Credito Valtellinese: avanti tutta!

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1 Credito Valtellinese: avanti tutta! Il Credito Valtellinese è una piccola banca con grandi ambizioni; le ambizioni non sono tanto quelle dei soci ma quelle di pochi manager che gestiscono incontrastati la banca da oltre trent anni. Il Valtellinese opera in provincia di Sondrio e nelle province limitrofe di Lecco, Como, Varese, Bergamo e Trento; oggi conta poco più di 100 filiali. Tramite controllate opera in tutta Italia, anche se a macchia di leopardo, con 500 filiali. Il Gruppo ha un certo radicamento in Lombardia, a Roma città, nelle Marche ed in Sicilia. Nelle altre regioni italiane dov è presente (Trentino, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana e Umbria) ha una presenza limitata e di scarso spessore. In data 17 gennaio 2007 il Gruppo diramava il seguente Comunicato Stampa: Gruppo Credito Valtellinese: approvato il Piano Strategico Utile netto consolidato a 195 milioni di euro nel 2010, in crescita media di circa il 31% nel quadriennio Utile per azione a 0,93 euro nel 2010 Decisa riduzione del cost/income ratio, al 56,4% nel 2010 ROE superiore al 10% nel 2010 Patrimonio netto consolidato previsto a circa 1,9 miliardi di euro nel 2010, dopo l'aumento del capitale sociale approvato dal Consiglio di Amministrazione del dicembre scorso Tier I ratio previsto oltre il 12% Total capital ratio a circa il 13% Crescita media annua del 10,2% per la raccolta diretta da clientela e del 15,2% per i crediti verso clientela 500 sportelli nel 2010 Credito Valtellinese: avanti tutta! - 1 -

2 Sondrio, 17 gennaio Il Direttore Generale del Credito Valtellinese Miro Fiordi presenterà oggi alla comunità finanziaria e alla stampa il Piano Strategico del Gruppo Creval, approvato ieri dal Consiglio di Amministrazione presieduto da Giovanni De Censi. Il nuovo Piano Strategico , elaborato sulla base delle attuali previsioni di scenario macroeconomico, si sviluppa in perfetta continuità e sintonia con il precedente e delinea le strategie finalizzate a rafforzare ulteriormente efficienza, competitività e redditività attraverso progetti di ampio respiro e iniziative preordinate alla creazione di valore sostenibile nel medio periodo a favore di tutti gli stakeholder. La pianificazione definita prevede il conseguimento di importanti obiettivi di crescita nel periodo considerato, in un percorso di sviluppo che ha portato una banca locale a divenire oggi un Gruppo bancario multiregionale e nel prossimo quadriennio a incrementare la propria visibilità a livello nazionale, focalizzandosi ulteriormente sul retail banking con particolare attenzione ai target di clientela tradizionali, quali famiglie, professionisti, small business e piccole - medie imprese. Ecc. ecc. Il 24 settembre 2009 sempre il rag. Fiordi anticipava in un articolo pubblicato su La Stampa di Torino: Creval: Fiordi, finanzieremo la ripresa.noi ormai siamo presenti in 10 regioni, abbiamo raggiunto l'obiettivo delle 500 filiali con un anno e mezzo di anticipo sulle nostre previsioni.finanzieremo la ripresa che già nel 2010 potrebbe affacciarsi sui mercati secondo quanto valutato da diversi osservatori di tutto il mondo... In termini di utile netto (2009 ndr) diciamo che potremmo realizzare fra gli 83 e gli 85 milioni di euro circa A distanza di tre anni dai roboanti dati presentati alla comunità finanziaria possiamo procedere con alcune verifiche: di tutti gli obiettivi prefissati l unico raggiunto (e con largo anticipo) è stato quello del numero di filiali. ciò significa che il Gruppo è Credito Valtellinese: avanti tutta! - 2 -

3 cresciuto in termini di masse, ma si è sobbarcato con un tempismo pazzesco una serie di costi (pagati in termini di avviamento a caro prezzo), che saranno difficili da digerire nel prossimo futuro, considerando la perdurante crisi economica. Dove trova il rag. Fiordi gli oltre 100 milioni di euro che mancano al target 2010 considerando che per rispettare gli obbiettivi l utile dovrebbe più che raddoppiare (+130%)? Nel 2009, in base alle nostre stime, mancano almeno 60 di milioni euro rispetto ai 140 Milioni di euro dichiarati dal rag. Fiordi; mancano quindi all appello almeno 160 milioni di euro in soli due anni. L osservatore attento non può che constatare le difficoltà che sta incontrando la banca, non tanto in termini di forza commerciale e di capacità di reagire alle attuali condizioni di mercato, quanto in termini di lungimiranza strategica. Nonostante i segnali della crisi fossero più che evidenti, la banca Credito Valtellinese ha dilapidato imperterrita i quasi 800 Milioni di euro chiesti ai soci nel periodo ; i soldi sono stati spesi per acquistare a caro prezzo la banca Carifano (41 filiali) e 35 sportelli da Banca Intesa, 23 dei quali sono poi confluiti in una nuova banca interamente detenuta da Creval denominata Credito Piemontese. Ciò che conta peraltro non è quanti soldi sono stati spesi ma come: il Creval ha pagato, per poco più di 70 sportelli, quasi 900 milioni di euro valorizzando l avviamento sulla raccolta al 20% e ogni sportello oltre 10 milioni di euro! Grandiosi! La conseguenza immediata è stata la necessità di varare un ulteriore aumento di capitale nel settembre La banca comunica sempre dati entusiasmanti ma la realtà è un altra; i soldi sono stati spesi male e bisognava correre ai ripari in fretta. Il Creval è stata una delle poche banche (cinque in tutto) a sottoscrivere i cd. Tremonti-bond ; non che le altre banche non ne avessero bisogno, ma in un momento di mercato in cui l euribor si attesta intorno allo 0,70% risultava Credito Valtellinese: avanti tutta! - 3 -

4 sicuramente più conveniente ricorrere al mercato anziché sobbarcarsi un costo sulla raccolta di oltre otto punti percentuali! Le indiscrezioni della piazza dicono che solo un socio su due abbia sottoscritto le obbligazioni convertibili offerte loro a fine 2009 evidentemente non erano un grande affare e a Sondrio non tutti hanno le fette di salame sugli occhi! In poco più di tre anni, il socio fedele avrebbe dovuto quasi quadruplicare il proprio investimento. Con questo nuovo aumento di capitale entreranno evidentemente nuovi soci e a valori molto lontani da quelli riservati ai soci di lunga data. Un bel regalo ai vecchi soci (sarcasticamente s intende) e ai NUOVI SOCI. Il Creval avrebbe potuto far fronte alle necessità tramite strumenti di capitalizzazione ibrida, che non penalizzassero il corso dell azione; essi hanno proseguito invece senza indugio. Il titolo ha quindi perso in borsa un ulteriore 20% in poco più di due mesi con una delle peggiori performance di tutto il listino. La banca si è sobbarcata in pochi mesi ulteriori oneri per un ammontare pari a circa 50 milioni di euro annui per lo meno a valere sul 2010 (48,25 per la precisione; 17 milioni pari all 8,5% da corrispondere per i Tremonti Bond emessi dal Creval lo scorso e 31,25 milioni pari al 5% per il costo delle obbligazioni convertibili emesse ad inizio 2010; il 5% comprende il costo pagato dalla banca al consorzio di collocamento e garanzia al fine di garantirsi l integrale sottoscrizione del prestito); dato che il Creval è una banca e non un ente di beneficienza, sarà necessario trovare modalità di impiego di queste somme ad un tasso superiore almeno al 5,85% (tasso medio free risk ; senza alcun ritorno in termini economici) per fare in modo di non sobbarcarsi altre perdite (impossibili da decifrare in ogni caso da parte del socio e/o dall investitore), augurandosi di vedersi rimborsare tali impieghi (in caso contrario il costo aumenterebbe di conseguenza). Non vogliamo dilungarci troppo su questo punto; chi capisce di finanza sa già tutto: la banca sta pagando la stessa merce che potrebbe trovare sul mercato 12 volte più cara e ha di fatto innalzato la soglia di Credito Valtellinese: avanti tutta! - 4 -

5 rischio in un momento in cui l economia langue e risulta già molto difficile poter recuperare i crediti esistenti. E giusto precisare che la sottoscrizione da parte del Ministero dell Economia e delle Finanze (MEF) dei Tremont Bonds è avvenuta a fronte dell impegno di Creval a: 1. mettere a disposizione delle piccole e medie imprese per il prossimo triennio impieghi incrementali nell ordine del 4% medio annuo rispetto agli impieghi rilevati il 30 giugno 2009, a fronte di una corrispondente domanda e ferma restando un adeguata qualità del credito, nel rispetto del principio di sana e prudente gestione bancaria; 2. sospendere qualora richiesto da soggetti indicati nell Accordo sottoscritto tra ABI e MEF e sussistano le condizioni ivi previste il pagamento delle rate dei mutui per l acquisto dell abitazione principale per 12 mesi senza oneri finanziari per il mutuatario. Entrambe le condizioni poste sono meritorie, ma crediamo che il Creval, banca popolare cooperativa, avrebbe potuto e dovuto intraprendere la medesima strada di supporto alle piccole e medie imprese e delle famiglie in difficoltà ugualmente e a condizioni meno onerose (con tutti i vantaggi che ne conseguono per i fruitori; se la banca raccoglie a costo inferiore, impiega ovvero presta denaro a condizioni migliori per la clientela). Un ultima annotazione: non è vero che la banca è cresciuta solo in termini di costi e sportelli. La banca è stata in grado di far crescere, in maniera costante e con incrementi sempre a due cifre, gli emolumenti riservati al presidente ed al direttore generale; dal 2004 al 2008 questi ultimi (artefici delle conquiste sopra riportate.la lista è lunga ci sono altre acquisizioni pagate a caro prezzo in altre zone d Italia, nel settore assicurativo e nel settore della riscossione tributi) hanno visto crescere i loro compensi rispettivamente del 60% e del 170%; per dirla in soldoni, in poco più di quattro anni si sono visti quasi raddoppiare l uno e quasi triplicare il secondo i Credito Valtellinese: avanti tutta! - 5 -

6 compensi. Presidente e Direttore Generale hanno capitalizzato in soli cinque anni (senza considerare ovviamente il costo azienda e altri benefit di cui i bilanci si guardano bene dal riferire) oltre 10 milioni di euro. Bravi! Avanti tutta! Chissà cosa ne pensano i soci e soprattutto i dipendenti-soci che, nelle nostra banca e nelle banche popolari, rappresentano l asse portante del sistema! La banca nel comunicato stampa del gennaio 2007 parlava di: creazione di valore sostenibile nel medio periodo a favore di tutti gli stakeholder. Non c è dubbio che alcuni stakeholder (Presidente e Direttore Generale) abbiano creato valore per se stessi; per tutti gli altri: dipendenti, soci, economia locale bisogna aspettare, sperando solo che non sia troppo tardi. I precedenti nel settore delle banche popolari, dove la strategia della banca era dettata più dall ambizione personale dei manager che dal bene della banca, sono tristemente noti, ma periodicamente si ripetono (vedi Italease, Lodi, Bipop, Intra, Commercio & Industria solo per citare i più recenti ed eclatanti). Ci si chiede quindi: cosa fanno i Consiglieri di Amministrazione? Se è vero che i dipendenti soci non possono di fatto dire la loro, i consiglieri di amministrazione, che dovrebbero essere indipendenti (si ma da chi?) cosa fanno? O sono stupidi, ma non lo crediamo, oppure sono totalmente asserviti al potere ed alle ambizioni di pochi, così come ahimè già successo nei casi tristemente noti e testé citati. In questi ultimi anni il Gruppo Credito Valtellinese invece di creare valore l ha distrutto; le economie di scala in ambito bancario non esistono; sono moltissime le analisi empiriche che lo dimostrano ed il Creval non fa altro che confermarlo: se aggrego banche aumentano i ricavi, divento più visibile, ma gli oneri aumentano in maniera + che proporzionale. CUI PRODEST? Credito Valtellinese: avanti tutta! - 6 -

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