Modello Amministrazione Digitale nella Regione Emilia-Romagna Versione 1.1

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1 Modello Amministrazione Digitale nella Regione Emilia-Romagna Versione 1.1 1

2 Sommario 1 PREMESSA: INNOVARE NELLA CRISI LA VISION LE PAROLE D ORDINE Visione, coraggio e orgoglio Dematerializzazione Interoperabilità Decertificazione Multicanalità e comunicazione Smart Commnunity IL CONTESTO NORMATIVO DI RIFERIMENTO IL MODELLO PROPOSTO PER L EMILIA-ROMAGNA LE ANAGRAFI I SERVIZI DEL MODELLO Servizi di Back End Infrastrutturali Servizi di Back End di Anagrafe Servizi di Back End Specifici Servizi di Front End MODELLO DI GESTIONE TERRITORIALE MODELLO DI GESTIONE DOCUMENTALE GLI UTILIZZATORI DEL MODELLO UN MODELLO DI SERVIZI DISTRIBUITO PER LA PA SICUREZZA E DOMINI DI RESPONSABILITÀ CANALI DI FRUIZIONE DEI SERVIZI DEL MODELLO IL MODELLO E I TEMI DELLA SEMPLIFICAZIONE E DELLA SMART CITY IL MODELLO E LA SEMPLIFICAZIONE Dematerializzazione Decertificazione Ricerche evolute e strutturate L IMPLEMENTAZIONE DEL MODELLO PROPOSTO LA DECLINAZIONE DEL MODELLO NELLE DIREZIONI DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA Condivisione dei propri sistemi informativi secondo le logiche del modello e adozione servizi infrastrutturali Utilizzazione dei servizi esposti dalle altre direzioni e dagli enti del PSR Completamento della compliance rispetto al modello LA DECLINAZIONE DEL MODELLO PER GLI ENTI LOCALI NEL PROGETTO SISTEMA A RETE Le Condivisione dei propri sistemi informativi secondo le logiche del modello Utilizzazione dei servizi esposti dalla Regione, utilizzo dei servizi di front-end del catalogo PSR e adozione servizi infrastrutturali Completamento della compliance rispetto al modello Il processo di qualificazione dei prodotti software in Emilia-Romagna

3 6.3 LA DECLINAZIONE DEL MODELLO IN ALTRI CONTESTI Condivisione dei propri sistemi informativi secondo le logiche del modello Utilizzazione dei servizi esposti dagli enti del PSR Adozione totale del modello IL MODELLO E LA SMART COMMUNITY: UNO SGUARDO AL FUTURO ACRONIMI E GLOSSARIO ALLEGATI

4 Indice delle figure FIGURA 1 EFFETTI SUL PIL DI UNA PA EFFICIENTE... 8 FIGURA 2 LE COMPONENTI FONDAMENTALI DEL MODELLO FIGURA 3 SCHEMA CONCETTUALE DEL MODELLO IN EMILIA-ROMAGNA FIGURA 4 BANCHE DATI DI SECONDO LIVELLO FIGURA 5 AUTENTICAZIONE FEDERATA FIGURA 6 COOPERAZIONE APPLICATIVA FIGURA 7 SERVIZI DI PAGAMENTO ON LINE FIGURA 8 SERVIZI DI ANAGRAFE FIGURA 9 SERVIZI TERRITORIALI FIGURA 10 IL MODELLO GE-DOC FIGURA 11 ARCHITETTURA DEL MODELLO INTEGRATO FIGURA 12 SCHEMA DI EROGAZIONE DEI SERVIZI COOPERATI DEL MODELLO INTEGRATO FIGURA 13 IL SISTEMA PER LA CIRCOLARITÀ ANAGRAFICA FIGURA 14 IL RACCOGLITORE FIGURA 15 DECLINAZIONE DEL MODELLO INTEGRATO PER GLI EE.LL. DEL PSR FIGURA 16 DECLINAZIONE DEL MODELLO INTEGRATO IN ALTRI CONTESTI FIGURA 17 - LA DIFFUSIONE DEL MODELLO ABILITA LA COSTRUZIONE DELLE APP PER LA SMART COMMUNITY

5 1 Premessa: innovare nella crisi 1 L attribuzione all Europa del Premio Nobel per la Pace per aver contributo per sei decenni all avanzamento della pace e della riconciliazione, della democrazia e dei diritti umani in Europa accende un lampo di luce in un clima reso grigio dalle persistenti preoccupazioni per una crisi che dura oramai da oltre quattro anni, presenta caratteristiche strutturali e richiederà, per la sua risoluzione, un tempo lungo. Il Fondo Monetario Internazionale stima, infatti, che l Italia potrà recuperare il livello di PIL raggiunto nel 2008 solo nel 2018 e, se volesse annullare il divario che la separa e la separerà dal PIL di Area Euro, dovrebbe crescere ad un ritmo del 3% medio annuo2. L evento del Nobel può però segnare e favorire un cambio di atteggiamento verso la crisi: iniziamo a comprenderne la natura trasformativa, il che indebolisce comportamenti e scelte di natura conservatrice, fondate sulla convinzione di un suo profilo congiunturale; maturiamo la consapevolezza di attraversare una fase di assestamento dopo un terremoto economico generato a sua volta da tensioni strutturali accumulate negli anni a livello mondiale; comprendiamo che nella definizione dei nuovi equilibri della governance dell economia deve necessariamente entrare in gioco l Europa, la cui soggettività politica deve crescere, fornendo ai singoli Stati una robusta cornice entro la quale ciascuno possa giocare la propria capacità di progetto. Romano Prodi ricorda due fatti che recentemente hanno contribuito a consolidare la scelta della pace in Europa: l allargamento dell Unione e l Euro. Ogni ragionamento sullo sviluppo deve perciò partire dalla consapevolezza che quella che stiamo attraversando è la crisi di un sistema forte, ricco, che oggi deve riprogettare il proprio ruolo in un economia mondiale che comunque cresce e disegna nuovi equilibri. La crisi, perciò, non si affronta con strategie di difesa, ma sfruttando la capacità di innovazione di cui un sistema evoluto e moderno è capace e gli spazi che la crisi stessa apre. Il più grave errore che potremmo fare in questo tempo è di pensarci diversi da quello che siamo: poveri di risorse e di idee, incapaci di progettare e di fare, irrimediabilmente in ritardo rispetto a un mondo che va veloce. Non è così. E fondamentale che l innovazione si realizzi sia nel settore privato che in quello pubblico, ed in maniera integrata; a questo livello, il fattore più rilevante è il livello di coerenza tra modello economico e modello amministrativo: i comportamenti delle imprese e delle istituzioni, nei ruoli che rimangono diversi, devono dare atto a un agire sinergico rispetto a fini condivisi. Ciò non garantisce un percorso senza ostacoli, ma permette di accumulare esperienza e di individuare l equilibrio più efficiente attraverso successivi aggiustamenti. L alternativa è l entropia (che è ciò che stiamo sperimentando). L Italia nel suo complesso può trovare un punto ottimale di coerenza se punta a sviluppare una economia della qualità nel quadro di una democrazia moderna: il modello cui fare riferimento è un economia il cui motore non sono più i bisogni (semplici, uniformi, cogenti), ma i desideri (vari, sempre evolventi, personalizzati e a cogenza relativa) e una democrazia che non si organizza 1 Fonte Nexen Business Consultants, Position Paper Competitività e cittadinanza per uno sviluppo convergente - Made in Italy inspired - tra modello produttivo e modello amministrativo 5

6 unicamente mediante i meccanismi della rappresentanza (un voto ogni 4-5 anni), ma incorpora strutturalmente la partecipazione, non tanto come meccanismo di continua conferma del risultato del voto, ma come luogo della co-progettazione delle scelte di governo, nella consapevolezza che questo permette di mettere al lavoro le intelligenze e di mobilitare le volontà diffuse. Il concetto di coerenza va declinato: in sintesi, è l insieme di giudizi (espliciti e impliciti) che imprese e persone, nella diversità e compresenza dei loro ruoli (produttori, consumatori, cittadini), danno sulla qualità del mondo in cui vivono, partendo da criteri di valutazione e da attese che non sono diversi se scelgono un bene di consumo, un lavoro o un attività di impresa, un servizio pubblico. Persone e imprese sanno che in un Paese moderno la qualità di queste dimensioni, per poter sostenere scelte di sviluppo, deve essere alta e coerente. Per cui: mi attendo che l offerta di servizi pubblici sia di qualità analoga (o superiore) a quella dei beni e servizi che trovo nel mercato e, di più, che le due offerte siano complementari; mi attendo che il sistema degli investimenti pubblici e privati siano tra loro sinergici e facciano riferimento a un modello di sviluppo condiviso; mi attendo che il modello di produttività allinei capacità di produzione di ricchezza e capacità di spesa. L innovazione della Pubblica Amministrazione costituisce quindi un tassello fondamentale del percorso di sviluppo del Paese. 6

7 2 La Vision Nel secolo passato lo storico inglese Toynbee ha pubblicato la teoria challenge and response secondo cui le civiltà obbediscono alla legge di sfida e risposta : nascono e si sviluppano quando le loro minoranze creative riescono a rispondere positivamente ad una determinata sfida globale, decadono e implodono quando non riescono più a fare ciò. Toynbee riferiva il modello alle antiche civiltà del passato (sumeri, romani ) ma esso è applicabile anche all oggi se si riesce ad individuare quale sia la sfida attuale e le minoranze creative che hanno la possibilità di fornire una risposta adeguata. La sfida attuale può essere sintetizzata nella seguente domanda: la società del ferro aveva il ferro, la società del bronzo aveva il bronzo ma la società dell'informazione ha l'informazione? (Conte, 2012). Questa domanda non vuole essere retorica ma ben introduce un tema di grande criticità per la nostra epoca: la spiegazione della situazione di crisi in cui ci troviamo è basata sulla fatica della comprensione come peraltro sempre succede nella storia di ciò che stava accadendo nella nostra quotidianità (Magatti,2011). Due possono essere le risposte a queste considerazioni, entrambe ugualmente importanti e tra loro strettamente connesse: la prima di natura strategico-contabile individua nella diversa gestione delle risorse in termini di maggiore efficacia ed efficienza una possibile risposta; la secondo di natura strategico-culturale attribuisce alla amministrazione pubblica un ruolo potenziale di protagonista dell innovazione. La risposta di natura strategico-contabile riconosce alla gestione delle informazioni un carattere strategico per lo sviluppo della nostra comunità, perché permette alle amministrazioni di gestire con maggiore attenzione le risorse (efficienza) e di sviluppare le politiche in modo più coerente ai bisogni (efficacia). L efficienza è collegata alla buona gestione delle risorse economiche e dei processi e rappresenta una scelta quasi obbligata dal calo vertiginoso delle risorse disponibili. Il perseguimento dell efficacia è più complesso; esso prevede una profonda conoscenza dei bisogni reali e del concreto impatto delle attività/servizi posti in essere per rispondere a tali bisogni. Si tratta di una conoscenza tanto più difficile quanto più sono complessi, articolati e veloci i cambiamenti della comunità in cui opera l ente; da qui la necessitò di lavorare sulla gestione delle informazioni tenendo presente l importanza di fattori quali condivisione, confrontabilità, comunicazione, fiducia Gli ambiti elencati sono centrali nel percorso evolutivo del Modello Integrato per la PA Digitale proposto in questo documento; esso rientra a pieno titolo tra le risposte di natura strategicocontabile e strategico-culturale per una pubblica amministrazione che agisce un ruolo di motore dell innovazione per la ricerca di una maggiore efficienza dei processi interni e una maggiore efficacia nei confronti dei cittadini. L efficienza che si ottiene con la riduzione degli oneri e tempi delle procedure amministrative, migliorando la qualità della PA ed evitando la sovrapposizione normativa senza però cadere nella deregolamentazione, non rappresenta il fine ma il mezzo per giungere ad una maggiore efficacia, che consiste in servizi migliori per il cittadino e nel rapporto con le altre PA. 7

8 In pratica, innovare per semplificare, per garantire efficienza, per ridurre i costi della PA ma soprattutto per servire il cittadino aumentando l efficacia dei servizi. Gli imperativi di efficienza, efficacia e semplificazione amministrativa trovano compimento nella concretezza delle buone prassi messe in atto dalla pubblica amministrazione. Buone pratiche che sono sempre più in linea in una prospettiva di un modello integrato in grado di mettere a fattor comune: strumenti di pianificazione, anagrafi condivise e uniformi gestione documentale, gestione dei procedimenti amministrativi, misurazione delle performance, strumenti per la gestione dei rapporti con i cittadini, La regione Emilia-Romagna, da sempre in prima fila nello sforzo legislativo ed operativo di mettere a sistema l innovazione, vuole perseguire l adozione di un modello integrato che consenta di federare le infrastrutture ICT di Enti e PA locali al fine di realizzare servizi integrati mediante regole e prassi condivise. Auspicabilmente tale integrazione si tradurrà in risparmi sui costi e sui tempi e, soprattutto, nell erogazione di servizi finali centrati sull utente, evitando richieste continue di dati da parte delle amministrazioni oltre che duplicazioni di informazioni e controlli. Ipotizzando plausibili elasticità rispetto all efficienza del settore pubblico, si può stimare che un incremento del 10% dell efficienza della PA produrrà nell arco di 20 anni un aumento cumulato del 17% del PIL (fonte: Il Nuovo Codice dell Amministrazione Digitale - Ministro per la Pubblica Amministrazione e la Semplificazione). Figura 1 Effetti sul PIL di una PA efficiente Ma l integrazione da sola non basta; è necessario puntare a dematerializzare e a pensare tutti i servizi con modalità multicanale, con attenzione particolare al web e al mobile, mantenendo allo stesso tempo punti di accesso tradizionali, sia per motivi di digital divide infrastrutturale che per cause culturali. 8

9 La dematerializzazione dei procedimenti amministrativi, la cooperazione applicativa, l'interscambio dati e la realizzazione delle "grandi anagrafi" sono le linee d azione fondamentali per garantire ai cittadini la reale ed effettiva trasparenza della Pubblica Amministrazione, migliorare i processi decisionali degli enti e dotare le amministrazioni di sistemi informativi più efficienti e di maggiori informazioni. Lo schema di Toynbee da cui siamo partiti afferma l importanza di una minoranza creativa in grado di innovare il processo: se non ci sono persone che si prendono carico di questa istanza di innovazione non è pensabile che il processo si sviluppi in modo spontaneo. La minoranza creativa nell ambito appena descritto risposta di natura strategico culturale - è composta da quella parte della pubblica amministrazione dotata di una visione adeguata e del coraggio ed orgoglio per fare scelte coerenti sia con la visione che con gli imperativi di efficacia ed efficienza. Ecco quindi che le parole chiave visione, coraggio, orgoglio - rappresentano l ancoraggio valoriale di una innovazione che non può essere meramente tecnica; senza una precisa assunzione di responsabilità i termini efficienza ed efficacia rischiano di rimanere a livello teorico, lasciando non risposta o inevasa la sfida della nostra società. Anziché attribuire alla amministrazione pubblica la responsabilità del fallimento della nostra comunità, si tratta di riconoscerle il ruolo di artefice di un percorso evolutivo di innovazione delle procedure/prassi di gestione delle risorse che la comunità, come abbiamo più volte scritto, le ha affidato. 2.1 Le parole d ordine Le parole d ordine che dovranno motivare e caratterizzare il modello che si vuole implementare devono essere coerenti con una visione di maggiore efficienza e risparmio, ma anche di maggiore efficacia dei servizi per il cittadino; esse sono raggruppabili in due gruppi: Nuova cultura: Visione, coraggio e orgoglio; Efficacia ed efficienza. Nuove competenze: Dematerializzazione: efficiente perché riduce i processi gestiti dagli enti ed efficace perché facilita l accesso alle informazioni da parte dei cittadini; Interoperabilità: efficiente perché permette una gestione più razionale delle informazioni e più efficace perché permette attraverso i circuiti di scambio di incrociare informazione e aumentarne il valore informativo per l utente finale e per l ente stesso; Decertificazione: efficiente perché riduce il numero delle operazioni da eseguire negli enti per le attività amministrative ed efficace perché riduce gli obblighi burocratici per i cittadini; Multicanalità e comunicazione: efficiente perché permette di incrociare/razionalizzare differenti fonti informative ed efficace perché aumenta la possibilità per il cittadini di ottenere informazioni 9

10 Smart community: efficace perché include e valorizza nella rete di comunità intelligenti, non solo le eccellenze della PA ma quelle di tutti, mettendo al centro di tutto il cittadino Visione, coraggio e orgoglio. Il processo di innovazione della pubblica amministrazione deve essere dotato di una visione chiara, deve trovare spazio nel coraggio di sperimentare e ancoraggio nell orgoglio dei dipendenti di operare per una amministrazione che funziona bene. Spesso la pubblica amministrazione è criticata come ente lento nel rispondere ai bisogni della comunità e poco efficiente. Le parole chiave appena descritte sono gli elementi costitutivi di un progetto di innovazione che per essere realizzato ha bisogno di una pubblica amministrazione motivata prima ancora di avere risorse economiche dedicate. La pubblica amministrazione deve affrontare una sfida fondamentale nei prossimi anni: sostenere una visione di innovazione in grado di motivare l impegno coraggio e orgoglio di quanti lavorano al suo interno Dematerializzazione La facilità con la quale i documenti amministrativi vengono stampati e duplicati nei moderni sistemi di gestione ha generato una situazione in cui si produce carta spesso senza controllo e in cui l archiviazione della documentazione diventa un problema sempre più evidente, a cominciare dagli aspetti legati alle garanzie giuridiche fino a quelli logistici ed economici. Dematerializzazione è il termine che indica il progressivo incremento della gestione documentale informatizzata, all interno delle strutture amministrative pubbliche e private, e la conseguente sostituzione dei supporti tradizionali della documentazione amministrativa con quelli informatici, a cui la normativa nazionale, fin dal 1997 riconosce pieno valore giuridico. Ai fini di una evoluzione della gestione dell attività amministrativa pubblica verso una effettiva PA Digitale, la dematerializzazione della documentazione prodotta dalla Pubblica Amministrazione, è compresa tra gli obiettivi del Piano e-government 2012 e costituisce uno dei temi centrali del Codice dell'amministrazione Digitale Interoperabilità. Indirizzare in modo efficace le problematiche di interoperabilità di grandi sistemi necessita di una ampia visione che include, non solo gli aspetti tecnologici, ma anche quelli normativi, economici e organizzativi". La PA nelle sue banche dati ha una quantità straordinaria di dati sulle persone, sulle imprese, sul territorio. Se funzionassero i circuiti di scambio sarebbe un patrimonio condiviso e di enorme valore. La difficoltà sta nel regolamentare questa conoscenza, nel definire modelli, standard, strumenti tecnologici che, nel rispetto delle esigenze di ciascuno, garantiscano una piattaforma condivisa di lavoro e di memoria. Tutto questo si chiama interoperabilità e costituisce il motore più potente dello sviluppo tecnologico, economico e sociale. 10

11 2.1.4 Decertificazione. Evitare ai cittadini ed alle imprese di dover richiedere alla PA certificati da consegnare ad altre PA o privati gestori di pubblici servizi: in tutti i rapporti con le PA e con i gestori di pubblici servizi i certificati sono infatti sempre sostituiti da dichiarazioni sostitutive di certificazione o dall'atto di notorietà. La decertificazione nei rapporti tra PA e cittadini prevede dunque l acquisizione diretta dei dati presso le amministrazioni certificanti da parte delle amministrazioni procedenti e la produzione, da parte degli interessati, solo di dichiarazioni sostitutive di certificazione o di atto di notorietà. In pratica le amministrazioni e i gestori di pubblici esercizi non potranno più richiedere certificati ai cittadini ma avranno l obbligo di accettare l autocertificazione e controllarne i contenuti presso quell Ente depositario dei dati stessi. La formazione federata di anagrafi certificanti uniformi e la disponibilità di servizi uniformi di accesso abilitano il processo di decertificazione fra pubbliche amministrazioni Multicanalità e comunicazione. Lo scenario tecnologico in continuo mutamento, unito alla scarsità di risorse a disposizione, impone ai manager pubblici di definire con attenzione quali ambiti operativi possono essere migliorati con l introduzione di tecnologie e di nuovi canali di erogazione dei servizi. In particolare, si riscontra un mutamento significativo nei comportamenti dei cittadini e degli utenti dei servizi, sempre maggiormente avvezzi ad usare la rete. I siti web sono ormai diventati portali pubblici e sportelli virtuali, per non parlare dei social network, che ormai sono divenuti uno strumento irrinunciabile per il dialogo e il confronto tra cittadini e PA in un ottica di multicanalità. L ente o azienda che adotta una logica multicanale, propone all utenza l opportunità di accedere alle informazioni ed ai servizi attraverso diversi e molteplici strumenti, dal computer allo sportello, dallo smartphone al portale pubblico. Comunicare da ogni luogo, in ogni momento e con qualsiasi mezzo dialogando con tutte le categorie di utenti Smart Commnunity Verso l esterno, regione-sistema vuol dire mettere insieme tutte le potenzialità delle città e dei territori e mettere in valore le diversità entro un disegno unitario di promozione della regione nel mondo. Vuol dire puntare su una immagine forte e percepibile dell Emilia-Romagna: una regione attraente, una piattaforma territoriale produttrice di beni e servizi di alta qualità, di cultura e di civiltà. [ ] Regione-sistema significa, sul versante interno: equità di accesso ai servizi, pari opportunità e giustizia sociale per tutti; sviluppo equilibrato e sostenibile di tutto il territorio; coesione sociale; cooperazione istituzionale e sociale; identità e obiettivi comuni. L Agenda Digitale dell Emilia-Romagna, interpreta il SISTEMA-REGIONE come CITTA DIFFUSA e la identifica come una RETE DI COMUNITA INTELLLIGENTI che dialogano e si coordinano nelle azioni intervenendo su filoni di azioni che intersecano gli ambiti più variegati della società (reti tangibili e 11

12 intangibili, piattaforme e servizi abilitanti, informazione diffusa, inclusione, mobilità, istruzione, cultura, sanità, sicurezza, servizi pubblici, ecc...) La città diffusa, rete di smart communities, si concretizza basando il suo sviluppo su quelle reti abilitanti che caratterizzano il territorio emiliano romagnolo. Nello specifico la città diffusa fonda le sue basi sull esistenza di reti capillari ed integrate di: attori dell innovazione, strategie, infrastrutture, piattaforme e servizi comuni. La rete di smart communities in Emilia-Romagna corrisponde ad una città diffusa che mette al centro il cittadino e che predilige l utilizzo e la messa a valore dell esistente facendo perno sulle competenze e sulle eccellenze messe a disposizione del sistema regionale (non solo PA). Le regole, le infrastrutture, le piattaforme e i modelli comuni, le reti tecnologiche e organizzative sono la base sulla quale il cambiamento e l innovazione acquisiscono carattere di intelligenza e sostenibilità a vantaggio dell intero sistema e non di singole e isolate eccellenze. 12

13 3 Il contesto normativo di riferimento Il contesto normativo a cui riferire i benefici derivanti dall adozione del modello proposto è ampio ed articolato; le principali norme da considerare sono le seguenti: Codice dell Amministrazione Digitale (CAD) - Le PA italiane hanno un punto di riferimento primario nel Codice dell'amministrazione Digitale (CAD), per trasformare le potenzialità dell'innovazione tecnologica in maggiore efficienza, efficacia e soddisfazione dei cittadini e delle imprese. Grazie al Codice è possibile attuare quel processo di digitalizzazione delle attività amministrative che costituisce il presupposto per una reale modernizzazione degli Enti pubblici. Tale processo richiede una estesa adozione del documento informatico, oltre che degli strumenti necessari per gestirlo. Il CAD ha imposto un vero percorso di cambiamento, prevedendo tra l altro, che il canale preferenziale per l interazione tra PA e cittadini debba essere, in prevalenza, la rete internet. (CAD - Decreto Legislativo 7 marzo 2005, n Testo vigente al 12/08/ LEGGE 4 aprile 2012, n Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo. Il decreto semplificazioni e le modifiche al CAD: dal 2014 la comunicazione tra cittadini e PA sarà solo telematica. Una legge quindi decisiva verso l informatizzazione e la digitalizzazione dei processi amministrativi. Coerentemente, nella prospettiva di rendere più agevole il dialogo telematico tra cittadini e PA si amplia il novero degli strumenti digitali utili a sottoscrivere validamente le istanze e le dichiarazioni presentate alle pubbliche amministrazioni per via telematica, aggiungendo alla firma digitale anche la firma elettronica qualificata, il cui certificato sia rilasciato da un certificatore accreditato. Viene introdotta anche un importante novità riguardante le modalità di pagamento dell imposta di bollo. Inoltre, si interviene sull art. 15 del Codice, inserendo la disciplina relativa all espletamento delle funzioni ICT da parte delle pubbliche amministrazioni comunali e imponendo che i comuni sotto i 5000 abitanti esercitino tale funzione in forma associata. (LEGGE 4 aprile 2012, n Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 9 febbraio 2012, n. 5, recante disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo - Agenda Digitale Italiana - L attuazione dell Agenda Digitale è un processo complesso e oneroso che vede il coinvolgimento di attori pubblici e privati, il cui confine di azione deve essere delineato con chiarezza nella definizione della strategia italiana. L Agenda digitale ha il merito di aver descritto con precisione degli obiettivi ambiziosi e articolati lasciando ai Paesi membri la scelta delle azioni e delle misure necessarie per raggiungere tali obiettivi. La strategia italiana deve pertanto tracciare il confine tra le azioni che deve portare avanti il settore pubblico e quelle che, invece, devono/possono essere delegate al mercato, individuando eventuali meccanismi di incentivazione. L Agenda Digitale può essere sintetizzata tramite questi quattro pilastri: 13

14 finanziamenti pubblici per eliminare il digital divide entro il 2013 e agevolazioni per la posa di fibra ottica; digitalizzazione dei rapporti con la PA e delle comunicazioni tra uffici pubblici; spinta alle aziende che fanno innovazione: le start up e quelle delle commercio elettronico; creazione di smart cities, dove pubbliche amministrazioni e tecnologie si fondono per migliorare la vita del cittadino. (Agenda Digitale Nazionale LEGGE REGIONALE 7 dicembre 2011, n. 18 Misure per l attuazione degli obiettivi di semplificazione del sistema amministrativo regionale e locale. Istituzione della sessione di semplificazione. L Emilia-Romagna vuole raggiungere l obiettivo di ridurre al massimo i tempi e i costi della pubblica amministrazione sia per cittadini sia per le imprese, evitando però al contempo ogni deriva deregolativa che spesso può nascere come risposta ad una burocrazia ritenuta opprimente. Le novità più importanti previste dalla legge regionale riguardano il divieto per tutti gli enti locali di inserire nuovi costi per gli adempimenti burocratici necessari, se non in sostituzione di oneri già esistenti. Di particolare importanza il monitoraggio permanente delle norme regionali, la cui adeguatezza sarà verificata costantemente. Per quanto concerne la semplificazione dei procedimenti amministrativi, la nuova legge prevede: la parziale restituzione degli oneri versati per un procedimento se i tempi di questo si prolungano oltre i termini a causa della pubblica amministrazione; un maggior potere sostitutivo della Regione nei confronti degli Enti locali; la piena applicazione degli istituti di semplificazione relativi alla disciplina statale della conferenza dei servizi e del silenzio-assenso; il divieto di chiedere a persone e imprese certificati e documenti già in possesso della pubblica amministrazione. LEGGE REGIONALE 07 dicembre 2011, n. 18 Misure per l attuazione degli obiettivi di semplificazione - romagna.it/al/monitor.php?vi=nor&st=doc&dl=569e9c74-6f38-a6f edf78dbf908&dl_t=xml&dl_a=y&dl_id=10&ul=1&ev=1&bk=1) Decreto CRESCITA Il 4 ottobre è stato approvato dal consiglio dei ministri il decreto legge Crescita 2.0. Fra le altre cose il decreto punta al potenziamento dei servizi verso i cittadini, prevede la creazione di un unico documento di identificazione elettronica gratuito, valido anche come tessera sanitaria, attraverso il quale rapportarsi con la pubblica amministrazione; prevede l obbligo per la PA di comunicare attraverso la posta elettronica certificata e di pubblicare online i dati in formato aperto e riutilizzabile da tutti. Prevede l'istituzione a livello nazionale dell'anagrafe della popolazione, prevede fondi per il potenziamento della rete in banda larga e sancisce anche l obbligo di sottoscrizione dei contratti della PA in forma esclusivamente elettronica a partire dal 1 gennaio

15 Il decreto dovrà essere esaminato e dovranno essere valutati i diversi scenari di attuazione al fine di recepirli nel modello. 15

16 4 Il modello proposto per l Emilia-Romagna In modo estremamente semplificato potremmo dire che una PA digitale ideale è innanzitutto una PA dematerializzata, dove le informazioni, da e verso l esterno ma anche e soprattutto all interno, circolano rapidamente, con il minor uso di carta possibile, in modo chiaro, sicuro, giuridicamente corretto. Questo obiettivo è raggiungibile se i sistemi sono tra loro interconnessi, se cioè è abilitato il dialogo e l interoperabilità tra tutte le pubbliche amministrazioni che, a vario livello, concorrono all erogazione di un servizio. La parola cooperazione diventa, quindi, cruciale e da intendersi non soltanto al livello tecnologico/applicativo, ma anche organizzativo e di creazione di un sistema a rete dove ciascun Ente è nodo fondamentale che contribuisce allo sviluppo complessivo. Come già affermato, qualsiasi politica che intenda innovare in modo consistente e drastico il modo di operare della Pubblica Amministrazione deve necessariamente partire da un disegno ideale, un modello concettuale di riferimento che possa essere da guida in tutto il percorso che, date le finalità ambiziose e di sistema, non potrà che essere lungo, complesso e articolato. In questo senso l aver tracciato un modello implica la possibilità di definire in modo chiaro i tasselli del puzzle a disposizione, l ordine con cui devono essere costruiti (laddove non ancora esistenti) ed assemblati, i risultati di medio periodo che è possibile ottenere. Il Modello di Amministrazione Digitale dell Emilia-Romagna nasce dall esperienza della Community Network Emilia-Romagna (CN-ER), che attraverso il Progetto di Sistema a Rete (PSR) ha costruito un complesso di strumenti, da cui, attraverso un operazione di astrazione si è originato il modello proposto. La CN-ER è finalizzata a porre tutti gli enti della regione in condizione di disporre degli stessi strumenti e opportunità nello sviluppo della società dell informazione e nel dispiegamento dei processi di e- government. La CN-ER è un sistema di servizi, standard e modelli di scambio, si avvale di una rete infrastrutturale (Lepida) e permette agli enti la cooperazione, la condivisione di applicativi e servizi infrastrutturali e lo sviluppo di progetti condivisi. Essa nasce ed opera per garantire questo fondamentale principio di equità, per valorizzare le vocazioni specifiche e diffondere le eccellenze maturate nei singoli territori. Tutti i presupposti che hanno reso possibile la costruzione di un modello, derivano pertanto da questo complesso di strumenti, esperienze e di condivisione. La CN-ER è promossa e coordinata da Regione Emilia-Romagna, e le sue funzioni tecnologiche e organizzative sono in capo a Lepida SpA. Il Progetto Sistema a Rete Regionale (PSR) è lo strumento per il conseguimento degli obiettivi della CN-ER, e si fonda su tre assi portanti: il sistema delle Comunità Tematiche, la rete di Program Management ed il Centro di Competenza per il Dispiegamento (CCD). Il PSR prevede il riuso di un variegato portafoglio di soluzioni, per cui è necessario: gestire con efficacia ed efficienza la manutenzione ed evoluzione del SW, mirando ad una gestione unitaria degli sviluppi secondo standard e specifiche comuni creare un punto unico di accesso, assistenza e supporto per favorire l uso diffuso delle soluzioni, la loro integrazione nei sistemi gestionali degli Enti, la crescita di questi ultimi verso gli standard regionali. 16

17 Per favorire il raggiungimento di tali obiettivi è stato costituito il CCD, che eroga una serie di servizi, rivolti a tale scopo. Gli Enti a cui si rivolge il modello sono quelli presenti sul territorio e già attori della CN-ER e fruitori degli strumenti del PSR: i Comuni, le loro forme associate (in primis le Unioni) e le Province, che usufruiscono di un ampio catalogo di strumenti già realizzati e disponibili. Alla dimensione territoriale, si aggiunge la Regione stessa in quanto il modello è stato adottato dalla Giunta Regionale che con Delibera di Giunta del 17 dicembre 2012 ha approvato un Piano degli Interventi per la Semplificazione che impegna la singole direzioni nel raggiungimento di una serie di obiettivi, concreti e direttamente misurabili in termini di risultati, derivanti dall adozione di specifiche componenti del Modello di PA Digitale di seguito descritto. Il modello si rivolge quindi anche a Direzioni, Servizi ed Agenzie Regionali, che possono già sfruttare molti dei servizi del PSR messi a disposizione degli Enti locali. Punto di forza del modello è che molti dei servizi sono già realizzati e in esercizio presso le amministrazioni erogatrici. Di seguito viene pertanto descritto in modo sintetico un modello di PA digitale che si ritiene possa essere implementato in questa regione e che può quindi costituire quella traccia su cui andare a definire le azioni concrete da sviluppare: un modello unico ed integrato che consente il miglioramento e l integrazione dei processi e dei servizi della Pubblica Amministrazione Locale e la loro ottimizzazione in termini di flessibilità, efficienza, economicità e sostenibilità. I tasselli del puzzle che abilitano l interconnessione, l interoperabilità e la dematerializzazione sono le Anagrafi (banche dati fondamentali: fondanti e certificanti) ed i Servizi richiamabili per la composizione di applicazioni e servizi finali. In figura 2 è riportata una prima rappresentazione dello schema concettuale illustrato; in essa si fa riferimento al più ampio insieme delle Banche Dati (di cui le Anagrafi sono per molti versi la componente più rilevante) e si introducono alcune delle tipologie di Servizi che saranno descritte in maggior dettaglio nel seguito del documento. 17

18 Figura 2 Le componenti fondamentali del modello Il ruolo rilevante attribuito nel modello alle anagrafi permette di rispondere con efficacia al tema posto dalla normativa nazionale in materia di decertificazione, per cui ogni Amministrazione dovrebbe certificare i dati da essa stessa prodotti nell espletamento delle proprie funzioni e renderli disponibili ad altre amministrazioni ed ai enti erogatori di pubblico servizio. Inoltre, la costruzione di applicazioni e servizi incardinati nel modello che descriviamo consente di offrire all utente finale (cittadino, impresa, professionista) una visione unitaria della sua relazione con la Pubblica Amministrazione. Questo si realizza mediante la creazione di strumenti di ricerca evoluti che consentono una riaggregazione dinamica di tutti i dati, le informazioni ed i documenti riferiti all elemento aggregante (il cittadino, l immobile, l impresa, ) attraverso un punto unico di accesso per l utente e realizzando differenti punti di vista sulle banche dati a disposizione. Obiettivo ultimo di questo imponente sforzo di modellizzazione è, evidentemente, arrivare all erogazione di servizi a valore aggiunto per l utente finale, contribuendo in modo sostanziale alla semplificazione del rapporto cittadino/pubblica amministrazione e offrendo il più possibile servizi in una logica unitaria. L obiettivo di semplificare la relazione fra utente e PA è realizzabile, infatti, se si riducono al minimo le informazioni richieste all'utente quando interagisce attraverso i servizi online, evitando di richiedere informazioni già in possesso della PA o con operazioni di precompilazione delle informazioni operati dal servizio stesso. 18

19 Essendo specifico per l Emilia-Romagna, il modello mutua poi alcune scelte fondamentali effettuate in tale contesto, aggiungendo di fatto un terzo tassello del puzzle; tale elemento è costituito dalla Base Infrastrutturale, composta dai sistemi di autenticazione federata, pagamenti on line e cooperazione applicativa; in particolare: Sistema regionale unificato per i pagamenti on line E un sistema centralizzato, operante a livello regionale, che consente a cittadini, imprese e altri soggetti di eseguire pagamenti on line nei confronti della Pubblica Amministrazione; esso offre la possibilità di effettuare diverse tipologie di pagamento, utilizzando molteplici strumenti attraverso diversi canali. Sistema regionale di autenticazione federata Il sistema fornisce a tutti gli utenti (cittadini, imprese, intermediari, operatori della PA) un identità digitale attraverso cui accedere, con un unica autenticazione, a tutti servizi on line forniti dagli enti locali dell'emilia-romagna, Regione inclusa. Declinazione regionale del modello di cooperazione applicativa nazionale L infrastruttura di cooperazione applicativa permette lo scambio di informazioni tra sistemi informativi di Enti diversi, realizzando la circolarità e la interoperabilità dei dati della PA attraverso il Sistema di Pubblica Connettività (SPC) e nel rispetto delle specifiche SpCoop, lo standard nazionale per la cooperazione applicativa fra gli Enti della Pubblica Amministrazione. Un altro significativo elemento che caratterizza il contesto emiliano-romagnolo è costituito dai Modelli di Gestione Documentale e Territoriale definiti a livello regionale; in particolare: Modello regionale per la gestione documentale (GeDoc) Definisce i fondamenti della gestione documentale secondo gli standard di riferimento e la normativa vigente; tratta la corretta gestione dell intero ciclo di vita dei documenti dal momento della loro creazione a quello finale dell invio in conservazione sostitutiva, passando per la loro gestione nell ambito delle attività svolte dalle amministrazioni. Modello regionale per la gestione territoriale (GeIT) Definisce le modalità di condivisione dell'informazione geografica secondo gli standard e la normativa vigente a livello nazionale ed Europeo, con l obiettivo di creare una conoscenza condivisa e uniforme del territorio regionale; definisce le modalità di condivisione delle entità territoriali coinvolte nei procedimenti amministrativi e nelle attività di controllo e pianificazione della PA. Aggiungendo alle componenti fondamentali del modello (Anagrafi e Servizi) gli elementi specifici del contesto emiliano-romagnolo (Base infrastrutturale e Modelli di Gestione Documentale e Territoriale) si ottiene lo schema concettuale rappresentato in figura 3; in esso sia le Banche Dati, sia i Servizi vengono dettagliati nelle principali tipologie che assumono nel contesto specifico (Anagrafici, Documentali, Territoriali, Specifici ed Infrastrutturali); sono poi distinti i Servizi di Back End, che interagiscono con banche dati ed altre componenti applicative, dai Servizi di Front End, che utilizzano i servizi di Back End per rendere disponibili all utente finale una serie di funzionalità on line attraverso una pluralità di canali: Web, Mobile ed altri (ad es. in prospettiva, Smart TV). 19

20 Viene infine introdotta una componente denominata Raccoglitore che, nel più ampio ambito dei Servizi evoluti di ricerca, si propone di realizzare la già citata riaggregazione dinamica del vasto patrimonio informativo della PA regionale, con l obiettivo di renderlo efficacemente fruibile sia all utente finale esterno (Cittadino, Impresa, Intermediario) che anche, se non soprattutto, a quello interno (es. funzionario di Tribunale o Prefettura). Figura 3 Schema concettuale del modello in Emilia-Romagna 20

21 4.1 Le Anagrafi Nel vasto ed eterogeneo panorama informativo delle PA, il primo passo per una amministrazione digitale consiste nell individuare dati che possano essere certificati: ciò si traduce nell estrapolare informazioni certe ed affidabili, senza duplicazioni e ridondanze. A tal fine risulta centrale il ruolo delle anagrafi in quanto banche dati che conservano le informazioni relative alle entità di interesse della PA (es. cittadini residenti, imprese, immobili); fra esse particolarmente rilevanti sono le anagrafi che rivestono un interesse trasversale sia per vari uffici all'interno della stessa amministrazione che per amministrazioni diverse. Tali anagrafi vengono definite Fondanti all interno del modello. Le anagrafi costituiscono un elemento chiave del processo di decertificazione, esse devono essere aggiornate, seguendo il principio della titolarità della funzione, dagli enti nell'ambito dei propri compiti di istituto e rese disponibili in modo aperto sia agli utenti esterni aventi diritto che, attraverso i meccanismi di interoperabilità, alle altre pubbliche amministrazioni. Il modello prevede che: le anagrafi fondanti vengano individuate in modo esplicito siano definiti in modo univoco e codificato i processi che governano l'intero ciclo di vita delle entità gestite siano definite le informazioni minime che devono essere condivise le entità gestite siano dotate di identificativi certi, permanenti e pubblici con un ciclo di vita noto pubblicamente. Nel rispetto del paradigma di un modello incrementale come quello proposto, l insieme delle anagrafi fondanti può e deve essere arricchito man mano che nuovi Enti progressivamente adottano il modello; ciascun Ente identifica le proprie anagrafi fondanti e le condivide con gli altri Enti, incrementando di fatto il patrimonio informativo fondante certificato. E naturale, a questo punto, pensare alla creazione di un Catalogo Regionale delle Anagrafi Fondanti, come pure a dei Cataloghi Regionali dei Servizi di Front End e di Back End; tali cataloghi, inizialmente popolati con gli elementi individuati all interno del Progetto Sistema a Rete, saranno successivamente arricchiti secondo la logica incrementale descritta, e potranno essere consultati da Enti che abbiano la necessità di utilizzare elementi già realizzati e contenuti nei cataloghi. Un primo elenco dei servizi già disponibili è consultabile come nell allegato Catalogo Servizi PSR, al presente documento. Sulla base del Progetto Sistema a Rete sono state individuate, come anagrafi fondanti, attualmente disponibili nel catalogo: l'anagrafe della popolazione residente l'anagrafe delle imprese l'anagrafe degli immobili 21

22 il database topografico Per queste anagrafi, a livello regionale, sono stati definiti standard di formato e servizi di accesso ai dati. Il modello non prevede che si costituiscano necessariamente grandi anagrafi a livello regionale, ma che gli enti aprano l'accesso alle proprie anagrafi attraverso servizi omogenei, in modo da abilitare l'interoperabilità, il riuso e la portabilità delle applicazioni che ne fanno uso. Quando necessario, le anagrafi possono essere unite a livello superiore (ad esempio componendo fra loro le diverse anagrafi immobiliari o i dati catastali dei diversi comuni) a condizione che sia tracciabile il percorso dal dato originale a quello di livello superiore. Come già accennato le anagrafi fanno parte dell insieme più ampio delle banche dati; a questo livello definiamo come specifiche tutte le banche dati che non sono anagrafi, cioè quelle che non hanno interesse trasversale. Dall integrazione fra banche dati specifiche ed anagrafi si ottengono banche dati di secondo livello che non possono a loro volta essere considerate anagrafi; deve però essere evidenziato come un dato di secondo livello possa essere considerato certificato nel caso in cui sia basato su dati anch essi certificati e che hanno lo stesso dominio di responsabilità dell'anagrafe con cui sono messi in correlazione. Banche dati specifiche Banche dati di secondo livello Anagrafi Figura 4 Banche dati di secondo livello Le banche dati territoriali e documentali vengono descritte all interno dei rispettivi modelli di gestione (vd. paragrafi 4.3 e 4.4) 4.2 I Servizi del Modello Le banche dati rappresentano, dunque, la base di conoscenza sulla quale costruire servizi fruibili universalmente dagli attori del modello. Tali servizi sono raggruppati in macro categorie che ne identificano la natura; all interno del modello sono stati attualmente individuati: servizi di back end infrastrutturali, servizi trasversali al modello ed applicabili a diversi livelli architetturali (ad es. per autenticare un utente o effettuare pagamenti on line); 22

23 servizi di back end di anagrafe, servizi che permettono l interrogazione delle anagrafi e rivestono carattere di visura (ad es. per consultare dati anagrafici della popolazione, delle imprese o degli immobili); servizi di back end specifici, servizi basati su applicazioni e sistemi di back office presenti all interno di un Ente che non rivestono caratteristiche di trasversalità; servizi di back end territoriali, consentono di accedere e trattare le informazioni geografiche (ad es. per geolocalizzare, estrarre dati geografici o analizzare ed elaborare dati geografici). In Emilia-Romagna tali servizi sono descritti nel modello di gestione territoriale GeIT; servizi di back end documentali, consentono di trattare documenti e fascicoli archivistici nell ambito dei diversi procedimenti amministrativi (ad es. per protocollare o apporre un timbro digitale). In Emilia-Romagna tali servizi sono disciplinati dal modello di gestione documentale GeDoc; servizi di front end: invocano i servizi di back end appartenenti alle categorie precedentemente introdotte (infrastrutturali, di anagrafe, specifici, territoriali e documentali) per rendere disponibili all utente finale una serie di funzionalità specifiche. Come le anagrafi anche l insieme dei servizi è in continua evoluzione; infatti: la certificazione del patrimonio informativo pubblico risponde a un processo incrementale, di conseguenza possono nascere nuovi servizi di interrogazione di nuove anagrafi; l insieme dei servizi infrastrutturali non è chiuso ma suscettibile di arricchimento ed evoluzione: si pensi, ad esempio, al sistema di pagamento on line in presenza di un nuovo canale telematico; i modelli di gestione documentale e territoriale sono essi stessi in continuo divenire, sia come interfacce che come nuovi servizi esposti e fruibili. man mano che il modello viene adottato in altri ambiti può nascere l esigenza di nuovi modelli di gestione, si pensi ad esempio al complesso ambito della sanità. Analizziamo ora in maggior dettaglio le diverse tipologie di servizi introdotte; i servizi di back end documentali e territoriali vengono descritti all interno del modello di gestione di cui fanno parte Servizi di Back End Infrastrutturali I servizi infrastrutturali sono trasversali alle architetture del modello e sono rappresentati da: servizio di autenticazione federata; servizio di cooperazione applicativa; servizio di pagamento on line Servizio di autenticazione federata 23

24 L autenticazione federata ha l obiettivo di fornire agli utenti un unica credenziale di accesso (coppia id/password o accesso tramite dispositivi quali smart card) per accedere a tutti i servizi della PA del territorio regionale federando le identità digitali tra diversi Enti. Se due o più enti federano i loro sistemi di autenticazione, i cittadini che hanno ricevuto le credenziali per accedere ai servizi on line di uno degli enti potranno usarli anche per utilizzare i servizi online degli altri; in altri termini il sistema consente agli utenti, con un unica credenziale di autenticazione e registrandosi una sola volta, di accedere a tutti i servizi on line messi a disposizione dai vari enti che aderiscono alla federazione. I cittadini possono perciò fruire di più servizi con le medesime credenziali; gli enti, dal canto loro, possono fornire servizi senza la necessità di registrare nuovamente gli utenti. Il servizio di autenticazione federata prevede tre livelli di autenticazione: autenticazione di utenti caratterizzati da una bassa affidabilità dell identità digitale (es. utenti che hanno effettuato la registrazione online) autenticazione di utenti caratterizzati da una affidabilità media dell identità digitale (es. utenti che hanno effettuato la registrazione con riconoscimento indiretto attraverso l' invio di un sms ) autenticazione di utenti caratterizzati da una alta affidabilità dell identità digitale (es. utenti che hanno effettuato la registrazione con riconoscimento de-visu). Figura 5 Autenticazione Federata L Emilia Romagna si è dotata di un infrastruttura di autenticazione federata, chiamata Federa, che rende disponibili le identità digitali ai servizi di e-government ed alle applicazioni software in genere. 24

25 Servizio di cooperazione applicativa La cooperazione applicativa attiene alla capacità di uno o più sistemi informativi di avvalersi, ciascuno nella propria logica applicativa, dell interscambio automatico di informazioni con gli altri sistemi per le proprie finalità applicative. In altre parole un applicazione, nel corso del suo processo elaborativo, può far così uso di un informazione elaborata da un altra applicazione (p.e. un applicativo sanitario può richiedere i dati anagrafici al programma di anagrafe civile del comune di residenza del cittadino). La cooperazione applicativa in rete ha luogo quando ciò avviene in modo automatizzato. L Emilia Romagna si è dotata di un infrastruttura di cooperazione applicativa, chiamata ICAR ER, che permette lo scambio di informazioni tra sistemi informativi di Enti diversi, realizzando la circolarità e l interoperabilità fra i servizi e le applicazioni delle Pubbliche Amministrazioni, attraverso il Sistema di Pubblica Connettività (SPC), e nel rispetto delle specifiche SpCoop, lo standard nazionale per la cooperazione applicativa fra gli Enti della Pubblica Amministrazione. ICAR ER garantisce all intera infrastruttura dei servizi e delle soluzioni l'interoperabilità come servizio infrastrutturale e la cooperazione applicativa; in particolare il sistema ICAR-ER deve essere coinvolto in tutte le istanze di connessione end-to-end che attraversano, entrando o uscendo, i confini istituzionali di un ente. Figura 6 Cooperazione Applicativa Servizio di pagamento on line Il sistema di pagamento on line consente agli utenti di effettuare, su diversi canali, pagamenti relativi a servizi erogati dalle pubbliche amministrazioni del territorio regionale; esso supporta le seguenti funzionalità: 25

26 disponibilità di un gateway per il colloquio con i diversi sistemi di pagamento (carta di credito, home banking, etc ); interoperabilità con i servizi online che utilizzano i pagamenti, al fine di avere il controllo durante il ciclo di pagamento; possibilità di gestire pagamenti spontanei attraverso interfacce preconfigurate per le tipologie di pagamenti più comuni (per es. nel caso in cui non esista un servizio online specifico); disponibilità per le pubbliche amministrazioni dei flussi di rendicontazione dei pagamenti; Figura 7 Servizi di pagamento on line Il concetto di multicanalità prevede di fornire all'utente lo strumento di pagamento per lui più semplice e familiare, adattandosi alle sue esigenze; la piattaforma consente pertanto di aumentare e differenziare i punti di contatto delle amministrazioni con i cittadini ed in particolare le modalità attraverso cui effettuare la riscossione delle pendenze. L obiettivo finale è rendere disponibile a tutti gli Enti un servizio di pagamento, indipendentemente dalle dimensioni e dal livello di informatizzazione, con commissioni bancarie contenute grazie alla forte sinergia di scala. La piattaforma è inoltre espandibile verso nuovi sistemi di pagamento che verranno introdotti a livello locale o nazionale. L Emilia Romagna si è dotata di una piattaforma di pagamenti regionale, chiamata Payer, che espone interfacce applicative (API) per l integrazione con servizi e sistemi che necessitino di funzionalità di pagamento, mettendo a disposizione diversi payment gateway. L integrazione con questo servizio infrastrutturale consente ai servizi di Front end di poter essere arricchiti con le funzionalità di pagamento online. 26

27 4.2.2 Servizi di Back End di Anagrafe I Servizi di Anagrafe permettono di utilizzare le entità informative contenute nelle anagrafi fondanti del modello e rivestono normalmente carattere di visura, puntuale o massiva, su dati certificati; in particolare il catalogo, con riferimento alle anagrafi fondanti individuate all interno del Progetto Sistema a Rete, comprende attualmente: servizi di anagrafe della popolazione: consentono di ottenere visure relative ai dati anagrafici servizi di anagrafe delle imprese: consentono di ottenere visure relative alle imprese registrate nei registri delle camere di commercio; servizi di anagrafe degli immobili: consentono di validare le chiavi territoriali identificative degli immobili (vie, civici, mappali), di ottenere visure sulle informazioni dell'anagrafe immobiliare servizi del database topografico: consentono il reperimento e lo scarico delle informazioni geografiche Prevediamo infine degli altri servizi di Anagrafe finalizzati all utilizzo di ulteriori Anagrafi Fondanti che saranno successivamente individuate. Figura 8 Servizi di Anagrafe 27

28 4.2.3 Servizi di Back End Specifici Con servizi specifici si intendono quei servizi, basati su applicazioni e sistemi di back office presenti all interno dell Ente, che non hanno caratteristiche di trasversalità; per essi non si prevede quindi un utilizzo al di fuori dell'ambito per cui sono stati progettati. Tipicamente si intende per servizi specifici quei servizi realizzati per accedere a back office verticali (SUAP, Tributi, Edilizia, etc ) al fine di inoltrare pratiche, visualizzare dati o stati di avanzamento di pratiche precedentemente inoltrate. Tali servizi sono rilevanti all interno del modello in quanto definiscono i requisiti a cui si devono uniformare i sistemi di back office che vogliono essere conformi al modello proposto Servizi di Front End I Servizi di front End, tramite l invocazione dei Servizi di Back End, rendono disponibili agli utenti finali (cittadini, intermediari, imprese, utenti della PA) una serie di funzionalità specifiche (consultazione, inoltro pratiche, pagamenti...). I servizi di front end possono essere ad accesso libero (è il caso ad esempio del calcolo dell IMU non autenticato) o ad accesso autenticato (è il caso ad esempio della richiesta di un certificato online). In questo secondo caso, l utente si deve autenticare fornendo le proprie credenziali Federa, sarà poi lo specifico servizio di front end a profilarlo adeguatamente a seconda delle funzionalità che deve avere a disposizione: ad esempio, un servizio on line demografico, metterà a disposizione dell utente funzionalità distinte, a seconda che si tratti di un semplice cittadino o di un professionista (notaio, avocato). I servizi di front end interagiscono con i servizi di back end del Modello della PA Digitale; in particolare, interagiscono con: i servizi di back end infrastrutturali (Federa, ICAR-ER e Payer), per l autenticazione, la cooperazione applicativa ed i pagamenti online rispettivamente; i servizi di back end di anagrafe, per recuperare i dati presenti nelle varie anagrafi (anagrafe della popolazione, delle imprese, degli immobili) e fornire agli utenti visure, certificati e precompilazione di pratiche online; i servizi di back end offerti dal modello documentale ogniqualvolta si abbia a che fare con il ciclo di vita di un documento elettronico (registrazione, protocollazione. Fascicolazione, archiviazione sostitutiva); i servizi di back end offerti dal modello territoriale quando si vogliano validare indirizzi o ricercare oggetti tramite mappe servizi di back end specifici (per es. popolamento di una banca dati gestionale). 28

29 4.3 Modello di Gestione Territoriale In ambito territoriale è stato sviluppato un modello di riferimento denominato Ge-It finalizzato a rendere interoperabili e confrontabili le fonti dati geografiche gestite ai diversi livelli (regionale e locale) ed alla costituzione di una base di conoscenza condivisa del territorio. L informazione territoriale è in generale pervasiva nei sistemi informatici della PA; in particolar modo all interno degli Enti Locali (non a caso definiti Enti Territoriali) essa è onnipresente. La quasi totalità dei dati trattati dagli Enti Locali possiede direttamente o indirettamente una dimensione territoriale, ovvero è costituita da informazioni geografiche che rappresentano esplicitamente oggetti territoriali attraverso coordinate spaziali o comunque ha un chiaro o un potenziale riferimento al territorio (cioè è georiferibile) senza però utilizzare coordinate. All'interno degli enti (siano essi enti locali o direzioni regionali) l'informazione territoriale può essere classificata, ai fini del modello, nelle seguenti categorie: immagini da satellite o foto aeree che forniscono una restituzione fotografica in scala del territorio oggetti topografici che delimitano e classificano gli elementi fisici e riconoscibili del territorio (edifici, strade, fiumi); il db topografico contiene tutti gli oggetti topografici e nel suo insieme fornisce una descrizione completa del territorio. oggetti tematici utilizzati per rappresentare sul territorio elementi specifici dei diversi domini, appartengono a questa categoria gli elaborati di una piano urbanistico, la carta dell'uso del suolo, la mappa delle aziende agricole, la mappa delle farmacie, le linee di trasporto pubblico, le reti tecnologiche, la mappa catastale. oggetti di riferimento: sono quegli oggetti territoriali utilizzati per riferire al territorio le informazioni alfanumeriche, appartengono a questa categoria ad esempio i numeri civici, le particelle catastali, le sezioni di censimento, i limiti amministrativi ecc... A queste si accompagna una modalità standard di definizione dei metadati descrittivi delle informazioni che per quanto riguarda i dati territoriali è particolarmente importante in quanto definisce per ogni fonte le modalità di costruzione dei dati, l'estensione spaziale e temporale, gli uffici di riferimento, ecc... tutti dati necessari per poter stabilire se e come il dato può essere utilizzato. L'obiettivo del modello è quello di definire il modo in cui gli enti, a prescindere dalle modalità con vengono gestisti internamente, possa rendere fruibili ed interoperabili i dati territoriali in modo da creare una base di conoscenza completa e condivisa dell'intero territorio regionale. I principi che stanno alla base del modello sono quelli della non duplicazione del dato territoriale ma del suo riuso attraverso servizi standard perseguendo in questo modo l'obiettivo della integrità, qualità e quindi affidabilità del dato. I comuni, le direzioni regionali ed altri enti territoriali nell'ambito dei propri compiti di istituto, producono e gestiscono sia oggetti geografici di riferimento fondamentali per il modello (per i comuni le anagrafi comunali degli immobili) che oggetti tematici (p.e. piani urbanistici) e riferiscono le proprie banche dati gestionali agli oggetti di riferimento estendendo in questo modo l'insieme di 29

30 strati informativi della propria infrastruttura di dati geografici. I dati prodotti sono nella maggior parte dei casi di interesse generale, il modello Ge-IT ha definito la modalità con la quale la Regione rende disponibili i dati geografici. Le modalità adottate sono standard, devono essere adottate dagli enti locali per la fruizione dei dati geografici prodotti dalla regione e possono essere utilizzate per la pubblicazione dei dati degli enti locali verso la regione e più in generale verso il mondo esterno..i servizi territoriali previsti dal modello sono rappresentati nella figura seguente e successivamente descritti in maggior dettaglio: Figura 9 Servizi Territoriali Servizi di catalogo che consentono di scoprire di quali risorse cartografiche dispone un ente e delle modalità con le quali l'ente le rende disponibili sia in forma cartacea che in forma digitale. Se le fonti cartografiche sono pubblicate in forma digitale il catalogo specifica le modalità di accesso. Questi servizi si basano sulla consultazione dei metadati. Servizi di visualizzazione delle mappe, fanno parte di questo insieme i servizi standard OGC per la pubblicazione di immagini georeferenziate create dinamicamente attraverso l interrogazione delle banche dati geografiche e servizi di pubblicazione di mappe statiche che hanno la caratteristica di essere veloci e fluide come le mappe di Google. Servizi di geocodifica comprendono tutti i servizi necessari per collegare informazioni alfanumeriche tramite l'utilizzo di chiavi territoriali (via e numero civico, foglio e mappale, UUID) al territorio, fanno parte di questo insieme i servizi per la ricerca in mappa utilizzando 30

31 toponimi (nomi di località, fiumi, monti, case,...), per ottenere i nomi dei luoghi date le coordinate e per la geocodifica di banche dati alfanumeriche. Servizi di accesso ai dati geografici, fanno parte di questo insieme i servizi che consentono di estrarre i dati dai db geografici degli enti. I servizi sono standard OGC e permettono con un apposito linguaggio di estrarre dati geografici e un insieme di servizi per l'estrazione dei dati nei formati standard più diffusi. A questo ambito appartengono anche i servizi per la pubblicazione come Open Data e Open Linked Data dei dati geografici. Vengono ricompresi in questo insieme anche i servizi di analisi di prossimità e di routing Servizi di aggiornamento dei dati geografici, fanno parte di questo insieme i servizi per l'aggiornamento del db topografico, di conferimento di nuove informazioni geografiche nei db dell'ente e di editing via web. Servizi di conversione di coordinate. I servizi che fanno parte del modello sono per la maggior parte standard ISO supportati sia da prodotti di mercato, sia da prodotti Open Source ai quali si aggiunge, per i servizi specifici regionali, la disponibilità di software a riuso che possono essere utilizzati per l'erogazione dei servizi. I servizi che fanno parte del modello sono indipendenti fra loro e garantiscono la fruizione delle singole funzionalità secondo le interfacce standard definite dal modello Ge-IT, indipendentemente dalla presenza degli altri servizi. L'adozione dei servizi del modello consente di disporre di applicazioni di più fornitori integrate tra loro, dal momento che i servizi territoriali standard rendono possibile la realizzazione di applicazioni che non devono essere personalizzate per ogni singolo Ente per gli aspetti più comuni di gestione dei dati territoriali, e che quindi risultano conformi con l architettura di tutti gli Enti che adottano il modello Ge-It. 4.4 Modello di Gestione Documentale In ambito documentale è stato sviluppato un modello di riferimento, denominato Ge-Doc che rende disponibile un insieme di servizi per la gestione documentale degli Enti a copertura dell intero ciclo di vita del documento, dal momento iniziale della creazione a quello finale della conservazione, passando per la gestione nell ambito delle attività svolte dalle amministrazioni. Il modello di gestione documentale introduce i seguenti oggetti: fascicoli archivistici; documenti digitali; Il fascicolo archivistico è l insieme ordinato di documenti, riferiti in modo stabile a uno stesso affare/procedimento amministrativo, a una stessa materia, a una stessa tipologia, che si forma sempre nel corso delle attività amministrative; esso ha lo scopo di riunire a fini decisionali o informativi tutti i documenti utili allo svolgimento di una specifica attività. I documenti digitali sono la rappresentazione, comunque formata, del contenuto di atti, anche interni, delle pubbliche amministrazioni, o comunque utilizzati ai fini dell attività amministrativa (DPR 31

32 445/2000). Per loro natura le entità informative documentali hanno un contenuto informativo non strutturato e le informazioni sono contenute nel contenuto del documento. Insieme al contenuto del documento sono disponibili i metadati (proprietà del documento digitale quali classifica, tipologia, data, ecc ) che rappresentano le informazioni strutturate del documento digitale. Il modello Ge-Doc si compone di due sistemi fondamentali: il Sistema di Gestione Informatica dei documenti (composto dai Servizi documentali per la formazione dell archivio corrente), il Sistema di Conservazione (composto dai servizi di gestione della conservazione sostitutiva, dell archivio di deposito e dell archivio storico). Il modello definisce inoltre i servizi elementari di gestione documentale e le interfacce standard per la fruizione degli stessi. I servizi di gestione documentale devono essere indipendenti tra di loro e devono garantire la fruizione delle singole funzionalità nel rispetto delle interfacce standard definite dal modello Ge-Doc, indipendentemente dalla presenza degli altri servizi. In questo scenario le scelte tecnologiche e le specifiche soluzioni scelte dall Ente (es. applicativo di protocollo, servizio di verifica delle firme): non vincolano l architettura dell Ente perché disponendo di un modello standard (servizi ed interfacce) ogni applicazione qualificata è perfettamente integrata con la gestione documentale indipendentemente dal sistema documentale utilizzato, dalla soluzione di protocollazione/registrazione in uso e dalla tecnologia con cui sono implementati i singoli servizi (p.e. timbro digitale e/o verifica del formato e/o verifica della firma); consentono di disporre di diverse applicazioni di più fornitori già integrate tra di loro, dal momento che i servizi elementari standard rendono possibile la realizzazione di applicazioni che non devono essere personalizzate per ogni singolo Ente per gli aspetti più comuni di gestione documentale, e che quindi risultano conformi con l architettura di tutti gli Enti che adottano il modello Ge-Doc; consentono di utilizzare i software a riuso della Regione, poiché tali software sono o saranno progressivamente adeguati al modello Ge-Doc; di conseguenza ogni rilascio di nuove applicazioni sarà già integrato e quindi immediatamente utilizzabile senza richiedere adeguamenti (ad es. integrazione con lo specifico applicativo di protocollo utilizzato). Per quanto attiene al Sistema di Conservazione, si è scelto di avere un sistema di conservazione separato e distinto da quello di produzione e gestione, per motivi legati alle strategie di conservazione dei documenti. Questa scelta di fondo è avvalorata dal fatto che le procedure per garantire la conservazione nel lungo periodo dei documenti informatici sono complesse e necessitano di risorse tecnologiche e professionali significative, che sono in genere fuori dalla portata della maggior parte degli Enti. La costituzione in Emilia-Romagna del Polo Archivistico Regionale, deputato proprio alla conservazione a lungo termine dei documenti informatici prodotti dalle pubbliche amministrazioni presenti sul territorio, consente di adottare un modello conservativo basato su un archivio unico di concentrazione in grado di sostenere sia le esigenze di conservazione anticipata (inclusa quella 32

33 sostitutiva prevista dalla legge), sia le esigenze di conservazione a lungo termine, corrispondenti alla dimensione di deposito e storica degli archivi degli Enti. Nella figura seguente viene esemplificata l architettura di riferimento del modello GeDoc e l interazione con le applicazioni verticali: Figura 10 Il modello Ge-Doc Il modello si presenta come un insieme di servizi di gestione documentale, le cui funzionalità sono erogate dalla specifica soluzione in uso presso l Ente (ognuno potenzialmente di proprietà di diversi fornitori o dello stesso Ente). Ogni servizio conforme al modello deve rispettare i seguenti criteri: rispetto delle linee guida della CN-ER, della normativa vigente e degli standard di riferimento di gestione documentale (p.e. standard ISO); implementazione delle interfacce definite e descritte nel modello Ge-Doc. Nell ambito della gestione documentale, in presenza di un modello integrato tra applicazioni eterogenee che concorrono alla vita dell archivio corrente dell ente, è necessario distinguere due diverse tipologie di applicazioni che partecipano alla realizzazione del modello GeDoc, in particolare: 33

34 applicazioni che implementano i servizi di gestione documentale ed i servizi a valore aggiunto ( servizi a catalogo ); applicazioni verticali che fruiscono dei servizi a catalogo (applicazioni a riuso, personale, contabilità, SUAP, edilizia, etc ). I principali servizi a catalogo attualmente disponibili sono: Servizio di gestione documentale: per gestire i documenti (creazione, modifica e cancellazione e versioning), gli attori (utenti e gruppi) e le anagrafiche del sistema documentale; Servizio di invio in conservazione: per l invio in conservazione attraverso il software di ParER dei documenti archiviati nel sistema documentale che rispettano determinati requisiti (valorizzazione di opportuni metadati); Servizio di Timbro Digitale: per la produzione del timbro digitale in tecnologia 2DPlus a partire dai dati firmati o per l apposizione di un timbro digitale in un documento di tipo PDF; Servizio di Protocollazione: per inoltrare al sistema di protocollo la richiesta di protocollazione e fascicolazione contestuale di un documento; Servizio di Registrazione Particolare: per inoltrare al sistema verticale di registro (atti, mandati, ecc ) la richiesta di registrazione di un documento; Servizio di invio PEC: per effettuare l inoltro via PEC dei documenti protocollati attraverso l applicativo di protocollo. Le applicazioni verticali, per poter interagire con i servizi a catalogo tramite le interfacce standard GeDOC, devono seguire un processo di standardizzazione: tale processo è denominato qualificazione (e le applicazioni divengono qualificate ) e costituisce il motore che consente l implementazione del modello GeDoc sul territorio emiliano-romagnolo, avviando un percorso virtuoso tale da permettere progressivamente di uniformare le applicazioni grazie allo standard introdotto dal modello stesso. 34

35 Servizio di Anagrafe 1 Servizio di Anagrafe Servizio Specifico 1 Servizio Specifico Servizio territoriale 1 Servizio territoriale Servizio Documentale 1 Servizio Documentale 4.5 Gli utilizzatori del modello Un aspetto fondamentale di un modello di servizi è il suo grado di apertura alla fruizione. A tal fine il modello prevede che all'interno della singola PA si possano implementare le applicazioni di gestione ed utilizzo delle banche dati e dei servizi in modalità anche disomogenee, ma è richiesto che i servizi di fruizione delle anagrafi, delle componenti documentali e territoriali ed i servizi specifici funzionali all'erogazione dei servizi on line siano resi disponibili in modo standard. Uniformare l accesso ai servizi del modello significa definire un linguaggio comune che ha una duplice finalità: consentire un accesso standard al singolo servizio (stessa interfaccia di accesso) che rende quindi il servizio indipendente dalle applicazioni e dalle entità informative sottostanti; permettere alle applicazioni integrate con il modello di utilizzare un unico linguaggio, indipendentemente dall Amministrazione che lo applica. Tale linguaggio comune deve essere applicato a tutti i servizi del modello inclusi quelli infrastrutturali (non rappresentati per semplicità nella figura seguente) recependo, quando disponibile, la standardizzazione già definita. LINGUAGGIO COMUNE (INTERFACCE) DEL MODELLO Servizi del modello Servizi di Anagrafe Servizi Specifici Servizi Territoriali Servizi Documentali Banche dati Anagrafi Documentali Territoriali Specifiche Figura 11 Architettura del modello integrato 35

36 Il modello prevede la presenza di: applicazioni verticali che interagiscono direttamente con le banche dati; si tratta propriamente dei Back Office che agiscono direttamente sui dati certificati; applicazioni interne alla PA che interagiscono con le interfacce del modello fruendone di fatto i servizi; si tratta di applicazioni che interrogano i dati certificati attraverso i servizi del modello, integrandoli nei propri processi di business; servizi on line multi canale che interagiscono con le banche dati attraverso i servizi di back end; applicazioni di ricerca avanzate che fanno leva sulla standardizzazione del modello a livello regionale per fornire ricerche trasversali sui dati certificati. Gli utenti che interagiscono con i servizi del modello, e che comunque devono essere puntualmente individuati e gestiti servizio per servizio, differiscono quanto a competenze, ruoli e diritti di accesso. A livello di modello, si possono individuare le seguenti macro tipologie di utenza: Utenti interni allo specifico Ente Utenti di altre PA Cittadini ed utenti che rappresentano imprese ed intermediari Gli utenti interni hanno un accesso completo ai servizi dell Ente a cui appartengono, in quanto tali servizi sono fisicamente erogati al proprio interno; di conseguenza è possibile accedere ai dati certificati nelle diverse modalità: accesso diretto ai dati certificati attraverso le applicazioni interne collegate alle banche dati certificanti, ma che non offrono servizi per il modello integrato; accesso ai servizi del modello attraverso le applicazioni interne che concorrono alla implementazione dei servizi integrati; accesso a servizi on line o multicanale o alle funzionalità di ricerca avanzate al pari di un utente esterno all Ente. Nel caso di utenti di altre PA l accesso ai dati certificati di un altra Amministrazione può avvenire esclusivamente attraverso i servizi da essa esposti; conseguentemente i livelli di accesso possibili sono: accesso ai servizi condivisi esposti da altre PA (regionali e non) attraverso i servizi infrastrutturali di cooperazione applicativa e autenticazione federata; accesso ai servizi on line e alle funzionalità di ricerca avanzate. Infine i cittadini e gli utenti che rappresentano imprese ed intermediari possono avere accesso esclusivamente ai servizi on line ed alle funzionalità di ricerca avanzate, fruendo così esclusivamente delle informazioni che le diverse PA mettono loro a disposizione. 36

37 4.6 Un modello di servizi distribuito per la PA Realizzare sistemi distribuiti porta una serie di vantaggi in termini di distribuzione intrinseca di alcune applicazioni che richiedono macchine separate e distanti, affidabilità, scalabilità, modularità, crescita incrementale, condivisione dei dati, comunicazione in tempo reale delle informazioni. Il vantaggio dell'automazione e della gestione distribuita di enti, aree organizzative omogenee, unità organizzative è strettamente legato al concetto di integrazione: una PA viene snellita e resa più efficiente se i servizi relativi ad una funzione possono comunicare in tempo reale con i servizi relativi ad altre funzioni, pubblicati in aree differenti, per l appunto in un sistema integrato e distribuito in cui tutte le componenti risultino universalmente accessibili. I servizi del modello possono essere classificati, dal punto di vista del dominio di fruizione, in: servizi interni, erogati nel dominio dell Ente e che implementano le interfacce del modello (il linguaggio comune ); servizi esterni, erogati da altre Pubbliche Amministrazioni. Dal punto di vista della fruibilità da parte dell utente esterno i servizi del modello possono essere classificati anche come segue: servizi privati, fruibili esclusivamente dagli utenti interni dell Ente; servizi condivisi, messi a disposizione anche ad altre Pubbliche Amministrazioni. Il catalogo dei servizi condivisi rappresenta quindi i servizi messi a disposizione dalle diverse PA che adottano il modello, e che risultano quindi standardizzati dal punto di vista della fruibilità. La figura seguente rappresenta l architettura logica descritta: Figura 12 Schema di erogazione dei servizi cooperati del modello integrato 37

38 Nella figura si possono distinguere i servizi privati, che sono fruibili esclusivamente dagli utenti interni dell Ente e che rappresentano la specificità della singola Amministrazione tra tutte quelle che adottano il modello. La motivazione che può indurre un Ente ad adottare un servizio privato e non condividerlo con gli altri può risiedere nella particolarità del servizio, che per sua natura non è ritenuto di interesse al di fuori dell Ente, o dall utilizzo di una diversa interfaccia rispetto a quanto previsto dal modello, che fa sì che le diverse applicazioni integrate non conoscano il linguaggio specifico necessitando quindi di integrazioni ad hoc. I servizi condivisi, esposti attraverso le porte di dominio, possono a loro volta essere classificati in: servizi condivisi centralizzati; servizi condivisi specializzati. I servizi condivisi centralizzati sono erogati esclusivamente da un unico Ente (p.e. l indice delle Pubbliche Amministrazioni per i dati delle AOO, UO e PEC delle diverse Amministrazioni oppure il servizio anagrafico delle imprese). I servizi condivisi specializzati sono erogati da diversi Enti in quanto trattano entità informative dell Ente stesso (p.e. i servizi documentali che permettono la fruizione dei fascicoli archivistici di un cittadino sono disponibili singolarmente sugli Enti che applicano il modello). Un modello distribuito, per le motivazioni esposte, si basa sull utilizzo della cooperazione applicativa come elemento abilitante per la fruizione dei servizi. In realtà se ci si limita alla fruizione dei servizi interni l erogazione non necessita della cooperazione applicativa, poiché l integrazione dei servizi può essere effettuata sfruttando direttamente le interfacce messe a disposizione dal modello senza dover utilizzare le porte di dominio. In questo scenario l Ente potrebbe non utilizzare l infrastruttura cooperativa, tuttavia questo significherebbe non poter fruire di servizi esposti da altri enti e non poter mettere a disposizione degli altri enti i propri servizi ed entità informative di interesse per altri soggetti (Pubbliche Amministrazioni, cittadini, imprese...). Aderire al modello proposto implica invece condividere servizi ed entità informative con gli altri enti aderenti: in questo scenario, non si può prescindere dalla cooperazione applicativa. 4.7 Sicurezza e domini di responsabilità Secondo le direttive del rinnovato Codice dell Amministrazione Digitale le amministrazioni dovranno riorganizzare al più presto le procedure di pubblicazione, garantendo allo stesso tempo sia la trasparenza del proprio operato che la tutela della legge sulla privacy. L annoso dilemma su come operare il bilanciamento tra privacy e trasparenza viene enfatizzato dalle politiche di liberalizzazione dei dati, che richiedono che diverse fonti di dati pubblici siano liberamente accessibili a tutti. Occorre evitare che venga violata la riservatezza di informazioni più che sensibili che possono essere oggetto di atti pubblici e che, se mal gestite, possono essere anche causa di sanzione per l amministrazione pubblica. Su come comporre il possibile conflitto tra le contemporanee esigenze di pubblicità e riservatezza, e quindi su quali cautele debbano essere adottate al riguardo dagli enti pubblici nel pubblicare 38

39 tramite il sito web gli atti soggetti a forme di pubblicità, l Autorità Garante ha reso pubblico il 15 dicembre 2010 il documento rubricato Schema di Linee guida in materia di trattamento di dati personali effettuato da soggetti pubblici. Lo scopo è quello di rendere efficace la trasparenza come strumento necessario per assicurare un ampio controllo sulle capacità delle pubbliche amministrazioni di raggiungere gli obiettivi nonché sulle modalità adottate per la valutazione del lavoro svolto dai dipendenti pubblici. Per definire con chiarezza chi è responsabile del dato (e quindi del suo aggiornamento, della sua condivisione e certificazione) si introducono il concetto di dominio di responsabilità ed una serie di criteri e regole comuni che dovranno essere condivise e rispettate in fase di implementazione del modello; il modello fissa due criteri fondamentali: 1. L'ente che ha la proprietà del dato e che quindi ha in carico i processi di aggiornamento dello stesso è l'unico responsabile della qualità del dato (possono essere messe in campo azioni coordinate fra enti diversi per la bonifica ed il controllo di qualità dei dati ma alla fine del processo la responsabilità della qualità rimane in capo all'ente proprietario); è inoltre l'ente che certifica il dato pubblicato e che stabilisce chi può fare cosa sulla singola entità informativa, introducendo le cosiddette Access Control List (ACL) sul singolo oggetto (chi può visualizzare il singolo documento, chi può modificarlo, etc...). 2. L'ente che utilizza il dato pubblicato (che può essere terzo rispetto al proprietario del dato) ha la responsabilità di renderlo disponibile ai soli aventi diritto. E' responsabilità dell'ente che eroga il servizio definire chi è autorizzato a fruire il singolo servizio/entità informativa, quindi viene introdotto il profilo autorizzativo sulla singola fonte, entità o servizio (chi può accedere ai servizi demografici, chi ai servizi di protocollo...); l'ente che utilizza il dato di un altro ente, attraverso un servizio condiviso, per erogare un servizio finale deve accedervi attraverso il canale delle porte di dominio, per poter garantire nel tempo la tracciabilità dell'origine del dato. Occorre anche definire chi è autorizzato a fruire il singolo servizio/entità informativa: viene quindi introdotto il profilo autorizzativo sulla singola fonte, entità o servizio (chi può accedere ai servizi demografici, chi ai servizi di protocollo...). Infine, è opportuno stabilire chi può fare cosa sulla singola entità informativa, introducendo le cosiddette Access Control List (ACL) sul singolo oggetto (chi può visualizzare il singolo documento, chi può modificarlo, etc...). Poiché il modello integrato prevede l erogazione di servizi distribuiti, i dati contenuti nelle anagrafi fondanti (certificanti e trasversali) possono presentare diversi domini di responsabilità; ciò rappresenta una criticità di cui occorrerà tenere conto in fase di implementazione del modello. Risulta infine fondamentale la responsabilità del singolo Ente nell aggiornamento dei propri dati, sia per garantire in generale la qualità dei servizi (anche per i servizi basati su anagrafi derivate) che in particolare per i servizi messi a disposizione di altri Enti. 39

40 4.8 Canali di fruizione dei servizi del modello Un modello di servizi distribuito ed incrementale è necessariamente basato su servizi eterogenei, che dal punto di vista della erogazione possono essere fruiti su una pluralità di canali. D altra parte l attivazione del massimo numero di canali per la fruizione dei servizi è intrinsecamente coerente con un modello di PA Digitale che vuole essere il più possibile vicina all utente finale. Da qui discende la possibilità di accedere ai servizi erogati attraverso un ampio ventaglio di canali. Per ogni servizio è tipicamente possibile distinguere la parte di Front End, a cui accedono gli utenti e che implementa l interfaccia di raccolta dei dati e presentazione dei risultati, da quella di Back End, che implementa le funzionalità ed elabora i dati certificati da presentare a chi ne fa richiesta. Il Back End di un servizio è la componente che di fatto implementa le specifiche funzionalità con le quali un utente può interagire attraverso un Front End; per sua natura, il Back End può rendere disponibile i propri servizi a diverse applicazioni, purché queste ultime siano a conoscenza delle sue modalità di interrogazione. La disponibilità di un linguaggio comune fa sì che Back End di diverse applicazioni, per i medesimi servizi, abbiano le stesse modalità di interazione. In questo scenario chi fruisce dei servizi deve conoscere esclusivamente il linguaggio comune del singolo servizio per poter essere in grado di interrogarlo e per poter interpretare i risultati ottenuti senza ambiguità, chi li espone deve far sì che i propri servizi di Back End eroghino i servizi compatibilmente con lo standard definito attraverso il linguaggio comune del modello. Gli utenti che accedono ai servizi di Front End possono direttamente interagire con il servizio attraverso le diverse interfacce disponibili, utilizzando gli strumenti che hanno a disposizione e che devono risultare compatibili con le modalità di esposizione dell interfaccia utente (smartphone o pc, web o mobile, ecc ). Ogni servizio può quindi essere consultato in diverse modalità e con diversi linguaggi (protocolli di comunicazione); per questa ragione nel modello hanno particolare rilevanza i canali di fruizione dei servizi. Dopo aver individuato per ogni servizio le funzionalità esposte, gli utilizzatori, il dominio di erogazione e quello di responsabilità ed averne definito la sicurezza in termini di accesso alle funzionalità e ai dati oggetto dell interrogazione, è fondamentale identificare i canali su cui esso è fruibile. I canali che il modello rende attualmente disponibili per ogni servizio sono: canale web che permette ad un utente di richiamare il servizio attraverso un browser (da smartphone, tablet o pc); canale mobile che permette una fruizione su dispositivi mobile in una modalità ottimizzata per schermi di piccole dimensioni (normalmente applicazioni mobile di tecnologia specifica o canali web in versione mobile); canale Web Service che rappresenta la tipica modalità standard di erogazione dei servizi di Back End e che contiene nella sua rappresentazione la definizione del linguaggio comune adottato dallo specifico servizio; canali su protocolli dedicati che permettono di esporre le funzionalità del singolo servizio su protocolli di comunicazione dedicati, che risultano però più confacenti alle applicazioni integrate (per esempio in caso di protocolli largamente diffusi in particolari ambiti). 40

41 Un tipico esempio di canale web del modello è il portale dell ente a cui accede il cittadino per le richieste di visure per i demografici o una impresa per le procedure dello Sportello Unico delle Attività Produttive. Tipici esempi di canale mobile sono le applicazioni installabili su smartphone o tablet; oppure i siti web ottimizzati per il mobile come quelli di erogazione di servizi su mappe o di interazione con il proprio Comune. I canali Web Service rappresentano l interfaccia tipica con cui tutti i servizi di Back End del modello espongono i propri servizi, siano essi servizi demografici, documentari, territoriali o altro. Esistono infine servizi particolari fruibili attraverso protocolli, anch essi standard, diversi da quelli web, mobile o Web Service: si pensi ad esempio all Indice della Pubblica Amministrazione (IPA) che utilizza il protocollo LDAP, o alla documentazione sanitaria che usa lo standard DICOM. 41

42 5 Il modello e i temi della semplificazione e della Smart City 5.1 Il modello e la semplificazione Il modello proposto consente di abilitare le condizioni per il perseguimento di alcuni rilevanti obiettivi collegati al processo di semplificazione della Pubblica Amministrazione; in particolare esso fornisce metodologie, strumenti e tecniche finalizzate a supportare le attività di: Dematerializzazione Decertificazione Ricerche evolute e strutturate Dematerializzazione Il modello integrato punta a definire le linee guida per un sistema di gestione documentale che non si limiti alla mera trasposizione del materiale cartaceo su supporti elettronici: massimizzare il rapporto tra costi e benefici significa non solo dematerializzare i contenuti, bensì reingegnerizzare gli interi flussi documentali creando apposite strutture di dati e metadati affinché l intera produzione documentale sia: gestita e organizzata in un sistema unitario in grado di descrivere i legami tra i documenti e la loro organizzazione all interno di un archivio corrente (classificazione, fascicolazione, ecc..), presidiata opportunamente a partire dalla formazione dei documenti, rispettando gli opportuni requisiti (struttura, formati, metadati), per essere gestiti adeguatamente sia nella fase corrente che in quella di archiviazione propriamente detta, tale da garantire l accessibilità nel tempo del documento dai rischi dell obsolescenza tecnologica. In sintesi, il modello opera non tanto per dematerializzare il documento in quanto tale, bensì per dematerializzare l intero ciclo di vita documentale e i processi amministrativi da esso interessati: l archivio documentale diventa a tutti gli effetti l unicum di riferimento, autonomo e auto consistente. La dematerializzazione in ambito SUAP Un esempio di dematerializzazione operata secondo il modello è lo Sportello Unico Attività Produttive (SUAP). In questo caso è possibile gestire l intero procedimento in forma dematerializzata. Di seguito sono spiegata le singole componenti e la loro interazione. Il servizio di front-end del Suap, realizzato con il servizio AeC in ambiente People, consente al richiedente di compilare online, firmare ed inoltrare un istanza al Suap. La piattaforma People 42

43 consente l invio della richiesta, oltre alla modalità PEC, sempre più critica a seguito ai limiti di dimensione degli allegati, anche l invio in cooperazione applicativa direttamente al sistema di gestione documentale Doc/er del Comune di competenza. Doc/er espone un catalogo di servizi di back-end documentali richiamabile dai verticali di filiera, quale appunto People. Il processo di invio a Doc/er prevede i seguenti passaggi: - People invia la richiesta di creazione di un nuovo fascicolo nel repertorio dei fascicoli del Comune in corrispondenza della opportuna voce di titolario per la nuova pratica. Doc/er esegue l operazione, rapportandosi se necessario con il sistema di protocollo in uso nel Comune e restituisce a People il numero del fascicolo assegnato - People invia a Doc/er, i documenti, registrandoli uno alla volta, con i relativi metadati; costruisce inoltre su Doc/er la rete della corretta correlazione tra i documenti per costruzione dell unità documentaria completa - Una volta completata l operazione, People richiede a Doc/er la protocollazione in entrata dell unità documentaria con l inserimento della stessa nel nuovo fascicolo; Doc/er esegue rapportandosi con il sistema di protocollo in uso nel Comune e restituisce a People il numero di protocollo assegnato Se il Comune utilizza per il Suap un sistema di backoffice qualificato in merito alle soluzioni AeC e Doc/er, è inoltre possibile: - Che la piattaforma People, dopo la protocollazione, crei la pratica sul sistema di backoffice, richiamando il servizio di back-end di inoltro pratica esposto dal backoffice stesso - Per il sistema di backoffice, sfruttare i servizi di back-end esposti da Doc/er, per creare e gestire tutti i documenti interni all iter del procedimento compreso il provvedimento conclusivo, e la relativa fase di registrazione, protocollazione e fascicolazione nel sistema documentale, nonché l utilizzo di funzioni avanzate, quale per esempio l invio via PEC dei documenti dematerializzati alle altre PA coinvolte nel procedimento o al richiedente stesso Decertificazione In accordo con la DIRETTIVA n. 14 del 2011 Adempimenti urgenti per l applicazione delle nuove disposizioni in materia di certificati e dichiarazioni sostitutive di cui all articolo 15, della legge 12novembre 2011, n. 183, i certificati avranno validità solo nei rapporti tra i privati e le amministrazioni non potranno più chiedere ai cittadini certificati o informazioni già in possesso di altre pubbliche amministrazioni. La disponibilità di servizi cooperativi distribuiti permette l aggregazione di dati eterogenei presenti su diversi domini afferenti uno stesso oggetto/soggetto. 43

44 Il modello integrato, proprio per la visione di insieme con cui è stato concepito, supporta il concetto di decertificazione sia promuovendo la pubblicazione di servizi sulle anagrafi certificanti in modalità standard, che definendo opportune interfacce di accesso universale che permettano, nello specifico, una completa decertificazione nei rapporti fra PA e privati attraverso l'acquisizione diretta dei dati presso le amministrazioni certificanti da parte delle amministrazioni procedenti o, in alternativa, la produzione da parte degli interessati solo di dichiarazioni sostitutive di certificazione o dell'atto di notorietà. Solo se i diversi sistemi parlano un linguaggio comune sarà possibile che ogni PA renda disponibile il proprio patrimonio informativo alle altre PA e viceversa. Il sistema per la Circolarità Anagrafica Ana-cner Il primo esempio di strumento per la decertificazione già realizzato è il sistema per la Circolarità Anagrafica, che ha l obiettivo di facilitare i Comuni del territorio regionale, nonché gli altri enti aventi diritto, nella consultazione di dati anagrafici e l estrazione di elenchi. Sotto questo profilo garantisce anche l adempimento a quanto previsto dall art. 43, comma 4 del DPR 28 dicembre 2000, n. 445, secondo cui una PA deve consentire alle altre PA la libera consultabilità per via telematica dei dati anagrafici contenuti nelle proprie banche di dati, così come recentemente rafforzato dal Codice dell Amministrazione Digitale. Tale ruolo diventa ancor più strategico a seguito delle recenti nuove disposizioni, contenute nell art. 15 della legge 183/2011 art. 15 (legge di stabilità 2012), che obbliga le anagrafi a regolarizzare gli scambi telematici dei dati per consentire a tutte le PA ed ai gestori di servizi pubblici di acquisire, nel rispetto delle norme sulla tutela della riservatezza, i dati e le informazioni anagrafiche fino ad ora oggetto di certificati. Tale sistema costituisce quindi l infrastruttura tecnico-organizzativa di riferimento per l accesso alle informazioni anagrafiche contenute nelle banche dati dei Comuni del territorio regionale da parte dei Soggetti Consultanti, ovvero le PPAA autorizzate (Prefetture, Questure, Carabinieri, Procure, Province, etc.), Ordini professionali e soggetti privati gestori di servizi pubblici, che spesso sono costretti ad interagire con i diversi Comuni con modalità complesse e dispendiose (posta, fax, e- mail, download). La sua architettura prevede una struttura di intermediazione centrale, detta anche nodo centrale, installata a livello regionale e tanti nodi periferici quanti sono i Comuni del territorio regionale che aderiscono al servizio. 44

45 Figura 13 Il sistema per la circolarità anagrafica Attraverso il nodo centrale i Comuni e le altre pubbliche amministrazioni procedenti veicolano le proprie richieste di accesso ai dati anagrafici; queste vengono inoltrate al Comune di riferimento e da questo, attraverso il nodo centrale stesso, all amministrazione richiedente. Trattandosi di scambio di dati fra enti distinti, le comunicazioni fra nodo centrale e nodo periferico avvengono tramite porte di dominio, secondo le specifiche SPCoop. Attualmente il servizio è erogato tramite l accesso ad un interfaccia web. A supporto del sistema, è stato infine definito un impianto convenzionale che prevede uno schema che regola il rapporto fra i Comuni aderenti e la Regione, la quale a sua volta stipula apposite convenzioni con i vari soggetti interessati alla fruizione del servizio, definendo nel dettaglio le modalità di accesso ai dati anagrafici in base alle norme giuridiche che lo sostengono. 45

46 5.1.3 Ricerche evolute e strutturate Uno dei principi cardine della semplificazione consiste nel non chiedere al cittadino dei dati che sono già in possesso della PA; per realizzare tale principio è necessario disporre di strumenti di ricerca evoluti, che consentano di avere una chiara e completa visione dei dati disponibili a livello regionale in relazione ad una determinato ambito. A tal fine il modello proposto rende disponibile lo strumento Raccoglitore. Il Raccoglitore Il Raccoglitore si pone come un punto di accesso unico alla documentazione e alle informazioni, o più in generale ad entità informative, messe a disposizione dalle pubbliche amministrazioni e relative a: Soggetti che possono avere rapporti con la Pubblica Amministrazione e che sono individui nell esercizio delle loro funzioni, ad esempio, di cittadino, di professionista, di legale rappresentante di impresa, o di avente diritti su un oggetto (vedi sotto). Oggetti che hanno un ruolo nei procedimenti della Pubblica Amministrazione come, ad esempio, immobili o veicoli soggetti ad immatricolazione. Se, da un lato, tale sistema costituisce per il cittadino la soluzione ad un problema fortemente sentito, ovvero l accesso facilitato a tutta la propria documentazione disponibile presso gli Enti, dall altro lato lo stesso sistema costituisce un elemento fondamentale anche per gli utenti della Pubblica Amministrazione che hanno necessità di recuperare informazioni su soggetti o oggetti distribuite sulle singole pubbliche amministrazioni regionali. Attraverso il Raccoglitore, quindi: Il cittadino accede ovunque, in ogni momento, e in modo più efficiente, ai dati e documenti della Pubblica Amministrazione che lo riguardano, come ad esempio: o Dati anagrafici propri e del proprio nucleo familiare o o Informazioni relative ai propri immobili Pratiche in corso con il comune di appartenenza Il professionista, nell esercizio delle proprie attività, accede ad informazioni e documenti che sono gestiti dalla Pubblica Amministrazione e che riguardano soggetti terzi od oggetti che questi possiedono; ad esempio, il professionista può dover recuperare: o Informazioni e documenti relativi a pratiche in corso con la Pubblica Amministrazione o Visure anagrafiche e di stato civile relative a cittadini (come nel caso dei notai) L utente di un amministrazione procedente può recuperare e scambiare con altri utenti di PA informazioni e documenti riguardo soggetti ed oggetti necessari all attività amministrativa di competenza. 46

47 I due oggetti che stanno alla base del Raccoglitore sono: Fonti: sono le sorgenti che possono essere collegate al Raccoglitore e da cui il Raccoglitore preleva le informazioni richieste dall utente. Esempi di fonti possono essere: o Il gestionale delle pratiche SUAP di un determinato comune o sezioni particolari dell archivio corrente di un determinato ente o l anagrafe della popolazione di un determinato comune Entità informative: sono le unità di informazione che il raccoglitore consente di ricercare all interno delle fonti disponibili; le entità informative possono essere di varie tipologie. Esempi di tipologie di entità informative possono essere: o fascicolo archivistico relativo a una pratica SUAP o pratica di occupazione suolo pubblico provinciale (OSAP Provinciale) o pratica Edilizia o visura di stato di famiglia di un cittadino o visura catastale di un immobile Nell immagine seguente è esemplificato il modello di funzionamento del Raccoglitore: Figura 14 Il Raccoglitore Il Raccoglitore viene interrogato tramite opportune applicazioni di front end (multicanali) a disposizione degli utenti appartenenti alle varie tipologie viste precedentemente; agendo come proxy applicativo, il raccoglitore mette a disposizione delle applicazioni soprastanti un interfaccia unica e omogenea per la ricerca delle entità informative condivise dalle fonti. 47

48 Le interrogazioni svolte tramite l applicazione di front end consultano prima il Raccoglitore, poi, eventualmente, inoltrano la richiesta direttamente alle varie fonti, rese consultabili tramite opportuni servizi di Back End, appartenenti alle diverse categorie illustrate nel capitolo 4, vale a dire: Documentali Territoriali di Anagrafe Specifici I servizi infrastrutturali Federa ed ICAR-ER sono invocati rispettivamente dalle applicazioni di front end per l autenticazione e dal Raccoglitore stesso per la comunicazione con le varie fonti nel caso esse appartengano a domini distinti. Per essere disponibile sul Raccoglitore, una nuova fonte dovrà esporre una serie di servizi di back end che consentano di interrogarla, nonché prevedere una procedura di scarico per il riversamento iniziale delle proprie entità informative all interno del Raccoglitore. Il modello di gestione del Raccoglitore è un modello distribuito, costituito da un ruolo di amministrazione centrale e da un ruolo di amministrazione locale ad ogni fonte/gruppo di fonti che vengono censite all interno Raccoglitore. Chi appartiene al ruolo di amministrazione centrale si occupa delle funzionalità di gestione e configurazione generale del sistema e censisce modifica o rimuove le varie fonti ed entità informative relative. Chi appartiene al ruolo di amministrazione locale, per la fonte/le fonti di propria competenza, si occupa di pre-censire la propria fonte, di effettuare gli scarichi delle proprie entità informative e di gestire gli utenti appartenenti al proprio Ente. 48

49 6 L implementazione del modello proposto In questo capitolo il modello proposto viene calato nei diversi contesti presenti sul territorio emilianoromagnolo, descrivendone le modalità di applicazione; in particolare si fa riferimento a: Direzioni regionali Enti Locali coinvolti nel Progetto Sistema a Rete (es. Comuni o Unioni di Comuni) Altri contesti (es. Ausl) Nel caso delle Direzioni Regionali è in corso, nell ambito del progetto di semplificazione, una sostanziale riorganizzazione ed uniformazione secondo alcuni principi cardine, che tracciano il binario su cui le varie Direzioni dovranno muoversi nell adozione del modello. E possibile quindi individuare un percorso di massima di applicazione, che dovrà essere declinato dalle singole Direzioni nel proprio ambito specifico. Nel caso degli Enti Locali coinvolti nel Progetto Sistema a Rete (PSR) è possibile dettagliare le singole componenti del modello, avendo già sviluppato, ed in gran parte dispiegato sul territorio, le banche dati, i servizi di back end, i servizi di front end e le applicazioni che fanno parte di tale ambito progettuale. In altri contesti tale livello di dettaglio non è applicabile, in quanto l individuazione delle diverse componenti è frutto di un processo di analisi e modellazione, specifico della singola organizzazione su se stessa. In realtà molte componenti possono essere predefinite (ad es. alcuni servizi infrastrutturali) perché comuni a tutti gli Enti della regione Emilia-Romagna, mentre per l ambito più specifico delle singole organizzazioni, in questo capitolo si traccia il percorso logico da seguire per entrare nello schema concettuale del modello e adottarlo attraverso l individuazione dell architettura reale declinata e disegnata per ogni organizzazione. La graduale adozione del modello da parte delle diverse PA presenti in Emilia-Romagna ne sostanzia il carattere incrementale più volte sottolineato nei capitoli precedenti. All aumentare della diffusione del modello vengono individuate nuove anagrafi fondanti, resi disponibili nuovi servizi di back end (ad esempio, ma non solo, per consentire l accesso alle nuove anagrafi fondanti), nuovi servizi di front end che supportano, per le realtà che interagiscono con l esterno, nuove funzioni on line per gli utenti finali. A fronte di tutto ciò sarà possibile creare e gradualmente arricchire i già introdotti Cataloghi Regionali delle anagrafi fondanti, dei servizi di back end e dei servizi di front end, che possano essere consultati dalle PA che debbano sviluppare un nuovo servizio o fruire determinati dati. 6.1 La declinazione del modello nelle direzioni della Regione Emilia-Romagna La Regione Emilia-Romagna ha recentemente introdotto nel proprio ordinamento la LEGGE REGIONALE 7 dicembre 2011, n. 18 Misure per l attuazione degli obiettivi di semplificazione del sistema amministrativo regionale e locale. Istituzione della sessione di semplificazione. Con tale legge l Emilia-Romagna vuole raggiungere l obiettivo di ridurre al massimo i tempi e i costi della pubblica 49

50 amministrazione sia per cittadini sia per le imprese, evitando però al contempo ogni deriva deregolativa che spesso può nascere come risposta ad una burocrazia ritenuta opprimente. In questo contesto, nel mese di luglio 2012 con la delibera n. 983/2012 la Regione ha avviato un processo finalizzato a raggiungere gli obiettivi appena descritti e individua 6 linee d azione. La prima tra queste riguarda la informatizzazione dei procedimenti amministrativi e l interoperabilità delle pubbliche amministrazioni. Tale delibera individua un cronoprogramma, riferito alle singole linee d azione. Il modello di PA Digitale diventa dunque un significativo riferimento per tutte le direzioni regionali che, nell'ambito del progetto di semplificazione, si stanno dotando di piani per la sua adozione ed implementazione; in particolare sono stati identificati gli obiettivi primari della semplificazione in termini di dematerializzazione, decertificazione ed identità digitale federata per l accesso di cittadini ed imprese ai servizi on line. Il progetto di semplificazione definisce i seguenti obiettivi di interesse regionale: la dematerializzazione dei flussi documentali tra le diverse Unità Organizzative della Regione e tra la Regione e gli altri Enti; la decertificazione dei dati delle imprese per i procedimenti ad essi afferenti; l identità digitale federata per i servizi on line offerti a cittadini ed imprese. L adozione del modello di PA Digitale è abilitante per il raggiungimento degli obiettivi sopra indicati; essa supporta inoltre le Direzioni nel processo di semplificazione e di efficientamento sia dei propri processi interni che di quelli rivolti a cittadini e imprese. Il modello, per come è stato progettato, permette una adozione graduale, consente alla direzione di avere chiaro il punto di arrivo e gli obiettivi finali che vuole perseguire e la mette in condizione di avviare il percorso con singoli step al termine di ciascuno dei quali si possono ottenere risultati chiari e rilevanti. Per quanto riguarda il processo di analisi ed adeguamento dei sistemi alle logiche del modello si possono ipotizzare due casi: la realizzazione ex-novo di un sistema informativo rispetto all adeguamento di un sistema già esistente. Nel primo caso, più semplice, l'adozione del modello potrà essere fatta fin dalla progettazione del sistema, che può quindi nascere già integrato con i servizi infrastrutturali, documentali e territoriali esistenti, sfruttare le anagrafi e i servizi già disponibili nel Catalogo Regionale, esporre le nuove eventuali anagrafi fondanti da esso gestite, progettare e realizzare i servizi privati in linea con i servizi condivisi. Nel caso di sistemi esistenti il percorso è più complesso, e l'adozione può essere graduata. In ogni caso, le azioni da compiere sono: condivisione dei propri sistemi secondo le logiche del modello ed integrazione con i servizi infrastrutturali condivisi 50

51 utilizzazione dei servizi esposti dagli enti aderenti completamento della compliance rispetto al modello Nei prossimi paragrafi analizzeremo in dettaglio ciascuna azione Condivisione dei propri sistemi informativi secondo le logiche del modello e adozione servizi infrastrutturali Questo step si pone l'obiettivo di rendere accessibili le proprie anagrafi, i propri documenti e le proprie informazioni territoriali alle altre Direzioni e Amministrazioni. L'adozione del modello può essere realizzata con interventi che non alterano i sistemi esistenti, quindi con costi contenuti; i benefici derivano dai risultati che è possibile conseguire in termini di decertificazione e dematerializzazione e quindi di riduzione delle attività di carattere "certificativo" in carico alla direzione. Il processo di condivisione di un sistema si articola nei passaggi seguenti (adottabili anche in modo parallelo e non necessariamente sequenziale): Individuazione e condivisione delle anagrafi fondanti Individuazione e condivisione di eventuali fonti documentali di interesse trasversale Individuazione e condivisione di eventuali fonti territoriali Realizzazione ed esposizione di servizi specifici L integrazione con i servizi infrastrutturali di pagamento, autenticazione e cooperazione applicativa è un passaggio obbligatorio nel progetto di semplificazione regionale, e pertanto ricade nella prima fase di attuazione del modello. Di seguito descriviamo in maggior dettaglio i quattro passaggi evidenziati. Individuazione e Condivisione delle Anagrafi Se la Direzione gestisce anagrafi certificanti di interesse trasversale (definite anagrafi fondanti nel modello) esse dovranno essere individuate, documentate e condivise, mediante appositi servizi anagrafici, con altre direzioni e con altre pubbliche amministrazioni o con esterni aventi diritto. AI fini della decertificazione è fondamentale procedere all individuazione delle informazioni da esporre operando una normalizzazione dei dati sia in termini di utilizzo di formati standard per i singoli elementi esposti, che di collegamento con le altre anagrafiche fondanti attraverso identificativi univoci. Tale normalizzazione permette ai fruitori di interpretare correttamente i dati interrogati e di referenziarli rispetto ad altre anagrafiche ai fini di potenziali elaborazioni su fonti certificanti eterogenee. Altra fase fondamentale è la selezione dei dati da esporre relativi alle singole entità informative; essa si deve limitare ai soli dati certificati evitando di restituire, insieme ad essi, anche altre informazioni non aggiornate riferite alle medesime entità, che possono essere estratte in maniera più affidabile attraverso altri servizi. 51

52 Dopo aver operato una normalizzazione dei dati ed aver individuato il nucleo delle informazioni certificate da esporre attraverso un servizio di anagrafe, sarà necessario implementare un servizio di Back End per la fruizione dei dati certificanti ed eventualmente un servizio di Front End per offrire al fruitore una interfaccia utente. Nel caso in cui i servizi di Back End fossero di interesse anche per altre Amministrazioni, questi dovranno poi essere esposti attraverso le porte di dominio nelle modalità previste dalla cooperazione applicativa. Nella fase di pubblicazione dei servizi è fondamentale che gli schemi dei nuovi servizi siano compatibili con quelli delle anagrafi fondanti già pubblicate, in modo da utilizzare concetti già definiti ed ereditare dalle altre anagrafi la definizione degli attributi esistenti (se ad esempio un'anagrafe riferisce informazioni ad un indirizzo è necessario che questo sia codificato secondo lo schema definito nell'anagrafe degli immobili). Disporre di servizi certificanti conformi al modello di PA Digitale dal punto di vista dei dati trattati e delle modalità di esposizione permette alla Regione di condividere tali servizi tra diverse Amministrazioni, abilitando l attuazione di una reale decertificazione distribuita sul territorio. Individuazione e Condivisione delle fonti documentali La Delibera di Giunta n. 983 del 16 luglio 2012 stabilisce, fra l altro, che al 30 settembre 2013 tutti gli scambi documentali fra Direzioni e Servizi della RER e fra RER ed EE.LL., ASL, ARPA, avvengono in modo telematico e nel rispetto di una corretta gestione documentale digitale (Protocollo Interoperabile, PEC, etc ). Il punto di arrivo è che le Direzioni, e più in generale tutti gli Enti citati, gestiscano la propria documentazione in maniera digitale attraverso l infrastruttura documentale Doc/er, che implementa il modello Ge-Doc e rappresenta l archivio unico a cui afferisce tutta la documentazione dell archivio corrente della Regione Emilia-Romagna. Tale archivio, che grazie alle caratteristiche di Ge-Doc è completo ed aggiornato, può essere utilizzato anche per alimentare un secondo archivio documentale, contenente la documentazione ed i fascicoli inerenti cittadini ed imprese, che può essere la fonte documentale certificante per individuare entità informative documentali collegate ad un determinato soggetto (cittadino o impresa) o immobile. Questo archivio, le cui informazioni sono di interesse per i soggetti esterni alla Regione, può essere consultato in base ai diversi profili di utenza autorizzati (cittadini, imprese, professionisti, altre PA ). Condivisione delle informazioni di natura territoriale Se la Direzione produce informazioni di natura territoriale o comunque georiferibili di interesse anche esterno deve esporre sul proprio sistema informativo geografico (GIS) i servizi standard territoriali previsti dal modello Ge-IT. La disponibilità di tali servizi permette l'integrazione delle informazioni geografiche prodotte nell'ambito specifico con quelle prodotte da altre Direzioni Regionali o da altri enti che aderiscono al modello ed abilita funzioni di ricerca, analisi ed elaborazione avanzate sulle diverse fonti integrate fra loro. La condivisione delle informazioni di natura territoriale può essere fatta seguendo tre possibili percorsi: 1. La direzione rende disponibili le proprie informazioni territoriali alla infrastruttura di dati geografici regionale (attraverso l'estrazione periodica dei dati o fornendo un accesso diretto 52

53 alle proprie banche dati) corredati dei metadati necessari alla loro catalogazione e diffusione. I dati vengono alimentati e resi fruibili alle altre direzioni attraverso l'istanza di servizi territoriali installati sul nodo Regionale. 2. La direzione installa sui propri server, dove sono conservate le informazioni territoriali da condividere, i servizi territoriali a riuso e rende disponibili alla infrastruttura di dati territoriali regionale i metadati delle informazioni e dei servizi pubblicati. 3. La direzione che eventualmente si è dotata di un proprio sistema GIS pubblica, secondo le interfacce standard definite nel modello Ge_IT i servizi per la condivisione delle informazioni territoriali e rende disponibili alla infrastruttura di dati territoriali regionale i metadati delle informazioni e dei servizi pubblicati. A livello regionale il modello prevede che il catalogo di metadati sia unico in modo da garantire attraverso il portale geografico regionale un'interfaccia di ricerca e discovery dei dati territoriali disponibili, unica verso il mondo esterno Integrazione con i servizi infrastrutturali La già citata Delibera 983 stabilisce anche che, al 30 settembre 2013, tutti i servizi on line realizzati dalla Regione sono fruibili utilizzando le medesime credenziali di accesso. Tutti i sistemi espongono servizi di autenticazione federata a cui il cittadino accede con una sola credenziale. L'integrazione con i servizi infrastrutturali regionali (Federa per l'autenticazione e Payer per i pagamenti on line) è quindi obbligatoria per le direzioni regionali per rendere omogenee le fasi di autenticazione e di pagamento dei diversi servizi on-line pubblicati dalle direzioni regionali. Attraverso Federa si rende possibile l utilizzo di una unica identità digitale per l accesso ai diversi servizi on line che la Regione Emilia-Romagna mette a disposizione dei suoi cittadini ed imprese; con Payer si abilita l utilizzo di diversi metodi di pagamento su un'unica piattaforma di fruizione, rendendo di fatto possibile il pagamento di un diritto di segreteria o di qualunque pagamento in generale a completamento di un procedimento amministrativo che prevede un onere da parte del richiedente. Infine per la cooperazione applicativa la partecipazione al modello prevede l'adesione ad ICAR/ER, e quindi l'esposizione dei servizi di interesse per altre PA attraverso le porte di dominio. Realizzazione ed esposizione di servizi specifici Non tutte le informazioni ed i servizi di una direzione generale sono di interesse per l'esterno (si pensi alle informazioni ed ai servizi per gestire il ruolo dei tributi), per questa tipologia di servizi privati il modello non fissa regole stringenti, limitandosi a dire che devono il più possibile avvicinarsi alle logiche con cui sono implementati i servizi condivisi, che sono invece regolati dal modello. Qualora però si dovessero individuare servizi specifici di un particolare dominio che siano di interesse generale e si intendesse esporre questi servizi alle altre direzioni ed alle altre PA (facendoli quindi diventare servizi condivisi) è necessario rispettare i requisiti del modello e quindi gli stessi devono essere adeguati in tal senso. Gli interventi necessari saranno: 53

54 qualora un servizio si riferisca ad entità appartenenti ad un'anagrafe fondante e certificante ne deve condividere le chiavi sia dal punto di vista sintattico che da quello semantico Il servizio deve essere catalogato nel registro dei servizi e documentato secondo gli standard del modello Il servizio deve essere interfacciato (se necessario) con il sistema infrastrutturale di cooperazione applicativa. Fra i servizi specifici che una direzione generale potrà esporre verso l esterno, rivestono particolare importanza quelli necessari all integrazione di una o più fonti con il Raccoglitore (vd. Paragrafo 5.1.3): esponendo una fonte sul Raccoglitore, sarà possibile, per una direzione generale, rendere i dati ivi contenuti consultabili dalle varie tipologie di utenti abilitati (cittadini, imprese, altri utenti della PA) Utilizzazione dei servizi esposti dalle altre direzioni e dagli enti del PSR L utilizzazione di servizi anagrafici, documentali, territoriali e specifici esposti da altri ambiti arricchisce il modello della direzione che le adotta, abilita gli scenari di decertificazione sui temi specifici, ma soprattutto pone l Ente in collegamento con le altre Amministrazioni, inserendolo in un contesto più ampio di PA interconnessa e cooperante. La scelta dei servizi di interesse attiene specificatamente alla singola direzione, ai procedimenti da essa trattati ed al grado di informatizzazione della stessa. È importante sottolineare come tale approccio sia alla base del processo di decertificazione, che oltre essere un vincolo normativo a cui le Amministrazioni devono adeguarsi, rappresenta anche la base fondante per una maggiore efficienza della macchina pubblica. Attraverso servizi cooperanti su anagrafi e dati certificati, l Amministrazione ha accesso immediato ad informazioni sempre aggiornate, disponibili, con la garanzia di un ciclo di vita dei dati anch esso certificato. Per tutte queste ragioni l utilizzo dei servizi di anagrafe (che potremmo definire certificanti) esposti da altre Amministrazioni permette alla singola Direzione di interrogare direttamente le anagrafi certificanti dalle proprie applicazioni, riducendo notevolmente i tempi di ricezione delle informazioni e annullando di fatto gli errori e le inefficienze risultanti da un trattamento manuale delle stesse. E questo uno dei principali obiettivi della normativa in tema di decertificazione, sia nelle diverse fasi di un procedimento che per evitare che le informazioni vengano richieste direttamente al cittadino o all impresa (se non necessario). Per le direzioni hanno notevole importanza anche i servizi privati certificanti che, sebbene non condivisi con le altre PA, rivestono comunque carattere decertificante per tutti i processi interni alla Regione e possono quindi essere interrogati come dati certificati all interno della Regione stessa. Attraverso tali servizi si rende disponibile alle direzioni un importante patrimonio informativo certificante, interrogabile da parte di tutti i processi e i procedimenti interni che nelle diverse fasi hanno necessità di fruire di questi dati. Date le significative possibilità che un tale approccio può aprire all Ente, si ritiene comunque opportuno individuare le fonti condivise di interesse, anche se inizialmente queste non dovessero risultare accessibili (ad esempio banalmente per l assenza di porte di dominio). 54

55 All interno del Progetto Sistema a Rete per gli Enti Locali, sono già state individuate 4 anagrafi fondanti e certificanti accessibili da parte di altre Amministrazioni; esse sono: anagrafe della popolazione, anagrafe delle imprese, anagrafe degli immobili, database topografico. Per un maggiore dettaglio su queste anagrafi e sui relativi servizi disponibili si veda l allegato Catalogo Servizi PSR del presente documento. In particolare per quanto concerne l anagrafe delle imprese, la già citata Delibera 983 stabilisce che, al 30 settembre 2013, tutte le applicazioni ed i servizi che trattano dati anagrafici delle imprese accedono all anagrafe delle imprese (sistema Parix). Il dato dell impresa non può più essere richiesto ed imputato Completamento della compliance rispetto al modello L'adozione del modello può portare vantaggi significativi; essa come detto può avvenire gradualmente, avendo solo come obiettivo finale quello della piena compliance. Questo processo incrementale prevede alcuni interventi tecnologici in base allo specifico sistema informativo ed agli utenti fruitori: per le applicazioni che gestiscono dati certificanti, ove questo non sia già disponibile, bisognerà esporre i servizi certificanti di Back End con l utilizzo di dati già normalizzati; per i servizi on line bisognerà adeguare l identificazione degli utenti esterni utilizzando credenziali Federa, o eventualmente verificando la possibilità di federare il proprio sistema di autenticazione; per le applicazioni che trattano imprese bisognerà interrogare l anagrafe delle imprese per ottenere i dati della stessa; per le applicazioni che gestiscono documenti digitali bisognerà prevedere un adeguamento al il modello regionale di gestione documentale Ge-Doc; per le applicazioni che gestiscono dati territoriali bisognerà adeguare tali sistemi per una integrazione con il modello regionale di gestione del dato territoriale Ge-It. Grazie all emanazione di linee guida regionali specifiche per la gestione documentale, in seguito all adozione del modello di PA Digitale e quindi di Ge-Doc da parte di tutti i sistemi che trattano documenti digitali, gli interventi tecnologici non rappresenteranno un problema per tutte le nuove applicazioni. Diverso è l impatto sui sistemi esistenti, soprattutto per quelli di interesse trasversale ma basati su architetture chiuse e monolitiche; essi necessiterebbero di un intervento radicale di rifacimento che adotti il modello fin dalla fase iniziale di riprogettazione. Bisogna sottolineare infine che il modello porta con se, oltre ad un'architettura di riferimento comune, anche un insieme consistente di componenti informatiche già realizzate e riusabili; ciò potrebbe consentire la riprogettazione ed il rifacimento di sistemi esistenti (soprattutto i più vecchi) con investimenti economicamente più sostenibili. 55

56 6.2 La declinazione del modello per gli enti locali nel Progetto Sistema a Rete Come detto per gli Enti Locali coinvolti nel PSR si possono dettagliare gran parte degli aspetti riguardanti il modello sopra descritto e, fermo restando la possibilità di estendere/evolvere il catalogo stesso, l architettura complessiva può essere definita con sufficiente completezza. Nei paragrafi seguenti saranno quindi elencati nel contesto del PSR le componenti fondamentali del modello: anagrafi fondanti, servizi back end e servizi di front end. Una trattazione approfondita di tali componenti verrà data nell allegato Catalogo Servizi PSR. Anche per gli enti locali del PSR vale il carattere incrementale del modello, che ne consente l attuazione individuando man mano nuovi dati certificati da esporre attraverso servizi specifici, con il supporto dei diversi servizi infrastrutturali previsti nel modello. Verrà inoltre descritto il processo di qualificazione dei prodotti software in Emilia-Romagna, attraverso il quale si vuole favorire la realizzazione di un architettura cooperativa fra gli Enti. Anche per gli Enti locali, le azioni da compiere sono: condivisione dei propri sistemi informativi secondo le logiche del modello utilizzazione dei servizi esposti dalla Regione ed utilizzo dei servizi di front-end del catalogo PSR ed integrazione con i servizi infrastrutturali condivisi completamento della compliance rispetto al modello Le Condivisione dei propri sistemi informativi secondo le logiche del modello Come già detto, il processo di condivisione di un sistema si articola nei passaggi seguenti: Individuazione e condivisione delle anagrafi fondanti Individuazione e condivisione di eventuali fonti documentali di interesse trasversale Individuazione e condivisione di eventuali fonti territoriali Realizzazione ed esposizione di servizi specifici Le anagrafi fondanti identificate e per le quali sono già resi disponibili strumenti all interno del contesto del PSR sono le seguenti: Anagrafe della Popolazione Anagrafe Comunale degli Immobili (ACI) L Anagrafe della Popolazione e l Anagrafe Comunale degli Immobili, sono costruite a livello comunale partendo dai dati governati da diversi settori dell Ente. Oltre alle anagrafi sopra elencate, è disponibile anche una banca dati di secondo livello, l Anagrafe Comunale dei Soggetti, Oggetti e Relazioni (ACSOR), ottenuta mediante l integrazione di diverse banche dati, tra le quali le due suddette. 56

57 Per gli Enti locali quindi il primo passaggio è quello di implementare correttamente queste tre anagrafi e renderne disponibili i servizi, già realizzati, agli altri enti del territorio, per ACI esponendo i servizi disponibili, per l Anagrafe della Popolazione, integrando il sistema di backoffice con la soluzione ANA-CNER. Inoltre, i servizi di anagrafe descritti, necessitano per la loro esposizione dell attivazione delle porte di dominio e quindi l adesione a ICAR/ER e la configurazione dei relativi servizi. A supporto dell attività di creazione di tali anagrafi, la Regione ha predisposto il processo di qualificazione delle soluzioni software sopra citato, attraverso il quale si vuole favorire l adozione da parte dei Comuni di applicativi software per la gestione dei dati di partenza, in grado di fornire i dati nel formato utile al popolamento delle Anagrafi Fondanti. Maggiori dettagli sul processo di qualificazioni sono forniti nel paragrafo Per una descrizione più dettagliata delle Anagrafi Fondanti si veda l allegato Catalogo Servizi PSR. Per quello che riguarda le fonti documentali, la regione Emilia-Romagna mette a disposizione degli enti l infrastruttura documentale Doc/er, che implementa il modello Ge-Doc e rappresenta l archivio unico a cui afferisce tutta la documentazione dell archivio corrente dell ente. In questo caso quindi, l attività principale è l implementazione del sistema documentale nell ente e la sua integrazione con i principali software specifici di gestione documentale (a partire dal sistema di protocollo e dei verticali di registro). Tale archivio, può essere utilizzato anche per alimentare un secondo archivio documentale, che è finalizzato alla pubblicazione tramite strumenti evoluti quale il Raccoglitore, contenente la documentazione ed i fascicoli inerenti cittadini, imprese, immobili ed ogni altra entità che si desidera esporre, che può essere la fonte documentale certificante per individuare entità informative documentali collegate ad un determinato soggetto (cittadino o impresa) o immobile. Questo archivio, le cui informazioni sono di interesse per i soggetti esterni all ente stesso, quali per es. le forze dell ordine, può essere consultato in base ai diversi profili di utenza autorizzati (cittadini, imprese, professionisti, altre PPAA ). Per quanto riguarda la condivisione delle informazioni territoriali, ogni ente, soprattutto Comune, è titolare di informazioni georiferibili e di interesse anche trasversale di altre PPAA. Il Comune dovrà accedere e utilizzare le informazioni geografiche prodotte e gestite dalla Regione attraverso i servizi descritti nel modello Ge-IT, potrà comporre ed inoltrare alla Regione proposte di aggiornamento del Database Topografico Regionale utilizzando i servizi di aggiornamento previsti dal modello Ge-It. Gli enti locali, i comuni in modo particolare, sono produttori di informazioni geografiche di interesse trasversale, per assicurare la condivisione è necessario che i dati vengano pubblicati sulla rete Lepida utilizzando servizi standard ISO (descritti nel modello). E sempre possibile per un ente identificare ed esporre una nuova anagrafe ed i relativi servizi, che verranno quindi aggiunti nel Catalogo regionale dei Servizi. A tal fine sono in corso di predisposizione delle Linee Guida per la creazione e il mantenimento di nuove anagrafi Utilizzazione dei servizi esposti dalla Regione, utilizzo dei servizi di front-end del catalogo PSR e adozione servizi infrastrutturali Per quanto riguarda l utilizzazione dei servizi di anagrafe esposti dalla Regione Emilia-Romagna, nell ambito PSR, i primi servizi utilizzabili dagli enti sono: 57

58 - L Anagrafe delle Imprese - Il Database Topografico Regionale (DBTR) L anagrafe delle imprese, è costituita dal Registro delle Imprese che a livello regionale è replicato nell archivio chiamato Parix. Gli enti possono accedere a questa replica facendo richiesta di opportune credenziali alla Regione. Non sarà quindi necessario installare nulla a livello di ente locale, bensì sarà necessario qualificare per questa soluzione le applicazioni di frontoffice e backoffice interessate, le prime per esempio, per consentire meccanismi di precompilazione delle istanze, i secondi per la verifica e importazione delle informazioni aggiornate sull impresa, o per il recupero delle informazioni relative al domicilio elettronico dell impresa (PEC). Per quanto riguarda il Database Topografico Regionale (DBTR) esiste un unica istanza regionale. In questo caso, l ente locale, può utilizzare i servizi esposti da questa anagrafe, per esempio nell ambito di un front-end, per esporre servizi di visualizzazione di indirizzi o di immobili o altri oggetti, o di riferimenti geografici in mappa con la possibilità di effettuare ricerche o di eseguire selezioni in modo interattivo. L elenco dei servizi disponibili è descritto nel Modello GeIT allegato al documento. L'integrazione con i servizi infrastrutturali regionali (Federa per l'autenticazione e Payer per i pagamenti on line) è consigliata agli enti del PSR per rendere omogenee le fasi di autenticazione e di pagamento dei diversi servizi on-line pubblicati dagli enti stessi. Attraverso Federa si rende possibile l utilizzo di una unica identità digitale per l accesso ai diversi servizi on line che la Regione Emilia-Romagna mette a disposizione dei suoi cittadini ed imprese; con Payer si abilita l utilizzo di diversi metodi di pagamento su un'unica piattaforma di fruizione, rendendo di fatto possibile il pagamento di un diritto di segreteria o di qualunque pagamento in generale a completamento di un procedimento amministrativo che prevede un onere da parte del richiedente. Per i servizi online disponibili nel PSR descritti di seguito, tali integrazioni sono già disponibili, e devono solo essere attivate. Per quanto riguarda invece i servizi online proprietari dell ente, si tratta di procedere alla qualificazione dei sistemi suddetti secondo le specifiche dei due servizi infrastrutturali (si veda documentazione tecnica allegata al modello). Nel PSR grande importanza rivestono i servizi di front end. In questo contesto è stato infatti definito un catalogo di servizi a riuso che, interagendo con i servizi di back end esposti dai backoffice e, di conseguenza, con le varie banche dati, rendono disponibili una serie di funzionalità agli utenti finali, siano essi cittadini, professionisti o addetti delle varie pubbliche amministrazioni procedenti. I servizi di front end a riuso disponibili nel PSR sono meglio dettagliati all interno dell allegato Catalogo Servizi PSR. Segue un elenco dei servizi in questione: Servizi Demografici on-line: si basano sul framework people, installato a livello locale o provinciale. Mettono a disposizione del cittadino una serie di funzionalità tra cui, consultazione di dati anagrafici e di stato civile, autocertificazione e rilascio certificati con il timbro digitale, ecc.; 58

59 Servizi Tributari e Catastali: si basano sul framework people installato a livello provinciale. consentono ai cittadini di espletare online le pratiche relative ai tributi IMU e Tarsu, nonché di effettuare una visura dei propri dati catastali; Servizio Autorizzazioni e Concessioni: si basa sul framework people e consente l inoltro di istanze autorizzatorie e non, da parte di cittadini, imprese o intermediari ad un determinato Ente; la soluzione è stata verticalizzata per le pratiche Suap e dell OSAP provinciale; è installato su nodo regionale SUAPER presso Lepida o su nodi locali e provinciali. Servizi Territoriali: forniscono a cittadini e professionisti l accesso a dati territoriali come ad esempio la richiesta del Certificato di Destinazione Urbanistica; Servizi Rilfedeur: fornisce ai cittadini un punto di accesso per l inoltro di segnalazioni riferite al territorio ma non solo, e consente di seguire lo stato di avanzamento della segnalazione; Servizi di Pagamento: permettono al cittadino o all impresa di regolare online determinati rapporti debitori con l Ente. Ad eccezione del servizio Autorizzazioni e Concessioni e parzialmente dei Servizi di Pagamento, per poter essere dispiegate, queste soluzioni necessitano pertanto di un sistema di backoffice che eroghi i corrispondenti servizi di back-end. In quest ottica entra in gioco il processo di qualificazione delle soluzioni software messo a disposizione dalla Regione. Gli Enti sono incoraggiati ad adottare soluzioni software di back office in grado di interagire e alimentare i servizi di Front End: a tale scopo, i fornitori potranno adeguare le loro soluzioni software utilizzando le specifiche di conformità definite a livello regionale. Per quanto riguarda la soluzione Rilfedeur, essa stessa è composta da una componente di front-end e da una componente di back-end per la gestione delle segnalazioni, e non richiede pertanto l integrazione (e quindi la qualificazione) con altre soluzioni di terze parti. Tali strumenti di backoffice, dovranno essere compatibili (e quindi qualificati) al sistema di gestione documentale Doc/er nel caso in cui gestiscano documentazione dematerializzata, sia che si tratti di documentazione in entrata o in uscita (che quindi necessita di essere protocollata), sia che si tratti di documentazione interna che deve essere conservata per esigenze di storicizzazione dell azione amministrativa effettuata. Per tre delle tipologie di sistemi verticali suddetti, ovvero Demografici, Suap e Tributari, sono stati definiti gli schemi complessivi di adeguamento, che descrivono sia la realizzazione dei servizi di backend necessari all interfacciamento con i servizi di front-end ed anagrafi a riuso in ambito PSR, sia con i servizi infrastrutturali ad essi pertinenti (vedi allegati Percorsi di qualificazione ) Completamento della compliance rispetto al modello Il completamento della compliance rispetto al modello prevede due tipologie di intervento: Messa a disposizione delle fonti realizzate agli strumenti di ricerca evoluti Adeguamento dei sistemi di front-end e back-office presenti nell ente e non a catalogo PSR 59

60 Per quanto riguarda il primo punto, gli strumenti di ricerca evoluti, quale il Raccoglitore, consentono di esporre al cittadino in una modalità unica semplificata ed integrata di accesso ad una molteplicità di informazioni provenienti da fonti eterogenee, senza che il cittadino debba conoscere in anticipo la banca dati o il servizio di provenienza dell informazione. I servizi di back-end relativi alle anagrafi fondanti descritte al paragrafo sono nativamente integrate con il Raccoglitore, così come la fonte documentale Doc/er, pertanto è necessaria solo l attivazione delle componenti. Per quanto riguarda invece, i servizi di back-office, questi servizi necessitano di un adeguamento per l esposizione delle entità ed essere quindi indicizzate all interno dell indice del Raccoglitore. Per questa attività è previsto il processo di qualificazione descritto al paragrafo In ultimo, l attività di completamento della compliance al modello prevede l adeguamento dei sistemi di front-end e back-end che non appartengono al catalogo PSR ma sono in uso presso l ente. Per progettare ed eseguire questa attività, è possibile ispirarsi ai già citati Percorsi di qualificazione dei tre ambiti Demografici, Suap e Tributari (disponibili tra gli allegati del Modello). Le attività da prevedere riguardano i seguenti macro aspetti: - Disaccoppiamento delle funzioni di front-end e delle funzioni di back-end, in modo da poter sostituire o aggiornare uno dei due sistemi in modo indipendente dall altro - Per i sistemi di front-end: o o o o o Utilizzo dei servizi infrastrutturali, quali Federa, Payer e ICAR/ER Utilizzo dei servizi di anagrafe disponibili propri o esposti da altre PPAA (per es. ai fini della compilazione facilitata delle informazioni da parte del cittadino) Utilizzo dei servizi territoriali propri o esposti da Regione Utilizzo dei servizi documentali esposti dalla piattaforma documentale Doc/er Utilizzo dei servizi di back-end specifici necessari, quali servizi di inoltro istanze e servizi di consultazione e visura - Per i sistemi di back-end: o o o o Messa a disposizione dei necessari servizi di back-end per inoltro richieste e servizi di consultazione e visura da parte dei front-end Utilizzo dei servizi di anagrafe disponibili, sia regionali che locali, sia in consultazione che in aggiornamento (secondo la competenza) Utilizzo dei servizi infrastrutturali, quali Federa, Payer e ICAR/ER Utilizzo dei servizi documentali Doc/er 60

61 o Utilizzo dei servizi territoriali propri o esposti da Regione Figura 15 Declinazione del modello integrato per gli EE.LL. del PSR Il processo di qualificazione dei prodotti software in Emilia-Romagna Nell ambito delle attività della Community Network Emilia-Romagna, per favorire la realizzazione di un architettura cooperativa fra gli Enti, è stato definito un processo di qualificazione dei prodotti software rispetto ad un insieme di specifiche di conformità definite a livello regionale. Per qualificazione, si intende l attestazione che una determinata soluzione, in una specifica versione e rilascio, rispetti una delle specifiche di conformità definite nell ambito della Community Network dell Emilia-Romagna: l oggetto di qualificazione è pertanto la tripla ordinata composta da soluzione, versione, specifiche di conformità. La qualificazione viene rilasciata, sospesa o revocata da Regione Emilia-Romagna. L accesso al servizio è previsto per tutti i fornitori che ne facciano richiesta e che siano proprietari di prodotti software rivolti agli Enti Locali. 61

62 Il servizio di qualificazione è stato introdotto con l obiettivo di incentivare la diffusione e l integrazione delle soluzioni a riuso, nonché per abilitare la realizzazione, il mantenimento, e la gestione di importanti anagrafi e banche dati di interesse regionale. A tal fine, diviene fondamentale che i prodotti software implementino la possibilità di interagire con altre soluzioni e ciò può avvenire solo a fronte della condivisione delle specifiche tecniche di interfacciamento e su un sistema organizzato capace di garantire la verifica del rispetto di tali specifiche. Le specifiche di conformità sono identificate e/o definite dalla Regione Emilia-Romagna sulla base di: norme e specifiche nazionali e regionali di riferimento sull Information Technology; integrazione con servizi infrastrutturali regionali; integrazione con le soluzioni a riuso a disposizione nell ambito della Community Network Emilia-Romagna. Sono inoltre definite da Regione Emilia-Romagna, nei medesimi ambiti, raccomandazioni e linee guida di riferimento per il soddisfacimento di aspetti trasversali come, ad esempio, sicurezza ed accessibilità. Il processo di qualificazione ha un ruolo strategico all interno della declinazione del Modello di PA Digitale per gli enti locali: aderendo a tale iniziativa e soddisfacendo determinate specifiche di conformità regionali i fornitori di soluzioni di back office realizzeranno i servizi di Back end necessari all integrazione con i servizi di Front end descritti nei paragrafi precedenti, contribuendo alla diffusione dei servizi di Front end stessi sul territorio regionale. 6.3 La declinazione del modello in altri contesti Il modello può essere adottato anche in contesti diversi da quello degli enti locali del PSR e delle direzioni regionali, con l'obiettivo di aprire e rendere interoperabili fra loro tutte le pubbliche amministrazioni della regione. In modo analogo a quanto descritto per le direzioni regionali, anche in questi contesti si possono prefigurare le diverse modalità di declinazione descritte in precedenza: condivisione dei propri sistemi secondo le logiche del modello ed integrazione con i servizi infrastrutturali condivisi utilizzazione dei servizi esposti dagli enti aderenti completamento della compliance al modello Gli enti appartenenti ad altri contesti potranno valutare i vantaggi derivanti dall adozione del modello e, su tale base, individuare un percorso di adozione con priorità definite sulla base di vantaggi attesi Condivisione dei propri sistemi informativi secondo le logiche del modello Questa modalità si pone l'obiettivo di rendere accessibili le proprie anagrafi, i propri documenti e le proprie informazioni territoriali alle altre amministrazioni e di integrarsi con i sistemi infrastrutturali 62

63 regionali (autenticazione, pagamenti, cooperazione applicativa). La condivisione porta il vantaggio della decertificazione e dematerializzazione portando importanti risparmi alla pubblica amministrazione che si apre. Il processo di adozione del modello si articola nei passaggi seguenti: condivisione delle anagrafi condivisione di eventuali fonti documentali condivisione di eventuali fonti territoriali integrazione con i servizi infrastrutturali di pagamento, autenticazione e cooperazione applicativa esposizione di servizi specifici Condivisione delle Anagrafi Se l'ambito preso in esame gestisce anagrafi di interesse generale possono essere documentate e condivise, mediante appositi servizi anagrafici, alle altre pubbliche amministrazioni. Condivisione delle fonti documentali Se l'ambito preso in esame gestisce documenti dematerializzati e vuole renderli accessibili alle altre PA o cittadini e imprese può estrarre queste informazioni dal modello Ge-Doc e, in tal caso, potrà adottare l'architettura Doc/er, che consente di popolare un archivio di secondo livello con le entità informative documentali da rendere disponibili al mondo esterno attraverso un'interfaccia standard. Condivisione delle informazioni di natura territoriale Se l'ambito preso in esame produce informazioni di natura territoriale di interesse anche per il mondo esterno e li vuole pubblicare secondo quanto previsto dal modello è necessario che sul proprio sistema informativo geografico (GIS) vengano esposti i servizi standard territoriali previsti dal modello Ge-IT. Tale pubblicazione può essere fatta seguendo due possibili percorsi: 1. Riusando i servizi 2. Pubblicando servizi che siano conformi alle interfacce standard definite in Ge-IT. Integrazione con i servizi infrastrutturali L'integrazione con i servizi infrastrutturali regionali (Federa per l'autenticazione e Payer per i pagamenti on line) non è obbligatoria ma fortemente consigliata per rendere omogenee le fasi di autenticazione e di pagamento dei diversi servizi on-line pubblicati dagli enti della regione. Infine per la cooperazione applicativa la partecipazione al modello prevede l'adesione ad ICAR/ER e quindi l'esposizione dei servizi di interesse di altre PA attraverso le porte di dominio. Esposizione di servizi specifici Se nell'ambito del proprio domino l'ente dispone di informazioni e servizi di natura specifica ma ritiene che questi possano essere di interesse, l'ente può in linea con le specifiche del modello, catalogarli e pubblicarli. 63

64 Anche in questa declinazione del modello, fra i servizi specifici che ogni ente potrà realizzare, ci sono quelli necessari all esposizione delle proprie fonti su Raccoglitore, al fine di renderle consultabile alle diverse tipologie di utenti Utilizzazione dei servizi esposti dagli enti del PSR L utilizzazione di servizi anagrafici, documentali, territoriali e specifici esposti dagli enti del PSR, dalle direzioni regionali da parte di altri ambiti arricchisce il modello dell Ente che le adotta, abilita gli scenari di decertificazione sui temi specifici, ma soprattutto pone l Ente in collegamento con le altre Amministrazioni, inserendolo in un contesto più ampio di PA interconnessa e cooperante. Di seguito è rappresentata l architettura che implementa il modello limitatamente ai servizi e dati che costituiscono il nucleo minimo in regione Emilia-Romagna; essa va definita nel dettaglio dalla singola realtà che la adotta, contribuendo così in maniera incrementale ad arricchire i cataloghi delle anagrafi e dei servizi disponibili a livello regionale. Figura 16 Declinazione del modello integrato in altri contesti 64

65 6.3.3 Adozione totale del modello Nel caso di rifacimenti di sistemi o realizzazione di sistemi ex novo l'adozione del modello comporta risparmi nei costi di progettazione e costruzione dei sistemi perché si possono riusare le componenti disponibili e, l'adozione del modello, integra l'ente nel sistema di semplificazione complessivo della regione. 65

66 7 Il Modello e la Smart Community: uno sguardo al futuro La Smart Community è una comunità che si fonda su una forte interconnessione basata su un continuo scambio di informazioni fra i diversi attori (pubblica amministrazione, multi utilities, società di trasporti, associazioni, cittadini, imprese, università, protezione civile, professionisti) che interagendo ne determinano il funzionamento. Il modello integrato è piattaforma abilitante in quanto offre servizi, anagrafi di riferimento sempre aggiornate e di qualità e un sistema di interconnessione fra le diverse pubbliche amministrazioni sul quale si fondano le future applicazioni per la Smart Community. Il modello di condivisione delle anagrafi fondanti e dei loro sistemi di chiavi ed identificativi crea la base di conoscenza comune ed omogenea del territorio e di ciò che vi insiste con una estensione che va al di la dei confini della singola città, tale estensione mette in condizione il sistema pubblico e privato di poter realizzare sistemi di gestione della città nella sua forma reale, sistemi che mettendo in correlazione informazioni provenienti anche dal mondo privato e dai sistemi di sensori con quelle provenienti dalle anagrafi e dai servizi territoriali, possono affrontare temi anche molto complessi legati alla sicurezza, al risparmio energetico ed in generale al benessere della popolazione e così via. Il processo di semplificazione in atto fa sicuramente parte del processo di creazione della Smart Community nella quale la pubblica amministrazione diventa leggera per il cittadino e l'impresa senza rinunciare ai propri compiti di istituto di governo e di controllo, la circolarità delle informazioni anagrafiche ed una conoscenza sempre aggiornata del territorio permette all'impresa ed al cittadino di concentrare l'interazione con la pubblica amministrazione sul merito delle questioni annullando il tempo e lo sforzo necessario per recuperare quello che l'amministrazione già conosce. Il modello di PA digitale che si sta consolidando a livello internazionale fa leva sulla standardizzazione di Open Services e Open Data visti sia come mezzo per l integrazione interna fra le diverse della PA che come elemento abilitante per la realizzazione di applicazioni innovative per la Smart Community che ci si aspetta verranno realizzate principalmente dal mondo privato. Il modello integrato introduce standardizzazione e uniformità dei servizi che in parte potranno essere aperti al pubblico come Open Services abilitando in questo modo la realizzazione di APP che integrando nei servizi esposti dalla PA informazioni provenienti dal settore privato rispondono alle specifiche esigenze del singolo attore. 66

67 Previsione della propagazione di un incendio Analisi degli effetti di una esondazione Urbanistica partecipata Risparmio su riscaldamento e raffreddamento Gestione degli eventi atmosferici Smart Parking Previsione di produzione di energia da rinnovabili Ricerca evasione InfoTraffico Figura 17 - La diffusione del modello abilita la costruzione delle APP per la Smart Community 67

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