C i t t à d i B a c o l i (Prov. di Napoli)

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1 COPIA C i t t à d i B a c o l i (Prov. di Napoli) SETTORE II Prot. n. 734 del DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE n. 13 del OGGETTO : Mozione a firma del consigliere MAROTTA Vincenzo + 2 acquisita al Verbale della seduta di Consiglio Comunale del L anno DUEMILAUNDICI il giorno 28 del mese di MARZO alle ore 17,30 presso la sala Ostrichina del compendio Vanvitelliano del Fusaro ; Convocato per determinazione del Presidente con appositi avvisi prot del notificati in tempo utile a mezzo del messo, si è riunito il Consiglio comunale in seduta ORD. di I convocazione. All adunanza risultano presenti : CONSIGLIERI Pres. Ass. CONSIGLIERI Pres. Ass. 1)SCHIANO Ermanno (Sindaco) SI 12)MACILLO Francesco SI 2)LARINGE Giuseppe SI 13)CASTALDO Nicola SI 3)CARANNANTE Antonio SI 14)MANCINO Ciro Pasquale SI 4)CARANNANTE Luigi SI 15)SCHIAVO Adele SI 5)DELLA RAGIONE Luigi SI 16)ILLIANO Salvatore SI 6)SAVOIA Aniello SI 17)RODRIQUEZ Maria SI 7)SCOTTO DI CARLO Simone SI 18)ILLIANO Domenico Luigi SI 8)GRANDE Salvatore SI 19)SCHIANO Porfirio SI 9)ESPOSITO Giuseppe SI 20)DELLA RAGIONE Gerardo SI Josi 10)SCOTTO DI VETTA Aldo SI 21)MAROTTA Vincenzo SI 11)GIAMPAOLO Carlo SI Presiede la riunione il Presidente del Consiglio Comunale Aniello SAVOIA e partecipa il Vice Segretario Generale dr. Pedaci Vincenzo. Constatata la legalità della riunione, il presidente inizia la trattazione dell argomento in oggetto Il Responsabile del Servizio ========= esprime ai sensi dell art.49, comma 1, D.lgs , n.267, il seguente parere di regolarità tecnica in ordine alla suddetta proposta: ============== IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO Bacoli, li. ==================== Il Responsabile del Servizio =========== ai sensi dell art. 49, comma 1, D.lgs , n.267,il seguente parere di regolarità contabile in ordine alla suddetta proposta: ============== IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO FINANZIARIO Bacoli, li ===================== Impegno contabile assunto ai sensi dell art. 153, comma 5, D.lgs , n. 267 : Cap. Bilancio IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO FINANZIARIO Bacoli, li ======================

2 La presente proposta di deliberazione viene approvata dal Consiglio Comunale con l apposizione a tergo della firma del Presidente e del Segretario Generale. Si dà atto che in precedenza sono entrati i consiglieri CARANNANTE Luigi e MANCINO ed è uscito il consigliere GRANDE. Il Presidente introduce il punto 8 all ordine del giorno ad oggetto: Mozione a firma del consigliere MAROTTA + 2 acquisita al verbale della seduta di Consiglio Comunale del concernente: - a) modifica artt. 12 e 16 del Regolamento del Consiglio e delle Commissioni Consiliari a ratifica del diritto dei consiglieri di minoranza eletti singolarmente a partecipare alle Commissioni Consiliari; - b)istituzione, per la durata di anni 1 ( uno ), di una Commissione Consiliare promotrice del miglioramento di efficienza dei pubblici uffici; - c)individuazione delle risorse interne e delle procedure atte alla formulazione di appositi Accordi di Programma tematici, utili alla realizzazione degli obiettivi prefissati ai sensi della L.R. n. 16 e cede la parola al consigliere DELLA RAGIONE Josi Gerardo per introdurre la discussione. Interviene il consigliere DELLA RAGIONE Josi Gerardo sottolineando che quella in discussione è una richiesta vecchia di 7 8 mesi essendo stata protocollata il , mai affrontata né in Consiglio Comunale né dalla I Commissione Consiliare che doveva trattare l argomento. Precisa che, in ordine al punto a a seguito di uno studio fatto si evince quanto segue dal testo Ordinamento Comunale di Vittorio Italia, Entico Maggiora ed Antonio Romano: In ordine alla composizione delle commissioni consiliari permanenti la legge pone due condizioni irrinunciabili 1) devono essere composte da soli consiglieri comunali come accade al comune di Bacoli 2) debbono rispecchiare in modo proporzionale la composizione del consiglio quest'ultima condizione è soddisfatta allorquando si abbia la presenza in ogni commissione di ciascun gruppo presente in consiglio in modo che se una lista è rappresentata da un solo consigliere questi deve essere presente in tutte le commissioni permanenti costituite - la sentenza del TAR della Lombardia del 4 luglio 1992 E da escludere che il criterio proporzionale ai sensi del quali vanno formate le commissioni possa essere calcolato globalmente e non per singola commissione. Afferma che sul tema si è sostenuto che la mancanza di chiarimenti su tali questioni è dovuta ad una mancanza del Ministero dell Interno. Quindi, porta a conoscenza dell assise consiliare il dettato di un articolo del quotidiano ITALIA OGGI del sul criterio da adottare per individuare in modo corretto la componente della minoranza nelle Commissioni Consiliari Permanenti nel caso in cui la minoranza è formata da gruppi diversi uno dei quali numericamente maggiore. La risposta, continua, che viene data è : Nella composizione di queste commissioni il legislatore statale ha posto con l'unico limite il rispetto del criterio proporzionale - ciò significa che la composizione delle commissioni deve corrispondere a quella dei gruppi consiliari in consiglio in modo che in ciascuna di esse sia riprodotto il peso numerico e di voto che ogni forza politica ha nel consiglio. continua - si rende obbligatoria in commissione la presenza di tutti i gruppi consiliari anche di quelli composti in ipotesi da un solo consigliere. Cita ancora una risposta dell Osservatorio del Viminale secondo cui l indirizzo giurisdizionale relativo al criterio proporzionale può dirsi rispettato solo se in ogni Commissione ogni lista/gruppo è legittimamente rappresentato anche da un solo consigliere. Sul tema, continua il consigliere, egli stesso, insieme ai consiglieri SCHIAVO e MAROTTA hanno consultato i Regolamenti di vari Comuni. Cita i Comuni di Cento, Monte di Procida, Torino, dai quali ha individuato tutta una serie di norme riferite alle Commissioni, adottate da questi Comuni e di cui fu data notizia sia al Sindaco che al Segretario Generale. Mai fatto nulla.

3 2 Propone, in base a quanto precedentemente dallo stesso affermato, due modifiche: - la modifica dell art. 12 del Regolamento del Consiglio e delle Commissioni Consiliari sostituendo : per costituire un gruppo consiliare occorre un numero minimo di due consiglieri - i consiglieri singoli possono formare un gruppo misto o confluire in gruppi consiliari già costituiti con ciascun gruppo consiliare è costituito da almeno due consiglieri.può anche esserlo di uno qualora lo stesso risulti essere l'unico eletto di lista che ha partecipato alla consultazione elettorale comunale - i consiglieri singoli che non dichiarino la propria adesione a nessuno dei gruppi consiliari costituiti senza aderire ad un gruppo costituito formano un gruppo misto Qualora invece dissentano da un medesimo gruppo almeno due consiglieri i medesimi possono formare un gruppo autonomo ; - la modifica dell art. 16 prevedendo che la composizione della Commissione Consiliare sia determinata dal Consiglio Comunale tenendo presente della consistenza numerica dei gruppi garantendone la rappresentanza proporzionale assicurando, in ogni caso, la presenza di n. 1 consigliere per gruppo. Propone ancora che la rappresentanza proporzionale sia assicurata rispettando alcuni criteri quali: 1) i rappresentanti del gruppo consiliare è portatore di un numero di voti equivalente a quello dei consiglieri comunali che costituiscono il gruppo di appartenenza ad esempio il voto mio o del consigliere MAROTTA andrebbe a valere un 21º quello di un consigliere del PD sei 20º ; 2) qualora un gruppo sia presente all'interno di una commissione con più membri effettivi ciascuno di essi rappresenta una percentuale dei componenti del gruppo consiliare di appartenenza, tipo se ce ne sono due del PD non rappresentano ovviamente sei 20º ma tre 20º e tre 20º - in nessun caso i membri presenti assommano in sé anche i voti dei membri assenti dello stesso gruppo. Quindi, facendo proprio tutto quanto affermato il criterio proporzionale sarebbe garantito,in pratica, quelle norme comunque già presenti nel Testi Unici degli EE.LL. secondo quanto comunque già accertato sia dal Segretario Generale che dai funzionari della Segreteria Generale. Pertanto le Commissioni Consiliari rappresenterebbero l intero Consiglio Comunale e la loro effettuazione sarebbe un vero e proprio pre-consiglio cosa questa che garantirebbe a tutti di essere ascoltati. Questa ritiene che sia una proposta per uno dei tre quesiti posti dalla mozione. Chiede ed ottiene la parola il consigliere MAROTTA Vincenzo il quale ritiene che l argomento di che trattasi si possa racchiudere sul concetto di una volontà di partecipazione. Più volte tale discorso è stato affrontato anche in maniera piuttosto animata ma le porte sono state sempre chiuse a qualsiasi spiraglio di discussione. D altra parte contrariamente a ciò sottolinea il concetto che il criterio della proporzionalità è previsto dal Testo Unico degli EE.LL. Pertanto ritiene che né lo Statuto né il Regolamento del Consiglio e delle Commissioni Consiliari hanno rispettato il T.U.E.L. appunto perché non hanno rispettato il criterio di proporzionalità. Pensa che quella che si sta facendo sia una questione di lana caprina e che si tratti, in realtà, di un suggerimento per il recepimento di un istanza di partecipazione sulla qual cosa, ritiene, che ci si stia solo dilungando. Interviene il consigliere SCOTTO DI CARLO Simone il quale precisa che tale questione è stata dibattuta pochi giorni prima anche nella conferenza dei capigruppo. Al di là di quella che può essere ritenuta una criticità del Regolamento evidenziata dalla mozione presentata a firma dei 3 consiglieri ricorda, facendo salvi vuoti di memoria, che in tutte le passate amministrazioni sia rappresentanti della maggioranza, sia rappresentanti della minoranza o di gruppi piccoli o singoli hanno fatto parte delle Commissioni Consiliari Permanenti. Ritiene che questa problematica nelle passate legislature non è stata mai evidenziata proprio perché il più volte citato Regolamento è stato rispettato e che ogni consigliere ha sempre avuto visibilità all interno delle stesse.

4 3 Afferma che tale questione mai era stata sollevata in passato e che si è portata all attenzione nel corso della presente consiliatura anche per il mancato rispetto della previsione statutaria che prevede la formazione di gruppi misti. Per cui afferma che tutte le proposte fatte dai firmatari siano solo delle indicazioni che possono essere considerate solo eventualità per apportare modifiche tenendo presente comunque le indicazioni del Testo Unico o di eventuali quesiti fatti ai Ministeri competenti relativamente parlando del Comune di Bacoli. Quindi afferma che al di là di quella che può essere una valutazione che tenga conto dell eventuale risposta del quesito posto, ritiene che sul tema abbia già dato una sua valutazione tecnica, vale a dire se tale strumento non dava la possibilità agli amministratori in questa come nelle passate legislature allora bisognava modificarlo. Ritiene, però, che questo caso sia stato creato da due consiglieri che non hanno voluto rispettare il Regolamento vigente. Crede che sia solo una questione di visibilità. Al riguardo specifica che uno dei consiglieri firmatari della mozione è impegnato come membro della Commissione Ambiente. Afferma che si vuole solo creare un problema. Vuole attendere, comunque, la risposta del quesito da parte del Ministero. Fino ad allora ritiene che venga meno l obbligo di una convocazione della Commissione poiché non ci sarebbe materiale di discussione. Anche il P.D. è d accordo con questa posizione. L Ufficio di Segreteria è stato attivato per un sollecito al Ministero per il rilascio di tale parere. Solo dopo la lettura della risposta al quesito ritiene possibile convocare la Commissione od addirittura venire in Consiglio Comunale per proporre una eventuale modifica. Conclude facendo un osservazione nei confronti di coloro che parlavano di dittatura. Ritiene che se così fosse le video riprese che si stanno facendo senza alcuna autorizzazione, non si sarebbero potuto effettuare. Quindi ritiene che bisogna essere attenti allorquando di parla di regole e che non si debba volutamente fare confusione. Interviene il consigliere GIAMPAOLO Carlo il quale ricorda che il P.D. ha ripetutamente sollecitato la definizione di tale problema ed in particolare nell ultimo Consiglio Comunale quando si doveva istituire la VI Commissione Consiliare Permanente sull Ambiente quando, appunto, era stata proposta la modifica regolamentare. Ritiene che tale discussione debba essere conclusa anche sollecitando eventualmente il Ministero al rilascio del parere per definire, appunto velocemente, tale problematica. Vorrebbe che sul tema si prendesse l impegno di portare la discussione in Commissione con il parere o senza di esso per definire una volta per tutte la modifica. E del parere che la modifica debba essere discussa e che per la stessa si debba prendere una decisione, eventualmente anche a maggioranza. Così è la democrazia, i numeri vanno rispettati, le regole vanno rispettate. Lo spirito dello Statuto e del Regolamento ritiene che tendesse all accorpamento delle forze politiche proprio per dare forza maggiore alla rappresentatività e per evitare, quindi, la frantumazione del quadro politico. Ora si vuole rivedere tale tendenza. In realtà si vuole dare rappresentatività a chi tale accorpamento non vuole farlo. Ciò presuppone che ci siano validi motivi per chiedere tale modifica oltre che specificare e far capire quale tipo di modifica si vuole fare.

5 4 In tal senso si spiega il perché di una soluzione approfondita con i tecnici del Ministero poiché oltre al Regolamento ritiene che si debba modificare, poi, anche lo Statuto. Ritiene ancora che vada anche chiarita la posizione del consigliere singolo allorquando si votano i membri della Commissione. Ritiene che modificare lo Statuto sia un atto di natura politica e considerato il notevole lasso di tempo trascorso e considerato che tutti questi approfondimenti bisognava farli in Commissione in maniera molto più approfondita, ritiene necessario qualsiasi tipo di scelta politica sempre in un ottica di democrazia dove, ricorda, ci sono regole precise per quanto concerne la rappresentatività. Quindi, si vada in Commissione, si scelga rapidamente, si solleciti la risposta al quesito, si modifichino lo Statuto ed il Regolamento, si facciano queste modifiche con logica e se ne conseguano i risultati. La posizione de P.D. è di ritornare in Commissione per rendere edotti tutti sul lavoro che si sta facendo, sulle richieste fatte al Ministero approfondendo tutte quelle materie che non sono oggetto di quesito dopodichè la politica deciderà eventualmente quale scelta fare. Chiede ed ottiene la parola il consigliere DELLA RAGIONE Josi Gerardo il quale sostiene che deve essere cambiato solo il Regolamento e non lo Statuto poiché esso è fatto bene ed anche perché prevede il criterio proporzionale. Dichiara, poi, che egli stesso, come il consigliere GIAMPAOLO, ha più volte sollecitato la I Commissione Consiliare a convocare una riunione ponendo all ordine del giorno la tematica. Ritiene che non serve condannare il Presidente della Commissione in quanto lo stesso ha ricevuto l input politico di non convocare la stessa. Afferma, poi, in riferimento all intervento del consigliere SCOTTO DI CARLO che ha ricordato che nello Statuto esiste la previsione della possibilità di formazione di un gruppo misto, che in lingua italiana possono non significa devono. Al riguardo afferma di non ricordare imposizioni pervenute dal Segretario Generale, dal Vice Segretario Generale o da altri funzionari sulla costituzione di un gruppo misto. Ritiene ancora che le Commissioni hanno anche altre deficienze gravi. Il Regolamento prevede che le Commissioni siano pubbliche ma non gli risultano comunicazioni in tal senso né sul sito, né attraverso manifesti pubblici per cui i cittadini e gli stessi consiglieri non sapranno mai date di insediamento o di convocazione e quindi denuncia la impossibilità di partecipare ad esse. Pertanto, è evidente che il Regolamento non si rispetta, cosa questa che ritiene molto grave. Sul tema ha prodotto una denuncia ma, visti i risultati, senza alcun effetto. In riferimento a quanto sostenuto dal consigliere GIAMPAOLO sulla proporzionalità ritiene che c è bisogno di cambiare il Regolamento poiché ritiene che sostenere l importanza delle riunioni di Commissioni sia solo una farsa. Ritiene che da quando il Regolamento è vigente mai è stata data pubblicità alle Commissioni Consiliari e non capisce come mai questa A.C. e le altre che l hanno preceduta mai abbiano ottemperato a ciò. La verità è che non si vuole fare. Afferma che spesso si fa confusione tra diritto e concessione politica ritenendo le stesse molto differenti. Confessa, poi, con ironia lo stupore sul diritto da parte della minoranza di avere un rappresentante nel collegio sindacale. Ribadisce, in questo confortato da una delibera di Consiglio Comunale del 2001, che quanto detto sia un diritto e non una concessione politica. Conferma la sua volontà di proporre due emendamenti al Regolamento sperando che vengano approvati considerato il ritardo del quesito posto al Ministero e considerata la scarsa volontà politica di discuterlo.

6 5 Conclude dichiarando che quanto detto rappresenta una opportunità per questo Consiglio Comunale che spera non cada nel vuoto. Chiede ed ottiene la parola il consigliere SCOTTO DI CARLO Simone il quale afferma che non sta scritto da nessuna parte che bisogna modificare il Regolamento. Ritiene che si possono modificare delle regole all interno dello stesso ma non è un obbligo modificarlo. Per quanto riguarda il suo gruppo ed il gruppo del Faro non ha nessuna difficoltà nell esprimersi rispetto alla tematica del Regolamento, non esistono al riguardo impedimenti politici di nessun genere. Sul tema già si è espresso in conferenza dei capigruppo. Ritiene che il Regolamento così come è vada bene, lo stesso negli anni precedenti non ha causato qualsivoglia malcontento fino a quando 2 consiglieri, anzi 1 solo consigliere, poiché l altro fa parte di una Commissione Consiliare Permanente, hanno posto sulla natura dello stesso, problemi. Ribadisce il concetto che, per quanto riguarda il Regolamento vigente esso va bene, può andare avanti così perché garantisce visibilità a tutti. Se così non fosse stato, afferma, che egli sarebbe stato pronto a discuterne. Ritiene, però, che non sia questo il problema. Il problema vero è dato dal fatto che i consiglieri proponenti non possono essere presenti in tutte le Commissioni Consiliari Permanenti. Egli stesso, che fa parte della maggioranza, è presente solo nella Commissione Bilancio. Pertanto per il consigliere SCOTTO DI CARLO il Regolamento così come è va bene indipendentemente dal quesito posto al Ministero e dalla risposta che ne deriverà. Ritiene che viene data la giusta visibilità ai componenti delle Commissioni. Se ciò non avviene non è per colpa di questo Consiglio Comunale. Domanda al consigliere MAROTTA, firmatario della mozione, come mai l ha firmata essendo, comunque, componente di una Commissione Consiliare Permanente. Interviene il consigliere MAROTTA il quale, pur ritenendo il Sindaco e l A.C. persone serie, sente di dover fare un rilievo sull argomento. Ritiene che la discussione che si sta facendo sia solo una perdita di tempo poiché come ritiene il T.U.E.L. le Commissioni Consiliari sono elette in termini di proporzionalità all interno del Consiglio Comunale. Ritiene che le forze politiche bene farebbero a nominare i loro rappresentanti al di fuori del Consiglio Comunale. Il fine per la maggioranza è rappresentato dalla visibilità mentre per loro il fine è la partecipazione. Ritiene che per legge hanno il diritto di partecipare alle discussioni e che ciò non rappresenta un favore della maggioranza. Afferma che in passato ha partecipato ad una riunione della Commissione Assetto del Territorio. Il fatto che abbia potuto interventire nella stessa non è stata una concessione, ma un suo diritto. E un suo diritto esprimere opinioni come è un suo diritto che le stesse siano verbalizzate. Quello che per la maggioranza può rappresentare ostruzionismo, per i firmatari può rappresentare, invece, uno snellimento della discussione, un contributo. Ritiene che dovrebbero essere presenti in tutte le Commissioni perché essendo stati eletti da una parte del popolo per partecipare alla vita pubblica, solo così potranno adempiere al mandato ricevuto. Ripete il concetto che non è una pura e semplice questione di visibilità ma è un approccio alla discussione e si appella alla maggioranza affinché nel Regolamento si prenda atto di ciò e che lo stesso venga immediatamente modificato.

7 6 Chiede ed ottiene la parola il consigliere CASTALDO Nicola il quale conferma che da parte del P.D. c è la volontà di portare tale tematica in discussione nella Commissione competente. Consiglia al consigliere SCOTTO DI CARLO di assumere tutte le notizie ed i pareri necessari prima di portarla in Commissione. Per quanto attiene la visibilità ed eventualmente la pubblicità delle discussioni si può far tranquillamente ricorso al sito Internet. Per quanto riguarda il consigliere MAROTTA che ha firmato la mozione, nonostante sia componente di una Commissione Consiliare Permanente, tiene a sottolineare che mai nessuno, ed in particolare egli stesso, ha negato a qualsivoglia consigliere comunale di partecipare a sedute di Commissioni così come analogo discorso può essere fatto anche con le conferenze dei capigruppo. Quindi ritiene la partecipazione libera. Cosa diversa è il voto all interno delle suddette Commissioni per cui se modifica deve essere fatta ritiene opportuno attendere la risposta al quesito che il Ministero deve dare. In riferimento al discorso dei Revisori dei Conti asserisce che la nomina è una questione politica e questa eventualmente viene, poi, affrontata insieme da parte di tutta l opposizione in quanto, sottolinea il consigliere CASTALDO, l opposizione deve essere fatta sempre insieme, mai quando conviene a seconda dell argomento in discussione. A questo punto il Presidente del Consiglio Comunale mette ai voti la mozione. Interviene il consigliere GIAMPAOLO Carlo per chiedere se si vuole riportare tale punto in Commissione senza sottoporlo al voto del Consiglio Comunale. Il consigliere CARANNANTE Antonio chiede, invece, di votare poiché il suo gruppo si è già espresso e chiarisce che è contrario al punto A di questa mozione. IL CONSIGLIO COMUNALE Presenti e votanti n. 19 consiglieri sui 21 assegnati; Con voti favorevoli 3 ( MAROTTA, DELLA RAGIIONE Josi Gerardo, SCHIAVO), astenuti 5 (GIAMPAOLO, MACILLO, MANCINO, CASTALDO e ILLIANO Salvatore), contrari 11 espressi per alzata di mano DELIBERA - Non approvare il punto a della mozione presentata dal consigliere MAROTTA Vincenzo. Dopodichè Chiede ed ottiene la parola il consigliere MAROTTA Vincenzo il quale afferma che non si vuole istituire una Commissione nuova per appesantire il lavoro, già pesante, della Pubblica Amministrazione. In realtà si vuole dare un contributo di partecipazione democratica allo snellimento di procedure amministrative per dare eventuali suggerimenti e dare occasioni per aprire discussioni su tutto quello che non viene discusso in tali sede e rendersi disponibili per un miglioramento dell efficienza dell attività della cosa pubblica oltre che recepire istanze della popolazione e quindi fare da filtro ad esse snellendo, appunto, il lavoro e fare da raccordo tra sensibilità popolare e macchina amministrativa attraverso una Commissione apposita che si adoperi per una migliore efficienza della Pubblica Amministrazione come ha fatto, ad esempio, il Comune di Napoli, con Commissioni ispettive a controllo dell efficienza e dell efficacia della Pubblica Amministrazione, anche se fare questo comporterebbe ulteriori spese oltrechè avvalersi eventualmente di consulenze esterne che produrrebbero solo spreco di risorse che potrebbero essere destinate diversamente. Il consigliere SCOTTO DI CARLO Simone replica all intervento del consigliere MAROTTA precisando che per quanto riguarda il punto B relativo all efficienza ed all efficacia dei pubblici uffici esiste già la I Commissione Consiliare Permanente che appunto tratta i problemi del Personale.

8 7 Ritiene che non sia il caso di istituire una ulteriore Commissione per cui si dichiara contrario. Il consigliere MAROTTA controreplica al consigliere SCOTTO DI CARLO sostenendo ancora una volta che non si ragiona con un metro di valutazione sereno in quanto ritiene che si stia parlando di efficienza della macchina amministrativa e di non Affari del Personale. Sostiene che esiste un approccio ai problemi dei cittadini che può benissimo implementarsi con l attività della Pubblica Amministrazione. Ritiene che questa posizione da egli affermata sia una vera partecipazione attiva e questo può significare per Bacoli una rinascita anche economica. Conclude affermando che solo questo voleva essere lo scopo della mozione. Il Presidente del Consiglio Comunale mette a votazione il punto B della mozione. IL CONSIGLIO COMUNALE Presenti e votanti n. 19 consiglieri sui 21 assegnati; Con voti favorevoli 2 ( MAROTTA e DELLA RAGIONE Josi Gerardo), astenuti 6 ( GIAMPAOLO, MACILLO, MANCINO,CASTALDO, SCHIAVO e ILLIANO Salvatore ) contrari 11 espressi per alzata di mano DELIBERA - Non approvare il punto B della mozione presentata dal consigliere MAROTTA Vincenzo. Il Presidente mette a votazione il punto C della mozione di cui all oggetto. Prende la parola il consigliere MAROTTA che parlando della legge 16, attuale Legge 01/2011, chiarisce il significato dello strumento degli Accordi di Programma spiegando la correlazione che esiste tra EE.LL. e parti sociali. Gli Accordi di programma servono, in realtà, alla risoluzione di problematiche varie in attuazione di progetti strategici tesi al miglioramento, al corretto utilizzo ed al recupero del risparmio energetico e, quindi, al miglioramento della vivibilità, della viabilità e dell efficienza dei servizi. Servono, altresì, al recupero delle aree degradate con l attivazione di sistemi di trasporto intermodali che producano una diminuzione di traffico, ad una legalizzazione, attraverso condoni ai sensi delle vigenti normative dei fabbricati, degli esercizi commerciali e degli impianti turistici ancora in attesa di rilascio delle relative concessioni edilizie in sanatoria e, quindi, con mancata realizzazione di opere di urbanizzazione primarie e secondarie che per l Ente comportano mancati incassi di flussi finanziari, a fronte di una situazione di degrado generale che comporta gravi e diffusi rischi per la popolazione in termini di sicurezza e salute con una scadente vivibilità che aumenta il decadimento della qualità sociale oltre che ambientale. Queste ultime altrimenti sarebbero migliorabili con, appunto, una azione di legalizzazione che potrebbe generare uno sviluppo attraverso una reciprocità di interessi e di controlli in favore dei cittadini di Bacoli, attraverso la fornitura di necessari servizi pubblici di urbanizzazione, di assistenza ai giovani ed alle loro famiglie, ai malati, agli anziani che qualsiasi A.C. potrà garantire solo con il recupero delle risorse disponibili sul territorio in applicazione di un federalismo in tema di autosufficienza gestionale dei servizi dovuti. Continua il suo intervento chiedendo l attenzione di tutti perché sul tema si potrebbero innescare una serie di contributi che spera possano venire anche dalla maggioranza che governa e che, in quanto tale, potrà farsi anche parte dirigente di quanto si discute in virtù proprio di quel federalismo prima accennato.

9 8 Fa, poi, riferimento a sue precedenti interrogazioni in tema di vivibilità e di viabilità datate e nonché ad una relazione depositata agli atti del Consiglio Comunale il tutti atti tendenti a determinare, in deroga ai programmi attuativi tematici individuati per argomenti e partners, strutture ed attrezzature sociali e per lo Sport, parcheggi ed aree di sosta, verde attrezzato, recupero di ricettività turistica con servizi annessi, case con riferimento particolare alle giovani coppie, delocalizzazioni di attività produttive con recupero di aree degradate o sequestrate, Accordi di programmi redatti, appunto, ai sensi della Legge 16 predisposti dalla A.C. con cittadini ed operatori economici presenti sul territorio. Inoltre ritiene che sarebbe utile istituire una Commissione di Studio tecnico politica che oltre a risolvere problematiche relative alla legalizzazione del patrimonio urbanistico servirebbe anche a determinare la partecipazione diretta degli amministratori alla stesura degli Accordi di Programma in relazione ai programmi predisposti dagli uffici comunali. Afferma che così come è la Pubblica Amministrazione non può più andare avanti. Si appella a tutti i cittadini, alle Associazioni di riunirsi in cartelli, in corporazioni, in club che favoriscano l applicazione delle leggi per perseguire lo scopo dell interesse collettivo e che gli uffici preposti, attraverso azioni legali, siano preposti per l applicazione delle leggi per perseguire i giusti scopi. Ritiene che bisogna alzare il livello delle discussioni. Non si deve essere superficiali. L Accordo di Programma, afferma, è uno strumento che ha consentito di operare, attraverso conferenze di servizio, in deroga agli strumenti urbanistici vigenti e quindi serve per l attuazione di un programma strategico di sviluppo sul territorio. Sottolinea che si deve parlare di Accordi di Programma tematici proprio per volare più in alto per cui se si vuole parlare di prima casa ci si consulti con i cittadini che hanno tale tipo di necessità e vedere se con Accordi di Programma è possibile legalizzare tali patrimoni edilizi come pure si può parlare della riconversione del patrimonio edilizio residenziale in patrimonio edilizio turistico. Ritiene che bisogna dare ai cittadini la possibilità di sentirsi responsabili di quello che hanno fatto ed inoltre dare la possibilità all A.C. di incassare consistenti flussi di danaro che da ciò ne deriverebbe e permettere, quindi, anche il mantenimento dei servizi necessari per una vita dignitosa della città. Su tale argomento intende convocare conferenze e convegni con i cittadini suggerendo, nel contempo, la maggioranza ad essere meno saccente e meno arrogante perché anche dall opposizione possono venire buoni consigli. Si raccomanda al buon senso di tutti per un discorso di interesse collettivo che faccia il bene della città. Prende, poi, la parola il consigliere MACILLO Francesco il quale vuole aggiungere qualcosa in riferimento alla mozione del consigliere MAROTTA. Vuole sapere se è stato dato seguito al deliberato dell atto consiliare n. 48 del Precisa, poi, che in quella occasione evidenziò che in una Commissione Regionale parlando del Piano Casa, notò che per Bacoli non c era nessun tipo di riferimento al riguardo, cosa questa abbastanza importante e grave. Come poi deliberò anche l assemblea consiliare attraverso un voto unanime, furono introdotte delle modifiche richieste dal Sindaco e dalla sua maggioranza a seguito di specifiche discussioni avute con l Assessorato all Urbanistica della Regione Campania che produssero la stesura di una serie di emendamenti che determinarono, poi, l attuazione della pianificazione territoriale cosa questa che diede seguito ad una serie di incontri dell assessore con i Comuni interessati. Fatta questa premessa, il consigliere MACILLO precisa che la mozione che presentò era da condividere proprio perché manifestava le reali necessità di un territorio penalizzato da un regime vincolistico che non consente alcun tipo di sviluppo in chiave turistica. Sottolinea la non condivisione dell A.C. sul punto B della mozione che, appunto, si dichiara non d accordo per l approvazione di una norma in deroga che consenta il completamento del Piano di Zona.

10 9 Di tutta questa discussione ha notato, però, che all interno del Piano Territoriale rivotato in Regione Campania non c è nessun riferimento. Ritiene tutto ciò abbastanza grave. Ritiene inconcepibile che di una discussione di così notevole portata, che riguarda tantissime giovani coppie, non se ne faccia alcun riferimento in Consiglio Regionale e ritiene altrettanto grave l atteggiamento dell A.C. che non ha ritenuto opportuno presentare la mozione in Regione per avere risposte che il nostro territorio aspetta. Interviene il consigliere SCOTTO DI CARLO Simone per affermare di avere partecipato a diverse riunioni in Commissione Assetto del Territorio dove ha evidenziato le modifiche fatte in relazione all Accordo di Programma. Ricorda che gli Accordi di Programma, oltre a riguardare la definizione e l esecuzione di opere pubbliche riguardano anche iniziative private oltre che Piani Urbanistici Comunali ( P.U.C. ) ed altri atti di programmazione e, in relazione a ciò, ritiene necessaria una azione integrata tra Regione, Provincia e Comune attraverso, appunto, la stipula di tali Accordi ai sensi dell art. 43 bis. Precisa, poi, che l Accordo Programma si riferisce essenzialmente ad interventi specifici, a programmi determinati e quindi programmi strategici di territorio e cita al riguardo la realizzazione del PUC. Rivela che entro breve termine si partirà per l affidamento ed entrando nello specifico ringrazia il consigliere MAROTTA per aver introdotto l argomento stasera appunto per consentire una discussione più compiuta su quello che si vuole realizzare sempre ai sensi dell art. 43 bis visto che l art. 12 della nuova legge abroga tutti gli articoli successivi della vecchia legge in attesa dell adozione di un Regolamento, citato dall art. 93 bis, che dovrà essere emanato dalla Regione Campania che avrà il compito di disciplinare l attuazione dei nuovi Accordi di Programma. Afferma che le istanze prodotte dalla mozione a firma del consigliere MAROTTA potrebbero essere in una programmazione più ampia alla cui definizione saranno chiamate tutte le forze presenti sul territorio. Interviene il consigliere MAROTTA per replicare affermando che se anche bisogna far riferimento all art. 43 bis per l attuazione, è anche vero che l art. 25 permette il rifarsi alle cose affermate nella sua mozione rifacendosi ai criteri della legge 16 che attualmente sono in vigore. Il consigliere SCOTTO DI CARLO Simone ribatte affermando che fare un piano strategico in 120 giorni è impossibile. Il consigliere MAROTTA afferma che nel suo intervento non fa riferimento alcuno ai piani strategici anche se approvare il P.U.C. sarebbe comunque un riconoscimento di situazioni già di fatto concretizzatesi. Il consigliere SCOTTO DI CARLO ritiene, invece, che il P.U.C. allo stato non è la fotografia della realtà attuale. Il consigliere MAROTTA riprende il discorso ricordando che negli uffici comunali giace una marea di pratiche che riguardano impianti commerciali, turistici, prime case ed altro. Se viene realizzato un Accordo di Programma tematico e lo si approva in conferenza dei servizi, in deroga, visto che ciò la legge lo consente, in realtà si legalizza una parte del patrimonio urbanistico e questo il consigliere MAROTTA ritiene che rappresenterebbe già un tassello per il realizzando P.U.C. Ritiene che tutta questa situazione dovrebbe essere esaminata in tempi brevi. Il Sindaco interviene per affermare che sull Accordo di Programma bisogna essere cauti. Rivela che incaricherà gli uffici per capire esattamente cosa significhi Accordo di Programma e comunque ritiene che l attuazione dello stesso non debba andare nella direzione di sanare gli abusi perpetuati sul territorio.

11 10 Crede che l attuazione dello stesso, così come declina la legge 16, sia una procedura che offre la possibilità di affrontare determinati aspetti della stessa e ritiene che essa debba servire per velocizzare gli aspetti burocratici ma non andare in deroga agli strumenti urbanistici tipo Piano Paesistico o Piano Parco attualmente vigenti. Se così non fosse stato non ci sarebbe stato bisogno del voto di fiducia espresso dal Parlamento sul cosiddetto decreto salva ruspe e tutte le problematiche sulle costruzioni abusive, vedi ad esempio i casi di Ischia e Procida, sarebbero state risolte appunto con gli Accordi di Programma. Quindi ritiene che quanto affermato dal consigliere MAROTTA sarà probabilmente vero ma va comunque verificato. In relazione, invece, a quanto asserito dal consigliere MACILLO a seguito della deliberazione dallo stesso consigliere citata, ossia quella del Piano Casa, ricorda che fu fatta una mozione votata all unanimità Ricorda, poi, di incontri vari tenuti, insieme all Assessore SCOTTO DI LUZIO Giuseppe, con l Assessore all Urbanistica Tagliatatela, che dopo aver avocato a sè la problematica Piano Paesaggistico, sta cercando di mettere ordine nelle norme generali dello stesso per cercare, entro un mese, di mettere mano alla tematica delle zone per arrivare, quindi, all approvazione del Piano Paesaggistico entro fine anno così come pattuito dall accordo Stato Regioni. Quindi, afferma che per quanto riguarda il Piano Casa, esso attualmente è fermo perché il Piano Paesaggistico è fermo ed al riguardo cita un incontro in Regione Campania con il dr. Gizzi e l arch. Tarì, sempre insieme all Assessore SCOTTO DI LUZIO Giuseppe, per formalizzare una direttiva nei confronti degli uffici e della Sovrintendenza stessa che legge : Come è noto la Regione Campania si appresta a redigere il nuovo piano paesaggistico che per Bacoli e i Campi Flegrei rappresenta un occasione per programmare nell ambito degli strumenti di pianificazione sopraindicati quelle previsioni indispensabili per la formazione del PUC orientato al rilancio socio-economico del territorio. Circa il problema della casa, per Bacoli si pongono due questioni fondamentali, l esigenza di una casa per le famiglie in forte degrado per residenti storici e le giovani coppie e la necessità del miglioramento della qualità urbana e dell edilizia in termini di sicurezza strutturale, funzionalità e sostenibilità energetica. L Amministrazione Comunale di Bacoli si attiverà affinchè nel nuovo Piano Paesaggistico siano previste norme per soddisfare tale bisogno in linea con,quanto deliberato in consiglio comunale in data 27/10/2008 nr. 48 Nelle more della formazione del piano territoriale di coordinamento provinciale del P.U.C. questa amministrazione ritiene possibile l attuazione dei programmi previsti dalla L.R.26/2009 nr.19 Piano casa, limitatamente a quei beni, quelli ammissibili in base al piano paesaggistico vigente. A tal fine, sentita sull argomento anche la Soprintendenza Beni Archeologici e Monumentali di Napoli l amministrazione converge sull attuabilità degli interventi di recupero edilizio nelle zone RUA previsti nell art.13 c 6 Interventi per l adeguamento igienico sanitario e tecnologico delle unità abitative di superficie non superiore ai 70 metri quadri con eventuali ampliamenti limite massimo del 20%della superficie residenziale esistente. I volumi derivanti da tali predetti ampliamenti dovranno in ogni caso tenere conto dei criteri di tutela paesaggistica, l altezza di cui al volume non potrà eccedere rispetto agli edifici preesistenti. I suddetti interventi devono contemplare i limiti imposti sia dal PTP che dalla L.R. nr.19. Tanto per gli opportuni chiarimenti. E questa una nota che ha trasmessa all arch. Ciunfrini. Essa specifica che negli appartamenti inferiori ai 75 mq si possono fare, a richiesta, ampliamenti in base a determinati criteri che la legge Piano Casa prevede. Per ciò che concerne la mozione ritiene che la stessa può essere messa in attuazione all indomani della redazione del Piano Paesaggistico. Purtroppo, afferma, con il Piano Paesaggistico vigente ( dal 1996 ) al momento la stessa non è attuabile. Il consigliere MACILLO Regione. replica affermando di non dubitare degli andirivieni del Sindaco in

12 11 Ritiene, però, che i problemi enunciati ora dal Sindaco siano gli stessi della sua mozione vedi Piano regolatore, P.T.P. e precisa che secondo il suo dire l aumento del 20% delle volumetrie delle case al di sotto dei 75 mq era inquadrato nella deroga di cui si sta parlando, fermo restando i criteri della tutela paesistica. Si lamenta che per Bacoli, di quanto finora discusso, non c è stato nessun accenno nella Commissione prima citata. Il Sindaco ribatte sostenendo che il consigliere MACILLO sta parlando di una delibera consiliare adottata qualche mese fa. Precisa che grazie a questa direttiva dell ampliamento del 20% delle case al di sotto dei 75 mq situate nelle zone RUA, già si possono fare richieste in tal senso. La lotta che si deve fare adesso è quella di far aumentare le zone RUA nel nuovo Piano Paesaggistico. Interviene nuovamente il consigliere MACILLO chiedendo, poi, chiarimenti al Sindaco sulla sua richiesta di poter avere nuove zone per insediamenti ex lege 167. Il Sindaco ribatte che di ciò se ne potrà parlare solamente all indomani della redazione del NUOVO Piano Paesistico, ma fino ad allora nulla può essere previsto. Il consigliere MACILLO precisa che tale problematica non è stata sollevata all interno della Commissione Regionale. Su questo si ritiene di essere bene informato. Afferma che qualsiasi soluzione è bene accetta purchè si arrivi alla individuazione di tali zone. Il Sindaco replica precisando che se una delibera non viene trasmessa ai vari Enti interessati non è una sua responsabilità né tantomeno degli Assessori. Per la tematica evidenziata dal consigliere MACILLO si sta cercando di fare un percorso con il nuovo Piano Paesaggistico. Il consigliere MACILLO ribatte affermando che il Segretario Generale non aveva ritenuto necessario trasmettere la delibera in questione e rammaricandosi di ciò afferma che si è perso altro tempo prezioso a differenza di altri Comuni che a ciò hanno adempiuto trovando anche una giusta collocazione. Il Sindaco, a sua volta, afferma che non è una cosa corretta che una delibera di Consiglio Comunale non arrivi in Regione poiché questo significa che c è una grossa inadempienza da parte dell Ente. Il consigliere MACILLO nel prendere nuovamente la parola ripete il concetto che è grave che una delibera che doveva evidenziare le difficoltà territoriali dell Ente all interno della commissione regionale non venga trasmessa alla stessa commissione per la sua trattazione. Afferma che siffatto atteggiamento ha reso inutile la votazione espressa dal Consiglio Comunale. Chiede ed ottiene la parola il consigliere GIAMPAOLO Carlo il quale ribadisce che le tematiche affrontate dalla mozione a firma del consigliere MAROTTA sono state più volte discusse dalla Commissione Assetto del Territorio anche con la presenza di cittadini e quindi pubblica. Si dichiara favorevole alla sua votazione purchè essa venga recepita come proposta da utilizzare come strumento e poiché tutti gli strumenti sono utili anche l Accordo di Programma potrebbe essere considerato tale.

13 12 Il consigliere GIAMPAOLO ritiene che il punto in esame deve essere votato per sottolineare che c è la volontà di usare tale strumento là dove è possibile, su tematiche, su argomenti, su settori dove c è più possibilità di intervenire, appunto, con Accordi di Programma facendo si che questa sia la strada più percorribile per poter realizzare qualcosa. Per quanto concerne le affermazioni del consigliere MACILLO precisa che anche di quelle si è parlato nelle Commissioni che sono state fatte ed al riguardo ritiene necessario fare chiarimenti. Le Commissioni, escludendo per adesso le sue composizioni, dovrebbero funzionare, secondo il suo dire, apportandovi correzioni nei funzionamenti. Spesse volte esse funzionano su proposte che fanno i vari commissari sia di opposizione che di maggioranza. Solo in poche occasioni discutono di argomenti che l A.C. prepara per passare, poi, alle Commissioni e per prepararle alla successiva discussione in Consiglio Comunale. Questo, ritiene, dovrebbe essere il vero funzionamento delle Commissioni: preparare i lavori del Consiglio per la loro risoluzione. Ritiene quello trattato finora un argomento particolarmente importante e quindi da trattare, anche in maniera celere, in Commissione. In essa, infatti, già era iniziata tale discussione allorquando si parlava di recupero di tutto ciò che le Amministrazioni, nel corso degli anni, con atti consiliari, avevano preparato e che doveva rappresentare la base del lavoro che si sarebbe dovuto preparare per portare alla Commissione Regionale all atto di redazione del Piano Paesistico. In pratica, sostiene il consigliere, si dovrebbero recuperare tutte quelle proposte fatte durante il periodo del P.T.C.P., del Piano Paesistico, del Piano Casa, tutte documentate, elaborate nell interesse della collettività, quasi tutte condivise all unanimità dai precedenti Consigli, partire da queste, rielaborare, ampliare e portare tutto in Regione prima che il Piano Paesistico sia approvato proprio per l inserimento di quanto detto nelle norme generali dello stesso. Diversamente tutto quanto precisato rimarrebbe solo nelle intenzioni. Ricorda ciò che accadde quando lo stesso venne redatto dalla Soprintendenza che non tenne in alcun modo presente i suggerimenti che venivano dal territorio realizzando, pertanto, un Piano molto vincolato. Quindi la Commissione dovrebbe adoperarsi per recuperare tutto questo materiale prodotto negli ultimi 10 anni, alleggerirne il regime vincolistico, riordinare l urbanistica, andare in Regione e presentarlo in modo che venga recepito nell elaborazione del Piano Paesistico nell interesse di tutti i cittadini. Questo, conclude il consigliere GIAMPAOLO, rappresenta uno strumento che, attivato in tempi rapidi, potrebbe portare a risultati tangibili. Interviene il Sindaco il quale, sulla scorta di quanto affermato dal consigliere GIAMPAOLO, chiede al consigliere LARINGE, Presidente della Commissione Assetto del Territorio, di organizzare una calendarizzazione di Commissioni propedeutiche ad eventuali contributi per la preparazione del Piano Paesaggistico che tenga presente quanto elaborato negli ultimi 10 anni e probabilmente aperte anche a contributi esterni in quanto la politica vuole fare un discorso quanto mai condivisibile con tutti. Chiede ed ottiene la parola il consigliere LARINGE Giuseppe che chiede di ritirare la mozione proprio per parlarne nella Commissione dal medesimo presieduta per verificare se è possibile attuare quanto richiesto oppure se è necessaria la realizzazione del P.U.C. poiché tramite essi si va diritto allo scopo anche se ciò comporta tempi maggiori. Il consigliere MAROTTA ritiene non necessario ritirare la mozione poiché con essa chiede solamente di affrontare delle problematiche con strumenti legislativi che si hanno a disposizione. Riprende la parola il Sindaco dichiarando che come A.C. prendono impegno che valuteranno di prendere in considerazione uno strumento come l Accordo di Programma per capire cosa, attraverso esso, possa essere prodotto.

14 13 Interviene il Presidente del Consiglio Comunale il quale chiarisce che lo scopo della mozione del consigliere MAROTTA è di determinare la partecipazione degli amministratori all organizzazione di accordi tra Ente e parti sociali su programmi predisposti dagli uffici comunali. Il Sindaco ribatte sostenendo che la Commissione Assetto del Territorio è costituita proprio per tale lavoro e che per quanto concerne l Accordo di Programma l A.C. valuterà certamente l adozione di tale strumento. Il consigliere MAROTTA replica chiarendo che lo scopo della sua mozione è quello che sia l A.C. che il consiglio Comunale attraverso Accordi di Programma individuino soluzioni possibili. Il Presidente del Consiglio Comunale chiarisce che si ritira la prima parte della mozione e si vota la volontà di portarla in Commissione Assetto del Territorio per cui la proposta di istituire una Commissione tecnico politica volta alla partecipazione diretta degli amministratori all organizzazione di accordi tra Enti e parti sociali, viene soppressa. Interviene il consigliere CARANNANTE Antonio per rispondere al consigliere MANCINO sostenendo che il Presidente del Consiglio Comunale ha fatto tutti i passaggi istituzionali, compreso una riunione di conferenza dei capigruppo. Inoltre ritiene che molte problematiche siano risolte sia dalla Commissione Assetto del Territorio che dagli uffici comunali. Il consigliere MANCINO Ciro Pasquale prende la parola poiché vuole capire se la proposta del consigliere GIAMPAOLO o quella del consigliere MAROTTA cambiano l effettiva sostanza del punto all ordine del giorno. Il consigliere MAROTTA interviene per ribadire il fatto che sta semplicemente ponendo in evidenza uno strumento, finora sottovalutato. Afferma di aver capito lo spirito delle osservazioni sin qui poste e per questo ha proposto la soppressione delle ultime 4 righe della mozione. Pertanto il resto della delibera recita: Individuare il procedimento amministrativo possibile attraverso appositi accordi di programma ai sensi della legge regionale 16 e successiva predisposti in base alle tematiche dello sviluppo e della vivibilità del comune di Bacoli dall amm.ne comunale con i suoi cittadini e gli operatori economici presenti sul territorio in funzione delle necessità derivanti dal federalismo e dall autosufficienza gestionale dei servizi dovuti al cittadino per diritto costituzionale allo scopo di risolvere tutte le problematiche relative alla legalizzazione del patrimonio urbanistico utile alla realizzazione degli obiettivi prefissati dagli accordi. Conclude ripetendo il concetto che si tratta di andare ad utilizzare uno strumento che la legge mette a disposizione. Il Sindaco prende la parola per sottolineare che comunque per le problematiche citate funziona molto bene la Commissione Assetto del Territorio e che con la mozione si vuole solo evidenziare la volontà di recepire una ulteriore procedura, l Accordo di Programma. Interviene il consigliere Antonio CARANNANTE per chiarire che in passato il consigliere MAROTTA non aveva mai evidenziato l opportunità di partecipare a tutte le Commissioni e quindi esprimere il suo pensiero. Stasera afferma di avere sentito che il consigliere MAROTTA ha partecipato a riunioni della più volte citata Commissione Assetto del Territorio dove ha potuto esprimere il suo pensiero dando, quindi, un fattivo contribu

15 14 Proprio per questo, continua il consigliere, non capisce l atteggiamento del consigliere MAROTTA allorquando ritiene che la tematica dallo stesso esposta debba essere discussa in Consiglio Comunale e non in Commissione, come sostiene anche il consigliere GIAMPAOLO per poi essere discussa in Consiglio Comunale. Pertanto chiede al Presidente del Consiglio Comunale di mettere ai voti la mozione. Diversamente il consigliere la ritiri e nel qual caso non vede la necessità del voto. Interviene il consigliere LARINGE per rimarcare sia la presenza del consigliere MAROTTA nella Commissione da lui presieduta che l importanza di servirsi di pareri tecnici qualificati. Il consigliere MAROTTA a sua volta afferma che per vedere verbalizzato un suo intervento deve venire in Consiglio Comunale. Se avesse avuto la possibilità di farlo in Commissione Consiliare non avrebbe portato in Consiglio Comunale tale mozione. Ritiene che approvarla o no sia compito del Consiglio Comunale così come la responsabilità che con tale decisione se ne assume. Interviene il consigliere GIAMPAOLO per correggere una affermazione del consigliere CARANNANTE Antonio. In realtà il corretto funzionamento prevede che le pratiche devono passare prima per le Commissioni dopodichè essere trasmesse all attenzione del Consiglio Comunale. A volte, però, tale iter viene stravolto a seconda dei vari interessi in quanto gli argomenti, dopo la Commissione, sono trasmessi alla Giunta Comunale dai vari commissari. E questa una procedura insolita. Ritiene che a volte ci possono essere eccezioni, ma solo a volte. Ritiene positivo il contributo dato dal consigliere MAROTTA nella Commissione Assetto del Territorio e comunque crede che si sta enfatizzando troppo tale discorso. Anche se nelle intenzioni del consigliere MAROTTA c era la possibilità della creazione di una nuova Commissione, ritiene che non sia il caso di porre all ordine del giorno la sua formazione, lo si potrà fare in una fase successiva. Nella mozione il consigliere MAROTTA ha cercato di affermare un principio, quello dell utilizzo dell Accordo di Programma, per cercare, secondo il suo dire, la risoluzione di alcune problematiche. Prima ancora che avvenga la redazione del P..U.C. e poi del P.T.P. Ritiene che lo si possa accettare votandolo. A sua volta la Commissione Assetto del Territorio esaminerà problemi specifici sui quali, appunto, si potrebbe proporre l Accordo di Programma. Interviene a questo punto, il Presidente del Consiglio Comunale affermando che la mozione presentata è stata emendata eliminando le ultime 4 righe e propone quindi la sua votazione. Interviene il Sindaco affermando che la Commissione Assetto del Territorio viene investita oltre alla problematica dell Urbanistica anche della verifica di quanto prodotto negli ultimi anni per poter formulare una proposta da portare all attenzione della Commissione Regionale per l adozione del nuovo Piano Paesaggistico. Per quanto concerne gli strumenti vigenti si prende in considerazione lo strumento dell Accordo di Programma allorquando è possibile adoperarlo. Questo ritiene che sia l ordine del giorno eventualmente da valutare. Il Presidente mette, quindi ai voti, la proposta così come formulata dal Sindaco.

16 15 IL CONSIGLIO COMUNALE Presenti e votanti n. 19 consiglieri sui 21 assegnati; Con voti unanimi espressi favorevolmente per alzata di mano DELIBERA - Approvare la lettera C della mozione presentata dal consigliere MAROTTA Vincenzo emendata dell ultimo comma che così recita: Individuare il procedimento amministrativo possibile attraverso appositi accordi di programma ai sensi della legge regionale 16 e successiva predisposti in base alle tematiche dello sviluppo e della vivibilità del comune di Bacoli dall amm.ne comunale con i suoi cittadini e gli operatori economici presenti sul territorio in funzione delle necessità derivanti dal federalismo e dall autosufficienza gestionale dei servizi dovuti al cittadino per diritto costituzionale allo scopo di risolvere tutte le problematiche relative alla legalizzazione del patrimonio urbanistico utile alla realizzazione degli obiettivi prefissati dagli accordi.

17 IL PRESIDENTE IL Vice SEGRETARIO GENERALE f.to Aniello Savoia f.to dr. Vincenzo PEDACI La presente deliberazione è copia fin qui conforme all'originale costituita da fogli 5 e da allegati n. == Bacoli,li IL Vice Segretario Generale dr. Vincenzo Pedaci REFERTO DI PUBBLICAZIONE I sottoscritti, visti gli atti d ufficio, A T T E S T A N O che la presente deliberazione è stata pubblicata all'albo Pretorio on-line della Città di Bacoli sul sito istituzionale all indirizzo web il giorno per rimanervi 15 gg. consecutivi (art.124, c. 1, D. Lgs. 267/2000). L Incaricato della pubblicazione per Il Resp.le del II Settore dr.ssa Lucia Basciano Il Vice Segretario Generale Il Vice Segretario Generale f.to dr. Vincenzo Pedaci f.to Dr. Vincenzo PEDACI CERTICATO DI ESECUTIVITA La presente deliberazione è divenuta esecutiva il... Bacoli,... IL SEGRETARIO GENERALE

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