Prospettive della tassazione della Digital economy

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1 GRUPPO TELECOM ITALIA Prospettive della tassazione della Digital economy Costanzo Perona Milano, 27/2/2014

2 GRUPPO TELECOM ITALIA SUMMARY E commerce e localizzazione del reddito BEPS Addressing Base Erosion and Profit Shifting Action plan OCSE Introduzione della Web tax in Italia Iva commercio elettronico diretto: nuovo regime UE dal

3 E - commerce L'insieme delle transazioni effettuabili per via telematica in relazione alle prestazioni di servizi e alla cessione di beni Nel commercio elettronico indiretto, l operazione si conclude per via telematica, mentre la consegna fisica del bene segue i tradizionali canali. Il commercio elettronico diretto si configura nel caso in cui, oltre all'ordine, si proceda anche alla consegna telematica del prodotto e/o servizio (bene digitale: il bene oggetto della transazione si smaterializza) La trasmissione per via telematica consente di scindere il bene immateriale dal suo supporto materiale (ad esempio, la cessione di prodotti editoriali quali libri, giornali, nonché prodotti video o cinematografici, discografici) Il bene quindi è trasferito attraverso l'utilizzo dell ICT, in programmi o file contenenti il bene stesso. 3

4 GRUPPO TELECOM ITALIA Localizzazione del reddito Si consideri il seguente esempio: 1. Una società (ubicata in un paese a bassa tassazione) vende software o contenuti digitali (ad esempio, MP3) 2. Tramite internet: Riceve l ordine da un cliente italiano Riceve il pagamento Rende il prodotto (bene digitale) disponibile per il download Problema: dove si localizza il reddito? Il fornitore non ha alcuna presenza fisica in Italia, né personale né materiale, e il contratto è stato concluso in un luogo virtuale; la fisicità (se mai configurabile) del contratto risiede presso il server localizzato all estero 4

5 Esempio di delocalizzazione servizi Internet in Europa Una società fornisce gratuitamente agli utenti internet i servizi del proprio motore di ricerca Realizza i propri ricavi vendendo spazi pubblicitari e gerarchie di ricerca ad imprese È localizzata in Irlanda; presso i singoli stati europei ha solo subsidiaries (di relativamente limitate dimensioni) che studiano il mercato locale, promuovono i servizi, ma non sottoscrivono contratti: i potenziali clienti vengono indirizzati verso la società Irlandese. Attualmente, il ricavo è attribuito in Irlanda. 5

6 Crisi del concetto storico di stabile organizzazione Il processo di spersonalizzazione e di delocalizzazione dei rapporti commerciali tramite Internet ha mandato in crisi la stessa idea di "luogo di produzione del reddito" e di "stabile organizzazione Quest ultima risulta fondata nella old economy sulla presenza di strutture materiali e/o personali dell impresa, nel territorio di un altro Stato. Le crescenti potenzialità dell e-commerce nell economia mondiale e le presumibili influenze che questo può esercitare sul mercato impongono, quindi, una completa rivisitazione (anche in termini definitori) delle problematiche tributarie attinenti ai nuovi scenari tecnologici 6

7 Crisi del concetto storico di stabile organizzazione La crisi del concetto di stabile organizzazione dovuta all evolvere della tecnologia e alla virtualizzazione dell economia, pone problematiche soprattutto nella ripartizione del reddito complessivo (worldwide) delle multinazionali. Per questo motivo, nel novembre 2012 il G20 ha richiesto all OCSE uno specifico approfondimento: Il report BEPS Addressing Base Erosion and Profit Shifting viene pubblicato dall OCSE nel febbraio 2013, con il primo obiettivo di evidenziare le aree di criticità Nel luglio 2013 è stato diffuso un piano action plan con le linee guida di soluzione, elaborate nel frattempo nell ambito di un confronto internazionale. Anche in ambito UE è stata costituita una commissione dedicata allo studio delle problematiche in argomento 7

8 BEPS Addressing Base Erosion and Profit Shifting Il report identifica i seguenti principali punti critici : Disomogeneità internazionale nella identificazione di tipologie di imprese e strumenti Necessità di una maggiore specificità delle norme dei trattati in relazione ai profitti derivanti dal commercio elettronico In particolare il transfer pricing, soprattutto in relazione allo spostamento di intangibles (diritti dell ingegno vengono spesso localizzati in paradisi fiscali) nonché altre operazioni infragruppo quali indebitamento, assicurazioni etc L efficacia delle misure anti elusione La possibilità attualmente concessa - di adottare regimi e schemi di tassazione harmful, quali quelli già descritti 8

9 BEPS Addressing Base Erosion and Profit Shifting Oltre a quanto elencato, il focus dell OCSE mira soprattutto a: rafforzare normative e prassi sui trasferimenti intercompany (in particolare verso paesi a bassa fiscalità) di Intangibles e proprietà intellettuale Normativizzare un concetto di PE virtuale, e non solo fisica/materiale 9

10 Action plan OCSE/1 Address the tax challenges of the digital economy (Identificare le sfide della digital economy: unificare l impegno sul fronte delle imposte dirette e indirette; ridefinire I criteri di localizzazione del reddito) Neutralize the effects of hybrid mismatch arrangements (neutralizzare gli artifici che portano a doppie esenzioni/doppie deduzioni) Strengthen CFC rules Limit base erosion via interest deductions and other financial payments Counter harmful tax practices, taking into account transparency and substance Prevent treaty abuse - Prevent the artificial avoidance of PE status 10

11 Action plan OCSE/2 Assure that transfer pricing outcomes are in line with value creation: intangibles - risks and capital Establish methodologies to collect and analyse data on BEPS and the actions to address it Require taxpayers to disclose their aggressive tax planning arrangements Re-examine transfer pricing documentation Make dispute Resolution mechanisms more effective - Develop a multilateral instrument 11

12 Action plan OCSE/3 In tema di contenuti relativi alla documentazione del transfer pricing, l OCSE ha recentemente diffuso un DISCUSSION DRAFT ON TRANSFER PRICING DOCUMENTA-TION AND CbC REPORTING dove è ipotizzato un Model Template of Country-by-Country Reporting - Overview of allocation of income, taxes and business activities on a country-by-country basis Gli elementi più significativi inseriti nella proposta di nuova reportistica sono (per ogni pase e singola società): 1. Luogo di direzione effettiva 2. Ricavi 3. Ebit 4. Imposte pagate 5. Capitale sociale e utili non distribuiti 6. Costo del lavoro 7. Immobilizzazioni materiali 8. Interessi e royalties 12

13 Introduzione della Web tax in Italia La norma è stata introdotta dalla legge di stabilità per il 2014: come vedremo, è stata quindi oggetto di critiche e rinvii Servizi pubblicitari online e transfer pricing Le società che operano in Italia nel settore della raccolta di pubblicità on-line o dei servizi ad essa correlate devono determinare il valore normale dei prezzi di trasferimento utilizzando indicatori di profitto diversi da quelli applicabili ai costi sostenuti per la propria attività. Le società italiane possono comunque fare ricorso alla procedura di ruling internazionale per raggiungere un accordo sulle transazioni inter-company (APA) con le autorità fiscali. Il pagamento dei servizi di pubblicità on-line e dei servizi ausiliari deve avvenire mediante l utilizzo di bonifico bancario o di altri strumenti di pagamento che consentano la tracciabilità delle operazioni, inclusa l identità del beneficiario 13

14 Introduzione della Web tax in Italia Servizi pubblicitari online e IVA A partire dal 1 luglio 2014, i soggetti passivi IVA italiani che intendano acquistare servizi pubblicitari (e link sponsorizzati) online, anche attraverso centri media e operatori terzi, sono obbligati ad acquistarli da soggetti titolari di una partita iva italiana. Gli spazi pubblicitari online e i link sponsorizzati che appaiono nelle pagine dei risultati dei motori di ricerca (cosiddetti servizi di search advertising), visualizzabili sul territorio italiano, durante la visita di un sito internet o la fruizione di un servizio online attraverso rete fissa o rete e dispositivi mobili, devono essere acquistati esclusivamente attraverso soggetti quali editori, concessionarie pubblicitarie, motori di ricerca o altro operatore pubblicitario,titolare di partita iva italiana La disposizione si applica anche nel caso in cui l'operazione di compravendita sia stata effettuata mediante centri media, operatori terzi e soggetti inserzionisti. 14

15 Introduzione della Web tax in Italia L'obbligo a cui punta la norma riguarderebbe, comunque, le transazioni tra imprese o comunque tra operatori economici soggetti passivi Iva (gli scambi business to business). Tale norma è stata tuttavia rinviata sino a tutto giugno 2014, in seguito a ampie discussioni e alla necessità di una verifica di legittimità in sede comunitaria (non sono viceversa stati rinviati l obbligo di pagamento con bonifico e i criteri di determinazione del transfer price ammessi) (il 12 febbraio è stato approvato alla Camera un ordine del giorno che impegna il Governo non semplicemente al rinvio ma anche all'abrogazione della imposta) L obbligo di acquistare solo da soggetti con partita IVA italiana sembra contrastare con l impianto di principio e normativo della Unione Europea 15

16 WEB tax (approccio allo studio in Francia) Colin and Collin Report: pubblicato in Francia nel 2013, fornisce alcune proposte per affrontare il tema della tassazione della digital economy (con specifico riferimento alle tematiche BEPS). In sintesi, il report suggerisce le seguenti soluzioni: Imposizione diretta: dovrebbe essere riconosciuta una PE quando un soggetto conduce un business in un determinato paese tramite l utilizzo di dati raccolti tramite il sistematico monitoraggio degli utenti Internet di quel paese (vale a dire: la raccolta di dati e il data base che ne deriva non è una attività ancillare e secondaria, ma anzi è il cuore del digital business) 16

17 Internet tax (approccio allo studio in Francia) Imposizione indiretta: le norme IVA comunitarie sul luogo di prestazione che, dal 2015, prevedono per i servizi B2C in esame il luogo di residenza del consumatore, condurranno a una migliore distribuzione del relativo gettito, legato al luogo di consumo (si vedano le prossime slide) Ciononostante, il report propone comunque di tassare la raccolta, l archiviazione e l impiego di dati relativi a utilizzatori del web, qualora tale attività sia praticata con continuità e sistematicità in relazione ai residenti di un determinato territorio. 17

18 Iva attuale regime commercio elettronico diretto In questo caso le cessioni sono considerate, ai fini IVA, prestazioni di servizi. Pertanto tutte le operazioni telematiche, siano esse prestazioni di servizi in senso stretto, ovvero cessioni di beni virtuali, rappresentano ai fini IVA prestazioni di servizi. Questo principio crea una dicotomia tra trattamento fiscale in caso di commercio elettronico diretto e indiretto. In altre parole, la cessione del medesimo bene, a seconda che esso sia "materiale" o "immateriale" può determinare un differente trattamento fiscale 18

19 Iva attuale regime commercio elettronico indiretto Nel commercio elettronico indiretto, la cessione ai fini IVA viene assimilata alle vendite per corrispondenza, con applicazione delle relative norme. Esempio: cedente comunitario - acquirente privato residente U.E. Se il cedente supera nel corso dell'anno e nello Stato di residenza dell'acquirente privato una determinata soglia, l operazione si considera effettuata in tale ultimo Stato (il cedente dovrà quindi assolvere ai propri obblighi in materia di IVA). Se non supera illimite potrà continuare ad assoggettare l'operazione ad IVA nazionale. acquirente comunitario - cedente extracomunitario In questo caso l'operazione si configura come un'importazione tramite posta (IVA da assolvere in Dogana). 19

20 Iva servici di TLC, broadcasting e commercio elettronico diretto dal 2015 Dal 1 gennaio 2015 il luogo di prestazione di tutti i servizi di telecomunicazione, broadcasting e servizi digitali a privati consumatori sarà lo Stato membro dove si trova il consumatore, anziché lo stato membro dove è stabilito il fornitore. 20

21 Iva servici di TLC, broadcasting e commercio elettronico diretto dal 2015 Il cambiamento citato conduce il regime IVA di questi servizi verso i principi base dell imposta stessa, : quale imposta al consumo, l IVA sarà raccolta dal Paese membro dove avviene il consumo stesso. L impulso al cambiamento è derivato anche dal fatto che le attuali regole avevano indotto molti operatori a localizzarsi nei Paesi membri con minore aliquota IVA, con evidente svantaggio dei paesi in cui avveniva il consumo. 21

22 Iva servici di TLC, broadcasting e commercio elettronico diretto dal 2015 Per i servizi di telecomunicazione mobili, forniti mediante l utilizzo di SIM card, si presume che il cliente sia stabilito abbia l indirizzo permanente abbia la residenza abituale nel Paese identificato dal prefisso nazionale della SIM utilizzata per la ricezione di tali servizi A partire dal 1 gennaio 2015, per i servizi di telecomunicazione resi da linea fissa a clienti privati (non titolari di Partita IVA) si presume che il destinatario sia stabilito, abbia il suo indirizzo permanente o la sua residenza abituale nel luogo in cui è installata la linea terrestre fissa 22

23 Iva servici di TLC, broadcasting e commercio elettronico diretto dal 2015 Per i servizi per i quali è necessario utilizzare un decoder o un analogo dispositivo o una scheda di ricezione e senza che sia usata una linea terrestre fissa, si presume che il destinatario sia stabilito, abbia il suo indirizzo permanente o la sua residenza abituale nel luogo in cui il decodificatore o l analogo dispositivo è installato o, se questo non è noto, nel luogo in cui la scheda di ricezione è inviata al fine di essere ivi utilizzata 23

24 Iva servizi VAS Lo schema dell «undisclosed agent» (mandato senza rappresentanza) corrisponde al nostro contratto di commissione e equivale (agli effetti dell IVA, in forza di una finzione giuridica) nella formula del «buy and sell» da parte dell operatore telefonico. Il contenuto offerto sulla rete viene trattato come se fosse comprato e rivenduto dall operatore di Tlc, con la conseguenza che tutti gli adempimenti IVA verso il cliente finale fanno capo all operatore di Tlc Lo schema del «disclosed agent» (mandato con rappresentanza) equivale sostanzialmente al nostro contratto di agenzia. Secondo tale schema, quindi, gli obblighi IVA, relativamente al contenuto fornito tramite la rete, fanno capo al Service provider che, quindi, dovrà, se richiesto, emettere fattura direttamente nei confronti del cliente finale. L operatore di Tlc svolge prevalentemente la funzione di collettore dei pagamenti che, poi, rigira al service provider (trattenendo una commissione). 24

25 Iva servizi VAS Con riferimento all operatore di Tlc che opera come «disclosed agent», in ambito comunitario, uno schema di fatturazione che sembra funzionare bene, ai fini del corretto trattamento IVA, è quello belga, noto come addebito «below the line», che prevede la possibilità di evidenziare in un apposita sezione della fattura (appunto «below the line»), l addebito dei corrispettivi per i contenuti scaricati dalla rete, per i quali l operatore di Tlc agisce come collettore dei relativi pagamenti, senza assumere alcun obbligo, ai fini IVA, verso il cliente finale. Gli obblighi IVA verso il cliente finale (es., emissione della fattura, se richiesto) faranno capo al Service provider. 25

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