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1 Studio Stefano Maglia Consulenze Legali Ambientali OGGETTO: Quesito relativo alla microraccolta e alla sosta Un azienda effettua la microraccolta presso agricoltori solo nell'ambito della propria provincia. Per ottimizzare il trasporto all'impianto finale vorrebbe effettuare la raccolta su più giorni avvalendosi dell'istituto della sosta, che sarebbe effettuata presso il proprio sito di rimessaggio. L art. 193, comma 11, del D. Lgs. 152/2006 definisce la microraccolta dei rifiuti come la raccolta di rifiuti da parte di un unico raccoglitore o trasportatore presso più produttori o detentori, svolta con lo stesso automezzo. La norma citata dispone che la microraccolta: - debba essere effettuata nel più breve tempo tecnicamente possibile; - nei formulari di identificazione dei rifiuti debbano essere indicate, nello spazio relativo al percorso, tutte le tappe intermedie previste; - in caso di variazione del percorso, nello spazio relativo alle annotazioni debba essere indicato a cura del trasportatore il percorso realmente effettuato. In merito alla sosta, la disposizione citata stabilisce, al comma 12, che durante il trasporto dei rifiuti caricati per la spedizione all interno dei porti e degli scali ferroviari, delle stazioni di partenza, di smistamento e di arrivo, gli stazionamenti dei veicoli in configurazione di trasporto, nonché le soste tecniche per le operazioni di trasbordo non rientrano nelle attività di stoccaggio, purché esse siano dettate da esigenze di trasporto e non superino le quarantotto ore, escludendo dal computo i giorni interdetti alla circolazione. La deroga introdotta risulta consentita solo all interno dei confini di specifiche aree logistiche, per le fasi di trasbordo e, comunque, nel rispetto di parametri temporali prefissati. Alla luce di quanto sopra, il modus operandi prospettato dall azienda (sosta presso rimessaggio durante la microraccolta, al fine di giungere a un carico "pieno") non risulta conforme alle disposizioni normative, in quanto la microraccolta deve essere effettuata nel più breve tempo tecnicamente possibile e tecnicamente, operando in un territorio non troppo vasto, avrebbe tutta la possibilità di conferire i rifiuti all'impianto finale in giornata. Inoltre, per stazionamenti dei veicoli in fase di trasporto si intende anche il ritorno del mezzo al proprio sito di rimessaggio? C.so Vittorio Emanuele II, 253, PIACENZA Tel. 0523/ Fax 0523/

2 Il caso di specie concerne un trasportatore, regolarmente iscritto all Albo Gestori Ambientali, il quale effettua la microraccolta di rifiuti, pericolosi e non, presso gli agricoltori suoi clienti all interno della medesima provincia di appartenenza. Trattandosi di carichi di rifiuti sostanzialmente esigui, il trasportatore vorrebbe recarsi all impianto di destinazione finale (smaltimento o recupero) solo quando ha riempito il suo automezzo, anche se ciò richiede numerosi ritiri articolati su più giorni, duranti i quali si rende ovviamente necessario effettuare delle soste, frazionando, di fatto, il trasporto dal produttore al destinatario. Come noto, l art. 193, c. 11, D.L.vo 152/06 dispone quanto segue: La microraccolta dei rifiuti, intesa come la raccolta di rifiuti da parte di un unico raccoglitore o trasportatore presso più produttori o detentori svolta con lo stesso automezzo, dev essere effettuata nel più breve tempo tecnicamente possibile. Nei formulari di identificazione dei rifiuti devono essere indicate, nello spazio relativo al percorso, tutte le tappe intermedie previste. Nel caso in cui il percorso dovesse subire delle variazioni, nello spazio relativo alle annotazioni dev essere indicato a cura del trasportatore il percorso realmente effettuato. Nel caso di specie, un unico trasportatore effettua la raccolta di rifiuti presso più produttori con lo stesso automezzo: e fin qui nulla quaestio. Il problema si presenta laddove si prescrive che la microraccolta dei rifiuti dev essere effettuata nel più breve tempo tecnicamente possibile, in quanto trattasi di un indicazione di principio non ulteriormente specificata in termini temporali più precisi, anche se, correttamente, la dottrina ha precisato che ciò non deve essere confuso con il riempimento del mezzo 1. Peraltro, comprendendo l intento del trasportatore di ottimizzare il trasporto all impianto finale, bisogna mettere in relazione il sopraccitato c. 11 con il successivo c. 12, il quale recita: La sosta durante il trasporto dei rifiuti caricati per la spedizione all'interno dei porti e degli scali ferroviari, delle stazioni di partenza, di smistamento e di arrivo, gli stazionamenti dei veicoli in configurazione di trasporto, nonché le soste tecniche per le operazioni di trasbordo non rientrano nelle attività di stoccaggio di cui all'articolo 183, comma 1, lettera l), purché le stesse siano dettate da esigenze di trasporto e non superino le quarantotto ore, escludendo dal computo i giorni interdetti alla circolazione. Dalla lettura della norma emerge che le fattispecie disciplinate sono due: - la sosta durante il trasporto dei rifiuti caricati per la spedizione all'interno dei porti e degli scali ferroviari, delle stazioni di partenza, di smistamento e di arrivo, gli stazionamenti dei veicoli in configurazione di trasporto; - le soste tecniche per le operazioni di trasbordo. 1 Si veda FICCO P., Rifiuti Quesiti risolti, Milano, 2007, p

3 E evidente che nessuna di queste due ipotesi attiene al caso di specie (infatti non ci si trova né presso porti, né scali ferroviari, e non si versa nell ipotesi di trasbordo di rifiuti), sicché non si ravvisano le comprovabili esigenze di trasporto ma solo l attesa che il mezzo si riempia 2. In realtà, il tema del trasporto dei rifiuti e delle soste intermedie del trasportatore ha da sempre dato origine in dottrina ad un vivace dibattito tra gli studiosi, proprio per scongiurare i casi in cui la sosta dell autista, che travalica gli orari ordinari e le esigenze tecniche del viaggio, laddove non prevista e motivata, è illegittima 3. Quello che si è sempre voluto evitare era che il conducente effettuasse stoccaggi illegali lungo il percorso di trasporto, dei quali poi non si sarebbe più conservata traccia 4. Se questa è la ratio della norma sopraccitata, è peraltro innegabile che la deroga consentita dall art. 193, c. 12 non ha portata generale: però, a parere di chi scrive, si ritiene che l espressione gli stazionamenti dei veicoli in configurazione di trasporto, proprio per il fatto di non essere cristallina, può prestarsi ad essere interpretata secundum lege quale generica sosta (stazionamento del veicolo) lungo il tragitto (in configurazione di trasporto), ma non si ritiene che possa spingersi fino a comprendere il ritorno dell automezzo, parzialmente carico di rifiuti, al sito di rimessaggio. Purtroppo la giurisprudenza a che risulti non ha ancora avuto occasione di pronunciarsi su questo particolare aspetto del trasporto di rifiuti dopo l entrata in vigore del D.L.vo 152/06 e s.m.e.i.: le sentenze pregresse, infatti, riguardano quasi esclusivamente i casi non autorizzati di microraccolta e di trasbordo di rifiuti. Quindi, a parere di chi scrive si ritiene che la sosta effettuata dal trasportatore possa rientrare in via interpretativa tra gli stazionamenti dei veicoli in configurazione di trasporto fintanto che detta sosta sia provata e giustificata, per esempio, da motivi di stanchezza fisica dell autista o da fatti imprevisti (come un incidente in autostrada; una manifestazione con blocco stradale; un malore dell autista etc ) che cagionano un ritardo nel viaggio tale per cui si renda impossibile consegnare i rifiuti entro l orario di chiusura dell impianto finale e si renda necessaria la sosta. A fini cautelativi, infatti, la sosta dovrebbe presentare la caratteristica dell eccezionalità. Il fatto che essa sia sostanzialmente programma per arrivare ad un carico completo dell automezzo non permette che la stessa si qualifichi come una vera e propria sosta tecnica (secondo l art. 193, c. 12 la sosta tecnica è solo quella per le operazioni di trasbordo), bensì come una generica sosta che in forza della soprariportata interpretazione dell inciso gli stazionamenti dei veicoli in configurazione di 2 Cfr. FICCO P., Rifiuti Quesiti risolti, op.cit., p Cfr. SANTOLOCI M., Trasporto di rifiuti: sosta durante il viaggio, scarico/ricarico e stoccaggi intermedi illegali le nuove regole dettate dal TU ambientale, in 4 Si veda FICCO P. SANTOLOCI M., Diritto all ambiente. Controllori e controllati, Milano, 2006, p

4 trasporto potrebbe essere consentita sempre che sia dettata da comprovate necessità e non superi le 48 ore. In ogni caso, poiché la fase di trasporto dei rifiuti è senza dubbio una di quelle che più si presta a distorsioni ad opera di soggetti criminali, è fondamentale cautelarsi garantendo in ogni momento la tracciabilità del percorso dei rifiuti agli organi di controllo: a tal fine, si suggerisce di scrivere tra le annotazioni del formulario l effettuazione della sosta, con relativa specificazione degli orari di inizio e di conclusione della stessa. A ciò si aggiunga che la maggior parte della dottrina in materia 5, fino ad oggi, si è espressa sulla problematica concernente il numero dei formulari da utilizzare nel trasporto, senza considerare il problema pratico della mescolanza dei rifiuti. La Circolare GAB/DEC/812/1998 al punto 2 lett. m), relativamente ai registri di carico e scarico 6, precisa che in caso di raccolta di rifiuti speciali della stessa tipologia ed individuati con lo stesso codice (CER) da parte di un unico raccoglitore/trasportatore presso più produttori/detentori, il raccoglitore/trasportatore provvede ad effettuare un'unica annotazione sul proprio registro di carico e scarico. La registrazione unica, però, dovrà riguardare le utenze servite nell'arco della stessa giornata e dovrà contenere gli estremi dei formulari emessi nell'arco della medesima giornata. Per quanto, invece, concerne i Fir, la dottrina 7 è sostanzialmente concorde nell interpretare questa previsione nel senso che è necessario l utilizzo di più formulari, uno ad ogni prelievo, nonostante il carico dei rifiuti sia su un unico mezzo. Infine, si fa presente che la difficoltà che il Legislatore non ha preso in considerazione nella formalizzazione dell art. 193, c. 11 è relativa all eventuale necessità di individuare tutti i produttori di rifiuti e nella microraccolta non appare di fatto possibile (indipendentemente dall uso di uno o più formulari) il controllo, presso il centro di smaltimento/recupero finale, della provenienza specifica del rifiuto, ovvero il riferimento materiale di ciascun carico di rifiuti al suo produttore. Su questo specifico punto, non disciplinato dal Legislatore (e non risolto nemmeno nella vigenza della passata disciplina), si ritiene corretta la considerazione in forza della quale, consentendo la 5 Si vedano: - SANTOLOCI M. VATTANI V., I percorsi frazionati della microraccolta dei rifiuti nel contesto del T.U. ambientale in - FICCO P., Microraccolta, la mancata manipolazione non incide sul tempo di giacenza sul camion, in Rifiuti -Bollettino di informazione normativa, n /07. - FICCO P. MUSMECI L. NEPI M.L. ONORI E., Rifiuti e bonifiche nel nuovo codice dell ambiente, Milano, 2007, p Sul punto, si vedano: - FICCO P. SANTOLOCI M., Diritto all ambiente. Controllori e controllati, op. cit., p. 140 ss. - FICCO P., Rifiuti Quesiti risolti, op.cit., p

5 microraccolta, di fatto il Legislatore ritiene accettabile il rischio di mescolare tra loro i rifiuti oggetto di singoli prelievi, sapendo che, quanto all individuazione delle responsabilità, è possibile utilizzare i formulari compilati per risalire ai diversi produttori, i quali non potranno che essere responsabili in solido per gli eventuali casi di insussistenza dei requisiti previsti per gli stessi per l avvio a smaltimento/recupero. Da ultimo, si precisa che in caso di violazione della normativa sopraccitata, il trasportatore potrebbe essere sanzionato ai sensi dell art. 256 per attività di gestione di rifiuti non autorizzata e, per quanto attiene ad un eventuale errata compilazione del registro e del formulario, anche ai sensi dell art. 258 per le violazioni inerenti gli adempimenti documentali. prof. Stefano Maglia dott.ssa Miriam Viviana Balossi - FICCO P. MUSMECI L. NEPI M.L. ONORI E., Rifiuti e bonifiche nel nuovo codice dell ambiente, op. cit., p. 81 5

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