1. L INSUFFICIENZA RENALE CRONICA (IRC)

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1 1. L INSUFFICIENZA RENALE CRONICA (IRC) L insufficienza renale cronica (IRC) è caratterizzata dalla perdita progressiva ed irreversibile della funzione renale in conseguenza della riduzione di tessuto renale funzionante. Le cause principali che portano all IRC sono riassunte nella tabella. (Tabella IV) (1) L IRC viene classificata in cinque stadi, in base alle linee K-DOQI: (35) Stadio 1: Danno renale (proteinuria e/o ematuria) con filtrato glomerulare (GFR) normale 90 ml/min. Stadio 2: lieve riduzione del GFR compreso tra 89 e 60 ml/min associato a danno renale (presenza di proteinuria e/o ematuria). Stadio 3: moderata riduzione del GFR compreso tra 59 e 30 ml/min associato a danno renale (presenza di proteinuria e/o ematuria). Stadio 4: severa riduzione del GFR compreso tra 29 e 15 ml/min associato a danno renale (presenza di proteinuria e/o ematuria). Stadio5: insufficienza renale terminale GFR <15 ml/min Questo ultimo stadio rende necessaria la terapia sostitutiva (emodialisi o dialisi peritoneale) o il trapianto. 3

2 Per quanto riguarda la fisiopatologia l IRC comporta (1) Deficit di funzione renale escretoria Disturbi del bilancio idrico, elettolitico ed acido-base Disturbi della funzione endocrina renale Danno organico tossico provocato dalla ritenzione di cataboliti (quali creatinina, azotemia, ecc.) 4

3 2. LA TERAPIA DIALITICA La dialisi è una tecnica di purificazione del sangue, i cui scopi sono l eliminazione dal plasma dei prodotti metabolici di rifiuto ed il mantenimento del bilancio dei liquidi e degli elettroliti. La dialisi può essere effettuata con due metodiche: l emodialisi e la dialisi peritoneale. L emodialisi si effettua mediante circolazione extracorporea del sangue da un accesso vascolare appositamente allestito (fistola artero-venosa o catetere venoso centrale) ed il suo passaggio nel cosiddetto filtro di dialisi. Le sostanze da eliminare diffondono attraverso una membrana semipermeabile secondo un gradiente di concentrazione dal sangue al mezzo dialitico e secondo un trasporto attivato da forze convettive. Normalmente il paziente viene sottoposto ad emodialisi tre volte alla settimana ed ogni seduta emodialitica dura circa quattro ore. (1) Nella dialisi peritoneale, invece, il peritoneo funge da membrana semipermeabile (con una superficie di scambio di circa 1m 2 ), la cavità addominale funge da contenitore per il dialisato che viene infuso con un catetere. Come liquido di lavaggio si usa una soluzione glucosata priva di potassio, adattata al contenuto elettrolitico del sangue. (1) 5

4 Indicazioni terapeutiche alla terapia dialitica sono: Creatininemia>10mg/dl o VFG < 15 ml/min Iperpotassiemia, ipervolemia, sintomatologia uremica ed edema polmonare acuto. Le complicanze dell accesso vascolare sono frequenti e crescenti nel tempo e la principale fra queste è la trombosi, che se risulta non correggibile è responsabile dell 80-85% dei casi di perdita dell accesso. In caso di accesso complicato occorre porre la massima attenzione alle condizioni di asepsi. Si possono utilizzare cateteri venosi centrali (CVC); l impiego dei CVC ha raggiunto negli ultimi anni una prevalenza che varia a seconda delle casistiche dal 50 al 20% a seguito di fattori quali l allungamento della sopravvivenza dei pazienti in trattamento, l età avanzata dei nuovi pazienti, che talvolta sono affetti da ipertensione o diabete a hanno di conseguenza un ridotto numero di vasi disponibili per l allestimento di accessi vascolari. Le complicanze più frequentemente osservate nei pazienti portatori di CVC sono le infezioni. 6

5 3. VALUTAZIONE DELLO STATO NUTRIZIONALE NEL PAZIENTE UREMICO Le indagini atte a valutare lo stato nutrizionale del paziente uremico comprendono: VALUTAZIONE CLINICA DEL PAZIENTE attraverso una anamnesi generale, una anamnesi dietetica e l esame fisico. La raccolta dei dati anamnestici di interesse nutrizionale consiste nel registrare eventuali patologie preesistenti, con particolare attenzione al tratto gastrointestinale (diarrea, stipsi cronica, malassorbimento, reflusso gastroesofageo). (3) STATO PSICO-SOCIALE E DEMOGRAFICO: comprende l inquadramento sia dello stato mentale (con valutazione della presenza di eventuali patologie psichiche quali disturbi dell umore, disturbi alimentari, schizofrenia), sia del livello socio-economico. (3) ATTIVITA FISICA: l obiettivo è quello di valutare il livello di autonomia del paziente e di programmare una attività fisica mirata al mantenimento della massa muscolare. (3) 7

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