Digital edition. PMI: finanziamenti e contributi per acquisto impianti e macchinari

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1 Digital edition 8,50 euro + iva Aggiornata con la legge di conversione 22 dicembre 2011, n. 214 DECRETO FARE PMI: finanziamenti e contributi per acquisto impianti e macchinari Ampliamento della platea dei soggetti tenuti al versamento della c.d. Robin Tax Le novità in materia di edilizia Dilazione dei ruoli, espropriazione esattoriale e ipoteca: cosa cambia Mediazione obbligatoria: reintroduzione dell obbligatorietà in alcune materie

2 QUESTO EBOOK È UN'ANTEPRIMA GRATUITA Per ordinare la versione integrale utilizzare il link SHOPWKI.it o rivolgersi all agente di zona PROPRIETÀ LETTERARIA RISERVATA 2013 Wolters Kluwer Italia S.r.l Strada I, Palazzo F Milanofiori Assago (MI) ISBN: Il presente file può essere usato esclusivamente per finalità di carattere personale. I diritti di commercializzazione, traduzione, di memorizzazione elettronica, di adattamento e di riproduzione totale o parziale con qualsiasi mezzo sono riservati per tutti i Paesi. La presente pubblicazione è protetta da sistemi di DRM. La manomissione dei DRM è vietata per legge e penalmente sanzionata. L elaborazione dei testi è curata con scrupolosa attenzione, l editore declina tuttavia ogni responsabilità per eventuali errori o inesattezze.

3 Costituzione e organi delle associazioni sportive Associazioni sportive 3 SOMMARIO Decreto Fare I Prefazione... 5 Finanziamento e contributi per l acquisto di impianti e macchinari da parte delle PMI di Emanuela Fusa... 7 II Estensione dell addizionale Ires a partire dal 2014 di Antonio Mastroberti III IV V VI Novità urbanistiche e ricadute fiscali di Stefano Baruzzi Abrogata la responsabilità solidale per l Iva negli appalti di Alessandro Borgoglio Novità in materia di dilazione dei ruoli di Alfio Cissello Novità in materia di espropriazione esattoriale e ipoteca di Alfio Cissello VII Le nuove norme in tema di concordato preventivo di Giuseppe Bersani VIII Mediazione obbligatoria di Luigi Tommasi IX X Novità in materia di lavoro e previdenza di Luca Mamone Le altre novità fiscali di Luisa Corso ed Emanuele Greco D.L. 21 giugno 2013, n Nota Equitalia 1 luglio Bibliografia... 97

4 4 Associazioni sportive Costituzione e organi delle associazioni sportive Servizio Clienti Il numero telefonico dell Ufficio Abbonamenti è: ( 0, IVA a min. da rete fissa senza scatto alla risposta, da rete mobile il costo dipende dall'operatore utilizzato) Fax Una copia 8,50 Arretrato 10,00. Stampa: ROTO 2000 S.p.A., Via Leonardo Da Vinci, 18/20, Casarile (Milano) Tutti i prezzi sono Iva inclusa. Fascicolo incluso nel prezzo dell abbonamento alla rivista il fisco rinnovato anticipatamente Concessionaria esclusiva per la distribuzione nelle edicole m-dis Distribuzione Media S.p.A., Milano, Via C. Cazzaniga, 19; Tel Pubblicità: DB consulting S.r.l. Events & Advertising - Sede legale: Via Monte Bianco, 16/I Monza (MI) - Sede Operativa: Via L. Gasparotto, Varese - Tel (ric. aut.) - Fax Registrazione presso il Tribunale di Roma n del 22 dicembre 1976 Iscrizione al R.O.C. n del 2005 Editore: Wolters Kluwer Italia S.r.l., Viale Maresciallo Pilsudski, Roma Direttore responsabile: Giulietta Lemmi Redazione: Viale Maresciallo Pilsudski, Roma Tel Fax Rivista fondata nel

5 Costituzione e organi delle associazioni sportive Associazioni sportive 5 PREFAZIONE I l D.L. 21 giugno 2013, n. 69 (c.d. Decreto Fare ) è stato pubblicato sul Supplemento Ordinario n. 50 della Gazzetta Ufficiale 21 giugno 2013, n. 144 ed è entrato in vigore il giorno successivo; il primo provvedimento a largo raggio del Governo Letta contiene alcune misure finalizzate al rilancio dell economia. Tra queste, si segnalano gli interventi volti a facilitare l accesso al credito delle piccole e medie imprese (c.d. PMI ), da una parte, mediante il rafforzamento del fondo di Garanzia in funzione di contrasto al ciclo economico e, dall altra, mediante la concessione di finanziamenti e di un contributo per il pagamento degli interessi alle PMI che si propongono di acquistare nuovi impianti e macchinari ad uso produttivo. Sul fronte fiscale, rilevano, tra l altro, l ampliamento della platea di soggetti tenuti al versamento della c.d. Robin Tax, ovvero l addizionale Ires dovuta dalle imprese di rilevanti dimensioni o- peranti nei settori del petrolio e dell energia, nonché il superamento del regime di responsabilità solidale tra committente, appaltatore e subappaltatore per i versamenti Iva, ma non per le ritenute fiscali sui redditi di lavoro dipendente. Inoltre, per effetto delle modifiche apportate alla relativa disciplina, l imposta sulle operazioni su strumenti derivati, nonché l imposta sulle operazioni ad alta frequenza concernenti strumenti finanziari derivati e valori mobiliari troveranno applicazione alle transazioni concluse a decorrere dal 1 settembre 2013; vengono inoltre prorogati i termini per il versamento della c.d. Tobin tax. Si ricorda che il decreto in oggetto ha altresì stabilito l eliminazione della tassa annuale sul possesso delle imbarcazioni fino a 14 metri e la riduzione degli importi della tassa per le imbarcazioni da 14,01 a 20 metri. Per quanto riguarda l edilizia, occorre notare come la nuova definizione di interventi di ristrutturazione edilizia di cui alla lett. d) dell art. 3 del D.P.R. n. 380/2001 determini ripercussioni sulla detrazione Irpef del 36% (elevata al 50% per le spese sostenute dal 26 giugno 2012 al 31 dicembre 2013). In materia di riscossione, si annoverano modifiche relative alla dilazione dei ruoli o dei crediti derivanti da accertamenti esecutivi, oltre che ai limiti all espropriazione immobiliare. Ulteriori novità riguardano il concordato preventivo, con particolare riferimento alla disciplina della domanda in bianco, ovvero con riserva del successivo deposito del piano, della proposta e della relativa documentazione. Non mancano misure volte ad incidere sui tempi della giustizia civile e migliorarne l efficienza, tra le quali rientra la reintroduzione dell obbligatorietà della mediazione, con esclusione delle controversie per danni da circolazione di veicoli e natanti.

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7 Agevolazioni alle PMI Decreto Fare 7 Capitolo I Finanziamento e contributi per l acquisto di impianti e macchinari da parte delle PMI di Emanuela Fusa Il D.L. Fare si focalizza sulle piccole e medie imprese, rafforzando il fondo di garanzia ad esse dedicato e introducendo un finanziamento agevolato per l acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature (una sorta di nuova Legge Sabatini). Con riferimento a tale agevolazione, si evidenzia che il finanziamento a tasso agevolato è affiancato da un contributo sugli interessi relativi al finanziamento. 1. Premessa Con il D.L. n. 69 del 21 giugno 2013 ( Decreto del Fare ) in vigore dal 22 giugno 2013, sostanzialmente il Governo ha cercato (o meglio sta cercando) di rilanciare la crescita economica. Molteplici sono le aree relative agli interventi: fisco, giustizia, edilizia, nautica, lavori pubblici, energia, ecc. Il tessuto industriale del nostro Paese è principalmente rappresentato dalle piccole e medie imprese (PMI). Queste, se da una parte potrebbero essere in grado di generare più posti di lavoro rispetto alle grandi, dall altra sono più vulnerabili; la crisi economica influisce infatti negativamente sulla domanda dei prodotti e dei servizi, sulla capacità delle imprese (soprattutto delle PMI) di ottenere credito dalle banche e sui conseguenti pagamenti ai clienti. In una simile situazione è chiaro come sia fondamentale cercare di ripristinare la crescita economica attraverso politiche adeguate. Tra le diverse misure volte a promuovere la crescita delle PMI, il D.L. n. 69/2013 ha previsto anche un nuovo sostegno finanziario (art. 1) e il bonus per gli acquisti di macchinari, impianti ed attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo (art. 2). 2. Rafforzamento del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese (art. 1) Il Fondo di garanzia per le PMI è operativo dal 2000, istituito con la L. n. 662/1996 (art. 2, comma 100, lettera a). Il Fondo dovrebbe favorire l accesso delle PMI alle fonti finanziarie attraverso la concessione di una garanzia pubblica che affianca e spesso sostituisce le garanzie reali portate dalle imprese. In pratica le imprese rivolgendosi al Fondo centrale di Garanzia non ottengono un contributo in denaro bensì possono ottenere finanziamenti sugli importi garantiti dal Fondo senza garanzie aggiuntive, come fidejussioni o polizze assicurative che, indubbiamente, comporterebbero importanti oneri. I soggetti beneficiari della garanzia pubblica sono le PMI presenti sul territorio nazionale (così come definite dalla UE) i consorzi e le società consortili tra piccole e medie imprese (articoli

8 8 Decreto Fare Agevolazioni alle PMI 17, 18, 19 e 23 della L. 5 ottobre 1991, n. 317) e le società consortili miste (art. 27 della L. 5 ottobre 1991, n. 317). Le PMI per poter godere della prevista agevolazione devono essere economicamente e finanziariamente sane i criteri per valutare tale aspetto vengono calcolati in modo da mantenere il tasso di default basso (all incirca il 2%). Il Fondo di garanzia rappresenta quindi un vero e proprio strumento di politica industriale, il suo funzionamento genera un importante effetto leva che agisce da moltiplicatore delle risorse pubbliche. Il tasso di default è pari a circa il 2% del totale delle operazioni con la conseguenza che buona parte dei fondi utili per coprire la garanzia rientrano alla scadenza naturale delle operazioni e possono essere messi a disposizione di altre imprese. Operativamente per ottenere l agevolazione in oggetto l impresa deve alternativamente rivolgersi ad una banca, ad un intermediario finanziario, ad una Società Finanziaria per l Innovazione e lo Sviluppo (S.F.I.S.) 1, ad un consorzio di garanzia collettiva fidi o ad un altro fondo di garanzia gestito da intermediari finanziari. Oggi, a seguito della possibilità di intervento del Fondo anche per operazioni sul capitale di rischio, la presentazione della domanda di garanzia può essere fatta anche da una Società di Gestione del Risparmio (SGR) 2 o da una Società di gestione Armonizzata (SGA) 3. Diverse sono comunque le modalità di intervento nella prestazione della garanzia in relazione alla natura del soggetto che si rivolge al Fondo. In particolare, si possono distinguere le seguenti: garanzia diretta prestata dal Fondo direttamente a favore dei soggetti finanziatori. In pratica su richiesta dell impresa la banca garantisce l operazione con una garanzia pubblica che non le comporta rischi particolari; in caso di insolvenza infatti al risarcimento provvede il Fondo o, se insufficiente, direttamente lo Stato; controgaranzia concessa dal Fondo a favore dei Confidi, e degli altri Fondi di Garanzia. L impresa in questo caso si rivolge a un Confidi o ad un altro fondo di garanzia che trasmettono la domanda di controgaranzia al Fondo; cogaranzia prestata dal Fondo, congiuntamente ai Confidi, direttamente a favore dei finanziatori ed agli altri Fondi di Garanzia ovvero ai Fondi di garanzia istituiti nell ambito dell Unione Europea o dalla stessa cofinanziati. In ogni caso, al fine di favorirne la crescita, diversi sono stati dal 2008 al 2012 gli interventi normativi sul Fondo di Garanzia per le PMI, tra gli ultimi possiamo quindi considerare anche quanto previsto dal D.L. n. 69/2013. In pratica, in base all art. 1 del citato Decreto, entro 30 giorni dalla sua entrata in vigore il Ministro dello sviluppo economico dovrà adottare particolari disposizioni al fine di: assicurare un maggiore accesso al credito da parte delle PMI; limitare il rilascio della garanzia del Fondo alle operazioni finanziarie di nuova concessione ed erogazione. In particolare il maggior ricorso al fondo da parte delle PMI dovrebbe avvenire attraverso: l aggiornamento dei loro criteri di valutazione per accedere al Fondo; l aumento del limite della copertura del Fondo fino all 80% dell importo dell operazione finanziaria, con riferimento alle operazioni di anticipazione di credito verso imprese che vantano 1 Le Società finanziarie per l innovazione e lo Sviluppo (S.F.I.S.) sono costituite in forma di società per azioni ed iscritte all Albo delle società finanziarie per l innovazione e lo sviluppo delle piccole imprese, presso la Direzione Generale della Produzione Industriale del Ministero dell industria, del commercio e dell artigianato. 2 Le società di gestione del risparmio (SGR) sono state introdotte in Italia con D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 e svolgono in via esclusiva l attività di promozione e di gestione di fondi comuni di investimento. 3 In Italia, le società di altri Paesi comunitari equivalenti alle SGR, sono indicate con il nome di Società di Gestione Armonizzate (SGA).

9 Agevolazioni alle PMI Decreto Fare 9 crediti nei confronti di pubbliche amministrazioni e alle operazioni finanziarie di durata non inferiore a 36 mesi; la semplificazione delle procedure e delle modalità di presentazione delle richieste grazie ad un maggior ricorso a modalità telematiche di accesso e di gestione della garanzia; misure che garantiscano l effettivo trasferimento dei vantaggi della garanzia pubblica alle PMI beneficiarie dell intervento. 3. Bonus per gli acquisti di macchinari, impianti e attrezzature (art. 2) Ai sensi dell art. 2 del D.L. n. 69/2013 le PMI possono accedere a finanziamenti a tasso agevolato per l acquisto, anche mediante operazioni di leasing finanziario, di macchinari, impianti e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo 4. Sostanzialmente trattasi di un massimo di 5 miliardi di euro di finanziamenti a tasso agevolato per l acquisto di macchinari da parte delle PMI. I finanziamenti sono concessi, entro il 31 dicembre 2016, su un plafond di provvista presso la gestione separata della Cassa depositi e prestiti, per l importo massimo di 2,5 miliardi di euro incrementabili fino al limite di 5 miliardi di euro. Per fare fronte a tale agevolazione, è autorizzata una spesa di: 7,5 milioni di euro per l anno 2014; 21 milioni di euro per l anno 2015; 35 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2016 al 2019; 17 milioni di euro per l anno 2020; 6 milioni di euro per l anno I finanziamenti sono erogati dalle banche che hanno aderito alle convenzioni con il Ministero che indicano: le condizioni e i criteri di attribuzione alle banche del plafond di provvista, anche mediante meccanismi premiali che favoriscano il più efficace utilizzo delle risorse; i contratti relativi al tipo di finanziamento ed alla cessione del credito in garanzia; le attività informative, di monitoraggio e di rendicontazione per la piena trasparenza sul provvedimento. La concessione dei finanziamenti può anche essere assistita dal Fondo di Garanzia per le PMI. Le modalità di accesso ai contributi dovranno comunque essere stabilite con decreto del Ministro dello sviluppo economico, per il quale non è stato però specificato il termine massimo di adozione. I finanziamenti dovrebbero avere una durata massima di 5 anni ed un valore non superiore a 2 milioni di euro per ogni impresa. In ogni caso, i finanziamenti concessi dal Fondo di garanzia potranno coprire fino al 100% dei costi finanziabili ed il contributo concesso è quantificato in rapporto agli interessi calcolati sui finanziamenti concessi. Il Decreto prevede in modo specifico che i finanziamenti agevolati in oggetto siano concessi alle PMI ritenute tali in base a quanto disposto dalla Raccomandazione 2003/361/CE della Commissione del 6 maggio Secondo la Commissione la definizione delle PMI è sostanzialmente in funzione del personale presente (organico), del fatturato realizzato ovvero del bilancio. Tutto questo per evitare che le imprese con un potere economico superiore a quello di una PMI approfittino dei meccanismi di sostegno a loro destinati in modo specifico. Secondo la richiamata Raccomandazione una media impresa è pertanto un impresa il cui organico risulta inferiore a 250 persone, con un fatturato che non superi 50 milioni di 4 Per un primo commento, P. Alberti, In Gazzetta il decreto Fare, agevolati impianti e macchinari, in Il Quotidiano del Commercialista, del 22 giugno 2013.

10 10 Decreto Fare Agevolazioni alle PMI euro o con un totale di bilancio annuale non superiore a 43 milioni di euro. Una piccola impresa è un impresa con un organico inferiore a 50 persone, un fatturato o un totale di bilancio annuale non superiore a 10 milioni di euro. Infine una micro impresa è ritenuta tale in presenza di un organico inferiore a 10 persone, un fatturato o un totale di bilancio annuale non superiore 2 milioni di euro. Sinteticamente, si veda la seguente tabella riepilogativa: Tipo Occupati Fatturato Totale di bilancio (Milioni di euro) (Milioni di euro) Media impresa <250 e 50 Oppure 43 Piccola impresa < 50 e 10 Oppure 10 Micro impresa < 10 e 2 Oppure 2 L organico si misura in unità di lavoro per anno (ULA) vale a dire in base al numero delle persone che hanno lavorato nell impresa o per suo conto, a tempo pieno durante l anno considerato. Le persone che non hanno lavorato tutto l anno o che hanno lavorato a tempo parziale vengono considerate come frazioni di unità di lavoro per anno (ULA). Nel computo del totale non vengono considerati gli apprendisti, gli studenti in formazione professionale e i congedi di maternità. Nel definire quindi un impresa come PMI il criterio del numero degli occupanti svolge un ruolo principale; tuttavia per poter comprendere al meglio l impresa, sotto un ottica di risultati e di posizionamento rispetto ai concorrenti, ruolo altrettanto importante è rappresentato dal criterio finanziario, vale a dire l analisi del fatturato e del totale di bilancio, che sostanzialmente rispecchia la ricchezza generale dell impresa. La necessità di prendere in considerazione entrambi i valori è poi dovuta alle differenze di fatturato che vi sono tra i diversi settori. Sulla base di quanto sopra esposto, si tratta di un finanziamento definibile come una nuova Sabatini 5 e il correlato contributo rappresenterebbe un contributo in conto interessi (quindi, come esposto di seguito, un contributo in conto esercizio). La L. n del 28 novembre 1965 (Legge Sabatini) è certamente la legge agevolativa più conosciuta e utilizzata nel nostro Paese per acquisire macchinari attraverso finanziamenti sostanzialmente a un tasso agevolato. Ricordiamo come tale norma permetta al venditore di scontare effetti con una durata fino a 60 mesi dalla data di emissione, all acquirente di ottenere una dilazione diretta di lunga durata. Trattasi di uno strumento finanziario dedicato alle PMI appartenenti a qualsiasi settore (industriale, commerciale, artigianale, agricolo o di servizi) che si trovano nella necessità di acquistare nuovi macchinari e non hanno la capacità finanziaria per sostenere l investimento. Per una serie di costi fissi che bisogna sostenere per accedere alle agevolazioni della legge Sabatini è consigliabile e conveniente programmare gli investimenti in relazione al loro costo. La dilazione e la rateizzazione sono comunque gli aspetti principali ed i punti di forza della legge. In particolare, la dilazione arriva fino ad un massimo di 60 mesi con un minimo di 12. La modalità di rateizzazione è sostanzialmente libera. La cadenza delle rate normalmente è semestrale, anche se si può scegliere una rateizzazione mensile, bimestrale, trimestrale ecc. La prima rata può essere rimandata anche di sei mesi e talvolta anche di un anno. Le rate successive alla prima devono avere cadenza periodica costante (tutte semestrali o tutte 5 In tal senso, si veda anche A. Sacrestano, Niente interessi per gli acquisti di macchinari, in Il Sole-24 Ore del 21 giugno 2013, pag. 16.

11 Agevolazioni alle PMI Decreto Fare 11 mensili ecc.); la durata totale della rateizzazione non può comunque superare i 60 mesi. Le rate che l acquirente paga al venditore sono rappresentate da effetti (cambiali), il cui totale è dato dal prezzo dilazionato del macchinario, al quale vanno aggiunti gli interessi computati in base al: tasso di riferimento, già basso in partenza, in quanto stabilito mensilmente considerando come parametro il rendimento dei titoli di Stato, al quale va aggiunto uno spread per la banca; tasso agevolato, percentuale del tasso di riferimento, variabile a seconda della zona dove il macchinario viene utilizzato. Dalla differenza tra gli interessi calcolati a tasso di riferimento e gli interessi calcolati a tasso agevolato, scaturisce il contributo. Il contributo può essere erogato all acquirente o al venditore, a seconda del tasso applicato sugli effetti. Il venditore sconta le cambiali presso una banca autorizzata che trattiene gli interessi al venditore, calcolati a tasso di riferimento, e gli eroga il netto ricavo dello sconto degli effetti, pari al prezzo dilazionato del bene finanziato. Non appena scontati gli effetti, la banca richiede all Ente Agevolatore il contributo, da erogare all acquirente o al venditore. Normalmente l uso di una agevolazione esclude automaticamente le altre. Se quindi l acquirente decide di sfruttare le agevolazioni previste dalla Legge Sabatini, non potrà richiedere ulteriori agevolazioni, sullo stesso acquisto, ai sensi di altre Leggi regionali, nazionali, comunitarie ecc. 4. Gli aspetti civilistici e fiscali del contributo Tornando a considerare il contributo previsto dal D.L. n. 69/2013, art. 2, si deve rilevare come, a fini contabili e fiscali sia rappresentato, come avviene per il contributo previsto dalla legge Sabatini sopra richiamata, da un contributo in conto interessi che, sostanzialmente, costituisce un contributo in conto esercizio 6 ; trattasi, infatti, di conferimenti in denaro o in natura destinati al finanziamento di esigenze di gestione. La contabilizzazione di tali contributi dovrebbe essere in linea con la loro destinazione economica; pertanto, rappresentando apporti volti a ridurre i costi dell esercizio (o ad integrare i ricavi), la loro rilevazione dovrebbe comportare l imputazione diretta nel bilancio di riferimento (principio della competenza). Naturalmente, nella contabilizzazione, si dovrebbe comunque tenere conto della certezza del diritto alla loro percezione, momento che può anche essere successivo al momento di riferimento degli stessi contributi 7. I contributi in conto esercizio devono quindi essere contabilizzati secondo il principio della competenza economica a prescindere dal loro effettivo incasso pertanto: se i contributi vanno ad integrare i ricavi dell esercizio, vanno imputati al conto economico dell esercizio cui si riferiscono i ricavi; 6 Riferimenti normativi e prassi dei contributi in conto esercizio: Art. 85 del D.P.R. 22 dicembre 1986, n. 917; Art. 28 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600; Circ. Assonime 9 febbraio 1998; Circ. 4 giugno 1998, n. 141/E, in banca dati fisconline ; Circ. 28 ottobre 2008, n. 60/E, in banca dati fisconline ; Ris. 12 agosto 2003, n. 176/E, in banca dati fisconline ; Oic nn. 12 e 16; Norma comportamento A.D.C. Milano n Cfr. P. Alberti, I contributi in conto esercizio incidono per competenza, in Il Quotidiano del Commercialista, del 19 agosto 2011.

12 12 Decreto Fare Agevolazioni alle PMI se sono finalizzati alla copertura di costi d esercizio, devono essere inseriti nel conto economico in cui trovano collocazione i costi cui sono inerenti. Secondo lo schema di conto economico previsto dall art del codice civile, i contributi in conto esercizio vanno iscritti alla voce A.5 ( Altri ricavi e proventi, con separata indicazione dei contributi in conto esercizio ) del conto economico. Secondo i principi contabili nazionali, in modo più dettagliato i contributi vanno classificati: nella voce A.5 Altri ricavi e proventi (in un apposita sottovoce per ottenere una separata indicazione rispetto agli altri ricavi e proventi) quando sono destinati ad integrare ricavi della gestione caratteristica o a ridurre i relativi costi; nella voce C.17 Interessi ed altri oneri finanziari (con segno negativo) quando hanno come fine la riduzione di costi di natura finanziaria (ad esempio, interessi passivi su finanziamenti contratti dall impresa) di competenza dell esercizio; nella voce C.16 Altri proventi finanziari, se utili alla riduzione di oneri finanziari di esercizi precedenti; nella voce E.20 Proventi straordinari, quando percepiti in occasione di particolari eventi eccezionali. Ne consegue come per i contributi volti a ridurre gli interessi passivi sui finanziamenti la loro rilevazione contabile dovrà portare ad una detrazione diretta del loro ammontare dalla voce C.17) Interessi ed altri Oneri finanziari, se invece la rilevazione del contributo è intervenuta in un e- sercizio successivo a quello di rilevazione degli interessi passivi si dovrebbe, come indicato, utilizzare invece la voce C.16) Altri proventi finanziari. A fini fiscali, i contributi in conto esercizio a norma di legge rappresentano ricavi e concorrono alla formazione del reddito dell esercizio stesso in base al principio della competenza. L esercizio di competenza è identificato dal periodo amministrativo in cui l impresa può effettivamente usufruire del contributo o comunque è certa di ottenerlo (notifica attraverso il decreto di concessione). 5. Conclusioni Le agevolazioni previste quindi dal D.L. n. 69/2013 agli articoli 1 e 2 mirano a promuovere la crescita economica delle PMI favorendone i finanziamenti degli investimenti attraverso una riduzione indiretta 8 o diretta 9 dei correlati costi. Sia pur ritenendo certamente importanti tali interventi non si può non rilevare come, nella situazione attuale, la produzione delle imprese può aumentare solo in presenza di un incremento della domanda a seguito di maggiori consumi oggi penalizzati da una riduzione nella disponibilità di reddito generalmente legata all occupazione ed alla pressione fiscale. Questi aspetti devono in via principale essere oggetto di interventi mirati in quanto, in loro assenza, ogni altro intervento sia pur importante a favore delle PMI potrebbe non avere i risultati sperati. È certamente corretto ed importante poi cercare di ridurre i costi finanziari sostenuti dalle imprese per migliorarne l operatività ma, nel fare questo, non ci si deve dimenticare come un o- nere estremamente elevato sia oggi rappresentato dal carico fiscale che comprime pesantemente i profitti se non addirittura favorisce la chiusura di aziende in condizioni precarie (basti pensare, in questi casi, all effetto assurdo dell Irap) Minori costi per assenza delle garanzie sui finanziamenti attraverso il Fondo di Garanzia. 9 Contributi in conto interessi sui finanziamenti per le acquisizioni di beni materiali produttivi. 10 A causa della composizione della base imponibile a fini Irap aziende in perdita sono soggette ad un carico fiscale complessivo generalmente più elevato di quando le loro condizioni economiche sono positive.

13 Agevolazioni alle PMI Decreto Fare 13 Un impresa che deve sopportare un onere tributario complessivo (tra imposizione diretta ed indiretta) intorno all 80% non può sopravvivere in quanto non esistono le condizioni economiche utili allo scopo a cui l impresa stessa dovrebbe essere dedicata: la produzione di un profitto. Senza la produzione di un profitto vengono meno le spinte utili agli investimenti non solo in termini di beni materiali ma anche nella forza del lavoro e, soprattutto, nel così detto capitale u- mano. La limitazione di tali investimenti provoca quindi disoccupazione e la conseguente riduzione dei consumi aggravando ulteriormente la situazione economica delle imprese stesse e creando, alla fine, una situazione negativa dalla quale diventa difficile uscire.

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