Voglio diventare GEORGIA LUZI JIM KERR INTERVISTA A. UNA STAGIONE DI SUCCESSI RAI FICTION VI PRESENTIAMO

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1 Reg. Trib. n. 673 del 16 dicembre 1997 SETTIMANALE DELLA RAI RADIOTELEVISIONE ITALIANA numero 43 - anno 81 3 agosto 2012 INTERVISTA A JIM KERR RAI FICTION UNA STAGIONE DI SUCCESSI VI PRESENTIAMO "IL LUNGO E IL LARGO" di Radio 2 GEORGIA LUZI Voglio diventare brava

2 sommario IOCORR IERE SET TIMANA LE DELLA RAI RAD editoriale IANA IONE ITAL 81 IOTELEVISero 43 - anno 2 num sto ago. n. Reg. Trib 673 del e dicembr TV RAD ISTA A INTERV fic t pa.rai.i iostam R JIM KER TION RAI FIC AGIONE UNA ST ESSI DI SUCC TIAMO VI PRESEN GO "IL LUN o tare diven b r ava Vogli 20 Il giro del mondo con Carlo Lizzani 46 Londra Scherzi da ragazzi L'economia in primo piano Il programma Speciale a cura di Marina Cocozza GEORGIA LUZI JIM KERR LEONARDO SU MARTE 6 MESI DI FICTION ROSSINI SU RAi5 INTERVISTA DOPPIA numero SETTIMANALE DELLA RAI RADIOTELEVISIONE ITALIANA Reg. Trib. n. 673 del 16 dicembre 1997 Numero 43- Anno 81 3 agosto 2012 Direttore responsabile GUIDO PAGLIA A cura dell'ufficio Stampa Rai Capo Ufficio Stampa FABRIZIO CASINELLI Anna Fraschetti (c.r.), Serena Iannicelli (c.r.), Dante Fabiani (vc.r.), Marina Cocozza (c.s.), Carlo Casoli (c.s.), Mauro Scaramuzzo (c.s.) In redazione Silvia Battazza, Simona Burattini, Antonio Caggiano, Rossella Ferruzza, Lucilla Perelli Rizzo Rita Pernarella, Scina Santacatterina Radio 1 Prank Patrol ZI GIA LU GEOR GO" E IL LAR io 2 di Rad DICONO DI NOI A TUTTO SCHERMO CINEMA IN TV TOP 5 I palinsesti settimanali Segreteria Gian Marco Fabretti, Marina Matteucci, Rita Burghi, Valentina Dragani, Elisabetta Marcialis, Claudia Tore A questo numero hanno collaborato Flavia Bruni, Emilio Fuccillo, Betty Giuliani Realizzazione grafica, impaginazione e sito internet Valerio Rosati, Cinzia Geromino, Luca Romanelli Fotografico Annalisa Gaudenzi, Barbara Pellegrino Palinsesti Michele Trobbiani, Filippo Blandino, Anna Penta Redazione - Rai, Viale Mazzini, Roma Tel fax Fabrizio Casinelli Capo ufficio Stampa Rai Sono giorni che rifletto su una frase che ho letto e riletto sul sito di una grande amica. Una mia amica. Una vostra amica: "Quello che nella vita si semina si raccoglie". Sembra la classica frase fatta. Quella che dovrebbe spiegare tutto e che invece non spiega nulla. Quella che uno dice tanto per dire. Quella frase, invece, era inserita in un contesto di dolcezza, di amore come quello che una nipote può provare verso il proprio nonno. Sì, proprio i nonni. Voglio parlare di quelle persone meravigliose, straordinarie, che d'estate sembrano diventare ingombranti, pesanti e che qualcuno, prima di partire per le ferie, rinchiude in strane case per anziani che odorano di addio al solo cancello dell ingresso. O quelli che restano in città a 40 gradi pur di permettere alla famiglia una vacanza senza pesi: "Andate voi, io resto a controllare la casa. E divertitevi, mi raccomando". I nonni per cui la televisione, specialemtne ad Agosto, è spesso l'unica compagnia in lunghe giornate tristi, vuote e silenziose. I nonni, quelli che tornano bambini alla nascita dei nipotini. I nonni, quelli che piangono vedendo crescere i propri figli. Quelli che ti passano i dolci di nascosto di mamma e papà. Quelli a cui chiedi i soldi e loro pronti a privarsi di quel poco che hanno pur di vederti felice. Quelli che a volte li ricordi e vorresti averli vicini. Quelli che quando ti servono ci sono sempre. Quante cose avrei voluto raccontare ai miei nonni e non ho potuto. Quante cose avrei voluto condividere con loro e non l'ho fatto. Quanto fastidio provavo da bambino nell'andare a trovarli. Ma come tutti i ragazzini preferivo restare con i miei amichetti a giocare. Oggi rimpiango quel tempo. Quanto avrei voluto parlare con loro, farmi raccontare le loro storie. Condividere momenti di vita vissuta. Raccontare a mio nonno che forse avevo realizzato il mio sogno di bambino. Quel sogno a cui nessuno credeva. Di una cosa però sono stato sempre sicuro: anche se io non andavo a trovarli spesso, sapevo che loro c'erano. Magari a modo loro, ma c'erano.

3 INCOPERTINA AFFRONTO LE SFIDE CON ORGOGLIO Continua l attenzione della Rai sul problema dell abbandono degli animali, che si ripropone soprattutto d estate. "Pongo e Peggy" va in onda nel week end di Rai1 alle 9.10, condotto da Georgia Luzi: «Spiegheremo ai bambini come persino con i cani che sembrano più minacciosi si può stabilire un contatto». Dei più piccoli dice: «Insegnano a non salire mai in cattedra e ad usare un linguaggio semplice». In autunno tornerà con "UnoMattina Storie vere", pronta a mettersi alla prova nella stessa fascia oraria di "Forum". Della sua esperienza a "Unomattina" ricorda la vita dell alba: «In quegli orari si incontrano due mondi diversi: c è chi finisce la giornata e chi la sta cominciando» di Fabrizio Casinelli 4 5

4 INCOPERTINA diventare brava. è questo il mio obiettivo per quando sarò grande». Ha le idee chiare Georgia Luzi, conduttrice di UnoMattina e dal 4 «Voglio agosto di "Pongo e Peggy", il programma dedicato agli animali domestici. Dieci puntate in onda dalle 9.10 su Rai1 ogni sabato e domenica d agosto, dedicate al rapporto tra uomo e animale spiegato anche attraverso le parole degli esperti presenti in studio: un comportamentalista, una veterinaria, un educatore e un avvocato. «In ogni puntata spiega Georgia - ci sarà la possibilità di adottare cuccioli di cane e di gatto e faremo una campagna fortissima contro l abbandono, grazie al contributo di diversi personaggi che si sono rivelati sensibilissimi al tema: appena li abbiamo chiamati per chiedergli di sostenere gli animali, hanno detto tutti subito di sì, da Massimo Ranieri alla Nazionale attori e cantanti». Soprattutto nel periodo estivo la sensibilità su questo argomento cresce, per poi tornare purtroppo ad affievolirsi con l arrivo dell autunno è vero. Perché non farlo tutto l anno un programma così? Potrebbe servire per "prepararsi" all estate Pongo e Peggy non è però il suo unico impegno, dopo l estate riprenderà con UnoMattina. Sì, "UnoMattina Storie vere". Ma quest anno andremo in onda in un orario diverso: alle 11.00, quindi contro "Forum" che è una bella corazzata. Una sfida che la preoccupa? In realtà ne sono orgogliosa: seguivo "Forum" e Rita Dalla Chiesa da casa. Mi rende orgogliosa andare contro quelle forti, mi Arrivare a Rai1 mi ha emozionato, mai spaventato piacciono le sfide con quelle brave. UnoMattina l ha abituata alle levatacce. Sveglia presto la mattina e a letto presto la sera? Alle levatacce non ci si abitua mai, anche se io non sono una che ama molto uscire la sera e quindi non è stato un grande sacrificio. Non sono una da feste o serate tirate fino alle due di notte. Anche quando avevo quindici anni ero definita "l anziana di casa" perché massimo alle undici andavo a dormire. Il sacrificio c è perché svegliarsi alle quattro di mattina è veramente terrificante, una botta incredibile Però andare a dormire presto non mi ha mai pesato più di tanto. Il mondo alle quattro del mattino ricorda una vecchia canzone di Jovanotti. Che mondo è? "La gente della notte, fa lavori strani ". è un mondo ovattato, di silenzio molto bello e di contrasti. Quando sei per strada sulla via dello studio, ti trovi magari nella macchina a fianco il gruppo di ragazzi che tornano dalla discoteca e, voltandoti verso l altra auto che ti affianca, incroci magari il panettiere che sta portando al bar i cornetti appena sfornati. Hai due mondi diversi che si incontrano in quegli orari: c è chi finisce la giornata e chi la sta cominciando. E una giornata che comincia ancora prima all alba come finisce? Finisce che sei morto Finito il lavoro, la giornata continua: ci sono le cose di casa, la tintoria, la spesa da fare Il giorno della prima registrazione di "Pongo e Peggy" mi si è rotta la lavatrice e avevo la schiuma ovunque. Devi fare quindi tutta una serie di cose e arrivi alle otto di sera che ti mangi quel poco che riesci a Dal 4 agosto Ogni sabato e domenica alle

5 INCOPERTINA Uso i social network perché voglio sapere cosa pensa la gente. Voglio conoscere anche le critiche cucinare e poi vai a letto. Una Georgia Luzi in versione "tutona", allora? Si, tutona e calze con i gommini per non scivolare. E soprattutto lo swiffer, sono un appassionata di swiffer. Passo lo swiffer ovunque e in qualunque momento Nella conferenza stampa di presentazione di "Pongo e Peggy" sei stata definita uno dei volti di punta di Rai1. Che ne pensi? Una bella responsabilità, mi fa quasi paura quando viene detto. Spero solo di far bene e di diventare brava. Mi piacerebbe che un giorno qualcuno possa dire "hai visto? Era un volto di punta di Rai1 e ora è diventata una conduttrice affermata di Rai1". Come i "grandi" della tv anche tu sei partita dai piccoli, dai bambini. La Colò, Frizzi, Bonolis I bambini sono una bella palestra, ti danno una struttura. Trovare il linguaggio giusto per interagire con loro, serve anche con gli adulti. I bambini ti insegnano a non salire mai in cattedra, a non fare la maestrina, a metterti al loro livello, ad usare un linguaggio semplice e mai artefatto o costruito perché altrimenti sono i primi che ti massacrano. Quando gli piaci, i bambini sono i primi a farti un complimento, ma se non gli piaci sono i primi a fartelo sapere. E quindi questo tipo di esperienza, se la porti nel mondo dei cosiddetti grandi, va benissimo: serve per raggiungere anche il pubblico adulto. Quanto è cresciuta da allora la sociologa Georgia Luzi? Fisicamente sono rimasta a come ero 15 anni fa, piccolina. Mentalmente spero invece di essere cresciuta. Sicuramente sia la laurea in Sociologia che questa palestra televisiva, questa gavetta, mi sono servite tantissimo per arrivare preparata. Quando sono arrivata a Rai1 non ho avuto paura. Avevo le spalle larghe, me le ero costruite e quindi non mi spaventava più di tanto l arrivo su una grande rete. Mi emozionava, ma non mi spaventava. Interagisci molto su fb e twitter: scrivi, posti e cinguetti di continuo Mi serve. Io voglio sapere cosa pensa la gente, cosa pensa di quel programma, che parere ha su quel tipo di conduzione, di quella trasmissione. Voglio conoscere le critiche. Una cosa spiacevole che ho notato stando sui social network è che ci sono dei personaggi che si piccano un po, che diventano anche sgradevoli nelle reazioni ad alcune critiche. Io credo che sia giusto ringraziare quando c è il complimento, ma sia giusto anche ascoltare nel momento in cui viene fatto un appunto. è chi sta a casa che ci sceglie e ci guarda, ed è quindi libero di dirci che quella cosa gli piace, ma anche che non gli piace o non gli va bene. Torniamo agli animali. Che rapporto hai con loro? Sono nata praticamente in una fattoria. I miei nonni hanno una casa in campagna e ho visto qualunque tipo di animale. Ho vissuto con galli, fagiani, oche, cani, gatti, qualunque cosa. Sono quindi abituata da sempre al rapporto con gli animali, sono sempre stata circondata da loro. Ma ho qualche "problema" con i cani grandi, probabilmente dovuto al fatto che io sono piccolina. Mi fanno un po paura. E quando ti hanno proposto questo programma? Ho accettato subito. Ero in vacanza quando mi è arrivata una telefonata, una di quelle che esordiscono con "dove sei?" e tu rispondi, titubante, "perché?". Insomma, volevano parlarmi di "Pongo e Peggy": ho detto subito di sì perché è un programma che si rivolge ai bambini. Un giorno spero di poter fare la tv per i bambini, ma fatta dai grandi. Ma spero anche che l esperienza di Pongo e Peggy mi aiuti e aiuti chi ha le mie stesse difficoltà a relazionarsi con i "cagnoni", a capire che facendo i passi giusti come mi stanno insegnando, con l approccio e la postura giusti, persino con i cani che sembrano più cattivi e minacciosi si può stabilire un contatto. 8 9

6 L'INTERVISTA SONO UNO SCOZZESE ASTEMIO INNAMORATO DELL'ITALIA Ho un ipod con tremila canzoni tra David Bowie, i Doors,i Pink Floyd Il Tv Radiocorriere ha incontrato Jim Kerr, leader dei Simple Minds, in occasione dell intervista che l artista ha concesso in diretta a Silvia Boschero per il programma di Radio2 "Moby Dick". Del suo successo I travel dice: «La scrissi sull onda del nostro primo tour tra Italia, Germania e Inghilterra, in un epoca segnata dal terrorismo. La sfida era in parte questa: fare pop in una situazione così difficile, descrivere un periodo duro con la musica leggera. Allora come oggi è importante essere testimoni dei tempi». di Emilio Fuccillo «I ottimisti». Il tema in discussione è la have no idea, non ne ho idea. Sono una persona positiva per natura, ma in questo caso è difficile essere crisi dell Europa e dell euro, tema probabilmente insolito per cominciare un intervista con Jim Kerr, leader dei Simple Minds. «Non ci sono soluzioni facili per questa crisi, destra o sinistra tra cui scegliere». Si dovrebbe cominciare dalla musica, dal tour che i Simple Minds stanno portando in giro per l Italia, ma Jim Kerr è un personaggio insolito, per alcuni versi sorprendente. Il Tv Radiocorriere ha incontrato Kerr prima che iniziasse la diretta su Radio2 di "Moby Dick", dove l artista è stato in esclusiva ospite di Silvia Boschero. Di fronte a noi non una rockstar un po in là con gli anni come sarebbe stato plausibile aspettarsi, ma un distinto signore inglese, camicia e gambe accavallate che, in attesa della diretta, leggeva un quotidiano, italiano. Inevitabile, quindi, una battuta e una domanda sull attualità. Invitabile anche per rompere quel ghiaccio, quel naturale senso di riverenza che intervistare quella che è a pieno titolo un icona della musica moderna fa istintivamente nascere. «I don t see easy answer, non ci sono risposte semplici per l Europa», commenta con un sorriso amaro Kerr. Meglio parlare un po' di musica, allora, per tirarsi su il morale

7 L'INTERVISTA Con il tour 5x5 festeggio i 35 anni insieme alla mia band Oltre al tour che vi sta portando in giro per l Italia, ci sono novità su cui lei è al lavoro? Il 2011 è stato un anno felice, il tour è stato ed è una grande emozione, un emozione di nostalgia. Ma è stato un anno felice anche perché ho scritto dieci nuove canzoni per l'album dei Simple Minds che uscirà a primavera. Una buona, anzi un ottima notizia per i vostri fan che sono ancora numerosi, almeno giudicando da quanti seguono i vostri live Si è vero, e questo tour è nato anche per l'amore che il pubblico ci ha dimostrato. Tutto è cominciato all Alcatraz, un grande successo, un esibizione in cui il nostro pubblico ci ha dimostrato tutto il suo affetto e che ha spinto la Emi a pubblicare un cofanetto rimasterizzato dei nostri album. Da questo al tour 5x5, cinque canzoni per ognuno dei primi cinque album dei Simple Minds, il passo è stato breve. Un legame di vecchia data e molto solido quello tra Jim Kerr e l Italia La prima volta che sono venuto qui avevo 13 anni, gita scolastica a Rimini, un ricordo fantastico, complici certo l'età e la situazione. Già giravo per negozi alla ricerca di dischi. Dalla Gran Bretagna, cuore della scena musicale mondiale, a cercare dischi a Rimini. Cosa ricorda di aver comprato? David Bowie e simili, in Italia le copertine erano differenti rispetto a quelle in circolazione in Gran Bretagna, ero già un collezionista. Scoprii il mondo a colori. All'epoca Glasgow, la mia città, era in bianco e nero. Tutta brava gente, ma una città industriale, grigia. E oggi? Oggi è diverso. Dal punto di vista musicale le cose sono cambiate, ci sono locali e luoghi per esibirsi e quasi ogni anno spunta fuori qualcuno d'interessante. Tipo? Quest'anno ancora nessuno mi ha colpito, ma l'anno scorso Anna Calvi, stupenda. Ascolta parecchia musica, quindi. è attento alle novità? Certo, come tutti. Ho un ipod con tremila canzoni o giù di lì: David Bowie, i Doors, reggae, i Pink Floyd Soprattutto i Pink Floyd, erano anni che non li ascoltavo e ora è il loro momento nel mio ipod. Il duca bianco tra i dischi comprati a 13 anni e tra gli autori nel suo ipod Ziggy Stardust è stato il primo concerto che ho visto e poi, in meno di un anno, Lou Reed, Genesis e Roxy Music. Tutti concerti che mi hanno cambiato la vita e hanno influenzato la mia musica. Da allora sono passati oltre 30 anni e lei e il suo gruppo siete ancora insieme, in tour. Che ne pensa delle molte reunion di cui vecchie band sono protagoniste? Le canzoni restano bellissime anche anni dopo che sono state composte. Ma per fare i concerti è fondamentale l'energia. Se c'è quella, bene, altrimenti non c'è niente da fare. Alcuni, come i Rolling Stones e Mick Jagger, hanno ancora energia da vendere, altri meno. In alcuni casi queste reunion servono più che altro per poter far dire a qualche fan "li ho visti dal vivo", anche se non è più come in passato. Oltre all'esperienza scolastica, lei è ancora legato al nostro Paese come il suo collega Mick Hucknall. Passo molto del mio tempo in Italia, è vero, in Sicilia. Mick (leader dei Simply Red ndr) produce vino. Lui è davvero un grande, ma io non bevo. Sembra incredibile, ma sono uno scozzese astemio. Grazie a Dio ci pensa il resto della band a bere Parliamo ora del vostro tour 5x5. Un concerto particolare, quest' anno sono 35 anni che stiamo insieme e, tra le canzoni del tour, ce ne sono almeno tre o quattro che non suonavamo da 30 anni. Canzoni vecchie che però sono sempre attuali. Grazie ad un sound elettronico che sta tornando, alla vostra bravura o alla scarsa originalità delle band di oggi? Forse un po' di tutto questo. I travel ad esempio (1980 ndr) parla di un problema di lingua, di comunicazione, un problema dell' Europa, 30 anni dopo il contenuto è ancora attuale. Il mondo cambia, ma non cambia mai nulla. Quella canzone la scrissi sull' onda di quanto visto e vissuto durante il nostro primo tour. Un' esperienza bellissima per noi, tra Italia, Germania ed Inghilterra, in un'epoca segnata però dal terrorismo. Testi "seri" e musica pop, un connubio non semplice. All'epoca la sfida era in parte questa, fare pop in una situazione così difficile, descrivere un periodo duro con la musica leggera. Allora come oggi è importante essere testimoni dei tempi, raccontarli senza smettere di fare intrattenimento. 12

8 SU MARTE LEONARDO SI SAREBBE DIVERTITO Il 6 agosto Curiosity, un robot della Nasa, sbarca su Marte portando con sé la copia digitale dell Autoritratto e del Codice del Volo di Leonardo Da Vinci. Un idea proposta dal Tg scientifico della Rai che dedica all evento una puntata speciale, in onda il 6 agosto su Rai3. Il Tv Radiocorriere ha incontrato la giornalista di Tgr Leonardo Silvia Rosa Brusin: «è stato emozionante, anche perché ho assistito a un grande successo della tecnologia italiana proprio nel momento in cui l immagine del nostro Paese era ai suoi minimi storici» Silvia Rosa Brusin, uno dei volti storici di Tgr Leonardo, racconta l ultima impresa dell unico Tg scientifico in Italia: far volare Leonardo Da Vinci su una navicella della Nasa. Destinazione: il pianeta rosso. «Sentirsi microscopici nell universo, per me, produce un grande senso di serenità e di bellezza.», dice. Incrociando le dita, il 6 agosto Leonardo arriverà su Marte. Ed è anche merito suo e di tutta la redazione del Tg scientifico Rai. Come ci siete riusciti? In questo mestiere, i contatti sono molto importanti. Tempo fa avevamo realizzato un programma speciale in collaborazione con il Jet Propulsion Laboratory di Pasadena, il più importante di Carlo Casoli La fantascienza ormai fa sorridere. è la scienza a regalarci l impensabile e l incredibile centro Nasa per l esplorazione robotica dello spazio. L idea di far incontrare Leonardo da Vinci con il capo degli scienziati spaziali americani mi era parsa bella: lui ha accettato subito, con entusiasmo. Tenere tra le mani un codice di Leonardo è un emozione anche per chi è abituato a esplorare l universo. Continuava a ripetere Non posso crederci, sto sfogliano proprio Leonardo!. Poi è venuta l idea di far volare Leonardo dentro il robot che il Jpl stava preparando per Marte. Gli è piaciuta e ha detto sì anche se non veniva da un ambiente accademico, ma da una trasmissione televisiva. Poi anche l Agenzia Spaziale Italiana l ha fatta propria, per fortuna. E ora ci siamo, sta arrivando a destinazione. Un operazione poetica per ricordare al mondo un genio assoluto L ITALIANO PIù ECLETTICO SBARCA SUL PIANETA ROSSO Alla fine Leonardo da Vinci è riuscito a volare. E fino a Marte. All alba di lunedì 6 agosto una navicella spaziale della Nasa scenderà sul suolo del pianeta rosso per depositarvi Curiosity - il più grande robot mai realizzato per l esplorazione di Marte del peso di 800 kg con a bordo un passeggero d eccezione: proprio Leonardo da Vinci, attraverso le copie digitali del Codice del Volo e dell Autoritratto. Una missione alla quale Tgr Leonardo il Tg scientifico della Rai che aveva proposto con successo alla Nasa di coronare il sogno di Da Vinci dedica una puntata speciale di mezzora, in diretta su Rai3 lunedì 6 agosto alle Ospiti di Silvia Rosa Brusin, in studio, Enrico Flamini dell Agenzia Spaziale Italiana; Mario Turetta, direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte e custode degli originali leonardeschi; e l astronauta Maurizio Cheli. Nel corso della diretta saranno proposte e commentate le immagini della più importante, e rischiosa, missione marziana e di quanto sarà accaduto all alba del 6 agosto. Leonardo si soffermerà, inoltre, sulla storia di questo viaggio cominciato il 26 novembre scorso, sui dietro le quinte, sulle nuove frontiere delle esplorazioni spaziali, e sull attesa delle centinaia di ingegneri e tecnici della Nasa che a Pasadena hanno seguito il volo di Curiosity minuto per minuto. Ma anche sul genio di Leonardo che proprio il Tg scientifico della Rai ha contribuito a mandare su Marte. Un idea nata durante la visita di Charles Elachi - direttore del Jet Propulsion Laboratory, il più importante centro di ricerche della Nasa sulle missioni spaziali alla Biblioteca Reale di Torino, dove aveva potuto incontrare Leonardo e sfogliare le pagine del suo Codice del Volo. è un operazione poetica, per ricordare al mondo un genio assoluto. Secondo me, Leonardo si sarebbe divertito. Cosa l affascina di più dello spazio? L immensità di quel che c è ancora da scoprire. Stiamo incominciando a vedere i pianeti al di fuori del sistema solare, sono migliaia. Mi chiedo che mondi siano. Peccato avere una vita sola Ce ne vorrebbero tante per godersi lo spettacolo delle scoperte. La fantascienza fa sorridere ormai, è la scienza a regalarci l impensabile e l incredibile. Speriamo che il mondo abbia ancora le risorse economiche per andare avanti con la ricerca. Sarebbe triste, dopo aver aperto gli occhi sull universo, doverli riabbassare. A volte, immagino la posizione della Terra all interno della galassia, un granello di sabbia, e della galassia in mezzo ai miliardi di altre galassie che corrono nello spazio. Sentirsi microscopici nell universo, per me, produce un grande senso di serenità e di bellezza. Il Tgr Leonardo, l unico quotidiano di informazione scientifica in Italia, ha compiuto vent anni: una storia che si intreccia con la sua. Quali le soddisfazioni maggiori, a parte la missione su Marte? Sono stata molto fortunata, perché il Tg della scienza è stata una felice intuizione della Rai proprio all inizio di un ventennio favoloso per la ricerca. Abbiamo avuto modo di raccontare la decifrazione del genoma umano, la scoperta delle cellule staminali, la clonazione. L ultima soddisfazione personale, a febbraio, quando l Esa, l Agenzia Spaziale Europea, mi ha chiesto di essere il commentatore ufficiale in diretta del primo lancio del nuovo razzo Vega. Due ore e mezzo di trasmissione, per la prima volta non come giornalista, ma dall altra parte della barricata, in mezzo ai tecnici spaziali. E stato emozionante, anche perché ho assistito a un grande successo della tecnologia italiana proprio nel momento in cui l immagine dell Italia era ai suoi minimi storici. In questi anni ho avuto occasione di incontrare e intervistare persone che sono state protagoniste di scoperte e di avventure straordinarie. Per esempio, tutti gli astronauti che sono andati sulla Luna e i tecnici che erano dietro a quell impresa. è commovente quando dalle interviste esce il lato umano di un impresa. E questo vale anche per i cosmonauti e gli scienziati russi. Quello che mi affascina di più, spesso, non è il grande risultato scientifico, ma sono le singole storie umane che stanno dietro. E tra i sogni nel cassetto? Le idee sono tante. Specie in un momento come questo, la nostra società ha bisogno di elementi per capire e giudicare quel che sta succedendo. La scienza ci può aiutare e noi siamo qui per raccontare come

9 "IL BILANCIO"CHIUDE IN ATTIVO Nei primi sette mesi dell anno le fiction Rai chiudono con un indiscutibile gradimento del pubblico, confermato dai dati d ascolto. In vetta alla classifica per titoli c'è "Paolo Borsellino, i 57 giorni", proposto proprio nel ventennale delle stragi di Capaci e via D Amelio. Al secondo posto "Maria di Nazaret", una grande coproduzione internazionale diretta da Giacomo Campiotti sullo sfondo della Palestina di 2000 anni fa. Terza posizione per "Il Giovane Montalbano": sei film evento con Michele Riondino nei panni del giovane Salvo per la regia di Gianluca Maria Tavarelli di Silvia Battazza Estate: tempo non solo di vacanze, ma anche di primi bilanci. Mentre cresce l attesa per quello che si annuncia un autunno carico di grandi sorprese e appuntamenti di qualità, il mondo delle fiction Rai tira le prime somme di un anno, il 2012, che già nei primi sette mesi di programmazione si è dimostrato colmo di successi e soddisfazioni. Anzi, a giudicare dai dati di ascolto, quella Rai, in ambito fiction, si è rivelata e confermata, senza ombra di dubbio, una scommessa straordinariamente vincente tanto da decretare una "Top ten" targata solo Rai. Dal 1 gennaio al 24 luglio 2012, infatti, le serie e i film per la tv, prodotti da Rai Fiction e trasmessi da Rai1 in prima visione nel prime time, sono risultati i più visti in assoluto, sia per numero di telespettatori che in termini di share. Posizione Titolo Rete Ascolto (.000) Share (%) Puntate 1 PAOLO BORSELLINO - I 57 GIORNI Rai MARIA DI NAZARET Rai IL GIOVANE MONTALBANO Rai UNA GRANDE FAMIGLIA Rai PROVACI ANCORA PROF 4 Rai IL GENERALE DEI BRIGANTI Rai LA VITA CHE CORRE Rai WALTER CHIARI - FINO ALL ULTIMA RISATA Rai IL RESTAURATORE Rai LA FIGLIA DEL CAPITANO Rai Top 10 Titoli fiction più viste in prima serata 1 gennaio 24 luglio Apre la classifica delle fiction più amate e seguite dal grande pubblico, con 8 milioni 200 mila spettatori e uno share del 29.73, il film "Paolo Borsellino, i 57 giorni" di Alberto Negrin con Luca Zingaretti, trasmesso su Rai1 in prima serata martedì 22 maggio. A 20 anni dalle stragi di Capaci e via D Amelio che sconvolsero l Italia, il film ha ripercorso gli ultimi giorni del magistrato della Procura di Palermo dall attentato a Giovanni Falcone a quello di cui fu lui stesso vittima. Il commovente racconto di come Borsellino ha affrontato, nei rapporti con la moglie e con i figli, un viaggio verso la morte per un assoluto senso di responsabilità rispetto al suo compito. 2. Al secondo posto, con una media di 7 milioni 828 mila e spettatori e il di share, la miniserie "Maria di Nazaret", con Alissa Jung nei panni di Maria, Paz Vega in quelli della Maddalena e Andreas Pietschmann nel ruolo di Gesù. Una grande coproduzione internazionale diretta dal regista italiano Giacomo Campiotti e trasmessa il 1 e il 2 aprile. Sullo sfondo della Palestina di 2000 anni fa, la storia di due donne provenienti dallo stesso villaggio della Galilea che la vita ha condotto su strade molto diverse: Maria di Nazaret, pura e senza peccato, prescelta per essere madre di Cristo, e Maria Maddalena, meretrice, adultera e donna dei "sette demoni". 3. Terza posizione per "Il Giovane Montalbano". I sei film evento con Michele Riondino nei panni del giovane Salvo per la regia di Gianluca Maria Tavarelli, andati in onda da giovedì 23 febbraio, hanno ottenuto una media di 7 milioni 146 mila telespettatori (share del 26.34). La serie, seguendo la struttura del filone narrativo del Montalbano classico, nato dalla penna di Andrea Camilleri, ha ripercorso a ritroso la storia del

10 Ancora una stagione di grandi fiction Sono molte le soddisfazioni che Rai Fiction ci ha riservato in questi ultimi mesi. La prima è di essere stati in controtendenza sia in termini di share che di ascoltatori, di fronte ad un calo generale di tutte le emittenti dovuto in parte all aumentato del numero di canali disponibili. Tutto questo è avvenuto nonostante in quattro anni il budget a disposizione di Rai Fiction sia stato quasi dimezzato: conseguenza della crisi internazionale che a livello televisivo ha colpito soprattutto il mercato pubblicitario. Da un punto di vista editoriale siamo particolarmente soddisfatti di aver consolidato, in questi ultimi anni, il prodotto seriale che non conta più soltanto sui sempre forti "Don Matteo" e "Un medico in famiglia", ma su un congruo numero di prodotti in grado di affermarsi nelle varie stagioni, avendo creato una forte fidelizzazione con il pubblico. Solo negli ultimi mesi abbiamo avuto risultati per cui non è esagerato usare la parola "trionfo": alludo alla "Grande famiglia", la cui serie successiva è già in fase di scrittura, e al "Giovane Montalbano" che ha aggiunto una forte nuova potenzialità alla serie interpretata da Luca Zingaretti, che rappresenta senza dubbio il più grande successo di fiction dell ultimo decennio. Ma a questi si possono aggiungere sicuramente altri titoli che ormai fanno parte delle aspettative del pubblico di Rai1 come "Il Restauratore", "Che Dio ci aiuti", "A un passo dal cielo", "Caccia al Re", "Paura di amare", "Rossella", "Terra ribelle", "Un caso di coscienza", "Provaci ancora prof" e altri ancora. Quindi, strategicamente tali successi potrebbero essere definiti come la garanzia di sopravvivenza per i prossimi anni per la fiction Rai e la vera ossatura su cui si regge la nostra offerta. Altro motivo di soddisfazione è la varietà dei temi trattati che vanno da quelli religiosi, culminati nel grande successo di Maria di Nazaret, alle tematiche storiche, da Anita Garibaldi alla rievocazione degli ultimi giorni di Borsellino, dai temi sociali come la legge Basaglia, la violenza sulle donne, le morti bianche, le stragi del sabato sera, alla commedia che rappresenta da sempre un momento di divertimento leggero nello spirito del Servizio Pubblico, evitando accuratamente volgarità e cattivo gusto. Guardiamo quindi con molta fiducia alla stagione autunnale in cui la nostra offerta si incentra sulla varietà di temi e partecipazione di grandi attori guidati dai migliori registi. Fabrizio Del Noce commissario più famoso e amato della tv. L a serie in sei episodi "Una g r a n d e famiglia", per la regia di Riccardo Milani, con una media di 6 milioni 896 mila spettatori pari al di share, si conferma al quarto posto della classifica. In onda dal 15 aprile, la fiction ha raccontato le vicende di una famiglia di industriali della Brianza, titolari di un importante azienda, in un romanzo famigliare contemporaneo dai toni della commedia romantica, del dramma e del mistery. Nel cast anche Stefania Sandrelli, Gianni Cavina, Alessandro Gassman e Primo Reggiani. Una prima serie molto seguita e amata dal pubblico tanto da far pensare, prossimamente, ad una nuova ed avvincente stagione di avventure per l ormai famosa famiglia Rengoni. Al quinto posto, con una media di 6 milioni 288 mila spettatori (share del 22.09), si classifica "Provaci ancora prof 4" per la regia di Tiziana Aristarco. I sei appuntamenti hanno raccontato la nuova stagione di avventure di Camilla Baudino, l insegnante di Lettere con il pallino delle indagini, interpretata da Veronica Pivetti. In onda da domenica 19 febbraio in prima serata su Rai1. Sesto "Il Generale dei Briganti", un film in due puntate, per la regia di Paolo Poeti, con Daniele Liotti, Raffaella Rea, Danilo Brugia, Christiane Filangieri e Massimo Dapporto. La miniserie ha ripercorso la storia di Carmine Crocco, una figura leggendaria, un personaggio dalle origini umili che, grazie ad un intelligenza fuori dal comune, è divenuto nel tempo l archetipo del brigante risorgimentale. In onda domenica 12 e lunedì 13 febbraio, ha ottenuto una media di 6 milioni 249 mila spettatori e il di share. In settima posizione "La vita che corre", la miniserie per la regia di Fabrizio Costa con Flavio Parenti, Enzo Decaro, Massimo Wertmuller, Franco Castellano e la partecipazione straordinaria di Barbara De Rossi. Due puntate dedicate a quel terribile fenomeno che la cronaca chiama "le stragi del sabato sera". Trasmesse lunedì 30 e martedì 31 gennaio, in prima serata, sono state seguite da una media di 6 milioni 203 mila spettatori pari ad uno share del Grandi ascolti anche per la fiction "Walter Chiari-Fino all ultima risata" che, trasmessa domenica 26 e lunedì 27 febbraio, ha sfiorato una media di 6 milioni di spettatori (share del 21.74). La fiction, firmata da Enzo Monteleone con Alessio Boni nel ruolo di Walter Chiari e Bianca Guaccero nei panni di Valeria Fabrizi, ha portato sul piccolo schermo la storia dell istrionico attore, un uomo fuori dal comune che ha conquistato, con le sue grandi qualità artistiche, tutto ciò che il mondo del jet set aveva da offrire e che, proprio all apice della carriera, ha perso tutto: lavoro, famiglia, amici e libertà. Nono posto per la serie in sei puntate "Il Restauratore" con Lando Buzzanca e Martina Colombari, per la regia di Giorgio Capitani e Salvatore Basile. La fiction, in onda da domenica 8 gennaio su Rai1, ha raccontato la storia di Basilio, un ex galeotto con il dono delle "luccicanze" in grado di vedere cose che gli altri non possono scorgere Chiude la "Top ten" la miniserie "La figlia del capitano" con Vanessa Hessler, Primo Reggiani e la partecipazione straordinaria di Edwige Fenech, per la regia di Giacomo Campiotti. Proposta in prima serata lunedì 9 e martedì 10 gennaio, ha realizzato una media di 5 milioni 627 mila spettatori (share del 19.99). La fiction, liberamente ispirata all omonimo romanzo di Aleksander Sergeevic Puskin, ha raccontato la straordinaria storia d amore di Pjotr per Mascia sullo sfondo di una Russia della fine del Settecento. In primo piano gli intrighi di corte, le tribù selvagge delle steppe sterminate e una Zarina, Caterina II di Russia, di raffinata intelligenza, resa crudele dalla solitudine del potere. Il grande successo di ascolti che ha accompagnato in questi primi sette mesi del 2012 i prodotti Rai-Rai Fiction risulta ancor più evidente se invece dei titoli si considerano i risultati ottenuti dai singoli episodi andati in onda. In questo caso, nella classifica delle 30 puntate più viste 29 sono Rai e una sola trasmessa dalla concorrenza. E se si allarga ancora la classifica degli ascolti alle 50 puntate più seguite, l apprezzamento del pubblico per i prodotti Rai appare ancora più evidente con un rapporto di 43 (Rai) a 7 (reti concorrenti 10, 31, 33, 39, 45, 48 e 50 posizione). La più vista in assoluto è la seconda e conclusiva puntata della miniserie "Maria di Nazaret", trasmessa il 2 aprile scorso che brilla in vetta alla classifica con quasi 8 milioni e mezzo di spettatori ( ) e uno share pari a A seguire il film tv "Paolo Borsellino, i 57 giorni", un appuntamento che, proposto proprio nel ventennale delle stragi di Capaci e via D Amelio, ha riaperto in tutta la sua drammaticità una pagina di storia recente che ha cambiato per sempre il nostro Paese. 19

11 SEGNALIBRO LIZZANI INTELLETTUALE DEL NOVECENTO, NON SOLO CINEASTA "Il giro del mondo in 35 mm" racchiude il racconto di cronache di viaggio in giro per il mondo vissute dal regista: «Scrivo per uscire dalla prigione dorata del cinema, che mi ha dato l opportunità di riuscire a vedere dal di dentro e spesso in anticipo parecchie cose». A novant'anni è ancora molto propositivo: «Sogno un film che si potrebbe chiamare Operazione Appia Antica prendendo spunto da un libro di Giulio Andreotti» di Lucilla Perelli Rizzo Carlo Lizzani, con il suo "Il giro del mondo in 35 mm", racconta una serie di esperienze di viaggio personalmente vissute alla scoperta di uno straordinario percorso nella storia contemporanea fino all'era della globalizzazione. La rivisitazione di questi ultimi decenni è "necessità di un bilancio a novant'anni", come recita nel libro o c'è dell'altro? è il proseguimento di un discorso, cominciato con la mia autobiografia, pagine di diario, "cronache" di un vissuto in giro per il mondo. Sono brani autentici. Cerco di testimoniare un'epoca. Vorrei servisse sopratutto a far uscire la mia figura dalla "prigione dorata del cinema" per assumere di più quella di saggista. Vorrei che si dicesse "Lizzani è un intellettuale del Novecento e non solo un cineasta". L'opportunità che ho avuto, attraverso il cinema, è straordinaria. Ce ne parla? Volentieri. L'opportunità che mi ha dato "il mestiere del cinema" è stata quella di riuscire a vedere "dal di dentro" e spesso in anticipo parecchie cose. Più di tutti gli altri mestieri, più di un fotografo, più di un giornalista o di uno scrittore Quali cose? Per esempio la permanenza di circa un anno in Cina, nel 1957, mi fece capire da subito come sarebbe finito il comunismo reale. Tutti parlavano di grande vittoria, ma vedendo la Cina passo passo mi accorsi che era un enorme paese contadino e che si era partiti col piede sbagliato. Bisognava partire dal centro e non dalla periferia, c'è voluta l'industrializzazione... Quella dei comunismi Il neorealismo ha portato una rivoluzione contribuendo a cambiare il linguaggio cinematografico comunque è stata una grande illusone, Mao è diventato una figura da non prendere come esempio e via via siamo finiti a Pol Pot. Marx si rivolterebbe nella tomba. C'è un passaggio nel libro, sulle "donne nel cinema di Lizzani". Ne vuole parlare? Potrebbe essere un'ulteriore chiave di lettura per una panoramica sul mio cinema perché le donne hanno avuto grande rilievo. Per esempio Silvana Mangano, nei panni di Edda Ciano ne "Il processo di Verona", è arrivata a quel ruolo nel pieno della sua maturità artistica. Ho lavorato con passione ed impegno, così come lei, attorno alla psicologia di un personaggio tanto complesso come quello di Edda. Chiude con una riflessione sul Neorealismo. Quali sono i meriti di questa corrente? Molti. La stagione neorealista ha portato una "rivoluzione" contribuendo a cambiare il linguaggio cinematografico, ma non fu un cambiamento soltanto nel cinema. Nel cinema fu più immediato che non nella letteratura o nella pittura. Andrè Bazin, il più autorevole critico cinematografico di quegli anni, scrisse che con il Neorealismo stava nascendo il cinema moderno. Qual è oggi lo stato di salute del cinema italiano? Manca il fenomeno di una scuola. Non c'è un gruppo di cineasti che si ritrovano uniti a fare la stessa battaglia. Forse, comunque, prima c'era più inventiva. Ma il cinema, malgrado la televisione e internet, sopravviverà come il teatro. Che rapporto ha con internet? Tutte le novità, come l'atomo, possono essere armi a doppio taglio. Ogni fase nuova del linguaggio ha portato con sé critiche e perplessità. Quando si diffuse la scrittura, molti secoli fa, si parlò di cervelli addormentati. Come definirebbe il periodo che stiamo vivendo? Un dopoguerra senza bombe. La globalizzazione ha steso a terra parecchie muraglie. Bisogna ricominciare da zero. E cosa suggerisce? Più grinta. I giovani soprattutto non hanno la grinta che avemmo noi negli anni della ricostruzione. Ma allora le bombe erano vere, la tragedia della guerra fu una spinta per risalire. Il mondo era sconvolto, il nostro Paese era sconvolto, ma trovammo quella marcia in più... Ci vuole più energia per farsi largo. Purtroppo i nostri giovani l'energia la sfogano nella rabbia oppure lasciano l'italia. Anche in questo ci vuole coraggio. Sta scrivendo un altro libro? Sì, ma è prematuro parlarne. Piuttosto ho un sogno nel cassetto. Quale? è un film. Si potrebbe chiamare "Operazione Appia Antica" e lo spunto è un libro di Giulio Andreotti. Vuole conoscere la trama? Certamente Vorrei raccontare come nacque lo spionaggio telefonico nel 1940 e '41 con la caratteristica italiana di essere nato a Roma e di avere il quartier generale nelle catacombe. Si spiavano Mussolini, Claretta, il Papa E loro, gli spioni, erano i veri padroni. Pronti a ricattare chiunque

12 CIRO IN BABILONIA: ROSSINI TORNA NELLA SUA PESARO Will Crutchfield L opera, curata dal regista Davide Livermore, viene trasmessa da Rai5. In scena un cast di grandi specialisti: il contralto Ewa Podles, il tenore Michael Spyres e il soprano australiano Jessica Pratt. Nell allestimento di Livermore, realizzato in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino e la Cineteca Nazionale, l uso di spezzoni di film proiettati su elementi scenografici tridimensionali è ispirata ai grandi kolossal di inizio Novecento la messa in scena di "Ciro in Babilonia", l opera di Gioachino Rossini curata dal regista Davide Livermore, che Rai5 trasmette in differita dal Teatro Rossini di Pesaro il 10 agosto in prima serata in occasione dell inaugurazione del Rossini Opera Festival, la manifestazione che si avvale della collaborazione scientifica della Fondazione Rossini. Lo spettacolo unisce il massimo rigore musicologico nei confronti della partitura originaria all estrema libertà di linguaggio nella regia, per comunicare in modo efficace con gli spettatori di oggi. Sul podio dell Orchestra, il direttore americano Will Crutchfield. In scena un cast di grandi specialisti del "belcanto": il contralto Ewa Podles, nel ruolo del titolo, il tenore Michael Spyres (Baldassare) e il soprano australiano Jessica Pratt nel ruolo di Amira. L allestimento di Livermore, realizzato in collaborazione con il Museo Nazionale del Cinema di Torino e la Cineteca Nazionale, prevede l uso di spezzoni di film muti - come "Cabiria" di Giovanni Pastrone proiettati su elementi scenografici tridimensionali. E la stessa recitazione degli interpreti sarà volta a riprodurre l effetto dei piani sequenza cinematografici. Lo spettacolo impiega grandi risorse tecnologiche per ricostruire l effetto "datato" della cinematografia di cent anni fa, sovrapponendo la resa un po nostalgica della scena alla drammaturgia della prima opera seria di Rossini. Il compositore italiano, passato alla storia come autore di celeberrimi spartiti come "Il barbiere di Siviglia" e "Guglielmo Tell", annovera tra i suoi straordinari successi anche "La pietra del paragone", "La gazza ladra", "Zelmira" e "Semiramide", "La Cenerentola", "Otello". La prima rappresentazione di "Ciro in Babilonia", al Teatro Comunale di Ferrara il 14 marzo del 1812, non lo convinse troppo: «uno dei miei fiaschi», disse. Ma non fu dello stesso parere Stendhal, che definì l opera "piena di grazia". E lo scrittore francese, autore di "Vita di Rossini", fu tra i suoi grandi estimatori. Nella prefazione si legge: «è difficile scrivere la storia di un uomo ancora vivo Lo invidio più di chiunque abbia vinto il primo premio in denaro alla lotteria della natura A differenza di quello, egli ha vinto un nome imperituro, il genio e, soprattutto la felicità». E Rossini aveva appena trentadue anni! La regia televisiva dello spettacolo è curata da Daniele Biggiero

13 L'INTERVISTADOPPIA VOLIAMO SENZA ALI e senza RETE ciccio Come mai questa diversa postura durante la diretta? Io sto seduto perchè così riesco a filarmelo di meno e posso estraniarmi. Scherzo, naturalmente! Etero tutti e due. Che tipo di coppia siete? massimo Io mi agito come se facessi un mini-comizio, fa parte proprio del mio modo di essere. Devo gesticolare... Confermo. La sintonia che si sente in radio è frutto di che cosa? In realtà di una grande cooperazione. Anche se siamo diametralmente opposti in tutto, anche nel modo di lavorare. Io, per esempio, adoro far la trasmissione, bere un caffè e poi cominciare a pensare subito a quella del giorno dopo. Per Massimo è molto diverso Dopo la diretta sono come un palloncino che si è sgonfiato, mi cala l adrenalina. Devo riprendere fiato. Per me è il contrario, invece. La mattina, oltre a non capire bene quello che sta succedendo, adoro arrivare all'ultimo momento e far montare l adrenalina. Di solito il lavoro è fatto in parte il giorno prima, tante volte anche a cena. Mangiamo spesso insieme e lì spariamo boiate. Il problema è solo uno: Massimo è veramente uno splendido comico involontario, ha una comicità altissima che, però, non è replicabile. Le sue battute sono dissacranti e immediate, difficili da ripetere una seconda volta in onda, bisogna ricostruire l'"habitat" perché vengano fuori. Chi dei due è il più irriverente? Massimo Cervelli e Ciccio Valenti conducono ogni mattina su Radio2 "Il lungo e il largo". Sono due toscanacci "doc", uno livornese e l altro senese: si capiscono al volo e diventano una miniera inesauribile di buonumore. Hanno un rito tutto loro prima di andare in onda: Ciccio si allaccia le scarpe e Massimo dà un'ultima occhiatina ai giornali. Si svegliano entrambi alle sei e un quarto del mattino. Massimo Cervelli arriva in studio per primo, Giacomo "Ciccio" Valenti con "mezz'ora di colazione in più". "Il lungo e il largo" di Radio2 sono toscani "in trasferta" a Roma. Toscani, ma con delle specifiche. Massimo, nato a Siena e cresciuto a Firenze, freme se non aggiungi all'istante "Contrada dell Istrice". Ciccio, addirittura, detta le parole esatte per descrivere se stesso e la sua città: "Livorno, mare, mentalità aperta". Il gusto per la battuta è già nel loro Dna. L'umorismo, però, ha colori differenti. Surreale, sottile, più cerebrale, quello di Flavia Bruni di Massimo - voce molto amata dei programmi "Gli Spostati" ed "Effetto Notte". Irruento, disarmante, a tratti feroce, quello di Ciccio volto inconfondibile di trasmissioni come "Candid Camera", "Smackdown" e "Poker1Mania". È uno scambio vivace, elettrizzante, una sfida tra due menti brillanti che mal sopportano i luoghi comuni e chi si prende troppo sul serio. Due ore di diretta mattutina, dalle 8.00 alle 10.00, con gli ascoltatori in linea, per leggere notizie e attualità dell estate in modo dissacrante. Affabili, calorosi, autoironici, vanno in onda senza copione: Massimo rigorosamente in piedi, Ciccio comodamente seduto. Io sono lo strafottente di facciata, quello che apparentemente è più diretto. Massimo è il classico bravo ragazzo a scuola, che poi in realtà era una peste clamorosa. Io andavo, invece, sempre in punizione Io sono l'istigatore, quello che lo provoca, gli lancio l osso e Ciccio lo insegue, e va oltre, entra nel territorio proibito, nella riserva e quindi viene beccato. Sì, lui ha quest'atteggiamento da finto lord inglese ma poi in realtà è proprio il castellano del Chianti, che finisce col fregare tutti. Guardandoci! Come è nato il titolo del programma? Guardandoci!

14 L'INTERVISTADOPPIA Massimo è uno splendido comico involontario e non è replicabile Sono tanti. Anche se abbiamo due modi abbastanza diversi di approcciare gli argomenti. Io lancio l'idea e poi sto lì a pensarci, ci lavoro sopra, Massimo invece la lancia e crede sia già tutto a posto. Però c'è un linguaggio che è nostro, assolutamente toscano, come quando per dire una cosa affermi sempre il contrario, del tipo: "sei senza macchina?" e magari sei arrivato col macchinone. Quali sono i temi che preferite? Cosa fate prima di andare in onda? Si condivide tutto, anche perché le proposte devono essere accettate da entrambi. Io magari dico di "no", che quello spunto "non lo sento", ma Ciccio poi gira l'argomento in modo tale che non risulta più come l avevo pensato io. Mi allaccio le scarpe. Sempre. Spesso ci guardiamo. A volte la trasmissione "perfetta" non riesce: lo capisci dai primi due interventi quanto sarà faticosa. E allora basta uno sguardo. Leggo i giornali. E durante la diretta in che modo comunicate? Non abbiamo un canovaccio e niente di scritto, se non la chiusura... Avere una cosa scritta sarebbe il nostro suicidio, non saremmo mai credibili. Andiamo avanti finché a uno dei due arriva la battuta secca. E lì si chiude. Come è stato il vostro primo incontro? Ci siamo "sbucciati ", come si dice a Livorno, ovvero sfiorati, quando Massimo lavorava insieme a Roberto Gentile nel programma di Radio2 "Gli Spostati" e io sono arrivato per una trasmissione estiva con Mauro Casciari, si chiamava "XXL ". Mi ricordo una cena durante la quale abbiamo chiacchierato di tutto, faceva un caldo mostruoso quella sera e io ho mangiato otto fette di anguria e sputavo i semi davanti a lui. Non ci siamo resi conto che si erano fatte le tre del mattino. Abbiamo buttato lì l'idea di una trasmissione. Quando, più avanti, mi hanno chiamato per un programma previsto dalle 8 alle 10 del mattino, dopo che per anni ne avevo fatto uno alle 7, stavo quasi per dire di no: ero stanco di alzarmi così presto. Ma è uscito fuori il nome di Massimo Cervelli e così ho detto subito di sì. Poi, ovviamente, il pentimento È la realtà, stravolta. Non penso che ci sia una ricetta fissa, ognuno ha la sua. Io adoro appoggiarmi sulla realtà e violarla, dai tempi degli scherzi a "Candid Camera", non sono quello che va dietro ai personaggi, mi piace la parodia. L effetto comico nasce quando c'è il "figo" che vuol fare il figo e tu lo porti nella normalità. Lì è un meccanismo immediato. Che cos è la comicità? Ciccio è sempre pronto a raccogliere al volo la battuta per entrare nel territorio proibito Confermo tutto quello che ha detto con l aggiunta che a Ponte Milvio io rimasi scioccato dalla notorietà di Ciccio Valenti che, come Padre Pio, veniva avvicinato da una folla festante di ragazzi che dicevano "Ciccio, il poker, il wrestling!". Tutti ubriachi, però lucidi nel riconoscere la sua sagoma inconfondibile. Giuro, mancavano il profumo di violetta e un po di petali e si sarebbe sentito l odore di santità. A me piacciono il surreale e il demenziale, che nella sintesi perfetta sono "Zoolander" (film diretto e interpretato da Ben Stiller, ndr). Non è un esempio "altissimo", d altra parte io non sono un comico: mi piace scherzare su ciò che leggiamo sui giornali, cosa che al mattino è l ideale perché hai ancora un territorio vergine. Dispensiamo notizie inserendoci elementi di surrealtà, di parodia e di "cazzeggio" che è esagerato definire comici. Nessun momento d incertezza o d imbarazzo, andando così a ruota libera? Il "live" prevede che non ci sia una rete, pretende l immediatezza. La radio poggiata sulla realtà delle otto del mattino o comunque su notizie fresche non può equivalere ad "andare a far colazione" in smoking. Noi ci andiamo vestiti in maniera normale. Io immagino subito la persona, il suo umore, lo sento proprio dentro. Non ho assolutamente senso estetico, invece nel campo del suono e della percezione della singola personalità ci prendo sempre. È importante cogliere dal tono della voce l'aspetto del carattere, trovare degli indizi sui quali puntare. E non riusciamo a esser finti, anzi a volte siamo fin troppo diretti. Diamo grosso credito agli ascoltatori e affidiamo loro una parte del programma, quindi il nostro è un atto di fiducia. Se tu decidi di intervenire e fai una cosa di basso livello, poi stona. È come se ognuno facesse un po' la gara a trovare qualcosa di non banale da dire. Si capisce tutto dal "pronto?". Anche se Massimo si arrabbia perché dice che sono presuntuoso in questo. La prima regola è non prendersi sul serio su niente, ma questo per me vale in assoluto nella vita. Poi ci sono frangenti in cui non puoi non essere serio e meno superficiale. "Ciao, come stai? Da dove chiami?" è superato. Si deve invece cominciare subito con l autoironia. Noi ci diamo certe "sberle" in onda Parliamo come se fossimo al bar e gli avventori sono proprio gli ascoltatori. Una caratteristica de Il lungo e il largo è quella di comunicare in diretta con gli ascoltatori

15 L'INTERVISTADOPPIA Il vostro rapporto con gli altri è così disteso anche nella vita quotidiana? Dipende Ci sono quelli che ti piacciono e quelli che non ti dicono nulla, ma a 45 anni non devi essere amico di tutti. E non devi neanche cercare di rimorchiare tutte! A dire la verità, più vai avanti e più diventi selettivo, ma questo non significa essere misantropi o fare gli ipocriti. Rispondo con una frase bellissima, romana, che a Milano non hanno ancora capito: "E sti cavoli!". Di carattere come siete? Come la gente ci sente in radio. Io a Roma vivo in albergo, faccio fatica a pensare un pomeriggio o una sera davanti al televisore per vedere un film. Preferisco prendermi il vespino e uscire a fare un giro nella città più bella del mondo. Massimo, invece, che ci vive da quattordici anni, è uno che si guarda uno o due film per volta quando è solo. Poi viene a cena e poi ha paura di mangiare pesante perché se no dopo non dorme e poi ha paura dell'aria condizionata Questa cosa dell'aria condizionata è vera, anche perché prendo febbri malariche. L'anno scorso mi è toccato riportarlo in vita e siamo andati a un torneo di poker. Non era mai successo nulla, ma proprio quel giorno non solo è entrata la polizia per un controllo, ma l unico che non aveva i documenti era Massimo Cervelli. Io, che dovrei essere quello "borderline", ero perfettamente in regola. Lui è diventato tutto rosso, in pratica ha rischiato di andare a finire in galera. da Facebook Parliamo dei vostri pregi Andate sempre d amore e d accordo, insomma Beh no, siamo molto cocciuti nelle nostre idee. Discutiamo, ci confrontiamo, se qualcosa non piace lo capiamo reciprocamente dalle rispettive facce. La cosa che mi dà più fastidio di lui è quando fa "sì, sì" con la testa e tu sai che non gli interessa niente di quello che stai dicendo. Ciccio è generoso e sincero. E nel lavoro ha una velocità pazzesca nel cogliere le cose. Ha un turboreattore supersonico: come tu accenni qualcosa, lui sa già come realizzarla. Massimo è un signore di natura e un signore "arrivato". E poi, nonostante non lo voglia far capire, è molto consapevole dei suoi mezzi, ha storia di radio alle spalle e non è invidioso. L invidia porta solo bile e non risolve niente. Perché devo invidiare qualcuno anche se immeritatamente ha raggiunto un traguardo? La mia massima è "il tempo è galantuomo". da Facebook Che cosa fate quando non dovete lavorare? La mia giornata ideale non comincia, naturalmente, alle Adoro nuotare: è necessario per la mia salute, per smaltire i chili in eccesso. A Milano abito fuori città, le giornate sono dominate da mio figlio Lorenzino, che cerco di vedere il più possibile. Massimo è la serenità fatta persona. Non gli toccare Ponte Milvio, la sua famiglia, i suoi punti di riferimento Per carità! Onestamente mi darebbe abbastanza fastidio Lui è "il Melandri" di Amici miei e io sono "il Sassaroli", il cazzaro vero. Ma, alla fine, l'effetto comico devastante è in mano sua. E viaggi insieme ne fate? Chi dei due fa più ridere? Sono un abitudinario, in un'accezione anche positiva. Dei punti fermi ci vogliono, soprattutto quando hai una famiglia e se ti trovi in trasferta. Nuoto anche io, seguo la dieta del giornalista Tito Stagno, suggeritagli da un molecolarista della Nasa: la mattina solo frutta fino a pranzo, una svolta. Io sono come le scimmie, giro con le banane in tasca. Per ora no, però non lo escludo. Ciccio: tu sei perfetto anche come "santino" per avere degli sconti in giro, visto che ti riconoscono tutti

16 E LE VITTIME RIMANGONO SEMPRE A BOCCA APERTA Direttamente dall Australia "Prank Patrol - Scherzi da Ragazzi" è arrivato su Rai Gulp. Il game reality, in onda tutti i giorni, nell edizione italiana si avvale dell esilarante commento della coppia di comici Pali e Dispari, composta da Angelo Pisani e Marco Silvestri: «Siamo le voci fuori campo che commentano gli scherzi fatti dai ragazzi. Raccontiamo a modo nostro le situazioni buffe in cui si vengono a trovare i malcapitati protagonisti» di Scina Santacatterina Pronti, via: "Prankizziamoci". è questo l invito di Rai Gulp, Canale della Direzione Rai Ragazzi, ai giovani telespettatori seguaci di "Prank Patrol- Scherzi da Ragazzi", una serie australiana dove in ogni puntata uno o più giovani vengono guidati dal conduttore, Scotty, e della sua squadra di Ninja ad organizzare e mettere in pratica uno scherzo al loro nemico di turno. Il destinatario della burla può essere un amico, un parente, un insegnante o addirittura un'intera classe. Nel camper di Prank Patrol vengono custoditi i file "Top Secret" da dove ogni ragazzo con l aiuto di Scotty può scegliere il meccanismo più adatto al tipo di scherzo che vuole realizzare. Saranno co-protagonisti vari esperti: dai professionisti degli effetti speciali per realizzare, per esempio, un guanto esplosivo, agli esperti di costruzioni estremamente fragili, come la porta che crolla con un semplice colpo di karate. Un game reality, in onda tutti i giorni alle su Rai Gulp, che nell edizione italiana vede la famosa coppia di comici Pali e Dispari, composta da Angelo Pisani e Marco Silvestri, commentare fuori campo le vicende di ogni episodio. Il duo fornisce un'interpretazione spesso stralunata e surreale dell azione, puntualizzandone i momenti salienti e mettendone in evidenza gli aspetti comici. Ma anche dando spiegazioni su quanto sta accadendo, mediante un botta e risposta che fa da contrappunto allo scherzo. Tra finte tutti i giorni alle I bersagli più frequenti dei ragazzi sono amici e parenti, tipo la nonnina incomprensioni e giochi di parole, i conduttori raccontano a modo loro le gesta del "capo Pranko" Scotty e del "prankster" di turno, ovvero il ragazzo protagonista della puntata. In ogni episodio c'è anche la "ricetta per uno scherzo": piccoli suggerimenti per il pubblico a casa per realizzare beffe personalizzate, utilizzando oggetti di uso quotidiano. La serie televisiva è accompagnata da iniziative sul web: una pagina Facebook, Prank Patrol Italia, dove si commentano gli episodi e se ne rivedono alcuni momenti. Sul sito si possono ritrovare tutti gli episodi e gli spettatori sono invitati ad inviare i video di scherzi da loro stessi realizzati: i migliori vengono messi in rete. Il Tv Radiocorriere ha incontrato i "Pali & Dispari". Che cos è Prank Patrol- Scherzi da Ragazzi? Marco Silvestri: Un programma divertentissimo dove si può lasciare a bocca aperta la vittima dello scherzo. Quindi una trasmissione di scherzi per i più giovani. Angelo Pisani: è un programma di scherzi fatti da ragazzi per ragazzi. Un concentrato di furbizia, abilità e ingegno. Cosa vi ha spinto a condurlo? Marco Silvestri: La genialità dell idea, con la speranza che un giorno ne facciano una versione italiana e ce la facciano condurre. Angelo Pisani: Ci piaceva l idea di guardare i ragazzi Siamo un duo atipico: tra noi non c è una spalla in azione, soprattutto ora che siamo entrambi genitori. Qual è il vostro ruolo? Come raccontate gli scherzi fuori campo? Marco Silvestri: Abbiamo il compito di accompagnare il telespettatore all interno dello scherzo dando un tocco di "Pali & Dispari" al tutto. Angelo Pisani: Noi siamo le voci esterne che commentano gli scherzi fatti dai ragazzi. Siamo una sorta di filo conduttore vocale che racconta le situazioni buffe in cui si vengono a trovare i malcapitati protagonisti. Come viene costruito uno scherzo? Marco Silvestri: Con i grandi mezzi a disposizione, gli autori del programma si possono sbizzarrire nelle più ricercate soluzioni spettacolari e pirotecniche, avvalendosi di professionisti come ingegneri e stuntman. Angelo Pisani: Gli scherzi partono sempre da un intento "vendicativo" di un ragazzo nei confronti della sua vittima. Una sorta di "te la faccio vedere io, così impari", articolato e fantasioso. Quali sono gli obiettivi più colpiti tra amici, nemici e parenti? Marco Silvestri: Parenti. Alcuni un po' crudeli, tipo la nonnina. Angelo Pisani: Gli obiettivi più colpiti sono gli amici. E a voi diverte fare scherzi? Tra voi ve li fate? Marco Silvestri: Pochi, ma fatti bene come nascondere le cose di Angelo: ci impazzisce Angelo Pisani: Gli scherzi sono un elemento importante, una sorta di antidepressivo utile e necessario, soprattutto se si considera l'attuale momento storico. Marco è quello nella coppia più incline allo scherzo. Lo scherzo più cattivo che avete presentato? E quello più strano? Marco Silvestri: Il più cattivo è quello fatto da una ragazzina a sua nonna facendola cadere in un tranello: veniva accusata di furto. Angelo Pisani: Il più strano sicuramente quello del guanto esplosivo. Altamente spettacolare. Come vi siete conosciuti e da quanto tempo lavorate insieme? Marco Silvestri: Frequentavamo lo stesso parco, Angelo si allenava ed io suonavo lo djambè. Angelo Pisani: Circa 16 anni fa, durante il periodo universitario, studiavamo insieme in una biblioteca E ora parliamo un po' di voi Marco Silvestri: Siamo un duo atipico sia sul palco che nella vita privata. Tra noi non c'è una spalla, ci alterniamo alla guida del duo. Angelo Pisani: Siamo cresciuti nelle periferie di Milano, quindi ci piace impegnarci per chi ha meno possibilità di far sentire la propria voce. Lavoriamo insieme da 16 anni, anche se siamo ancora giovani e belli, abbiamo cominciato al centro sociale Scaldasole e da allora continuiamo a sperimentare sia in teatro che in tv. Progetti futuri? Marco Silvestri: Continuare a vivere d'arte. Angelo Pisani: Stiamo lavorando con due conigli, di più non si può dire

17 Rai dicono di noi in prima pagina «A a cura di Antonio Caggiano ttenzione ai conti, ma anche al prodotto, con una nuova sfida: dare più spazio alle risorse interne» la Rai continua a far parlare di sé su periodici e quotidiani. Questa settimana viene dato risalto anche alla notizia della rinuncia alle spese di rappresentanza da parte del nuovo Cda, una prima risposta all'allarme lanciato dalla Corte dei Conti. Intanto giungono apprezzamenti sul modo in cui la Rai gestisce la fascia protetta soprattutto su canali come Yoyo e Gulp, ma anche sui canali dedicati a Storia e Scuola. E dai giochi olimpici di Londra, il grande consenso di ascolti premia lo sforzo della Rai teso a offrire a tutti e gratuitamente quanto più possibile di emozioni, immagini, sensazioni legate all'evento sportivo. Cominciano a essere svelati, invece, i segreti sul prossimo Festival di Sanremo, con il conduttore, Fabio Fazio, che inizia a dettare le nuove regole e lascia intendere quali potranno essere le novità più significative. Nel frattempo, a partire da settembre, rivedremo in tv Pippo Baudo, pronto a viaggiare per conto di Rai3 lungo l'italia. Risalto è stato dato anche al concerto kolossal di Riccardo Muti tenuto a Reggio Calabria, con il maestro circondato dalle "bande" e dal tricolore. Commenti positivi sulla stampa nazionale anche per "TecheTecheTè", il programma realizzato con il tesoro inesauribile delle Teche Rai, sempre premiato dagli ascolti. Per la grande fiction Rai, "Un posto al sole" rilancia gli intrecci di trama tra i personaggi e "Terra Ribelle", dà l'appuntamento per il secondo capitolo. Per i personaggi, Alberto Angela si cimenta nella soluzione dei misteri dell estate; Massimo Giletti parla delle novità della prossima stagione della sua "Arena"; Beppe Fiorello racconta di quanto sia riuscito a calarsi nel personaggio di Domenico Modugno; Licia Colò, in onda in prima serata col suo storico programma di viaggi su Rai3, parla della tv di oggi; Flavio Insinna ritorna sulla Rai con un programma radiofonico, Georgia Luzi rinuncia alle vacanze per dedicarsi ai cuccioli in tv; Gerardo Greco parla della sua "Unomattina estate" e di come gli ascolti stiano premiando la scelta degli argomenti trattati

18 A TUTTOSCHERMO IL GRANDE CINEMA ARRIVA A CASA La 01 Distribution mette in commercio alcuni recenti film di successo in Dvd e Blu Ray Disc. In The Iron Lady, Meryl Streep interpreta magistralmente Margaret Thatcher e si aggiudica il terzo Oscar e un Golden Globe. Il recentissimo ACAB, diretto da Stefano Sollima e prodotto in collaborazione con Rai Cinema, è tratto dall'omonimo romanzo di Carlo Bonini. In Missione di pace Silvio Orlando e Francesco Brandi sono padre e figlio in missione nei Balcani: si troveranno ad affrontare una loro guerra personale. L ipnotico Enter the void trascina invece in un vortice onirico di suoni e colori che attraversa gli abissi più misteriosi della mente. di Betty Giuliani Con 01 Distribution è possibile portare il cinema direttamente a casa propria: dal 4 luglio scorso è infatti possibile acquistare alcune pellicole di grande successo e di recente uscita in Dvd e in Blu Ray Disc. Vediamoli insieme. THE IRON LADY (Dvd e Blu Ray Disc) Margaret Thatcher, ormai ottantenne, trascorre le sue giornate a Chester Square. L ex primo ministro britannico convoca la figlia per riporre gli abiti e gli effetti del marito Denis, ormai morto da tempo, ma sarà questo evento a risvegliare una cascata di ricordi, riportando alla luce la brillante carriera di uno dei personaggi più potenti e controversi della Storia dell Occidente. Una strepitosa Meryl Streep interpreta magistralmente una delle icone della storia britannica ed europea, mostrando luci e ombre della vita di una donna straordinaria. Il film è valso all attrice il suo terzo Premio Oscar e un Golden Globe come migliore interpretazione in una pellicola drammatica e per l incredibile make-up che mostra la Thatcher nelle diverse fasi della sua vita con un realismo perfetto. REGIA di Phyllida Lloyd Nel cast: Meryl Streep, Jim Broadbent, Harry Lloyd, Anthony Head. Durata: 105 minuti Produzione: Gran Bretagna, Francia Anno: 2011 Formato video: 16/9 2.35:1 Full HD 1080p Audio: Italiano DTS HD Master Audio, Inglese DTS HD Master Audio con sottotitoli in italiano. Contenuti speciali: Making of, intervista a Meryl Streep

19 A TUTTOSCHERMO REGIA di Stefano Sollima. Nel cast: Pierfrancesco Favino, Filippo Nigro, Marco Giallini, Andrea Sartoretti, Domenico Diele. Prodotto in collaborazione con Rai Cinema. Anno 2012 Formato video 2,35: OP - Aspect Ratio 16/9 Colore Durata 105 minuti Lingua: Italiano 5.1 (Dolby Digital) (DTS HD HR) Sottotitoli: Italiano non udenti Inglese Extra: Trailer - ACAB_ Backstage Coreografie combattimenti - Esercitazioni - Prove costumi - Scene tagliate. ACAB (in Dvd e Blu Ray Disc) Tratto dall'omonimo romanzo di Carlo Bonini e basato su una storia vera, ACAB è l'acronimo di "All cops are bastards" ("tutti i poliziotti sono bastardi"), un motto che, partito dal movimento skinhead inglese degli anni Settanta, è diventato nel tempo un richiamo universale alla guerriglia nelle città, nelle strade, negli stadi. Cobra (Piefrancesco Favino), Negro (Filippo Nigro) e Mazinga (Marco Giallini) sono tre "celerini bastardi" che sulla propria pelle hanno imparato ad essere bersaglio perché vivono immersi in una violenza che diventa lo specchio deformante di una società esasperata, di un mondo governato dall odio. Una società che ha perso le regole e che loro vogliono comunque far rispettare anche ricorrendo all uso spregiudicato della forza. Nel momento forse più delicato delle loro esistenze, quando la vita privata arriva alla resa dei conti, incontrano "il futuro" in una giovane recluta, Adriano (Domenico Diele), appena aggregata al loro reparto. E sarà l educazione di Adriano alla legalità, all ordine e all applicazione anche violenta della legge la lente per raccontare il controverso "reparto mobile" con un inedito sguardo dall interno, sullo sfondo dei più sconcertanti episodi di violenza urbana accaduti in Italia negli ultimi anni: dal G8 di Genova fino alla morte di Gabriele Sandri

20 A TUTTOSCHERMO MISSIONE DI PACE (solo in Dvd) Il Capitano Vinciguerra guida un manipolo di soldati in una missione nei Balcani per catturare un criminale di guerra, latitante dalla fine del conflitto nell' ex Jugoslavia. Ma quello che Vinciguerra non può immaginare è di dover affrontare la missione al fianco del suo peggior nemico: suo figlio, un agguerrito pacifista. In questa situazione di avventurosa convivenza, tra mangiatori di orsi e partite di risiko, carri armati fuori controllo, sogni di rivoluzione e Che Guevara in crisi, padre e figlio affronteranno la loro guerra personale. REGIA di Francesco Lagi Brandi. Nel cast: Silvio Orlando, Alba Rohrwacher, Francesco Brandi, Filippo Timi, Tommaso Ragno, Antonella Attili, Stefano Rota, Ivo Ban, Francesco Colella, Bozidar Smiljanic, Frank Crudele. Anno Supporto: DVD 9 durata film: 84 minuti (durata extra: 18 minuti) (durata complessiva: 102 minuti) formato video: colore PAL 16/9 1,85:1 formato audio: Dolby Digital 5.1 e 2.0 Sottotitoli: Italiano non udenti. Contenuti extra: Trailer "Il corridoio di Grz" - Trailer ufficiale - Videoclip di Bugo "I Miei Occhi Vedono" - Scene tagliate - Galleria fotografica

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