ENRICO FERRERI PITTORE

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1 ENRICO FERRERI PITTORE CRONISTORIA ARTISTICA 1

2 ENRICO FERRERI (Roma ) Ama asserire che il suo futuro artistico si generò fin dagli anni del liceo, a Parma, alle lezioni di Storia dell Arte, dell allora giovane Attilio Bertolucci, insegnante, comunicatore di eccezionale carisma, che sarebbe diventato quel grande poeta che conosciamo. Cronistoria artistica Ad aprirgli l orizzonte dell Arte fu dunque quel fondamentale incontro al liceo, ma il liceo finì e iniziò la seconda Grande Guerra Mondiale: disastri, morti, umane infamie. Passò anche la guerra e nella generale euforia della libertà del pensare e del fare, fu chiara la strada della Pittura. Interruppe gli studi universitari e fu ragazzo di bottega negli studi di Modotto e Silvio Olivo, pittore e scultore celebri negli anni a cavallo della seconda guerra mondiale. I primi lavori post-impressionisti e poi astratti, furono esposti in varie mostre collettive principalmente a Roma. PAESAGGIO UMBRO 1947 Olio su tela cm 80x60 2

3 Ma una nuova stagione era alle porte: con la convinzione che l Arte doveva riflettere la complessità del vivere. CCASE MORTE Olio su tela cm 120X70 PERIFERIA ROMANA olio su tela cm 120X70 3

4 Ferreri dipinse temi legati al lavoro: macchine e operai. Una visione edificante: serietà, severità, efficienza. E il suo lavoro corrispose a tale razionalità costruttiva, prossima all astrazione, macchine e operai visti nella essenzialità delle forme. MACCHINA TIPORAFICA Olio su tela cm 80x60 In quegli anni la comunità artistica romana vive un periodo straordinario: pittori, scultori, gente di Cinema e Teatro, si incontrano nei caffè, nelle Gallerie d Arte, in appassionate, vivaci discussioni. Con Mario Mafai, che lì conobbe, Ferreri fu uno dei primi avventori di un locale sulla via Flaminia, la trattoria dei Fratelli Menghi che di quel clima fu vitale palestra, luogo di incontro artistico, e la cui fama, protrattasi per anni, fu raccontata da Ugo Pirro nel suo Osteria dei pittori (Sellerio 1994). Nell ottobre del 1948 l'allora forte disputa tra astrattismo e figurativo fu segnata da un evento particolare. Dalla rivista Rinascita, con lo pseudomino di Rodrigo di Castiglia, Palmiro Togliatti lanciò l anatema contro l astrattismo in favore di un Arte figurativa che sostenesse la lotta della Classe Operaia. In sodalizio con Guttuso e alcuni coetanei tra cui Attardi e Vespignani, seppure con varianti personali, l interesse artistico si rivolse verso un figurativo che presto virò nel Realismo. 4

5 Tendenza che spesso celebrava enfaticamente il mondo operaio. Ferreri evitò l agiografia uscendo dallo studio, per cogliere suggerimento dalla cittdina realtà quotidiana. Non gli bastò, volle un teatro più ampio: più caratterizzato, fece un temporaneo cambio di studio: una sua cara amica venne a Roma e lui andò a Sestri Levante per poter viverci un anno Trovò il modo che gli fosse permesso di disegnare nella grande Fabbrica Metalmeccanica Tubi e poi nel Cantiere Navale di Riva Trigoso. FORGIATORI AL MAGLIO olio su tela cm 70x100 5

6 CANTIERE NAVALE RIVA TRIGOSO Olio su tela 100x60 6

7 Cronistoria artistica Visse un periodo di profonda emotività e il buon lavoro fatto lo decise a presentarsi, finalmente, con una Mostra Personale a Roma alla Galleria Pincio nel ll critico Mario De Micheli sulla mostra, tra l atro, scrisse: Ferreri un giovane artista formatosi... negli anni dell immediato poguerra anche lui è stato immerso nelle illusioni delle tendenze astrattiste Tuttavia non è qui la sua storia... Ferreri ha pensato la pittura più che un ritmo compositivo...i suoi torni, le sue rotative, le sue macchine...non erano soltanto l invenzione di strutture geometriche... e Ferreri...ci offre una visione piuttosto dissueta, di una Roma proletaria da scoprire, coi suoi tram dell alba o della sera... Ed egli tale mondo va osservando penetrando e comprendendo con la garanzia di uno sviluppo sicuro 1954 nuova Personale alla Pincio con altre opere. Il critico Antonio del Guercio ne scrisse: Nella...mostra dell anno scorso, Ferreri aveva il quadro dal titolo: "Operai in tram : opera elevata a una visione del contenuto di civile e consapevole adesione al mondo morale dei propri ersonaggi... Quel quadro...dava un suo contributo per lo sviluppo del movimento...che...evitasse lo scoglio del naturalismo e si elevasse...oggi il livello di ricerca di quell opera singola è il livello di tutto il lavoro dell artista..capacità narrativa anche nei singoli ritratti (il Ragazzo operaio, il Geologo ) e nei paesaggi, spiacca per felicità di invenzione Paesaggio con ferrovia così profondamente antinaturalistica... 7

8 MEZZOGIORNO Olio su tela cm 120x90 8

9 TRAM DELLA SERA Olio su tela cm 130x110 Nel 1954 le sue doti di colorista lo porteranno ad una breve esperienza cinematografica assai interessante per una diversa conoscenza tecnico-artistica. La Gattinoni Films lo chiamò quale consulente per il colore per dei documentari culturali nel Lazio. Furono così girati Cosa e lo Spacco della Regina ad Ansedonia, Sutri, La Necropoli di Cerveteri, La Fabbrica di S.Pietro. Nel 1955 espose alla VII Quadriennale d Arte al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Nello stesso anno conobbe la Sardegna e l amò: in Barbagia soggiornò ripetutamente. Ne dipinse l asprezza del paesaggio, il riserbo orgoglioso, la dignità delle persone. 9

10 RAGAZZO OPERAIO olio su tela cm 80x60 COSOMO olio su tela cm 80x60 Il geologo LIPPARINI olio su tela cm 70x Con quel lavoro nello stesso anno tenne una Personale a Milano alla Galleria Bergamini. LOGHORRA Paesaggio di Barbagia Olio su tela cm 100x70 10

11 Dalla critica di Corrado Maltese Gli ismi non hanno certo aiutato Ferreri a raccontare Egli ha dovuto mettersi davanti allo spettacolo del mondo, rifiutando le scuole consacrate Le immagini più recenti, quelle di un suo riarso e stupefatto itinerario sardo, dove l intento drammatico raggiunge un accento epico: aperti paesaggi di stoppie bruciate e macigni apocalittici, a strapiombo sulla valle, donde sale all alba la nebbia e i bagliori rossastri del tramonto. Ma in Ferreri vivo l interesse per l uomo. ricordo: un forgiatore, entro un officina dove si mescolano le luci della vetrata a quelle dei pezzi roventi Ed egli dimostra nel grande quadro degli incendiari, in cui i furtivi abbruciatori di stoppie, si muovono sullo sfondo di una terra ingrata, che essi vogliono privare di ogni possibilità di pascolo, onde costringere i proprietari ad affidargline la coltivazione. Questi i motivi pittorici e poetici di Ferreri risolti, con tocchi e pennellate focose, rapide, intese a dire ciò che devono e che vogliono... INCENDIARI Olio su tela cm 150X100 11

12 INTAGLIATORE Olio su tela cm 110x95 I sommovimenti politici nell Est comunista: nel 1956 Krusciov denuncia i crimini di Stalin e dopo pochi mesi l Armata Rossa soffoca il sogno di libertà dell Ungheria. Tutto ciò provoca smarrite ripercussioni ideologiche tra gli artisti di sinistra con l inizio di una lunga crisi. Crisi anche per il perdurare di certezze ideologiche nell Arte che per definizione è pensiero libero. Se accetta limiti di pensiero, alla lunga li rigetta. E questo accadde anche per il Realismo. 12

13 Cronistoria artistica Ferreri ritornò a motivi cari: la città. Chiusa al desiderio di liberi spazi; la città che avanza verso spazi ormai vinti nell abbandono desolato. La sua, una figurazione che si sfalda nell ansia espressionista. CITTA Tecnica mista su tela cm 100x70 13

14 NOTTURNO Tecnica mista su tela cm 110x60 Nel 1962 Ferreri nel corso di una dura circostanza di vita trovò nell informale l espressione pittorica più idonea a comunicare un grido di protesta; di rivivere nella e con la pittura, l urlo di un estremo anelito di vita: disegni e tele che titolò Autobiografia 62. AUTOBIOGRAFIA Tecnica mista su tela 110x130-14

15 Nel 63 tornò al Palazzo Esposizioni di Roma, invitato con 5 opere, alla Rassegna degli Artisti di Roma e Lazio. Il grande e risoluto impegno di Ferreri ebbe un momento di revisione del suo percorso artistico Un mondo in rapido mutamento, per l impetuoso progresso tecnologico che spinge alla ribalta del vivere e consumare, uomini e donne attratti dall imperiosa offerta del mai più come ora. Una forte nuova realtà sociale! Ferreri fermò la sua attenzione allo sviluppo della Comunicazione, sempre più impegnata a creare nuovi bisogni : il possesso delle novità prodotte dall Industria. Contemporaneamente al far pittura, collaborò realizzando importanti campagne nazionali pubblicitarie. E con l Industria incontrò la Fabbrica. Ne conobbe spazi, ritmi, suoni, gesti, movimento dei corpi. Ammirò il costruire, ne scoprì l emozione coinvolgente. I laminati uscendo dalle presse, privi dei pezzi destinati a comporre il prodotto, scadono a sfridi, scarti della produzione. Ferreri ne percepì una mutazione. Vide nei vuoti dei laminati l intelligenza dell uomo progettista: l acciaio perdere l opaca aridità e, sotto i colpi della pressa, oscillare schizzando brillii: ne fantasticò un fulgente ricamo. Ne derivarono, in disegni, gouaches, tele: composizioni di forme e colori che, nell eleganza formale, portarono ad un obiettivo più ambizioso: riflettere sulla serialità. E il pittore maturò il cambiamento e mise fine all esperienza Realismo, peraltro, in crisi anche per il sovvertimento culturale e politico che squassò le Società Nazionali di quegli anni. 15

16 Cronistoria artistica Nel 1965 in una Personale alla Galleria Trevi di Roma, presentò le prime opere del nuovo tema. Citiamo alcune frasi del critico Cesare Vivaldi: Ferreri ripropone un semplice assaggio del suo nuovo lavoro; quanto basta mi sembra per farci capire che le sue doti hanno trovato la via giusta per esprimersi. La sua pittura trae partito con molta accortezza dalle possibilità di immagine che offrono taluni scarti di lavorazione industriale e tende a una meditazione commossa e ferma sulla civiltà mderna. Una meditazione nella quale si insinuano attraverso i profilati metallici, che strutturano la composizione di quadri, note di idillica, rasserenata freschezza MATRICI nitro su tela cm 80x45 16

17 MATRICI nitro su tela cm 45x70 MATRICI nitro su tela cm 45x80 Iniziò così un lavoro, dal 1968 al 1980, che fu essenzialmente riflessione sulla serialità. Lo sfrido, scarto delle tranciature metalliche, Ferreri lo assunse come segno-simbolo di quella invenzione tecnologica la produzione in serie frutto e causa di progresso ma anche di ambigue conseguenze economiche e sociali. Lo sfrido, non fu dunque un segno inventato, ma un reperto scelto, non per pretesto formale, ma per il suo essere un elemento del processo seriale; come un segno alfabetico nella comunicazione artistica. 4 proposizioni seriali rilievi acrilici su tela cm 100x Contraddizione seriale rilievi acrilici su tela cm 100x

18 PROVOCAZIONE Nitro e acrilico su inox cm 100x100 Serialità, concetto che Ferreri non volle limitare solo al tecnicismo produttivo suggerito dallo sfrido, ma ampliarlo all ipotesi che veda una serialità concettuale mirata a influenzare comportamenti umani. Schemi che oggettivizzino realtà di comodo, ne perpetuino la conoscenza, ne teorizzino regole al fine di imporne il consenso sociale. 18

19 SCHEMA SERIALE ADDENSATO Rilievi acrilici su tela cm 100x100 Derivarono da queste riflessioni i lavori presentati alle seguenti personali: a Venezia Galleria il Cavallino 1965 a Bologna La Loggia 1969 a Milano Galleria Cortina 1973 a Verona Galleria Cortina 1973 a Torino La Bussola 1979 a Boston U/Mass Rassegna 5 Italian Artists 1979 a Como Il Salotto 1980 a Bologna La Loggia

20 Prendiamo, tra tanti, per brevità, alcuni giudizi di Nello Ponente e Cesare Vivaldi. Nello Ponente : Ferreri scava un paesaggio dell anima ne analizza gli aspetti. Li ripropone nella nostra coscienza strutture scarnite, la materia non idealizzata, gli spazi bloccati e non suggestivi dati di riferimento localizzati che Ferreri elabora perché egli stesso e noi con lui vi si possa vivere prima di tutto, pensando. Ferreri è giunto a proporre un nuovo invito per una collaborazione cosciente Cesare Vivaldi a conclusione di un ampio scritto sulla Mostra alla Cortina di Milano: La personalità di Ferreri già fisionomizzata fin dal 1965 è in continua evoluzione e la sua ricerca spalanca nuove e più ricche aperture espressive. andare oltre se stesso rimanendo se stessi Ferreri lo sa perfettamente e la sua opera lo dimostra 20

21 Cronistoria artistica Nel 1983 presentò alla Galleria Santoro di Roma, soprattutto serigrafie di originale, complessa esecuzione. In rilievo. Il critico Luigi Lambertini così, tra l altro, ne scrisse: Ci troviamo una visione introspettiva ad una sua astrazione presenti i lancinanti controsensi della nostra quotidianità, non si avvertono più gli echi ferrigni delle presse e dei magli e neppure le vampate delle fucine; ad essi è subentrata la dolce architettura di colli e campi.da queste aristocratiche tavole affiora per sempre, proprio nel loro categorico equilibrio, una sorta di nostalgia. STRAPPI Serigrafie in rilievo cm 50x70 21

22 1994, Ferreri lascia Roma e lo studio in via Margutta dove ha vissuto e lavorato per 30 anni. Si trasferisce al Sasso, frazione di Cerveteri, in una casa in campagna. Il cambiamento non poteva non influenzarne il lavoro. STRAPPO tecnica mista su tela 100x90 Guardò la campagna, vide la Terra: solida, viva. Materia Terra. Suolo di passi incessanti, orme di storia. Terra che l uomo scavò in lunghi solchi, fecondandola affinchè lo nutrisse. Fu colpito dalla somiglianza di quel gesto produttivo con quello industriale: ritrovò la Serialità. Dipinse, ma solo quella terra. Lavori che titolò STRAPPI: una esclusività dello sguardo; una cognizione naturalistica che acceda a una trasfigurazione astratto-simbolica. 22

23 Cronistoria artistica Nel 1997 il Comune di Sutri (Roma) gli offre, per esporre, un luogo molto bello e funzionale: la grande Chiesa di San Francesco, di recente restaurata. L esposizione curata da Luigi Lambertini e dall Architetto Maurizio di Puolo offrì un ampia selezione di opere, a partire dal

24 Inizia un periodo di lavoro che si protrae fino ai nostri giorni, Il tema di fondo, anche se variamente modulato, è la TERRA: luogo e pensiero, riflessione costante. ELEGIA Nelle tele Elegia l mmagine-soggetto sale verticale come una ispirata emozione trasfigurante. ELEGIA tecnica mista su tela cm 110x135 24

25 CORROSIONE Un evento che colpisce la fantasia di Ferreri con: l essere-corrompersi-risorgere e che lo portò alla sintesi: la purezza dell orrore (nella corrosione c è il germe del risorgere). Il dramma si scioglie nella speranza: forme, colore, segni si contrastano in immagini confliggenti; manca la presenza del ferro, metallo corruttibile per eccellenza, e Ferreri lo sostituì con la sua limatura. Il risultato è interessante, il metallo diviene anche materia cromatica. LA PUREZZA DELL ORRORE tecnica mista e limatura di ferro su tela cm 110x100 25

26 CORROSIONE Tecnica mista e limatura di ferro su tela cm70x100 26

27 CORROSIONE tecnica mista e limatura di ferro su tela cm 70x100 27

28 TERRA ETRUSCA Vivere e lavorare in territorio Etrusco lo coinvolge e dipingerà tele, carte e soprattutto serigrafie a rilievo di particolare esecuzione, che nel 2005 presentò alla Galleria Alicelibri di Roma con questa nota: Terra Etrusca, un territorio sottolineato dal nero. Il nero come protagonista della visione di antiche vicissitudini. Il nero - umido e odoroso - degli ipogei, dei tumuli, delle tombe, testimonianza di una lontana civiltà della quale poche rimangono le vestigia dei vivi, mentre le loro storie affiorano dalla ludica, pacificata ritualità sepolcrale. Nel nero i precedessori. Qui presenze ineludibili. TERRA ETRUSCA Tecnica mista su tela cm 70x100 28

29 LE TOMBE Serigrafia su carta cm 70x50 29

30 TEMPO SOSPESO Forme-simbolo dell idea Terra di Ferreri, compatte, verticali, orrizontali nella metà dei quadri.la materia è terrosa e si colora, dai neri e grigi di varia tonalità. Un graffio ne percorre le superfici: un segno-gesto vitale.tempo sospeso; dunque, ci dice Ferreri,come sospensione di un evento: attesa; riflessione su un pensiero che si interroga. TEMPO SOSPESO - tecnica mista su tavola - cm 150x95 30

31 TEMPO SOSPESO Tecnica mista su tela cm 100x100 31

32 VORREI SCAVARE MEMORIE SENZA TITOLO Tecnica - mista su tavola 90x100 Già nell incipit Ferreri ribadisce l interesse ad approfondire la sua riflessione sul tema terra. E sviluppandone l espressione pittorica ne precisa il disegno. 32

33 FUGA tecnica mista su tavola 90x100 Intanto non più sospensione ma scandaglio delle forme-simbolo; che abbandonato lo scarno taglio rettangolare, disegnano un tracciato, libero nel volume e perimetro. E le superfici frontali graffite in piani, fughe, cavità come in una mappa. Il colore partecipa alternando accensioni e ombrosità. 33

34 SFINGE mista su tavola 100x90 Nel suo lavoro Ferreri vede la Terra come una immensa,vertiginosa giostra di pene e speranze, grandiosità e miserrime azioni. E tutto la Terra conserva e integra nella sua materia 34

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