PREMESSA. Per questo l ANIA propone al nuovo Governo e al nuovo Parlamento interventi in alcuni ambiti strategici.

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1 PREMESSA L Assicurazione svolge un importante ruolo economico e sociale, perché protegge le persone e le imprese dai rischi di varia natura ai quali sono esposte, rafforzando la stabilità del Paese. Lo scorso anno, per sinistri e prestazioni a favore di assicurati e danneggiati, le compagnie di assicurazione italiane hanno pagato quasi 100 miliardi di euro; gli investimenti degli assicuratori italiani, in larga parte in titoli di Stato, sono ammontati a oltre 510 miliardi di euro. La solidità economica e finanziaria, fondata su mezzi propri pari a 40 miliardi, ha permesso alle compagnie di affrontare le forti turbolenze finanziarie e la congiuntura economica negativa registrata negli ultimi anni, mantenendo inalterata la capacità di rispondere, giorno dopo giorno, alle domande di sicurezza e protezione di imprese e privati. Le oltre 230 società di assicurazione che hanno sede e operano in Italia e che sono associate ad ANIA rappresentano premi per circa 110 miliardi di euro, il quarto mercato assicurativo in Europa e il settimo al mondo. L Assicurazione rappresenta per gli italiani una forma importante di impiego del risparmio: il 12% delle attività finanziarie delle famiglie è costituito da riserve assicurative. Quello assicurativo è un settore con un importante forza lavoro: i dipendenti delle imprese (dirigenti, funzionari, impiegati, produttori, addetti ai call center) sono circa , ai quali vanno aggiunti addetti che operano nella rete distributiva (agenti, broker, e loro impiegati e produttori). Promuovere lo sviluppo dell assicurazione significa ridurre la vulnerabilità di persone, famiglie e imprese e rafforzare la crescita del Paese. Per questo l ANIA propone al nuovo Governo e al nuovo Parlamento interventi in alcuni ambiti strategici. 5

2 1. IL CONTRIBUTO DEL SETTORE ASSICURATIVO ALLO SVILUPPO DEL PAESE Le assicurazioni proteggono il patrimonio delle persone, delle famiglie e delle imprese contro rischi di varia natura. Alla base dell attività assicurativa vi è una tecnica che consente agli assicuratori, tramite l assunzione di una molteplicità di rischi omogenei, di trasformare un rischio individuale in un rischio collettivo (mutualità assicurativa), ripartendo fra l insieme degli assicurati un onere il danno economico derivante dall eventuale sinistro che sarebbe insopportabile se rimanesse a carico dei singoli. Le assicurazioni svolgono un fondamentale ruolo economico La numerosità e la rilevanza dei rischi fa sì che molte attività non possano essere svolte senza la presenza di un adeguata copertura assicurativa. Le assicurazioni giocano, dunque, un ruolo fondamentale nel sostegno della competitività del sistema produttivo nel suo complesso, soprattutto ora che il Paese è chiamato ad affrontare una crisi profonda, a gestire il cambiamento, a investire sul futuro. Offrendo protezione contro rischi di varia natura, il settore assicurativo protegge il patrimonio delle famiglie, favorendo la stabilità dei consumi durante il ciclo di vita delle persone. Secondo i dati più recenti raccolti dalla Banca d Italia, un quarto delle famiglie italiane (oltre 6 milioni) possiede una polizza assicurativa danni a protezione dei propri beni (principalmente la casa), mentre quasi il 6% (1,2 milioni) tutela la salute attraverso una copertura malattia. Ancor più in periodi di crisi economica, l assicurazione rappresenta un ombrello che protegge la stabilità finanziaria delle famiglie e dei singoli. L assicurazione per le famiglie I forti cambiamenti della struttura demografica della popolazione, con l allungamento della speranza di vita, il progressivo invecchiamento della popolazione e la bassa natalità, stanno esercitando ed eserciteranno notevoli pressioni sul sistema di welfare pubblico. Le assicurazioni, offrendo una protezione sociale complementare, possono svolgere un ruolo importante nel garantire ai cittadini un modello di welfare adeguato e finanziariamente sostenibile. L assicurazione e il sistema di welfare L assicurazione svolge un ruolo cruciale anche per le aziende. Facendosi carico dei cosiddetti rischi extra imprenditoriali, consente alle aziende di liberare risorse che, in assenza di copertura, dovrebbero rimanere immobilizzate per far fronte alle conseguenze dannose di eventi rischiosi. L assicurazione, dunque, favorisce gli investimenti e una maggiore propensione all innovazione. Risulta confermato che le aziende sottoassicurate non riescono a cogliere le nuove opportunità imprenditoriali, investono in misura inferiore nell innovazione e il loro grado di presenza sui mercati internazionali è generalmente basso. L assicurazione per le aziende Uno studio recente dimostra, inoltre, che le imprese dotate di coperture assicurative ottengono più facilmente, e a condizioni migliori, credito dalle banche in quanto queste ultime attribuiscono loro una minore probabilità di default. L assicurazione rende anche più accessibile il credito 7

3 Per ogni rischio assicurato in più, le imprese beneficiano di una media di 17 punti base in meno di tasso sul credito bancario, oltre a vedere diminuita del 2% la probabilità di un razionamento del credito. Ciò è vero soprattutto per le aziende di piccola e media dimensione, le più esposte a rischi non correlati con la propria attività imprenditoriale, come ad esempio le catastrofi naturali. Più assicurazione favorisce la stabilità e la crescita L assicurazione in Italia ha un grado di diffusione inferiore rispetto a quello che si riscontra, ad esempio, in Francia, in Germania e in altri paesi europei. Promuovere lo sviluppo dell assicurazione significa ridurre la vulnerabilità e rafforzare la stabilità e la crescita del Paese. Chi è assicurato si sente garantito e protetto e, quindi, gode di una migliore qualità della vita. Principali caratteristiche dell attività assicurativa Ma sarebbe sbagliato, peraltro, attribuire all assicurazione un ruolo che non le è proprio, pensare che possa coprire tutto e tutti, senza limiti economici. Il raggio di azione dell industria assicurativa dipende anzitutto dalla sua capacità di copertura dei rischi, capacità condizionata dall entità delle risorse patrimoniali disponibili. Uno svolgimento efficace e corretto dell attività assicurativa richiede, poi, il rispetto di alcuni principi e di alcune condizioni fondamentali. Fra questi, il principio della mutualità, che consente di formare portafogli ampi e omogenei su cui ripartire il rischio; e i criteri di assicurabilità, che fanno si che solo i rischi aventi determinate caratteristiche possano essere coperti con lo strumento assicurativo. Il ruolo economico dell assicurazione e i suoi limiti Dal punto di vista economico, l assicurazione può essere definita come un operazione che consente a individui, famiglie e imprese di coprirsi contro le conseguenze economiche del verificarsi di un rischio determinato, ripartendo tali conseguenze tra una pluralità di soggetti esposti al medesimo tipo di rischio. L assicurato, dunque, si tutela contro gli effetti economici negativi di un rischio, trasferendoli all assicuratore, il quale, assumendo presso di sé una quantità elevata di rischi omogenei, è in grado di ripartire tali conseguenze negative su una pluralità di assicurati, riducendo l onere medio per ogni individuo. L assicurazione, comunque, non può offrire copertura contro ogni tipologia di rischio. Di norma, infatti, l attività assicurativa riguarda i cosiddetti rischi puri, ossia rischi che, al loro verificarsi, possono dar luogo solo a una perdita per i soggetti esposti. Si tratta di rischi alla persona come il rischio di morte prematura, di infortunio o malattia, di rischi relativi alla perdita o al danneggiamento di beni (furto, incendio) e di rischi che possono colpire il patrimonio (tipicamente, rischi di responsabilità). 8

4 Anche così delimitato, il campo dei rischi assicurabili è ulteriormente circoscritto in quanto la tecnica assicurativa, per funzionare con efficacia, prevede l esistenza di alcune condizioni: si tratta dei cosiddetti criteri di assicurabilità dei rischi. Nel dettaglio, un rischio è assicurabile quando sussistono le seguenti condizioni: massa: esistenza di un numero elevato di soggetti esposti al rischio, in modo da rendere più accurata la stima delle perdite prevedibili; omogeneità: i rischi da assicurare dovrebbero avere caratteristiche per quanto possibile simili quanto a dimensione e frequenza; casualità: l evento deve essere fortuito o accidentale e non essere soggetto al controllo di chi è esposto al rischio; indipendenza: l evento non dovrebbe essere tale da colpire contemporaneamente un numero molto elevato di unità a rischio. La necessità di rispettare questi requisiti definisce il campo di azione dell industria assicurativa. Non si può, ad esempio, pensare di attribuire all assicurazione privata un ruolo esclusivo nella copertura dei rischi catastrofali, dove spesso non sussistono i requisiti dell omogeneità (tipicamente il rischio può assumere dimensioni elevatissime) e dell indipendenza (l evento può colpire contemporaneamente moltissime unità esposte al rischio). Questo è il motivo per cui, in genere, il sistema di assicurazione dei rischi catastrofali in vigore in numerosi paesi esteri poggia su una cooperazione fra pubblico e privato, in cui il pubblico interviene per la parte che eccede la capacità di copertura da parte del settore privato. 9

5 2. LA TASSAZIONE DEL RISPARMIO E GLI INVESTIMENTI DI LUNGO PERIODO Le proposte dell ANIA 1) Durante l ultima legislatura sono stati introdotti numerosi provvedimenti che hanno aumentato sensibilmente l imposizione fiscale sul risparmio. Così si rischia di disincentivare i comportamenti virtuosi delle famiglie e di penalizzare l industria italiana di gestione del risparmio. Il risparmio che è un fattore cruciale del Paese va invece incoraggiato, creando idonei incentivi fiscali e garantendo regole chiare e certe. 2) Il settore assicurativo ha registrato un appesantimento del prelievo sulle riserve matematiche del ramo vita, determinato da un ulteriore aumento dell aliquota annua applicata. Detto prelievo costituisce un credito di imposta da recuperare a scomputo delle imposte applicate sui rendimenti delle polizze quando le stesse vanno in prestazione. Poiché ogni anno il versamento dell imposta supera la possibilità di recupero, le compagnie hanno raggiunto uno stock di credito infruttifero nei confronti dello Stato pari a 6 miliardi. Occorre, pertanto, pensare a meccanismi che consentano il recupero di tale ammontare di credito in tempi ragionevoli. 3) L imposizione sui premi di assicurazione danni in Italia è tra le più alte in Europa. È opportuno che si riportino le aliquote in linea, quantomeno, con la media europea. 4) Nonostante l aggravio del prelievo fiscale, l industria assicurativa italiana ha conservato la capacità di investire nel lungo periodo e ha svolto un ruolo stabilizzatore anche durante il recente periodo di forte crisi finanziaria. Occorre che la regolamentazione garantisca le condizioni per svolgere questo ruolo anche in futuro. In proposito, è essenziale un azione forte del nostro Paese nel processo di approvazione del nuovo regime europeo di solvibilità, Solvency II. 5) Va favorita la canalizzazione del risparmio verso gli investimenti di lungo termine. In quest ottica vanno definite le regole attuative dei Piani di Risparmio a medio-lungo termine introdotti nel Le famiglie italiane sono storicamente caratterizzate da una notevole capacità di risparmio. Negli anni recenti si sta indebolendo la capacità di risparmio degli italiani Fino all inizio degli anni Novanta del secolo scorso il tasso di risparmio delle famiglie è stato molto elevato, tra il 20 e il 25% del reddito disponibile. Nell ultimo ventennio, invece, la propensione al risparmio si è ridotta notevolmente, passando dal 22,2% del 1992 all 8,8% del L effetto è stato particolarmente evidente negli ultimi cinque anni. Il risparmio è un fattore importante per il Paese e, come tale, va preservato e incentivato (proposta 1). 10

6 Nel corso dell ultima legislatura sono stati varati numerosi provvedimenti che hanno accresciuto la tassazione sulle forme di risparmio finanziario e assicurativo. Tra questi: In Italia numerose imposte penalizzano, direttamente o indirettamente, il risparmio delle famiglie è stata unificata al 20% l aliquota d imposta sui rendimenti finanziari, elevando quella del 12,5% che gravava sui rendimenti della maggior parte dei prodotti finanziari (azioni, fondi comuni di investimento, polizze, ecc.) tranne quella dei titoli pubblici (che è rimasta al 12,5%) e riducendo quella del 27% che era a carico di altre forme di investimento (depositi e conti correnti postali e bancari, ecc.); è stata introdotta un imposta di bollo sui prodotti finanziari, originariamente dello 0,10%, successivamente incrementata, a partire dal 2013, allo 0,15%; è stata introdotta un imposta sul trasferimento della proprietà di azioni e altri strumenti finanziari partecipativi emessi da società residenti nel territorio dello Stato, nonché su strumenti finanziari derivati che abbiano come sottostante prevalentemente uno o più di tali strumenti (c.d. Tobin Tax ). Queste misure danno origine a notevoli distorsioni, potendo determinare una perdita competitiva del mercato finanziario nazionale. Relativamente alle specificità del settore assicurativo, occorre evidenziare, oltre all appesantimento della pressione fiscale che ha caratterizzato l intero mondo produttivo, due aspetti rilevanti: e particolarmente elevato è il prelievo sulle imprese e sui contratti di assicurazione è ulteriormente aumentato il prelievo sulle riserve matematiche dei rami vita. Si tratta di un prelievo che contravvenendo ai principi della tassazione colpisce un debito delle imprese di assicurazione nei confronti degli assicurati. Le imprese di assicurazione versano annualmente il prelievo e lo recuperano progressivamente vantando un credito fiscale. Lo stock di tale credito è ora pari a circa 6 miliardi. Poiché tale credito è infruttifero, la remunerazione dei prodotti assicurativi è fortemente penalizzata. Occorre, pertanto, individuare meccanismi che consentano il recupero di tale ammontare di credito in tempi ragionevoli (proposta 2); l imposta sulle assicurazioni danni, che viene calcolata sui premi versati dagli assicurati, sconta aliquote tra le più elevate a livello europeo (come si evince dalla tabella che segue), il che determina un forte disincentivo alla stipula di contratti assicurativi. È opportuno che, in Italia, si riportino le aliquote in linea, quanto meno, con la media europea (proposta 3). R.C. Auto R.C. Incendio R.C. Generale Aliquote d imposta sui contratti assicurativi Regno Unito 6,00 6,00 6,00 Olanda 9,70 9,70 9,70 Spagna 8,15 11,15 6,50 Germania 19,00 13,20 19,00 Italia 26,50 (*) 22,25 22,25 Francia 34,20 30,00 9,00 (*) Comprensiva della quota aggiuntiva a favore delle Province. 11

7 Le assicurazioni sono un importante investitore istituzionale Nonostante l evidente penalizzazione dal punto di vista del trattamento fiscale, l industria delle assicurazioni ha conservato e conserva un ruolo primario quale investitore istituzionale. Nel 2012, infatti, l assicurazione italiana ha effettuato complessivamente investimenti per oltre 510 miliardi di euro. con un orizzonte di investimento di lungo termine Questi investimenti sono rivolti soprattutto verso titoli a lungo termine (governativi e corporate ), attraverso un attenta gestione delle scadenze che permette di mantenere gli impegni, anche essi di lunga durata, nei confronti degli assicurati. Le assicurazioni attenuano la volatilità dei mercati Tale caratteristica fa sì che le imprese di assicurazione non abbiano tra i loro obiettivi quello di sfruttare la volatilità a breve dei mercati: non essendo in genere costrette a vendere titoli nelle fasi di forte declino dei corsi, riducono le pressioni pro-cicliche e aiutano a stabilizzare i mercati finanziari. In altri termini, le imprese di assicurazione sono poco inclini alla cosiddetta veduta corta, che rappresenta una della cause alla base della recente crisi finanziaria. e anche durante la recente crisi hanno dimostrato stabilità Durante la recente crisi, il settore non solo è riuscito a mantenere le condizioni di solvibilità senza dover ricorrere ad interventi esterni, ma ha svolto un ruolo fondamentale di stabilizzazione dell economia, destinando una quota rilevante di investimenti ai titoli di Stato italiani (oltre il 40% alla fine del 2012; tale percentuale era pari al 28% nel 2009). In termini assoluti, l ammontare investito dagli assicuratori in titoli governativi italiani era, a fine 2012, di circa 220 miliardi di euro, una cifra equivalente all 11% dello stock di titoli di debito pubblico. La regolamentazione dovrebbe favorire l investimento di lungo termine È necessario che la regolamentazione, sia essa di natura prudenziale, contabile o fiscale, consenta alle imprese assicuratrici italiane di continuare a svolgere questo importante ruolo stabilizzatore e di investitori di medio-lungo termine. In particolare, Solvency II, il progetto europeo di riforma del regime di solvibilità, deve contenere tutti gli strumenti anticiclici idonei a preservare l attuale modello di business degli assicuratori italiani. È necessario, in tal senso, una ferma azione del Governo e della vigilanza durante la negoziazione del testo della direttiva in questione (proposta 4). Il fabbisogno di investimenti a lungo termine aumenta La recente crisi, peraltro, ha messo in luce, accentuandola, una preoccupante tendenza in atto già da qualche anno. In Italia, come in molti paesi europei, si è infatti ridotta notevolmente nel corso degli ultimi anni la capacità, sia del settore privato sia di quello pubblico, di finanziare progetti di investimento a medio e lungo termine, normalmente rivolti alla costruzione di nuove infrastrutture. Il 2% degli asset gestiti dagli investitori istituzionali è allocato in questa tipologia di strumenti: un quinto del loro potenziale, secondo le stime degli esperti. in una fase nella quale si renderebbero più necessari a far ripartire la crescita Questa tipologia di investimenti è essenziale per generare crescita e aumentare la competitività; in una prospettiva di medio-lungo termine, è fondamentale 12

8 definire una strategia coordinata per creare le condizioni affinché, da un lato, riprenda il flusso di investimenti verso progetti infrastrutturali e, dall altro, verso il finanziamento dei settori più dinamici e innovativi dell economia. In particolare delle imprese attive nel comparto della ricerca e dello sviluppo di piccole e medie dimensioni, specie non quotate. La questione è tra le priorità dei maggiori organismi internazionali, tra i quali l OCSE e la Commissione Europea. Quest ultima ha annunciato l elaborazione di un Libro Verde sul tema ( Long Term Financing of the European Economy ), di prossima pubblicazione. Le più importanti organizzazioni internazionali stanno studiando il problema Secondo uno studio dell OCSE, misure volte a incoraggiare il risparmio a lungo termine e a favorire il sistema delle imprese sono previste, tra l altro, in Canada, negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Spagna. La logica è quella di tassare ad aliquota ordinaria (ossia quella che si applica ai redditi di capitale) i guadagni speculativi o comunque di breve periodo (da sei mesi a cinque anni, a seconda dei paesi). Al di là del breve periodo, l aliquota si riduce, gradualmente o in un unica soluzione, o addirittura scende a zero. Promuovere il risparmio e l investimento di lungo termine In Italia sono stati fatti di recente alcuni, timidi, passi avanti. Nel 2011 è stata introdotta una nuova categoria di strumento finanziario i piani di risparmio a lungo termine al fine, si presume, di facilitare gli investimenti finalizzati all innovazione. Tuttavia, non sono ancora state fornite, né a livello normativo né a livello regolamentare, indicazioni sulle caratteristiche che tali strumenti devono avere per fruire dell aliquota di imposta ridotta (12,5%, anziché 20%). Vanno definite in tempi brevi le regole attuative dei Piani in questione (proposta 5). I Piani di risparmio di lungo termine 13

9 3. IL WELFARE 3.1 Previdenza complementare e tutela delle persone non autosufficienti Le proposte dell ANIA 1) Comunicare a tutti i lavoratori la stima dell importo o della forchetta di importi della rata di pensione pubblica che sarà verosimilmente percepita (c.d. busta arancione INPS). 2) Introdurre più flessibilità nel sistema della previdenza complementare: diritto del lavoratore al ripensamento sulla scelta di conferire il TFR, piena portabilità del contributo datoriale, uscita dal sistema più flessibile in caso di difficoltà nel raggiungere i requisiti del pensionamento di base. 3) Favorire la previsione nei futuri rinnovi dei contratti di lavoro a parità di costo complessivo per le imprese di una maggiorazione, in funzione previdenziale, degli aumenti retributivi a favore dei lavoratori più giovani e una destinazione degli eventuali aumenti di produttività alla previdenza integrativa. 4) Introdurre ulteriori incentivi fiscali in fase di accumulazione del montante contributivo: tassazione dei rendimenti realizzati dalla forma di previdenza integrativa solo se erogati ai partecipanti, meccanismi più flessibili di deducibilità dei contributi, in corrispondenza della capacità di versamento variabile nelle diverse fasi della vita lavorativa o in caso di versamenti a favore di figli o nipoti. 5) Promuovere la diffusione delle coperture assicurative contro il rischio di non autosufficienza, valorizzando anche il ruolo che possono svolgere le forme di contrattazione collettiva. L Italia vedrà crescere notevolmente nei prossimi anni l età media della popolazione... Il nostro paese deve prepararsi a gestire, nei prossimi anni, l atteso processo di invecchiamento della popolazione che, a seguito del progressivo aumento della longevità e dei ridotti tassi di natalità, porterà il tasso di dipendenza degli anziani, ossia il rapporto fra persone di almeno 65 anni e persone potenzialmente attive (età 15-64), quasi a raddoppiare nel giro di un trentennio. Alla luce di tale evoluzione, e considerando i vincoli di spesa pubblica, è evidente che un modello di welfare fondato esclusivamente, o in larga parte, sull intervento pubblico sia insostenibile dal punto di vista finanziario. e, dati i vincoli di spesa pubblica, occorre immaginare anche nella previdenza e nell assistenza a persone non autosufficienti un sistema basato sulla cooperazione tra pubblico e privato Come assicuratori promuoviamo il passaggio, peraltro già in corso, verso un nuovo sistema di welfare, basato sulla cooperazione fra pubblico e privato. L attuazione di questo modello richiede la compartecipazione e la responsabilizzazione delle singole persone, delle imprese e delle forze sociali. Per raggiungere l obiettivo, la trasparenza è un requisito indispensabile: lo Stato deve informare i cittadini che non è in grado di proteggere tutti da tutti i rischi, ma che continuerà ad offrire le prestazioni essenziali, tutelando le fasce deboli e incentivando le scelte responsabili dei cittadini. 14

10 Nell area delle pensioni, a fronte della tendenziale riduzione delle prestazioni offerte dal sistema pubblico, rimane insufficiente lo sviluppo della previdenza complementare. Riguardo alla previdenza, le recenti riforme hanno introdotto novità importanti La recente riforma Fornero accelera l introduzione per tutti del metodo contributivo e comporta, per i lavoratori non lontani dalla quiescenza e a condizione che vi sia continuità nella contribuzione, un aumento del rapporto tra la prima rata di pensione e l ultima retribuzione, in ragione dell accresciuto numero di anni di versamenti contributivi richiesti e del più breve periodo di godimento delle prestazioni. Occorre, tuttavia, rilevare che nel corso degli ultimi anni la copertura pensionistica è diminuita. In primo luogo, per la limitata rivalutazione del montante contributivo a causa del negativo andamento del PIL. Inoltre, le trasformazioni in atto nel mercato del lavoro stanno portando a una minore continuità contributiva e a un appiattimento delle carriere, elementi che concorrono ulteriormente a rendere più contenuta la pensione attesa. Nello stesso ambito, la maggiore flessibilità in uscita renderà i percorsi lavorativi più discontinui rispetto al passato....ma rimangono punti di attenzione ancora aperti Rimane sostanzialmente inalterata, quindi, l esigenza di costruirsi un adeguata pensione integrativa, soprattutto per i giovani lavoratori. Invece, ancora quasi tre lavoratori su quattro non aderiscono al sistema integrativo e la partecipazione dei giovani rimane fortemente limitata: meno di un quinto dei lavoratori con meno di 35 anni è iscritto a una forma pensionistica complementare. È in crescita, inoltre, il numero di coloro che sospendono il pagamento dei contributi. Nonostante sia sostanzialmente inalterato il bisogno di previdenza complementare, le adesioni al sistema sono ancora limitate Cosa fare, dunque, per rivitalizzare le adesioni? Soprattutto per coloro che ancora sono sprovvisti di una forma previdenziale, occorre agire innanzitutto sull informazione: tutti i cittadini devono essere consapevoli del proprio futuro previdenziale. Occorre, dunque, comunicare a tutti i lavoratori la stima dell importo della rata di pensione pubblica che sarà presumibilmente percepita (proposta 1). È necessario che tutti siano consapevoli del proprio futuro previdenziale Per convincere, poi, molti cittadini ancora indecisi ad aderire, alcune misure sarebbero di grande aiuto. Ad esempio, realizzare un sistema della previdenza complementare compiutamente aperto e meno rigido di quello attuale. A tal fine occorre introdurre più flessibilità nel sistema: diritto del lavoratore al ripensamento sulla scelta di conferire il TFR, piena portabilità del contributo datoriale, uscita dal sistema più flessibile in caso di difficoltà nel raggiungere i requisiti del pensionamento di base (proposta 2). che il sistema della previdenza complementare sia più flessibile Contrastare la ridotta capacità economica dei lavoratori, soprattutto di quelli più giovani, è un problema più complesso e articolato. Al riguardo, si ritiene che l ambito dei futuri rinnovi contrattuali sia una sede adeguata a individuare che nei contratti collettivi vi sia più attenzione al problema della previdenza per i giovani 15

11 opportune soluzioni. Si potrebbe, ad esempio, stabilire nei futuri rinnovi dei contratti di lavoro attraverso appositi interventi normativi e a parità di costo complessivo per le imprese che gli aumenti retributivi siano redistribuiti in maniera tale da prevedere: 1) una maggiorazione, da destinare a previdenza integrativa, per i giovani; 2) che gli eventuali aumenti di produttività siano riconosciuti a tutti i lavoratori anche sotto forma di maggiore contribuzione alle forme previdenziali (proposta 3). e che si aggiornino le misure di incentivazione fiscale esistenti Sarebbe, infine, importante trovare lo spazio per ulteriori e mirati incentivi fiscali a favore dell accumulazione a fini previdenziali. Ad esempio, introdurre la tassazione dei rendimenti realizzati dalla forma di previdenza integrativa solo in sede di erogazione delle prestazioni ai partecipanti (con il sistema EET) anziché, come avviene oggi, sui rendimenti maturati modalità questa che riduce significativamente il montante a scadenza. Così come sembra opportuno introdurre più flessibilità nelle misure di incentivazione esistenti, estendendo a ogni età lavorativa (quindi anche negli ultimi anni di lavoro) la possibilità di fruire della deducibilità dei contributi versati anche se eccedenti la misura massima prevista, purché nel limite dei contributi non versati (e non dedotti) in anni precedenti, così come attualmente previsto per i lavoratori di prima occupazione. Meccanismi più flessibili di deducibilità dei contributi dovrebbero essere previsti anche in caso di versamenti a favore di figli o nipoti (proposta 4). Nelle attività finanziarie delle famiglie c è spazio per una maggiore attenzione alle forme previdenziali Gli spazi per realizzare questi obiettivi ci sono: le famiglie italiane continuano a detenere uno stock elevato di attività finanziarie, nonostante la riduzione degli ultimi anni della propensione al risparmio, e circa tre quarti di tali attività fanno capo a lavoratori dipendenti o a pensionati. Siamo convinti che l accoglimento di queste proposte possa determinare un inversione di tendenza nell adesione dei lavoratori alla previdenza integrativa. Anche per la tutela delle persone non autosufficienti occorre individuare misure adeguate Anche nell area dell assistenza delle persone non autosufficienti occorre individuare misure adeguate ad incentivare la diffusione di coperture assicurative private, che attualmente sono piuttosto limitate. e anche in questo caso sarà fondamentale il ruolo delle forme collettive In questo contesto, appare decisivo il ruolo delle forme di contrattazione collettiva, che potranno destinare specifiche risorse a questa finalità, eventualmente associando questa tipologia di copertura all interno dei fondi di previdenza complementare anche in termini di rendita vitalizia maggiorata in caso di perdita di autosufficienza, come già previsto per alcune forme previdenziali (proposta 5). come già attuato nel settore assicurativo A conferma dell attenzione al tema prestata dall industria delle assicurazioni, in questo ambito vi è l esempio del Fondo di settore finanziato interamente dai datori di lavoro, che assicura tutti i lavoratori dipendenti, anche dopo che sia cessata la loro condizione lavorativa, contro i rischi della non autosufficienza. 16

12 3.2 Sanità Le proposte dell ANIA 1) L Italia ha un sistema sanitario di tipo universale, che deve essere mantenuto. Vi è, però, un problema di finanziamento del sistema, che può essere risolto tramite una maggiore cooperazione fra pubblico e privato. Occorre definire con chiarezza cosa può offrire il sistema sanitario pubblico, integrandolo con l intervento del privato. 2) Estendere i benefici fiscali alle polizze malattia, attualmente gravate da una imposta sui premi versati del 2,5%, in modo da determinare parità di trattamento con gli altri strumenti integrativi fondi, casse e società di mutuo soccorso che hanno le stesse finalità. 3) Introdurre misure che incentivino la trasparenza sui costi e sulla qualità delle prestazioni sanitarie erogate dal servizio pubblico. Nei prossimi decenni tutti i paesi a economia e welfare sviluppati dovranno fronteggiare costi per la sanità fortemente crescenti, a causa principalmente dell invecchiamento della popolazione. In Italia, intorno al 2050, essi potrebbero portare al raddoppio della spesa sanitaria pubblica sul PIL (circa 7 punti percentuali). Si pone per la sanità, quindi, un problema di sostenibilità finanziaria di lungo termine. Nei prossimi decenni è previsto un raddoppio dell incidenza della componente pubblica sul PIL Da un lato, siamo in presenza di un forte aumento della richiesta di prestazioni che il servizio sanitario pubblico non sembra in grado di soddisfare. Dall altro, il peso della spesa diretta, in forte crescita negli ultimi anni, ricade su chi si ammala, con evidenti disparità tra chi ha disponibilità economiche per curarsi e chi no. con conseguenze negative anche in termini di sostenibilità del sistema Sembra quindi inevitabile perseguire le stesse scelte operate per la previdenza, ovvero dare un deciso impulso allo sviluppo di un sistema di finanziamento multipilastro, che favorisca un maggiore coinvolgimento di fondi sanitari, società di mutuo soccorso e imprese di assicurazione, al fine di organizzare meglio la spesa, migliorare la sostenibilità e l equità complessiva del sistema. Anche nella sanità la scelta obbligata è quella di prevedere un sistema a più pilastri, in cui anche le polizze malattia abbiano pari dignità con i fondi sanitari Per far questo, occorre una definizione chiara delle prestazioni che il sistema sanitario pubblico è in grado di erogare e con quale livello/modalità di compartecipazione alla spesa da parte dei cittadini (c.d. ticket): ciò avrebbe il vantaggio di liberare risorse da destinare agli ambiti che il Servizio Sanitario Nazionale ritiene opportuno presidiare, consentendo allo stesso tempo una reale integrazione delle prestazioni da parte degli operatori privati (proposta 1). In ogni caso, va garantita la copertura universale del sistema sanitario, la tutela delle fasce deboli della popolazione e, quindi, la progressività del costo per la sanità e la protezione dei malati cronici. 17

13 Naturalmente, le modalità di integrazione possono essere diverse. Si può guardare all esperienza della Francia, dove la grandissima maggioranza dei cittadini ha un assicurazione privata che rimborsa la spesa relativa ai ticket. O della Germania, dove ai cittadini con reddito superiore a una certa soglia è lasciata la facoltà di coprire le proprie esigenze sanitarie con una polizza assicurativa privata, versando però un contributo di solidarietà al sistema pubblico. Occorre, poi, garantire la parità di trattamento tra strumenti di sanità integrativa con finalità analoghe (fondi, casse e società di mutuo soccorso). Ciò implica l estensione della deducibilità fiscale anche per i premi delle polizze malattia, attualmente gravati da una imposta del 2,5% (proposta 2). Allo stesso tempo, bisognerebbe provvedere a indicizzare il limite della deducibilità dei contributi, che è pari a 3.615,20 euro fin dalla sua introduzione nel Infine, andrebbero introdotte ulteriori misure per favorire l integrazione tra pubblico e privato nella sanità Infine, per favorire la concorrenza tra i diversi provider di prestazioni sanitarie, andrebbero calcolate e pubblicate le statistiche sui costi e sulla qualità delle prestazioni erogate (proposta 3). Ciò renderebbe più efficiente il lavoro di convenzionamento degli operatori privati che, convogliando le proprie risorse verso le strutture sanitarie ritenute oggettivamente migliori, ottimizzerebbero la spesa innalzando ulteriormente la qualità del servizio offerto. 3.3 Responsabilità civile sanitaria Le proposte dell ANIA 1) Introdurre una più accurata e rigorosa gestione del rischio negli ospedali e nelle strutture sanitarie. 2) Rivisitare il concetto di responsabilità dei medici e degli operatori sanitari. 3) Standardizzare i criteri di valutazione dei danni. 4) Integrare, attraverso la costituzione di appositi fondi, l assicurabilità di determinate specializzazioni mediche particolarmente rischiose. Il tema della responsabilità civile sanitaria è di grande attualità Nel corso degli ultimi anni è significativamente aumentato il numero delle denunce per casi di malasanità, ossia per le richieste di risarcimento dei danni avvenuti per responsabilità dei medici e degli operatori sanitari. Non si tratta di un fenomeno solo italiano; infatti esso ha interessato molti altri paesi. La principale causa del fenomeno è il mutato orientamento della giurisprudenza che ha comportato un aumento delle richieste di risarcimento e del loro ammontare Le principali cause di tale fenomeno sono, all estero come in Italia: una maggiore attenzione dei pazienti alla qualità e ai risultati delle cure ricevute, in parte favorita da alcuni fornitori di servizi di tutela dei danneggiati; l ampliamento dei diritti e dei casi da risarcire da parte della giurisprudenza; 18

14 un deciso aumento degli importi dei risarcimenti riconosciuti dai tribunali, in particolare per i danni non patrimoniali. Le ovvie conseguenze per i sistemi sanitari e per i loro operatori sono state: maggiori difficoltà nei rapporti tra il medico e il paziente; maggiori costi diretti in termini di risarcimenti dovuti ai danneggiati o di prezzi delle coperture assicurative; maggiori costi indiretti derivanti da un ricorso eccessivo e improprio alla diagnostica e alle terapie al fine di ridurre il rischio di essere denunciati dal paziente (c.d. medicina difensiva ). Le conseguenze per i sistemi sanitari sono state l aumento dei risarcimenti e il ricorso alla medicina difensiva Per il sistema assicurativo, e per quello italiano in particolare, le conseguenze sono state duplici. Da un lato, ingenti perdite economiche subite, anche in conseguenza di una tariffazione non adeguata rispetto all aggravamento dei rischi derivanti da decisioni giurisprudenziali. Dall altro, rapporti più difficili con gli assicurati a causa dell inevitabile aumento dei prezzi, delle più stringenti condizioni contrattuali e, in taluni casi, addirittura della mancata copertura. Tali effetti si sono riflessi anche in maggiori criticità per il settore assicurativo Si devono, pertanto, individuare misure utili per mitigare il rischio di malpractice medica, contenere il livello dei costi e incrementare la disponibilità di coperture assicurative. Appare quindi necessario introdurre misure già affermate in ambito internazionale Si può affermare che, in un sistema giuridico come quello italiano, basato sulla responsabilità, le soluzioni possono essere individuate nelle seguenti azioni: una maggiore attenzione e impiego di risorse per ridurre i rischi di possibili errori e malfunzionamenti delle aziende sanitarie (proposta 1); la limitazione del concetto di responsabilità civile di chi esercita la professione sanitaria (proposta 2); la standardizzazione dei criteri di valutazione dei danni con l introduzione, per esempio, di tabelle di valutazione del danno e la definizione di eventuali limiti ai danni non patrimoniali (proposta 3); l integrazione della capacità del mercato assicurativo privato attraverso la costituzione di fondi che coprano particolari categorie di rischio che non dovessero trovare copertura sul mercato privato (proposta 4). In merito alle ultime due proposte, un segnale importante è arrivato dalla Legge 189/2012 che, al comma 2 dell art. 3, prevede l emanazione entro il 30 giugno 2013, con Decreto del Presidente della Repubblica di una serie di misure, tra le quali: la costituzione di un Fondo speciale per garantire la copertura assicurativa a coloro che esercitano professioni sanitarie particolarmente rischiose. Il principio sottostante alla previsione è condivisibile: laddove il rischio raggiunga livelli particolarmente elevati, l attività dell assicuratore privato incontra limiti ben precisi e, pertanto, è necessario l intervento dello Stato. Tuttavia, le modalità di finanziamento del Fondo non sono condivisibili e andrebbero modificate prima dell emanazione del D.P.R.. Infatti, la norma prevede che il Fondo sia alimentato dal contributo dei professionisti che Segnali importanti sono arrivati dalla legge 189/2012 con l istituzione di un Fondo per le categorie di rischio difficilmente assicurabili e l applicazione di tabelle per il risarcimento del danno biologico 19

15 ne chiedano le garanzie, nonché da un ulteriore contributo (fino al 4% dei premi incassati) a carico delle imprese assicuratrici, il che si ripercuoterebbe inevitabilmente sul costo delle polizze. È sicuramente più logico e coerente, invece, che il Fondo sia finanziato in parte dai medici (come già previsto) e in parte da coloro che usufruiscono delle specifiche prestazioni sanitarie, in modo simile a quanto stabilito per il contributo previdenziale gravante sulle parcelle di alcune categorie professionali; l applicazione delle tabelle previste dal Codice delle Assicurazioni in materia di r.c. auto per il risarcimento del danno biologico conseguente all esercizio della professione sanitaria. Anche in questo caso, è positivo il passo verso una maggiore standardizzazione dei risarcimenti, anche se siamo ancora in attesa della pubblicazione a ormai sette anni dalla loro previsione delle tabelle relative alle lesioni gravi nel settore r.c. auto. 3.4 Catastrofi naturali Le proposte dell ANIA 1) Introdurre misure fiscali per favorire la diffusione dell assicurazione delle abitazioni contro i danni da catastrofi naturali. 2) Creare le condizioni per favorire un sistema misto pubblico/privato, in cui una parte del rischio complessivo sia coperta dal sistema assicurativo e una parte eccedente sia a carico del sistema pubblico, anche sulla scorta di alcune esperienze internazionali. L Italia è un paese particolarmente esposto agli eventi catastrofali L Italia è particolarmente esposta alle calamità naturali e alle loro conseguenze, a causa della morfologia del territorio, dell elevata densità della popolazione, delle insufficienti misure di prevenzione. Dal secondo dopoguerra, il complesso dei costi per lo Stato per far fronte a tali eventi è ammontato a 245 miliardi. ma non è dotato di un sistema assicurativo nazionale per far fronte ai danni derivanti da calamità naturali, andando incontro a diverse problematiche di gestione dei risarcimenti A differenza di molti altri paesi sviluppati, il nostro Paese non è dotato di un sistema pubblico-privato per garantire ai cittadini il risarcimento dei danni derivanti dalle calamità naturali. Tali danni vengono risarciti mediante finanziamenti ad hoc che fanno leva sulla fiscalità generale. Tale impostazione comporta le seguenti criticità: l entità del risarcimento non è definita a priori e non esiste la certezza di riceverlo; la tempistica dei risarcimenti è spesso eccessivamente lunga; l erogazione degli aiuti è poco trasparente ed esposta al rischio di fenomeni clientelari, con conseguente uso inefficiente e inefficace delle risorse stanziate; la mancanza di incentivi per una corretta gestione del territorio e per l attuazione di misure di prevenzione del rischio; 20

16 si alimenta l illusione che esista una copertura senza costi : in realtà, il costo degli interventi ex-post pesa sulla fiscalità generale. In Italia, peraltro, il ricorso alle coperture assicurative per gli immobili è penalizzato da un imposta sul premio versato dagli assicurati tra le più elevate in Europa (22,25%). La proposta dell ANIA è, invece, di ridurre drasticamente tale imposta e incentivare la stipula di polizze assicurative, attraverso la deducibilità fiscale dei premi pagati da coloro che assicurano la propria casa, compiendo un responsabile atto di prevenzione (proposta 1). La diffusione di tali coperture concorrerebbe a ridurre l entità dell eventuale intervento pubblico ex-post, in quanto, come è noto, l ammontare complessivo del risarcimento non può eccedere il valore del danno subito. Tali misure rappresenterebbero un passo importante verso una maggiore, ancorché parziale, pianificazione delle risorse necessarie per far fronte ai danni arrecati dalle catastrofi. In Italia l offerta volontaria delle coperture contro tali rischi dovrebbe essere agevolata e non disincentivata da una elevata tassazione del premio A tal riguardo, da molti anni si discute della introduzione di un sistema assicurativo misto pubblico-privato, anche sulla scorta di alcune esperienze internazionali, che avrebbe il pregio di mitigare fenomeni antiselettivi, cioè la tendenza ad assicurarsi solo se si risiede in aree più esposte al rischio, e fornire, grazie all intervento dello Stato, la capacità finanziaria necessaria per far fronte agli eventi che dovessero arrecare danni superiori a quelli sostenibili dal solo sistema privato. Un sistema assicurativo misto pubblico-privato apporterebbe benefici, quali l incentivazione delle misure di prevenzione Come ha evidenziato anche l OCSE, la diffusione di coperture assicurative o l introduzione di un sistema assicurativo apporta numerosi benefici, in quanto incentiva i proprietari a mettere preventivamente in sicurezza le costruzioni, rende più certa, efficiente e meno soggettiva la valutazione dei danni e riduce la pressione sui conti pubblici. Un tale sistema, andrebbe attentamente disegnato con il settore assicurativo per far sì, come suggerito sempre dall OCSE, che l infrastruttura assicurativa privata sia utilizzata al meglio (proposta 2)....ma andrebbe attentamente disegnato 21

17 4. LA R.C. AUTO Le proposte dell ANIA 1) Dopo l ondata regolamentare dell ultimo decennio, limitare gli interventi normativi ai fattori che incidono effettivamente sui costi e sui prezzi della r.c.a. 2) Approvare la tabella per la valutazione economica e medico legale dei danni gravi alla persona. 3) Impiegare la nuova struttura antifrode dell IVASS per una più efficace azione contro le frodi assicurative, coinvolgendo le forze dell ordine e le imprese. 4) Definire una tabella nazionale per il risarcimento dei parenti delle vittime di incidenti stradali, soprattutto in caso di decesso delle vittime stesse, con valori economici coerenti con il resto d Europa. 5) Incentivare la riparazione diretta dei veicoli presso carrozzerie convenzionate. 6) Prevedere un termine di decadenza per la presentazione delle richieste di risarcimento. 7) Costruire un consenso istituzionale sulle azioni da intraprendere, istituendo un tavolo tecnico con tutti gli stakeholders, per valutare gli interventi necessari e i loro effetti economici. Da tempo la r.c. auto costituisce in Italia un tema sensibile dal punto di vista sociale, in quanto interessa tutti quei cittadini che si trovano a pagare un prezzo significativo per assicurare gli oltre 40 milioni di veicoli circolanti. Eccesso di regolazione nella r.c. auto Nel corso dell ultimo decennio sono stati emanati numerosissimi provvedimenti normativi (v. tabella allegata) con l obiettivo di ridurre i prezzi della r.c. auto per la collettività. Obiettivo condivisibile, ma mai centrato perché non si sono affrontati in maniera decisa i fattori strutturali che sono alla base degli alti costi dei risarcimenti in Italia e, quindi, dei prezzi delle coperture. In particolare, gli interventi legislativi sono tutti partiti dal presupposto, errato, che nel nostro Paese i prezzi elevati della r.c. auto siano determinati dalla mancanza di una vera concorrenza tra imprese. Presupposto smentito dalla realtà dei fatti, che registra un amplissima possibilità per i consumatori di sfruttare la vivace concorrenza praticata dalle imprese. Da nostri studi, ma anche dall esperienza che può fare qualsiasi cittadino collegandosi ai preventivatori r.c. auto pubblici e privati, si evince che, per tutte le città e per tutti i profili di assicurati, si configurano margini di risparmio dell ordine del 50% per coloro che pagano i valori massimi e del 20% per coloro che pagano un valore medio. Nonostante l evidenza, si è proceduto a legiferare adottando per la r.c. auto misure ritenute utili per la riduzione dei prezzi che, il più delle volte, hanno avuto esiti esattamente opposti. 22

18 Gli interventi realizzati dal 2000 ad oggi sono stati di varia natura: dal blocco delle tariffe r.c. auto per un anno (che ha prodotto solo un effetto fionda di aumento elevato dei prezzi alla fine del blocco e una condanna dello Stato italiano per violazione delle disposizioni comunitarie sulla libertà tariffaria) all imposizione di sconti per determinate categorie di assicurati (i più rischiosi che hanno beneficiato del c.d. bonus malus familiare o hanno visto abbonato il primo sinistro provocato in concorso di colpa). Sempre nell ottica di ridurre i prezzi, si è intervenuto sulla distribuzione assicurativa, vietando patti di monomandato tra compagnie e agenti e introducendo forme di libera collaborazione tra agenti, nel presupposto che tali misure avrebbero innescato una più accesa concorrenza tra le imprese. Solo di recente sono state introdotte misure da valutare positivamente, delle quali tuttavia si attendono ancora gli effetti. Si sono, infatti, finalmente adottate previsioni per contrastare le speculazioni sui danni alla persona di lieve entità, disponendo criteri più severi per il loro accertamento. Gli interventi normativi positivi Sono state introdotte significative competenze dell Organo di vigilanza al fine di contrastare le frodi assicurative. Positivo è stato anche il percorso di dematerializzazione del contrassegno assicurativo che, in combinato con gli strumenti previsti per il controllo sistematico dell adempimento dell obbligo assicurativo, potrà determinare una contrazione significativa del fenomeno della mancata copertura assicurativa, fenomeno che riguarda milioni di veicoli. È necessario, però, in proposito, abbreviare i tempi (oggi previsti in un massimo di due anni dall emanazione del Regolamento attuativo) per il completamento della dematerializzazione dei contrassegni assicurativi. La crisi economica in atto e la tensione sui prezzi dei carburanti hanno determinato una forte riduzione della circolazione, che si è tradotta in un calo consistente del numero dei sinistri. Perciò l attuale miglioramento della gestione tecnica del ramo r.c. auto è dovuto a fattori più congiunturali che strutturali, anche se le norme che hanno previsto maggior severità nell accertamento dei danni lievissimi alle persone stanno cominciando a produrre effetti positivi su questa importante voce di costo. I prezzi r.c. auto si riducono, ma occorre garantire una riduzione strutturale Già a partire dall autunno 2012 si è assistito a una progressiva riduzione delle tariffe r.c. auto. In particolare, nel trimestre novembre 2012-gennaio 2013 si è registrata, a livello di mercato, una riduzione tariffaria su base annualizzata di quasi il 3%. La riduzione potrebbe continuare nell anno in corso, se venisse confermata la riduzione del numero degli incidenti. La natura congiunturale del miglioramento della situazione, in termini di costi per il sistema e di prezzi per la collettività, evidenzia la necessità di portare a compimento alcune misure che risultano decisive per garantire una stabilizzazione durevole della spesa assicurativa per la r.c. auto (proposta 1). 23

19 Approvare la tabella per la valutazione dei danni alla persona di grave entità L approvazione della tabella per la valutazione dei danni alla persona di grave entità è il provvedimento più importante da adottare (proposta 2), vista la sua incidenza sull ammontare complessivo dei costi dei risarcimenti (5,7 miliardi euro, su un totale di 13,8 miliardi). È un provvedimento previsto dal Codice delle assicurazioni, che risale al Resistenze politiche ingiustificate, visto che i valori economici previsti dalla tabella sarebbero comunque i più elevati in Europa, hanno finora impedito il suo varo. La tabella è stata rivista in aumento per tener conto di esigenze di equo risarcimento e, nonostante ciò, se ne ritarda l uscita. L effetto di riduzione tariffaria che ne deriverebbe nell immediato è stimabile nell ordine del 3%. Ma la sua portata è ben superiore, se proiettata nel medio periodo, poiché la tabella avrebbe l effetto di stabilizzare costi in continua e disordinata crescita e fornirebbe alle imprese elementi di certezza duraturi per il calcolo delle riserve sinistri, il cui ammontare è decisivo per la stima del fabbisogno tariffario e agisce direttamente, dunque, sul livello dei prezzi. Di seguito un confronto da cui si evince che i valori previsti dall ultima Tabella predisposta dal Governo sarebbero in generale, e in particolare misura per le lesioni medie e più gravi, i più elevati in Europa. DANNO MORALE / DANNO BIOLOGICO PUNTI DI INVALIDITÀ I.P. 10% I.P. 25% I.P. 60% I.P. 90% Nazione Età del danneggiato Età del danneggiato Età del danneggiato Età del danneggiato ITALIA ITALIA FRANCIA GERMANIA GRAN BRETAGNA SPAGNA BELGIO OLANDA Per l Italia i valori sono i minimi previsti dalla tabella dello schema di DPR in approvazione. Tali minimi possono, inoltre, essere aumentati fino al 30% dal giudice nel caso concreto. Non viene considerata l inabilità temporanea. ITALIA 1 si riferisce alla prima Tabella predisposta. ITALIA 2 è l ultima Tabella definita a seguito del parere del Consiglio di Stato e di una riconsiderazione del Mise sui valori economici. Impiegare la nuova struttura antifrode dell IVASS come centro di coordinamento delle azioni di contrasto ai fenomeni fraudolenti e speculativi Un ulteriore intervento è in realtà già legge, ma necessita di un attuazione che imprima una svolta nella lotta alle frodi. I nuovi poteri dell IVASS rappresentano un potenziale che non va sprecato né limitato. La struttura antifrode dell Istituto, che dovrebbe operare in stretto contatto con le imprese e con le forze inquirenti, deve essere dotata di infrastrutture tecnologiche e di processi operativi costruiti sulla logica dei modelli investigativi (proposta 3). Quindi, 24

20 non solo incrocio di banche dati, ma supporto alle istruttorie delle imprese e della magistratura nelle azioni di contrasto alle frodi. È inoltre necessario definire una tabella nazionale per il risarcimento del danno morale subito dai parenti delle vittime di incidenti stradali, soprattutto in caso di decesso delle vittime stesse, con valori economici coerenti con quelli in vigore nel resto d Europa, fermo restando il risarcimento del danno patrimoniale. (proposta 4). Definire una tabella per il risarcimento del danno morale dei parenti delle vittime Occorre, altresì, incentivare la riparazione diretta dei veicoli presso le carrozzerie convenzionate in luogo del risarcimento in denaro, come strumento efficace sia per la riduzione dei costi dei danni materiali sia per il controllo antispeculativo dei sinistri (proposta 5). Incentivare la riparazione diretta Si deve poi prevedere un termine di decadenza per la presentazione della richiesta di risarcimento: a parte casi eccezionali (gravi danni alla persona), una richiesta presentata oltre tre mesi dalla data dell incidente è spesso motivata da intenti chiaramente speculativi. Il problema sussiste particolarmente in alcune zone, in cui il 15-20% delle richieste di risarcimento viene presentato oltre i 90 giorni dal sinistro e il 5-7% oltre 365 giorni dal sinistro (proposta 6). Prevedere un termine di decadenza per la richiesta di risarcimento Infine, i provvedimenti realmente utili vanno condivisi attraverso l analisi economica, altrimenti restano annunci privi di effetti. Si propone, dunque, un tavolo tecnico con imprese, consumatori, rappresentanti del Governo, del Parlamento e dell Autorità di vigilanza: una sede adeguata in cui, per ogni intervento proposto, ne venga valutato l impatto economico effettivo (proposta 7). Creare un tavolo tecnico 25

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