Selene Colotti - 5 D Liceo Artistico Statale V.Cardarelli - La Spezia Esame di Stato Arte notturna

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1 Selene Colotti - 5 D Liceo Artistico Statale V.Cardarelli - La Spezia Esame di Stato Arte notturna

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3 Arte notturna Selene Colotti - 5 D Liceo Artistico Statale V.Cardarelli - La Spezia Esame di Stato

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5 In breve Jung elabora il rapporto della coscienza con l inconscio attraverso un analisi del rapporto dell uomo con il suo mondo simbolico. L inconscio diviene una grande guida, un amico e un consigliere della coscienza comunicando, o tentando di farlo, con il linguaggio dei simboli e utilizzando i sogni. Il sogno si dipana quindi come un espressione personale dell inconscio individuale: il sognatore si mette in comunicazione con la propria interiorità, intimità, scegliendo simbolizzazioni appropriate per la sua personale comprensione, che siano quindi per lui pregni di significato, indicazioni che altrimenti la coscienza non potrebbe ricevere e delle quali lui stesso possiede la chiave interpretativa,.

6 Arte notturna La storia del sogno, della psicoanalisi e le tecniche terapeutiche I sogni hanno avuto origine ancora prima dell uomo, in uno spirito che non è umano, ma che costituisce piuttosto un respiro della natura: uno spirito di questa divinità altrettanto bella e generosa quanto crudele. Se vogliamo caratterizzare tale spirito, dovremo andarlo a studiare, più che nella coscienza dell uomo moderno, nella sfera delle antiche mitologie o nelle leggende primordiali della foresta. Come hanno osservato gli antropologi, una delle più comuni forme di alienazione mentale che si manifesta fra i popoli primitivi è quella che essi chiamano «la perdita dell anima»: cioè una notevole spaccatura della coscienza. Fra questi popoli, in cui la coscienza si trova a un livello di sviluppo diverso dal lo spirito e la natura primitiva dell uomo nostro, l «anima» (o psiche ) non è concepita come un unità. Molti primitivi sostengono che l uomo possiede un «anima della foresta» oltre la propria e che quest anima è incarnata in un animale selvaggio o in un albero, con i quali l individuo umano ha una specie d identità psichica. Anima. Forma femminile di ANIMUS, spirito, per questo vicino etimologicamente al greco ANEMOS vento. Principio della vita in ogni essere organizzato. Quella parte di noi stessi che pensa e delibera e che gli uomini non seppero meglio esprimere che ricorrendo alle idee di soffio, di aura, di vento, che si avverte ma non si vede. Psiche: termine la cui etimologia si riconduce all idea del soffio, cioè del respiro vitale; presso i Greci designava l anima in quanto originariamente identificata con quel respiro. Nella psicologia moderna, la p. è intesa come il complesso delle funzioni e dei processi che danno all individuo esperienza di sé e del mondo e ne informano il comportamento.

7 Questa identità assume varie forme differenti tra i primitivi. Se l anima della foresta è quella di un animale, questo viene considerato come una specie di fratello dell uomo. L uomo che sia fratello di un coccodrillo, per esempio, viene considerato immune dagli assalti dei coccodrilli quando nuota in un fiume. Se un albero è l anima della foresta, si suppone che questo In alcune tribù si suppone che l uomo possegga numerose anime: tale opinione esprime il sentimento primitivo, secondo il quale ogni individuo è composto di diverse unità che sono insieme collegate e distinte, ma singolarmente distinte. Ciò significa che la psiche dell individuo è tutt altro che una unità perfetta; al contrario essa rischia di frantumarsi facilmente sotto l urto di emozioni violente. Easter and the Totem 1953 (150 Kb); Oil on canvas, 84 1/4 x 58 in; possegga una specie di The Museum of Modern Art, New Yorko autorità paterna sull individuo a lui è legato. In entrambi i casi un offesa recata all anima della foresta viene interpretata come un offesa rivolta a quell uomo. Anche noi possiamo subire una dissociazione e perdere la nostra identità. Possiamo essere posseduti e alterati dagli stati d animo o diventare irragionevoli e incapaci di ricordare fatti importanti relativi a noi stessi o ad altre persone. Senza dubbio la coscienza umana non ha raggiunto, neppure in quello che noi chiamiamo alto livello di civiltà, un grado ragionevole di unità. Essa è ancora vulnerabile e suscettibile di sgretolarsi.

8 Arte notturna È in questa prospettiva che noi dobbiamo riprendere in considerazione l importanza dei sogni, di queste fantasie inconsistenti, evasive, incerte e vaghe. L uomo primitivo, quindi, era governato dai propri istinti molto più profondamente dei suoi moderni discendenti «razionali» che hanno imparato a «controllarsi». Nel corso del processo di civilizzazione ci siamo sempre più allontanati dal nostro mondo originario, quello in cui la coscienza era in contatto con l istinto. Fortunatamente non abbiamo perduto questi strati istintivi di fondo: essi continuano a fare parte dell inconscio anche se trovano espressione solo sotto forma di immagini oniriche. Perché si abbiano equilibrio mentale e salute, l inconscio e il conscio debbono parlare fra loro. Se perdono la capacità di comunicare, si crea un disturbo psicologico. Da questo punto di vista i simboli del sogno sono la strada in cui la coscienza, comprendendoli e conoscendoli, impara a crescere, e in tal modo impara a capire nuovamente il linguaggio dimenticato degli istinti. Naturalmente oggi si è portati a non dare importanza a questo mondo notturno poiché i suoi simboli passano troppo spesso inosservati e sono incompresibili. Nella vita normale l interpretazione dei sogni viene quindi considerata una cosa superflua. Questi fenomeni istintivi, che possono anche non venire sempre riconosciuti per quello che sono, dato il loro carattere simbolico, svolgono un ruolo vitale in quella che Carl Gustav Jung definisce la funzione compensatrice dei sogni. Jung illustra questo punto sulla base di un esperienza fatta in una tribù primitiva dell Africa Orientale. «I sogni degli uomini non hanno alcun significato» gli dissero. Erano convinti che i soli sogni importanti fossero quelli dei capi tribù e degli stregoni: questi ultimi, in particolare, erano assai apprezzati in quanto da essi dipendeva il benessere dell intera tribù. Nel caso studiato, però, tanto il capo quanto lo stregone dicevano però di aver smesso di

9 Henri Rousseau, Il sogno, 1910 Cosa rappresenti il dipinto lo spiegò lo stesso pittore in una lettera al critico Andrè Dupont: La donna addormentata sul canapè sogna di essere trasportata nella foresta, ascoltando il suono dello strumento dell incantatore. [...] La giungla non è più un sipario, si apre sul cielo turchese e la vegetazione suggerisce una maggiore profondità: i fiori, simili a quelli di loto affrescati dagli antichi egizi, e i frutti sono ben modellati e sembra che la luna li tinga di argento insieme alle grandi foglie. Per la figura femminile si citano numerose fonti: dalle Veneri rinascimentali, fino alla Grande odalisca di Ingres e all Olympia di Manet, ma ci sono contatti anche con la sensuale figura distesa nel Riposo delle modelle di Vallotton, esposto al Salon d Automne del 1905 vicino al Leone affamato che azzanna un antilope. Il dipinto che riproduce l incanto della musica secondo il mito di Orfeo, amato dai simbolisti, ebbe un successo protratto nel tempo, suggestionando i surrealisti, in particolare il Delvaux della Foresta. Da parte sua Breton nel 1942 scrisse: Non sono lontano dal credere che in questa grande tela sono incluse tutta la poesia e tutte le gestazioni misteriose del nostro tempo: nessun altra mi comunica, nella freschezza inesauribile della sua scoperta, il sentimento del sacro. Come la Vergine del Cimabue...converrà forse un giorno...portarla in processione per le strade.

10 Arte notturna avere sogni rivelatori dall arrivo degli Inglesi nel loro paese, forse perchè avevano perso il loro potere di dare risposte o perchè stavano iniziando a diventare moderni. Tuttavia anche un uomo civilizzato può talvolta osservare che un sogno (da lui magari del tutto dimenticato) è capace di alterare il suo stato d animo in meglio o in peggio. Alcune persone si trovano in condizioni mentali così squilibrate che l interpretazione dei loro sogni può essere estremamente rischiosa: in casi di questo tipo la coscienza è davvero tagliata fuori dall inconscio che, a sua volta, è altrettanto irregolare cosicché lo stato della coscienza e l inconscio non possano venire in contatto tra loro senza tutte le precauzioni. Henri Rousseau,The Sleeping Gypsy, 1897 Il dipinto la Zingara addormentata, 1897 è un olio su tela del pittore francese Henri Rousseau detto Il Doganiere (Laval, 21 maggio Parigi, 2 settembre 1910) esposto al Museum of Modern Art (MoMA) di New York. Rousseau in una sua lettera descrive egli stesso il soggetto del dipinto: Una negra errante, suonatrice di mandolino, con la giara al fianco, dorme profondamente, spossata dalle fatiche. Un leone passa per caso, l annusa, ma non la divora. C è un effetto di luna molto poetico. La scena si ambienta in un deserto totalmente arido. La zingara indossa vestiti orientali. 10

11 Sigmund Freud Solo nelle rare occasioni in cui un sogno si presenti con un risalto particolare o ripeta a intervalli regolari, la maggior parte delle persone prova a tentarne una interpretazione. Sigmund Freud è stato il pioniere che per primo ha tentato di esplorare l inconscio. Freud era laureato in medicina e specializzato in malattie nervose, egli fu il primo ad indagare su fenomeni come l isteria, la nevrosi e altre malattie della psiche. Si può dire, quindi, che la psicoanalisi nasca dalla pratica medica e dal tentativo di curare un disagio, una malattia. Per esempio un paziente che si trovi di fronte a una situazione intollerabile può manifestare uno spasmo ogni qualvolta cerca di deglutire: egli «non può mandarlo giù». In condizioni di simili di tensione psicologica, un altro paziente ha un attacco d asma: egli «non può respirare l atmosfera di casa».un altro soffre di una particolare paralisi alle gambe: egli non può più camminare, cioè «non ce la fa più ad andare avanti». Un altro ancora, che vomita quando mangia, «non può digerire» qualche fatto spiacevole. Tali reazioni fisiche sono solo un modo attraverso il quale i problemi che ci travagliano possono trovare espressione. Più spesso essi si manifestano nei sogni. Prima dell inizio del secolo, Freud e Joseph Breuer arrivarono alla conclusione che i sintomi nevrotici, l isteria, certi tipi di sofferenza e comportamento anomalo sono effettivamente significativi dal punto di vista simbolico. Il medico Joseph Breuer, che Freud ha avuto modo di conoscere e di apprenderne le tecniche di terapia, curava i suoi pazienti mediante la tecnica dell ipnosi, la quale era già stata Josef Breuer (Vienna, 15 gennaio 1842 Vienna, 20 dicembre 1925) è stato un medico e psichiatra austriaco.

12 Arte notturna sperimentata dal medico Jean-Martin Chargot con il quale anche Freud aveva avuto modo di relazionarsi e di approfondire i casi di isteria. Nel 1895 Freud pubblica gli Studi sull isteria nei quali afferma che il trauma isterico deriva dal fatto che il soggetto rifiuta un idea, un ricordo che considera intollerabile e che la sua coscienza non può accettare: come nel caso di Anna O. l intollerabilità della Breuer aveva studiato uno strano casi di isteria, scena osservata - il cane che beve dal quello di Anna O., una giovane donna la quale presentava sintomi come paralisi motorie, tosse nervosa, turbicchiere produce una rimozione. be all udito e alla vista, anoressia, afasia e idrofobia (paura del bere). Breuer aveva scoperto sottoponendo la paziente a ipnosi che quando era bambina aveva visto bere in un bicchiere il cane della sua governante, provando grande ripugnanza. L episodio era stato rimosso da Anna O. ma questa aveva sviluppato sintomi di idrofobia grave, che soltanto attraverso l ipnosi era riuscita a comprendere e a guarire. L ipnosi faceva affiorare circostanze nascoste della vita individuale, che, per il solo fatto di essere raccontate al medico si scaricavano, grazie a una forma di catarsi, permettendo un miglioramento della situazione della paziente. Secondo Freud però la terapia tramite l ipnosi che Breuer praticava si dimostrava deludente, poiché sempre più spesso i disturbi isterici che sembravano scomparire nel periodo della cura si ripresentavano una volta che il malato fosse lasciato solo. Freud ne deduce che non è l ipnosi in sé a causare la guarigione ma la relazione (e il dialogo) che nella terapia si stabilisce tra paziente e il terapeuta. La terapia, la cura, ha quindi il compito di rifare il percorso a ritroso, facendo affiorare alla coscienza la scena che ha provocato la rimozione. Freud, che considera inadatta l ipnosi, elabora quello delle cosiddette libere associazioni: il paziente è disteso, con gli occhi chiusi, e viene invitato a concentrarsi sul sintomo della sua malattia; egli deve cercare di ricostruirne l origine, mentre il medico gli rivolge delle domande. Questo metodo permise a Freud di utilizzare i sogni come punto di partenza da cui iniziare l esplorazione dell inconscio del paziente. Freud fece la semplice osservazione che se colui che sogna viene incoraggiato a raccontare le immagini del sogno e i pensieri che queste gli fanno venire in mente, egli rivelerà Se è un merito aver dato vita alla psicoanalisi, il merito non è mio. Non ho preso parte al suo primo avvio. Ero studente, impegnato nel dare gli ultimi esami, quando un altro medico viennese, il dottor Josef Breuer, applicò per le prime volte (dal 1880 al 1882) questo procedimento per curare una ragazza malata d isteria. S.Freud Studi sull isteria e altri scritti , Torino, Bollati Boringhieri,

13 il punto oscuro da cui i suoi disturbi derivano. Da questo momento in poi Freud procederà verso l identificazione dell inconscio e della sua struttura. Carl Gustav Jung fu colui che inizialmente vicino alle concezioni di Freud se ne allontanò definitivamente nel 1913, dopo un lungo percorso culminato con la pubblicazione, nel 1912, di La libido: simboli e trasformazioni. In questo libro egli esponeva il suo orientamento, un percorso che partiva dalla storia personale del singolo per arrivare alla storia della collettività umana. L inconscio non è più solo quello individuale, ma nell individuo esiste anche un inconscio collettivo che si esprime negli archetipi. Secondo Jung non era necessario usare il sogno come punto di partenza del processo di «libera associazione» per scoprire i complessi di un paziente. Si poteva arrivare al centro partendo da qualsiasi punto della circonferenza. In questo senso il sogno non era più utile di qualsiasi altro possibile punto di partenza. Tuttavia, i sogni hanno un significato particolare, sebbene nascano spesso da un turbamento emotivo in cui sono coinvolti anche i complessi abituali. E per questo motivo che la libera associazione può condurre dai sogni, qualunque essi siano, al segreto profondo dei pensieri. Egli dedusse che, se era nel giusto, i sogni avevano una funzione più speciale e significativa. Molto spesso i C.G.Jung sogni hanno una struttura definita che esprime un idea recondita e un intenzione, benché quest ultima, di regola, non sia La libido: simboli e trasformazioni, Newton & Compton Editori, 2006 La parola archetipo deriva dal greco antico (tipos= modello, marchio, esemplare e arché= originale ). Il termine viene usato, attualmente, per indicare, in ambito filosofico, la forma preesistente e primitiva di un pensiero (ad esempio l idea platonica); in psicoanalisi da Jung ed altri autori, per indicare le idee innate e predeterminate dell inconscio umano

14 Arte notturna immediatamente comprensibile. Cominciò quindi a riflettere sull opportunità di prestare una maggiore attenzione alla forma e al contenuto del sogno, piuttosto che permettere alla libera associazione di confondere, attraverso la sua catena catena di idee. Egli preferiva concentrarsi sul sogno piuttosto che sulle associazioni, perchè il primo, per lui, era il vero obiettivo da raggiungere. Ci sono molti altri metodi per identificare: ad esempio lo psicologo può rinvenire tutti i La nuova strada percorsa da Jung prensintomi di cui ha bisogno per mezzo dei test deva in considerazione tutti gli aspetti del di associazione di parole (cioè chiedendo al sogno. paziente che cosa egli è portato a associare Una storia narrata da svegli ha un suo inia determinare serie di parole e studiando le zio, uno sviluppo e una conclusione, mentre risposte). Tuttavia, per arrivare a conoscere la stessa cosa non è vera per il sogno. e comprendere il processo psichico è imporspazio e tempo, nel sogno, sono assai tante rendersi conto che i sogni dell individuo diversi rispetto alla realtà: per comprendere e le loro rispettive immagini simboliche possoil suo significato, il sogno va studiato in tutti no avere una funzione molto più importante di i suoi aspetti, come facciamo di solito con quella loro abitualmente attribuita. un oggetto sconosciuto che, una volta nelle nostre mani, viene da girato e rigirato fino a che ogni suo minimo dettaglio non ci è divenuto familiare. Jung mirava ad identificare quello che stava oltre, o sotto, i complessi che causavano i disturbi nevrotici. Quasi tutti sanno ad esempio che l atto sessuale può essere rappresentato da tante immagini e simboli diversi. Un uomo può sognare di infilare la chiave in una serratura, di usare un pesante bastone, o di abbattere una porta a colpi di ariete. Ciascuna di queste immagini può essere Gli stessi complessi che fanno stare considerata una simbologia sessuale: tuttavia, male, se vengono compresi, interpretati il fatto che l inconscio abbia scelto per esprimer accolti nel loro linguaggio fatto di simsi una di queste immagini specifiche - chiave, boli, fantasie, sogni, immaginazioni si trasformano, così come il rospo si trasforbastone, oppure ariete ha un significato di ma in principe anche senza il bacio della gran lunga più importante. Il problema è quello principessa. di capire perché la chiave sia stata preferita al Pier Pietro Brunelli - Psicoterapeuta bastone, o il bastone all ariete. junghiano In alcuni casi ciò può portare a scoprire che h t t p : / / w w w. a l b e d o i m a g i n a t i o n. il punto centrale del sogno non è l atto sessuale com/04/2010 ma qualcos altro. Seguendo questo corso di ragionamenti Jung arrivò alla conclusione che per 14

15 interpretare il sogno si deve utilizzare solo il materiale che è chiaramente visibile. Mentre la libera associazione allontana dal sogno secondo una linea a zigzag, il metodo elaborato da Jung assomiglia più a una circonferenza il cui centro è rappresentato dalle immagini del sogno, ed è attorno a queste immagini che Jung lavora. Che cos è il sogno Forse si può dire che, mentre Freud cerca di inserire a forza il paziente, l uomo, l individuo, in un sistema positivistico di sintomi-cause, Jung cerca di giungere direttamente all uomo in sè. Forse è questa la ragione per cui oggi la via junghiana alla psicoterapia è molto più seguita di qella freudiana. Freud afferma che il sogno è la via privilegiata di accesso all inconscio, e la psicoanalisi si fonda sull analisi dei sogni, l interpretazione dei sogni costituisce la parte più complessa del lavoro svolto da questa scienza. La nostra vita è costellata di sogni: ricerche scientifiche hanno dimostrato che noi sogniamo in media due - tre ore per notte, quando il nostro sonno è profondo e soddisfacente. Sognare ci fa bene. Il sogno è frutto di un intensa attività psichica, il lavoro onirico, che potremmo paragonare al processo di produzione di un opera d arte. Secondo Freud, il sogno è l appagamento di un desiderio. Potremo dire che se un bambino sogna la befana, desidera avere dei giocattoli. Non sempre i sogni, però, si prestano a una interpretazione così lineare. Quando sogniamo, tutti noi siamo in qualche modo degli artisti, capaci di creare un film a volte rassicurante, a volte terribile e pauroso. L artista è l uomo quando sogna, e proprio come le opere d arte i sogni hanno bisogno di essere interpretati. Essi non si prestano a una lettura facile o scontata, ma hanno un significato nascosto che occorre ricostruire. Soltanto se si riesce a superare il contenuto del sogno che ci appare facilmente comprensibile, per arrivare ai significati latenti, che ne sono alla base, potremo accedere al nostro inconscio. Freud scoprì appunto l esistenza di due livelli di sogno: uno manifesto, l altro nascosto o latente. Il sogno non ci dice direttamente cosa vuole l inconscio. Non parla chiaramente. E quando i suoi simboli sono di facile lettura si può star certi che il sogno ci sta dicendo altro. Il livello manifesto è dato dalle scene del film mentale che rappresentiamo durante il sogno e di cui, sia pure in parte, ci ricordiamo al risveglio. Ma il livello manifesto non coincide con quello latente; ed è a quest ultimo che dobbiamo rivolgere la nostra attenzione se vogliamo scoprire di quale desiderio inappagato il sogno è espressione. Per questo il sogno deve essere interpretato.

16 Arte notturna Lapsus e piccole disattenzioni quotidiane Il sogno è UNO dei modi di espressione dell inconscio. Un altra via è rappresentata da alcuni piccoli atti quotidiani, che di solito si giudicano insignificanti: si tratta di lapsus e di atti mancati (amnesie, dimenticanze, falsi ricordi, disattenzione varie). Freud li considera come segnali importanti che rinviano nel loro significato latente, alla rimozione di eventi spiacevoli o inaccettabili. Anche il comportamento da svegli dunque specialmente quando siamo stanchi, distratti o sbadati, cioè quando le difese della coscienza si allentano ci riserva delle sorprese, che è bene non trascurare. In Psicopatologia della vita quotidiana 8, l opera in cui l autore analizza i disturbi di questa natura, Freud racconta il caso di un dipendente che, durante una cerimonia ufficiale, doveva fare un brindisi al suo capo, che lui non amava. Ecco cosa disse, sollevando il calice: «Vi invito a ruttare alla salute del vostro capo» anziché «a bere alla salute del vostro capo». Questo involontario scambio di parole un lapsus era certo favorito dalla rassomiglianza tra i due verbi : in tedesco anstossen ( bere alla salute ) è simile a aufstossen ( ruttare ). Ma il motivo vero dello scambio involontario di parole va ricercato, secondo Freud, nel sentimento di disprezzo (rimosso) verso il capo. In conseguenza di questo e molti altri esempi, Freud conclude che in tutti i casi di lapsus la cosa importante non è la somiglianza del suono delle parole, ma la loro causa inconscia. Anche negli atti mancati si può cogliere un processo simile a quello operato nella formazione delle scene dei sogni: alcuni elementi rimossi vengono alla luce e incontrano una censura che cambia il loro aspetto e la loro apparenza, tanto da renderli accettabili dalla coscienza. Un esempio di atto mancato: una persona distratta o con la testa fra le nuvole attraversa la stanza per prendere qualcosa. A un tratto si ferma perplessa: ha dimenticato ciò che andava a prendere. Le sue mani tastano gli oggetti sul tavolo come farebbe un sonnambulo: l individuo ha dimenticato il suo scopo originario, eppure continua a essere inconsciamente guidato da esso. In un secondo tempo si ricorda ciò che voleva: il suo inconscio glielo ha suggerito. In conclusione, come i nostri sogni, anche i lapsus e tante altre disattenzioni quotidiane sono le spie di qualcosa nascosto alla nostra coscienza. Capire le cause che hanno originato tutte queste piccole psicopatologie significa aprire la via che conduce al nostro inconscio, ai desideri, alle pulsioni, dei complessi rimossi ma non cancellati, che possono provocare sofferenza, e in alcuni casi nevrosi e disturbi della personalità. L uso letterario dell atto mancato più famoso è quello che Svevo inserisce nel suo romanzo più famoso, La coscienza di Zeno. È questo uno degli episodi più famosi della Coscienza, e quello in cui è più immediatamente visibile l influenza delle teorie di Freud. Lo sbagliodi funerale compiuto da Zeno, che lo porta a non assistere agli estremi onori tributati al cognato suicida, è un esempio emblematico di atto mancato. Zeno non assiste al funerale del cognato perché in realtà non vuole, dato che non ha affatto amicizia per Guido, ma lo odia, e al suo odio dà libero sfogo con quest ultimo atto di disprezzo 8 Sigmund Freud, Psicopatologia della vita quotidiana, Bollati Boringhieri,

17 Un famoso ritratto di Svevo e, sotto, il passo del funerale mancato Ma a forza di «succhiellare» (questa era la mia occupazione precipua) finii col non intervenire al funerale di Guido. La cosa avvenne così. Proprio quel giorno i valori in cui eravamo impegnati fecero un balzo in alto. Il Nilini ed io passammo il nostro tempo a fare il calcolo di quanto avessimo ricu perato della perdita. Il patrimonio del vecchio Speier figurava ora solamente dimezzato. Un magnifico risultato che mi riempiva di orgoglio.avveniva proprio quello che il Nilini aveva preveduto in tono molto dubitativo bensì ma che ora, naturalmente, quando ripeteva le parole dette, spariva ed egli si presentava quale un sicuro profeta. Secondo me egli aveva previsto questo e anche il contrario. Non avrebbe fallato mai, ma non glielo dissi perché a me conveniva ch egli restasse nell affare con la sua ambizione.anche il suo desiderio poteva influire sui prezzi. Partimmo dall ufficio alle tre e corremmo perché allora ricordammo che il funerale doveva aver luogo alle due e tre quarti. All altezza dei volti di Chiozza, vidi in lontananza il convoglio e mi parve persino di riconoscere la carrozza di un amico mandata al funerale per Ada. Saltai col Nilini in una vettura di piazza, dando ordine al cocchiere di seguire il funerale. E in quella vettura il Nilini ed io continuammo a succhiellare. Eravamo tanto lontani dal pensiero al povero defunto che ci lagnavamo dell andatura lenta della vettura. Chissà quello che intanto avveniva alla Borsa non sorvegliata da noi? Il Nilini, a un dato momento, mi guardò proprio con gli occhi e mi domandò perché non facessi alla Borsa qualche cosa per conto mio. Per il momento dissi io, e non so perché arrossissi, Io non lavoro che per conto del mio povero amico. Quindi, dopo una lieve esitazione, aggiunsi: Poi penserò a me stesso. Volevo lasciargli la speranza di poter indurmi al giuoco sempre nello sforzo di conservarmelo interamente amico. Ma fra me e me formulai proprio le parole che non osavo dirgli: «Non mi metterò mai in mano tua!». Egli si mise a predicare. Chissa se si può cogliere un altra simile occasione! Dimenticava d avermi insegnato che alla Borsa v era l occasione ad ogni ora. Quando si arrivò al posto dove di solito le vetture si fermano, il Nilini sporse la testa dalla finestra e diede un grido di sorpresa. La vettura continuava a procedere dietro al funerale che s avviava al cimitero greco. Il signor Guido era greco? domandò sorpreso. Infatti il funerale passava oltre al cimitero cattolico e s avviava a qualche altro cimitero, giudaico, greco, protestante o serbo. Può essere che sia stato protestante! dissi io dapprima, ma subito mi ricordai d aver assistito al suo matrimonio nella chiesa cattolica. Dev essere un errore! esclamai pensando dapprima che volessero seppellirlo fuori di posto. Il Nilini improvvisamente scoppiò a ridere di un riso irrefrenabile che lo gettò privo di forze in fondo alla vettura con la sua boccaccia spalancata nella piccola faccia. Ci siamo sbagliati! esclamò. Quando arrivò a frenare lo scoppio della sua ilarità, mi colmò di rimproveri. Io avrei dovuto vedere dove si andava perché io avrei dovuto sapere l ora e le persone ecc. Era il funerale di un altro!

18 Arte notturna I sogni amano il rivestimento simbolico Ciò che noi chiamiamo simbolo è un termine, un nome, o anche una rappresentazione che può essere familiare nella vita di tutti i giorni e che tuttavia possiede connotati specifici oltre al suo significato ovvio e convenzionale. Esso implica qualcosa di vago, di sconosciuto o di inaccessibile per noi. Per esempio, molti monumenti cretesi sono contraddistinti da disegno della doppia ascia. Si tratta di un oggetto che ci è familiare e ma di cui non conosciamo le implicazioni simboliche che aveva nella civiltà cretese. Per fare un altro esempio, prendiamo il caso di quell indiano che dopo aver visitato l Inghilterra, tornato in patria, raccontò ai suoi amici che gli inglesi venerano aquile, leoni e buoi, avendoli visti rappresentati nelle vecchie chiese che aveva visitato. Ci sono poi altri oggetti come la ruota e la croce, che sono conosciuti in tutto il mondo e che tuttavia hanno un significato simbolico in certe particolari condizioni. Perciò una parola o un immagine è simbolica quando implica qualcosa che sta al di là del suo significato ovvio e immediato. Essa possiede un aspetto più ampio, inconscio, che non è mai definito con precisione o adeguatamente spiegato. Jung sostiene che quando la mente esplora il simbolo, essa viene portata a contatto con idee che stanno al di là delle capacità razionali. La ruota può condurre i nostri pensieri al concetto di un sole, divino, ma a questo punto la ragione deve ammettere la propria incompetenza: l uomo è incapace di definire un essere divino, non abbiamo fatto altro che attribuirgli un nome che al massimo può essere fondato sopra un credo, non su prove di fatto. Poiché ci sono innumerevoli cose che oltrepassano l orizzonte della comprensione umana, noi ricorriamo costantemente all uso di termini simbolici per rappresentare concetti che ci è impossibile definire o comprendere completamente. Questa è una delle ragioni per cui tutte le religioni impiegano un linguaggio simbolico o delle immagini. Tuttavia questo uso consapevole dei simboli è soltanto un aspetto di un fatto psicologico di grande importanza: anche l uomo produce simboli inconsciamente e spontaneamente sotto forma di sogni. 18

19 Sergio Lai, Paesaggio con casa blu (tormento e passione onirica della natura) - dal sito dell artista: In questo quadro la casa sembra assumere un valore simbolico, per i suoi colori e le pennellate che la fanno confondere col cielo Il sogno è l ambiente nel quale si manifestano i simboli, esso non riproduce direttamente il materiale che vive e ribolle dentro di noi, ma lo rielabora, lo riveste di simboli allusivi, lo inserisce in un altro contesto, lo sostituisce con qualche cos altro. I simboli rappresentano qualcosa che sta al di là del loro significato ovvio e immediato e, in questo, sembrano proprio la lingua preferita dall inconscio che, come abbiamo visto, parla per enigmi. Il sognante prova vergogna dei propri desideri più scabrosi e allora li sottopone a censura: è grazie al sogno che tali desideri possono esprimersi, cioè possono venire alla luce adeguatamente trasfigurati in una forma accettabile. E non è casuale che questo si verifichi nel sonno: infatti in questo stato, la sorveglianza da parte della ragione è ridotta e i sentimenti profondi possono riemergere con maggiore facilità. Secondo Freud, nella vita psichica mai nulla si distrugge: l energia repressa, come i desideri repressi, ritorna, anche a distanza di tempo, sotto altre vesti. Per liberarci dei fantasmi del passato e scaricare così la nostra energia psichica è, dunque, necessario rifare il cammino a ritroso: dal sogno manifesto risalire al contenuto latente e nascosto. Ciò facendo apriamo una finestra sula sfera della psiche in cui è conservato tale materiale. Conoscendo elementi del nostro inconscio, facendoli affiorare alla coscienza, possiamo comprendere meglio noi stessi e, in definitiva, stare meglio.

20 Arte notturna Spesso anche oggetti inanimati sembrano cooperare con l inconscio per creare modelli simbolici. La funzione generale dei sogni consiste nel restaurare il nostro normale status psicologico attraverso la produzione di materiale onirico che ristabilisca il nostro equilibrio psichico. Un esempio: un uomo molto impegnato in affari poco puliti amava molto le rischiose scalate alpinistiche, come una sorta di compensazione. Una notte sognò che precipitava dalla sommità si una montagna. Andava incontro a un grande pericolo e non volle ascoltare l avvertimento del sogno. Il suo sogno prediceva la sua morte in un incidente alpinistico, infatti sei mesi dopo precipitò nel vuoto. In tutto questo non c è nulla di magico, dalla descrizione del sogno si capisce che l uomo andava alla ricerca di un modo definitivo per risolvere i suoi problemi, ovviamente non si aspettava di pagare un prezzo così alto. I sogni perciò possono talvolta annunciare certe situazioni molto tempo prima che accadano. Non si tratta necessariamente di un miracolo nè di una forma di prescienza. Molte crisi della nostra vita hanno una lunga storia inconscia, noi avanziamo verso di loro a poco a poco inconsapevoli dei pericoli che si stanno accumulando. Ma ciò che non riusciamo a vedere consciamente viene spesso avvertito dall inconscio, che può trasmetterci l informazione attraverso i sogni. Nessun simbolo onirico può essere separato dall individuo che lo sogna e non esiste alcun criterio definitivo o diretto di interpretazione dei sogni individuali. Le persone si differenziano tanto l una dall altra, nel modo in cui l inconscio completa o compensa il conscio di ciascuna, che è impossibile stabilire fino a che punto i sogni e i loro simboli possano venire rigorosamente classificati. È vero però che alcuni sogni e simboli sono tipici e ricorrono spesso. Fra questi simboli c è quello della caduta, del volo, la sensazione di essere perseguitati da animali feroci o da persone ostili, di essere vestiti in maniera insufficiente o assurda in luoghi pubblici, di avere fretta o di perdersi tra una folla assiepata, di combattere con armi inutili o di trovarsi completamente indifesi, di correre a perdifiato senza arrivare in nessun luogo. Un motivo tipicamente infantile è costituito dal sogno di diventare infinitamente piccoli o infinitamente grandi, oppure di essere trasformati dalla prima dimensione nella seconda, come si legge, ad esempio, nel libro di Lewis Carroll, Alice nel paese delle meraviglie. Occorre tuttavia insistere sul fatto che questi motivi debbono essere considerati nel contesto individuale del sogno, non come elementi che si spieghino da soli. Il sogno ricorrente è un fenomeno interessante. Ci sono casi di persone che hanno continuato ad avere lo stesso sogno per anni, dall infanzia all età adulta. Un sogno di questo tipo rappresenta il solito tentativo di compensazione di qualche scompenso particolare dell atteggiamento dell individuo nei riguardi della vita; oppure può avere avuto origine da un evento traumatizzante che ha lasciato dietro di sè un pregiudizio specifico. Esso può talvolta anticipare un evento del futuro. Io stessa ho sognato il medesimo motivo per molti anni di seguito: 20

Bambini e Lutto Farra, 24 febbraio 2013

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