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1 >SETTIMANALE IDG ANNO XXXII N. 7 GIARRE, SABATO 25 FEBBRAIO ,00 A DIFFUSIONE REGIONALE SPED. IN A.P. ART. 2 COMMA 20/B LEGGE 662/96 FIL. DI CATANIA PUBBL. INF. 45% di Giarre > Credo nella giustizia terrena Chiamiamolo in tanti modi, percorriamolo giornalmente nei due sensi di marcia (a piedi o con la bici), o solo verso Torre Archirafi (in auto), prendiamolo come riferimento se ci troviamo a bordo di qualche imbarcazione. Giriamolo come volete ma sempre cucuzza è! Risorsa oppure problema? Per il lungomare Edoardo Pantano di Riposto si avvicina una nuova stagione di sofferenza che, inevitabilmente, va a coincidere con i mesi primaverili ed estivi. Mesi in cui l importante arteria di collegamento viene invasa da ciclisti, pedoni ed amanti del jogging. Tutte persone che, da anni, attendono non diciamo il miracolo di una riqualificazione ma, diamine, almeno qualche intervento di miglioramento, questo sì! Attese vane, anche se le maree dei proclami e dei bei progetti non ha certo conosciuto soste. A saltare subito all occhio sono le condizioni del muretto che divide il marciapiede dalla sottostante spiaggia (in molti punti quello che rimane della spiaggia, ma questo argomento lo abbiamo già trattato...). Un continuo saliscendi, con alcuni punti dove è pericolosissimo anche per un bambino, vista l altezza ridotta a meno di un metro. Stili differenti si susseguono, figli di vari cantieri di lavoro che si sono conclusi come ci si aspettava: lavori lasciati a metà e da fare schifo! Ma tanto, mamma Regione troverà nuovi fondi da destinare ai cantieri scuola, nuove prebende saranno distribuite, nuovi elettori fedeli saranno acquisiti dal capo mastro di turno. E la ruota tornerà a Giarre: la vocazione alla legalità e le numerose esperienze vissute nelle parole di una donna giudice popolare > a pag. 2 girare. Se poi i lavori restano incompleti? Chi se ne frega! Peccato che il susseguirsi di saliscendi sul muretto del Lungomare non sia il più artistico degli spettacoli. Stessa sorte è stata riservata alla sistemazione della pista ciclabile. Una pista molto trafficata nel periodo di bel tempo. In passato, anche da moto ed auto in controsenso. Piuttosto che attivare una seria repressione (leggasi multe ) l Amministrazione comunale di Riposto, dopo aver meditato a lungo, ne affida la sistemazione ad un cantiere scuola. Inizio non certo spedito ma tant è... Conclusione comunque scontata: finisce il cantiere, il lavoro resta a metà. Come volevasi dimostrare. La cosa assurda, pericolosa e, alla fine, da incoscienti è che non vengono adeguatamente segnalati i punti di inizio del cordolo che delimita la pista ciclabile. Le conseguenze le potete vedere nel tratto finale all inizio del centro abitato di Torre Archirafi. Sembra che la conclusione del progetto sarà affidata ad un cantiere (tranquilli, non scuola...), con nuovi costi per la collettività. E la ruota gira... Un altro punto molto delicato è quello riguardante la caserma dei Vigili del Fuoco. Situata in prossimità dello sbocco del viale Amendola è fortemente a rischio isolamento causa... piogge torrenziali e mareggiate. Per non tacer del traffico estivo. Il tratto di lungomare su cui insiste l uscita della caserma è nei pressi di uno > I giorni della commozione E le onde stanno a guardare Il fiore all occhiello per lo sviluppo turistico di Riposto, in realtà, regala più di un pugno negli occhi per abbandono e disattenzione pubblica La scorsa settimana, Acireale ha pianto la scomparsa di due illustri figure del mondo politico ed accademico > a pag. 4 dei punti dove la marea ha conquistato la spiaggia fin sotto il muraglione della sede stradale e si sono già verificati crolli al di sotto del marciapiede. Immaginate cosa significherebbe una mareggiata più forte, con i danni conseguenti. E non sono certo fantasie. A questo si aggiunge, nel periodo estivo, il caos del traffico e del successivo parcheggio selvaggio. Per evitare il blocco della circolazione, sono stati apposti dei dissuasori sul lato destro del senso di marcia, nel tratto compreso tra viale Amendola e la caserma dei Vigili del Fuoco, in modo da evitare la sosta e consentire ai veicoli dei pompieri di uscire e viaggiare in senso contrario (direzione Mascali) rispetto al verso di marcia. Problema parcheggio risolto? Macché, gli incivili parcheggiano in mezzo alla strada, fregandosene delle emergenze. Come pensa di intervenire l Amministrazione comunale nel periodo estivo? Vigili urbani non ce ne sono, quindi... Chiediamo aiuto all esercito? Alla luce di questa evidente situazione, che si ripresenta puntuale nei mesi estivi, senza mancare ad un solo appuntamento, perché non prevedere l apertura di una strada a servizio della caserma verso la nuova strada di collegamento che corre parallela al Lungomare E. Pantano? In attesa che questa domanda, ed altre ancora, trovino risposta, godiamoci le onde. Perché loro, sì che hanno capito il senso delle cose: restano a guardare. Come tanti altri... Corrado Petralia Meglio fuori che dentro? All Università di Catania chi è in regola con gli studi sembra essere discriminato Una proposta, nata da un comitato creatosi spontaneamente dall unione sinergica di diverse menti, è stata approvata dal Senato accademico ed è valida per tutte le facoltà di Catania. La norma prevede che gli studenti fuori corsa abbiano il diritto di avere un ulteriore appello straordinario, previsto 20 giorno dopo quello regolare, e la possibilità di frammentare le materie che superino i 7 cfu, ricorrendo alle prove in itinere. Secondo il senatore accademico Filippo Catania la norma entrerà in pieno vigore a partire dal prossimo appello utile, in quanto ancora a marzo sono aperti i normali appelli della sessione invernale. Ogni preside di facoltà è tenuto a rispettare questa norma che ogni corso di laurea, con i suoi tempi tecnici di assorbimento, dovrà mettere in pratica. Il diritto, di poter usufruire dell ulteriore appello, per gli studenti fuori corso, deve quindi essere garantito. Solo il preside della facoltà di Giurisprudenza, Di Cataldo, ha incontrato qualche problema tecnico riguardo alla norma che tuttavia sarà presto superato. Un giudizio positivo lo esprime anche Antonino Landro, studente partecipe del progetto, che vede l iniziativa come un passo in avanti per gli studenti. Questi, devono avere maggiori diritti in questo sistema universitario che non agevola, molto spesso, chi si dedica ad una carriera di studi. Valentina Consoli >CONTINUA A PAG. 2

2 2 N. 7 Sabato 25 Febbraio 2012 giarre Credo nella giustizia terrena La vocazione per la legalità si impadronisce del cuore di una donna giarrese, che racconta l elevato spessore morale della nobile missione di cui si è fatta carico: quella di giudice popolare In un mondo in cui corruzione e criminalità imperversano con una forza dilagante, il rischio che la rassegnazione possa avere il sopravvento sulla speranza di camminare in un mondo investito dalla luce della redenzione, è elevato. Tracce di questo processo di abbandono della fiducia nell affermazione degli ideali di giustizia, sono riscontrabili negli atteggiamenti degli individui, che si ritrovano invischiati in una realtà macchiata da illeciti ed efferatezze. Infatti, laddove trasgredire le leggi è una consuetudine, la reazione di chi ne piange le conseguenze è quella di piegare il collo sotto il giogo del ricatto, attraverso compromessi che si sostanziano, spesso, nel disvalore della reticenza omertosa. Tale impostazione comportamentale, quasi sempre indotta, affonda le radici in una paura invasiva che impedisce, a quella fetta del popolo fragile, di imbottirsi di coraggio e denunciare misfatti che alterano lo svolgimento armonico delle dinamiche sociali. Ed in questa spirale che nutre le istanze del male, a risentirne sono proprio gli organi di giustizia, spesso tacciati dai più, per giustificare il loro mancato coinvolgimento, di non essere mai ineccepibili nell esecuzione dei procedimenti processuali, o di essere troppo lenti nell applicazione delle leggi. Ma se i cittadini sviluppassero un senso di giustizia tale da collaborare, con maggiore determinazione, con gli organi ad essa preposti, forse sarebbe possibile sbrogliare il bandolo della matassa, conformemente ai tanti casi irrisolti che si sono susseguiti nelle aule dei tribunali. Ad esserne fermamente convinta è una donna giarrese, infervorata d amore per la giustizia a tal punto da scegliere di diventarne una nobile esponente. La tristezza per la materializzazione di eventi ascrivibili alla cronaca nera le ha, infatti, suggerito di sposare una causa di elevato profilo etico: ovvero quella di espletare la mansione di giudice popolare. Ad incendiare di passione le sue tensioni idealistiche è stato il suo desiderio di vedere i volti dei parenti delle vittime di eventi tragici, irradiarsi di quel senso di pace che appartiene a chi non ha lanciato invano i propri appelli alla giustizia. A che età maturò la sua decisione di espletare la mansione di giudice popolare? Ricorda un episodio che generò in lei il desiderio di farsi garante dell applicazione della giustizia? «Avevo 32 anni quando, desiderosa di partecipare alle dinamiche protese all applicazione della giustizia, ho presentato al mio Comune di residenza, una volta avviato un bando dal Comune di Giarre, la richiesta per l iscrizione all albo dei giudici popolari. Sapevo che tale bando sarebbe stato pubblicato ogni due anni. Di conseguenza, alla luce della crescita esponenziale della mia sete di garantire l applicazione della giustizia, ho deciso di non temporeggiare e di provare a gettarmi a capofitto in questa esperienza. Destino volle che il mio nominativo venisse sorteggiato, e così ricevetti la telefonata dei Carabinieri che mi convocarono affinché mi presentassi in tribunale. Lì, accettai la nomina assumendomi tutti gli oneri e gli onori che essa comportava. Da allora, poter affiancare il Presidente della Corte d Assise nella sua missione, è per me motivo di estremo orgoglio. Non esiste un episodio specifico che ha generato in me il desiderio di assolvere a questa mansione. Posso solo asserire che le notizie di cronaca nera e di malavita, comunicate dai mass-media, incrementarono in me il desiderio di contribuire ad intensificare l efficacia della giustizia». Ricorda la prima udienza cui partecipò? Mi parli dell impatto che lei ha avuto con essa? «Il primo caso in cui mi sono imbattuta riguardava una rapina culminata in un omicidio. L impatto è stato davvero angosciante poiché quattro testimoni hanno descritto l omicidio dello sventurato in questione, senza che vi fossero discrepanze di alcun tipo tra i racconti snocciolati. Entrando nel dettaglio, si è trattato di una rapina avvenuta all interno della zona industriale di Catania ed effettuata da un ragazzo, che si era impadronito di un mezzo deputato al trasporto di latticini, per fuggire con esso. Il proprietario del veicolo intuì le intenzioni dell individuo e tentò di sbarrargli la strada collocandosi davanti al mezzo, ma il rapinatore, pur di non rinunciare alla refurtiva, lo travolse con il suo stesso veicolo. Il racconto del medico legale, impegnatosi a prendere i rilievi sul cadavere, è stato alla fine determinante per il prosieguo del processo. La sentenza ha, infatti, condannato il ragazzo a 24 anni per l omicidio e due per la rapina. A pesare a suo discapito è stato il suo rifiuto a manifestare il pentimento». Le capita di pensare maggiormente ai volti delle persone condannate o a quelli dei parenti delle vittime? «Penso frequentemente ai volti delle vittime della scelleratezza, della malvagità e dell idiozia umana. Non posso non mettermi poi nei patti di coloro i quali hanno vissuto quell atroce conseguenza della tragedia: ovvero il dolore per la perdita di un proprio caro». Si è mai imbattuta in una circostanza in cui si è trovata a dissentire dalla sentenza abbozzata dal giudice?dunque ci sono mai state delle divergenze tra la sua posizione e quella del giudice o il suo pensiero è sempre stato uniforme a quello del primo? «Ciò non è mai capitato perchè il Presidente della Corte non ha mai fatto mancare la sua presenza portando fascicoli e verbali per poi discutere sul motivo per cui si possa arrivare a certi estremi.spesso si arriva alla conclusione che la vita non è mai veramente valutata per quello che è:ovvero un dono da custodire nel rispetto di quelle altrui. Non posso poi non rimarcare le sue elevate doti umane. Riavvolgendo il nastro e facendo riferimento al primo caso da me evidenziato per esempio, malgrado la richiesta di ergastolo per l imputato da parte del pubblico ministero, il Presidente non ottemperò a tale richiesta. A tal proposito mi corre l obbligo di rendere noto che, secondo il codice penale, in caso di omicidio non si possono chiedere più di 30 anni di reclusione. O si chiedono 30 anni di reclusione o si chiede l ergastolo». Qual è stato il caso più scottante in cui si è imbattuta? «Si tratta di un processo ancora in corso, incentrato sulla vicenda di un ragazzo-pentito di mafia che, per vendicare la morte del padre, decise di collaborare con la giustizia, denunciando la faida tra due clan, dei quali uno era composto da componenti della sua famiglia. Lo zio però, per timore che saltassero fuori dei nomi, forse con la complicità della madre e della sorella del ragazzo in questione, si mise d accordo con l esponente dell altro clan affinché questo ragazzo venisse sequestrato ed ucciso. E così avvenne. Le donne incriminate però, in un primo momento condannate in primo grado all ergastolo, sono state poi assolte dalla Corte d Assise d Appello. Ciò che mi lascia sgomenta di questa vicenda è il cinismo con cui pare che lo zio abbia anteposto la sopravvivenza del clan al legame di sangue. Purtroppo, qui in Sicilia la cultura della mafia attecchisce più facilmente di quella alla legalità». Il suo pensiero ha mai influito sulla decisione del giudice?se sì, ha mai provato rimorso per aver, con il suo giudizio, influito su una decisione di condanna o assoluzione? «Mai. Gli indizi e le prove a carico degli imputati sono sempre state così lapalissiane da lasciare poche ombre di dubbio. Mi auguro solo che certe severe condanne possano indurre esponenti malavitosi a redimersi, così come mi auguro che il desiderio di collaborare con la giustizia, da parte dei pentiti, prevalga sulla paura di essere vittime di vili ripercussioni. Se così non fosse, non potrei mai credere nella giustizia terrena». Umberto Trovato Un volo di voci e libertà Il Coro polifonico Imago Vocis ospite all Istituto penitenziario di Giarre per un evento che ha saputo regalare grande coinvolgimento ed emozioni Si può benissimo parlare di evento memorabile al carcere di Giarre. Infatti, ospite dell Istituto penitenziario di Giarre è stato nientepopodimenochè il coro polifonico Imago Vocis, composto da oltre sessanta elementi e diretto da Padre Salvatore Resca, della Comunità Parrocchiale Santi Pietro e Paolo di Catania. L evento, sotto la preziosa supervisione e il puntuale coordinamento del dott. Aldo Tiralongo, direttore del carcere di Giarre, è stato propiziato e organizzato dal Capo educatore, dott.ssa Flavia Cocuzza, e sostenuto da tutta l èquipe educativa, composta dallo psicologo dott. Salvo Coco e dalle volontarie penitenziarie dott.ssa Vanessa Vinci e dott.ssa Rita Composto, ha avuto un successo graditissimo. La recita polifonica ha suscitato fra la popolazione detenuta grande stupore e piacevole coinvolgimento. Presente al concerto ed entusiasta la dott.ssa Sangricoli dell Ufficio di Sorveglianza di Catania. Tutti i detenuti presenti hanno assaporato, assieme agli operatori penitenziari, le quattro voci del coro, i soprani, i contralti, i tenori, i bassi ed ascoltato la dinamica musica della fisarmonica, suonata dallo stesso eclettico Padre Resca. Egli, oltre ad essere un buon musicista, è un magnifico e competentissimo maestro d orchestra e di coro. Dirige ogni voce e ogni gruppo con quella passione perniciosa di chi è un appassionato della materia. Sul palco dell Istituto, avuto in dono dall Amministrazione comunale di Giarre, hanno sfilato e si sono piazzati i coristi, i polifonici e alcuni musicisti. A terra, distribuiti ai lati del salone teatrale, erano piazzati il batterista, alcuni cantori, il pianoforte, alcuni chitarristi ed il basso. All evento hanno partecipato, in servizio, anche i dieci giovani allievi della Polizia penitenziaria che stanno svolgendo il corso di addestramento formativo per l immissione negli istituti penitenziari. Tutti capitanati e diretti dagli insostituibili responsabili: il comandante dott. Sergio Bruno e gli Ispettori Enzo Nicastro e Gianni Trumino. La compagine corale formata dal folto gruppo di cantori, si è esibita per oltre due ore, cantando a varie voci e tutti insieme le più note melodie e le più belle canzoni italo-inglesi. I cantori esprimevano all unisono non solo il brano ma anche il costume musicale dell epoca a cui appartiene il pezzo. I loro cuori e le loro voci vibravano all unisono, sorridevano dello stesso sorriso e questo è, ha affermato uno di loro, il segreto del nostro essere coro. Il Maestro che dirige l orchestra e il coro nel contempo spiega i pezzi, preannuncia i sentiri ed entusiasma la platea. Il gruppo polifonico ha partecipato a numerose manifestazioni musicali, in Italia e all estero, e si è particolarmente distinto, oltre che in tutta Italia, anche il Inghilterra e in Svizzera. I giovani detenuti, particolarmente attenti ed entusiasti, hanno assistito con reale partecipazione all evento anche perché hanno, prima dell incontro, svolto un accurato corso sull ascolto della musica corale e polifonica e si sono esercitati ad accogliere un esperienza per loro nuova e particolarmente impegnativa, sul piano sonoro e sul piano educativo. Tanto è vero questo che alcuni rappresentanti dei detenuti, alla fine della rappresentazione, hanno consegnato a Padre Resca dei documenti scritti con le loro sensazioni e con i loro ringraziamenti. Si può senza tema di sbagliare asserire che c è stato un vero e proprio delirio di condivisione e, nel contempo, una grande attesa per i prossimi concerti di questo stesso coro all interno dell Istituto. I coristi, gli spettatori e tutti i presenti si sono scambiati la promessa che si rivedranno quanto prima. Un ringraziamento particolare va alla dott.ssa Manuela Romano dell area educativa, che ha tenuto i contatti con il gruppo Imago Vocis, propiziando una mattinata graditissima e assai diversa dal solito. Una mattinata piacevole e molto, molto educativa, sia per i detenuti che per gli operatori. Lucia Brischetto APPUNTAMENTO Ricordando Francesco Sciacca: Iniziativa della S.M.S. Macherione in collaborazione con il Comune e la Società di Storia patria Parte dalla S.M.S. Macherione di Giarre l iniziativa per ricordare la figura e l opera di Francesco Sciacca. Oggi, sabato 25 febbraio 2012, nell auditorium del plesso Verga, alle ore 10,00, sarà presentato il volume, edito dalla stessa scuola, Francesco Sciacca, l uomo, il preside, lo studioso. Il preside Sciacca rappresenta la storia della S.M.S. Giuseppe Macherione, da lui diretta fin dalla sua costituzione e, continuativamente, per ventisette anni; ed ha anche ha proposto l intitolazione della scuola al patriota giarrese che costituisce un anello di congiunzione tra microstoria (storia di Giarre) e macrostoria (l Italia del Risorgimento). Il volume contiene i lavori svolti dagli alunni della Macherione e di alcune scuole dell hinderland sulla figura del preside, nonché scritti inediti in prosa e in versi dello stesso Sciacca. Il programma prevede i saluti di benvenuto del Dirigente scolastico, Carmelo Torrisi, seguiti dall introduzione a cura delle prof.sse Rosa Maria Mannino e Gabriella Cavallaro. Nella prosecuzione sono previsti gli interventi del prof. Nicolò Mineo, del prof. Girolamo Barletta, della dott.ssa Teresa Sodano, sindaco di Giarre, della prof.ssa Anna Castiglione. Saranno presenti i figli del preside Sciacca, Santa, Nino, Tindara ed altri familiari. Nel corso dell incontro è previsto anche un récital di poesie di F. Sciacca animato dagli alunni della Scuola, con l accompagnamento musicale del Maestro Giuseppe Mignemi, al piano, e del Maestro Rosario Mangano, alla tromba. da pag. 1 - Meglio fuori che dentro? L iniziativa è positiva per chi per vari motivi non riesce a restare in corso con gli esame ed entra a far parte del club dei fuori corso. Tuttavia, una domanda nasce spontanea: ma coloro che sono in regola con gli esami? Quei ragazzi che sacrificano parte della propria vita sociale chini sui libri, per non restare indietro con le materie, non meritano appelli in più? Fino a qualche anno fa esistevano 3 appelli a sessione, che permettevano, a chi avesse voluto e potuto, di dare più materie. Oggi, uno di questi appelli è stato sospeso e non tutti riescono a sfruttare le date utili a dare gli esami delle varie materie, poiché a volte esse coincidono o sono troppo vicine tra loro. Cosa fare per questi futuri fuori corso? Il Senatore Filippo Catania afferma che il terzo appello è stato sospeso dopo la rimozione del salt appello, cioè l impossibilità di riprovare a dare un esame, in caso di bocciatura, nella stessa sessione. Questi si impegnerà a fare, in futuro, qualcosa per coloro che restano in corso di studi, anche se il buon senso dovrebbe arrivare dalle singole facoltà. Anche Antonino Landro afferma che in futuro si cercherà di fare qualcosa per chi, anche a fatica, resta in corso. Nulla di definito però, solo una speranza in possibili richieste di soccorso per coloro che cercano di stare a galla, invece di adagiarsi e diventare dei fuori corso. Per alcuni studenti la norma non è del tutto giusta: è vero che chi è fuori corso lo è per motivi seri, per la maggior parte dei casi, ma è anche vero che anche chi rispetta le scadenze dovrebbe essere tutelato. Occorre necessariamente essere fuori corso per essere ascoltati? Ai posteri l ardua sentenza. Valentina Consoli Direttore responsabile: Salvatore Agati Condirettore: Corrado Petralia Già Direttore: Angelo Patanè Editore: Società Cooperativa di Lavori e Servizi Sant Isidoro a r.l. Sede: Via Callipoli n Giarre (CT) Tel. 095/ Fax 095/ Reg. al Tribunale di Catania N. 557 del 1980 Nuova edizione Registro Naz. della Stampa N del Stampa: Eurografica s.r.l. S.S. 114 Orientale Sicula - RIPOSTO (CT) Tel Fax Abbonam. Soci: 5,20 Ordinario: 48,00 Sostenitore: 258,00 C/C Postale N L importo dell abbonamento è detraibile dal reddito Pubblicità: Manchettes di testata 130,00 cad., pubblicità modulo (44x36 mm.) 41,40; commerciale, culle, nozze, ecc. 2,00 mm.; sentenze e legali 2,50; redazionali 1,50 mm.; necrologi 0,25 a parola nome in neretto e titoli 1,50 a parola, croce 8,00; pubblicità a colori +35%; posizione di rigore +10%; pubblicità politico 2,50 mm. I.V.A. 20% esclusa. Il giornale si riserva in ogni caso il diritto di rifiutare qualsiasi inserzione. 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3 Il capolavoro della mistificazione Da Quarto al Volturno, va in scena una farsa allestita dai poteri occulti internazionali a danno della Sicilia e del Meridione Massoneria, mafia, camorra, intrighi, corruzione e complicità dei generali e dei dignitari borbonici furono, infatti, i puntelli e gli ingredienti determinanti per il successo dell impresa dei Mille, senza i quali la spedizione avrebbe certamente avuto esito ben diverso. Era impensabile, da un punto di vista strategico e militare, così come avvenne a Palermo il 3 giugno del 1860, che borbonici ben armati e attrezzati si arrendessero a poco più di improvvisati e male in arnese tra picciotti e garibaldini, se tutto non fosse stato preparato e preordinato a tavolino con la complicità, la corruzione e l arrendevolezza degli stessi generali borbonici. Con la spedizione dei Mille iniziò il lungo processo di scientifica colonizzazione del Sud e della Sicilia Le consorterie massoniche ebbero, poi, un ruolo determinante nell allestimento della stessa spedizione. Mas soni erano, infatti, eminenti statisti piemontesi e inglesi di quel tempo, più che mai interessati all espansionismo territoriale dello Stato sabaudo. Fra questi, Camillo Benso di Cavour, primo ministro del regno di Sardegna, Costantino Nigra, Filippo Cordova e lord Henry Tempie Palmerstone, primo ministro Inglese. Massoni erano anche il ministro della guerra borbonico, Salvatore Pianell, e Liborio Romano, ministro degli interni di Francesco II, nonché tutto lo Stato maggiore della spedizione dei Mille: Giuseppe Garibaldi, Franceso Crispi, iscritto allo loggia Trionfo Ligure, Nino Bixio, anch egli iniziato, nel 1858, alla stessa loggia con il numero di tessera 105, Simone Schiaffino, n. 39, e Giuseppe Bandi. Iscritto alla medesima loggia troviamo anche G. B. Fouché, amministratore della compagnia Rubattino, che si prodigò in tutti i modi per la buona riuscita dell impresa, garantendo la disponibi lità di due velieri, il Piemonte e il Lombardo, senza non prima (da buon genovese) assicurarsi della copertura di una fidejussione da lire dei fratelli Antongini, titolari della società Borgosesia. Il tempio del Grande Oriente dei Mille era ab bastanza affollato di uomini della politica, dell industria, degli affari e delle armi che fanno a gara per mettere a disposizione i propri mattoni (offerte pubbliche e segrete) al fratello Giuseppe Garibaldi per garantirsi, alla riuscita dell impresa, cospicui ritorni. Arriva così dagli interessati sostenitori un buon flusso di finanziamenti ban - cari, di beni e servizi delle mag giori industrie cotoniere lombardo-piemontesi, dei costruttori di strade e ferrovie e di fabbricanti d armi. Un altrettanto cospicuo contributo di denaro arrivò pure d ol tremanica, dai fratelli inglesi, in piastre turche traducibili in tre mi - lioni di franchi d allora. Ce n era abbastanza per comprare più che per conquistare un regno... E così avvenne. Significative sono al riguardo alcune testimonianze dell epoca. Tra tutte, quella del giornale Il Piemonte che, il 13 settembre 1860, mentre Garibaldi era ancora a Napoli, pubblicò a Torino un articolo dal titolo Il creduto prodigio di Garibaldi, riportando: «Le imprese di Garibaldi nelle Due Sicilie parvero così strane che i suoi ammiratori han potuto chiamarle prodigiose. Un pugno di giovani guidati da un audacissimo, sconfigge eserciti, piglia d assalto le città e in poche settimane si fa padrone di un reame di 9 milioni di abitanti. E ciò senza navigli e senz armi. Altro che veni, vidi, vici. Non avvi Cesare che tenga a petto di Garibaldi. I miracoli, però, non li ha fatti lui, ma il generale Nunziante e l altri ufficiali dell esercito che con infinito onore dell armata napoletana, prezzolati disertarono la loro bandiera per correre sotto quella del nemico. I miracoli li ha fatti il conte di Siracusa colla sua amorevolissima lettera al nipote. Li ha fatti la guardia nazionale che secondo il solito, voltò le armi contro il re, che gliele aveva date poche ore prima. Li ha fatti il gabinetto di Liborio Romano, il quale, dopo aver genuflesso, fino al giorno prima, ai piedi del trono di Francesco II, si prostrò, il giorno dopo, ai piedi di Gari - baldi (fulgido esempio di servilismo e opportunismo, nda). Con questi miracoli ancor io sarei capace di fare conquista non dico della Sicilia e del reame di Napoli, ma dell universo caleidoscopio N. 7 Sabato 25 Febbraio mondo. Dunque non state a contare le prodezze di sua maestà Garibaldi. Egli massone non è che il comodino della rivolu zione. Le società segrete che hanno le loro reti in tutto il Paese delle Due Sicilie, hanno, di lunga mano, preparato ogni cosa per la rivolu - zione e quando fu tutto apparecchiato si chiamò Garibaldi a eseguire i piani. Se non Garibaldi sarebbe stato Mazzini, Kossuth, Orsini o Lucio della Venaria, faceva lo stesso. Appiccare il fuoco a una mina anche un bambino può farlo. Di fatto, vedete che dappertutto dove giunge Garibaldi la rivoluzione è organizzata siffatto, i proclami sono belli e fatti anzi stampati. In questo modo credo che Garibaldi può tranquillamente fare il giro del mondo a pian tare bandierine tricolori del Piemonte. Dopo Napoli Roma, dopo Roma Venezia, dopo Venezia la Dalmazia, dopo la Dalmazia l Austria, ca duta l Austria il mondo è di Garibaldi cioè del Piemonte oh che cuccagna! Torino capitale d Europa, anzi dell orbe terracqueo e noi torinesi padroni del mondo». Un articolo tutto dire. E ancora, nell agosto del 1861, ad un anno dall impresa dei Mille, il giornale tedesco Ost Deutsch Post, a sua volta, commentava la gloriosa impresa di Garibaldi, con particolare riferimento alla corruzione ed al tradimento dei generali borbonici: «Garibaldi deve essere dolente che le cose siano rese così facili. In faccia a tale nemico la sua gloria militare non può ar - ricchirsi di alcun alloro». Come altrettanto significativa sul bluff dell impresa e sul genio militare dell eroe dei due mondi vi è un altra più che attendibile testimonianza. Una lettera inedita, pub blicata dallo storico Massimo Ganci nel suo «Il futuro si costruisce a cominciare dal passato. Se ciò non avviene, vuol dire che non siamo liberi» (Nicola Zitara) libro La nazione siciliana e conservata presso la Biblioteca comunale di Pa lermo, ai segni 2-Qq-E-179, n In essa, il barone Vito D Ondes Reggio, giu rista, patriota antiborbonico e deputato al primo parlamento italiano a palazzo Carignano, a proposito di Garibaldi, così scriveva da Genova a Lorenzo Cottù Marziani, marchese di Roccaforte il 15 agosto 1862: «Ca rissimo amico, le cose che passano in Sicilia, la condotta dì Garibaldi e quella del governo, e la condotta dei siciliani, ciò che più mi duole, sono così incredibili, e pure verissime. Finiamola, una volta per tutte, col linguaggio convenzionale, che Garibaldi sia avventuroso e coraggioso, che nella spedizione in Sicilia dovesse perire, eppure visse e trionfò come un eroe, il quale buttandosi dal campanile di Notre Dame, invece di fracassarsi in cento pezzi, comincia a correre e prendere un pallio. Ma la cosa diventa meno straordinaria quando si scopre che nel terreno vi era del fieno, e che delle corde, a cui afferrarsi tempestivamente scendeano dal campanile. La flotta che non lo mandò a fondo erano legni napoletani, e i denari furono versati a larga mano ai generali borbonici. Del resto Garibaldi è un idiota incapace di comandare un reggimento, è un ambiziosissimo, ed è impazzito dall adulazione di Mazzini e dei mazziniani, che mutato nome si chiamano garibaldini, i quali l attorniano e se ne servono come un fantoccio (...)». La lettera prosegue poi con un pesante giudizio sulla strumentalizzazione di Garibaldi a proposito dei fatti di Aspromonte. (6. Vae victis! - Garibaldi: eroe o cialtrone? 2012) Salvatore Musumeci Quasi come una magarìa... Investimento per il territorio Aci Sant Antonio: il Comune acquisisce un area per la realizzazione di un Centro raccolta per i rifiuti differenziati Arrivano importanti novità ad Aci Sant Antonio per quanto riguarda il settore della raccolta differenziata dei rifiuti. Infatti, la Giunta Municipale guidata dal sindaco, dott. Pippo Cutuli, con la delibera numero 4 del 14 febbraio 2012, ha provveduto a prendere in locazione un tratto di terreno sito in via S. Onofrio, angolo via Croce, per consentire la realizzazione di un Centro Raccolta Comunale provvisorio per il conferimento di rifiuti differenziati tra cartone, plastica, vetro. Il Centro servirà allo stoccaggio provvisorio delle frazioni di rifiuto prima del loro definitivo trasporto nelle piattaforme autorizzate di riferimento dei Consorzi di Filiera del CONAI, con i quali l ente ha attivato di recente alcune specifiche convenzioni. Il terreno scelto dall Amministrazione comunale ha una superficie di metri quadri e verrà dotato di un apposita recinzione, di barriere esterne realizzate con siepi, di un adeguato sistema di illuminazione, di rampe carrabili per il conferimento di materiali ingombranti o pesanti, di un sistema di smaltimento delle acque meteoriche, della tettoia di copertura zona scarrabili e di un alloggio per il custode. Tutti interventi che porteranno all adeguamento ai richiesti standard, garantendo così al Centro le dovute basi per diventare il punto di riferimento per i cittadini che verranno ulteriormente spinti versa la raccolta differenziata. «L obiettivo confermano il sindaco Cutuli e l assessore all ecologia, Orazio Pulvirenti è quello di incrementare in maniera tangibile, e con effetti immediati, le percentuali di raccolta differenziata e raggiungere così gli obiettivi prefissati. Per tale motivo, si è avviato lo scorso anno, in data 6 luglio, l iter con la pubblicazione di un bando pubblico per la ricerca di un area adeguata; al suddetto bando hanno partecipato quattro ditte, di cui due idonee. Tra quest ultime, soltanto una ha fornito la disponibilità ad effettuare i previsti lavori di adeguamento del sito. Nelle more dell ultimazione dei lavori si sta provvedendo a stilare l apposito regolamento da sottoporre al Consiglio comunale. Ci auguriamo che, attraverso questo nuovo impianto, mai avuto in precedenza sul territorio, si possa concretamente giungere ad ottimi risultati di differenziata». Amalia C.R. Musumeci Catania: Vincenzo Pirrotta incanta il teatro Coppola. Conversazione con il regista e attore siciliano del teatro di rivoluzione che ha saputo andare oltre gli schemi convenzionali La magarìa è, nella cultura della tradizione sicula, un opera di magia che ha il fine di ottenere un vantaggio o di provocare uno sconvolgimento: senza dubbio il teatro del regista e attore Vincenzo Pirrotta è una magarìa. Di recente impegnato nella regia della Carmen di Bizet al Teatro Massimo Bellini, Vincenzo Pirrotta ha incontrato il Teatro Coppola per una conversazione sul suo teatro, accompagnato dalla prof.ssa Stefania Rimini, da Fernando Gioviale e Dario Tomasello. Ad aprire il dibattito la proiezione del documentario Come una magarìa, a cura della prof.ssa Stefania Rimini la quale, introducendo l incontro, spiega: «Questo incontro nasce grazie alla Società Dante Alighieri che ha immaginato un percorso di incontri dal titolo Intersezioni Siciliane, inaugurato con Vincenzo Pirrotta. Abbiamo scelto di rinunciare al Coro di Notte per essere al Teatro Coppola proprio come segno di una presenza, di una partecipazione. Questo video Come una Magarìa dà una misura di come il teatro di Vincenzo Pirrotta sia teatro da vedere e, allo stesso tempo, anche teatro da leggere». Un teatro di Rivoluzione, come lo stesso Vincenzo Pirrotta ama definire la sua ricerca teatrale, che diviene canale di trasmissione di una realtà raccontata con la stessa sconvolgente violenza con cui si manifesta al di fuori della scena: «L esigenza è quella di fissare il punto di vista rispetto ad argomenti importanti per la società in cui viviamo, con la profonda convinzione che il mio teatro debba avere un fine provocatorio che deve arrivare come un pugno allo stomaco allo spettatore. Lo spettatore non deve sentirsi calmo, bensì continuamente chiamato in causa. Se uno solo uno, tra i cinquecento spettatori che sono in sala, si sentirà colpito durante lo spettacolo io avrò raggiunto il mio scopo». Magistralmente, il teatro di Vincenzo Pirrotta, si allontana da versioni surrogate o edulcorate della realtà, sollevando il velo di perbenismo artefatto in cui è avvolto il teatro: ne sanno qualcosa gli abbonati del Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania che, dopo tredici anni, hanno assistito al ritorno della Carmen di Bizet firmata dalla regia del geniale Pirrotta. Il regista ha immaginato un azione che ruotasse attorno al concetto di richiamo della carne : «Lavorare alla regia della Carmen di Bizet, mi ha dato la possibilità di parlare di certi temi, andando contro a quanto gli abbonati del teatro Massimo Bellini si aspettavano. Quando Bizet parla di teatro di crudeltà secondo me è chiaro che la parola crudeltà è da intendersi letteralmente come qualcosa che ti può sconvolgere. Carmen è, indubbiamente, un opera dove, l odore del sangue aleggia nell aria. Mi piacerebbe se il pubblico avvertisse veramente l odore del sangue, quando il richiamo della carne è talmente forte da sconvolgere i sensi: in Sicilia si dice della persona che lo provoca: Mi fa sangu, è il sangue che ribolle, che fa perdere la testa. Carmen fa sangu ed è consapevole di questo». Assistendo alla poetica drammaticità del teatro di Vincenzo Pirrotta si coglie un esigenza, una necessità più profonda del semplice sconvolgere lo spettatore: una disperata denuncia si cela dietro ogni parola dei suoi testi, il bisogno di smascherare tragiche realtà protette dal buio del puritanesimo, in alcuni casi, o dell omertà, in altri.«credo che il compito del teatro spiega il regista sia quello di provocare, di creare una Rivoluzione nelle coscienze. Io ho vissuto in un paese, Partinico, dove il rapporto con la mafia lo avvertivo anche solo pensando a quanti miei compagni sono stati in carcere o ammazzati. L esigenza mia era dunque quella di raccontare la sofferenza di un ragazzo che vede il suo paese colpito nel cuore e ammantato da questa nube tossica, da questo tumore che lo sta mangiando». - Qual è la caratteristica che rende il teatro un arte fondamentale? «Il teatro possiede la grande forza della rivoluzione. A un certo punto della mia carriera avevo quasi smesso di fare questo mestiere a causa dei tableau vivant: si apriva il sipario e per sette minuti, di una noia allucinante, dovevamo stare immobili sul palcoscenico. Questi sette minuti sono stati fondamentali per farmi capire che quel tipo di teatro era una cosa inutile: era inutile che gli spettatori fossero li seduti in platea ed era inutile che noi fossimo li in palcoscenico. Quei 7 minuti mi hanno spinto a dire basta con il teatro e basta assolutamente con i tableau vivant. Erano tavoli morti, non erano tavoli vivi! Quando il teatro perde la sua forza di essere rivoluzionario perde la sua funzione (fatta eccezione per il teatro di intrattenimento). Da allora ho avuto la necessità di dire delle cose attraverso il teatro in chiave di denuncia: testi forti come Sacre-Stie, in cui c è l esigenza di raccontare la pedofilia consumata nelle sacrestie, o Ballata delle ballate, che racconta rapporto tra religione e mafia, sono testi molto crudi cosi com è crudele la realtà di una cosca mafiosa che getta un bambino nell acido o di un cardinale pedofilo. A volte, durante le prove, ci guardiamo: certo è difficile portare temi scottanti in scena, è una cosa terribile anche immedesimarsi, ma abbiamo il dovere di farlo perché stiamo denunciando una cosa. Una volta ebbi una discussione con un vescovo che mi accusava di avercela con la chiesa cattolica e io gli risposi: Io sto denunciando i preti pedofili. Lei cosa mi sta dicendo, che vuole difendere i preti pedofili? Perchè se lei mi sta dicendo questo è un conto, altrimenti io sto facendo una denuncia e sono libero di farla». Il racconto teatrale di Vincenzo Pirrotta è un percorso di sentimento, sconvolgimento e denuncia che si anima nella fisicità espressiva dell interpretazione, onesta e istintiva, della realtà, raccontando con una cruda drammaticità il reportage di questa Terra matta che è la Sicilia. Marzia Vaccino

4 4 N. 7 Sabato 25 Febbraio 2012 acese Allegria, nonostante Giove Pluvio Il più bel Carnevale di Sicilia costretto dal maltempo a modificare il tradizionale calendario, con un ulteriore fine settimana per le sfilate finali dei carri Un ritorno di esperienza Acireale: in Consiglio comunale arriva l ing. Salvatore Maugeri, che vanta una lunga militanza all interno della vita politica del Civico consesso Registriamo ancora una volta, tra le tante in questo ultimo periodo, l ingresso di un nuovo consigliere nel Consiglio comunale di Acireale nel Gruppo IpA-UDC. Quello di cui ci occupiamo riguarda il dott. Ing. Salvatore Maugeri, acese, classe 1954, nativo della frazione di Scillichenti dove ancora risiede, laurea nell Università di Pisa, libero professionista che, per tradizione, si dedica alla coltivazione dei limoni. Essendo stato il primo dei non eletti nella IpA-UDC è subentrato al Ricercatore e Prof. Mario Pavone, dimessosi dalla carica di consigliere comunale perchè nominato vice Sindaco. Sin dalla giovane età, seguendo la vocazione del padre già amministratore acese, si interessa di politica, militando nelle fila della Democrazia Cristiana. Entra per la prima volta al Palazzo di Città nel 1985 come consigliere comunale DC, sindaco Giuseppe Basile, e vi resta per l intera durata del mandato. Nel 1990, viene di nuovo eletto al Consiglio comunale, sindaco Rosario Sciuto, che dopo due anni lo nomina assessore alla Polizia Municipale, Protezione Civile, Agricoltura. Alle amministrative del 1994 la sua rielezione è risultata scontata con una lista civica di centro, sindaco il senatore Filetti, e ricoprirà la carica di presidente del Consiglio comunale. Negli anni 2000/2002, viene eletto nelle fila del C.D.U. e, sindaco Antonino Nicotra, ricoprirà la carica di capo gruppo. Nel 2003, sindaco Nino Garozzo, è assessore con deleghe alla Protezione Ci- Icapricci di Giove Pluvio hanno ancora una volta preso di mira il Carnevale di Acireale. E così, dopo la falsa partenza, ostacolata da freddo e pioggia, anche la coda del più bel Carnevale di Sicilia è stata guastata dalle condizioni meteo avverse. Un martedì grasso bagnato che non ha permesso di far sfilare per l ultima volta carri allegorici e infiorati e, soprattutto, di procedere alla premiazione finale. Caso unico così, tutto slittato al primo fine settimana utile: sabato 25 e domenica 26. Una decisione presa di concerto dalla Fondazione del Carnevale con i maestri della cartapesta e dei fiori. La motivazione è stata data dal sindaco Nino Garozzo, che ha sottolineato un aspetto molto importante, quello relativo ai giorni di festa svolti in pieno periodo quaresimale. Abbiamo assunto questa decisione non certo a cuor leggero ha scritto il Primo cittadino in una nota, ben sapendo che, tradizionalmente, il Carnevale si chiude con il martedì grasso. Però, già da diversi anni, il nostro regolamento prevede il recupero delle sfilate in caso di pioggia. La nostra decisione non vuole di certo offendere il sentimento religioso di questa Città, che rispettiamo moltissimo, ma l investimento che Acireale fa sul Carnevale in termini economici ed organizzativi, oltre alle aspettative del mondo del commercio, del settore turistico-alberghiero, non solo della Città, ci impone scelte diverse. Fattori, questi, che non sono trascurabili tanto più in tempi di crisi imperante che ci inducono a cogliere ogni opportunità. E il Carnevale, come lo è stato in questi giorni, rappresenta un sostegno certo e sicuro all economia non solo di Acireale. Peraltro, importanti manifestazioni di rilevanza nazionale, come lo è la nostra, prevedono le sfilate anche in data successiva a quelle tradizionali. Per Acireale è la prima volta che ciò avviene, ma è anche la prima volta che le condizioni meteo del martedì grasso non consentono neppure l inizio della prevista sfilata, o dell atto conclusivo della premiazione, oltre alle altre sospensioni o modifiche al programma che si sono rese necessarie. Ringraziamo i carristi per la disponibilità offerta e le centinaia, se non migliaia, di persone che, a titolo personale o per conto di gruppi organizzati, hanno chiamato questa mattina da ogni parte, segno del successo del Carnevale di Acireale e delle attese che la nostra manifestazione suscita. Questo il programma della coda di carnevale: sabato 25, alle ore 16, i carri allegorico-grotteschi effettueranno una parata con esibizione lungo il circuito, e posizionamento finale dei carri in piazza Duomo e piazza Indirizzo; ore 20, piazza Duomo, premiazione di tutti i concorsi del Carnevale, fatto eccezione per quello relativo i carri allegorici; ore 21, piazza Duomo, Rumori Barocchi, a cura della Consulta giovanile. Domenica 26: dal mattino carri allegorici in esposizione; ore 15.30, parata dei carri allegorici con esibizione degli stessi lungo il circuito; ore 20, piazza Duomo, raduno e premiazione del Concorso carri allegorico-grotteschi; ore 21, spettacolo musicale Katanaci Band. Ai fini del concorso carri allegorici, si comunica che le parate di sabato 25 e domenica 26 sono valide ai fini della graduatoria finale. La graduatoria dei Carri infiorati sarà determinata dall esito delle votazioni già effettuate e relative alle sfilate di sabato, domenica e lunedì scorsi. La premiazione dei carri infiorati è prevista sabato alle ore 20. Antonio Carreca vile. E quale affermato professionista tecnico e ancora giovane politico acese nel periodo 2006/2008 è stato amministratore della Terme di Acireale Spa. Ancora un cambio di partito, dovuto alla scomparsa del C.D.U. ed alla crescita dell U.D.C., nel periodo 2008/2009, con questo partito sarà ancora una volta consigliere comunale. All inizio di questa cronaca parlavamo che Salvatore Maugeri faceva parte del Gruppo IpA-UDC, oggi (mese di febbraio 2012), fa parte dell U.D.C. il cui capo gruppo in Consiglio comunale è Rito Greco, ed è inserito nella Commissione comunale denominata Affari Generali. Concludiamo dicendo che Salvatore Maugeri, nella sua carriera politica, fatta sempre con passione e spirito di servizio, è stato ed è protagonista nel dibattito sul P.R.G., sulla programmazione dei Lavori Pubblici, sulla stesura dei regolamenti comunali ed ha sostenuto sempre le istanze dei cittadini portando avanti programmi utili allo sviluppo dell intero territorio acese. Camillo De Martino I giorni della commozione Nel giro di poche ore, la scorsa settimana, Acireale ha pianto la scomparsa del prof. Ignazio Marino e dell avv. Pietro Filetti Sono stati giorni di commozione e di lutto, quelli della scorsa settimana, ad Acireale. La Città a distanza di appena 24 ore ha dovuto piangere la scomparsa di due personaggi di spicco, noti e apprezzati per l attività svolta nel mondo accademico e in quello della politica. Parliamo del prof. avv. Ignazio Maria Marino (nella foto) e dell avv. Pietro Filetti (quest ultimo già ricordato nello scorso numero del Gazzettino). Sessantanove anni, ordinario di Diritto amministrativo presso la Facoltà di Scienze Politiche dell Università di Catania il prof. Ignazio Maria Marino, nel 1994, ha anche sfiorato l elezione a Sindaco della città, sfidando il sen. Cristoforo Filetti, che poi ebbe la meglio al ballottaggio. Siamo profondamente addolorati e sorpresi per la prematura scomparsa del prof. Marino, padre dello Statuto del Comune di Acireale ha ricordato il sindaco Nino Garozzo. Ci siamo avvalsi della sua signorile persona e della sua profonda preparazione in diversi procedimenti, tra cui quello nei confronti del sistema unico di gestione delle acque, oltre che essere ad oggi uno dei componenti del Nucleo di Valutazione comunale. Un illustre cittadino, un illustre professionista. Commozione e dolore che, poche ore dopo, hanno registrato un ulteriore picco con la notizia dell improvvisa e prematura scomparsa del presidente del Consiglio comunale di Acireale, Pietro Filetti. Una notizia che sconvolge e ci coglie di sorpresa ha detto il sindaco Garozzo. È, per tutti, una grave perdita, per i rapporti personali, professionali e per le istituzioni di questa Città. Uomo dalla onestà cristallina, ha saputo coniugare la passione politica con gli affetti familiari e l impegno professionale. Altissimo il suo senso delle istituzioni delle quali ha sempre dimostrato grande rispetto. Oltre ad una Città profondamente commossa anche il Carnevale ha voluto ricordare l avv. Filetti. I maestri della cartapesta e dei fiori, gli operatori economici e tutte le maestranze a qualunque titolo impegnate nel Carnevale, hanno infatti deciso di spegnere le luci e si sono fermati, un minuto nel giorno della scomparsa e un giorno intero il giorno dei funerali (giornata di lutto cittadino) per ricordarne il profilo umano, professionale e istituzionale di Filetti, grande sostenitore del nostro Carnevale. A.C. Intervento solo rinviato Aci Sant Antonio: posticipata causa maltempo la rimozione delle coperture in eternit presso la scuola elementare di via Montale Non solo scuole ed uffici pubblici chiusi, circolazione stradale difficoltosa, manifestazioni di Carnevale rinviare o annullate. A causa del maltempo sono stati anche rinviati i lavori, inizialmente previsti per il 21 febbraio scorso, per la bonifica delle lastre della copertura in eternit del casotto sito nel cortile della scuola elementare di via eugenio Montale, nella frazione di Santa Maria La Stella, ad Aci S. Antonio. L importante intervento è stato previsto dall ordinanza n. 9 del 16 febbraio 2012, con la quale il sindaco Pippo Cutuli ha incaricato una ditta specializzata nel settore per la rimozione e lo smaltimento dei pannelli in cemento amianto della suddetta copertura. Nella fattispecie, si è provveduto ad intervenire con tempestività ha spiegato l assessore alla Protezione Civile, Orazio Pulvirenti, in considerazione anche della vicinanza del plesso scolastico. Confidiamo adesso nelle favorevoli condizioni meteo per poter avviare e concludere in breve tempo i previsti lavori di bonifica. Valeria Scalisi

5 Note di cultura ed aggregazione Randazzo: per l Associazione Complesso Bandistico Scuola Musicale erasmo Marotta e la Corale Polifonica Basilica S. Maria Assunta arrivato il riconoscimento di Gruppi di interesse nazionale residenti in Sicilia Sono oltre mille i Comuni italiani che, in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dell Unità d Italia, hanno promosso la musica popolare e amatoriale dal 1861 ad oggi. Anche il Comune di Randazzo, nel gennaio dello scorso anno, ha aderito all iniziativa organizzata dal Ministero per i Beni e le Attività culturali - Tavolo Nazionale Musica Popolare e Amatoriale, la cui presidenza è affidata al Prof. Antonio Corsi, proponendo due gruppi locali: l Associazione Complesso Bandistico Scuola Musicale Erasmo Marotta e la Corale Polifonica Basilica S. Maria Assunta. Dopo un lungo iter amministrativo, che ha coinvolto sia il Sindaco, sia il Consiglio comunale, che ne ha riconosciuto l interesse locale, sia il Consiglio dei Ministri, sono stati consegnati i riconoscimenti ai Gruppi di interesse nazionale residenti in Sicilia. Il documento, rilasciato dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, alle due Associazioni musicali randazzesi ed il relativo significato, che il riconoscimento riveste dal punto di vista artistico e sociale, è stato presentato alla cittadinanza nel corso di una breve, ma intensa, cerimonia svoltasi nella sala consiliare Falcone e Borsellino di Randazzo. Alla presenza di un pubblico interessato, del Comandante della Polizia municipale, del Dirigente Salvatore Salmeri, del Presidente del Consiglio comunale, Carmelo Rubbino, e della Giunta Municipale, il sindaco Ernesto Del Campo ha aperto la manifestazione, evidenziando la meritoria attività culturale e di aggregazione in favore della gioventù che svolgono le due Associazioni musicali che, di fatto, valorizzando la ricca tradizione locale, avvicinano un ampio pubblico alla fruizione della musica colta. Don Sebastiano Battiato, vicario parrocchiale della Basilica S. Maria Assunta, delegato dall arciprete don Vincenzo Calà, ha espresso la propria soddisfazione per il riconoscimento attribuito alla Corale Polifonica parrocchiale, le cui origini risalgono alla metà degli anni 70 del secolo scorso ed è, oggi, formata da circa trenta elementi di diversa età. In rappresentanza della corale, alla cerimonia era presente il maestro Maria Ausilia Rasano e il corista Annunziato Rizzo. Da parte sua, il musicista Antonio Greco, presidente dell Associazione Complesso Bandistico Scuola Musicale Erasmo Marotta, ringraziando tanto il sindaco Del Campo per la sensibilità e l interesse, quanto il maestro Antonino Trazzera e tutti i componenti della medesima Banda per l impegno, ha tracciato a brevi linee la secolare storia del complesso bandistico, certamente tra le Bande musicali più antiche dell intera regione. Nel corso della manifestazione, sono stati consegnati alla catania e provincia N. 7 Sabato 25 Febbraio Banda E. Marotta un gruppo di strumenti a fiato ed a percussione, acquistati con i fondi del progetto Orchestrando attorno al vulcano relativo al bando A.N.C.I. Integrazione sociale dei giovani mediante la formazione di orchestre e bande musicali giovanili, che vede associati i Comuni di Bronte, Randazzo e S. Maria di Licodia per la costituzione della Banda dell Etna, che sarà composta da giovani allievi. La cerimonia si è conclusa con un intervento musicale, concluso dall inno nazionale, eseguito dagli allievi della Banda E. Marotta. Gaetano Scarpignato Paternò: una città colabrodo L assessore alla Manutenzione rassicura sulla volontà dell Amministrazione di intervenire in maniera effettiva, nonostante gli scarsi fondi a disposizione Èormai un dato constatabile e di presa di coscienza da parte della cittadinanza: il problema delle buche sulla strada, è un fenomeno sempre più emergente e sempre meno provvisto di mezzi idonei a fronteggiarlo. Soprattutto, dopo le ultime alluvioni assai abbondanti, il vecchio manto stradale, in alcuni punti, è diventato davvero impraticabile. Ciò comporta non solo spese per la manutenzione, ma anche un ulteriore aggravio alle casse comunali per l emergere di sempre più frequenti liti giudiziarie, in cui il Comune è chiamato a risarcire i danni. In questi casi, la recente giurisprudenza, ha affermando un orientamento costante, secondo il quale si tratta di una responsabilità dell Ente comunale per omessa manutenzione del tratto stradale. Il Comune, pertanto, sarebbe responsabile ex art Codice civile, a causa di una cattiva manutenzione del tratto stradale, che avrebbe contribuito a causare l evento dannoso con nocumento per la cosa (ad esempio, un autoveicolo). In merito a questo problema, l assessore alla Manutenzione e al Verde Pubblico, dott. Angelo Calenduccia, ha manifestato la sua ferma volontà di risolvere in maniera repentina questo fenomeno: «Stiamo facendo il possibile pur di riparare velocemente tutte le vie della città, anche se i mezzi economici che abbiamo a disposizione sono davvero pochi. Purtroppo, i fondi stanziati per la manutenzione, nel bilancio preventivo, solo euro, sono inferiori rispetto agli anni passati, e ciò a causa di entrate, sempre minori, che la Regione ha deciso di non ripartire ai Comuni e di tenerle nelle proprie casse». Ma, nonostante ciò, l assessore Calenduccia rassicura: «Già dopo le ultime piogge, con le poche risorse a disposizione, sono stati effettuati degli interventi riparatori straordinari e d urgenza nei punti più dissestati. Si è pure provveduto a programmare una serie di riparazioni successive anche in punti sino ad oggi trascurati e saranno effettuati controlli affinché le manutenzioni non siano fatte in maniera superficiale». Infine, l Assessore ha ribadito: «Invito tutta la cittadinanza, a concorrere, anch essa, alla risoluzione del problema, segnalando i punti e le zone, anche periferiche, che necessitano una riparazione del manto stradale, in modo da programmarne, successivamente, una tempestiva manutenzione». Tuttavia, ferme restando le rassicurazioni dell assessore, viene spontaneo chiederci, quanto incide la perdita economica del Comune con riguardo a tutti i risarcimenti già effettuati e per tutte le azioni giudiziarie attualmente in corso e come il Comune intenda fronteggiare, in futuro, il fenomeno buche, che ormai ha assunto dimensioni non più gestibili e per altro - per quello che è dato sapere - non più controllabili sotto il profilo dell accertamento e della verificabilità? Le risposte (forse) le potremo avere solamente con il passare dei mesi o degli anni. A questo punto resta solo da augurarci che, al più presto, tutte le strade di Paternò siano risanate nei punti ove occorre l intervento e che nei prossimi anni si possano trovare fondi in più da destinare alla manutenzione stradale, visto che il problema delle buche è un fenomeno costante, che viene a crearsi soprattutto a causa delle forze naturali, specialmente nel periodo invernale. Salvo Faraci Possiamo giocarcela tutta Tempo di bilanci per la Volley Team ecobike Giarre al termine del girone di andata della 1ª Divisione Femminile Le radici del problema San Pietro Clarenza: in via delle Rimembranze restano i pericoli per automobilisti e pedoni a causa delle deformazioni al manto stradale e al marciapiede Da circa 13 anni, a San Pietro Clarenza, viene denunciato il grave stato di dissesto di via Rimembranze, a causa dei grossi pini, piantati nel luogo sbagliato molti anni fa. Parliamo di una strada a senso unico nel centro cittadino, dove si trova anche il Palazzo comunale: su questa arteria si riversa il traffico da Mascalucia per Camporotondo etneo, Belpasso ed altri paesi. Negli anni passati era divenuta un inferno ed un grave pericolo per tutti. Innanzitutto, per la ristrettezza della sede stradale, con il manto deformato a causa delle radici dei grossi pini, che raggiungono l altezza di 15/20 metri. A causa di quelle anomalie, era difficoltoso transitare. Nel 2005, con un finanziamento di 120mila euro, il Comune intervenne per eliminare tutti gli inconvenienti esistenti: venne rifatto il manto stradale in conglomerato bituminoso e furono rifatti i marciapiedi. Ma, in alcuni punti, rimasero delle anomalie: pietre laviche sporgenti da muri, grossi tronchi che impediscono il transito ai pedoni. Dopo 6 anni sono tornati i guai ed i pericoli in via Rimembranze, in quanto il manto stradale e le mattonelle dei marciapiedi si stanno deformando, rialzandosi in vari punti, e stanno rispuntando i pericoli, per le case, per gli automobilisti ma, soprattutto, per i pedoni. Nei primi giorni di giugno 2010, il Consiglio comunale ha votato per la rimozione dei pini. Il Comune, per questo intervento, ebbe un finanziamento di 150 mila euro, ed il sindaco Santonocito dichiarò di voler spiantare i grossi pini, sostituendoli con l albero di Giuda. Dopo due anni gli alberi sono ancora al loro posto, a procurare danni, ed esporsi alle casse comunali. Michele Milazzo Un esplosione di tradizione Anche il gruppo folk Vecchia Jonia alla Sagra del mandorlo in fiore 2012 di Agrigento Finito il girone di andata di 1ª Divisione Femminile Volley, è positivo il bilancio per la Volley Team Ecobike Giarre, del presidentissimo Pasquale Agrillo. Per quanto riguarda i risultati raggiunti sul campo, basta considerare le 8 vittorie su 13 partite e un 5 posto di assoluto valore, considerando i vari infortuni che hanno colpito le ragazze. Intanto, l ultima giornata di andata ha solo confermato, se ce ne fosse bisogno, che le prime due squadre (Asd Cyclopis Valverde e Clan dei Ragazzi) sono decisamente di livello superiore alle altre, mentre resta ancora aperta la lotta per il 3 e 4 posto fra un gruppo di squadre che lotteranno fino alla fine del campionato. Il tecnico Salvo Rigano non nasconde l ambizione dichiarata del raggiungimento dei play-off. Bisogna ricordarci che questo è il secondo anno di 1ª Divisione Femminile e che il nostro obiettivo è la salvezza, con ambizione di raggiungere i playoff e che escluse alcune veterane, il resto della squadra, allenatore compreso, è alla sua prima esperienza nel campionato di 1ª Divisione. Il nostro è stato un ottimo girone di andata senza nascondere che ci è rimasto dell amaro in bocca in alcune gare perse in malo modo, soprattutto in trasferta, dove non ci esprimiamo ancora ai nostri livelli, non facciamo vedere la nostra miglior pallavolo ed è proprio fuori casa, dove l aggressività e In piedi, Francesca De Giorgi, Graziana Scuderi, Clarissa Pavone, Valentina Caltabiano, Chiara Raciti, Giulia Lo Certo, Rachele Creati, All. Salvo Rigano. Accosciate: Rosy Messina, Rosa Faro, Claudia Sgroi, Graziana Grasso, Veronica Zappalà l esperienza ci sono mancate. Sappiamo cosa dobbiamo fare per migliorarci e ci stiamo lavorando, il gruppo è splendido e sempre a disposizione,malgrado ancora qualche defezione (assenze in allenamento). Dopo aver visto tutte le squadre come ha trovato il livello? Il livello è alto, molte squadre hanno in rosa atlete abituate anche a categorie superiori e molte di loro sono scese da categorie superiori. Poi, ci sono squadre giovani, tra cui mi sento di inserire anche la nostra, meno esperte, ma di buon livello. Quali sono le squadre che lotteranno per il titolo? Sicuramente, il Valverde è l accreditata alla promozione diretta, ha qualcosa in più sia fisicamente che mentalmente, non per niente ha staccato le altre in classifica. Poi, direi che il Clan dei Ragazzi merita il posto per l accesso ai play-off, per il resto direi che ci sarà una lotta agguerrita fra le squadre che occupano fino al sesto posto. Sono tutte in pochi punti ed ogni gara sarà importante. Adesso conosce tutte le squadre e quello che potete ottenere. Come vede il girone di ritorno? Sarà dura, non ci saranno partite facili. Così come al vertice sarà lotta per i play-off, lo stesso si può dire per la parte bassa della classifica, salvo un paio di squadre per le quali sarà difficile mantenere la categoria, le altre sono vicine e quindi ogni settimana scenderanno in campo agguerrite. Noi dovremo pensare, e mi ripeto, a dare il massimo. Sappiamo i nostri difetti ed i nostri pregi ed in settimana lavoriamo per migliorarci. Dovremo scendere in campo per fare risultato, sapendo che possiamo giocarcela con tutti, ottenere risultati prestigiosi, ma allo stesso modo non commettere passi falsi. Tutto dipenderà da noi. Mario Pafumi Domenica 5 febbraio, in occasione della Sagra del Mandorlo in Fiore, il gruppo folk Vecchia Jonia - città di Giarre e Riposto è stato invitato a prendere parte a questa grande manifestazione organizzata nella città di Agrigento, un evento che si svolge da più di mezzo secolo ormai. I venti gruppi presenti si sono ritrovati in chiesa, già alle nove del mattino e, protagonisti della funzione, hanno consegnato le loro offerte e colorato di gioia la cerimonia. La città più greca di tutta la Sicilia ha visto sfilare tutti i gruppi fra le sue strade storiche. Agrigento, infatti, proprio per il suo carattere artistico e culturale, è stata scelta come luogo in cui la manifestazione avrebbe potuto avere più notorietà. La Sagra del Mandorlo in Fiore nasce, nel 1934, da un idea del Conte Alfonso Gaetani e il luogo prescelto fu la valle del Paradiso (Naro), imbiancata interamente, ogni anno, in primavera dai mandorli in fiore. La pioggia e il freddo hanno impedito quest anno lo svolgimento degli spettacoli all interno del suggestivo Tempio della Concordia, e il tutto è stato spostato al Palacongressi del posto. Il pubblico, numerosissimo, ha riempito il teatro e applaudito con entusiasmo ogni esibizione. Festa, dunque, molto sentita dagli agrigentini e opportunità di ritrovo per tutti coloro che amano rivivere e raccontare la storia della Sicilia e la nostra tradizione folkloristica. Nhora Caggegi

6 6 N. 7 Sabato 25 Febbraio 2012 catania e provincia Paternò: il problema rifiuti La cittadina si trova a fronteggiare un autentico caos tra giustizia, politica e amministrazione Il problema della raccolta dei rifiuti è giunto ormai all apice delle più grandi incertezze della nostra città. A parte il servizio sempre più scadente, ciò che adesso è divenuto più preoccupante per il cittadino-contribuente, come per gli operatori ecologici, è la gestione finanziaria degli Ato. Se si analizzano le vicende politico-amministrative che si sono succedute e i meccanismi contorti utilizzati dall ente Ato, si rimane molto sconcertati, soprattutto se si analizza l aspetto economico. Com è noto, le società di raccolta pressano gli Ato ad adempiere gli impegni contrattualmente presi; questo, a seguito degli indebitamenti con le banche, preme sui Comuni che, già sul lastrico per altre questioni, sono stati costretti ad anticipare somme non dovute. Di conseguenza, il problema non è stato risolto: ed infatti, ogni mese, se non addirittura meno, si ripresentano scioperi e proteste del tutto lecite, oltre che spazzatura dappertutto. Ed allora per risolvere ciò l Ato cosa si è inventato? Visto che una parte della cittadinanza ha sempre pagato (ma solamente per il quieto vivere, pur sapendo che talune somme non sono dovute), è sembrato opportuno aumentare le tariffe ed introdurre presunti conguagli degli anni precedenti. Roba da matti! Ma, tralasciando questo aspetto, che ultimamente rischia di diventare logorroico ma pur sempre di legittima importanza, quel che più lascia sconvolti è l atteggiamento assunto da taluni soggetti politici quando si parla della questione rifiuti, quasi ad assumere una Quarantatre studenti della scuola media e delle superiori di Randazzo sono stati ricevuti al Quirinale ed a Palazzo Madama, accompagnati dal sindaco Ernesto Del Campo e dagli assessori Mario Caggegi, Carmelo Giarrizzo, Paolo Raciti e Alfio Ragaglia, dal Dirigente scolastico dell Istituto comprensivo E. De Amicis Francesco Mancuso e dai docenti Anna Maria Campagna, Agata Iuculano e Rita Pagano. Il viaggio è stato organizzato dall Amministrazione comunale di Randazzo, in collaborazione con le relative istituzioni scolastiche, e di fatto completa un ciclo di manifestazioni celebrative legate alla ricorrenza del 150 anniversario dell Unità d Italia. Nel marzo 2011, il Comune ha organizzato un concorso letterario, riservato agli studenti delle scuole di ogni ordine e grado presenti nel territorio comunale. Gli alunni sono stati chiamati a svolgere componimenti scritti, o elaborati su supporto informatico, su temi legati al significato e al valore storico ed istituzionale dell Unità d Italia. Una commissione giudicatrice ne ha decretato i vincitori ed a loro l Amministrazione comunale, oltre a consegnare un attestato di merito, ha dato la possibilità di effettuare un tour nelle sedi delle maggiori cariche istituzionali della Repubblica Italiana. Gli alunni della scuola Media sono stati, invece, aggregati al gruppo per essersi distinti in competizioni di carattere nazionale riguardanti le Olimpiadi della Lingua Italiana del Molise e i concorsi di prosa di Gela e di Calatabiano. La sinergia tra la scuola e il territorio è uno dei principali presupposti per garantire il successo formativo di tutti i giovani e l Amministrazione comunale ha inteso premiare il merito degli studenti più impegnati dichiara il sindaco Del Campo, per arricchirne l esperienza culturale e per incentivarli a raggiungere risultati sempre più elevati. Non capita tutti i giorni una simile opportunità per gli studenti, specie posizione di Deus ex machina per la risoluzione di tale problema. Ha fatto così il nostro caro Presidente della Regione, Raffaele Lombardo, il quale, pochi giorni fa, si è recato a Paternò di buon mattino, senza nemmeno avvisare il Sindaco della sua visita istituzionale e, contattando solamente qualche esponente del suo partito, per fare alcune promesse riguardanti la risoluzione del caso rifiuti. Promesse per lo più di non sua iniziativa, visto che già altri politici si erano impegnati, sin dalla precedente legislatura, ad intraprendere tali iniziative. Ma tutto ciò accade sempre ed in qualsiasi settore Prendersi i meriti degli altri è una delle capacità insite nella cultura dell uomo scorretto. Tornando al caso rifiuti, non resta da sperare che prima o poi gli Ato ci restituiscano le somme illegittime versate nelle loro casse e che i nostri politici non facciano più promesse da marinai e si impegnino in prima persona alla risoluzione di tale problema. Se ciò sia un utopia o no, lo scoprirlo al più presto e speriamo che almeno per questa Pasqua ci sia un regalo gradito a tutta la cittadinanza. Salvo Faraci Un diritto per un vasto territorio In migliaia a protestare contro la prevista chiusura del Punto nascite dell Ospedale di Bronte Sono stati in migliaia i cittadini che hanno raccolto l invito di Istituzioni ed associazioni del versante nord dell Etna ed hanno sfilato in corteo a Bronte per dire no alla chiusura del Punto nascite dell ospedale Castiglione Prestianni. Alle 10 del mattino, infatti, la piazza Spedalieri era già gremita di gente, con il sindaco di Bronte, Pino Firrarello, ad accogliere gli altri Primi cittadini dei Comuni che fanno riferimento all Ospedale brontese: Ernesto Del Campo di Randazzo, Pippo De Luca di Maletto, Salvatore Pinzone Vecchio di Maniace, Antonio Pinzone di Santa Domenica Vittoria, Salvatore Agliozzo di San Teodoro ed Antonio Caputo di Cesarò. I Sindaci, tutti insieme, hanno guidato il corteo che, dalla centrale piazza Spedalieri si è mosso fino all Ospedale. Con loro i presidenti dei Consigli comunali, i rappresentanti delle associazioni che insieme alle istituzioni hanno organizzato la protesta, ovvero Consiglio delle Donne di Bronte, Telefono Rosa, Fidapa, Club Donne Insieme, Centro Aiuto alla Vita, Associazione Ghiran di Maniace, IPAB, Confraternita di Misericordia, Unitalsi, Circolo di cultura Enrico Cimbali, Circolo Anziani Bronte, Circolo Operaio- Bronte, Croce Rossa Italiana sezioni di Bronte, FSE Bronte 1 San Giuseppe Artigiano, Rotary Club Aetna nord/ovest, Associazione Terapia del Sorriso, Rangers di Sicilia, Iride, a cui si è aggiunto anche il comitato cittadino Uniti per la difesa dell ospedale. Presenti alla manifestazione anche numerose autorità, fra cui gli onorevoli Pippo Limoli e Nino D Asero, i consiglieri provinciali Nunzio Parrinello ed Aldo Catania, ed il presidente di Joniambiente, già presidente dell Asl 39 di Bronte, Francesco Rubbino. Tantissime le donne, vere protagoniste della protesta. E le voci dei partecipanti alla manifestazione, tra rappresentanti delle Istituzioni, e semplici cittadini, hanno dato maggiore forza alla protesta. «Hanno ragione le donne a protestare ha affermato il sindaco Firrarello, non si può chiudere un Punto nascite che assicura un servizio in un territorio montano di oltre 50mila abitanti. Non si può chiudere usando la forza dei numeri dopo che il reparto, insieme con l intera struttura ospedaliera di Bronte, è stata privata di medici e di primari e lasciata ad agonizzare». «Difendiamo il Punto nascita e l intero Ospedale ha aggiunto il presidente del Consiglio comunale, Salvatore Gullotta. E spiegheremo a Sirna quanto grave sarebbe non potenziarlo». «Pensate a chi hanno evidenziato gli onorevoli Limoli e D Asero deve percorrere diversi chilometri, su queste strade tortuose, prima di raggiungere un ospedale attrezzato». «Difendiamo il diritto alla vita ha affermato il presidente del Consiglio delle donne, Maria Pia Castiglione e, soprattutto, il diritto di nascere nel proprio territorio». «I miei figli sono nati qui ha aggiunto Antonella Caltabiano, dell associazione Telefono Rosa, un diritto che dobbiamo difendere per tutte le donne». «Questo è solo l inizio ha concluso il presidente del Comitato cittadino, Giuseppe Mancuso, la battaglia prosegue per difendere il Punto nascite e l ospedale intero». Antonio Percolla Sinergia tra scuola e territorio Viaggio a Roma, con tappa al Quirinale, per 43 alunni della media e delle superiori di Randazzo, nell ambito delle celebrazioni per il 150 dell Unità d Italia in un contesto di grandi celebrazioni come quelle per il 150, che a Roma ancora perdurano. Gli studenti oltre a visitare i luoghi della politica hanno potuto conoscere più da vicino come si svolgono i lavori della Presidenza della Repubblica e quelli del Senato. A Palazzo Madama, dopo una breve lezione propedeutica tenuta dal personale interno, la comitiva ha incontrato il senatore Firrarello che, in quella sede, è membro della 7ª Commissione permanente e Presidente del Comitato per le questioni degli italiani all estero. Dopodichè, ha assistito, parzialmente, alla discussione dei lavori della seduta n La presenza in aula dei cittadini e del Sindaco di Randazzo è stata annunciata dal presidente di turno, senatore Domenico Nania, il quale ha rivolto ai suoi conterranei il saluto dell Assemblea. L episodio è stato ripreso dalle telecamere satellitari del Senato e la registrazione è disponibile al seguente link: (dal minuto ). A coronamento del tour gli studenti hanno visitato i più importanti monumenti della Capitale ed una mostra dedicata al Risorgimento presso il Quirinale. A ciascuno dei partecipanti la Presidenza della Repubblica ha omaggiato una copia della Costituzione repubblicana. Visibilmente entusiasti per la gratificazione e per l arricchente esperienza, gli studenti serberanno a lungo questo affascinante ricordo. Gaetano Scarpignato a cura di Giorgio Romeo Sabato 25 Georgia Costanzo (La camera migliore) Lomax / via Fornai 44 Catania h ( 5.00) [conferenza] L Isola Prigione romanzo di Ottavio Cappellani Sala Commissioni Comune di Messina Messina - h (ingresso libero) [arte] -> fino al 2 marzo AMETA TEMA Palazzo della Cultura/via V. emanuele 121 Catania h (gratuito) Domenica 26 Il Drago Teatro Ambasciatori / via e.d Angiò 17 Catania - h (gratuito) Il conto delle Lune Chiesa San Francesco / via P.Verri Catania - h (gratuito) Solitudini Teatro L. Sciascia / via Garibaldi Aci Bonaccorsi (CT) - h ( 15.00) La Venexiana Centro Zò / Piazzale Asia n.6 Catania - h ( 15.00) Frida Waxy O Connor s / p.zza Sprito Santo Catania h (gratuito) Lunedì 27 Ballata per San Berillo Chiesa San Francesco / via P.Verri Catania - h (ingresso libero) Lucia Romanelli e Marco Allevi Pianoforte a quattro mani Touring Club Catania / via Pola 9 Catania h (gratuito) Martedì 28 [conferenza] Per un istante d estasi Vita e mistero di emily Dickinson Comune di Riposto / piazza S.Pietro 1 Riposto h (gratuito) Mercoledì 29 Passerotto puoi andare via Cinema Odeon / via F. Corridoni 19 Catania - h ( 30.00) Trinacria Music Fest Chakra Lounge / via Caff 16 Catania - h (drink card) Giovedì 1 Apologia di Reato Lomax / via Fornai 44 Catania h ( 10.00) Venerdì 2 Metal Night Chakra Lounge / via Caff 16 Catania - h (drink card) [djset] Sick Tamburo Barbara Disco Lab / via F. Gioia 16 Catania h ( 12.00) Una settimana all insegna del Teatro, ma non solo, quella che ci aspetta. S inizia sabato 25 con il concerto di Georgia Costanzo alla Lomax. L artista toscana,conosciuta come la cantante del gruppo "La Camera Migliore (lanciata da Carmen Consoli, con all'attivo due dischi "La Camera Migliore" e "Cari Miei") proporrà i suoi successi, in attesa di pubblicare il nuovo album. Domenica (26) da trascorrere a teatro: All Ambasciatori di Catania andrà in scena Il Drago, fiaba teatrale di evgenij Schwarz diretta da ezio Donato con Pippo Pattavina, Marcello Perracchio, Sergio Seminara e gli allievi della Scuola D arte drammatica Umberto Spadaro. La rappresentazione sarà aperta al pubblico a suggello delle repliche mattutine riservate alle scuole e frequentate da migliaia di studenti. La Chiesa di San Francesco D Assisi, di via Verri a Catania, sarà location per Il conto delle lune, uno spaccato della Sicilia patriarcale, agricola e mineraria di fine 8oo. Tratto dall omonimo romanzo di Marina Doria lo spettacolo conta la regia di Camillo Mascolino e la presenza in scena di egle Doria e emanuele Puglia. Altresì di interesse Solitudini, in scena al teatro Sciascia di Aci Bonaccorsi, per la regia di Marco Tringali, con Romano Bernardi e Alessandra Cacialli. Al Centro Zò andrà in scena La Venexiana diretta da Guido Turrisi. Agli appassionati di letteratura segnaliamo, martedì 27, l incontro "Per un istante d'estasi... Vita e Mistero di emily Dickinson", promosso dall assessorato alla Cultura del Comune di Riposto nell'ambito del Cartellone delle Manifestazioni Culturali. Durante la serata, dedicata alla poetessa americana, verrà tracciato un profilo biografico e stilistico della Dickinson anche attraverso una performance artistica basata su alcune delle sue poesie. Sfida tra band, mercoledì 29, al Chakra Lounge per il Trinacria Music Fest che vedrà alternarsi sul palco le quattro band: Cangaceiros ; SaceWalker ; Pink s One ; Get Up and Funk. Da non perdere infine la mostra AMeTA TeMA al Palazzo della Cultura di Catania, dove saranno esposti, fino al 12 marzo, alcuni lavori prodotti dagli allievi dell Accademia di Belle Arti di Catania provenienti dal corso di Anatomia Artistica e d Fenomenologia del corpo.

7 alcantara N. 7 Sabato 25 Febbraio Ponte S. Venera: intervento del Cas Dopo otto anni di disagi e proteste, sono finalmente iniziati i lavori per l agognata riapertura al transito della bretella di collegamento tra lo svincolo autostradale di Giardini Naxos e la Valle dell Alcantara. Ma si potrebbe fare di meglio Dopo quasi un decennio di proteste da parte di pubblici amministratori locali, operatori economici ed associazioni (in particolare il Centro Diritti del Cittadino guidato dall avv. Franz Buda), il Consorzio Autostrade Siciliane (C.A.S.) ha finalmente dato inizio nei giorni scorsi ai lavori che dovrebbero condurre alla riapertura al transito del ponte sul torrente S. Venera, ossia la bretella che consente di collegare direttamente lo svincolo di Giardini Naxos con l adiacente frazione taorminese di Trappitello e, quindi, con il comprensorio della Valle dell Alcantara. Come si ricorderà, tale arteria era stata chiusa al transito oltre otto anni fa perché il maltempo ne aveva fatto cedere un brevissimo tratto; è da allora, dunque, che gli automobilisti diretti nell entroterra alcantariano sono costretti ad affrontare un tortuoso percorso alternativo attraverso i quartieri Calcarone e Chianchitta di Giardini Naxos, all insegna di incroci pericolosi, segnaletica poco chiara ed allagamenti della carreggiata ogni qualvolta piove. Abbiamo usato l espressione al condizionale dovrebbero condurre alla riapertura al transito perché, in realtà, l intervento di consolidamento del ponte S. Venera è stato fatto rientrare in una più complessiva opera di ampliamento del casello autostradale di Giardini Naxos, che ci si augura non faccia passare in secondo piano i lavori da effettuare sul viadotto in questione. E c è anche chi rifugge dai facili entusiasmi per l agognato intervento del Cas: è il collega giornalista Tonio Troina, ex addetto stampa della Provincia Regionale di Catania, direttore responsabile di diverse testate cartacee e radiofoniche siciliane, corrispondente sportivo per il prestigioso quotidiano romano Il Messaggero ed, attualmente, apprezzato collaboratore del nostro settimanale, cui periodicamente regala interessanti servizi sulla storia e le tradizioni della Sicilia. E, da buon giornalista, Troina è un appassionato viaggiatore, in grado, come tale, di dare qualche dritta giusta a tutti quei tecnici e manager pubblici chiamati ad occuparsi di viabilità. Pertanto, con riferimento all auspicata riapertura al transito del ponte S. Venera, ci piace riferire la sua particolare opinione al riguardo. «Ho la fondata impressione dichiara Tonio Troina (nel riquadro sulla foto dello svincolo di Giardini Naxos) che ci troviamo in presenza dell applicazione del classico pannicello caldo. Mi chiedo, infatti, a cosa serva ricementare il ponte S. Venera, ormai obsoleto, arrugginito e carico di anni e di affanni. Sarebbe, invece, molto più logico smantellarlo e realizzare al suo posto una moderna rotatoria. Questo per due ordini di ragioni. Innanzi tutto perché in caso di piogge violente (come quelle che sempre più di frequente si abbattono sul nostro pianeta, senza risparmiare l area territoriale di cui ci stiamo occupando), sotto il ponte in questione si potrebbe verificare il fenomeno del cosiddetto tappo, con i consequenziali disastri. Inoltre, non è certo mantenendo in vita il ponte S. Venera che si fluidifica il traffico veicolare in questo importante svincolo, da cui non transitano solo gli automobilisti della domenica, ma anche e soprattutto autotrasportatori e conduttori di Tir e mezzi pesanti in genere che trasportano i prodotti dell agricoltura ai mercati generali siciliani e del Nord Italia nonché i manufatti del terziario. Dobbiamo, insomma, renderci conto che l uscita autostradale di Giardini Naxos è un importante crocevia regionale in quanto punto d innesto con frequentatissime strade interne quali la Consolare Valeria e gli altri assi viari che si snodano lungo la Valle dell Alcantara fino ai monti Nebrodi ed alle ultime propaggini ovest dei Peloritani. Pertanto, gli interventi di miglioramento dello svincolo giardinese da poco iniziati, avrebbero potuto costituire l occasione buona per realizzare un qualcosa di degno del Terzo Millennio, mentre invece mi sa che sarà l ennesima occasione sprecata». Rodolfo Amodeo Gaggi: a quando i giovani protagonisti? Se lo chiede il movimento d opposizione a proposito di un progetto in favore delle nuove generazioni di tutti i Comuni del comprensorio, già finanziato due anni fa dalla Regione Siciliana, ma mai avviato e, come tale, a rischio di revoca Che fine ha fatto un progetto destinato ai giovani tra i quattordici ed i trent anni d età che avrebbe potuto far piovere, già da parecchi mesi, oltre cinquecentomila euro su tutti i Comuni dell Alcantara? Se lo chiede il movimento politico di minoranza Gaggi Unita, guidato da Leonardo Le Mura, in quanto è proprio il Comune alle porte della Valle a fare da capofila a tale progetto, cui a suo tempo, costituendosi in R.E.A.P. (Raggruppamento di Enti Associati in Partnership), aderirono le municipalità di Gaggi, Graniti, Motta Camastra, Francavilla di Sicilia, Mojo Alcantara, Malvagna, Roccella Valdemone, S. Domenica Vittoria, Castiglione di Sicilia Giardini Naxos, Taormina In questi tempi di crisi generalizzata, all insegna di stenti e sacrifici, anche al Re Burlone di Francavilla di Sicilia tocca soffrire. A causa delle avversità atmosferiche del Martedì Grasso, l attesa finalissima del Gran Carnevale Francavillese 2012 è slittata a stasera (sabato 25 febbraio). Alle ore 18.30, dunque, i carri allegorici ed i gruppi in maschera torneranno a sfilare lungo Via Regina Margherita e Via Vittorio Emanuele per sottoporsi alla visione del pubblico ed al giudizio di una giuria di cui, intorno alla mezzanotte, si conoscerà il verdetto. A contendersi i premi in palio (tra i duemila ed i quattrocento euro) sono Le Reginette del Cioccolato (bambine vestite da noti dolciumi), Il laborioso mondo dei Puffi (con gli alunni della locale Scuola Primaria), La Locanda di Susanna (il leggendario Far West rappresentato dai giovani del Comune di Motta Camastra), La crisi (satira sul contrasto tra le difficoltà economiche attuali e gli splendori degli Anni Novanta) e La Cicala e le Formiche (allegoria sulla vita privilegiata della casta in contrapposizione a quella misera del comune cittadino). Fuori concorso la piccola Sofia Monte (che, come di consueto, apre la sfilata con un costume particolare, quest anno evocante le note musicali e la loro Musa Euterpe) ed i giovani della Premiata Ditta (che domenica scorsa hanno messo in scena un esilarante farsa sui disservizi e le bollette salate degli Ato Rifiuti). Al corteo in maschera ed alla caratteristica pantomima della Cianciùta (ossia lo spassoso funerale di Re Carnevale) seguirà il tradizionale veglione danzante allietato dal gruppo musicale degli Sguains (nella foto) composto da e Castelmola nonché l Ente Parco Fluviale dell Alcantara, l istituto di ricerca I.R.S.S.A.T. ed altri enti privati. I fatti risalgono esattamente a due anni fa, quando l Assessorato Regionale della Famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro approvava l A.P.Q. (Accordo di Programma Quadro) denominato Giovani protagonisti di sé e del territorio finalizzato ad integrare le nuove generazioni nelle rispettive comunità stimolando in loro l interesse per la storia e le tradizioni locali attraverso corsi, laboratori ed altre iniziative in grado anche di favorire l inserimento nel mondo del lavoro. Per l attuazione di tale progetto, di durata triennale, si sarebbe dovuto impiegare un budget complessivo di Eleonora Di Stefano (voce), Carmelo Agresti (fisarmonica), Giovanni Anzalone (batteria), Salvatore Di Franco (fiati), Tanino Giudice (tastiere), Gaetano Mancuso (basso) ed Enrico Monforte (chitarra). E proprio gli Sguains hanno costituito la vera novità di quest edizione del Gran Carnevale Francavillese, organizzata dall Amministrazione Comunale in collaborazione con la Pro Loco: tale band nasce, infatti, dalle ceneri dello storico complesso degli Aloha che, dopo ben trent anni di attività e di ininterrotta presenza ai veglioni carnascialeschi della cittadina dell Alcantara, si è sciolta per sopravvenute divergenze di vedute con il chitarrista Battista Tomaselli ed il batterista Carmelo Orsina, i quali hanno deciso di abbandonare la formazione. Ma i componenti superstiti non se la sono sentita di attaccare gli strumenti al chiodo ed hanno immediatamente sostituito i due fuoriusciti con il giovane chitarrista Monforte ed il provetto batterista Anzalone, cambiando, però, il nome del gruppo in Sguains che, in Dagli Aloha agli Sguains Cambio di nome per la storica band di Francavilla di Sicilia a seguito della fuoriuscita del chitarrista Tomaselli e del batterista Orsina. Trent anni di gratificante attività e, soprattutto, di veglioni nel Carnevale Francavillese realtà, era la denominazione di un altra gloriosa formazione musicale francavillese degli anni della beat generation. «Agli Aloha ci ha dichiarato il tastierista Tanino Giudice, fondatore della disciolta band insieme al bassista Mancuso ed ai dimissionari Tomaselli ed Orsina ci legano tantissimi ricordi, a volte anche curiosi e divertenti. Come quando per andare ad esibirci nel vivace quartiere catanese di Librino siamo stati scortati da Carabinieri e Polizia, né più e né meno come se fossimo delle acclamate popstar. O quando siamo rimasti bloccati a Cesarò a causa della neve, ed il nostro bassista Mancuso, originario di quel paese, ci ha generosamente aperto una casa dei suoi avi per farci trascorrere la notte. Comunque, l essere stati per un trentennio la colonna sonora del glorioso Carnevale Francavillese è la cosa di cui andiamo più fieri. E vorremmo ringraziare ad uno ad uno tutti coloro i quali hanno trippato nei veglioni sulle nostre note». R.A. seicentomila euro, di cui solo 138mila a carico dei Comuni e degli enti aderenti ed il resto (462mila euro) finanziato a fondo perduto dalla Regione. Ma gli esponenti di Gaggi Unita temono che, ormai, si tratti di un occasione sprecata; ed hanno formalizzato tale loro preoccupazione in un apposito documento, firmato dal leader Le Mura il quale, come riferivamo nell edizione della settimana scorsa, ha già ufficialmente annunciato la sua candidatura a sindaco di Gaggi, in contrapposizione all uscente Franco Tadduni, alle elezioni amministrative che si terranno tra un paio di mesi. «I nostri timori si legge nella nota diramata dal movimento d opposizione gaggese si fondano sul fatto che il 26 maggio 2010 (quindi ben due anni fa) la Regione Siciliana ha formalmente chiesto l avvio del progetto entro trenta giorni, pena la revoca del cospicuo finanziamento ad esso destinato. Chiediamo, pertanto, al sindaco di Gaggi, in quanto massimo rappresentante del Comune capofila, di attivarsi immediatamente onde evitare la perdita di quest importantissima opportunità sociale ed economica per tutti i giovani della Valle dell Alcantara. Per quanto ci riguarda, siamo a disposizione dell attuale primo cittadino gaggese per interloquire con i nostri rappresentanti istituzionali presso la Regione Siciliana affinché si possa salvare il salvabile qualora ce ne fossero ancora le condizioni nonostante il tanto tempo passato». Ed, in effetti, ricordiamo anche noi che quando il progetto in questione venne approvato, il sindaco Tadduni diede ampia risonanza alla notizia attraverso comunicati stampa ed un apposito link (ancora online) sul sito ufficiale del Comune. Non vorremmo che le dodici municipalità interessate e l Ente Parco Fluviale dell Alcantara non siano riusciti a reperire le poche migliaia di euro a testa per versare la quota a loro carico (il 23% dell importo globale) R.A. Presepe di Trappitello: i premi del Fotoclub Naxos Gli appassionati del clic facenti parte del Fotoclub Naxos di Giardini, presieduto dall infaticabile Angelo Savoca, non mancano mai agli eventi artistico-culturali più significativi che si tengono nei vari Comuni del comprensorio. E per il suggestivo Presepe Vivente che va in scena nel periodo natalizio nella popolosa frazione taorminese di Trappitello hanno addirittura pensato ad un apposito concorso fotografico, che la Parrocchia Sacro Cuore di Gesù - S. Venera, guidata da Padre Antonino Tricomi ed organizzatrice della rappresentazione sacra, ha sposato con entusiasmo. Così, le scene ed personaggi della suggestiva rievocazione della Natività, giunta quest anno all ottava edizione, sono stati immortalati da numerosi fotografi, sia professionisti che amatori, i quali hanno complessivamente prodotto oltre trecento immagini valutate da una qualificata giuria di cui facevano parte lo stesso presidente del Fotoclub Naxos Angelo Savoca, l esperto in fotografia digitale Rocco Bertè ed il coordinatore del concorso Giuseppe Di Piazza. Nei giorni scorsi ha avuto luogo, nella chiesa di Trappitello, la cerimonia di premiazione dei vincitori delle varie sezioni in cui era articolato il concorso. A trionfare sono stati Silvia Lazzaro (sez. Natività), Salvatore Farfaglia (Ritratto) e Carmelo Savoca (Composizione); i secondi piazzamenti sono andati, invece, a Francesco Di Bernardo (Natività), Maria Luisa Pavone (Ritratto) e Vincenzo Di Franco (Composizione), mentre i terzi a Noemi Giammancheri (Natività), Tonino Orsina (Ritratto) e Giancarlo Talio (Composizione). Premi speciali del Fotoclub Naxos sono stati, inoltre, assegnati a Silvia Lazzaro, Carmelo Savoca e Vincenzo Di Franco. A tutti coloro i quali volessero emulare i provetti fotografi vincitori del concorso di Trappitello (nella foto con gli organizzatori), si consiglia di aderire alla prossima iniziativa del Fotoclub Naxos, ossia il nuovo corso di fotografia che, a partire dal 15 marzo, si terrà a Giardini nei locali di Via Cristoforo Colombo n. 21. R.A.

8 8 N. 7 Sabato 25 Febbraio 2012

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