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2 INDICE Pag. 3 Alessandra Piccolo Direttore Sipaf Web Strategie per lo Sviluppo: dal Web al Web Marketing; Pag. 5 Maria Pia Ricciardi Direttore Sipaf Legale Mediazione Civile: un Opportunità per le Imprese; Pag. 10 Salvatore Civa Direttore Genesis Centro A Z Nuove Misure e inasprimenti per la lotta all evasione fiscale Inasprimenti e Semplificazioni; Pag. 15 Rosanna Russo Battagliolo Responsabile Senior Genesis Centro A Z Misure per la Crescita; Pag. 18 Carmela Ridolfo Direttore Genesis Centro A Z Previsioni di Liberalizzazioni; Pag. 19 Rosario Ruggeri Direttore Sipaf Lavoro, Sicurezza e Sistemi di Certificazione Aziendale Incentivi per l Occupazione Pag. 22 Giuseppe Lamonica Direttore Sipaf Finanziaria Le Agevolazioni Finanziarie: Prerogative e Difficoltà di Accesso al Credito Pag. 23 Maria La Monica Presidente E.Marwin Consultants La Figura del Broker; Assicurazioni: La Responsabilità Civile Terzi e La Responsabilità del Datore di Lavoro; Pag. 25 Antonino Mastrolembo Barnà Direttore Formazione Professionale La Formazione Continua in Azienda 2

3 ALESSANDRA PICCOLO Strategie per lo Sviluppo: dal Web al Web Marketing Internet (contrazione della locuzione inglese Interconnected Networks, ovvero Reti Interconnesse) è una rete di computer mondiale ad accesso pubblico, attualmente rappresenta il principale mezzo di comunicazione di massa ed il più grande serbatoio di informazione al mondo. Il progenitore e precursore della Rete Internet è considerato il progetto ARPANET, finanziato dalla Defence Advanced Research Projects Agency (inglese: DARPA, Agenzia per i Progetti di Ricerca Avanzata per la Difesa), una agenzia dipendente dal Ministero della Difesa statunitense. In pochi anni, ARPANET allargò i suoi nodi oltreoceano, l'espansione proseguì sempre più rapidamente diventando, con il tempo INTERNET. Nel 1991 presso il CERN di Ginevra il ricercatore Tim BernersLee inventò un sistema che permise una lettura ipertestuale, nonsequenziale dei documenti, saltando da un punto all'altro mediante l'utilizzo di collegamenti (link o, più propriamente, hyperlink). Il primo browser con caratteristiche simili a quelle attuali, il Mosaic, venne realizzato nel Esso rivoluzionò profondamente il modo di effettuare le ricerche e di comunicare in rete. Nacque così il World Wide Web. Nel corso degli anni, abbiamo assistito ad un incremento sempre crescente dell uso della Rete ma soprattutto, alla metamorfosi del suo utilizzo. Dall uso militare e scientifico a quello commerciale e di servizio spendibile in maniera trasversale, in tutti gli ambiti. Un utenza di circa di navigatori soltanto in Italia, fanno di Internet lo strumento più efficace per lo sviluppo delle PMI. Però, affinché questo scenario possa concretizzarsi, è indispensabile un mutamento di mentalità, un azione di sensibilizzazione verso le nuove possibilità di promozione offerte da Internet, attraverso la costruzione di un sito web efficace ed efficiente fruibile altresì su connessioni mobili e promosso anche sui nuovi canali sociali come Facebook e Twitter. Alcuni di questi network sono già molto popolari all estero ma, al solito, faticano ad affermarsi come strumenti di marketing. La diffidenza nasce soprattutto quando si percepisce la necessità di una spesa indispensabile per essere presenti in Rete in maniera professionale, nel rispetto delle regole codificate nelle norme e nella consuetudine, ed in linea con il trend attuale. Questa spesa da molti non viene ancora percepita come un investimento, anche quando si parla di piccole cifre, di molto inferiori al migliaio di euro, ma come una cosa in più tutt altro che indispensabile. Niente di più sbagliato: i ritorni nel guadagno e nella fidelizzazione della clientela esistono, anche se spesso non sono immediati. Ovviamente per raggiungere l obiettivo è indispensabile che la piattaforma telematica, risponda a determinati requisiti: accessibilità, usabilità, soddisfazione. Caratteristiche queste non scontate perché molti siti web sono difficilmente raggiungibili, non assolvono, neppure in minima parte, alle regole che esistono nella rete, non garantiscono omogeneità di immagine. In questo caso, l azienda pur avendo sopportato un costo ha addirittura un nocumento che si sostanzia nell allontanare possibili clienti per mancanza di credibilità. Credibilità che ci viene conferita non soltanto dalla consistenza ed esattezza delle informazioni fornite in merito alla struttura dell azienda, 3

4 ma anche dalla specificità dei servizi offerti erogati in forma diretta, dall interazione con il nostro utente di riferimento, dall organizzazione dei contenuti e quindi dalla pianificazione del web content. Realizzate le pagine con una piattaforma dinamica, collocato in rete il sito, diventa indispensabile veicolarlo con gli strumenti che il web ed il canale tradizionale ci mettono a disposizione. Quindi, è indispensabile l iscrizione nei Motori di Ricerca più accreditati, lo studio di campagne di marketing mirate: social network, banner, mailing list ecc Un discorso analogo ma sicuramente più complesso per l eterogeneità delle norme legislative esistenti, riguarda anche i siti delle Pubbliche Amministrazioni. Diverso infatti è l approccio che obbliga al rispetto delle Linee Guida che segnalano, tra l altro, anche la necessità del rispetto dei contenuti minimi dai quali non si può prescindere. Cito a titolo esemplificativo: organigramma, servizi on line, albo pretorio, suap ecc Di fondamentale importanza è l uso della Posta Elettronica Certificata e questo è ormai un principio codificato anche per le società. La Posta Elettronica Certificata (detta anche PEC) è un sistema di comunicazione simile alla posta elettronica standard con in più alcune caratteristiche di sicurezza e di certificazione della trasmissione che rendono i messaggi opponibili a terzi. La PEC consente infatti di inviare/ricevere messaggi di testo e allegati con lo stesso valore legale di una raccomandata con avviso di ricevimento. Diversa è invece la firma digitale che consente di scambiare in rete documenti con piena validità legale. Possono dotarsi di firma digitale tutte le persone fisiche: cittadini, amministratori e dipendenti di società e pubbliche amministrazioni. Per dotarsi di firma digitale è necessario rivolgersi ai certificatori accreditati o ai loro Centri Locali di riferimento (la Sipafweb è uno di questi), autorizzati da DigitPA che garantiscono l identità dei soggetti che utilizzano la firma digitale. L Italia è all avanguardia nell uso legale della firma digitale. È il primo paese ad avere attribuito fin dal 1997 piena validità giuridica ai documenti elettronici e conta la maggiore diffusione di firme in Europa. La firma digitale è utile nel momento in cui è necessario sottoscrivere una dichiarazione ottenendo la garanzia di integrità dei dati oggetto della sottoscrizione e di autenticità delle informazioni relative al sottoscrittore. La garanzia che si ottiene attraverso il suo utilizzo è l immodificabilità del documento successiva alla sottoscrizione, la sua autenticità, e la certezza della provenienza. Infatti, soltanto il titolare del certificato può firmare digitalmente il documento perché non solo possiede il dispositivo di firma (smartcard/tokenusb) necessario, ma è anche l unico a conoscere il PIN (Personal Identification Number) per utilizzare il dispositivo stesso. Tutto questo, unito al ruolo del Certificatore (garante dell identità del soggetto), forniscono allo strumento firma digitale, caratteristiche tali da non consentire al sottoscrittore di disconoscere la propria firma (fatta salva la possibilità di querela di falso). Esempi tipici dell utilizzo della firma digitale possono essere ricercati in tutti gli adempimenti da effettuarsi verso le amministrazioni che richiedono appunto la sottoscrizione di una volontà: denunce, dichiarazioni di cambi di residenza, di domicilio, richieste di contributi, di esenzioni a pagamenti a causa del reddito o di altre condizioni particolari, ricorsi, ecc. Fra privati può trovare un interessante impiego nella sottoscrizione di contratti, verbali di riunioni, ordini di acquisto, risposte a bandi di gara, ecc. Ancora, la firma digitale trova già da tempo applicazione nel protocollo informatico, nella procedura di archiviazione documentale, nel mandato informatico di pagamento, nei servizi camerali, nelle procedure telematiche d acquisto, ecc 4

5 MARIA PIA RICCIARDI Mediazione Civile: un Opportunità per le Imprese RELAZIONE CONVEGNO DEL 28/01/2012 La mediazione sta facendo parlare di sé in ogni ambito sociale, nel nostro paese è già quasi un anno che si applica; in realtà non è una novità almeno per i paesi Europei dove ormai è regolarmente usata e si colloca tra gli strumenti più utilizzati per la tutela dei diritti fondamentali dei cittadini. Nel nostro paese è stata recepita con la riforma della procedura civile con la L. 69/2009, che ha permesso l introduzione anche nel nostro ordinamento giuridico di un disciplina unitaria sulla mediazione con l emanazione del D. Lgs n 28/2010 e del D.M. 180/2010 in materie civili e commerciali, ossia nell ambito della famiglia, all azienda al luogo di lavoro. Tale strumento è divenuto operativo in Italia il 21 marzo CHE COSA E LA MEDIACONCILIAZIONE La mediazione è un attività svolta da un professionista abilitato, terzo imparziale, finalizzata ad assistere due o più parti affinché le stesse possano raggiungere un accordo amichevole per la composizione di una controversia, con la successiva formulazione di un verbale di accordo, contenente la proposta per la risoluzione della stessa controversia. IL MEDIATORE Dunque il mediatore è una persona fisica, che individualmente o collegialmente svolge mediazione rimanendo privo di potere decisionale, dal rendere giudizi vincolanti per le parti, con il solo scopo di trovare un accordo soddisfacente per entrambi. Il mediatore opera all interno di un organismo di mediazione, che può essere pubblico o privato, accreditato al Ministro della Giustizia, il quale svolge un attività di controllo, sia sull organismo che sui suoi mediatori. Oggi gli organismi accreditati in Italia sono circa 800. TIPI DI MEDIAZIONE Vi sono tre tipi di mediazione: Facoltativa cioè scelta liberamente dalle parti. Demandata quando è il giudice che nel corso del giudizio invita le parti a tentare la mediazione Obbligatoria quando è condizione di procedibilità, cioè prima poter procedere davanti al giudice devono prima tentare la mediazione. MEDIAZIONE OBBLIGATORIA Dal 21 marzo 2011 la mediazione obbligatoria riguarda tutte le controversie che hanno per oggetto una delle seguenti materie: Diritti reali Divisione Successioni ereditarie Patti di famiglia Locazioni Comodato Affitto di aziende Risarcimento danni derivanti da responsabilità medica Risarcimento danni derivanti da diffamazione con mezzo di stampa o altro mezzo di pubblicità Contratti assicurativi, bancari e finanziari Mentre dal 20 marzo 2012 la mediazione sarà obbligatoria nelle controversie aventi ad oggetto materie di Condominio Risarcimento derivante dalla circolazione di veicoli e natanti DURATA DELLA MEDIAZIONE La durata per lo svolgimento del procedimento di mediazione è di massimo 4 mesi. E questo è molto importante se si pensa a quanto durano oggi i processi. Secondo il Ministro della Giustizia, l Avv. Severino, il dato allarmante è che oggi i processi che devono essere ancora definiti sono pari a 9 milioni, a questo si aggiunge l aggravante del fatto che per la definizione di un processo occorrono circa 7 anni e 3 mesi nel civile ( giorni) e 4 anni e 9 mesi nel penale (1753 giorni). Questo ha portato i 5

6 cittadini a chiedere un indennizzo per i ritardi processuali, con una spesa oggi pari a 84 Milioni di euro, la c.d. Legge Pinto. Secondo il Ministro della Giustizia, il dato di maggiore rilievo è quello fornito nel 2011 dalla Banca d Italia secondo il quale l inefficienza della giustizia civile italiana può essere misurata in termini economici come pari all 1% del PIL. Inoltre nella categoria Enforcing Contracts del rapporto Doing Business 2010, l Italia si classifica al 157 posto su 183 censiti, con una durata stimata per il recupero del credito commerciale di giorni, a fronte dei 394 giorni della Germania. Partendo da questi dati e dal presupposto che le interazioni tra economia e giustizia sono fortissime, appare chiaro che in Italia è necessario garantire certezza ed efficienza della giustizia perché ciò consentirebbe di trasformare le criticità del sistema in opportunità di sviluppo e crescita economica. E proprio in questa situazione che si situa la Mediazione come strumento di risoluzione alternativa delle controversie civili e commerciali che con i suo tempi brevi certamente garantisce una risoluzione extragiudiziale di molte controversie garantendo efficienza ed economicità. LA MEDIAZIONE E Semplice: per avviare la procedura è sufficiente compilare la domanda, scaricabile dal sito dell organismo presso il quale si vuole svolgere la mediazione, e presentarlo alla sua segreteria. Riservata: l organismo, il mediatore, le parti e coloro che assistono sono obbligati alla riservatezza da una rigorosa normativa del codice deontologico Imparziale: il mediatore deve agire nei confronti delle parti in modo imparziale, e deve impegnarsi ad assistere equamente tutte le parti nel procedimento di mediazione. Efficace: il verbale di accordo firmato dalle parti in lite, costituisce titolo esecutivo, previa omologazione da parte del Tribunale. Conveniente: alle parti che corrispondono le indennità di mediazione nel caso di successo della mediazione è riconosciuto un credito d imposta fino alla concorrenza di Euro 500,00, in caso di insuccesso fino alla concorrenza della metà: Il verbale di accordo è esente dall imposta di registro fino alla concorrenza di Euro ,00. QUANTO COSTA LA MEDIAZIONE Le spese di mediazione comprendono sia i costi di amministrazione di procedura sia l onorario spettante al Mediatore incaricato dall Organismo per la preparazione e lo svolgimento del tentativo di mediazione. Per le spese di Mediazione è dovuto da ciascuna parte aderente alla procedura di Mediazione l'importo di cui alla sottostante tabelle allegate, che costituiscono parte integrante del presente Regolamento: TABELLA A1 Spese di mediazione per le procedure che rientrano nelle materie in cui il tentativo di conciliazione è condizione di procedibilità di cui all'articolo 5, comma 1, del D.Lgs 28/20102: Valore della lite Spesa (Per ciascuna parte) Fino a ,00 Da a ,00 Da a ,00 Da a ,00 Da a ,00 Da a ,00 Da a ,00 Da a ,00 Da a ,00 oltre ,00 Tutti gli importi di cui sopra sono da intendersi al netto d IVA 6

7 TABELLA B3 Spese di mediazione per le procedure volontarie, delegate e per tutti i settori per cui il tentativo di conciliazione non è condizione di procedibilità. Valore della lite Spesa (Per ciascuna parte) Fino a Da a Da a Da a Da a Da a Da a Da a ,00 130,00 240,00 350,00 600, , , , ,00 Da a ,00 oltre Tutti gli importi di cui sopra sono da intendersi al netto d IVA Gli importi sono determinati da CONCILIAZIONENET ai sensi dell art.16, comma13, del DM180/2010. Il valore della lite è indicato dalla parte istante nella Domanda di Mediazione. Qualora il valore risulti indeterminato, indeterminabile o vi sia una notevole divergenza tra le parti sulla stima, l Organismo, e per esso il suo Responsabile, decide il valore di riferimento, sino al limite di euro ,00, e lo comunica alle parti. In ogni caso, se all esito del procedimento di mediazione il valore risulta diverso, l importo dell indennità è dovuto secondo il corrispondente scaglione di riferimento. Nelle controversie che richiedono specifiche competenze tecniche, qualora l organismo, si avvalga di esperti iscritti negli albi dei consulenti presso i tribunali, il loro compenso viene determinato secondo le tariffe professionali, se esistenti, o diversamente concordato con le parti. C) EVENTUALI RIDUZIONI E AUMENTI DELLE SPESE DI MEDIAZIONE. L'importo massimo delle spese di mediazione per ciascun scaglione di riferimento, come determinato a norma delle suddette tabelle: 1. può essere aumentato in misura non superiore ad un quinto tenuto conto della particolare importanza, complessità o difficoltà dell'affare; 2. deve essere ridotto ad euro 40,00 per il primo scaglione ed ad euro 50,00 per tutti gli altri scaglioni, quando la parte convenuta non partecipa al procedimento. In quest ultimo caso la parte convenuta, che non ha partecipato senza giustificato motivo verrà condannata dal Giudice al pagamento di una sanzione pari al valore del contributo unificato relativo alla causa. 3. deve essere aumentato di un quinto nel caso di formulazione di proposta ai sensi dell'articolo 11 del D. Lgs 28/2010; 4. deve essere aumentato in misura non superiore ad un quarto in caso di successo di mediazione. 7

8 5. nelle materie di cui all art. 5, comma 1, del Decreto Legislativo 28/2010, deve essere ridotto di un terzo per i primi sei scaglioni, e della metà per i restanti, salva la riduzione prevista dal punto 2 del presente articolo, e non si applica alcun altro aumento tra quelli previsti dal presente articolo a eccezione di quello previsto dal punto 4; Gli aumenti e le riduzioni di cui ai precedenti punti, sono calcolati sulla tariffa base di cui alla tabella delle indennità. IPOTESI DI ESENZIONE DELL OBBLIGATORIETA Lo svolgimento della mediazione non preclude: La concessione dei Provvedimenti Urgenti Cautelari La trascrizione della Domanda Giudiziale La mediazione non si applica: Nei procedimenti di ingiunzione inclusa l opposizione, fino alla pronuncia sulla istanza di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione (art. 648 e 649 cpc) Nei procedimenti per convalida degli sfratti o licenza, fino al mutamenti di rito (art. 667 cpc) Nei procedimenti possessori fino alla pronuncia dei provvedimenti reclamabili con cui è accolta o respinta la domanda (Art. 703, comma 3 cpc) Nei procedimenti di opposizione o incidentali di cognizione relativi all esecuzione forzata ( art. 512, 549, 615, 617, 619 cpc) Nei procedimenti in camera di consiglio Nell azione civile esercitata nel processo penale. MEDIAZIONE E IMPRESE La competitività di un Sistema Paese non dipende solo dall intraprendenza degli imprenditori, ma anche dalle istituzioni, in particolare dell istituzione giustizia. La lunghezza di un processo vanifica la certezza del diritto: oggi si va in causa per sfruttare le lungaggini non per ottenere un diritto. Ormai il sistema della giustizia ordinaria è inefficiente e insostenibile per le imprese: il modo in cui un impresa riesce a risolvere le proprie controversie giova molto alla sua immagine, e i tempi lunghissimi con cui i Tribunali risolvono le controversie non rispondono alle esigenze degli imprenditori in modo adeguato, in una ipotesi di conflitto, una gestione dello stesso volta a favorire, dove possibile, una continuità della relazione commerciale. L attività sociale spesso propone, durante tutta la vita della società, una continua negoziazione ed una continua partecipazione della volontà dei soci, sia imprenditori che investitori, e proprio per la gestione del conflitto di interessi diviene particolarmente adeguato una strumento di approccio alla lite di tipo manutentivo e non distruttivo. L inserimento fin dalla nascita della nuova persona giuridica (atto costitutivo e statuto), della clausola di mediazione, quale strumento per la risoluzione delle controversie, propedeutica all arbitrato o al giudizio, rappresenta una tecnica di approccio ed esse che meglio salvaguardano sia lo svolgimento dell attività sociale che gli interessi coinvolti, basato sulla volontà e sulle potenzialità di un nuovo accordo. 8

9 Le adr ( alternative dispute resolution) e la mediazione nello specifico, nonostante sia ancora poco conosciuta hanno dei vantaggi per le imprese preserva le relazioni: i rapporti tra le imprese e tra imprese e consumatori sono per definizione dei rapporti di durata non guarda al diritto ma all interesse: in mediazione si trovano soluzioni che un giudice non troverà mai tempi e costi riservatezza: le aziende spesso non vogliono fare causa perché non vogliono che alcune situazioni escano dall azienda stessa presenza personale delle parti: l imprenditore mantiene sempre il controllo della situazione e decide per sé se funziona, si liberano i tribunali e migliora il sistema! Cosa fare per aiutare le imprese? incentivare l utilizzo della mediazione obbligatoria inserendo una clausola contrattuale scegliere i soggetti di cui fidarsi: i mediatori. Con la Mediazione a regime, ogni anno oltre il 40% delle controversie potrebbero non arrivare mai in giudizio, con conseguente drastica diminuzione del carico di lavoro dei Tribunali. La necessità dell introduzione di questa normativa era già nell aria da svariati anni, in alcune materie ( telecomunicazioni, commercio, consumo etc.) vi sono state delle prove tecniche fino a giungere, facendo tesoro degli errori del passato, al sistema introdotto dal D. Lgs. 28/2010 che appare molto più articolato, organizzato ed efficace dei suoi predecessori. E indubbio che l attuale sistema della Giustizia Civile è diventato un onere quasi insopportabile per il cittadino, ma soprattutto per le aziende, aspettare anni per avere riconosciuto un proprio diritto, dunque quello della mediazione si presenta sicuramente un occasione da non perdere. 9

10 SALVATORE CIVA Nuove Misure e inasprimenti per la lotta all evasione fiscali Inasprimenti e Semplificazionni COME DIFENDERSI NEL CORSO DELLE VERIFICHE FISCALI L attività aziendale può essere oggetto di controlli e/o ispezioni da parte dell Amministrazione Finanziaria; inoltre, indipendentemente dalle verifiche, può accadere che siano commessi errori e/o omissioni, da parte del contribuente, rispetto al corretto assolvimento degli adempimenti tributari (quali, ad esempio, il versamento delle imposte) o che vi sia la necessità di far annullare atti impositivi palesemente illegittimi. La normativa fiscale prevede specifiche linee di difesa, rinvenibili principalmente nello Statuto dei diritti del contribuente, o strumenti deflativi del contenzioso (quali, ad esempio, l accertamento con adesione) o, infine, la possibilità di effettuare, seppur tardivamente, gli omessi o carenti versamenti, beneficiando dell applicazione delle sanzioni in misura ridotta (ravvedimento operoso). Ciò premesso, si schematizzano gli aspetti essenziali delle fattispecie citate, evidenziando i poteri ed i limiti all azione di accertamento, nonché i principali strumenti di difesa a disposizione del contribuente. VERIFICHE FISCALI (D.P.R. 600/73) Verifiche d iniziativa: si procede in base a specifici indirizzi quali, la pericolosità fiscale del contribuente o a seguito di indagini specifiche. Verifiche a campagna: riguardano soggetti che operano nello stesso settore economico quali, ad esempio, specifiche categorie professionali o commerciali. Verifiche a sorteggio: riguardano i soggetti individuati da apposito decreto ministeriale. Verifiche in base a criteri selettivi: fissati annualmente dall Amministrazione Finanziaria. Accessi presso l abitazione: l Amministrazione Finanziaria può disporre accessi, presso l abitazione del contribuente, solo in presenza di gravi indizi di violazione delle norme tributarie e, in ogni caso, previa autorizzazione del Procuratore della Repubblica. Richieste degli organi verificatori: i verificatori possono invitare i contribuenti a esibire o trasmettere atti e documenti rilevanti ai fini dell accertamento. Per i soggetti obbligati alle scritture contabili può essere richiesta anche l esibizione dei bilanci o rendiconti e dei libri o registri. Possono formulare domande con questionari relativi a dati e notizie di carattere specifico, nonché nei confronti di altri contribuenti con i quali abbiano intrattenuto rapporti. Luogo di esecuzione: la verifica tributaria è eseguita presso la sede del soggetto sottoposto a controllo; su richiesta del contribuente, l esame dei documenti amministrativi e contabili può essere effettuata nell ufficio dei verificatori o presso il professionista che lo assiste o rappresenta. POSSIBILI COMPORTAMENTI DEL CONTRIBUENTE DURANTE LE VERIFICHE FISCALI Ostruzionismo: è finalizzato a sollevare tutte le eccezioni possibili, al fine di circoscrivere sia l oggetto sia la durata della verifica. 10

11 Spirito di Collaborazione: si evidenzia in un comportamento al servizio degli organi verificatori, pur nel rispetto degli interessi contrapposti. Il contribuente si può far assistere da consulenti alle operazioni di verifica. Questa esigenza è avvertita dai militari della Guardia di Finanza, bisognosi di un interlocutore per la soluzione immediata di problemi contingenti. Il professionista delegato deve essere attivo e deve evitare atteggiamenti distaccati oppure ostruzionistici, che inaspriscono i rapporti e dilatano i tempi della verifica. Indagini penali: quando una verifica, anche amministrativa, sfocia in rilievi penali, il verificatore dovrà avvisare il contribuente affinché provveda alla nomina del difensore. Durata: la permanenza dei verificatori non può superare i 30 giorni. Processo Verbale: di ogni accesso deve essere redatto processo verbale da cui risultino le ispezioni e le rilevazioni eseguite, le richieste fatte al contribuente o a chi lo rappresenta e le risposte ricevute. Garante del Contribuente: il contribuente, nel caso ritenga che i verificatori procedano con modalità non conformi alla legge, può rivolgersi anche al Garante del Contribuente. NUOVO ACCERTAMENTO SINTETICO E REDDITOMETRO Esso trova il suo fondamento giuridico nell articolo 38 del DPR 29/09/1973, n. 600, che è stato aggiornato dall articolo 22 del Decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122 Circolare Gdf , n. 1. La prevenzione e l attività di contrasto a fenomeni evasivi ed elusivi rientra tra i compiti istituzionali affidati all Agenzia delle Entrate che, per ottemperare a tale compito, adotta diversi strumenti di controllo che consentono, da un lato, di verificare il corretto adempimento degli obblighi tributari e, dall altro, di provocare un effetto dissuasivo che stimoli al massimo l adesione spontanea. L accertamento sintetico è uno degli strumenti accertativi utilizzati nell ambito dell attività di controllo delle persone fisiche, indipendentemente dal fatto che siano o meno soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili. L ufficio finanziario che procede all accertamento sintetico del reddito complessivo, inoltre, ha l obbligo di invitare il contribuente a comparire, di persona o a mezzo di rappresentante, per fornire eventuali elementi di prova a proprio favore, e solo successivamente, di avviare il procedimento di accertamento con adesione. Il nuovo accertamento sintetico si basa: 1. sulla presunzione che qualsiasi spesa sostenuta dal contribuente nell anno d imposta, anche quella per incrementi patrimoniali, sia stata finanziata con redditi posseduti nello stesso periodo (spesometro); 2. sul contenuto induttivo di elementi indicativi di capacità contributiva individuati con decreto ministeriale (nuovo redditometro). Le nuove disposizioni si applicano dagli accertamenti relativi al periodo d imposta L accertamento sintetico si basa su una presunzione legale relativa, in quanto il contribuente ha la possibilità di fornire la prova contraria. 11

12 Elementi di difesa del contribuente: redditi diversi da quelli posseduti nello stesso periodo d imposta; redditi esenti (Bot, Cct e simili) o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta (depositi bancari); redditi comunque legalmente esclusi dalla base imponibile; somme di denaro derivanti da eredità, donazioni, vincite; utilizzo di somme riscosse, fuori dall esercizio dell impresa, a titolo di risarcimento patrimoniale. La determinazione sintetica del reddito è ammessa a condizione che il reddito complessivo accertabile ecceda di almeno 1/5 (20%) quello dichiarato. Esempi di elementi indice di capacità contributiva (Circ. Gdf 1/2008) Rate di mutuo. Canoni di locazione finanziaria, soprattutto in relazione a unità immobiliari di pregio, auto di lusso e natanti da diporto. Canoni per l affitto di posti barca. Spese per ristrutturazione di immobili. Spese per arredi di lusso di abitazioni. Quote di iscrizioni in circoli esclusivi. Rette per scuole private particolarmente costose. Assidua frequentazione di case da gioco. Partecipazione ad aste. Viaggi e crociere. Acquisto di beni di particolare valore (quadri, gioielli). Disponibilità di quote di riserve di caccia o di pesca. Hobby particolarmente costosi (gare automobilistiche). PRINCIPALI NOVITA FISCALI ANNO 2012 (manovre estive, misure salvaitalia, D.L. milleproroghe, legge di stabilità e altre misure) 1. Fabbricati rurali: entro il 30 novembre 2012 tutti i proprietari di fabbricati rurali, che sono iscritti al catasto terreni, devono inserirli al catasto fabbricati, in modo che dal 2012 possano pagare l IMU, se non viene catastato provvedono i Funzionari del Territorio con sanzione fino a Sistri: Sistema di tracciabilità informatica dei rifiuti partirà il 2 Aprile Casa: il bonus del 36% sul recupero edilizio diventa una misura strutturale del Fisco Italiano, e non dovrà essere più prorogata di anno in anno. Il bonus del 55% viene prorogato fino al 31/12/2012 e sarà l ultima proroga dopo ci sarà solo la detrazione del 36%. 4. Casa: il primo appuntamento per l acconto IMU è fissato per lunedì 18 Giugno il pagamento avverrà solo con modelli F24. Per capire esattamente quanto si pagherà bisogna attendere le decisioni dei singoli Comuni. La legge fissa sulla prima casa un aliquota dello 0,4%, con una detrazione di 200 euro maggiorata di 50 euro per ogni figlio residente con età non superiore a 26 anni. Ma il Sindaco potrà alzare o abbassare l aliquota dello 0,2%, oltre ad aumentare la detrazione fino ad azzerare il prelievo sull abitazione principale. 12

13 Sulle seconde case e sugli altri immobili, l aliquota base è dello 0,76%, e il margine di manovra comunale è dello 0,3% in più o in meno. Gli alloggi concessi in uso gratuito a un familiare, saranno trattati come seconde case. 5. Pneumatici: da novembre 2012 le gomme dovranno essere classificate secondo il risparmio energetico che consentono (quindi in base alla resistenza all attrito con l asfalto) e pure riguardo all aderenza sul bagnato e alla rumorosità di rotolamento. I nuovi modelli di vetture dovranno essere dotati di TPMS. 6. Autotrasportatori certificati: entro il 3 giugno tutte le imprese iscritte all Albo dell autotrasporto dovranno dimostrare di possedere i requisiti richiesti dal regolamento europeo 1071/ IVA: dal 1 ottobre 2012 (se non entreranno in vigore norme di modifica su tutte agevolazioni e detrazioni fiscali) le aliquote IVA del 21% e del 10% aumenteranno automaticamente di due punti percentuali. 8. Etichette chiare sui tessili: dall 8 maggio 2012 entra in vigore il regolamento Ue 1007/2011 sui prodotti tessili, che dovranno riportare in etichetta la dicitura 100, puro e tutto. 9. I negozi abbattono i limiti: dal 2012 libertà di apertura di nuovi esercizi commerciali sul territori senza limiti di qualsiasi natura, salve alcune limitazioni. I negozi avranno piena libertà nel fissare l orario di apertura e di chiusura e potranno rimanere aperti 24 ore su 24 e 365 giorni l anno, festività comprese. 10. Addizionali Regionali e Comunali: dalla prossima busta paga si comincia a sentire lo 0,33% aggiuntivo imposto all aliquota base dell addizionale Regionale IRPEF. Mentre l addizionale Comunale IREPF può salire fino allo 0,8 per cento. 11. Superbollo sull auto potente: bollo dovuto per le vetture con oltre 185 Kw. 12. Imbarcazioni e aeromobili: dall 1 maggio 2012 imposta proporzionata in relazione alla lunghezza dello scafo e per i velivoli varia in funzione del peso massimo al decollo. 13. Conti correnti: dal 1 gennaio 2012 scatta l obbligo di comunicazione periodica all Anagrafe tributaria da parte degli operatori finanziari delle movimentazioni dei loro clienti. 14. Capitali scudati: entro il 16 febbraio 2012, gli intermediari finanziari cui i contribuenti persone fisiche si sono rivolti per far emergere le attività finanziarie detenute all estero devono versare l imposta sui capitali scudati. In caso di omesso versamento, viene meno la riservatezza. 15. Plusvalenza tassata al 20%: dal 1 gennaio 2012, aumenta dal 12,5% al 20% l imposta sostitutiva sulle cessioni delle partecipazioni non qualificate e anche sui dividendi ai soci persone fisiche. 16. Detrazioni carichi di famiglia: dal 2012 non vanno più comunicate le detrazioni per i carichi di famiglia e altro, se non sono cambiate rispetto all anno scorso. 17. Cambio del regime dei minimi: dal 1 gennaio 2012 cambiano i minimi. Devono abbandonare il regime circa 500 mila contribuenti. Chi inizierà ed avrà i requisiti godrà di una tassazione ridotta del 5% per 5 anni e non si applicherà nessuna ritenuta di acconto. 18. Per le COOP. aumenta l Ires: dal 2012, per le cooperative a mutualità prevalente, aumenta la quota utili assoggettati a Ires: passa dal 30% al 40% degli utili netti destinati alle riserve indivisibili, mentre passa dal 55% al 65% per le cooperative di consumo e loro consorzi. Inoltre, è stata introdotta, per tutte le coop. la tassazione del 10% degli utili netti accantonati alla riserva minima obbligatoria. 19. Società di comodo: dal 2012 sale al 38% l aliquota Ires (+10,5 punti) per le società considerate non operative. 13

14 20. Rivalutazione terreni e quote: riaperta la rivalutazione dei terreni e delle quote posseduti alla data del 1 luglio Perizia da giurare e imposta da versare entro il 30 giugno Partite Iva non attive: nuova chance per la chiusura agevolata delle partite Iva non più attive, entro il 31 marzo Controversie Agenzia Entrate: dal 2 aprile 2012, per le controversie su atti emessi dall Agenzia delle Entrate fino a 20 mila euro di valore, occorre presentare il reclamo, ossia una richiesta di annullamento totale o parziale dell atto; non si può più presentare un istanza di accertamento con adesione. L ufficio, se non intende annullare l atto né accogliere l eventuale proposta di mediazione del contribuente, può formulare una controproposta. Dopo 90 giorni senza notifica dell accoglimento del reclamo o senza accordo, il reclamo produce gli effetti del ricorso. 23. Interessi legali al 2,5%: dal 1 gennaio 2012 gli interessi legali passano dall 1,5% al 2,5%. 24. Libere professioni: dal 2012 i professionisti possono esercitare l attività tramite società di persone, società di capitali e/o cooperativa. 25. INPS: rincarano i costi Inps + 1,3% per artigiani e Commercianti; + 1% per la gestione separata. 26. Uffici pubblici: dal 1 gennaio 2012 gli uffici pubblici non possono più chiedere né accettare dai privati la documentazione prodotta da altri uffici. AGENZIA DELLE ENTRATE GUARDIA DI FINANZA E LOTTA ALL EVASIONE SONO VENTI CERVELLONI COLLEGATI TRA DI LORO CHE CONSENTONO CON POCHI CLICK DI SAPERE LA STORIA RECENTE E IL PASSATO DAVANTI AL FISCO. SERPICO (servizi per i contribuenti) APPLE (applicazione per la lotta all evasione) PANDORA (finalizzato a contrastare l evasione totale e l impiego di lavoro nero da parte di imprese che hanno eseguito ristrutturazioni edilizie) RADAR ( ricerca e analisi decisionale per l accertamento dei redditi) con tutte le sue declinazioni, dagli studi di settore alle imprese di medie dimensioni. ALTRI. Nomi e target diversi per il grande occhio informatico con cui l Agenzia delle Entrate vede sempre più in tempo reale la posizione dei contribuenti italiani. Informazioni sui redditi, i patrimoni, le principali voci di spesa censite dagli immobili alle auto ma anche gli investimenti effettuati verso l estero e, a partire dal 2012, anche un quadro ancora più definito sui movimenti relativi ai conti correnti bancari. L Amministrazione finanziaria, con tutte queste informazioni e l incrocio dei dati, ha la possibilità di far emergere le anomalie e indirizzare poi i controlli ed eventualmente gli accertamenti. Serpico si prepara ad associare il database di ciascun contribuente a quello di tutti i suoi familiari. 14

15 ROSANNA RUSSO BATTAGLIOLO Misure per la Crescita L incentivo alla capitalizzazione delle imprese Alla fine di uno degli anni più tempestati e complessi che si ricordi, ecco arrivare la quinta Manovra fiscale, (in breve ricordiamo che il Decreto Salva Italia è stato preceduto dal Decreto Sviluppo, la Manovra Correttiva, la Manovra di Ferragosto e la Legge di Stabilità) che si pone quale ambizioso obiettivo quello di riportare il nostro Paese al centro dell arena politica Comunitaria con un rinnovato patrimonio di credibilità strategica ed affidabilità economicofinanziaria. Se è vero che la Manovra Salva Italia è costituita per la sua maggiore parte da nuove imposte e da tagli di spesa, non si può tacere di qualche timido tentativo di rilancio delle attività economiche ed imprenditoriali del Paese. Uno dei pochi provvedimenti volti al rilancio delle imprese è infatti rappresentato dall introduzione di un premio a chi capitalizza la propria impresa denominato A.C.E., acronimo di Aiuto alla Crescita Economica delle Imprese che tanto sembra ispirarsi alla ormai remota Dual Income Tax D.I.T. introdotta nel lontano 1996 dal Ministro delle Finanza protempore Vincenzo Visco. Nella sostanza, il tentativo è quello di incentivare le imprese che si dotano di mezzi propri o che li abbiano incrementati rispetto all esercizio in corso al 31/12/2010, mediante una deduzione dal reddito d impresa prodotto, già a decorrere dall esercizio 2011, con una insolita valenza retroattiva della norma certamente ben gradita. Volendo proporre un parallelo rispetto alla D.I.T., si applicano la stessa logica e gli stessi calcoli per determinare la base agevolata, mentre al contrario della vecchia misura, l attuale A.C.E. non si estrinseca mediante un aliquota agevolata e ridotta, bensì in una detassazione totale di una porzione del reddito imponibile, e non sono presenti vincoli sulla riduzione di debiti, ovvero sull acquisto di beni strumentali nuovi. Stiamo parlando, nello specifico, di un agevolazione che produce effetti immediati, dato che interessa, come già accennato in premessa, il periodo d imposta in corso al 31/12/2011, anche se pare corretto sottolineare che saranno necessari diversi anni prima di poter vedere risparmi d imposta veramente significativi. Infatti, se è vero che l incentivo alla capitalizzazione si calcolerà applicando all incremento patrimoniale che si stratificherà di anno in anno una percentuale di rendimento determinata dal ministero tenendo conto di una maggiorazione per rischio d impresa, è anche vero che per i primi tre anni il tasso è stato già fissato dalla legge al 3%, ciò probabilmente è avvenuto per le ben note esigenze di gettito, ma appare da subito chiaro che tale tasso di remunerazione è ben al di sotto dell attuale valore di mercato. Infatti, se si fosse realmente cercato di misurare il Rendimento Nozionale al rendimento attuale dei titoli di stato garantendo altresì un incentivo al rischio d impresa, tale rendimento avrebbe dovuto essere pari al doppio. In ogni caso, i maggiori effetti benefici del provvedimento in questione si potranno realmente percepire soltanto dopo qualche anno di applicazione del nuovo strumento, ciò perché l incremento di un esercizio continua a valere anche in futuro e si cumula alle nuove ricapitalizzazioni ed i nuovi utili di esercizio registrati dalle imprese, cominciando così a produrre risparmi d imposta rilevanti e crescenti nella misura in cui la percentuale di rendimento nozionale (RENO) si applicherà di anno in anno su una posta di bilancio in continua crescita. 15

16 L A.C.E. costituisce dunque un bonus di lungo periodo, anche se una scossa immediata potrebbe giungere solo se fosse correlata ad incentivi agli investimenti, a maggiori detassazioni ovvero ad ammortamenti accelerati. Dal punto di vista soggettivo, l A.C.E. è applicabile alle società di capitali, enti commerciali, stabili organizzazioni di società o altri soggetti non residenti, anche se è prevista la possibilità di applicare tale strumento anche agli incrementi patrimoniali delle imprese individuali e delle società di persone (a condizione che tengano la contabilità ordinaria) ma tale estensione, peraltro tanto attesa posto che riguarderebbe la stragrande maggioranza delle P.M.I. del nostro paese, è legata ad un futuro decreto ministeriale che dovrà dettarne le regole di attuazione effettiva. Il bonus consiste nell esclusione dalla base imponibile IRES o IRPEF di un importo commisurato agli incrementi di mezzi propri rispetto a quelli esistenti alla data del 31 dicembre Questa deduzione si determina moltiplicando l aumento del capitale proprio per il rendimento nozionale del nuovo capitale e per i primi tre anni il Reno è fissato al 3%, mentre dall anno 2014 varierà in funzione del rendimento medio dei titoli pubblici (attualmente pari a circa il 6,5%). Rispetto alla base di riferimento e cioè rispetto al dato contabile risultante dal bilancio chiuso al 31 dicembre 2010, rilevano come incrementi i conferimenti in denaro (in proporzione ai giorni residui sino alla fine del periodo d imposta, e gli accantonamenti di utili a riserve disponibili, che invece rilevano per l intero periodo). Rilevano come decrementi, al contrario, le riduzioni di patrimonio per attribuzioni ai soci, gli acquisti di partecipazioni di controllo, gli acquisti di aziende o di rami di aziende. Tutti i decrementi rilevano a partire dall inizio dell esercizio in cui si verificano, ciò che ci consente di sottolineare come i criteri di determinazione degli incrementi e dei decrementi di mezzi propri sono del tutto identici a quelli a suo tempo previsti dalla vecchia D.I.T. Per il primo periodo di applicazione della norma agevolativa, quindi per l anno 2011, il capitale proprio finale è dato dal patrimonio netto di bilancio, senza tenere conto dell utile di esercizio. Da questo punto di vista, si può riscontrare una marcata differenza rispetto alla vecchia D.I.T. e questo potrebbe significare che un eventuale apporto in denaro effettuato nel corso del 2011 dovrebbe rilevare integralmente per i calcoli della tassazione del reddito relativo all anno 2011, senza quindi dover essere ragguagliato all anno stesso. Nel caso di società di capitali, è possibile un calcolo immediato di convenienza, fatto euro il capitale investito in azienda, la detassazione sarebbe pari a euro con un risparmio di IRES pari a 825 euro (il 27,5% di 3.000), con ciò determinando un rendimento fiscale dei mezzi propri immessi nella società pari allo 0,825% che si innalza all 1,14% per le società di comodo che dall esercizio 2012 sconteranno la super IRES del 38%. Ma se ipotizziamo che nei tre esercizi successivi ( ) la società registra un utile di periodo di euro e non lo distribuisce neppure in parte ai soci, ecco che il progressivo cumularsi dei benefici determinerebbe un risparmio d imposta pari a nel 2012 ( di incremento x 3% x 27,5%), a nel 2013 ( di incremento x 3% x 27,5%) ed infine pari a nel 2014 ( di incremento x 3% x 27,5%) con il risultato che i euro di apporto di capitale iniziale del 2011 hanno fruttato in quattro anni un risparmio d imposta pari a

17 Di primo acchito si può rilevare che il rendimento di investimenti finanziari certamente meno rischiosi è oggi nettamente superiore, per cui è probabile che gli imprenditori favoriranno l incremento di mezzi propri per motivi diversi dall attrattiva fiscale e che quest ultima si risolverà quindi in una lieta e non prioritaria sorpresa. Infine, non possiamo omettere di rilevare che, in sede di conversione in legge del decreto Salva Italia, è stato modificato il primo periodo del comma 5 dell art.1 che adesso così si esprime: il capitale proprio esistente alla chiusura dell esercizio in corso al 31 dicembre 2010 è costituito dal patrimonio netto risultante dal relativo bilancio, senza tenere conto dell utile del medesimo esercizio. Ciò significa che la base di riferimento da cui partire per calcolare l incremento dei mezzi propri apportati alla gestione aziendale doveva comunque considerare il patrimonio netto dell esercizio in corso al 31 dicembre 2010 in quanto appare indiscutibile che l incentivo si applicherà da subito già sul Modello Unico 2012 per l esercizio 2011 e che concorrono a determinare tale incremento (nel primo anno di applicazione) i conferimenti in denaro perfezionati nel corso del 2011 nonché gli utili che verranno accantonati a riserva con l esclusione di quelli accantonati a riserve non disponibili. Si ritiene opportuno evidenziare altresì che, mentre gli incrementi derivanti dai conferimenti in denaro rilevano con decorrenza dalla data del versamento, quelli derivanti invece dall accantonamento di utili rilevano dall inizio dell esercizio in cui le relative riserve si sono formate. Da quanto sopra accennato deriva che, ad esempio, per il 2011 eventuali aumenti di capitale proprio dell ultima parte dell esercizio stesso avranno un impatto molto limitato in termini di risparmio d imposta, per poi dispiegare interamente i propri benefici effetti negli esercizi successivi. 17

18 CARMELA RIDOLFO Previsioni di Liberalizzazioni LIBERALIZZAZIONI: D.L. 24 GENNAIO 2012 N 1 Assicurazioni: Aumentano le tutele contro le truffe RC Auto; Gli agenti assicurativi dovranno sottoporre ai clienti almeno tre diversi preventivi. Banche: Le banche che condizionano le concessioni di mutui alla stipula di polizze vita dovranno presentare ai Clienti almeno due preventivi, provenienti da almeno due diversi gruppi assicurativi; Nuove commissioni interbancarie che regolano l utilizzo delle carte di credito, con una riduzione degli oneri per gli esercenti; Previsto un nuovo conto corrente costo ZERO. Benzinai: Possono acquistare i carburanti da grossisti meno cari, anche se non hanno il marchio a cui fa riferimento l impianto; I grandi impianti con superficie minima di 1500 m² potranno vendere anche prodotti diversi dai carburanti: giornali, alimenti, bevande, ricambi auto etc Nessun limite per i distributori self service fuori città. Commercio: Abrogate le norme che prevedono limiti numerici, autorizzazioni, licenze, nulla osta o preventivi atti di assenso dell amministrazione per l avvio di un attività economica. Farmacie: Almeno 5mila farmacie convenzionate in più, in media dovrà esserci una farmacia ogni 3mila abitanti; Viene estesa la libertà d orario e di turni; Possono effettuarsi sconti anche su farmaci di fascia A se non sono rimborsati dallo Stato. Imprese: Costituzione di un tribunale ad HOC per le imprese per rendere più rapido l iter professionale; S.R.L. SEMPLIFICATA: possibilità per i giovani che non hanno ancora compiuto i 35 anni di età. Tali tipi di società non necessitano di atto pubblico per la costituzione, in quanto basterà una comunicazione unica dell atto costitutivo al Registro delle Imprese, in esenzione da diritto di bollo e segreteria. Inoltre possono essere costituiti anche con un solo socio e con un capitale sociale simbolico di un euro. Notai: Aumento della pianta organica in ogni distretto. Obiettivo: aumentare in prospettiva la concorrenza nella categoria e diminuire così i costi per imprese e famiglie. Professionisti: Abolite le tariffe, scatta l obbligo che il compenso deve essere pattuito per iscritto al momento del conferimento dell incasso e preceduto da un preventivo. Taxi: Più licenze, turni e tariffe flessibili. IVA Immobili: Modifica della disciplina IVA delle locazioni e delle cessioni di immobili abitativi, prevedendo alcune ulteriori ipotesi in cui tali operazioni possono sfuggire al regime di esenzione di IVA. 18

19 ROSARIO RUGGERI Incentivi per l Occupazione RIFORMA APPRENDISTATO Tra le novità del maxiemendamento (al DDL stabilità 2012) approvato dal Consiglio dei Ministri del 2 novembre vi è la riforma dell apprendistato: infatti la Legge di stabilità prevede che, a partire dal primo gennaio 2012, verrà azzerata per tre anni la contribuzione a carico del datore di lavoro nelle aziende che hanno fino a nove dipendenti. Attraverso appositi decreti, il Ministero del Lavoro stanzierà allo scopo 200 milioni di euro, nell ambito del Fondo per l occupazione. L apprendistato, secondo il Testo unico (DLgs 14 settembre 2011, n. 167, in vigore dal 25 ottobre scorso), è un contratto di lavoro per il quale è prevista, oltre all attività di lavoro, anche la formazione necessaria per conseguire la qualifica per la quale il lavoratore è stato assunto. Ed ancora, oltre alla formazione impartita sul luogo di lavoro, l apprendista deve frequentare, durante il normale orario di lavoro, percorsi di formazione esterna. Solamente a queste condizioni i datori di lavoro potranno beneficiare delle previste agevolazioni, che sono pari a quasi il 100% degli oneri assicurativi e previdenziali. L impegno del datore di lavoro in ordine alla formazione dell apprendista si manifesta con l incarico a un tutor interno di assistere l interessato per trasmettergli le necessarie competenze professionali e favorire l integrazione tra le attività di formazione interna ed esterna. Nelle aziende con meno di 15 dipendenti e nelle imprese artigiane la funzione di tutor può essere svolta direttamente dall imprenditore. La formazione esterna prevista dal contratto di apprendistato non deve superare le 120 ore nel triennio. Spetta alle singole Regioni, d intesa con i sindacati, disciplinare le modalità di questo tipo di formazione, tenendo conto, comunque, che le lezioni devono essere svolte durante l orario di lavoro e in strutture esterne all azienda accreditate dalla Regione. Alla fine dei corsi di formazione gli apprendisti dovranno avere acquisito le competenze di tipo tecnicoscientifico e operativo in relazione alle diverse figure professionali. Non solo, dovranno anche aver appreso conoscenze relazionali, nozioni di organizzazione, di gestione e di economia aziendale, normativa sul rapporto di lavoro e sulla salute e sicurezza sui luoghi di lavoro. PROGGETTO AMVA Apprendistato e Mestieri a Vocazione Artigianale AMVA Apprendistato e mestieri a vocazione artigianale è un Programma promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, attuato da Italia Lavoro. Il Programma intende promuovere l applicazione del contratto di apprendistato, per incrementare i livelli occupazionali dei giovani nel mercato del lavoro italiano. In particolare l obiettivo è quello di sostenere e diffondere gli strumenti volti a favorire la formazione on the job e l inserimento occupazionale di giovani che si trovano nello stato di svantaggio. L azione, sviluppata sull intero territorio nazionale, coinvolgerà gli attori del mercato del lavoro, i giovani (da 15 a 35 anni) e le aziende dei comparti produttivi tipici della tradizione italiana. Ambito delle attività Il Programma si realizza attraverso due linee di intervento: un azione di sistema, che prevede di rafforzare la cooperazione tra Stato, Regioni, Servizi per il lavoro, Associazioni di Categoria e Imprese sui temi dell apprendistato, delle Botteghe dei Mestieri e la Creazione di Nuova Impresa con particolare riferimento a comparti produttivi propri della tradizione italiana; 19

20 una sperimentazione operativa, all interno della quale saranno promossi dispositivi, modalità operative e strumenti per favorire la formazione on the job, l inserimento occupazionale in sinergia con la Rete di attori costituita proprio grazie all azione di sistema. Nell ambito della linea di intervento "sperimentazione operativa" saranno realizzate 3 attività: Intervento per la promozione del contratto di APPRENDISTATO. Tale azione è finalizzata alla promozione e diffusione di un uso più incisivo di dispositivi e strumenti volti a favorire l inserimento occupazionale di giovani da 15 a 29 anni. Per le aziende che assumeranno giovani con contratto di apprendistato sono previsti: o euro di contributo per ogni giovane, che abbia compiuto quindici anni e fino al venticinquesimo anno di età, assunto con contratto di apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale (in tutti i settori di attività); o euro di contributo per ogni giovane di età compresa tra i diciassette e i ventinove anni, assunto con contratto di apprendistato professionalizzante o di mestiere (in tutti i settori di attività). Sperimentazione di un modello per formare giovani all interno di BOTTEGHE DEI MESTIERI quali strutture impegnate nei comparti produttivi propri della tradizione italiana, individuate mediante un avviso pubblico (110 "botteghe dei mestieri" in altrettante province). Per questo tipo di azione sono previsti i seguenti incentivi: o euro mensili per ogni bottega di mestiere in cui 30 giovani disoccupati svolgono un tirocinio semestrale per la formazione on the job; o 500 euro mensili per giovani (30 per le 110 province) inseriti nelle botteghe che beneficeranno di un periodo (6 mesi) di formazione lavoro in azienda. Beneficiari Le azioni poste in essere dal Programma sono rivolte alle imprese residenti su tutto il territorio italiano e a giovani che intendono avviare un impresa nei comparti produttivi tipici della tradizione italiana. Destinatari Le ricadute occupazionali previste dal Programma riguardano i giovani di età compresa tra i 15 e i 35 anni che si trovano nello stato svantaggio (REG. CE 800/2008). Committenti Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali Direzione Generale per le politiche attive e passive del lavoro. Durata dell attività Data di inizio: 03/08/2011 Data di fine: 31/01/2014 ISI INAIL 2011 INCENTIVI ALLE IMPRESE PER LA SICUREZZA SUL LAVORO in attuazione dell'art. 11, comma 5, D.Lgs. 81/2008 e s.m.i. 1. OBIETTIVO Incentivare le imprese a realizzare interventi finalizzati al miglioramento dei livelli di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Possono essere presentati progetti di investimento e per l'adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale. 2. AMMONTARE DEL CONTRIBUTO L'incentivo è costituito da un contributo in conto capitale nella misura del 50% dei costi del progetto. Il contributo massimo è pari a euro, il contributo minimo erogabile è pari a euro. Per le imprese fino a 50 dipendenti che presentano progetti per l'adozione di modelli organizzativi e di responsabilità sociale non è fissato il limite minimo di spesa. Per i progetti che comportano contributi superiori a è possibile richiedere un anticipazione del 50%. 20

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