Andamento delle aste di quote di emissione italiane. Sistema europeo per lo scambio di quote di emissione di gas ad effetto serra (EU ETS)

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1 Andamento delle aste di quote di emissione italiane Sistema europeo per lo scambio di quote di emissione di gas ad effetto serra (EU ETS) RAPPORTO III TRIMESTRE 2013

2 A cura del Gestore dei Servizi Energetici GSE S.p.A. Il presente approfondimento è stato redatto nell ambito dell attività che il Gestore dei Servizi Energetici - GSE S.p.A. sostiene in qualità di Responsabile del Collocamento delle quote italiane di emissioni ai sensi del d.lgs. 30/3013. Il GSE ha un ruolo centrale nella promozione, nell incentivazione e nello sviluppo delle fonti rinnovabili e dell efficienza energetica in Italia. Azionista unico è il Ministero dell Economia e delle Finanze, che esercita i diritti dell azionista d intesa con il Ministero dello Sviluppo Economico. Il GSE è capogruppo delle società controllate Acquirente Unico (AU), Gestore dei Mercati Energetici (GME) e Ricerca sul Sistema Energetico (RSE). Disclaimer Il presente documento è pubblicato per scopi puramente divulgativi e informativi, non ha alcun fine di pubblicità commerciale e non rappresenta un offerta di vendita di qualsivoglia strumento finanziario o commodity, né costituisce una sollecitazione all investimento. Il Gestore dei Servizi Energetici GSE S.p.A. (GSE), pur adoperandosi per verificare che i dati accolti nel documento siano aggiornati ed esenti da errori, anche attraverso una previa scrupolosa selezione delle fonti di informazione, non può, comunque, garantire l accuratezza, la completezza, l integrità, l attualità e l affidabilità delle informazioni riprodotte nel presente documento elaborate da terzi e, pertanto, declina ogni responsabilità per eventuali danni causati da errori, inesattezze od omissioni risultanti da negligenza, caso fortuito o altra causa, rinvenibili nei contenuti pubblicati. Il presente documento è disponibile sul sito nella sezione Aste CO 2 del menù servizi, sezione Risultati Aste. Per le News dedicate agli operatori relative ad aspetti operativi, all esito delle aste, e riguardanti modifiche al calendario, si rimanda al link / Gas e servizi energetici / Aste CO2. Gestore dei Servizi Energetici GSE S.p.A. (10/2013) Tutti i diritti riservati Ogni diritto sui contenuti del presente documento è riservato ai sensi della normativa vigente. La riproduzione, la pubblicazione e la distribuzione, totale o parziale, di tutto il materiale originale contenuto in questo documento sono espressamente vietate in assenza di autorizzazione scritta.

3 Premessa Il presente rapporto intende fornire un aggiornamento sull andamento delle aste di quote di emissione all interno dello European Union Emissions Trading Scheme (EU ETS). Il documento si colloca in continuità con i precedenti rapporti pubblicati dal GSE e, unico a livello europeo, cerca di offrire uno sguardo d insieme sul sistema di aste di quote di emissione nel contesto della regolazione dell Unione e della regolazione internazionale rilevanti. Nello specifico, si riportano i risultati registrati negli ultimi tre mesi su tutte le piattaforme d asta primarie attive in Europa, fornendo un analisi comparativa con il mercato secondario anche alla luce delle proposte di riforma dell EU ETS in discussione a livello europeo. Il rapporto contestualizza il sistema delle aste tenendo conto di quanto si sta muovendo anche al di fuori dell Unione. Altri meccanismi d asta e nuove piazze di mercato si stanno sviluppando in collegamento a sistemi di emissions trading istituiti nel nord America, in Asia e in Oceania. Questi sistemi potrebbero significativamente modificare gli scenari futuri e il contesto in cui l EU ETS si inserisce, specie in rapporto con i paesi emergenti. 2

4 Contenuti Sintesi Il Sistema di aste dell EU ETS: assetto a settembre Piattaforme operative Aste del settore dell aviazione Sorvegliante Unico d Asta Il collocamento delle quote di emissione per lo Stato italiano Volumi messi all asta e proventi nel terzo trimestre del Andamento dei prezzi di aggiudicazione Messa all asta delle quote italiane: aspetti tecnici e operativi Attività di informazione e divulgazione Risultati delle aste sulle tre piattaforme operative nel III trimestre Aste presso la piattaforma transitoria comune (t-cap) Aste presso la piattaforma transitoria della Germania (EEX DE) Aste presso la piattaforma definitiva del Regno Unito (ICE UK) Considerazioni di sintesi sul sistema d aste e confronto con il mercato secondario Prezzo Cover Ratio Numero dei partecipanti Politiche europee clima-energia e mercato del carbonio Backloading e altre proposte di riforma del Sistema Decisione sulle Misure nazionali di attuazione degli Stati membri (c.d. NIMs) SPECIALE Sistemi di emissions trading fuori dell Unione Europea I Sistemi di emissions trading nei paesi OCSE I.1. Il sistema Svizzero: prima esperienza di linking con l EU ETS I.2 Il Sistema Australiano: Carbon Pricing Mechanism (CPM) I.3 Il sistema della Nuova Zelanda I.4 Il sistema Californiano I.5 Il Québec I.6 West Climate Initiative I.7 Regional Greenhouse Gas Initiative (RGGI) II Sistemi di emissions trading e altri meccanismi di mercato nei paesi emergenti II.1 Il sistema Corea del Sud II.2 Repubblica Popolare Cinese

5 II.4 Un breve sguardo d insieme agli altri Paesi II.5 Verso un mercato unico: Il Framework for Various Approaches Allegati Contatti Indice delle figure Figura 1: Ripartizione delle quote da mettere all'asta nel corso del Figura 2: Suddivisione dei ricavi d'asta tra Stati membri per il III trimestre Figura 3: Andamento dei ricavi delle aste di quote di emissione italiane luglio - settembre Figura 4: Accessi web da luglio a settembre Figura 5: Confronto tra quote da mettere complessivamente all'asta nel 2013 e quote messe all'asta fino a settembre Figura 6: Ricavi d asta per Stato Membro sulla t-cap nel III trimestre Figura 7: Andamento dei ricavi delle quote di emissione europee presso t-cap nel III trimestre Figura 8: Andamento dei ricavi delle quote di emissione europee presso t-cap della Polonia Figura 9: Andamento dei ricavi derivanti dalla messa all'asta delle quote di emissione tedesche nel III trimestre Figura 10: Andamento dei ricavi derivanti dalla messa all'asta delle quote di emissione inglesi nel III trimestre Figura 11: Andamento prezzi d'asta sulle tre piattaforme e asta separata della Polonia (lug.-sett.2013) Figura 12: Andamento dei prezzi EUA sul mercato primario e secondario (lug. sett.2013) Figura 13: Indice di cover ratio nel mercato primario delle quote (luglio-settembre2013) Figura 14: Tavola sinottica soggetti accreditati sulla t-cap Figura 15: Valori di concentrazione della t-cap su indice HHI (gennaio - luglio 2013) Figura 16: Volumi contratti EUA (spot e futures) scambiati su ECX/ICE Futures (lug.-set. 213) Figura 17: Governance del CPM Figura 18: Mappa delle iniziative di CAP and trade in Nord America Figura 19: Distribuzione del CAP RGGI 2013 per Stati... 72

6 Indice delle tabelle Tabella 1: Ricavi complessivi d asta da novembre 2012 a settembre Tabella 3: Riepilogo ricavi delle quote di emissione messe all'asta presso la t-cap nel III trimestre Tabella 4: Riepilogo dei ricavi delle quote di emissione messe all'asta presso la t-cap dalla Polonia Tabella 5: Riepilogo dei ricavi delle quote di emissione messe all'asta dalla Germania nel III trimestre 2013 presso EEX Tabella 6: Riepilogo dei ricavi delle quote di emissione messe all'asta dal Regno Unito nel III trimestre presso ICE Tabella 7: Fruibilità dei crediti internazionali nei mercati compliance Tabella 8: Settori e relativi soggetti obbligati incusi nell ETS Tabella 9: Evoluzione del CAP del Québec Tabella 10: Iniziative degli Emergenti verso la predisposizione di readiness components e schemi ETS in costruzione... 83

7 Sintesi Nel corso del terzo trimestre 2013, nell ambito del Sistema europeo per lo scambio di diritti di emissione (EU ETS), il GSE ha messo all asta sulla Piattaforma d Asta Comune transitoria (t-cap), per conto dell Italia, oltre 20 milioni di quote EUA , valevoli per il periodo e bancabili per i successivi periodi di obbligo. Esse hanno generato proventi per oltre 95 milioni di euro, pari al 10,81% del totale ricavato dagli Stati membri nello stesso periodo (circa 885 milioni di euro). Tali proventi si aggiungono a quelli maturati nel 2012 e nei primi due trimestri 2013, pari a circa 268 milioni di euro, per un totale complessivo al 30 settembre 2013 di oltre 363 milioni di euro. 6 Ricavi complessivi d asta da novembre 2012 a settembre 2013 Anno Quantitativo messo all'asta EUA Ricavi Novembre Dicembre Totale Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Totale Totale Proventi e interessi sono attualmente depositati presso il conto bancario designato aperto a proprio nome dal GSE per la loro temporanea custodia, in adempimento alle proprie mansioni di Responsabile del Collocamento per l Italia. Essi saranno trasferiti al Bilancio dello Stato in conformità alle norme e agli indirizzi dei Ministri competenti. 1 Le quote messe all asta durante il trimestre fanno parte del quantitativo spettante all Italia delle quote da assegnare tramite asta per l anno Esse sono valide per la compensazione delle emissioni dell anno 2013 e degli anni successivi.

8 Stato delle piattaforme d asta: entra la Polonia Le quote di emissione italiane vengono messe all asta attraverso la t-cap, piattaforma gestita transitoriamente dalla tedesca EEX, insieme alle quote di altri 23 Stati membri. Cipro, che aderisce alla piattaforma comune, ha concluso le aste delle proprie quote per il 2013 lo scorso gennaio. La Polonia, che aveva chiesto e ottenuto facoltà di istituire una propria piattaforma nazionale, non è riuscita a completare per tempo le procedure di selezione. Dal 16 settembre, quindi, colloca all asta le proprie quote sulla t-cap, in una sessione separata che si terrà ogni lunedì, nel primo pomeriggio, fino al 16 dicembre anno corrente. 7 Anche la Croazia, entrata a far parte dell Unione europea il 1 luglio, ha optato per l adesione alla t-cap. Il paese, come Islanda, Liechtenstein e Norvegia, non ha ancora terminato il processo di accreditamento; resta perciò ancora indefinita la data in cui le aste di questi Stati avranno inizio. Germania e Regno Unito, invece, continuano ad operare su due distinte piattaforme nazionali, gestite rispettivamente da EEX e ICE. Ripartizione delle quote da mettere all'asta nel corso del 2013 * Include anche le quote per il 2013 di Croazia, Islanda, Lichtenstein e Norvegia Fonte: Elaborazione GSE su dati EEX ed ICE

9 Prezzi in crescita Anche durante il terzo trimestre 2013 l andamento dei prezzi di aggiudicazione delle quote formatisi sulle tre piattaforme e nell asta separata della Polonia si è dimostrato omogeneo. Tuttavia le aste sulla piattaforma britannica hanno fatto registrare mediamente un prezzo leggermente inferiore a quello formatosi sulle piattaforme gestite dalla tedesca EEX. Andamento dei prezzi EUA sulle tre piattaforme d asta primarie e nell asta separata della Polonia (lug.2013 sett.2013) 8 Fonte: Elaborazione GSE su dati EEX ed ICE In generale i prezzi si sono dimostrati in linea anche con i segnali di prezzo registrati sul mercato secondario. Contrariamente a quanto si era osservato nelle aste del 2012 e nella prima metà dell anno, sia i prezzi sul mercato primario sia quelli sul secondario hanno mostrato un trend crescente. Il prezzo medio registrato sulle tre piattaforme d asta da luglio a settembre è stato pari a 4,60 euro, 0,77 euro superiore a quello osservato nel trimestre precedente (3,83 euro). Malgrado il trend in salita, il livello dei prezzi della CO 2 resta ancora lontano dalle aspettative di Stati membri e Commissione al momento dell introduzione dell EU ETS. Secondo la maggior parte degli analisti e in linea con le osservazioni della stessa Commissione 2, la causa determinante di tali valori è da ricercarsi nel surplus di quote sul mercato rispetto all effettiva richiesta dei soggetti obbligati. Alcuni studi di settore 3 individuano tra le cause anche l approccio stesso al sistema di molti policy maker europei. L EU ETS infatti, intersecandosi in parte con le politiche energetiche degli Stati membri, sarebbe stato indebolito nell efficacia, oltre che dalla crisi economica, anche dalla sovrapposizione con schemi di incentivo alle rinnovabili e all efficienza energetica applicati a livello nazionale. Tanto che, secondo alcuni 4, al contrario di quanto auspicato al momento della scelta di uno strumento di mercato per la riduzione delle emissioni, l EU ETS occuperebbe al momento solo un ruolo marginale nei piani d investimento aziendali, molto più influenzati dalle politiche nazionali dei paesi in cui operano. 2 Vedi: Relazione La situazione del mercato europeo del carbonio nel 2012 (COM(2012)652), Libro verde, un quadro per le politiche dell energia e del clima all orizzonte 2030 (COM(2013)169) 3 Vedi, tra gli altri, The impact of electricity demand reduction policies o the EU-ETS: Modelling electricity and carbon prices and the effect on industrial competitiveness J. Thema et al., Energy Policy (2013) (Allegato I) 4 Vedi, tra gli altri, IETA GHG Market Sentiment Survey, 8th Edition, PWC (2013) (Allegato II)

10 Andamento dei prezzi EUA sul mercato primario e secondario 5 (novembre 2012 settembre 2013) Fonte: Elaborazione GSE su dati EEX ed ICE 5 Per il mercato secondario è stato preso a riferimento il valore fornito da Point Carbon nel Point Carbon EUA OTC assessment su base giornaliera e formulato su una metodologia basata su cleared brokered prices comunicati a Point Carbon in forma riservata da un pool significativo di broker e trader (http://www.pointcarbon.com/news/marketdata/methodology/forward/priceassessmentmethodologies/)

11 Riforme strutturali: dibattito in stallo L andamento dei prezzi delle quote sembra permanere fortemente correlato alle aspettative sugli sviluppi del dibattito europeo per la riforma dell EU ETS. Il terzo trimestre 2013 si è aperto con l approvazione da parte del Parlamento europeo di un emendamento alla Direttiva ETS per il ritiro temporaneo di una parte delle quote da mettere all asta per gli anni 2013 e 2014 (backloading). Inoltre, ai primi di settembre la Commissione ha approvato le cosiddette National Implementing Measures, riducendo il quantitativo di quote da assegnare gratuitamente agli impianti industriali. Gli analisti 6 confermano che entrambe le decisioni, che ci si aspetta saranno operative in tempi brevi, avrebbero contribuito a sostenere il trend di crescita dei prezzi nel trimestre. Per quanto riguarda il medio-lungo termine, invece, sembra prevalere sugli andamenti del mercato la generale sfiducia degli operatori nella possibilità di riformare in tempi rapidi l EU ETS. Tale sfiducia è emersa esplicitamente durante l incontro organizzato dalla Commissione europea il 2 ottobre scorso per discutere delle opzioni di riforma del sistema e incentrato principalmente sull approfondimento di eventuali "meccanismi discrezionali" per rendere l ETS meno vulnerabile agli shock esterni. Commissione e stakeholder presenti all incontro 7, infatti, si sono trovati d accordo sul fatto che se un intervento di emergenza una tantum come il backloading ha richiesto tempi così lunghi, la situazione per riforme di maggiore impatto sarà ulteriormente più critica; se il backloading addirittura non dovesse passare il vaglio del Consiglio e della procedura di regolamentazione con controllo, necessarie alla sua entrata in vigore, la probabilità che misure di riforma strutturali permanenti del sistema vengano adottate sarebbe minima. Recentemente il Consiglio Informale dei Ministri dell Energia europei, tenutosi a metà settembre, ha espresso un preliminare orientamento sulla riforma del Pacchetto clima energia al 2030, indicando una preferenza verso un obiettivo unico, molto ambizioso ed espresso in termini di riduzione delle emissioni (- 40% rispetto all'anno base 1990) che potrebbe costituire un elemento rilevante anche ai fini del percorso di riforma dell emissions trading. Il dibattito sul 2030, però, è ancora ad uno stadio troppo preliminare perché ci si possano attendere conseguenze apprezzabili sul mercato del carbonio. Partecipazione alle aste: costante La partecipazione alle aste in questo trimestre è rimasta costante ed in linea con quanto già rilevato nei precedenti rapporti. Un massimo di 23 soggetti ha presentato proposte d acquisto per singola asta, con un massimo di 18 soggetti aggiudicatari. Rispetto all adesione complessiva alle piattaforme, i dati disponibili più aggiornati restano quelli pubblicati dalla Commissione per conto degli Stati membri nel V Rapporto sull andamento delle aste della t-cap. Il rapporto indicava, a luglio 2013, un totale di 49 soggetti accreditati a presentare offerte all asta. Stando alle informazioni pubbliche accessibili attraverso il sito di EEX, 6 Vedi, tra gli altri, Point Carbon 5 settembre L incontro, chiuso ai giornalisti, ma al quale erano presenti rappresentanti di Stati membri, industrie di settore, utilities, gruppi ambientalisti, think tank ed analisti si è tenuto secondo la Chatham House rules ed è stato seguito dal GSE in web streaming.

12 sembrerebbe essersi aggiunto un istituto di credito britannico accreditatosi su EEX per il solo accesso alle aste. Per quanto riguarda l Italia, non ci sono dati disaggregati ufficiali disponibili. EEX riporta tra i propri partecipanti 6 soggetti nazionali accreditati per lo scambio di quote di emissione, tutti vincolati dalla Direttiva ETS e appartenenti alla categoria delle utilities energetiche e quindi presumibilmente accreditati anche per la partecipazione alle aste. Secondo le valutazioni elaborate della Commissione e approvate dagli Stati membri 8, non risulta che sulla t-cap ci siano problemi di forte concentrazione del mercato. I cinque rapporti pubblicati nel rivelano, tra novembre 2012 e luglio 2013, un trend decrescente dei valori dello Herfindahl-Hirschman Index (HHI), indice elaborato sui dati di partecipazione alle aste rilevati da EEX che quantifica il livello di concentrazione della piattaforma con riferimento agli aggiudicatari delle quote. L indicatore da un segnale positivo rispetto all efficienza del meccanismo d asta in sé, seppure non consenta di formulare considerazioni sul livello generale di partecipazione alle aste. 11 A questo riguardo, resta la distanza tra i numeri relativi ai soggetti accreditati a partecipare alle aste e il numero complessivo degli aventi diritto, tra cui tutti i soggetti vincolati dalla Direttiva ETS. Tale distanza è probabilmente riconducibile ai consistenti volumi di quote ancora assegnate a titolo gratuito, alle quote del periodo ancora nella disponibilità degli operatori e ad un fabbisogno effettivo di quote più limitato delle attese a fronte di ridotte emissioni. Sembra inoltre confermarsi l ipotesi che questi numeri riflettano un organizzazione articolata del mercato del carbonio, in cui molti operatori si avvalgono di fornitori di servizi specializzati anziché approvvigionarsi direttamente di quote all asta e in cui aumentano i soggetti non obbligati 10 che operano sul mercato, per offrire servizi o come pura attività di investimento. Novità nello scenario internazionale: al via meccanismi di emissions trading in Asia, Oceania e nord America Mentre nell Unione Europea si discute di opzioni di riforma dell EU ETS, alcuni paesi si stanno dotando di sistemi analoghi che in prospettiva potrebbero avere un impatto indiretto su quello europeo o addirittura essere ad esso collegati, come presto accadrà con il sistema svizzero. 8 Nelle more dell individuazione del Sorvegliante Unico d Asta, la Commissione europea per conto degli Stati membri, ai sensi dell art. 10 comma 4 della Direttiva ETS, sta elaborando periodici rapporti per riferire sulla corretta applicazione delle regole che disciplinano la vendita all asta in merito a ciascuna asta, in particolare per quanto riguarda l accesso aperto ed equo, la trasparenza, la formazione del prezzo nonché gli aspetti tecnici e operativi delle aste svolte sulla t-cap. I rapporti sono pubblicati a valle dell approvazione da parte dagli Stati membri che collocano le proprie quote sulla t-cap. Regno Unito e Germania stanno assolvendo al medesimo compito in relazione alle rispettive piattaforme nazionali, seppure con modalità e tempistiche non sempre omogenee. 9 European Commission DG Climate Action, Auctions by the transitional common auction platform - 1st Report (November 2012 February 2013); Auctions by the transitional common auction platform - 2nd Report (March April 2013); Auctions by the transitional common auction platform - 3rd Report (May 2013); Auctions by the transitional common auction platform - 4th Report (June 2013); Auctions by the transitional common auction platform 5th Report (July 2013) (Allegato III,Allegato IV,Allegato V,Allegato VI,Allegato VII) 10 Per soggetti obbligati si intendono i gestori di impianti fissi o gli operatori aerei che ricadono nell ambito dei applicazione della Direttiva 2003/87/CE e successive modificazioni. Con soggetti non obbligati ci si riferisce a quegli operatori impegnati in attività di trading di quote di emissione seppure non vincolati dalla Direttiva.

13 Si tratta in particolare dei sistemi regionali ed interregionali nordamericani operativi già da quale anno (RGGI, sistema californiano, Western Climate Initiative), nei quali sono previsti meccanismi d asta per l assegnazione delle quote agli operatori; ma anche di sistemi in fase di start-up che potrebbero cambiare significativamente lo scenario internazionale, come quelli al via in Cina e nella Corea del Sud. Al momento in fase di attesa il sistema australiano che, dopo una partenza promettente che aveva dato il via anche a trattative con l Unione europea per il cosiddetto linking con l EU ETS, è stato messo in forse dall avvicendamento alla guida del paese. Il nuovo governo ha infatti già annunciato che cercherà l intesa del Parlamento per cancellare il sistema. Sullo sfondo, infine, il negoziato internazionale sul clima, dal quale ci si attende nel 2015 un accordo quadro per la lotta ai cambiamenti climatici che costituisca anche una base giuridica rinnovata per i meccanismi di emissions trading. L eventuale accordo sarà probabilmente lontano dal protocollo di Kyoto, soprattutto nell architettura generale, e potrebbe dar vita ad un framework regolatorio internazionale dall approccio bottom up che, partendo dagli schemi regionali esistenti, crei le condizioni per un raccordo ex post tra diversi sistemi e, di conseguenza, mercati. 12 Prospettive per l ultimo trimestre 2013 Il trend positivo registrato nel terzo trimestre sembrava aver trovato conferma nelle aste della prima settimana di ottobre, con prezzi sopra i 5 euro. La seconda settimana, però, ha fatto registrare una leggera flessione, con prezzi di chiusura sulla t-cap a 4,70 euro il 10 ottobre e addirittura a 4,54 euro il 14 ottobre, sotto la media del periodo. Ciò sembrerebbe confermare le valutazioni degli analisti secondo cui pare poco probabile che il prezzo medio possa mantenersi al di sopra dei 5 euro fino alla fine dell anno, anche in previsione di un aumento delle quote disponibili sul mercato a causa sia delle aste della Polonia, sia delle assegnazioni di quote gratuite, che dovrebbero essere consegnate prima della fine dell anno e che le imprese potrebbero rivendere immediatamente per aumentare la propria liquidità 11. Volendo offrire un ordine di grandezza di massima relativo ai ricavi delle aste italiane da qui a fine 2013, si conferma indicativamente che, in assenza di modifiche sostanziali del quadro macroeconomico tali da creare aspettative rispetto ad una riduzione del surplus di quote nei prossimi anni, i prezzi potrebbero collocarsi tra: Scenario massimo: il prezzo registrato in data 9 settembre sulla Piattaforma d'asta Comune Transitoria (t-cap), in concomitanza con un momento di ripresa di fiducia del mercato a valle della decisione della Commissione Europea riguardo le allocazioni di quote gratuite all'industria; Scenario minimo: il prezzo medio registrato sulle tre piattaforme durante il primo semestre dell'anno (gennaio-giugno 2013) che riflette un atteggiamento di moderata incertezza da parte degli operatori sull'efficacia dell'eu ETS. 11 POLL-Analysts raise EU carbon price forecasts Point Carbon 03/10/2013 [http://www.pointcarbon.com/news/reutersnews/ ; ultimo accesso 10/10/2013]

14 Anche il prezzo medio previsionale indicato da PointCarbon (Scenario previsione) sulla base delle stime dei principali analisti di settore, si attesta all interno della medesima forchetta (dato aggiornato al 3 ottobre 2013). I proventi dell ultimo trimestre 2013 potrebbero quindi presumibilmente attestarsi in un intervallo compreso tra 84 e 110 milioni di euro. Le cifre non considerano gli interessi maturati e maturandi sui ricavi d'asta, né l eventuale ritiro di parte delle quote in virtù dell eventuale entrata in vigore del backloading entro dicembre, che al momento appare però poco probabile. Previsione dei ricavi derivanti dalla messa all'asta delle quote italiane nel Fonte: Elaborazione GSE

15 1 Il Sistema di aste dell EU ETS: assetto a settembre 2013 Lo European Union Emissions Trading Scheme (EU ETS) è un sistema per lo scambio di quote di emissione di gas serra finalizzato alla riduzione delle emissioni nei settori energivori (elettricità, cemento, acciaio, alluminio, laterizi e ceramiche, vetro, chimica, aviazione, etc). Dal 2013, salvo eccezioni legate alla tutela della competitività sui mercati internazionali dei settori manifatturieri, l assegnazione delle quote agli impianti avviene a titolo oneroso attraverso piattaforme d asta gestite da mercati regolamentati ai sensi del Regolamento Aste 1031/2010 e successive modificazioni Piattaforme operative Nell ultimo trimestre non vi sono stati aggiornamenti riguardo le piattaforme d asta. Permangono attive le tre piattaforme già identificate, ovvero la piattaforma comune transitoria (EEX t-cap) e quella tedesca (EEX DE), entrambe gestite da EEX e la piattaforma del Regno Unito (ICE UK) gestita da ICE (Vedi rapporto aste I e II trimestre per maggiori dettagli). Unica modifica di rilievo è stato l accreditamento della Polonia sulla piattaforma d asta comune transitoria (t-cap). La Polonia, che insieme a Regno Unito e Germania aveva optato per una piattaforma nazionale, non è infatti riuscita a completare per tempo il processo di selezione. Le circa 51,2 milioni di quote polacche relative all anno 2013 sono state divise in 14 sessioni d asta da tenersi ogni lunedì dalle 13:00 alle 15:00 CET in sessione separata sulla t-cap a partire dal 16 settembre e fino al 16 dicembre Figura 1: Ripartizione delle quote da mettere all'asta nel corso del % % % * 60% EEX (EU T-CAP) EEX (DE) ICE (UK) EEX (PL T-CAP) * Include anche le quote per il 2013 di Croazia, Islanda, Lichtenstein e Norvegia che non si sono però ancora accreditati sulla piattaforma, le quali quote quindi potrebbero essere messe all asta in un momento successivo Fonte: Elaborazione GSE su dati EEX ed ICE

16 1.2 Aste del settore dell aviazione Dopo la decisione cosiddetta stop the clock approvata dal Parlamento europeo e dal Consiglio lo scorso aprile, le aste di quote EUA-A sono state temporaneamente sospese. Si attendeva che l Organizzazione Internazionale dell Aviazione Civile (ICAO) riunita in consiglio generale all inizio di ottobre si esprimesse riguardo un accordo globale per la riduzione delle emissioni. Il 4 ottobre, a conclusione del consiglio, l ICAO ha comunicato che entro il 2016 gli Stati membri si impegnano a presentare proposte per l attuazione di un meccanismo di mercato volto a ridurre le emissioni di gas serra che dovrebbe poi entrare in vigore a partire dal La decisione dell Assemblea rappresenta un decisivo passo avanti verso un regime globale e per il momento essa consente l applicabilità di qualunque schema nazionale o regionale (come per esempio l EU ETS), ma solo nei limiti di determinati parametri. 15 A seguito degli esiti del consiglio ICAO, Il 16 ottobre la Commissione europea ha avanzato una proposta di emendamento alla Direttiva ETS affinché le emissioni prodotte nello spazio aereo europeo, provenienti quindi dal settore dell aviazione, ricadano nell EU ETS. L emendamento entrerebbe in vigore a partire dal 1 gennaio 2014, fino a quando non entrerà in vigore, nel 2020, un meccanismo di mercato globale, così come deciso nella 38 Assemblea ICAO. I punti chiave dell emendamento sono i seguenti: - continuano ad essere coperte dall EU ETS tutte le emissioni prodotte all interno dello Spazio Economico Europeo (SEE, che comprende 28 Stati membri dell Unione europea più Norvegia ed Islanda); - nel periodo i voli da e per paesi extra-see beneficeranno di esenzioni per le sole emissioni prodotte al di fuori dello spazio aereo dello SEE; - beneficeranno di un esenzione totale i voli da e per paesi in via di sviluppo ed i paesi che emettono meno del 1% delle emissioni globali del settore dell aviazione. In attesa che la proposta venga messa al vaglio dal Parlamento e del Consiglio europeo, le aste di quote EUA-A permangono sospese fino a data da definirsi. 1.3 Sorvegliante Unico d Asta Il Regolamento Aste definisce la figura, le funzioni ed il processo di selezione del Sorvegliante Unico d Asta (SAM), soggetto imparziale che, per conto di Commissione e Stati membri, svolge le funzioni operative di vigilanza sul sistema delle aste, verificando e riferendo sulla conformità dei procedimenti d'asta agli obiettivi stabiliti dalla Direttiva ETS, sul rispetto delle disposizioni del Regolamento Aste e su ogni indizio di comportamenti anticoncorrenziali o abusi di mercato. Il SAM è individuato con procedura d appalto congiunta tra Commissione e Stati membri. Benché i mercati che gestiscono le piattaforme d asta siano regolamentati e quindi soggetti in generale alla normativa europea vigente per la regolamentazione dei mercati finanziari così come recepita nei paesi in cui hanno sede, il sistema delle aste opera al momento in assenza della sorveglianza unica ed armonizzata

17 richiesta dal Regolamento Aste poiché un Sorvegliante non è ancora stato individuato. L esperienza del primo bando, lanciato nel maggio 2012 e andato deserto, induce a pensare che la complessità ed innovatività della figura del SAM previsto dal Regolamento Aste abbia indotto ad un fraintendimento sulle specificità di questo ruolo, scoraggiando i potenziali candidati a ricoprirlo. Il 6 agosto scorso è stata aperta una seconda gara d appalto, i cui termini sono stati adeguati anche alla luce delle problematiche riscontrate durante la prima gara, in particolare cercando di circoscrivere maggiormente i profili di responsabilità del SAM e dettagliare meglio i risultati attesi. Tale ruolo, infatti, non è assimilabile a quello delle autorità indipendenti che negli Stati sorvegliano specifici mercati, non da ultimo per non rischiare sovrapposizioni, ma è piuttosto assimilabile ad una funzione di auditing per verificare che le piattaforme siano in conformità con le regole stabilite nel regolamento. 16 In base a quanto riportato dalle specifiche di gara, il SAM ha il compito di riferire mensilmente, annualmente e ad ogni occasione in cui si renda necessario, su indicazione di Commissione e Stati membri, che le aste si svolgano secondo i termini definiti nell articolo 10 comma 4 della Direttiva 2003/87/CE e successive modificazioni e all articolo 25del Regolamento Aste, ovvero: - sia garantito un accesso pieno, giusto ed equo agli operatori inclusi nel sistema comunitario, con particolare riguardo per le PMI; - tutti i partecipanti abbiano accesso contemporaneamente alle stesse informazioni e non vi siano comportamenti atti a disturbare il funzionamento d asta; - l organizzazione e la partecipazione all asta siano efficaci sotto il profilo dei costi e siano evitati oneri amministrativi superflui. Il SAM è tenuto a riferire periodicamente a Commissione e Stati membri anche riguardo ad eventuali inosservanze del contratto di designazione della piattaforma, eventuali indizi di comportamenti anticoncorrenziali o abusi di mercato e sulla relazione tra i procedimenti d asta sulle diverse piattaforme e tra queste ed il mercato secondario. I termini per la presentazione delle candidature in risposta al bando di agosto si sono conclusi il 25 settembre e al momento sono in corso le procedure di valutazione. Nelle more dell individuazione del SAM, ai sensi dell articolo 10, comma 4, paragrafo 4, della Direttiva ETS, gli Stati membri riferiscono sulla corretta applicazione delle regole che disciplinano la vendita all asta in merito a ciascuna asta, in particolare per quanto riguarda l accesso aperto ed equo, la trasparenza, la formazione del prezzo nonché gli aspetti tecnici e operativi. Ciò sta avvenendo con maggiore regolarità solo dalla scorsa primavera, la pratica si è consolidata durante il III trimestre 2013, seppure permangano formati di reporting diversi nella struttura e per livello di approfondimento. La Commissione sta assolvendo a questi compiti per conto degli Stati membri che aderiscono alla t-cap. Ad oggi sono stati pubblicati 5 rapporti (Allegato III, Allegato IV, Allegato V, Allegato VI, Allegato VII): Auctions by the transitional common auction platform - 1st Report (November 2012 February 2013); Auctions by the transitional common auction platform - 2nd Report (March April 2013);

18 Auctions by the transitional common auction platform - 3rd Report (May 2013); Auctions by the transitional common auction platform - 4th Report (June 2013); Auctions by the transitional common auction platform 5th Report (July 2013). Ciascuno di essi è stato predisposto dalla Commissione ed approvato dagli Stati membri prima della pubblicazione. I rapporti coprono le aste sulla t-cap fino al mese di luglio. Per quanto riguarda le aste sulla piattaforma tedesca, è la German Emissions Trading Authority (DEHSt) presso la Federal Environment Agency a farsi carico della responsabilità di pubblicare rapporti periodici. A settembre 2013 ne sono stati pubblicati 7, che coprono le aste fino al mese di agosto (Allegato IX, Allegato X, Allegato XI, Allegato XII, Allegato XIII, Allegato XIV, Allegato XV) 17 Periodical Report: Early Auctions and Auctioning in Aviation 2012; Periodical Report: First Quarter 2013; Periodical Report: April 2013; Periodical Report: May 2013; Periodical Report: Second Quarter 2013; Periodical Report: July 2013; Periodical Report: August 2013; Per le aste britanniche è invece il Department for Energy and Climate Change a curare la predisposizione e pubblicazione di rapporti sulle aste. L attività è stata svolta con regolarità a cadenza mensile solo a partire da luglio. Ad oggi sono stati pubblicati in tutto 4 rapporti (Allegato XVI, Allegato XVII, Allegato XVIII, Allegato XIX): UK Phase III Auction Platform Report, Report number: 1. Period covered: 1 November 2012 to 30 June 2013; UK Phase III Auction Platform Report, Report number: 2. Period covered: 1 July 2013 to 31 July 2013; UK Phase III Auction Platform Report, Report number: 3. Period covered: 1 August 2013 to 31 August 2013; UK Phase III Auction Platform Report, Report number: 4. Period covered: 1 September 2013 to 30 September 2013.

19 2 Il collocamento delle quote di emissione per lo Stato italiano Le quote italiane di emissione sono messe all asta sulla t-cap nelle sessioni ordinarie che si tengono tre volte a settimana dalle 9:00 alle 11:00 CET. Nel periodo osservato il gestore della piattaforma non ha riportato anomalie di rilievo nello svolgimento delle aste e nessuna sessione è stata annullata. 2.1 Volumi messi all asta e proventi nel terzo trimestre del 2013 Da luglio a settembre 2013, l Italia ha partecipato a tutte le aste tenutesi sulla t-cap (cfr. 3.1 Aste presso la piattaforma transitoria comune (t-cap)) collocando oltre 20 milioni di quote EUA valevoli per il periodo ( ). I ricavi sono stati pari a circa 95 milioni di euro ( euro), 18,40% del ricavo totale sulla t-cap (Polonia esclusa) e 10,81% del totale ricavato dagli Stati membri su tutte le piattaforme. 18 Figura 2: Suddivisione dei ricavi d'asta tra Stati membri per il III trimestre 2013 Fonte: Elaborazione GSE

20 Complessivamente, da novembre 2012 il GSE ha collocato un quantitativo di quote EUA pari a con un ricavo totale di euro. Tabella 1: Ricavi complessivi d asta da novembre 2012 a settembre 2013 Anno Quantitativo messo all'asta EUA Ricavi Novembre Dicembre Totale Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Totale Totale

21 2.2 Andamento dei prezzi di aggiudicazione Le quote italiane sono state messe all asta tra luglio e settembre 2013 ad un prezzo medio ponderato di 4,61 euro, in netto rialzo rispetto a quanto registrato nel secondo trimestre dell anno. Figura 3: Andamento dei ricavi delle aste di quote di emissione italiane luglio - settembre Fonte: Elaborazione GSE su dati EEX I prezzi di aggiudicazione ottenuti dall Italia nel periodo sono i medesimi registrati per le quote degli altri Stati membri aderenti alla t-cap. Per un analisi più dettagliata del loro andamento si rimanda al paragrafo 3.1 Aste presso la piattaforma transitoria comune (t-cap). 2.3 Messa all asta delle quote italiane: aspetti tecnici e operativi Nelle more di eventuali ulteriori indicazioni a valle dell approvazione del Decreto legislativo 30/2013, il GSE ha continuato a svolgere la funzione di Responsabile del Collocamento delle quote italiane nell assetto organizzativo già adottato per il 2012, informando in maniera costante i Ministeri competenti sull andamento dell attività e sui risultati delle aste (Allegato XX).

22 2.4 Attività di informazione e divulgazione Nel corso del terzo trimestre 2013, nonostante la pausa estiva, la sezione web dedicata alle aste all interno del portale del GSE ha registrato un flusso continuo di richieste di accesso e una progressiva crescita di interesse anche per le altre pagine collegate, in particolare quella dedicata all EU ETS nel suo complesso e quella legata al Pacchetto Clima Energia. In controtendenza invece la sezione dedicata alle modalità di partecipazione alle aste (solo il 9% degli accessi registrati). Figura 4: Accessi web da luglio a settembre 2013 Luglio 2013 Agosto 2013 Settembre 2013 Aste CO Come partecipare alle aste Sistema EU ETS Pacchetto Clima Energia CO2 in ambito internazionale Totale mese Fonte: Elaborazione GSE La pagina più frequentata (Aste CO2) è la pagina che riporta settimanalmente, tra le altre cose, i risultati delle aste di quote sulle tre piattaforme attive, il calendario consolidato e una sezione documentale dalla quale sono scaricabili di Rapporti trimestrali e annuali asta, resi pubblici a valle dell approvazione dei Ministeri competenti. Similmente si è riscontrato un incremento di interesse sul funzionamento dell ETS anche nelle richieste di informazioni inoltrate al GSE. I quesiti pervenuti hanno riguardato, infatti, soprattutto informazioni statistiche sulle tipologie di aziende italiane in ETS, allocazioni gratuite di quote e possibilità di utilizzo crediti internazionali ai fini di compliance nell EU ETS. A questo tipo di quesiti sono state date risposte

23 orientative, reindirizzando gli interlocutori ai riferimenti e alle pagine del sito istituzionale del Ministero dell Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare dedicate al Comitato nazionale per la gestione della Direttiva 2003/87/CE e per la gestione delle attività di progetto del Protocollo di Kyoto. Non sono inoltre mancati, anche in questo trimestre, quesiti riguardo l accesso alle aste per conto di terzi da parte di trader ed intermediari finanziari italiani, i quali restano in attesa della definizione di una norma nazionale che ne definisca l autorizzazione. 22

24 3 Risultati delle aste sulle tre piattaforme operative nel III trimestre 2013 Tra luglio e settembre 2013, sono state messe all asta complessivamente dalle tre piattaforme operative nel sistema oltre 190 milioni di quote EUA ( ) valevoli per il periodo di obbligo , pari a circa il 23% del quantitativo da mettere all asta nel corso dell intero anno. Le quote messe all asta in totale da gennaio a settembre superano complessivamente i 588 milioni ( ) pari al 72% delle quote da mettere all asta per tutto il Stando agli attuali calendari d asta, nel 2013 dovrebbero essere messe all asta complessivamente di quote EUA valevoli per il periodo di obbligo Tale quantitativo potrebbe essere modificato nel caso in cui dovessero essere approvate le decisioni di emendamento della Direttiva ETS e del Regolamento Aste, relative al backloading, anche se sembra poco probabile che sia attuata alcuna modifica prima della fine dell anno. Figura 5: Confronto tra quote da mettere complessivamente all'asta nel 2013 e quote messe all'asta fino a settembre Fonte: Elaborazione GSE 12 Il dato comprende anche le quote relative al 2013 da mettere all asta da parte di Islanda, Lichtenstein, Norvegia e Croazia che benché abbiano optato per la piattaforma comune europea, non si sono ancora formalmente accreditate.

25 3.1 Aste presso la piattaforma transitoria comune (t-cap) EU t-cap Tra luglio e settembre, hanno operato sulla t-cap i Responsabili del Collocamento di 23 Stati membri 13, che hanno collocato complessivamente più di 112 milioni di quote EUA ( ). Le aste hanno generato in totale proventi per più di 520 milioni di euro ( euro), di cui circa 95 milioni sono spettati all Italia (cfr. 2.1 Volumi messi all asta e proventi). Figura 6: Ricavi d asta per Stato Membro sulla t-cap nel III trimestre Fonte: Elaborazione GSE Le sessioni d asta sono state effettuate con una cadenza di tre alla settimana, nelle giornate di lunedì, martedì e giovedì dalle 09 alle 11 (CET), fatta eccezione per le giornate di giovedì 15 e lunedì 26 agosto quando le aste non si sono tenute rispettivamente per le Festa dell Assunzione e la Festa dell Estate britannica. Tra il 1 luglio e il 30 settembre si sono tenute, pertanto, un totale di 38 sessioni d asta. Durante il mese di agosto gli Stati membri hanno deciso di mettere all asta circa la metà dei crediti rispetto alle sessioni ordinarie per contrastare il possibile calo di domanda dovuto alla pausa estiva. Tuttavia, nonostante la stagione ed i minori volumi, la partecipazione alle aste è rimasta conforme a quella registrata 13 Austria, Belgio, Bulgaria, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Grecia, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria.

26 nella prima parte dell anno, con una media di 18 soggetti che hanno presentato proposte d acquisto e 12 soggetti aggiudicatari per asta. Tabella 2: Riepilogo ricavi delle quote di emissione messe all'asta presso la t-cap nel III trimestre 2013 Sessione d'asta Tipologia quote Quantitativo di quote allocabili Prezzo di aggiudicazione Prezzo Minimo Prezzo Massimo Quantitativo quote all'asta Quantitativo richiesto Cover Ratio Offerenti Offerenti Aggiudicatari Ricavi Totali tco2 /tco2 /tco2 /tco2 01/07/2013 EUA ,06 1,00 4, , /07/2013 EUA ,23 1,50 4, , /07/2013 EUA ,55 3,56 4, , /07/2013 EUA ,16 1,00 4, , /07/2013 EUA ,20 2,00 4, , /07/2013 EUA ,06 3,50 4, , /07/2013 EUA ,99 2,09 4, , /07/2013 EUA ,11 3,50 4, , /07/2013 EUA ,10 3,50 4, , /07/2013 EUA ,10 3,50 4, , /07/2013 EUA ,26 3,50 4, , /07/2013 EUA ,30 2,00 4, , /07/2013 EUA ,24 3,95 4, , /07/2013 EUA ,33 3,90 5, , /08/2013 EUA ,36 3,00 4, , /08/2013 EUA ,40 3,75 4, , /08/2013 EUA ,39 3,50 4, , /08/2013 EUA ,43 2,09 4, , /08/2013 EUA ,40 1,99 4, , /08/2013 EUA ,28 2,09 4, , /08/2013 EUA ,31 1,99 4, , /08/2013 EUA ,28 1,99 4, , /08/2013 EUA ,43 1,99 4, , /08/2013 EUA ,44 2,09 4, , /08/2013 EUA ,57 2,29 4, , /09/2013 EUA ,49 1,99 4, , /09/2013 EUA ,38 1,99 4, , /09/2013 EUA ,75 1,99 4, , /09/2013 EUA ,38 4,31 5, , /09/2013 EUA ,13 4,71 5, , /09/2013 EUA ,30 2,09 5, , /09/2013 EUA ,38 5,00 5, , /09/2013 EUA ,44 2,09 5, , /09/2013 EUA ,40 2,39 5, , /09/2013 EUA ,24 2,49 5, , /09/2013 EUA ,47 3,00 5, , /09/2013 EUA ,33 3,75 5, , /09/2013 EUA ,21 2,49 5, , tco2 Totale , tco2 Numero Numero 25 (*) - Il valore indica il prezzo medio di aggiudicazione ponderato sul quantitativo di quote messe all'asta nel periodo di riferimento. Tra luglio e settembre si è osservato un trend crescente nel prezzo di aggiudicazione delle quote, motivato con tutta probabilità della risposta del mercato ad alcuni sviluppi in ambito regolatorio (cfr Prezzo). Il prezzo medio di aggiudicazione del periodo è stato pari a 4,61 euro per tco 2. Il picco massimo si è registrato alla terzultima asta di settembre (5,47 euro per tco 2 ), il picco minimo, pari a 3,99 euro per tco 2, è stato toccato invece nella sessione del 15 luglio.

27 Figura 7: Andamento dei ricavi delle quote di emissione europee presso t-cap nel III trimestre Fonte: Elaborazione GSE su dati EEX

28 PL t-cap Dal 16 al 30 settembre 2013, la Polonia ha collocato presso la piattaforma comune transitoria (EEX t-cap) circa 11 milioni di EUA ( ) ricavando un ammontare di oltre 58 milioni di euro ( euro). Le sessioni d asta si tengono, a partire dal 16 settembre, una volta a settimana nella giornata del lunedì, dalle 13 alle 15 (CET), sulla t-cap ma in una sessione separata. Per il terzo trimestre 2013 si sono tenute un totale di 3 sessioni d asta. I prezzi di aggiudicazione delle aste polacche, come prevedibile, si sono mantenuti in linea con quelli osservati nelle stesse giornate nelle aste mattutine della t-cap. Anche il numero di soggetti che ha proposto offerte di acquisto e aggiudicatari risulta in linea con quelli registrati sulle aste mattutine, facendo pensare che si tratti sempre dei medesimi soggetti. 27 Tabella 3: Riepilogo dei ricavi delle quote di emissione messe all'asta presso la t-cap dalla Polonia Sessione d'asta Tipologia Quantitativo di Prezzo di Prezzo minimo Prezzo massimo Quantitativo Quantitativo Cover Offerenti Offerenti Ricavi Totali Prezzo di quote quote allocabili aggiudicazione /tco2 /tco2 quote all'asta richiesto Ratio Aggiudicatari aggiudica 16/09/2013 EUA tco /tco2 5,42 2,09 5,60 tco tco ,28 Numero 17 Numero zione SPOT 5,46 23/09/2013 EUA ,37 2,49 5, , ,42 30/09/2013 EUA ,15 1,59 5, , ,10 totale ,31 (*) (*) - Il valore indica il prezzo medio di aggiudicazione ponderato sul quantitativo di quote messe all'asta nel periodo di riferimento. Figura 8: Andamento dei ricavi delle quote di emissione europee presso t-cap della Polonia Fonte: Elaborazione GSE su dati EEX

29 3.2 Aste presso la piattaforma transitoria della Germania (EEX DE) Tra luglio e settembre 2013, la Germania ha collocato presso la piattaforma transitoria nazionale (EEX DE) oltre 42 milioni di EUA ( ) ricavando un ammontare di oltre 196 milioni di euro ( euro). È stata effettuata una sessione d asta alla settimana nella giornata di venerdì, dalle 9 alle 11 (CET), per un totale di 13 sessioni dal 5 luglio al 27 settembre Tabella 4: Riepilogo dei ricavi delle quote di emissione messe all'asta dalla Germania nel III trimestre 2013 presso EEX Sessione d'asta Tipologia quote Quantitativo di quote allocabili Prezzo di aggiudicazione Prezzo Minimo Prezzo Massimo Quantitativo quote all'asta Quantitativo richiesto Cover Ratio Offerenti Offerenti Aggiudicatari Ricavi Totali 28 tco2 /tco2 /tco2 /tco2 tco2 tco2 Numero Numero 5/7/13 EUA ,40 2,09 4, , /7/13 EUA ,95 2,09 4, , /7/13 EUA ,06 3,50 4, , /7/13 EUA ,28 2,50 4, , /8/13 EUA ,30 3,00 4, , /8/13 EUA ,48 3,99 4, , /8/13 EUA ,33 1,99 4, , /8/13 EUA ,49 1,99 4, , /8/13 EUA ,54 1,99 4, , /9/13 EUA ,05 2,19 5, , /9/13 EUA ,37 2,09 5, , /9/13 EUA ,30 3,25 5, , /9/13 EUA ,38 3,50 5, , Totale ,65 (*) (*) - Il valore indica il prezzo medio di aggiudicazione ponderato sul quantitativo di quote messe all'asta nel periodo di riferimento. Hanno proposto richieste di acquisto in media 18 soggetti per asta. Gli aggiudicatari sono stati mediamente 13 per sessione. Così come riscontrato presso la t-cap, anche sulla piattaforma tedesca il prezzo di aggiudicazione ha mostrato una tendenza al rialzo. La piattaforma ha registrato un prezzo massimo per il trimestre pari a 5,38 euro in data 27 settembre e un minimo di 3,95 euro registrato il 12 luglio. Entrambi i picchi e l andamento complessivo dei prezzi sulla piattaforma tedesca risultano in linea con quelli registrati sulla t-cap. Il prezzo medio di aggiudicazione sulla piattaforma tedesca nel terzo trimestre dell anno è stato pari a 4,65 euro per tco 2, di poco superiore rispetto a quello registrato sulla t-cap.

30 Figura 9: Andamento dei ricavi derivanti dalla messa all'asta delle quote di emissione tedesche nel III trimestre Fonte: Elaborazione GSE su dati EEX 3.3 Aste presso la piattaforma definitiva del Regno Unito (ICE UK) Tra luglio e settembre 2013, il Regno Unito ha collocato presso la piattaforma definitiva nazionale (ICE UK) oltre 24 milioni di quote EUA ( ), per un ricavo complessivo di oltre 110 milioni di euro ( euro). Tabella 5: Riepilogo dei ricavi delle quote di emissione messe all'asta dal Regno Unito nel III trimestre 2013 presso ICE Sessione d'asta Tipologia quote Quantitativo di quote allocabili Prezzo di aggiudicazione Quantitativo quote all'asta Quantitativo richiesto Cover Ratio Offerenti Offerenti Aggiudicatari Ricavi Totali tco2 /tco2 tco2 tco2 Numero Numero 3/7/13 EUA , , /7/13 EUA , , /7/13 EUA , , /8/13 EUA , , /8/13 EUA , , /9/13 EUA , , /9/13 EUA , , Totale ,44 (*) (*) - Il valore indica il prezzo medio di aggiudicazione ponderato sul quantitativo di quote messe all'asta nel periodo di riferimento. Le sessioni d asta si sono tenute nella giornata di mercoledì, ogni due settimane, dalle ore 9 alle 11 (CET). Su ICE UK si è riscontrato un livello di partecipazione leggermente più basso di quello registrato sulle piattaforme d asta gestite da EEX ma in linea con quanto si è visto da inizio anno, con una media di 14 soggetti che hanno proposto richieste di acquisto e 11 soggetti aggiudicatari.

31 I prezzi di aggiudicazione delle quote in questo primo semestre del 2013 sono coerenti con quelli registrati dalle altre due piattaforme in date simili. Per quanto riguarda invece la giornata del 3 luglio è da ricordare che la sessione d asta si è chiusa prima che venisse annunciato dal Parlamento europeo l approvazione del backloading. Il prezzo inferiore ai 4 euro è probabilmente legato quindi all incertezza derivata dal pre-voto. Come si è visto per il primo semestre, il prezzo medio di aggiudicazione sulla piattaforma britannica si è rivelato anche nel terzo trimestre dell anno leggermente inferiore a quello registrato sulle due piattaforme gestite da EEX e pari a 4,44 euro per tco2. Figura 10: Andamento dei ricavi derivanti dalla messa all'asta delle quote di emissione inglesi nel III trimestre Fonte: Elaborazione GSE su dati ICE 3.4 Considerazioni di sintesi sul sistema d aste e confronto con il mercato secondario Come già osservato nelle precedenti sessioni (cfr. Rapporto Aste 2012, Rapporto Aste I e II trimestre 2013) l andamento delle aste primarie di quote CO 2 è risultato piuttosto omogeneo sulle tre piattaforme anche nel III trimestre Il differenziale maggiore tra due aste consecutive è stato un incrementi del 18% in concomitanza con l approvazione in Parlamento europeo del backloading. Il dislivello tra picco massimo e picco minimo dei prezzi registrati è stato di poco superiore al 29% Le percentuali sono calcolate come rapporto tra la differenza tra i prezzi di chiusura di aste tenutesi in giorni successivi e il prezzo della prima asta considerata in ordine di tempo: %=(p n p n+1 )/p n %. Nel caso del differenziale tra picchi di prezzo, la percentuale è calcolata come rapporto tra differenziale e picco massimo picchi%=(p max p min )/p max %.

32 Figura 11: Andamento prezzi d'asta 15 sulle tre piattaforme e asta separata della Polonia (lug.-sett.2013) 31 Fonte: Elaborazione GSE su dati EEX ed ICE Nonostante il prezzo di aggiudicazione abbia mostrato complessivamente un trend crescente, attestandosi intorno ai 4 euro per la maggior parte del periodo con picchi di oltre 5 euro, si è comunque mantenuto sempre molto al di sotto di quanto Commissione e Stati membri si aspettavano ad inizio periodo. Analoghi valori e dinamiche sono state evidenti anche sul mercato secondario, che, come osservato anche nella prima parte dell anno e nel 2012, sembra essere condizionato più che condizionare dalle aste primarie di CO 2. La prevedibilità dei volumi di quote in arrivo sul mercato attraverso le aste sembra infatti essere uno dei principali driver del prezzo sia sul mercato primario che su quello secondario. Secondo la maggior parte degli analisti e in linea con le osservazioni della stessa Commissione 16, la causa determinante di tali valori è da ricercarsi nel surplus di quote sul mercato rispetto all effettiva richiesta dei soggetti obbligati. Alcuni studi di settore 17 individuano tra le cause anche l approccio stesso al sistema di molti policy maker europei. L EU ETS infatti, intersecandosi in parte con le politiche energetiche prerogativa degli Stati membri, sarebbe stato indebolito nell efficacia, oltre che dalla crisi economica, anche dalla sovrapposizione 18 con schemi di incentivo alle rinnovabili e all efficienza energetica applicati a livello nazionale. Tanto che, secondo alcuni 19, al contrario di quanto auspicato al momento della scelta di uno 15 Le aste sulle tre piattaforme avvengono con tempistiche diverse ed in diverse giornate, per ottenere delle linee continue e quindi rendere il grafico maggiormente leggibile, in ogni giornata d asta di ciascuna piattaforma, sulle altre si ipotizza si registri un prezzo di aggiudicazione uguale all ultimo registrato. 16 Vedi: Libro verde, un quadro per le politiche dell energia e del clima all orizzonte 2030 (COM(2013)169) e Relazione La situazione del mercato europeo del carbonio nel 2012 (COM(2012)652) 17 Vedi, tra gli altri, The impact of electricity demand reduction policies o the EU-ETS: Modelling electricity and carbon prices and the effect on industrial competitiveness J. Thema et al., Energy Policy (2013) (Allegato I) 18 Vedi, tra gli altri, Interactions Between Emission Trading Systems and Other Overlapping Policy Instruments OECD (2010)(Allegato XXI) 19 Vedi, tra gli altri, IETA GHG Market Sentiment Survey, 8th Edition, PWC (2013) (Allegato II)

33 strumento di mercato per la riduzione delle emissioni, l EU ETS occuperebbe solo un ruolo marginale nei piani d investimento aziendali, molto più influenzati dalle politiche nazionali dei paesi in cui operano Prezzo L andamento dei prezzi registrati sia nelle aste che sul mercato secondario in questo ultimo trimestre è stato fortemente influenzato dalle notizie riguardanti i quantitativi di quote allocabili e da mettere all asta, in particolare : Luglio si è aperto con prezzi in crescita rispetto a quelli registrati nel mese precedente, probabilmente per via delle aspettative positive sul voto del Parlamento europeo relativo al backloading. Secondo gli analisti, i prezzi di fine giugno incorporavano già le aspettative positive sul voto. Per questo, nonostante sia passata la versione più forte del backloading, i prezzi di luglio hanno fatto registrare un rialzo sensibile rispetto alla media di giugno, ma moderato rispetto ai prezzi della fine del mese precedente. Ciò risulta ancora più evidente dal fatto che superato un momento di euforia per la votazione, già dalla prima asta della settimana successiva i prezzi sono tornati ai livelli pre-voto. Il resto del mese è stato caratterizzato da prezzi notevolmente al di sotto della media del trimestre anche a causa dell inizio del periodo estivo e, secondo molti analisti, dell assenza delle utilities, che sono tra i maggiori player del mercato 20. Il picco massimo del mese si è registrato nella giornata del 4 luglio, subito successiva al voto del Parlamento europeo, quando il prezzo sul mercato primario è stato di 4,55 euro. Il prezzo minimo è stato invece di 3,85 euro, registrato nella giornata del 3 luglio sull asta britannica di quote di emissione, conclusasi prima della notizia sugli esiti della votazione in Parlamento. 32 Nel mese di agosto gli Stati membri hanno dimezzato i quantitativi all asta al fine di evitare il rischio che una bassa domanda dovuta alla pausa estiva creasse squilibri sul mercato. I ridotti volumi messi all asta però non sono stati accompagnati da un proporzionale riduzione nella domanda. Questo squilibrio, insieme al ritardo nell emanazione della decisione di assegnazione delle quote gratuite per le industrie nel periodo , ha probabilmente contribuito all aumento dei prezzi nel mese. I prezzi sono stati complessivamente abbastanza stabili e si sono attestati intorno ad un valore medio di 4,40 euro. A settembre si sono registrati i prezzi più alti del trimestre, che si sono mantenuti per la maggior parte del mese al di sopra dei 5 euro. Il picco minimo è stato di 4,38 euro, registrato il 3 settembre a seguito dell annuncio di EEX dell inizio imminente delle aste di quote di emissione polacche sulla t-cap. Nei giorni successivi i prezzi sono però saliti repentinamente a valle dell approvazione, il 5 settembre, da parte della Commissione europea di una Decisione sulle Misure nazionali di attuazione degli Stati membri che ha ridimenzionato il quantitativo massimo di quote allocabili gratuitamente per le industrie. I quantitativi di quote assegnabili a titolo gratuito da ciascuno Stato membro che la Commissione ha ridefinito con la Decisione, infatti, sono stati sensibilmente inferiori a quelli attesi dagli operatori. Il prezzo massimo del mese è stato 5,47 euro, registrato giovedì Point Carbon.com 10/07/2013 EU carbon falls for fifth day as utilities absent ultimo accesso 16/10/2013

34 Figura 12: Andamento dei prezzi EUA sul mercato primario e secondario 21 (lug. sett.2013) 33 Fonte: Elaborazione GSE su dati EEX, ICE e Point Carbon In sintesi, anche in questo trimestre, i percorsi legislativi europei e l andamento dei prezzi delle aste si dimostrano strettamente collegati. Gli impatti della regolazione non solo sul prezzo ma sul mercato più in generale sono esaminati in maniera dettagliata in un apposita sezione. (cfr. Capitolo 4 Politiche europee clima-energia e mercato del carbonio) Cover Ratio Per cover ratio si intende il rapporto tra quantità di quote oggetto di proposta di offerta e quantità totale allocata sul mercato in una data sessione d asta. 21 Per il mercato secondario è stato preso a riferimento il valore fornito da Point Carbon nel Point Carbon EUA OTC assessment su base giornaliera e formulato su una metodologia basata su cleared brokered prices comunicati a Point Carbon in forma riservata da un pool significativo di broker e trader. (http://www.pointcarbon.com/news/marketdata/methodology/forward/priceassessmentmethodologies/)

35 Alcuni analisti di settore 22 ritengono che il cover ratio sia un indicatore utile a misurare il peso delle aste nella dinamica complessiva del mercato del carbonio: valori elevati di cover ratio per le aste evidenzierebbero un ruolo trainante del mercato primario rispetto al secondario, ovvero che i prezzi formatisi sulle aste primarie influenzerebbero quelli delle quote di emissione scambiate sul mercato secondario, divenendo indicativi anche per le transazioni bilaterali e Over-the-Counter. I valori dei cover ratio di questo trimestre si sono raramente portati al di sotto dei 2 punti, denotando un deciso interesse da parte dei partecipanti. In particolare, si sono registrati cover ratio particolarmente alti (oltre i 6 punti) nel mese di agosto e alla fine di settembre. Mentre i picchi del mese di agosto sono facilmente riconducibili al ridotto quantitativo di quote messe all asta, i valori registrati a fine settembre sono di più difficile interpretazione. In dettaglio: 34 A luglio il cover ratio presso la t-cap ha oscillato tra 2,18 e 4,97, per le aste su EEX DE invece i cover ratio sono stati 1,86 e 3,09, ICE ha registrato infine cover ratio di 1,11 e 2,19. Nel mese di agosto, presso la t-cap, il cover ratio ha oscillato tra 3,32 e 6,14; presso ICE l indice è stato 3,84, mentre presso EEX DE ha oscillato tra 4,26 e 5,67. A settembre, presso la sessione ordinaria della t-cap il cover ratio si è attestato tra 1,61 e 6,22, leggermente più stabile quello registrato nelle aste di quote polacche, tra 2,28 e 3,70. Presso la piattaforma tedesca lo stesso tasso si è attestato tra 1,80 e 4,28 mentre sulla piattaforma britannica tra 1,76 e 2,11. Figura 13: Indice di cover ratio nel mercato primario delle quote (luglio-settembre2013) Fonte: Elaborazione GSE su dati EEX ed ICE 22 Unicredit Research note Carbon Market Jan 2013 (Allegato XXII)

36 Numero dei partecipanti Il numero di partecipanti alle sessioni d asta del mercato primario è oscillato, considerando nell insieme tutte e tre le piattaforme, tra 15 e 22 soggetti che hanno avanzato richiesta di acquisto. Le informazioni relative all identità di tali soggetti e agli aggiudicatari delle aste sono classificate come market sensitive e quindi, in assenza di Sorvegliante Unico d Asta, sono note solo alle piattaforme. Gli unici dati disponibili ad oggi sono quelli relativi alla t-cap, pubblicati in aggregato dalla Commissione europea nei rapporti sulle aste da novembre 2012 a luglio 2013 (Allegato III, Allegato IV, Allegato V, Allegato VI, Allegato VII). Stando ai dati della Commissione, a luglio 2013, i soggetti autorizzati a presentare offerte di acquisto sulla t- CAP erano 49, di cui: soggetti obbligati, ovvero operatori di impianti fissi o dell aviazione soggetti alla Direttiva ETS 13 operatori finanziari 3 trader di commodity esenti dalla MiFID Tutti risultano essere anche partecipanti al mercato secondario (giornaliero o a termine) di EEX, di cui rappresentano il 44,5% (49 su ). Figura 14: Tavola sinottica soggetti accreditati sulla t-cap Number of participants Participants admitted to EEX s emissions spot secondary market Participants eligible to bid in the auctions Operators Stationary Aircraft Investment firms Credit Institutions Business groupings Persons exempt from MiFID requirements (Article 2(1)(i) Directive 2004/39/EC) Total (Of which:) Participants eligible to bid in the auctions on behalf of clients Auction-only participants Fonte Auctions by the transitional common auction platform, 5th Report della Commissione europea Stando alle informazioni pubbliche accessibili attraverso il sito di EEX, sembrerebbe essersi aggiunto un istituto di credito britannico accreditatosi su EEX per il solo accesso alle aste. Come già evidenziato nei report precedenti, i numeri restano distanti dalle aspettative di alcuni Stati membri, tra cui l Italia, la cui preoccupazione in fase negoziale del Regolamento Aste era stata quella di consentire la massima partecipazione di soggetti obbligati. 23 I dati della Commissione sono stati incrociati con quelli pubblicati dalla stessa EEX sul suo sito (aggiornati ad ottobre 2013) relativamente agli operatori accreditati ad operare sulle piattaforme gestite dalla società. Solo un operatore risulta accreditato su EEX per le sole aste.

37 Per quanto riguarda l Italia, secondo quanto reso pubblico dalla piattaforma EEX ad oggi sarebbero solo 6 i soggetti nazionali che si sono accreditati su EEX per lo scambio di quote di emissione, tutti appartenenti alla categoria delle utilities energetiche. La discrepanza tra numero di soggetti accreditati e soggetti aventi diritto è probabilmente riconducibile ai consistenti volumi di quote ancora assegnate a titolo gratuito, ad un fabbisogno effettivo di quote più limitato delle attese a fronte di ridotte emissioni e alle quote del periodo ancora nella disponibilità degli operatori. Sembra inoltre confermarsi l ipotesi che questi numeri riflettano un organizzazione del mercato del carbonio nel suo complesso progressivamente più articolata, in cui molti operatori si avvalgono di fornitori di servizi specializzati anziché approvvigionarsi direttamente di quote all asta e in cui aumentano i soggetti che operano sul mercato per offrire servizi o come pura attività di investimento. 36 I dati della Commissione, per esempio, evidenziano che il 32,6% dei partecipanti accreditati presso la t-cap sono operatori finanziari, istituti di credito o trader, di cui solo una parte (4 su 16) partecipa alle aste per conto dei propri clienti. La restante parte acquista all asta per motivi diversi sia dalla compliance sia dal servizio a terzi. Nonostante il numero ridotto di partecipanti però, non risulta che sulla t-cap ci siano problemi di forte concentrazione del mercato. I dati pubblicati dalla Commissione negli ultimi 5 rapporti sulle aste riportano infatti un trend decrescente nei valori dello Herfindahl-Hirschman Index (HHI) rilevati da novembre 2012 a luglio 2013 da EEX sulla t-cap (vedi figura sottostante). Lo HHI elaborato da EEX misura il grado di concentrazione nelle aste come la somma dei quadrati della percentuale di quote assegnate a ciascun aggiudicatario sul totale di quote messe all asta. Valori dell indice sotto i 1500 sono comunemente interpretati come segno di un mercato non concentrato, valori compresi tra 1500 e 2500 sarebbero invece indice di una moderata concentrazione del mercato mentre un indice superiore a 2500 denoterebbe un mercato fortemente concentrato. Sulla t-cap tra giugno e luglio solo due aste hanno presentato un valore dello HHI superiore ai 2500 punti, mentre il valore medio si è attestato per i due mesi rispettivamente sui 1820 ed i 1675 punti indicando che le aste sulla piattaforma comune presentano in media le caratteristiche di un mercato moderatamente concentrato. Figura 15: Valori di concentrazione della t-cap su indice HHI (gennaio - luglio 2013) Fonte: elaborazione GSE su dati della Commissione europea

38 4 Politiche europee clima-energia e mercato del carbonio Come già evidenziato dai precedenti rapporti, il mercato del carbonio in Europa sembra essere molto influenzato dalle modifiche o aspettative di modifica nell assetto regolatorio che norma l EU ETS, in particolare per quanto riguarda variazioni dei volumi di quote messe all asta o, più in generale, in circolazione nel sistema. Oltre che nelle dinamiche di prezzo (cfr Prezzo), l influenza della discussione europea sulle modifiche del sistema di emissions trading e dei quantitativi all asta appare evidente anche nei volumi delle transazioni registrate sulle piattaforme di mercato secondario. L esempio più significativo è quello di ECX/ICE Futures, la più liquida piattaforma pan-europea per il trading di quote di emissione e loro derivati. Come si nota dalla figura sottostante, infatti, una attività di trading notevolmente sopra la media del periodo è stata registrata in concomitanza con l approvazione in Parlamento europeo della proposta di backloading (3 luglio) e, successivamente, con l annuncio da parte della Commissione europea della ridefinizione del cap di quote di emissione per il periodo (5 settembre). 37 Figura 16: Volumi contratti EUA (spot e futures) scambiati su ECX/ICE Futures (lug.-set. 213) Fonte: elaborazione GSE su dati Point Carbon 4.1 Backloading e altre proposte di riforma del Sistema La discussione concernente il backloading rimane ad oggi il processo regolatorio di maggiore influenza sulle dinamiche del mercato del carbonio europeo, sia per quanto riguarda le aste che per il mercato secondario. Il 3 luglio il Parlamento europeo ha approvato la proposta di decisione volta ad emendare l art della Direttiva ETS, al fine di chiarire il potere d intervento della Commissione europea e consentire il ritiro temporaneo di 900 milioni di quote dalle aste CO 2. Ottenuto il mandato dal Parlamento, inizia ora il raccordo con il Consiglio dell Unione per cercare una soluzione condivisa. A seconda dei tempi di completamento dell iter di approvazione delle proposte, gli emendamenti potrebbero entrare in vigore entro la fine dell anno o, come è più probabile, slittare al 2014.

39 Come già sottolineato, la notizia dell approvazione in Parlamento della proposta di backloadig ha avuto effetti positivi sul prezzo delle quote, seppure permangano incertezze sull esito finale del processo poiché molti Stati membri non si sono ancora espressi in merito. In particolare, molti indecisi attendono che la Germania, appena uscita dalle elezioni, prenda una posizione. Come emerso durante un incontro organizzato dalla Commissione europea il 2 ottobre scorso, alcuni stakeholder sembrano nutrire dubbi sull esito finale della discussione in Consiglio. Non da ultimo per questo sembra permanere la sfiducia sulla possibilità di introdurre riforme strutturali con effetti di mediolungo termine. L incontro del 2 ottobre, incentrato principalmente sull approfondimento di eventuali "meccanismi discrezionali" per rendere l ETS meno vulnerabile agli shock esterni, ha visto Commissione e stakeholder presenti d accordo sul fatto che se un intervento di emergenza una tantum come il backloading ha richiesto tempi così lunghi, la situazione per riforme di maggiore impatto sarà ulteriormente più critica. 38 Probabilmente anche per questo motivo, il confronto recentemente apertosi sul Pacchetto Clima Energia non sembra aver sortito conseguenze apprezzabili sul mercato del carbonio e comunque ancora non entra nel campo di approfondimento degli analisti. È il caso per esempio degli esiti del recente Consiglio Informale dei Ministri dell Energia europei, tenutosi a metà settembre, che ha espresso un preliminare orientamento sulla riforma del Pacchetto, indicando una preferenza verso un obiettivo unico, molto ambizioso ed espresso in termini di riduzione delle emissione (-40% rispetto all'anno base 1990). Seppure questo potrebbe costituire un elemento rilevante anche ai fini del percorso di riforma dell emissions trading, esso è ancora eccessivamente distante dal mercato per sortire effetti in positivo o in negativo tanto che nessuno degli abituali commentatori che analizzano le dinamiche del carbon market europeo ha ripreso la cosa. 4.2 Decisione sulle Misure nazionali di attuazione degli Stati membri (c.d. NIMs) Dopo la votazione sul backloading, il secondo elemento di rilievo che ha caratterizzato questo terzo trimestre d asta è stata la pubblicazione della Decisione della Commissione sulle misure nazionali di attuazione degli Stati membri, che approva i piani presentati dagli Stati membri per l assegnazione gratuita di quote a beneficio, principalmente, degli impianti industriali (Decisione 2013/448/UE relativa alle misure nazionali di attuazione (NIMs) degli Stati membri per l assegnazione delle quote per il periodo ). Nella Decisione, la Commissione ha ridefinito il quantitativo complessivo assoluto di quote per l Unione europea (cap) dal 2013 in avanti. Il cap aggiornato per il 2013 è di circa 2,084 miliardi di quote ( ). Per ogni anno successivo il quantitativo totale sarà ridotto di un fattore lineare del 1,74% rispetto al quantitativo medio annuo totale di quote rilasciato dagli Stati membri nel periodo In termini assoluti, ciò significa che ogni anno il numero di permessi (allocati gratuitamente o messi all asta) diminuirà di oltre 38 milioni di quote ( ) Commissione Europea DG Climate Action, aggiornato al 15/10/2013

40 La decisione infine ha stabilito i volumi di quote allocabili gratuitamente da ciascuno Stato membro per l intero periodo , per un totale di salvo chiusure o riduzioni nella potenza degli impianti, o ancora una revisione della lista dei settori esposti a rischio di ri-localizzazione a causa dei costi del carbonio (carbon leakage). Per quanto riguarda il 2013, il numero di quote da assegnare gratuitamente nell Unione europea sarà pari a milioni di quote, ovvero il 12% in meno di quanto era stato richiesto dagli Stati membri nelle rispettive NIMs. Alla riduzione di quote allocate gratuitamente corrisponde per il 2013 un incremento di circa 66,3 milioni di quote da collocarsi tramite asta 26. Tuttavia, dato il ritardo nell approvazione delle NIMs (inizialmente previsto per febbraio ma invece approvato solo ai primi di settembre), Commissione, Stati membri e gestori delle piattaforme d asta hanno convenuto di posporre le aste di tali quote al Ciò per evitare che l aumento di quote sul mercato in un lasso di tempo eccessivamente ridotto, sia foriero di potenziali effetti depressivi Commission's decision on national implementation measures (NIMs), 5 settembre Commissione Europea, Questions and Answers on the Commission's decision on national implementation measures (NIMs), 5 settembre 2013.

41 SPECIALE Sistemi di emissions trading fuori dell Unione Europea Il presente approfondimento offre uno spaccato dei sistemi di emissions trading al di fuori dell Unione Europea, esistenti o attualmente in corso di sviluppo, sia in paesi di storica industrializzazione, sia in alcuni paesi emergenti. Diversi gli esempi, dal sistema australiano a quelli di natura sub-nazionale come lo schema californiano, e di natura regionale, come la Regional Greenhouse Gas Initiative (RGGI) o trans-nazionale; sforzi in tale direzione si osservano inoltre in contesti emergenti quali Cina e Corea del Sud. Al 2013, almeno 35 Paesi, undici entità sub-nazionali negli Stati Uniti ed in Canada e sette città e province in Cina partecipano o stanno definendo propri programmi. 40 I sistemi di emissions trading rappresentano uno tra gli strumenti che usano il mercato per raggiungere risultati energetici ambientamene sostenibili. Porre un prezzo al carbonio è funzionale ad internalizzare i costi di cui normalmente le economie ed i governi non tengono conto e a contabilizzare le esternalità negative connesse a ciascun modello economico di sviluppo, secondo il principio comunemente accettato a livello internazionale di chi inquina paga. L EU ETS è stato il pioniere tra i meccanismi di mercato utilizzati per ridurre le emissioni di gas ad effetto serra ed è spesso stato assunto come modello per la definizione dei nuovi sistemi. Si ritiene utile offrire una panoramica degli altri sistemi esistenti soprattutto in funzione del dibattito che si è aperto nell Unione europea su una sua possibile riforma strutturale con effetti di medio e lungo termine La presente disamina non ha carattere di esaustività. I sistemi presi in considerazione sono stati analizzati come esempio ed al fine di esporre a grandi linee le caratteristiche proprie di ciascuno. L obiettivo è quello di fornire uno sguardo sinottico per valutare la potenziale compatibilità reciproca dei differenti sistemi, anche nella prospettiva dell evoluzione del contesto internazionale verso un sistema globale che possa abbracciarli tutti.

42 I Sistemi di emissions trading nei paesi OCSE Nei paesi OCSE, a valle dell entrata in vigore del Protocollo di Kyoto e in alcuni casi dell esempio offerto dall Unione europea, sono stati costruiti diversi sistemi di emissions trading, basati su un modello cap and trade. Alcuni hanno dimensione nazionale, come nel caso dell Australia e della Nuova Zelanda. Altri hanno dimensione sovranazionale e sono basati su modelli di collaborazione inter ed intra-statale per il linking tra sistemi esistenti che potrebbero offrire esempi interessanti anche per il collegamento tra il sistema europeo e altri sistemi esistenti. È il caso del Regional Greenhouse Gas Initiative (RGGI) e della Western Climate Initiative (WCI). Il primo ha già dato vita ad un vero e proprio meccanismo di cap and trade con regole comuni e armonizzate tra alcuni Stati della costa est degli Stati Uniti, salvo la definizione del cap che resta la somma di cap stabiliti a livello di Stati, seppure su basi comuni. Il WCI, che raggruppa alcune province canadesi e lo Stato di California, è ad uno stadio meno avanzato, ma è comunque un organizzazione finalizzata ad armonizzare e a coordinare le azioni nazionali verso la definizione di un unico target emissivo, una comune gestione del sistema di emissions trading. Il 1 gennaio , anche a seguito di recenti incontri tra funzionari delle amministrazioni di Québec e California, è prevista la connessione tra i sistemi ETS delle due giurisdizioni, rendendo così il WCI un modello trans-frontaliero di ETS ed un modello di riferimento 28 anche a livello federale per gli USA vista la definizione entro giugno 2014 di nuovi standard emissivi per gli impianti di generazione di energia elettrica I.1. Il sistema Svizzero: prima esperienza di linking con l EU ETS Nel 1999 la Svizzera ha adottato l atto per la riduzione delle emissioni da CO 2 (CO 2 Act). L Atto è stato introdotto ai fini di adempiere agli obiettivi del Protocollo di Kyoto (-8% emissioni del 1990), in realtà però incrementando l obiettivo complessivo riproduzione delle emissioni al -10%. L Atto include la regolazione istituiva dell emissions trading svizzero, in vigore dal 2008, che dovrebbe contribuire alla riduzione del 15% delle emissioni dei processi industriali e della produzione di calore, e l 8% delle emissioni derivanti dai combustibili per il trasporto. 27 Rory CARROLL, California approves carbon market link with Quebec, in Point Carbon, 19 aprile Valerie VOLCOVICI, California, Quebec see linked market as template for other states, countries, in Point Carbon, 02 Oct 2013; l avvicinarsi del link tra i sistemi ETS di California e Quebec potrebbe costituire, a detta di analisti e degli stessi rappresentanti governativi, un modello in vista dell annunciata regolamentazione delle emissioni del settore della generazione elettrica negli Stati Uniti. L Environment Protection Agency potrebbe infatti autorizzare il link tra gli Stati americani che già adottano sistemi di cap and trade con altri Stati che presentano modelli assimilabili. 29 Allegato XXIV, GSE, Il Piano Obama per il Clima, Il Piano USA d Azione per il Clima (The President s Climate Action Plan), Nota di sintesi, 2 luglio 2013

43 La partecipazione all ETS è stata volontaria tra 2008 e 2012, in alternativa al pagamento di una tassa sulle emissioni. Dal 2013, anche in virtù degli accordi di linking con l EU ETS, la partecipazione è diventata obbligatoria per alcune categorie di impianti. 30 Caratteristiche generali del Sistema Partecipazione volontaria in alternativa al pagamento di una carbon Fase Kyoto ( ) tax, il cui prezzo per tco2 è stato pari a: 12 franchi svizzeri nel franchi svizzeri Soggetti coinvolti: 430 (dato a luglio 2011). Ciascun impianto libero di scegliere il proprio cap. Settori coperti: vari soggetti industriali ma in funzione di processi di combustione a fini energetici. 42 Fase due ( ) Specifiche ancora da definire a cura del Consiglio federale, per individuare gli impianti con emissioni alte o comunque significative da poter partecipare al sistema. I settori sono inclusi in base a: - Correlazione tra imposta e valore aggiunto derivante dall inclusione del settore nel sistema - Negatività degli impatti dell imposta sulla competitività del settore. Alcuni settori potrebbero dover obbligatoriamente entrare nel sistema in previsione del liking con l EU ETS Settori inclusi Nel periodo l adesione al sistema era volontaria, e hanno partecipato imprese dei settori della ceramica, carta, plastica, alluminio, vetro, chimica, metallurgia, alimentare, agroindustria, calce, fonderie. 30 Fonte: Department of the Environment, Transport, Energy and Communications

44 Nel periodo , le restrizioni derivanti dal prossimo linking con l EU ETS hanno ridotto i soggetti eleggibili a far parte del sistema a circa 50 impianti (tra cui produttori di cemento e raffinerie) dalle oltre 400 imprese coinvolte su base volontaria. La partecipazione è obbligatoria per i grandi impianti (Allegato VI della CO2-Verordnung, impianti per la combustione di carburanti con potenza termica nominale totale superiore a 20 MW; produzione di ghisa o acciaio; fabbricazione del vetro; fabbricazione di carta o cartoni) mentre resta volontaria la partecipazione delle imprese di medie dimensioni (tra 10 e 20 MW). Gas ad effetto serra coperti dal sistema 43 Solo CO 2 fino al Dal 2013 tutti i gas Kyoto più NF 3. Cap Nella prima fase il cap è stato definito in maniera assoluta, frutto della somma del target scelto e assunto legalmente da ciascuna installazione con un approccio bottom-up. Nella seconda fase, il cap 2013 è basato sul target di emissione scelti per il 2010 dagli impianti soggetti al sistema (3,42MtCO 2 ), e decrescerà dell 1,74% l anno fino al Tipologia di quote di emissione utilizzate La Svizzera emette propri diritti di emissione in proporzione alle esigenze del sistema. A valle del linking con l EU ETS, essi saranno fungibili con le EUA. Sistema di allocazione e forme di tutela Nel i diritti di emissione erano collocati a titolo gratuito sulla base dei target assunti dagli impianti. A partire dal 2013, i diritti di emissione sono collocati gratuitamente sulla base di criteri di efficienza basati su benchmarks. I parametri utilizzati sono gli stessi validi per l EU ETS. Parte delle quote sono collocate a titolo oneroso tramite asta, con un meccanismo simile a quello europeo.

45 Uso degli offset e crediti internazionali Il sistema prevede l utilizzo di crediti internazionali generati dai meccanismi previsti dal Protocollo di Kyoto. Per quanto riguarda la prima fase, i partecipanti al mercato potevano utilizzare crediti internazionali derivanti dal Protocollo di Kyoto fino al limite massimo dell 8% delle loro emissioni. Per quanto riguarda invece il secondo periodo le restrizioni qualitative e quantitative sono state allineate a quelle previste dalla Direttiva ETS europea. Linking Proseguono i negoziati tra Unione Europea e Svizzera per il collegamento dei rispettivi sistemi di emissions trading. Per rendere possibile il linking previsto, la Svizzera è già da tempo impegnata a modificare il proprio sistema ETS per renderlo compatibile con quello europeo, con la CO2-Verordnung (Regolamentazione sulla riduzione di emissioni di CO 2 ), ha infatti reso obbligatoria e non più volontaria la partecipazione all ETS svizzero a partire dal 1 gennaio Perché il collegamento possa essere possibile però, rimangono ancora da definire i dettagli tecnici per la compatibilità tra i registri. 44 Tuttavia, stando a quanto dichiarato dall Ufficio federale svizzero per l Ambiente, i negoziati dovrebbero concludersi entro la fine dell anno. Governance L autorità che si occupa della governance del sistema svizzero è l Ufficio Federale per l Ambiente, Federal Office for the Environment (FOEN).

46 I.2 Il Sistema Australiano: Carbon Pricing Mechanism (CPM) Nel novembre 2011 il Parlamento australiano approva il Clean Energy Legislative Package con l obiettivo di utilizzare il prezzo del carbonio quale driver per promuovere efficienza energetica, rinnovabili 31 ed azioni di contrasto alle emissioni di gas ad effetto serra dal settore industriale, discariche, distributori di gas e nel settore agroforestale e della gestione del suolo 32. Il pacchetto prevedeva l istituzione di una Clean Energy Finance Corporation (CEFC) 33 pronta ad investire 10 miliardi dollari australiani (AUS $) in dieci anni a complemento dell obiettivo del 20% di energia elettrica prodotta da rinnovabili al Fissare un prezzo 35 per le emissioni climalteranti era però elemento centrale del pacchetto australiano Clean Energy Future, che istituiva anche un meccanismo di emissions trading, Carbon Pricing Mechanism (CPM), inizialmente funzionante come modello ibrido e molto simile ad una carbon tax, ma teso a svilupparsi come meccanismo di cap and trade. Il meccanismo prevede anche possibilità di collegamento con altri sistemi a livello internazionale a partire dal luglio Le elezioni del settembre 2013 per la Camera dei Rappresentanti (Camera bassa) hanno sancito la sconfitta del governo a guida laburista di Gillard. Il nuovo governo è guidato da leader dei partito liberista Tony Abbott. Stando alle dichiarazioni rilasciate, Abbott ha dichiarato di condividere l obiettivo australiano di ridurre del 5% le emissioni, con riferimento ai livelli del 2000, entro il La coalizione di governo ha lasciato inalterato l impegno a provvedere all esecuzione del protocollo per l adesione dell Australia alla seconda fase del Protocollo di Kyoto, ma ha già annunciato che cercherà l intesa del Parlamento per rigettare il Carbon Pricing Mechanism. L idea sarebbe sostituire il sistema con un Direct Action Plan (con 31 Terry TOWNSHEND, Sam FANKHAUSER, Rafael AYBAR, Murray COLLINS, Tucker LANDESMAN, Michal NACHMANY and Carolina PAVESE, The GLOBE Climate Legislation Study, THIRD EDITION, A Review of Climate Change Legislation in 33 Countries, rinted in Great Britain by CPI Antony Rowe, Chippenham, 2013; pp Il pacchetto si compone di un complesso di 18 leggi, con il ruolo principe del Climate Change Act. Il pacchetto è stato approvato prima dalla Camera dei Rappresentanti e successivamente dal Senato nel novembre Lo strumento centrale del Climate Change Act attraverso cui raggiungere l obiettivo di riduzione delle emissioni è il ricorso al prezzo del carbonio, prevedendo una graduale transizione verso un modello di Emissions Trading. Con riferimento alla produzione di energia da fonte rinnovabile, disposizioni normative sono già esistenti dall inizio del 2000: Renewable Energy (Electricity) Act 2000 e connessa legislazione, inclusa: Renewable Energy (Electricity) (Large scale Generation Shortfall Charge) Act 2000 e Renewable Energy (Electricity) (Small scale Technology Shortfall Charge) Act L obiettivo di energia elettrica da fonte rinnovabile era per il 2012 pari a GWh per raggiungere GWh entro il Sul fronte dell efficienza energetica uno schema nazionale new National Energy Saving Initiativa (ESI) è in corso di esame ma sussistono schemi di portata statale. Uno specifico pacchetto noto come Carbon Farming Initiative Act è stato anche esso approvato nel 2011 e mira ad istituire meccanismi per il contrasto ad una fonte considerevole di emissioni: il settore agro-forestale e di gestione del suolo è responsabile per circa il 25 % delle emissioni complessive del continente, rendendo così l Australia un caso particolare tra i Paesi Annex I. 32 PMR, Tackling Climate Change, Putting Carbon to Achieve Greenhouse Gas mitigation, 13 marzo 2013, The Preston Auditorium, The World bank Fonte: Sito istituzionale del governo australiano, 35 Si rimanda al sito istituzionale del governo australiano (http://www.cleanenergyfuture.gov.au/clean-energyfuture/securing-a-clean-energy-future/#content04).

47 dotazione finanziaria di 2,9 miliardi di dollari australiani) volto a finanziare riduzioni di emissione dal settore di gestione del suolo, forestale e delle compagnie, per riduzioni di gas sotto una determinata soglia. Annunciata, inoltre, l intenzione di eliminare la Green Land Finance Corporation, con una dotazione di 10 miliardi di dollari australiani, istituita dal precedente governo con la funzione di favorire prestiti per progetti in rinnovabili ed efficienza energetica; infine, ridurre i finanziamenti ad ARENA - Agenzia australiana per le Energie Rinnovabili (Allegato XXIII). Per il momento, comunque, il Carbon Pricing Mechanism resta in vigore. Caratteristiche generali del sistema Il Carbon Pricing Mechanism (CPM) è stato istituito dal Clean Energy Act 2011 ed è uno tra i principali strumenti per il rispetto dell obiettivo di riduzione delle emissioni di gas climalteranti del 5% rispetto ai livelli del 2000 entro il 2020 e dell 80% entro il E in vigore dal primo luglio Dal 2015 il sistema dovrebbe assumere maggiormente i caratteri di un sistema di emissions trading. In particolare sono previste tre fasi: La prima fase ha una durata di tre anni. I soggetti obbligati dovranno pagare al Governo un prezzo pre-determinato per ogni tonnellata di biossido di carbonio che emettono annualmente. Il prezzo del carbonio è fissato a 23 dollari australiani (16,10 Fase I - Fixed Price Period 38 (luglio ) Il funzionamento è avvicinabile a quello di una carbon tax euro 39 ): il Sistema è concettualmente vicino ad una carbon tax. Parte dei diritti ad emettere sono assegnati gratuitamente nella forma di quote di emissione nell ambito di programmi specifici di supporto per l industria e per la generazione di energia elettrica da carbone. Le quote possono esser oggetto di scambio, mentre è preclusa la possibilità di banking. La quota è considerata come bene di natura finanziaria e di proprietà personale dell acquirente. Questo primo step ha la funzione di garantire una transizione ad una fase successiva di trading, nella quale si prevede che il prezzo del carbonio salga a 36 Si rimanda per una trattazione quantitativa dei risultati del primo anno di funzionamento del Carbon Pricing Mechanism (CPM) al documento CARBON MARKET INSTITUTE, The State of the Australian Carbon Market, in <www.carbonmarketinstitute.org>, Fonte: 38 In questa fase i permessi che i soggetti obbligati hanno acquistato possono essere ceduti al governo per compensare le emissioni dell anno civile conclusosi. Tali crediti (CU) non possono essere bancati da un anno all altro né esser scambiati. I permessi invece ricevuti a titolo gratuito possono essere consegnati per compensare le emissioni ma anche esser scambiati tra soggetti e venduti al governo. 39 Al tasso di cambio del 11 settembre 2013, fonte:

48 24,15 dollari australiani la tonnellata di CO 2 tra 2013 e 2014 e a 25,40 dollari la tonnellata tra 2014 e In questa prima fase, possono esser usati crediti domestici derivanti da progetti di gestione del suolo (Carbon Farming Initiative-CFI) per coprire fino al 5% delle emissioni verificate dei soggetti obbligati. Crediti internazionali Kyoto (CER-ERU) non sono invece utilizzabili. Fase II - Flexible Price Period 40 (1 luglio ) Il prezzo delle quote di emissione è determinato dal mercato. È previsto un meccanismo di stabilizzazione del prezzo: un prezzo massimo (Price ceiling) è fissato a 20 AUS $ 42. Una parte delle quote continua ad esser allocata gratuitamente, con misure per la tutela della competitività (Job and Competitivness Program e Coal-fired Generation Assistance Package) 43 mentre un altra parte sarà allocata tramite asta da parte del Clean Energy Regulator 44. I soggetti obbligati possono utilizzare crediti domestici (cosiddetti ACCU) derivanti dalla Carbon Farm Initiative (CFI) per compensare la totalità delle emissioni prodotte nell anno civile. Crediti Le quote ottenute a livello gratuito e tramite asta possono essere bancate (il banking è illimitato) mentre il borrowing è soggetto a restrizioni. 41 Una bozza di legge del governo uscente prevederebbe l anticipo della fase II al 1 luglio Cfr. Carbon Market Institute (CMI), The State of the Australian Carbon Market 2013, pag Il disegno originario prevedeva anche una soglia di prezzo minimo al di sotto della quale il prezzo della quota non poteva attestarsi. Il prezzo minimo (price floor) erra fissato in 15 AUS $. Tale strumento è stato rimosso a seguito della decisione di istituire un link con l EU ETS. Al riguardo, cfr. WORLD BANK (CARBON FINANCE), Mapping Carbon Pricing Initiatives, pag Cfr. Carbon Market Institute, op. cit., pp Il Jobs and Competitvness Program (JCP) è stato ideato per sostenere le industrie ad alta intensità emissiva ed esposte alla competizione internazionale. Il Programma è stato originariamente istituito per fornire 11,3 mld di dollari statunitensi per i primi cinque anni del CPM. L assistenza attualmente è riconosciuta a circa cinquanta industrie classificate come emissions-intensive trade-exposed (EITE). L assistenza è riconosciuta tramite assegnazioni di quote gratuite per compensare sia le emissioni dirette sia le emissioni indirette (cioè riconducibili dall uso di elettricità e vapore). In secondo luogo, il Coal-fired Generation Assistence mira a rispondere ad obiettivi di sicurezza energetica e dare supporto ai generatori di energia elettrica da carbone per le perdite potenzialmente derivanti dal CPM. L assistenza è fornita tramite l Energy Security Fund: sia attraverso finanziamenti in denaro sia attraverso quote gratuite per sei anni. Già prima dell avvio del CPM, nove centrali a carbone sono risultate beneficiarie di un sostegno per un valore di 1 mld di AUS $. In terzo luogo, la forma di assistenza è garantita tramite la possibilità riconosciuta agli operatori che ricevono quote gratuite, tramite i due programmi di cui sopra, di rivenderle (buy-back mechanism) al Clean Energy Regulator. Sono inoltre previste, altre forme di sostegno, Clean Energy Finance Corporation con dotazione di 10 mld AUS $, l Agenzia australiana per le rinnovabili (ARENA) e il Clean Technology Investment Program. L entrante Governo a guida Abbott avrebbe manifestato intenzioni di procedere ad un ridimensionamento dei primi due programmi, da ultimo citati. 44 The Regulator. Si rimanda al sito < >

49 internazionali Kyoto (CER-ERU) possono esser usati per coprire fino al 12,5% della quota d obbligo 45. Fase III: Floating Price (dal 1 luglio 2018) Il prezzo è libero di oscillare ed è determinato dall incontro di domanda ed offerta. La domanda originerebbe anche da sistemi regionali esterni, quale ad esempio l EU ETS, dacché si entrerebbe in un collegamento paritario tra i due sistemi. Settori inclusi Il Sistema CPM in Australia include tre tipologie di soggetti obbligati, coprendo circa il 60% delle emissioni di GHG: 48 gli impianti industriali con emissioni dirette superiori a 25 kt CO 2 eq./anno; i distributori o grandi Consumatori di gas 46 ; Le discariche 47 con emissioni superiori a 25 kt CO 2 eq. /anno. Il settore dei trasporti (aviazione, marittimo, ferroviario e commerciale) è soggetto all applicazione di un carbon price, per il tramite della leva fiscale 48, attraverso riduzioni del credito d imposta o incremento dell accisa. Per i veicoli commerciali leggeri (light commercial vehicles) non è invece previsto alcun meccanismo di internalizzazione del prezzo del carbonio. Il settore agricolo e di gestione del suolo non è coperto dal CPM. Tuttavia il Clean Energy Regulator riconosce ad agricoltori (land manager e project developer), su base volontaria, la possibilità di generare crediti detti ACCU (Australian Carbon Credit Unit), utilizzabili nel quadro della Carbon Farming Initiative (CFI). I progetti 49 spaziano dall afforestazione, riforestazione, riduzione delle opere di deforestazione a captazione di gas da allevamenti, fertilizzanti e rifiuti depositati in discarica. 45 Cfr. World Bank (Carbon Finance Unit, op. cit., pag. 61. Le limitazioni qualitative per l uso di crediti internazionali Kyoto (CER-ERU) sono in linea con le provisioni vigenti nel Sistema EU ETS: limite è apposto a crediti derivanti da progetti nucleari, riduzione di gas industriali (es. HFC.-23) e N 2 O derivante dalla produzione di acido adipico, nonché da grandi progetti idro. RMU sono invece accettate. 46 È considerato Large Consumer of Gas (CH 4, LNG, LPG), l impianto che consuma gas ed emette più di 25 kt CO 2 eq. / anno. Per definizione un grande consumatore di gas è responsabile perché emettitore diretto. Per evitare doublecounting il consumatore di gas deve assegnare a sé l obbligo di compliance, spogliando dall onere il distributore. Ciò si realizza attraverso un sistema di titoli noti come OTN. Con riferimento a tale meccanismo si rimanda al sito del Clean Energy Regulator (https://www.cleanenergyregulator.gov.au/carbon-pricing-mechanism/about-the-mechanism/obligation-transfernumbers/pages/default.aspx). 47 Rifiuti depositati in discarica dopo il 1 luglio 2012, c.d. non legacy waste. 48 La previsione di un prezzo del carbonio si applica dunque attraverso formule di imposizione fiscale e riduzione di possibilità di sgravio fiscale. 49 Cfr. CARBON MARKET INSTITUTE, op. cit., p. 18. Il Clean Energy Regulator ha rilasciato, nel primo anno del CPM (1 luglio giugno 2013) circa 1,750 mln di crediti ACCU per ventidue progetti CFI. I progetti CFI devono rientrare in una

50 Il primo anno del CPM ha registrato 372 soggetti obbligati. I settori industriali esposti a competizione internazionale sono beneficiari di programmi di assistenza. Per i nuclei familiari (Households) è previsto un supporto di natura finanziaria, per l incremento dei costi connessi all internalizzazione del costo del carbonio, successivamente riversato sul consumatore 50. Gas ad effetto serra coperti dal sistema Il sistema copre quattro gas già oggetto del Protocollo di Kyoto: CO 2, CH 4, N 2 O, e PFC (connesso alla produzione di alluminio). Altri due gas, SF 6, HFC-23 saranno regolati da legislazione complementare e non dal Sistema di Emissions Trading. 49 Cap Entro il 31 maggio 2014 il Parlamento australiano dovrà definire la regolamentazione per la fissazione di tetti annui alle emissioni coperte dal Carbon Price Mechanism (cap), in base alla quale sarà definito il cap per i cinque anni successivi. La Climate Change Authority è responsabile per la definizione del cap, che deve però essere approvato dal Parlamento, su proposta del Ministro competente 51. Tipologia di quote di emissione utilizzate 1 CU (Carbon Unit) = 1 tco 2 eq. 1 ACCU (Australian Carbon Credit Unit): crediti derivanti dalle attività rientranti nella Carbon Farming Initiative (CFI). Sistema di allocazione e forme di tutela Gli energivori 52 che rientrano nei settori esposti a rischio carbon leakage ricevono quote a titolo gratuito, tramite due specifici programmi, Jobs and Competitvness Program (JCP) e Coal-fired Generation Program. Il specifica metodologia standardizzata che contiene: una descrizione dell attività, regole per lo svolgimento dell attività, istruzioni per la definizione della baseline ed il calcolo dell abbattimento di emissioni, data collection, gestione e reportistica. Nel circa dodici metodologie sono state elaborate. 50 Si rimanda al Clean Energy Future Package australiano, Il governo a guida Kevin Rudd è dimissionario e sta lasciando le consegne al nuovo Premier Abbott. Di conseguenza, il Clean Energy Future Package potrebbe esser modificato, seguendo la nuova impostazione dell Esecutivo. 51 Il Ministro nel proporre il cap deve tenere conto di una serie di circostanze specifiche a livello nazionale ed internazionale nel settore dei cambiamenti climatici e dei mercati del carbonio, incluso il rapporto della Climate Change Authority. 52 A seconda del livello di intensità carbonica di un industria e del livello di esposizione commerciale sul piano internazionale, i settori possono ricevere una copertura dei costi del carbonio per il 94,5% (alluminio, acciaio, cemento), per il 66% (produzione di fertilizzanti, raffinazione di petrolio) o 50% per produzione di Liquified Natural Gas.

51 sostegno può essere finanziario ed in termini di quote assegnate a titolo gratuito. Al di là dei programmi menzionati, le imprese possono ottenere finanziamenti per l innovazione e lo sviluppo di tecnologie a basso contenuto di carbonio tramite la Clean Energy Finance Corporation, dall Australian Renewable Energy Agency e dal Clean Technology Investment Program. Il metodo di allocazione tramite asta è previsto solo a partire dalla seconda fase del sistema (c.d. Floating price period): fino a 15 milioni di CU saranno messe all asta dal Governo ogni anno del periodo a fluttuazione controllata. I criteri e le modalità d asta per il post-2015 devono essere ancora definiti. Stando al piano del Governo uscente, aste anticipate dovrebbero tenersi già a partire dall inizio In tale periodo le quote dovrebbero essere collocate all asta dal Clean Energy Regulator. Le quote, inoltre, sia quelle assegnate a titolo gratuito sia quelle assegnate a titolo oneroso, potranno esser oggetto di scambio e bancabili durante il Flexible Price Period. 50 La borsa australiana Australian Stock Exchange (ASX) dovrebbe introdurre una piattaforma per il trading di prodotti future su crediti e quote. Gli scambi delle unità internazionali avverranno in dollari australiani. Meccanismi di correzione e stabilizzazione del mercato Nel periodo iniziale il CPM si presenta come un sistema ibrido, simile ad una carbon tax, ma con caratteristiche finalizzate a favorire una graduale transizione ad un sistema di emissions trading, stricto senso. Nella seconda fase (c.d. flexible price period), la fluttuazione del prezzo nel mercato del carbonio sarà controllata, con la previsione di una prezzo massimo (price ceiling). La ratio del meccanismo di fluttuazione controllata risiede nel prevenire gli effetti di variabilità dei prezzi del carbonio. I valori soglia sono soggetti ad incrementi annui e di attualizzazione. Una revisione del ruolo del price ceiling è attesa nel 2017 ad opera del Climate Change Authority. Uso degli offset e crediti internazionali I crediti ACCU possono essere utilizzati fino al 5% delle emissioni di ciascun soggetto obbligato nel c.d. Fixed Price Period. Nella fase successiva (Flexible Price Period) invece il soggetto obbligato potrà far ricorso a crediti ACCU per il 100% delle proprie emissioni. I crediti internazionali 53 saranno fruibili dopo luglio 2015, con la seconda fase del CPM ( ). I soggetti obbligati potranno utilizzarli nel limite del 12,5% della propria quota d obbligo. 53 Di tipo CER, ERU, RMU.

52 Si stima che, tenendo conto delle limitazioni che potrebbero derivare in presenza di linking con l EU ETS, la domanda australiana di crediti internazionali potrebbe essere pari a circa 90 milioni di crediti nel periodo Analogamente al Sistema EU ETS, lo schema australiano pone restrizioni di tipo qualitativo. Le restrizioni riguarderebbero, allo stato dell arte, progetti nucleari, grandi progetti idro, distruzione di N 2 O da acido adipico e HFC-23. Sono invece ammessi i crediti RMU. Tabella 6: Fruibilità dei crediti internazionali nei mercati compliance 51 International unit Eligibility CPM EU ETS CERs CERs - registered post 2012 and outside LDCs CERs - HFC-23, adipic acid, nuclear, afforestation, reforestation and large scale hydro not compliant with Word Commission on Dam guidelines ERUs RMUs Fonte: World Bank, State and Trends of the Carbon Market, Washingotn DC, maggio 2012 Linking È previsto il collegamento con il Sistema europeo di scambio di quote di emissione. Già a partire dal 2015, dovrebbe essere operativo un one-way link tale per cui i soggetti obbligati australiani che partecipano al CPM potranno utilizzare le quote di emissione EUA dell EU ETS, seppure ancora non sarà possibile utilizzare le CU australiane nel Sistema europeo. Il two-way link dovrebbe arrivare nel 2018 e dovrà esser oggetto di uno specifico accordo tra l Unione Europea e l Australia. Il 28 Agosto 2012, l allora Ministro australiano per i Cambiamenti climatici e l Efficienza energetica, Hon Greg Combet, 54 ed il Commissario europeo per l azione per il Clima, Connie Hedegaard, avevano annunciato l avvio di una mutua collaborazione per fare del mercato del carbonio il driver del contrasto ai cambiamenti climatici anche a livello internazionale 55. La collaborazione prevedeva l interconnessione tra il Sistema europeo di scambio di quote di emissione (EU ETS) e l Australian Emissions Trading Scheme. L accordo, secondo quanto programmato dal Governo uscente, avrebbe dovuto essere ultimato entro la 54 A seguito delle elezioni del 7 settembre 2013, il nuovo Ministro per i cambiamenti climatici è Mark Butler. 55 Nel Comunicato Stampa del 28 agosto 2012, il Commissario europeo per l azione climatica, Connie Hedegaard e l allora Ministro australiano per i Cambiamenti climatici e l Efficienza energetica Hon Greg Combet.

53 metà del 2015 e divenire operativo entro il primo gennaio 2018, disciplinando aspetti relativi a monitoraggio e verifica delle emissioni (Monitoring, reporting and Verification); tipologia e quantitativo dei cosiddetti offset (crediti di carbonio generati al di fuori dei due sistemi di cap&trade ma utilizzabili per adempierne agli obblighi); sorveglianza, controllo e misure a tutela della competitività. La connessione avrebbe dovuto essere completata a partire dal primo luglio Nelle more della definizione dell accordo, il governo australiano si è impegnato ad apportare due modifiche al proprio sistema: l eliminazione a partire dal 2018 del price floor iniziamente previsto per le quote di emissioni; l introduzione di un limite al ricorso a crediti di carbonio internazionali (CER-ERU, RMU) fruibili dai soggetti vincolati al sistema (fino al 12,5% delle emissioni annue). Tali modifiche mirano a favorire la convergenza tra i sistemi, semplificando il percorso d integrazione. 52 Il 31 agosto 2012, il Dipartimento australiano per i Cambiamenti climatici e l Efficienza energetica aveva reso pubblica un bozza di emendamento al Clean Energy Legislation Bill 2012 (International Emissions Trading and Other Measures) e 6 connessi progetti di legge per avviare la consultazione con gli stakeholder su come procedere per l interconnessione tra sistemi. Governance Il sistema di governance delle misure per la lotta ai cambiamenti climatici, incluso il CPM, vede il concorso di tre diversi soggetti: la Climate Change Authority, il Clean Energy Regulator e la Productivity Commission. Figura 17: Governance del CPM Fonte : La Climate Change Authority è l Autorità istituita 56 con funzione di consulenza al Governo sul tema Cambiamenti Climatici e sul meccanismo Carbon Pricing Mechanism (CPM). L Authority propone raccomandazioni al Governo per la definizione del cap, riferisce periodicamente sul funzionamento del CPM 56 Istituita con il Clean Energy Act.

54 e sulla Carbon Farming Initiative e ne propone periodicamente elementi per revisione. Infine, elabora la traiettoria delle emissioni nazionali. Il Clean Energy Regulator amministra il Carbon Pricing Mechanism, il National Greenhouse and Energy Reporting Scheme, il Renewable Energy Target e la Carbon Farming Initiative (operative dall aprile 2012). Gestisce inoltre il Registro australiano, il sistema di monitoraggio, reportistica e verifica (MRV) del CPM, nonché l assegnazione delle quote di emissione. La Productivity Commission analizza le misure di assistenza al settore industriale nel quadro del Jobs and Competitiveness Program e del Coal-fired Generation Assistance. La Commissione inoltre valuta l impatto del prezzo del carbonio sull industria e continua la reportistica sulle azioni da parte degli altri paesi per ridurre le emissioni climalteranti. 53

55 I.3 Il sistema della Nuova Zelanda Il sistema di emissions trading della Nuova Zelanda è nato a seguito del Climate Change Response Act (2002) ed è ufficialmente partito nel settembre del Si tratta di un sistema nazionale che prevede dal 2008 al 2015 una graduale inclusione di settori industriali emettitori di gas ad effetto serra. È l unico ETS al mondo che regola anche i gas serra derivati dall utilizzo del suolo, includendo la deforestazione di aree boschive esistenti prima del 1990, già dal 2008, ed emissioni biologiche derivate dall agricoltura, a partire dal Nonostante la nazione abbia firmato l accordo di Copenaghen in cui si impegnava a fissare un target 54 condizionale di riduzione delle emissioni al 2020 del 10-20% al di sotto dei livelli del 1990, lo scorso agosto, Tim Grosser, Ministro del Cambiamento Climatico, ha annunciato che la nazione si impegnerà al 2020 a raggiungere un livello di emissioni solo del 5% al di sotto dei livelli del L obiettivo nazionale al 2050 è invece una riduzione del 50% sempre rispetto all anno base Caratteristiche generali del sistema Durante la prima fase del Protocollo di Kyoto ( ) la Nuova Zelanda si era posta l obiettivo di ridurre le proprie emissioni di gas serra sotto i livelli del Gli strumenti attraverso i quali la nazione ha deciso di raggiungere tale obiettivo, sono: abbattimento delle emissioni, aumento dei serbatoi di assorbimento del carbonio (carbon sink) da uso e cambi d uso del terreno e foreste (Land Use, Land-Use Change and Forestry LULUCF) 58 ed attraverso la partecipazione ai meccanismi di mercato previsti dal Protocollo di Kyoto. Fase transitoria ( ) Il sistema neozelandese è tuttora in una fase transitoria. Il prezzo della quota può al massimo raggiungere i 25 dollari neozelandesi. I soggetti obbligati possono ricorrere ad un uso illimitato di crediti internazionali. Conseguentemente, circa il 70% degli obblighi di emissione sono stati coperti nel 2011 usando crediti internazionali. 57 Fonte: Ministry of Environment, 58 Land Use, Land-Use Change and Forestry (LULUCF): A greenhouse gas inventory sector that covers emissions and removals of greenhouse gases resulting from direct human-induced land use, land-use change and forestry activities (http://unfccc.int/essential_background/glossary/items/3666.php#l), ovvero: Il settore dell Inventario Nazionale delle emissioni di gas serra per la stima degli assorbimenti e delle emissioni di gas serra derivanti da uso delle terre, cambiamento di uso delle terre e selvicoltura

56 2015- da definire Entro il 2015 è attesa una nuova revisione dello schema, che potrebbe apportare modifiche alle attuali regole di funzionamento. A regime una unità NZU equivarrà ad una tonnellata metrica di CO 2 emessa. Settori inclusi Il sistema regola le emissioni di sette settori industriali, introdotti però in maniera graduale dal 2008 al 2015, ovvero: : silvicoltura : impianti fissi per la produzione di energia, carburanti fossili (liquidi), processi industriali : rifiuti e specifici gas effetto serra sintetici : agricoltura (l emendamento del 2012 ha però deferito l inclusione di questo settore a data da definirsi) La partecipazione al sistema è obbligatoria per istallazioni individuali che superano dei limiti di emissione settoriali specifici. I soggetti obbligati sono collocati il più in alto possibile nella catena di distribuzione per poter coprire le emissioni senza dover gravare solamente sull emettitore finale (vedi tabella 8). Tabella 7: Settori e relativi soggetti obbligati incusi nell ETS Settori Soggetti obbligati Foresta Proprietari ed aventi diritto sul fondo Combustibili fossili e trasporti Distributori di carburante Impianti fissi del settore energia Distributori di carbone, gas ed energia geotermica Industria Impianti manifatturieri Agricoltura Fornitori di fertilizzante azotato e allevatori/produttori di carne e prodotti caseari Rifiuti Gestori della discarica GHG coperti dal sistema Inizialmente disegnato con l intento di coprire CO 2, CH 4, N 2 O, HFC, PFC e SF 6, un emendamento del 2012 però ha escluso dalla copertura i cosiddetti GHG sintetici (HFC e PFC) contenuti in veicoli d importazione ed altri beni, che saranno invece oggetto di un imposta specifica.

57 Cap Il principale obiettivo dell ETS neozelandese era raggiungere l obiettivo assunto con il Protocollo di Kyoto, che prevedeva un ritorno delle emissioni ai livelli del 1990 (61.9 MtCO 2 eq./anno escludendo le emissioni legate all uso del territorio e alle foreste). Il sistema neozelandese, pur includendo tutti e 6 i gas climalteranti oggetto del Protocollo di Kyoto, è poco esteso: circa 16 milioni di tonnellate di CO 2 eq., ovvero il 25% delle emissioni nazionali, contro i 2,1 miliardi di tonnellate di CO 2 eq. nell EU ETS l anno e le circa 500 milioni di tonnellate di CO 2 eq. del sistema australiano. La forte differenza rispetto agli altri sistemi ETS, però, è l assenza di un unico cap: il governo può rilasciare 56 tante quote (NZ Units) quante ne ritiene necessarie per le esigenze degli operatori. L effetto netto in termini ambientali può dunque risultare anche non di riduzione delle emissioni sul suolo nazionale. Tipologia di quote utilizzate Il sistema utilizza le NZU, New Zealand Unit, che i soggetti obbligati possono scambiare a livello nazionale oppure possono essere trasformati in AAU, Assigned Amount Unit del Protocollo di Kyoto, e scambiate a livello internazionale. Ogni NZU equivale a una tonnellata di CO 2 equivalente rilasciata nell atmosfera. Sistema di allocazione e forme di tutela Le quote di emissione sono vendute dal governo al prezzo di NZ$25 l una, circa 15 euro. Alcune categorie di soggetti obbligati ricevono quote gratuitamente dal governo per coprire parte delle proprie emissioni. In alternativa i partecipanti possono approvvigionarsi di quote sul mercato secondario o utilizzare crediti internazionali approvati. Tutte le transazioni ed il numero di emissioni detenute da ciascun partecipante sono registrate nel New Zealand Emission Unit Register (NZEUR) amministrato dall Environmental Protection Authority. Per quanto riguarda le categorie protette che ricevono allocazioni a titolo gratuito, le allocazioni sono effettuate annualmente a partire dai dati sulle emissioni dell anno precedente. Gli operatori esposti ad elevato rischio di carbon leakage ricevono circa il 90% delle quote, gli altri circa il 60%. L allocazione a titolo gratuito è operata sulla base dei livelli storici di produzione e standard di efficienza. Un meccanismo di conciliazione corregge eventuali errori nell allocazione una volta che dati dell anno precedente sono stati validati. Il governo neozelandese ha proposto l introduzione di un sistema d aste a partire dal 2013, ma ad oggi non è ancora stata effettuata alcuna asta.

58 Meccanismi di correzione e stabilizzazione del mercato Nella fase transitoria, è previsto un meccanismo di correzione del prezzo per limitare l eccessivo incremento del prezzo delle quote: gli operatori possono acquistare dal governo quote di emissione a 25 dollari neozelandesi (NZ $), utilizzabili a fini di compliance. Il prezzo delle quote NZ Unit è crollato da 20 dollari neozelandesi a meno di 2 dollari ad inizio Questo perché i soggetti obbligati possono rispondere ai propri obblighi di compensazione con un quantitativo illimitato di crediti internazionali, già di per sé molto economici. Il costo di compliance dunque, come nel sistema EU ETS e nel sistema RGGI, è molto basso. 57 Uso degli offset e crediti internazionali L uso di crediti internazionali ed unità Kyoto (AAU) è consentito senza restrizioni di ordine quantitativo: CER, ERU, RMU, possono essere utilizzate dagli operatori per rispondere agli obblighi di compensazione delle emissioni in maniera fungibile con le quote di emissione (NZ Unit). Restrizioni qualitative sono invece previste e ricalcano molto da vicino quanto già previsto nel sistema europeo di scambio di quote di emissione: ERU generate a partire da progetti di abbattimento di emissioni da gas industriali (HFC-23) e distruzione di N 2 O, così come CER ed ERU da grandi impianti idro, sono bandite nel sistema neozelandese dal 18 dicembre Gli operatori ETS neozelandesi non potranno più dal 2015 utilizzare CER ed ERU per compliance in quanto la Nuova Zelanda non ha firmato il secondo periodo d impegno al Protocollo di Kyoto. Linking Le prospettive di collegamento con il sistema australiano sono risultate, per lungo periodo, di concreta realizzazione. Recenti mutamenti nello scenario politico australiano, a seguito del cambio di governo e i recenti dibattiti tra i due Stati, non hanno prodotto risultati concreti in vista di un comune impegno per la connessione tra i due sistemi 59. Secondo alcuni analisti, tuttavia, lo schema ETS neozelandese è aperto a potenziali collegamenti con mercati internazionali: alcuni elementi come le regole per l allocazione, sembrano essere state definite con lo scopo di consentire un link con il sistema australiano. Tuttavia, benché le discussioni per la connessione con l Australia siano iniziate nel 2011, ufficialmente un legame diretto con il sistema australiano e l EU ETS sembrerebbe ostacolato dall inclusione dei settori dell agricoltura e foresta, peculiarità questa tutta neozelandese. Inoltre, per un link con altri sistemi ETS 60, 59 WORLD BANK (CARBON FINANCE UNIT), Mapping Carbon Pricing Initiatives, op. cit., Washington DC, Maggio 2013, p ENVIRONMENTAL DEFENSE FUND (EDF)-INTERNATIONAL EMISSIONS TRADING ASSOCIATION (IETA), New Zealand The World s Carbon Markets: A Case Study Guide to Emissions Trading Last Updated: September 2013

59 sembrerebbe profilarsi l esigenza di definire un cap totale sulle emissioni ed introdurre una limitazione anche quantitativa al ricorso ai crediti internazionali. Governance Nel sistema ETS neozelandese, il Ministro dello Sviluppo Economico ha l incarico di sorvegliare il mercato e lo schema di emissions trading, e il registro delle emissioni (NZ Emissions Unit Register) mentre l Autorità per la Protezione Ambientale (Environmental Protection Authority) implementa le regole dello schema ed ha competenza per il monitoring, reporting and verification. 58

60 I.4 Il sistema Californiano 61 Con l Assembly Bill (AB) 32 (2006), noto anche come Global Warming Solutions Act, la California si è posta l obiettivo della stabilizzazione delle emissioni di gas ad effetto serra ai livelli del 1990 entro il Il meccanismo di cap and trade costituisce il nodo centrale della strategia californiana per l abbattimento delle emissioni, e prevede, al pari di altri sistemi di emissions trading, misure di complemento, come ad esempio standard d emissione per auto, carburanti a minore intensità carbonica e misure di promozione delle rinnovabili nella generazione elettrica. Sin dall inizio lo Stato della California è tra i promotori dell iniziativa Western Climate Initiative (WCI) 62, iniziativa inter-statale che ha avvio nel 2007, tra gli Stati di Arizona, California, New Mexico, Oregon e Washington, e basata sull intesa intergovernativa di sviluppare un unico meccanismo di mercato di portata regionale per l abbattimento delle emissioni climalteranti, con un unico target regionale ed un unico registro. 59 Caratteristiche generali del Sistema Il sistema californiano di cap and trade, è stato introdotto dal California Air Regulatory Board (CARB) nell ottobre 2011 ed è in vigore dal 1 gennaio Sono previste tre fasi. A partire dalla prima fase sono inclusi grandi impianti fissi dei settori Fase I ( ) industriali ad alta intensità energetica (cemento, calce, acido nitrico, raffinerie, produzione olio combustile e gas naturale), nonché gli impianti di produzione ed importazione di energia elettrica con emissioni annue superiori a tco 2. Per il 2013, il cap è fissato a 162,8 M tco 2 eq. pari a circa il 35% del totale delle emissioni di gas serra emessi in California. Il cap 2014 è 159,7 M tco 2 eq. La gran parte delle quote è collocata a titolo gratuito, solo il 5% delle quote è collocato tramite asta. 61 Si rimanda all Allegato XXV CALIFORNIA AIR RESOURCE BOARD, California Cap on Greenhouse Gas Emissions and Market-Based Compliance Mechanisms California Air Resources Board March, da presentazione in occasione del side event sul tema Meccanismi di mercato in Nord America alla quinta Assemblea delle PArti della Partnership for Market Readiness (PMR), Washington DC, 15 marzo WCI nasce da precedenti esperienze nazionali e regionali. Nel 2003, California, Oregon e Washington crearono la West Coast Global Warming Initiative, e nel 2006, Arizona e New Mexico lanciarono la Southwest Climate Change Initiative. Per maggiori informazioni si rimanda a < Ad oggi, WCI ha istituito un organizzazione no profit per fornire supporto tecnico-amministrativo per il lancio di sistemi a livello statale e provinciale di programmi di tipo cap and trade. British Columbia, California, Ontario, Quebec e Manitoba continuano a lavorare insieme nel WCI per sviluppare ed armonizzare un comune sistema di Emissions Trading.

61 Fase II ( ) Dal 2015, anche i distributori di combustibile per i trasporti, ed i distributori di gas naturale per usi residenziali e commerciali sono inclusi nel sistema. Lo schema ETS dovrebbe dunque coprire fino all 85% delle emissioni di gas serra in California. Circa il 50% delle quote è collocato tramite asta. Nel 2015, il cap è pari a 394,5 Mt CO 2 come conseguenza dell estensione dei settori coperti nel sistema ETS. Il cap decresce infine del 3% annuo. fase III ( ) I soggetti obbligati sono i medesimi della fase II. Il cap si attesta a 334,2 M tco 2 nel 2020, come conseguenza della riduzione lineare. 60 Settori inclusi 63 L ETS californiano include, dalla prima fase ( ), il settore della produzione, importazione e distribuzione di energia elettrica, nonché gli impianti industriali ad alta intensità energetica. Dalla seconda fase ( ), anche i distributori di combustibili per fini di trasporto, uso residenziale e commerciale sono inclusi nel sistema, coprendo per circa l 85% le fonti emissive climalteranti del territorio. Tipologia di quote di emissione utilizzate CCA California Carbon Allowance Metodi di allocazione delle quote 64 Il metodo di allocazione è misto 65 e nella prima fase è preponderante l allocazione a titolo gratuito. Da un lato, gli impianti industriali ricevono le quote sulla base di un benchmark di prodotto e, laddove questo non sia facilmente individuabile, utilizzando un benchmark basato sull energia consumata 66. In particolare, i settori meno esposti al rischio di delocalizzazione produttiva vedranno le quote assegnate tramite 63 PMR, Tackling Climate Change, Putting Carbon to Achieve Greenhouse Gas mitigation, March 13, 2013, The Preston Auditorium, The World bank, cit. 64 California Air Resources Board, California Cap on Greenhouse Gas Emissions and Market-Based Compliance Mechanisms, Carbon Market in North America, PMR Washington DC, March 15, Circa il 5% delle quote di emissione sono oggetto di asta nel 2013 ed il 50% circa nel Le quote assegnate gratuitamente alle industrie energivore sono calcolate attraverso la considerazione di tre fattori: Assistance Factor, indicatore che tiene conto dell intensità energetica e del grado di esposizione alla concorrenza internazionale, fattore benchmark, fattore di riduzione del cap, livello di produzione. Il primo fattore tiene conto del livello di carbon leakage, il secondo è costruito sulla base degli impianti più efficienti e si esprime in tonnellate metriche di CO 2 per unità di prodotto. Cfr. CALIFORNIA AIR RESOURCES BOARD, California Cap on Greenhouse Gas Emissions and Market-Based Compliance Mechanisms: Cap Setting, Allocation and Price Containment, in PMR Information Sharing: Emissions Trading in North America (March 2013), PMR, Washington DC, March 15, 2013 (http://www.thepmr.org/events/otherevents).

62 benchmark ridursi dal 100% nel primo periodo al 50% nel secondo periodo d impegni ed al 30% nella terza fase. Nel settore dell energia elettrica, i produttori di energia devono ricorrere ad aste trimestrali 67 per approvvigionarsi di quote di emissione. I distributori di energia elettrica ricevono quote a titolo gratuito con il fine di non sovraccaricare l utente finale, ed evitare un onere maggiore nella bolletta elettrica. A seconda della natura pubblica (public-owned utility) o privata (Investor-owned utility), l utility può far diverso uso delle quote ricevute 68. Gli impianti dei settori non ETS possono richiedere, ed ottenere dalla California Air Resource Board 61 (CARB 69 ), quote di emissione a titolo gratuito a fronte dell impiego di energia da fonte rinnovabile 70. Meccanismi di correzione del mercato Sono previsti due strumenti per correggere le inefficienze del mercato: un prezzo minimo (price floor o reserve price) ed un meccanismo di aggiustamento dell offerta di quote di emissione, nel caso in cui il prezzo superi una determinata soglia. Al di là dell evidenza del primo strumento, già in uso peraltro nel Regno Unito, la riserva di quote per il contenimento del prezzo (c.d. Price Containment Reserve) raccoglie una percentuale annua di quote di emissione 71. Queste saranno collocate all asta, quattro volte l anno in occasione del superamento di specifiche soglie di prezzo, in tre lotti d eguale ammontare. Ciascun lotto è collocato ad un prezzo specifico 72. Il meccanismo mira a ridurre l esposizione verso un eccessiva volatilità dei prezzi. Questa riserva è operativa dal 1 gennaio L Air Resource Board organizza aste trimestrali di quote di emissione. Per poter partecipare alle aste i soggetti specificamente individuati dalla normativa di riferimento devono esser conformi a requisiti, tra cui anche requisiti di ordine finanziario, e confermare il loro status di compliance a tali parametri entro 30 giorni da ciascuna asta. Il metodo secondo il quale si svolgono le aste prevede che ciascun offerente presenti la sua offerta durante un determinato periodo d'offerta (single round) senza conoscere le offerte presentate dagli altri offerenti (sealed bid). Ogni aggiudicatario versa lo stesso prezzo di aggiudicazione per ogni quota (uniform price). Il lotto minimo per avanzare una proposta di acquisto è di quote. Per maggiori informazioni a riguardo si rimanda alla pagina web dedicata del California Air Resource Board, <http://www.arb.ca.gov/cc/capandtrade/auction/auction.htm> o in <https://www.wciauction.org/resources/faqs/?faqtype=generalquestions>. Nella prima sezione indicata sono altresì disponibili informazioni relative all andamento delle singole aste. 68 Le utilities pubbliche (Public-owned utilities) possono monetizzare tramite asta le quote ricevute o utilizzarle per compliance. Le utilities private (Investors-utilities) possono solamente monetizzarle tramite asta. 69 Si rimanda, di seguito nella trattazione, alla voce governance. 70 L adesione al Voluntary Renewable Electricity Reserve è parte del programma di cap and trade ed include soggetti non direttamente vincolati da questo. 71 Il 4% delle quote della prima fase dell ETS californiano è destinato ad una riserva finalizzata al contenimento del prezzo. Tale riserve include 121,8 milioni di quote. L ammontare di tali quote è offerto dall Air Resource Board quattro volte l anno, a prezzi predefiniti. 72 Si rimanda alla sezione FAQ della pagina web dedicata del sito della Western Climate Initiative, <https://www.wciauction.org/resources/faqs/?faqtype=auctionsandreservesale>.

63 Crediti internazionali I soggetti con obblighi di compliance potranno far ricorso a crediti internazionali nei limiti dell 8% del proprio quantitativo complessivo d obbligo riferito a ciascun periodo. Sono previste quattro tipologie di offset: Compliance Offset Credits: emanati dal California Air Resource Board (CARB) per progetti che riducono le emissioni in territorio statunitense, in Canada o Messico. Devono essere sviluppati secondo protocolli elaborati dal CARB nei seguenti settori 73 : US Forest Projects, Livestock Project, Ozone depleting Subastances Project, Urban Forest Project; Early Action Offset Credits: emanati dal CARB su base di programmi volontari e generati da progetti che hanno ridotto e/o sequestrato o ridurranno le emissioni sul territorio statunitense tra il gennaio 2005 ed il dicembre Il credito si chiama Compliance Offset credit (CAR); Sector-based Offset Credits: provenienti da programmi di crediting nel settore agro-forestale (REDD) in un paese in via di sviluppo. La quantità di tali crediti è limitata al 2% della quantitativo d obbligo nel primo periodo d impegni e al 4% nel secondo e nel terzo periodo. Un Memorandum Of Understanding con lo Stato brasiliano di Acre e con il Chiapas in Messico nel 2010 e California ha istituito un Gruppo di lavoro per valutare la potenzialità e l inclusione di tali crediti (Redd Offset Working Group) nel sistema californiano. Compliance Offset Credits: emanati nel quadro di un programma congiunto regolatorio e soggetto a specifiche regole. 62 Linking È previsto il collegamento con il sistema cap and trade del Québec dal 1 gennaio Aste comuni ed anticipate potrebbero tenersi già a partire da quest anno. In virtù dell ambizioso obiettivo di mitigazione al 2020, pari al -20% delle emissioni, lo Stato francofono canadese potrebbe rivelarsi un acquirente netto di 73 Si tratta di settori non rientranti tra quelli coperti dall ETS californiano. Le attività progettuali devono esser verificate da soggetti accreditati (verifier) presso l Air Resource Board, dall amministratore del Registro dei crediti offset ed in ultima istanza dall ARB stesso. Si rimanda inoltre a CALIFORNIA AIR RESOURCE BOARD, California Cap on Greenhouse Gas Emissions and Market-Based Compliance Mechanisms: Offset Design and Implementation, in presentazione in occasione del side event alla sesta Assemblea delle Parti della Partnership for Market Readiness (PMR), Washington DC, 15 marzo Sito istituzionale del Minister of Sustainable Development, Environment, Wildlife and Parks del Québec. CALIFORNIA AIR RESOURCES BOARD, California Cap on Greenhouse Gas Emissions and Market-Based Compliance Mechanisms: Linkage with Quebec, in PMR Information Sharing: Emissions Trading in North America (March 2013), March 15, 2013, Washington, DC.

64 crediti CCA, favorendo un andamento rialzista (c.d. bullish) in borsa. Tale collegamento potrebbe anche aprire a nuovi collegamenti con il sistema regionale del RGGI in Nord America 75. Governance Il Climate and Air Resource Board (CARB) ha il compito istituzionale di sviluppare ed adottare gli aspetti regolatori del Sistema e di promuove la transizione verso un economia a basso contenuto di carbonio Rory CARROLL, California plans 2014 carbon market link with Quebec, in Point Carbon, 22 Mar 2013.

65 I.5 Il Québec Il 14 dicembre 2011, il Québec ha adottato un programma di cap and trade 76, parte integrante di un più ampio Climate Change Plan che ha l obiettivo di ridurre le emissioni del 20% rispetto ai livelli del 1990 entro il Tale obiettivo è considerato ambizioso da parte di alcuni analisti del mercato del carbonio tanto che ci si attende che l imminente collegamento tra mercato californiano e mercato del Québec 77 possa favorire una pressione al rialzo nei prezzi delle California Carbon Allowances. Lo Stato del Québec, come la California, è parte della Western Climate Initiative (WCI) 78 e sta fattivamente collaborando, in tale contesto, alla definizione di un sistema regionale di emissions trading, il cui primo 64 passo sarà l avvio del collegamento con il sistema californiano a partire da gennaio Caratteristiche generali del Sistema Il meccanismo di cap and trade 79 del Québec è considerato il principale strumento per raggiungere l obiettivo di mitigazione al Sono previste tre fasi: La prima fase di obbligo è iniziata il primo gennaio Il 2012 ha assolto al ruolo di anno di transizione con lo scopo di permettere ai soggetti obbligati di Fase I ( ) registrarsi e acquisire familiarità col funzionamento del sistema, senza però essere soggetti all obbligo di rispettare livelli massimi di emissione. Sono soggette al sistema circa ottanta fonti emissive, principalmente nell industria e nel settore energia, con emissioni annue almeno pari a tco 2 eq. Fase II ( ) Dal primo gennaio 2015, saranno inclusi anche gli operatori che distribuiscono o importano combustibile (e.g. benzina, diesel, propano, gas naturale, olio combustibile) ad uso trasporti, residenziale o commerciale, cui sono associate emissioni di gas serra almeno pari a tco Regulation respecting a cap-and-trade system for greenhouse gas emission allowances. Cfr. Allegato XXVI, MYRIAM BLAIS, Québec s Cap & Trade regulation (Il Sistema ETS in Québec Allegato), PMR side event, marzo Rory CARROLL, California approves carbon market link with Quebec, in Point carbon, 22 aprile Il Québec ha aderito alla West Climate Initiative nell aprile PMR, Tackling Climate Change, Putting Carbon to Achieve Greenhouse Gas mitigation, 13 March 2013, op.cit. 80 Dal 1 gennaio 2015, gli operatori commerciali che in Québec distribuiscono combustibile (e.g., gasoline, diesel, propano, gas naturale e olio combustibile) o lo importano per proprio consumo e per il quale, le emissioni associate al combustibile distribuito e consumo, superano la soglia annuale di tonnellate metriche di CO 2 eq sono inclusi nel sistema.

66 Fase III ( ) Procedure analoghe al II periodo. Settori inclusi 81 Dal 2012, sono soggetti obbligati gli impianti fissi dell industria (alluminio, cemento, calce, settore minerario, carta, etc.) e della generazione e distribuzione di energia elettrica con emissioni annue uguali o maggiori a tco 2. Sono inoltre inclusi gli importatori di elettricità. Dal 2015, rientrano nel sistema anche i distributori (e gli importatori) di combustibile per il trasporto (esclusa l aviazione ed il settore marittimo) e per il settore commerciale e residenziale. Quest ultima inclusione avvicina molto il Sistema del Québec a quello californiano. 65 Gas ad effetto serra coperti dal sistema Oltre ai gas coperti dal Protocollo di Kyoto nella prima fase (CH 4, CO 2, HFC, N 2 O, PFC, SF 6 ) anche il trifluoruro d azoto (NF 3 ) 82 è incluso nel sistema di emissions trading del Québec. Cap e strumenti di flessibilità Il cap alle emissioni coperte dal sistema è già stato definito fino al Subirà un significativo aumento nel 2015 in virtù dell entrata del comparto dei combustibili, per poi decrescere fino al 2020 (vedi tabella sottostante). Tabella 8: Evoluzione del CAP del Québec YEAR Allowance budget (million) 23,7 23,3 63,6 61,0 58,5 56,0 53,4 50,9 CAP (net PCR) 23,5 23,1 61,1 58,2 56,2 52,1 49,7 47,3 Fonte: World Bank, Carbon trends, 2012 Dove l Allowance budget si riferisce al budget totale di quote virtualmente disponibili, dato dal cap annuale maggiorato della riserva per il contenimento del prezzo (Price Containement Reserve, PCR). Il sistema prevede inoltre la possibilità di banking illimitata, ma non consente il borrowing. 81 PMR, Tackling Climate Change, Putting Carobn to Achieve Greenhouse Gas mitigation, 13 March 2013, The Preston Auditorium, The World bank, cit. 82 La fase due del Protocollo di Kyoto, prevista dalla Conferenza di Durban, include un nuovo gas climalterante ovvero il trifluoruro di azoto (NF 3 )

67 Tipologia di quote di emissione utilizzate Emission allowances emanate dal governo del Québec; Early reduction credit emanate dal governo del Québec; Compliance instrument emanati da governi che hanno un accordo con il Québec; Offset emanati dal governo del Québec. Meccanismi di allocazione delle quote di emissione 83 È prevista l allocazione gratuita basata su benchmark di prodotto per l industria, il settore minerario, la produzione di vapore per usi industriali, e l importazione di energia elettrica prodotta al di fuori dei confini del Québec. Il numero di quote assegnate a titolo gratuito decrescerà annualmente tra l 1 ed il 2%, a partire dal Qualora il livello emissivo dei soggetti con obbligo di compliance superi la quantità di quote assegnata, le imprese dovranno ricorrere alle aste bandite dal governo (mercato primario) o al mercato secondario. 66 L allocazione a titolo oneroso riguarda i produttori e distributori di energia elettrica e combustibili. Analogamente a quanto previsto nel sistema californiano, le aste hanno frequenza trimestrale e seguono, similarmente al sistema d asta dell EU ETS, il metodo del prezzo uniforme, a tornata unica e con offerte sigillate (ciascun offerente ignora le proposte d acquisto avanzate da altri soggetti) per lotti minimi di quote. Il ricavo delle aste dovrebbe coprire il 90% dei 2,7 miliardi di dollari canadesi messi a bilancio dal Québec per investimenti nell economia verde. Due terzi dei fondi sarebbero allocati al settore dei trasporti ed un terzo all efficienza energetica negli edifici. Le quote devono esser restituite al Governo non più tardi del primo novembre dell anno successivo a quello del periodo di compliance. Il periodo di compliance è biennale nella prima fase e triennale successivamente: anche in questo, sono presenti analogie con il sistema californiano. Meccanismi di correzione del mercato Sono previsti due meccanismi di correzione del mercato, che per tipologia e caratteristiche sono assimilabili a quanto previsto nel sistema di emissions trading californiano. Il Price Containemente Reserve (PCR), quale strumento che interviene sul lato offerta delle quote di emissione: l 1% delle quote nel , il 4% nel ; il 7% nel andrà a costituire una riserva che si attiva qualora si verifichino picchi di prezzo. Sono previste tre soglie per l attivazione del meccanismo. Inoltre, è previsto un prezzo minimo (reserve price) fissato a 10 dollari canadesi nel 2012, che incrementa annualmente del 5%. Per ciascun operatore è anche previsto un holding limit account ovvero un limite alle quote che questo può trattenere nel proprio conto nel registro. 83 CALIFORNIA AIR RESOURCES BOARD, California Cap on Greenhouse Gas Emissions and Market-Based Compliance Mechanisms, PMR Washington, Carbon Market in North America, 15 marzo 2013.

68 Crediti internazionali Il governo del Québec emana crediti di emissione utilizzabili per la compliance con l emissions trading dello Stato (cosiddetti offset) per riduzioni delle emissioni realizzate, fuori dai settori ETS, nel territorio statunitense o canadese. Le riduzioni di emissioni devono essere verificate da un soggetto terzo. I progetti possono essere realizzati seguendo protocolli già definiti che indicano le regole per le riduzioni di gas metano da discarica (Landfill Protocol), riduzione di gas metano da concime (Manure Protocol), riduzione di gas distruttivi della fascia di ozono con potere climalterante: i protocolli definiscono le attività, le metodologie di quantificazione, di reportistica e comunicazione. 67 Linking Il 10 gennaio 2013 è stato firmato l accordo per il collegamento tra i sistemi di emissions trading di Québec e California, per parte californiana, dal Presidente del California Air Resource Board, Mary D. Nichols, e per il Québec dal Ministro per le relazioni esterne, la francofonia ed il commercio estero, Jean-François Lisée ed il Ministro per lo sviluppo sostenibile e dell ambiente, Yves-François Blanchet 84. Il 12 dicembre 2012, il Governatore del Québec ha adottato il regolamento che emenda la norma istitutiva del proprio emissions trading 85. Lo scopo è armonizzare il sistema con il cap and trade californiano e con i costituendi sistemi dell Ontario e di British Columbia. Sono altresì riviste le regole attraverso cui il Québec emana gli offset, al fine di contabilizzare e rendere fungibili anche riduzioni di emissioni fuori dai settori coperti dal sistema ETS del Québec. Governance il Ministero dello Sviluppo Sostenibile, dell Ambiente e dei parchi naturali è l Autorità competente per la regolazione del sistema. 84 PRESS RELEASE, California and Quebec sign agreement to integrate, harmonize their cap-and-trade programs, in 10 gennaio Regulation to amend the Regulation respecting a cap-and-trade system for greenhouse gas emission allowances. Con questo emendamento s intende armonizzare il sistema ETS del Québec con quello californiano.

69 I.6 West Climate Initiative La Western Climate Initiative (WCI) è stata lanciata nel 2007 come intesa intergovernativa tra gli Stati dell Arizona, California, New Mexico, Oregon, e Washington per sviluppare un unico target regionale di riduzione delle emissioni di gas climalteranti. Ad oggi, WCI ha dato origine ad un organizzazione no profit, WCI Inc., con la funzione di fornire supporto di natura tecnico-amministrativa a livello statale e provinciale, per il lancio di sistemi di emissions trading, per la predisposizione di un registro che tenga traccia degli spostamenti di quote di emissioni e crediti, per la gestione delle aste di quote di emissione, nonché per il monitoraggio del mercato. 68 British Columbia, California, Ontario, Québec e Manitoba continuano a lavorare insieme nel WCI per sviluppare ed armonizzare un comune meccanismo di mercato regionale e trans-nazionale nel settore del carbonio. California e Québec sono le prime giurisdizioni a essersi dotate di un sistema di cap and trade. Il collegamento tra i due sistemi ETS, previsto dal 1 gennaio 2014, rappresenterebbe il primo passo verso l obiettivo della Western Climate Initiative ed assumerebbe valore paradigmatico per gli Stati statunitensi che già adottano un proprio sistema di cap & trade, soprattutto alla luce della definizione di standard emissivi per il parco di generazione di energia elettrica, previsto dal piano presidenziale Obama per il Clima dello scorso luglio. Figura 18: Mappa delle iniziative di cap and trade in Nord America * In Blu gli stati aderenti al WCI ed in arancione quelli della RGGI, Fonte: Arizona Dept of Environemental Quality

70 I.7 Regional Greenhouse Gas Initiative (RGGI) È il primo esempio di schema vincolante di emissions trading nato sul territorio statunitense (nel 2009) ed ha l obiettivo di ridurre le emissioni di gas climalteranti del settore termoelettrico. Si tratta di un iniziativa di cooperazione a livello regionale e sub-nazionale e coinvolge attualmente nove Stati: Connecticut, Delaware, Maine, Maryland, Massachusetts, New Hampshire, New York, Rhode Island e Vermont 86. RGGI 87 è la risultante dei programmi nazionali di scambio di quote di emissioni (CO 2 Budget Trading Program) dei nove Stati americani menzionati. Ciascuno Stato membro mantiene la sovranità nel fissare il cap, nell allocare le quote, nello stabilire le modalità di partecipazione degli operatori alle aste: RGGI favorisce l armonizzazione delle legislazioni in materia per la realizzazione di un sistema comune di emissions trading, sviluppando un comune quadro di riferimento (RGGI model rule). Nel febbraio 2013, RGGI ha reso pubblico il programma di riforma, dopo un ampio periodo di consultazione aperto agli stakeholder: entro il primo gennaio 2014 gli Stati membri dovranno aggiornare i propri programmi nazionali per continuare conformemente alle nuove linee guida (RGGI Model Rule 88 ). Le modifiche apportate favoriranno una riduzione del 45% delle emissioni nel settore della generazione di energia elettrica, rispetto ai livelli del 2005; un modesto incremento del prezzo della quota stimato in 4 dollari nel 2014 (valori a prezzi 2010) e 10 dollari nel 2020; un incremento degli investimenti per un ammontare pari a circa 2,2 miliardi di dollari in efficienza energetica e rinnovabili. 69 Analogamente all iniziativa WCI, anche RGGI ha istituito una società no profit, RGGI Inc., con lo scopo di sviluppare un sistema per la tracciabilità di dati relativi alle emissioni, dei soggetti obbligati, del movimento delle quote, per la realizzazione e gestione di una piattaforma comune d asta per l allocazione di quote di emissione, per il monitoraggio del mercato primario e secondario della CO 2 e per fornire assistenza tecnica agli Stati parte dell iniziativa nel vagliare e registrare i progetti offset. Tale società non ha poteri coercitivi nei confronti degli Stati aderenti all iniziativa congiunta Regional Greenhouse Gas Initiative. Il sistema RGGI funziona, in forma aggregata, come un unico sistema regionale, risultante dalla sommatoria dei programmi nazionali dei nove stati aderenti in materia CO 2 (State CO 2 Budget Trading Program). 86 Il New Jersey non parteciperà al secondo periodo di impegni. 87 Cfr. Allegato XXVII, Will Space (Massachusetts Department of Environmental Protection Washington), Regional Greenhouse Gas Initiative (RGGI, Reggie ), presentazione in occasione del side-event alla quinta assemblea delle parti della Partnership for Market Readiness (PMR), DC March 15, Le linee guida aggiornate ( The Updated Model Rule ) indicano le direttrici che ciascuno Stato del sistema RGGI seguirà, in sintonia con le proprie procedure interne nazionali, per proporre aggiornamenti ai propri CO 2 Budget Trading Program. Maggiori informazioni possono esser tratte dal sito del sistema RGGI in

71 Caratteristiche generali del sistema Meccanismo regionale di cap and trade di carattere sub-nazionale il cui obiettivo è la riduzione delle emissioni di CO 2 del 10% sotto i livelli entro il Sono previsti tre periodi di obbligo. La compliance è triennale e la compensazione delle emissioni verificate deve avvenire entro il 31 marzo dell anno successivo a quello di obbligo. La compliance è effettuata nei confronti dello Stato su cui ricade la giurisdizione dell impianto. Soggetti obbligati sono gli impianti di produzione di energia elettrica con capacità installata uguale o superiore a 25 MW. 70 Il cap regionale (RGGI) è la somma dei cap nazionali. A livello RGGI, nel primo periodo, il cap annuale è stato pari a 188 M stco 2 eq. 89. Dieci Stati statunitensi vi Fase I ( ) hanno partecipato: dal novembre 2011, il New Jersey non è più parte dell iniziativa. Le emissioni dei dieci Stati membri partecipanti alla prima fase di compliance sono diminuite di 2,7 M stco 2 eq. attestandosi alla fine del triennio a 121 Mst CO 2 eq. Le cause possono essere ricercate in una riduzione della domanda di elettricità, registrata dal 2005 e legata ad uno sviluppo delle misure di efficienza energetica; condizioni climatiche più favorevoli; fuel switch da carbone e petrolio a gas; ruolo crescente di rinnovabili e nucleare. Nei fatti si è registrata una sovra allocazione, con effetti depressivi sui prezzi. Tali condizioni hanno ridotto i volumi scambiati nel mercato secondario. I soggetti obbligati rimangono gli impianti di produzione di energia elettrica, come nella prima fase. Fase II ( ) Il cap 2013 è fissato a 165 M st CO 2 eq. Nel 2014, come conseguenza della revisione del sistema, il cap dovrebbe attestarsi intorno a 91 M st CO 2 eq., riducendosi del 45% rispetto al cap precedentemente previsto per lo stesso anno prima della revisione del sistema RGGI, ultimata nel febbraio Fase III ( ) Inalterati i soggetti obbligati, come nelle precedenti fasi. Il cap decresce del 2,5% l anno short tons di CO 2 eq. corrispondono a 171 Mt CO 2 eq. per anno.

72 Tipologia di quote utilizzate Short ton of CO 2 : 1st CO 2 corrisponde a circa il 90% di una tonnellata di CO 2 eq. (90,72 %). Le quote sono di proprietà dello Stato di riferimento. È consentito l uso di crediti (offset) domestici, per progetti di riduzione delle emissioni in settori esterni a quelli coperti dal sistema di scambio di quote di emissioni. Il soggetto obbligato può utilizzare fino al 3,3% della propria quota triennale d obbligo. Percentuale che aumenta fino al 5 e 10% a seconda che il prezzo della quota sul mercato primario raggiunga la soglia di 7 o 10 dollari statunitensi. Questa maggior possibilità di ricorso a crediti, che comunque devono essere generati sul suolo nazionale secondo specifici protocolli che ne proceduralizzano le caratteristiche, può essere considerato un meccanismo di correzione del prezzo della CO 2. Con la revisione del RGGI Model Rule, i protocolli per la generazione di crediti domestici di riduzione spendibili nel sistema sono relativi alla riduzione di emissioni di metano da discarica (Landfill Protocol), riduzione di esafluoruro di azoto, progetti di afforestazione e riforestazione, efficienza energetica, gestione delle deiezioni animali. 71 Allocazione, sorveglianza e sistemi di tracciabilità delle quote Gli Stati aderenti al sistema RGGI sono titolari dei proventi derivanti dalla messa all asta delle quote di loro proprietà. Il 90% delle quote sono poste all asta in sessioni trimestrali. A marzo 2013, i ricavi d asta ammontavano a circa 1 miliardo di dollari statunitensi ed il prezzo della quota risultava aver oscillato tra 1,86 dollari e 3,51 dollari per circa 400 milioni di quote collocate. Secondo le analisi condotte, RGGI evidenzia che i proventi d asta hanno consentito o consentiranno: 1,6 miliardi di dollari di beneficio economico netto in tutta la regione entro la fine del decennio; risparmio di 1,1 miliardi di dollari nelle bollette elettriche; posti di lavoro l anno. Le aste sono monitorate da un Sorvegliante d asta (Potomac Economic) che monitora la concorrenzialità e l accesso alle aste, propone mutamenti alla regolamentazione e la conformità delle procedure d asta alla regolamentazione vigente.

73 Figura 19: Distribuzione del CAP RGGI 2013 per Stati 72 Fonte: RGGI, in <http://www.rggi.org/market/tracking/allowance-allocation> RGGI COATS è una piattaforma elettronica che, a livello regionale, traccia e registra i dati relativi ad ogni piano nazionale sulla CO 2 (c.d. CO 2 Budget Trading Program). La piattaforma consente agli operatori di ricevere, consegnare per compliance, trasferire le quote di emissione; presentare domanda e registrare progetti di riduzione che generano crediti (offset). La piattaforma assolve inoltre al ruolo di divulgazione delle informazioni ai cittadini ed agli stakeholder. RGGI COATS racchiude dati sulle fonti emissive (i.e. Impianti), tipologia di conti quote (apertura o chiusura), livelli di emissione per fonte e per Stato, dati sull andamento delle aste. Meccanismi correttivi del prezzo In sede di revisione del sistema, è emerso un funzionamento non trasparente del meccanismo di stabilizzazione del prezzo che include l incremento del quantitativo di crediti domestici (offset) utilizzabili per la compliance, qualora determinati valori soglia del prezzo della quota siano raggiunti. A tal fine, in sede di revisione del sistema, è stato introdotto un nuovo meccanismo di aggiustamento del prezzo che interviene dal lato dell offerta delle quote nel mercato. La riserva per il contenimento del costo (Cost Containment Reserve), costituita da circa 5 milioni di quote nel 2014, e successivamente 10 milioni l anno, si attiva ogni qualvolta è raggiunta una specifica soglia di prezzo che è stata individuata in 4 dollari nel 2014, 6 dollari nel 2015, 8 dollari nel 2016 e 10 dollari nel Si tratta di un meccanismo di gestione del livello di offerta di quote già operativo nel meccanismo californiano e québecois di emissions trading.

74 II Sistemi di emissions trading e altri meccanismi di mercato nei paesi emergenti Anche diversi paesi emergenti - tra gli altri, Cina, Cile, e Corea del Sud - si stanno dirigendo in misura più o meno decisa verso sistemi di mercato per la mitigazione delle emissioni climalteranti. La Cina in particolare, dopo aver avviato schemi provinciali e municipali di emissions trading, entro la fine del decennio dovrebbe lanciare uno schema nazionale il cui start-up costerà circa 100 milioni di dollari statunitensi. Nella stessa direzione si stanno muovendo anche il Cile, all inizio del percorso, e la Corea del Sud, che ha già avviato la fase pilota del proprio sistema (Target Management System). Altri paesi, quali il Messico, la Turchia, 73 l Ucraina, la Bielorussia stanno sviluppando iniziative che nel lungo termine potrebbero portare a scegliere l emissions trading. Paesi invece che in ambito internazionale hanno sostenuto principi quali la tutela del diritto all equo spazio atmosferico e si sono sempre opposti all assimilazione tra paesi di storica industrializzazione e paesi emergenti nella lotta ai cambiamenti climatici, hanno scelto strade alternative, ma spesso comunque basate su meccanismi di mercato. L India, per esempio, ha scelto meccanismi di mercato basati su quote per incrementare efficienza energetica e rinnovabili con l obiettivo di combattere la povertà energetica ma anche di contenere le emissioni. Queste iniziative potrebbero avere un importanza decisiva per paesi come l Italia, seconda potenza manifatturiera d Europa e settima a livello globale, per contrastare il fenomeno della delocalizzazione produttiva verso paesi sinora privi di vincoli internazionali sulle emissioni. Se effettivamente la Cina, ad esempio, adottasse un proprio sistema nazionale di emissions trading, trasparente e comparabile con quello europeo, la discussione sulle misure europee di contrasto al carbon leakage e più in generale il dibattito sull imminente revisione del Pacchetto Clima Energia al 2030 potrebbero assumere contorni differenti. Ciò soprattutto se, come molti commentatori ed esperti sembrano pensare, l accordo globale post 2020 nella cornice della Convenzione quadro delle Nazioni Unite dovesse concretizzarsi principalmente in uno strumento dall approccio bottom-up e di raccordo delle iniziative di emissions trading avviate in autonomia dai Paesi come strumenti per ridurre le emissioni.

75 II.1 Il sistema Corea del Sud Ad inizio 2010, la Repubblica di Corea ha emanato il Framework Act on Low Carbon and Green Growth. L atto rappresenta il quadro giuridico di riferimento per la Green Growth Strategy che la Corea ha adottato per ridurre del 30% le proprie emissioni al 2020 rispetto alle proiezioni formulate a partire dallo scenario attuale (Business As Usual -BAU), obiettivo per altro condiviso volontariamente a livello internazionale nell ambito dei Cancun Agreements. Il principale strumento attuativo sarà un meccanismo nazionale per lo scambio di quote di emissione, ma attualmente è operativo il c.d. GHG/Energy Target management Scheme (TMS) 90, schema pilota attuato nelle more della partenza del sistema ETS nel Il TSM vincola con target settoriali energia, industria, trasporti e settore residenziale. Soggetti obbligati sono enti con emissioni superiori a tco 2 o impianti con almeno tco 2 annue. I soggetti vincolati hanno obblighi di monitoraggio e comunicazione delle emissioni, verificate da enti terzi. Il Target Management System ha impostato l infrastruttura di base per l avvio del vero e proprio emissions trading, definendo un sistema di monitoraggio, verifica e comunicazione delle emissioni da parte degli operatori vincolati, introducendo il concetto di target emissivi e costituendo una preliminare banca dati verificata sulle emissioni dei singoli impianti. 74 Nel maggio 2012 è stato approvato l ETS Act 91, dopo un anno di revisione, e nel novembre 2012 con decreto presidenziale lo schema, che dovrebbe entrare in vigore nel 2015, è stato declinato con un maggior grado di dettaglio. Se lo schema partirà, la Repubblica di Corea sarà il primo Paese non Annex I ad avviare un sistema vincolante di scambio di quote di emissione 92. Caratteristiche generali del sistema L obiettivo finale del sistema di emissions trading coreano, che partirà nel 2015, è la riduzione delle emissioni di gas climalteranti del 30% al 2020 con riferimenti ai livelli Business As Usual. L infrastruttura tecnico-giuridica, tra cui un sistema per il monitoraggio e la reportistica, necessaria per l operatività del sistema, è al momento in costruzione, principalmente attraverso l attuazione del GHG/Energy Target management Scheme (TMS). 90 Cfr. Allegato XXVIII, TAEHEE KIM, Deputy Director, Presidential Committee on Green Growth, Republic of Korea Korea s Policy to Reduce GHGs - Target Management System & Emission Trading Scheme March 2012, Shenzhen. 91 Republic of Korea, Act on allocation and Trading of GHG Emissions and Allowances, May 2, L Emission Trading Law è stata approvata dall Assemblea nazionale nel maggio I passaggi chiave sono stati: Draft Law proposta dal Presidential Committee on Green Growth nel Novembre 2010 ~ febbraio 2011; Consultazione pubblica con i principali stakeholder; aprile 2011 sottoposto all Assemblea nazionale; febbraio 2012 approvata dallo Special Committee on Climate; maggio 2012 approvata nella sessione plenaria della National Assembly. Nel novembre 2012 la legge è entrata in vigore. 92 WORLD BANK (CARBON FINANCE UNIT), Mapping Carbon Pricing Initiatives, P. 71, 2013.

76 L inizio della prima fase dell emissions trading è previsto per il 1 gennaio Ciascuna fase durerà cinque anni, eccetto la prima e la seconda che dureranno tre anni. Il sistema sarà caratterizzato da un meccanismo di compliance, che prevede l assegnazione di un determinato quantitativo di diritti di emissione e penalità in caso di sforamento. Per ogni tonnellata emessa in eccesso a quanto assegnato, il soggetto obbligato dovrà consegnare fino a tre volte il valore di mercato di una quota con un massimale pari a 113 dollari statunitensi per tonnellata di CO 2 eq. Sarà previsto un rigido sistema di monitoraggio, reportistica e verifica (MRV), con verifica da parti terze, mutuato dall infrastruttura TMS. 75 Saranno coperte emissioni da tutti e sei i gas serra indicati dal Protocollo di Kyoto. Prima di poter avviare operativamente il sistema restano da individuare i soggetti sottoposti ad obbligo e formulare il piano di allocazione. È prevista la seguente tabella di marcia: Piano di base per l attuazione dell ETS (Basic Plan of ETS implementation): da definire entro dicembre 2013; Definizione del cap (cap setting): allocazioni settoriali, definizione della regolamentazione del settore elettrico, definizione delle regole per l offset nazionale. Tali misure devono esser emanate entro giugno 2014; Allocazione delle quote ai soggetti obbligati: definizione di una riserva di quote, limiti all uso di offset, Nuovi Entranti, definizione di target nazionali di riduzione, carbon tax ed altre misure di mitigazione; Definizione di misure complementari: standard per veicoli, carbon footprint, etc... Settori inclusi Rientrano nell attuale GHG/Energy Target management Scheme (TMS) i grandi emettitori del settore residenziale, dei trasporti, industrie energivore e il settore dei rifiuti (circa 490 compagnie nel 2011). Soggetti obbligati gli impianti fissi con emissioni superiori alle tco 2 eq. annue nel 2012, ed è prevista una progressiva riduzione dei livelli emissivi nel corso del tempo 94. Il sistema TMS copre il 60% circa delle emissioni complessive del Paese. 93 Sono previste tre fasi: ; ; Progressiva estensione del campo di applicazione del TMS: e.g tco 2 -eq. l anno nel 2013 e tco 2 -eq. l anno nel 2015.

77 Nel 2015 è previsto il passaggio al sistema di emissions trading. L ETS 95 vincolerà impianti fissi con emissioni superiori alle tco 2 eq. l anno o entità (Entity 96 ) con emissioni superiori alle tco 2 - eq l anno. È peraltro possibile la partecipazione volontaria di soggetti privi di obbligo tramite una procedura di tipo opt-in. Allocazione Al momento, GHG/Energy Target Management Scheme (TMS) ha individuato target settoriali, dai quali, nel passaggio all ETS, si andrà verso target individuali per ciascun impianto coinvolto. 76 I diritti di emissione saranno assegnati principalmente a titolo gratuito: il 100% delle quote nel primo periodo è assegnato a titolo gratuito, nel secondo periodo il 97% del totale, infine, meno del 90% nel terzo periodo. L allocazione tramite asta è tuttavia non esclusa. Non sono comunque ancora state definite infrastrutture di trading per lo scambio dei diritti di emissione. Ancora non risultano chiare la modalità per la quantificazione dei diritti da assegnare ai singoli soggetti, ed in particolare se questa debba basarsi su parametri assoluti o basati sull intensità emissiva. Il governo sta valutando la possibilità di far ricorso a benchmark di prodotto 97 per l allocazione gratuita di diritti, in maniera analoga a quanto avviene in Europa nell EU ETS ed in California. Tra i criteri possibili rientrano target settoriali e nazionali, la considerazione delle emissioni storiche (grandfathering), il livello di sviluppo della tecnologia e le prospettive di crescita dell economia. I settori esposti a rischio delocalizzazione produttiva beneficeranno comunque, per la totalità, di distribuzione gratuita sulla base della valutazione dell aggravio di costo derivante dalla partecipazione al sistema e dell esposizione alla concorrenza internazionale, seguendo il metodo adottato nell EU ETS. Meccanismi correttivi del mercato Sono previste misure per la stabilità del mercato per far fronte ad ampie fluttuazioni del prezzo (apprezzamento improvviso o crollo dei prezzi e dei volumi scambiati). Gli strumenti potrebbero consistere in: Previsione di riserve, soglie minime e massime di prezzo, regolamentazione dei quantitativi nei conti degli operatori ed uso di offsets; Banking all interno e tra periodi d impegno; Borrowing all interno dei periodi di impegno sino alla soglia del 10%. 95 YONG-GUN KIM (Korea Environment Institute), Emissions Trading Scheme in Korea, at PMR, Techinical workshop on Putting a Carbon price, 13 marzo 2013, WB, Washington DC. 96 Persona giuridica. Persons, partnership, Organization or Business with a legal and separately identifiable existence, da Business Dictionary. 97 World Bank (Carbon Finance Unit), Mapping Carbon Pricing Initiatives, op. cit., p. 71.

78 Crediti internazionali È consentito l uso di crediti ottenuti dalla riduzione di emissioni al di fuori dei settori coperti dal sistema di emissions trading. Gli offset possono esser generati sul suolo nazionale o internazionale, con le seguenti limitazioni: nel primo e secondo periodo dell ETS ( ; ) sono ammessi solo offset domestici. L uso di crediti è consentito se rispettano gli standard internazionali e comunque entro il limite del 10% del quantitativo d obbligo; solo dalla terza fase è consentito l uso di crediti internazionali, ottenuti da riduzioni di emissioni al di fuori dei confini nazionali. Essi possono essere utilizzati nei limiti del 50% dell uso totale di crediti e se derivanti da riduzioni al di fuori dei settori coperti dal sistema ETS; l uso dei crediti internazionali è consentito nei limiti dei collegamenti con altri mercati del carbonio tramite accordi intergovernativi. 77 Misure complementari Sono previsti incentivi finanziari e crediti d imposta per tecnologie a basso contenuto di carbonio. Governance Presidential Committee on Green Growth (PCGG) istituito nel febbraio 2009; Global Green Growth Institute. II.2 Repubblica Popolare Cinese La Cina è dal 2009 il primo emettitore mondiale di gas climalteranti, superando gli Stati Uniti. Le emissioni pro capite Cina-UE si sono sostanzialmente allineate nel corso degli anni: la Cina è passata da 2,2 tonnellate di CO 2 nel 1990 alle attuali 7,2 tonnellate. Per contro, la UE registra un livello emissivo pro capite pari a 7,5 tonnellate nel Nel 2009, la Repubblica Popolare Cinese ha dichiarato in sede internazionale un obiettivo volontario di riduzione dell intensità carbonica del -40/45% rispetto ai livelli del 2005 entro il 2020 (intensity-based objective) attraverso misure previste nel XII Piano quinquennale per l Economia Nazionale e lo Sviluppo Sociale approvato dall Assemblea Nazionale Popolare il 14 marzo Compito del programma quadro è dettare linee politiche e d indirizzo. Il tema della Green Economy assume un ruolo centrale e si pone al centro delle politiche pubbliche e dello sviluppo scientifico del Paese. L obiettivo di riduzione delle emissioni è dunque posto in misura relativa. Mix energetico, efficienza e

79 riduzione dell intensità carbonica si fondono insieme e sono indicate quali vie per orientare lo sviluppo cinese. Tra le azioni per porre in essere tali obiettivi, si prevede la ristrutturazione dei processi produttivi, afforestazione, risparmio energetico, incentivo alle fonti rinnovabili e miglioramento delle metodologie di misura e monitoraggio dei gas ad effetto serra. Nel 2013, nell ambito dell iniziativa di Banca Mondiale nata per promuovere il mercato del carbonio come strumento di policy clima-energia nei paesi emergenti (Partnership for Market Readiness), la Cina ha chiesto un contributo di 8 milioni di dollari per il lancio di un sistema di Emissions Trading nazionale. Nel medesimo contesto ha annunciato l imminente lancio di 7 programmi pilota nelle municipalità di Tinajin, Shanghai, Chongquing, Beijing, nella zona economica speciale di Shenzhen e nelle provincie di Hubei e Guangdong 98, già finanziati con fondi governativi e locali per 66 milioni di dollari. 78 Il sistema in programma in Cina si ispira all EU ETS, ma prende spunti anche da altri modelli, come quello californiano ed il modello australiano. L emissions trading cinese focalizza l attenzione sul settore della produzione di energia elettrica e delle c.d. State-owned Enterprise (SOE), e prevede meccanismi di stabilizzazione del prezzo del carbonio, anche in considerazione del fatto che il sistema energetico cinese, responsabile per il 40% delle emissioni complessive a livello nazionale, è dipendente fortemente dal carbone. Per la sua realizzazione, la Cina sta inoltre ricevendo supporto bilateralmente da Unione europea, Norvegia, Germania, Australia e Giappone, senza contare le numerose collaborazioni passate, inclusa quella con l Italia (sia a livello governativo, sia con soggetti privati), nell ambito del Clean Development Mechanism istituito in ambito Kyoto. Caratteristiche del Sistema ETS cinese Il sistema ETS cinese dovrebbe essere operativo a partire 2015, dopo la conclusione della fase di sperimentazione. Il sistema prenderà spunto dalle esperienze locali per poi essere esteso a tutto il territorio della Repubblica 99. Le notizie più recenti indicano che uno schema puntuale del sistema sarà contenuta nel XIII piano quinquennale cinese, che dovrebbe coprire il quinquennio Beijing, Shanghai, Tianjin e Guangdong hanno ultimato le regole che definiscono il trading delle quote, sia pure in forma di bozza. Beijing, Shanghai e Shenzhenn avrebbero completato il sistema di MRV, l impianto regolatorio, il programma di allocazione e definito il cap entro quest anno, secondo quanto riportato nel corso della PA 5, tali province dovrebbero lanciare i propri sistemi ETS. Tali iniziative sono finanziate dai governi locali e dal governo centrale cinese. 99 Building Block 1 della proposta MRP.

80 Non è ancora chiaro quali saranno le caratteristiche del sistema e la sua effettiva portata, soprattutto in termini di comparabilità rispetto ai sistemi esistenti (incluso l EU ETS). Sono ancora allo studio tutti i principali elementi strutturali del futuro sistema, dai gas da includere, ai soggetti sottoposti ad obbligo, alla metodologie per individuare il cap del sistema. Per questo elemento in particolare si stanno considerando diversi approcci e si sta tenendo in considerazione il coordinamento con altre politiche già attuate nel paese. Manca ancora una base di dati dalla quale partire, ma sulla quale la Cina sta lavorando con il supporto della comunità internazionale e a partire delle esperienze maturate in ambito locale. 79 Settori inclusi L estensione settoriale è tra gli elementi ancora allo studio. Un report analitico e di proposta per uno Schema nazionale di Emissions Trading è atteso entro il Il settore della generazione elettrica (power sector) e alcune delle Compagnie di Stato (SOE) dovrebbero essere incluse nel sistema. Le SOE che hanno un forte ruolo nell economia cinese 100, rientrano tra le principali fonti emissive di gas climalteranti. Le imprese di Stato sono peraltro già oggetto di studio per l inclusione nei progetti pilota ETS in varo a livello locale. L attività che la Cina intende portare avanti, anche grazie al finanziamento della PMR, è finalizzata allo studio delle caratteristiche delle SOE per individuare quelle che più proficuamente potrebbero essere incluse nell ETS. Allocazione quote di emissione La Cina sta considerando tutte le metodologie utilizzate nell ambito di meccanismi cap and trade per l assegnazione dei diritti di emissione, dal cosiddetto grandfathering, che prende in considerazione i dati emissivi storici dei singoli impianti soggetti agli schemi, a meccanismi di benchmarking tecnologico, più adatti a stimolare l uso di specifiche tecnologie, ma anche meccanismi competitivi come le aste onerose. 100 Le State-owned Enterprises (SOE), sono imprese il cui unico o principale azionista è lo Stato. Nel complesso risultano imprese cinesi, di cui sono campioni nazionali. Negli ultimi anni, perlopiù nei settori dell immobiliare, della finanza e della comunicazione, si sta assistendo ad una concentrazione e consolidamento delle SOE. Le SOE benché si stiano riducendo in termini numerici dall avvio delle politiche di liberalizzazione in Cina, hanno un peso pari a circa un terzo dell economia nazionale dei settori secondario e terziario. Esse peraltro godono di prestiti dalle banche cinesi a tassi agevolati, sussidi e specifici trattamenti fiscali. Cfr. Economist, State-owned enterprises - The state advances, The State s grip on the economy has been tightening. Could foreign pressure persuade the new leadership to reverse course? Oct 6th 2012, Shanghai. Le SOE costituiscono il 4,8% del totale delle imprese in Cina ma il 43,8% degli asset. Anche la dimensione media è notevolmente maggiore di quella delle imprese private: 15,5 volte nel settore industriale.

81 Una decisione finale sarà presa solo a valle dell individuazione dei settori da coinvolgere e ad essa sarà collegata anche la scelta rispetto agli strumenti di gestione delle assegnazioni (registri che potrebbero essere gestiti a livello locale o nazionale). Governance Lo sviluppo di un sistema di mercato del tipo ETS è già in nuce nel National Plan on Addressing Climate Change ( ). La decisione su Enhancement of Work on Addressing Climate Change che sottolinea l importanza dell ETS è stata sottoposta al Consiglio di Stato per approvazione. Nella bozza di legge in materia di climate change in corso di definizione (Climate Change Law), il carbon trading è considerato una parte importante di tale legislazione. Il carbon trading è inoltre stato menzionato nel report sul Work of Governent presentato dal Premier Wen Jiabao nel XII Piano quinquennale. Infine, è stato citato anche lo strumento della carbon tax sebbene in concreto non esistono al momento precisi programmi calendarizzati e non è ancora chiara la volontà politica in tale contesto, tuttora in corso di studio e coordinamento. 80 Sotto il profilo istituzionale, il Consiglio di Stato (State Council) è l organo esecutivo della Repubblica popolare; il National Development Reform Commission (NDRC) può essere considerata quale una sorta di super-agenzia governativa, alle dipendenze del Consiglio di Stato con il compito di formulare ed attuare le strategie per lo sviluppo economico e sociale, dettare le linee guida generali collaborando in stretta sinergia con il Ministero della Scienza e delle Tecnologie per la definizione di un piano programmatico per lo sviluppo di tecnologie eco-sostenibili. L Assemblea Nazionale Popolare (ANP) e lo Standing Committee della stessa operano in quanto organo legislativo della Repubblica popolare. In particolare, la NDRC sembra porsi quale Agenzia governativa responsabile dell attuazione, gestione ed operatività dell ETS cinese. All atto della richiesta di finanziamento rivolta alla comunità internazionale per l attuazione dell ETS nazionale, la Cina ha indicato l intenzione di rafforzare il coordinamento con i Ministeri competenti, con gli attori governativi locali e gli stakeholder chiave. Il sistema di gestione tecnico-amministrativo del futuro ETS e l autorità nazionale competente saranno comunque individuati tenendo conto delle esigenze di coordinamento con tutte le agenzie governative rilevanti. Si prevede perciò che il percorso possa richiedere fino al 2015.

82 II.3 India La Repubblica d India non rientra tra i paesi di storica industrializzazione (c.d. Paesi Annex I nel quadro del Protocollo di Kyoto) e dunque è priva di target internazionali vincolanti in termini emissivi. L India è stata, però, un attiva partecipante del Clean Development Mechanism (CDM), istituito dall art. 12 del Protocollo di Kyoto. Al 30 agosto 2010 l India, infatti, contava 520 progetti CDM registrati. Il gigante asiatico è stato inoltre il primo Paese emergente a pubblicare il proprio inventario delle emissioni. Inoltre il Paese ha annunciato un imposta (c.d. clean energy cess) sul carbone, monetizzabile in Rs. 50 (~USD 1) per tonnellata, ed applicabile al carbone prodotto internamente ed a quello importato. Il ricavo è diretto al National Clean Energy Fund usato per scopi di ricerca, su progetti innovativi in clean energy technologies e programmi ambientali L India ha annunciato nel 2008 il National Action Plan on Climate Change (NAPCC). Il piano pone obiettivi in termini di efficienza energetica e promozione delle rinnovabili quali fondamento della crescita sostenibile. Due sono i meccanismi di mercato previsti dal governo indiano per raggiungere tali obiettivi: Renewable Energy Certificate Scheme (REC); Perform Achieve and Trade (PAT). Il primo schema, lanciato nel marzo 2011, mira al raggiungimento dell obiettivo del Renewable Purchase Obligation (RPO), ovvero il 5% della generazione elettrica nazionale da fonte rinnovabile. Tale quota aumenta dell 1% annuo nell arco di dieci anni. I produttori di energia elettrica da rinnovabili possono vedersi riconosciuti Renewable Energy Certificates (REC) 102 che potranno esser acquistati all asta, mensilmente, dai soggetti obbligati. Le piattaforme di scambio sono la India Energy Exchange (IEX) e Power Exchange India Ltd (PXIL). Il meccanismo mira a favorire transazioni su base nazionale in maniera da incrociare la disponibilità di talune regioni ad alto potenziale di generazione da energia elettrica e il fabbisogno di altre regioni a minor potenziale. Il meccanismo prevede prezzi soglia e prezzi massimi di contrattazione dei titoli REC per dare certezza agli investitori e costituire un meccanismo alternativo ai CDM, i cui crediti CER incontreranno, rebus sic stantibus, restrizioni alla fruibilità nella terza fase del sistema EU ETS, principale mercato e domanda di crediti internazionali. Il Perform Achieve and Trade (PAT) 103 copre 8 settori industriali ad alta intensità energetica: termoelettrico, acciaierie e siderurgia, cementifici, fertilizzanti, alluminio, tessile, cartiere e cartone e 101 L Electricity Act 2003 cerca di coordinare in misura ottimale lo sviluppo del power sector in India. L atto riconosce il ruolo delle rinnovabili nel National Electricity Policy del Paese (emanate dal governo nel 2005) e contiene disposizioni precise per lo sviluppo delle rinnovabili. L atto è stato completato dal 2006 Tariff Policy che dispone che le State Electricity Regulatory Commissions (SERCSs) acquistano una percentuale minima di energia elettrica da rinnovabili REC = 1 MWh di elettricità generate da fonte rinnovabile. 103 I dati e le considerazioni qui presenti sono state elaborate considerando la presentazione dello schema effettuata in occasione dell Assemblea delle Parti di Colonia (Maggio 2012), nell ambito del contest PMR. Da allora, non si registrano novità.

83 processi cloro-soda. Dal primo aprile 2012 specifici impianti energivori hanno determinati target di consumo energetico, espressi in tonnellate di olio equivalente (toe). Tali industrie pesano per il 25% dell economia indiana per il 45% del consumo energetico indiano 104. Le imprese che registrano migliori performance e riducono i consumi sotto i target prefissati 105 ricevono Energy Efficiecy Certficates (ESCerts) che possono esser commerciati bilateralmente o attraverso le due già menzionate piattaforme di scambio. L ente regolatore responsabile è il Bureau of Energy Efficiency del Ministry of Power indiano, sotto la supervisione del Central Electricity Regulatory Commission. Un primo ciclo di compliance è iniziato il primo aprile 2012 e terminerà il 31 marzo Il PAT mira a ridurre nel primo ciclo di compliance 6,6 mtoe e ridurre 26,21 mt CO 2 eq. Attraverso il supporto della PMR, iniziativa di Banca Mondiale, l India mira ad espandere l ambito di applicazione del PAT. 82 Governance Il Governo d India ha istituito l Expert Group on Low Carbon Strategy for Inclusive Growth. Il gruppo ha il mandato di sviluppare una roadmap per uno sviluppo a basso contenuto di carbonio per la Repubblica dell India. Tali indicazioni sono centrali nella definizione dei piani quinquennali ed in particolare del dodicesimo piano quinquennale che è entrato in vigore nel Il Governo ha inoltre istituito un Advisory Council on Climate Change, presieduto dal Primo Ministro. Il Consiglio ha la rappresentanza dei principali stakeholder, incluso il governo, il settore industriale, la società civile e definisce le linee guida per l azione nel settore del Climate Change. Fornisce guida in materia di negoziati internazionali, inclusi rapporti bilaterali, multilaterali e programmi di collaborazione, ricerca e sviluppo. Il Consiglio rendiconta periodicamente sui progressi registrati. 104 WORLD BANK, State and Trends of the carbon market, op. cit., p WORLD BANK, State and Trends, op. cit., Annex 7, p 121; Specific Energy Consumption (SEC) Target, per ogni Designated Consumer, definite come percentuale del livello di baseline per ciascuna DC. L obiettivo complessivo è la riduzione complessiva del 4,2% dei consumi energetici pari a 6,6 m toe.

84 II.4 Un breve sguardo d insieme agli altri Paesi Negli ultimi anni, anche paesi di più recente industrializzazione o in via di sviluppo hanno iniziato ad adottare misure interne per la lotta contro il cambiamento climatico. Oltre ai sistemi già analizzati in dettaglio nei paragrafi precedenti, si è ritenuto interessante dare una visione d insieme sulle iniziative che sono nate o sono in procinto di sviluppo in altri paesi, molti dei quali hanno scelto meccanismi di mercato. In particolare Bielorussia, Cile, Kazakhstan, Sud Africa, Tailandia, Ucraina e Vietnam stanno valutando la possibilità di dotarsi di un meccanismo di emissions trading. 83 Tabella 9: Iniziative degli Emergenti verso la predisposizione di readiness components e schemi ETS in costruzione Fonte: WB, State and Trends of the carbon markets, 2012

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