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1 Studi e Note di Economia, Anno XVI, n , pagg GruppoMontepaschi Evidenze empiriche a proposito della relazione tra il comportamento assicurativo delle famiglie italiane e la loro propensione a detenere strumenti finanziari liquidi* AnTonIno IERo** There s a lack in studies about the relationship linking insurance attitude and families financial behavior. Italian insurance market appears weak with regard to non life and non motor insurance: Italy ranks only 18th in European ranking in terms of ratio between premiums non life and non motor and Gdp. The propensity to subscribe an insurance contract appears largely depending on geographical area, qualification and job activity. Families subscribing an insurance policy non life and non motor show a significant lower propensity for financial liquidity. This relation is verified consistent with the wealth (financial and real) held by families. Such relation, if exploited, should offer new opportunities to financial sector to optimize its offer to customers, should increase protection for families against a large number of risks and should create the opportunity to enhance the national asset allocation. (J.E.L.: D12; D14) Introduzione Il processo di finanziarizzazione, che ha interessato le principali economie avanzate nel corso degli ultimi decenni, ha portato ad un infittirsi degli intrecci tra operatori una volta considerati distanti, come banche e compagnie di assicurazione. Lo sviluppo della bancassicurazione, ossia la vendita di polizze vita da parte degli sportelli bancari, che nel 2009 ha rappresentato quasi il 60% dell intera raccolta italiana 1, rappresenta un evidente successo di una strategia in grado di cogliere il lato commerciale di tali tendenze. Tuttavia, meno esplorati sono i comportamenti dei consumatori risparmiatori a cavallo tra i due settori, assicurati- * Articolo approvato nel mese di agosto ** Responsabile Ufficio Studi Unipol Gruppo Finanziario. Le opinioni espresse sono dell Autore e non impegnano la responsabilità dell impresa di appartenenza. 1 Isvap, premi lordi contabilizzati a tutto il quarto trimestre 2009 dalle Imprese di assicurazione nazionali e dalle Rappresentanze per l Italia delle imprese di assicurazione estere, 13 aprile 2010.

2 250 Studi e Note di Economia, Anno XVI, n vo e finanziario. La presente analisi vuole dare risalto ad un concetto poco diffuso nel nostro paese: la valenza di ottimizzazione dell allocazione del risparmio familiare insita nelle coperture assicurative danni. La concezione corrente tende a considerare l assicurazione danni alla stregua di una spesa. In realtà, tali contratti offrono al nucleo familiare una garanzia di tutela della propria ricchezza, la quale altro non è che risparmio accumulato nel tempo. In assenza di coperture assicurative, il ricovero dai danni patrimoniali subiti, includendo nel patrimonio anche la salute e l integrità fisica dei componenti il nucleo familiare, richiede di mobilitare tanto di quote del reddito corrente, quanto di quote di risparmio specificamente destinato a coprire tali rischi. Grazie alle opportune garanzie assicurative, la famiglia potrà non solo avere una maggiore sicurezza nell utilizzo del proprio reddito futuro, ma la stessa allocazione del risparmio potrà evolvere verso forme di impiego meno legate alla contingenza e quindi più orientate a cogliere obiettivi di mediolungo periodo. ne dovrebbe quindi derivare, tra l altro, una minore propensione delle famiglie assicurate a detenere strumenti finanziari liquidi a finalità precauzionale. Scopo della presente analisi è cercare una conferma empirica di tale ipotesi. All interno delle polizze danni non saranno considerate le coperture sulla responsabilità civile derivante dalla circolazione stradale poiché, alla luce della loro obbligatorietà, risultano legate al mero possesso di veicoli. In particolare, si intende sottoporre a verifica l ipotesi che, a fronte di una maggior copertura assicurativa nei rami Danni non Auto, sia possibile allocare il proprio patrimonio in maniera più efficiente, riducendo la quota di liquidità detenuta per motivi non strettamente finanziari. Ciò perché le famiglie assicurate, attraverso la mutualità assicurativa, possiedono un ombrello che le protegge da una gamma più o meno ampia di eventi avversi 2, rendendo meno stringente la necessità di detenere forme di risparmio immediatamente disponibile (liquidità). Confronti internazionali nel 2008, il mercato assicurativo Danni italiano occupava, per dimensione, la 4 a posizione in Europa, dietro Germania, Regno Unito e Francia. Tuttavia, la classifica tra i Paesi europei in funzione del rapporto tra la raccolta premi dei rami Danni e il prodotto interno lordo, vede l Italia in una posizione meno brillante 3 : al 14 posto (Figura 1). Dividendo il mercato Danni in due grandi categorie (coperture legate alla circolazione automobilistica e altri rami) l immagine assicurativa dell Italia si focalizza ulteriormente. Il nostro Paese occupa il quarto posto in Europa con riferimento al peso della raccolta Danni Auto sul Pil (Figura 2), ciò a causa della larga diffusione di autovetture presso gli italiani 4. 2 Si veda anche: Murray, E.J. (2006). 3 Cea Il Italia vi è circa un autovettura ogni due persone, rapporto che pone il nostro Paese ai vertici mondiali in termini di tasso di motorizzazione.

3 A. Iero - Evidenze empiriche a proposito della relazione tra il comportamento assicurativo Fig. 1 - Raccolta Danni/Pil. Fig. 2 - Raccolta Danni Auto/Pil. Invece, nella graduatoria europea del peso della raccolta premi relativa ai rami Danni non Auto sul Pil (Figura 3), l Italia arretra addirittura alla diciottesima posizione. Dunque, l economia del nostro Paese (sia dal lato imprese, sia dal lato famiglie) opera in un regime di strutturale sottoassicurazione rispetto ai principali partners continentali (Germania, Francia, Spagna). D altra parte, non sembra che la dinamica dell assicurazione italiana Danni non Auto abbia imboccato un sentiero di sviluppo tale da permettere la convergenza del suo peso sul Pil verso i valori tipici di altri sistemi economici (Figura 4). In particolare, benché non sia disponibile un riscontro con gli altri Paesi, va segnalato come la componente dei rami

4 252 Studi e Note di Economia, Anno XVI, n Danni non Auto che afferisce al segmento persone mostra un incidenza sul Pil pari allo 0,42%, contro lo 0,67% del peso relativo al segmento aziende 5. È ragionevole ipotizzare che le imprese, pur in un quadro di complessi- va scarsa confidenza con il mondo assicurativo, siano comunque portate a ricorrere ad alcune coperture in conseguenza di valutazioni connesse con l attività che svolgono. non altrettanto, con tutta probabilità, accade per le famiglie. Fig. 3 - Raccolta Danni non Auto/Pil. Fig. 4 - Confronto rapporto spesa assicurativa Danni non Auto/Pil. 5 Stime Prometeia, luglio 2010.

5 A. Iero - Evidenze empiriche a proposito della relazione tra il comportamento assicurativo L assicurazione Danni Non Auto Le coperture assicurative di questi rami comprendono diverse fattispecie di rischio. La Figura 5 riporta la composizione della raccolta premi italiana nel Come già anticipato, spesso le famiglie italiane ritengono tali forme assicurative delle pure spese, derivando tale atteggiamento dalla copertura della Responsabilità Civile Autoveicoli che, a causa della sua obbligatorietà, è comunemente (ed erroneamente) considerata alla stregua di un imposizione fiscale. Ciò contribuisce a scoraggiare gli italiani dal sottoscrivere polizze Danni. Da qui la significativa sottoassicurazione dei privati che si ripercuote nel basso rapporto italiano tra spesa assicurativa Danni non Auto e Pil. Il campione Il presente lavoro si basa sui dati derivanti dalla rilevazione biennale effettuata dalla Banca d Italia, I bilanci delle famiglie italiane. L anno di riferimento è il 2008, l ultimo disponibile nel momento in cui si sta stendendo il testo. Come noto, si tratta di un campione rappresentativo dell universo delle famiglie italiane, costituito da nuclei familiari, per i quali sono state rilevate numerose informazioni di natura sociale, demografica, economica e patrimoniale. nell elaborazione dei dati si è tenuto conto, come d altra parte suggerito dallo stesso istituto che ha effettuato la rilevazione, del peso campionario (PESo- FIT), fornito negli archivi messi a disposizione del pubblico. Esiste, tuttavia, un significativo bias per difetto nelle informazioni derivanti da un questionario di questo tipo, causato principalmente da diffusi comportamenti reticenti 7. La Tabella 1 riporta il confronto tra i pesi relativi delle principali costituenti Salute Property Rcg Credito e Cauzione Trasporti Tutela e Assistenza Fig. 5 - Composizione Danni non Auto. 6 Ania (2010). L agglomerato Salute è composto da infortuni e malattie. Il Property include incendio, altri danni ai beni e perdite pecuniarie. 7 Cesari, R. e A. Iero (2001).

6 254 Studi e Note di Economia, Anno XVI, n la ricchezza netta 8 delle famiglie. Si osserva, nei dati del questionario, un rilevante spostamento di peso dalle attività finanziarie verso le attività reali. Una conferma di tale distorsione si ricaandamento dei mercati finanziari mondiali potrebbe giustificare una sottovalutazione del reale valore della ricchezza investita in titoli. nonostante ciò, appare poco verosimile che possa sfug- Tab. 1 - Confronto pesi relativi delle principali costituenti la ricchezza netta delle famiglie. Valori in euro A = La ricchezza delle B = Indagine campionaria famiglie italiane sulle famiglie Attività reali 69,0% 94,9% Attività finanziarie 40,7% 9,8% Passività finanziarie -9,7% -4,7% Ricchezza netta 100,0% 100,0% Tab. 2 - Ricchezza netta e sue componenti: valori medi per nucleo familiare. Valori in euro A = La ricchezza delle B = Indagine campionaria Peso % B / A famiglie italiane 9 sulle famiglie Attività reali ,1% Attività finanziarie ,0% Passività finanziarie ,9% Ricchezza netta ,6% va confrontando (Tabella 2) i valori medi di tali grandezze, per famiglia, ottenuti dalle due fonti citate. Mentre le attività reali appaiono pienamente rappresentate nelle dichiarazioni del questionario, non altrettanto avviene per la ricchezza investita in asset finanziari (e, in misura minore, anche per le passività finanziarie). Certo, alla fine del 2008 il pessimo gire l 83% del proprio patrimonio finanziario. Perciò, al fine di minimizzare le distorsioni interpretative derivanti dall elaborazione dei dati microeconomici ottenuti dal campione, si è optato per una limitazione nell uso dei dati assoluti a favore di ragionamenti basati su grandezze relative (rapporti, incidenze percentuali, etc.) o su confronti. 8 La ricchezza netta è costituita dalla somma algebrica tra le attività reali, le attività finanziarie e le passività finanziarie, quest ultime prese con il segno negativo. 9 Banca d Italia, La ricchezza delle famiglie italiane 2008, Supplementi al Bollettino Statistico, Indicatori finanziari e monetari, numero 67, anno XIX, 16 dicembre 2009.

7 A. Iero - Evidenze empiriche a proposito della relazione tra il comportamento assicurativo Assicurati Danni Non Auto e non assicurati Sono state considerate le coperture assicurative Danni non Auto identificate da una risposta positiva alle domande presenti nella sezione F (Forme assicurative) del questionario: - F06 presenza di polizze relative ad assicurazioni su infortuni e malattie; - F19 presenza di polizze relative ad assicurazioni furto, incendio, grandine, responsabilità civile (con esclusione della responsabilità civile obbligatoria dell auto). nonostante sia disponibile anche l ammontare della spesa annua per tali coperture (domande F09 e F21 della medesima sezione), si è ritenuto che tale informazione risenta dell entità tanto del reddito quanto del patrimonio familiare. Ai fini del presente studio, risulta più importante identificare la sensibilità assicurativa del nucleo familiare, meglio rappresentata dalla presenza (e dal numero) di polizze sottoscritte. La quota delle famiglie del campione che risulta avere acquistato almeno un contratto assicurativo Danni diverso dalla responsabilità civile autoveicoli (23,9%) conferma la scarsa diffusione di queste coperture. Prima di inoltrarci nel dettaglio dell analisi, è utile produrre una caratterizzazione di massima relativa alle modalità con cui si distribuisce il carattere presenza di assicurazione Danni non Auto in funzione di alcuni parametri di natura socio-demografica 10. Ulteriori analisi, ottenibili incrociando tra loro le varie caratteristiche socio-demografiche, non rappresentano lo scopo del presente lavoro. Uno sguardo alla distribuzione territoriale della propensione ad assicurarsi mostra una notevole differenziazione tra le diverse aree del Paese (Figura 6). nel nord Est oltre il 40% delle famiglie risulta aver sottoscritto almeno una polizza assicurativa danni diversa dalla RCA. Valori elevati si ritrovano anche nel nord ovest. Il Centro si colloca poco sotto la media nazionale. Risulta Fig. 6 - Famiglie assicurate per area territoriale. 10 Per ulteriori considerazioni: Ania Trends, newsletter dell ufficio studi, aprile 2010.

8 256 Studi e Note di Economia, Anno XVI, n Fig. 7 - Famiglie assicurate per titolo di studio. sorprendente la modesta percentuale di assicurati nel Sud 11 e nelle Isole: solo una esigua minoranza degli intervistati (appena il 4%) segnala il possesso di una copertura assicurativa non legata ad un mezzo di trasporto privato. Con riferimento al titolo di studio 12, la percentuale di famiglie coperte da polizze assicurative Danni non Auto segue una progressione crescente in funzione della scolarità. Le persone prive di titolo di studio mostrano una propensione pressoché nulla ad assicurarsi (Figura 7). All estremo opposto troviamo le famiglie il cui responsabile economico ha conseguito un titolo di natura universitaria (diploma universitario, laurea breve, laurea, specializzazione post laurea), le quali evidenziano una notevole attitudine (oltre il 45%) a ricorrere a coperture assicurative. In mezzo si trovano le famiglie il cui capofamiglia possiede un titolo di studio intermedio. La distribuzione tra assicurati e non assicurati in funzione della qualifica professionale del responsabile dell economia familiare evidenzia una propensione ad assicurarsi piuttosto alta tra i dirigenti, i quadri direttivi, gli imprenditori e i liberi professionisti (Figura 8). Per le ultime due categorie citate, entra in gioco, con tutta probabilità, la necessità di dotarsi di coperture connesse con l attività professionale, fattore che comporta una certa distorsione interpretativa tendente a sopravvalutare la loro attitudine assicurativa. Infine, un ulteriore prospettiva di analisi è legata all età del c.d. capofamiglia. Utilizzando le classi di età rilevate nel questionario, si ricava la distribuzione rappresentata nella Figura 9. non emerge una particolare caratterizzazione della propensione ad assicurarsi in fun- 11 Per un aggiornamento sulla presenza assicurativa nel Sud: Giancarlo Giannini, Le problematiche del settore assicurativo, con particolare riferimento alla aree del Mezzogiorno, Audizione alla Commissione Finanze della Camera dei Deputati, 11 febbraio È stato considerato il titolo di studio del componente indicato con il numero 1 (c.d. capofamiglia), rilevato nel questionario della Banca d Italia come persona responsabile dell economia familiare.

9 A. Iero - Evidenze empiriche a proposito della relazione tra il comportamento assicurativo Fig. 8 - Famiglie assicurate per qualifica professionale. Fig. 9 - Famiglie assicurate per classe di età del capofamiglia. zione dell età del responsabile economico familiare. Si osserva un massimo nella classe di età compresa tra i cinquantuno e i sessantacinque anni, frutto, probabilmente, di una stagione di vita in cui risulta maggiore l impegno nelle attività produttive e la responsabilità nei confronti del proprio nucleo familiare. Tuttavia, in questa disaggregazione non si ritrovano valori né particolarmente elevati, né particolarmente bassi, sintomo dello scarso potere discriminante di tale carattere. Un modello logistico Per verificare le conclusioni cui si è pervenuti nel paragrafo precedente, si è ricorsi alla costruzione di un modello di regressione logistica. La variabile dipendente dicotomica è il possesso (o meno) di almeno una polizza assicurativa Danni non Auto. L insieme di variabili esplicative di partenza è composto da: - AR - ricchezza reale (variabile quantitativa); - AF - ricchezza finanziaria (variabile

10 258 Studi e Note di Economia, Anno XVI, n quantitativa); - AF1 - l ammontare dei depositi (variabile quantitativa); - PF - passività finanziarie (variabile quantitativa); - AREA5 - area di residenza (cinque ripartizioni geografiche, variabile qualitativa); - STUDIo - titolo di studio del capofamiglia (variabile ordinale); - QUAL - qualifica lavorativa del capofamiglia (variabile qualitativa); - CLETA - classe di età del capofamiglia (variabile ordinale). Il procedimento con backward elimination ha determinato l esclusione di tre variabili: la ricchezza finanziaria, l ammontare dei depositi e la classe di età del capofamiglia. Dopo aver così semplificato il modello, il test di significatività congiunta dei coefficienti ha permesso di rigettare l ipotesi nulla H 0 : β 1 = β 2 = = β 5 = 0. Testing Global null Hypothesis: BETA=0 Test Chi-Square DF Pr > ChiSq Likelihood Ratio <.0001 Score <.0001 Wald <.0001 Valutazione confermata anche dall elevato numero di concordanze riscontrate (82,5%): Association of Predicted Probabilities and observed Responses Percent Concordant 82.5 Somers D Percent Discordant 17.3 Gamma Percent Tied 0.3 Tau-a Pairs c La stima dei parametri della regressione è rappresentata qui sotto: Tab. 3 - Analysis of Maximum Likelihood Estimates. Standard Wald Parameter DF Estimate Error Chi-Square Pr > ChiSq Intercept <.0001 AR E E <.0001 PF E E <.0001 STUDIo <.0001 AREA <.0001 AREA <.0001 AREA <.0001 AREA <.0001 QUAL <.0001 QUAL QUAL QUAL QUAL QUAL

11 A. Iero - Evidenze empiriche a proposito della relazione tra il comportamento assicurativo Per quanto riguarda le prime due variabili quantitative indipendenti (AR e PF, rispettivamente ricchezza reale e passività finanziarie delle famiglie), si evidenzia una relazione positiva, ossia all aumentare del valore della variabile dipendente, l odds ratio 13 si incrementa. La terza variabile esplicativa quantitativa, di natura ordinale (STUDIo, ossia il titolo di studio conseguito dal capofamiglia), mostra anch essa un significativo impatto sulla variabile dipendente: all aumentare del periodo di formazione scolastica corrisponde un incremento della probabilità di assicurarsi. Passando ad esaminare le variabili qualitative, facciamo riferimento alle stime di odds ratio prodotte avendo come riferimento una delle modalità assunta dalle variabili dipendenti. Tab. 4 - odds Ratio Estimates. Point 95% Wald Effect Estimate Confidence Limits AR PF STUDIo AREA5 1 vs AREA5 2 vs AREA5 3 vs AREA5 4 vs QUAL 1 vs QUAL 2 vs QUAL 3 vs QUAL 4 vs QUAL 5 vs QUAL 6 vs Per quanto riguarda l appartenenza geografica, posto come valore di riferimento unitario le famiglie residenti nelle Isole, abbiamo un valore molto simile nell area geografica Sud (1,097), mentre i nuclei residenti nel Centro, nel nord ovest e nel nord Est evidenziano propensioni ad assicurarsi largamente maggiori. Con riferimento alla qualifica lavorativa del capofamiglia, il riferimento unitario è rappresentato dalla voce altri non occupati. Si evidenzia un picco di variazione positiva per i dirigenti (2,176) e valori comunque superiori per tutti gli altri gruppi, con l eccezione degli operai, il cui odds ratio mostra una riduzione rispetto alla categoria di raffronto. Il peso della liquidità Con riferimento ai due sottoinsiemi campionari (assicurati e non assicurati), sono state calcolate le medie pesate delle grandezze patrimoniali familiari e della componente depositi (variabile AF1 14 ), identificando con quest ultima la liquidità tenuta a disposizione per fronteggiare evenienze improvvise. La Tabella 5 riporta tali informazioni. Le famiglie che hanno sottoscritto almeno un contratto assicurativo Danni non Auto, mostrano un incidenza dei depositi sul totale della ricchezza finanziaria (41,5%) inferiore di 25,1 punti percentuali alla media delle famiglie 13 Il rapporto tra probabilità associate ad una dicotomia è detto odds. Dato l evento x, il suo odds è dato dal rapporto π(x) / [1-π(x)], dove π(x) è la probabilità dell evento x e [1-π(x)] è la probabilità che non si avveri x. L odds ratio rappresenta il rapporto tra due valori di odds. Per una variabile indipendente quantitativa, l odds ratio unitario corrisponde a e β e, nel caso di una variazione c della variabile indipendente, esso risulta pari a e cβ, dove β è il coefficiente di tale variabile indipendente nell equazione di regressione. 14 Questo aggregato include: depositi bancari o postali in conto corrente, libretti di deposito a risparmio in banca o in Posta, certificati di deposito, pronti contro termine.

12 260 Studi e Note di Economia, Anno XVI, n Tab. 5 - Valori medi ponderati. Valori in euro Assicurati Non assicurati Totale Depositi medi Ricchezza finanziaria media Peso depositi su ricchezza 41,5% 66,6% 55,6% Ricchezza reale media Passività finanziarie medie Ricchezza netta media sprovviste di copertura assicurativa (66,6%) 15. Emerge, però, un fattore di cui tenere conto: la notevole differenza tra la ricchezza finanziaria media delle famiglie assicurate e quella delle famiglie non assicurate, pari ad un fattore prossimo a 2,5. La propensione ad assicurarsi potrebbe essere una conseguenza della maggiore disponibilità patrimoniale delle famiglie più abbienti. Riflessione logica, alla luce del fatto che una parte delle coperture assicurative Danni non Auto riguarda proprio il patrimonio familiare: si pensi all assicurazione contro il furto o l incendio. Però, tali coperture assicurative fanno riferimento non tanto alla ricchezza finanziaria, quanto al possesso di beni reali (abitazione, oggetti di valore, etc.). Anche la ricchezza reale evidenzia un divario a favore di chi è coperto da almeno una polizza Danni non Auto. Il rapporto tra la ricchezza reale media degli assicurati e quella dei non assicurati è, tuttavia, leggermente inferiore (2,35) rispetto a quanto riscontrato per la ricchezza finanziaria (2,48). L ammontare medio delle passività finanziarie delle famiglie assicurate risulta notevolmente superiore a quello delle famiglie non assicurate. Si può ritenere che, nel loro complesso, le famiglie sottoscrittrici di un prodotto assicurativo Danni non Auto abbiano una cultura finanziaria più evoluta e, quindi, sfruttino anche le opportunità di indebitamento offerte dal sistema per ottimizzare i propri flussi di cassa. Ciò potrebbe essere vero, in particolare, per quanto riguarda l esistenza di un mutuo finalizzato all acquisto dell abitazione. L ipotesi che, a fronte di maggiori passività finanziarie, sia necessaria una maggiore quota di liquidità finalizzata al 15 I corrispondenti dati rilevabili dal campione 2006 della stessa indagine mostrano una incidenza dei depositi sulla ricchezza finanziaria del 37,5% per gli assicurati, del 58,6% per i non assicurati, con una media generale pari al 48,9%. Il dicembre del 2008, data di riferimento della rilevazione utilizzata nel presente lavoro, era un periodo caratterizzato da una situazione di forte stress sui mercati finanziari. non sorprende, quindi, rilevare un marcato aumento dell incidenza dei depositi sulla ricchezza finanziaria, sia per effetto di una spiccata preferenza per la liquidità, sia per effetto di una riduzione del valore della ricchezza finanziaria di altri strumenti, entrambi fenomeni indotti dalla caduta delle quotazioni dei titoli sui mercati finanziari. Tuttavia, va segnalato come l aumento del peso dei depositi sulla ricchezza finanziaria, registrato dal 2006 al 2008, sia stato del 5,7% nella media, con un +8% per le famiglie non assicurate e solo un +4% per i nuclei in possesso di coperture assicurative Danni non Auto.

13 A. Iero - Evidenze empiriche a proposito della relazione tra il comportamento assicurativo pagamento periodico delle rate di debito non trova riscontro con riferimento alla suddivisione del campione tra assicurati e non assicurati. I dati nella Tabella 5 mostrano la presenza di una ricchezza netta media 2,37 volte maggiore presso le famiglie assicurate rispetto a quelle sprovviste di polizze. In conclusione, vi è una notevole diversità nel peso della liquidità sulla ricchezza finanziaria tra i due sottoinsiemi di famiglie. Prima di investigarne le possibili cause, occorre verificare se tale divergenza sia sufficientemente grande per affermare di essere di fronte a comportamenti significativamente diversi. Analizziamo la distribuzione 16 della variabile peso dei depositi sulla ricchezza finanziaria (Figura 10). Il valore modale ricade nell ultima classe (peso della liquidità superiore al 96,7% della ricchezza finanziaria): vi è un ampio numero di famiglie che, per diversi motivi, non detiene (o non dichiara) strumenti finanziari diversi da un semplice deposito. La forma della distribuzione empirica segnala che la variabile in questione non è distribuita secondo una legge gaussiana. Perciò, si è optato per l utilizzo di uno strumento non parametrico, il test di Smirnov, che permette di discriminare se due campioni appartengono alla stessa popolazione. Come noto, tale test è basato sulla massima differenza riscontrabile tra le due funzioni di ripartizione empiriche. La Tabella 6 riporta i dati relativi alle funzioni di ripartizione 17 della variabile peso dei depositi sulla ricchezza finanziaria con riferimento ai due insiemi di Fig Distribuzione per depositi - Totale. 16 Gli intervalli sono stati calcolati in funzione della media pesata (81,8%) +/- i multipli di un ventesimo dello scostamento quadratico medio (29,5%). Dal computo sono state escluse le famiglie aventi una ricchezza finanziaria nulla, ossia 1238 nuclei il cui peso campionario (PESoFIT) è pari a 1224 unità. 17 Il numero di famiglie riportato in tabella è calcolato utilizzando il peso campionario attribuito da Banca d Italia ad ogni singolo nucleo familiare. nella tabella non sono incluse le famiglie sprovviste di patrimonio, per le quali il rapporto tra depositi e ricchezza finanziaria è privo di significato.

14 262 Studi e Note di Economia, Anno XVI, n Tab. 6 - Peso dei depositi sulle attività finanziarie: funzioni di ripartizione. Peso Dep. Famiglie assicurate Famiglie non assicurate su Att. Finanz. Numero F(x) Numero F(x) Dm,n <0, , ,0159 0,0197 <0, , ,0326 0,0446 <0, , ,0518 0,0687 <0, , ,0673 0,1025 <0, , ,0816 0,1194 <0, , ,0925 0,1422 <0, , ,1053 0,1823 <0, , ,1129 0,1987 <0, , ,1232 0,2135 <0, , ,1307 0,2301 <0, , ,1416 0,2452 <0, , ,1521 0,2522 <0, , ,1613 0,2598 <0, , ,1680 0,2658 <0, , ,1769 0,2686 <0, , ,1864 0,2802 <0, , ,1960 0,2853 <0, , ,2036 0,2914 <0, , ,2126 0,2906 >=0, , ,0000 0,0000 famiglie (assicurate e non assicurate). nell ultima colonna si trova la differenza tra i valori omologhi delle due funzioni di ripartizione. Il valore massimo raggiunto da tale differenza è pari a 0,2914 (terzo elemento a partire dal basso). Il valore soglia per il test unilaterale con alfa (errore di prima specie) pari all 1% è, per la dimensione di questo campione, 0,0414. Poiché 0,2914 > 0,0414, trova conferma l ipotesi di differenza strutturale, per quanto concerne il peso della liquidità, tra l insieme delle famiglie assicurate e quello delle famiglie non assicurate. Analisi per classe di ricchezza finanziaria Le famiglie assicurate mostrano un peso della liquidità sulla ricchezza finanziaria significativamente inferiore rispetto alle famiglie sprovviste di coperture assicurative Danni non Auto. L ipotesi che tale divario sia la conseguenza di garanzie assicurative in grado di liberare la famiglia dalla necessità di allocare una maggior quota del patrimonio familiare in strumenti di pronta liquidabilità si scontra con i dubbi generati dalla sistematica maggior ricchezza rilevata tra i nuclei detentori di polizze Danni non Auto. Un diverso schema interpretativo potrebbe argomentare che la presenza di polizze assicurative non è altro che il riflesso di un maggior patrimonio da preservare. L analisi della varianza, effettuata sui pesi della liquidità in relazione ad una classificazione duplice (presenza di assicurazioni Danni non Auto e classe

15 A. Iero - Evidenze empiriche a proposito della relazione tra il comportamento assicurativo di ricchezza finanziaria posseduta dalla famiglia) con più misurazioni per classe, genera il seguente risultato: Type 3 Tests of Fixed Effects num Den Valore Effect DF DF Chi-Square F Pr > ChiSq Pr > F ASS <.0001 <.0001 CL_AF <.0001 <.0001 Che segnala la significatività di entrambi i fattori esaminati nel determinare il valore di tale variabile 18. Pertanto, è opportuno analizzare il peso della liquidità confrontando il comportamento delle famiglie assicurate e quello dei nuclei non assicurati all interno di intervalli di ricchezza omogenei. Si è quindi definita una segmentazione delle famiglie in funzione della ricchezza finanziaria detenuta, a tal fine sono stati calcolati intervalli di ampiezza pari a cinque percentili 19. All interno di ogni intervallo si è sommata la liquidità, la ricchezza familiare e sono state conteggiate le famiglie, distinguendole tra assicurate e non assicurate. I risultati sono esposti nella Tabella 7. ovviamente, i primi tre ventili Tab. 7 - Distribuzione in percentili secondo l ammontare di ricchezza finanziaria. Assicurati Non Assicurati Percentili Valori numero Depositi Ricchezza numero Depositi Ricchezza di AF Finanziaria Finanziaria 0,05 < ,1 < ,15 < ,2 < ,25 < ,3 < ,35 < ,4 < ,45 < ,5 < ,55 < ,6 < ,65 < ,7 < ,75 < ,8 < ,85 < ,9 < ,95 < >= Totale L esito di tale test va comunque preso con riserva, alla luce della mancanza del requisito di normalità nella distribuzione della variabile osservata (peso della liquidità sulla ricchezza finanziaria). 19 I percentili sono stati calcolati, per semplicità, sulla base della distribuzione non pesata dei valori di ricchezza familiare.

16 264 Studi e Note di Economia, Anno XVI, n Fig Distribuzione famiglie per percentile. Fig Ricchezza finanziata media: diff. Ass-noAss. sono vuoti in quanto non è ipotizzabile una ricchezza finanziaria lorda negativa. nella Figura 11 è riportata la distribuzione per ventile delle famiglie non assicurate (colore bianco) e assicurate (colore grigio). Risulta evidente la presenza di detentori di ricchezze finanziarie più alte tra le famiglie assicurate. Verifichiamo il grado di omogeneità all interno delle classi confrontando la ricchezza media delle famiglie assicurate e quella delle famiglie non assicurate. La Figura 12 mostra, per ogni ventile, tali scostamenti. Valori positivi indicano ricchezza maggiore da parte dei nuclei assicurati, valori negativi riflettono una situazione opposta. Con l eccezione della classe estrema, le differenze appaiono molto limitate e di segno variabile. Potrebbe nascere il sospetto che, escludendo dal computo la classe dei possessori di ricchezza finanziaria superiore ai euro, la differenza media del peso della liquidità tra famiglie assi-

17 A. Iero - Evidenze empiriche a proposito della relazione tra il comportamento assicurativo Tab. 8 - Peso dei depositi sulla ricchezza finanziaria in funzione dell ammontare di ricchezza finanziaria. Peso depositi Valori di AF Ass noass Diff <0 <0 <0 < ,0% 98,5% 1,5% < ,2% 98,4% 0,8% < ,3% 99,5% -5,2% < ,6% 98,1% -1,5% < ,1% 98,7% -6,5% < ,2% 99,6% -2,4% < ,6% 95,7% -12,0% < ,5% 97,6% -4,2% < ,7% 91,7% -6,1% < ,3% 87,0% -5,8% < ,2% 85,0% -10,7% < ,2% 76,0% -9,8% < ,6% 68,1% -14,5% < ,3% 66,9% -14,6% < ,3% 65,0% -18,7% < ,5% 59,5% -19,0% >= ,9% 56,1% -23,2% Totale 41,5% 66,6% -25,1% curate e non assicurate cambi. Ricalcolando le medie escludendo il ventile più alto, otteniamo i seguenti valori di incidenza dei depositi sulla ricchezza finanziaria: famiglie assicurate 52,7%, famiglie non assicurate 74,1%. Tra questi due valori intercorrono 21,4 punti percentuali, un valore non eccessivamente inferiore a quanto ricavato in precedenza includendo nel calcolo tutte le osservazioni (famiglie assicurate 41,5%, famiglie non assicurate 66,6%). Si può quindi concludere che le osservazioni del ventile estremo non distorcono il confronto tra i due gruppi. La Tabella 8 mostra i valori dell incidenza dei depositi sulla ricchezza finanziaria di ogni ventile, distinti tra famiglie assicurate e famiglie non assicurate. L ultima colonna (Diff) contiene le differenze, calcolate come peso dei depositi degli assicurati meno peso dei depositi dei non assicurati. Quindi, valori positivi indicano un peso della liquidità maggiore per le famiglie assicurate e valori negativi la condizione opposta. La netta prevalenza dei valori negativi (fanno eccezione i primi due ventili non vuoti) indica che, a parità di ricchezza finanziaria, le famiglie sottoscrittrici di polizze assicurative Danni non Auto detengono in liquidità quote inferiori dei propri attivi finanziari. naturalmente, l intensità del minor possesso di strumenti liquidi è diverso da ventile a ventile e appare sempre inferiore alla media generale (25,1%) su cui, evidentemente, pesa la diversa distribuzione delle famiglie tra i ventili. Tuttavia, questo risultato conferma che la presenza di coperture assicurative Danni non Auto, a parità di patrimonio finanziario, porta a ridurre l ammontare di ricchezza immobilizzata in strumenti liquidi, risultato che trova eco in altri studi 20. Un approfondimento: analisi per classi di ricchezza totale netta In precedenza abbiamo esaminato i comportamenti delle famiglie sulla base della ricchezza finanziaria posseduta. Tuttavia, la ricchezza finanziaria rappresenta solo una parte del patrimonio familiare. Gli atteggiamenti delle famiglie, con riferimento alla preferenza per 20 Focarelli, Savino e Zanghieri 2010: 11.

18 266 Studi e Note di Economia, Anno XVI, n la liquidità, potrebbero essere legati al totale della ricchezza. Inoltre, anche le passività a carico delle famiglie potrebbero svolgere un ruolo importante nell indirizzare le scelte di allocazione del risparmio, influenzando la definizione del peso ottimale di liquidità da detenere. Pertanto, riproponiamo l analisi precedente considerando, questa volta, la ricchezza netta. L analisi della varianza, effettuata sui pesi della liquidità in relazione ad una classificazione duplice (presenza di assicurazioni Danni non Auto e classe di ricchezza netta posseduta dalla fami- glia) con più misurazioni per classe, genera il seguente risultato: Type 3 Tests of Fixed Effects num Den Valore Effect DF DF Chi-Square F Pr > ChiSq Pr > F ASS <.0001 <.0001 CL_AF <.0001 <.0001 Anche qui, entrambi i fattori esaminati risultano significativi nel determinare il valore della variabile esaminata 21. Calcoliamo il peso dei depositi sul totale della ricchezza finanziaria 22, analizzando le famiglie raggruppate in base Tab. 9 - Distribuzione in percentili secondo l ammontare di ricchezza totale netta. Assicurati Non Assicurati Percentili Valori numero Depositi Ricchezza numero Depositi Ricchezza di W Finanziaria Finanziaria 0,05 < ,1 < ,15 < ,2 < ,25 < ,3 < ,35 < ,4 < ,45 < ,5 < ,55 < ,6 < ,65 < ,7 < ,75 < ,8 < ,85 < ,9 < ,95 < >= Totale L esito di tale test va comunque preso con riserva, alla luce della mancanza del requisito di normalità nella distribuzione della variabile esaminata (peso della liquidità sulla ricchezza finanziaria). 22 non avrebbe senso calcolare la quota di liquidità con riferimento al totale della ricchezza o anche alla ricchezza netta.

19 A. Iero - Evidenze empiriche a proposito della relazione tra il comportamento assicurativo all interno dell insieme degli assicurati. Effettuiamo il confronto tra la ricchezza netta media delle famiglie assicurate e quella delle famiglie non assicurate all interno di ogni ventile. La Figura 14 riporta, per ogni classe, tale scostamento. Valori positivi indicano ricchezza maggiore da parte dei nuclei assicurati, valori negativi riflettono una situazione opposta. Anche in questo caso, con l eccezione della classe estrea classi omogenee di ricchezza netta. Applichiamo gli stessi passaggi visti in precedenza, questa volta avendo come riferimento la ricchezza netta, e osserviamo nella Tabella 9 la distribuzione per percentili delle famiglie a seconda che siano assicurate o meno. Esaminando le distribuzioni del numero di famiglie all interno di ogni ventile (Figura 13), si conferma la prevalenza di nuclei con ricchezza netta maggiore Fig Distribuzione famiglie per percentile. Fig Ricchezza finanziata media: diff. Ass-noAss.

20 268 Studi e Note di Economia, Anno XVI, n Tab Peso dei depositi sulla ricchezza finanziaria in funzione dell ammontare di ricchezza totale netta. Peso depositi Valori di W Ass noass Diff <100 90,8% 88,9% 1,9% < ,8% 98,0% -7,2% < ,0% 98,3% 1,7% < ,6% 97,2% 0,4% < ,7% 83,7% -19,0% < ,1% 75,1% 0,0% < ,9% 79,1% -18,2% < ,1% 75,0% -7,8% < ,7% 69,8% -26,0% < ,9% 87,2% -46,4% < ,9% 74,4% -21,5% < ,9% 82,8% -29,9% < ,8% 75,9% -26,0% < ,8% 72,6% -25,9% < ,1% 65,1% -24,0% < ,9% 58,3% -17,5% < ,7% 67,4% -5,7% < ,4% 70,5% -31,1% < ,8% 59,2% -15,3% >= ,6% 51,9% -19,3% Totale 41,5% 66,6% -25,1% ma, le differenze appaiono contenute e di segno variabile 23. Eliminando dal computo l ultima classe, otteniamo i seguenti valori di incidenza dei depositi sulla ricchezza finanziaria: famiglie assicurate 48%, famiglie non assicurate 71,2%. La differenza tra i due gruppi (23,2 punti percentuali) non differisce eccessivamente rispetto a quanto ricavato effettuando il calcolo su tutte le osservazioni (rispettivamente 41,5% e 66,6% per una differenza di 25,1 punti). Quindi, le osservazioni comprese nel ventile estremo non alterano il risultato generale. Passiamo, infine, a rappresentare il peso della liquidità confrontando famiglie assicurate e famiglie non assicurate per ogni ventile. I dati sono presentati nella Tabella 10. L ultima colonna (Diff) riporta la differenza del peso della liquidità sulla ricchezza finanziaria tra le famiglie assicurate e quelle non assicurate: emerge come le prime mostrano valori inferiori in quasi tutti i raggruppamenti. Se ne ricava una sostanziale conferma di quanto già rilevato in precedenza: i nuclei provvisti di coperture assicurative Danni non Auto evidenziano una tendenza a detenere quote inferiori di liquidità rispetto alle famiglie non assicurate. Conclusioni Tra i fattori principali che influenzano la probabilità di ricorrere a coperture assicurative Danni non Auto vi sono la residenza geografica (variabile che è legata al livello di sviluppo economico e sociale delle diverse circoscrizioni territoriali), il titolo di studio, la qualifica professionale, l entità della ricchezza reale familiare e, in misura minore, la presenza di passività finanziarie. Si tratta, quindi, sia di determinanti economiche e patrimoniali, sia di elementi connessi con la formazione culturale e la posizione sociale dei componenti la famiglia. Dai dati esaminati, emerge la conferma di uno stretto legame tra la propensione ad assicurarsi e la tendenza a detenere una quota inferiore di strumenti 23 Per la penultima classe, definita da una ricchezza netta compresa tra 531 mila e 798 mila euro, la differenza di ricchezza netta (quasi 25 mila euro) può apparire grande in valore assoluto. Ma, contestualizzata ai valori del ventile, si ottiene un divario inferiore al 4% della ricchezza media presentata dalle famiglie assicurate.

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