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2 DIRETTORE RESPONSABILE Carlo Ricci SEGRETERIA E SERVIZI Silvia Demichelis COORDINAMENTO GIORNALISTICO Luca Tabasso Antonella Ricci PROGETTO GRAFICO Silvia Demichelis Nicoletta Troncon COPERTINA Massimo Ricci DIREZIONE REDAZIONE, AMMINISTRAZIONE casa editrice l'annuario VIA SANTA GIULIA, NIZZA MONFERRATO (AT) TEL R.A. FAX internet: SEDE LEGALE Corso Matteotti, Torino STAMPA E IMPIANTI FOTOLITOGRAFICI Litografia Fabiano - Canelli (AT) La Direzione non è responsabile dei testi redazionali, delle opinioni espresse dagli Autori, né dei messaggi pubblicitari pubblicati in conformità alle richieste dell inserzionista. Gli articoli elaborati a cura della Redazione di Piemonte Energia Ambiente sono stati predisposti su atti, documenti e dati reperiti presso la Regione Piemonte - Assessorato Ambiente ed Energia, Assessorato Agricoltura e Assessorato Politiche per la Montagna Foreste e Beni Ambientali. La Casa Editrice informa che i dati pubblicati, relativi alle schede tecnico-anagrafiche, sono inseriti gratuitamente e potranno essere rettificati o cancellati, sempre gratuitamente, su richiesta degli interessati. I dati (forniti anche verbalmente in passato dalle Aziende alla Casa Editrice) vengono trattati in modo lecito, secondo correttezza e in conformità alla Legge 675/96 sulla tutela della privacy; sono inoltre registrati, organizzati e conservati in archivi e utilizzati per l invio di proposte commerciali e promozionali. La Casa Editrice declina, pertanto, ogni responsabilità per eventuali omissioni ed errori contenuti in questa edizione. NUMERO UNICO Stampa: Maggio 2 Pubblicità inferiore al 45% PIEMONTE ENERGIA AMBIENTE si propone un duplice obiettivo: da un lato, diffondere una conoscenza completa e imparziale di materie tanto importanti per il benessere della popolazione e la tutela del territorio, dall altro di presentare un resoconto del lavoro svolto negli ultimi anni dalle numerose realtà coinvolte. L intendimento è quello di formare e informare, offrendo un quadro articolato e aggiornato dei diversi settori di intervento ambientale ed energetico, sia in un ottica di sensibilizzazione dell opinione pubblica, che di esposizione delle strategie adottate in ambito regionale, nazionale ed europeo. Questa pubblicazione, pertanto, non si rivolge ai soli addetti ai lavori, ma ambisce a rappresentare un utile strumento di studio, lavoro e riflessione per un pubblico più vasto, incluso il mondo della scuola. É doveroso ricordare che per la realizzazione di questa monografia la Casa Editrice L Annuario una realtà piemontese ben radicata nella regione, ma forte di una consolidata esperienza in Italia e all estero, testimoniata da due autorevoli periodici specializzati quali ITALIA ENERGIA e ENERGY TECHNOLO- GIES FROM ITALY si è potuta avvalere della preziosa collaborazione di istituzioni, centri di ricerca, imprese, associazioni ed esperti del settore che, con grande sensibilità, hanno fornito un contributo determinante. A tutti un sentito ringraziamento. L Editore TUTTI I DIRITTI RISERVATI Notizie ed articoli possono essere riprodotti solo a seguito di autorizzazione dell Editore e comunque citandone la fonte. PREZZO DI COPERTINA: L (Euro 12,8) Art. 74, comma C, DPR del 26 ottobre 1972, IVA assolta dall Editore. Associato all USPI Unione Stampa Periodica Italiana 1

3 S O M M A R I O L ENERGIA E L AMBIENTE IN ITALIA 4 La domanda di energia elettrica in Italia nel 1999 (ENEL) 6 L attività petrolifera nel 1999 (Unione Petrolifera) 7 Le previsioni energetiche al 215 (Unione Petrolifera) 9 Il nuovo mercato elettrico e i clienti idonei (Luca Tabasso) 11 Il decreto per il riassetto del mercato del gas naturale (Luca Tabasso) 13 Il Libro Verde per le energie rinnovabili (Luca Tabasso) 15 Il Portafoglio Verde per le fonti rinnovabili (Redazione Piemonte Energia Ambiente) 16 L Autorità per l energia elettrica e il gas 16 I vertici di Enea, Eni ed Enel 17 Le Società del Gruppo Enel 18 Il Gruppo Italgas, la ricerca e l ambiente (ITALGAS, Tecnica Innovazione e Sviluppo Tecnologico) 19 Il bilancio 1999 del Ministero dell Ambiente (Luca Tabasso) 23 La Delibera Cipe sugli impegni di Kyoto (Redazione Piemonte Energia Ambiente ) 26 La carbon tax (Redazione Piemonte Energia Ambiente ) 28 Il sistema delle Agenzie Regionali per l Ambiente (Intervento delle Regioni alla III Conferenza Nazionale delle Agenzie Ambientali) 3 I costi esterni dei trasporti: produzione, uso e smaltimento dei veicoli (Andrea Molocchi, Responsabile Studi AMICI DELLA TERRA di Roma) L ENERGIA E L AMBIENTE IN PIEMONTE 33 Primi orientamenti per la predisposizione del Piano Energetico Regionale (Redazione Piemonte Energia Ambiente) 37 Strumenti per la promozione di iniziative finalizzate al miglioramento del sistema energetico ambientale piemontese 41 I clienti idonei in Piemonte (Deliberazione della Giunta Regionale n del 7/2/2) 42 Le Province e l energia nel processo di decentramento amministrativo (Giuseppe Gamba, Assessore all Ambiente della Provincia di Torino - Silvio De Nigris, Consulente Ambientale) 44 Le Agenzie Locali per l Energia (Gian Mario Varalda, Direttore Agenzia Provinciale per l Energia del Vercellese e della Valsesia, Coordinamento Agenzie Piemontesi per l Energia) 48 L ambiente in montagna (Alberto Buzio, Presidente della Delegazione Piemontese UNCEM) 5 L industria, l energia e l ambiente (Ermanno Maritano, Responsabile Servizio Energia e Ambiente FEDERPIEMONTE) 54 Dalle piccole e medie imprese particolare attenzione ai temi della sicurezza e dell ambiente (Carlo Taverna, Segretario FEDERAPI Piemonte) 2

4 55 La cogenerazione civile e industriale in Piemonte (Levio Bottazzi, Commissione Energia CISPEL Piemonte) 58 Fonti e tecnologie energetiche per migliorare la qualità della vita (Vanda Bonardo, Presidente Legambiente Piemonte, ONLUS - Gian Piero Godio, Responsabile Settore Energia Legambiente Piemonte, ONLUS) 6 Ecologia e ambiente naturale: quale rapporto? (Paolo Durio, Direttivo ITALIA NOSTRA di Torino, Docente di Ecologia della Facoltà di Medicina Veterinaria, Università degli Studi di Torino) 62 Il sistema energetico del Piemonte (Emidio D Angelo, ENEA) 7 Le pubblicazioni di Agrienergia (Unità Agrienergia, Assessorato Regionale all Agricoltura) 73 Le biomasse di origine forestale (Direzione Economia Montana e Foreste) 75 Experimenta: parco delle energie rinnovabili (Presentazione) 76 L analisi idrologica della Valle Orco (Nicola Brizzo, AEM Torino S.p.A.) 81 Le concessioni idroelettriche per microcentraline di potenza inferiore ai 3 kw non collegate alla rete (Stefano Bechis, Università degli Studi di Torino, Dipartimento di Economia e Ingegneria Agraria, Forestale e Ambientale) 84 Il Piano d azione RESET per le energie rinnovabili (Roberto Pagani, Gruppo SOFTECH) 85 La certificazione energetica e ambientale degli edifici (Pierluigi Martini, Segretario SEIT) 88 Il Piemonte, provincia petrolifera di vertice in Italia (Raffaele Romagnoli - Riccardo Varvelli, Politecnico di Torino, Docenti della Perforazione Petrolifera e di Produzione e Trasporto degli Idrocarburi) 91 La rete di distribuzione carburanti in Piemonte (Antonella Ricci) 94 Lo smantellamento della centrale nucleare di Trino Vercellese e la sistemazione del combustibile nucleare irraggiato (Ivo Tripputi, SOGIN) 96 Il trattamento e il condizionamento dei rifiuti radioattivi presso il centro ricerche Saluggia (Giuseppe Rolandi, ENEA) 97 L attività della Regione Piemonte in campo ambientale (Assessorato Regionale per l Ambiente e l Energia) 1 Il Progetto GAIA (Redazione Piemonte Energia Ambiente ) 11 La struttura e gli obiettivi dell ARPA Piemonte (Giovanni Teppa, Responsabile Ufficio Stampa ARPA Piemonte) 13 Environment Park: un parco scientifico-tecnologico per l ambiente (Marco Operto, Environment Park) 15 La legge regionale sulla Valutazione di Impatto Ambientale -VIA (Redazione Piemonte Energia Ambiente ) 17 Una legge contro l inquinamento luminoso (L.R. n. 31 del 24/3/2) 18 Una legge contro l inquinamento atmosferico (L.R. n. 43 del 7/4/2) 19 La Regione Piemonte e le bonifiche alla luce delle nuove normative (L.R. n. 42 del 7/4/2) 11 La gestione dei rifiuti nella Regione Piemonte (Redazione Piemonte Energia Ambiente ) PROFILO DELLE AZIENDE CHE OPERANO SUL TERRITORIO NAZIONALE NEL SETTORE ENERGETICO-AMBIENTALE ELENCO AZIENDE PER SETTORE MERCEOLOGICO 3

5 L ENERGIA E L AMBIENTE IN ITALIA La domanda di energia elettrica in Italia nel 1999 Aumentata del 2,3% rispetto al 1998, la domanda elettrica italiana è risultata in espansione soprattutto al centro e nel settore terziario ENEL L a domanda elettrica in Italia nel 1999 è stata di 285,8 miliardi di kwh, con una crescita del 2,3% rispetto all anno precedente, valore leggermente inferiore a quello registrato nel 1998 (+ 2,9% nei confronti del 1997). Tale risultato, positivo nel complesso, sconta una dinamica congiunturale differenziata nel corso dell anno: dopo un primo semestre piuttosto fiacco, nel quale è proseguita la fase riflessiva della domanda iniziata nel corso del 1998, si è osservata, nella seconda parte dell anno, una dinamica decisamente più vivace. La crescita della domanda elettrica è risultata diffusa su tutto il territorio nazionale (+ 1,8% nell area nord occidentale, + 2,3% nell area nord orientale, + 2,5 al centro e + 2,2 nel meridione), con una punta del 3,9% nelle due isole maggiori. LA COPERTURA DELLA DOMANDA L incremento della domanda elettrica al lordo dei consumi per pompaggio nel 1999, pari a 7, miliardi di kwh, è stato coperto da un aumento della produzione netta nazionale per 5,7 miliardi di kwh, e da maggiori importazioni nette dall estero per 1,3 miliardi di kwh. La maggior produzione netta nazionale è derivata esclusivamente da impianti dei Terzi (+ 6,4 miliardi di kwh) mentre la produzione netta da impianti ENEL è risultata in flessione di,7 miliardi di kwh. Circa metà della maggior produzione dei Terzi è stata venduta all Enel ai prezzi incentivati previsti dal CIP 6/92, mentre la metà restante è stata BILANCIO DELL ENERGIA ELETTRICA IN ITALIA Valori provvisori - Milioni di kwh / / 98 Produzione Lorda Idrica Termica Geotermica Eolica e fotovoltaica Consumi per servizi ausiliari Idrici Termici Geotermici Eolici e fotovoltaici Produzione netta Idrica Termica Geotermica Eolica e fotovoltaica Ricevuta da fornitori esteri TOTALE IMMESSO IN RETE Ceduta a clienti esteri Consumi per pompaggi Richiesta Perdite di rete in % della richiesta (6,4%) (6,6%) ,3% 9,%,6% 4,5% 62,4% 1,4% 5,9% 1,% 7,4%,% 2,3% 9,1%,6% 4,3% 62,% 2,2% 2,3% - 41,3% 6,3% 2,3% -,6% CONSUMI Agricoltura Industria - Ind. di Base - Siderurgica - Metalli non ferrosi - Chimica - Materiali da Costruzione - Cartaria - Ind. non di base - Alimentare - Tessile, Abb. e Calzature - Meccanica - Mezzi di trasporto - Lavoraz. plastica e gomma - Legno e mobilio - Altre manifatturiere - Costruzioni - Energia ed Acqua Terziario Usi domestici ,5% 2,9% 1,5% -,1% - 4,2% - 2,8% 1,3% 2,7% 2,9% 3,1% 4,3% - 1,% 2,4% 3,6% 2,6% 1,8% 5,8% 6,% 7,4% 5,% 2,4% Tab. 1 4

6 L ENERGIA E L AMBIENTE IN ITALIA RICHIESTA E CONSUMO DI ELETTRICITÀ PER REGIONI - ANNO 1999 (Valori provvisori - Milioni di kwh) RICHIESTA 99/ 98 CONSUMI 99/ 98 PERDITE 99/ 98 Piemonte Valle d Aosta Liguria Lombardia Trentino Alto Adige Veneto Friuli Venezia Giulia Emilia Romagna Toscana Marche Umbria Lazio Abruzzo Molise Campania Puglia Basilicata Calabria Sicilia Sardegna ,2% 1,8%,3% 2,3% 3,3% 2,2%,6% 2,8% 2,5% 3,% 2,1% 2,6% 2,1% 3,2% 2,3% 2,3% 2,2% 1,1% 4,3% 3,% ,6% 2,4%,4% 2,3% 3,1% 2,7%,7% 2,7% 2,4% 3,1% 1,8% 2,7% 1,9% 3,% 2,4% 2,3% 3,1% 3,% 5,4% 3,5% ,9% 17,3% 6,7% 4,3% 6,1% 5,2% 4,7% 5,% 6,% 1,4% 5,5% 8,4% 3,5% 7,4% 9,8% 7,3% 9,2% 13,9% 11,5% 5,7% ITALIA ,3% ,5% ,4% Tab. 2 prevalentemente destinata a clienti vecchi (dei distributori) e nuovi (idonei). Complessivamente, la produzione nazionale netta pari a 252,7 miliardi di kwh (+ 2,3% rispetto al 1998) è stata sostenuta per 178,8 miliardi di kwh da impianti dell Enel (-,4%) e per 73,9 miliardi di kwh da impianti di Terzi produttori (+ 9,5%). Alla produzione nazionale netta hanno contribuito la fonte idroelettrica con 51, miliardi di kwh (+ 9,1% rispetto al 1998), la fonte termoelettrica tradizionale con 197,2 milairdi di kwh (+,6%), la fonte geotermoelettrica con 4,1 miliardi di kwh (+ 4,3%) ed infine la fonte eolica e fotovoltaica con,4 miliardi di kwh (+ 62%). I CONSUMI DI COMBUSTIBILI I prodotti petroliferi, utilizzati per coprire poco più del 41% dell intera produzione termoelettrica tradizionale (tale quota nel 1998 era del 5,6%), hanno fatto registrare nel 1999 un decremento del 18% nei consumi, cui corrisponde una minor produzione di 18,9 miliardi di kwh rispetto all anno precedente. Il minor ricorso ai prodotti petroliferi è stato bilanciato dalla crescita del consumo di gas naturale, che ha quest anno raggiunto, per la prima volta, una quota sul totale della produzione termoelettrica nazionale pari a quella dei prodotti petroliferi (41%; era il 33,8% nel 1998). L incremento della produzione da gas naturale è stato di 16,2 miliardi di kwh, con un utilizzo complessivo di 19,8 miliardi di metri cubi (+ 21,7% rispetto al 1998). Il restante 18% della produzione termoelettrica tradizionale è stato coperto dall utilizzo del carbone (+ 2,1% rispetto al 1998) e dagli altri combustibili; in particolare nel 1999 è aumentato l utilizzo dell orimulsion negli impianti Enel, con una produzione di 5 miliardi di kwh. I CONSUMI DI ENERGIA ELETTRICA PER ATTIVITÀ ECONOMICA L industria, che nel 1998 ha registrato mediamente una crescita del 1,5%, è il settore che nel corso dell anno ha manifestato con più evidenza un andamento ciclico. Dopo i primi mesi, nei quali è proseguita la stagnazione dei consumi elettrici osservata nella seconda parte del 1998, si sono manifestate, negli ultimi mesi del 1999, dinamiche più sostenute. La crescita dei consumi industriali appare interessare tutti i settori, tranne due comparti dell industria di base (siderurgica e metallurgica) per i quali continuano a registrarsi andamenti recessivi, ed il comparto tessile con consumi stagnanti. Una dinamica superiore al trend osservato negli anni scorsi ha interessato sia i consumi elettrici del terziario (+ 5% nel 1999 a fronte del 3-4% degli ultimi anni) che i consumi elettrici del domestico (+ 2,5% a fronte del 1% circa degli ultimi anni). 5

7 L ENERGIA E L AMBIENTE IN ITALIA L attività petrolifera nel 1999 I consumi petroliferi italiani hanno mostrato una flessione del 2,2% rispetto al 1998, a causa di un netto aumento dell utilizzo di gas naturale Unione Petrolifera N el 1999 la fattura petrolifera italiana, ossia l esborso per l acquisto all estero di petrolio, si attesterà intorno ai 18. miliardi di lire. Sebbene in aumento di circa 5.6 miliardi rispetto a quella del che fu eccezionalmente esiguarisulta tuttavia inferiore a quella del 1996 e 1997, ed in linea, sostanzialmente, con le fatture di questo decennio. Questa normalità, che sembra sorprendente alla luce dell elevato livello dei prezzi attuali, si spiega essenzialmente con il valore depresso degli stessi prezzi nel primo trimestre dell anno, cresciuti poi ininterrottamente nei restanti nove mesi. La quotazione media dell anno, per il mix di greggi importati dal nostro Paese, è stata infatti di 17 dollari/barile (contro i 12,6 del 1998). Si tratta, ancora una volta, di una quotazione del tutto armonica con le quotazioni medie degli anni novanta, in presenza di consumi pressappoco equivalenti (compresi tra i 96 milioni di tonn. del 1995 ed i 93 di quest anno). La fattura energetica, che misura il costo di tutta l energia importata, ha avuto un incremento determinato per intero dal petrolio: miliardi di lire (da a 29.6 miliardi di lire). Gli aumenti delle quotazioni del petrolio si trasmettono infatti con un certo ritardo sui prezzi delle altre fonti (soprattutto gas ed energia elettrica), che non hanno quindi subito sostanziali variazioni nel corso dell anno. Per quanto riguarda il 2, le ipotesi di fattura petrolifera, in quanto dipendenti dalle forti incognite sull andamento delle quotazioni del dollaro, risultano estremamente ardue da formulare. Si può comunque prefigurare un ampia forcella che va da 22 mila miliardi di lire, nell assunto ragionevole di una quotazione di 2 d/b e di un valore del dollaro di 1.8 lire, ad un ammontare di oltre 35 mila miliardi nell ipotesi assai pessimista di una quotazione a 3 d/b ed un dollaro oscillante sugli attuali livelli di 1.9 lire. Sempre nel 1999 si deve registrare un discreto aumento (+ 1,7 per cento) della domanda di energia del Paese, attestarsi a 183 milioni di Tep (tonnellate equivalenti petrolio). Si tratta di un incremento di quasi un terzo superiore al tasso di crescita economica, a conferma di una tendenza, già evidenziatasi da qualche anno, ad un allentamento del legame tra i due fenomeni (sviluppo economico/consumi di energia). Quanto al concorso di ciascuna fonte, si nota una sensibile contrazione (- 2,2 per cento) del petrolio, che tuttavia continua a contribuire a più della metà della copertura energetica nazionale (5,7 per cento), ed un forte balzo in avanti (+ 8,7 per cento) del gas naturale, che incide ora per il 3 per cento sulla domanda globale. Per la flessione dei consumi petroliferi è stato determinante l olio combustibile, la cui domanda (19,7 milioni di tonnellate è scesa di oltre il 17 per cento per effetto di una robusta conversione al gas naturale negli usi termoelettrici. Assai più contenuti i decrementi di gasolio riscaldamento (- 2,6 per cento), i cui volumi complessivi sono stati pari a 3,7 milioni di tonn., e della benzina (- 1,1 per cento), con una domanda globale di 17,7 milioni di tonn. In forte aumento, quale conseguenza della ripresa del diesel, il gasolio auto (+ 5,3 per cento), i cui volumi di domanda complessiva (18 milioni di tonn.) hanno superato quelli della benzina. Quanto ai prezzi industriali dei principali prodotti si evidenzia un incremento nel corso dell anno compreso tra il 5 per cento (benzina senza piombo) ed il 6% (gasolio auto). In valore assoluto tali prezzi evidenziano tuttavia incrementi inferiori, seppure di poco, a quelli registrati delle quotazioni internazionali Platt s degli stessi prodotti. Nel 1999, il complessivo gettito fiscale sugli oli minerali è stimato ad oltre 63. miliardi (+2,2 per cento) con un aumento di 1.3 miliardi rispetto al Da notare, in particolare, che le imposte sulla benzina, pari a quasi 32 mila miliardi di lire, hanno subito una lieve flessione per effetto della marginale contrazione dei consumi e per la riduzione, in questo ultimo bimestre dell anno, di 3 lire di accisa, a parziale recupero delle quotazioni del greggio. 6

8 L ENERGIA E L AMBIENTE IN ITALIA Le previsioni energetiche al 215 Entro 15 anni, si assisterà a una progressiva contrazione dei consumi di prodotti petroliferi e a un contestuale aumento della richiesta di gas naturale. E la previsione dell Unione Petrolifera Unione Petrolifera C rescita dei consumi energetici complessivi e conseguente aumento delle emissioni inquinanti, progressiva contrazione della domanda di petrolio e, soprattutto, di carbone e rapida espansione della richiesta di gas naturale. Sono questi i dati principali contenuti nell ultima edizione delle Previsioni di domanda energetica e petrolifera italiana al 2-215, la consueta proiezione annuale dell Unione Petrolifera che raccoglie oltre venti tavole di analisi e statistiche energetiche. Lo studio dell Unione Petrolifera, presentato in febbraio, prevede un incremento dei consumi primari dai 181,4 milioni di tonnellate equivalenti petrolio (tep) del 1999 ai 191 milioni del 25, fino ai 192,9 milioni del 21 e ai 193,5 milioni del 215. L intensità energetica complessiva, rimasta costante dal 199 al 1999, si ridurrà del 13,5% entro il 21 e del 2% al 215. Il consumo energetico pro-capite salirà invece dai 3,2 tep attuali ai 3,3 del 22, rimanendo poi intorno a tale valore per tutto il periodo considerato. In questo quadro - nonostante i miglioramenti di efficienza e il previsto apporto crescente delle fonti rinnovabili - le emissioni di CO 2 cresceranno dai 426 milioni di tonnellate del 1999 ai 435 milioni del 21, per poi scendere a 428 nel 215. A questa data, le emissioni di CO 2 saranno ancora superiori del 7% a quelle del 199. Inoltre, a seguito della contrazione dei consumi, le emissioni derivanti dalla combustione di prodotti petroliferi saranno inferiori del 16% a quelle del 199, mentre quelle del gas naturale risulteranno raddoppiate. Nell ambito del ricorso alle diverse fonti primarie, lo studio prevede una contrazione del carbone, determinata da una minore domanda nei settori cokerie, cementifici e domestico (in crescita, viceversa, la richiesta della termoelettrica); un aumento significativo della richiesta di gas naturale (soprattutto nella termoelettrica) dai 67,9 miliardi di mc del 1999 agli 89 del 21 fino ai 93 del 215; e, infine, un sensibile DOMANDA ENERGETICA PRIMARIA (milioni di tep) Solidi Gas Naturale Import. nette di Energ. Elettr. Prodotti petroliferi Petrolio: C.B.C. (1) Fonti Rinnovabili (2) Totale Domanda 15, 39,1 7,4 92,1 8,2 161,8 12,7 44,9 7,9 95,6 9,7 17,8 11,7 47,8 8, 94,1 1,7 172,3 12,3 56, 8,6 91,6 1,1 11,8 181,4 12,1 57,4 8,8 92,1 1,2 11,6 183,2 11,6 62,5 8,2 91,9 1,4 12,1 187,7 11,3 64,5 7,8 91,4 1,7 12,4 189,1 1,9 66,4 7,3 91,1 1,8 12,7 19,2 11, 68,5 7, 89,3 1,9 13,3 191, 1,3 73,4 5,9 84,4 2,1 16,8 192,9 9,7 76,7 5,4 8,1 2,3 19,3 193,5 Variazione % annua 1,,9 2,3 1,,9,7,6,4,2,1 PIL ( miliardi 1995) Variazione % annua TEP per Miliardo di PIL 1677, ,3 1, ,5 1, ,1 1, ,4 2, ,7 2, ,7 1, ,4 1, ,7 1, ,3 1, ,2 1,6 78 Popolazione presente: milioni a metà anno TEP pro capite 56,9 2,8 56,6 3, 56,9 3, 57,2 3,2 57,4 3,2 57,7 3,3 57,8 3,3 57,9 3,3 58, 3,3 58, 3,3 58, 3,3 (1) Combustibili a Basso Costo: emulsioni di greggi pesanti ad alto tenore di zolfo (Orimulsion) e Olio Combustibile Atz di qualità non conforme alle specifiche di cui si prevede l impiego per uso termoelettrico. A tali combustibili si attribuisce un potere calorifico di 65 Kcal/Kg. (2) Comprende: A - Energia elettrica di origine idrica (al netto dei pompaggi); geotermica; vegetali, biomasse, RSU; eolico, fotovoltaico, energia da pressione. Fonte: Unione Petrolifera Rilevazioni e Analisi Tab. 1 7

9 L ENERGIA E L AMBIENTE IN ITALIA VALUTAZIONE ORIENTATIVA DELLE EMISSIONI DI CO 2 ANNO 199 ANNO 1997 ANNO 1999 ANNO 25 ANNO 21 ANNO 215 M.tep Energia (**) M.tonn CO 2 M.tep Energia (**) M.tonn CO 2 M.tep Energia (**) M.tonn CO 2 M.tep Energia (**) M.tonn CO 2 M.tep Energia (**) M.tonn CO 2 M.tep Energia (**) M.tonn CO 2 Solidi fossili Gas naturale Petrolio (1) 15, 39,1 82, ,7 47,8 83, ,3 56, 81, , 68,5 79, ,3 73,4 74, ,7 76,7 7, Totale (1) I milioni di tep di energia corrispondono al totale consumo del Paese (inclusi i Residui da gassificare per produzione di Energia Elettrica e i combustibili a Basso Costo) al netto del feedstock della petrolchimica, dei lubrificanti, dei bitumi, dei bunker marina e con il carboturbo assunto per i 2/3. Fonte: Unione Petrolifera Rilevazioni e Analisi Tab. 2 incremento delle fonti rinnovabili, il cui peso percentuale raddoppierà al 215 (1%) rispetto al 199. Per quanto riguarda la richiesta di elettricità, l Unione Petrolifera ipotizza una crescita dai 286 TWh del 1999 ai 328 del 21 e ai 386 del 215, sulla base di un tasso medio annuo di aumento del 2,4% fino al 25, dell 1,7% fino al 21 e dell 1,6% nei cinque anni successivi. Nel settore della generazione di elettricità, lo studio prevede un aumento significativo del contributo dei combustibili a basso costo, in prevalenza costituiti da emulsioni di greggi pesanti ad alto tenore di zolfo (Orimulsion). Il consumo complessivo di prodotti petroliferi, dopo la leggera risalita registrata negli ultimi anni, inizierà una graduale ma progressiva contrazione, fino a toccare nel 22 un valore di 84,8 milioni di tonnellate (contro i 94,3 milioni del 1999). Di conseguenza, il contributo della fonte petrolifera al soddisfacimento della domanda energetica totale italiana (51% nel 1999) scenderà al 45% nel 21 e al 43% nel 215. Suddividendo le previsioni per prodotti, la benzina registrerà una sistematica contrazione, dai 17,6 milioni di tonnellate del 1999 ai 13,1 del 215. La domanda di gasoli è attesa invece in costante recupero fino al 24, ma in leggera discesa nel periodo successivo; in particolare, la richiesta di gasolio auto crescerà fino al 25 per poi ridimensionarsi, mentre proseguirà la discesa del gasolio riscaldamento fino alla soglia di consumo (2,5 milioni di tonnellate) attribuibile alle zone geografiche che non saranno servite dal metano. Nel complesso, la domanda di carburanti (gpl, carboturbo, benzina, gasolio auto, gasolio agricolo-marino) raggiungerà nel 25 i 44,3 milioni di tonnellate, ma negli anni successivi scenderà progressivamente fino a toccare nel 215 i 41,7 milioni di tonnellate. Un calo ancor più accentuato riguarderà i consumi di olio combustibile, che a causa della concorrenza del gas naturale e dell Orimulsion nella generazione elettrica passeranno dai 15,6 milioni di tonnellate del 1999 agli 8,8 del 215. L ultimo aspetto affrontato dalle previsioni dell Unione Petrolifera riguarda il parco auto italiano, che vedrà una crescente presenza delle vetture a gasolio, un moderato aumento delle vetture a gpl e il raddoppio delle auto a metano tra il 21 e il 215. I veicoli elettrici continueranno invece ad avere un incidenza del tutto marginale. 8

10 L ENERGIA E L AMBIENTE IN ITALIA Il nuovo mercato elettrico e i clienti idonei Prosegue l attuazione del Decreto Bersani per la liberalizzazione dell elettricità italiana Luca Tabasso N el nostro Paese la data ufficiale di nascita del clienti idoneo, anche se soltanto sulla carta, è il 1 aprile 1999 quando entra in vigore il decreto sull apertura del mercato elettrico n. 79/99 (cosiddetto Decreto Bersani) che all art. 2, comma 6 ne dà la definizione ( la persona fisica o giuridica che ha la capacità, per effetto del presente decreto, di stipulare contratti di fornitura con qualsiasi produttore, distributore o grossista, sia in Italia che all estero ) e all art. 14 ne detta la disciplina di qui al 22. L Autorità per l energia dal canto suo battezza ufficialmente la nuova figura giuridica e professionale, quello che secondo alcuni è o almeno dovrebbe essere il vero vincitore della dura battaglia che si è combattuta per aprire il mercato, il successivo 3 giugno, data di approvazione della delibera n. 91/99 con la quale - in applicazione del decreto elettrico - vengono definite modalità di riconoscimento e di verifica della qualifica di cliente idoneo assieme all istituzione di un apposito elenco aggiornabile. In precedenza ed anche successivamente, la stessa Autorità (come pure l Antitrust, che vigila sui processi generali della concorrenza) erano intervenute per vanificare tentativi di condizionare la scelta dei potenziali clienti idonei di affrancarsi dagli attuali fornitori per stipulare nuovi contratti di fornitura. Significativa in questo quadro la delibera dell Autorità n. 158/99 del 2 ottobre con la quale si è permesso ai clienti idonei, con preavviso di un mese, di recedere dal contratto in essere e cambiare il vecchio fornitore (Enel o imprese municipalizzate). Il provvedimento ha riguardato i contratti annuali (per i pluriennali la facoltà di recesso è regolata dalla delibera n. 78/99 del 22 giugno) che rappresentano più del 99% del totale delle tipologie contrattuali industriali. In tal modo, la clientela potenzialmente interessata all offerta di fornitori alternativi a quelli presenti sul mercato, titolari di regime in esclusiva, ha acquistato il diritto al riesame della durata del proprio contratto anche se rinnovato di recente. Fino a quel momento la facoltà di recesso unilaterale non era prevista e questo limitava notevolmente la possibilità per i nuovi consumatori di cogliere tempestivamente le offerte. Senza dimenticare che, nel caso in cui l avvio della nuova fornitura non fosse stato contemporaneo al termine di scadenza del precedente contratto, il cliente era obbligato a sottoscrivere un nuovo impegno contrattuale con l effetto di dilazionare ulteriormente l arrivo del mercato libero. Fin qui una breve cronistoria e la normativa essenziale di riferimento, ma quello che più interessa è vedere chi sono a tutt oggi i clienti idonei e se il braccio di ferro che ha preceduto ed accompagnato l approvazione del decreto è servito o meno per aprire effettivamente il mercato. Insomma, il mercato libero del quale il cliente idoneo costituisce il punto di riferimento obbligato ed essenziale è davvero in fase di sviluppo oppure il cammino da compiere è ancora molto lungo? L ultimo aggiornamento dell elenco messo a punto sulla base delle comunicazioni fatte pervenire all Autorità, evidenzia una realtà abbastanza variegata in fase di lenta ma graduale evoluzione. Rispetto alle prime comunicazioni, il numero dei clienti idonei è salito ora a 413 con una netta prevalenza dei clienti finali (322) seguiti dai gruppi di imprese e dai consorzi. Più o meno quanto si poteva prevedere sulla base delle attese del mercato e delle inevitabili difficoltà, anche burocratiche e procedurali, sul cammino dei nuovi operatori. Il numero dei consorzi semmai è destinato a diminuire con il tempo, mano a mano che, scendendo la soglia minima individuale per accedere al mercato libero secondo le scadenze del decreto elettrico, diminuisce anche l interesse per queste forme di aggregazione. Di contro, con il gennaio 22 entrano nel mercato i clienti multisito che si aggiungono a quelli singoli, elevando il numero di presenze in questa particolare tipologia. Nella fase più ravvicinata, i consorzi, che inte- 9

11 L ENERGIA E L AMBIENTE IN ITALIA ressano soprattutto la media e piccola industria, saranno peraltro condizionati dall imminente riforma tariffaria annunciata dall Autorità per l energia e quindi dalla loro durata, più o meno prolungata rispetto alle diverse fasi di apertura del mercato. Quanto agli obiettivi che ci si pone, il consorzio sembra la forma giuridica migliore per imprese, come quelle indicate, abbastanza simili in termini di consumo e tipologia di produzione. La società consortile sembra invece più indirizzata per riunire associazioni territoriali di categoria, imprese già di per sè clienti idonei e consorzi. Tra le altre tipologie, era scontato che i grossisti presentassero uno sviluppo iniziale contenuto ma, tutto sommato, il mercato sembra averli attirati fin d ora in maniera significativa. In fondo, questa nuova figura operativa dovrebbe rendere più dinamica la filiera elettrica del libero mercato e quindi potrà esplicare tutti i suoi effetti soltanto successivamente, specie quando sarà attivata la borsa dell energia. Per ora non è un caso allora che il grossista risulti niente di più di un articolazione creata dagli stessi soggetti elettrici integrati (Enel, Edison, alcune municipalizzate con l aggiunta di poche società ad hoc come Energia Spa). L obiettivo, naturalmente, è ben diverso ed è quello di creare veri e propri broker completamente indipendenti. La distribuzione geografica vede la netta prevalenza dei clienti idonei nell Italia settentrionale. Lombardia, Veneto e Piemonte da sole, con 219 soggetti, coprono più della metà del numero complessivo. Al riguardo una ricerca del Rie (Ricerche Industriali ed Energetiche) di Bologna, oltre ad analizzare con efficacia tutti gli elementi, settoriali e quantitativi del processo di liberalizzazione, evidenzia come il ritmo di apertura del mercato, nel corso degli anni, sia maggiore proprio al Nord, caratterizzato dalla presenza di numerose piccole e medie imprese, che rappresentano le soglie di consumo via via più basse previste nelle fasi successive. Quanto ai settori di attività economica più interessati alla liberalizzazione (esclusi i consorzi) sempre il Rie sottolinea come questi siano quelli della siderurgia, della chimica, della meccanica, dei mezzi di trasporto e della carta che già nell ipotesi di minore apertura del mercato costituiscono nel complesso il 51% dei siti eligibili ed il 62% dei rispettivi consumi. I dati resi noti dall Autorità quantificano in circa 44,5 miliardi di kwt i consumi potenziali complessivi dei soggetti idonei. Netta la prevalenza dei clienti finali con 36,4 miliardi di kwt, in significativa salita sul dato precedente. La relativa distribuzione geografica non introduce novità rispetto a quella già illustrata della dislocazione dei soggetti idonei. Le tre Regioni in testa alla classifica (Lombardia, Veneto e Piemonte) con quasi 23 miliardi di kwt coprono da sole oltre il 5% del totale. Se confermate le previsioni che parlano, alla fine del 1999, di consumi complessivi di energia elettrica pari a circa 267 TWh e considerando che il 3% di apertura del mercato, previsto per quest anno dal decreto elettrico risulta pari a 8 miliardi di kwt, la situazione attuale vede dunque aprirsi una fetta di mercato che è poco più della metà di quanto potrebbe essere. E poco, è tanto (considerate le prevedibili difficoltà di avvio)? Appare indubbio che se togliamo dal totale di apertura del mercato l autoconsumo (che è pari a circa il 1% dei consumi) allora l attuale livello di apertura è tale da configurare una certa vivacità. Il contrario, naturalmente, nel caso opposto. Ma il vero problema, in questa fase, non pare tanto quello della domanda quanto quello dell offerta. A fronte infatti di un mercato libero in pieno sviluppo sta il collo di bottiglia rappresentato da un offerta limitata e comunque condizionata. Il riferimento, quantomeno in quelli che possono definirsi i grandi numeri, è ai circa 22 miliardi di kwt delle importazioni appena autorizzate dall Autorità (per ora comunque tutte ancora sulla carta), ai circa 2,5-2,6 miliardi di kwt di produzione Edison (tra centrali dedicate ed eccedenze con elevata regolarità) cui si aggiungono altri 2,5 miliardi di kwt di altri produttori Cip 6/92. Arriviamo a circa 27 miliardi di kwt, ben al di sotto dei 44,5 miliardi appena indicati. Insomma, manca la diversificazione dell offerta e la situazione, nonostante l inaugurazione di qualche nuovo impianto privato già nel 2, non potrà mutare fino a quando non saranno cedute le centrali dell Enel. Sotto questo profilo, dopo il varo del decreto di agosto 1999 che ha creato le tre società per la dismissione degli oltre 15. MW, tutto appare fermo in attesa del decreto di concerto tra Industria e Tesoro che dovrà contenere le modalità di cessione degli impianti. Il decreto elettrico n 79/99 prevede peraltro il termine ultimo del 1 gennaio 23 per il dimagrimento della società elettrica, salva la possibilità di proroga per un altro anno. Secondo gli operatori, tre o addirittura quattro anni nell attuale situazione vorrebbe dire il sostanziale fallimento della riforma elettrica. Ma al ministero assicurano che non sarà così e che si farà di tutto per cedere gli impianti dell Enel in tempi rapidi in maniera da favorire la concorrenza. Resta il fatto che anche in questo caso molti di essi, per stare sul mercato in condizioni competitive, necessitano di trasformazioni e ripotenziamenti. A tutto ciò guardano con molta impazienza e qualche timore i 413 clienti idonei. 1

12 L ENERGIA E L AMBIENTE IN ITALIA Il decreto per il riassetto del mercato del gas naturale Luca Tabasso I l 19 Maggio, il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il decreto delegato sul riassetto del mercato del gas naturale, attuativo della direttiva comunitaria 98/3 CE. Il 14 febbraio di quest anno, il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell Industria Enrico Letta, aveva approvato una prima proposta del decreto, che ha poi ricevuto le osservazioni e le proposte di modifica della Commissione Industria del Senato e della Conferenza unificata Stato-Regioni. Di qui la versione definitiva del provvedimento, di cui pubblichiamo di seguito un progetto di sintesi diffuso dalla Presidenza del Consiglio. IMPORTAZIONE E SICUREZZA DEGLI APPROVVIGIONAMENTI L import dai Paesi U.E. è libero. L import dai Paesi non U.E. è soggetto ad autorizzazione MICA sulla base dei seguenti criteri: a) capacità tecniche e finanziarie; b) garanzie sulla provenienza del gas; c) disponibilità di stoccaggio pari al 1% del gas importato annualmente; d) capacità, mediante adeguati piani di investimento, di contribuire allo sviluppo o alla sicurezza del sistema del gas o alla diversificazione degli approvvigionamenti. I contratti Take or pay restano in vigore ma i limiti antitrust alla vendita ed al complesso delle importazioni e della produzione impongono di cedere una parte del gas all interno. In seconda lettura si sono introdotte norme per: consentire al Ministro dell Industria di intervenire nel periodo transitorio per garantire l attuazione degli adempimenti necessari; favorire le attività connesse al Gnl, anche riducendo gli obblighi di stoccaggio; è stata prevista la pubblicazione dei criteri con cui il Ministero dell Industria rilascia le autorizzazioni. PRODUZIONE NAZIONALE TRASPORTO STOCCAGGIO DISTRIBUZIONE Sono previsti incentivi e agevolazioni, anche a valere su un fondo alimentato dalle royalties per: l attività di prospezione geofisica relativa a nuovi giacimenti; la coltivazione di giacimenti marginali. Il trasporto è attività di interesse pubblico: quindi libera, ma soggetta a determinate disposizioni. Sono previsti l obbligo di allacciamento e l obbligo di consentire l accesso alla rete. Viene creato un codice di rete e l attività è sottoposta a controllo dell Autorità. È rinviata ad un decreto MICA a definizione della rete nazionale e di gasdotti in base a criteri tecnici e funzionali. Le tariffe vengono determinate dall Autorità per l energia elettrica e il gas sulla base di criteri stabiliti nel decreto. Le imprese di stoccaggio sono obbligate a fornire il servizio secondo un codice di stoccaggio (introdotto in seconda lettura). Le tariffe vengono determinate dall Autorità per l energia elettrica e il gas sulla base di criteri stabiliti nel decreto. È previsto un incentivo alla conversione in stoccaggio di giacimenti di gas in fase di esaurimento a valere su un fondo alimentato dalle royalties. Oltre all introduzione del codice di stoccaggio, in seconda lettura è stata chiarita la separazione tra coltivazione e stoccaggio e sono stare rafforzate e chiarite le norme per favorire la conversione in stoccaggio di giacimenti di gas in fase di esaurimento, anche attraverso l introduzione di procedure concorrenziali. In coerenza con il d.d.l. 414 sui servizi pubblici: per le concessioni di distribuzione vigenti è adottata la scadenza del 31 dicembre 25 prorogabile, in base a requisiti prefissati, di ulteriori cinque anni; le procedure di affidamento sono basate sulle gare; (segue) 11

13 L ENERGIA E L AMBIENTE IN ITALIA la disponibilità delle reti è affidata all ente locale; il rimborso ai distributori uscenti a regime è pari al valore residuo degli ammortamenti al netto dei contributi pubblici, mentre nel transitorio, per le concessioni in essere, è pari al valore calcolato in base alla normativa vigente in tema di riscatto anticipato delle concessioni ma senza lucro cessante; nel regime transitorio è data la possibilità a tutti i soggetti attualmente concessionari di partecipare alle gare. VENDITA CLIENTI IDONEI SEPARAZIONE DELLE ATTIVITÀ NORME ANTITRUST TARIFFE CLAUSOLA SOCIALE PUBBLICA UTILITÀ RECIPROCITÀ ASPETTI FINANZIARI E SOCIALI In seconda lettura è stato chiarito il carattere autorizzatorio dell accreditamento alla vendita. Si è ridotto ad un solo anno il periodo di deroga ai piccoli distributori per la separazione societaria dell attivtà di vendita. È stata affidata all Autorità per l energia la vigilanza sulla trasparenza dei contratti, con i relativi poteri di intervento. Dalla data di entrata in vigore del decreto sono dichiarati idonei: - Clienti che attualmente consumano più di 2. metri cubi all anno; - Tutti i distributori; Dal 1 gennaio 23: tutti i clienti sono idonei. Sono stati introdotti in seconda lettura i consorzi di imprese (limitatamente a imprese che consumano più di 5. mc/anno). È stato chiarito che i grossisti sono clienti idonei. Entro il 1 gennaio 22: trasporto separato societariamente dalle altre attività, salvo eventualmente dallo stoccaggio; distribuzione separata societariamente; vendita ai clienti finali separata societariamente. I distributori che servono meno di 1. clienti possono separare la vendita solo contabilmente e gestionalmente per un altro anno. A partire dal 1 gennaio 23 e fino al 31 dicembre 21 nessuna impresa può, direttamente o trmite imprese del gruppo vendere ai clienti finali più del 5% dei consumi nazionali su base annua (in tale soglia non è calcolato il gas autonconsumato nell ambito dello stesso gruppo societario). A partire dal 1 gennaio 22 e fino al 31 dicembre 21 nessuna impresa può, direttamente o tramite imprese del gruppo immettere nella rete gas importato o prodotto per quantitativi superiori al 75% dei consumi nazionali su base annua (in seconda lettura il limite è stato portato dal 7% al 75%), ma viene tuttavia anticipato di un anno e annualmente ridotto del 2% fino a pervenire, nel 29, al 61%. In seconda lettura è stato eliminato il potere del MICA di fissare criteri per le tariffe; contestualmente sono state inserite disposizioni che indirizzano l Autorità per l energia verso criteri di tariffazione del trasporto che tengano conto in misura equilibrata delle diverse componenti (capacità delle reti, distanza, quantità trasportate). In seconda lettura sono stati introdotti meccanismi partecipativi e sono stati affidati ai Ministri dell Industria e del Lavoro i poteri necessari per consentire la gestione degli effetti occupazionali nel periodo transitorio. È estesa a tutti i soggetti (e non solo all ENI) la possibilità di ottenere la dichiarazione di pubblica utilità delle infrastrutture del sistema gas. La facoltà delle dichiarazioni è del MICA per la rete di trasporto nazionale, mentre per il resto del trasporto e per la distribuzione la competenza è regionale. Le imprese di altri Paesi U.E. non possono stipulare contratti di vendita con clienti idonei italiani nel caso la stessa tipologia di clienti non sia idonea nei Paesi ove tali imprese, o le imprese che le controllano, hanno sede. In seconda lettura è stata introdotta una attività di monitoraggio del processo di liberalizzazione europeo. In seconda lettura: è stata eliminata la possibilità di individuare oneri di sistema; sono stati chiariti la copertura finanziaria e gli aspetti fiscali. 12

14 L ENERGIA E L AMBIENTE IN ITALIA Il Libro Verde per le energie rinnovabili Raddoppiare la produzione delle fonti energetiche rinnovabili dagli attuali 12,73 Mtep ad almeno 24 Mtep nel 21. È l obiettivo indicato dal Libro Verde, curato dall Enea in accordo con i Ministeri dell Ambiente, dell Industria e della Ricerca. Presentato il 1 ottobre 1999, il documento punta suprattutto sull idroelettrico inferiore a 1 MW e sulle biomasse Luca Tabasso I n poco più di dieci anni, le fonti rinnovabili possono contribuire per circa il 15% al conseguimento della riduzione delle emissioni di gas-serra previste per l Italia dal Protocollo di Kyoto, a creare 1. posti di lavoro e a ridurre la nostra dipendenza energetica dall estero di 11,24 Mtep (milioni di tonnellate equivalenti petrolio). A garantirlo è il Libro Verde sulle fonti rinnovabili, illustrato il 1 ottobre 1999 dal ministro dell Ambiente, Edo Ronchi, e propedeutico alla stesura del Libro Bianco italiano (attuazione a livello nazionale del Libro Bianco comunitario del novembre 1997). Il documento - il cui orizzonte temporale è il 21, in linea con il Libro Bianco della UE e con le scadenze previste dal Protocollo di Kyoto - ritiene possibile, soprattutto sulla base delle graduatorie del Cip 6/92 già assegnate e di quelle ancora in sospeso, un contributo aggiuntivo al 21 delle rinnovabili, rispetto al 1996, di 11,24 Mtep (da 12,73 a 23,97 Mtep) in termini energetici globali e di MW (da a 25.6 MW) in termini di potenza elettrica. La crescita più significativa riguarderà le biomasse (sia nel settore della produzione di elettricità e calore, sia da che dei biocombustibili), la geotermia, l eolico, la piccola idraulica e i rifiuti; mentre rimarrà modesto il contributo del solare termico e fotovoltaico. A giudizio del Libro Verde, per raggiungere l obiettivo del raddoppio delle rinnovabili entro il 21 saranno necessari investimenti per circa 4. miliardi di lire, di cui i tre quarti circa nel settore elettrico e il rimanente in quello termico e dei biocombustibili. Gli stanziamenti maggiori saranno diretti allo sviluppo dell utilizzo energetico dei rifiuti (7.4 miliardi) e dell idroelettrico inferiore a 1 MW (6.3 miliardi di lire). Gli strumenti economici per sostenere la penetrazione nel mercato delle rinnovabili, sottolinea tuttavia il documento, non dovranno essere incentivi generici, ma piuttosto riconoscimenti del valore strategico di queste fonti e mezzi per riequilibrare il mercato. Ancor più importante degli incentivi sarà comunque la rimozione della barriere che sono attualmente di ostacolo allo sviluppo del settore, a cominciare dall istituzione di un tavolo permanente per il coordinamento e il monitoraggio delle iniziative di ricerca, promozione e diffusione mirato al raggiungimento di una maggiore collaborazione tra i quattro livelli di governo (Commissione Ue, Stato, regioni ed enti locali). Il documento suggerisce inoltre una serie di iniziative per il rilancio delle fonti rinnovabili in Italia. Tra queste, l istituzione, su iniziativa del Governo, di una sede per il coordinamento tra operatori pubblici e organismi preposti alla ricerca, alla diffusione e alla promozione dell industria nazionale, per favorire la realizzazione di un efficace e integrato sistema nazionale di settore; l organizzazione di strutture tecniche di supporto ai diversi livelli pubblici di competenza (Stato, regioni, enti locali); il potenziamento e il coordinamento del ruolo delle agenzie per l Energia; la promozione di iniziative per la creazione di una cultura delle rinnovabili e, in generale, di una più equilibrata coscienza energetico-ambientale a livello politico e di amministrazioni locali e dei cittadini; la razionalizzazione e il potenziamento degli sforzi di ricerca, in particolare per il fotovoltaico e le biomasse, anche mediante l inserimento di specifici progetti strategici nel Programma Nazionale per la Ricerca; il lancio di alcuni progetti strategici, mirati alla diffusione di una cultura delle rinnovabili e, soprattutto, alla organizzazione e razionalizzazione di ampi progetti di ricerca e sviluppo tecnologico; la predisposizione di provvedimenti sostitutivi del Cip 6/92, mirati ad incentivare la produzione di elettricità da rinnovabili, e l introduzione o l estensione di meccanismi idonei a sostenere anche la produzione di calore e i combustibili da fonti rinnovabili; l elaborazione di una posizione nazionale ai fini dell inclusione di tutte le colture non alimentari nella politica agraria comunitaria e della valorizzazione energetica degli scarti agricoli; il coinvolgimento organico delle strutture nazionali operanti sulla certificazione e la redazione delle norme tecniche riguardanti componenti e impianti; l attivazione di programmi e iniziative per sostenere la fase di avvio del processo di penetrazione nel mercato (soprattutto accordi volontari). Tra le proposte spicca poi il potenziamento del ruolo dell Enea, che dovrà porsi come ente pubblico di competenza per la ricerca strategica, lo sviluppo tecnologico e la stima delle risorse e riserve rinnovabili e come garanzia per gli aspetti tecnici riguardanti qualificazione, formazione e informazione. Nel settore della ricerca, le attività dell Enea dovranno integrarsi 13

15 L ENERGIA E L AMBIENTE IN ITALIA con le competenze disponibili nel sistema italiano (Cnr, Università, aziende, istituti di ricerca agraria) ed europeo. Entrando nel dettaglio delle varie fonti, il Libro Verde prevede per l idroelettrico un espansione dai 16. MW del 1996 fino a una potenza complessiva installata al 21 di circa 17.8 MW, di cui 3.3 in impianti di potenza inferiore ai 1 MW. Tale valore, calcolato principalmente sulla base delle graduatorie del Cip 6/92, potrebbe rappresentare il limite di sviluppo di questa fonte, anche se, a detta del documento, notevoli potenzialità inesplorate potebbero essere offerte dalla microidraulica. Il costo unitario medio di investimento nel periodo di riferimento è stimato per l idroelettrico in 5,5 miliardi di lire 97 per MW, per una spesa totale di circa 8.8 miliardi di lire. Per la geotermia è previsto un raddoppio della potenza (dai 5 MW del 1996 ai 1. del 21), a fronte di un costo di investimento di 5 miliardi per MW e di una spesa complessiva pari a 2.4 miliardi di lire. Un fortissimo aumento della potenza installata è programmato anche per l eolico, che, oltre a circa 74 MW delle prime sei graduatorie del Cip 6/92, potrà contare su altri 1.5 MW ancora non accettati. Nel complesso, l eolico arriverà a produrre al 21 circa 3. MW, grazie a un costo medio stimato in 1,5 miliardi per MW e a un investimento complessivo di 4.6 miliardi di lire. Meno rosee sembrano invece le prospettive del solare fotovoltaico, dato l elevato costo dell energia elettrica prodotta dagli impianti connessi a rete (tra le 5 e le 1. lire/ kwh). Al momento, nota il Libro Verde, non è opportuno realizzare altri grandi impianti con intervento pubblico, anche se, nel breve periodo, l impegno pubblico dovrà continuare nella ricerca e nella promozione dei più redditizi segmenti di mercato (soprattutto l edilizia). Nel complesso, non è prevedibile al 21 una potenza fotovoltaica installata superiore ai 3 MW contro i 16 attuali), con un costo di investimento pari a 9 miliardi per MW e una spesa globale di 2.7 miliardi. Per quanto riguarda la produzione di elettricità da biomassa e biogas, le iniziative incluse nelle prime sei graduatorie del Cip 6/92 dovrebbero consentire di giungere entro 3-4 anni a una potenza di oltre 6 MW. Le richieste incluse nelle successive graduatorie ammontano a ulteriori 5 MW. Le biomasse, tuttavia, presenterebbero potenzialità ben superiori: il Libro Verde stima che il contenuto energetico dei soli residui agricoli e forestali, residui agroindustriali, rifiuti organici e reflui zootecnici attualmente prodotti in Italia sia dell ordine di 2-25 Mtep. Tenuto conto delle ulteriori possibilità offerte da coltivazioni dedicate, sarebbe dunque tecnicamente fattibile l attivazione di impianti per complessivi 2.5 MW entro il 21, con costi di unitari stimati in 2 miliardi per MW e un investimento globale di 4.7 miliardi di lire. In merito ai biocombustibili, il Libro Verde ravvisa la necessità che l Italia definisca una propria posizione presso la UE. In caso di idonea evoluzione della politica comunitaria, infatti, vi sarebbe la possibilità di conseguire obiettivi di produzione e di utilizzo dei biocombustibili nell ordine dei 2 Mtep al 21 (rispetto agli,45 Mtep attuali). Assumendo al riguardo una ripartizione tra biodiesel (miscelato al gasolio o usato puro in mercati di nicchia) ed Etbe da etanolo (miscelato al 1% nella benzina senza piombo) pari, rispettivamente, a,5 Mtep e 1,5 Mtep, vi sarebbe la possibilità/necessità di usare allo scopo almeno 1,5 milioni di ettari di terreno. In questo caso, l investimento specifico sarebbe di 1 milione per tonnellata e i costi totali pari a 5 miliardi. Venendo ai rifiuti, il Libro Verde rileva una produzione attuale negli impianti di generazione elettrica prossima agli 8 MW, con la prospettiva di giungere ad oltre 7 MW nel giro di pochi anni grazie alle iniziative avviate con le prime sei graduatorie del Cip 6/92. Considerate ulteriori richieste per 6 MW, si prevede che al 21 la potenza elettrica da rifiuti possa raggiungere i 1. MW. I costi unitari vengono stimati in circa 8 miliardi per MW, tenuto anche conto degli oneri relativi alla produzione del combustibile derivato dai rifiuti, mentre gli investimenti totali si attesteranno intorno ai 7.4 miliardi. Per il solare termico, infine, il documento ritiene possibile l installazione entro il 21 di circa 3 milioni di m 2 di pannelli, con costi unitari medi di 7. lire 97 per m 2 e investimenti nell ordine dei 2.9 miliardi di lire. Un ultimo accenno riguarda il Mezzogiorno, ritenuto la parte del Pese più idonea allo sviluppo delle nuove fonti rinnovabili. Nell Italia centro-meridionale e nelle isole, spiega il Libro Verde, esistono circa 2 milioni di ettari di terreni abbandonati dall agricoltura convenzionale, che potrebbero essere recuperati per produzioni energetiche. In aggiunta, il Sud è caratterizzato da un ottima ventosità e, naturalmente, dai maggiori valori italiani di insolazione ( kwh/m 2 ). 14

16 L ENERGIA E L AMBIENTE IN ITALIA Il portafoglio verde per le fonti rinnovabili Tutti i produttori di elettricità saranno obbligati ad immettere in rete almeno il 2% dell energia prodotta con fonti alternative Redazione Piemonte Energia Ambiente I l 14 dicembre 1999, la Gazzetta Ufficiale ha pubblicato il decreto del Ministero dell Industria Direttive per l attuazione delle norme in materia di energia elettrica da fonti rinnovabili, più conosciuto come Portafoglio Verde. Il provvedimento, attuativo dell art. 11 del decreto n 79/99 sul mercato elettrico, prevede l obbligo per tutti i produttori e gli importatori di elettricità di immettere in rete, a partire dal 22, un quantitativo di elettricità da fonti rinnovabili pari ad almeno il 2% dell energia da fonti tradizionali prodotta o importata nell anno precedente. L obbligo potrà essere soddisfatto anche acquistando l elettricità da rinnovabili (o i relativi diritti) da altri produttori o dal Gestore della rete di trasmissione nazionale (Grtn) o importando, del tutto o in parte, l energia necessaria dall estero. In quest ultimo caso, tuttavia, gli impianti di produzione dovranno trovarsi in Paesi che hanno adottato analoghi strumenti di promozione-incentivazione delle fonti rinnovabili e che garantiscono condizioni di reciprocità ai produttori italiani. Entro il 31 marzo di ogni anno, a partire dal 22, gli operatori soggetti all obbligo dovranno trasmettere al Grtn un autocertificazione che attesti le proprie importazioni e produzioni da fonti non rinnovabili. Il decreto assicura un adeguata remunerazione degli investimenti ai produttori che dovranno realizzare gli impianti alimentati da fonti rinnovabili, grazie a un meccanismo che permette di commerciare liberamente appositi certificati verdi emessi dal Grtn a favore dei produttori. Questi ultimi potranno venderli a prezzo di mercato ai soggetti che hanno l obbligo di adeguarsi alle norme del nuovo decreto. Gli impianti che hanno diritto alla certificazione sono quelli da fonti rinnovabili pure (sole, vento, risorse idriche e geotermiche, maree, moto ondoso, rifiuti organici e inorganici, biomasse) entrati in esercizio successivamente al 1 aprile E previsto tuttavia un riconoscimento anche per gli impianti esistenti, a patto che vengano opportunamente modificati attraverso ripotenziamento, rifacimento o riattivazione. Il singolo impianto potrà ottenere certificati verdi, del valore pari o multimplo di 1 MWh, per un periodo massimo di otto anni. Il Grtn fungerà da polmone del mercato, collocando al prezzo medio ponderato degli incentivi riconosciuti dal Cip 6/92 certificati non riferiti ad alcun impianto destinati a compensare eventuali fluttuazioni produttive. In caso di inadempienze, sono previste diffide da parte dell Autorità per l Energia e limitazioni alla partecipazione alla futura Borsa dell energia. Secondo stime di massima, il valore attribuibile ai certificati verdi dovrebbe collocarsi tra le 97,35 lire/kwh della situazione attuale (potenza da fonti rinnovabili installata pari a 1.19 MW in presenza di incentivi totali per oltre 46 miliardi di lire) e le 131,73 lire/kwh nel caso in cui si completassero tutti i progetti approvati nelle prime sei graduatorie del Cip 6/92, che porterebbero la potenza a 3.48 MW e gli incentivi ad oltre 2.1 miliardi di lire.questi prezzi sarebbero sufficienti a remunerare la produzione da fonti come l idroelettrico e l eolico, ma non le biomasse e, soprattutto, il fotovoltaico. Di qui la necessità di ricorrere ad altri incentivi, come prevede del resto lo stesso decreto sul mercato elettrico, che introduce specifiche procedure di gara da parte delle regioni per ripartire le risorse a tal fine deliberate dal Cipe. 15

17 L AUTORITÀ PER L ENERGIA ELETTRICA E IL GAS L'Autorità per l'energia elettrica e il gas è operativa dal 23 aprile 1997, quando le furono trasferiti i poteri in precedenza esercitati dal Ministero dell'industria e da altre Amministrazioni dello Stato. Principali compiti: determinare le tariffe dell'elettricità e del gas, fissare i livelli di qualità dei servizi, garantire la soddisfazione degli utenti, sorvegliare gli esercenti, formulare proposte a pareri a Parlamento e Governo sugli assetti dei due settori. I componenti dell'autorità sono indicati dal Governo con l'approvazione, vincolante e a maggioranza qualificata; delle competenti Commissioni parlamentari. L'Autorità non grava sul bilancio dello Stato perchè è finanziata dalle imprese del settore elettrico e del gas sottoposte al suo controllo. Per le necessità del 1999, pari a 49 miliardi, le imprese versano lo,6 per mille dei ricavi dell'anno precedente. Il personale è oggi di 7 unità, poco più della metà rispetto al tetto previsto di 12, di cui 8 in ruolo e 4 a tempo determinato. L'Autorità ha sede a Milano. Prima dell'emanazione dei vari provvedimenti, l'autorità diffonde documenti per la consultazione, contenenti le proprie proposte, come base per lo svolgimento di audizioni con tutti i soggetti interessati. Presidente: Prof. Pippo Ranci; Componenti: Prof. Giuseppe Ammassari, Prof. Sergio Garribba; Direttore Area Elettricità: Dott. A.Pototschnig; Direttore Divisione Tariffe Gas: Dott. Ing. C. Di Macco; Direttore Divisione Assetti Gas: Dott. O.Bernardini; Direttore Divisione Consumatori e Utenti e Direttore Divisione Qualità del Servizio: Dott. R.Malaman; Direttore Ufficio Relazioni Esterne: Dott. D.Gavagnin. Sede: Piazza Cavour, Milano - Tel Fax Internet: I VERTICI DI ENEA, ENI ED ENEL ENEA: Il Consiglio dei Ministri del 3 Aprile 1999 ha nominato, su proposta del Presidente del Consiglio, Massimo D Alema, il prof. Carlo Rubbia (Premio Nobel per la Fisica nel 1984) Presidente dell Enea. L Ente ha anche un nuovo Consiglio di Amministrazione. Si tratta della dott.ssa Loredana Ligabue dell Aster (Agenzia per l innovazione tecnologica della Regione Emilia Romagna), designata dal Ministro dell Industria; dell ing. Angelo Marino, Capo dipartimento innovazione tecnologica dell Enea, designato dal Ministro dell Università e del prof. Paolo degli Espinosa, già presente nel cda dell Ente, designato dal Ministro dell Ambiente. La Conferenza Stato-Regioni aveva nominato il dottor Paolo Togni. Sede: Lungotevere Grande Ammiraglio Thaon di Revel, Roma Tel Fax Internet: ENI S.p.A.: Il Consiglio di Amministrazione dell Eni il 17 giugno 1999 ha confermato Vittorio Mincato come Amministratore Delegato, conferendogli tutti i poteri di amministrazione della società. Il giorno 5 ottobre 1999, il Consiglio di Amministrazione ha eletto quale Presidente il Prof. Gian Maria Gros-Pietro, che ha assunto anche la delega per i rapporto internazionali di rilevanza strategica. Il Consiglio di Amministrazione, oltre che da Mincato, è composto da Umberto Colombo, Luigi De Paoli e Giulio Sapelli (designati dal Tesoro) e da Mario Giuseppe Cattaneo, Alberto Clò e Renzo Costi (designati dai soci di minoranza). Il Consiglio di Amministrazione, su proposta dell Amministratore Delegato, ha poi designato i vertici delle principali società del Gruppo: AgipPetroli: Presidente Gilberto Callera; Amministratori Delegati Giorgio Clarizia e Pietro Franco Tali; EniChem: Presidente Fabrizio d Adda; Amministratori Delegati Carmine Cuomo e Piero Raffaelli; Eni International Holding: Presidente e Amministratore Delegato Angelo Ferrari; Snam: Presidente Salvatore Russo; Amministratori Delegati Domenico Dispenza e Giovanni Distefano; Snamprogetti: Presidente Luigi Patron; Amministratore Delegato Maurizio Gatti; Sofid: Presidente e Amministratore Delegato: Giuseppina Fusco. Saipem, società con azioni quotate in borsa partecipata dall Eni al 43%: Presidente Stefano Cao; Amministratore Delegato Giancarlo Mazzone. Sede: Piazzale Enrico Mattei, Roma - Tel Fax Internet: ENEL S.p.A.: L assemblea degli azionisti dell Enel spa, aperta in prima convocazione il 14 maggio 1999, ha proceduto al rinnovo del Consiglio di Amministrazione, confermando Chicco Testa (Presidente), Franco Tatò (Amministratore Delegato), Claudio Poggi, Carlo Angelici, Vittorio Grilli, Franco Morganti e Lorenzo Pelliccioli (Consiglieri di Amministrazione). Sede: Viale Regina Margherita, Roma - Tel Internet: 16

18 LE SOCIETÀ DEL GRUPPO ENEL Viale Regina Margherita, Roma - Tel Produzione di energia elettrica ENEL Produzione ELETTROAMBIENTE Gruppo Enel Riciclo rifiuti con produzione di energia elettrica Produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili geotermiche e alternative ERGA Gruppo Enel ENEL.HYDRO (ex Ismes) Progettazione, realizzazione e gestione di reti idriche Trasmissione di energia elettrica TERNA Gruppo Enel SEI Gruppo Enel Servizi per le imprese e immobiliari Distribuzione e vendita di energia elettrica ENEL Distribuzione DALMAZIA TRIESTE Gruppo Enel Gestione immobiliare Vendita di energia elettrica a clienti idonei ENEL Trade CONPHOEBUS Gruppo Enel Impianti fotovoltaici e tecnologie per gli immobili Illuminazione pubblica SO.L.E. Gruppo Enel ENEL.IT Servizi informatici e telematici Servizi e manutenzioni elettriche ENEL.SI (ex Se.m.e.) SFERA Gruppo Enel Formazione e sviluppo risorse aziendali Produzione di energia elettrica EUROGEN CESI Servizi specialistici e ricerca per il settore elettrico Produzione di energia elettrica ELETTROGEN WIND Telecomunicazioni Produzione di energia elettrica INTERPOWER IT NET Internet provider Impianti stica e sviluppo progetti ENELPOWER Enel Group SOGIN Società gestione impianti nucleari Trading e logistica dei combustibili ENEL.FTL 17

19 L ENERGIA E L AMBIENTE IN ITALIA Il Gruppo Italgas, la ricerca e l ambiente Italgas Tecnica Innovazione e Sviluppo Tecnologico I l Gruppo Italgas rappresenta un importante punto di riferimento nel settore energetico per quanto riguarda la ricerca, l innovazione e l attenzione ai temi ambientali, dell igiene e della sicurezza, in tutti gli aspetti della distribuzione del gas. I tecnici che operano nell Unità Innovazione Tecnologica e presso i laboratori che la Società Capogruppo Italgas possiede ad Asti e a Torino, nelle aree delle rispettive ex officine gas, sviluppano progetti di innovazione e forniscono attività di supporto ai business del Gruppo. Attraverso i progetti vengono seguite e messe a punto - in stretta connessione con i fornitori e altre organizzazioni - tecniche, attrezzature e metodi operativi intesi a migliorare sempre più il rapporto tra la qualità del servizio reso nel distribuire gas e i costi operativi associati. Interessanti in questo filone sono, ad esempio, i lavori intesi a potenziare, nelle attività di distribuzione, l uso dell elettronica, dell automazione e delle telecomunicazioni. Nel settore della utilizzazione del gas si portano inoltre avanti collaborazioni e attività di sviluppo con l obiettivo di contribuire a migliorare e arricchire l offerta di apparecchi e sistemi che permettano elevata sicurezza d impiego, alti rendimenti e buone prestazioni sotto il profilo ambientale. Significative in questo settore sono le attività di messa a punto di bruciatori catalitici a matrice fibrosa, che consentono minori temperature di combustione (caratteristica utile e ricercata in diversi processi produttivi) con accettabili performance energetiche e ambientali. Da ricordare è poi il contributo che tecnici Italgas portano in organizzazioni nazionali e internazionali di ricerca e di normalizzazione (CEN, UNI, CIG, ATIG, UIG, GERG), occasioni di confronto e crescita professionale e di contributo agli indirizzi tecnici nel settore. Per la gestione degli aspetti ambientali il Gruppo si è dotato di apposite strutture organizzative. In particolare presso la Direzione Generale Attività Operative della Capogruppo opera l Unità Salute, Sicurezza e Ambiente che si occupa in modo integrato dei temi caratteristici del servizio di protezione e di prevenzione, dell igiene e della sicurezza nei luoghi di lavoro, delle tematiche ambientali, nonché di quelle energetiche finalizzate all energy management. Le attività di gestione ambientale sono principalmente connesse all uso dell energia e alla tutela del suolo (scavi e ripristini), dell acqua (ciclo idropotabile) e dell aria (emissioni gassose). La gestione razionale delle risorse energetiche, peraltro richiesta dalle normative vigenti, si traduce, oltre che in un minore consumo di fonti non rinnovabili, in minori emissioni gassose in atmosfera. Il Gruppo è particolarmente attivo nel promuovere e adottare soluzioni tecnologiche e gestionali che consentano risparmi energetici: in tale ambito si individuano le azioni, gli interventi e le procedure più idonee e si predispongono dei bilanci energetici. Le attività tecniche connesse ai processi per la distribuzione di gas comportano l immissione in atmosfera di frazioni di metano non combusto. Il contenimento di queste emissioni è un obiettivo primario di tutte le aziende distributrici, sia al fine di evitare spreco di risorse, sia per aumentare le condizioni di sicurezza, nonché per ridurre i possibili effetti sull ambiente. Fra le attività e gli interventi specifici che Italgas attua in questo ambito sono da evidenziare: la ricerca programmata delle dispersioni (effettuata con periodicità stabilita in funzione delle condizioni di esercizio dei diversi tratti di rete e realizzata con strumenti di rilevazione montati su appositi automezzi), la sostituzione delle tubazioni che presentano minori tenute nelle giunzioni e, infine, contro la corrosione delle reti in acciaio, il controllo sistematico dell efficienza della protezione catodica. La posa di nuove tubazioni e gli eventuali interventi di manutenzione e riparazione, comportando operazioni di scavo, rinterro e ripristino del manto stradale, possono avere effetti sull ambiente. Tali attività sono regolamentate dalla normativa tecnica aziendale. Per ovviare in parte agli inconvenienti che gli interventi comportano, Italgas favorisce l applicazione, ove possibile, di tecniche senza scavo, le quali consistono in diversi sistemi di posa o di risanamento di tubazioni stradali che consentono di ridurre considerevolmente le operazioni a cielo aperto sulle sedi stradali interessate, eliminando in parte inconvenienti finora inevitabili come l intralcio al traffico veicolare e la movimentazione di materiali di risulta. Ai fini della sicurezza, la Società Capogruppo è dotata di strutture permanenti per il presidio del pronto intervento su tutto il territorio di competenza. Squadre appositamente addestrate, coordinate attraverso un articolato sistema di comunicazioni, sono a disposizione, ventiquattro ore al giorno, per intervenire ogni qualvolta vengono segnalate, sia da parte dei cittadini sia da parte di strutture aziendali, anomalie interne o esterne al sistema di distribuzione. Anche le attività connesse con l erogazione di acqua, destinata al consumo umano, hanno relazioni con l ambiente. L attenzione agli sviluppi tecnologici e all ottimizzazione dei processi per il trattamento dell acqua ha anche notevoli ripercussioni ambientali ed economiche, oltreché effetti sulla qualità e di conseguenza sulla salute: affinare i trattamenti può comportare la riduzione dei consumi di reagenti chimici e di energia e la diminuzione dei rifiuti prodotti. Analoghe considerazioni valgono per il settore depurazione. Il trattamento è in funzione della qualità del refluo da depurare ed è idoneo a garantire il rispetto delle norme per l immissione dell acqua nel corpo idrico recettore. Il Gruppo Italgas pianifica la gestione dei sistemi idropotabili tenendo conto di tutti gli elementi atti a garantire la qualità dell acqua e la continuità del servizio, nel rispetto di normative vigenti e standard aziendali. Anche con lo scopo di mettere a disposizione le proprie esperienze e capacità acquisite in oltre 15 anni di operatività, il Gruppo è strutturato per svolgere, per conto di altre Società e organizzazioni imprenditoriali del settore, attività di servizio tecnico a tutela dell ambiente (per esempio ricerca dispersioni, analisi chimiche di laboratorio, analisi di qualità delle acque) e della sicurezza (per esempio controllo dell odorizzazione del gas). Per quanto riguarda, infine, gli aspetti divulgativi e di informazione concernenti le attività per la sicurezza e per l ambiente, il Gruppo Italgas pubblica ogni anno, entro il mese di giugno, il Rapporto Salute, Sicurezza, Ambiente che è pubblicato anche sul sito Web Italgas 18

20 L ENERGIA E L AMBIENTE IN ITALIA Il bilancio 1999 del Ministero dell Ambiente Il 2 febbraio 2, il Ministro dell Ambiente ha presentato a Roma il Bilancio 1999 del dicastero. Pubblichiamo di seguito un ampio stralcio della relazione del Ministro Luca Tabasso N el bilancio delle attività del Ministero dell Ambiente del 1998 erano state individuate tre direttrici principali d azione: risanare il deficit ambientale del Paese, avanzare sulla strada dello sviluppo sostenibile, promuovere politiche ambientali innovative. Erano stati inoltre individuati tre problemi principali da affrontare e risolvere con urgenza. La necessità di potenziare le politiche ambientali positive con un incremento degli investimenti ambientali e della capacità di spesa, la riorganizzazione delle competenze ambientali e delle strutture operative del Ministero, il recupero dei ritardi nel recepimento delle direttive europee. Con il riordino dei Ministeri operato con il Decreto Legislativo 3 luglio 1999, n. 3, è stata prevista l unificazione delle competenze dello Stato in materia di tutela dell Ambiente e del territorio. La nuova normativa prevede la nascita di un Ministero dell Ambiente e della Tutela del territorio, l unificazione dell Anpa con la parte dei Servizi Tecnici Nazionali con competenze territoriali, l attribuzione al nuovo Ministero del Corpo Forestale dello Stato per la parte necessaria per far fronte ai comparti statali previsti dalla medesima riforma. La nuova normativa può essere applicata da ora, ma entra obbligatoriamente in vigore dalla prossima legislatura. La strada individuata e tracciata è quella giusta: unificare le competenze dello Stato in materia di tutela dell ambiente e del territorio è indispensabile per fare un salto di qualità nella prevenzione e nella riduzione del rischio derivante da alluvioni e frane. Il Ministero dell Ambiente ha avanzato la proposta di avviare in questa legislatura la riforma costitutiva del Ministero dell ambiente e della Tutela del Territorio; la proposta è all esame della Presidenza del consiglio e del Ministero dei Lavori Pubblici. L INQUINAMENTO DA TRAFFICO La congestione e l inquinamento da traffico nelle città sono percepiti come principali problemi ambientali da parte della maggioranza dei cittadini italiani. A questi problemi è stata dedicata una gran mole di interventi e di iniziative da parte del Ministero dell Ambiente nel Dall impulso dato al Nuovo piano generale dei trasporti in collaborazione con il Ministero dei Trasporti, all incremento delle risorse per il rinnovo del parco autobus e del trasporto urbano su rotaie. Sono state adottate nuove misure normative e tecniche per il controllo della qualità dell aria, per la riduzione delle emissioni di benzene, per la promozione e la diffusione dei veicoli ad emissioni zero o a basso impatto ambientale. Sono stati finanziati 87 progetti in 3 grandi Comuni (per 37 miliardi, cofinanziati con 12 miliardi del Ministero dell Ambiente) che riguardano quattro tipologie: attuazione del Decreto 163/199 (riassetto delle reti di rilevamento, estensione delle aree a circolazione limitata, introduzione di misure road pricing ), diffusione di navette e taxi-bus sperimentali in alcune città, promozione di mobility managers è di car aharing, promozione di motorini elettrici. Con la partecipazione di 9 città è stata promossa il 22 settembre la giornata europea in città senza la mia auto per per promuovere il trasporto pubblico e un azione di informazione e coinvolgimento per una mobilità più sostenibile con un uso più moderato dell auto privata negli spostamenti urbani. Nonostante l ampio consenso registrato in quella giornata da parte dei cittadini (l 83% si è dichiarato favorevole all iniziativa secondo un sondaggio condotto da Databank) non sono mancate le critiche e le polemiche che sono state particolarmente pesanti quando l iniziativa è stata proposta per l inizio del 2, con le domeniche ecologiche che inizieranno il 6 febbraio, per essere poi ripetute nei tre mesi successivi con l adesione di circa 12 città. Il 2 sarà un anno di particolare impegno per la mobilità sostenibile nelle città. Il Ministero dell Ambiente finanzierà nel 2, col sistema dell incentivo e del cofinanziamento, progetti di mobilità sostenibile con 4 miliardi aggiuntivi (2 con fondi del Ministero dell Ambiente e 2 con risorse provenienti dalla carbon tax) con i quali si potranno attivare interventi per importi almeno tre volte superiori. Queste risorse si aggiungono ai 1. miliardi disponibili per il rinnovo degli autobus ed agli incentivi per la sostituzione dei vecchi motorini inquinanti e quelli per i motorini e le auto elettriche, per le auto a metano ed a Gpl. Dopo la carbon tax, attuata nel 1999, è stato avviato il primo pacchetto di misure di attuazione del protocollo di Kyoto, per contrastare l effetto serra ed i conseguenti sconvolgimenti climatici. Queste misure hanno effetti positivi anche sulla riduzione dell inquinamento locale. LA RIFORMA DELLA GESTIONE DEI RIFIUTI L azione energica di riforma avviata con il Decreto Legislativo 22/97 è proseguita anche nel La raccolta 19

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