IMPIANTO DI RECUPERO RIFIUTI MISTI DA COSTRUZIONE E DEMOLIZIONE (rifiuti speciali non pericolosi) (R5 e R13)

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1 GRASSI s.n.c. di GRASSI SERVIZI s.r.l. & C. Via G. Nincheri, PRATO IMPIANTO DI RECUPERO RIFIUTI MISTI DA COSTRUZIONE E DEMOLIZIONE (rifiuti speciali non pericolosi) (R5 e R13) STUDIO PRELIMINARE AMBIENTALE Prato, 26 giugno 2013

2 INDICE PREMESSA... 3 CENNI STORICI... 4 QUADRO DI RIFERIMENTO PROGRAMMATICO E STRUMENTI DI PIANIFICAZIONE... 5 VERIFICA DI COERENZA CON LA NORMATIVA E GLI STRUMENTI DI PIANIFICAZIONE... 6 QUADRO PROGETTUALE Oggetto ed attività dell impianto Ubicazione Emissione di rumore nell ambiente Emissione di polveri nell ambiente Tipologia e quantità dei rifiuti Rifiuti in ingresso ed in uscita Descrizione dell attività QUADRO DI RIFERIMENTO AMBIENTALE Suolo, sottosuolo e fiumi Aria Rumore Superficie comunale e popolazione Veicoli in circolazione Rischio sismico e clima Considerazioni sulla specifica attività CONCLUSIONI BIBLIOGRAFIA

3 PREMESSA La Soc. Grassi s.n.c. di Grassi Servizi s.r.l. & C. (di seguito nominata Grassi s.n.c.) con sede in Prato, via G. Nincheri n.c. 5 ha intenzione di rinnovare l autorizzazione n 14 già concessa dalla Provincia di Prato per l attività di rifiuti speciali non pericolosi nel sito produttivo di Poggio a Caiano, via Granaio n.c. 169 in scadenza nel presente anno solare. A tale scopo la Grassi s.n.c. ha presentato alla Provincia di Prato il rinnovo di comunicazione di inizio di attività in data 14 gennaio 2013, assunta agli atti della Provincia di Prato con Prot. n 1313 del 14/01/2013. La Provincia di Prato con nota del 10/05/2013 Prot comunica che i progetti di impianti di recupero di rifiuti non pericolosi con capacità complessiva superiore a 10 t/giorno devono essere sottoposti alla procedura di verifica di assoggettabilità a V.I.A. Pertanto, ai sensi dell art. 20 del D. Lgs. 152/2006 e dell art. 43 comma 6 della L.R. 10/2010 viene redatto il presente documento. Nell impianto di Poggio a Caiano con riferimento al D.Lgs. 152/2006, al D.M. 161/02 ed al D.M. 05/02/98 la Grassi s.n.c. intende svolgere le seguenti attività: R5 Recupero di sostanze inorganiche (rifiuti speciali non pericolosi da C&D); R13 Messa in riserva di rifiuti per sottoporli all operazione R5. Il presente studio preliminare ambientale, presentato a corredo dell istanza di rinnovo sopra richiamata è articolata come segue: Cenni storici riguardanti l attività nel sito; Quadro di riferimento legislativo; Quadro di riferimento progettuale; Quadro di riferimento ambientale; Analisi e valutazione dei potenziali impatti; Conclusioni. 3

4 CENNI STORICI Il sito di Poggio a Caiano rappresenta storicamente il primo luogo ove le Aziende del Gruppo Grassi si sono stabilite ed hanno iniziato la loro crescita. In particolare tale sito ha accolto da sempre il recupero di rifiuti inerti non pericolosi seguendo le norme tecniche vigenti nelle varie epoche. Con l entrata in vigore del D. Lgs. 22/97 e del D.M. 05/02/1998 l allora Impresa Grassi Moreno s.r.l. ha chiesto ed ottenuto dalla Provincia di Prato l autorizzazione n 14 che risale al 15/05/1998 domanda accettata agli atti dalla stessa Provincia con Prot. n L autorizzazione in questione è stata successivamente ad ogni scadenza sempre rinnovata con successo fino ai giorni nostri. I volumi di rifiuti trattati sono sempre stati interessanti ma non hanno mai superato le tonnellate annue. Attualmente la crisi che ha colpito e coinvolto le imprese edili ha contribuito ad una drastica diminuzione di tali volumi fino a richiedere l adeguamento dalla classe 2 alla classe 4 prevedendo sicuramente un volume di rifiuti da trattare ben inferiore alle tonnellate. L autorizzazione n 14 è stata volturata dalla Provincia di Prato dall Impresa Grassi Moreno s.r.l. alla Grassi s.n.c. in data 07/07/2011 con Determinazione n

5 QUADRO DI RIFERIMENTO PROGRAMMATICO E STRUMENTI DI PIANIFICAZIONE Al fine di verificare la coerenza legislativa di cui alla richiesta di rinnovo dell autorizzazione al recupero di rifiuti speciali non pericolosi (rifiuti misti da C&D) si elenca la normativa che abbiamo preso in esame per valutare la congruità tra l opera e gli strumenti normativi e di pianificazione ambientale vigenti: D.M. 05/02/1998; D. Lgs. 03/04/2006 n 152 che recepisce varie direttive europee così come elencate a pagina n 13 del supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale Serie generale n 88 del 14/04/2006; D.L. 16/01/2008 n 4 Legge Regionale n 25/98; P.I.T. Regione Toscana approvato dal Consiglio Regionale il 24/07/2007 con delibera n 72 Integrazione al P.I.T. per la definizione del Parco Agricolo della Piana proposta di Giunta Regionale di Deliberazione al Consiglio Regionale n 2 del 27/02/2013; P.T.C. Provincia di Prato approvato in data 04/02/2009 con Delibera del Consiglio Provinciale n 7; P.R.G. Comune di Poggio a Caiano PRG variante testo coordinato marzo 2011 approvato nel mese di febbraio 2012 P.A.I. bacino del fiume Arno del Modifiche P.I. Comune di Poggio a Caiano cod. ISTAT approvate con Decreto del Segretario Generale n 26 dell 11/04/2013; P.A.I. Ombrone Pistoiese documentazione in corso di elaborazione approvata dal Comitato Tecnico nelle sedute del 30/11 e 22/12/

6 VERIFICA DI COERENZA CON LA NORMATIVA E GLI STRUMENTI DI PIANIFICAZIONE Il piano regionale dei rifiuti (Delibera Giunta Regionale Toscana n 320 del 29/03/1999) stabilisce al paragrafo 6.4 che gli impianti di recupero autorizzati ex artt. 31 e 33 del D. Lgs. 22/97 siano localizzabili solo all interno di aree con destinazione urbanistica industriale o a servizi tecnologici equivalenti. L impianto oggetto della presente valutazione si trova da sempre in area a destinazione industriale ed il nuovo P.R.G. del Comune di Poggio a Caiano ha previsto che detta superficie diventi addirittura edificabile. In ogni caso la Grassi s.n.c. ha già predisposto lo spostamento dell impianto sull area di Baciacavallo a Prato che avverrà sicuramente nel corso del prossimo anno Inoltre, visto che per l ubicazione di tali impianti è preferibile reimpiegare aree industriali dismesse, segnaliamo che nell area attigua l impianto di recupero era situata una centrale per la produzione di calcestruzzo preconfezionato, ormai in disuso da anni ed attualmente in fase di smontaggio. Dall esame dei già citati regolamenti e piani urbanistici in vigore, relativamente all assetto idrogeologico non sono riscontrabili vincoli o precetti in contrasto con il mantenimento in loco dell impianto. Tale caratteristica è inoltre rafforzata dalla già citata edificabilità del terreno. L area non è inoltre soggetta a servitù idriche, dal momento che non ci sono pozzi, né a servitù di elettrodotto. Più in particolare è previsto lo smantellamento della linea elettrica a media tensione presente nella zona Granaio in base agli accordi intercorsi e sottoscritti tra il Comune di Poggio a Caiano e la società Terna s.p.a. (ENEL). La Provincia di Prato ha approvato il piano di gestione delle acque meteoriche di dilavamento presentato dalla Grassi s.n.c. ed ha autorizzato lo scarico di tali acque nel rio Montiloni con Determina n 942 del 16/03/2012. Il traffico veicolare generato dall impianto è veramente limitato (si considerano mediamente 12 autocarri di medie dimensioni al giorno) e le abitazioni private sono situate ad oltre 200 metri da questo. L attività è circondata a nord ed a ovest da capannoni ad uso artigianale e/o industriale, ad est e a sud da zone prettamente agricole prevalentemente lasciate incolte, a prato. 6

7 QUADRO PROGETTUALE 1. Oggetto ed attività dell impianto Alcune delle attività peculiari della Grassi s.n.c. in quanto azienda del settore edile sono quelle della demolizione di edifici e di costruzione di strade e piazzali. Da ciò consegue la necessità di poter trattare i calcinacci in modo da ottenere materie prime da reimpiegare nella propria attività. Tale aspetto, oltre a soddisfare esigenze di economicità, provoca ottimi risultati ambientali in quanto permette di non smaltire i rifiuti inerti da C&D ma di recuperarli con conseguente sensibile minor sfruttamento delle cave ed emissioni inquinanti inferiori rispetto a quelle generate dagli autocarri che dovrebbero trasportare in cantiere tale materiale. L impianto permette una messa in riserva (R13) di tali rifiuti, che sono avviati successivamente ad un trattamento meccanico a mezzo di apposito frantumatore (R5). L attività, a seguito della crisi economica tuttora presente, ha subito un forte rallentamento fino all attuale quasi fase di stallo. Si prevede infatti di non raggiungere nemmeno la quantità da trattare di tonnellate annue rispetto ai volumi di quasi tonnellate dei primi anni Si è calcolato un utilizzo del frantumatore intorno ad una media di 2 ore lavorative giornaliere in orario esclusivamente diurno. L impianto non ha più un vero e proprio orario di apertura, ma riceve rifiuti prodotti esclusivamente dalla Grassi s.n.c. o dalle altre Ditte con cui questa ha rapporti di lavoro. 2. Ubicazione L impianto sorge sulla stessa area ormai consolidata fin dagli anni 70 ed ha sempre accolto questo tipo di attività. Tale area è sita nel Comune di Poggio a Caiano nella zona denominata Granaio e più precisamente in via Granaio n.c L attività si svolge su di un piazzale della superficie di oltre m 2 che può ospitare sia i cumuli dei rifiuti sia le materie trattate. Il frantumatore ed il relativo vaglio sono allocati nella parte centrale del piazzale leggermente più in basso a destra del punto centrale del piazzale stesso. A destra del frantumatore trovano alloggio i cumuli dei rifiuti, mentre sulla parte sinistra sono alloggiate le materie ottenute dal trattamento. Il tutto naturalmente suddiviso per tipologie e caratteristiche di materiali. L ufficio si trova in locali prefabbricati all ingresso del piazzale in prossimità della pesa a ponte. Tali locali sono dotati di climatizzazione (riscaldamento e/(o condizionatore), e sono disponibili servizi igienici e docce. 3. Emissione di rumore nell ambiente Il Piano di classificazione acustica del Comune di Poggio a Caiano ultima emissione Gennaio 2003 prevede per le zone classificate prevalentemente industriali un limite diurno di 70 db(a) e notturno di 70 db(a). L ultima rilevazione fonometrica effettuata dalla Grassi stessa sull impianto 7

8 e zone limitrofe risale al 06 settembre 2001; anche all epoca i limiti di zona previsti dal Comune di Poggio a Caiano erano di 70 db(a). Non essendo da allora ad oggi intervenuta alcuna variazione sui luoghi oggetto di osservazione (stesso frantumatore stesso vaglio stesso posizionamento sull area oggetto di studio stessa natura dei suoli confinanti e degli edifici esistenti confrontare foto aeree riportate nella pagina seguente e ritraenti l area in varie epoche) abbiamo ritenuto tuttora valido tale rilevamento. Si evince che l emissione nell ambiente circostante rispetta ampiamente i limiti previsti dalla normativa Comunale vigente. 8

9 Confronto visivo dell area tra l anno 2003 e l anno

10 Inoltre, per mitigare l impatto acustico nelle zone circostanti il cantiere, durante il funzionamento la macchina frantumatrice è collocata all interno di una struttura completamente rivestita di pannelli fonoassorbenti che limitano ed abbattono notevolmente le emissioni sonore fino a renderle inferiori ai limiti previsti dalla zonizzazione acustica del Comune di Poggio a Caiano. 4. Emissione di polveri nell ambiente I cumuli dei rifiuti e delle materie prime seconde sono formate prevalentemente da materiale non eccessivamente pulverulento. Ciò nonostante, a tutela dell ambiente, si provvede a mantenere i cumuli costantemente nebulizzati da acqua, inumidendoli quanto basta, senza generare acque di dilavamento. Il frantumatore è dotato inoltre di analogo impianto di abbattimento delle polveri sempre mediante nebulizzazione di acqua. Per evitare il propagarsi di eventuali polveri nell ambiente il perimetro del piazzale è totalmente delimitato attraverso muri laddove sia confinante con altre realtà produttive, o piantumato con leilandi in prossimità delle zone agricole adiacenti. L area ove avvengono le operazioni è inoltre posta oltre 2 metri più in basso rispetto alla zona nord-nord/ovest confinante. A scopo di maggior chiarezza, si evidenzia come sull area oggetto delle lavorazioni non siano presenti pozzi attivi per l emungimento di acqua da nebulizzare sui cumuli. Per ovviare a questo problema la Grassi s.n.c. provvede a trasportare periodicamente dal proprio cantiere sito in loc. Baciacavallo, in Prato, una quantità d acqua sufficiente per tale scopo. L approvvigionamento avviene dal pozzo utilizzato dalla scrivente anche per la produzione di calcestruzzi preconfezionati e trasportato mediante l impiego di idonea autobotte in proprietà. 5. Tipologia e quantità dei rifiuti I rifiuti ammessi al trattamento, come già in precedenza descritto e riassunto nella tabella seguente, sono quelli provenienti dalle operazioni di costruzione e demolizione degli edifici, eventuali terre e rocce da scavo, eventuali frammenti di pavimentazioni asfaltiche (fresature), massicciate ferroviarie ecc purché siano configurabili come rifiuti speciali non pericolosi comprovando tale specificità con analisi effettuate come previsto dall allegato 3 del D.M. 05/02/98. 10

11 Tipologia di rifiuto D.M. 05/02/1998 D.M. 161/02 Codici C.E.R. Capacità di stoccaggio dell impianto Quantitativo di recupero annuo 7.1 a); b); c) ,09, t t 7.2 b) d) f) t t t 500 t 500 t 500 t 7.6 b) t 500 t 7.11 d) t 500 t 7.17 b) t 500 t e) t 500 t 7.31 bis b) t 500 t c) t 500 t 6. Rifiuti in ingresso ed in uscita I rifiuti in ingresso sono generati o dall attività di demolizione propria della Grassi s.n.c. o dai rifiuti conferiti da Aziende terze limitatamente ai rapporti di volta in volta stabiliti dalla scrivente con eventuali clienti. I rifiuti sono trasportati su autocarri di piccole-medie dimensioni. Come in precedenza descritto la quantità dei rifiuti è andata nel tempo sempre più assottigliandosi, a causa del protrarsi del periodo economicamente sfavorevole che colpisce ormai da anni le realtà edili. Non sono previsti rifiuti in uscita se non quelli non recuperabili dalla Grassi stessa che vengono invece avviati a trattamento o allo smaltimento presso aziende autorizzate allo scopo. Tali sono i rifiuti che vengono divisi nel ciclo produttivo e separati dai materiali recuperabili (separazione e raccolta differenziata dai calcinacci veri e propri quali metalli e sostanze ferrose, legno, plastiche ecc.). Per quanto concerne l eventuale presenza e la possibilità di rinvenimento all interno dei rifuti di amianto, si fa riferimento a quanto contenuto nel paragrafo successivo. 7. Descrizione dell attività L attività inizia con l ingresso dell autocarro nella centrale. Un cartello avverte gli autisti di procedere a passo d uomo fino alla pesa, dov è ubicato l ufficio di accettazione. Successivamente si procede ad esaminare il formulario con il quale i rifiuti sono trasportati, ad una prima verifica visiva del carico ed alla pesatura dell intero mezzo. Vengono altresì esaminate le autorizzazioni al trasporto e la correttezza del CER attribuito al rifiuto. Ottenuto il benestare dall addetto dell impianto l automezzo viene autorizzato all ingresso nella zona del piazzale ove avvengono le operazioni di stoccaggio. L autista provvede a scaricare il camion, procedendo ad un secondo controllo del rifiuto conferito. 11

12 Se il carico è giudicato conforme viene accettato e si provvede a sistemare i rifiuti sul cumulo di competenza mentre l autocarro viene riposizionato sulla pesa per la verifica della tara. Qualora siano riscontrate difformità tali da non poter accettare il carico lo stesso viene respinto annotando sul formulario la dizione carico respinto perché non conforme. Se il carico viene accettato si provvede ad annotare il peso effettivo al punto 11 del formulario, a timbrarlo e firmarlo, e consegnare all autista le copie di sua competenza. Terminati gli adempimenti l autocarro, sempre a passo d uomo, esce dall impianto. Il vero e proprio recupero consiste nella riduzione volumetrica dei rifiuti a mezzo di frantumatore a mascelle (marca REV, tipo GCV90, vedere scheda allegata) dotato di abbattimento di polveri attraverso nebulizzatore d acqua e di elettrocalamita per la separazione di eventuali frazioni metalliche. Sia il frantumatore che il vaglio (marca REV, tipo GCV 30, vedere scheda allegata) sono alimentati a gasolio e, vista la consistenza attuale di movimentazione consumano complessivamente a malapena una ventina di litri di gasolio al giorno. Considerato che purtroppo la movimentazione non sembra destinata nel breve periodo a subire incrementi si prevede che tali consumi resteranno pressoché inalterati nel tempo, con conseguenti esigue emissioni inquinanti dovute alla combustione del gasolio. I rifiuti vengono immessi nel frantumatore a mezzo di pala meccanica e la suddivisione in diverse pezzature delle materie prime ottenute avviene a mezzo di vaglio dotato di griglie con fori di diversa grandezza. I materiali recuperati vengono così stivati separatamente per le proprie diverse pezzature in attesa di essere utilizzati per riempimenti stradali. Nel caso in cui dovessero essere riscontrati rifiuti contenenti amianto la procedura prevede l immediata comunicazione agli Organi competenti (ASL e ARPAT), la rimozione di tali detriti mediante utilizzo di guanti, tute e mascherine monouso, il loro inserimento in sacchi di materiale plastico stagno ed il trasporto e lo smaltimento a cura di Azienda allo scopo autorizzata. Il personale impiegato in tale bonifica dovrà successivamente sottoporsi ad una adeguata doccia. Si specifica che tutte le macchine impiegate nell attività (frantumatore, vaglio, pala) sono marchiate CE e rispondono al D.P.R. 456/96 (Direttiva Macchine). A scopo di estrema chiarezza, non sono previsti altri utilizzi di forme energetiche diverse dal gasolio a meno dell alimentazione elettrica per la pompa a servizio dell impianto di nebulizzazione dell acqua e della necessaria illuminazione notturna. 12

13 QUADRO DI RIFERIMENTO AMBIENTALE 1. Suolo, sottosuolo e fiumi Il territorio del Comune di Poggio a Caiano è situato nella zona a sud della Provincia di Prato e presenta un carattere prevalentemente sedimentario anche se nella parte più a sud, al confine con il territorio di Carmignano, e quindi nella parte più collinare, sussiste una limitata porzione di formazione arenacea del Montalbano. Il torrente Ombrone divide il territorio di Poggio a Caiano dal conoide Pratese originato dal Bisenzio. Tale area pratese rappresenta una tra le più importanti riserve di acqua e come tale una risorsa idrica di assoluto rispetto. L Ombrone stesso, in termini di scambi idrici con il bacino del fiume Bisenzio, non apporta contributi di particolare rilievo. Nel territorio di Poggio a Caiano si rileva un solo pozzo degno di nota, da cui si emunge l acqua che viene erogata attraverso la normale rete di distribuzione nella zona di Poggio a Caiano basso. Le altre zone del territorio sono servite dall acquedotto proveniente da Prato (fonte: sito Publiacqua s.p.a.). Si può pertanto evincere che il territorio Poggese non è particolarmente ricco di falde acquifere al contrario del cono pratese, che risente positivamente dell influenza del fiume Bisenzio. L Ombrone Pistoiese nasce sulla montagna pistoiese a 1100 metri di altezza e lambisce la città di Pistoia inoltrandosi nella pianura; percorre così anche il territorio pratese gettandosi alla fine del percorso nel fiume Arno nei dintorni di Lastra a Signa e più precisamente in località Porto di mezzo. Il regime è prettamente torrentizio e la portata di acqua è variabilissima. Nel periodo che va dalla primavera inoltrata fino all inizio dell autunno l alveo dell Ombrone dalle porte di Pistoia fino al Ponte alla Pergola è solitamente in secca, mentre sul territorio pratese si arricchisce di acqua per effetto dei numerosi piccoli affluenti che riceve lungo il suo percorso. Va da se che la portata d acqua è diversa nella stagione autunnale ed in inverno quando aumenta notevolmente creando non pochi problemi al territorio poggese e contribuendo in modo sostanziale alle piene del fiume Arno. Per quanto esposto è facile intuire che notevoli sono i danni arrecati alla fauna ittica (trote fario, cavedani, pesci gatto, persici ecc.) che trova vita in modo florido solo nell area pratese. Affluenti del torrente Ombrone nel territorio di Poggio a Caiano sono il Rio Montiloni, Calcinaia, Collecchio e Furba. Il monitoraggio dell Ombrone Pistoiese viene effettuato sia da ARPAT che dalla Provincia di Pistoia. Riassumendo all essenziale i dati disponibili si evince che la qualità delle acque, quando presenti nei periodi autunnali ed invernali, è buona solo nei limiti della Provincia di Pistoia, mentre peggiora sensibilmente nel tratto pratese e finale a causa degli scarichi delle aziende florovivaistiche pistoiesi e delle industrie pratesi nonostante il prezioso apporto, in quest ultima area, del depuratore di Baciacavallo. 2. Aria Per valutare la qualità dell aria, oltre alle rilevazioni effettuate dall ARPAT sulla intera zona dell area Pratese, sono stati esaminati gli studi ed il rapporto inserito nel Documento per la valutazione degli effetti ambientali del Piano Strutturale al PRG del Comune di Poggio a Caiano 13

14 pubblicato nel giugno 2003 nel quale sono stati monitorati i seguenti stati nelle rispettive postazioni di: - piazza XX settembre con cabina fissa - dotazione strumentale CO NOx. - N 3 postazioni monitorate con autolaboratorio, dotazione strumentale per CO, NOx, SOX, NMHC, PM10 poste lungo l asse viario Firenze Pistoia (ex ss. 66), suddiviso in via Vittorio Emanuele e via Cancellieri, ed in via Aldo Moro. In tutte le stazioni sono stati rilevati limiti tollerabili e comunque non tali da giustificare allarmi o preoccupazioni. In particolare ha destato interesse il monossido di carbonio quale indicatore di un intenso traffico veicolare lungo la via Cancellieri, mentre in via Aldo Moro i valori restano più contenuti. I dati riscontrati per il PM10 sono tali da poter considerare le stazioni di via Cancellieri quasi ai limiti di legge, mentre i valori riscontrati nelle altre risultano inferiori a tali limiti. Le conclusioni riportate nel documento inquadrano lo stato dell inquinamento dell aria a Poggio a Caiano dividendo il territorio in quattro zone omogenee: 1) via Cancellieri: situazione critica con frequenti superamenti del biossido di azoto e con gravi problemi anche per le polveri. Da sottolineare che la via è in leggera salita e si trova stretta tra le case sul lato sinistro e sul lato destro dalla Villa Medicea e dalla Sede del Comune; 2) piazza XX settembre, via Vittorio Emanuele II e via Soffici: episodi acuti di inquinamento pur rientrando nei limiti di legge; 3) Via Aldo Moro, via Granaio, via Galilei e strade limitrofe: non si rilevano problemi particolari pur trattandosi di una situazione di inquinamento medio urbano; 4) Tutte le altre zone: la qualità dell aria può risentire della vicinanza di zone inquinate ma non presenta particolari rischi diretti. Si rileva purtroppo un sensibile incremento nel tempo di PM10, soprattutto quando mancano condizioni dispersive come ad esempio le piogge ed il vento. I dati rilevati rientrano nelle medie rilevate da ARPAT nel ben più ampio comprensorio Prato-Pistoia. 3. Rumore Sempre nel Documento per la valutazione degli effetti ambientali del Piano Strutturale al PRG si possono evincere le misurazioni relative al rumore effettuate dall ARPAT e riassunte da parte del Comune di Poggio a Caiano. Sono state effettuate misurazioni in varie strade del territorio, certamente le più qualificanti, negli orari di massima concentrazione di traffico sia diurni che notturni. Il rumore ambientale rilevato è caratterizzato in postazione diurna tra un minimo di Leq (A)(dB) 65,5 rilevato in via Condotti ed un massimo di Leq(A)(dB) 77,5 di via Cancellieri. L altro rumore ambientale rilevato è caratterizzato in postazione notturna tra un minimo di Leq(A)(dB) 55,5 di via Condotti ed un massimo di Leq (A)(dB) 68,5 di via Cancellieri. In base alle vigenti disposizioni in materia acustica il territorio è stato suddiviso nelle seguenti zone con i relativi valori da raggiungere nel medio e lungo periodo, ricorrendo anche, ove necessario, alla redazione di un piano di risanamento acustico: 14

15 - classe I aree particolarmente protette (aree ospedaliere, scolastiche, destinate al riposo ed allo svago, residenziali, rurali, di particolare interesse artistico, parchi pubblici) Limite diurno 47 db(a) Limite notturno 37 db(a); - classe II aree prevalentemente ad uso residenziale con traffico veicolare locale, bassa densità di popolazione, limitata presenza di attività commerciali ed assenza di attività industriali ed artigianali Limite diurno 52 db(a) Limite notturno 52 db(a); - classe III aree di tipo misto aree urbane interessate da traffico veicolare locale o di attraversamento con media densità di popolazione, con presenza di uffici, attività commerciali ed artigianali ma senza attività industriali e aree rurali che impegnano anche macchine operatrici Limite diurno 57 db(a) Limite notturno 47 db(a); - classe IV aree di intensa attività umana: aree urbane con intenso traffico veicolare con alta densità di popolazione, elevata presenza di attività commerciali o uffici, attività artigianali, presenza di piccole industrie Limite diurno 62 db(a) Limite notturno 52 db(a); - classe V aree prevalentemente industriali con scarsità di abitazioni Limite diurno 67 db(a) limite notturno 57 db(a); - classe VI aree esclusivamente industriali: aree esclusivamente interessate da attività industriali e prive di abitazioni Limite diurno 70dB(A) Limite notturno 70dB(A). 4. Superficie comunale e popolazione Il Comune di Poggio a Caiano è il più piccolo per estensione territoriale della Provincia di Prato: si estende infatti su 5,97 km 2 e, nel 2010 contava una popolazione di individui con una età media di anni 42,6. Sempre nel 2010 le unita familiari erano con un tasso di natività del 11,3%. Proponiamo di seguito il bilancio demografico e la suddivisione della popolazione per età (fonte: sito web comuni.italiani.it) 15

16 16

17 5. Veicoli in circolazione Il parco macchine presente e circolante sul territorio comunale è rappresentato nel seguente prospetto (fonte: sito web comuni.italiani.it): 17

18 6. Rischio sismico e clima Il territorio del Comune di Poggio a Caiano è stato definito con Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n 3274/2003 in zona sismica S 3 e cioè con pericolosità sismica bassa. La zona climatica è la D definita con gradi giorno. Specifichiamo di seguito i dati medi annuali di piovosità, riferiti alla stazione più vicina con un numero di rilevazioni statisticamente significativo (Prato Galceti, bacino Ombrone Pistoiese, serie storica trascritta su annali idrologici, validata o pre-validati dal 1979 al 2000 fonte: SIR Toscana). Anno Cumulate annuali Quantità [mm] Giorni piovosi , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,8 94 Nell anno 2001 la serie storica si interrompe a causa della mancanza di dati da Luglio a Dicembre. I campioni successivi pre-validati (dal 2002 al 2006) o validati (2008) non possono perciò essere considerati in un eventuale analisi statistica. Si riporta comunque il grafico con precipitazioni mensili e cumulate annuali di quest ultimo anno, peraltro validato, con il valore numerico dei dati annuali. 18

19 Cumulata: 933,8 mm Giorni piovosi: 100 Si specifica che i dati di piovosità sono stati qui riportati per inquadrare in maniera più dettagliata il clima della zona. Non sono necessari particolari dimensionamenti di apparecchiature o impianti in quanto l unico trattamento legato alla piovosità è dato dalla sedimentazione in due vasche comunicanti dell acqua di dilavamento proveniente dai piazzali, che però avviene in modo da garantire la completa rimozione delle particelle anche con l impiego di una sola delle due. Più in dettaglio, le particelle trasportate dalle acque meteoriche sono classificabili come limo (diametro circa 1 m). Effettuando le verifiche contando gli effettivi giorni piovosi annuali sopra riportati, la velocità di sedimentazione delle suddette particelle è superiore di quella minima che le vasche consentono per la loro decantazione (circa 0,5 m/h contro 0,23 m/h). Come già anticipato, a maggior scopo tutelativo è stata considerata attiva una sola vasca, eventualità realizzabile nel caso in cui una delle due sia ormai piena di particelle. 7. Considerazioni sulla specifica attività Applicando i dati descritti nei paragrafi precedenti allo specifico caso della Grassi s.n.c. si può osservare come l attività di recupero di rifiuti inerti non vada ad alterare alcuna caratteristica ambientale in quanto: Non sono previsti sversamenti o contaminazioni nel suolo, sottosuolo o nei fiumi, in quanto le uniche sostanze che possono entrare in contatto con corpi idrici superficiali sono le polveri dilavate dalle acque meteoriche che però, prima di essere scaricate nel Rio Montiloni, vengono fatte sedimentare in due apposite vasche dimensionate per lavorare a pieno regime anche singolarmente; vista la pavimentazione asfaltica ed a stabilizzato dei piazzali (altezza maggiore di 20 cm) si scongiura qualsiasi sversamento di gasolio ed olio mediante interruzione istantanea del processo produttivo, con conseguente confinamento e raccolta dell inquinante. Quanto appena descritto è stato presentato alla Provincia di Prato all interno della richiesta di scarico in acque superficiali, da questa approvata e tuttora vigente; 19

20 Come già richiamato nei precedenti capitoli, la scarsa mole di lavoro non concorre in modo rilevante a peggiorare il quadro di inquinamento dell aria e dei veicoli in circolazione (ridotto uso del frantumatore, del vaglio e dei mezzi di trasporto); gli autocarri percorrono prevalentemente la viabilità ordinaria che adduce a Via del Granaio, che non presenta criticità dovuta ad inquinamento in base a quanto precedentemente riportato; Per il rumore si fa riferimento alla relazione allegata; Pur trovandosi in un Comune di limitata superficie, l impianto non incide in maniera invasiva sulla salute della popolazione (l unico rischio più rilevante sono le polveri che però sono eventualmente abbattute secondo quanto già descritto); L attività non è incompatibile con il rischio sismico presente e la piovosità non provoca danni all ambiente legati al dilavamento delle eventuali polveri (vedere vasche già richiamate). 20

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