La città in. 4 Convegno Nazionale dei Dottorati di Ricerca in Pianificazione Territoriale e Urbanistica. A cura di Filomena Pomilio e Luca Tamini

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1 La città in 4 Convegno Nazionale dei Dottorati di Ricerca in Pianificazione Territoriale e Urbanistica A cura di Filomena Pomilio e Luca Tamini con Gilda Berruti, Francesco Bonsinetto, Giulia Di Donato, Stefano Erba, Laura Forgione, Estella Marino, Renata Marino, Alessandro Marotta, Daniela Mello, Barbara Pizzo, Andrea Stanghellini, Anna Uttaro Prefazione di Alessandro Balducci Introduzione di Giorgio Ferraresi Politecnico di Milano Dipartimento di Architettura e Pianificazione Dottorato in Pianificazione Urbana, Territoriale e Ambientale 1 Libreria CLUP

2 Indice Prefazione di Alessandro Balducci... 5 Introduzione di Giorgio Ferraresi... 8 La riattivazione della rete interdottorato in Urbanistica e Pianificazione territoriale e ambientale: percorsi ed opportunità di Filomena Pomilio Rete interdottorato 1994_2004: permanenze e variazioni nelle domande di ricerca di Luca Tamini La città in governabile Governo del territorio e processi decisionali: un legame sempre più stretto di Massimiliano Pacifico La città in governabile: resoconto di un esperienza di Stefano Erba e Laura Forgione Piani e programmi Il paesaggio come risorsa: per una evoluzione in senso strategico e progettuale dell immaginario disciplinare italiano di Cecilia Scoppetta...34 I programmi complessi, strumenti di innovazione delle politiche urbane (?) di Valeria Lingua...41 La valutazione strategica delle politiche di trasformazione urbana: riflessioni teoriche e implicazioni metodologiche di Giovanni Virgilio Partecipazione, democrazia ed equità I processi democratici nelle decisioni sul rischio. Limiti e convenienze di Daniele F. Bignami...55 Spazio pubblico, occasione di rinnovo, rilancio e qualità di una governance urbana di Alessandro Marotta e Laura Forgione Specialisti e specialisti Fattori culturali e socio-organizzativi che influenzano le politiche di prevenzione dei rischi ambientali di Simona Caragliano..68 Mitigazione del rischio naturale mediante delocalizzazione degli abitanti: quali politiche possibili? di Gianfranco de Tullio...73 Reti Ecologiche e Contesti di Interazione. Il processo di pianificazione ambientale a Roma di Roberto Marcelli...81 Sviluppo in-sostenibile e governo del territorio di Maria Chiara Tomasino

3 2. La città in evoluzione Il punto di vista del discussant di Augusto Cagnardi Dalla complessità alla trasformazione: la città come laboratorio in evoluzione di Francesco Bonsinetto, Laura Ferrari, Federico Jappelli Programmare la complessità Novara: il nuovo ruolo territoriale, la strategia urbanistica, i programmi complessi di Loris Antonio Servillo I processi di rigenerazione urbana nelle realta territoriali di piccole dimensioni. Il caso del contratto di quartiere di Rogliano (Cs) di Maria Francesca Viapiana Pic Urban Reggio Calabria: contributi innovativi e nuove concezioni per le politiche urbane di Anna Del Grande Diffusione urbana e multietnicità al Sud. Strategie di integrazione e forme del progetto urbanistico di Giuseppe Guida Trasformazioni urbane: elementi/approcci/opportunità La spettacolarizzazione dei nuovi grandi interventi urbani di Andrea De Matteis Il progetto della trasformazione urbana di Marcello Capucci Spazio comunità. I servizi di quartiere in aree di edilizia residenziale pubblica nella prospettiva dello sviluppo di comunità di Daniela Ciaffi Nuovi scenari per la trasformazione urbana: il caso della città di Napoli di Daniela Mello Bucarest In evoluzione: espansione vs. riqualificazione? di Gregorio Indelicato Pianificazione dello sviluppo, implicazioni ambientali e scenari territoriali: l abilitazione all intermodalità del porto di Taranto nel trasporto delle merci di Angelo Micolucci Città come laboratorio in evoluzione Design e Territorio: un approccio per la valorizzazione delle risorse locali di Beatrice Villari e Stefano Maffei Il ruolo delle infrastrutture stradali nella configurazione della città contemporanea di Paola Marotta Strumenti innovativi per la gestione della domanda di mobilità: potenzialità, efficacia e prospettive dei Piani degli Spostamenti Casa Lavoro di Andrea Airoldi L istruttoria per la riqualificazione dei complessi monumentali dismessi. Il caso dell ex ospedale militare a Napoli di Annalisa Manna La ricerca in città Un resoconto come cornice di Gilda Berruti, Giulia Di Donato, Paola D Onofrio, Estella Marino, Daniela Mello, Barbara Pizzo, Francesco Procacci, Anna Uttaro Un punto di vista esterno di Alessio Torti Alcuni punti di vista interni di Alberto Budoni, Lidia Decandia, Daniela Lepore, Anna Laura Palazzo Più che un bilancio, un rilancio di Gilda Berruti, Giulia Di Donato, Paola D Onofrio, Estella Marino, Daniela Mello, Barbara Pizzo, Francesco Procacci, Anna Uttaro I paper discussi Certificazione ambientale come cerniera tra diversi linguaggi disciplinari di Riccardo Cecatiello

4 Il ricercatore ed il politico: relazioni e responsabilità di Stefano Erba Altri sguardi sulla città di Renata Marino Discipline e incertezze di una ricerca urbanistica di Alice Sotgia La qualità degli spazi pubblici: costruzione e divenire. Un percorso (tortuoso) di ricerca operativa di Irma Visalli Allegato 1. Traccia del questionario docenti Allegato 2. Traccia del questionario dottorandi La città in movimento La città marginale come sfondo spaziale del movimento di Paolo Vari e Antonio Bocola Un modo di raccontare, per descrivere, trasformare e partecipare la città di Alessandro Marotta, Andrea Stanghellini, Renata Marino, Diego Bianchi La città in movimento La percezione del movimento e le trasformazioni territoriali di Maurizio Francesco Errigo Zapp-IN-g City. Indifferenza e movimento nella percezione della città contemporanea di Andrea Fiorista Uno sguardo ampio: i grandi movimenti della città Ruffle city. Profili, frammenti, e destrutturazioni nella forma urbana contemporanea di Elena Elisabetta Minghini La città è morta. Viva la città! Gentrification: un concetto in evoluzione di Silvia Infusino I nuovi flussi sociali nelle metropoli postmoderne. Contaminazione e integrazione di Concetta Alessandra Sottile Frammentazione e segregazione spaziale: tendenze attuali dell urbanizzazione in Brasile di Adriana Genro Uno sguardo nel particolare: le trasformazioni di parti di città Gli spazi tecnologici delle periferie metropolitane: analisi delle aree nord orientali della città di Barcellona di Vanna Madama Urbanità cangianti di Giovanni Attili Il valore urbano dei centri commerciali di Francesco Procacci Multiblock-shopping-centre-city di Carlo Molteni Oltre la produzione: il commercio al dettaglio come risorsa nella trasformazione del distretto calzaturiero di Romans-Sur-Isère di Maria Antonietta Clerici Progettazione delle infrastrutture viarie e riqualificazione degli intorni urbani e territoriali di Federico Jappelli Uno sguardo dal basso: i movimenti della città contemporanea visti da chi li provoca AlterAzione. Comunità e politiche di riuso di Maria Lina La China Mobilità e Mobilitazioni Urbane. Prove tecniche di cicloattivismo di Laura Basco Creazioni collettive dello spazio urbano di Anna M. Uttaro Attivazione delle comunità locali. Riflessione sulle contaminazioni generative tra linguaggi e pratiche dell arte e della pianificazione urbana di Anna dell Olio Esperienze di partecipazione a Roma di Angelica Fortuzzi Riferimenti bibliografici. Le letture dei dottorandi

5 1.1. Governo del territorio e processi decisionali: un legame sempre più stretto di Massimiliano Pacifico Quando si progettano interventi che riguardano il territorio si deve innanzitutto fare appello alle competenze degli esperti in pianificazione ambientale e urbanistica. Tuttavia, si è ormai constatato che le politiche per il territorio non si esauriscono con il contributo esclusivo dei tecnici ma devono necessariamente fare i conti con i soggetti che a vario titolo interagiscono sulla quella stessa area, ossia cittadini, associazioni, imprese, enti locali e l elenco non è certamente esaustivo. Fare i conti significa il più delle volte tenere in considerazione i punti di vista di ogni attore o la definizione del problema di cui ciascuno è portatore. Ciò significa accettare anche il fatto che vi siano visioni differenti dello stesso problema e dunque riconoscere che esistono aspettative, bisogni ma anche interessi diversi a seconda di chi esamina il problema e a seconda dell angolazione da cui si osserva. Per riuscire a integrare e combinare ogni esigenza bisogna guardare tanto a teorie e competenze urbanistiche quanto alla natura dei processi decisionali che si sviluppano fra attori e stakeholder 5 di volta in volta coinvolti. Questa è la principale lezione che si trae da ciascuno dei contributi presentati dai dottorandi nella sessione la città IN-governabile : a mio avviso, è un indicazione particolarmente preziosa e significativa proprio perché giunge da urbanisti e pianificatori i quali, ogni volta che bisogna intervenire sul territorio, sono sempre una delle parti chiamate in causa. Il problema non è dunque esclusivamente circoscritto tra committente - quasi sempre una amministrazione pubblica - e progettista ma bensì un po più esteso e articolato. Ogni paper sottolinea infatti da un lato, la necessità di rielaborare gli strumenti utili a governare il territorio, dall altro l esigenza di ampliare l arena dei decisori per migliorare o riformulare i processi decisionali che accompagnano gli interventi e quindi la buona riuscita del progetto. A questo punto il dibattito tra addetti ai lavori di politiche urbane non verte tanto sul se sia opportuno coinvolgere gli stakeholders ma piuttosto sul come farlo nel modo migliore e quindi su quali siano le metodologie da adottare. Del resto, sono proprio le esperienze sul campo e le best-practices a confermarci che è ragionevole, e peraltro quasi sempre indispensabile, decidere e attuare le politiche di trasformazione urbana attraverso la partecipazione di molti attori. Nessun intervento che intenda avere un impatto positivo sul territorio è escluso: non fanno dunque eccezione gli interventi in tema di mitigazione o prevenzione del rischio naturale di eventi calamitosi, gli interventi per lo sviluppo sostenibile di un area o i più tradizionali strumenti di pianificazione urbanistica e di riqualificazione dei quartieri degradati. Corep, Torino - 5 Sulla definizione di stakeholder rinvio al Dizionario di politiche pubbliche, a cura di Capano e Giuliani. 27

6 Governance e territorio In molte delle relazioni di seguito presentate ricorre frequentemente il concetto di governance soprattutto per quanto concerne la progettazione e l organizzazione dello spazio. Il termine governance si riferisce all attività del governare e si contrappone al termine government che invece indica l istituzione che governa, ossia il soggetto che esercita il potere. In ogni relazione presentata di seguito emerge un interpretazione specifica di governance ma il significato più generale del termine, e il carattere comune a tutte le definizioni, fa riferimento a processi nei quali il coordinamento e la cooperazione orizzontale tra attori avvengono senza il ricorso a principi gerarchici o di libero mercato. Il concetto di governance include ogni attività che contribuisce alla formulazione e alla messa in opera di politiche pubbliche e si sviluppa dopo il fallimento di modelli decisionali sinottici o prescrittivi. I modelli fondati sulla governance sono frutto della diffusione di pratiche di interazione tra attori, dello sviluppo di capacità di governo senza il ricorso a istituzioni forti e conducono alla condivisione di risorse e responsabilità 6 ; inoltre, si tratta di modelli che disegnano percorsi idonei a evitare conflitti che possano portare a situazione indesiderate (paralisi dei progetti o grandi difficoltà nell attuazione). Va precisato che le teorie sulla governance si sviluppano nello stesso periodo in cui si diffondono i concetti di decentramento di funzioni, partnership pubblico-privato, coproduzione di beni e servizi pubblici, ossia idee che vanno di pari passo con la concezione di attori in rete. Le politiche pubbliche si producono pertanto in ambienti frammentati all interno di sistemi nei quali gli attori sviluppano relazioni di varia densità e in cui le risorse 7 o il potere sono nelle mani di una molteplicità di attori: è dunque ragionevole allargare il campo della progettazione, dell attuazione e della valutazione degli interventi. Quello che emerge, in maniera trasversale a tutti i settori di intervento dai lavori presentati è che le politiche per il territorio, al pari di altre politiche pubbliche, non sono quasi mai attuate grazie all azione di un unico attore, ma piuttosto ad una rete di attori che cooperano seconda modalità di volta in volta differenti. Dopo aver abbondato modelli decisionali di tipo gerarchico o razionale, 8 si è consolidato un modello che tiene conto sia della complessità e dell interdipendenza dei problemi a cui le decisioni politico- 6 Una tipologia specifica del concetto di governance è quello di governance urbana che si può definire come l insieme delle azioni volte al rafforzamento, alla mobilitazione di istituzioni, gruppi e interessi nell ambito di una strategia collettiva (Bagnasco e Le Galès, 1997). Scopo degli studi sulla governance urbana è capire a quali condizioni e attraverso quali interazioni viene assicurato un governo in contesti locali sempre più complessi (Bobbio, 2002). 7 Le risorse, quasi mai concentrate nelle mani di un unico attore, possono essere almeno di quattro tipi: finanziarie (chi detiene il denaro per progettare e realizzare un intervento), legali (il sistema normativo nel quale l intervento di inserisce), politiche (il consenso) e tecniche (competenze e conoscenze specifiche necessarie per realizzare il progetto). 8 Nel modello razionale prevale un decisore unico capace di compiere sempre la scelta migliore in assoluto, in un ambiente in cui i fini e i mezzi sono sempre chiaramente definiti e conosciuti. 28

7 amministrative cercano di dare risposta, sia della pluralità di soggetti (istituzionali e non) che intervengono nel processo. Per queste ragioni, sempre più spesso, si adottano modelli decisionali inclusivi. Includere conviene davvero? E importante dunque provare a capire quando è conveniente fare ricorso a processi decisionali inclusivi. In generale, vale la pena ogni volta che il decisore è cieco, ossia quando possiede solo alcune delle risorse e conoscenze che servono per decidere; oppure quando c è seriamente il rischio che le decisioni assunte non possano essere messe in pratica o possano esserlo solamente con grandissime difficoltà. La regola principale dovrebbe essere nessun impatto senza rappresentanza (Bobbio, 2004). Di solito, chi si oppone a un progetto ha buone ragioni per farlo: le percezioni e gli interessi di chi si sente minacciato non possono essere sottovalutati e spesso è più conveniente anticipare gli eventuali conflitti invece che rimandarli il più possibile nel tempo. Ma come fare allora? Certamente non è pensabile interpellare ogni volta chiunque sia in qualche modo coinvolto ma è realistico cercare di accogliere ed esaminare le istanze di tutti coloro che hanno un punto di vista rilevante sul problema, a prescindere dalle competenze o dal potere formale di cui dispongono. Può anche capitare che sia utile lavorare con qualcuno che, pur non avendo un ruolo formale o qualche competenza settoriale, abbia comunque una conoscenza del problema (si pensi per esempio ai comitati di cittadini o al mondo dell associazionismo locale, costituito cioè da persone e/o soggetti che vivono e operano sull area da tempo). In altre parole, è conveniente costruire la mappa degli attori dopo aver effettuato un attenta indagine sul campo. La peculiarità dei processi decisionali inclusivi, ben distinti dai processi di negoziazione e dalla votazione, consiste nel fatto che le preferenze degli attori sono endogene, ossia si possono formare, modificare e trasformare nel corso del processo stesso in virtù del confronto che a tratti può anche assumere la veste di conflitto che si sviluppa tra gli stakeholder. Il percorso, senza dubbio, è molto più difficile e probabilmente più lungo rispetto a quello di altri modelli decisionali sebbene presenti altri vantaggi: il risultato può condurre a decisioni migliori - più eque e più semplici da attuare - e al tempo stesso può facilitare la creazione e diffusione di capitale sociale tra i partecipanti. Una delle riflessioni che emergono dall intera sessione, a mio avviso, è il forte desiderio della comunità degli urbanisti e dei pianificatori di accentuare ancor di più il carattere interdisciplinare degli interventi di trasformazione del territorio: il bisogno di integrazione tra discipline e tra punti di vista differenti è segno della consapevolezza che per portare a termine con successo gli interventi progettati non è sufficiente soltanto la competenza degli urbanisti, per quanto importante. L esperienza dimostra che c è l esigenza e lo spazio sia per il contributo di attori tradizionali l amministrazione competente, i tecnici incaricati di redigere il progetto sia di altri soggetti legittimamente interessati a partecipare. 29

8 Bibliografia Bagnasco A., Le Galés P. (1999), Le città nell Europa contemporanea, Liguori, Napoli. Bobbio L. (2002), I governi locali nelle democrazie contemporanee, Laterza, Roma Bari. Bobbio L., (2004), A più voci, Dipartimento della Funzione Pubblica, Roma. Il volume è scaricabile on line dal sito Capano G. e Giuliani M., (a cura di) (2^ ediz. 2002) Dizionario di politiche pubbliche, Carocci, Roma. Mayntz R. (1999), La teoria della governance: sfide e prospettive, Rivista Italiana di Scienza Politica, Vol. XXIX - n.1 - pp

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