Enpap. Notiziario. Creare un efficace strumento di previdenza e assistenza per gli psicologi italiani

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1 Enpap 21 Notiziario Spedizione in Abbonamento Postale art. 2, comma 20/c, legge 662/96 - Filiale di Roma - Anno VIII - n 1, giugno 2007 Creare un efficace strumento di previdenza e assistenza per gli psicologi italiani ENTE NAZIONALE DI PREVIDENZA ED ASSISTENZA PER GLI PSICOLOGI

2 Sommario Editoriale Costruire insieme un efficace strumento di previdenza e assistenza per gli psicologi 3 Tavola rotonda L Ente a confronto su nuove proposte 6 Intervista Previdenza prossima ventura. Giovanni Geroldi spiega come cambieranno le pensioni 11 Intervista a due Così sarà gestito il portafoglio Enpap 15 Agenda La gestione finanziaria dell Ente: i risultati del Inserto Emapi - L assistenza sanitaria integrativa I-IV Notiziario Enpap periodico dell Ente Nazionale di Previdenza ed Assistenza per gli Psicologi Direttore Responsabile Mario Rossini Comitato di redazione Angelo Arcicasa, Antonio Azzolini, Stefano Crispino, Demetrio Houlis, Domenico Mastroscusa, Emanuele Morozzo della Rocca, Massimo Muzzin, Letizia Serra, Mario Rossini, Laura Lulli (segretaria di redazione) Registrazione Tribunale di Roma, n 354/2000 Redazione via Andrea Cesalpino, Roma tel fax Stampa Edigraf Editoriale Grafica Roma - via E. Morosini, 17 Finito di stampare giugno 2007 Sped. in Abb. Post. art. 2 comma 20/c legge 662/96 - Filiale di Roma Pubblicazione inviata gratuitamente a tutte le psicologhe e a tutti gli psicologi iscritti all Ente 2

3 Editoriale ENPAP Costruire insieme un efficace strumento di previdenza e assistenza per gli psicologi di Demetrio Houlis Negli ultimi mesi l Ente sta portando a compimento alcuni importanti progetti che avranno benefici, anche immediati, sui colleghi. Si tratta di iniziative in particolare nel campo dell assistenza la cui logica è bene sottolinearlo è strettamente legata alla tematica previdenziale. Il nostro obiettivo, infatti, è creare un sistema previdenziale che, in ossequio al dettato e allo spirito costituzionale e alle recenti direttive europee in materia, consenta ai nostri anziani una vecchiaia decorosa, condizione questa che, allo stato attuale, non risulta purtroppo assolutamente garantita. Ma, più in generale, possiamo affermare che desideriamo creare un efficace strumento di previdenza e assistenza per gli psicologi italiani in cui l erogazione in denaro sia integrata da supporti assistenziali che siano in grado di intervenire nei momenti di reale necessità del collega. Le riflessioni e le proposte di riforma del sistema previdenziale, come più volte ribadito in passato e di cui si da conto nelle pagine di questo stesso numero del Notiziario, devono essere coniugate con interventi anche sul versante dell assistenza, al L e riflessioni e le proposte di riforma del sistema previdenziale devono essere coniugate con interventi anche sul versante dell assistenza fine di creare un sistema di tutela complessiva dei colleghi che si fondi su entrambi questi due pilastri. Ebbene, in questi mesi sono state assunte una serie di specifiche decisioni che, pur in attesa delle necessarie autorizzazioni ministeriali, potranno permettere all Ente di muoversi in modo deciso lungo questa strada. Di esse desideriamo fornire una prima sintetica informazione a cui seguirà necessariamente, una volta definito il momento attuativo, una comunicazione dettagliata. Assistenza sanitaria integrativa. Si è ritenuto di offrire a tutti gli iscritti una tutela di fronte ai rischi che derivano da situazioni di gravi malattie che, oltre condizionare la nostra serenità, hanno anche pesanti ricadute sul piano economico. Grazie alla nostra adesione a Emapi, associazione senza finalità di lucro costituita all interno dell Adepp, sarà possibile avere, con oneri interamente a carico dell Enpap, una copertura per le spese derivanti dai grandi interventi chirurgici e da gravi eventi morbosi. Indennità da grave infortunio. In collegamento con la copertura per l assistenza 3

4 4 sanitaria integrativa, sarà possibile offrire agli iscritti un indennità in caso di grave infortunio, colmando così una carenza presente nel sistema di calcolo contributivo che, come noto, tutela in modo del tutto marginale eventi di questa natura. Indennità da malattia grave. In casi di malattie inabilitanti particolarmente prolungate, è prevista l erogazione di una indennità che abbia la funzione di rendere meno pesanti gli effetti economici che ne derivano. Contributi per non autosufficienti anziani o per inabilità permanenti. È questo un settore d intervento di grande importanza, destinato in futuro ad assumere dimensioni rilevanti nel contesto degli interventi a tutela delle condizioni di maggior bisogno. In attesa di poter predisporre interventi attraverso strutture consortili sul modello di quelle utilizzate per l assistenza sanitaria, si ritiene di intervenire, al momento, con erogazioni dirette. Contributi per spese funerarie a favore dei superstiti di iscritti deceduti e borse di studio per figli di iscritti deceduti o inabili. Questi interventi hanno lo scopo di alleviare, perlomeno sul piano economico, questi difficili momenti che, purtroppo, si possono creare nelle famiglie dei colleghi. N ostro obiettivo è tutelare stabilmente le condizioni di reale bisogno e per fare ciò vanno attuati interventi mirati ed evitati quelli indiscriminati a pioggia Contributi a colleghi che esercitano in zone colpite da catastrofe o calamità naturali. Saranno finalizzati al ripristino dello studio professionale. Come in precedenza evidenziato, si tratta di un intervento di ampio respiro che ha in corso il necessario iter di autorizzazioni ministeriali e che, realisticamente, contiamo di poter rendere operativo, per la gran parte degli interventi, entro la fine dell anno in corso. Poiché le risorse economiche che rendono possibili le predette iniziative sono state reperite nel bilancio dell Ente, pensiamo sia importante evidenziare che ciò è stato possibile anche grazie a un oculata gestione amministrativa dell Ente che ha permesso di ottenere importanti risparmi sul piano dei costi. Una politica attiva sul versante dell assistenza, va infatti rapportata a una corretta gestione di bilancio che tenga conto di quelle che sono, e potranno essere in futuro, le risorse realmente disponibili. A tale proposito il nostro obiettivo è tutelare stabilmente le condizioni di reale bisogno e per fare ciò vanno attuati interventi mirati e, al contrario, evitati quelli indiscriminati a pioggia, tenendo conto di quella che è la composizione della nostra comunità professionale. Altro settore d intervento ha riguardato una serie di modifiche del regolamento di previdenza volte a realizzarne un opportuno aggiornamento sulla base dei suggerimenti pervenuti dagli iscritti, delle esperienze maturate in seno all Ente e delle mutate condizioni generali. Anche in questo caso si è in attesa delle necessarie approvazioni del ministero del Lavoro e del ministero dell Economia, ma ci sembra importante indicare sin d ora i filoni lungo i quali ci si è mossi. Sul piano contributivo si è agito nella direzione di ampliare ulteriormente la possibilità di scelta per i colleghi tra varie aliquote contributive, ulteriori rispetto a

5 quella minima del 10%. Si vuol dare in tal modo un ampia flessibilità contributiva al sistema (aliquote opzionali dal 14% al 20%) per consentire a ognuno di noi, anno per anno sulla base delle proprie condizioni economiche, di poter decidere se incrementare il proprio montante contributivo e, conseguentemente un domani, l entità della pensione. Si è poi operato sul sistema sanzionatorio secondo una logica di razionalizzazione e di diminuzione degli oneri per sanzioni. Stiamo assistendo infatti a una graduale e costante diminuzione delle irregolarità commesse dagli iscritti, per cui è apparso opportuno rendere più semplice, laddove possibile, la regolarizzazione delle posizioni ferma restando una Si è operato per l ampliamento dei soggetti da considerare come superstiti di un iscritto doverosa differenziazione tra chi rispetta tempestivamente gli adempimenti e chi, essendo meno puntuale, impone all Ente (e quindi a tutti noi) costi aggiuntivi. Un terzo versante su cui si è operato, riguarda l ampliamento dei soggetti da considerare superstiti di un iscritto. Già negli anni passati avevamo proposto, senza successo, un testo che prevedeva un riconoscimento delle coppie di fatto. Oggi, considerando un possibile intervento legislativo sulla materia, riproponiamo l argomento rimandando, per quanto attiene la definizione dei soggetti interessati, a quanto stabilirà la normativa generale. Vorrei infine invitare alla lettura del pezzo, in questo stesso numero del Notiziario, riguardante l andamento degli investimenti del nostro patrimonio nel corso del Si è ottenuto infatti un rendimento netto pari al 4,31%, rilevante non solo perchè superiore di circa il 20% a quanto previsto dai parametri di legge, ma anche perché raggiunto in una annualità in cui i mercati obbligazionari hanno mediamente prodotto risultati negativi e quelli azionari mondiali si sono attestati intorno al 3%. Ciò significa che la strategia da noi adottata sta funzionando e ci permettere non solo di raggiungere risultati superiori a quelli dei mercati mondiali, ma di ottenere questo risultato con profili di rischio nettamente inferiori. Sicuramente su questo versante è necessario fare ogni sforzo per migliorare ulteriormente e ottimizzare gli strumenti finanziari in nostro possesso, siamo però propensi a credere di aver intrapreso una strada giusta. ESTRATTO CONTO CONTRIBUTIVO INDIVIDUALE Entro i primi di luglio è previsto l arrivo, all indirizzo postale che l iscritto ha comunicato all Enpap quale preferito per l invio del Notiziario e della corrispondenza, dell estratto conto cartaceo relativo alla posizione individuale presso l Ente. Attenzione: la prima pagina dell estratto conto contiene anche la matricola e la password individuale per accedere alle funzionalità dell area riservata del sito agli iscritti. 5

6 Tavola rotonda Il laboratorio della previdenza L Ente a confronto su nuove proposte Nello scorso numero del Notiziario sono stati pubblicati gli obiettivi generali della previdenza deliberati dal Consiglio di indirizzo generale dell Ente. Il dibattito che ha portato all identificazione di queste linee guida è stato ampio e approfondito. Infatti, lo scopo istituzionale dell Enpap è curare la posizione dei propri iscritti, soprattutto dal punto di vista della previdenza. Se questo è il punto fermo, è anche vero che molti sono i ragionamenti e le riflessioni che si possono fare sulla materia e molte anche le direzioni percorribili. Su questi temi si confrontano alcuni componenti del Consiglio di indirizzo generale dell Ente. Consigliere Antonio Sperandeo, oltre agli obiettivi approvati dal Consiglio si è tanto parlato della proposta di una pensione solidaristica di base, la cosiddetta proposta Angrisani. In che cosa consiste? Gli obiettivi generali della previdenza che abbiamo elaborato, e che il Consiglio di indirizzo generale in larga parte ha approvato, concorrono all obiettivo fondamentale di assicurare a tutti i colleghi pensioni adeguate. A tale scopo il Gruppo di lavoro ha proposto, e intende ancora riproporre, l introduzione di una variazione del sistema di calcolo, attraverso l adozione di una pensione solidaristica di base, finanziata con il raddoppio del contributo integrativo dal 2% al 4% (appena 1 euro ogni 50 di fatturato) sostenuto dal parere esperto del professor Massimo Angrisani, Ordinario di Tecnica previdenziale, attuariale e delle assicurazioni dell Università di Roma La Sapienza. Con la pensione solidaristica di base introdurremmo un elemento di ripartizione, ovvero di distribuzione sulle Le caratteristiche principali della nostra categoria? Sono due: bassi redditi e forte espansione pensioni, in modo solidale, equo e sostenibile di un contributo che rimane a carico dei clienti: tale contributo, attualmente pari a circa 10 milioni di euro, utilizzato al 40% per le spese di amministrazione della Cassa, sarebbe ripartito almeno per i 2/3 sulle pensioni. In questo modo si arriverebbe automaticamente ad almeno 500 euro mensili, e ovviamente anche di più in ragione della crescita dei redditi percepiti e dichiarati dai colleghi. Avevamo proposto dei criteri di attribuzione che prevedessero almeno 20 anni di iscrizione alla Cassa, di cui 15 con un versamento di contribuzione integrativa annua almeno doppio rispetto al minimo (120 euro) e criteri reddituali e di anzianità effettiva che ne consentissero la liquidazione pro-quota. Ma il nostro gruppo di lavoro si è posto anche altri obbiettivi: l introduzione di un prestito d onore a favore dei giovani colleghi per i primi tre anni di iscrizione alla Cassa, con differimento opzionale e totale del contributo soggettivo a interessi zero; la riduzione a 1/3 del contributo minimo per i primi 6 7

7 tre anni di iscrizione alla Cassa (in atto valgono i primi tre anni di iscrizione all Ordine); la riduzione a 500 euro del minimo per redditi tra 1.560,01 e euro (in atto 780) per tre anni, in caso di flessione nei guadagni; la flessibilità opzionale dell aliquota dal 10 al 20% (flessibilità verticale), con possibilità di versare anche meno al dovuto e possibilità di recuperarne il versamento in un arco di tempo più ampio (flessibilità orizzontale), di modo che ciascuno possa decidere il profilo previdenziale più adeguato alle proprie possibilità e al proprio progetto previdenziale. Consigliere Daniela Cavallo, si tratterebbe certo di un cambiamento importante. Ma è una proposta sostenibile, per la nostra categoria? Reggerebbe alla prova dei fatti? Certamente non è sostenibile il raddoppio di tutti i contributi (ovvero l aumento del contributo integrativo dal 2% al 4% e del contributo soggettivo dal 10% al 19%) che attualmente è la soluzione che sta silenziosamente procedendo. I colleghi debbono sapere che tutte le Casse del decreto legislativo n. 103/96, inclusa la nostra, in maniera unitaria hanno già chiesto la possibilità di aumentare il contributo soggettivo e integrativo al Governo e ai Ministeri (si veda Notiziario Enpap 20, pag. XVII punto 3). Come libera professionista e rappresentante di un gruppo per lo più di liberi professionisti ho pubblicamente espresso una profonda preoccupazione e ho cercato una soluzione alternativa attraverso il gruppo di Lavoro Previdenza e Assistenza (cui hanno sinora attivamente partecipato Sperandeo, che ne è il coordinatore, Michielin e la sottoscritta e due esperti esterni, l avvocato Sazzini, presidente del sindacato degli avvocati, e il professor Angrisani). Abbiamo osservato come la caratteristica di forte espansione della nostra categoria rende possibile cambiare il sistema di calcolo, nodo del problema pensionistico: la pensione individuale, data dall accumulo dei propri contributi, verrebbe aumentata attraverso miglioramenti tecnici e grazie all aggiunta di una pensione di tipo solidaristico, ottenuta girando ai pensionati una parte del contributo integrativo degli attivi. L aumento del contributo integrativo dal 2% al 4%, se sommato al cambiamento del sistema di calcolo, darebbe la possibilità di una forte assistenza e un risultato pensionistico equivalente a un raddoppio di tutti i contributi (soggettivo e integrativo), rendendo inutile l aumento contributivo, soluzione prospettata dalle Casse del decreto legislativo n. 103/96. La Cassa è anzitutto degli psicologi e come Gruppo di lavoro avevamo proposto di lasciare la scelta agli psicologi, tramite voto, subordinandola anche al raggiungimento dei cambiamenti normativi necessari per cambiare il sistema di calcolo. La pensione solidaristica andrebbe elargita a chi ha svolto la libera professione come lavoro prevalente senza escludere a priori chi ha dovuto per qualche anno svolgere lavori diversi (come ad esempio contratti a progetto o per cooperative), e si ritrova con una seconda pensione di una manciata di euro. Liberi professionisti si diventa, e non tutti i liberi professionisti nascono da famiglie ricche. Purtroppo il nostro lavoro è stato accettato solo parzialmente e l unica altra soluzione esistente è il raddoppio globale dei contributi (integrativo e soggettivo): l alternativa è ora se morire di fame adesso o dopo, e gli psicologi non dovranno neppure scegliere tramite una votazione. Consigliere Emanuele Morozzo, perché la proposta Angrisani non ha incontrato il favore del Consiglio di indirizzo generale? Quali sono i motivi per cui non è passata? Nella riunione del Consiglio di indirizzo generale dell ottobre scorso, sono state approvate diverse misure sulla previdenza, 8 7

8 Si tratterebbe però di un beneficio distribuito a pioggia, secondo una logica iniqua tutte votate all unanimità. Una di esse ha invece visto un confronto serrato su posizioni diversificate. L oggetto del contendere era la misura che voleva innalzare dal 2 al 4% il contributo integrativo che versiamo ogni anno alla Cassa (quello che ci dovrebbero dare i nostri clienti, non detraibile). Il Consiglio di indirizzo generale ha ritenuto la proposta non sufficientemente solidaristica: questo beneficio sarebbe stato attribuito a pioggia, cioè a tutti gli iscritti all Ente. Il raggruppamento di cui faccio parte ha votato contro questa misura perché la considera onerosa per i liberi professionisti. Sappiamo infatti che essa va ad aumentare il costo per i clienti in un mercato che da tempo tende alla riduzione del guadagno dei liberi professionisti anche per la dissennata politica statale e accademica di immissione di migliaia di nuovi colleghi sul mercato del lavoro della psicologia. Tenete conto che per tutti quei colleghi liberi professionisti che lavorano con enti pubblici, su progetti, il compenso pattuito è onnicomprensivo e dunque tale misura rappresenterebbe una perdita secca. Il raggruppamento di cui faccio parte pensa che questo onere per i liberi professionisti avrebbe potuto essere vantaggioso solo e unicamente se tale misura avesse effettivamente portato a una perequazione all interno del sistema pensionistico della Cassa. Ho chiesto pertanto che venisse aggiunta l espressione limitandone la fruizione a chi ha esclusivamente l Enpap come erogatore di prestazione della pensione, per evitare che chi percepirà già una pensione, riceva anche questa integrazione pagata dai sacrifici di tanti liberi professionisti. Altri raggruppamenti non hanno accettato questo emendamento volendo istituire una strana figura: la solidarietà non equa. Va considerato anche che molti dipendenti pubblici che sono iscritti alla Cassa contribuiscono spesso in minima parte e per un arco di tempo limitato. Si tratterà di tornare sull argomento per valutare, soprattutto con dati più precisi alla mano, la convenienza di tale misura per chi ha solo l Enpap come ente erogatore di pensione. Consigliere Giovanni Greco, quindi sarebbe nato l obbligo, soltanto per alcuni degli iscritti, di accollarsi i costi di un beneficio collettivo. C è o non c è lo spazio per una mediazione, tenendo conto della possibilità ventilata di vantaggi generali? La mia lista aveva un programma politico elettorale che escludeva in modo molto chiaro qualsiasi aumento dei contributi obbligatori, almeno fino a quando non fosse chiarito dal legislatore tutto il sistema previdenziale di cui facciamo parte. Proprio in coerenza con questa linea, ho proposto e votato insieme ai miei colleghi di lista tutti i nuovi obiettivi della previdenza che il gruppo di lavoro ha presentato al Consiglio di indirizzo, compreso l aumento facoltativo del contributo soggettivo dal 10% fino al 20% per quanti decidano un anno di versare di più e poi magari tornare a riversare il 10% l anno dopo. Non siamo stati d accordo invece e, da soli, abbiamo votato contro l aumento obbligatorio del contributo integrativo dal 2% al 4% non facendolo passare. L aumento era collegato a un ipotesi tutta da dimostrare nella sua fattibilità legislativa, relativa a un progetto di pensione di base garantito. Ricordo che il contributo integrativo non viene utilizzato per far accrescere le posizioni previdenziali personali, ma serve a pagare la gestione dell ente e ciò che ne resta dovrebbe confluire in un fondo di riserva per 8 9

9 sostenere le nostre future pensioni. Utilizzo il condizionale perché in tutti questi anni il resto è stato purtroppo utilizzato per sopperire ai mancati rendimenti, dovuti per legge agli iscritti. Rendimenti che non si sono realizzati finanziariamente durante gli anni, per scelte di gestione che non abbiamo mai condiviso. E ora si chiederebbe ai liberi professionisti di addossare oggi e con effetto immediato sul mercato della loro clientela il 2% in più del contributo integrativo, promettendo come contropartita in un futuro non ben definito e di molto dubbia attuazione, un vantaggio. Troppi forse. E se domani l attuazione di questo ipotetico progetto di pensione di base dovesse rivelarsi non perseguibile cosa facciamo? Chiediamo scusa ai nostri iscritti e ritorniamo indietro? I ministeri ce lo consentiranno? Prima di chiedere sacrifici ai liberi professionisti bisogna essere responsabili e dimostrare nella realtà i vantaggi di quella proposta. Consigliere Anna Barracco, è evidente che sull eventuale raddoppio del contributo integrativo esistono due posizioni forti e nette. È una contrapposizione che può generare tensioni all interno dell Ente? No, anche perché non bisogna pensare che si sia persa l occasione una volta per sempre. Ci sono ancora circa dieci anni per valutare queste proposte. L Ente è stato fondato nel 1996 e solo nel cominceranno a esserci colleghi con 20 anni di contribuzione. Fino a quel momento, non è sbagliato concentrare le energie dell Ente per avere una fotografia più chiara delle reali situazioni degli iscritti. Uno dei punti più importanti, infatti, è una certa opacità nei dati. Per esempio, ed è molto preoccupante, manca il dato relativo all essere o meno titolari di altri trattamenti pensionistici. Per una percentuale elevatissima, oltre il 40% del totale. Questo significa che, in assenza di uno studio più approfondito, il rischio sarebbe stato quello di dare il bonus di 150 euro a colleghi che già possiedono altre posizioni previdenziali. È vero che l importo medio dei versamenti all Enpap è molto basso, ma è anche vero che vi sono alcuni colleghi che sono dipendenti pubblici del Ssn e versano all Enpap soltanto i proventi derivanti dall attività libero professionale, che per loro è accessoria; ci sono poi molti colleghi (ma è il dato quantitativo che sarebbe molto importante poter stimare) che lavorano come dipendenti in altri settori, e che a loro volta beneficiano di altre posizioni previdenziali. La mia prima obiezione è stata pertanto quella di valutare con maggior prudenza e di studiare meglio la fattibilità del progetto. Il Consiglio di indirizzo generale avrebbe potuto prendersi un paio d anni per trovare sistemi di incentivazione in grado, fra le altre cose, anche di stanare quella percentuale di iscritti che realmente ha interesse a investire nell Ente, in quanto è il suo principale punto di riferimento per la pensione. Un buon modo per sapere chi investe nell Enpap potrebbe essere quello di incentivare e premiare davvero chi decide di versare volontariamente più del 10% come contributo soggettivo. Incentivare davvero e premiare chi decide di accantonare di più, è un modo semplice e sicuro per vedere chi investe nell Ente. Sarei quindi stata molto favorevole a mantenere la proposta nella delibera, subordinando però l aumento del contributo integrativo dal 2 al 4% allo studio di fattibilità e soprattutto menzionando nella delibera un regolamento che avrebbe, caso per caso, valutato condizioni di inclusione ed esclusione dal beneficio. Consigliere Barbara Tacca, sul tavolo non c era soltanto la discussione relativa alla proposta Agrisani, ma anche questioni fiscali. Come si pensa di lavorare in direzioni vantaggiose per gli iscritti e per le loro pensioni future? L Enpap è un ente privato, che però assolve 10 9

10 indubbiamente una funzione di pubblica utilità, provvedendo a garantire il trattamento pensionistico degli psicologi libero professionisti e a fornire forme di assistenza economica in particolari casi di necessità. Da questa premessa risulta evidente che l Enpap non può essere considerato, ai fini fiscali, alla stregua di una persona fisica o di una società commerciale, anche se per garantire nel tempo il pagamento delle pensioni è obbligato a usare i medesimi strumenti di investimento del capitale. Ma il regime fiscale attualmente applicato, in base alla legge, non tiene conto di questa sostanziale differenza di funzione e di finalità fra l Ente e una qualsiasi attività commerciale e ingiustificatamente ne equipara la tassazione. Ne deriva che i rendimenti finanziari delle risorse costituite dai contributi versati dagli iscritti, nonostante la loro natura e finalità dichiaratamente previdenziale, sono soggetti al capital gain, ossia all imposta di recente aumentata dal 12,5 al 20% o all Irpeg, come nel caso delle società commerciali. Quest anomalia, secondo alcuni al limite dell incostituzionalità, diventa addirittura intollerabile se collegata all ordinaria tassazione prevista a carico del pensionato, fruitore finale delle prestazioni previdenziali dell Ente. In questo modo si attua l iniqua doppia tassazione con evidente effetto di ridurre l entità della pensione. In parole ancora più semplici, il fisco tassa (al 20%) una prima volta, anno per anno, i rendimenti dell investimento dei soldi che ciascun iscritto, tramite l Ente, consegue per costruirsi la pensione e poi li È importante definire chi è titolare anche di un altro trattamento pensionistico ritassa al momento della loro trasformazione nei ratei della pensione! Ciò che ancor di più irrita è il fatto che il legislatore che di recente ha disciplinato la costituzione dei fondi pensione per la previdenza integrativa interessanti tutti i lavoratori dipendenti, privati e pubblici, si è preoccupato di evitare esplicitamente la doppia tassazione su tale forma di pensione. Concretamente, sarà necessario che l Enpap, assieme all Enpapi (Ente previdenza infermieri), l Epap (Ente previdenza pluricategoriale) Enpab (Ente previdenza biologi) ed Eppi (Ente Previdenza periti industriali) ottengano presto l apertura di un tavolo di trattativa per la revisione di alcuni aspetti normativi, fra i quali senz altro c è la doppia tassazione. Consigliere Franco Boldrini, ci sono ancora direzioni percorribili per andare incontro alle necessità degli iscritti all Ente, sempre trattando di materia previdenziale? Il risultato più concreto che il gruppo di cui faccio parte è riuscito a raggiungere, grazie alla partecipazione ai nostri lavori del dottor Del Sordo, Presidente del Collegio dei Sindaci e esperto della materia, stato quello di riesaminare il regolamento dell'ente per cercare di adeguare, rispettando i limiti imposti dalla legge, le prestazioni ai reali bisogni degli iscritti. Abbiamo proposto al Consiglio di indirizzo generale, per fare un esempio, la restituzione del montante contributivo in alternativa alle prestazioni previdenziali, nei casi in cui queste risultassero inferiori al minimo pensionistico

11 Ente di Mutua Assistenza per i Professionisti Italiani L assistenza sanitaria integrativa è un settore di grande importanza per tutti i cittadini e, in particolare, per i professionisti che nei momenti di malattia hanno la necessità di poter contare su interventi non solo qualificati ma anche rapidi. Ogni giorno di malattia infatti, oltre ai pesanti disagi che di per sé implica, comporta per il libero professionista mancati guadagni che possono incidere anche in modo significativo sulla sua situazione economica, aumentando il livello di preoccupazione. Offrire pertanto ai professionisti una copertura assistenziale in questo campo rappresenta un elemento di tranquillità dovuto alla certezza che i bisogni sanitari più gravi, ma eventualmente anche quelli più ordinari, sono garantiti da una efficace copertura assicurativa. Queste considerazioni sono ormai patrimonio comune dei professionisti e ciò ha consentito di costituire, nell ambito dell Adepp-Associazione degli Enti Privati di Previdenza, l Emapi. Questa associazione di tipo consortile, che attualmente raccoglie l adesione di sette enti o casse private di previdenza, dopo un prolungato periodo di studio del settore sanitario ha bandito una gara europea, a cui hanno partecipato le principali società di assicurazione, che si è conclusa con l assegnazione alle Assicurazioni Generali del contratto relativo. Gli Organi statutari dell Enpap hanno ritenuto che fosse importante offrire ai propri iscritti un tale intervento assistenziale e hanno quindi deliberato in merito, attendendo l approvazione da parte dei Ministeri vigilanti che dovrebbero pervenire nel giro di qualche mese. Riteniamo pertanto che a partire dal prossimo autunno dovremmo essere in grado di offrire ai professionisti e ai pensionati in attività, con onere a carico del nostro Ente, la copertura assicurativa per i grandi interventi chirurgici e i gravi eventi morbosi. Gli iscritti che lo desiderano potranno poi estendere tale copertura assicurative ai propri familiari ovvero ampliare, per sé e per i propri familiari, la copertura assicurativa in una forma di assistenza sanitaria globale. È doveroso segnalare che le predette coperture assicurative sono attive dal 16 aprile scorso e che il collega che lo desideri può, in forma individuale volontaria, aderirvi sin da subito. Di seguito è pubblicato uno schema che sintetizza le condizioni di copertura sia per la Sezione A - Grandi interventi chirurgici e gravi eventi morbosi - che per la Sezione B - Copertura globale. Per informazioni su adesioni, tipologie di copertura e versamenti contributi è possibile telefonare dal lunedì al venerdì dalle ore 9.30 alle e dalle alle al numero ad addebito ripartito al costo di una chiamata urbana con esclusione del distretto di Roma e dei telefoni cellulari; per questi ultimi è a disposizione il numero Maggiori informazioni sono reperibili sul sito Per informazioni su strutture convenzionate e per prestazioni è possibile telefonare dal lunedì al venerdì dalle ore 8.00 alle ore e il sabato dalle ore 8.00 alle ore al numero verde oppure per le chiamate internazionali I

12 Assistenza sanitaria integrativa 2007/2008 EMAPI/GENERALI Definizione nucleo Limite di età Associato e familiari conviventi da stato di famiglia ovvero da autocertificazione della condizione di famiglia di fatto (coniuge/convivente, figli) - Per il professionista associato non ci sono limiti; - 90 anni coniuge/convivente; - 35 anni figli. Massimale Garanzia A - Grandi interventi chirurgici e gravi eventi morbosi L elenco completo è consultabile sul sito ,00 anno/nucleo NON PREVISTE nel caso, sia la struttura sanitaria sia il personale medico, siano ambedue convenzionati. Franchigia e scoperti Ospedaliere PREVISTE per quello dei due soggetti (o struttura sanitaria o personale medico) che non sia convenzionato: - franchigia fissa di 300,00 per sinistro e scoperto pari al 15% con un massimo di 2.000,00. Ricovero per grandi interventi: - onorari medici per ogni soggetto partecipante all intervento; - diritti sala operatoria; - materiale di intervento compresi gli apparecchi protesici applicati durante l intervento; - assistenza medica e infermieristica, cure, accertamenti diagnostici, trattamenti fisioterapici e rieducativi, medicinali ed esami, spese sanitarie, purché relativi al periodo di ricovero e alla patologia che comporta il ricovero; - rette degenza. In caso di trapianto sono comprese le spese sanitarie relative al donatore e le prestazioni successive al ricovero sono estese a 180 giorni. II Trattamento medico domiciliare Ricovero senza intervento per grave evento morboso: - rette degenza; - assistenza medica, infermieristica, cure, accertamenti diagnostici, trattamenti fisioterapici e rieducativi, prestazioni sanitarie in genere medicinali ed esami effettuati durante il periodo di ricovero. Per grave evento morboso: - visite specialistiche; - esami ed accertamenti diagnostici; - terapie mediche, chirurgiche, riabilitative e farmacologiche; - spese per prestazioni infermieristiche professionali ambulatoriali o domiciliari, su prescrizione specialistica, escluse quelle meramente assistenziali, sostenute nei 180 giorni successivi alla prima diagnosi dell evento morboso avvenuta dopo la decorrenza contrattuale ed entro il massimo rimborsabile di ,00 per assicurato e per anno. Visite e accertamenti La copertura opera: pre-ricovero ospedaliero - per grandi interventi: nei 125 giorni precedenti il ricovero; (e a esso correlati) - per gravi eventi morbosi: nei 100 giorni precedenti il ricovero. Visite e accertamenti post-ricovero ospedaliero (e a esso correlati) Accompagnatore Assistenza infermieristica individuale durante il ricovero ospedaliero Trasporto sanitario (all Istituto di cura e ritorno) dell assicurato e dell accompagnatore La copertura opera: - per grandi interventi: nei 155 giorni successivi alla cessazione del ricovero; - per gravi eventi morbosi: nei 120 giorni successivi alla cessazione del ricoveri (con un sottolimite di ,00 anno/nucleo). Solo per grandi interventi chirurgici fino al limite di 110,00 al giorno per un periodo massimo di 30 giorni. Fino a un massimo di 2.600,00 anno/nucleo Fino a un massimo di: ,00 per ricoveri in stati dell UE; ,00 resto del mondo.

13 Protesi ortopediche Costi funerari e rimpatrio salma Diaria sostitutiva in caso di ricovero in struttura pubblica Day hospital Fino a un massimo di 5.200,00 anno/nucleo purché conseguenti a sinistro risarcibile a termini di polizza verificatosi durante la validità della polizza stessa. Escluse le protesi acustiche. Fino a un massimo di 5.000,00 in caso di decesso all estero conseguente a sinistro risarcibile a termini di polizza per costi funerari e rimpatrio salma. 155,00 per un massimo di 180 giorni a partire dal quarto giorno di ricovero Il caso di day hospital in cui la cartella clinica rimanga aperta per un periodo superiore a 3 giorni, viene equiparato a ricovero. Garanzia B - Assistenza sanitaria integrativa globale (la sua operatività è condizionata ed è aggiuntiva all attivazione della Garanzia A) Carenza (solo per i nuovi iscritti) Massimale Franchigia e scoperti Ricovero (con e senza intervento chirurgico) e intervento chirurgico ambulatoriale Visite e accertamenti pre- ricovero (e a esso correlati) Rette di degenza Accompagnatore Visite e accertamenti post-ricovero (e a esso correlati) Parto cesareo Parto fisiologico e aborto terapeutico Day hospital La garanzia decorre: a) dopo 200 giorni dal giorno di effetto della copertura; b) dopo 230 giorni dal giorno di effetto della copertura per il parto; c) dopo 150 giorni dal giorno di effetto della copertura per aborto terapeutico. La garanzia non opera per le spese sostenute per le conseguenze di stati patologici diagnosticati, sottoposti ad accertamenti o curati anteriormente alla data di prima adesione e per le conseguenze di infortunio precedente la decorrenza. I termini di carenza non vengono applicati qualora l assicurato sia stato assicurato nell annualità precedente con polizza di assistenza sanitaria integrativa di uguale portata stipulata attraverso le Casse o Enti di appartenenza aderenti a Emapi ,00 anno/nucleo. Non previste nel caso, sia la struttura sanitaria sia il personale medico, siano ambedue convenzionati Previste per quello dei due soggetti (o struttura sanitaria o personale medico) che non sia convenzionato: - franchigia fissa di 300,00 per sinistro e scoperto pari al 15% con un massimo di 1.750,00. Durante il ricovero: assistenza medica, medicinali, cure, prestazioni mediche e infermieristiche, consulenze medico-specialistiche, trattamenti fisioterapici e rieducativi, medicinali, esami e accertamenti diagnostici durante il periodo di ricovero, inoltre tutte le prestazioni sanitarie. In caso di intervento chirurgico: onorari del chirurgo, dell aiuto, dell assistente, dell anestesista e di ogni altro soggetto partecipante all intervento; diritti di sala operatoria e materiale di intervento ivi comprese le endoprotesi. I trattamenti fisioterapici e rieducativi sono compresi nella garanzia nel caso di ricovero con intervento chirurgico e nel caso di ricovero senza intervento chirurgico a seguito di infortunio certificato da referto di Pronto Soccorso. Assistenza infermieristica privata individuale: fino al limite di 110,00 al giorno per un periodo massimo di 30 giorni per ricovero. La copertura opera nei 90 giorni antecedenti il ricovero. Per i soli ricoveri fuori rete convenzionata la garanzia è prestata con il limite di 200,00 al giorno più il 50% della eccedenza. Tale limite non opera per le degenze in reparti di terapia intensiva. Fino al limite di 110,00 al giorno per un periodo massimo di 30 giorni. La copertura opera nei 120 giorni successivi al ricovero. Equiparato a ricovero con intervento a eccezione delle spese pre-ricovero, assistenza infermieristica individuale e retta accompagnatore. Equiparato a parto cesareo con la limitazione di solo 2 visite nei 120 giorni post-parto. Se effettuato fuori convenzionamento diretto limite massimo di rimborso totale 3.000,00 anno/nucleo. Il caso di day hospital in cui la cartella clinica rimanga aperta per un periodo superiore a 3 giorni, viene equiparato a ricovero III

14 Diaria sostitutiva in caso di ricovero presso struttura pubblica Spese extraospedaliere e domiciliari - 105,00 per ogni giorno di ricovero massimo 100 giorni/ricovero; - 52,50 giornaliere in caso di day hospital. Extraospedaliere - Alta diagnostica e terapie: amniocentesi, angiografia, arteriografia, artrografia, broncografia, broncoscopia, cateterismo cardiaco, cisternografia, cistografia, clisma opaco, colangiografia, colangiografia per cutanea, colecistografia, coronarografia, crioterapia, dacriocistografia, discografia, doppler, ecocardiografia, ecocolordoppler, ecodoppler, ecotomografia, elettrocardiografia, elettroencefalografia, elettromiografia, elettroscopia, endoscopia, fistolografia, flebografia, fluorangiografia, galattografia, holter, isterosalpingografia, linfografia, mammografia, mielografia, moc, oronografia, pneumoencefalografia, retinografia, risonanza magnetica nucleare, rx esofago, rx tubo digerente, scialografia, scintigrafia, splenoportografia, tomografia a emissione di positroni (PET), tomografia assiale computerizzata (TAC), tomografia logge renali, tomoxerografia, tomografia torace, tomografia in genere, urografia, vesciculodeferentografia, villocentesi, chemioterapia, cobaltoterapia, dialisi, laserterapia a scopo fisioterapico. Fino a un massimo di 5.000,00 anno/nucleo, con uno scoperto del 20% e un minimo di 50,00. Il rimborso del ticket è previsto nella misura del 100%. È necessaria la prescrizione medica indicante la patologia o il sospetto diagnostico che ha reso necessaria la prestazione: Cure dentarie Altre garanzie Per le visite specialistiche e di diagnostica non compresa nell elenco di cui sopra è previsto un sottolimite di 1.800,00. Non vengono rimborsate le analisi di laboratorio, la fisioterapia, le visite pediatriche e gli accertamenti odontoiatrici e ortodontici ,00 anno/nucleo per cure dentarie a seguito di infortunio certificato da referto di pronto soccorso; ,00 anno/nucleo per protesi dentarie a seguito di infortunio certificato da referto di pronto soccorso (al massimo 400,00 per elemento di protesi); - prevenzione e pulizia dentaria in strutture convenzionate (operante per il solo capo nucleo). Check-up (operante per il solo capo nucleo): una volta l anno e in un'unica soluzione in strutture sanitarie convenzionate previa prenotazione (prelievo venoso, ALT, AST, gamma GT, glicemia, colesterolo totale, colesterolo HDL, trigliceridi, urea, creatinina, emocromo, tempo di tromboplastina parziale, tempo di protrombina, VES, esame urine). Per gli uomini: Elettrocardiogramma da sforzo. Per le donne: Ecodoppler arti inferiori. In aggiunta oltre i 50 anni di età: - per gli uomini (una volta l anno) PSA (specifico antigene prostatico); - per le donne (una volta ogni due anni): mammografia; IV Prestazioni di assistenza Rete convenzionata e convenzionamento diretto Per i bambini assicurati di età inferiore ai 3 anni le garanzie sono operative anche per eliminazione o correzione di difetti fisici preesistenti. Cure per il neonato nel primo mese di vita sono automaticamente in copertura le spese sostenute durante il periodo di ricovero post-parto, per degenza, cure, accertamenti diagnostici anche a scopo preventivo e tutte le spese connesse, ferma, comunque, la condizione che entro un mese il neonato venga formalmente inserito nel nucleo familiare assicurato. Altre prestazioni - Rientro dal ricovero di primo soccorso; - viaggio di un familiare all estero; - invio di medicinali urgenti all estero; - rimpatrio sanitario. Consultabile sul sito Il servizio di convenzionamento diretto delle prestazioni è riservato alle sole garanzie di ricovero sia per le Garanzie A che per le Garanzie B

15 Intervista ENPAP Previdenza prossima ventura Giovanni Geroldi spiega come cambieranno le pensioni Il ministro del Lavoro Cesare Damiano, assieme con il ministro dell'economia Tommaso Padoa-Schioppa, ha rinnovato lo scorso agosto il Nucleo di valutazione della spesa previdenziale. Il nuovo presidente è Giovanni Geroldi, che ha cortesemente accettato di raccontare al Notiziario Enpap quali sono i temi sul fronte previdenziale che occorrerà non perdere d occhio. Sono trascorsi i primi mesi dal suo insediamento al Nucleo di valutazione, quali sono le novità che investiranno direttamente il nostro ente previdenziale? Sugli enti in generale ci sono alcune novità che riguardano in effetti molto da vicino il Nucleo di valutazione. Nell ultima legge finanziaria è stato espressamente previsto un importante comma a riguardo, il comma 763. Occorre premettere che due sono gli ordini di problemi per gli enti, a seconda che si tratti degli enti preesistenti o degli enti privatizzati. Nel primo caso c è un problema di sostenibilità della cassa dell Ente nel tempo. Alcune retribuzioni in queste Casse rispondono ancora ai parametri della previdenza obbligatoria generale, e quindi c era la possibilità concreta che questi enti nel tempo non riuscissero a mantenere le promesse pensionistiche. Per quanto riguarda invece le Casse neocostituite, come l Enpap, c è un sistema contributivo, quindi non c è una prestazione prestabilita. La prestazione risulta dai versamenti contributivi. Il problema Grazie al comma 763 della legge finanziaria le Casse possono modificare alcuni loro principi di funzionamento però è che le pensioni potrebbero risultare molto poco adeguate. Io sono un economista, non un giurista, e quindi non mi voglio addentrare, ma posso dire che a livello giuridico sono occorsi di recente alcuni impedimenti al funzionamento di questi enti, perché ci sono state sentenze a seguito del ricorso di alcuni assicurati che hanno limitato la potestà normativa delle Casse, hanno limitato, precluso alle Casse la possibilità d intervenire. Le Casse avevano difficoltà ad agire sulle loro leve più importanti, come i sistemi di calcolo. Qui entra in gioco il comma 763 della finanziaria Il 763 intende rafforzare questo principio: le Casse sono in grado ora di modificare alcuni principi di funzionamento in ragione della maggior solvibilità delle pensioni che hanno in corso e in funzione anche della maturazione delle pensioni future. Per me questo è un fatto importante, perché l iscritto è come un assicurato, la Cassa è il suo sistema assicurativo, e quindi è importante sapere che è solvente. Vengono anche 15 11

16 stabiliti sistemi di controllo più stretti sulla stabilità economica, finanziaria e patrimoniale delle Casse. A questo proposito è previsto un decreto che dovrebbe uscire tra pochissimo, di concerto tra il ministero del Lavoro e il ministero dell Economia, che prevederà criteri unificati di stesura dei bilanci tecnici. Sia il Nucleo di valutazione sia il Consiglio degli attuari esprimeranno il loro parere, per garantire la condivisione di questi criteri. E una volta che il decreto sarà entrato in vigore? Si entrerà nella fase due. Dopo quella della definizione del metodo, ci sarà la fase di gestione di questo decreto, in cui il Nucleo dovrà monitorare la dinamica delle Casse. Il bilancio tecnico dovrà avere un arco temporale di stima sugli andamenti di trent anni, e il nucleo intende dotarsi di una serie di alcuni indicatori significativi, di cui ci serviremo per partire da questi bilanci tecnici se ricavare informazioni standard, uguali e omogenee per ogni ente, su questioni che attengono sia l andamento economico sia il risultato patrimoniale. A questo punto dovrà esserci uno scambio continuo di punti di vista tra il Nucleo e le Casse stesse, di modo che, nel caso che emergessero punti di criticità, questi siano subito segnalati affinché le Casse possano agire in tempo sulle leve di regolazione che hanno. Tenendo conto che come si è detto il 763 della legge finanziaria conferisce alla Casse un potere maggiore per quanto riguarda il loro funzionamento. Qualora si verificassero casi di particolare criticità, il Nucleo non ha un compito di vigilanza ma un potere di monitoraggio, la vigilanza spetta alla direzione della previdenza del ministero del Lavoro, su segnalazione del Nucleo. In questo caso parte una procedura di vigilanza. Quindi queste sono un po le novità. Quando si parla di previdenza, non c è un problema generale di sostenibilità a lungo termine? Due questioni vanno senza dubbio messe a fuoco. La prima è quella dell allungamento sensibile della vita delle persone. In quattro decenni c è stato un incremento di due anni della speranza di vita per ogni decennio. Alla fine degli anni Sessanta, quaranta anni fa, gli italiani vivevano mediamente otto anni in meno. Si tratta di un allungamento molto consistente. Se noi considerassimo quel periodo di tempo tra l età media di ritiro, la soglia di separazione dalla vita attiva, e la durata della vita media, rispetto a quaranta anni fa si passa dai 15 anni ai 23 anni. È un incremento di circa il 50 per cento, ma l arco di vita attiva è rimasto immutato, circa tra 35 e i 40 anni. È un dato che segnala la presenza inevitabile di uno squilibrio finanziario. Ci sono conseguenze sul metodo di calcolo previdenziale, e ci sono conseguenze che possono essere anche più specifiche se si considerano certe categorie. Il sistema di calcolo contributivo, come è noto, vuol dire che uno mette assieme la sua pensione sulla base dei contributi che ha versato. Questo fa sì che l effetto degli aggiustamenti sia una contrazione del valore della pensione. L alternativa a questa contrazione è semplice. Se uno pensa di mantenere allo stesso livello la propria futura pensione oggi deve lavorare un anno, un anno e mezzo di più. Il sistema contributivo non ti blocca necessariamente la pensione a un livello più basso, ma devi andare a lavorare due anni di più. Bisogna anche dire che tutti gli allarmi, riduzioni delle pensioni del 7, dell 8 per cento sono molto imprecisi, molto gridati, ma ecco, c è sempre a disposizione questa alternativa. Nel caso del dipendente la responsabilità può non fare capo a lui, ma al datore di lavoro, che magari non lo vuole più. Nel caso dei lavoratori autonomi, il problema si pone di 12 16

17 meno. Per quanto riguarda i professionisti fatta salva la tutela della salute e altri eventi simili, come le invalidità o le integrazioni di reddito, magari di natura sanitaria per quanto riguarda persone in condizioni normali dovranno in prospettiva lavorare qualche anno di più. Si può pensare di risolvere il problema di un adeguamento decoroso della pensione con un mero aumento dell aliquota contributiva? È tipico della Casse porsi questo problema in maniera specifica. E ogni categoria professionale ha le proprie specificità. Anzi, la ragione alla base delle Casse è proprio questa specificità della professione. I meccanismi previdenziali generali sono tarati in genere su milioni di persone, quando si parla delle Casse si parla invece di decine di migliaia di iscritti, raramente più di centomila. Vuol dire che le platee sono diverse, e ciascuna ha una forte omogeneità nel suo tipo di lavoro. Se io per esempio riuscissi a stabilire che per chi fa una libera professione c è una speranza di vita di sessanta anni che è più altra di qualsiasi categoria, usare lo stesso tipo di assicurazioni sulla vita degli altri rischierebbe di non tenere più in equilibrio quelle Casse. La funzione di monitoraggio del nucleo è anche proprio entrare nello specifico dei criteri adottati dalle Casse. Ecco, questi criteri devono entrare in una fase più discussa e più condivisa dagli iscritti. Anche nelle Casse ci può essere un po di conflitto tra l iscritto anziano e le nuove leve che possono avere la sensazione di avere a carico gli iscritti che stano andandosene. Bisogna avere la convinzione che stiamo trattando di problemi veri, da risolvere con competenza tecnica ma anche con decisione. Ci pensate da soli a integrare la vostra pensione o volete che la Cassa faccia di più? Nel caso delle Casse, c è un terzo pilastro: è la previdenza individuale. Uno può farsi infatti la polizza. A questo punto la Cassa dovrebbe dire ai suoi assicurati Guardate, noi abbiamo un sistema nostro di base che dà un'assicurazione, ma è anche possibile la costituzione di sistemi di previdenza complementare. Vi basta, ci pensate da soli con polizze individuali o pensate che la Cassa dovrebbe fare di più?. Che cosa pensa dell uscita graduale del lavoratore dal sistema produttivo? Questa è una cosa che dovrebbe diventare particolarmente interessante, e su cui occorre riflettere seriamente. È uno strumento da valorizzare. In Italia non l abbiamo ipotizzata mai più di tanto, perché da noi con la pensione di anzianità uno se ne andava con i 35 anni, punto. Questo vuol dire che alcuni andavano in pensione addirittura sotto i cinquanta anni, avendo iniziato a lavorare a meno di venti anni, per non parlare di quello che è successo nel pubblico, i baby-pensionati ecc. Adesso la legge prevede che l età soglia di pensione vada da 60 a 62 anni. Il tavolo del Governo con le parti sociali, che si costituirà tra brevissimo, anziché il cosiddetto scalone potrebbe introdurre un po di gradualità. Non so la soglia cui si arriverà, ma si potrebbe ipotizzare di prevedere in casi limitati che uno possa continuare l attività lavorativa in misura ridotta come in un part-time e al contempo ottenere un anticipazione della pensione, per limitare l età soglia. Con schemi di questo genere, in questo caso, quella parte di reddito che uno continua a produrre deve essere assoggettato a contributo, così da un lato è vero che uno ha 17 13

18 avuto la pensione anticipata, ma con quei contributi può riliquidare una parte di pensione che gli si somma, in aggiunta, a quella che già prende. Questo tipo di schemi, per soggetti che non devono lavorare a tempo pieno, potrebbero essere di grande aiuto. Nel nord dell Europa già si parla di forme di assistenza successive alla vita lavorativa, per i pensionati. Arriveranno anche in Italia? È certo che tra poco avremo delle situazioni incredibili, anzi, già adesso, basti pensare che un quarto delle donne italiane vive sopra i 90 anni. Con il raggiungimento di questi livelli di età ci saranno situazioni di compromissione della salute, non sono uno specialista, ma è facile immaginare da sé. Quindi ci sarà una parte dei pensionati non autosufficiente, incapace di badare a sé stessa. L allungamento della vita di cui abbiamo parlato produrrà sempre più un aumento della domanda di assistenza di questo tipo, successiva all età del lavoro. La cosa che va tenuta in considerazione, secondo il mio parere, e che a volte è molto più importante avere accessibilità a servizi reali, adeguati, che avere a disposizione soltanto un potere di spesa dignitoso. Pensiamo soltanto a quello strano mercato delle badanti creatosi in Italia. L offerta privata è molto costosa e ci sono persone con pensioni modeste, tre quarti delle pensioni in Italia sono sotto i mille euro, per pagare la badante si spende anche metà della pensione. Se l offerta di questo tipo di assistenza diventasse organizzata secondo forme programmate e generali, su vasta scala, sarebbe un servizio accessibile a tutti. Siamo di fronte a un bisogno che non può essere certamente soddisfatto soltanto con l incremento monetario. CARTA ENPAP: IL VANTAGGIO DI POTER PAGARE ON LINE La CartaEnpap, il modo più veloce e vantaggioso, per pagare i contributi e poter avere una carta di credito del circuito VISA a costo zero (nessun costo per il canone annuale). Chi può chiederla Tutti gli iscritti all Enpap titolari di un conto corrente bancario (non necessariamente aperto presso la Banca Popolare di Sondrio e forniti dei dati necessari (numero matricola e password) per l accesso all area riservata del sito dell Ente. Come ottenerla La richiesta deve essere compilata on line, direttamente dall area riservata del sito dell Ente. La Banca Popolare di Sondrio verifica le richieste pervenute - che saranno accettate o respinte a giudizio insindacabile della stessa invierà a mezzo posta all iscritto il contratto e altre informazioni. Dopo questi passaggi e di norma, salvo casi particolari, entro 30/45 giorni la carta è attiva e utilizzabile a tutti gli effetti. Maggiori informazioni posso essere: visualizzate sul sito dell Ente (http://www.enpap.it/popso_cose.asp); richieste al Servizio Assistenza Clienti Enpap, servizio fornito direttamente dalla Banca Popolare di Sondrio, al numero verde attivo dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore e dalle ore alle ore oppure a mezzo all indirizzo (*) per maggiori informazioni sulle tre linee di credito vedere pagina 18 14

19 Intervista a due Strategie di investimento Così sarà gestito il portafoglio Enpap ENPAP Il presidente dell Ente, Demetrio Houlis, e il coordinatore della commissione investimenti mista Consiglio di amministrazione-consiglio di indirizzo generale, Stefano Crispino, si confrontano sulla gestione degli investimenti. Ecco qual è il quadro attuale della situazione, quali sono state le tappe più importanti della storia recente con il periodo difficile della crisi dei mercati tra il 2000 e il 2002, e il passaggio dal modello a benchmark all architettura Core-Satellite e, soprattutto, quali saranno le strategie per il futuro. Qual è oggi il quadro delle politiche d investimento dell Ente? Crispino - Ecco, fino a oggi si è sempre e soltanto parlato di strategie di investimenti, competenza del Consiglio di indirizzo generale, e mai di strategie per la gestione del patrimonio, aspetto non meno rilevante di competenza del Consiglio di amministrazione. Per questo, circa otto mesi fa, ho chiesto l istituzione di una commissione investimenti mista Consiglio di amministrazione-consiglio di indirizzo generale, ho sempre ritenuto che fosse necessario costruire uno strumento snello ed efficiente per la gestione del patrimonio dell Ente e ho anche voluto assumere di persona la responsabilità di coordinarla. Ora, l obiettivo principale è quello di costruire una strategia per la gestione del portafoglio, un patrimonio di circa 300 milioni di euro. Houlis - Considerato che la strategia d investimento si è orientata nell architettura Core- Satellite, strategia che sta dando buoni risultati soprattutto negli ultimi due anni, oggi l obiettivo è quello di renderla ancora più efficace. E renderla più efficace non vuol dire soltanto monitorare e sorvegliare gli strumenti del portafoglio che già ci sono, ma anche trovarne di nuovi. Quanto hanno inciso i periodi di crisi dei mercati finanziari mondiali dal 2000 al 2002 sulle strategie dell Ente? Crispino - Molto. Nel periodo il patrimonio è stato affidato a gestori esterni, selezionati sulla base della loro competenza sul mercato, con un mandato vincolato a un benchmark (parametri che indicano l oscillazione tra componenti azionarie, obbligazionarie e monetarie entro i quali i gestori possono muoversi e in base ai quali saranno valutati). A causa del momento di grossa difficoltà dei mercati, questo tipo di gestione non ha prodotto il rendimento utile a coprire la percentuale di retrocessione da riconoscere agli iscritti, subendo anche perdite del patrimonio investito. Complessivamente, nei primi otto anni di vita dell Ente il rendimento minimo è stato garantito con l avanzo di gestione del contributo integrativo (il 2% del fatturato lordo versato dagli iscritti), con un differenziale negativo tra la retrocessione degli utili dovuti per legge agli iscritti e quanto si è effettivamente riusciti a ricavare dagli investimenti di oltre 26 milioni di euro. Dunque, per il futuro, non possiamo accontentarci di raggiungere la parità tra rendimenti minimi garantiti e rendimenti effettivi degli investimenti, dobbiamo fare di più per recuperare i mancati rendimenti di questi primi anni. Houlis - Innanzitutto è importante sottolineare che ormai non si parla più di perdite, bensì di mancati guadagni, ossia di diffe

20 renza tra quello che teoricamente si sarebbe dovuto ottenere e quello che poi in realtà si è ottenuto. Questo è un aspetto importante, perché il patrimonio dell Ente in tutti questi anni è riuscito a mantenersi integro nonostante le gravissime crisi che ci sono state. Il secondo aspetto da precisare è questa differenza sui mancati guadagni. È sempre un concetto opinabile: il guadagno che uno teoricamente dovrebbe raggiungere deve poi essere confrontato con le dinamiche del mercato e l Ente in questi anni ha dovuto stare sul mercato per raggiungere i rendimenti che erano previsti dalla legge. Se l Enpap non è riuscito a ottenere quei risultati è stato sostanzialmente per due fattori: il primo è sicuramente l andamento dei mercati, che proprio nel periodo tra il 2000 e il 2002 è stato estremamente negativo fino a raggiungere perdite anche a due cifre, infatti l Ente nello stesso periodo ha avuto risultati negativi, anche se è riuscito a controllarli grazie ai suoi strumenti. Dall altro lato, un secondo fattore che non è mai stato considerato con attenzione è il principio di rivalutazione adottato, quello per competenza anziché per cassa. Vale a dire che noi rivalutiamo il montante dei nostri iscritti sulla base di un criterio di competenza, e cioè rivalutando anche i capitali che non abbiamo incassato. In sostanza noi ogni anno dobbiamo ottenere dei risultati con un capitale investito inferiore a quello che dovrebbe essere rivalutato. Questo determina naturalmente la difficoltà a raggiungere gli obiettivi fissati. Per esempio nel 2005 abbiamo avuto un rendimento netto superiore a quello che era da raggiungere in termini percentuali per legge, ma in termini reali dato che il capitale investito era inferiore abbiamo avuto, seppure di poco, un risultato che non ha dato il pareggio tra il rivalutato e l ottenuto. In poche parole noi incassiamo i contributi sei mesi dopo rispetto a quello che risulta, perché noi li incassiamo nel luglio-agosto dell anno successivo, e dobbiamo però rivalutarli come se li avessimo incassati entro l anno precedente. E ovviamente nessuno ci dà dei rendimenti su soldi che ancora non ci sono. Detto tutto ciò, l Ente ha da tempo individuato con l aiuto dei propri consulenti strumenti che hanno permesso e permettono di raggiungere le rivalutazioni dovute per legge agli iscritti indipendentemente dall andamento dei mercati. Sono i cosiddetti strumenti a ritorno assoluto. In che modo avete modificato le strategie di investimento dell Enpap a seguito delle difficoltà dei mercati finanziari? Crispino - Nel 2003, proprio a seguito della difficoltà intercorsa nel triennio precedente, fu cambiato il piano di indirizzo finanziario e si è passati dal modello a benchmark a quello definito appunto Core-Satellite, con un obiettivo medio del 4% pari al rendimento minimo dovuto per legge agli iscritti. Questo cambio di strategia ha avuto il merito di far uscire l Ente da una fase inizialmente caotica e di cominciare a costruire una strategia più stabile. Nel triennio , il rendimento si è avvicinato gradualmente all obiettivo minimo stabilito dalla legge ma senza riuscire a raggiungerlo del tutto. Il modello Core- Satellite (circa 80% di patrimonio investito in prodotto finanziari a basso rischio per garantire il rendimento minimo di legge 10-15% in prodotti con maggior possibilità di rendimento ma con una maggiore volatilità e quindi maggior rischio 5-10% di investimenti immobiliari) può essere considerata una stabile, prudente ed efficace strategia di investimento, tuttavia va accompagnata con un altrettanto chiara strategia di gestione che sfugga alla provvisorietà. Quali limiti nell applicazione di questa strategia d'investimento? Crispino - La lista è lunga. Mi limiterei a questi: 16 12

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