, un tempo tra i più popolosi centri della regione. Fin dal V secolo a.c. le popolazioni semplici e rudi di lingua osca che l abitavano erano dedite alla pastorizia ed alla coltivazione della terra, nonché alla fusione e lavorazione dei metalli, come testimoniato dal ritrovamento della Tavola Osca : placca di bronzo con incisioni su entrambi i lati, risalente al III sec. a.c. È notevole la bellezza dell antico centro storico, ricco di chiese e palazzi nobiliari, con una fitta presenza di portali, cornici, medaglioni, leoni rampanti reggiscudo, balconcini angolari ed ingressi delle botteghe cosiddetti alla veneziana. Sopravvivono in Agnone gli artigiani del ferro battuto, del rame e della fusione del bronzo, ma la città è conosciuta nel mondo soprattutto per l attività di una rinomata fonderia che da mille anni, di generazione in generazione, prosegue la gloriosa tradizione di fonditori di campane. Un personaggio d eccezione, maestro artigiano da 50 anni, ci ha guidati nella visita alla fonderia illustrandoci le tecniche della lavorazione, identiche a quelle dei maestri del Medioevo e del Rinascimento. L arte delle campane non è semplice, le fasi di lavorazione sono diverse e possono durare alcuni mesi: si parte dalla costruzione di una struttura di mattoni, l anima, che corrisponde esattamente all interno della campana e che viene ricoperta da vari strati di argilla sui quali vengono applicati, in cera, i fregi, le iscrizioni e le figure che decoreranno la campana; seguono altre fasi che comprendono la preparazione di un mantello d argilla (a copertura dell anima e nel quale, mediante un processo di essiccazione, rimarranno impressi, in negativo, fregi ed iscrizioni) e la colata di bronzo liquido, fuso a C, nello spazio lasciato libero tra il mantello e l anima. Quest ultima operazione si svolge in circa due minuti, ma è quella che suscita le emozioni più forti: il crepitio delle fiamme, il fumo, il colore del bronzo incandescente, fanno vivere sensazioni irrepetibili. È difficile elencare tutte le campane che in questa fucina hanno preso vita e tutti gli angoli del mondo dove è arrivata la loro voce, il canto di speranza, di fede, di pace: ricordiamo le campane del Santuario di Lourdes, del Concilio Vaticano II, dell Anno Santo, della Perestrojka, fusa in occasione dello storico incontro del Papa con Gorbaciov, e quella recente del Giubileo. Ricordiamo, inoltre, i concerti del Santuario di Pompei, dell Abbazia di Montecassino, di S. Paolo in Roma, di S. Giovanni Rotondo, di S. Gabriele. Durante la visita abbiamo avuto il privilegio di ammirare, per primi, la campana, appena realizzata, che sarà collocata nella torre di Pisa; al termine dell incontro ci è stato offerto un simpatico concerto di campane. Sulla via del ritorno abbiamo avuto modo di ammirare un gioiello del monachesimo benedettino: il Santuario della Madonna del Canneto, immerso in un grande parco. Ragazzi delle scuole medie, vestiti in costumi medioevali, ci hanno accompagnati nella visita, illustrandoci i costumi e gli usi dei monaci benedettini e delle popolazioni dell epoca. Silvana Zimuel Indagine conoscitiva in tema di volontariato In altre parti del presente Notiziario abbiamo dato notizia del progressivo svilupparsi, nell Associazione, delle attività di volontariato, anche in relazione all avvio della collaborazione con Enel Cuore ONLUS. A tale proposito, comunichiamo che, in collaborazione con detta ONLUS, abbiamo predisposto un indagine conoscitiva, finalizzata all acquisizione di maggiori conoscenze in tema di disponibilità ad attività di volontariato; invero, abbiamo potuto rilevare, anche in occasione di recenti esperienze, la notevole difficoltà di avere notizie adeguate, in quanto chi fa non si pubblicizza. Insieme al presente Notiziario uniamo, pertanto, il questionario di supporto a tale indagine, auspicando un adeguato ritorno da parte dei Soci interessati; le finalità sono esclusivamente conoscitive e pertanto la risposta al questionario non è in alcun modo vincolante. 11

12 Gita sociale in Croazia della Sezione Marche Anche quest anno, continuando in quella che sta diventando una piacevole tradizione, la Sezione Marche ha organizzato, nel periodo 29 maggio 3 giugno, una gita a largo raggio che ha portato nostri Soci in Croazia per la visita delle zone costiere della Dalmazia ed in particolare delle città di Spalato, Dubrovnik (Ragusa), Zara e l isola di Korcula. I partecipanti si sono ritrovati ad Ancona per imbarcarsi su una nave traghetto che, dopo 9 ore di navigazione, ha raggiunto il porto di Spalato. Prima tappa la cittadina di Trogir. Edificata su di una isoletta presso la terra ferma, fondata dai Greci e poi romana (Tragurium), Trogir ha goduto di una lunghissima indipendenza grazie anche all alleanza con Venezia: sulle mura si può ancora vedere lo stemma della Serenissima con il Leone di S. Marco. Oggi si possono ammirare, perfettamente conservati, il nucleo medievale con il castello, il Duomo di San Lorenzo, capolavoro fra età romanica (il portale), stile gotico veneziano (il campanile) e rinascimentale (il battistero), la loggia pubblica, il palazzo Cippico e la Porta Marina. Uno stretto canale separa Trogir da un'isoletta con i pini che, dalla roccia, si protendono inclinati verso il mare ed ai quali si può legare la corda d'ormeggio del battello; vi vivono pochi pescatori, i più vecchi dei quali parlano ancora il dialetto veneto, testimonianza di quando il nome della cittadina era ancora Traù. È stata poi la volta della località di Solin (Solona), nell immediata periferia di Spalato, dove si trova una vasta area archeologica formata da resti d età classica e paleocristiana della maggiore roccaforte romana della regione. Interessantissima è seguita la visita alla città di Spalato, seconda città della Croazia il cui porto molto importante funge da snodo per i traffici verso i Balcani. Il centro storico della città è incentrato sul rettangolo del palazzo dell imperatore romano Diocleziano, originario del luogo. Toccati durante la visita la cattedrale di San Doimo, ubicata nell edificio già mausoleo dell imperatore Diocleziano, il Peristilio del Palazzo ed il Battistero ove vengono conservate opere dello scultore Ivan Mestrovich. Il gruppo si è poi trasferito a Dubrovnik, un autentico gioiello. Città racchiusa da mura alte fino a 25 metri con quindici torri, cinque bastioni, che racchiudono un complesso urbano molto compatto con edifici laici e religiosi che molto ricordano Venezia con caratteristiche vie lastricate. Sono stati visitati il Palazzo dei Rettori, antica sede del governo, il convento dei Francescani, con l antica farmacia, il Duomo ed il Vecchio porto. Nel pomeriggio breve visita alla località di Cavtat, prossima a Dubrovnik, una piccola penisola immersa nel verde e caratterizzata da un mare limpidissimo. Il tour è poi proseguito con la visita all isola di Korcula (Curzola), una delle isole dalmate più varie e suggestive i cui monumenti sono a testimoniare che Korcula era un crocevia di civiltà greca, romana, illirica, croata e veneta. Dopo un rapido trasferimento via mare da Korcula a Spalato, la comitiva ha raggiunto Vodice, centro turistico scelto come base logistica per le successive visite di Zara, del parco Nazionale della Krka e Sebenico. Zara, città di abitanti, sorge su una piccola penisola e conserva, nonostante le distruzioni della 2 a guerra mondiale, monumenti dell epoca pre romana e romana, fra i più interessanti dell intera Croazia quali la chiesa di S. Donato, di stile orientale e bizantino, la Chiesa di S. Anastasia, ricca all esterno di esafore e quadriforme; pure interessanti la Piazza del Popolo con il Palazzo Comunale, la Loggia della Gran Guardia e la Torre dell orologio. La comitiva ha poi raggiunto il Parco Nazionale della Krka ( ettari), lungo l omonimo fiume, oasi naturalistica, ricca di fenomeni carsici, canyons, rapide, laghi e cascate alte fino a 60 metri. Ultima tappa della gita la città di Sebenico, cuore del cuore della Dalmazia, crocevia di nazioni e linguaggi. Molto particolare la Cattedrale, chiave di un quartiere di vie strette e tortuose realizzata da Giorgio il Dalmato meglio conosciuto come Giorgio Orsini, dove spiccano il Presbiterio ed il Battistero. 12

13 Nono raduno STT di Milano Parte in prosa e parte in rima, il Socio Ercole Caselli celebra il nono incontro degli ex appartenenti al Servizio Tele Trasmissioni di Milano. Siamo partiti nove anni fa, quasi per scherzo, cercando di verificare se, oltre ai contatti lavorativi con i colleghi, avevamo instaurato dei veri rapporti umani. Così è stato e, anno dopo anno, la partecipazione al Raduno STT è aumentata arrivando al culmine quest anno quando, il 24 aprile, per concentrare l emozione, siamo partiti in torpedone per una cena conviviale. Cari amici, sì, s invecchia, anno dopo anno, ma quella che rimane nella nostra vita di quest incontro è tanta allegria che toglie i pensieri che abbiamo intorno! È così sentito sto raduno che non vuol più mancar nessuno, hanno risposto in 92 alla chiamata, dalla pianura alla vallata, con gli occhi lustri e la voce rinfrancata a stringersi la mano per la bella rimpatriata. Nella festa può capitare anche un evento particolare: festeggiare i primi quarant anni di matrimonio di Maria Grazia Ugolini e GianPrimo Prata che non si aspettavano una partecipazione così rumoreggiata. Ercole Caselli Maestri del Lavoro 2004 Nel Notiziario 2/2004 abbiamo riportato i nomi dei Soci nominati Maestri del Lavoro; nell elenco che ci è stato fornito era omesso il nominativo del Socio Pasquale Paciello, della Sezione Campania. Ci scusiamo con il Socio Paciello per l involontaria omissione e gli porgiamo, augurandoci di fargli cosa gradita, le felicitazioni della redazione. Nucleo di Lecco: da Lago a...lago Il Nucleo di Lecco il 26 giugno ha iniziato la stagione delle vacanze abbandonando per un giorno quel ramo del lago di Como per le rive del Sebino e da lì traghettare su Montisola, la più grande isola lacustre d Europa. Appena approdati tutti i partecipanti hanno apprezzato l atmosfera di calma ed il silenzio rotto solo dallo sciabordio dell acqua contro la riva e dalle voci degli abitanti e dei numerosi turisti presenti sul lungolago e nei vicoli circostanti; Montisola è interdetta agli automezzi, salvo i pochissimi autorizzati per i servizi essenziali. Il soggiorno a Montisola inizia con la visita ad un cantiere per la costruzione di barche, guidata con competenza e con dovizia di particolari dal titolare, che ci ha illustrato non solo i metodi moderni di costruzione, ma anche quelli più antichi. Infatti, Montisola vanta una tradizione, anteriore al Settecento, nella costruzione d imbarcazioni da pesca denominate Naet, le cui caratteristiche ed i metodi di costruzione sono utilizzati ancora oggi. Oltre alla costruzione di barche Montisola è nota per la produzione di reti da pesca, una tradizione che risale intorno all anno Mille per opera dei cluniacensi. Dopo la meritata sosta per un ottimo pranzo presso un locale caratteristico, la comitiva si è mossa per un breve giro del borgo di Peschiera Maraglia. Poi, la maggior parte dei gitanti, percorrendo il lungolago, ha raggiunto il paesino vicino, mentre un gruppetto si è avventurato in un percorso un po più impegnativo verso la trecentesca Rocca Olofredi o verso il Santuario della Madonna della Ceriola, riuscendo a raggiungere punti di notevole suggestione ambientale. Il ritorno sulle proprie sponde è avvenuto in un clima di allegria e amicizia. 13

14 Storia di Milano Pubblichiamo volentieri una breve storia, che si perde nella leggenda, di Milano, inviataci da Valentino Crespi, Socio del Nucleo di Milano, personaggio dai molteplici interessi e, tra l altro, appassionato di storia, particolarmente di quella della sua città. Chi fosse interessato all argomento potrà trovare altri articoli dello stesso autore sul sito del Nucleo di Milano L origine della città e del nome Quando nacque Milano? Fu come per Roma, fondata, oppure fu il risultato di un aggregazione spontanea nata per necessità forse commerciali, per comodità quale tappa negli antichi trasferimenti sulle vie che legavano la penisola all Europa? Pur non godendo della letteratura di Roma, anche Milano, nel suo piccolo, vanta alcune leggende riguardanti la sua origine e il suo nome. Una prima leggenda attribuisce la sua fondazione a due capitani etruschi che, in cerca di nuovi territori, individuarono in quella zona pianeggiante, così ricca di fiumi, boschi e praterie, tutti quei requisiti ottimali secondo il concetto dell epoca per un nuovo insediamento. Questi due personaggi, prosegue la leggenda, avevano nome (guarda caso) Medo e Olano. Quindi non ci si deve meravigliare che, per non fare torto a nessuno dei due, l allora futura metropoli lombarda prendesse un nome che, riprendendo i due nomi, nel tempo si trasformò poi in Mediolanum (da Medo e Olano appunto) e poi Milano. La seconda leggenda, che godette sicuramente di maggior credito, si rifà al tempo dell invasione dei Galli Insubri guidati da Belloveso. Conquistato dal posto, l antico capo barbaro, volle stabilirvisi e pertanto, come sembra indispensabile consuetudine dell epoca, chiese lumi ad un oracolo non meglio identificato, circa il posto migliore per far sorgere la nuova città. La risposta non fu incoraggiante. Si doveva trovare una scrofa, il che era semplice dato che all epoca i boschi di quercia che coprivano buona parte dell area erano una vera manna per i maiali selvatici che riempivano a iosa la zona: ma non una scrofa normale, doveva essere una scrofa lanuta; ma non proprio lanuta, semilanuta! Francamente non mi sarei meravigliato se il buon Belloveso, pur nel suo entusiasmo per lo splendido territorio appena conquistato, avesse levato le tende e se ne fosse ritornato oltralpe. Più che un uomo determinato, probabilmente doveva essere un testone fiducioso e molto devoto, tanto che, insistendo, trovò la famosa scrofa semilanuta (medio lanae). Proprio da tale curioso animale prese il nome la città (Mediolanum). Fu quest ultima sicuramente la leggenda più accettata (lo stesso Sant Ambrogio pare la caldeggiasse), tanto che una scrofa semilanuta fu per secoli (almeno fino al quarto secolo) l emblema di Milano ed una sua immagine in bassorilievo può tuttora essere ammirata sulla facciata orientale del palazzo della Ragione. Come tutte le leggende, anche quelle legate alla nascita della città contengono una loro parte di verità nascosta sotto la patina favolosa del racconto mitico. È probabile, ed alcune testimonianze preistoriche lo supportano, che il primo insediamento sull area che poi ebbe modo di svilupparsi nei secoli, sia nato quale tappa importante sulle vie di comunicazione che anticamente congiungevano la penisola con l Europa e la stessa Europa occidentale con la sua parte orientale. Gli scambi commerciali, si sta scoprendo, furono sempre molto intensi, sicuramente molto più vivaci di quanto noi oggi possiamo immaginare. Il ritrovamento, ad esempio dell uomo di Similaun (il famoso Otzi) ci ha costretti a datare l epoca del bronzo molto più indietro di quello che si supponeva e a riconsiderare la capacità di spostamento 14

15 e quindi di contatti degli uomini preistorici. È pertanto probabile che l insediamento iniziale nascesse per necessità viabilistiche. Una tappa necessaria sulle vie forse già affollate dell epoca; perciò, che vi sia stato nella sua fondazione anche il concorso di genti etrusche, liguri (come farebbero pensare alcuni toponimi terminanti in asco, presenti nella zona), o di altre etnie, non deve meravigliare, anzi giustificherebbe in qualche misura il carattere spiccatamente aperto all accoglienza che ancora oggi caratterizza la città. Perciò, quasi sicuramente Milano non ebbe padri fondatori che la eressero con un atto d imperio o di conquista, non vide il supremo patrocinio di qualche divinità più o meno importante, ma semplicemente germogliò dalla necessità dell uomo, della gente, naturalmente, portando nel suo DNA il segno della comunità, della socializzazione, della tolleranza che la caratterizzerà sempre nella sua storia successiva. Anche il nome forse non lo ebbe mai: fu probabilmente sempre indicata come quel villaggio là in mezzo alla piana. Forse, non essendo caratterizzata territorialmente da niente, non aveva altri segni distintivi. Restava un indicazione per un sito senza nome, ma forse già allora, un posto dove la gente non ti chiedeva chi eri, ma cosa sapevi fare, per essere accettato Medius platum (in mezzo alla piana) o meglio ancora land era chiamato quel posto. Nel tempo finì per perdere la sua anonima indicazione e per trasformarsi in Mediolanum ed infine in Milano. Nome vero per una grande città. Valentino Crespi Una vita nel lavoro Un lavoro per la vita In questo periodo, caratterizzato da forti tensioni sociali, dovute anche alle modifiche legislative sui requisiti contributivi occorrenti per l accesso alla pensione, mi ha colpito l incontro con un nostro giovane" Socio di 82 anni che ha dedicato al lavoro ben 50 anni della sua vita. Ma veniamo ai fatti. Il Nucleo di Pescara della Sezione Abruzzo, con il lodevole intento di far conoscere la nostra Associazione, aveva organizzato una visita ad una fabbrica di lenti per occhiali da sole, sita in Silvi Marina di Teramo. Al punto di ritrovo era ad attenderci Tito Odoardi (al centro della foto, in basso) con giacca e cravatta e con il distintivo Anse ben in vista; ci ha introdotto nello stabilimento dove è stato accolto con manifestazioni di stima ed affetto. La visita guidata ai vari Reparti, preceduta da una ricca illustrazione sugli effetti delle radiazioni ultraviolette, sulla organizzazione dell azienda e sulle lavorazioni occorrenti per trasformare il vetro in perfette lenti per occhiali da sole, ha messo in evidenza un elevato grado di automazione ottenuto con strumenti e macchine realizzate dall azienda prevalentemente al proprio interno; in proposito diversi sono stati i riferimenti all apporto dato dal nostro Odoardi per tali realizzazioni. Incuriosito, all uscita dallo stabilimento, ho rivolto al nostro Socio alcune domande sul percorso della sua vita lavorativa. Caro Tito, ma non sei un ex dipendente Enel? Quale ragione ti lega all azienda da noi visitata? Assunto dalla ex S.M.E. ho trascorso 22 anni di lavoro prevalentemente sugli impianti della Sila svolgendo principalmente attività legate all automazione ed all esercizio degli stessi impianti; ho lasciato l Enel nel 1964 con diritto a pensione di invalidità. Trascorso un anno, la voglia di fare, la vocazione creativa, il desiderio di rendermi utile, mi hanno spinto a cercare un nuovo lavoro compatibile con le mie condizioni fisiche. Il problema ha trovato soluzione a seguito di un incontro con il proprietario dell industria ottica oggetto della nostra conversazione, all epoca ubicata in locali di fortuna con poco personale e con lavorazioni di tipo artigianale. Durante la visita abbiamo osservato le varie fasi del ciclo produttivo; ti è possibile darne una sintetica descrizione ai nostri lettori? Si parte dal vetro, materiale nobile, puro, naturale, di cristallina trasparenza, inalterabile nel tempo, omogeneo, di estrema durezza superficiale; gli sbozzi di origine in vetro prestampato per impieghi ottici, forniti da fonderie specializzate, sono avviati alle linee delle macchine che, con utensili diamantati e con speciali liquidi abrasivi, riducono progressivamente gli spessori fino a realizzare le superfici sfe- 15

16 riche richieste (1,1 mm. è lo spessore delle calottine destinate alle lenti polarizzate). Si passa quindi alla sagomatura, che permette di rilevare e riprodurre fedelmente sulle lenti qualsiasi forma richiesta dal cliente e, successivamente, alla tempra chimica per conferire alle lenti stesse alti livelli di resistenza agli impatti. Inoltre, l applicazione di diversi tipi di coating permette di dare alle lenti per occhiali da sole tutte le caratteristiche tecniche di filtraggio ottico e di resa cromatica volute e richieste. Altri speciali coating vengono impiegati per rendere le lenti in questione antiriflesso ed antigraffio e per la protezione dai raggi ultravioletti. Un particolare discorso andrebbe fatto per le lenti polarizzate (ogni lente è composta da cinque elementi saldati in un corpo unico), ma lo spazio disponibile non ce lo consente. Ci puoi dare qualche indicazione sulle macchine realizzate con il tuo contributo? Naturalmente non posso dare informazioni su innovazioni che debbono restare patrimonio aziendale; posso solo fare un cenno alle fasi lavorative in cui il mio apporto creativo, a mio avviso, ha contribuito in modo significativo alla crescita dell azienda ed al miglioramento delle condizioni di lavoro. Mi riferisco alla collaborazione nella progettazione di macchine per la lavorazione delle superfici ottiche e di quelle per la sagomatura in automatico delle lenti nonché all introduzione di riscaldatori a radiofrequenza in sostituzione di bruciatori a gas che erano fonte di inquinamento ambientale. Quando hai lasciato il lavoro? Ho smesso di lavorare nel 1994 quando avevo raggiunto il 71 anno di età. Hai lasciato l Enel da circa 40 anni e nonostante ciò ti vedo sempre in prima fila nei nostri raduni; cosa ti spinge a mantenere un rapporto di fedeltà alla nostra Associazione? Ventidue anni di lavoro in Enel, con i suoi variegati aspetti non si possono facilmente dimenticare; le amicizie maturate nell ambiente lavorativo, coltivate e rese più salde con il passare degli anni, ci fanno sentire meno soli. L appartenenza all Anse mi fa sentire ancora parte del mondo Enel dove, tra l altro, è presente un mio figlio. L intervista si conclude con l augurio al nostro caro amico di conservare ancora per lungo tempo la sua giovinezza. Domenico Tresca A tu per tu con l energia alla quarta edizione Il 20 luglio, presso il Palazzo della Provincia di Belluno si è svolta la conferenza stampa per la presentazione della quarta edizione A tu per tu con l energia. Alla conferenza che ha avuto ampio risalto nella stampa locale era stata ovviamente invitata la Sezione Anse del Veneto; nel manifesto di presentazione, tra il logo di Enel e quello della Provincia di Belluno, figurava anche quello della nostra associazione. Quest anno due centrali idroelettriche (Malga Ciapela e Soverzene) e due dighe (Fedaia e Pieve di Cadore) sono rimaste aperte al pubblico dal 30 luglio al 27 agosto. Forti del successo di pubblico registrato gli scorsi anni, Enel e Provincia di Belluno hanno riproposto la quarta replica dell iniziativa: visite guidate portano gratuitamente i visitatori a conoscere da vicino i luoghi ove nasce l energia, per consentire di comprendere gli aspetti tecnici e la complessità di un sistema che garantisce il nostro quotidiano fabbisogno energetico. In questo contesto, gli amici dell Anse, ex dipendenti Enel, sostengono l iniziativa, facendo da guida ai turisti in visita agli impianti presso i quali si è svolta la loro vita lavorativa. Come ha detto Enzo Gava (Presidente della Sezione Anse Veneto) nella conferenza stampa, fare da guida ai turisti che vogliono visitare le nostre centrali è per noi un modo per non invecchiare. Il Presidente della Provincia Sergio Relon ha evidenziato la rilevanza della collaborazione con l Enel per questa iniziativa, auspicandone il rafforzamento nei rapporti con gli enti locali sul piano culturale ed ambientale. L ing. Paolo Tartaglia, Responsabile dell Unità di Business Idroelettrica di Vittorio Veneto, ha ricordato come questa iniziativa faccia parte della strategia di trasparenza e comunicazione dell Enel nei confronti del territorio, aprendo le porte degli impianti ai cittadini per spiegare ai visitatori come funzionano le fabbriche dell energia, le tecnologie applicate e l integrazione con il circostante ambiente. Non solo, ma A tu per tu con l energia va anche vista come occasione per scoprire opere, frutto dell ingegno e del lavoro di uomini che hanno realizzato capolavori d ingegneria con mezzi neanche paragonabili a quelli attuali, ma con grande attenzione ai particolari, all estetica ed alla qualità: patrimonio che l Enel intende condividere con il territorio, perché fonte di orgoglio nostro e di chi ci ha preceduto. A conclusione del suo intervento, l ing. Tartaglia ha ringraziato gli amici dell Anse che, pur in pensione, sostengono l iniziativa, guidando i turisti e trasferendo l esperienza di una vita lavorativa dedicata a questi impianti. 16

17 Gita in Umbria dei Soci della Sezione Calabria L Umbria, il cuore verde d Italia ha accolto 50 Soci della Sezione Calabria e loro familiari nel corso della gita organizzata nel periodo 30 giugno 4 luglio, circondandoli con le sue meraviglie artistiche e naturali. Monia Minciarelli, guida competente oltre che affabile, ha seguito il gruppo per le vie di Perugia, Gubbio, Todi, Spoleto, Assisi, Cascia e Spello illustrando curiosità, aspetti storici, artistici, culturali e gastronomici. L escursione serale di Spello, situata sulle pendici del monte Subasio, ha messo a dura prova i Seniores che hanno raggiunto onorevolmente, dopo una difficile salita, il belvedere da cui hanno goduto di una magnifica vista sulla pianura umbra. Momenti intensi sono stati vissuti nel corso delle visite del Santuario di S. Francesco d Assisi (restaurato dopo il terremoto) e della Basilica di Santa Rita da Cascia. Grande affiatamento fra generazioni diverse: Marco e Cecilia, nipotini di un Socio, sono state le mascotte del gruppo, allietandolo e distraendolo per tutto il soggiorno. recuperare i file cancellati Se per sbaglio avete cancellato un file, non allarmatevi: lo potrete facilmente recuperare. La funzione principale del cestino è quella di salvaguardare la cancellazione accidentale dei file ed è altrettanto utile se ne volete eliminare temporaneamente qualcuno con l'idea di riciclarlo in futuro. Il cestino immagazzina tutti i file e le cartelle che cancellate fino a quando non deciderete di liberarvene definitivamente, ed in questo caso dovrete svuotare il cestino. Non tutto quello che cancellate però viene inviato qui: i file molto grandi o quelli che provengono da drive esterni o di rete vengono eliminati direttamente, senza passare per il cestino. 1. Per visualizzare gli oggetti cancellati, cliccate due volte con il tasto sinistro sull'icona del Cestino che si trova sul desktop. Apparirà una finestra contenente tutti i file spediti nel Cestino, dall'ultima volta che questo è stato svuotato. 2. Cliccate per selezionare l'oggetto che volete recuperare. Per selezionare più di un oggetto trascinate il puntatore del mouse per formare un rettangolo attorno ai file, in modo che tutto quello che si trova all'interno venga appunto selezionato. 3. Cliccate con il tasto destro sul file o sui file selezionati. Quando appare il menù, cliccate sull'opzione Ripristina per riportare i file suddetti nella loro posizione originaria. 4. I file cancellati verranno riportati ora dal cestino alla directory di provenienza. Contemporaneamente l'icona scomparirà dal cestino per riapparire nella posizione originale. 5. Per ripristinare il file in una posizione diversa dall'originale, aprite la cartella della nuova destinazione e usate il mouse per trascinare il file all'interno. 6. Per trovare la cartella di provenienza di un file nel Cestino, selezionate l'opzione Dettagli all'interno del menù Visualizza. La colonna posizioni originali mostra la provenienza del file cancellato insieme alla data di cancellazione, al tipo di file e alle sue dimensioni. 17

18 riflessioni su Napoli e San Gennaro N apoli urbs sanguinum ossia la città dei sangui. In questo modo piuttosto curioso la definì nel 1632 Jean Jaques Bouchard, colpito dalla quantità di ampolle e fiale contenenti sangue, preziosissime reliquie di martiri cristiani gelosamente custodite in città da monasteri e dimore private: da San Giovanni Battista a San Pantaleone, Santa Patrizia, Sant Andrea da Avellino e molti altri; tutte liquefazioni di cui quella del sangue di San Gennaro è certamente la più nota. Gennaro (in origine Ianuario) era vescovo di Benevento all epoca dell imperatore Diocleziano. La leggenda, non molto attendibile, anche se la più accreditata, vuole che questi si fosse recato da Benevento a Miseno, nei pressi di Pozzuoli, per portare conforto al diacono Sossio, imprigionato dai romani. Una volta lì, però, venne catturato con i suoi chierici, Festo e Desiderio, e condannato ad essere martirizzato dagli orsi durante i giochi. Per un ritardo del proconsole però, lo spettacolo nell anfiteatro non ebbe luogo. Si scatenò allora una rivolta da parte dei prigionieri e di altri laici, contro la condanna dei cristiani innocenti: Gennaro e sei dei suoi compagni vennero decapitati presso la Solfatara di Pozzuoli: era l anno 305. In quel luogo, oggi, sorge una chiesa, dedicata alla memoria del Santo e del suo martirio: lì, infatti, vi è la pietra sulla quale la tradizione vuole si sia consumato il sacrificio e dove una pia donna avrebbe raccolto il sangue che oggi rinnova la santità dell evento con la sua prodigiosa liquefazione. Il legame fra la città ed il Santo ha lontane e profonde origini, come testimonia una ricca documentazione letteraria, liturgica e archeologica: nelle catacombe a lui dedicate è stata ritrovata la sua immagine più antica, risalente al V secolo, che lo raffigura con l aureola, in atteggiamento di preghiera e la scritta che lo identifica come Sancto Martyri Januario, il Santo Martire Ianuario che la tradizione trasformerà in Gennaro; è poi uno dei pochissimi Santi italici incluso nel calendario cartaginese, al mese di settembre. Inoltre, la devozione di Napoli verso San Gennaro assume carattere sociale, quasi istituzionale: infatti mancano libri relativi ai miracoli personali e pochi sono gli ex voto privati in proporzione ai molti monumenti pubblici a ricordo dei benefici del Santo Patrono. Primo fra tutti la Cappella del Tesoro di San Gennaro, presso il duomo di Napoli, che fu fatta erigere a seguito della pestilenza del 1527; i lavori si protrassero fino al 1646 e la cappella fu inaugurata il 16 dicembre, giorno in cui si festeggia il patrocinio di San Gennaro sulla città di Napoli. La Cappella è uno degli episodi emblematici del Barocco napoletano e fu voluta espressamente per ospitare degnamente le reliquie del busto e del sangue del Santo, reliquie che erano tornate a Napoli dopo travagliate vicende; infatti, dopo il martirio erano state portate a Napoli, trafugate nell 831 andarono a Benevento. Si dice che alcuni frammenti del cranio fossero rimasti a Napoli e custoditi in un preziosissimo busto argenteo di fattura angioina, opera di argentieri provenzali; dal XII secolo le reliquie furono ospitate nel santuario di Montevergine; un oscuro racconto dell XI secolo parla di una traslazione a Reichenau, dove tuttora il culto del Santo è molto sentito; infine, da Montevergine, le reliquie furono solennemente traslate a Napoli nel 1497, dall arcivescovo Alessandro Carafa, uomo estremamente influente nella Napoli del tempo. 18

19 Bisogna precisare, però, che le fonti parlano, all inizio, solo dei resti ossei di San Gennaro; la svolta radicale nella devozione al Santo si ha con la scoperta della reliquia del sangue; la sua prima attestazione e quella del miracolo compaiono nella seconda metà del XIV secolo. Il 13 agosto 1389, mentre Napoli era coinvolta in lotte dinastiche angioine ed afflitta da un acuta carestia, il sangue si sciolse «come se in quel momento fosse uscito dal corpo». Da quel momento, le varie feste liturgiche del Santo furono legate all esposizione del busto e delle ampolline col sangue ed al fenomeno della liquefazione, che si ripete a scadenze fisse: il 19 settembre, il 16 dicembre ed il primo sabato di maggio, sia nel Duomo, dove si trovano le ampolline, sia sulla pietra a Pozzuoli, sia presso famiglie private in possesso dell insigne reliquia. Durante queste occasioni il grumo di sangue si scioglie parzialmente o totalmente, a volte il processo appare già in atto all apertura della cassaforte che custodisce la doppia teca, altre volte ancora si fa attendere per diverse ore, con grande apprensione dei fedeli. Infatti, il mancato miracolo è segno nefasto per la cittadinanza; senza volere in questa sede dilungarmi sulle pur numerose analisi scientifiche compiute, né sull acceso dibattito fra credenti, scettici e contestatori, né tantomeno esprimermi a favore dell una o dell altra tesi, a titolo di cronaca devo segnalare che fra le volte in cui il miracolo non si è verificato, i napoletani ricordano tristemente il 1980, anno del disastroso terremoto in Irpinia, che non risparmiò la città partenopea. Ritornando alla liturgia che accompagna il miracolo, prima di mezzogiorno si trasporta, dal Duomo presso la chiesa di Santa Chiara, la protome contenente le ossa del Santo. Nel pomeriggio, poi, una nutrita processione porta presso la medesima chiesa, attraversando le antiche vie del centro storico, i 48 busti argentei del Santo e dei patroni di Napoli e le preziosissime ampolle del sangue. Tutto questo apparato liturgico e tanti altri oggetti di inestimabile valore costituiscono il tesoro di San Gennaro, custodito nell omonima Cappella in Duomo: dai meravigliosi splendori (monumentali candelabri in argento) alle giare in argento, alle suppellettili di ogni tipo conservate in sagrestia, messali, carteglorie, candelieri, calici, croci d altare, gioielli ed ex voto donati a San Gennaro nel corso dei secoli dai regnanti e dall aristocrazia, ma anche dalla devozione del popolo napoletano. Tutta la liturgia è ancora di forte impatto emotivo anche se, dopo il Concilio Vaticano II, la Chiesa napoletana ha disciplinato severamente le cerimonie di esposizione delle reliquie di San Gennaro, preoccupandosi di frenare La Guglia di San Gennaro ogni eccesso devozionale a discapito di alcune forme di partecipazione popolare, che ne sono uscite, forse, eccessivamente mortificate. Infatti, durante la cerimonia, alcune donne, dette le parenti di San Gennaro, forse pittoresche, ma eredi di un antichissima tradizione, cantavano preghiere in dialetto napoletano, espressione di un autentica ortodossia, fede e confidenza nel patrocinio del Santo. È chiaro che un evento così particolare che desta manifestazioni piuttosto eclatanti e che travalica i limiti strettamente cittadini (ricordiamo che la festività di San Gennaro è molto sentita anche presso la comunità italiana di Little Italy a New York) non poteva non destare un acceso dibattito, e negli anni si sono susseguite le analisi che, però, ancora non hanno espresso un parere univoco ed inequivoco sulla vicenda, soprattutto del sangue, vista l impossibilità di aprire le ampolle. Infatti i più scettici ascrivono il miracolo ad un fenomeno chimico che subiscono alcune sostanze che passano dallo stato solido allo stato liquido se vengono agitate. Un ultima testimonianza emblematica dell affetto autentico e della relazione confidenziale stretta tra il popolo ed il Santo napoletano: quando, diversi anni orsono, la Chiesa cercò di ridimensionare il culto del sangue di San Gennaro ed a ridurlo a semplice manifestazione di carattere locale, una mano ignota, volendo esprimere l incrollabile devozione dei napoletani verso il loro protettore, tracciò su un muro di fronte al Duomo un prosaico, quanto efficace invito al Santo, di sorvolare sulla questione: San Gennà, futt tenn. Laura Figundio 19

20 Cinescienza: quando Enel si dà al cinema È da Enel arrivata alla sua seconda edizione il festival cinematografico che Enel dedica al rapporto tra scienza e tecnologia. In particolare la rassegna di quest anno ha voluto indagare il rapporto a volte conflittuale tra uomo e tecnologia, riflesso nel titolo stesso della rassegna "Homo technologicus: il disorientamento della scienza" e dai film in programmazione, da Matrix a Minority Report, da Metropolis a Blade Runner, da Tempi Moderni a 2001 Odissea nello spazio. A chiarire le motivazioni dell impegno di Enel in questa iniziativa è stato Gennaro De Michele, responsabile della ricerca Enel, che in occasione della presentazione a Pisa della rassegna ha ricordato come il progresso scientifico sia un interesse vitale per Enel: la soluzione alla complessa equazione di come fornire sempre più energia a costi ragionevoli, migliorando la qualità dell'ambiente ha detto può venire solo dalla scienza e dalla ricerca applicata. Nella stessa occasione, Giuseppe Longo, ordinario di Teoria dell'informazione alla Facoltà d'ingegneria dell'università di Trieste, ha invece evidenziato che oggi la fantasia è spesso superata dalla realtà: gli strumenti della tecnologia si innestano nell uomo e nella società, causando profonde trasformazioni del corpo e della mente. Queste trasformazioni ci autorizzano a parlare di Homo technologicus, un unità evolutiva mista, un ibrido o simbionte di uomo e tecnologia in continua trasformazione. Secondo Longo, le macchine, o meglio, il doppio, il replicante, il cyborg ci invitano a seguirli... ma dove ci portano? La città di Pisa ha risposto all invito della ricerca come per le grandi occasioni: i quattrocento posti del parterre allestiti presso il Centro di Ricerca Enel in via Andrea Pisano sempre esauriti e opinionisti di fama e uomini di cultura hanno animato i dibattiti di presentazione delle pellicole. 20

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