Approvato dal Consiglio di Amministrazione del 25 settembre 2012

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1 Robert Bosch S.p.A. MODELLO DI ORGANIZZAZIONE, GESTIONE E CONTROLLO EX DECRETO LEGISLATIVO 8 GIUGNO 2001, N. 231 PARTE SPECIALE I: REATI IN TEMA DI AMBIENTE Approvato dal Consiglio di Amministrazione del 25 settembre 2012 Pag. 1 di 8

2 INDICE PREMESSA... 3 I.1 Le fattispecie di reati in tema di ambiente... 4 I.2 Processo di gestione dei rischi in materia di ambiente... 6 I.3 Principi di comportamento e regole di condotta... 7 I.4 Principi di controllo e prescrizioni specifiche applicabili alla gestione dei rischi in materia di ambiente... 8 Pag. 2 di 8

3 PREMESSA La presente Parte Speciale, dedicata alla prevenzione dei reati in tema di ambiente e alla disciplina dei comportamenti ed attività che potrebbero astrattamente configurarli, è strutturata nelle seguenti sezioni: illustrazione delle fattispecie di reato ascrivibili alla famiglia dei reati in tema di ambiente, astrattamente configurabili nella realtà RBIT; identificazione dei processi ed attività aziendali di RBIT a rischio di potenziale commissione dei suddetti reati e derivanti dalle attività di risk assessment condotte (nella fattispecie inerenti al Processo di gestione dei rischi in materia di ambiente); delineazione dei principi di comportamento e regole di condotta applicabili nella realizzazione delle attività entro il Processo di gestione dei rischi in materia di ambiente, ad integrazione del sistema etico e delle regole di comportamento delineato al Capitolo 4 della Parte Generale del presente Modello; previsione di principi specifici di comportamento e di controllo, coerentemente con i principi ispiratori definiti all interno del Capitolo 4 della Parte Generale, ed al fine di rappresentare aspetti peculiari delle componenti del sistema di controllo interno rilevanti ai fini della disciplina del processo/attività in oggetto. Pag. 3 di 8

4 I.1 Le fattispecie di reati in tema di ambiente Tra i reati in materia di ambiente previsti dal Decreto si indicano di seguito quelli astrattamente configurabili nell ambito delle attività svolte da Robert Bosch S.p.A. Fattispecie di reato in materia di rifiuti Art Attività di gestione dei rifiuti non autorizzata Il bene giuridico tutelato attraverso la norma di cui all art. 256 del Codice dell ambiente consiste nel corretto e lecito esercizio della gestione dei rifiuti. La ratio della norma è da rinvenirsi nel controllo di tutte le fasi di vita dei rifiuti, ossia: la raccolta, il trasporto, il recupero, lo smaltimento, oltre alla attività di commercio e intermediazione dei rifiuti stessi. Si vogliono infatti monitorare gli adempimenti di tipo autorizzativo, d inscrizione o di comunicazione richiesti dalle disposizioni del Codice dell Ambiente. Al comma 3, la norma prevede il divieto di realizzare o gestire una discarica non autorizzata, al chiaro scopo di tutelare l ambiente e le persone da pericolose iniziative criminali. E prevista inoltre un aggravante in caso la discarica abusiva sia destinata, anche solo in parte, allo smaltimento di rifiuti pericolosi. Al comma 5, la condotta punibile consiste nell attività di miscelazione di rifiuti pericolosi e non pericolosi e pericolosi tra loro. Al comma 6 è disciplinato il deposito temporaneo presso il luogo di produzione di rifiuti sanitari pericolosi, il quale qualora sia effettuato senza rispettare le disposizioni di legge, comporta una responsabilità ambientale per l ente o l impresa. I reati di cui all art. 256 sono in generale reati comuni, che possono perciò essere commessi sia da privati, dalle aziende o da chi tratta i rifiuti a livello professionale. Nel quadro più ampio del d.lgs. 231/2001 e successive modifiche, queste fattispecie di reato vengono prese in considerazione per quelle società che producono, raccolgono, smaltiscono e trasportano rifiuti. Art Sanzioni Le imprese non aderenti al SISTRI 1 che effettuano la raccolta e il trasporto di rifiuti non pericolosi senza il formulario di cui all art.193 ovvero indicano nel formulario stesso dati incompleti o inesatti saranno punite secondo la sanzione amministrativa prevista. E punito altresì chi, nella predisposizione di un certificato analisi rifiuti fornisce false indicazioni sulla natura, sulla composizione e sulle caratteristiche fisico- chimiche dei rifiuti e a chi fa uso di un certificato falso durante il trasporto. 1 Si precisa che la normativa SISTRI è stata sospesa sino al 30 giugno 2013 con provvedimento riferito al Decreto Sviluppo. Pag. 4 di 8

5 Art Traffico illecito di rifiuti Ai sensi dell art.259 ex D.lgs. 152/2006, commette reato chiunque effettui una spedizione illecita di rifiuti in violazione della normativa regolamentare Europea o traffichi rifiuti di categorie specifiche del Regolamento stesso. Lo scopo del legislatore è da ricercare nel voler regolare e controllare il movimento e l allocazione di rifiuti. Art Attività organizzate per il traffico illecito dei rifiuti Al fine di contrastare la malavita organizzata, la norma in questione punisce chiunque, agendo con scopo di lucro, trasporti, importi o trasporti, ceda o riceva ingenti quantitativi di rifiuti. La condizione incriminante risiede nell abusivismo delle attività predette. E prevista un aggravante in caso si tratti di rifiuti ad alta radioattività. Se l'ente o una sua unità organizzativa vengono stabilmente utilizzati allo scopo unico o prevalente di consentire o agevolare la commissione del reato si applica la sanzione dell'interdizione definitiva dall'esercizio dell'attività. Art. 260 bis - Sistema informatico di controllo della tracciabilità dei rifiuti La norma contempla un reato commesso nell adempimento delle prescrizioni normative richieste in materia di tracciabilità dei rifiuti. Si applica la pena di cui all'articolo 483 c.p. a colui che, nella predisposizione di un certificato di analisi di rifiuti, utilizzato nell'ambito del sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti fornisce false indicazioni sulla natura, sulla composizione e sulle caratteristiche chimico-fisiche dei rifiuti e a chi inserisce un certificato falso nei dati da fornire ai fini della tracciabilità dei rifiuti. E punito altresì il trasportatore che ometta di accompagnare il trasporto dei rifiuti con la copia cartacea della scheda Sistri - Area Movimentazione e, ove necessario sulla base della normativa vigente, con la copia del certificato analitico che identifica le caratteristiche dei rifiuti. Si applica la pena di cui all'art. 483 del codice penale in caso di trasporto di rifiuti pericolosi. Tale ultima pena si applica anche a colui che, durante il trasporto fa uso di un certificato di analisi di rifiuti contenente false indicazioni sulla natura, sulla composizione e sulle caratteristiche chimicofisiche dei rifiuti trasportati. E punita infine, la condotta del trasportatore che accompagna il trasporto di rifiuti con una copia cartacea della scheda Sistri - Area Movimentazione fraudolentemente alterata La pena è aumentata nel caso di rifiuti pericolosi. Fattispecie di reato in tema di uso sostanze lesive ozono Legge 549/1993 Il comportamento punito dalla norma in esame consiste nel violare le disposizioni concernenti l utilizzo di sostanze lesive per l ozono. Qualora infatti venga disposta la cessazione o la riduzione di tale utilizzo il soggetto Pag. 5 di 8

6 agente dovrà adempiere. L obiettivo del legislatore risiede nella protezione e conservazione dell ozono stratosferico. Fattispecie di reato in tema di emissioni in atmosfera Art Sanzioni Qualora nell esercizio di uno stabilimento siano superati i valori limite di emissione o non siano rispettate le disposizioni stabilite nell autorizzazione o dalle autorità competenti, si applica sempre la pena dell'arresto fino ad un anno ove si determini anche il superamento dei valori limite di qualità dell'aria previsti dalla vigente normativa. I.2 Processo di gestione dei rischi in materia di ambiente (omissis) Pag. 6 di 8

7 I.3 Principi di comportamento e regole di condotta La presente sezione contiene i principi di comportamento generali che dovranno essere seguite dai Destinatari al fine di prevenire il verificarsi dei Reati descritti nel I.1. Tutti i dipendenti ed i collaboratori della Società, inclusi gli appaltatori nei rispettivi ambiti e per la propria competenza sono tenuti a: rispettare le norme, gli obblighi e i principi posti dalla normativa vigente e dalle norme/linee guide in materia di ambiente indicate nel I.2; rispettare le regole di condotta generale, i principi di controllo e le prescrizioni specifiche formulate nel presente Modello; promuovere il rispetto delle suddette norme, regole e principi e ed assicurare gli adempimenti in materia di ambiente; adottare una condotta di massima collaborazione e trasparenza e rispettare i principi di condotta e comportamento specificati nei paragrafi A.3 ed A.4 nei rapporti con gli enti pubblici competenti in materia ambientale, sia in fase di stesura e comunicazione di eventuali dichiarazioni, sia in occasione di accertamenti/verifiche ispettive; promuovere l informazione e formazione interna in tema di gestione degli aspetti ambientali (diretti ed indiretti) connessi allo svolgimento delle proprie mansioni e attività, di struttura e regolamento aziendale in materia ambientale, procedure di controllo operativo e monitoraggio e/o prendere atto dell informazione fornita e/o partecipare attivamente ai corsi di formazione; gestire correttamente gli impianti e le attrezzature da cui si originano gli aspetti ambientali nonché gli impianti e le attrezzature preposte alla gestione degli stessi (es. impianti di condizionamento, abbattimento emissioni in atmosfera, ecc); segnalare ai Responsabili o ai soggetti responsabili per la gestione dell ambiente violazioni delle norme definite ed ogni situazione di pericolo/emergenza potenziale o reale; attenersi scrupolosamente alle linee guida, direttive ed indicazioni operative impartite dalla Società. Pag. 7 di 8

8 I.4 Principi di controllo e prescrizioni specifiche applicabili alla gestione dei rischi in materia di ambiente Sono di seguito definiti i principi di controllo e le prescrizione specifiche applicabili agli aspetti organizzativi, gestionali e di verifica diretti alla migliore gestione dei rischi in materia di ambiente. (omissis) Pag. 8 di 8

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