Premessa. Il viaggio

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1 Premessa Trasferimenti Il gruppo sarà trasferito da Pordenone a Praga con pullman GT e da Berlino a Pordenone con volo. Le biciclette di proprietà dei partecipanti saranno trasferite fino a Praga e da Berlino con un furgone e carrello porta biciclette, partendo da Pordenone. Organizzazione Il gruppo sarà sempre seguito dal furgone con carrello e biciclette di scorta, che curerà il trasporto dei bagagli dall albergo a quello successivo, organizzerà il pranzo al sacco previsto lungo il percorso, sarà riferimento continuo per far fronte ad eventuali necessità dei partecipanti (stanchezza o guasti meccanici non facilmente riparabili). Sia l accompagnatore che il furgone sono dotati di GPS per un immediato raggiungimento delle rispettive posizioni in caso di bisogno. Il viaggio Il percorso ha origine dal centro storico di Praga, corre in territorio Ceco seguendo il fiume Moldava sino alla sua confluenza con il fiume Elba a Mělník, per poi seguire quest ultimo sino al confine con la Germania poco a nord di Děčín. Il fiume Elba sarà il riferimento Tedesco sino a Dresda e poi sino a Wittenberg (Lutherstad), dove punteremo verso nord sino a raggiungere il fiume Havel, anch esso affluente dell Elba, che a Postdam forma dei grandi laghi. Poco a Ovest di Berlino, cambieremo fiume, lasciando la Havel e seguendo il suo affluente Spree sino al centro della città. È prevista una giornata di sosta e visita nelle città di Praga, Dresda e Berlino. Il percorso si svolge prevalentemente su ciclabili asfaltate e su ciclabili sterrate; in prossimità dei centri si dovranno percorrere dei tratti di strada con traffico lieve. Bicicletta Il percorso è tendenzialmente in discesa, partendo dai 200 mt circa di Praga per arrivare ai 30 mt circa di Berlino. Durante il percorso vi sono alcune ondulazioni, come mostrato dai profili altimetrico e delle pendenze, ma che sono di piccola entità e facilmente superabili. In ogni caso è consigliabile una bicicletta con i cambi, quanto meno per poter variare la cadenza di pedalata e rendere il viaggio più confortevole. Sono consigliate biciclette con gomme di lar-

2 ghezza non inferiore ai 25 mm, tipo city bike. Le mountain bike vanno bene, ma si consiglia di montare gomme lisce e para fanghi. Programma (le due date in ogni tappa si riferiscono ai due turni di viaggio) Domenica 31 luglio Domenica 14 Agosto 2011 Trasferimento del gruppo con pullman da Pordenone a Praga. Sistemazione in albergo, cena e pernottamento. Lunedì 01 Agosto Lunedì 15 Agosto 2011 Visita guidata nel corso dell intera mattinata, pomeriggio libero. Trattamento di ½ pensione in hotel (cena, pernottamento e colazione). Praga (in ceco Praha) è la capitale e la più grande città della Repubblica Ceca, quest'ultima detta anche Cechia. Centro politico e culturale della Boemia e dello stato ceco per oltre 1100 anni, tra il XIV e il XV secolo fu anche capitale del Sacro Romano Impero. Tra i suoi soprannomi vanno ricordati La madre delle città (Praga mater urbium, o "Praha matka měst" in ceco), Città delle cento guglie (Stověžatá Praha in ceco) e Città d'oro (Zlaté město in ceco). Praga è un centro culturale e turistico di fama mondiale. Il suo centro storico, visitato ogni anno da più di 6 milioni di visitatori, è stato incluso nel 1992 nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'unesco. Situata sul fiume Moldava (Vltava), conta approssimativamente 1,3 milioni di abitanti, 1,9 con l'area metropolitana. Tra le principali attrazioni turistiche troviamo Staré Město, la città vecchia, fu la parte di Praga che cominciò ad essere popolata subito dopo la zona del Castello e Malà Strana, il quartiere minore. Nel corso del XII secolo si stabilirono in questa parte della città italiani, ebrei, tedeschi, borgognoni. Nel XIV secolo, Carlo IV del Sacro Romano Impero espanse ulteriormente la città con la fondazione della Città Nuova: le due parti della città ai tempi erano socialmente e praticamente abbastanza divise e diverse dato che pare che quest'ultima zona fosse all'epoca abitata dalla parte di popolazione meno abbiente ed era separata dalla Città Vecchia, Mala Strana e dal Castello Praghese da uno grosso fossato. Oggigiorno è possibile identificare idealmente un tratto di quel fossato nella via Na Příkopě, termine che tradotta in lingua italiana indica per l'appunto via "dalla fossa" o anche "del fossatello". A poche decine di metri da via Na Příkopě, non a caso, si trova la stazione di linea metropolitana "Mustek". Il termine "mustek" infatti si può tradurre come il "Ponticello". Proprio in quel punto si trovava il ponte sul fossato che poteva dare l'accesso alla meravigliosa città di Praga, destinata generalmente solo ai ricchi e ai nobili del tempo. La Staroměstské náměstí (Piazza della Città Vecchia) è una piazza che si trova proprio nella Città Vecchia. Oggi la piazza è uno dei luoghi turistici più importanti di Praga. Infatti su di essa si affacciano numerosi edifici importanti: la Chiesa di San Nicola, Palazzo Kinský, il Municipio della Città Vecchia con il suo famoso orologio astronomico, la Chiesa di Santa Maria di Týn. Oltre a questa serie di edifici, vi sono numerose case romaniche e gotiche, con suggestive decorazioni; la Casa alla campana di pietra è in stile rococò. Al centro della piazza si trova il monumento dedicato a Jan Hus, posto nella piazza in occasione del 500º anniversario della morte. Sui lati sud ed ovest si affacciano edifici in stile barocco, come la Casa all'ariete di pietra e la Casa Štorch, oltre a molte altre pittoresche case d'epoca (alla volpe rossa, Ochs e Da Lazzaro). L'Orologio Astronomico di Praga o Prague Orloj, in ceco Staroměstský Orloj (Orologio della città vecchia) è un orologio astronomico medioevale situato nella città di Praga, capitale della Repubblica Ceca. L'orologio è montato sul lato sud del municipio della Città Vecchia, nella Piazza della Città Vecchia ed è una delle più importanti attrazioni turistiche della città.

3 Il meccanismo è composto da tre elementi principali: il quadrante astronomico, sul quale, oltre all'ora, sono rappresentate le posizioni in cielo del Sole e della Luna, insieme ad altre informazioni astronomiche; il "Corteo degli Apostoli", un meccanismo che, allo scoccare di o- gni ora, mette in movimento delle figure rappresentanti i 12 Apostoli; e un quadrante inferiore composto da 12 medaglioni raffiguranti i mesi dell'anno. L'elemento più antico dell'orologio è il meccanismo del quadrante astronomico, costruito nel 1410 dal maestro d'orologeria Mikuláš z Kadaň e da Jan Šindel, quest'ultimo professore di matematica ed astronomia dell'università Carlo di Praga. L'Orologio di Praga è stato uno dei primi orologi astronomici progettati e costruiti durante il XIV e il XV secolo. Altri ne furono costruiti nelle città di Norwich, St Albans, Wells, Lund, Strasburgo e Padova. Successivamente, intorno al 1490, vennero aggiunti il quadrante del calendario e le sculture gotiche che decorano la facciata. Nel 1552 il meccanismo fu riparato da Jan Taborský, il quale scrisse un rapporto nel quale menzionava il mastro orologiaio Hanuš z Růže come realizzatore dell'orologio, cosa poi rivelatasi falsa da studi seguenti. L'Orloj si fermò varie volte dopo il 1552 e furono necessarie parecchie riparazioni. Nel XVII secolo vennero aggiunte le statue mobili. Le figure in legno degli Apostoli, invece, furono installate durante la riparazione del Tra il 7 e l'8 maggio 1945 l'orologio venne seriamente danneggiato a causa delle bombe incendiarie dirette verso il lato sud-est della Piazza Vecchia sparate dagli autoblindo tedeschi che tentavano, in questo modo, di interrompere le trasmissioni radio della resistenza ceca. Il municipio prese fuoco, e con esso le sculture lignee dell'orologio. Il meccanismo venne riparato grazie allo sforzo della popolazione locale, e l'orloj tornò a funzionare nel Esiste una leggenda relativa alla costruzione dell'orloj. Come già accennato, si pensava che l'orologio fosse stato costruito nel 1490 da Hanuš z Růže e dal suo assistente Jakub Čech. Secondo la leggenda Hanuš sarebbe stato accecato per ordine dei consiglieri della città di Praga per impedirgli di costruirne un altro simile. Per vendicarsi dell'accecamento, mastro Hanus fermò l'orologio e lo riattivò soltanto quando il consiglio della città lo supplicò di farlo, e come ricompensa gli permise di continuare il mestiere di orologiaio. Nonostante l'accecamento mastro Hanus continuò a lavorare anche grazie all'aiuto di Jakub Čech e di mastro Mikulas, suo allievo. Le quattro figure che fiancheggiano l'orologio si animano allo scoccare di ogni ora. Ognuna di esse rappresenta i vizi capitali: lo scheletro simboleggia la morte, il turco la lussuria, il personaggio con lo specchio impersona la vanità e il viandante con la borsa (in origine un usuraio ebreo, sostituito dopo la seconda guerra mondiale) rappresenta l' avarizia. Allo scoccare dell'ora lo scheletro suona una campana tirando la fune con la mano destra e capovolge la clessidra che ha nella sinistra, mentre il turco gira la testa in direzione della morte; a questo punto esce il corteo con i dodici apostoli (11 apostoli più San Paolo) che, a coppie di due a due, si inchinano alla folla, Le finestre che fanno uscire le statue si aprono contemporaneamente. La prima figura ad u- scire dalla finestra sulla destra è San Paolo (con in mano un libro e una spada), seguito da Tommaso (con una lancia), Giuda che porta un libro, Simone con una sega e Bartolomeo con un libro. Mentre nella seconda finestra, escono Pietro (recante una chiave), Matteo con un'ascia, Giovanni con un serpente, Andrea e Filippo con una croce e Giacomo con una mazza, alla fine dello spettacolo il gallo, sopra le finestre dell'orologio canta l'ora suonata. Malá Strana È il quartiere adiacente al quartiere del Castello e di Hradčany. Venne fondato nel 1257, estendendosi sulle pendici del Castello. Centro del quartiere, da sempre, è stata la piazza, Malostranské náměstí su cui si affaccia la chiesa di San Nicola. Il quartiere è collegato alla Città Vecchia mediante il Ponte Carlo. Fa parte del quartiere anche l'isola di Kampa, su cui sono visibili i resti di vecchi mulini. Il Ponte Carlo (in ceco Karlův Most) è uno storico ponte in pietra sulla Moldava, e collega la Città Vecchia al quartiere di Malá Strana; è forse il più famoso monumento della capitale della Repubblica Ceca. Misura 515 metri di lunghezza e 10 metri di larghezza. Il ponte è una delle più grandi attrazioni turistiche della città, ed è molto frequentato dagli artisti di strada, musicisti e venditori di souvenir durante tutto l'anno.

4 La sua costruzione, iniziata nel 1357, fu commissionata da Carlo IV, allora Re di Boemia e Imperatore del Sacro Romano Impero, all'architetto Petr Parléř, famoso anche per aver costruito la Cattedrale di San Vito ed il Castello di Praga, che la terminò nel Venne edificato per sostituire il Ponte di Giuditta (che fu il primo ponte in pietra ad essere costruito sopra il fiume), spazzato via da una piena della Moldava nel Secondo una leggenda, si dice che all'atto di costruire il ponte, all'impasto della malta vennero aggiunti dei tuorli d'uovo, al fine di renderne più solida la struttura: Carlo IV chiese a tutti i villaggi del regno di contribuire alla costruzione, inviando un carro d'uova. Le due estremità del ponte furono fortificate attraverso la costruzione di due torri, la Staroměstská Věž sul lato della Città Vecchia e la Malostranská Věž sul lato del quartiere Malá Strana; successivamente, a partire dal XVII secolo, per volere dei Gesuiti, ai suoi lati vennero sistemate delle statue barocche di santi, 30 in tutto (quelle che si possono ammirare attualmente sono però delle copie delle statue originali). Hradčany è il quartiere che circonda il complesso del Castello di Praga; la sua estensione è di 151 ettari ed è compreso nei distretti di Praga 1 e Praga 6. Il 12 febbraio 1784 Hradčany entrò a far parte della Grande Praga (ceco: Královské hlavní město Praha) con Staré Město, Nové Město e Malá Strana. In ceco, hrad significa «castello» e nelle lingue slave la parola si trova anche in altre forme, quali gorod, grod, grad, horod con significato talvolta di città, borgo, e nei toponimi, quali ad esempio de Hradec Králové («Città della Regina» o Königgrätz in tedesco), Volgograd («Città della Volga»), Novgorod («Città Nuova»), solo per fare qualche esempio. Hradčany (Hradschin in tedesco) comunemente indica strettamente la zona sulla collina che domina su Malá Strana e sulla Citta Vecchia, con il Palazzo Reale, la Cattedrale di San Vito, la Basilica di San Giorgio con il Monastero di San Giorgio, la Chiesa di Tutti i Santi (Chrám Všech svatých), la Cappella della Santa Croce (Kaple svatého Kříže), i giardini, i palazzi rinascimentali e in stile barocco che i nobili si facevano costruire in prossimità dei luoghi del potere e il Vicolo d'oro. Talvolta Hradčany indica il castello stesso. Cattedrale di San Vito È la terza chiesa eretta su questo luogo: la prima era una rotonda a ferro di cavallo con quattro absidi, uno dei primi edifici cristiani della Boemia, costruita da San Venceslao (929); la seconda era la basilica di Vratislav e Spytihnev, in stile romanico, con tre navate, costruita tra 1060 e 1096; infine nel 1344 Mathieu d'arras, incaricato da Carlo IV, iniziò la costruzione di una cattedrale gotica, che fu completata solo nel Circa trenta incoronazioni di principi e re Boemi e delle loro mogli hanno avuto luogo nella Cattedrale e per molti di loro la cattedrale è diventata anche il luogo di riposo - circa quindici monarchi sono seppelliti qui. L'entrata nella parte neo-gotica è libera, la parte storica può essere visitata acquistando un biglietto, che dà l'accesso al coro e alle cappelle, alle tombe dei re e degli arcivescovi Boemi e alla grande torre meridionale con la meravigliosa vista su Praga. Muro di Lennon Il Muro di Lennon è un muro che si trova a Praga capitale della Repubblica Ceca. Originariamente esso era un semplice muro della città, ma improvvisamente a partire dagli anni 80 divenne un simbolo di pace e libertà per la popolazione, soprattutto i giovani che iniziarono a riempirlo con graffiti e disegni inspirati a John Lennon nonché con frasi tratte da canzoni dei Beatles. Il regime comunista, allora al potere nel paese, ovviamente non gradiva la presenza del muro che era ben presto diventato un fondamentale punto di riferimento dal punto di vista politico e sociale per i giovani di Praga. Essi continuavano a riempirlo di frasi e disegni, ai quali ben presto fecero compagnia quelli dei giovani provenienti da ogni parte del mondo; venendo a Praga si sentivano quasi obbligati a far visita al muro, che era nel frattempo diventato anche una ricercata meta turistica. Il muro deve il suo nome al fatto che dopo la sua morte, John Lennon divenne un eroe pacifista per i giovani cechi e presto un suo ritratto fu dipinto sul muro assieme a parole delle sue canzoni. Nel 1988 il regime comunista guidato da Gustav Husak tentò di screditare il significato del

5 muro e dei suoi estimatori, dapprima definendo "Lennoniani" i seguaci del movimento pacifista ceco ritenuti violenti, alcolisti, psicopatici e "paladini del capitalismo", nonché ridipingendolo numerose volte, provvedimento che si rivelò del tutto inutile poiché ogni volta che il muro veniva imbiancato, esso veniva prontamente ricoperto da nuove scritte e nuovi disegni. Oggi il muro rappresenta un simbolo universalmente riconosciuto di pace, amore e fratellanza. Il muro è di proprietà dei Cavalieri di Malta che permettono tutt'oggi che esso sia dipinto e scritto e si trova in Velkopřevorské náměstí (piazza del Gran Priorato) nella Mala Strana - Città Piccola -. Vecchio cimitero ebraico Il Vecchio Cimitero Ebraico di Praga (in ceco Starý Židovský Hřbitov), fondato nel 1439, è uno dei monumenti storici più significativi dell'antico quartiere ebraico praghese nonché uno dei più celebri cimiteri e- braici in Europa. Durante l'occupazione nazista, il cimitero fu risparmiato: le autorità naziste decisero che sarebbe rimasto a testimonianza di un popolo estinto. È stato per oltre 300 anni, a partire dal XV secolo, l'unico luogo dove gli ebrei di Praga potevano seppellire i loro morti. Le dimensioni attuali sono all'incirca quelle medievali e nel tempo si è sopperito alla mancanza di spazio sovrapponendo le tombe, perché il cimitero non poteva espandersi fuori dal perimetro esistente. In alcuni punti si sono sovrapposti fino a 9 strati di diverse sepolture; le lapidi venivano staccate dal suolo, veniva ammonticchiata della terra per una nuova sepoltura, veniva rimessa la vecchia lapide e in più quella nuova a fianco. Non di tutti rimane una lapide. La densità di lapidi, tardogotiche, rinascimentali, barocche, l'una quasi contro l'altra, il silenzio del luogo e la scarsa illuminazione (le lapidi sono quasi tutte all'ombra, oscurati dalle fronde degli alti sambuchi che crescono nel cimitero) creano un effetto unico con un'aura spettrale. Le tombe consistono esclusivamente di una lapide di arenaria o di marmo (quelle più importanti) piantata nella terra. Nessun ritratto, perché la religione ebraica lo vieta. Solo disegni simbolici per indicare la professione o le qualità del defunto. Oggi si contano circa lapidi, ma si ritiene che vi siano sepolti oltre ebrei, la più antica è quella di Avigdor Kara del 1439, l'ultima è quella di Moses Beck del La tomba più visitata è quella di Rabbi Löw, dove i visitatori si fermano a pregare e lasciano sulla lapide i tradizionali sassi, oltre a monete e biglietti che esprimono i loro desideri. A questo cimitero è dedicato un capitolo del libro di Giuseppe Marcenaro Cimiteri Storie di rimpianti e di follie. Nové Město (in ceco: Città Nuova) è un quartiere di Praga fondato da Carlo IV l'8 aprile 1348 sulla riva orientale della Vltava. Il 12 febbraio 1784, Nové Město entrò a far parte della Grande Praga (ceco: Královské hlavní město Praha) con Staré Město, Hradčany e Malá Strana. Nel quartiere si trova la famosa Piazza San Venceslao, luogo abitudinario di manifestazioni pubbliche, dove il 28 ottobre 1918 venne dichiarata l'indipendenza della Cecoslovacchia. La Piazza di San Venceslao (Václavské náměstí) a Praga è ai più conosciuta soprattutto per essere il luogo dove il 16 gennaio 1969 si è dato fuoco Jan Palach, uno studente universitario di filosofia in segno di protesta contro l'oppressione socioculturale perpetrata dall'unione Sovietica. Questa piazza si può definire anomala, in effetti si tratta di un largo viale di 750 m di lunghezza ed un'area totale di mq, luogo abitudinario di manifestazioni pubbliche, nonché di dimostrazioni di popolo. Si tratta, ad esempio, del luogo dove il 28 ottobre 1918 venne dichiarata l'indipendenza della Cecoslovacchia. Per la sua conformazione è normalmente chiamata dagli abitanti della città Piccoli Champs-Élysées per la sua somiglianza con la celebre strada di Parigi. Probabilmente è proprio questa notorietà che l'ha fatta scegliere da Palach per il suo suicidio. Il nome della piazza è stato preso dal Santo protettore della Repubblica Ceca, San Venceslao appunto, di cui una statua di notevoli dimensioni ne domina un lato. Sulla piazza sono presenti attualmente alcuni monumenti importanti quali il Museo Nazionale e il Grand Hotel Europa. Municipio Novoměstská radnice Viene menzionato per la prima volta nel Nel periodo tra il 1411 ed il 1418 l edificio viene ricostruito, in stile gotico, in base alle direttive di Martin Friček e Master Kříž. Rimane visibile, di questo

6 intervento, la sala di ingresso, a doppia navata in stile gotico, che si affaccia sulla piazza Karlovo náměstí. La torre, che ospita una cappella alla Vergine Maria, è stata costruita nel periodo , ricostruita in stile rinascimentale nel e, dopo un incendio, nel Quando gli attuali sobborghi di Praga si unirono in un'unica Municipalità essa rimase la sede della Corte Municipale. Nel fu ricostruita in stile imperiale, in base al progetto di K. Schmidt. Di tale ricostruzione rimane la facciata verso via Vodičkova. La facciata verso la piazza Karlovo náměstí è stata ricostruita nel da A. Wiehl e K. Hilbert riprendendo i timpani tardo gotico / rinascimentali del XVI secolo. Negli anni 1980 ed anni 1990 l'edificio ha subito ulteriori ristrutturazioni. È in questo luogo che avvenne la prima defenestrazione di Praga, avvenuta il 30 luglio 1419, consistette nell'uccisione, buttandoli dalla finestra, di sette membri dell'ostile consiglio cittadino da parte di una folla di radicali cechi hussiti. La prolungata guerra hussita scoppiò subito dopo, e durò fino al Nella storia di Praga ci furono altri eventi simili, che però non sempre sono ricordati con il termine di defenestrazione. Martedì 02 Agosto 2011 Martedì 16 Agosto da Praga a Mělník - Km 60 circa Incomincia la nostra avventura in territorio Ceco, con meta la cittadina di Mělník. Uscendo dalla città in direzione nord, attraverseremo prima il parco Stromovka, la residenza reale di caccia ricchissima di alberi secolari e laghetti e, successivamente l area del castello Troja, costruito nel XVII secolo, un castello barocco arricchito da un giardino francese. Dopo una lunga e costosa opera di restauro, il castello è stato riaperto al pubblico e ospita le splendide collezioni della Galleria d arte di Praga. Lungo l ansa della Moldava, passeremo anche nei presi dello zoo di Praga, considerato tra i migliori al mondo. Il fiume corre incassato nella pianura e, la ciclabile, segue ora la sua sponda destra, ora quella sinistra. In alcuni casi, per discostarsi dalle sue rive, bisogna salire un po, 80 o 100 metri più in alto. Queste sono le sole salite da fare, visualizzate anche nel grafico. Come evidenziato dalla foto, alcuni tratti sono sterrati. In alcuni punti si attraversa il fiume su ponti in corrispondenza delle chiuse e centrali elettriche, atte a far transitare imbarcazioni di ogni tipo. La via acquatica Elba-Moldava, che è l unica nella Repubblica ad assicurare il trasporto fluviale a livello nazionale ed internazionale, attraversa con tre quarti circa della sua lunghezza il territorio della Boemia centrale. La Regione della Boemia centrale quindi cerca di potenziare il trasporto fluviale ai fini di snellire il traffico stradale. Allo stesso tempo sono promossi i progetti dello sviluppo delle zone portuali o della navigabilità del corso medio della Moldava, affinché il fiume possa essere utilizzato da imbarcazioni di villeggiatura e per trasporto persone. A Veltrusky, cittadina a sud ovest di Mělník, passeremo nei pressi dell omonimo castello, sede di una ricca collezione privata di quadri, tra i quali Veronese, Canaletto, Rubens e Velázquez, oltre che manoscritti e libri.

7 Poco prima di entrare a Mělník, faremo una brevissima deviazione dal tracciato ufficiale per una sbirciatina alla confluenza della Moldava sull Elba, d ora in avanti riferimento del nostro viaggio sino a Wittenberg. L'Elba (in ceco Labe, in tedesco Elbe) è uno dei più lunghi fiumi dell'europa centrale (1091 km). Da due secoli è un'importante rotta commerciale, è stato collegato tramite un sistema di canali navigabili col Reno, il Weser e l'oder. Il fiume stesso è navigabile con battelli commerciali fino all'interno del continente europeo, addirittura a Praga, mentre altri sistemi di canali artificiali lo collegano alle aree industriali della Germania e alla capitale Berlino. Il canale Elba-Lubecca collega il fiume al mar Baltico, come anche il canale di Kiel, il cui accesso occidentale è nei pressi della foce dell'elba. Mělník è una cittadina della Boemia Centrale, un area particolarmente votata all agricoltura, con particolare attenzione a bietole, patate, grano, frutta a vino. È anche uno dei maggiori porti fluviali dell intera repubblica Ceca, con particolare potenzialità nel traffico di containers. Nel V e VI secolo, molte tribù Slave vissero qui e, la tribù Pšovans fondò la cittadina. Santa Ludmilla, venerata dagli ortodossi e dai cattolici, sposa del principe boemo Bořivoj,originava proprio da tale tribù. Uno dei monumenti più importanti della città è sicuramente il castello, restituito agli originali proprietari, i principi di Lobkowicz dopo il sequestro da parte del governo comunista ante Sotto il castello si trovano grandi cantine del XIV secolo per la produzione di vino, già avviata da Ludmilla. Il castello è visitabile in 45 minuti ad un costo di circa 4.00, ci si accorderà eventualmente per raggiungere la cittadina prima delle 17.00, ultimo orario d ingresso. È anche una ottima alternativa alla deviazione per la confluenza tra Moldava ed Elba, vito che dal castello si ha una ottima vista sulla zona. Vicino al castello si trova la chiesa di S.Pietro e Paolo, ricostruita più volte cambiando lo stilo romanico originario. La costruzione attuale è frutto della terza ricostruzione fatta nel XVI secolo. Nella cripta è visitabile l ossario con i resti di persone, accuratamente accatastati dall antropologo Jindřich Matiegka negli anno Anche la chiesa è ovviamente visitabile, fino alle La piazza è abbellita dalla facciate in stile baraocco delle vecchie case ristrutturate. Al centro della piazza si trova una fontana chiamata Wintage. Dopo le eventuali visite al castello e/o alla chiesa, raggiungeremo l albergo per la sistemazione, la cena ed il pernottamento. Mercoledì 03 Agosto Mercoledì 17 Agosto da Mělník a Ústí nad Labem - Km 72 circa Tappa ancora in territorio Ceco, con il nuovo riferimento dato dal fiume Elba. Usciti da Mělník, attraverseremo l Elba e punteremo verso nord. Dalla parte opposta del fiume è ben visibile il grande porto fluviale. Il percorso si snoda sulla campagna, in piano e su strade secondarie a bassissimo traffico, attraversando piccoli centri abitati.

8 Frequentemente si passa non lontano da imponenti impianti idroelettrici che sfruttano la notevole portata del fiume; accanto ad essi, ovviamente, un sistema di chiuse permettono di superare il dislivello della centrale con le chiatte e le imbarcazioni. A Račice passeremo presso il più grande impianto artificiale per canottaggio della Repubblica Ceca, che ha ospitato i campionati del mondo del 1993 e quelli europei del Uno dei nostri punti di riferimento, oltre al fiume, sarà la collina Říp, che sorge nei pressi della cittadina di Roudnice nad Labem, una della città più antiche della nazione e citata nei documenti già dal La collina è legata alla leggenda, e perciò famosa, che vuole che qui vi fu il primo insediamento Slavo comandato da Praotec Čech, dal cui nome derivò successivamente il nome del Repubblica Ceca. Posta presso la confluenza del fiume Ohře (Eger) nell'elba, attraverseremo la cittadina di Litoměřice, antico campo fortificato della tribù slava dei Litomerici. Grazie alla sua posizione geografica divenne sin dall'xi secolo un fiorente mercato: fortificata dal re di Boemia Venceslao I ( ), venne ripopolata da una colonia sassone e assoggettata alla giurisdizione della città di Magonza. Nonostante avesse perso i privilegi commerciali, anche nel XIV secolo la città conobbe un periodo d'espansione dovuta alla forte immigrazione ceca: la decadenza del centro iniziò con la Crociata Hussita e la guerra dei Trent'Anni. Alla fine della I guerra mondiale, dissolto l'impero austro-ungarico, benché Litoměřice avesse una popolazione a maggioranza tedesca, il Trattato di Saint-Germain assegnò la città alla neonata Cecoslovacchia: occupata dai tedeschi con la regione dei Sudeti nel 1938, tornò alla Cecoslovacchia nel Proseguendo sempre sulla destra del fiume e attraversando zone di campagna frequentemente coltivate a vitigno, arriveremo a destinazione, Ústí nad Labem, segnalata dalle rovine del castello STŘEKOV sopra la riva destra del fiume. La città, la nona in Repubblica Ceca per numero di abitanti, è situata alla confluenza del fiume Bilina con l Elba. È altresì un importante nodo ferroviario e porto fluviale, coerentemente con il suo essere centro industriale chimico, metalmeccanico, tessile e alimentare. La città divenne famosa in tutto il modo nel 1990 quando l amministrazione locale decise di costruire un muro lungo 150 mt che doveva dividere i due lati della via Matiční. Il muro doveva servire quale barriera contro la comunità Rom colpevole, secondo gli abitanti del luogo, di schiamazzi e furti. Nonostante le accuse di razzismo e l interesse della stampa internazionale, con successive modifiche ed integrazioni al progetto il muro venne ultimato il 13 ottobre Le proteste internazionali furono talmente forti che il muro, il cui calcestruzzo non era probabilmente ancora asciugato, venne demolito solo sei settimane dopo. La porcellana di marca in Repubblica Ceca ha una lunga tradizione, le sue radici si perdono nel Dal 1997 il marchio registrato nel 1993 e stato integrato con l indicazione del paese di origine. Le porcellane di Ústí nad Labem sono considerate tra le più pregiate. Sistemazione i hotel, cena e pernottamento. Giovedì 4 Agosto Giovedì 18 Agosto da Ústí nad Labem a Dresda - km 92 La terza tappa ci porterà fuori dalla repubblica Ceca e ci farà entrare in Germania, in quella che era la ex DDR fino alla caduta del muro di Berlino il 9 Novembre Il percorso si snoda sulla destra orografica del fiume fino alla città di Děčín, per poi proseguire sulla sponda sinistra fino alla città di Dresda, meta della giornata.

9 Il territorio è caratterizzato da rilievi che non superano le centinaia di metri, perciò discostandosi dalla riva del fiume, incontreremo qualche piccola salita, ma sempre di breve durata e di piccola intensità. Uscendo da Ústí nad Labem, attraverseremo l Elba sul ponte E- dvard Benes e, a nord, passeremo presso il più giovane dei tre ponti che attraversano il fiume in città. Il Mariánský most è di fattezze molto moderne, con corsie dedicate al traffico automobilistico, pedonale e ciclabile, inaugurato nel Costituito da due e- normi piloni alti 60 metri, è sostenuto da 15 cavi di acciaio. Nella sponda opposta, il ponte porta nella zona dello zoo di Ústí nad Labem, una struttura disposta su 26 ettari che ospita 1500 a- nimali di 240 specie, alcune delle quali di pregio tanto da essere inserite nel Programma Europeo di Salvaguardia e Riproduzione. Più a valle passeremo nei pressi del Velké Březno Chateau, il castello di proprietà della famiglia Choteks, la cui figlia fu la moglie di Francesco Ferdinando d'asburgo-este, arciduca della dinastia degli Asburgo in Austria ed erede al trono austro-ungarico. L assassinio dell arciduca a Sarajevo nel 1914 è considerata dagli storici la causa scatenante della guerra tra Austria e Serbia e, conseguentemente, della Grande Guerra. Proseguendo verso Nord, incontreremo Děčín (in tedesco Tetschen-Bodenbach), una città della Repubblica Ceca situata nella Regione di Ústí nad Labem appena sotto il confine con la Germania, non distante da Dresda. La città di Děčín si trova sulla via commerciale tra la Repubblica Ceca e la Germania. Le merci trasportate su gomma, rotaia o via fiume passano tutte attraverso la città che è situata nel punto in cui il fiume Elba e il Ploučnice confluiscono. La città è inoltre un centro di produzione alimentare, tessile e chimico. Děčín è attualmente composta di due città, la vecchia delle quali sorge sulla riva destra dell'elba, mentre Podmokly sorge sulla sinistra. La città è la sede di importanti industrie alimentari, della conservazione del pesce, della laminazione dei metalli, chimica, tessile e della produzione della birra (Pivovar Decin del 1707). Per dare un idea della non sempre facile convivenza con il fiume, basti ricordare che nell'agosto del 2002, condizioni meteorologiche estreme hanno portato ad ampie inondazioni in tutta l'europa e anche Děčín è stata duramente colpita. L'acqua è passata dal suo livello abituale di 2 metri a quello di 12 metri. Non secondario il fatto che Děčín è il punto di confluenza nell Elba del fiume Ploučnice. Durante il nostro tragitto incontreremo sovente dei traghetti a reazione. Infatti questo tipo di traghetto sfrutta la forza della corrente del fiume che attraversa, correndo lungo un cavo di acciaio teso tra le due rive. Semplicemente orientando la prua verso la riva che si vuole raggiungere, la componente laterale della forza della corrente sposta il traghetto in quella direzione. Tale sistema è anche chiamato traghetto di Leonardo, a cui alcuni studiosi fanno risalire l invenzione.

10 Nei pressi del paese di Hřensko oltrepasseremo il confine di stato con la Germania; grazie al trattato di Schengen che prevede il libero transito tra i paesi aderenti alla Comunità Europea solo i cartelli stradali fanno notare la cosa. Nei pressi di Bad Schandau, sulla riva nord del fiume, si elevano le guglie in a- renaria del gruppo dello Schrammstein, la più famosa delle quali e il Falkenstein. Un tempo sede di fortificazioni per il controllo del traffico sull Elba, oggi è ambita e famosa palestra di roccia, con vie di difficoltà che vanno dal III al VIIIb. Anche oltre, presso Oberrathen, si trova Bastei, una zona ricca di formazioni simili. Qui la particolarità è che già dal 1824 venne sfruttata come attrazione turistica costruendo una passerella di legno per collegare molte delle guglie. Dal 1851, tale passerella in legno è stata sostituita da un camminamento in pietra che consente di passeggiare ad un altezza di 194 mt sul fiume. Anche qui, ovviamente, gli alpinisti vanno a nozze, con un ampia scelta di percorsi di diversa difficoltà. Prima di raggiungere Dresda, passeremo per Pirna, che si fregia del titolo "Grande città circondariale" (Große Kreisstadt). Il titolo è riferito al ruolo di guida del circondario rurale, una unità amministrativa tedesca costituita da un gruppo di comuni localizzati nella stessa regione geografica. Al momento attuale vi sono 323 circondari rurali. Il circondario rurale (Landkreis) si occupa di molte attività che nelle città di dimensioni maggiori sono di competenza dell amministrazione cittadina ma che nei comuni di dimensioni minori rappresentano un costo elevato e per i quali può capitare che non vi siano risorse sufficienti. Il circondario rurale assume queste mansioni, principalmente consistenti in servizi o in lavori pubblici riguardanti più comuni, in modo da assicurare che alla popolazione dei piccoli comuni che si trovano nella stessa area geografica ma che hanno risorse non uguali siano garantiti gli stessi servizi. Ne sono esempio la costruzione e manutenzione delle strade di collegamento fra comuni, gli ospedali, la protezione civile, lo smaltimento dei rifiuti, la gestione del trasporto pubblico e i servizi sociali. Che sia così difficile copiare, anziché scannarsi su inconcludenti discussioni sul federalismo/secessionismo?? Pirna è anche tristemente famosa per le operazioni naziste legate al programma Aktion T4 (acronimo di Tiergartenstrasse 4, la sede del comitato organizzatore ), il programma nazista di eugenetica che prevedeva la soppressione o la sterilizzazione di persone affette da malattie genetiche, inguaribili o da più o meno gravi malformazioni fisiche. Si stima che l'attuazione del programma T4 abbia portato all'uccisione di un totale di persone compreso tra le e le Dagli inizi del 1940 fino alla fine del giugno 1942, in Pirna una parte del castello di Sonnenstein fu convertito in un centro di sterminio. Dalla fine del giugno 1940 fino al settembre 1942 circa persone furono uccise dal programma eugenetico e dalla Sonderbehandlung 14f13 (il nome dell eutanasia nei campi di sterminio). Il personale era composto circa da un centinaio di persone. Un terzo di loro fu successivamente mandato nei campi di sterminio della Polonia occupata per la loro esperienza nell'ingannare, uccidere, gassificare, bruciare gente innocente. Durante agosto e settembre 1942 il centro fu chiuso e le installazioni incriminate, come la camera a gas ed il forno crematorio, furono smantellate. Dall'ottobre 1942 l'edificio fu usato come ospedale militare. Per maggiori informazioni sul programma Aktion T4 si rimanda a La città di Dresda si preannuncia con la sua grande periferia sud, intersecata dalla Valle dell Elba. Tale nome definisce un tratto di circa 20 chilometri del fiume Elba che scorre nella città tedesca di Dresda e che nel 2004 è stato inserito nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'unesco in quanto il paesaggio, pur presentando le sue rive e scogliere naturali, è parte integrante dell'area urbana della città. Nel 2006 l'unesco ha inserito la valle dell'elba nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità in pericolo, ventilando anche la possibilità di rimuovere il sito dalla lista dei Patrimoni mondiali dell'umanità. Questo a causa del progetto di costruzione di un ponte stradale che dovrebbe attraversare il fiume, con un serio impatto sull'integrità del paesaggio.

11 Il 26 giugno 2009, a seguito della conferma della progettazione del ponte con referendum popolare, l'une- SCO ha annunciato di aver rimosso la valle dell'elba e la città di Dresda dalla lista dei Patrimoni mondiali dell'umanità. Per una città anche conosciuta come la Firenze dell Elba è stato un duro colpo. Prima di entrare in centro, passeremo attraverso il Blaues Wunder (Meraviglia o Miracolo blu, il nome ufficiale è però Loschwitzer Brücke), nome popolare del ponte più famoso di Dresda. Costruito fra il 1891 ed il 1893 questo ponte in acciaio, con una lunghezza di 141,5 m, è una delle magistrali costruzioni tecniche di quel tempo ed è degno di una visita. L'inusitato nome è dovuto al fatto che venne pitturato in verde ma dopo poco tempo era diventato inspiegabilmente blu. Ciò, unitamente all'eccezionalità della costruzione, gli meritò il nome di "Meraviglia blu" o anche "Miracolo blu" dato che il lemma "Wunder" ha in tedesco ambedue i significati. Il nome è diventato proverbiale in Germania ed è entrato a far parte della lingua tedesca con il significato di qualcosa di straordinario. Il ponte ci consentirà di fare una deviazione per raggiungere la Pfunds Molkerei (latteria Pfund, chiude alle 18,00), considerata la più bella latteria del mondo; nel 1998 venne citata nel libro Guiness World Records. È ubicata nella Bautzner Straße al civico 79 ed è una delle attrazioni turistiche di Dresda. Nel 1879 Paul Gustav Leander Pfund, ( ), un agricoltore di Reinholdshain, avverò la sua idea di fornire agli abitanti di Dresda del latte fresco ed igienico. Aprì perciò una latteria nella Görlitzer Straße che permetteva, dall'interno del negozio, di osservare le sei mucche aziendali mentre venivano munte. Nel 1880 anche suo fratello, l'attore Friedrich Pfund, si associò all'impresa. Da allora la latteria ricevette il nome di Dresdner Molkerei Gebrüder Pfund (Latteria di Dresda dei Fratelli Pfund). Ben presto il negozio originario diventò troppo piccolo e la latteria venne traslocata. Tutto il negozio è piastrellato con piastrelle in stile neorinascimentale, prodotte dalla Villeroy & Boch in collaborazione con artisti di Dresda. La latteria ebbe la fortuna di non essere stata distrutta dal terribile bombardamento del febbraio 1945 e nel dopoguerra ricominciò con la vendita di latte, latticini e formaggi. Nel 1972 venne statalizzata dalla Repubblica Democratica Tedesca, nel 1978 chiuse le porte. Negli anni novanta venne riaperta nello spirito della vecchia tradizione. Oggi la latteria Pfund offre ai consumatori prevalentemente formaggi a base di latte crudo. L'artista Friedensreich Hundertwasser aveva progettato una trasformazione artistica del cortile della famosa latteria. Arrivati in città, ci sistemeremo in albergo per la cena ed il pernottamento. Venerdì 5 Agosto 2011 Venerdì 19 Agosto visita della città di Dresda La mattinata sarà dedicata alla visita guidata della città il pomeriggio sarà a disposizione per visite libere ed acquisti. Dresda (in tedesco Dresden) è una città extracircondariale di oltre abitanti, capitale e secondo maggiore centro (dopo Lipsia) del Land della Sassonia e capoluogo del distretto direttivo (Direktionsbezirk) omonimo. La città extracircondariale è, nell ordinamento tedesco, quella città che accentra le funzioni tipicamente assegnate al comune o ad una città e quelle del circondario rurale (Landkreis) già richiamato nella descrizione di Pirna. Il sindaco di una città extracircondariale, da un punto di vista gerarchico, ha lo stesso livello del governatore di un circondario (Landrat). Centro d'arte di importanza internazionale, tanto da essere stata soprannominata "Firenze sull'elba", ha subito durante la seconda guerra mondiale gravissimi danni. La città di Dresda, divenuta verso la fine del conflitto un importante centro economico, militare e di trasporto, era stata bombardata già dall'agosto del Ciò nonostante erano stati creati solo pochi rifugi antiaerei. Fra il 13 e il 15 febbraio 1945 la città subì tre terribili bombardamenti a tappeto ad opera di bombardieri inglesi e americani. Particolarmente danneggiato fu il centro storico della città, con aree completamente rase

12 al suolo. Durante i bombardamenti perirono, secondo le stime più affidabili, fra e persone. Altri osservatori hanno però ipotizzato un numero di vittime molto maggiore. Fu nuovamente bombardata dalla USAAF, con tonnellate di bombe, il 2 marzo e il 17 aprile del A causa dell'ampio uso di ordigni incendiari non si è mai potuto stabilire il numero esatto delle vittime, secondo alcuni quasi , cifra che in base a studi più recenti e approfonditi risulta alquanto improbabile e che ha avuto origine dalla propaganda nazista. I primi insediamenti nella zona di Dresda risalgono al neolitico. Il guado che attraversava l'elba, all'altezza dell'odierno centro storico, è probabilmente esistito già nell'antico Medioevo e probabilmente fu la causa dell'iniziale insediamento che, nonostante la favorevole posizione ed i fertili terreni, rimase problematico per via delle estese zone forestali di quei luoghi. La città stessa ha avuto origine dall'unione di un antico insediamento slavo sulla riva settentrionale del fiume con un centro sassone abitato sulla riva meridionale (dove ora si trova il centro dell'attuale Altstadt). Il primo riferimento documentato sulla città risale al 1206 e si tratta dei protocolli di un procedimento giudiziario riguardante lo smantellamento di un castello medioevale, il Burg Thorun. A quel tempo il nome della città era "Dresdene", probabilmente derivato dal termine slavo "Drežďany" (abitanti della foresta lungo il fiume). Durante la guerra dei trent'anni Dresda non venne mai saccheggiata o devastata ma peste e indigenza, oltre alla generale stagnazione economica, ne hanno frenato lo sviluppo. Dopo la guerra dei trent'anni la storia di Dresda diventa alquanto discontinua: ai periodi di pace, durante i quali sorsero i notissimi edifici ed i magnifici parchi, si alternarono a periodi di devastazione dovuti alla partecipazione di Dresda a quasi tutte le guerre europee. La prima porcellana europea venne sviluppata a Dresda nel Tra il 1806 ed il 1918 è stata la capitale del regno di Sassonia (che dal 1871 fece parte dell'impero tedesco). Di seguito la descrizione di alcuni luoghi di visita della città. La Gemäldegalerie Alte Meister (in italiano Pinacoteca dei Maestri Antichi) di Dresda è uno dei più importanti musei d'europa: ha sede nel palazzo dello Zwinger, capolavoro barocco dell'architetto Matthäus Daniel Pöppelmann, e possiede una collezione di oltre 2000 dipinti e numerosissime incisioni. È parte dello Staatliche Kunstsammlungen Dresden (in italiano: Collezioni d'arte Statali di Dresda) oltre ad altri tre musei: Grünes Gewölbe, Kupferstichkabinett e Rüstkammer, di proprietà dello Stato di Sassonia. I visitatori rimangono impressionati dall'atmosfera spaziale, data da oltre 700 dipinti e dalla loro sistemazione all'interno di cornici d'oro antico. Le opere d'arte italiane sono esposte in sale con muri di colore rosso intenso, a differenza dei quadri fiamminghi e olandesi, circondati da uno sfondo verde. Nel 2008 la galleria è stata visitata da circa persone. Il nome Semperoper indica in tedesco il teatro dell opera di Dresda. Deve il suo nome al celebre archi tetto Gottfried Semper che progettò l edificio orientandosi ad una scelta di forme neorinascimentali con influenze neobarocche. La costruzione originale fu progettata da Semper e venne costruita tra il 1838 ed il Veniva chiamata Teatro reale di corte (Königliches Hoftheater) e si distingueva per la facciata di forma convessa semicircolare a doppio ordine, che ricordava vagamente il Colosseo. Un terzo piano più arretrato coronava la costruzione sempre seguendo la forma semicircolare. Questo edificio ebbe breve vita, dato che le fiamme lo rasero al suolo già nel Successivamente, il teatro venne riprogettato ed adattato alle nuove esigenze. Trovandosi in esilio per la sua partecipazione ai moti rivoluzionari nel 1849, incaricò il figlio Manfred di portare a punto il progetto e di dirigere i lavori per la nuova costruzione, iniziata nel 1878 e terminata due anni più tardi. Ripetendo la scelta dei canoni rinascimentali, Semper abbozzò un nuovo progetto ispirato al primo: Semper riprese il progetto di una facciata curva a due piani; come nel vecchio progetto, la facciata è sovrastata da un terzo piano in rientranza che si affaccia sulla piazza antistante con la sua forma tondeggiante. Sul portale, domina la facciata una vistosa quadriga di pantere. Nel complesso, comunque, il progetto risulta notevolemente ampliato e in massima parte reinventato. Durante la seconda guerra mondiale il bombardamento di Dresda distrusse l opera per la seconda volta. L Opera di Dresda fu ricostruita, tra il 1977 ed il 1985, dalle autorità della DDR. Stavolta il progetto di ricostruzione, basato su minuziosi studi, aveva come scopo quello di ricostruire l'opera più o meno com'era prima dell'abbattimento. Si attenne quindi ai modelli della costruzione distrutta, anche se all'interno furono previste modifiche per ampliare la grande sala.

13 Oggi è considerata una delle costruzioni più prestigiose in Sassonia, ed è una nota sede teatrale. La maggior parte delle opere liriche rappresentate in questo teatro viene accompagnata da una delle più celebri orchestre tedesche, la Sächsische Staatskapelle Dresden. L'opera di Dresda ha ricevuto il tempi recenti l'appellativo di Sächsische Staatsoper (opera statale della Sassonia.) Dalla piazza del teatro, salendo la gradinata vicino all'italienische Dörfchen, si giunge alla Brühlsche Terrasse, forse il punto ideale per ammirare il paesaggio di Dresda in tutta la sua bellezza. Questa terrazza, che si trova sopra quelle che un tempo erano le mura, deve il suo nome al conte Heinrich von Brühl, una figura molto vicina a Augusto III, prima direttore generale delle collezioni d'arte, poi ministro degli esteri e infine addirittura Primo Ministro, che la fece costruire come giardino privato per le sue feste, come era moda dell'epoca. Nel 1814 fu ordinata l'apertura della Terrazza al pubblico, subito sorsero due famosi caffè, il "Belvedere" e il "Café Reale" e cominciò ad essere conosciuta col nome di "Balcone d'europa" per la meravigliosa vista sull'elba e sulla Neustadt, che ancora oggi offre. La Brühlsche Terrasse è una splendida passeggiata su cui si affacciano diversi edifici, come l'accademia d'arte, l' Albertinum o la Ständelhaus, ricca di statue e fontane, come quella dedicata a Semper, e termina con il Brühlscher Garten, il vero e proprio giardino, anch'esso impreziosito da statue e fontane, tra cui la Fontana dei Delfini. In un viaggio a Dresda è d obbligo introdurre una visita allo Zwinger, che, assieme alla Frauenkirche, può quasi essere considerato il simbolo della città. Nato per volontà di Augusto il Forte, questo castello riservato alle feste fu commissionato nel 1710 a Matthäus Daniel Pöppelmann, uno dei migliori architetti dell'epoca. Il progetto iniziale, che prevedeva la costruzione di un aranciera nell'area di un antica fortezza, si trasformò ben presto nel capolavoro del barocco tedesco che possiamo oggi ammirare, un ampio cortile arricchito da fontane e circondato da gallerie e padiglioni, che diventò la scenografia per le più importanti e spettacolari feste di corte dell'epoca. L ingresso più suggestivo è sicuramente la Porta della Corona che dà sul fossato. Questa prende il nome dalla corona polacca in rame dorato sorretta da quattro aquile, posta alla sommità della cupola a cipolla che sormonta il passaggio. Tra le numerose decorazioni, sono da evidenziare le statue raffiguranti le quattro stagioni e lo stemma Sassone-Polacco. Entrando nel cortile dello Zwinger è impossibile non notare la simmetria tipicamente barocca del complesso, sottolineata dai due padiglioni semiellittici laterali: a destra il Padiglione del Carillon, e a sinistra il Padiglione del Bastione. Il primo è così chiamato per la presenza di un particolarissimo carillon composto da 52 campanelle di ceramica di Meissen, perfettamente accordate, ed ospita il Porzellansammlung. Il Padiglione del Bastione è invece degno di nota per la straordinaria fusione tra l architettura di Pöppelman e le sculture dell'artista bavarese Balthasar Permoser, che si fondono a tal punto da rendere difficile distinguere le varie unità tematiche. Salendo la scalinata di questo padiglione, coronato dalla figura di "Atlante che sostiene il mondo", si giunge al Lago delle Ninfe (Nymphenbad), con una cascata, piccole fontane e numerose statue. Questa grotta in origine era utilizzata come "oasi" dove rinfrescarsi nei giorni particolarmente caldi. Il lato che dà sull Elba fu chiuso soltanto nel 1847 per opera di Gottfried Semper, da cui il nome di "Sempergallerie", che oggi ospita la sala delle armi (Rüstkammer) e la più grande collezione di dipinti italiani rinascimentali fuori dall'italia (Gemäldegallerie Alte Meister). La Frauenkirche (chiesa di Nostra Signora) è un edificio di culto luterano, uno dei simboli della città di Dresda. Fu progettata dall'architetto George Bähr e costruita fra il 1726 ed il L'edificio è ispirato all architettura ed alle cupole delle chiese barocche italiane del tempo. Fra i più importanti simboli della capitale della Sassonia, è considerata la più bella chiesa luterana della Germania. Dopo la morte del progettista nel 1738, la costruzione venne portata a termine a cura dell architetto Johann Georg Schmid. Nel 1945, durante il violento bombardamento alleato, la chiesa fu fra i molti monumenti colpiti; la sua cupola andò a fuoco due giorni dopo l'inizio dell'operazione e collassò dopo un giorno, restando in rovina per 45 anni. L'amministrazione filosovietica della DDR la considerava come simbolo delle violenze della guerra ed anche per questo la

14 lasciò nelle condizioni di rudere. Si dovette attendere fino al 1990, dopo la riunificazione della Germania, per un'evoluzione della situazione, che arrivò con l'appello di Dresda (Ruf aus Dresden) del 13 febbraio, in occasione del 45º anniversario della distruzione della città. L'iniziativa, partita dai cittadini sotto l'iniziativa del musicista Ludwig Güttler, cominciò con 14 membri che dopo l'appello crebbero a 5000, in più di venti paesi nel 1991 (Dresden Trust in Gran Bretagna, Friends of Dresden, Inc. negli Stati Uniti, Association reconstruction de la Frauenkirche à Dresde in Francia). Con esposizioni e concerti, donazioni private e sovvenzioni il progetto di restauro riuscì a partire e venne così fondata la Stiftung Frauenkirche Dresden, con il patrocinio del land della Sassonia e della Chiesa Evangelica. I lavori sono costati circa 125 milioni di Euro. La prima fase del restauro, fino al 1994, consistette nello sgombero delle macerie. Nel 1996 era completata la ricostruzione della volta della cripta, nel 2002 tutti i lavori di assemblaggio, effettuati per lo più con materiali originali puntualmente repertoriati, per rendere all'edificio l'aspetto originario. Tutti gli elementi, anche le pitture murali irrimediabilmente perdute, sono il più possibile fedeli all'originale, grazie alle documentazioni d'epoca. Da notare è poi la croce dorata che sovrasta la cupola, finanziata dai britannici in segno di riconciliazione. La chiesa, terminata, è stata consacrata il 30 ottobre 2005 per essere completamente visibile ai turisti nel 2006, in occasione dell'800º anniversario della città. Questo edificio, anche secondo le intenzioni del governo tedesco, assume così la funzione di simbolo di pace e riconciliazione fra i popoli. Hofkirche - Katedrale Sanctissimae trinitatis Questo enorme edificio a pianta basilicale, il più grande della Sassonia con i suoi 4800 m², venne eretto tra il 1738 e il 1755 sotto Federico Augusto II. Già Augusto il Forte infatti si era convertito al cattolicesimo nel 1697 per ottenere la corona polacca, e quindi la famiglia reale necessitava di un edificio abbastanza imponente da rappresentare la religione di corte. Questa Chiesa rivela forti influenze barocche, soprattutto italiane, grazie anche all'architetto romano Gaetano Chiaveri. All'interno è composta da tre navate, quelle laterali sono separate dalla centrale da un deambulatorio circolare con quattro cappelle laterali, in origine utilizzato per le processioni, dato che in uno stato a maggioranza protestante queste non erano ammesse se non all'interno degli edifici sacri. Alla splendida decorazione interna della Chiesa contribuirono artisti non solo tedeschi, ma anche francesi e italiani, con diversi dipinti illusionistici. Degno di nota è il dipinto di Raphaël Mengs che sovrasta l'altare maggiore, rappresentante l'ascensione. Il pulpito invece è opera di Permoser, mentre l'organo costituisce l'ultima opera artistica di Gottfried Silbermann. Anche la Hofkirche venne distrutta nell'incendio che seguì il bombardamento del 1945, e una volta ricostruita venne riconsacrata come Katedrale Sanctissimae Trinitatis. Nella sua cripta sono sepolte le spoglie di ben 47 appartenenti alla casata dei Wettin. Fin dalla sua edificazione, avvenuta nel XIII secolo, e nonostante le numerose ricostruzioni, la Kreuzkirche (Chiesa della Croce) ha conservato la sua posizione originaria vicino all'altmarkt. In origine era dedicata a San Nicola, ma dal 1319 viene così chiamata perché custodisce come reliquia un pezzo di legno della Croce. Questa chiesa dalla storia un po' sfortunata è stata danneggiata e ricostruita ben quattro volte. La prima dopo il grande incendio che colpì la città nel 1491, a cui scampò solamente il coro. Alla ricostruzione parteciparono noti architetti dell'epoca, tra i quali Conrad Pflüger e Hans Schicketanz. Nel 1539 la chiesa venne riformata, come molte altre, mentre vent'anni più tardi venne costruito un nuovo campanile. Quello che non fece l'incendio del 1491 fecero i Prussiani durante la Guerra dei Sette Anni nel 1760, distruggendo il coro e la navata, mentre il resto dell'edificio rimase intatto. La chiesa fu ricostruita già nel 1800, da allora il suo stile è rimasto pressoché inalterato. La linea degli interni si deve a Johann Georg Schmid, la facciata è da attribuire a Christian Friedrich E- xner, mentre il campanile alto 94 m è opera di Gottlieb August Hölzer. Nel 1897 l'interno della Chiesa bruciò di nuovo, e la sua ricostruzione avvenne ad opera dell'azienda Schilling&Grabner. Nonostante fosse ancora possibile la ricostruzione degli interni barocchi partendo dai progetti originali, la città preferì lo stile dell'epoca, il Liberty. Anch'essa arse nell'incendio che seguì il bombardamento del 1945, e i lavori di riedificazione cominciarono già nel il tetto delle navate venne di nuovo rivestito in rame, mentre la navata venne riallestita rinunciando ad ogni decorazione e finalmente, nel 1955, la Kreuzkirche riconsacrata dal vescovo tornò ad essere un luogo di culto e meta turistica. La Sophienkirche (chiesa di Santa Sofia) si trovava nell angolo nord-est della piazza Postplatz, prima della sua distruzione da parte degli alleati durante il bombardamento del 13 febbraio Le macerie furono gradualmente rimosse, con l idea di ricostruire la chiesa. Nel 1950, però, il partito socialista al governo, con la dichiarazione un paese socialista non abbisogna di una chiesa gotica

15 si oppose alla ricostruzione e, nel 1962 con risoluzione del governo DDR, ii resti della chiesa furono distrutti definitivamente. Il bombardamento di Dresda fu una delle più controverse azioni degli alleati durante la seconda guerra mondiale. Esso avvenne tra il 13 ed il 15 febbraio 1945, quando era evidente la imminente resa dell esercito tedesco, impiegando 1300 bombardieri pesanti che scaricarono oltre 3900 tonnellate di bombe ad alto potere distruttivo e incendiarie in 15 ore, distruggendo 34 kmq di città e provocando un elevatissimo numero di morti tra i civili, oggetto ancor oggi di valutazioni contrastanti, ma verosimilmente tra le e le Konrad Adenauer, Cancelliere della Repubblica Federale Tedesca, parlò di morti. Schwebebahn, la tramvia pensile, è un mezzo di trasporto di Dresda che unisce i quartieri di Loschwitz e Oberloschwitz. La linea tramviaria ha una lunghezza complessiva di 274 m e supera un'altezza di circa 84 m. Venne inaugurata il 6 maggio Si tratta di una tramvia simile a quella famosa di Wuppertal, costruita secondo il cosiddetto sistema di Eugen Langen; poggia su 33 piloni in acciaio di supporto. Quella di Dresda la più antica tramvia pensile montana del mondo ancora in funzione. La tramvia pensile di Dresda non corre su una fune, bensì su una rotaia d'acciaio. Al contrario di quella di Wuppertal le vetture non dispongono di un proprio sistema di propulsione, ma vengono mosse da una fune traente azionata da un motore operante nella stazione a monte. Questa straordinaria tramvia pensile non venne minimamente danneggiata dagli eventi bellici della seconda guerra mondiale. Fu però messa temporaneamente fuori servizio dal 1984 fino al 1992 a causa di un completo risanamento tecnico e costruttivo. Alla sera cena e pernottamento nel medesimo hotel del giorno prima. Sabato 6 agosto Sabato 20 Agosto da Dresda a Torgau - Km 102 Si riparte, teniamo subito a precisare che il numero di km, apparentemente elevato, è assolutamente alla portata si chiunque, anche in considerazione che la tappa attraversa una zona pianeggiante, che segue una giornata di riposo e che l alternativa era fare una tappa in più e quindi sopportare i relativi costi. Possiamo però affermare, senza tema di smentita, che in ogni viaggio abbiamo programmato tappe simili e mai abbiamo avuto problemi di nessun tipo. Anzi, l orgoglio di aver superato la prova sopravanza abbondantemente la fatica fatta. In ogni caso si ricordi sempre che si hanno a disposizione circa 10 ore, il che significa il dover correre a una media di 10 Km/ora, poco più di un buon camminatore. Usciremo da Dresda correndo sulla riva sud del fiume, attraverso la periferia ovest della città. Appena fuori di essa, passeremo nei pressi del Gohliser Windmühle, un vecchio mulino a vento del 1800 ristrutturato e utilizzato come ristorante. Subito dopo passeremo sull altra riva e raggiungeremo in breve la cittadina di Meissen, universalmente famosa per la locale industria della porcellana, basata sui depositi locali di caolino ed argilla. La porcellana di Meissen risultò, dall'istituzione delle industrie manifatturiere, una delle migliori non prodotte in Cina e presto ebbe larga diffusione sul mercato internazionale. Del resto la prima manifattura di porcellana europea venne fondata a Meißen nel 1710, quando la Real Fabbrica di Porcellane venne aperta nel castello di Albrechtsburg. Nel 1861, essa venne spostata a Triebisch, nella valle di Meißen, dove la sede ufficiale della fabbrica di porcellane di

16 Meißen si trova tutt'oggi. Dopo una doverosa sosta a Meissen, proseguiremo verso Torgau, attraversando la campagna Sassone costellata di piccole cittadine. Queste sono le terre dei Sassoni, il cui nome significa gente di spada perché considerati dagli storici molto bellicosi, dove vivevano di agricoltura. Secondo lo storico anglosassone san Beda il Venerabile, che scrisse attorno al 730, gli antichi Sassoni non avevano un re, ma erano governati da molti signori, che in guerra lottavano per acquistare più potere, ma in pace erano tutti uguali fra loro. Infatti, la loro organizzazione politica prevedeva una confederazione, con al vertice non un sovrano, ma un'assemblea comune. Prove di federalismo. Nel tardo pomeriggio arriveremo a Torgau, una città di abitanti, capoluogo della Sassonia Settentrionale. Il 25 Aprile 1945 qui si incontrarono le truppe americane con le truppe sovietiche, completando l invasione da Ovest e da Est della Germania. L evento è ricordato da un monumento in riva al fiume. La Città di Torgau ebbe un grande ruolo durante la Riforma. Lutero visitò la residenza degli Elettori di Sassonia più di quaranta volte. Fu lì che con Melantone, Jonas e Bugenhagen scrisse gli Articoli di Torgau, la base delle Confessioni di Sant Augusta, la prima esposizione dei principi del Protestantesimo. Ma in ogni caso Torgau possiede radici ben più antiche, e probabilmente deve la sua fortuna alla vicinanza con il fiume Elba, una delle vie di comunicazione fluviale più importanti di tutta la Germania. Nella città vecchia di Torgau, che vanta più di 500 edifici del tardo gotico e del Rinascimento, sono visibili molti segni della Riforma, che sia nell'ufficio del Primo Soprintendete o nella Cancelleria Elettorale. La lapide della moglie di Lutero, Katharina, si trova nella chiesa tardo gotica di Santa Maria, con l'altare dipinto da Lucas Cranach il Vecchio I quattordici santi ausiliari. Sulla tutta la città domina comunque il magnifico Castello di Hartenfels, con il suo sobrio ma elegante stile rinascimentale, che attira numerosi appassionati di fotografia che rimangono ammaliati dal profilo del castello che si riflette sulle acque del Grosser Teich, un ampio specchio d'acqua a sud della città. Torgau ebbe un ruolo importante nell'evoluzione della musica. Fu qui che il cantore Johann Walter, lavorando a stretto contatto con Lutero, pubblicò il primo libro di canti protestanti. E Heinrich Schütz, il padre della musica tedesca, nella vecchia città Elettorale presentò Daphne, la prima opera lirica in lingua tedesca. Ancora oggi a Torgau vengono coltivate le tradizioni musicali. Cose da vedere in breve: Wolff Giersing's Brauerbe: museo della birreria, un tempo casa del malto e magazzino Mohrenapotheke: 1503, la più antica farmacia in Sassonia, vicina all albergo Spielwaren Loebner: dal 1685, il più antico negozio di giocattoli in Germania, non distante dall albergo Castello di Hartenfels: , primo rinascimento, tromba delle scale, chiesa Chiesa di Santa Maria: dopo il 1390, tardo gotica, tomba di Katharina von Bora, moglie di Lutero Municipio: , il più grande municipio in Sassonia Domenica 7 Agosto Domenica 21 Agosto da Torgau a Wittenberg-Lutherstadt - Km 70 Usciremo da Torgau e, zigzagando per la campagna ci avvieremo verso Wittenberg. Il percorso non segue più fedelmente il fiume, quasi a volersi abituare al prossimo distacco, visto che da Wittenberg lasceremo definitivamente l Elba.

17 L estensione della Germania è ben rappresentata dalla distanza tra i singoli paesini, distanti tra loro chilometri, divisi da enormi estensioni di terra lavorata e coltivata a grano, mais, ortaggi. Passeremo nei margini orientali del parco Naturpark Dübener Heide, con un estensione di 770 kmq, il 66% dei quali ricoperti da foresta, e con una densità abitativa pari a 89 abitanti/kmq. Al suo interno si sviluppano 1000 km di piste ciclabili e sentieri, che consentono la completa esplorazione di questa grande brughiera costellata di laghi e corsi d acqua. Dopo aver attraversato l Elba su uno degli innumerevoli traghetti, motorizzati o meno, ed aver superato il fiume Schwarze Elster, affluente destro elbano, raggiungeremo Elster, piccola comunità di 2500 abitanti alla periferia della quale è visitabile un mulino a vento del 1959 recentemente restaurato. La costa settentrionale, pur ancora molto lontana, fa sentire il suo influsso con il vento, da secoli sfruttato per far girare i mulini a vento e utilizzarne la forza meccanica per gli usi più diversi. Nel pomeriggio arriveremo a Wittenberg, città di circa abitanti adagiata sulla riva nord dell Elba, che da domani lasceremo proseguire verso Amburgo. L'importanza di Wittenberg è dovuta alla sua stretta correlazione con la figura di Martin Lutero e gli inizi della Riforma protestante: molti degli edifici storici della città sono associati con gli eventi di quel tempo. Parte del monastero agostiniano in cui Lutero dimorò, prima come semplice monaco e successivamente come priore, si è conservato fino ai giorni nostri ed è considerato uno dei principali musei del mondo dedicati alla sua figura, contenente numerosi oggetti d'arte medievali e ritratti eseguiti da Lucas Cranach il Vecchio e dal figlio. Nel 1997 Wittenberg è stata inserita nell'elenco dei Patrimoni dell'umanità dell'unesco insieme ad Eisleben, la città in cui Martin Lutero nacque e morì, in virtù dei numerosi monumenti storici a lui collegati. La città venne menzionata per la prima volta nel 1180, come un piccolo villaggio fondato da immigranti provenienti dalle Fiandre. Nel 1293 l'insediamento venne promosso a città, e nei secoli successivi si sviluppò soprattutto dal punto di vista commerciale grazie alla sua invidiabile posizione geografica. Il 31 ottobre 1517 Martin Lutero appese le sue famose 95 tesi sulla porta principale della Schlosskirche, contro la vendita delle indulgenze, fatto che è stato posto come data di inizio della Riforma protestante. Il movimento anabattista (battezzati di nuovo: Il termine "anabattista" fu coniato dai nemici della riforma protestante con intento mistificante: quando gli "anabattisti" battezzavano i credenti, non intendevano, infatti, "ribattezzare", perché per loro il battesimo dei neonati, un battesimo ricevuto per volontà altrui e per interposta persona, era nullo) ebbe uno dei suoi primi punti di diffusione a Wittenberg, quando tre esponenti del movimento vennero in città provenienti da Zwickau nel 1521, solo per essere cacciati da Lutero quando egli ritornò da Wartburg nel 1522.

18 Durante la seconda guerra mondiale, il centro di Wittenberg venne risparmiato dai bombardamenti degli Alleati, che strinsero un accordo in tal senso benché nella città si combattesse (cosa testimoniata per esempio dai fori di proiettile sulle statue di Martin Lutero e Melantone). Non così fu per la fabbrica Arado Flugzeugwerke, alla periferia della città, che produceva compnenti per l aviazione tedesca. Nonostante si sapesse che le maestranze erano prigionieri di guerra, verso la fine della guerra gli alleati la bombardarono, causando molti morti tra i lavoratori Alla fine della guerra Wittenberg venne occupata dalle truppe sovietiche e, nel 1949, divenne parte della Germania Est. Dopo la rivoluzione pacifica del 1989 il Partito Socialista Unificato Tedesco, fino allora al potere, venne esautorato e, a partire dal 1990, la città fa parte della Germania riunificata. La Schlosskirche, del XV secolo, è il più noto monumento della città. I suoi portali in legno vennero bruciati durante un bombardamento nel corso della guerra dei sette anni, per poi essere ricostruiti e restaurati alla fine del XIX secolo. Nel 1858 le porte in legno vennero sostituite da porte in bronzo, su cui venne inciso in latino il testo delle 95 tesi di Lutero. All'interno della chiesa si trovano le tombe di Lutero e di Melantone, oltre che quelle di Federico il Saggio (realizzata nel 1527 da Peter Vischer) e di Giovanni di Sassonia (realizzata da Hans Vischer). La chiesa di Santa Maria (Stadtkirche), la parrocchiale in cui spesso Martin Lutero predicava, venne eretta nel XIV secolo ma è stata successivamente profondamente modificata. All'interno della chiesa è presente un famoso dipinto di Lucas Cranach il Vecchio raffigurante l'ultima Cena, in cui compaiono i volti di Lutero e dei riformatori. Altri luoghi storici della città sono: l'antico palazzo in cui risiedeva il Principe Elettore, gravemente danneggiato nel 1760 e che oggi contiene gli archivi della città; la casa di Melantone e di Cranach il Vecchio, che fu anche sindaco di Wittenberg; statue di Lutero e Melantone; il sito in cui Lutero il 10 dicembre 1520 bruciò pubblicamente la bolla papale Exsurge Domine, in cui oggi sorge una quercia. Wittenberg ha una lunga tradizione per quanto riguarda gli eventi culturali. Durante gli anni della Germania Est il teatro della città, il Mitteldeutsches Landestheater, era considerato uno dei più importanti a livello europeo. Dal 1996 a Wittenberg si tengono spettacoli all'aperto basati sulla storia luterana, sullo sfondo dei luoghi storici in cui accaddero gli eventi. Ogni anno in giugno nella città c'è la grande festa delle "Nozze di Lutero", una delle feste polari più belle della Germania per la quale arrivano più di visitatori da tutto il mondo. Lunedì 8 Agosto Lunedì 22 Agosto da Wittenberg a Potsdam - km 99 Lasciato alle spalle l Elba, puntiamo decisamente verso nord, per raggiungere i laghi formati dal fiume Havel su cui sorge Potsdam. Se fin ora i paesi erano abbastanza radi, in questa tappa l immensità della campagna tedesca mostra ulteriormente il suo fascino, in quasi 100 km attraverseremo 7 centri abitati, quasi tutti molto piccoli. In breve lasceremo lo stato federato della Sassonia-Anhalt per

19 entrare in quello del Brandeburgo (capitale Potsdam), stato che circonda ma non contiene la capitale federale Berlino. Quello che rende bene l idea di quanto i tedeschi abbiano in considerazione la ciclabilità del loro Paese è il vedere che molto spesso, anche sulle stradine secondarie a bassissimo traffico, la ciclabile è delimitata e segnalata in maniera impeccabile. È ipotizzabile che la Germania, di sola segnaletica ciclabile, abbia investito un capitale maggiore di tutta la ciclabilità italiana, anche considerando gli sprechi che sovente capita di vedere da noi. Troppo spesso, infatti, non si persegue l obiettivo di connettere i diversi comuni tra loro, magari sfruttando le esistenti strade interpoderali che già esistono ma, per puro campanilismo, ognuno fa la sua micro-ciclabile ma senza badare a spese, salvo poi lasciarla invadere dalle erbacce. Una cosa assolutamente straordinaria è la massiccia presenza di territorio boschivo; se vi capita di guardare una foto satellitare della Germania, ovviamente fuori dalle grandi città, noterete che l area coltivata è decisamente inferiore all area lasciata a bosco. E, ovviamente, i percorsi ciclabili ci corrono dentro, con somma gioia dei cicloturisti. Nel nostro procedere verso Potsdam, attraverseremo il Naturpark Hoher Fläming, il maggiore degli 11 parchi naturali dello stato federato del Brandeburgo. Su 824 kmq di superficie il 50% è coperta da foreste. In Germania ci sono 15 parchi nazionali, 14 riserve della biosfera e oltre 90 parchi naturali regionali. La protezione della natura è di competenza dei singoli Länder tuttavia, poiché la natura non conosce confini, è sorta la necessità di attuare un coordinamento di tipo interregionale. A questa necessità risponde dal 1991 l organizzazione ombrello EUROPARC DEUTSCHLAND (prima FÖNAD): è il forum privilegiato in cui collaborano gli operatori delle maggiori aree protette tedesche, confrontando posizioni e realizzando progetti comuni. Un azione ecologica consapevole e la fiducia nella capacità della natura di autodeterminarsi sono i principi cardine dell attività dell organizzazione. Circa a metà percorso passeremo vicino alla comunità di Zegg, nel comune di Belzig, un eco villaggio con 93 abitanti impegnati a realizzare una nuova società eco-compatibile facendo uso di solare fotovoltaico, so lare termico, riscaldamento a legna, agricoltura biologica. La comunità è organizzata in aree autonome per gran parte delle attività della collettività come ad esempio la cucina, l organizzazione di conferenze, i bambini, il giardino ecc. Nel loro sito sono reperibili tutte le informazioni (in tedesco) su questa comunità che, al link dell amore e sessualità, recita Nella comunità in cui viviamo vi sono diversi tipi di relazioni. I partenariati a lungo termine sono rappresentati così come la gioia spontanea di avventure erotiche, l'amore tra persone dello stesso sesso, nonché l'amicizia sessuali con più persone. Vogliamo favorire la comunicazione d'amore. Questo ci aiuta a liberarci dalla paura, menzogna e inganno. La comunicazione trasparente permette più verità tra di noi. Sviluppiamo la nostra capacità di amare e di autostima al di là della dipendenza da una o più amanti. Proseguendo lungo la fantastica ciclabile che attraversa un enorme bosco, arriveremo nei pressi dei primi laghi formati dal fiume Havel, affluente destro dell Elba. I laghi sono formati dal fiume, che per portata è il terzo maggior affluente dell Elba, in quanto il dislivello dalla sorgente alla foce è di soli 60 mt su una distanza di 69 km. È ovvio quindi che, diminuendo la velocità, si allarga l alveo che di fatto non vien mai scavato dal fiume. Dopo aver costeggiato lo Schwielowsee ed il Templiner See, raggiungeremo la nostra meta, Potsdam, che sorge nel mezzo di questa gigantesca palude. Potsdam è una città extracircondariale di abitanti, capitale e centro maggiore del Land del Brandeburgo. Limitrofa alla capitale federale, Berlino, è un importante centro nella regione metropolitana Berlino/Brandeburgo.

20 Potsdam, indicata talvolta come "la Versailles tedesca", è nota per il gran numero di palazzi e parchi che furono usati come residenze dai re di Prussia; dal 1990 essi sono parte dei patrimoni dell'umanità dell'une- SCO. La città è anche centro industriale e scientifico di rilievo, nonché sede universitaria (Universität Potsdam). Il quartiere di Babelsberg, ai tempi della "repubblica di Weimar", fu sede di un grande centro cinematografico (UFA-Filmstudio Babelsberg) che rese la città centro del cinema tedesco. Tra le maggiori attrazioni della città sono da citare: Parco Reale Sans-Souci Castello di Sanssouci Salendo la grande scalinata la facciata compare, sopra le terrazze a gradoni, in tutta la sua magnificenza. Sull altro lato, la facciata del cortile d onore è fiancheggiata da un colonnato a semicerchio. Le sale rivelano la maestria e la virtuosità, in materia di rococò, degli artisti incaricati della loro decorazione. Nella camera e nello studio si possono ammirare la scrivania di Federico II, detto Federico il Grande, e la poltrona nella quale morì. La sala concerto, capolavoro del rococò prussiano, era la stanza preferita dal re. Aperta su una grande terrazza grazie a delle porte-finestre, la sala di marmo accoglieva le «tavole rotonde filosofiche». Castello di Sanssouci: nuove camere L ex aranciera, costruita su progetto di Knobelsdorff nel 1747, venne trasformata in appartamento per gli ospiti del re tra il 1771 e il L arredo rococò dell interno è chiaro e affascinante. La galleria d Ovidio, dai rivestimenti in legno ornati da scene delle Metamorfosi, è davvero notevole. Nuova aranciera Per disegnare l aranciera situata nel parco di Sanssouci, Federico- Guglielmo IV si ispirò alle ville rinascimentali italiane, come la Villa Medici di Roma. Questo edificio presenta una fredda facciata lunga 330 m, che rivela tutta la sua bellezza se osservata da lontano, attraverso i giardini. Gli appartamenti dello zar Nicola I e di sua moglie, sorella del re di Prussia, sono sontuosi, in particolare la sala Malachite (negli appartamenti della zarina) e la sala dei Raffaello, in cui sono esposte 47 copie di opere del grande pittore italiano. Chinesisches Teehaus Nel cuore del parco di Sanssouci sorge il padiglione cinese, costruzione circolare, decorata da statue dorate, frutto della passione per la Cina nutrita nel XVIII secolo. All interno è allestita una mostra di porcellane cinesi. Terme romane Nell armonia del parco di Sanssouci, dalle molteplici essenze, si staglia questo insieme composito, edificato tra il 1829 ed il Vi si scoprono una casa di campagna italiana, delle arcate, una pergola, delle terme antiche, un tempio romano ed un padiglione da tè. L interno delle terme è estremamente raffinato: statue, mosaici, esili mobili metallici, affreschi che ricoprono le pareti ed il pavimento. Schloss Charlottenhof Fu costruito tra il 1826 e il 1829 nello stile classico italiano secondo il progetto di K. F. Schinkel. Vi si possono ammirare lo studio e la camera da letto di Alexander von Humboldt. Palazzo Nuovo Questa "fanfaronata", come la considerava Federico II, comportò il lavoro di migliaia di artigiani. Il re voleva dimostrare al mondo che la Prussia, uscita vittoriosa dalla guerra dei Sette Anni, non era minimamente indebolita dal conflitto: il palazzo, il più grande di Potsdam, era destinato a ricevere i membri della famiglia reale e fu edificato nello stile rococò che Federico II amava tanto anche se iniziava ad essere un po sorpassato. Il risultato è un edificio stravagante ed esagerato situato nel parco di Sanssouci. Da non perdere. Parco Sans-Souci Tracciato in parte da Peter Joseph Lenné, il paesaggista prussiano di maggior talento, il parco si estende su circa 300 ettari e annovera centinaia di specie di alberi. I vari castelli e edifici sono stati eretti tra il 1744 e il Incluso nella lista del Patrimonio dell umanità dal 1990, questo complesso paesaggistico e architettonico è senza dubbio il più grande successo tedesco in questo ambito. Tra l infilata dei vari giardinetti, da non perdere il giardino siciliano in stile rinascimentale. Pompa idraulica Per azionare le fontane di Potsdam, Federico-Guglielmo IV immaginò un padiglione che avesse l aspetto di "una moschea turca con un minareto come comignolo". L edificio, costruito tra il 1841 ed il 1843, rivela la perfetta armonia tra l arte e l industria. L interno è sorprendente quanto l esterno: il meccanismo della pompa a vapore è nascosto dietro ad archi poli-lobati, sotto una cupola decorata con motivi moreschi.

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