DAL MAROCCO LA NASCITA

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1 DAL MAROCCO LA NASCITA In Marocco, solitamente, quando un bambino nasce, il primo che lo prende in braccio: generalmente il padre, gli sussurra nell orecchio la frase che recita l Himam quando chiama i fedeli alla preghiera. Qualcuno usa mettere accanto al neonato, nel suo giaciglio, il Corano. Una volta, secondo la tradizione, il nome veniva dato il settimo giorno. Non c era la consuetudine di registrare la nascita all anagrafe, così, spesso le famiglie nelle quali i figli erano numerosi, essendosi affidate solo alla propria memoria, col passare del tempo non ricordavano più la data esatta della nascita dei propri figli. È per questo motivo che sui documenti di molte persone marocchine è riportato come giorno il giorno 01 e come mese quello di gennaio, dell anno che, presumibilmente corrisponde a quello esatto della nascita. Pare che l uso di attribuire il cognome ai figli: quello del padre, sia nato durante il dominio francese del Marocco. Nel settimo giorno dalla nascita, giorno in cui viene attribuito il nome, si segue un rituale: viene ucciso un montone e nel momento in cui viene ucciso, il padre del neonato dice: _ Allah akebar, bismillah, sminna: es. Fatima, che tradotto significa: Dio è grande, in nome di Dio ti abbiamo chiamato Fatima. Poi insieme ai parenti si cucina, si mangia il montone e si fa festa.

2 LA MORTE IN MAROCCO QUANDO QUALCUNO MUORE SI AVVISANO I PARENTI E SI CHIAMA L HIMAM PER IL FUNERALE. IL MORTO DEVE ESSERE LAVATO CON CANFORA, SE È UOMO VIENE LAVATO DA UOMINI, SE È DONNA DA DONNE E DEVE ESSERE SEPPELLITO SUBITO. QUINDI, SUBITO DOPO ESSERE STATO LAVATO VIENE AVVOLTO IN UN TELO BIANCO: KHFAN, SIMBOLO DI PURIFICAZIONE, E COSÌ, SENZA LA BARA, VIENE TRASPORTATO DAGLI UOMINI AL CIMITERO. LA BARA VIENE USATA SOLO QUANDO LA MORTE È AVVENUTA PER INCIDENTE, IN OSPEDALE O ALL ESTERO. DURANTE LA PROCESSIONE GLI UOMINI E L HIMAM PREGANO. LE DONNE RESTANO A CASA A PIANGERE IL DEFUNTO E A RECITARE IL CORANO. UNA VOLTA GIUNTI AL CIMITERO SI VA IN UNA PARTE DI ESSO E, DAVANTI AL MORTO, SI RECITA LA PARTICOLARE PREGHIERA PER I MORTI: SALAT AL JANAZA. QUESTA PREGHIERA SERVE AD AIUTARE IL MORTO A PURIFICARSI DAI PECCATI. PERÒ LE PREGHIERE DEI CARI NON SERVONO A MANDARLO IN PARADISO, PERCHÉ SOLO ALLAH PUÒ GIUDICARE LA SUA ANIMA. NELLA TOMBA IL MORTO VA POSIZIONATO SUL FIANCO DESTRO, CON IL VOLTO RIVOLTO ALLA MECCA. LA SERA DEL FUNERALE E PER ALTRI DUE GIORNI SI FA LA SADAKA, CIOÈ, SI CENA INSIEME AI PARENTI E SI RECITA IL CORANO. COSÌ ACCADE ANCHE DOPO SETTE GIORNI E DOPO QUARANTA. QUALCUNO NON FA LA SADAKA, PERCHÉ NON È PRESCRITTA DAL CORANO E, RITENENDO LA MORTE UN EVENTO TROPPO TRISTE PREFERISCE NON FESTEGGIARE. LA DONNA VEDOVA NON ESCE DI CASA E IN SEGNO DI LUTTO SI VESTE DI BIANCO PER QUATTRO MESI E DIECI GIORNI. QUESTO HA ANCHE UN VALORE LEGALE, PER L ATTRIBUZIONE DELL EREDITÀ: È IL PERIODO CHE DEVE TRASCORRERE PER VERIFICARE SE LA DONNA È INCINTA E SE LA PATERNITÀ VA ATTRIBUITA AL DEFUNTO. L UOMO VEDOVO PUÒ USCIRE E NON MOSTRA IL LUTTO CON ABITI PARTICOLARI.

3 NEI CIMITERI MUSULMANI, IN ARABO LHAMATH, LE TOMBE SONO FATTE DA MUCCHI DI TERRA CON ALLE ESTREMITÀ DUE LASTRE DI PIETRA A FORMA DI ROMBO, POSTE IN VERTICALE. SU UNA DI QUESTE TALVOLTA VIENE SCRITTO IL NOME DEL DEFUNTO, MA NON VI È MAI UNA FOTO CHE LO RICORDI. CHI VA A TROVARE IL PROPRIO CARO AL CIMITERO LEGGE IL CORANO E NON METTE SULLA TOMBA NÈ FIORI NÈ LUMINI. SOLO NELLE CITTÀ LE TOMBE SONO SIMILI A QUELLE EUROPEE.

4 L ABBIGLIAMENTO IN MAROCCO, NELLE ZONE PROSSIME ALLE GRANDI CITTÀ E NELLE CITTÀ STESSE L ABBIGLIAMENTO RISENTE OGGI DELL INFLUENZA EUROPEA E L ABBIGLIAMENTO TRADIZIONALE VA A POCO A POCO SCOMPARENDO. NELLE ZONE POPOLATE PREVALENTEMENTE DALLE POPOLAZIONI BERBERE, VICINO AL DESERTO, AI PIEDI DELL ATLAS O SULLE MONTAGNE, INVECE, L USO DI ABITI TRADIZIONALI È TUTTORA MOLTO DIFFUSO. GLI UOMINI PORTANO I SERUEL: PANTALONI LARGHI FERMATI AL GINOCCHIO E UNA LUNGA CAMICIA DI TELA: QMĪŜ. LE DONNE INDOSSANO LA ĜILEBA CHE È UNA SPECIE DI TUNICA LUNGA FINO ALLE CAVIGLIE E APERTA IN BASSO SUI LATI, CON UN AMPIO CAPPUCCIO. È DIFFUSO ANCHE L USO DEL KAFTAN: ABITO FEMMINILE DA CERIMONIA. IL VELO CHE COPRE I CAPELLI E INCORNICIA IL VOLTO DELLE DONNE È LARGAMENTE UTILIZZATO.

5 VESTITO MASCHILE: JABADOR

6 KAFTAN È IL NOME DI QUESTO VESTITO ARABO. È DI RASO, CUCITO A MANO, ANCHE LE DECORAZIONI SONO FATTE A MANO. È UN ABITO MOLTO ELEGANTE CHE SI METTE IN OCCASIONE DI FESTE IMPORTANTI COME I MATRIMONI, L AID AL KEBIR, L AID AL SAGHRER IL LAKTIB È UN PARTICOLARE VELO BERBERO, LAVORATO A MANO, USATO SOLITAMENTE NEI COLORI ROSSO, GIALLO, CELESTE O NERO. VA PORTATO CON LE TIPICHE FRANGE CHE SCENDONO SUL VISO, LE QUALI POSSONO ANCHE ESSERE ARRICCHITE E RESE PIÙ ELEGANTI DA PERLINE. TASHDAT O TABOAMARAN È UNA TIPICA FASCIA BERBERA DA METTERE SOPRA AL VELO PER RENDERLO PIÙ ELEGANTE.

7 TASRÀ È LA TRADIZIONALE COLLANA BERBERA FATTA DI BRONZO E DI UNA PLASTICA PARTICOLARE. È RICCA DI DECORAZIONI FATTE A MANO CON L USO DI PERLINE COLORATE.

8 QUESTO OGGETTO SI CHIAMA TABGIÁ (IN BERBERO), È UN CONTENITORE CHE HA COME TAPPO IL MROD: UN BASTONCINO DI LEGNO. IL TABGIÁ SERVE A CONTENERE UNA SOSTANZA NATURALE: TAZOLT, LA QUALE, MESSA SUL BASTONCINO DI LEGNO, VIENE UTILIZZATA COME MATITA PER GLI OCCHI. TAZOLT È UNA SOSTANZA NATURALE CHE SI PUÒ TROVARE NEL DESERTO O SULLE MONTAGNE A PICCOLI BLOCCHI, SOTTO FORMA DI TERRICCIO COMPRESSO, CHE PESTATO SI SGRETOLA FINO A DIVENTARE POLVERE. TAZOLT OLTRE AD AVERE PROPRIETÁ ESTETICHE, HA ANCHE PROPRIETÁ CURATIVE: PUÒ ESSERE USATO PER TOGLIERE L INFIAMMAZIONE DEGLI OCCHI, PROPRIO COME IL COLLIRIO.

9 EMSUAK (IN BERBERO) O SUAK (IN ARABO) È UN PEZZO DI CORTECCIA DELL ALBERO DI NOCI. VIENE USATA PRINCIPALMENTE PER L IGIENE ORALE E PER CURARE L INFIAMMAZIONE DELLE GENGIVE O PER FACILITARE LA DIGESTIONE, IN QUESTO CASO, BISOGNA MASTICARLA COME UN CHEWINGUM. INOLTRE PUÒ ESSERE USATA ANCHE COME TRUCCO PER COLORARE LE LABBRA PROPRIO COME UN ROSSETTO.

10 QUESTA FOTO RITRAE LE MANI E I PIEDI DI UNA DONNA MAROCCHINA DECORATI CON L HENNA.

11 L'henna viene estratta da una particolare pianta, la Lawsonia Alba, sempreverde, che da arbusto può raggiungere l'altezza di sei metri e che cresce spontanea in Medio oriente, Africa del Nord, Asia centrale. Le parti della pianta: foglie, fiori e bacche, vengono lasciate seccare naturalmente, all'aria aperta, e poi macinate fino ad essere trasformate in polvere finissima, dal profumo intenso e caratteristico e dal colore ambrato. La polvere di henna, diluita in acqua e con l'aiuto di succo di limone, o con dello zucchero, diventa una pasta morbida, liscia e profumata, che deve essere fatta riposare per un po' di tempo prima di essere utilizzata. Una volta pronta va stesa con l'aiuto di un sottile attrezzo sulle parti da decorare. Si lascia asciugare per un tempo variabile (a seconda dell'intensità di colore che si intende dare al disegno che può andare dall arancione al bruno). Quando sarà trascorso il tempo di posa, basta risciacquare con cura le parti trattate, con acqua tiepida, utilizzando del sapone neutro. La colorazione dura per qualche settimana, a seconda dell'intensità del colore e del tempo di posa. Le donne decorano le mani e i piedi con l henna in occasione di feste religiose, in particolare al proprio matrimonio e alla fine del Ramadan. L henna, appena stesa ha un colore verdognolo, e il verde nei paesi arabi è il simbolo della fortuna, per questo essa viene usata anche come segno di buon augurio. Questa sostanza naturale viene usata anche per tingere i capelli: li rende più corposi, morbidi e lucenti. In alcune zone le donne la usano tutti i giorni, perché la considerano una buona pratica igienica per disinfettare le mani. In altre zone i mariti proibiscono alle donne di farne uso perché dicono che emani un cattivo odore. Ciò però è molto meno frequente!

12 IL CAMMELLO A UNA GOBBA: DROMEDARIO QUESTO GRANDE MAMMIFERO VIVE NELLA ZONA DELL AFRICA DEL NORD: IN MAROCCO, TUNISIA, ALGERIA (PAESI DEL MAGHREB). IL SUO AMBIENTE NATURALE È IL DESERTO. SI NUTRE DI PIANTE MOLTO SUCCOSE, MA IN ASSENZA MANGIA ARBUSTI SPINOSI. È UN ANIMALE CHE TOLLERA LA SICCITÀ: PUÒ STARE CIRCA UNA SETTIMANA SENZA BERE E SENZA MANGIARE. QUANDO BEVE INTRODUCE NELLA SUA GOBBA, CHE FUNGE DA RISERVA IDRICA, UNA GRANDE QUANTITÀ DI ACQUA. LA SUA GOBBA PUÒ ESSERE PIÙ O MENO VOLUMINOSA A SECONDA DELL ACQUA CHE CONTIENE. IL CAMMELLO PUÒ ESSERE UN ANIMALE DA SOMA (TRASPORTO MERCI) O DA SELLA (TRASPORTO UOMINI); VIENE SPESSO USATO DAI NOMADI DEL DESERTO. INOLTRE, PRODUCE LATTE DAL QUALE SI RICAVA IL BURRO E PUÒ ESSERE ANCHE MACELLATO. LA SUA CARNE È PREGIATA: IN TUNISIA LA SI PUÒ MANGIARE NEI RISTORANTI; IN MAROCCO LA SI PUÒ COMPRARE AL MERCATO SETTIMANALE: IL SUK. IL CAMMELLO È ANCHE UN ATTRAZIONE PER I TURISTI, COSÌ NELLE DIVERSE LOCALITÀ DA ESSI FREQUENTATE, LA GENTE DEL POSTO HA CREATO DELLE ZONE RECINTATE DOVE VENGONO TENUTI DEI CAMMELLI SUI QUALI, PAGANDO OVVIAMENTE, SI PUÒ FARE UN BREVE GIRO NATURALMENTE ACCOMPAGNATI!

13 UN ESEMPLARE DI CAMMELLO CHE SI GODE DALL ALTO IL PANORAMA DI AGADIR.

14 EVENTI E FESTIVITÀ AID AL-FITR Alla fine del mese di ramadan (nono mese) e il primo giorno del mese successivo, che è shawwal, si festeggia l' Aid al-fitr, detta anche aid al-saghir : piccola festa ; è il primo giorno della fine del digiuno di Ramadan: il digiuno è uno dei cinque pilastri della religione islamica. Durante tutto il mese di Ramadan i musulmani, dal sorgere del sole fino al tramonto sono tenuti ad astenersi dal mangiare, dal bere e dal fumare e si recano in moschea più spesso, soprattutto per le preghiere di mezzogiorno e del pomeriggio. Dopo il tramonto si ritrovano tutti in famiglia attorno alla tavola e fanno un po di festa: solitamente mangiano la harira, una minestra fatta con acqua, ceci, lenticchie, sedano, prezzemolo, farina e pomodoro. Nel giorno di festa della fine di Ramadan tutti indossano vestiti nuovi, si scambiano dolciumi e si fanno gli auguri. Le scuole restano chiuse per tre giorni.

15 AID AL-ADHA: FESTA DEL SACRIFICIO Celebrata durante il 10 giorno del mese del Pellegrinaggio, l Aid al-adha o Aid al-kabir (la Grande Festa ), o festa del sacrificio, è la solennità più importante del calendario islamico. Si commemora il miracolo che Allah compì sostituendo il figlio di Abramo con un montone durante il sacrificio. La festa, quindi, prevede il sacrificio di un montone, un pezzo del quale verrà dato ai poveri. LAILAT AL KADR: LA NOTTE DEL CORANO Lailat al Kadr, ossia, la notte del Corano è la festa del 27 giorno del Ramadan. La sera del 26 giorno di Ramadan, verso le ore 22.00, gli adulti cominciano a pregare e a recitare il Corano e proseguono così per tutta la notte, fino all alba del giorno dopo, quando si riprende il digiuno. Questa giornata è festa grande per i bambini, i quali ricevono dei regali e vengono vestiti in modo elegante, con abiti tradizionali. In occasione di questa festa le famiglie possono noleggiare dei troni per portare i propri figli a sfilare per le vie della città, accompagnati dalla musica. la tradizione vuole che sul trono salga il figlio che ha fatto il ramadan per la prima volta, ma generalmente vengono portati anche gli altri.

16 ACHOURA Nel decimo giorno del mese di muharram (primo mese dell anno lunare) si festeggia la asura o achoura. La festa dell Achoura non è citata nel corano. Segue di dieci giorni l'inizio dell'anno musulmano. In Marocco, ricorda l'obbligo di fare la zakat: cioè di liberarsi da un contributo materiale, che va destinato ai poveri i poveri. È una festa per i bambini che ricevono regali, trombe, tamburi, petardi ed altri giocattoli., comparabile a Natale o al nuovo anno.

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