CASSA CENTRALE BANCA CREDITO COOPERATIVO DEL NORD EST bilancio 2011

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1 CASSA CENTRALE BANCA CREDITO COOPERATIVO DEL NORD EST bilancio 2011

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4 CASSA CENTRALE BANCA / BILANCIO / 2011 INDICE COMPOSIZIONE DEGLI ORGANI E DELLE CARICHE SOCIALI RELAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI SULLA GESTIONE RELAZIONE DEL COLLEGIO SINDACALE RELAZIONE DELLA SOCIETÀ DI REVISIONE Elenco soci p. 9 Cariche sociali p. 13 Notizie introduttive di carattere generale p. 16 Principali attività di Cassa Centrale Banca p. 30 Relazione del Collegio Sindacale p. 93 Relazione della Società di Revisione p. 100 Società controllate da Cassa Centrale Banca p. 58 Principali società collegate a Cassa Centrale Banca p. 62 Attività gestionale di Cassa Centrale Banca p. 66 Attività gestionale delle società controllate p. 78 Altre informazioni sulla gestione p. 84

5 INDICE BILANCIO AL 31 DICEMBRE 2011 NOTA INTEGRATIVA BILANCIO DELLE SOCIETÀ CONTROLLATE AL 31 DICEMBRE 2011 FINANCIAL STATEMENT AS AT DECEMBER Stato Patrimoniale p. 105 Conto Economico p. 106 Prospetto della redditività complessiva p. 107 Prospetto delle variazioni del Patrimonio Netto p. 108 Rendiconto finanziario p. 110 Parte A Politiche contabili p. 114 Parte B Informazioni sullo Stato Patrimoniale p. 146 Parte C Informazioni sul Conto Economico p. 194 Parte D Redditività complessiva p. 214 Centrale Leasing Nord Est p. 311 Centrale Corporate p. 313 Balance sheet p. 319 Profit and loss account p. 320 Parte E Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura p. 216 Parte F Informazioni sul Patrimonio p. 292 Parte G Operazioni di aggregazione riguardanti imprese o rami d azienda p. 300 Parte H Operazioni con parti correlate p. 302 Parte I Accordi di pagamento basati su propri strumenti patrimoniali p. 306 Parte L Informativa di settore p. 306

6 CASSA CENTRALE BANCA / BILANCIO / 2011

7 COMPOSIZIONE DEGLI ORGANI E DELLE CARICHE SOCIALI

8 CASSA CENTRALE BANCA / BILANCIO /

9 COMPOSIZIONE DEGLI ORGANI E DELLE CARICHE SOCIALI ELENCO SOCI CASSA CENTRALE BANCA SOCI ORDINARI Centrale Finanziaria del Nord Est CENTRALE FINANZIARIA DEL NORD EST Società per Azioni DZ BANK AG DEUTSCHE ZENTRALGENOSSENSCHAFTSBANK FRANKFURT AM MAIN CASSE RURALI TRENTINE CASSA RURALE ADAMELLO - BRENTA Banca di Credito Cooperativo - Società Cooperativa CASSA RURALE ALTA VALDISOLE E PEJO B.C.C.Società Cooperativa CASSA RURALE ALTA VALLAGARINA di Besenello, Calliano, Nomi, Volano B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE ALTO GARDA B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE BASSA ANAUNIA B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE BASSA VALLAGARINA B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE CENTRO VALSUGANA di Spera, Strigno, Telve, B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE CENTROFIEMME-CAVALESE B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE D ANAUNIA B.C.C. Taio Società Cooperativa CASSA RURALE DELLA BASSA VALSUGANA B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE DELLA VALLE DEI LAGHI B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE DI ALDENO E CADINE B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE DI BRENTONICO B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE DI CALDONAZZO B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE DI CASTELLO TESINO B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE DI FIEMME B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE DI FOLGARIA B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE DI GIOVO B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE DI ISERA B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE DI LEDRO B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE DI LEVICO TERME B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE DI LIZZANA B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE DI MEZZOCORONA B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE DI MEZZOLOMBARDO E S. MICHELE a/a. B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE DI MORI - VAL DI GRESTA B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE DI OLLE - SAMONE - SCURELLE B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE DI PERGINE VALSUGANA B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE DI PINZOLO B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE DI RABBI E CALDES B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE DI RONCEGNO B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE DI ROVERÈ DELLA LUNA B.C.C. Società Cooperativa 9

10 CASSA CENTRALE BANCA / BILANCIO / 2011 CASSA RURALE DI ROVERETO B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE DI SAONE B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE DI SPIAZZO E JAVRÈ B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE DI STREMBO BOCENAGO E CADERZONE B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE DI TASSULLO E NANNO B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE DI TRENTO B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE DI TUENNO VAL DI NON B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE DON LORENZO GUETTI di QUADRA - FIAVÈ - LOMASO B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE GIUDICARIE VALSABBIA PAGANELLA B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE LAVIS - VALLE DI CEMBRA B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE NOVELLA E ALTA ANAUNIA B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE PINETANA FORNACE E SEREGNANO B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE VAL DI FASSA E AGORDINO B.C.C. Società Cooperativa CASSA RURALE VALLI DI PRIMIERO E VANOI B.C.C. Società Cooperativa CREDITO COOPERATIVO VENETO FEDERAZIONE VENETA DELLE BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO Società Cooperativa BANCA ADRIA - CREDITO COOPERATIVO DEL DELTA Società Cooperativa BANCA ALTO VICENTINO - CREDITO COOPERATIVO Società Cooperativa SCHIO BANCA DEI COLLI EUGANEI - CREDITO COOPERATIVO LOZZO ATESTINO Società Cooperativa BANCA DELLA VALPOLICELLA CREDITO COOPERATIVO DI MARANO (VR) Società Cooperativa BANCA DI ROMANO E SANTA CATERINA CREDITO COOPERATIVO (VI) - Società Cooperativa BANCA DI VERONA CREDITO COOPERATIVO CADIDAVID S.c.p.A. BANCA PADOVANA CREDITO COOPERATIVO - Società Cooperativa BANCA S. BIAGIO DEL VENETO ORIENTALE di Cesarolo, Fossalta di Portogruaro e Pertegada BCC Società Cooperativa BANCA SAN GIORGIO E VALLE AGNO CREDITO COOPERATIVO DI FARA VIC. Società Cooperativa BANCA VENETA Credito Cooperativo delle Province di Verona e Rovigo - Società Cooperativa BCC ADIGE PO CREDITO COOPERATIVO Società Cooperativa BCC DEL POLESINE (RO) - ROVIGO Società Cooperativa BCC DEL VENEZIANO Società Cooperativa BCC DELLE PREALPI Società Cooperativa BCC DI CARTURA (PADOVA) Società Cooperativa BCC DI MARCON - VENEZIA Società Cooperativa BCC DI PEDEMONTE Società Cooperativa BCC DI PIOVE DI SACCO (PADOVA) Società Cooperativa BCC EUGANEA DI OSPEDALETTO EUGANEO (PD) Società Cooperativa BCC S. STEFANO CREDITO COOPERATIVO - MARTELLAGO VENEZIA - Società Cooperativa CASSA RURALE E ARTIGIANA DI VESTENANOVA CREDITO COOPERATIVO Società Cooperativa CASSA RURALE E ARTIGIANA DI CORTINA D AMPEZZO E DELLE DOLOMITI CREDITO COOPERATIVO Società Cooperativa 10

11 COMPOSIZIONE DEGLI ORGANI E DELLE CARICHE SOCIALI CASSA RURALE E ARTIGIANA DI ROANA CREDITO COOPERATIVO Società Cooperativa CASSA RURALE ED ARTIGIANA DI TREVISO CREDITO COOPERATIVO Società Cooperativa CENTROMARCA BANCA CREDITO COOPERATIVO Società Cooperativa ROVIGO BANCA CREDITO COOPERATIVO Società Cooperativa BCC FRIULI VENEZIA GIULIA FEDERAZIONE DELLE BCC DEL FRIULI VENEZIA GIULIA Società Cooperativa BANCA DI CARNIA E GEMONESE CREDITO COOPERATIVO Società Cooperativa BANCA DI CREDITO COOPERATIVO DEL CARSO Società Cooperativa - ZADRUGA ZADRUZNA KRASKA BANKA BANCA DI UDINE CREDITO COOPERATIVO Società Cooperativa BCC DEL FRIULI CENTRALE Società Cooperativa BCC DI BASILIANO Società Cooperativa BCC DI FIUMICELLO ED AIELLO DEL FRIULI (UD) Società Cooperativa BCC DI SAN GIORGIO E MEDUNO Società Cooperativa BCC DI STARANZANO E VILLESSE Società Cooperativa BCC DI TURRIACO Società Cooperativa BCC PORDENONESE Società Cooperativa CREDITO COOPERATIVO FRIULI Società Cooperativa CASSA RURALE E ARTIGIANA DI LUCINICO FARRA E CAPRIVA Società Cooperativa COOPERAZIONE TRENTINA FEDERAZIONE TRENTINA DELLA COOPERAZIONE Società Cooperativa FONDO COMUNE DELLE CASSE RURALI TRENTINE Società Cooperativa CAVIT - Cantina Viticoltori Consorzio Cantine Sociali del Trentino - Società Cooperativa CON.SOLIDA Società Cooperativa Sociale CONSORZIO LAVORO AMBIENTE Società Cooperativa CONSORZIO MELINDA Società Cooperativa Agricola CONSORZIO PROVINCIALE PER L ABITAZIONE G. VERONESI Società Cooperativa PROMOCOOP TRENTINA S.p.A. SAIT CONSORZIO DELLE COOPERATIVE DI CONSUMO TRENTINE Società Cooperativa TRENTINGRANA CONSORZIO DEI CASEIFICI SOCIALI E DEI PRODUTTORI LATTE TRENTINI Società Cooperativa Agricola 11

12 CASSA CENTRALE BANCA / BILANCIO / 2011 SOCI PRIVILEGIATI BANCA DI SALERNO CREDITO COOPERATIVO Società Cooperativa BANCA IFIS S.p.A. BANCA POPOLARE ETICA S.c.p.A. CAMERA DI COMMERCIO INDUSTRIA AGRICOLTURA E ARTIGIANATO - TRENTO CASSA RAIFFEISEN DELLA VAL PASSIRIA Società Cooperativa CASSA RAIFFEISEN DI NATURNO Società Cooperativa CASSA RAIFFEISEN DI SAN MARTINO IN PASSIRIA Società Cooperativa CENTRALE FINANZIARIA DEL NORD EST Società per Azioni COOPERATIVA PROVINCIALE GARANZIA FIDI Società Cooperativa COOPERSVILUPPO S.p.A. DZ BANK AG DEUTSCHE ZENTRALGENOSSENSCHAFTSBANK FRANKFURT AM MAIN MEDIOCREDITO TRENTINO ALTO ADIGE S.p.A. PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO 12

13 COMPOSIZIONE DEGLI ORGANI E DELLE CARICHE SOCIALI CARICHE SOCIALI CASSA CENTRALE BANCA CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Giorgio Fracalossi Presidente* Luigi Cristoforetti Vice Presidente Vicario* Fabrizio Gastaldo Vice Presidente* Sergio Stancich Vice Presidente* Luigi Baldo Amministratore Girolamo Da Dalto Amministratore Diego Eccher Amministratore* Lars Hille Amministratore Paolo Marega Amministratore Umberto Martini Amministratore Giorgio Melchiori Amministratore* Gilberto Noacco Amministratore Claudio Ramsperger Amministratore* Franco Senesi Amministratore* Goffredo Zanon Amministratore COLLEGIO SINDACALE Antonio Maffei Presidente Marco Dell Eva Sindaco effettivo Claudio Maugeri Sindaco effettivo Luciano Braito Sindaco supplente Diego Vichi Sindaco supplente DIREZIONE GENERALE Mario Sartori Direttore Generale Giorgio Bagozzi Vice Direttore Generale Vicario Enrico Salvetta Vice Direttore Generale Vicario Sandro Bolognesi Vice Direttore Generale (*) membro del Comitato Esecutivo 13

14 CASSA CENTRALE BANCA / BILANCIO / 2011

15 RELAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI SULLA GESTIONE

16 CASSA CENTRALE BANCA / BILANCIO / 2011 NOTIZIE INTRODUTTIVE DI CARATTERE GENERALE 16

17 RELAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI SULLA GESTIONE SCENARIO INTERNAZIONALE Dopo la fase di recupero del 2010, l attività economica mondiale nel corso dei successivi dodici mesi ha registrato un progressivo rallentamento in scia alle preoccupazioni circa l evoluzione della crisi del debito governativo europeo. Per questo motivo il 2011 verrà ricordato come un anno di forti difficoltà per la Zona Euro, in seguito alla crisi economica e finanziaria che ha colpito in primis la Grecia, a seguire l Irlanda e il Portogallo, per arrivare poi alla Spagna e all Italia. Il tutto mettendo in dubbio la sopravvivenza della stessa moneta unica. Deficit e debiti governativi cresciuti notevolmente negli ultimi anni hanno portato all adozione di pesanti misure di austerità, con un intenso dibattito tra i diversi Governi europei. A questi drammatici problemi si sono poi aggiunte le ripercussioni legate al terremoto di Fukushima, il quale ha inciso negativamente sul Giappone, unitamente anche al rischio geopolitico come si è evidenziato durante la Primavera araba. Riscontri fortunatamente positivi sono giunti dai Paesi Emergenti, pur innanzi ad un ritmo di crescita decelerato negli ultimi mesi in cui la Cina ha comunque continuato a fare la parte del leone. DINAMICHE PRODOTTO INTERNO LORDO EUROPA E STATI UNITI Stati Uniti Europa DIC 05 APR 06 AGO 06 DIC 06 APR 07 AGO 07 DIC 07 APR 08 AGO 08 DIC 08 APR 09 AGO 09 DIC 09 APR 10 AGO 10 DIC 10 APR 11 AGO 11 DIC 11 STATI UNITI La crescita economica americana del 2011 è nata sotto i migliori auspici in scia all ottima chiusura dell anno precedente e alle indicazioni provenienti dai diversi indicatori anticipatori sia sul fronte delle aziende che dei consumatori. In realtà nella prima parte dell anno l espansione ha però evidenziato una dinamica molto deludente con un PIL sostanzialmente invariato (+0,40%) nel primo trimestre e in avanzamento di poco più di un punto percentuale (+1,30%) nel periodo aprile/giugno, nettamente quindi al di sotto 17

18 CASSA CENTRALE BANCA / BILANCIO / 2011 delle potenzialità, complice la marcata contrazione della spesa pubblica e il contributo negativo del canale estero (come le ripercussioni negative legate al devastante terremoto di Fukushima), che hanno inciso sulle aziende, oltre alla frenata dei consumi appesantiti anche dal rialzo delle quotazioni del petrolio. Nei soli primi quattro mesi dell anno il greggio americano è arrivato a trattare fino al di sopra dei 110 $/bar, segnando un rialzo di oltre venti punti percentuali comportando un aumento del costo della benzina, quindi un'ulteriore contrazione del già basso reddito delle famiglie americane. In questo contesto, la bassa crescita economica non è quindi riuscita a dare slancio al mercato del lavoro, dimostratosi ancora una volta una delle variabili più critiche e importanti da monitorare. La creazione di nuovi posti di lavoro è risultata positiva ma decisamente debole in maggio/giugno, e non particolarmente esaltante nel periodo estivo complice una domanda interna soddisfatta attraverso le importazioni. Solo sul finire dell anno si sono evidenziati dei miglioramenti grazie ai segnali positivi giunti dalle richieste di sussidio di disoccupazione (scese stabilmente sotto le 400K unità), segnalando le potenzialità affinché l economia possa rafforzarsi, aprendo un auspicato circolo virtuoso che coinvolga consumi, investimenti e ulteriormente il mercato del lavoro. Rimane comunque ancora molta strada da fare per recuperare l ingente perdita di posti di lavoro occorsa dopo il default di Lehman Brother s e lo scoppio della pesantissima crisi finanziaria che ne è conseguita. Le assunzioni di nuovo personale sono state molto contenute e l attenzione delle aziende si è rivolta maggiormente a preservare i margini e la redditività in una situazione di bassa crescita economica e di forte concorrenza. La discesa del tasso di disoccupazione, calato all 8,50% dal 9,40% di fine 2010, è di certo un risultato confortante ma siamo ancora decisamente distanti dall area del 5,00% / 6,00% evidenziata nei primi sette anni del nuovo millennio. La decisione di incrementare la forza lavoro è quindi giunta solo in seguito alla certezza che la Fed farà di tutto per sostenere l economia, cercando di abbattere il costo dei finanziamenti in capo a famiglie e imprese con la sua politica iperaccomodante e Fed Funds sempre in area 0-0,25%, grazie ad una dinamica dei prezzi che non desta preoccupazioni. Ne è quindi conseguito che il PIL ha accelerato la propria dinamica nel secondo semestre, arrivando a segnare un ritmo d espansione prossimo al 3,00% nel periodo ottobre/dicembre grazie anche alla stabilizzazione (ma sempre su livelli molto contenuti) del mercato immobiliare su molteplici fronti quali le costruzioni, le compravendite e i prezzi. Il tutto innanzi a margini di manovra molto contenuti dell amministrazione Obama che si è trovata ad affrontare il taglio dell enorme deficit pubblico e un debito governativo in continuo aumento, fattori che insieme all impasse politica per l aumento del tetto del debito hanno portato al taglio di rating del colosso statunitense nel corso del mese di agosto, con la perdita del maggior giudizio di solidità secondo Standard & Poor s. ZONA EURO Nella prima parte dell anno la Germania ha fatto da traino per tutta l area, seguita dalla Francia, mentre i paesi periferici a partire dalla Grecia hanno evidenziato una condizione di sofferenza crescente che è culminata tra luglio e agosto. Sebbene il paese ellenico avesse evidenziato una situazione di debolezza sin dal 2010, l Italia risultava in una condizione migliore rispetto ai paesi periferici. Con il passare dei mesi il divario tra realtà core e periferiche si è andato però ad ampliare. Fin da subito la BCE ha sostenuto i governi in maggiore difficoltà attraverso l acquisto di titoli di stato e mantenendo la sua piena disponibilità a fornire liquidità ai sistemi finanziari europei. Nel prosieguo, il secondo quarter si è aperto con l ulteriore intensificarsi della crisi del debito sovrano in Grecia e Irlanda, con la richiesta da parte del Portogallo di assistenza finanziaria e l aumento di 25 bp dei tassi d interesse di riferimento con lo scopo di contenere e stabilizzare i prezzi, in particolare per l impennata degli stessi registrata a seguito dell aumento delle quotazioni delle materie prime tra cui il petrolio. I dati macroeconomici dei paesi core hanno continuato però a mantenersi positivi tanto da portare ad un rialzo delle stime di crescita per il 2011, grazie soprattutto alla crescita del settore delle costruzioni tedesco che non aveva conosciuto alcuna bolla negli anni precedenti alla crisi. Nei paesi periferici la situazione è rimasta difficile soprattutto a causa dell iniziale adozione di politiche fiscali restrittive, della riduzione della leva delle famiglie, dei 18

19 RELAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI SULLA GESTIONE tempi lunghi per il rientro della bolla immobiliare, oltre che per gli elevati tassi di disoccupazione. Tra luglio ed agosto la situazione è peggiorata con il ridimensionamento della fiducia ed un aumento della divergenza tra paesi core e periferici a seguito dell adozione di politiche fiscali più stringenti, tra cui si può ricordare l approvazione di un nuovo piano di austerity ad Atene e la manovra finanziaria italiana d estate. In scia, il peggioramento anche dei dati macro italiani con l indice PMI manifatturiero e dei servizi che si sono attestati sotto la soglia dei 50 punti e la produzione industriale che è risultata in parziale contrazione. Alcune prime difficoltà sono emerse anche nei paesi core con la Germania che ha registrato un rallentamento (con l incremento del PIL per un contenuto +0,10%), causando un forte aumento dei timori di un ulteriore rallentamento nell economia dell area. La BCE - nel ruolo di prestatore di ultima istanza - è intervenuta sui mercati con l acquisto di titoli di stato (in particolare italiani e spagnoli) per frenare la volatilità e per mantenere una condizione di stabilità nei sistemi finanziari europei. La stessa, dopo aver rivisto al ribasso le prospettive di crescita del PIL all 1,60% per il 2011 e ipotizzando una crescita nulla per tutto il secondo semestre, ha aperto la strada ad un ribasso dei tassi d interesse per i mesi a venire. In molteplici nazioni abbiamo inoltre assistito ad un rinnovo dei Governi per cercare di dare una svolta a situazioni molto delicate e critiche. Ad ottobre sono aumentati i timori legati ad una recessione nell eurozona per la presenza di un circolo vizioso tra crisi finanziaria e fiducia delle famiglie e delle imprese. I governi europei, per evitare un possibile contagio della crisi ellenica a realtà strategiche quali Italia e Spagna, si sono accordati in merito alla ricapitalizzazione delle banche, senza tuttavia definire le modalità e l ampiezza dell intervento. Le decisioni hanno riguardato anche la questione del debito greco puntando ad un maggiore haircut da applicare ai titoli di debito del paese dal livello inizialmente proposto del 21,00% ed il potenziamento del fondo salva stati. L anno si è chiuso con l evidenza di un forte rallentamento dei paesi core ed una limitata recessione/stagnazione dei paesi periferici. ASIA E PACIFICO Nel corso del 2011 le economie asiatiche hanno evidenziato risposte positive a criticità in larga parte esogene ai propri fondamentali, provenienti soprattutto dai partner commerciali occidentali, che hanno di fatto accresciuto il ruolo dell area in uno scenario di stabilità globale. Dopo una partenza debole, per il Giappone l andamento delle principali variabili è stato fortemente segnato dal disastroso terremoto di marzo che ha colpito fortemente la popolazione e le strutture produttive del Paese compromettendo la perfomance della prima metà dell anno. La seguente fase di recupero si è evidenziata in due trimestri di espansione netta ed in linea con le attese. Tuttavia la ricostruzione non ha avuto un vero ruolo di volano in quanto smorzata dalla fase di rallentamento globale vissuta nei mesi estivi e dall avversione al rischio favorita dalla crisi del debito europeo. Nonostante il forte indebitamento dello stesso governo giapponese, gli investitori hanno ampiamente comprato la divisa nipponica spingendola a massimi di lungo corso verso le principali divise estere. Questi i temi che hanno occupato e preoccupano le autorità centrali, ma va tuttavia rimarcato come questo ritardo della fase di ricostruzione e un trend favorevole per i consumi interni lasciano sul finire d anno uno stato di salute e prospettive più incoraggianti rispetto ad altre potenze industriali. In questo contesto la Cina ha continuato a fare la parte del leone nella crescita globale, subendo un impatto complessivamente limitato dalle difficoltà estere. L espansione del PIL nel corso del 2011 è stata del +9,20%, dal +10,40% dell anno precedente, mentre i prezzi al consumo hanno visto diminuire le spinte inflative sul finire d anno, dopo aver toccato rialzi oltre il 6,00% tendenziale nel corso dei mesi estivi guidati dai prezzi dei beni alimentari. La tenuta di ritmi di crescita elevati ha sorpreso le attese, dimostrando la forza e la maggiore indipendenza della domanda nazionale e ribadendo il ruolo che oramai compete alla Cina fra i big mondiali. COMMODITIES I fattori di instabilità globali hanno influito anche sull andamento dei prezzi delle materie prime, sebbene in maniera diversa ed in taluni casi insolita. Ulteriore criticità è giunta come sempre dallo scenario geopolitico, a cominciare dai moti mediterranei della cosiddetta Primavera araba culminata in rivolte, 19

20 CASSA CENTRALE BANCA / BILANCIO / 2011 cambi di regime e in una guerra in Libia. Come risultato sulla piazza di New York il petrolio WTI a fine aprile toccava il massimo quasi triennale di 113,93$/bar grazie ad un rally di quasi il +25,00% da inizio anno, poi smorzatosi nella seconda parte dell anno, terminato con un ritorno positivo di circa il +8,20% al prezzo di 98,83$/bar. Si son chiuse invece a 107,38$/bar le quotazioni del Brent, che nel corso dell anno si è distinto per il differenziale con il petrolio texano arrivato a toccare massimi di oltre 27 dollari. I metalli preziosi, ed in particolare l oro giallo, sono stati protagonisti sui mercati anche nel 2011 andando a testare nuovi massimi storici. Grazie al ruolo storico di bene rifugio l oro è arrivato a superare i 1.900$/ oz in settembre dopo una crescita continua, per poi tuttavia evidenziare un brusco crollo e maggiore volatilità chiudendo le contrattazioni il 30 dicembre su livelli contenuti a 1.563,7$/oz. La domanda proveniente dai Paesi Emergenti si è confermata un driver importante. Le commodities industriali in particolare hanno evidenziato ribassi importanti con perdite anche oltre i venti punti percentuali. È il caso del rame che in dodici mesi ha perso il -23,00% e dell alluminio che ha registrato il -19,30%. Anche le materie agricole hanno vissuto una stagione incerta, in buona parte con variazioni di prezzo negative in maniera significativa, quali cotone, cacao, zucchero e soia. CONFRONTO PREZZO DELL'ORO E DEL PETROLIO Barile di petrolio Oncia d oro GEN 11 APR 11 LUG 11 OTT 11 GEN 12 20

21 RELAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI SULLA GESTIONE MERCATO MONETARIO Il mercato monetario ha vissuto un 2011 caratterizzato ancora da una marcata crisi di fiducia fra gli operatori, che ha continuato a bloccare gli scambi oltre il brevissimo termine. In questo scenario è risultato sempre più rilevante il ruolo della Banca Centrale Europea quale finanziatore del sistema bancario, non solo sull orizzonte di breve termine. La BCE ha infatti continuato a prorogare il regime di aggiudicazione certa dei fondi nelle operazioni di rifinanziamento, previsto almeno fino a luglio 2012, per consentire al sistema di sopperire alle perduranti difficoltà a rifinanziarsi sui mercati istituzionali. Difficoltà che si sono intensificate nella seconda parte dell anno in concomitanza con la crisi dei debiti sovrani in Area Euro e che hanno spinto la BCE ad adottare nuove misure straordinarie di sostegno al mercato monetario. La Banca Centrale ha effettuato operazioni di rifinanziamento a più lungo termine, arrivando a perfezionare in dicembre un operazione straordinaria della durata di 3 anni per 489 miliardi di Euro ed annunciando un operazione analoga a marzo Nel 2011 il sistema bancario italiano ha visto così aumentare esponenzialmente la raccolta dalla Banca Centrale, passando dai 47,6 miliardi di Euro di fine 2010 ai 210 miliardi di fine Come ulteriore misura distensiva, la BCE ha inoltre definito nuove regole per aumentare le tipologie di collateral prestato a garanzia dalle banche a fronte dei finanziamenti concessi. Sul fronte tassi, a seguito di una timida ripresa economica che portava possibili pressioni al rialzo sui prezzi, la BCE ha deciso due rialzi di 0,25% del tasso di riferimento nella prima parte del Nell ultima parte dell anno però, con il peggioramento delle condizioni sui mercati finanziari (in concomitanza anche con il cambio di presidenza passata da Trichet a Draghi), la Banca Centrale ha deciso due analoghi tagli riportando il tasso di riferimento al minimo storico dell 1,00%. A fronte delle nuove operazioni BCE a lungo termine, la liquidità presente nel sistema, che era sensibilmente diminuita già a partire da metà 2010, è ritornata a salire raggiungendo un picco oltre i 600 miliardi dopo il regolamento dell asta triennale di dicembre. Questo ha avuto un impatto sensibile sui tassi a brevissimo del mercato monetario. L overnight, dopo aver visto durante la prima parte del 2011 una tendenza al rialzo verso livelli prossimi a quelli del tasso di riferimento, a fronte di un processo di normalizzazione con la nuova liquidità iniettata nel sistema, ha subito una pressione al ribasso che ha riallineato i livelli al tasso di deposito ad un giorno presso la BCE (portato a dicembre allo 0,25%). Da segnalare che nell ultima parte dell anno, in concomitanza con la fase più acuta della crisi sul debito sovrano italiano, il tasso overnight sul mercato interbancario italiano ha subito un netto rialzo rispetto ai livelli europei, prezzando un maggior rischio percepito nel sistema bancario nazionale. Una tensione in fase di rientro dopo l iniezione di fondi dell asta BCE triennale. Analoga è risultata la dinamica dei tassi Euribor: a differenza del 2010, nel 2011 i fixing hanno confermato livelli superiori al tasso di riferimento in essere, in linea con la fase di normalizzazione. Nel secondo semestre però l interbancario italiano ha negoziato a spread significativi rispetto ai fixing Euribor. Con l iniezione di liquidità nell ultima parte dell anno i tassi di mercato monetario sono tornati a calare, con il livello di riferimento a 3 mesi sceso da 1,60% a 1,35% in chiusura d anno. Infine, la liquidità immessa dalla BCE ha continuato a non circolare nel sistema finanziario, a fronte del progressivo nuovo rialzo nell ultima parte dell anno dei depositi ad un giorno presso la Banca Centrale stessa. 21

22 CASSA CENTRALE BANCA / BILANCIO / 2011 Paese Tasso ufficiale Variazione Denominazione Valore al Ultima Da inizio 2011 EUROPA Area Euro Tasso refi 1, ,25 1, Regno Unito Tasso repo ,50 0, Svizzera Target banda osc. 0, ,25 0,25-0,25 AMERICA E GIAPPONE Stati Uniti Tasso Fed Funds Range 0,00-0, ,75 0,00 0, Giappone O/N Call rate 0, ,20 0,

23 RELAZIONE DEGLI AMMINISTRATORI SULLA GESTIONE TASSI DI CAMBIO La crisi del debito in Europa è stata un fattore determinante nell evoluzione del mercato valutario durante il 2011, modificando radicalmente gli assetti tra la prima parte dell anno, in cui prevaleva un clima di fiducia, e la seconda, caratterizzata da una nuova ondata di avversione al rischio. I primi mesi dell anno hanno visto un apprezzamento dell Euro fino a raggiungere a maggio 1,4880 contro Dollaro, spinto dalla politica monetaria restrittiva della BCE e dalla crescita della Germania, mentre sui mercati si ipotizzava una ripresa dell economia globale. Nel secondo semestre, il peggioramento dello scenario macroeconomico e l acuirsi dei problemi legati all insostenibilità del debito pubblico dell Area Euro hanno indotto gli investitori ad indirizzare le proprie disponibilità verso divise a basso rischio, vendendo la moneta unica. Ne è risultato un forte apprezzamento dello Yen, che ha segnato la migliore rivalutazione contro Euro (7,78%), nonostante un economia non certo brillante e una crescita dei prezzi negativa. Il Franco svizzero ha registrato un apprezzamento ancora più consistente (in agosto la rivalutazione contro Euro ha superato il 16,40%), tanto da costringere la Banca Nazionale Svizzera ad una serie di interventi sul mercato per svalutare la moneta ed evitare così che le esportazioni ne venissero eccessivamente danneggiate. In settembre ha poi ufficialmente fissato un minimo a 1,20 per l Eur/Chf, limitando così ulteriori apprezzamenti. Il Dollaro Usa ha beneficiato in questa seconda fase del ruolo di valuta rifugio, stornando dai minimi dal 2009 per terminare l anno con un apprezzamento del 3,17% contro Euro. CAMBIO EURO/DOLLARO 1,50 Cambio Euro/Dollaro 1,45 1,40 1,35 1,30 1,25 1,20 1,15 GEN 11 FEB 11 MAR 11 APR 11 MAG 11 GIU 11 LUG 11 AGO 11 SET 11 OTT 11 NOV 11 DIC 11 23

24 CASSA CENTRALE BANCA / BILANCIO / 2011 La politica espansiva della Federal Reserve, che nel primo trimestre del 2011 aveva penalizzato il Dollaro nel confronto con la più aggressiva BCE, ha poi attratto gli investitori. Nell ultima parte dell anno i dati macro positivi usciti negli Stati Uniti hanno attirato flussi in acquisto sul Dollaro, diversamente da quanto si realizzava in passato con le valute rifugio: segnale di una scarsa fiducia nella moneta unica, anche in periodi di aumento della propensione al rischio. Nel clima di incertezza che ha caratterizzato il secondo semestre del 2011, l Euro ha guadagnato contro le valute più speculative, legate alle commodities: il Rand sudafricano (Zar) si è deprezzato del 18,28%, scontando i timori di un rallentamento globale. Infine, le economie minori europee, dipendenti dalle esportazioni verso l Eurozona, hanno subito gli effetti della crisi dell Euro e del rigore imposto dal mercato, tradotto in politiche fiscali restrittive per ridurre il debito pubblico. Lo Zloty polacco si è svalutato del 12,15% durante l anno, mentre il Fiorino ungherese ha perso il 13,18%. Sull Ungheria ha pesato inoltre la richiesta di accesso ai fondi EU-FMI, che impone al Paese ancora maggior rigore. Cambio Var.% EUR/USD 1,3362 1,2939-3,17% EUR/AUD 1,3136 1,2723-3,14% EUR/CAD 1,3322 1,3215-0,80% EUR/CHF 1,2504 1,2156-2,78% EUR/GBP 0,8608 0,8353-2,96% EUR/JPY 108,65 100,20-7,78% EUR/CZK 25,06 25,79 2,91% EUR/DKK 7,4535 7,4342-0,26% EUR/HUF 277,95 314,58 13,18% EUR/NOK 7,8000 7,7540-0,59% EUR/NZD 1,7200 1,6737-2,69% EUR/PLN 3,9750 4, ,15% EUR/SEK 8,9655 8,9120-0,60% EUR/TRY 2,0694 2, ,06% EUR/ZAR 8, , ,28% GBP/USD 1,5524 1,5490-0,22% USD/CHF 0,9358 0,9395 0,40% USD/JPY 81,31 77,44-4,76% USD/CNY 6,5900 6,2939-4,49% 24

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