Le previsioni al 2016: valore aggiunto, produttività ed occupazione

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1 ENERGIA Le previsioni al 2016: valore aggiunto, produttività ed occupazione Il settore produttore e distributore di energia elettrica, gas e acqua calda nell ultimo decennio ha prodotto in media l 1.6 per cento del Pil italiano. La dinamica del valore aggiunto del settore ha mostrato un trend crescente nell ultimo ventennio. Negli anni duemila la dinamica dell attività produttiva è stata piuttosto vivace. Tra il 2001 ed il 2005 la produzione è cresciuta mediamente del 2 per cento all anno, mentre nel periodo successivo si è osservata un accelerazione: tra il 2006 e il 2011, infatti, il tasso di incremento medio annuo è risultato del 2.9 per cento. Tale risultato è da attribuire essenzialmente al netto rimbalzo osservato nel 2010 (+13 per cento), dopo un 2009 di contrazione del valore aggiunto, al quale è seguito un 2011 di ancora intensa crescita. Il settore è stato interessato dalla crisi del 2009, con una caduta dell attività del 2.6 per cento in un solo anno; tale contrazione, per quanto elevata storicamente per il settore, è modesta se confrontata ai ridimensionamenti osservati nei livelli produttivi di altre industrie. D altra parte, va ricordato che sebbene una non trascurabile dell energia prodotta rappresenti un fattore di produzione dell attività industriale, la domanda energetica dipende anche dall andamento dei consumi domestici e del settore terziario. Sulle prospettive del settore pesano negativamente gli effetti della recessione avviatasi alla fine del Dato il carattere domestico della recessione, e la trascurabile propensione all export del settore, non si possono escludere nuove importanti contrazioni dell attività, per lo meno nel breve periodo. Una volta superata la fase più intensa di crisi, la produzione è prevista tornare lungo un trend positivo, anche se più moderato, dato l abbassamento generale del peso dell industria (che è maggiormente energy intensive) sull output complessivo. In media, nel periodo tra il 2012 ed il 2016 il valore aggiunto del settore dell energia è previsto restare stagnante, con tassi medi annui di variazione pari a -0.3 punti percentuali. 1

2 Nel primo grafico viene rappresentata la crescita del settore dell energia; come misura dell attività si utilizza il valore aggiunto a valori concatenati, ovvero espresso in termini reali (depurato cioè dall inflazione specifica del settore). 1 Valore Aggiunto (*) Variazioni % annue 14,0 12,0 10,0 8,0 6,0 4,0 2,0 0,0-2,0-4, (*) A prezzi costanti La produttività del lavoro 2 è un altra variabile di rilievo al fine di cogliere le tendenze di ciascun settore dell economia. La dinamica della produttività nell ultimo ventennio ha mostrato un trend decisamente positivo per tutti gli anni novanta e duemila. I guadagni nella produttività del lavoro che caratterizzano il settore sono stati permessi dal costante processo di contrazione della forza lavoro impiegata, che riflette la ristrutturazione del sistema produttivo innescata dalle liberalizzazioni del settore delle utilities iniziate negli anni novanta. La tendenza crescente è durata negli anni duemila. Tra il 2006 e il 2011 la produttività del settore è cresciuta del 3.8 per cento in media all anno, un ritmo 1 Il valore aggiunto è definito, per ogni impresa, come la differenza tra il valore della sua produzione e il valore dei beni intermedi utilizzati. La somma dei valori aggiunti per le imprese operanti in un determinato comparto produttivo rappresenta il valore aggiunto settoriale. Mediante la tecnica del concatenamento, utilizzata nella contabilità nazionale a partire dal 2005, si è introdotta un indicatore delle variazioni di volume che non tenga conto solo dei valori assunti in due momenti precisi (l anno corrente e quello base), ma che sia in grado di incorporare l andamento complessivo del fenomeno nell intervallo di tempo considerato. 2 La produttività del lavoro è misurata dal valore aggiunto per unità di lavoro. Incrementi di produttività permettono di conseguire determinati livelli produttivi con un minor fabbisogno di lavoro. In altre parole, la produttività aumenta se l occupazione cresce a ritmi inferiori a quelli del prodotto. 2

3 simile a quello osservato nella prima metà del decennio. Tale risultato medio è stato reso possibile non solo dalla buona dinamica ad inizio periodo, ma anche dall importante rimbalzo osservato nel 2010, che ha permesso di più che recuperare la perdita dovuta alla correzione congiunturale della produttività, riconducibile anche al labour hoarding, nel La contrazione dell attività è stata difatti parzialmente assorbita da un impiego meno intensivo della manodopera, e nel 2010 si è osservato un rimbalzo che ha compensato gli squilibri. In prospettiva, la produttività del settore è prevista tornare a muoversi lungo il trend crescente evidenziatosi negli anni precedenti la crisi. Tra il 2012 ed il 2016 la produttività del lavoro nel settore dell energia è prevista variare ad un tasso medio annuo dello 0.9 per cento. 2,10 Produttività del lavoro Livello, 1992=1 1,90 1,70 1,50 1,30 1,10 0, Nel terzo grafico si confronta l andamento dell occupazione con quello degli equivalenti a tempo pieno, ovvero le unità di lavoro 3. Come già accennato, il graduale ridimensionamento del ruolo del settore pubblico e lo stimolo indotto dall introduzione delle liberalizzazioni hanno spinto le imprese del comparto a realizzare una progressiva riorganizzazione del processo produttivo. 3 L unità di lavoro rappresenta la quantità di lavoro prestata da un occupato a tempo pieno, oppure la quantità di lavoro equivalente prestata da lavoratori a tempo parziale o che svolgono un doppio lavoro, al netto della Cassa Integrazione. Le unità di lavoro sono dunque utilizzate come unità di misura del volume di lavoro impiegato nella produzione dei beni e servizi; con tale misura si tiene conto delle variazioni dell orario di lavoro. 3

4 Sulla continua caduta dei livelli occupazionali, che nel 1992 erano pari a circa 181 mila addetti, hanno inoltre influito le scelte dell ex-operatore pubblico, l Enel, che deteneva un ruolo predominante nel settore. Tra il 1996 e il 2000 il numero di occupati è sceso di quasi 21 mila addetti, ad un tasso medio annuo del 2.7 per cento. Sebbene nei periodi successivi la flessione sia risultata meno intensa, il trend di medio termine si è mantenuto negativo. Tra il 2001 ed il 2005 l occupazione si è ridotta a ritmi dell 1.7 per cento all anno, in media; tra il 2006 ed il 2011 i ritmi di riduzione si sono ulteriormente attenuati, pari allo 0.7 per cento all anno. Nel medio termine, date le prospettive di modesta ripresa del settore (e solo nella parte finale) e la tendenza ancora crescente della produttività, l andamento dell occupazione nel settore energetico è attesa ancora in ridimensionamento, a tassi dell 1.1 per cento in media all anno. Nel 2016 l occupazione nel settore si sarà ridotta di altri 6 mila 900 addetti rispetto ai livelli osservati nel 2011, scendendo a 119 mila addetti. Occupati totali - Unità di lavoro Livello, migliaia Unità di lavoro Occupati totali

5 L andamento degli aggregati professionali al 2016 La tabella che segue distribuisce la previsione dell occupazione al 2016 per i Grandi Gruppi professionali della Classificazione delle Professioni ISTAT CP L andamento degli aggregati professionali al 2016 La tabella che segue presenta la distribuzione degli occupati del settore al 2011 e le previsioni al 2016 per i Grandi Gruppi professionali della Classificazione delle Professioni ISTAT CP L'occupazione al 2011 e le previsioni al 2016 GRANDI GRUPPI PROFESSIONALI*** Legislatori, imprenditori e alta dirigenza Professioni intellettuali, scientifiche e di elevata specializzazione Professioni tecniche Professioni esecutive nel lavoro d'ufficio Professioni qualificate nelle attivita commerciali e nei servizi Artigiani, operai specializzati e agricoltori Conduttori di impianti, operai di macchinari fissi e mobili e conducenti di veicoli Professioni non qualificate Numero occupati Variazione 2011* 2016** ** Totale occupazione *Dati riproporzionati sui valori di Contabilità Nazionale **Previsioni ISFOL-IRS basate su proiezioni metodo dei coefficienti fissi ***Si riportano i grandi gruppi professionali rlevanti per il settore Fonte: elaborazioni ISFOL-IRS su microdati Istat Forze di Lavoro e previsioni ISFOL-REF 5

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