La raccolta e il trasporto dei rifiuti «in forma ambulante»: che ne pensa la giurisprudenza?

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "La raccolta e il trasporto dei rifiuti «in forma ambulante»: che ne pensa la giurisprudenza?"

Transcript

1 La raccolta e il trasporto dei rifiuti «in forma ambulante»: che ne pensa la giurisprudenza? I. Al centro di questo convegno sta la riflessione intorno ad una norma apparentemente semplice, ma in realtà gravida di problemi. Parliamo dell'art. 266, 5 comma, d.leg. n. 152/06 che stabilisce che «Le disposizioni di cui agli articoli 189, 190, 193 e 212 non si applicano alle attività di raccolta e trasporto di rifiuti effettuate dai soggetti abilitati allo svolgimento delle attività medesime in forma ambulante, limitatamente ai rifiuti che formano oggetto del loro commercio». Nell ambito di questa norma dovrebbero, in teoria, rientrare coloro che, dotati di rudimentali mezzi operativi, raccolgono rifiuti facendone poi oggetto di commercio. Il pensiero corre a quei mestieri, retaggio di un lontano passato, come i «cenciaioli, robivecchi» e via dicendo. Nonostante l apparente chiarezza dell articolo, le cose non sono affatto semplici. In base alla disposizione sopra riportata, la cifra che contraddistingue questi soggetti è lo svolgimento di un attività di raccolta e trasporto di rifiuti in forma ambulante mediante un apposito titolo abilitativo. La legge specifica (forse superfluamente) che la deroga opera a condizione che i rifiuti gestiti siano quelli «che formano oggetto del (loro) commercio». La prima riflessione da fare è che la legge in materia di rifiuti non contempla affatto la raccolta e il trasporto in forma ambulante. Il d.p.r. n. 915/82 nulla disponeva al riguardo e analogamente era a dirsi per il d.leg. n. 22/97 (cd. decreto Ronchi), almeno nella sua versione originaria. Ciò significa che anche questi operatori erano obbligati a munirsi di autorizzazione. Venendo al vigente d.leg. n. 152/06, l art. 183, dedicato alle definizioni, nella lett. n) definisce la «gestione» come «la raccolta, il trasporto, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti nonché le operazioni effettuate in qualità di commerciante o intermediario». Come si vede, non vi è nessun accenno a particolari modalità di effettuazione dell attività. Il dato è confermato dalla lett. o) che definisce la «raccolta» come «il prelievo dei rifiuti, compresi la cernita preliminare e il deposito, ivi compresa la gestione dei centri di raccolta di cui alla lettera «mm», ai fini del loro trasporto in un impianto di trattamento». La lett. p) dedica un cenno alla «raccolta differenziata» intesa quale «raccolta in cui un flusso di rifiuti è tenuto separato in base al tipo ed alla natura dei rifiuti al fine di facilitarne il trattamento specifico», ma nulla è detto sulla «forma ambulante» con cui potrebbe essere effettuata la raccolta e il trasporto dei rifiuti. Infine, anche l art. 212, 5 comma, norma centrale nel sistema del controllo della gestione dei rifiuti, non contiene alcun accenno alla raccolta e il trasporto in forma ambulante. 1

2 Per dirla tutta, vi sono norme (come il 4 comma dell art. 188 e la lett. f) del 1 comma dell art. 188 ter, nella versione modificata dal d.leg. 3 dicembre 2010, n. 205) in cui si parla di «enti o (le) imprese che provvedono alla raccolta o al trasporto dei rifiuti a titolo professionale», mentre non compare mai un accenno a coloro che raccolgono e trasportano rifiuti come ambulanti. Sarebbe però errato concludere che, per l assenza di disposizioni specifiche, questa attività sia vietata perché, nella misura in cui un soggetto svolge un attività continuativa ed organizzata nel settore della gestione dei rifiuti, nulla si oppone, a livello teorico, a riconoscere anche lo svolgimento di queste modeste attività imprenditoriali. Tralasciando in questa sede la diversa (e molto delicata) questione se l apparato sanzionatorio si rivolga indistintamente ad un qualsiasi privato, come da tempo, anche se in modo non del tutto convincente, sostiene la Cassazione, oppure solo ai titolari di impresa, di fatto o giuridica ( 1 ), un punto fermo è il seguente: se non esistesse l art. 266, 5 comma, che ha introdotto la deroga al regime ordinario, anche i soggetti ivi indicati dovrebbero essere iscritti nell albo nazionale gestori ambientali in base all art Infatti, l art. 266, 5 comma, non dice che l esenzione dalle norme generali non si applichi tout court ai soggetti che svolgono attività di raccolta e trasporto di rifiuti in forma ambulante, ma stabilisce che solo i soggetti abilitati allo svolgimento di tale attività godono del regime speciale. A questo punto, la domanda è: a quale normativa occorre far capo per concretizzare la previsione legislativa? La risposta non è agevole. Come è noto, questa deroga si deve alla l. 9 dicembre 1998, n. 426, recante nuovi interventi in campo ambientale, il cui art. 4, 27 comma, ha introdotto il comma 7 quater nell art. 58 d.leg. n. 22/97, secondo il quale: «Le disposizioni di cui agli articoli 11, 12, 15 e 30 non si applicano alle attività di raccolta e trasporto di rifiuti effettuate dai soggetti abilitati allo svolgimento delle attività medesime in forma ambulante, limitatamente ai rifiuti che formano oggetto del loro commercio». Si potrebbe così pensare che il legislatore abbia innestato nella normativa sui rifiuti un concetto, quello di commercio ambulante, presente nella l. 19 maggio 1976, n. 398, intitolata per l appunto «disciplina del commercio ambulante». La scelta del legislatore di introdurre una deroga al regime generale ricorrendo al concetto di commercio ambulante è stata invece improvvida per due motivi: in primo luogo, perché sarebbe stato altamente opportuno un rinvio formale alla normativa sul commercio ambulante, se questo era il vero intendimento del legislatore; in secondo luogo, perché appare del tutto improprio parlare di «commercianti ambulanti» con riferimento a soggetti che non effettuano, come 1 Ci si permette di rinviare al nostro Ma è proprio vero che il reato di trasporto abusivo di rifiuti si realizza anche in presenza di una condotta occasionale?, in Foro it., 2014, II, 43. 2

3 meglio diremo in appresso, alcuna attività di vendita ad un numero indeterminato di acquirenti. Per rendersene conto, basta leggere l art. 1 l. n. 398 che disponeva «E considerato commercio ambulante quello esercitato da colui che vende merci al minuto o somministra al pubblico alimenti e bevande, con la sola collaborazione dei familiari e di non più di due dipendenti, presso il domicilio dei compratori o su spazi o aree pubbliche, purchè non si adoperino impianti fissati permanentemente al suolo. Il commercio ambulante può essere svolto in due modi: a) commercio ambulante a posto fisso o assegnato a turno, che può essere esercitato soltanto su quella parte di suolo pubblico a tale uso destinato dal comune, ovvero in aree pubbliche attrezzate o in mercati, anche coperti, esclusi i mercati all'ingrosso; b) commercio ambulante senza posto fisso che può essere esercitato presso il domicilio dei compratori o, fatte salve le limitazioni imposte dall'autorità comunale, su qualsiasi area pubblica, purchè in modo itinerante con mezzi motorizzati o altro» ( 2 ). In realtà, è plausibile che la l. n. 426, con l espressione «attività di raccolta e trasporto di rifiuti effettuate dai soggetti abilitati allo svolgimento delle attività medesime in forma ambulante», volesse alludere a quelle persone che agiscono «su piccola scala», raccogliendo piccole quantità di rifiuti abbandonati o consegnati dai privati, come i cenciaioli, i robivecchi. In questa prospettiva, il rinvio implicito andava dunque fatto all art. 121 t.u.l.p.s. (Dei mestieri girovaghi e di alcune classi di rivenditori) secondo cui «Salve le disposizioni di questo testo unico circa la vendita ambulante delle armi, degli strumenti atti ad offendere e delle bevande alcooliche, non può essere esercitato il mestiere ambulante di venditore o distributore di merci, generi alimentari o bevande, di scritti o disegni, di cenciaiolo, saltimbanco, cantante, suonatore, servitore di piazza, facchino, cocchiere, conduttore di autoveicoli di piazza, barcaiuolo, lustrascarpe e mestieri analoghi, senza previa iscrizione in un registro apposito presso l'autorità locale di pubblica sicurezza. Questa rilascia certificato della avvenuta iscrizione. L'iscrizione non è subordinata alle condizioni prevedute dall'art. 11 né a quella preveduta dal capoverso dell'art. 12, salva sempre la facoltà dell'autorità di pubblica sicurezza di negarla alle persone che ritiene capaci di abusarne». In sintesi, l art. 121 t.u.l.p.s. prevedeva la possibilità di svolgere il mestiere di venditore ambulante o «girovago» in quanto tra i presupposti richiesti vi erano quelli dell esercizio dell attività in forma continuativa e per fine di lucro; il carattere essenziale per individuare il «mestiere girovago», ricavabile dall elencazione, esemplificativa e non tassativa, contenuta nell'art. 121, stava nel 2 L art. 2 disponeva che «L'esercizio del commercio ambulante è subordinato alla iscrizione in una speciale sezione del registro previsto dalla legge 11 giugno 1971, n. 426, ed al possesso di una autorizzazione rilasciata dal sindaco del comune di residenza del richiedente». 3

4 fatto che il mestiere non doveva essere vincolato ad una sede fissa o permanente, ma si esercitava spostandosi continuamente o periodicamente da luogo a luogo ( 3 ). La disposizione stabiliva che il mestiere girovago potesse esercitarsi previa iscrizione in un registro tenuto dall autorità di PS, come era previsto in origine, e, dopo la l. n 398/76, in una speciale sezione del registro della camera di commercio previsto dalla l. n. 426/71. Insomma, stante il richiamo dell art. 121 t.u.l.p.s. allo specifico mestiere di cenciaiolo, poteva anche ritenersi che nell ambito normativo rientrassero tutte le forme di raccolta ambulante di rifiuti. Ma la l. n. 426 non ha preso posizione esplicita sul punto. Nel frattempo, la l. n. 398/76 è stata superata dalla l. 28 marzo 1991, n. 112 ( 4 ) successivamente sostituita dal d.leg. 31 marzo 1998, n. 114 concernente la riforma della disciplina relativa al settore del commercio. Ad alcune delle disposizioni di questa ultima normativa occorre fare riferimento per fornire una sommaria idea della nuova disciplina del commercio che è definito non più «ambulante», bensì «in forma itinerante». Stabilisce, infatti, l art. 1 che si intende per commercio al dettaglio «l'attività svolta da chiunque professionalmente acquista merci in nome e per conto proprio e le rivende, su aree private in sede fissa o mediante altre forme di distribuzione, direttamente al consumatore finale». In base all art. 27 si intende per commercio sulle aree pubbliche, l'attività di vendita di merci al dettaglio e la somministrazione di alimenti e bevande effettuate sulle aree pubbliche, comprese quelle del demanio marittimo o sulle aree private delle quali il comune abbia la disponibilità, attrezzate o meno, coperte o scoperte. L art. 28, infine, si incarica di chiarire che il commercio sulle aree pubbliche può essere svolto: a) su posteggi dati in concessione per dieci anni; b) su qualsiasi area purchè in forma itinerante. L'esercizio dell'attività è soggetto ad apposita autorizzazione rilasciata a persone fisiche, a società di persone, a società di capitali regolarmente costituite o cooperative e l'autorizzazione all'esercizio dell'attività di vendita sulle aree pubbliche esclusivamente in forma itinerante è rilasciata, in base alla normativa emanata dalla regione, dal comune nel quale il richiedente, persona fisica o giuridica, intende avviare l'attività. In definitiva, prima del 9 dicembre 1998, le varie sfaccettature del commercio ambulante trovavano regolamentazione nella l. n. 112/91 integrata dal d.leg. n. 3 Così Cass. 17 giugno 1969, Genco, Ced Cass., rv Per completezza, ricordiamo che la Cassazione, con una decisione del 1942, ha sancito che per mestiere girovago s'intende quello che si esercita andando in giro da paese a paese, da strada a strada, da casa a casa. 4 Il cui art. 2, intitolato «Rilascio dell'autorizzazione per l'esercizio del commercio su aree pubbliche», ricalcava sostanzialmente la precedente regolamentazione. 4

5 114/98 e nell art. 121 t.u.l.p.s.. Il legislatore del 1998 poteva quindi optare per l una o l altra disciplina: invece, ha preferito, sibillinamente, limitarsi a richiedere il possesso di un titolo abilitativo per svolgere la raccolta e il trasporto di rifiuti in forma ambulante creando non indifferenti problemi interpretativi. Uno dei quali è il fatto che la disposizione derogatoria è rimasta invariata nell art. 266, 5 comma, entrato in vigore dopo che l art. 6, 1 comma, lett. b), d.p.r. 28 maggio 2001, n. 311 aveva parzialmente abrogato l art. 121 t.u.l.p.s. nella parte relativa all'obbligo di iscrizione in apposito registro per gli esercenti il commercio ambulante. A questo punto, dobbiamo comunque cercare di dare una risposta alla domanda se il legislatore, con il richiamo all abilitazione allo svolgimento delle attività in forma ambulante, volesse riferirsi all art. 121 T.u.l.p.s. o ad altre normative concernenti l attività commerciale svolte in forma ambulante o itinerante ( 5 ). Come abbiamo già anticipato, non ci pare possibile individuare il titolo abilitativo nella normativa n. 114/98 in quanto, a tutto voler concedere, anche in base alla prassi che si è venuta formando, i raccoglitori non vendono affatto una merce (il rifiuto) al «pubblico», e cioè ad un generico stuolo di consumatori finali, bensì ad un soggetto determinato costituito ordinariamente dal titolare dell impianto di recupero nel quale vengono conferiti i rifiuti. Anche nel caso di consegna ad un intermediario, si tratterebbe comunque di commercianti all ingrosso e non di generici acquirenti privati. Ciò ci induce a ribadire che la deroga è stata pensata per quella ristrettissima cerchia di soggetti (coloro che svolgevano i mestieri tradizionali prima ricordati) che vedevano il loro riconoscimento giuridico nell art. 121 T.u.l.p.s. Questa conclusione è rafforzata dall analisi della normativa sui rifiuti che, al definitivo, costituisce la ragione più rilevante per ridimensionare grandemente l ambito applicativo dell art. 266, 5 comma. Dobbiamo prendere le mosse dall ennesima ambiguità di questa norma in cui si parla genericamente di rifiuti senza alcuna specificazione sull origine e la provenienza. Senza cioè alcun riferimento alla classificazione operata dall art. 184 d.leg. n. 152/06. Orbene, è da escludere, per ovvie ragioni, che l attività svolta dal privato che, in forma ambulante, voglia raccogliere e trasportare rifiuti, abbia ad oggetto rifiuti «autoprodotti» ( 6 ), mentre è da ritenere che, almeno in astratto, avrà ad oggetto i rifiuti prodotti da terzi. Ma quali rifiuti? Anche se la legge tace sul punto, riteniamo, in primo luogo, che, sicuramente, il privato non potrà gestire rifiuti pericolosi. 5 Anche se, come si è visto, questo termine non è mai nominato dal legislatore ambientale e tale circostanza potrebbe anche significare che non si volesse alludere ai soggetti che svolgono l attività in quella forma. 6 Se, infatti, il raccoglitore itinerante gestisse i «propri» rifiuti, vuol dire che sarebbe titolare di un attività da cui si originano detti rifiuti e, in tal caso, dovrebbe iscriversi nell albo ai sensi dell art. 212, 8 comma. 5

6 Per ragioni sistematiche, opiniamo che l «aspirante» raccoglitore ambulante non possa però gestire neppure rifiuti urbani e rifiuti speciali. I primi no, per la semplice, ma fondamentale ragione che la raccolta (compreso lo spazzamento) e il trasporto dei rifiuti urbani spetta ai Comuni in regime di privativa. I secondi neanche, perché la legge prevede che il produttore assolve i propri obblighi con il conferimento a terzi autorizzati, tra i quali non possono certo rientrare i soggetti che, secondo le forse fin troppo «romantiche» idee del legislatore, in modo precario e/o rudimentale raccolgono rifiuti! Al definitivo, l «ambulante» non può raccogliere rifiuti urbani, compresi quelli abbandonati su area pubblica, o speciali, compresi quelli assimilabili agli urbani perché questi restano speciali se non sono conferiti al servizio pubblico. E dunque evidente la criticità del sistema: da un lato si prevede l effettuazione ambulante della raccolta e trasporto di rifiuti con un regime ultrasemplificato, ma dall altro lato lo spazio riservato a questa attività è pressocchè inesistente. Se poi pensiamo che, in concreto, la massima parte dei rifiuti oggetto di raccolta dei cd. ambulanti è costituita da rottami ferrosi et similia, derivanti ovviamente da imprese e quindi costituenti rifiuti speciali, ci rendiamo conto di quanti guasti applicativi ( 7 ) abbia provocato l ambiguità del legislatore. Torniamo così al punto di partenza: la sola norma cui poteva riferirsi la deroga a favore degli ambulanti era l art. 121 T.u.l.p.s.. In questa ottica è, infatti, possibile riconoscere un ridottissimo spazio di manovra per la figura del c.d robivecchi, vale a dire quel soggetto cui si rivolge il privato che voglia disfarsi di propri beni, oggetti, cianfrusaglie (la situazione evocata richiama alla mente il servizio di svuotamento cantine). In questo caso, il rifiuto deriverebbe dalla cernita che fa il robivecchi che potrebbe trattenere per sé materiale ancora di valore da esitare sul mercato dell usato e che dovrebbe comunque provvedere a conferire al ciclo pubblico ciò che è completamente inutilizzabile ( 8 ). Peraltro, in questo ordine di idee si muove il Parlamento. Infatti, è stata presentata una proposta di legge intitolata «Modifica all articolo 266 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante interpretazione autentica delle disposizioni concernenti le attività di raccolta e trasporto di rifiuti effettuate dai soggetti abilitati allo svolgimento delle attività medesime in forma ambulante». Questo il testo: 7 A tacer d altro, l avvio di tali rifiuti verso gli impianti di recupero finale non può certo avvenire nel rispetto delle procedure certificative di cui al Regolamento Ue 333/2012/Ue sui rottami di ferro ed alluminio, che richiedono una attestazione sia riguardo alle caratteristiche qualitative e prestazionali del materiale, sia al ciclo di approvvigionamento. 8 Tuttavia, a seguito dell abrogazione l art. 121 T.u.l.p.s., anche questa strada pare del tutto chiusa: non essendo più possibile conseguire il titolo abilitativo previsto dall articolo citato (e quelli rilasciati in passato vanno considerati caducati), è così venuta meno la possibilità di usufruire di un regime speciale: di conseguenza, rivive la regola generale, vale a dire l obbligo di iscrizione nell Albo Gestori Ambientali di cui all art

7 1. Dopo il comma 5 dell articolo 266 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, sono inseriti i seguenti: «5-bis. Il comma 5 del presente articolo si interpreta nel senso che le disposizioni degli articoli 189, 190, 193 e 212 non si applicano esclusivamente a coloro che ai sensi delle disposizioni del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 114, e delle relative disposizioni regionali di attuazione sono autorizzati dal comune al commercio al dettaglio in aree pubbliche di beni usati ovvero di oggetti di antiquariato e da collezionismo non aventi valore storicoartistico. Le disposizioni dei citati articoli 189, 190, 193 e 212 si applicano all attività di raccolta e trasporto di rifiuti, ovunque prelevati, per il loro successivo conferimento, anche a fronte del versamento di un corrispettivo, agli impianti di gestione di rifiuti. 5-ter. L Albo, entro sessanta giorni dall entrata in vigore della presente disposizione, definisce le modalità semplificate per l iscrizione alla categoria 4, classe F), per coloro che intendono effettuare esclusivamente attività di raccolta e trasporto di rottami metallici, definendo specifiche condizioni di iscrizione in relazione ai quantitativi annualmente trasportati di rifiuti identificati in base al rispettivo codice del Catalogo europeo dei rifiuti (CER). Nella relazione di accompagnamento, si chiarisce che «In definitiva, il senso della norma è di legittimare l esenzione solo a chi svolge attività di «robivecchi» e attività assimilate e in tal senso va precisata. La presente proposta di legge è composta da un solo articolo interpretativo dell articolo 266, comma 5, del decreto legislativo n. 152 del 2006, che chiarisce che l esenzione da registri, MUD e formulari si applica solo ai soggetti che in forza delle disposizioni del decreto legislativo n. 114 del 1998 e delle relative disposizioni regionali di attuazione sono autorizzati dal comune al commercio al dettaglio su aree pubbliche di beni usati ovvero di oggetti di antiquariato e da collezionismo non aventi valore storico-artistico. L esenzione non si applica, invece, all attività di raccolta e trasporto di rifiuti, ovunque prelevati, per il loro successivo conferimento, anche a fronte del versamento di un corrispettivo, a impianti di gestione di rifiuti. È inoltre prevista una procedura semplificata per l iscrizione all Albo per coloro che intendono effettuare esclusivamente attività di raccolta e trasporto di rottami metallici. L Albo dovrà definire le condizioni di iscrizione in relazione ai quantitativi annualmente trasportati di rifiuti identificati in base al rispettivo codice del Catalogo europeo dei rifiuti». Insomma, la proposta va proprio nella direzione da noi delineata. In questa stessa prospettiva di riforma del sistema ( 9 ), va segnalata anche una proposta maturata nella Regione Piemonte ( 10 ) di semplificazione dell Albo 9 Che preveda da un lato semplificazione degli adempimenti di carattere tecnico e finanziario richiesti per iscriversi all Albo Gestori Ambientali e dall altro garanzie sulla tracciabilità del rifiuto necessaria sia per escludere la provenienza illecita del medesimo sia per verificare il rispetto del quantitativo massimo trasportabile. 7

8 attuabile mediante una delibera del Comitato Nazionale dell Albo Gestori Ambientali che può stabilire i criteri per l iscrizione nelle varie categorie e classi. Si è così ipotizzato un regime semplificato di iscrizione, all interno della categoria 4, classe f), per coloro che intendono effettuare esclusivamente attività di raccolta e trasporto di rottami metallici condizionata a specifiche limitazioni relative alla quantità e ai CER dei rifiuti trasportabili. Nel documento regionale (stesura del 28/03/2013), nell ambito del trasporto di rifiuti prodotti da terzi (con esclusione del rifiuto prodotto da utenze domestiche e dei rifiuti riconducibili al cod. CER cat. 20), è stata perciò prevista una «modalità di iscrizione all Albo Gestori Ambientali ai sensi dell art. 212 comma 5, cat. 4 semplificata per attività di raccolta e trasporto e contestuale commercio di rottami metallici destinati al recupero». I raccoglitori abituali sono stati divisi convenzionalmente in: a) raccoglitori con quantità movimentate fino a 100t/a b) raccoglitori con quantità movimentate fino a 200t/a. Per i raccoglitori con quantità movimentate fino a 100t/a sono fissati questi requisiti: iscrizione al registro imprese come commercio all ingrosso; tipologia di rifiuti trasportabili Cod. CER Tipologia di rifiuto Ferro e acciaio Metalli misti il quantitativo massimo: fino a 100 t trasportabili nell anno solare di riferimento; numero addetti: oltre al titolare, l impresa non potrà avere più di due dipendenti/coadiuvanti; veicolo: il veicolo deve essere in piena disponibilità dell impresa, adibito al trasporto uso proprio, con massa complessiva a pieno carico inferiore a 3,5 tonnellate; perizia del veicolo; il responsabile tecnico: per la gestione dei rifiuti la figura del responsabile tecnico è individuata nel titolare dell impresa ai sensi dell art. 10, comma 4 d.m. n. 406/1998, senza ulteriori requisiti per un biennio, termine entro il quale il titolare stesso dovrà ottenere l idoneità a Responsabile Tecnico ovvero dotarsi di un responsabile tecnico abilitato (Corso, senza obbligo di titolo di studio); 10 Ringrazio per il contributo fornitomi il dott. Quirico, funzionario del Servizio Ambiente della Provincia di Asti 8

9 capacità finanziaria è dimostrata ai sensi dell art. 11, comma 2, d.m. n. 406/1998, anche con la certificazione dell attività svolta, che può essere attestata con il quadro L del modello unico relativo al lavoro occasionale; l attività rimane sottoposta agli adempimenti del formulario rifiuti. Per i raccoglitori con quantità movimentate fino a 200t/a sono fissati questi requisiti: iscrizione al registro imprese come commercio all ingrosso; tipologia di rifiuti trasportabili Cod. CER Tipologia di rifiuto Rifiuti metallici Limatura e trucioli di materiali ferrosi Limatura e trucioli di materiali non ferrosi Imballaggi metallici Metalli ferrosi Metalli non ferrosi Rame, Bronzo, Ottone Alluminio Piombo Zinco Ferro e acciaio Stagno Metalli misti Cavi il quantitativo massimo: fino a 200 t trasportabili nell anno solare di riferimento; numero addetti: oltre al titolare, l impresa non potrà avere più di due dipendenti/coadiuvanti; veicolo: il veicolo deve essere in piena disponibilità dell impresa, adibito al trasporto uso proprio, con massa complessiva a pieno carico inferiore a 3,5 tonnellate; perizia del veicolo; il responsabile tecnico: per la gestione dei rifiuti la figura del responsabile tecnico è individuata nel titolare dell impresa ai sensi dell art. 10, comma 4, d.m. n. 406/1998, senza ulteriori requisiti per un biennio, termine entro il quale il titolare stesso dovrà ottenere l idoneità a Responsabile Tecnico ovvero dotarsi di un responsabile tecnico abilitato (Corso, senza obbligo di titolo di studio); 9

10 capacità finanziaria: è dimostrata ai sensi dell art. 11, comma 2, d.m. n. 406/1998, anche con la certificazione dell attività svolta, che può essere attestata con il quadro L del modello unico relativo al lavoro occasionale; l attività rimane sottoposta agli adempimenti del MUD, formulario e registro di carico e scarico rifiuti. II. La Corte di Cassazione si è occupata in molteplici occasioni del problema dichiarando che, senza titolo abilitante, non si può svolgere la raccolta e il trasporto di rifiuti in forma ambulante. Siamo ovviamente d accordo con questa conclusione, anche se la Corte suprema non ha mai debitamente approfondito il problema dell applicabilità della legge sul commercio ambulante del Analizziamo ora le decisioni intervenute in materia. Cass. 14 giugno 2005, Casale ( 11 ), premesso che il d.leg. 22/97 non prevede specifici istituti di abilitazione all attività di raccolta e trasporto in forma ambulante e che il comma 7 quater dell art. 58 fa evidentemente riferimento ai titoli abilitativi disciplinati da altre leggi statali, si è limitata ad osservare che «La materia del commercio ambulante è ora regolata dal d.leg. 31 marzo 1998 n. 114, che impone agli ambulanti di munirsi di un autorizzazione comunale sulla base della normativa di attuazione che ogni regione deve emanare entro un anno dalla data di pubblicazione dello stesso decreto» e ha concluso che «Nel caso di specie il tribunale monocratico aveva accertato che il Casale era in possesso di autorizzazione e di iscrizione nel registro degli esercenti mestieri ambulanti per la raccolta di rottami. Con tutta evidenza la regione Puglia non aveva ancora emanato le norme attuative di sua competenza, e perciò continuava ad applicarsi la normativa previgente, che prevedeva un autorizzazione subordinata all iscrizione al registro degli ambulanti». Come si vede, la Cassazione neppure ha menzionato l art. 121 T.u.l.p.s., che invece è citato da Cass. 5 luglio 2006, Cestari ( 12 ) che ha scritto che «l'attività di raccolta e trasporto di rifiuti in forma ambulante può essere legittimamente esercitata solo previo conseguimento del titolo abilitativo [dopo l'abrogazione dell'art.121 TU leggi p. s. è necessaria l'iscrizione dell'attività presso la CCIA e l'apertura della partita IVA per l'esercizio della medesima attività] e limitatamente ai rifiuti compresi nell'attività autorizzata, sicché in mancanza di abilitazione è configurabile il reato contestato» ( 13 ). Suscita non poche perplessità Cass. 7 aprile 2009, Pizzimenti ( 14 ), che, in un caso in cui l imputato sosteneva che il fatto contestatogli non fosse previsto dalla legge 11 Foro it., 2006, II, Dir. e giur. agr. e ambiente, 2007, La sentenza è stata annullata per prescrizione del reato e questo spiega la stringata motivazione. 14 In Ambiente e sviluppo, 2009, 898, con nota di BALOSSI, Raccolta e trasporto di rifiuti in forma ambulante. 10

11 come reato perché «la legge 426/1998, con l'inserimento dell'art. 58, comma 7 quater e l'abrogazione dell'art. 121 t.u.l.p.s., ha stabilito che le disposizioni degli artt. 11,12, 15 e 30 del d. lgs. 5 febbraio 1997, n. 22, non si applicano alle attività di raccolta e trasporto di rifiuti effettuate in forma ambulante», si è limitata alla constatazione che l'imputato, come riconosciuto anche dalla sentenza impugnata, era munito dell autorizzazione all'esercizio di tale attività «risultando iscritto nel registro degli esercenti mestieri ambulanti del comune di San Felice Circeo per l'esercizio della raccolta di materiali ferrosi» e di conseguenza ha ritenuto che lo stesso fosse esonerato dall'obbligo di iscrizione nell'albo nazionale dei gestori di rifiuti. Nel caso giudicato da Cass. 24 novembre 2011, Preda ( 15 ), in cui era stato confermato il sequestro preventivo di un autocarro usato per il trasporto di materiale ferroso senza la prescritta autorizzazione regionale, la Corte ha ritenuto che i provvedimenti autorizzatori cui il ricorrente faceva riferimento, e cioè il fatto che era dipendente di una ditta regolarmente autorizzata dal Comune per il commercio itinerante su aree pubbliche, autorizzata anche per il recupero di cascami e rottami metallici, non avevano nulla a che vedere con le autorizzazioni a fini ambientali previste dalla disposizione incriminatrice contestata. Con analogo stile forse troppo sbrigativo - Cass. 10 luglio 2012, Curt ( 16 ) ha sostenuto che l'autorizzazione del Comune all'esercizio dell'attività di commercio nel settore non alimentare su aree pubbliche in forma itinerante non sia valida per la deroga di cui all art. 266 ( 17 ). Nella fattispecie esaminata da Cass. 29 maggio 2012, Memet (inedita), l'indagato risultava in possesso di autorizzazione al commercio itinerante ed era titolare di ditta individuale avente ad oggetto il commercio al dettaglio ambulante di materiale ferroso e non ferroso sicchè il Tribunale del riesame aveva ordinato l'immediata restituzione dell'autocarro. Nel respingere il ricorso per cassazione del P.M, la Cassazione ha sostenuto che «il ricorrente ( 18 ) avesse titolo abilitativo, risultando in possesso di autorizzazione al commercio di tipo B (itinerante) rilasciata dal Comune di Pescara il n.2855, e fosse titolare dell'omonima impresa individuale avente ad oggetto il commercio al dettaglio ambulante di materiale ferroso e non ferroso». Cass. 16 maggio 2012, Bertero ( 19 ), dopo aver diligentemente richiamato la l. n. 426 ed aver ricordato gli art. 28, 29 e 30 d. lgs. n. 114 del 1998, ha concluso (senza peraltro alcun apparente nesso con le norme citate) che «Nella specie, il giudice, anche sulla base della quantità non secondaria dei rifiuti trasportati a bordo dell'autocarro, descritti in imputazione come lavatrici, tubi per stufe a 15 In Ambiente e sviluppo, 2012, Ced Cass., rv Sia questa che la precedente sentenza non spiegano però in modo adeguato il motivo della decisione. 18 Notare la svista: il ricorrente era il Pubblico ministero e non l indagato! 19 In Ambiente e sviluppo, 2013,

12 legna, grondaie in ferro, un ferro da stiro ed altri oggetti ferrosi, ha non illogicamente tratto la conclusione in ordine ad un'attività non esercitata in maniera sporadica od occasionale e, sul presupposto della assenza, in capo all'imputato, di alcun titolo abilitativo od iscrizione presso la camera di commercio, in conformità a quanto previsto dalle disposizioni appena sopra ricordate, ha concluso per la sussistenza del reato». Cass. 9 aprile 2013, n , Mihalache ( 20 ) è tornata ad occuparsi, con motivazione certamente più approfondita rispetto alle precedenti, dei soggetti che svolgono attività di raccolta e trasporto di rifiuti «in forma ambulante». La Corte si è espressa in questi termini: «Il D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 266, comma 5 stabilisce che "le disposizioni di cui agli artt. 189, 190, 193 e 212 non si applicano alle attività di raccolta e trasporto di rifiuti effettuate dai soggetti abilitati allo svolgimento delle attività medesime in forma ambulante, limitatamente ai rifiuti che formano oggetto del loro commercio" Si è tuttavia precisato che tale attività deve comunque essere effettuata previo conseguimento del titolo abilitativo attraverso l'iscrizione presso la camera di commercio ed i successivi adempimenti amministrativi e che il soggetto che la esercita, oltre al possesso del titolo abilitativo per l'esercizio di attività commerciale in forma ambulante, deve trattare rifiuti che formano oggetto del suo commercio Le richiamate decisioni, nel considerare il titolo abilitativo legittimante il commercio ambulante, ricordano che la normativa di riferimento è quella contemplata dal D.Lgs. 31 marzo 1998, n. 114 che ha riformato la disciplina relativa al settore del commercio. Tali principi, che anche il ricorrente richiama, sono senz'altro condivisibili, pur dovendosi formulare alcune precisazioni. Il contenuto del D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 266, comma 5, come si è già detto, ripropone analoga previsione contemplata dalla disciplina previgente, ma inserita nel D.Lgs. 22 del 1997 ad opera della L. 9 dicembre 1998, n. 426, in vigore dal , successivamente, quindi, all'entrata in vigore del D.Lgs. n. 114 del 1998 ( ) ed emanata considerando, evidentemente, le disposizioni che già a quel tempo disciplinavano il commercio ambulante cui deve aggiungersi, per completezza, anche l'art. 121 TULPS il quale, per lo svolgimento di alcuni "mestieri girovaghi" prevedeva l'iscrizione in un apposito registro presso l'autorità locale di pubblica sicurezza. Ciò posto, pur rilevandosi che il D.Lgs. n. 152 del 2006, fin dalla sua emanazione, ha presentato non pochi problemi di coordinamento interno e con altre disposizioni vigenti, ripetuta mente posti in evidenza dalla dottrina e dalla giurisprudenza, non sembrano esservi elementi per dubitare che, nella formulazione del menzionato art. 266, comma 5 ed in occasione dei numerosissimi ed, in alcuni casi, significativi interventi modificativi, si sia tenuto conto del necessario raccordo con l'attuale disciplina del commercio che deve essere effettuato nella concreta applicazione della 20 In Ambiente e sviluppo, 2013,

13 richiamata disposizione, nonché della parziale abrogazione dell'art. 121 TULPS ad opera del D.P.R. 28 maggio 2001, n. 311, art. 6, lett. b). 5. Tenendo dunque presente quanto stabilito dal D.Lgs. n. 114 del 1998, dovrà farsi in primo luogo riferimento alla definizione, contenuta nell'art. 4, comma 1, lett. b) di "commercio al dettaglio", descritto come "l'attività svolta da chiunque professionalmente acquista merci in nome e per conto proprio e le rivende, su aree private in sede fissa o mediante altre forme di distribuzione, direttamente al consumatore finale". La disciplina astrattamente applicabile sarà, poi, quella regolata dal Titolo 10, relativo al commercio al dettaglio su aree pubbliche, queste ultime definite, dall'art. 27, comma 1, lett. b), come "le strade, i canali, le piazze, comprese quelle di proprietà privata gravate da servitù di pubblico passaggio ed ogni altra area di qualunque natura destinata ad uso pubblico". L'attività commerciale esercitabile sarà, inoltre, quella indicata dall'art. 18, comma 1, lett. b) e, cioè, quella che può essere svolta "su qualsiasi area purché in forma itinerante" e soggetta all'autorizzazione di cui al successivo comma 4, rilasciata, in base alla normativa emanata dalla regione, dal comune nel quale il richiedente, persona fisica o giuridica, intende avviare l'attività. Dal tenore delle disposizioni sommariamente richiamate appaiono di tutta evidenza le difficoltà di ricondurre alle attività da queste disciplinata quelle di cui si occupa il D.Lgs. 152 del 2006, art. 266, comma 5, ma ciò non autorizza certo interpretazioni finalizzate ad una forzata estensione dell'ambito di operatività della disciplina dettata dal D.Lgs. 114/98, che risulta compiutamente definita, ne' di quella del D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 266, comma 5 che, riguardando la materia dei rifiuti, richiede una lettura orientata all'osservanza dei principi generali comunitari e nazionali e, prevedendo un esclusione dal regime generale dei rifiuti, impone sicuramente un'applicazione restrittiva. L'applicazione della disciplina derogatoria in esame non può dunque prescindere dal contenuto letterale del D.Lgs. n. 152 del 2006, art. 266, comma 5 e, segnatamente, dell'ultima parte della disposizione, laddove l'esonero dall'osservanza della disciplina generale è chiaramente circoscritta ai soli rifiuti che formano oggetto del commercio del soggetto abilitato. La verifica del settore merceologico entro il quale il commerciante è abilitato ad operare deve essere pertanto oggetto di adeguata verifica, così come la riconducibilità del rifiuto trasportato all'attività autorizzata. È peraltro evidente che l'attività espletata resta sottratta alla disciplina generale dei rifiuti avendo il legislatore considerato la minima pericolosità per la salute e per l'ambiente di un'attività pacificamente riconducibile a quella dei cd. robivecchi. Per tale ragione deve invece escludersi che la disciplina in esame possa essere utilizzata per legittimare attività diverse che richiedono, invece, il rispetto delle disposizioni di carattere generale». Anche questa sentenza, sicuramente tra le meglio motivate, suscita però qualche perplessità. 13

14 Infatti, se la premessa è la difficoltà di ricondurre all attività disciplinata dal d.lgs. 114/98 quelle di cui si occupa l'art. 266, 5 comma, e se l'art. 121 Tulps è stato abrogato, forse si doveva concludere che, allo stato, manca una qualsiasi norma che preveda il titolo abilitativo per l'applicazione della disciplina derogatoria di cui all'articolo citato. Il dubbio si alimenta leggendo il passaggio in cui si rinvia al giudice di merito il compito di verificare il settore merceologico entro il quale il commerciante è abilitato ad operare perché questo sembra ritenere implicitamente applicabile il d.lgs. 114/98 Da ultimo, va registrata Cass. 2 maggio 2013, Calvaruso ( 21 ), che ha stabilito che la raccolta e trasporto rifiuti effettuata in forma ambulante da soggetto non iscritto nell'albo dei gestori dei rifiuti, non integra il reato di gestione non autorizzata dei rifiuti a norma dell'art. 6 l. 30 dicembre 2008, n. 210, a condizione, da un lato, che il soggetto sia in possesso del titolo abilitativo per l'esercizio di attività commerciale in forma ambulante e, dall'altro, che si tratti di rifiuti che formano oggetto del suo commercio. In motivazione (a fronte della censura per cui l'iscrizione nella camera di commercio per l'esercizio del commercio ambulante comportava l'autorizzazione all'attività di raccolta e trasporto di materiale ferroso ai sensi dell art. 266, 5 comma, e della l. regione Sicilia n. 18 del 1995 che prevede per l'esercizio del commercio in forma ambulante il rilascio di un'autorizzazione da parte del sindaco) si dice: «è vero che l'attività di raccolta e trasporto di rifiuti non pericolosi effettuata in forma ambulante da chi possiede un relativo titolo abilitativo non richiede l'iscrizione all'albo dei gestori dei rifiuti sempre che il soggetto sia abilitato all'esercizio in forma ambulante e che si tratti di rifiuti che formano oggetto del suo commercio. Ma nel caso di specie non risultava che gli imputati avessero un titolo abilitativo per l'esercizio del commercio ambulante di rifiuti ferrosi, essendo stato semplicemente prodotto il certificato di iscrizione alla Camera di Commercio di Palermo per tale categoria, di per sè solo insufficiente a legittimare il trasporto di rifiuti non pericolosi consistenti in rottami ferrosi. Ed infatti il d.lgs. n. 114 del 1998 impone agli ambulanti di munirsi di un'autorizzazione comunale sulla base della normativa di attuazione regionale (per la regione Sicilia cfr. L.R. n. 18 del 1995 che prevede per l'esercizio del commercio in forma itinerante il rilascio di un'autorizzazione da parte del sindaco). Quindi, atteso che nessuna autorizzazione risulta essere stata rilasciata agli imputati ricorrenti, la semplice iscrizione alla Camera di Commercio non può supplire alla mancanza del titolo abilitativo». La rassegna finisce qui: peraltro, consta all estensore di queste note che, tra breve, la Cassazione si pronuncerà nuovamente sulla questione con riferimento specifico ai raccoglitori di rottami metallici: potrebbe essere l occasione giusta per fare chiarezza sul problema in via definitiva! 21 Ced Cass., rv

15 La riflessione sulla questione, invece, non deve fermarsi qui perché, anche se non è tra quelle più gravi per la tutela dell ambiente, la diffusione del fenomeno che vede tantissimi privati dediti (anche a causa della profonda crisi economica del Paese) all attività di raccolta di rottami e la speculare prassi degli impianti di gestione di accettare rifiuti conferiti anche da questi soggetti suscitano la giusta preoccupazione per il palese stato di illegalità che così si registra. 15

No alla sanzione per trasporto illecito di rifiuti per gli ambulanti di robivecchi

No alla sanzione per trasporto illecito di rifiuti per gli ambulanti di robivecchi No alla sanzione per trasporto illecito di rifiuti per gli ambulanti di robivecchi SENTENZA DELLA CORTE DI CASSAZIONE (Terza Sezione Penale) - n. 19111 del 9 aprile 2013 (dep. 3 maggio 2013) - Collegio

Dettagli

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE CARRESCIA, COMINELLI, CAPONE, BIONDELLI, CIMBRO, D INCECCO, FRAGOMELI, LODOLINI, PETITTI, RUBINATO

CAMERA DEI DEPUTATI PROPOSTA DI LEGGE CARRESCIA, COMINELLI, CAPONE, BIONDELLI, CIMBRO, D INCECCO, FRAGOMELI, LODOLINI, PETITTI, RUBINATO Atti Parlamentari 1 Camera dei Deputati CAMERA DEI DEPUTATI N. 1948 PROPOSTA DI LEGGE D INIZIATIVA DEI DEPUTATI CARRESCIA, COMINELLI, CAPONE, BIONDELLI, CIMBRO, D INCECCO, FRAGOMELI, LODOLINI, PETITTI,

Dettagli

Corte di Cassazione, Sezione 3 penale Sentenza 22 gennaio 2015, n. 2864

Corte di Cassazione, Sezione 3 penale Sentenza 22 gennaio 2015, n. 2864 Trasporto materiali ferrosi è sempre reato Corte di Cassazione, Sezione 3 penale Sentenza 22 gennaio 2015, n. 2864 Smaltimento di rifiuti - Albo gestori ambientali - Mancata iscrizione - Articolo 256 comma

Dettagli

Corte di Cassazione - copia non ufficiale

Corte di Cassazione - copia non ufficiale Penale Sent. Sez. 3 Num. 34917 Anno 2015 Presidente: FRANCO AMEDEO Relatore: RAMACCI LUCA Data Udienza: 09/07/2015 sul ricorso proposto da: SENTENZA PROCURATORE DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE DI

Dettagli

Provincia di Treviso Settore Gestione del Territorio

Provincia di Treviso Settore Gestione del Territorio Prot. n. 100793 Treviso, 21 dicembre 2004 OGGETTO: Gestione rifiuti urbani e assimilati Servizio pubblico integrativo di gestione rifiuti speciali Adempimenti relativi alla compilazione di formulari di

Dettagli

Oggetto: chiarimenti in materia di vendita diretta dei prodotti agricoli (art. 4 d.lgs. n. 228 del 2001 e art. 4 del d.lgs. n. 99 del 2004).

Oggetto: chiarimenti in materia di vendita diretta dei prodotti agricoli (art. 4 d.lgs. n. 228 del 2001 e art. 4 del d.lgs. n. 99 del 2004). Oggetto: chiarimenti in materia di vendita diretta dei prodotti agricoli (art. 4 d.lgs. n. 228 del 2001 e art. 4 del d.lgs. n. 99 del 2004). Sono pervenute allo scrivente Servizio molteplici richieste

Dettagli

Convertito il decreto del fare: ora è prioritaria la scelta dell SPP interno

Convertito il decreto del fare: ora è prioritaria la scelta dell SPP interno Convertito il decreto del fare: ora è prioritaria la scelta dell SPP interno SPP, si ritorna al principio sancito dal 626 28 agosto 2013 di Renzo Rivalta E giunto alla conclusione l iter di conversione

Dettagli

CONSIDERAZIONI SULLA RACCOLTA DI RIFIUTI METALLICI IN FORMA AMBULANTE

CONSIDERAZIONI SULLA RACCOLTA DI RIFIUTI METALLICI IN FORMA AMBULANTE CONSIDERAZIONI SULLA RACCOLTA DI RIFIUTI METALLICI IN FORMA AMBULANTE di Giovanni TAPETTO Con l incrudirsi della crisi economica degli ultimi anni, si è evidenziato un aspetto, meglio dire anzi un ulteriore

Dettagli

Corte D Appello di Milano, Sez. Lavoro, sentenza n. 1410 pubblicata il 6 maggio 2014

Corte D Appello di Milano, Sez. Lavoro, sentenza n. 1410 pubblicata il 6 maggio 2014 PREVIDENZA SOCIALE Contributi previdenziali per soci amministratori di s.r.l.: l obbligo di doppia iscrizione non è automatico. a cura di Massimo Compagnino Il presupposto per l iscrizione nella gestione

Dettagli

ADEMPIMENTI IN MATERIA DÌ RIFIUTI POSTI A CARICO DELLE IMPRESE AGRICOLE

ADEMPIMENTI IN MATERIA DÌ RIFIUTI POSTI A CARICO DELLE IMPRESE AGRICOLE ADEMPIMENTI IN MATERIA DÌ RIFIUTI POSTI A CARICO DELLE IMPRESE AGRICOLE A) ISCRIZIONE ALL ALBO DEI GESTORI - articolo 212 d.lgs.n.152/06 Ai sensi dell articolo 212, comma 5, del d.lgs. n.152/06 sono obbligati

Dettagli

L ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI ALLA LUCE DEL DECRETO LEGISLATIVO 205/10, DI RECEPIMENTO DELLA DIRETTIVA 2008/98/CE

L ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI ALLA LUCE DEL DECRETO LEGISLATIVO 205/10, DI RECEPIMENTO DELLA DIRETTIVA 2008/98/CE L ALBO NAZIONALE GESTORI AMBIENTALI ALLA LUCE DEL DECRETO LEGISLATIVO 205/10, DI RECEPIMENTO DELLA DIRETTIVA 2008/98/CE Eugenio Onori Presidente dell Albo Nazionale Gestori Ambientali Modifiche all art.212

Dettagli

!!"#$#%&'()!*'++'!,$-(.%&(/&&/('!!!!!!!!!!!!!!'!*'#!0(.%1)(&#!

!!#$#%&'()!*'++'!,$-(.%&(/&&/('!!!!!!!!!!!!!!'!*'#!0(.%1)(&#! !!"#$#%&'()!*'++'!,$-(.%&(/&&/('!!!!!!!!!!!!!!'!*'#!0(.%1)(&#! DIPARTIMENTO PER I TRASPORTI, LA NAVIGAZIONE, GLI AFFARI GENERALI ED IL PERSONALE DIREZIONE GENERALE PER IL TRASPORTO STRADALE E PER L INTERMODALITA

Dettagli

RISOLUZIONE N. 88 /E

RISOLUZIONE N. 88 /E RISOLUZIONE N. 88 /E Direzione Centrale Normativa Roma, 19 ottobre 2015 OGGETTO: Interpello - ART. 11, legge 27 luglio 2000, n.212. Fatturazione e regime fiscale dei compensi da versare ai medici, dipendenti

Dettagli

Le Circolari della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. N.2 del 13.03.2013. Legge n. 68/1999, le novità dopo le recenti riforme

Le Circolari della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. N.2 del 13.03.2013. Legge n. 68/1999, le novità dopo le recenti riforme Le Circolari della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro N.2 del 13.03.2013 Legge n. 68/1999, le novità dopo le recenti riforme Nel corso dell ultimo periodo la materia del collocamento obbligatorio ha

Dettagli

Studio Legale Avv. Vania Valori

Studio Legale Avv. Vania Valori Studio Legale Avv. Vania Valori Piazza Martiri della Libertà n. 37-56025 Pontedera (Pi) tel. 0587.56350-0587.56776 fax 0587.56776 cell: 3496054946 e-mail avv.vaniavalori@email.it Pontedera, 15/04/2010

Dettagli

Corte di Cassazione - Sentenza 2 marzo 2015, n. 8979

Corte di Cassazione - Sentenza 2 marzo 2015, n. 8979 Corte di Cassazione - Sentenza 2 marzo 2015, n. 8979 Rifiuti trasporto conto proprio In nome del popolo italiano - La Corte Suprema di Cassazione - Sezione terza penale Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati:

Dettagli

www.dirittoambiente. net

www.dirittoambiente. net www.dirittoambiente. net L ATTIVITÀ DI TRITURAZIONE DEGLI IMBALLAGGI IN PLASTICA VA QUALIFICATA COME UN OPERAZIONE DI RECUPERO Nota a Corte di Cassazione Penale Sez. III sentenza del 26 giugno 2012, n.

Dettagli

Studio Legale Casella e Scudier Associazione Professionale

Studio Legale Casella e Scudier Associazione Professionale Circolare n. 4/2012 del 22 novembre 2012 I REDDITI PER ATTIVITA PROFESSIONALI TRA OBBLIGO CONTRIBUTIVO INARCASSA E RIFORMA FORNERO DELLE COLLABORAZIONI: SPUNTI DA UNA RECENTE SENTENZA L obbligo di pagamento

Dettagli

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 2029 del 3 agosto 2010

DELIBERAZIONE DELLA GIUNTA REGIONALE n. 2029 del 3 agosto 2010 9^ legislatura Struttura amministrativa competente: DIREZIONE COMMERCIO Presidente Luca Zaia Vicepresidente Marino Zorzato Assessori Renato Chisso Roberto Ciambetti Luca Coletto Maurizio Conte Marialuisa

Dettagli

Oggetto: Attività di catering/banqueting - Attività di somministrazione di alimenti e bevande - Richiesta parere.

Oggetto: Attività di catering/banqueting - Attività di somministrazione di alimenti e bevande - Richiesta parere. MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO RISOLUZIONE 10 APRILE 2015, N.50481 ATTIVITÀ DI CUOCO A DOMICILIO - HOME RESTAURANT - RICHIESTA PARERE Allegato Ministero sviluppo economico risoluzione 12 giugno 2013,

Dettagli

RISOLUZIONE N. 1/2008

RISOLUZIONE N. 1/2008 PROT. n. 29463 ENTE EMITTENTE: OGGETTO: DESTINATARI: RISOLUZIONE N. 1/2008 Direzione dell Agenzia Mutui posti in essere da Enti, istituti, fondi e casse previdenziali nei confronti di propri dipendenti

Dettagli

UDIENZA 29.01.2009 SENTENZA N. 233. REG. GENERALE n.26389/08 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO

UDIENZA 29.01.2009 SENTENZA N. 233. REG. GENERALE n.26389/08 REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Integra il reato di abbandono o deposito incontrollato di rifiuti l'accumulo di "beni destinati alla rottamazione" elencati nel catalogo europeo dei rifiuti (CER) quali i veicoli e i pneumatici fuori uso,

Dettagli

RISOLUZIONE N. 94/E QUESITO

RISOLUZIONE N. 94/E QUESITO RISOLUZIONE N. 94/E Direzione Centrale Normativa Roma, 13 dicembre 2013 OGGETTO: Cessione all esportazione - operazione, fin dalla sua origine, concepita in vista del definitivo trasferimento della proprietà

Dettagli

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti DIPARTIMENTO PER I TRASPORTI, LA NAVIGAZIONE, GLI AFFARI GENERALI ED IL PERSONALE DIREZIONE GENERALE PER IL TRASPORTO STRADALE E PER L INTERMODALITA DIVISIONE

Dettagli

Network sviluppo sostenibile. Il ritorno del SISTRI Il conferimento dei rifiuti ai centri di raccolta. Paolo Pipere

Network sviluppo sostenibile. Il ritorno del SISTRI Il conferimento dei rifiuti ai centri di raccolta. Paolo Pipere Network sviluppo sostenibile Il ritorno del Il conferimento dei rifiuti ai centri di raccolta Paolo Pipere Responsabile Servizio Adempimenti Ambientali Camera di Commercio di Milano Segretario Sezione

Dettagli

LA DISCIPLINA DEI PUBBLICI SPETTACOLI

LA DISCIPLINA DEI PUBBLICI SPETTACOLI LA DISCIPLINA DEI PUBBLICI SPETTACOLI Secondo quanto affermato dal Ministero delle Finanze, nella circolare n.165/e del 7 settembre 2000, avente per oggetto "Riforma della disciplina fiscale relativa alle

Dettagli

I CONTENUTI DEL DM 65/2010

I CONTENUTI DEL DM 65/2010 I CONTENUTI DEL DM 65/2010 INTRODUZIONE Questo regolamento entrerà in vigore il giorno 19/05/2010. Sinteticamente, gli adempimenti documentali e burocratici a cui sono soggette le imprese sono i seguenti:

Dettagli

Risoluzione n. 153829 del 10.6.2011

Risoluzione n. 153829 del 10.6.2011 Risoluzione n. 153829 del 10.6.2011 OGGETTO: D.P.R. 4 aprile 2001, n.235, Regolamento recante semplificazione del procedimento per il rilascio dell autorizzazione alla somministrazione di alimenti e bevande

Dettagli

Direzione Centrale Entrate. Roma, 10/04/2015

Direzione Centrale Entrate. Roma, 10/04/2015 Direzione Centrale Entrate Roma, 10/04/2015 Circolare n. 72 Ai Dirigenti centrali e periferici Ai Responsabili delle Agenzie Ai Coordinatori generali, centrali e periferici dei Rami professionali Al Coordinatore

Dettagli

DECRETO 8 marzo 2010, n. 65

DECRETO 8 marzo 2010, n. 65 DECRETO 8 marzo 2010, n. 65 Regolamento recante modalita' semplificate di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) da parte dei distributori e degli installatori di apparecchiature

Dettagli

ALLEGATO Dgr n. 1981 del 03/07/2007 pag. 1/5

ALLEGATO Dgr n. 1981 del 03/07/2007 pag. 1/5 giunta regionale 8^ legislatura ALLEGATO Dgr n. 1981 del 03/07/2007 pag. 1/5 1. PREMESSA La Legge n. 40 del 2 aprile 2007 Conversione in legge, con modificazioni, del D.L. 31 gennaio 2007, n. 7, recante

Dettagli

Aprile 2016. Acquisto di crediti da parte di imprese di recupero: norme e dubbi pratici

Aprile 2016. Acquisto di crediti da parte di imprese di recupero: norme e dubbi pratici Aprile 2016 Acquisto di crediti da parte di imprese di recupero: norme e dubbi pratici Giuseppe Roddi Premessa Da circa 85 anni il recupero crediti è disciplinato dalla legge e sottoposto al controllo

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE III SEZIONE PENALE

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE III SEZIONE PENALE CORTE DI CASSAZIONE PENALE, SEZIONE III, SENTENZA DEL 6 FEBBRAIO 2008, N. 5804: le attività di cernita e adeguamento volumetrico della carta da macero e sostanze simili, poste in essere dalle ditte fornitrici

Dettagli

Svolgimento del processo

Svolgimento del processo Cass.Pen., sez.iii, 26.01.07, n. 2902 Rifiuti Sentenze - Materiali di risulta da lavori edili - Riutilizzo per pavimentazione - Verifica di pregiudizi per l'ambiente - Necessità di utilizzare il test di

Dettagli

Circolare n. 1/2010 del 3 marzo 2010 *

Circolare n. 1/2010 del 3 marzo 2010 * Circolare n. 1/2010 del 3 marzo 2010 * SOCIO AMMINISTRATORE DI S.R.L. COMMERCIALE: GESTIONE COMMERCIANTI O GESTIONE SEPARATA? NO DELLA CORTE DI CASSAZIONE ALLA DUPLICE CONTRIBUZIONE INPS Con la sentenza

Dettagli

Articolo 4 (Disposizioni in materia di servizi investigativi privati in Italia. Caso EU Pilot 3690/12/MARKT)

Articolo 4 (Disposizioni in materia di servizi investigativi privati in Italia. Caso EU Pilot 3690/12/MARKT) Articolo 4 (Disposizioni in materia di servizi investigativi privati in Italia. Caso EU Pilot 3690/12/MARKT) L articolo 4 prevede che, allo svolgimento in Italia di servizi trasfrontalieri e di quelli

Dettagli

RISOLUZIONE N. 308/E QUESITO

RISOLUZIONE N. 308/E QUESITO RISOLUZIONE N. 308/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 05 novembre 2007 OGGETTO: Art. 10, n. 20) del DPR n. 633 del 1972 IVA. Esenzione Corsi di formazione per l accesso alla professione

Dettagli

Regolamento di Polizia AMMINISTRATIVA

Regolamento di Polizia AMMINISTRATIVA Comune di San Mauro Forte ****************** Regolamento di Polizia AMMINISTRATIVA D.P.R. 24.07.1977, n.616 Approvato con deliberazione di C.C. n.24 del 26.04.1978 CO.RE.CO. Prot.n. Reg. n. del C:\Users\finico.REG-BAS\Desktop\statuto

Dettagli

RISOLUZIONE N. 32/E QUESITO

RISOLUZIONE N. 32/E QUESITO RISOLUZIONE N. 32/E Roma, 11 marzo 2011 Direzione Centrale Normativa OGGETTO: Chiarimenti in ordine al trattamento fiscale delle operazioni di factoring e di recupero crediti QUESITO È pervenuta a questa

Dettagli

Trasporti di rifiuti ferrosi Traffico di rifiuti e concorrenza sleale

Trasporti di rifiuti ferrosi Traffico di rifiuti e concorrenza sleale Trasporti di rifiuti ferrosi Traffico di rifiuti e concorrenza sleale 21^ Giornata di Studio della Polizia Locale Veneto 55^ Edizione Nazionale Jesolo (VE) - 10, 11 aprile 2014 Pala Arrex - Sala Palladio

Dettagli

Nota di approfondimento sulla disciplina TARI dei rifiuti speciali

Nota di approfondimento sulla disciplina TARI dei rifiuti speciali Roma, 24 aprile 2015 Nota di approfondimento sulla disciplina TARI dei rifiuti speciali A seguito di due recenti interventi del Ministero dell economia e delle finanze sulla materia della detassazione

Dettagli

SEZIONE II RIFIUTI SPECIALI. Sezione II Rifiuti speciali Pagina 115

SEZIONE II RIFIUTI SPECIALI. Sezione II Rifiuti speciali Pagina 115 SEZIONE II RIFIUTI SPECIALI Sezione II Rifiuti speciali Pagina 115 Osservatorio Rifiuti Provincia di Torino Pagina 116 Rapporto sullo stato del sistema di gestione dei rifiuti Giugno 2006 Capitolo 7 Quadro

Dettagli

DEROGHE ALL ORDINARIO REGIME DI RESPONSABILITÀ DEL PROVIDER, E DUBBI ALLA LUCE DELL ORIENTAMENTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA. di NICOLA LOFRANCO

DEROGHE ALL ORDINARIO REGIME DI RESPONSABILITÀ DEL PROVIDER, E DUBBI ALLA LUCE DELL ORIENTAMENTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA. di NICOLA LOFRANCO DEROGHE ALL ORDINARIO REGIME DI RESPONSABILITÀ DEL PROVIDER, E DUBBI ALLA LUCE DELL ORIENTAMENTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA di NICOLA LOFRANCO Con la sentenza n. 29/2015 del 7 gennaio 2015 la Corte d Appello

Dettagli

Circolare N.182 del 13 Dicembre 2013

Circolare N.182 del 13 Dicembre 2013 Circolare N.182 del 13 Dicembre 2013 Artigiani e agricoli. Quali sono gli adempimenti per vendere online Gentile cliente, con la presente desideriamo informarla che il Ministero dello Sviluppo ha fornito

Dettagli

Cassazione Penale Sez. II, 27 febbraio 2013 n. 9220 - Pres. Petti, Est. Gentile RITENUTO IN FATTO

Cassazione Penale Sez. II, 27 febbraio 2013 n. 9220 - Pres. Petti, Est. Gentile RITENUTO IN FATTO DETENZIONE PER FINI DI COMMERCIALIZZAZIONE DI SUPPORTI AUDIOVISIVI ABUSIVAMENTE RIPRODOTTI E RICETTAZIONE: LA LEX MITIOR SI APPLICA ANCHE SE SUCCESSIVAMENTE VIENE MODIFICATA IN SENSO PEGGIORATIVO Cassazione

Dettagli

La semplificazione dell iter procedurale per l esercizio delle attività imprenditoriali

La semplificazione dell iter procedurale per l esercizio delle attività imprenditoriali COMPETITIVITA La semplificazione dell iter procedurale per l esercizio delle attività imprenditoriali Dalla Dia alla Scia anche per le attività di vendita e somministrazione di alimenti e bevande Cosimo

Dettagli

Rifiuti Apparecchiature Elettriche Elettroniche. Decreto Ministeriale del 8 marzo 2010, n. 65

Rifiuti Apparecchiature Elettriche Elettroniche. Decreto Ministeriale del 8 marzo 2010, n. 65 Rifiuti Apparecchiature Elettriche Elettroniche Decreto Ministeriale del 8 marzo 2010, n. 65 Il quadro Legislativo ed operativo Decreto n 15 del 25 Luglio 2005 Decreto n 152 del 3 Aprile 2006 Decreto n

Dettagli

OGGETTO: Disposizioni relative al settore dell autotrasporto merci su

OGGETTO: Disposizioni relative al settore dell autotrasporto merci su Prot. n. F69/RNS Bologna, 24 Aprile 2012 OGGETTO: Disposizioni relative al settore dell autotrasporto merci su strada. Decreto Legge n. 5 /2012 Disposizioni urgenti in materia di semplificazione e di sviluppo

Dettagli

in B.U. R.S. n. 14 del 30-3-2.007 sommario CIRC R(19) 7_07 Pag: 1

in B.U. R.S. n. 14 del 30-3-2.007 sommario CIRC R(19) 7_07 Pag: 1 CIRC R(19) 7_07 Pag: 1 Circolare Regione Sicilia Commercio n. 7 del 19/03/2007 Decreto legge 4 luglio 2006, n.223, convertito, con modificazioni, nella legge 4 agosto 2006, n.248. Articoli 3, 4, 5 e 11.

Dettagli

CITTA DI LONIGO. (Provincia di Vicenza)

CITTA DI LONIGO. (Provincia di Vicenza) CITTA DI LONIGO (Provincia di Vicenza) Allo sportello unico per l edilizia del Comune di LONIGO VIA CASTELGIUNCOLI 5 36045 LONIGO (VI) OGGETTO: SEGNALALAZIONE CERTIFICATA DI INIZIO ATTIVITÀ EDILIZIA. (S.C.I.A.).

Dettagli

Smaltimento a carico del possessore di Rifiuti speciali da Imballaggi (CASSAZIONE - Sentenza 04 aprile 2012, n. 5377)

Smaltimento a carico del possessore di Rifiuti speciali da Imballaggi (CASSAZIONE - Sentenza 04 aprile 2012, n. 5377) Smaltimento a carico del possessore di Rifiuti speciali da Imballaggi (CASSAZIONE - Sentenza 04 aprile 2012, n. 5377) CORTE DI CASSAZIONE Sentenza 04 aprile 2012, n. 5377 Esenzione dalla TARSU di Rifiuti

Dettagli

PROROGA DEI TERMINI D. L. 115/2005

PROROGA DEI TERMINI D. L. 115/2005 DECRETO LEGGE 30 GIUGNO 2005 n. 115 CONVERTITO IN LEGGE CON MODIFICAZIONI DALLA L. 17 AGOSTO 2005 n. 168 NOTE INTERPRETATIVE ALL ART. 11, COMMI 1 e 1-bis SMALTIMENTO DEI RIFIUTI CLASSIFICATI CON IL CODICE

Dettagli

Chiesa cattolica e imposta ICI. Decaduto il decreto 163/2005 resta in vigore la legge 504/1992

Chiesa cattolica e imposta ICI. Decaduto il decreto 163/2005 resta in vigore la legge 504/1992 Chiesa cattolica e imposta ICI. Decaduto il decreto 163/2005 resta in vigore la legge 504/1992 Nota dell'ufficio Avvocatura della Diocesi di Milano Con la rinuncia da parte del Governo a richiedere alla

Dettagli

- Oggetto: sulla possibilità per i magistrati di chiedere anticipazioni sul trattamento di fine servizio.

- Oggetto: sulla possibilità per i magistrati di chiedere anticipazioni sul trattamento di fine servizio. Spett.le A.N.M. Associazione Nazionale Magistrati - Oggetto: sulla possibilità per i magistrati di chiedere anticipazioni sul trattamento di fine servizio. E stato chiesto se, ed eventualmente con quali

Dettagli

Circolare - 23/05/2012 - Prot. n. 0012374 - Professione di autotrasportatore su strada per trasporto persone

Circolare - 23/05/2012 - Prot. n. 0012374 - Professione di autotrasportatore su strada per trasporto persone Circolare - 23/05/2012 - Prot. n. 0012374 - Professione di autotrasportatore su strada per trasporto persone OGGETTO: Chiarimenti. Professione di trasportatore su strada per il trasporto di persone. Accesso

Dettagli

Fiscal News N. 117. Finanziamento soci postergato. La circolare di aggiornamento professionale 08.04.2015. Premessa. Codice civile

Fiscal News N. 117. Finanziamento soci postergato. La circolare di aggiornamento professionale 08.04.2015. Premessa. Codice civile Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N. 117 08.04.2015 Finanziamento soci postergato Categoria: Bilancio e contabilità Sottocategoria: Varie Nonostante l entrata in vigore della riforma

Dettagli

Decreto 8 marzo 2010, n. 65

Decreto 8 marzo 2010, n. 65 Decreto 8 marzo 2010, n. 65 Regolamento recante modalità semplificate di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) da parte dei distributori e degli installatori di apparecchiature

Dettagli

CIRCOLARE N. 52/E. Roma,30 luglio 2008

CIRCOLARE N. 52/E. Roma,30 luglio 2008 CIRCOLARE N. 52/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma,30 luglio 2008 Oggetto: Adempimenti necessari per l immatricolazione di veicoli di provenienza comunitaria articolo 1, comma 9, del decreto

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, Roma, sez. I ter SENTENZA

REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, Roma, sez. I ter SENTENZA REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, Roma, sez. I ter composto dai signori magistrati: Luigi Tosti Italo Volpe Maria Ada Russo Presidente

Dettagli

Il credito al consumo ed il mutuo di scopo

Il credito al consumo ed il mutuo di scopo Il credito al consumo ed il mutuo di scopo Nota a : Cassazione Civile, 16 Febbraio 2010, n. 3589, sez. III. A cura del Dott. Matteo Smacchi, LL.M. 1 La sentenza della Corte di Cassazione Civile n. 3589

Dettagli

La nuova normativa sui RAEE desta subito alcune perplessità

La nuova normativa sui RAEE desta subito alcune perplessità La nuova normativa sui RAEE desta subito alcune perplessità Andrea Quaranta Il 29 luglio 2005 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il D.Lgs. n. 151/2005, che ha recepito le direttive 2002/95/CE,

Dettagli

Guardie volontarie e funzioni di PG: nota alla circolare del 15 ottobre 2005 del Ministero dell Interno

Guardie volontarie e funzioni di PG: nota alla circolare del 15 ottobre 2005 del Ministero dell Interno Guardie volontarie e funzioni di PG: nota alla circolare del 15 ottobre 2005 del Ministero dell Interno a cura dell Avv. Valentina Stefutti Il Ministero dell Interno, con nota circolare prot. 1795 del

Dettagli

COMUNE DI VILLATA Provincia di Vercelli

COMUNE DI VILLATA Provincia di Vercelli COMUNE DI VILLATA Provincia di Vercelli Approvato con deliberazione consiliare n. 25 del 25 novembre 2002 Ripubblicato dal 05.04.2003 al 19.04.2003 INDICE - SOMMARIO Art. 1 - Premessa Art. 2 - Autorizzazione

Dettagli

ACCORDO DI PROGRAMMA. (ai sensi dell art. 206 comma 1 del d.lgs 152/2006 e s.m.) Fra LA PROVINCIA DI BOLOGNA

ACCORDO DI PROGRAMMA. (ai sensi dell art. 206 comma 1 del d.lgs 152/2006 e s.m.) Fra LA PROVINCIA DI BOLOGNA ACCORDO DI PROGRAMMA (ai sensi dell art. 206 comma 1 del d.lgs 152/2006 e s.m.) Fra LA PROVINCIA DI BOLOGNA LE SOCIETÀ con sede in Bologna, in qualità di soggetti gestori delle piattaforme di conferimento

Dettagli

Roma, 15 febbraio 2013. Spett.le A.N.M. Associazione Nazionale Magistrati

Roma, 15 febbraio 2013. Spett.le A.N.M. Associazione Nazionale Magistrati Roma, 15 febbraio 2013 Spett.le A.N.M. Associazione Nazionale Magistrati - Oggetto: sulla possibilità di intraprendere azioni legali in merito alle trattenute operate sull indennità giudiziaria in caso

Dettagli

Consiglio di Stato NUMERO AFFARE 04251/2010. Sezione Consultiva per gli Atti Normativi Adunanza di Sezione del 25 ottobre 2010 LA SEZIONE

Consiglio di Stato NUMERO AFFARE 04251/2010. Sezione Consultiva per gli Atti Normativi Adunanza di Sezione del 25 ottobre 2010 LA SEZIONE Numero 05140/2010 e data 24/11/2010 R E P U B B L I C A I T A L I A N A Consiglio di Stato Sezione Consultiva per gli Atti Normativi Adunanza di Sezione del 25 ottobre 2010 NUMERO AFFARE 04251/2010 OGGETTO:

Dettagli

RISOLUZIONE N. 55/E. OGGETTO: Istanza di interpello - Trattamento Iva apparecchiature elettriche ed elettroniche c.d. RAEE Consorzio Alfa

RISOLUZIONE N. 55/E. OGGETTO: Istanza di interpello - Trattamento Iva apparecchiature elettriche ed elettroniche c.d. RAEE Consorzio Alfa RISOLUZIONE N. 55/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 20 marzo 2007 OGGETTO: Istanza di interpello - Trattamento Iva apparecchiature elettriche ed elettroniche c.d. RAEE Consorzio Alfa La

Dettagli

RISOLUZIONE N. 122/E

RISOLUZIONE N. 122/E RISOLUZIONE N. 122/E Roma, 06 maggio 2009 Direzione Centrale Normativa e Contenzioso OGGETTO: Istanza di interpello Art. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. IVA. Art. 4 DPR n. 633 del 1972. Assoggettabilità

Dettagli

Suprema Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, sentenza n.20658/2005 (Presidente: V. Mileo; Relatore: V. Nobile) LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE

Suprema Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, sentenza n.20658/2005 (Presidente: V. Mileo; Relatore: V. Nobile) LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE Suprema Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, sentenza n.20658/2005 (Presidente: V. Mileo; Relatore: V. Nobile) LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO SENTENZA SVOLGIMENTO DEL PROCESSO Con sentenza

Dettagli

Olivia Postorino: Regione Lombardia-D.G. Infrastrutture e Mobilità

Olivia Postorino: Regione Lombardia-D.G. Infrastrutture e Mobilità Olivia Postorino: Regione Lombardia-D.G. Infrastrutture e Mobilità Intervento Convegno ANAV del 17 /2/2004. (Noleggio autobus ai sensi della l. 218/2003) Con la legge quadro n. 218/2003, entrata in vigore

Dettagli

LA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO NUOVE REGOLE PER LE PARTITE IVA

LA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO NUOVE REGOLE PER LE PARTITE IVA LA RIFORMA DEL MERCATO DEL LAVORO NUOVE REGOLE PER LE PARTITE IVA dott. Francesco Lucrezio Monticelli Le considerazioni esposte sono frutto esclusivo del pensiero degli autori e non hanno carattere in

Dettagli

Il Ministro dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare

Il Ministro dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare Il Ministro dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare DI CONCERTO CON IL MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO E IL MINISTRO DELLA SALUTE REGOLAMENTO AI SENSI DELL ARTICOLO 195, COMMA 2, LETTERA

Dettagli

CIRCOLARE N. 19/E. OGGETTO: Aumento dell aliquota dell imposta sostitutiva sui finanziamenti di cui al decreto legge 12 luglio 2004, n. 168.

CIRCOLARE N. 19/E. OGGETTO: Aumento dell aliquota dell imposta sostitutiva sui finanziamenti di cui al decreto legge 12 luglio 2004, n. 168. Direzione Centrale Normativa e Contenzioso CIRCOLARE N. 19/E Roma, 09 maggio 2005 OGGETTO: Aumento dell aliquota dell imposta sostitutiva sui finanziamenti di cui al decreto legge 12 luglio 2004, n. 168.

Dettagli

La correttezza dell assunto pronunciato dal Gup di Milano, viene ribadita

La correttezza dell assunto pronunciato dal Gup di Milano, viene ribadita 1 La Cassazione chiarisce le conseguenze penali della sottrazione agli obblighi di mantenimento (cd. assegno) e l'ambito di applicazione dell'art. 3 della legge n. 54/2006. Corte di Cassazione, Sezione

Dettagli

Centro Studi Consiglio Nazionale Ingegneri

Centro Studi Consiglio Nazionale Ingegneri Centro Studi Consiglio Nazionale Ingegneri L estensione dell obbligo di assicurazione agli iscritti all Ordine degli ingegneri (art. 3, comma 5, lettera e) del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito,

Dettagli

LA GIUNTA REGIONALE. VISTO il D.Lgs 24.06.2003, n. 209 e s.m.i. Attuazione della direttiva 2000/53/Ce relativa ai veicoli fuori uso ;

LA GIUNTA REGIONALE. VISTO il D.Lgs 24.06.2003, n. 209 e s.m.i. Attuazione della direttiva 2000/53/Ce relativa ai veicoli fuori uso ; Garanzie finanziarie previste per le operazioni di smaltimento e/o recupero dei rifiuti, nonché per la bonifica dei siti contaminati. Nuova disciplina e revoca della D.G.R. n. 132 del 22.02.2006. LA GIUNTA

Dettagli

FORMULARIO DI IDENTIFICAZIONE DEL RIFIUTO

FORMULARIO DI IDENTIFICAZIONE DEL RIFIUTO FORMULARIO DI IDENTIFICAZIONE DEL RIFIUTO Il formulario è un documento di tipo formale che garantisce la tracciabilità del flusso dei rifiuti nelle varie fasi del trasporto, dal produttore/detentore al

Dettagli

CIRCOLARE N. 42 /E. Roma, 09 novembre 2012

CIRCOLARE N. 42 /E. Roma, 09 novembre 2012 CIRCOLARE N. 42 /E Direzione Centrale Normativa Roma, 09 novembre 2012 OGGETTO: Documentazione delle operazioni di acquisto di carburanti per autotrazione presso impianti stradali di distribuzione effettuati

Dettagli

L ASSIMILAZIONE DEI RIFIUTI SPECIALI AI RIFIUTI URBANI. I PRESUPPOSTI DI ASSOGGETTABILITA DEI RIFIUTI ALLE IMPOSTE COMUNALI

L ASSIMILAZIONE DEI RIFIUTI SPECIALI AI RIFIUTI URBANI. I PRESUPPOSTI DI ASSOGGETTABILITA DEI RIFIUTI ALLE IMPOSTE COMUNALI L ASSIMILAZIONE DEI RIFIUTI SPECIALI AI RIFIUTI URBANI. I PRESUPPOSTI DI ASSOGGETTABILITA DEI RIFIUTI ALLE IMPOSTE COMUNALI A cura della Dott.ssa Valentina Vattani Il tema dell assimilazione dei rifiuti

Dettagli

Un quesito sulla natura giuridica dei wc chimici dei camper e contenitori similari

Un quesito sulla natura giuridica dei wc chimici dei camper e contenitori similari Un quesito sulla natura giuridica dei wc chimici dei camper e contenitori similari Domanda: Esiste un dibattito sulla natura dei wc chimici portatili dei camper: sono scarichi (magari assimilabili alle

Dettagli

1. Quali sono gli estremi per l iscrizione all Albo Nazionale Gestori Ambientali?

1. Quali sono gli estremi per l iscrizione all Albo Nazionale Gestori Ambientali? Domanda: Risposta (a cura di Maurizio Santoloci): Oggi un impresa edile che trasporta in proprio i rifiuti non pericolosi con proprio mezzo al contrario di quanto accadeva nella previdente disciplina deve

Dettagli

TAR TOSCANA: NON SEM PRE BASTA LA SOA

TAR TOSCANA: NON SEM PRE BASTA LA SOA TAR TOSCANA: NON SEM PRE BASTA LA SOA di Massimo Gentile Il caso di specie Oggetto del presente approfondimento è una recentissima pronuncia del Tribunale Amministrativo Regionale per la Toscana (sentenza

Dettagli

Suprema Corte di Cassazione. sezione lavoro. sentenza 24 aprile 2014, n. 9301

Suprema Corte di Cassazione. sezione lavoro. sentenza 24 aprile 2014, n. 9301 Suprema Corte di Cassazione sezione lavoro sentenza 24 aprile 2014, n. 9301 REPUBBLICA ITALIANAIN NOME DEL POPOLO ITALIANOLA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott.

Dettagli

Marzo 2013. Il concordato preventivo dopo la decisione della Cassazione a sezioni unite

Marzo 2013. Il concordato preventivo dopo la decisione della Cassazione a sezioni unite Marzo 2013 Il concordato preventivo dopo la decisione della Cassazione a sezioni unite Rolandino Guidotti, Professore aggregato di diritto commerciale dell Università di Bologna 1. A distanza di pochi

Dettagli

Città Metropolitana di Genova DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE DIREZIONE AMBIENTE

Città Metropolitana di Genova DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE DIREZIONE AMBIENTE Città Metropolitana di Genova DETERMINAZIONE DIRIGENZIALE DIREZIONE AMBIENTE Prot. Generale N. 0100090 / 2015 Atto N. 4715 OGGETTO: BENFANTE S.P.A. MODIFICA NON SOSTANZIALE DELL AUTORIZZAZIONE UNICA, RILASCIATA,

Dettagli

Trasferimenti in sede di separazione e divorzio. Domande Frequenti

Trasferimenti in sede di separazione e divorzio. Domande Frequenti CORSO DI AGEVOLAZIONI TRIBUTARIE DI INTERESSE NOTARILE ALTRE AGEVOLAZIONI DI INTERESSE NOTARILE Trasferimenti in sede di separazione e divorzio Domande Frequenti Sommario 1. Prima dell introduzione dell

Dettagli

Oggetto: Istanza di interpello - Ente Ecclesiastico civilmente riconosciuto - D.Lgs. n. 460 del 1997 Esenzione regionale dall IRAP

Oggetto: Istanza di interpello - Ente Ecclesiastico civilmente riconosciuto - D.Lgs. n. 460 del 1997 Esenzione regionale dall IRAP RISOLUZIONE N.79/E Roma,31 marzo 2003 Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Oggetto: Istanza di interpello - Ente Ecclesiastico civilmente riconosciuto - D.Lgs. n. 460 del 1997 Esenzione regionale

Dettagli

Parere n. 65/2010 Quesiti relativi al servizio di trasporto rifiuti gestito da Consorzio.

Parere n. 65/2010 Quesiti relativi al servizio di trasporto rifiuti gestito da Consorzio. Parere n. 65/2010 Quesiti relativi al servizio di trasporto rifiuti gestito da Consorzio. Vengono posti alcuni quesiti in relazione al servizio di trasporto dei rifiuti. Un Consorzio di Enti Locali, costituito

Dettagli

RISOLUZIONE n. 96/E. Roma, 11 maggio 2007

RISOLUZIONE n. 96/E. Roma, 11 maggio 2007 RISOLUZIONE n. 96/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 11 maggio 2007 Oggetto: Contratto di prestito d uso di platino con una banca svizzera - adempimenti IVA - articolo 17, quinto comma,

Dettagli

FOGLIO INFORMATIVO INFORMAZIONI SUL MEDIATORE CREDITIZIO CARATTERISTICHE E RISCHI TIPICI DELLA MEDIAZIONE CREDITIZIA

FOGLIO INFORMATIVO INFORMAZIONI SUL MEDIATORE CREDITIZIO CARATTERISTICHE E RISCHI TIPICI DELLA MEDIAZIONE CREDITIZIA FOGLIO INFORMATIVO Redatto secondo le indicazioni contenute nel Provvedimento del 29 Aprile 2005 dell'uic, nella Deliberazione del CICR del 4 marzo 2003, del Provvedimento della Banca d Italia del 25 luglio

Dettagli

Cassazione Sezioni unite civili sentenza, n. 8433 del 12 febbraio-4 maggio 2004. Svolgimento del processo

Cassazione Sezioni unite civili sentenza, n. 8433 del 12 febbraio-4 maggio 2004. Svolgimento del processo Cassazione Sezioni unite civili sentenza, n. 8433 del 12 febbraio-4 maggio 2004 Svolgimento del processo Su domanda proposta da M. P., titolare di pensione di invalidità dal 1977, il Tribunale di Alessandria

Dettagli

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI

IL GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI Prescrizioni per il trattamento di dati personali per finalità di marketing, mediante l'impiego del telefono con operatore, a seguito dell'istituzione del registro pubblico delle opposizioni - 19 gennaio

Dettagli

Oggetto: Circolare n. 1/2013 del 17 gennaio 2013

Oggetto: Circolare n. 1/2013 del 17 gennaio 2013 DOTT. ANDREA ALBERGHINI DOTT. ALFREDO ODDONE DOTT. FEDERICO BENNI DOTT. DARIO CURTI DOTT. CLAUDIO MARCANTOGNINI DOTT. PIETRO BUFANO Bologna, 17 gennaio 2013 Oggetto: Circolare n. 1/2013 del 17 gennaio

Dettagli

Circolare N.50 del 04 Aprile 2012

Circolare N.50 del 04 Aprile 2012 Circolare N.50 del 04 Aprile 2012 Deroga al limite all utilizzo del denaro contante per gli acquisti effettuati da turisti stranieri. Disponibile la comunicazione di adesione alla disciplina Deroga al

Dettagli

Deliberazione n.15/2001/g REPUBBLICA ITALIANA. Corte dei Conti. Sezione centrale di controllo di legittimità su atti del Governo

Deliberazione n.15/2001/g REPUBBLICA ITALIANA. Corte dei Conti. Sezione centrale di controllo di legittimità su atti del Governo Deliberazione n.15/2001/g REPUBBLICA ITALIANA la Corte dei Conti in Sezione centrale di controllo di legittimità su atti del Governo e delle Amministrazioni dello Stato I e II Collegio nell adunanza congiunta

Dettagli

AGENZIA PER IL TERZO SETTORE ATTO DI INDIRIZZO. ai sensi dell art. 3, comma 1, lett. a) del D.P.C.M. 21 marzo 2001, n. 329

AGENZIA PER IL TERZO SETTORE ATTO DI INDIRIZZO. ai sensi dell art. 3, comma 1, lett. a) del D.P.C.M. 21 marzo 2001, n. 329 AGENZIA PER IL TERZO SETTORE ATTO DI INDIRIZZO ai sensi dell art. 3, comma 1, lett. a) del D.P.C.M. 21 marzo 2001, n. 329 in relazione alla configurabilità di un Trust Onlus Approvato dalla Commissione

Dettagli

NORMATIVE. Rifiuti. Tutti i rifiuti sono classificati secondo la loro destinazione finale: Rifiuti

NORMATIVE. Rifiuti. Tutti i rifiuti sono classificati secondo la loro destinazione finale: Rifiuti NORMATIVE La legge nr. 22 del 05/02/1997, nota come "Decreto Ronchi" è un decreto attuativo alle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/9262/CEE relativa agli imballaggi

Dettagli

LA CONFUSIONE DELLA SUPREMA CORTE IN TEMA DI MEDIAZIONE

LA CONFUSIONE DELLA SUPREMA CORTE IN TEMA DI MEDIAZIONE INFORMA. Circolare informativa - ottobre 2009 Materia Giuridica: Mediazione tipica e mediazione atipica: i nuovi profili di responsabilità delineati dalla pronuncia della Cassazione civile 14.07.2009 n.

Dettagli

Testo Unico Ambientale: La disciplina transitoria sulla bonifica dei siti contaminati. Approfondimento. Diverse interpretazioni possibili

Testo Unico Ambientale: La disciplina transitoria sulla bonifica dei siti contaminati. Approfondimento. Diverse interpretazioni possibili Testo Unico Ambientale: La disciplina transitoria sulla bonifica dei siti contaminati. Approfondimento. Diverse interpretazioni possibili Federico Vanetti In un precedente commento sulle disposizioni transitorie

Dettagli

La Società di Mutuo Soccorso 2. I Fondi pensione e la previdenza integrativa 2.1 Generalità della disciplina

La Società di Mutuo Soccorso 2. I Fondi pensione e la previdenza integrativa 2.1 Generalità della disciplina 16 La Società di Mutuo Soccorso 2. I Fondi pensione e la previdenza integrativa 2.1 Generalità della disciplina Con l'emanazione del D. Lgs. 21 aprile 1993, n. 124 come modificato dalla L. 8 agosto 1995,

Dettagli