CREDITO VALTELLINESE PROSPETTO SOCIETÀ COOPERATIVA

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1 CREDITO VALTELLINESE SOCIETÀ COOPERATIVA Con sede legale e direzione generale in Sondrio, Piazza Quadrivio, 8 Codice Fiscale e Partita IVA n Iscritta al Registro delle Imprese di Sondrio al n Iscritta all albo delle banche al n. 489 Società capogruppo del Gruppo bancario Credito Valtellinese - Iscritto all Albo dei Gruppi Creditizi al n Capitale Sociale pari a Euro ,34 PROSPETTO RELATIVO ALL OFFERTA IN OPZIONE AGLI AZIONISTI E ALL AMMISSIONE A QUOTAZIONE SUL MERCATO TELEMATICO AZIONARIO ORGANIZZATO E GESTITO DA BORSA ITALIANA S.P.A. DI AZIONI ORDINARIE DI CREDITO VALTELLINESE SOCIETÀ COOPERATIVA Il Prospetto è stato depositato presso la Consob in data 23 maggio 2014, a seguito di approvazione comunicata da quest ultima con nota n /14 del 22 maggio L adempimento di pubblicazione del Prospetto non comporta alcun giudizio della Consob sull opportunità dell investimento proposto e sul merito dei dati e delle notizie allo stesso relativi. Il presente Prospetto è a disposizione del pubblico gratuitamente presso la sede legale di Credito Valtellinese S.c., presso tutte le filiali della Banca, nonché sul sito internet

2 AVVERTENZA Al fine di effettuare un corretto apprezzamento dell investimento, gli investitori sono invitati a valutare gli specifici fattori di rischio relativi all Emittente e alle società del Gruppo, al settore di attività in cui esso opera, nonché agli strumenti finanziari offerti. Per una dettagliata descrizione dei fattori di rischio relativi all Emittente si veda la Sezione Prima - Capitolo 3 Fattori di rischio del presente Prospetto. Si richiama l attenzione dell investitore sui rischi connessi al deterioramento della qualità del credito e sui rischi connessi al Comprehensive Assessment (Sezione Prima - Capitolo 3, Paragrafi e del Prospetto). L Emittente rientra tra i quindici istituti di credito italiani che saranno soggetti alla vigilanza unica da parte della BCE a partire dal novembre 2014 e che sono, quindi, attualmente sottoposti al Comprehensive Assessment (che include l Asset Quality Review) della durata di un anno, condotta dalla BCE in collaborazione con le autorità nazionali competenti. Qualora, ad esito del Comprehensive Assessment e, più in particolare, ad esito dell Asset Quality Review, condotti dalla BCE in collaborazione con la Banca d Italia, non ancora noti alla Data del Prospetto, si dovessero rendere necessarie ulteriori rettifiche dei crediti anche significative potrebbero rendersi necessari ulteriori interventi di patrimonializzazione dell Emittente.

3 INDICE DEFINIZIONI... 8 GLOSSARIO NOTA DI SINTESI SEZIONE PRIMA DOCUMENTO DI REGISTRAZIONE SULL EMITTENTE PERSONE RESPONSABILI RESPONSABILI DEL PROSPETTO INFORMATIVO DICHIARAZIONE DI RESPONSABILITÀ REVISORI LEGALI DEI CONTI REVISORI LEGALI DELL EMITTENTE INFORMAZIONI CIRCA DIMISSIONI, REVOCHE DELL INCARICO O MANCATO RINNOVO DELL INCARICO ALLA SOCIETÀ DI REVISIONE FATTORI DI RISCHIO FATTORI DI RISCHIO RELATIVI ALL EMITTENTE Rischi connessi all adeguatezza patrimoniale Rischi connessi al deterioramento della qualità del credito Rischi derivanti dallo svolgimento dell Attività di Verifica della BCE sul Gruppo Creval Rischi connessi agli impatti derivanti dalle incertezze del contesto macro-economico e politico sull andamento del Gruppo Creval Rischio strategico di attuazione del Nuovo Piano Industriale Rischi connessi all andamento dei risultati del Gruppo Creval Rischi connessi all esposizione del Gruppo Creval al debito sovrano Rischi connessi ai procedimenti sanzionatori nei confronti dei componenti degli organi sociali dell Emittente e delle società facenti parti del Gruppo Creval Rischio di liquidità Rischio di mercato Rischi connessi ad assunzioni e metodologie di valutazione delle attività e passività finanziarie del Gruppo valutate al fair value Rischio operativo Rischi connessi alla capitalizzazione di attività immateriali Rischio connesso al rating Rischi connessi alle attività fiscali per imposte differite Rischio connesso ai procedimenti giudiziari in essere Rischio connesso al trattamento contabile dell interessenza nel capitale della Banca d Italia Rischi relativi all area geografica di riferimento del Gruppo Creval Rischi connessi al risk management Rischi connessi alle dichiarazioni di preminenza FATTORI DI RISCHIO RELATIVI AL SETTORE IN CUI L EMITTENTE OPERA Rischi connessi alla concorrenza nel settore bancario e finanziario Rischi connessi all evoluzione della regolamentazione del settore bancario e finanziario Rischi connessi alla riduzione del supporto alla liquidità del sistema FATTORI DI RISCHIO CONNESSI ALLE AZIONI, ALL OFFERTA ED ALLA QUOTAZIONE DELLE AZIONI OGGETTO DELL OFFERTA Rischi connessi alla liquidabilità e volatilità delle Azioni e dei relativi Diritti di Opzione Rischio di riduzione del Return on Equity (ROE) Rischio connesso alla modifica del regime fiscale applicabile alle Azioni Rischi connessi alla limitazione del possesso di azioni Rischi connessi all esercizio del diritto di voto Rischi connessi agli effetti diluitivi dell Aumento di Capitale PROSPETTO INFORMATIVO 3

4 3.3.7 Rischi connessi agli impegni di sottoscrizione e garanzia e alla parziale esecuzione dell Aumento di Capitale Rischi connessi ai mercati nei quali non è consentita l Offerta in assenza di autorizzazioni delle autorità competenti Rischi connessi ai potenziali conflitti di interesse INFORMAZIONI SULL EMITTENTE DENOMINAZIONE LEGALE E COMMERCIALE DELL EMITTENTE INVESTIMENTI Investimenti effettuati Investimenti in corso di realizzazione Investimenti futuri PANORAMICA DELLE ATTIVITÀ PRINCIPALI ATTIVITÀ Fatti importanti nell evoluzione dell attività Descrizione delle principali attività svolte Interventi realizzati nel 2013 e nel PRINCIPALI MERCATI FATTORI ECCEZIONALI EVENTUALE DIPENDENZA DELL EMITTENTE DA DIRITTI DI PROPRIETÀ INDUSTRIALE E DA CONTRATTI DI LICENZA POSIZIONE CONCORRENZIALE DEL GRUPPO GESTIONE DEL RISCHIO Elementi essenziali del sistema dei controlli interni Le tipologie di controllo Le strutture preposte ai controlli Principali caratteristiche dei sistemi di gestione dei rischi e di controllo interno Descrizione delle principali caratteristiche del sistema di gestione dei rischi e di controllo interno esistenti in relazione al processo di informativa finanziaria STRUTTURA ORGANIZZATIVA DESCRIZIONE DEL GRUPPO DI CUI FA PARTE L EMITTENTE INFORMAZIONI SULLE TENDENZE PREVISTE TENDENZE PIÙ SIGNIFICATIVE Scostamenti significativi tra l andamento del Gruppo nel primo trimestre 2014 ed i corrispondenti dati del Nuovo Piano Industriale TENDENZE, INCERTEZZE, RICHIESTE, IMPEGNI O FATTI NOTI CHE POTREBBERO RAGIONEVOLMENTE AVERE RIPERCUSSIONI SIGNIFICATIVE SULLE PROSPETTIVE DELL EMITTENTE ALMENO PER L ESERCIZIO IN CORSO PREVISIONI O STIME DEGLI UTILI PREVISIONI O STIME DEGLI UTILI Principali assunzioni di carattere generale ed ipotetico relative a eventi futuri che dipendono da variabili non controllabili dal management Principali assunzioni di natura discrezionale relative a eventi futuri che dipendono da variabili influenzabili dal management Dati Previsionali RELAZIONE DEI REVISORI PRINCIPI CONTABILI UTILIZZATI PER LA REDAZIONE DEI DATI PREVISIONALI DATI PREVISIONALI CONTENUTI IN ALTRI PROSPETTI ORGANI DI AMMINISTRAZIONE, DI DIREZIONE E DI VIGILANZA INFORMAZIONI CIRCA GLI ORGANI AMMINISTRATIVI, DI DIREZIONE E DI VIGILANZA Consiglio di Amministrazione Collegio Sindacale Direzione Generale CONFLITTI DI INTERESSI DEI MEMBRI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE, DEI COMPONENTI DEL COLLEGIO SINDACALE E DEI COMPONENTI DELLA DIREZIONE GENERALE PROSPETTO INFORMATIVO 4

5 9.2.1 Potenziali conflitti di interesse dei membri del Consiglio di Amministrazione, del Collegio Sindacale o dei componenti della Direzione Generale Accordi o intese con i principali azionisti, clienti, fornitori o altri a seguito dei quali sono stati scelti membri degli organi di amministrazione, di direzione o di controllo o alti dirigenti Eventuali restrizioni concordate dai membri del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale e dai dirigenti per quanto riguarda la cessione dei titoli dell Emittente REMUNERAZIONI E BENEFICI PRASSI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DIPENDENTI PARTECIPAZIONI AZIONARIE E STOCK-OPTION EVENTUALI ACCORDI DI PARTECIPAZIONE DEI DIPENDENTI AL CAPITALE DELL EMITTENTE PRINCIPALI AZIONISTI PRINCIPALI AZIONISTI DIRITTI DI VOTO DIVERSI IN CAPO AI PRINCIPALI AZIONISTI INDICAZIONE DELL EVENTUALE SOGGETTO CONTROLLANTE AI SENSI DELL ARTICOLO 93 DEL TUF ACCORDI DA CUI PUÒ SCATURIRE UNA VARIAZIONE DELL ASSETTO DI CONTROLLO DELL EMITTENTE OPERAZIONI CON PARTI CORRELATE INFORMAZIONI FINANZIARIE RIGUARDANTI LE ATTIVITÀ E LE PASSIVITÀ, LA SITUAZIONE FINANZIARIA E I PROFITTI E LE PERDITE DELL EMITTENTE INFORMAZIONI FINANZIARIE RELATIVE AGLI ESERCIZI CHIUSI AL 31 DICEMBRE 2013 E Informazioni finanziarie relative agli esercizi chiusi al 31 dicembre 2013 e 2012, nonché al Rendiconto Intermedio di Gestione al 31 marzo 2014 ed al 31 marzo INFORMAZIONI FINANZIARIE PRO-FORMA BILANCI RELATIVI AGLI ESERCIZI CHIUSI AL 31 DICEMBRE 2013 E REVISIONE DELLE INFORMAZIONI FINANZIARIE ANNUALI RELATIVE AGLI ESERCIZI PASSATI Dichiarazione attestante che le informazioni finanziarie relative agli esercizi passati sono state sottoposte a revisione Altre informazioni contenute nel presente Prospetto che hanno formato oggetto di controllo da parte della Società di Revisione Fonte dei dati non sottoposti a revisione Data delle ultime informazioni finanziarie INFORMAZIONI FINANZIARIE INFRANNUALI POLITICA DEI DIVIDENDI PROCEDIMENTI GIUDIZIARI E ARBITRALI CAMBIAMENTI SIGNIFICATIVI NELLA SITUAZIONE FINANZIARIA O COMMERCIALE DELL EMITTENTE SUCCESSIVAMENTE AL 31 MARZO INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI CAPITALE SOCIALE Capitale sociale sottoscritto e versato Azioni non rappresentative del capitale sociale Obbligazioni convertibili, scambiabili o con warrant, con indicazione delle condizioni e delle modalità di conversione, di scambio e di sottoscrizione Esistenza di diritti e/o obblighi di acquisto su capitale autorizzato, ma non emesso o di un impegno all aumento del capitale Informazioni riguardanti il capitale di eventuali membri del Gruppo offerto in opzione CONTRATTI IMPORTANTI INFORMAZIONI PROVENIENTI DA TERZI, PARERI DI ESPERTI E DICHIARAZIONI DI INTERESSI RELAZIONI DI ESPERTI INFORMAZIONI PROVENIENTI DA TERZI PROSPETTO INFORMATIVO 5

6 19. DOCUMENTI ACCESSIBILI AL PUBBLICO SEZIONE SECONDA NOTA INFORMATIVA SUGLI STRUMENTI FINANZIARI PERSONE RESPONSABILI RESPONSABILI DEL PROSPETTO DICHIARAZIONE DI RESPONSABILITÀ FATTORI DI RISCHIO RELATIVI ALLE AZIONI, ALL OFFERTA ED ALLA QUOTAZIONE DELLE AZIONI OGGETTO DELL OFFERTA INFORMAZIONI FONDAMENTALI DICHIARAZIONE RELATIVA AL CAPITALE CIRCOLANTE FONDI PROPRI ED INDEBITAMENTO INTERESSI DELLE PERSONE FISICHE E GIURIDICHE PARTECIPANTI ALL OFFERTA MOTIVAZIONI DELL OFFERTA E IMPIEGO DEI PROVENTI INFORMAZIONI RIGUARDANTI GLI STRUMENTI FINANZIARI DA OFFRIRE ED AMMETTERE ALLA NEGOZIAZIONE DESCRIZIONE DELLE AZIONI LEGISLAZIONE IN BASE ALLA QUALE LE AZIONI SONO STATE EMESSE CARATTERISTICHE DELLE AZIONI VALUTA DELLE AZIONI DESCRIZIONE DEI DIRITTI CONNESSI ALLE AZIONI DELIBERE IN VIRTÙ DELLE QUALI LE AZIONI SARANNO EMESSE DATA DI EMISSIONE E DI MESSA A DISPOSIZIONE DELLE AZIONI ESISTENZA DI RESTRIZIONI ALLA LIBERA TRASFERIBILITÀ DELLE AZIONI REGIME FISCALE APPLICABILE ALLE AZIONI CONDIZIONI DELL OFFERTA CONDIZIONI, STATISTICHE RELATIVE ALL OFFERTA, CALENDARIO PREVISTO E MODALITÀ DI SOTTOSCRIZIONE DELL OFFERTA Condizioni alle quali l Offerta è subordinata Ammontare totale dell Offerta Periodo di validità dell Offerta e modalità di sottoscrizione Informazioni circa la sospensione e/o la revoca dell Offerta Descrizione della possibilità di ridurre la sottoscrizione e delle modalità di rimborso dell ammontare eccedente versato dai sottoscrittori Ammontare minimo e/o massimo della sottoscrizione Ritiro della sottoscrizione Modalità e termini per il pagamento e la consegna delle Azioni Pubblicazione dei risultati dell Offerta Procedura per l esercizio di un eventuale diritto di prelazione, per la negoziabilità dei diritti di sottoscrizione e per il trattamento dei diritti di sottoscrizione non esercitati ASSEGNAZIONE Intenzioni di sottoscrizione delle Azioni Creval Procedura per la comunicazione ai sottoscrittori dell importo assegnato FISSAZIONE DEL PREZZO Prezzo di Offerta e spese a carico del sottoscrittore Procedura per la comunicazione del Prezzo di Offerta Limitazione del diritto di opzione COLLOCAMENTO E SOTTOSCRIZIONE Indicazione dei responsabili del collocamento dell Offerta e dei collocatori Denominazione ed indirizzo degli organismi incaricati del servizio finanziario e degli agenti depositari in ogni paese Impegni di sottoscrizione e di garanzia Data in cui è stato o sarà concluso l accordo di sottoscrizione AMMISSIONE ALLA NEGOZIAZIONE E MODALITA DI NEGOZIAZIONE PROSPETTO INFORMATIVO 6

7 6.1 DOMANDA DI AMMISSIONE A QUOTAZIONE ALTRI MERCATI REGOLAMENTATI COLLOCAMENTO PRIVATO CONTESTUALE DELL OFFERTA IMPEGNI DEGLI INTERMEDIARI NELLE OPERAZIONI SUL MERCATO SECONDARIO Contratto con lo specialist Contratto con il liquidity provider ACCORDI DI LOCK-UP ACCORDI DI LOCK-UP SPESE LEGATE ALL EMISSIONE O ALL OFFERTA PROVENTI NETTI TOTALI E STIMA DELLE SPESE TOTALI LEGATE ALL OFFERTA DILUIZIONE DILUIZIONE IMMEDIATA DERIVANTE DALL OFFERTA INFORMAZIONI SUPPLEMENTARI CONSULENTI LEGATI ALL EMISSIONE ALTRE INFORMAZIONI SOTTOPOSTE A REVISIONE PARERI O RELAZIONI REDATTE DAGLI ESPERTI INFORMAZIONI PROVENIENTI DA TERZI APPENDICE I APPENDICE II PROSPETTO INFORMATIVO 7

8 DEFINIZIONI Si riporta di seguito un elenco delle definizioni e dei termini utilizzati all interno del Prospetto. Tali definizioni e termini, salvo diversamente specificato, hanno il significato di seguito indicato. Alba Leasing Altri Paesi Area Euro Aumento di Capitale Autorità di Vigilanza Azioni Creval o Azioni Banca Centrale Europea o BCE Banca d Italia Bilancio Consolidato 2013 Bilancio Consolidato 2012 Borsa Italiana Circolare n. 229 o Istruzioni di Vigilanza Circolare n. 263 o Nuove Disposizioni di Vigilanza Circolare n. 285 o Disposizioni di Vigilanza Indica la società Alba Leasing S.p.A., avente sede legale in via Sile, Milano ed iscritta nell elenco generale ex articolo 106 del TUB, tenuto da Banca d Italia, al n e nell elenco speciale ex articolo 107 del TUB, tenuto da Banca d Italia, al n Stati Uniti d America, Canada, Giappone e Australia o qualsiasi altro Paese nel quale l Offerta non è consentita in assenza di autorizzazioni da parte delle competenti autorità. I 18 Paesi dell Unione Europea che utilizzano l Euro quale valuta. Indica l aumento del capitale sociale a pagamento per un importo complessivo massimo di Euro 400 milioni, comprensivo dell eventuale sovrapprezzo, da realizzarsi mediante emissione di Azioni, prive dell indicazione del valore nominale, da offrirsi in opzione agli azionisti, ai sensi dell articolo 2441, comma 1, Codice Civile, deliberato dal Consiglio di Amministrazione del 22 maggio 2014, a valere sulla delega allo stesso conferita, ai sensi dell art del Codice Civile, dall Assemblea straordinaria dei soci del 12 aprile Indica la Banca d Italia, la Consob, l IVASS e/o ogni altra autorità e/o amministrazione indipendente a livello nazionale o comunitario, individualmente o congiuntamente considerate. Indica le azioni ordinarie di nuova emissione della Banca, aventi le medesime caratteristiche delle azioni ordinarie in circolazione alla data del presente Prospetto. La banca centrale responsabile della moneta unica europea, ossia l Euro, il cui compito principale consiste nel preservare il potere di acquisto, mantenendo così la stabilità dei prezzi nell Area Euro. La banca centrale della Repubblica Italiana. Indica il fascicolo di bilancio del Gruppo Creval relativo all esercizio chiuso il 31 dicembre Indica il fascicolo di bilancio del Gruppo Creval relativo all esercizio chiuso il 31 dicembre Borsa Italiana S.p.A., società del gruppo London Stock Exchange, con sede in Milano, Piazza degli Affari n. 6. Le Istruzioni di Vigilanza per le Banche contenute nella circolare n. 229 del 21 aprile 1999 di Banca d Italia, come successivamente modificata ed integrata. Le Nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche contenute nella Circolare n. 263 del 27 dicembre 2006 di Banca d Italia, come successivamente modificata ed integrata. La Circolare n. 285 del 17 dicembre 2013 della Banca d Italia, come successivamente modificata ed integrata, recante Disposizioni di Vigilanza per le Banche che, tra le altre cose, (i) riordina le vigenti disposizioni di vigilanza per le banche nelle aree rimesse alla potestà regolamentare secondaria della Banca d Italia, raccogliendo in un solo fascicolo le disposizioni contenute in una molteplicità di sedi, fra cui, in particolare, la Circolare n. 263, la Circolare n. 229 ed altre disposizioni rilevanti non incorporate in dette circolari, (ii) recepisce la CRD IV e PROSPETTO INFORMATIVO 8

9 Codice Civile Codice di Autodisciplina Consob Credito Valtellinese S.c. o Creval o Banca o Capogruppo o Emittente Data del Prospetto Delega Direttiva 2003/71/CE o Direttiva Prospetto Diritti di Opzione Equita Gruppo Credito Valtellinese, Gruppo Creval o Gruppo IAS/IFRS o Principi Contabili Internazionali Intermediari Aderenti Intermonte Istruzioni di Borsa (iii) attua alcune disposizioni del CRR rimesse alle discrezionalità nazionali. Il Regio Decreto 16 marzo 1942, numero 262, come successivamente modificato e integrato. Il Codice di Autodisciplina delle società quotate predisposto dal Comitato per la corporate governance delle società quotate. Commissione Nazionale per le Società e la Borsa con sede in Roma, Via G.B. Martini, n. 3. Credito Valtellinese Società cooperativa, con sede legale in Sondrio, Piazza Quadrivio, n.8. La data di pubblicazione del presente Prospetto. La delega che l Assemblea straordinaria dei soci della Banca, in data 12 aprile 2014, ha attribuito al Consiglio di Amministrazione, ai sensi dell articolo 2443 del Codice Civile, esercitabile entro il termine massimo di 2 anni dalla data della deliberazione, e concernente la facoltà di aumentare il capitale sociale a pagamento, in una o più volte e in via scindibile, per un importo complessivo, comprensivo dell eventuale sovrapprezzo, di massimi Euro , mediante emissione di azioni ordinarie della Banca da offrire in opzione agli azionisti ai sensi dell articolo 2441, comma 1 del Codice Civile. Indica la Direttiva 2003/71/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 4 novembre 2003, relativa al prospetto da pubblicare per l offerta pubblica o l ammissione alla negoziazione di strumenti finanziari, come modificata dalla Direttiva 2010/73/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 24 novembre Il diritto derivante dalle azioni ordinarie Creval in circolazione prima dell avvio del Periodo di Opzione di sottoscrivere Azioni secondo il rapporto di opzione che sarà stabilito dal Consiglio di Amministrazione e comunicato prima dell avvio del Periodo di Opzione, mediante pubblicazione di un apposito supplemento ai sensi degli articoli 9 e 56 del Regolamento Emittenti. Equita SIM S.p.A., con sede a Milano, in via Turati, n. 9, iscritta al Registro delle Imprese di Milano al n , iscritta all Albo della Consob delle SIM e delle imprese di investimento al n. 67. Indica il gruppo bancario iscritto nell apposito elenco tenuto dalla Banca d Italia con il codice n e composto dall Emittente, unitamente alle società rientranti nel perimetro di consolidamento di cui al Paragrafo 6.1 della Sezione Prima, Capitolo 6, del Prospetto. Tutti gli International Financial Reporting Standards, tutti gli International Accounting Standards (IAS), tutte le interpretazioni dell International Reporting Interpretations Committee (IFRIC), precedentemente denominato Standing Interpretations Committee (SIC). Gli intermediari autorizzati aderenti al sistema di gestione accentrata di Monte Titoli. Intermonte SIM S.p.A., con sede legale in Milano, Corso Vittorio Emanuele II, n. 9, iscritta presso il Registro delle Imprese di Milano con il n ed iscritta all albo delle SIM con il n Indica le Istruzioni al Regolamento dei mercati organizzati e gestiti da Borsa Italiana S.p.A. entrate in vigore il 3 marzo 2014 ed eventuali successive modifiche ed integrazioni. PROSPETTO INFORMATIVO 9

10 IVASS Joint Bookrunners Joint Global Coordinators Legge Fallimentare MiFID Mercato Telematico Azionario o MTA Monte Titoli Nuovo Piano Industriale Offerta in Opzione o Offerta Periodo di Negoziazione dei Diritti d Opzione Periodo di Opzione Prezzo di Offerta Piano Industriale Prospetto o Prospetto Informativo Regolamento Operazioni con Parti Correlate Regolamento 809/2004 Regolamento di Borsa Regolamento Emittenti Regolamento MVU Resoconto Intermedio di Gestione 2014 o Resoconto di Gestione 2014 Resoconto Intermedio di L IVASS - Istituto di Vigilanza per le Assicurazioni. Barclays e BNP PARIBAS Banca IMI S.p.A., Credit Suisse e Mediobanca - Banca di credito Finanziario S.p.A. Indica il Regio Decreto del 16 marzo 1942, n Disciplina del fallimento, del concordato preventivo e della liquidazione coatta amministrativa, come successivamente modificato ed integrato. Indica la direttiva 2004/39/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 21 aprile 2004 relativa ai mercati degli strumenti finanziari, come successivamente integrata e modificata. Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana. Monte Titoli S.p.A., società del gruppo London Stock Exchange, con sede in Milano, Piazza degli Affari, n. 6. Il piano industriale della Banca, approvato dal Consiglio di Amministrazione nella seduta del 4 marzo Indica l offerta in opzione agli aventi diritto delle Azioni rinvenienti dall Aumento di Capitale oggetto del presente Prospetto. Periodo in cui i Diritti di Opzione saranno negoziati sull Mercato Telematico Azionario, compreso tra il 26 maggio 2014 ed il 13 giugno Il periodo di tempo compreso tra il 26 maggio 2014 ed il 20 giugno 2014 (estremi inclusi). Indica il prezzo di sottoscrizione di ciascuna Azione nell ambito dell Offerta, che sarà comunicato prima dell avvio del Periodo di Opzione, mediante pubblicazione di un apposito supplemento, ai sensi degli articoli 9 e 56 del Regolamento Emittenti. Il piano industriale della Banca, approvato dal Consiglio di Amministrazione nella seduta del 22 febbraio 2011 e aggiornato in data 19 marzo 2012 relativamente agli obiettivi economico-patrimoniali. Il presente prospetto di offerta e quotazione, redatto ai sensi del Regolamento 809/2004. Il regolamento Consob n del 12 marzo 2010, come successivamente modificato ed integrato. Il regolamento (CE) n. 809/2004 della Commissione del 29 aprile 2004, recante modalità di esecuzione della direttiva 2003/71/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, come successivamente modificato ed integrato. Regolamento dei Mercati organizzati e gestiti da Borsa Italiana, deliberato dal Consiglio di Amministrazione di Borsa Italiana del 25 luglio 2013 e approvato dalla Consob con delibera n del 25 settembre Il regolamento approvato dalla Consob con deliberazione n in data 14 maggio 1999, come successivamente modificato ed integrato. Indica il regolamento (UE) n. 1024/2013 del Consiglio del 15 ottobre 2013 che attribuisce alla Banca centrale europea compiti specifici in merito alle politiche in materia di vigilanza prudenziale degli enti creditizi. Il resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2014, approvato dal Consiglio di Amministrazione nella seduta del 13 maggio Il resoconto intermedio di gestione al 31 marzo 2013, approvato dal Consiglio di PROSPETTO INFORMATIVO 10

11 Gestione 2013 o Resoconto di Gestione 2013 Sistema Monte Titoli Amministrazione nella seduta del 15 maggio Indica il sistema di deposito accentrato gestito da Monte Titoli. Società di Revisione KPMG S.p.A., con sede in Milano, via Vittor Pisani, n. 25. Socio Statuto Testo Unico Bancario o TUB Testo Unico della Finanza o TUF Warrant 2014 L azionista della Banca, che abbia acquisito la qualità di socio ai sensi degli articoli da 8 a 10 dello Statuto. Lo statuto sociale di Credito Valtellinese Società cooperativa, in vigore alla Data del Prospetto. Il D.lgs. 1 settembre 1993, n. 385 (Testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia) e successive modifiche e integrazioni. Il D.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 (Testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria) e successive modificazioni e integrazioni. I warrant denominati Warrant Azioni Ordinarie Creval 2014, emessi dalla Banca in data 29 dicembre PROSPETTO INFORMATIVO 11

12 GLOSSARIO Si riporta di seguito un elenco dei termini utilizzati all interno del Prospetto. Tali termini, salvo diversamente specificato, hanno il significato di seguito indicato. Asset Quality Review o AQR Attività di Verifica della BCE Attività Ponderate per il Rischio o RWA Banca Depositaria Bancassicurazione Basilea II Basilea III BRRD Capitale Aggiuntivo di Classe 1 Capitale di Classe 1 (Tier 1 capital) Capitale di Classe 2 (o Tier 2) Capitale Primario di Classe 1 (Common Equity Tier 1 capital - CET1) Indica la seconda fase dell Attività di Verifica della BCE, che ha come scopo principale quello di verificare la qualità degli attivi delle banche selezionate dalla stessa BCE. Indica la generale attività di valutazione della solidità patrimoniale (c.d. comprehensive assessment) avviata dalla BCE nell ottobre 2013, in considerazione dei poteri di vigilanza che la stessa BCE eserciterà, ai sensi del Regolamento MVU, a partire al mese di novembre del Gli attivi bancari (dentro e fuori bilancio) vengono ponderati attraverso fattori che rappresentano la loro rischiosità e il loro potenziale di default in modo da calcolare un indicatore di adeguatezza patrimoniale (l ammontare minimo di capitale richiesto alle banche e alle altre istituzioni a cui si rivolgono gli accordi internazionali). Banca cui è affidata la custodia degli strumenti finanziari. Termine utilizzato per riferirsi all insieme di rapporti che intercorre tra banche e imprese di assicurazione sia dal punto di vista degli assetti societari che relativamente alla creazione di sistemi distributivi integrati. Con riguardo a quest ultimo aspetto, assume rilevanza la vendita di prodotti assicurativi attraverso sportelli bancari. Accordo internazionale del gennaio 2001 sui requisiti patrimoniali delle banche, redatto dal Comitato di Basilea, istituito dai governatori delle Banche Centrali dei dieci Paesi più industrializzati (G10) alla fine del Tale accordo prevede, tra l altro, che le banche dei Paesi aderenti accantonino quote di capitale proporzionali ai tipici rischi bancari assunti. Accordo internazionale del dicembre 2010 contenente nuove regole a garanzia della stabilità del sistema bancario. Tale accordo modifica e integra sia la versione del 1988 (Basilea I) sia la versione Basilea II entrata in vigore nel Le nuove regole introdotte con Basilea III definiscono nuovi standard internazionali per l adeguatezza patrimoniale delle banche e nuovi vincoli di liquidità. Indica la Direttiva approvata dal Parlamento Europeo e dal Consiglio, rispettivamente in data 15 aprile e 6 maggio 2014, concernente l istituzione di un quadro di risanamento e di risoluzione delle crisi degli enti creditizi e delle imprese di investimento (Bank Recovery and Resolution Directive). Il capitale aggiuntivo di classe 1 di un ente è costituito dagli Elementi Aggiuntivi di Classe 1 dopo la detrazione degli elementi di cui all articolo 56 del CRR e dopo l applicazione dell articolo 79 del CRR (che dispone le condizioni per la deroga temporanea alla deduzione dai fondi propri). Ai sensi dell articolo 25 del CRR, si considera capitale di classe 1 la somma del Capitale Primario di Classe 1 e del Capitale Aggiuntivo di Classe 1 dell ente. Il capitale di classe 2 di un ente è costituito dagli elementi di classe 2 dell ente dopo le detrazioni di cui all articolo 66 del CRR e dopo l applicazione dell articolo 79 del CRR (che dispone le condizioni per la deroga temporanea alla deduzione dai fondi propri). In conformità all articolo 26 del CRR, gli elementi del capitale primario di classe 1 degli enti sono i seguenti: (a) strumenti di capitale, purché siano soddisfatte le condizioni di cui all articolo 28 del CRR (ad es. che siano emessi direttamente dall emittente, PROSPETTO INFORMATIVO 12

13 Cartolarizzazione Comitato di Basilea Corporate Banking che siano interamente versati, che il loro acquisto non sia stato finanziato dall emittente, che siano classificati come patrimonio netto ai sensi della disciplina contabile applicabile, che siano perpetui) o, ove applicabile, all articolo 29; (b) sovrapprezzi di emissione relativi agli strumenti di cui alla lettera a); (c) utili non distribuiti; (d) altre componenti di conto economico complessivo accumulate; (e) altre riserve; (f) fondi per rischi bancari generali. Gli elementi di cui alle lettere da (c) ad (f) sono riconosciuti come capitale primario di classe 1 soltanto se possono essere utilizzati senza restrizioni e senza indugi dall ente per la copertura dei rischi o delle perdite nel momento in cui tali rischi o perdite si verificano. In linea generale, come precisato dall articolo 50 del CRR, il capitale primario di classe 1 di un ente è costituito dagli elementi del capitale primario di classe 1 dopo l applicazione delle rettifiche prescritte dagli articoli da 32 a 35 del CRR, le detrazioni a norma dell articolo 36 (ad es. le perdite relative all esercizio in corso, i beni immateriali e le attività fiscali differite che si basano sulla redditività futura) e le esenzioni e le alternative di cui agli articoli 48, 49 e 79 del CRR. Operazione di trasferimento del rischio relativo ad attività finanziarie o reali a una società veicolo, effettuata mediante la cessione delle attività sottostanti, ovvero mediante l utilizzo di contratti derivati. In Italia, la materia è regolata principalmente dalla Legge n. 130 del 30 aprile 1999, come successivamente integrata e modificata. Indica il comitato per la vigilanza bancaria (Basel Committee on Banking Supervision) fondato nel 1974 dai governatori delle banche centrali del Gruppo dei Dieci (G10) all interno della Bank for International Settlements (BIS), il cui scopo principale è quello di favorire la comprensione dei principali temi relativi all attività di supervisione e di migliorare la supervisione bancaria in tutto il mondo. Indica il servizio bancario orientato alle imprese. CRD IV Indica la Direttiva 2013/36/UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 sull accesso all attività degli enti creditizi e sulla vigilanza prudenziale sugli enti creditizi e sulle imprese di investimento, che modifica la direttiva 2002/87/CE e abroga le direttive 2006/48/CE e 2006/49/CE. CRR Coverage Ratio dei Crediti Deteriorati EBA Indica il Regolamento (UE) n.575/2013 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 giugno 2013 relativo ai requisiti prudenziali per gli enti creditizi e le imprese di investimento e che modifica il regolamento (UE) n. 648/2012. Il coverage ratio dei crediti deteriorati indica il rapporto tra le rettifiche di valore e l esposizione lorda degli impieghi deteriorati. L Autorità Bancaria Europea (European Banking Authority) istituita con il Regolamento (UE) n. 1093/2010 del Parlamento europeo e del Consiglio del 24 novembre 2010, come successivamente integrato e modificato. Elementi Aggiuntivi di Classe 1 Elementi di Classe 2 Gli elementi aggiuntivi di classe 1 sono costituiti da (a) strumenti di capitale (che non siano considerati elementi di Capitale Primario di Classe 1 e 2), quando sono rispettate le condizioni di cui all articolo 52, paragrafo 1 del CRR (ad es. emessi ed interamente versati, il cui acquisto non è stato finanziato dall ente, di categoria inferiore agli Strumenti di Classe 2 in caso di insolvenza dell ente) e (b) sovrapprezzi di emissione relativi agli strumenti di cui alla lettera (a). Gli elementi di classe 2 sono costituiti da: PROSPETTO INFORMATIVO 13

14 Eurirs Fondi propri o Capitale Totale G-SII buffer O-SII buffer Home Banking Leasing Liquidity Coverage Ratio Loan to Deposit Ratio Mercati Collateralizzati Net Stable Funding Ratio (a) strumenti di capitale e prestiti subordinati, quando sono rispettate le condizioni di cui all articolo 63 del CRR (ovverosia gli Strumenti di Classe 2 di cui all elemento successivo); (b) sovrapprezzi di emissione relativi agli strumenti di cui alla lettera (a) che precede; (c) per gli enti che calcolano gli importi delle esposizioni ponderate per il rischio conformemente alla Parte tre, Titolo II, Capo 2 del CRR, le rettifiche di valore su crediti generiche, al lordo degli effetti fiscali, fino all 1,25% degli importi delle esposizioni ponderate per il rischio calcolate conformemente alla Parte tre, Titolo II, Capo 2 del CRR; (d) per gli enti che calcolano gli importi delle esposizioni ponderate per il rischio conformemente alla Parte tre, Titolo II, Capo 3 del CRR, gli importi positivi, al lordo degli effetti fiscali, risultanti dal calcolo di cui agli articoli 158 e 159 del CRR fino allo 0,6% degli importi delle esposizioni ponderate per il rischio calcolati conformemente alla Parte tre, Titolo II, Capo 3 del CRR. Acronimo di Euro Interest Rate Swap, ovvero il tasso di riferimento calcolato giornalmente dalla European Banking Federation, che indica il tasso medio al quale i principali istituti di credito dell Unione Europea stipulano contratti di swap a copertura del rischio di credito. I fondi propri di un ente consistono nella somma del suo Capitale di Classe 1 e di Classe 2. Indica la riserva per gli enti a rilevanza sistemica globale (global systemically important institution buffer), disciplinata dalla Parte Prima - Titolo II - Capitolo 1 - Sezione IV della Circolare n Indica la riserva per gli enti a rilevanza sistemica (other systemically important institution buffer), disciplinata dalla Parte Prima - Titolo II - Capitolo 1 - Sezione IV della Circolare n Servizio bancario orientato alle famiglie che prevede, mediante collegamenti telematici, la possibilità di effettuare operazioni bancarie direttamente dal domicilio dell utente. Contratto con il quale una parte (locatore) concede all altra (locatario) per un tempo determinato il godimento di un bene, acquistato o fatto costruire dal locatore su scelta e indicazione del locatario con pagamento di un canone periodico, con facoltà per quest ultimo di acquistare la proprietà del bene a condizioni prefissate al termine del contratto di locazione. E l indicatore di liquidità a breve termine a 30 giorni introdotto dal Comitato di Basilea dato dal rapporto tra l ammontare delle high quality liquidity assets (attività liquide di elevata qualità) ed il totale dei deflussi di cassa netti nei 30 giorni di calendario successivi. Tale indicatore dovrà essere pari, ai sensi del CRR, al 60% nel 2015, al 70% nel 2016, all 80% nel 2017 e al 100% nel Indica il rapporto tra gli impieghi a favore della clientela e la raccolta diretta. Indica i mercati nei quali è necessaria la cosiddetta collateralizzazione, ovvero la costituzione di un collateral. Tale operazione contrattuale viene effettuata da un soggetto obbligato ad eseguire una certa prestazione al fine di garantirla. L operazione contrattuale consiste nel sottoporre a vincolo uno specifico asset (collateral) che può essere venduto in danno del debitore, se questi non esegue la propria obbligazione. E l indicatore di liquidità strutturale a 12 mesi introdotto dal Consiglio di Basilea, PROSPETTO INFORMATIVO 14

15 Nuova Disciplina Nuova Disciplina Europea per le Banche Stress Test Strumenti di Classe 2 Rating ROE o Return on Equity ROTE (Return on Tangible Equity) RWA (Attivo Ponderato per il Rischio) Spread dato dal rapporto tra ammontare disponibile di provvista stabile e ammontare obbligatorio di provvista stabile. Indica, congiuntamente, la Circolare n.285 e la Nuova Disciplina Europea per le Banche. Indica, congiuntamente, la CRD IV e la CRR. Indica i test volti a valutare la risposta delle istituzioni finanziarie a sviluppi negativi dei mercati e che contribuiscono alla valutazione complessiva del rischio sistemico del sistema finanziario dell Unione Europea. Gli strumenti di classe 2 sono (a) gli strumenti di capitale e (b) i prestiti subordinati emessi dalle banche il cui credito sul capitale, a norma delle disposizioni che li governano, ai sensi dell articolo 63 del CRR, è pienamente subordinato ai crediti di tutti i creditori dell emittente non ugualmente subordinati. Esprime la valutazione, da parte di società specializzate, del merito creditizio di una società o delle sue emissioni di titoli di debito sulla base della solidità finanziaria della società stesa e delle sue prospettive. Indica il rapporto tra l utile netto di periodo ed il patrimonio netto di fine anno precedentemente depurato degli utili destinati agli azionisti. Il ROE è uno dei principali indicatori della performance di redditività del capitale investito. L indicatore che misura la reddività operativa di una banca, e si calcola come il rapporto tra l utile netto ed il patrimonio netto materiale (ossia il patrimonio netto da cui sono escluse le attività immateriali tra cui, ad esempio, l avviamento). Gli attivi bancari (dentro e fuori bilancio) vengono ponderati attraverso fattori che rappresentano la loro rischiosità e il loro potenziale rischio di default in modo da calcolare un indicatore di adeguatezza patrimoniale (l ammontare minimo di capitale richiesto alle banche e alle altre istituzioni a cui si rivolgono gli accordi internazionali). Con questo termine di norma si indica la differenza tra due tassi di interesse, lo scarto tra le quotazioni denaro e lettera nelle contrattazioni in titoli o la maggiorazione che l emittente di valori mobiliari riconosce in aggiunta ad un tasso di riferimento. PROSPETTO INFORMATIVO 15

16 NOTA DI SINTESI Le note di sintesi riportano gli elementi informativi richiesti dagli schemi applicabili ( Elementi ) indicati nelle Sezioni da A ad E (A.1 E.7). La presente Nota di Sintesi contiene tutti gli Elementi richiesti dagli schemi applicabili in relazione alle caratteristiche delle Azioni offerte e dell Emittente. Poiché non è richiesta l indicazione nella Nota di Sintesi di Elementi relativi a schemi non utilizzati per la redazione del Documento di Registrazione e della Nota Informativa, potrebbero esservi intervalli nella sequenza numerica degli Elementi. Qualora l indicazione di un determinato Elemento sia richiesta dagli schemi applicabili in relazione alle caratteristiche delle Azioni offerte e dell Emittente e non vi siano informazioni rilevanti al riguardo, la Nota di Sintesi contiene una sintetica descrizione dell Elemento astratto richiesto dagli schemi applicabili, con l indicazione non applicabile. PROSPETTO INFORMATIVO 16

17 A.1 Si avverte espressamente che: A Introduzione e avvertenze - la presente Nota di Sintesi va letta come un introduzione alla Nota Informativa e al Documento di Registrazione; - qualsiasi decisione, da parte dell investitore, di investire nelle Azioni oggetto dell Offerta deve basarsi sull esame, oltre che della presente Nota di Sintesi, anche della Nota Informativa e del Documento di Registrazione; - qualora sia presentato un ricorso dinanzi all autorità giudiziaria in merito alle informazioni contenute nella Nota di Sintesi, nella Nota Informativa e/o nel Documento di Registrazione, l investitore ricorrente potrebbe essere tenuto, a norma del diritto nazionale degli Stati membri, a sostenere le spese di traduzione della Nota di Sintesi, della Nota Informativa e/o del Documento di Registrazione, prima dell inizio del procedimento; - la responsabilità civile incombe sulle persone che hanno redatto la Nota di Sintesi, ed eventualmente la sua traduzione, soltanto qualora la Nota di Sintesi risulti fuorviante, imprecisa o incoerente se letta congiuntamente alla Nota Informativa e al Documento di Registrazione o non offra, se letta insieme alla Nota Informativa e al Documento di Registrazione, le informazioni fondamentali per aiutare gli investitori al momento di valutare l opportunità di investire nelle Azioni oggetto dell Offerta. A.2 L Emittente non presta il suo consenso all utilizzo del presente Prospetto da parte di intermediari finanziari terzi per la successiva rivendita ovvero per il collocamento finale delle Azioni. B.1 Denominazione legale e commerciale dell Emittente B.2 Domicilio e forma giuridica dell Emittente, legislazione in base alla quale opera l Emittente e suo paese di costituzione B.3 Descrizione della natura delle operazioni correnti dell Emittente e delle sue principali attività e delle principali categorie di prodotti venduti e/o di servizi prestati. B Emittente La denominazione legale dell Emittente è Banca Piccolo Credito Valtellinese - società cooperativa ovvero, in forma abbreviata, Credito Valtellinese S.c. o anche solo Credito Valtellinese. Credito Valtellinese è una società cooperativa costituita in conformità al diritto italiano, con sede legale in Sondrio, Piazza Quadrivio, 8. Creval opera in base alla legislazione italiana. L art. 2 dello Statuto del Credito Valtellinese prevede che La Società ha per scopo la raccolta del risparmio e l esercizio del credito, tanto nei confronti dei propri Soci che dei non Soci, e si ispira ai principi della mutualità; essa si propone altresì di sostenere e promuovere lo sviluppo di tutte le attività produttive con particolare riguardo a quelle minori e alle imprese cooperative e di favorire, in conformità alle intenzioni dei suoi fondatori e alla sua tradizionale ispirazione cristiana, le istituzioni tendenti a migliorare le condizioni morali, intellettuali ed economiche delle classi meno abbienti, anche con attività benefiche. La Società può compiere, con l osservanza delle disposizioni vigenti, tutte le operazioni e i servizi bancari e finanziari consentiti, nonché ogni altra operazione strumentale o comunque connessa al raggiungimento dello scopo sociale. Inoltre, la Società, nella sua qualità di Capogruppo del Gruppo Credito Valtellinese, emana, nell esercizio dell attività di direzione e coordinamento, disposizioni alle componenti il Gruppo per l esecuzione delle istruzioni impartite dalla Banca d Italia nell interesse della stabilità del Gruppo. L attività ha per oggetto la raccolta del risparmio e l esercizio del credito, tanto nei confronti dei propri soci che dei non soci. Il Credito Valtellinese si propone, altresì, di sostenere e promuovere lo sviluppo di tutte le attività produttive con particolare riguardo a quelle minori e alle imprese cooperative e di favorire le istituzioni tendenti a migliorare le condizioni morali, intellettuali ed economiche delle classi meno abbienti, anche con attività benefiche. Nell ambito dell esercizio dell attività di intermediazione creditizia, Credito Valtellinese e le altre banche del Gruppo, offrono alla propria clientela, retail e corporate, una gamma completa di prodotti e servizi in grado di soddisfare ogni esigenza finanziaria o di investimento. Tali prodotti e servizi includono depositi a risparmio, conti correnti, certificati di deposito ed obbligazioni, prestiti a breve, medio e lungo termine, servizi di pagamento, emissione di carte di credito, servizi di intermediazione in cambi e in titoli, nonché la gestione del risparmio. L offerta commerciale del Gruppo, inoltre, è in grado di coprire la globalità delle necessità di finanziamento, investimento e trasferimento espressi dalla clientela, avvalendosi a tal fine delle strutture specialistiche nell ambito del perimetro del Gruppo o, comunque, collegate tramite il modello imprenditoriale di impresa rete, oltre che attraverso la partnership con società specializzate esterne al perimetro del Gruppo. Altro elemento caratterizzante la gamma dei prodotti del Gruppo è l orientamento ad offrire servizi fruibili direttamente sul web, garantendo la maggior autonomia possibile al cliente nella gestione dei propri rapporti bancari. B.4a Descrizione delle principali tendenze recenti riguardanti l Emittente e i settori in cui opera Come evidenziano i risultati al 31 marzo 2014 la Banca ha operato anche nel corso dei primi mesi del corrente esercizio in un contesto macro-economico ancora difficile. L attività dell Emittente ha continuato, infatti, a risentire, anche se in maniera più lieve, della crisi, che ha colpito l economia reale negli ultimi anni, nonché delle incertezze che permangono in merito alla possibile evoluzione dello scenario macroeconomico. In Italia la ripresa economica appare in consistente ritardo rispetto agli altri Paesi europei e presenta ancora evidenti segnali di debolezza, anche a causa dell incertezza e dell instabilità che hanno contraddistinto il contesto politico del nostro Paese negli ultimi anni. Per il 2014 si prevede per l Italia una crescita dello 0,7% grazie soprattutto al contributo positivo delle esportazioni, anche se l apprezzamento dell Euro rischia di ridimensionare tale contributo. Con riferimento al settore bancario, si precisa che tra la fine del 2013 e l inizio del 2014 la domanda di credito è stata caratterizzata da una consistente debolezza. In particolare, la dinamica dei prestiti bancari alle famiglie, anche se in lieve ripresa, è ancora negativa, principalmente a causa del persistere della negativa evoluzione delle principali grandezze macroeconomiche (PIL ed investimenti). Del pari, anche l andamento dei prestiti alle imprese ha continuato a risentire della debolezza della domanda, sia a causa dei criteri di offerta ancora restrittivi che a seguito delle pressioni sui bilanci delle banche. Anche la raccolta complessiva si assesta su valori negativi, mentre i tassi di interesse si mantengono su livelli straordinariamente bassi. Infine, anche la redditività complessiva rimane molto contenuta, principalmente in considerazione del deterioramento della qualità del credito. Per quanto riguarda il Gruppo Creval, si ritiene che per l esercizio 2014 la domanda di credito continuerà a mantenersi su livelli esigui, in considerazione del perdurare degli elementi di incertezza in merito alla ripresa dell economia reale, così come la raccolta diretta ed indiretta. Con riferimento all andamento dei tassi di interesse, è ragionevole attendersi che si manterranno sostanzialmente costanti rispetto alla tendenza manifestatasi nell esercizio appena concluso. Scostamenti significativi tra l andamento gestionale del Gruppo nel primo trimestre 2014 ed i corrispondenti dati del Nuovo Piano Industriale Si riporta di seguito l analisi degli scostamenti significativi tra l andamento delle grandezze patrimoniali del Gruppo Creval alla chiusura del primo trimestre 2014 rispetto ai Dati Previsionali al 31 dicembre PROSPETTO INFORMATIVO 17

18 PRINCIPALI DATI DI STATO PATRIMONIALE (miliardi di Euro) 31 DICEMBRE MARZO DICEMBRE 2014 TARGET Crediti verso la clientela (*) 19,9 19,2 19,7 Raccolta diretta (*) 19,8 20,1 20,2 Raccolta indiretta 11,2 11,6 11,2 *Al netto della CCG (Cassa di Compensazione e Garanzia). Con riferimento ai dati patrimoniali si evidenzia che: - l Emittente ritiene che la flessione del portafoglio crediti registrata nel primo trimestre 2014 possa essere compensata, coerentemente ai target previsti per il 31 dicembre 2014, a condizione che si realizzi il consolidamento dei primi segnali di ripresa economica nella seconda parte dell anno; e - l andamento della raccolta diretta (al netto della raccolta con controparti istituzionali), e della raccolta indiretta è in linea con i target previsti per il Si riporta di seguito l analisi degli scostamenti significativi tra l andamento gestionale del Gruppo Creval alla chiusura del primo trimestre 2014 rispetto alle stime, relative al medesimo periodo, incluse nei Dati Previsionali al 31 dicembre PRINCIPALI DATI DI CONTO ECONOMICO (milioni di Euro) I TRIMESTRE 2014 I TRIMESTRE 2014 TARGET VAR % B.5 Gruppo di appartenenza dell Emittente Margine di interesse ,5% Commissioni nette ,3% Proventi operativi ,4% Oneri operativi (126) (123) 3,0% Rettifiche di valore nette su crediti (101,6) (64,0) 58,6% Utile lordo 4,4 10,7-58,6% Utile netto di Gruppo 0,8 3,6-76,7% I risultati economici del primo trimestre 2014 evidenziano una riduzione del risultato rispetto alle stime. In particolare, l incremento, rispetto alle previsioni, dei flussi di crediti deteriorati registrato nei primi tre mesi del 2014 ha determinato un aumento delle rettifiche di valore, rispetto all importo stimato per l anno in corso, riparametrato al trimestre, pari circa al 59%. Tale dato è stato in gran parte compensato sia da un maggiore contributo al margine di interesse legato all incremento dello spread medio applicato alla clientela sia dai profitti realizzati a seguito della vendita e successiva ricomposizione del portafoglio titoli di proprietà. Ad oggi, oltre a quanto riportato sopra con riferimento ai dati al 31 marzo 2014, non si rilevano ulteriori scostamenti significativi nell andamento gestionale del Gruppo rispetto alle previsioni. Credito Valtellinese è la capogruppo del Gruppo Credito Valtellinese. L attuale struttura del Gruppo è rappresentata dal seguente grafico, aggiornato al 31 dicembre Struttura del Gruppo Credito Valtellinese MERCATO SOCIETA SPECIALIZZATE CORPORATE CENTER Credito Valtellinese Credito Siciliano Carifano Mediocreval Finanziaria San Giacomo Creset Servizi Territoriali Bankadati Stelline Global Assicurazioni (*) Global Broker (*) (*) Società assicurative soggette all attività di direzione e coordinamento del Credito Valtellinese ai sensi degli artt e seguenti del Codice Civile PROSPETTO INFORMATIVO 18

19 B.6 Azionisti che detengono partecipazioni superiori al 2% del capitale, diritti di voto diversi in capo ai principali azionisti dell Emittente Alla Data del Prospetto, alla luce dei dati contenuti nel libro soci e di altre informazioni disponibili da parte dell Emittente, non risulta alcun azionista che detenga, direttamente o indirettamente, strumenti finanziari rappresentativi del capitale con diritto di voto in misura superiore al 2% del capitale sociale del Credito Valtellinese. Peraltro, ai sensi dell articolo 30 del TUB e in base a quanto previsto dall articolo 8 dello Statuto, nessuno può detenere azioni in misura eccedente l 1% del capitale sociale dell Emittente e le azioni eccedenti devono essere alienate entro un anno dalla contestazione da parte della Società. Tale limite non si applica agli organismi di investimento collettivo in valori mobiliari, per i quali valgono i limiti previsti dalla disciplina propria di ciascuno di essi. Alla Data del Prospetto l Emittente non ha emesso categorie di azioni diverse da quelle ordinarie e non sussistono diritti di voto diversi in capo agli azionisti. B.7 Informazioni finanziarie fondamentali selezionate sull Emittente Le informazioni relative al patrimonio e alla situazione economico-finanziaria del Gruppo per gli esercizi 2013 e 2012 sono ricavabili dal Bilancio Consolidato 2013 e dal Bilancio Consolidato 2012 (con le relative relazioni della Società di Revisione), redatti conformemente ai Principi Contabili Internazionali. Si dà atto che il progetto di bilancio civilistico al 31 dicembre 2013 e il Bilancio Consolidato 2013 sono stati approvati dal Consiglio di Amministrazione della Banca in data 4 marzo 2014 e che la Consob potrà svolgere le attività di verifica su tali bilanci nei termini previsti dalla legge. Inoltre, le informazioni relative al patrimonio ed alla situazione economico-finanziaria del Gruppo per il trimestre concluso il 31 marzo 2014, nonché per il trimestre concluso il 31 marzo 2013, sono ricavabili, rispettivamente, dal Resoconto Intermedio di Gestione 2014, sottoposto, su base volontaria, a revisione contabile limitata da parte della Società di Revisione, e dal Resoconto Intermedio di Gestione L Emittente si avvale del regime di inclusione mediante riferimento del Bilancio Consolidato 2013, del Bilancio Consolidato 2012, del Resoconto Intermedio di Gestione 2014 e del Resoconto Intermedio di Gestione 2013, ai sensi dell articolo 11 della Direttiva Prospetto e dell articolo 28 del Regolamento 809/2004. Tali documenti sono stati precedentemente pubblicati e depositati presso la Consob e sono a disposizione del pubblico sul sito internet dell Emittente (www.creval.it), nonché presso la sede dell Emittente e sul sito internet di Borsa Italiana, Di seguito si riportano le principali voci dello stato patrimoniale consolidato del Gruppo Creval per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2013 ed al 31 dicembre 2012, nonché al trimestre concluso il 31 marzo 2014, comparati con quelli relativi al trimestre concluso il 31 marzo Voci dell attivo ( Euro/1000) Cassa e disponibilità liquide Attività finanziarie detenute per la negoziazione Attività finanziarie disponibili per la vendita Attività finanziarie detenute sino a scadenza Crediti verso banche Crediti verso la clientela Partecipazioni Attività materiali e immateriali (1) Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione Altre voci dell'attivo (2) Totale dell'attivo (1) Comprendono le voci di bilancio "120. Attività materiali" e "130. Attività immateriali". (2) Comprendono le voci "140. Attività fiscali" e "160. Altre attività". Di seguito si riportano le principali voci del passivo dello stato patrimoniale consolidato del Gruppo Creval per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2013 ed al 31 dicembre 2012, nonché al trimestre concluso il 31 marzo 2014, comparati con quelli relativi al trimestre concluso il 31 marzo Voci del passivo e del patrimonio netto (Euro/1000) Debiti verso banche Raccolta diretta dalla clientela (1) Passività finanziarie di negoziazione Derivati di copertura Passività associate a gruppi di attività in via di dismissione Altre voci del passivo Fondi a destinazione specifica (2) Patrimonio di pertinenza di terzi Patrimonio netto (3) Totale del passivo (1) Comprende le voci "20. Debiti verso clientela" e "30. Titoli in circolazione". (2)Comprendono le voci "80. Passività fiscali", "110. Trattamento di fine rapporto del personale" e "120. Fondi per rischi e oneri". (3) Comprende le voci "140. Riserve da valutazione", "160. Strumenti di capitale", "170. Riserve", "180. Sovrapprezzi di emissione", "190. Capitale", "200. Azioni proprie" e "220. Utile (Perdita) d esercizio". Nella tabella che segue si riportano i principali dati del il conto economico consolidato del Gruppo relativo agli esercizi 2013 e 2012, nonché al trimestre concluso il 31 marzo 2014, comparati con quelli relativi al trimestre concluso il 31 marzo PROSPETTO INFORMATIVO 19

20 Voci del conto economico (Euro/1000) Margine di interesse Commissioni nette Margine di intermediazione Risultato netto della gestione finanziaria Costi operativi Utile (Perdita) della operatività corrente al lordo delle imposte Utile (Perdita) della operatività corrente al netto delle imposte Utile (Perdita) del periodo Utile (Perdita) del periodo di pertinenza della capogruppo (*) 1 TRIM TRIM ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) ( ) (*) I dati riferiti al 31 dicembre 2012 sono stati rivisti, nel 2013, in seguito alla riclassifica degli oneri versati al Fondo tutela dei depositi dalla voce 220. Altri oneri/proventi di gestione alla voce 130. Rettifiche/Riprese di valore nette per deterioramento di: d) altre operazioni finanziarie per un importo pari a 1,2 milioni di Euro. Di seguito si riportano le principali voci del rendiconto finanziario del Gruppo Creval per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2013 ed al 31 dicembre 2012, nonché al trimestre concluso il 31 marzo 2014, comparati con quelli relativi al trimestre concluso il 31 marzo TRIM TRIM Gestione Liquidità generata/assorbita dalle attività finanziarie Liquidità generata/assorbita dalle passività finanziarie Liquidità netta generata/assorbita dall'attività operativa Liquidità netta generata/assorbita dall'attività d investimento Liquidità netta generata/assorbita dall'attività di provvista LIQUIDITA' NETTA GENERATA/ASSORBITA NELL'ESERCIZIO Di seguito si riportano i principali dati relativi ai crediti verso la clientela della Banca per gli esercizi chiusi al 31 dicembre 2013 ed al 31 dicembre 2012, nonché al trimestre concluso il 31 marzo dati in milioni di Euro Conti correnti Pronti contro termine attivi Mutui Carte di credito, prestiti personali e cessioni del quinto Leasing finanziario Altre operazioni Titoli di debito Attività deteriorate Totale crediti netti Di seguito si riportano i principali dati relativi ai crediti deteriorati della Banca per gli esercizi conclusi il 31 dicembre 2013 ed il 31 dicembre dati in milioni di Euro Importo lordo Rettifiche di valore Importo netto % cop. Importo lordo Rettifiche di valore Importo netto al al Crediti deteriorati Sofferenze , ,7 Incagli , ,4 Esposizioni ristrutturate , ,8 Esposizioni scadute , ,4 Totale crediti deteriorati , ,2 Crediti in bonis , ,56 Totale crediti verso clientela % cop. Di seguito si riportano i principali dati relativi ai crediti deteriorati della Banca per il trimestre concluso il 31 marzo 2014, comparati con quelli relativi al trimestre concluso il 31 marzo PROSPETTO INFORMATIVO 20

21 dati in milioni di Euro Crediti deteriorati Importo lordo Rettifiche di valore Importo netto % cop. Importo lordo Rettifiche di valore al al Importo netto Sofferenze , ,9 Incagli , ,8 Esposizioni ristrutturate , ,9 Esposizioni scadute , ,1 Totale crediti deteriorati , ,1 Crediti in bonis , ,55 Totale crediti verso clientela % cop. B.8 Informazioni finanziarie pro-forma fondamentali selezionate B.9 Previsione o stima degli utili Non applicabile in quanto l Emittente non fornisce informazioni finanziarie pro-forma. Con delibera del Consiglio di Amministrazione del 4 marzo 2014, l Emittente ha approvato l aggiornamento del piano industriale contenente le azioni strategiche - delineate in continuità con le direttici del Piano Industriale , come già aggiornato in data 19 marzo e gli obiettivi economico-patrimoniali e finanziari di Gruppo per il periodo Il Nuovo Piano Industriale, elaborato dall Emittente, è stato illustrato alla comunità finanziaria in data 4 marzo 2014 (il documento utilizzato per la presentazione è disponibile sul sito dell Emittente, Tenuto conto dei risultati conseguiti nel periodo , derivanti dall attuazione e completamento dei principali interventi previsti nel Piano Industriale , l aggiornamento prevede la finalizzazione ed un ulteriore accelerazione delle azioni manageriali in corso in molteplici ambiti relativi: (i) agli assetti societari ed organizzativi; (ii) alle politiche di capital management e funding; (iii) all efficienza operativa; (iv) ai processi e politiche del credito; e (v) alle politiche commerciali e di prodotto. Il Nuovo Piano Industriale contiene, inoltre, un insieme di stime e previsioni sui risultati del Gruppo Creval che si basano su (i) assunzioni di carattere generale ed ipotetico relative a eventi futuri che dipendono da variabili non controllabili dalla Banca (es. scenario macroeconomico, andamento dei mercati finanziari, etc.), e (ii) assunzioni ipotetiche e di natura discrezionale legate agli effetti delle specifiche azioni gestionali e organizzative che la Banca dovrà intraprendere nell arco temporale coperto dal Piano Industriale. Il Nuovo Piano Industriale ed i dati previsionali consolidati del Gruppo Creval in esso riportati, nonché le modifiche conseguenti al realizzarsi delle suddette operazioni e accadimenti, sono stati, pertanto, definiti sulla base di alcuni lineamenti di scenario esterno, soggetti ai rischi e alle incertezze che caratterizzano l attuale scenario macroeconomico, sui quali la Banca non può influire, nonché sulla base di assunzioni relative agli effetti di azioni specifiche o concernenti eventi futuri sui quali la Banca può solo parzialmente influire e che potrebbero non verificarsi o variare nel triennio L evoluzione nell ambito del Nuovo Piano Industriale dei principali aggregati economici e patrimoniali del Gruppo è stata, inoltre, determinata stimando i volumi, i tassi di interesse e gli spread applicabili alla clientela, anche sulla base delle previsioni relative all evoluzione della congiuntura economica e dell andamento del settore creditizio elaborate da primari centri di ricerca. Su tali risultati sono stati declinati gli effetti delle diverse iniziative programmate dalla Banca. I Dati Previsionali sono stati elaborati nella prospettiva della continuità aziendale, valutata sulla base delle considerazioni riportate nel Bilancio Consolidato In considerazione dell incertezza che caratterizza qualunque dato previsionale, gli investitori sono invitati, nelle proprie decisioni di investimento connesse all Offerta, a non fare esclusivo affidamento sugli stessi. Si evidenzia che, a causa (i) dell aleatorietà connessa alla realizzazione degli eventi futuri previsti nel Nuovo Piano Industriale sia per quanto concerne il loro concreto accadimento sia per quanto riguarda la misura e la tempistica della loro manifestazione, nonché (ii) dell impatto che il verificarsi o meno di tali eventi futuri ha sugli eventi controllabili, in tutto o anche solo in parte, dalla Società, si potrebbero verificare scostamenti, anche significativi, tra valori consuntivi e valori preventivati. In particolare, eventuali effetti sulle stime e le previsioni del Piano Industriale potrebbero derivare dall esito delle Attività di Verifica della BCE e più nello specifico dalla Asset Quality Review e dallo stress test. Di seguito si riepilogano i target del Nuovo Piano Industriale: PRINCIPALI DATI DI STATO PATRIMONIALE (miliardi di Euro) E CAGR Crediti verso la clientela 19,9 (*) 21,0 1,3% Raccolta diretta 19,8 (*) 22,1 2,3% Raccolta indiretta 11,2 12,7 4,3% (*) Valori al lordo di CCG (Cassa di Compensazione e Garanzia) pari a: Crediti vs/clientela 20,2 miliardi di Euro e Raccolta diretta 20,7 miliardi di Euro. PRINCIPALI DATI DI CONTO ECONOMICO (milioni di Euro) E CAGR Margine di interesse ,4% Commissioni nette ,0% Proventi operativi ,8% Oneri operativi (504) (506) 0,2% Rettifiche di valore nette su crediti (266) (202) (8,8%) Utile lordo ,1% Utile netto di Gruppo n.s. PROSPETTO INFORMATIVO 21

22 INDICATORI DI PERFORMANCE E Δ13-16 Cost/Income ratio (%) 60,8% 56,3% (452)bps Cost of Credit risk (%) 1,32% 0,96% (36) bps ROTE (%) 0,8% 5,0% 421 bps RATIO PATRIMONIALI E CAGR RWA (miliardi di Euro) 18,1 13,2 (10,0%) CET 1 ratio (**) (%) 8,7% 13,0% 433 bps (non CAGR) (**) Fully phased BIS 3. B.10 Descrizione della natura di eventuali rilievi contenuti nella relazione di revisione B.11 Dichiarazione relativa al capitale circolante Non applicabile in quanto non sono stati formulati rilievi dalla Società di Revisione. Ai sensi del Regolamento 809/2004 e sulla scorta della definizione di capitale circolante - quale mezzo mediante il quale il Gruppo ottiene le risorse liquide necessarie a soddisfare le obbligazioni in scadenza - contenuta nella Raccomandazione ESMA 2013/319, l Emittente ritiene che il Capitale Circolante di cui dispone sia sufficiente per fare fronte alle proprie esigenze e a quelle del Gruppo per un periodo di almeno 12 mesi dalla Data del Prospetto. C.1 Descrizione del tipo e della classe degli strumenti finanziari offerti C Strumenti finanziari Le azioni avranno il codice ISIN IT e saranno emesse munite della cedola n. 38. Ai Diritti di Opzione per la sottoscrizione delle Azioni Creval sarà attribuito il codice ISIN IT I dati relativi al numero di Azioni offerte in opzione, al rapporto di opzione, al Prezzo di Offerta, al controvalore effettivo dell Aumento di Capitale e la percentuale massima di diluizione saranno comunicati dall Emittente prima dell avvio del Periodo di Opzione, mediante pubblicazione di un apposito supplemento, ai sensi degli articoli 9 e 56 del Regolamento Emittenti. Tale supplemento sarà pubblicato anche sul sito internet dell Emittente, C.2 Valuta di emissione delle Azioni C.3 Capitale sociale sottoscritto e versato Le Azioni saranno denominate in Euro. Alla Data del Prospetto, il capitale sociale sottoscritto e versato risulta pari a Euro ,34, diviso in n azioni ordinarie prive dell indicazione del valore nominale. C.4 Descrizione dei diritti connessi alle Azioni Le Azioni avranno le stesse caratteristiche e attribuiranno gli stessi diritti delle azioni ordinarie della Banca in circolazione alla relativa data di emissione. Le azioni ordinarie dell Emittente sono ammesse alla quotazione presso il Mercato Telematico Azionario (MTA). Le Azioni saranno negoziabili, in via automatica, secondo quanto previsto dall articolo del Regolamento di Borsa, presso il medesimo mercato in cui sono negoziate le azioni ordinarie della Banca al momento della relativa emissione. In particolare, le Azioni sono ordinarie, nominative, liberamente trasferibili e indivisibili e attribuiscono a ciascun socio, qualunque sia il numero di Azioni possedute, un solo voto nelle Assemblee ordinarie e straordinarie dell Emittente. Non esistono categorie di azioni diverse da quelle ordinarie. Di seguito si illustrano i principali diritti attribuiti dalle Azioni: Diritti di voto Ai sensi dell articolo 19, comma 2, dello Statuto, hanno diritto di intervenire nelle Assemblee della Società ed esercitarvi il diritto di voto coloro che risultino iscritti nel libro dei soci da almeno 90 giorni e per i quali sia pervenuta presso la sede della Società, entro la fine del terzo giorno di mercato aperto precedente la data fissata per l Assemblea in prima convocazione, ovvero nel diverso termine previsto con regolamento dalla Consob, d intesa con la Banca d Italia, l apposita comunicazione dell intermediario incaricato della tenuta dei conti sui quali sono registrate le azioni ai sensi della normativa vigente. Ai sensi dell articolo 8 dello Statuto, possono essere ammessi a socio: (i) le persone fisiche, con esclusione degli interdetti, gli inabilitati, i falliti che non abbiano ottenuto sentenza di riabilitazione e coloro che abbiano riportato condanne che comportino interdizione, anche temporanea, dai pubblici uffici; (ii) i dipendenti della Società e (iii) le persone giuridiche, le società di ogni tipo, i consorzi, le associazioni ed altri enti, purché designino per iscritto la persona fisica autorizzata a rappresentarli. La procedura di ammissione a socio è disciplinata dall articolo 9 dello Statuto della Banca. L articolo 9, comma 2 dello Statuto prevede, inoltre, che il Consiglio di Amministrazione abbia la facoltà di proporre all Assemblea ordinaria dei soci la fissazione del numero minimo di azioni che deve possedere, sin dal momento della presentazione della domanda, chi intende diventare socio. Tale numero minimo, che, ai sensi del medesimo articolo dello Statuto, non può essere superiore a n. 150 azioni, è stato fissato dall Assemblea ordinaria del 12 aprile 2014, ai sensi dell articolo 24, comma 2, dello Statuto, in n. 150 azioni. Si segnala, inoltre, che ai sensi dell articolo 9, comma 8, dello Statuto, come modificato dall Assemblea straordinaria dei soci del 12 aprile 2014, la cessione dell intera partecipazione, così come la cessione che riduca il possesso azionario al di sotto di n. 150 azioni, comunque rilevate dalla Società, comporta la perdita della qualità di socio. In deroga a quanto precede, per coloro che siano stati iscritti a libro soci alla data del 12 aprile 2014, ossia alla data in cui l Assemblea ordinaria ha introdotto tale numero minimo di azioni, la perdita della qualità di socio e la conseguente cancellazione dal libro soci continua a conseguire al venir meno dell intera partecipazione. Trattandosi di una banca popolare, ciascun socio con diritto di voto potrà esercitare un solo voto, qualunque sia il numero delle azioni possedute. Al contrario, la partecipazione al patrimonio ed agli utili è proporzionata alle azioni possedute. Ai sensi, inoltre, dell articolo 30, comma 2 del TUB, nonché dell articolo 18 dello Statuto, nessuno può detenere azioni nella Società in misura eccedente l 1% del capitale sociale, fatta eccezione per gli organismi di investimento collettivo in valori mobiliari. La Banca, non appena rileva il superamento di tale limite, contesta al detentore la violazione del divieto. Le azioni eccedenti devono essere alienate entro un anno della contestazione, trascorso tale termine, i relativi diritti patrimoniali maturati fino all alienazione delle azioni eccedenti PROSPETTO INFORMATIVO 22

23 C.5 Descrizione di eventuali restrizioni alla libera trasferibilità degli strumenti finanziari C.6 Eventuali domande di ammissione alla negoziazione in un mercato regolamentato delle Azioni vengono acquisiti dalla Banca. Diritto alla partecipazione dell eventuale residuo attivo in caso di liquidazione Ai sensi dell articolo 60 dello Statuto, in caso di scioglimento della Società, agli azionisti spetterà l eventuale residuo attivo derivante dal procedimento di liquidazione. Non esiste alcuna limitazione alla libera trasferibilità delle Azioni ai sensi di legge, dello Statuto o derivante dalle condizioni di emissione. Le azioni Creval sono quotate sul Mercato Telematico Azionario (MTA). Secondo quanto previsto dall articolo del Regolamento di Borsa, le Azioni saranno negoziate, in via automatica, presso il medesimo mercato in cui saranno negoziate le azioni dell Emittente al momento dell emissione, ossia il Mercato Telematico Azionario (MTA). C.7 Politica dei dividendi Diritto al dividendo Ai sensi dell articolo 55 dello Statuto della Banca gli utili netti, dedotta la quota per la riserva legale e la quota eventualmente non disponibile in ossequio a norme di legge, saranno destinati secondo le decisioni dell Assemblea dei soci all assegnazione del dividendo ai soci in ragione delle azioni possedute. Inoltre, l Assemblea dei soci, su proposta del Consiglio di Amministrazione, può attribuire agli azionisti la facoltà di richiedere che il pagamento del dividendo sia regolato, in tutto o in parte, in denaro o mediante consegna di azioni ordinarie, aventi le medesime caratteristiche delle azioni ordinarie in circolazione alla data di assegnazione. In caso di attribuzione di tale facoltà, l Assemblea dei soci, su proposta del Consiglio, determina le modalità di calcolo e di assegnazione delle azioni ordinarie, stabilendo la modalità di regolamento del pagamento del dividendo in caso di mancato esercizio della suddetta facoltà da parte degli azionisti. Ai sensi dell articolo 56 dello Statuto, inoltre, il diritto alla percezione dei dividendi si prescrive trascorso un quinquennio dal tempo indicato per il relativo pagamento e l ammontare dei dividendi non riscossi sarà devoluto alla riserva legale ordinaria. D Rischi D.1 Informazioni fondamentali sui principali rischi specifici e individuali per l Emittente, per il Gruppo e per il settore in cui opera 3.1 Fattori di rischio relativi all Emittente Rischi connessi all adeguatezza patrimoniale Rischi connessi al deterioramento della qualità del credito Rischi derivanti dallo svolgimento dell Attività di Verifica della BCE sul Gruppo Creval Rischi connessi agli impatti derivanti dalle incertezze del contesto macro-economico e politico sull andamento del Gruppo Creval Rischio strategico di attuazione del Nuovo Piano Industriale Rischi connessi all andamento dei risultati del Gruppo Creval Rischi connessi all esposizione del Gruppo Creval al debito sovrano Rischi connessi ai procedimenti sanzionatori nei confronti dei componenti degli organi sociali dell Emittente e delle società facenti parte del Gruppo Creval Rischio di liquidità Rischio di mercato Rischi connessi ad assunzioni e metodologie di valutazione delle attività e passività finanziarie del Gruppo valutate al fair value Rischio operativo Rischi connessi alla capitalizzazione di attività immateriali Rischio connesso al rating Rischi connessi alle attività fiscali per imposte differite Rischio connesso ai procedimenti giudiziari in essere Rischio connesso al trattamento contabile dell interessenza nel capitale della Banca d Italia Rischi relativi all area geografica di riferimento del Gruppo Creval Rischi connessi al risk management PROSPETTO INFORMATIVO 23

24 Rischi connessi alle dichiarazioni di preminenza 3.2 Fattori di rischio relativi al settore in cui l Emittente opera Rischi connessi alla concorrenza nel settore bancario e finanziario Rischi connessi all evoluzione della regolamentazione del settore bancario e finanziario D.3 Principali rischi specifici connessi agli strumenti finanziari Rischi connessi alla riduzione del supporto alla liquidità del sistema 3.3 Fattori di rischio relativi alle Azioni, all Offerta ed alla quotazione delle Azioni oggetto dell Offerta Rischi connessi alla liquidabilità e volatilità delle Azioni e dei relativi Diritti di Opzione Rischio di riduzione del Return on Equity (ROE) Rischio connesso alla modifica del regime fiscale applicabile alle Azioni Rischi connessi alla limitazione del possesso di azioni Rischi connessi all esercizio del diritto di voto Rischi connessi agli effetti diluitivi dell Aumento di Capitale Rischi connessi agli impegni di sottoscrizione e garanzia e alla parziale esecuzione dell Aumento di Capitale Rischi connessi ai mercati nei quali non è consentita l Offerta in assenza di autorizzazioni delle autorità competenti Rischi connessi ai potenziali conflitti di interesse E Offerta E.1 Proventi netti totali e stima delle spese totali legate all Offerta L operazione di Aumento di Capitale, in caso di integrale sottoscrizione dello stesso, comporterà l afflusso di nuove risorse finanziarie per un importo complessivo stimato pari ad Euro 387 milioni, al netto degli oneri relativi alla realizzazione dell operazione. Gli oneri relativi all operazione di Aumento di Capitale, comprensivi delle commissioni da corrispondersi ai Garanti, sono stimati in massimi Euro 13 milioni. E.2 Ragioni dell Offerta e impiego dei proventi L Aumento di Capitale, pur non essendo stato deliberato al fine di rispettare gli obblighi di patrimonializzazione minima ovvero a seguito di richieste specifiche delle Autorità di Vigilanza, è volto a rafforzare ulteriormente la struttura patrimoniale e ad incrementare in maniera significativa i coefficienti patrimoniali del Creval e del Gruppo a livelli superiori a quelli minimi stabiliti dalla Nuova Disciplina, anche in considerazione dell Attività di Verifica della BCE, in corso di svolgimento alla Data del Prospetto. Al 1 gennaio 2014 i coefficienti di Capitale Primario di Classe 1(*) e di Capitale Totale del Gruppo, determinati su base fully loaded, sono stimati pari rispettivamente all 8,7% e all 11,7%. I medesimi coefficienti, calcolati con le stesse modalità alla data del 31 marzo 2014, sono stimati in 9,2%, in termini di Capitale Primario di Classe 1 e 12,0% in termini di Capitale Totale. Assumendo la sottoscrizione dell Aumento di Capitale per l intero ammontare di Euro 400 milioni, i ratio patrimoniali del Gruppo Creval si assesterebbero, dunque, ai seguenti livelli: - sulla base dei coefficienti calcolati al 1 gennaio 2014 sopra riportati, al 10,9% e 13,9% in termini, rispettivamente, di Capitale Primario di Classe 1 e di Capitale Totale, con un incidenza dell Aumento di Capitale di 220 basis point; e - sulla base dei coefficienti calcolati al 31 marzo 2014 sopra riportati, al 11,5% e 14,3% in termini, rispettivamente, di Capitale Primario di Classe 1 e di Capitale Totale, con un incidenza dell Aumento di Capitale di 230 basis point. La stima dell impatto dell Aumento di Capitale è stata formulata sulla base dei livelli del patrimonio di vigilanza e delle attività ponderate per il rischio che il Gruppo ha stimato di avere alla data del 31 marzo 2014, a seguito dell applicazione, con decorrenza dal 1 gennaio 2014, del CRR e della Circolare n. 285 e tenuto conto dei risultati relativi al primo trimestre 2014 approvati dal Consiglio di Amministrazione della Società in data 13 maggio Entro la fine del corrente anno, inoltre, saranno resi noti i risultati dell Attività di Verifica della BCE, a cui, come sopra ricordato, il Creval è sottoposto, congiuntamente alle altre maggiori banche italiane ed europee. Alla Data del Prospetto, nell ambito di tale Attività di Verifica della BCE, risulta in corso l Asset Quality Review, la quale è principalmente finalizzata a verificare il grado di qualità degli attivi detenuti dalla Banca; a seguito dell AQR l Emittente sarà sottoposto agli esercizi di stress test, al fine di verificare la solidità patrimoniale dello stesso anche in situazioni di tensione dei mercati finanziari. L Emittente ritiene che l Aumento di Capitale permetterà al Gruppo Creval di affrontare l AQR e gli stress test con maggiore robustezza degli indicatori di patrimonializzazione. A tal riguardo si segnala che le banche sottoposte all AQR e agli stress test, in considerazione della loro rilevanza sistemica ai sensi del Regolamento MVU, saranno tenute a rispettare, quale parametro di riferimento per l esito di tali esercizi: (i) nello scenario di base (baseline scenario) un Capitale Primario di Classe 1 dell 8% (pari ad una maggiorazione dell 1% rispetto ai requisiti minimi previsti dalla Nuova Disciplina); e (ii) nello scenario avverso (adverse scenario) un Capitale Primario di Classe 1 del 5,5%. Per quanto riguarda gli impatti finanziari, i proventi dell Aumento di Capitale, che in caso di integrale sottoscrizione dello stesso, sono stimati in Euro 387 milioni, al netto degli oneri relativi alla realizzazione dell operazione, saranno utilizzati per lo PROSPETTO INFORMATIVO 24

25 svolgimento dell attività ordinaria della Banca ed in coerenza con gli obiettivi e le azioni previste dal Nuovo Piano Industriale. (*) Il Capitale di Classe 1 dell Emittente coincide sostanzialmente con il suo Capitale Primario di Classe 1. Per maggiori dettagli si veda la Sezione Prima, Capitolo 3, Paragrafo 3.1.1, del Prospetto. E.3 Descrizione dei termini e delle condizioni dell Offerta In data 12 aprile 2014, l Assemblea straordinaria di soci ha deliberato, tra l altro, di attribuire, ai sensi dell articolo 2443 del Codice Civile, al Consiglio di Amministrazione della Società la facoltà di aumentare a pagamento e in via scindibile, in una o più volte, il capitale sociale, entro il periodo di 24 mesi dalla data della relativa deliberazione, per un importo massimo complessivo (comprensivo di eventuale sovrapprezzo) di Euro (quattrocento milioni), mediante emissione di nuove azioni ordinarie prive del valore nominale da offrire in opzione agli azionisti, ai sensi dell articolo 2441, comma 1, del Codice Civile, con ogni più ampia facoltà per gli Amministratori di stabilire, di volta in volta, nel rispetto dei limiti sopra indicati, modalità, termini e condizioni dell operazione, ivi incluso il prezzo di emissione delle nuove azioni (comprensivo dell eventuale sovrapprezzo) e il relativo godimento, restando inteso che il prezzo di emissione sarà definito in conformità alle norme di legge applicabili e tenendo, tra l altro, conto, delle condizioni di mercato, dell andamento delle quotazioni delle azioni della Società, dei risultati economici, patrimoniali e finanziari della Società, nonché della prassi di mercato per operazioni similari, ai sensi della quale, tra l altro, il prezzo di emissione potrà essere determinato in misura pari al prezzo teorico ex diritto (theoretical ex right price -TERP) delle azioni della Società, calcolato secondo le metodologie correnti e scontato nella misura che sarà stabilita dal Consiglio di Amministrazione prima dell avvio dell Offerta in Opzione. In data 10 aprile 2014, con provvedimento n /14, Banca d Italia ha autorizzato la modifica dell articolo 7 dello Statuto della Banca conseguente al conferimento della Delega, ai sensi di quanto previsto dall articolo 56 del TUB. Con il medesimo provvedimento Banca d Italia ha, altresì, autorizzato l Emittente, ai sensi dell articolo 26, comma 3 del CRR, a classificare le Azioni Creval rinvenienti dall Aumento di Capitale quali strumenti di Capitale Primario di Classe 1. In data 15 aprile 2014, il Consiglio di Amministrazione della Banca ha esercitato la Delega, deliberando aumentare il capitale sociale per l importo massimo di Euro 400 milioni, comprensivo dell eventuale sovrapprezzo, mediante l emissione di Azioni aventi le medesime caratteristiche delle azioni Creval in circolazione, da offrire in opzione agli azionisti ai sensi dell articolo 2441 del Codice Civile. Entro l avvio del Periodo di Opzione è previsto che si tenga un ulteriore Consiglio di Amministrazione della Società al fine di definire le condizioni economiche dell Offerta, quali, a titolo esemplificativo, il rapporto di opzione, il numero delle Azioni offerte in opzione ed il Prezzo di Offerta. Delle determinazioni di tale ulteriore Consiglio di Amministrazione della Società si darà conto in un apposito supplemento da pubblicarsi, ai sensi degli articoli 9 e 56 del Regolamento Emittenti. Tale supplemento sarà pubblicato anche sul sito internet dell Emittente, L Offerta in Opzione non è subordinata ad alcuna condizione. Alla Data del Prospetto le azioni dell Emittente in circolazione sono pari a n L Offerta avrà un controvalore complessivo di massimi Euro 400 milioni e le Azioni saranno offerte in opzione agli azionisti di Creval. I dati relativi al numero di Azioni offerte in opzione, al rapporto di opzione, al Prezzo di Offerta, al controvalore effettivo dell Aumento di Capitale e la percentuale massima di diluizione saranno comunicati dall Emittente prima dell avvio del Periodo di Opzione, mediante pubblicazione di un apposito supplemento, ai sensi degli articoli 9 e 56 del Regolamento Emittenti. Tale supplemento sarà pubblicato anche sul sito internet dell Emittente, I Diritti di Opzione che daranno diritto alla sottoscrizione delle Azioni, dovranno essere esercitati, a pena di decadenza, nel periodo compreso tra il 26 maggio 2014 ed il 20 giugno 2014 tramite gli Intermediari Aderenti che sono tenuti a dare le relative istruzioni a Monte Titoli, entro le ore 15:30 dell ultimo giorno del Periodo di Opzione. Pertanto, ciascun sottoscrittore dovrà presentare apposita richiesta di sottoscrizione con le modalità e nel termine che il suo intermediario depositario e/o Intermediario Aderente gli avrà comunicato per assicurare il rispetto del termine di cui sopra. I Diritti di Opzione saranno negoziabili sul Mercato Telematico Azionario (MTA) per tutto il Periodo di Negoziazione dei Diritti d Opzione, ossia dal giorno 26 maggio 2014 al giorno 13 giugno 2014 compresi. Entro il mese successivo alla scadenza del Periodo di Opzione, ai sensi dell art. 2441, comma 3, Codice Civile, l Emittente offrirà in borsa gli eventuali Diritti di Opzione non esercitati al termine del Periodo di Opzione. Entro il giorno precedente l inizio dell eventuale Offerta in Borsa, sarà pubblicato su almeno un quotidiano a diffusione nazionale un avviso, con indicazione del numero dei Diritti di Opzione non esercitati da offrire in borsa ai sensi dell art. 2441, comma 3, del Codice Civile e delle date delle riunioni in cui l Offerta in Borsa sarà effettuata. Il modulo di sottoscrizione conterrà almeno gli elementi di identificazione dell Offerta e le seguenti informazioni riprodotte con carattere che ne consenta almeno un agevole lettura: (i) l avvertenza che l aderente potrà ricevere gratuitamente copia del Prospetto; e (ii) il richiamo ai Fattori di Rischio contenuti nella Sezione Prima, Capitolo 3, del Prospetto. Presso la sede sociale dell Emittente, nonché sul sito internet della Società all indirizzo sarà disponibile, per gli intermediari che ne facessero richiesta, un facsimile del modulo di sottoscrizione. Si rammenta che la negoziazione o, in generale, il compimento di atti dispositivi aventi ad oggetto i Diritti di Opzione e le Azioni potranno essere effettuati esclusivamente per il tramite di un Intermediario Aderente. Le adesioni all Offerta in Opzione non possono essere soggette ad alcuna condizione e sono irrevocabili, salvo i casi previsti dalla legge. I Diritti di Opzione non esercitati entro il termine del Periodo di Opzione saranno offerti in borsa dalla Banca, ai sensi dell articolo 2441, comma 3, Codice Civile, per almeno cinque giorni di mercato aperto (l Offerta in Borsa ). Le date di inizio e di chiusura dell Offerta in Borsa verranno comunicate al pubblico mediante apposito avviso. La seguente tabella riporta il calendario indicativo dell Offerta: CALENDARIO INDICATIVO DELL OFFERTA Inizio del Periodo di Opzione e del Periodo di Negoziazione dei Diritti di Opzione 26 maggio 2014 Termine del Periodo di Negoziazione dei Diritti di Opzione 13 giugno 2014 Termine del Periodo di Opzione 20 giugno 2014 Comunicazione dei risultati dell Offerta Entro cinque giorni lavorativi dal termine del Periodo di Opzione Si rende noto che il calendario dell Offerta è indicativo e potrebbe subire modifiche al verificarsi di eventi e circostanze indipendenti dalla volontà dell Emittente, ivi incluse particolari condizioni di volatilità dei mercati finanziari, che potrebbero pregiudicare il buon esito dell Offerta. Eventuali modifiche del Periodo di Opzione saranno comunicate al pubblico con apposito avviso da pubblicarsi con PROSPETTO INFORMATIVO 25

26 le medesime modalità di pubblicazione del Prospetto. La Banca non risponde di eventuali ritardi imputabili agli intermediari autorizzati nell esecuzione delle disposizioni impartite dai richiedenti in relazione all adesione all Offerta. La verifica della regolarità e delle adesioni pervenute agli intermediari autorizzati sarà effettuata dagli stessi. E.4 Interessi di persone fisiche e giuridiche partecipanti all Offerta E.5 Azionisti venditori e accordi di lock up Le Azioni sono offerte direttamente dall Emittente. La Banca nell ambito dell Offerta è, dunque, al tempo stesso emittente e offerente. Per tale ragione, sussiste in capo alla Banca un potenziale conflitto di interessi. Eccezion fatta per quanto sopra illustrato e per quanto a conoscenza dell Emittente, alla Data del Prospetto, nessun membro del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale o degli alti dirigenti è portatore di interessi in relazione all Offerta in conflitto con gli obblighi derivanti dalla carica o dalla qualifica ricoperta all interno dell Emittente o del Gruppo. Alcune istituzioni finanziarie partecipanti al consorzio di garanzia per il buon esito dell Offerta, società dalle stesse controllate o alle stesse collegate (i) vantano rapporti creditizi e potrebbero prestare in futuro servizi di finanziamento, (ii) prestano o potrebbero prestare in futuro servizi di consulenza e di investment banking a favore della Società e/o società facenti parte del Gruppo Creval, a fronte dei quali hanno percepito o percepiscono commissioni e (iii) detengono, in conto proprio o per conto di propri clienti, partecipazioni nel capitale sociale della Banca. I Garanti potrebbero, pertanto, trovarsi in situazione di potenziale conflitto di interesse. Al riguardo i Garanti che si trovano in alcuna delle situazioni sopra descritte precisano che, in linea con quanto previsto dalle proprie politiche di gestione dei conflitti di interesse, hanno identificato e implementato adeguate misure per assicurare che il rischio di conflitti di interesse idonei a danneggiare gli interessi dei propri clienti sia adeguatamente mitigato. In particolare, si segnala che (i) Equita ed Intermonte svolgono l attività, rispettivamente, di liquidity provider e specialist sul mercato secondario delle azioni della Banca, e (ii) Banca IMI, società appartenente al gruppo bancario Intesa Sanpaolo si trova in una situazione di conflitto di interessi in quanto ha prestato servizi di finanza aziendale a favore del Gruppo Creval nel corso degli ultimi 12 mesi. Si precisa, altresì, che, in continuità con gli impegni assunti negli accordi di pre-underwriting, nell ambito del Contratto di Garanzia sarà previsto che la Banca assuma l impegno nei confronti dei Garanti, a partire dalla data di sottoscrizione dello stesso Contratto di Garanzia e per i 120 giorni successivi alla conclusione dell Offerta in Opzione, a non effettuare emissioni di Azioni e a non effettuare, e a fare sì che le società del Gruppo non effettuino, emissioni di altri strumenti finanziari convertibili in azioni della Società o che, comunque, diano il diritto di acquistare e/o sottoscrivere azioni della Società ovvero emissioni di qualunque altro strumento che abbia i medesimi effetti, anche solo economici, delle operazioni sopra richiamate, senza il preventivo consenso scritto dei Joint Global Coordinator, che non potrà essere irragionevolmente negato, fatta eccezione per (i) l Offerta in Opzione, (ii) l Offerta in Borsa, (iii) l emissione di azioni a servizio dei Warrant E.6 Diluizione Le Azioni sono offerte in opzione a tutti gli azionisti dell Emittente e, pertanto, non vi sono effetti diluitivi in termini di quota percentuale di partecipazione sul capitale sociale nei confronti degli azionisti dell Emittente che decideranno di sottoscrivere l Offerta per la parte di loro competenza. La percentuale massima di diluizione (calcolata ipotizzando l integrale sottoscrizione dell Aumento di Capitale nonché l esercizio dei Warrant 2014) per gli azionisti dell Emittente che decidessero, invece, di non sottoscrivere l Offerta per la parte di loro competenza sarà comunicato prima dell avvio del Periodo di Opzione, mediante pubblicazione di un apposito supplemento, ai sensi degli articoli 9 e 56 del Regolamento Emittenti. Tale supplemento sarà pubblicato anche sul sito internet della Banca, all indirizzo E.7 Spese addebitabili ai sottoscrittori Nessun onere o spesa accessoria è prevista dall Emittente a carico dei sottoscrittori. PROSPETTO INFORMATIVO 26

27 SEZIONE PRIMA DOCUMENTO DI REGISTRAZIONE SULL EMITTENTE PROSPETTO INFORMATIVO 27

28 1. PERSONE RESPONSABILI 1.1 Responsabili del Prospetto Informativo Credito Valtellinese Società cooperativa, con sede legale in Sondrio, Piazza Quadrivio n. 8, in qualità di Emittente, assume la responsabilità della completezza e veridicità dei dati e delle notizie contenuti nel Prospetto. 1.2 Dichiarazione di responsabilità Credito Valtellinese Società cooperativa, responsabile della redazione del Prospetto, dichiara che, avendo adottato tutta la ragionevole diligenza a tale scopo, le informazioni in esso contenute sono, per quanto a propria conoscenza, conformi ai fatti e non presentano omissioni tali da alterarne il senso. PROSPETTO INFORMATIVO 28

29 2. REVISORI LEGALI DEI CONTI 2.1 Revisori legali dell Emittente La società incaricata della revisione legale dei conti della Banca è KPMG S.p.A., con sede in Milano, via Vittor Pisani n. 25, iscritta all albo delle società di revisione di cui all articolo 161 del Testo Unico della Finanza. L Assemblea dei soci di Credito Valtellinese S.c. del 28 aprile 2012 ha conferito l incarico di revisore legale del bilancio di esercizio e del bilancio consolidato del Gruppo Creval, di revisione limitata delle relazioni semestrali consolidate, della verifica nel corso dell esercizio della regolare tenuta della contabilità sociale e della corretta rilevazione dei fatti di gestione nelle scritture contabili, per il periodo , alla società KPMG S.p.A. con sede in Milano, Via Vittor Pisani n. 25. La Società di Revisione ha sottoposto a revisione legale il Bilancio Consolidato 2013 ed il Bilancio Consolidato 2012, inclusi mediante riferimento nel Prospetto. La Società di Revisione ha, altresì, sottoposto a revisione contabile limitata il Resoconto Intermedio di Gestione 2014, incorporato mediante riferimento nel presente Prospetto, in relazione al quale ha espresso un giudizio senza rilievi (la relazione della Società di Revisione sul Resoconto Intermedio di Gestione 2014 è allegata al presente Prospetto sub Appendice I). In data 19 maggio 2014 la Società di Revisione ha, altresì, emesso una relazione relativa ai dati previsionali riportati nella presente Sezione Prima, Capitolo 8 del Prospetto, allegata sub Appendice II. L Assemblea dei soci di Credito Valtellinese S.c. del 22 aprile 2006 aveva conferito l incarico di revisione legale del bilancio di esercizio e del bilancio consolidato per il periodo alla società Reconta Ernst & Young S.p.A., con sede in Roma, via Po n. 32, iscritta all albo delle società di revisione di cui all articolo 161 del Testo Unico della Finanza; tale società di revisione ha sottoposto a revisione, con esito positivo, il bilancio consolidato al 31 dicembre Informazioni circa dimissioni, revoche dell incarico o mancato rinnovo dell incarico alla Società di Revisione Durante il periodo cui si riferiscono le informazioni finanziare selezionate relative agli esercizi passati riportate nel Prospetto, non vi sono stati rilievi o rifiuti di attestazione da parte della Società di Revisione, né la stessa si è dimessa o è stata rimossa dai rispettivi incarichi ovvero è stato revocato l incarico conferito. PROSPETTO INFORMATIVO 29

30 FATTORI DI RISCHIO 3. FATTORI DI RISCHIO Il presente Capitolo del Prospetto illustra gli specifici fattori di rischio relativi al Credito Valtellinese, al Gruppo Creval, al settore di attività in cui l Emittente e il Gruppo operano, nonché all Offerta in Opzione e alle Azioni oggetto dell Offerta; tali fattori di rischio devono essere valutati attentamente e tenuti in considerazione dagli investitori al fine di effettuare un corretto apprezzamento dell investimento nelle Azioni. I fattori di rischio descritti nel presente Capitolo devono, inoltre, essere letti congiuntamente alle informazioni contenute nella Sezione Prima del Prospetto (documento di registrazione) e, con riferimento ai fattori di rischio relativi all Offerta in Opzione e alle Azioni, alla Sezione Seconda del Prospetto (nota informativa sugli strumenti finanziari). I Diritti di Opzione emessi nell ambito dell Aumento di Capitale spettano agli azionisti dell Emittente e il livello di informativa del Prospetto, redatto secondo gli schemi di cui agli allegati XXIII e XXIV del Regolamento 809/2004, è adeguato a tale tipo di emissione. I rinvii alle Sezioni, ai Capitoli e ai Paragrafi si riferiscono alle Sezioni, ai Capitoli ed ai Paragrafi del Prospetto. 3.1 Fattori di rischio relativi all Emittente Rischi connessi all adeguatezza patrimoniale Il 1 gennaio 2014 è divenuta applicabile la nuova disciplina armonizzata per le banche e le imprese di investimento contenuta nella direttiva CRD IV e nel regolamento CRR, che traspongono nell Unione Europea il complesso di riforme inerenti, tra l altro, i requisiti regolamentari di capitale e di liquidità approvate dal Comitato di Basilea nel corso degli anni 2010/2013 (Basilea III). La Nuova Disciplina Europea per le Banche, oltre a stabilire criteri più stringenti in materia di determinazione delle attività ponderate per il rischio, prevede, in materia di fondi propri delle banche, che queste ultime soddisfino, su base continua, i seguenti coefficienti patrimoniali: (a) Capitale Primario di Classe 1 (Common Equity Tier 1 capital ratio - CET1) pari al 4,5%; (b) Capitale di Classe 1 (Tier 1 capital ratio) pari al 6% e (c) Capitale Totale (total capital ratio) pari all 8%. A far data dal 1 gennaio 2014 è, inoltre, entrata in vigore la Circolare n. 285 di Banca d Italia, con la quale l Autorità di Vigilanza, per quanto di propria competenza, ha dato attuazione in Italia alla Nuova Disciplina Europea per le Banche. La Circolare n. 285 prevede, tra l altro, che dal 1 gennaio 2014, le banche, in aggiunta ai requisiti patrimoniali sopra indicati, costituiscano una riserva di conservazione del capitale (capital conservation buffer) pari, a livello consolidato, al 2,5% dell esposizione complessiva al rischio del gruppo. Tale riserva di capitale deve essere costituita da elementi computabili nel Capitale Primario di Classe 1, ovvero con capitale di primaria qualità sotto il profilo della capacità di assorbimento delle perdite. Dal 1 gennaio 2016, le banche saranno, inoltre, tenute a costituire, (i) in funzione dell andamento del mercato del credito, una riserva di capitale anticiclica (countercyclical capital buffer), da calcolare, con le modalità indicate nella stessa Circolare n. 285, sulla base dell esposizione complessiva di ciascuna banca al rischio di credito, nonché (ii) un ulteriore riserva di capitale, in funzione della rilevanza sistemica di ciascuna banca (G-SII buffer o O-SII buffer, ove la rilevanza sistemica sia globale o interna al Paese in cui è svolta l attività bancaria). PROSPETTO INFORMATIVO 30

31 FATTORI DI RISCHIO Inoltre, come meglio illustrato al successivo Paragrafo della presente Sezione Prima, Capitolo 3, del Prospetto, Creval, in quanto istituto di credito che sarà sottoposto alla vigilanza unica della BCE, è tenuto a rispettare, quale parametro di riferimento per l esito degli esercizi di AQR e di stress test, un Capitale Primario di Classe 1 dell 8%, in considerazione della rilevanza sistemica della Banca ai sensi del Regolamento MVU. La tabella che segue contiene gli indicatori del patrimonio e dei coefficienti di vigilanza del Gruppo Credito Valtellinese, alla data del 31 dicembre 2013, calcolati applicando le disposizioni stabilite dalla Banca d Italia secondo la normativa nota come Basilea II 1. (milioni di Euro) Patrimonio di base (Tier 1) Patrimonio supplementare (Tier 2) 621 Elementi da dedurre - Patrimonio di vigilanza Patrimonio di terzo livello - Patrimonio di vigilanza (incluso Tier 3) Rischi di credito Rischi di mercato 3 Rischio operativo 112 Requisiti prudenziali Attività di rischio ponderate Coefficienti Patrimoniali Patrimonio di base (Core Tier 1 e Tier 1/ Attività di rischio ponderate) (Core Tier 1 e Tier 1 capital ratio) 8,63% Patrimonio di vigilanza/attività di rischio ponderate - Total capital ratio 12,18% Alla luce dei dati sopra illustrati, al 31 dicembre 2013, il Total Capital Ratio (Patrimonio di vigilanza/attività di rischio ponderate) dell Emittente era superiore all 8%, ossia superiore al limite minimo regolamentare. Nella tabella che segue si riportano gli indicatori del patrimonio del Gruppo Creval, calcolati in applicazione della Nuova Disciplina a regime ( fully phased ), ovvero applicando le previsioni del regolamento CRR, come integrate da Banca d Italia con la Circolare n. 285, anche ai sensi della direttiva CRD IV, alla data del 1 gennaio 2014 e del 31 marzo (milioni di Euro) 1 GENNAIO MARZO 2014 Capitale Primario di Classe 1 (CET1) 1.574, ,6 2 Capitale Aggiuntivo di Classe 1 (Additional Tier 1) 0,4 0,3 Capitale di Classe 1 (Capitale Primario di Classe 1 + Capitale Aggiuntivo di 1.574, ,9 Classe 1) (Tier 1) Capitale di Classe 2 (Tier 2) 537,8 493,7 Totale Fondi Propri (Total Capital) 2.212, ,7 1 Ai fini del calcolo dei coefficienti patrimoniali, è stato utilizzato (i) il metodo standard per il rischio di credito e per i rischi di mercato e (ii) il Traditional Standardised Approach per il rischio operativo sulle parte preponderante del rischio di Gruppo. 2 Il Capitale Primario di Classe 1 al 31 marzo 2014 non include gli effetti fiscali derivanti dal decremento dell aliquota IRAP disposto dal Decreto Legge 24 aprile 2014, n. 66. PROSPETTO INFORMATIVO 31

32 FATTORI DI RISCHIO Nella tabella che segue si riportano i dati relativi ai coefficienti di vigilanza del Gruppo, calcolati in applicazione della Nuova Disciplina a regime ( fully phased ), ovvero applicando le previsioni del regolamento CRR, come integrate da Banca d Italia con la Circolare n. 285, anche ai sensi della direttiva CRD IV, alla data del 1 gennaio 2014 e del 31 marzo (milioni di Euro) Coefficiente Capitale Primario di Classe 1 (CET1 Ratio) (Capitale Primario di Classe 1/RWA) 1 GENNAIO MARZO ,7% 9,2% Coefficiente Capitale di Classe 1 (Tier 1 Ratio) (Capitale di Classe 1/RWA) Coefficiente di Capitale Totale (Total Capital Ratio) (Totale Fondi Propri / RWA) 11,7% 8,7% 9,2% RWA / Totale Attivo 66,6% 66,2% 12,0% Si evidenzia che i valori dei coefficienti patrimoniali sono stati determinati sulla base di stime effettuate internamente dalla Banca in applicazione della Nuova Disciplina a regime ( fully phased ) senza tener conto, quindi, ad eccezione di quanto di seguito riferito in merito allo SME supporting factor, degli elementi normativi specifici previsti nell ambito delle disposizioni transitorie contenute nel CRR. Al riguardo si evidenzia che le competenti Autorità di Vigilanza hanno stabilito il differimento al 30 giugno 2014 delle segnalazioni prudenziali riferite al 31 marzo Infine, si precisa che nell ambito della stima dei coefficienti patrimoniali, con particolare riferimento alle Attività di Rischio Ponderate (RWA), si è tenuto conto dei benefici attesi del cosiddetto SME supporting factor, nonché del peggioramento delle RWA derivanti: (i) dall applicazione della Nuova Disciplina agli investimenti significativi in strumenti di Capitale Primario di Classe 1 detenuti in soggetti del settore finanziario ed alle attività fiscali differite che si basano sulla redditività futura e derivano da differenze temporanee non dedotte dal Capitale Primario di Classe 1; (ii) dai maggiori requisiti richiesti a copertura delle attività fiscali differite, derivanti da differenze temporanee, che non si basano sulla redditività futura; e (iii) dalla stima dell ulteriore impatto derivante dall applicazione della Nuova Disciplina per la determinazione dei requisiti patrimoniali relativi al rischio di credito (metodo standardizzato) ed al rischio operativo. Il Coefficiente di Capitale Primario di Classe 1 (CET1 Ratio) del Gruppo Credito Valtellinese stimato alla data del 1 gennaio 2014 e del 31 marzo 2014 risulta pari rispettivamente all 8,7% ed al 9,2%, ed è, pertanto, superiore al livello minimo del 7% prescritto, alla Data del Prospetto, dal combinato disposto del regolamento CRR e della Circolare n Tenuto conto dell apporto marginale del Capitale Aggiuntivo di Classe 1, il Coefficiente di Capitale di Classe 1 (Tier 1 Ratio) risulta, alle medesime date del 1 gennaio 2014 e del 31 marzo 2014, anch esso pari rispettivamente all 8,7% ed al 9,2%, superiore, dunque, al livello minimo richiesto dell 8,5%. Il Coefficiente di Capitale Totale (Total Capital Ratio) risulta, alla data del 1 gennaio 2014 e del 31 marzo 2014, pari, rispettivamente, all 11,7% ed al 12,0%, superiore, pertanto, al livello minimo prescritto del 10,5%. Alla luce di quanto sopra, l Aumento di Capitale pur non essendo stato deliberato al fine di rispettare gli obblighi di patrimonializzazione minima ovvero a seguito di richieste specifiche delle Autorità di Vigilanza, è volto a rafforzare la struttura patrimoniale e ad incrementare in maniera significativa i PROSPETTO INFORMATIVO 32

33 FATTORI DI RISCHIO coefficienti patrimoniali di Creval e del Gruppo. Assumendo, infatti, la sottoscrizione dell Aumento di Capitale per l intero ammontare di Euro 400 milioni, tenuto conto anche dei costi della garanzia, i ratio patrimoniali fully phased del Gruppo Creval si sarebbero assestati, rispettivamente alla data del 1 gennaio 2014 e del 31 marzo 2014, ai livelli di seguito indicati: (milioni di Euro) 1 GENNAIO MARZO 2014 Coefficiente Capitale Primario di Classe 1 (CET1 Ratio) (Capitale Primario di 10,9% 11,5% Classe 1/RWA) Coefficiente Capitale di Classe 1 (Tier 1 Ratio) (Capitale di Classe 1/RWA) 10,9% (*) 11,5%(**) Coefficiente di Capitale Totale (Total Capital Ratio) (Totale Fondi Propri / RWA) 13,9% 14,3% (*) Determinando, di conseguenza, un incremento del Capitale Primario di Classe 1 di 220 basis point. (**) Determinando, di conseguenza, un incremento del Capitale Primario di Classe 1 di 230 basis point. Inoltre, alla Data del Prospetto, è in corso il processo di validazione dei modelli interni per il calcolo delle Attività Ponderate per il Rischio (RWA) e in special modo per la misurazione del rischio di credito relativo alle esposizioni verso imprese e al dettaglio, secondo l approccio avanzato (Advanced - IRB). Dall uso di tali modelli, una volta ottenuta la validazione dell Autorità di Vigilanza, il Creval si attende, entro l orizzonte temporale del Nuovo Piano Industriale (31 dicembre 2016), un impatto positivo sul Coefficiente di Capitale Primario di Classe 1 di circa 130 basis point, calcolato sulla base di stime gestionali interne. Tenuto conto di questo impatto il Coefficiente di Capitale Primario di Classe 1 atteso a fine 2016 è stimato al 13,0%. Alla luce di quanto sopra, nonostante l Emittente, alla Data del Prospetto, risulti già adeguato ai requisiti patrimoniali richiesti dalla Nuova Disciplina e stia adottando, tramite l Aumento di Capitale, misure di ulteriore rafforzamento, non può escludersi che in futuro possano sorgere ulteriori necessità di rafforzamento patrimoniale dell Emittente e del Gruppo Creval, anche in considerazione delle potenziali modifiche che il profilo patrimoniale del Gruppo potrebbe subire a seguito dell Attività di Verifica della BCE di cui al successivo Paragrafo della presente Sezione Prima, Capitolo 3, del Prospetto, e nonostante, tra l altro, i potenziali benefici che potrebbero derivare dall applicazione dei modelli AIRB sopra indicati, nonché dall esecuzione di ulteriori azioni di capital management minori, fra cui l esercizio dei Warrant 2014 ed il miglioramento della capital allocation da realizzarsi anche attraverso la raccolta e valorizzazione delle garanzie eligible ai fini della mitigazione del rischio di credito, l affinamento dei modelli interni di stima del Loss Given Default (LGD), del rating del garante, nonché l avvio di un percorso preordinato alla validazione dei metodi AMA (Advanced Measurement Approaches) per la misurazione dei rischi operativi. Per maggiori informazioni in merito alle finalità dell Aumento di Capitale si veda la Sezione Seconda, Capitolo 3, Paragrafo 3.4, del Prospetto Rischi connessi al deterioramento della qualità del credito Il Gruppo Creval, in quanto gruppo che svolge attività bancaria, è esposto, tra l altro, ai tradizionali rischi derivanti dall esercizio del credito, tra cui i rischi che (i) i clienti o, comunque, le controparti a cui è stato concesso un finanziamento, in qualsivoglia forma tale finanziamento sia stato erogato, per effetto di un deterioramento della propria situazione patrimoniale, economica e/o finanziaria, non adempiano - in tutto PROSPETTO INFORMATIVO 33

34 FATTORI DI RISCHIO o in parte - ai propri impegni, nel corrispondere gli interessi e/o rimborsando il capitale secondo i termini contrattualmente stabiliti, o (ii) le società del Gruppo, sulla base di informazioni incomplete, non veritiere o non corrette, concedano finanziamenti che altrimenti non avrebbero concesso o che, comunque, avrebbero concesso a condizioni differenti. A tale ultimo riguardo si evidenzia che la capacità delle società del Gruppo di valutare le proprie controparti è strettamente connessa alla qualità ed alla veridicità delle informazioni di cui le stesse società sono in grado di disporre al momento dell erogazione del credito. L attività, la solidità economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo Creval dipendono, pertanto, anche dall attività, dalla solidità economica, patrimoniale e finanziaria dei suoi clienti. In particolare, poiché l attenzione allo sviluppo del proprio territorio di riferimento ed al sostegno del tessuto produttivo locale continua ad essere l elemento distintivo dell attività del Gruppo, l aggregato di riferimento per la valutazione del rischio in oggetto è rappresentato dalle famiglie e dalle piccole e medie imprese, verso le quali è erogata la maggior parte degli impieghi. Per tale ragione, il Gruppo è esposto ai rischi legati alle condizioni sociali ed economiche di tali categorie di clienti e, di conseguenza, l evoluzione della relativa situazione economica si riflette inevitabilmente sull andamento delle principali grandezze economico patrimoniali del Gruppo. Sono molteplici i fattori che possono incidere sulle condizioni economiche e patrimoniali dei clienti e portare conseguentemente a svalutazioni più o meno significative delle rispettive posizioni, quali, a titolo esemplificativo, l andamento delle condizioni economiche generali e/o di specifici settori produttivi, il peggioramento della posizione competitiva del cliente, l eventuale cattiva gestione dell impresa affidata, il livello di indebitamento delle famiglie. Negli ultimi anni il perdurare della recessione economica ha inciso significativamente sulla qualità del credito del Gruppo Creval. In particolare, nell esercizio 2013 il valore dei crediti deteriorati, al netto delle rettifiche di valore, è cresciuto di Euro 640 milioni (+30,5%) rispetto all esercizio 2012, da Euro 2,1 miliardi a Euro 2,7 miliardi. Nel dettaglio, rispetto all esercizio 2012, le sofferenze sono cresciute di Euro 194,8 milioni (+31,7%), gli incagli di Euro 343,4 milioni (+43%), i crediti ristrutturati sono aumentati di Euro 37 milioni (+21%) e le esposizioni scadute deteriorate si sono incrementate di Euro 65 milioni (+12,9%). Il suddetto incremento è conseguenza della difficile situazione economica in cui versa l Italia ormai dal 2007 e del peggioramento del contesto congiunturale degli ultimi anni, nonché della necessità di adeguarsi nel corso degli ultimi due esercizi alle previsioni regolamentari in materia di crediti non-performing. Al 31 marzo 2014 i crediti deteriorati, al netto delle rettifiche di valore, ammontano a 2,9 miliardi di Euro. In dettaglio, i crediti in sofferenza raggiungono 860 milioni di Euro, registrando un aumento del 6,2%. Gli altri crediti di dubbio esito risultano pari a complessivi milioni di Euro, in aumento del 7,8% rispetto a milioni a fine anno. Di questi, 1,2 miliardi sono riferiti a incagli, 264 milioni sono costituiti da esposizioni ristrutturate, mentre 572 milioni rappresentano crediti scaduti. Non si può escludere, che, ove l economia stenti a ripartire, nonostante i primi segnali di lenta ripresa, vi possano essere in futuro ulteriori riflessi negativi sulla capacità della clientela di onorare gli impegni assunti, con conseguentemente peggioramento della qualità del credito del Gruppo e necessità per quest ultimo di effettuare ulteriori accantonamenti. A tale riguardo, si segnala che ogni significativo incremento degli accantonamenti per crediti in sofferenza, ogni mutamento nelle stime del rischio di credito, così come ogni perdita maturata che ecceda il livello degli accantonamenti effettuati, potrebbe avere effetti negativi sui risultati e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo PROSPETTO INFORMATIVO 34

35 FATTORI DI RISCHIO Creval. Inoltre, dal peggioramento della qualità del credito potrebbe derivare un incremento del costo della raccolta del Gruppo con conseguente impatto negativo sulle risultanze reddituali, che, a sua volta, potrebbe determinare una minore capacità di autofinanziamento, con conseguenti possibili effetti sul profilo patrimoniale del Gruppo Creval. Nella tabella che segue si riportano i dati relativi ai crediti deteriorati ed ai relativi livelli di copertura al 31 dicembre 2012 ed al 31 dicembre 2013, nonché al 31 marzo 2014, confrontati con quelli al 31 marzo Importo Rettifiche Importo % Importo Rettifiche Importo % dati in milioni di Euro lordo di valore netto cop. lordo di valore netto cop. al al Crediti deteriorati Sofferenze , ,7 Incagli , ,4 Esposizioni ristrutturate , ,8 Esposizioni scadute , ,4 Totale crediti deteriorati , ,2 Crediti in bonis , ,56 Totale crediti verso clientela Importo Rettifiche Importo % Importo Rettifiche Importo % dati in milioni di Euro lordo di valore netto cop. lordo di valore netto cop. al al Crediti deteriorati Sofferenze , ,9 Incagli , ,8 Esposizioni ristrutturate , ,9 Esposizioni scadute , ,1 Totale crediti deteriorati , ,1 Crediti in bonis , ,55 Totale crediti verso clientela Nella tabella che segue si riportano i dati relativi all incidenza delle posizioni deteriorate, delle rettifiche sul totale dei crediti netti e il costo del credito al 31 dicembre 2012, al 31 dicembre 2013 e al 31 marzo PROSPETTO INFORMATIVO 35

36 FATTORI DI RISCHIO 31 DICEMBRE DICEMBRE MARZO 2014 (*) Indice di rischiosità Sofferenze lorde/ Crediti verso clientela lordi 8,9% 6,6% 9,4% (*) Sofferenze nette/ Crediti verso clientela netti 4,0% 2,8% 4,3% (*) Sofferenze nette/patrimonio netto di Gruppo 42,4% 31,0% 43,9% Posizioni deteriorate lorde / Crediti verso clientela lordi Posizioni deteriorate nette / Crediti verso clientela netti Posizioni deteriorate nette / Patrimonio di Vigilanza (**) 19,0% 13,9% 20,6% (*) 13,6% 9,5% 14,8% (*) 128,5% 91,9% 138,7% (***) Copertura dei crediti in sofferenza (****) 57,9% 59,7% 57,3% Copertura dei crediti incagliati (****) 15,9% 18,4% 16,3% Copertura dei crediti ristrutturati (****) 10,2% 14,8% 10,0% Copertura dei crediti scaduti (****) 6,4% 3,4% 6,3% Copertura del totale dei crediti deteriorati (****) 33,7% 35,2% 33,3% Copertura crediti in bonis (****) 0,58% 0,56% 0,58% Costo del credito Totale rettifiche di valore a Conto Economico / Crediti netti 1,32% 1,61% 2,05% (*****) (*) Ai fini del calcolo di questi indicatori i Crediti verso clientela sono stati determinati come la somma dei Crediti verso clientela (voce 70) e dei Crediti verso la clientela riclassificati nella voce Attività non correnti e gruppi di attività in via di dismissione. (**) Al 31 marzo 2014 le posizioni deteriorate nette (costituite da crediti in sofferenza, incagliati, ristrutturati e scaduti al netto dei fondi rettificativi) risultano pari a 2.939,6 milioni di Euro, dato che si raffronta con un patrimonio di vigilanza stimato - sulla base della Nuova Disciplina applicabile - pari a 2.119,7 milioni di Euro. Le variazioni rilevate nel periodo - congiuntamente alla modifica normativa sui criteri di valutazione del patrimonio di vigilanza - portano l indicatore al 138,7%. Tale dato discende principalmente dall incremento delle posizioni deteriorate nette, legato (i) al perdurare della crisi economica che ha avuto ripercussioni particolarmente significative in capo al segmento di clientela della Banca costituito dalle piccole e medie imprese; e (ii) alla circostanza che l Emittente non ha effettuato cessioni significative di non-performing loans; nonché dal rimborso dei Tremonti Bond, avvenuto in data 28 giugno 2013, che ha comportato una riduzione del patrimonio di vigilanza dell Emittente di Euro 200 milioni rispetto al 31 dicembre (***) Il patrimonio di vigilanza è stato determinato sulla base di stime effettuate internamente dalla Banca come indicato alla presente Sezione Prima, Capitolo 3, Paragrafo Rischi connessi all adeguatezza patrimoniale, del Prospetto. (****) I valori sono stati determinati come rapporto tra le rettifiche di valore e l esposizione lorda alle stesse associata. (*****) Calcolato come rapporto annualizzato tra le rettifiche di valore nette per deterioramento dei crediti e gli impieghi di fine periodo. Nella tabella che segue si riporta un raffronto tra i principali indici espressivi della qualità dei crediti verso clientela del Gruppo Credito Valtellinese con quelli medi di sistema. PROSPETTO INFORMATIVO 36

37 FATTORI DI RISCHIO INCIDENZA CREDITI DETERIORATI LORDI E CREDITI IN BONIS LORDI SU TOTALE CREDITI LORDI GCV 31 DICEMBRE 2013 (*) 31 DICEMBRE 2012 (**) PRIMI 5 GRUPPI (***) BANCHE GRANDI (****) TOTALE SISTEMA GCV PRIMI 5 GRUPPI (***) BANCHE GRANDI (****) TOTALE SISTEMA Sofferenze 8,9% 9,4% 6,9% 8,7% 6,6% 7,7% 6,1% 7,2% Incagli 6,3% 5,2% 4,8% 5,3% 4,2% 4,1% 3,7% 4,2% Esp. Ristrutturate 1,1% 1,1% 0,8% 1,0% 0,9% 1,2% 0,6% 1,0% Esp. Scadute 2,8% 0,8% 1,1% 1,0% 2,3% 1,0% 1,1% 1,1% Crediti Deteriorati 19,0% 16,6% 13,6% 15,9% 13,9% 14,0% 11,5% 13,4% Crediti in Bonis 81,0% 83,4% 86,4% 84,1% 86,1% 86,0% 88,5% 86,6% TOTALE 100% 100% 100% 100% 100% 100% 100% 100% (*) Fonte: Banca d Italia, Rapporto sulla stabilità finanziaria n.1, maggio (**) Fonte: Banca d Italia, Rapporto sulla stabilità finanziaria n.5, aprile (***) Primi 5 Gruppi indica le banche appartenenti ai gruppi bancari facenti capo a UniCredit S.p.A., Intesa Sanpaolo S.p.A., Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A., UBI Banca S.p.A. e Banco Popolare Soc. Coop.. (****) Banche grandi indica le banche, appartenenti a gruppi o indipendenti, con totale dei fondi intermediati superiori a Euro 21,5 miliardi. RAPPORTO DI COPERTURA DEI CREDITI DETERIORATI GCV 31 DICEMBRE 2013 (*) 31 DICEMBRE 2012 (**) PRIMI 5 GRUPPI (***) BANCHE GRANDI (****) TOTALE SISTEMA GCV PRIMI 5 GRUPPI (***) BANCHE GRANDI (****) TOTALE SISTEMA Sofferenze 57,9% 58,6% 55,0% 56,9% 59,7% 56,1% 52,2% 54,6% Incagli 15,9% 27,8% 22,0% 25,3% 18,4% 25,2% 23,1% 23,2% Esp. Ristrutturate 10,2% 29,1% 14,0% 25,6% 14,8% 24,0% 17,0% 22,4% Esp. Scadute 6,4% 12,8% 9,7% 10,9% 3,4% 10,8% 7,5% 9,4% Crediti Deteriorati 33,7% 44,6% 37,3% 41,8% 35,2% 41,1% 36,7% 38,8% Crediti in Bonis 0,58% 0,7% 0,6% 0,7% 0,56% 0,6% 0,5% 0,6% TOTALE 100% 100% 100% 100% 100% 100% 100% 100% (*) Fonte: Banca d Italia, Rapporto sulla stabilità finanziaria n.1, maggio (**) Fonte: Banca d Italia, Rapporto sulla stabilità finanziaria n.5, aprile (***) Primi 5 Gruppi indica le banche appartenenti ai gruppi bancari facenti capo a UniCredit S.p.A., Intesa Sanpaolo S.p.A., Banca Monte dei Paschi di Siena S.p.A., UBI Banca S.p.A. e Banco Popolare Soc. Coop.. (****) Banche grandi indica le banche, appartenenti a gruppi o indipendenti, con totale dei fondi intermediati superiori a Euro 21,5 miliardi. In data 21 ottobre 2013 l EBA ha emanato la bozza finale di uno specifico technical standard nell ambito del quale ha fornito la definizione di esposizioni oggetto di Forbearance (crediti ristrutturati o soggetti a procedure di rinegoziazione). Le posizioni forborne possono essere rinvenute sia nell ambito di esposizioni performing che non performing e possono essere ricondotte ad esposizioni in cui la Banca ha concesso al cliente, a causa delle sue difficoltà finanziare, una modifica dei precedenti termini e condizioni contrattuali in quanto il debitore non sarà in grado di pagare, modifica che non sarebbe stata concessa se il debitore non fosse in difficoltà finanziarie, o un rifinanziamento parziale o totale del debitore, che non sarebbe PROSPETTO INFORMATIVO 37

38 FATTORI DI RISCHIO stato concesso se il debitore non fosse in difficoltà finanziarie, intendendo per rifinanziamento un nuovo contratto che consente di ripagare totalmente o parzialmente il contratto originario. La definizione di esposizione forborne si applica a tutti i crediti e i titoli di debito - ad eccezione di quelli ricompresi nella categoria dei titoli detenuti per la negoziazione. La categoria dei forborne si differenzia dalle rinegoziazioni di esposizioni creditizie non conseguenti alle difficoltà economico finanziarie del debitore, accordate dalla Banca alla clientela in bonis, che vengono assimilate nella sostanza all apertura di una nuova posizione qualora questa sia concessa essenzialmente per ragioni commerciali e sempre che il tasso d interesse applicato possa essere considerato un tasso di mercato alla data di rinegoziazione. Il Gruppo Creval non è attualmente in grado di effettuare la valutazione delle esposizioni secondo la definizione di forbearance fornita dall EBA, tuttavia ha avviato le attività finalizzate alla definizione di una propria policy interna di identificazione delle esposizioni forborne sulla base del documento tecnico sopra indicato. Il perimetro delle esposizioni forborne non coincide con quello delle esposizioni rinegoziate nell ambito di accordi collettivi di sistema 3 in considerazione del fatto che queste non esauriscono le tipologie di accordi di rinegoziazione potenzialmente riferibili alle esposizioni forborne e che la condizione necessaria per identificare un esposizione come forborne è la sussistenza di una situazione di difficoltà finanziaria del debitore. Il perimetro di applicazione dell informativa riguardante le esposizioni forborne è, inoltre, più ampio rispetto alla definizione di credito ristrutturato in base alla normativa di Banca d Italia. Al termine di tali attività, il Gruppo Creval potrebbe riclassificare come crediti forborne posizioni che alla Data del Prospetto non sono classificate come tali e, quindi, sussiste il rischio che a seguito della differente classificazione, possano rendersi necessarie ulteriori rettifiche di valore su tali crediti. Per maggiori dettagli in merito alle rettifiche operate sui crediti si veda la Parte Composizione delle principali voci economiche - Rettifiche di valore nette per deterioramento dei crediti: composizione, pag. 62 del Resoconto Intermedio di Gestione 2014, incorporato mediante riferimento nel presente Prospetto e disponibile sul sito internet sezione Investor Relations alla voce Relazioni finanziarie. Strettamente connesso al rischio di credito è il rischio di concentrazione. Nella tabella che segue si riporta l informativa relativa alla concentrazione dei crediti verso clientela per area geografica nonché per segmento di clientela. 31 DICEMBRE 2013 Lombardia 57,4% Sicilia 15,8% Marche 7,5% Lazio 7,4% Altre Regioni 11,9% 3 Per accordi collettivi di sistema si intendono (i) Fondo solidarietà per la sospensione dei mutui acquisto prima casa, per la sospensione del rimborso dei mutui nei confronti dei nuclei familiari in difficoltà a seguito della crisi; (ii) Accordo per il credito 2012 sottoscritto dal MEF, ABI e dalle Associazioni di rappresentanza delle imprese, per la sospensione o l allungamento dei finanziamenti delle PMI; e (iii) misure di sostegno a favore dei residenti in comuni colpiti da calamità naturali. PROSPETTO INFORMATIVO 38

39 FATTORI DI RISCHIO 31 DICEMBRE 2013 Imprese Corporate 18,9% Imprese SME Corporate 41,2% Imprese Small Retail 8,3% Imprese Micro Retail 9,1% Privati 18,3% Altro 4,3% Nella tabella che segue si riportano i dati relativi alla composizione settoriale del portafoglio crediti verso società non finanziarie. 31 DICEMBRE 2013 Costruzioni 20,5% Attività Manufatturiere 19,0% Attività immobiliari 18,9% Commercio 15,1% Servizi di alloggio e ristorazione 4,7% Attività professionali 4,4% Agricoltura 3,5% Residuali 13,9% Ai fini della valutazione del rischio di credito, tra le posizioni di rischio detenute dalla Banca una particolare importanza assumono quelle che possono essere definite come grandi rischi secondo i parametri diffusi dall Autorità di Vigilanza. Nella tabella che segue si riporta l informativa sui grandi rischi, come definiti dalla normativa di vigilanza, per gli esercizi conclusi il 31 dicembre 2013 ed il 31 dicembre (dati/1000) 31 DICEMBRE DICEMBRE 2012 Crediti verso clientela Ammontare Grandi rischi (valori di bilancio) Ammontare Grandi rischi (valore ponderato) (*) Grandi rischi (valore di bilancio)/ Crediti verso clientela ,02% 26,70% Grandi rischi (valore ponderato) 2,05% 2,15% /Crediti verso clientela (*) Il valore ponderato dell ammontare dei grandi rischi è stato determinato sulla base della Circolare n. 263, come in vigore al 31 dicembre In particolare, si segnala che le esposizioni nei confronti delle amministrazioni centrali sono ponderate a zero. In merito ai grandi rischi si precisa, altresì, che, alla data del 31 dicembre 2013, la principale posizione di grande rischio è costituita dall esposizione della Banca nei confronti dello Stato italiano, composta prevalentemente da Titoli di Stato, classificati fra le attività finanziarie disponibili per la vendita. PROSPETTO INFORMATIVO 39

40 FATTORI DI RISCHIO Nella tabella che segue si riporta l ammontare, nonché la durata media residua dei Titoli di Stato italiani detenuti nel portafoglio dell Emittente alla data del 31 marzo TIPOLOGIA CONTROVALORE DURATA MEDIA RESIDUA IN ANNI Tasso fisso ,861 Tasso Variabile ,744 Zero Coupon ,632 Totale Complessivo ,686 Si precisa che la tabella misura la media ponderata delle vite residue dei Titoli di Stato italiani presenti nel portafoglio dell'emittente. Da un punto di vista finanziario, considerando tutti i flussi dei Titoli di Stato italiani (flussi relativi alla componente per interesse (cedole) e flussi relativi alla componente per capitale (valore di rimborso)), la durata media finanziaria 4 dei titoli (duration) si attesta complessivamente a 4,067 anni. Si consideri però che alcuni Titoli di Stato a tasso fisso, per un valore nominale di Euro 600 milioni, sono stati oggetto di swap di tasso (interest rate swap) al fine di mitigare il rischio connesso alle fluttuazioni dei tassi di interesse. Considerando gli effetti di questa operazione a livello complessivo, la durata media finanziaria dei titoli (duration) si riduce a 1,553 anni. Per ulteriori informazioni in merito alla situazione patrimoniale e finanziaria dell Emittente, si veda la Sezione Prima, Capitolo 15, Paragrafo 15.1, del Prospetto Rischi derivanti dallo svolgimento dell Attività di Verifica della BCE sul Gruppo Creval Nell ottobre 2013 la BCE, in prospettiva dei poteri di vigilanza bancaria che la stessa eserciterà, ai sensi del Regolamento MVU, su circa centrotrenta enti creditizi dell Unione Europea, tra cui l Emittente, a partire dal mese di novembre del corrente anno, ha dato avvio ad una generale attività di valutazione della solidità patrimoniale di tali enti (c.d. comprehensive assessment) (l Attività di Verifica della BCE ). L Attività di Verifica della BCE, svolta in collaborazione con le competenti autorità nazionale, è articolata in tre differenti fasi, che prevedono, in particolare, lo svolgimento di: 1) un analisi dei rischi a fini di vigilanza, con lo scopo di valutare, in termini quantitativi e qualitativi, il c.d. profilo di rischio intrinseco dell Emittente (con riferimento, tra l altro, ai rischi di liquidità, leva finanziaria e finanziamento), il suo posizionamento rispetto alle altre banche e la sua vulnerabilità a fattori esogeni; 2) un esame della qualità degli attivi (c.d. Asset Quality Review o AQR), intesa a verificare l adeguatezza sia delle valutazioni delle attività e delle garanzie, sia dei relativi accantonamenti; e 3) uno stress test, al fine di verificare la tenuta patrimoniale degli istituti di credito in scenari di tensione. I risultati dell Attività di Verifica della BCE dovrebbero essere comunicati dalla stessa Banca Centrale Europea nel mese di ottobre del corrente anno. Nell ambito della Asset Quality Review, che è in corso di svolgimento alla Data del Prospetto e che dovrebbe concludersi nel corso dell estate del corrente anno, la BCE potrebbe richiedere l applicazione di criteri di valutazione degli attivi più restrittivi rispetto a quelli applicati dal Gruppo nel Bilancio Consolidato 2013, per cui potrebbe emergere la necessità di effettuare rettifiche ai valori di talune attività 4 Per durata media finanziaria si intende la media aritmetica ponderata dei periodi di maturazione dei flussi rispetto al loro valore attuale totale. PROSPETTO INFORMATIVO 40

41 FATTORI DI RISCHIO esposte nel Bilancio Consolidato 2013 o maggiori accantonamenti rispetto a quelli già effettuati in occasione dell approvazione di tale situazione patrimoniale. A seguito delle verifiche e degli eventuali interventi di rettifica, al fine di considerare l esercizio dell AQR superato, l Emittente dovrà avere un Capitale Primario di Classe 1 non inferiore all 8%. Una volta conclusa l Asset Quality Review è previsto che venga svolto l esercizio di stress test. In merito, in data 29 aprile 2014, l EBA ha pubblicato la metodologia e gli scenari macroeconomici che verranno applicati nella conduzione degli stress test, sia con riferimento allo scenario di base (baseline scenario) che allo scenario avverso (adverse scenario). L orizzonte temporale per la prova di stress sarà di tre anni (dal dicembre 2013 al dicembre 2016) e, al fine di considerare l esercizio superato, l Emittente (i) nello scenario di base (baseline scenario) dovrà avere un Capitale Primario di Classe 1 non inferiore alla soglia dell 8%; e (ii) nello scenario avverso (adverse scenario), ovvero nello scenario più critico per la Banca, dovrà avere un Capitale Primario di Classe 1 non inferiore alla soglia del 5,5%. Alla luce di quanto sopra, qualora ad esito dell Attività di Verifica della BCE, che dovrebbe concludersi entro la fine del mese di ottobre, dovesse evidenziarsi la necessità di applicare parametri valutativi della qualità degli attivi più conservativi rispetto a quelli utilizzati dal Gruppo nel Bilancio Consolidato 2013, potrebbero determinarsi effetti negativi sulla situazione patrimoniale e finanziaria e sui risultati economici del Gruppo. Inoltre, ove il Capitale Primario di Classe 1, a seguito delle eventuali rettifiche e nonostante l esecuzione dell Aumento di Capitale, dovesse risultare inferiore ai requisiti minimi sopra indicati, l Emittente dovrebbe adottare idonee misure di rafforzamento patrimoniale (i) entro sei mesi, nel caso in cui il mancato raggiungimento di tali requisiti minimi fosse emerso a seguito dell AQR ovvero a seguito dell applicazione dello scenario di base (baseline scenario) nell ambito degli stress test; e/o (ii) entro nove mesi, nel caso in cui il mancato raggiungimento dei requisiti minimi fosse conseguenza dell applicazione dello scenario avverso (adverse scenario) nell ambito degli stress test. Tali termini, di sei o nove mesi, decorrerebbero dalla data di pubblicazione dei risultati dell Attività di Verifica della BCE. In particolare, le misure di rafforzamento patrimoniale che la BCE potrebbe richiedere all Emittente, anche in relazione ad appositi piani di ristrutturazione concordati con le autorità competenti, consistono, inter alia, in: (i) limitazione alle distribuzioni di dividendi e/o riduzioni delle gratifiche; (ii) esecuzione di un nuovo aumento di capitale; (iii) riorganizzazione delle fonti di finanziamento, (iv) separazione e/o riduzione delle attività e cessione di assets a prezzi di mercato; (v) partecipazione ad eventuali meccanismi di sostegno pubblici (c.d. meccanismi di backstop pubblico). Si consideri, inoltre, che la BCE ha comunicato che le eventuali carenze riscontrate nell ambito dell AQR e dello scenario di base (baseline scenario) degli stress test potranno essere colmate esclusivamente tramite l emissione di strumenti di Capitale Primario di Classe 1. Eventuali carenze, invece, emerse dall applicazione dello scenario avverso (adverse scenario) degli stress test potranno essere colmate tramite emissione di strumenti di Capitale Primario di Classe 1 e Strumenti di Capitale Aggiuntivo di Classe 1, entro limiti predeterminati. Peraltro, nel caso di esito negativo dell Attività di Verifica della BCE e qualora l Emittente non riuscisse a rafforzare il proprio patrimonio autonomamente e fosse conseguentemente sottoposto a meccanismi di sostegno pubblico, a partire dal 1 gennaio 2015, le autorità competenti potrebbero decidere di utilizzare PROSPETTO INFORMATIVO 41

42 FATTORI DI RISCHIO gli strumenti di risoluzione delle crisi contemplati nella BRRD, ove la stessa fosse stata già recepita nell ordinamento italiano. Inoltre, indipendentemente dal recepimento della BRRD nell ordinamento italiano, tali meccanismi di sostegno pubblico potrebbero ricadere nella definizione di aiuti di stato ai sensi della normativa comunitaria in materia e comportare l applicazione del preventivo meccanismo di bail-in con possibili perdite per gli azionisti ed i creditori dell Emittente (per maggiori informazioni in merito alla BRRD ed al meccanismo di bail-in si veda il successivo Paragrafo della presente Sezione Prima, Capitolo 3, del Prospetto). I risultati dell Attività di Verifica della BCE potrebbero, pertanto, comportare ulteriori rettifiche, anche significative, sui crediti e, di conseguenza, rendere necessari ulteriori interventi di patrimonializzazione dell Emittente, che potrebbero avere effetti negativi sulle attività e sulla situazione economica, patrimoniale e/o finanziaria della Banca e/o del Gruppo, nonché sulla posizione degli azionisti, in termini di valore delle azioni dagli stessi detenuti e/o di partecipazione degli stessi al capitale sociale della Banca Rischi connessi agli impatti derivanti dalle incertezze del contesto macro-economico e politico sull andamento del Gruppo Creval La capacità reddituale e la stabilità dell Emittente e del Gruppo Creval sono influenzate dalla situazione economica generale e della dinamica dei mercati finanziari e, in particolare, dalla solidità e dalle prospettive di crescita dell economia italiana (inclusa la sua affidabilità creditizia), unico Paese in cui l Emittente opera, nonché dell Area Euro nel suo complesso. Come noto, il sistema finanziario italiano ed internazionale hanno operato in condizioni di difficoltà a partire dal 2007 ed i mercati finanziari hanno avuto un andamento particolarmente negativo dopo le dichiarazioni di insolvenza di alcuni primari istituti finanziari internazionali, intervenute a partire dal settembre Questa situazione ha portato a gravi distorsioni dei mercati finanziari di tutto il mondo, con criticità senza precedenti sul fronte della raccolta di liquidità, in particolare a livello del sistema bancario internazionale. Inoltre, tale situazione ha, a sua volta, determinato tensioni significative nell ambito dell attività ordinaria di numerose primarie banche commerciali, banche di investimento e compagnie di assicurazioni mondiali, alcune delle quali sono controparti del Gruppo Creval. Dopo un breve periodo di miglioramento sul fronte del sistema finanziario, le difficoltà connesse al sostenimento del debito sovrano di alcuni Paesi dell Area Euro hanno acuito le tensioni dei mercati finanziari e, nel 2011, l effetto contagio si è propagato anche all Italia producendo difficoltà straordinarie sui mercati finanziari e sulla capacità di raccolta del sistema bancario nazionale. Le misure successivamente adottate dalle istituzioni politiche e monetarie hanno progressivamente ridotto gli impatti della crisi sul sistema finanziario, ma gli effetti della stessa si sono, comunque, propagati all economia reale, producendo una fase di recessione eccezionalmente forte e duratura. Nel 2013 la situazione del debito sovrano ha continuato ad essere caratterizzata da incertezza, ancorché lievemente attenuata rispetto al passato, influenzando così i mercati finanziari italiani ed europei nonché l economia globale. Inoltre, nonostante si riscontrino segnali di ripresa nell economia dei Paesi europei, il ritmo della crescita economica dell Area Euro resta ad oggi disomogeneo, con i Paesi periferici e la stessa Italia in notevole ritardo rispetto al resto dell Unione. In generale, il contesto economico globale continuerà ad essere caratterizzato dalla presenza di numerose fonti di incertezza anche nel PROSPETTO INFORMATIVO 42

43 FATTORI DI RISCHIO Si segnala che, alla Data del Prospetto, il Gruppo Creval è esposto in modo marginale su titoli emessi da Portogallo, Irlanda, Spagna e Grecia. Lo scenario macro-economico sopra illustrato è stato ulteriormente aggravato, per quanto riguarda il mercato italiano, dal quadro di instabilità politica che è conseguito alle consultazioni elettorali del 24 e 25 febbraio 2013 e ha caratterizzato l esercizio scorso e i primi mesi del Il rischio derivante dall assenza di una maggioranza di governo stabile in seno al Parlamento potrebbe, infatti, acuire le incertezze in merito all effettiva adozione da parte dell Italia delle misure strutturali necessarie per uscire definitivamente dalla crisi e avviare la ripresa economica, con l effetto di compromettere la fiducia dei mercati internazionali nei confronti del nostro Paese e di spingere le agenzie di rating a rivedere le valutazioni del merito creditizio dello Stato italiano al ribasso. Tutte le sopra menzionate circostanze hanno determinato per il Gruppo Creval, come per la maggior parte dei gruppi bancari italiani, un rallentamento delle attività del Gruppo stesso, un incremento del costo del funding, una diminuzione dei corsi azionari e del valore delle attività, nonché ulteriori costi derivanti da svalutazioni e deprezzamenti, con una conseguente diminuzione della profittabilità. La persistenza degli elementi di rischio citati, con particolare riguardo al deterioramento della situazione economica generale ed agli elementi di incertezza dell azione politica, possono determinare effetti negativi sulla capacità di generazione del reddito, sul contenimento dei costi operativi, sulla qualità degli attivi creditizi, sul costo della raccolta e sul livello di incidenza degli oneri fiscali e, quindi, sugli utili conseguibili nel prossimo futuro. Per maggiori informazioni in merito all impatto della crisi economica sull andamento del Gruppo Creval si veda la Sezione Prima, Capitolo 7, Paragrafo 7.1, del Prospetto nonché la Sezione Il contesto macroeconomico di riferimento, pag. 17 del Bilancio Consolidato 2013, incorporato mediante riferimento nel presente Prospetto e disponibile sul sito internet sezione Investor Relations alla voce Relazioni finanziarie Rischio strategico di attuazione del Nuovo Piano Industriale Il 4 marzo 2014 il Consiglio di Amministrazione della Banca ha approvato il Nuovo Piano Industriale che, in continuità con gli obiettivi e le azioni già realizzate nel corso del triennio appena concluso, definisce le linee di sviluppo strategico per il periodo In considerazione dei positivi effetti conseguiti negli anni appena trascorsi, il Nuovo Piano Industriale prevede la finalizzazione e un ulteriore accelerazione delle azioni in corso in molteplici ambiti e in particolare sull assetto societario ed organizzativo, sulle politiche di capital management e funding, sull efficienza operativa, sui processi e sulle politiche del credito, commerciali e di prodotto. Il Nuovo Piano Industriale contiene, inoltre, gli obiettivi che la Banca intende raggiungere entro il 2016, in termini, tra l altro, di raccolta, diretta ed indiretta, utili di Gruppo, redditività ed efficienza (i Dati Previsionali ). Il Nuovo Piano Industriale è stato presentato alla comunità finanziaria il 4 marzo 2014 tramite il documento denominato Gruppo Creval - Aggiornamento Piano Industriale , disponibile sul sito internet PROSPETTO INFORMATIVO 43

44 FATTORI DI RISCHIO Il Nuovo Piano Industriale contiene un insieme di stime e previsioni che si basano sulla realizzazione di eventi futuri e di azioni che dovranno essere intraprese dalla Banca e dal Consiglio di Amministrazione nel corso del periodo a cui il Nuovo Piano Industriale si riferisce, che includono, tra l altro, assunzioni ipotetiche soggette ai rischi ed alle incertezze che caratterizzano l attuale scenario macroeconomico, relative: (i) ad eventi futuri ed azioni degli amministratori che non necessariamente si verificheranno o saranno compiute, e (ii) ad eventi ed azioni sui quali gli amministratori non possono, o possono solo in parte, influire. Le ipotesi potrebbero non verificarsi o potrebbero verificarsi in misura e in tempi diversi da quelli prospettati, così come potrebbero verificarsi eventi e azioni non prevedibili al tempo della approvazione del Nuovo Piano Industriale o tali eventi ed azioni potrebbero verificarsi con modalità differenti nel periodo di riferimento del Nuovo Piano Industriale. Il Nuovo Piano Industriale, elaborato sulla base delle assunzioni descritte nella presente Sezione Prima, Capitolo 8, Paragrafi e del Prospetto include i seguenti target: PRINCIPALI DATI DI STATO PATRIMONIALE (miliardi di Euro) E CAGR Crediti verso la clientela 19,9 (*) 21,0 1,3% Raccolta diretta 19,8 (*) 22,1 2,3% Raccolta indiretta 11,2 12,7 4,3% (*) Valori al lordo di CCG (Cassa di Compensazione e Garanzia) pari a: Crediti vs/clientela 20,2 miliardi di Euro e Raccolta diretta 20,7 miliardi di Euro. PRINCIPALI DATI DI CONTO ECONOMICO (milioni di Euro) E CAGR Margine di interesse ,4% Commissioni nette ,0% Proventi operativi ,8% Oneri operativi (504) (506) 0,2% Rettifiche di valore nette su crediti (266) (202) (8,8%) Utile lordo ,1% Utile netto di Gruppo n.s. INDICATORI DI PERFORMANCE E Δ13-16 Cost/Income ratio (%) 60,8% 56,3% (452)bps Cost of Credit risk (%) 1,32% 0,96% (36) bps ROTE (%) 0,8% 5,0% 421 bps RATIO PATRIMONIALI E CAGR RWA (miliardi di Euro) 18,1 13,2 (10,0%) CET 1 ratio (**) (%) 8,7% 13,0% 433 bps (non CAGR) (**) Fully phased BIS 3. Per i motivi sopra indicati i Dati Previsionali sono connaturati da elementi di soggettività ed incertezza e gli scostamenti fra valori consuntivi e i Dati Previsionali potrebbero essere significativi. La mancata realizzazione del Nuovo Piano Industriale nella misura e nei tempi prospettati potrebbe avere effetti negativi sulla situazione patrimoniale e finanziaria e sui risultati economici del Gruppo. Si riporta di seguito l analisi degli scostamenti significativi tra l andamento delle grandezze patrimoniali del Gruppo Creval alla chiusura del primo trimestre 2014 rispetto ai Dati Previsionali al 31 dicembre PROSPETTO INFORMATIVO 44

45 FATTORI DI RISCHIO PRINCIPALI DATI DI STATO PATRIMONIALE (miliardi di Euro) 31 DICEMBRE MARZO DICEMBRE 2014 TARGET Crediti verso la clientela (*) 19,9 19,2 19,7 Raccolta diretta (*) 19,8 20,1 20,2 Raccolta indiretta 11,2 11,6 11,2 (*) Al lordo della CCG (Cassa di Compensazione e Garanzia). Con riferimento ai dati patrimoniali si evidenzia che: - l Emittente ritiene che la flessione del portafoglio crediti registrata nel primo trimestre 2014 possa essere compensata, coerentemente ai target previsti per il 31 dicembre 2014, a condizione che si realizzi il consolidamento dei primi segnali di ripresa economica nella seconda parte dell anno; e - l andamento della raccolta diretta (al netto della raccolta con controparti istituzionali) e della raccolta indiretta è in linea con i target previsti per il Si riporta di seguito l analisi degli scostamenti significativi tra l andamento gestionale del Gruppo Creval alla chiusura del primo trimestre 2014 rispetto alle stime, relative al medesimo periodo, incluse nei Dati Previsionali al 31 dicembre PRINCIPALI DATI DI CONTO ECONOMICO (milioni di Euro) I TRIMESTRE 2014 I TRIMESTRE 2014 TARGET VAR % Margine di interesse ,5% Commissioni nette ,3% Proventi operativi ,4% Oneri operativi (126) (123) 3,0% Rettifiche di valore nette su crediti (101,6) (64,0) 58,6% Utile lordo 4,4 10,7-58,6% Utile netto di Gruppo 0,8 3,6-76,7% I risultati economici del primo trimestre 2014 evidenziano una riduzione del risultato rispetto alle stime. In particolare, l incremento, rispetto alle previsioni, dei flussi di crediti deteriorati registrato nei primi tre mesi del 2014 ha determinato un aumento delle rettifiche di valore, rispetto all importo stimato per l anno in corso, riparametrato al trimestre, pari circa al 59%. Tale dato è stato in gran parte compensato sia da un maggiore contributo al margine di interesse legato all incremento dello spread medio applicato alla clientela, sia dai profitti realizzati a seguito della vendita e successiva ricomposizione del portafoglio titoli di proprietà. Ad oggi, oltre a quanto riportato sopra con riferimento ai dati al 31 marzo 2014, non si rilevano ulteriori scostamenti significativi nell andamento gestionale del Gruppo rispetto alle previsioni. Per maggiori informazioni in merito al Piano Industriale si rinvia alla presente Sezione Prima, Capitolo 8, Paragrafo 8.1, del Prospetto. PROSPETTO INFORMATIVO 45

46 FATTORI DI RISCHIO Rischi connessi all andamento dei risultati del Gruppo Creval La crisi economico-finanziaria e dei mercati finanziari in generale ha influenzato negativamente in passato, e potrebbe continuare a influenzare negativamente anche in futuro, i risultati del Gruppo. In particolare, il Gruppo nell esercizio chiuso al 31 dicembre 2012 ha registrato una perdita netta pari ad Euro 322,4 milioni, mentre al termine dell esercizio chiuso al 31 dicembre 2013 ha rilevato un utile di Euro 11,7 milioni. Al 31 marzo 2014, l utile netto è pari ad Euro 836 mila, in aumento rispetto a quello registrato nello stesso periodo dell esercizio 2013, pari quest ultimo a Euro 272 mila. Su tali risultati del Gruppo Creval hanno pesato, in particolare, le rettifiche su crediti pari, al lordo degli effetti fiscali, rispettivamente ad Euro 354,5 milioni nel Bilancio Consolidato 2012, a Euro 266,5 milioni nel Bilancio Consolidato 2013 e ad Euro 101,6 milioni nel Resoconto Intermedio di Gestione Tale ultimo dato risulta notevolmente superiore al target al 31 marzo 2014 previsto dal Nuovo Piano Industriale (+58,6%). Sul risultato del 2012 hanno anche inciso negativamente le rettifiche di valore dell avviamento per un importo pari a Euro 302,6 milioni e le rettifiche di valore nette per deterioramento di attività finanziarie disponibili per la vendita per Euro 34,3 milioni (Euro 19,8 milioni nel 2013). La dinamica delle rettifiche su crediti è il riflesso peraltro anche del perdurare della situazione di crisi economico finanziaria, nonché delle misure fiscali adottate dal governo italiano, che hanno impattato sul reddito disponibile delle famiglie e sulla redditività delle imprese, condizionando la capacità dei clienti di far fronte agli impegni di rimborso dei propri debiti bancari. Nella tabella che segue si riportano alcune voci significative del conto economico del Gruppo relative agli esercizi 2013 e 2012, nonché al trimestre concluso il 31 marzo VOCI DEL CONTO ECONOMICO (Euro/1000) 1 TRIMESTRE Margine di interesse Margine di intermediazione Utile (Perdita) del periodo di pertinenza della capogruppo ( ) Nell esercizio 2013 il margine di interesse si è attestato a Euro 463 milioni, in riduzione del 3,1% rispetto all esercizio precedente, ma in miglioramento nel secondo semestre dell esercizio rispetto a quanto registrato nei primi sei mesi dello stesso anno. Nel primo trimestre 2014 il margine di interesse si è assestato a Euro 127 milioni, superiore al target per il 31 marzo 2014 previsto nel Nuovo Piano Industriale, pari ad Euro 118 milioni. La ripresa beneficia soprattutto dei positivi effetti dell attività di repricing e della ricomposizione delle forme di raccolta più onerose o a condizioni marginali, nonostante il livello dei tassi di interesse a breve termine stabilmente assestato su valori minimi, la riduzione dei crediti alla clientela e del portafoglio titoli. Come evidenziato nella Sezione Prima, Capitolo 3, Paragrafi e del Prospetto, il Gruppo Creval ha, inoltre, beneficiato nel 2013 degli effetti relativi ai finanziamenti con la BCE. PROSPETTO INFORMATIVO 46

47 FATTORI DI RISCHIO Gli oneri operativi nel 2013 sono risultati pari ad Euro 504 milioni, in riduzione del 5,6% su base annua. Al 31 marzo 2014 gli oneri operativi sono risultati pari ad Euro 126 milioni, in aumento rispetto ai target al 31 marzo 2014 previsti dal Nuovo Piano Industriale, pari a Euro 123 milioni (+3%). Maggiormente accentuata, pari al 7,4%, la diminuzione del costo per il personale nel Le spese per il personale si sono, infatti, attestate a Euro 297,4 milioni a fronte di Euro 321,2 milioni del 2012, mentre le altre spese amministrative, per Euro 168,9 milioni, hanno registrato nel 2013 una flessione prossima al 2%. Nel primo trimestre 2014 gli oneri operativi sono risultati pari ad Euro 126,3 milioni, in dettaglio le spese per il personale e le spese amministrative si sono attestate rispettivamente a Euro 74,9 milioni e Euro 42,3 milioni. Nell esercizio 2013 sono risultate in riduzione anche le rettifiche di valore su attività materiali e immateriali che si rappresentano in Euro 37,4 milioni rispetto a Euro 40,1 milioni dell esercizio precedente. Nel primo trimestre 2014 le rettifiche di valore su attività materiali e immateriali sono, invece, risultate pari ad Euro 9,1 milioni. Per quanto riguarda l incidenza di ciascuno dei costi sopra indicati rispetto al totale degli oneri operativi del Gruppo, le spese per il personale nel primo trimestre 2014 sono risultate pari al 59,25% degli oneri operativi (59,04% nell esercizio 2013 e 60,20% nell esercizio 2012). Le altre spese amministrative hanno, invece, rappresentato il 33,51% degli oneri operativi al 31 marzo 2014, in linea con i dati relativi ai precedenti esercizi (33,53% nel 2013 e 32,28% nel 2012). Le rettifiche di valore su attività materiali e immateriali nel primo trimestre 2014 sono risultate pari al 7,24% degli oneri operativi (7,43% nell esercizio 2013 e 7,52% nell esercizio 2012). Non si può escludere che l eventuale protrarsi della crisi economico-finanziaria e in generale il protrarsi di una situazione di incertezza relativa al mercato italiano possano far registrare risultati negativi nei prossimi esercizi, con conseguente progressivo indebolimento della struttura patrimoniale della Banca e del Gruppo e con possibili effetti negativi sulle attività e sulla situazione economica, patrimoniale e/o finanziaria della Banca e/o del Gruppo. Per maggiori informazioni sugli scostamenti significativi tra l andamento del Gruppo nel primo trimestre 2014 ed i corrispondenti dati del Nuovo Piano Industriale si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 7, Paragrafo 7.1.1, del Prospetto; per ulteriori informazioni, invece, in merito all andamento economico del Gruppo Creval si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 15, Paragrafo 15.1, del Prospetto Rischi connessi all esposizione del Gruppo Creval al debito sovrano In rapporto alle dimensioni del proprio attivo, il Gruppo detiene significativi importi in titoli di debito emessi dallo Stato italiano. In particolare, al 31 marzo 2014, il Gruppo detiene titoli emessi dallo Stato italiano per un importo di Euro 3,5 miliardi, pari al 14,4% del totale delle attività finanziarie detenute dall Emittente. Nella tabella che segue si riportano i giudizi di rating attribuiti allo Stato italiano dalle principali agenzie di rating. PROSPETTO INFORMATIVO 47

48 FATTORI DI RISCHIO AGENZIA DI RATING DATA ULTIMO DEBITO A BREVE DEBITI A MEDIO - OUTLOOK AGGIORNAMENTO TERMINE LUNGO TERMINE MOODY S 14 febbraio 2014 P-2 Baa2 Stabile FITCH RATINGS 25 aprile 2014 F2 BBB+ Stabile STANDARD&POOR S 9 luglio 2013 A - 2 BBB Negativo DBRS 11 aprile 2014 R-1 (low) A (low) Stabile/Negativo Nella tabella che segue si riportano le esposizioni in titoli di debito emessi dallo Stato italiano e dalle amministrazioni centrali dello Stato italiano al 31 dicembre 2013, con specifica indicazione del portafoglio di appartenenza. (dati/1000) ATTIVITÀ ATTIVITÀ CREDITI VERSO LA TOTALE TITOLI FINANZIARIE FINANZIARIE CLIENTELA DISPONIBILI PER LA DETENUTE PER LA VENDITA NEGOZIAZIONE Valore nominale dei titoli Valore di bilancio - fair value Nella tabella che segue si riportano le esposizioni in titoli di debito emessi dallo Stato italiano e dalle amministrazioni centrali dello Stato italiano al 31 marzo 2014, con specifica indicazione del portafoglio di appartenenza. (dati/1000) Valore nominale dei titoli Valore di bilancio - fair value ATTIVITÀ FINANZIARIE DISPONIBILI PER LA VENDITA ATTIVITÀ FINANZIARIE DETENUTE PER LA NEGOZIAZIONE CREDITI VERSO LA CLIENTELA TOTALE TITOLI Per maggiori informazioni in merito alle caratteristiche ed alla durata residua dei titoli si veda il Paragrafo che precede. Al 31 dicembre 2013 fra i crediti verso clientela sono ricompresi crediti riferiti ad amministrazioni pubbliche centrali e locali italiane per un importo di Euro migliaia, pari allo 0,25% dell aggregato complessivo. In considerazione dell esposizione del Gruppo nei confronti dello Stato italiano, non è possibile escludere effetti negativi sui risultati operativi del Gruppo, nonché sulla relativa situazione economica, patrimoniale e finanziaria, ove la situazione del debito sovrano ed, in particolare modo, di quello italiano torni ad aggravarsi, considerate anche le perduranti incertezze in merito alla situazione politica ed alla crescita economica del nostro Paese. PROSPETTO INFORMATIVO 48

49 FATTORI DI RISCHIO Per maggiori informazioni in merito all esposizione del Gruppo sui titoli di debito emessi dallo Stato italiano si veda il paragrafo Analisi dei principali aggregati patrimoniali e dei risultati economici consolidati, pag. 48 Bilancio Consolidato 2013, nonché la Parte Rischio sovrano, pag. 105 del Resoconto Intermedio di Gestione 2014, entrambi incorporati mediante riferimento nel presente Prospetto e disponibili sul sito internet sezione Investor Relations alla voce Relazioni finanziarie Rischi connessi ai procedimenti sanzionatori nei confronti dei componenti degli organi sociali dell Emittente e delle società facenti parti del Gruppo Creval Nell ambito di un più ampio intervento attuato a livello di sistema, che ha interessato i principali gruppi bancari italiani, dal 7 gennaio al 24 aprile 2013 la Banca d Italia ha sottoposto il Credito Valtellinese ad accertamenti ispettivi, ai sensi degli articoli 54 e 68 del TUB, finalizzati alla verifica dell'adeguatezza delle rettifiche di valore sui crediti in sofferenza, a incaglio e ristrutturati, nonché delle relative politiche e prassi applicative. La verifica effettuata si è conclusa con un giudizio di Banca d Italia parzialmente sfavorevole: sono state rilevate carenze nella regolamentazione interna, nei presidi organizzativi e di controllo in materia di rettifiche di valore sui crediti, nonché a prassi non adeguatamente conservative nella filiera del credito. Il Consiglio di Amministrazione ha adottato determinazioni volte a recepire le indicazioni e i suggerimenti formulati nel rapporto ispettivo, provvedendo a fornire le proprie considerazioni alla Banca d Italia in data 25 settembre Taluni interventi correttivi sono stati prontamente adottati già nel corso degli accertamenti, in particolare sono state integralmente recepite nel Bilancio Consolidato 2012 le indicazioni sulla determinazione delle rettifiche di valore sulle posizioni esaminate nel corso dell ispezione; analogamente, le misure correttive relative alle ulteriori carenze riscontrate in fase ispettiva sono state in gran parte realizzate e le rimanenti sono in fase di completamento. In relazione agli accertamenti ispettivi svolti dalla Banca d Italia nel 2013, alla Data del Prospetto, non è stato notificato all Emittente l avvio di alcun procedimento sanzionatorio in merito agli stessi. In data 29 gennaio 2013 è stato notificato il rapporto ispettivo relativo agli accertamenti condotti da Banca d Italia dal 4 luglio al 16 novembre 2012 in materia di antiriciclaggio e trasparenza delle condizioni contrattuali. L esito dell ispezione, parzialmente sfavorevole in relazione a taluni profili di non conformità alle normative di settore e di carenze nei processi aziendali e nell assetto dei controlli interni, ha determinato l avvio di un procedimento sanzionatorio ex articolo 145 del Testo Unico Bancario. Il Consiglio di Amministrazione ha prontamente adottato determinazioni volte al superamento delle criticità riscontrate, provvedendo a formulare le proprie considerazioni e controdeduzioni, in ordine ai rilievi e alle osservazioni formulate dall Autorità di Vigilanza, in data 26 febbraio Anche in questo caso, alcuni interventi correttivi erano stati realizzati già nel corso degli accertamenti, mentre altri sono stati successivamente realizzati, in linea con le indicazioni emerse nel corso della visita ispettiva. Si informa, altresì, che il provvedimento ex articolo 145 del TUB, concernente l applicazione di sanzioni amministrative pecuniarie per complessivi Euro , a carico dei componenti del Consiglio di Amministrazione e del Collegio Sindacale, dell Amministratore Delegato e Direttore Generale, del Responsabile Compliance e Antiriciclaggio e del Responsabile Internal Audit pro-tempore, in carica al tempo dei fatti a cui si riferisce la sanzione, è stato notificato in data 20 novembre La Capogruppo ha provveduto al pagamento entro i termini previsti, con obbligo di regresso verso i responsabili. Pur avendo adottato tutte le misure che l Emittente riteneva opportune ai fini di rimuovere le criticità evidenziate da Banca d Italia, non è possibile escludere che, in futuro, ulteriori accertamenti da parte della Banca d Italia ovvero della BCE si concludano con esito, in tutto o in parte, sfavorevole per la Banca e PROSPETTO INFORMATIVO 49

50 FATTORI DI RISCHIO che, di conseguenza, in tali situazioni eventuali provvedimenti sanzionatori disposti dall Autorità di Vigilanza possano incidere negativamente sui risultati operativi e sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo Creval. Per maggiori informazioni in merito ai procedimenti sanzionatori nei confronti dei componenti degli organi sociali dell Emittente si veda la Sezione Prima, Capitolo 9, Paragrafo 9.1, del Prospetto Rischio di liquidità Si definisce rischio di liquidità il rischio che la Banca non riesca a far fronte ai propri impegni di pagamento, certi o previsti con ragionevole certezza, quando essi giungono a scadenza. Normalmente possono essere individuate due forme di rischio liquidità: (a) il Funding Liquidity Risk, cioè il rischio che il Gruppo non sia in grado di far fronte ai propri impegni di pagamento ed alle proprie obbligazioni in modo efficiente per incapacità a reperire fondi, senza pregiudicare la sua attività caratteristica e/o la sua situazione finanziaria; (b) il Market Liquidity Risk, cioè il rischio che il Gruppo non sia in grado di liquidare un attività finanziaria senza incorrere in perdite in conto capitale a causa della scarsa liquidità del mercato di riferimento e/o in conseguenza della tempistica con cui è necessario realizzare l operazione. Nel corso degli ultimi anni il contesto internazionale è stato soggetto a ripetuti e prolungati periodi di elevata volatilità e straordinaria incertezza ed instabilità sui mercati finanziari, causate anche dal fallimento di alcune istituzioni finanziarie e, successivamente, dalla crisi di debito sovrano in alcuni Paesi. Tale stato di incertezza e volatilità ha contribuito ad alimentare, nel corso dei predetti periodi, una significativa difficoltà a reperire liquidità sul mercato istituzionale, contraendo notevolmente la possibilità di ricorso al credito da parte degli operatori. Anche in relazione al futuro, non si possono aprioristicamente escludere ulteriori significative tensioni nel reperimento di liquidità sul mercato. La reperibilità della liquidità destinata allo svolgimento delle varie attività, nonché la possibilità di accedere a finanziamenti a lungo termine sono essenziali per il raggiungimento degli obiettivi strategici del Gruppo. In particolare, la liquidità stabile e i finanziamenti a lungo termine sono essenziali affinché l Emittente sia nelle condizioni di far fronte agli impegni di pagamento per cassa o per consegna, previsti o imprevisti, in modo da non pregiudicare l operatività corrente o la situazione finanziaria del Gruppo. Come rappresentato in precedenza in termini generali, il reperimento di liquidità da parte del Gruppo Creval potrebbe essere pregiudicato dall incapacità del Gruppo di avere accesso al mercato del debito, dall incapacità di vendere i propri beni o di rimborsare i propri investimenti. Detti eventi potrebbero manifestarsi a causa del peggioramento delle condizioni di mercato, della sfiducia nei mercati finanziari, di incertezze e speculazioni relative alla solvenza dei partecipanti al mercato, del peggioramento dei rating, ovvero di problemi operativi relativi a terze parti. Una limitata capacità di reperire sul mercato la liquidità necessaria a condizioni favorevoli, ovvero la difficoltà di accesso a finanziamenti a lungo termine a condizioni favorevoli, potrebbero avere effetti negativi sui risultati e sulla situazione economica, finanziaria e patrimoniale del Gruppo. Al 31 dicembre 2013 il Loan to Deposit Ratio, su base consolidata, era pari al 100,5% (99,6% al 31 dicembre 2012). Alla stessa data il Liquidity Coverage Ratio, su base consolidata, era pari al 113%, mentre il Net Stable Funding, del pari su base consolidata, era pari al 126%. PROSPETTO INFORMATIVO 50

51 FATTORI DI RISCHIO Si evidenzia, inoltre, che nell ambito della propria attività il Gruppo ricorre anche al finanziamento presso la BCE. In particolare l esposizione del Gruppo verso quest ultima in termini di linee di finanziamento per LTRO era pari, al 31 dicembre 2013, a Euro 2,95 miliardi e, al 31 marzo 2014, a Euro 2,5 miliardi. Tali linee hanno scadenza il 29 gennaio 2015 per Euro 1,5 miliardi ed il 26 febbraio 2015 per Euro 1 miliardo. Alla data del 31 marzo 2014, l importo delle attività non vincolate disponibili per il Gruppo, che potrebbero essere stanziate in garanzia di finanziamenti (sia sul mercato sia nell ambito di operazioni di rifinanziamento con la stessa BCE) è pari a circa Euro 4,5 miliardi. Eventuali cambiamenti sfavorevoli nelle politiche di finanziamento stabilite dalla BCE, ivi incluse eventuali modifiche dei criteri di individuazione delle tipologie di attivi ammessi con finalità di garanzia e/o delle relative valutazioni, potrebbero incidere sull attività della Banca e del Gruppo con conseguenti effetti negativi sui risultati operativi e sulla situazione patrimoniale e finanziaria e sui risultati economici del Gruppo Creval. Per maggiori informazioni in merito al profilo di liquidità del Gruppo si veda la Sezione Prima, Capitolo 15, Paragrafo 15.1, del Prospetto, nonché la Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura, pag. 241 del Bilancio Consolidato 2013, incorporato mediante riferimento nel presente Prospetto e disponibile sul sito internet sezione Investor Relations alla voce Relazioni finanziarie Rischio di mercato Per rischio di mercato si intende il rischio derivante dalla perdita di valore degli strumenti finanziari detenuti dal Gruppo per effetto dei movimenti delle variabili di mercato (a titolo esemplificativo, ma non esaustivo, tassi di interesse, prezzi dei titoli, tassi di cambio), che potrebbero generare un deterioramento della solidità patrimoniale del Gruppo. Tali fluttuazioni potrebbero essere generate da cambiamenti nell andamento dell economia, dalla propensione all investimento degli investitori, da politiche monetarie e fiscali, dalla liquidità dei mercati su scala globale, dalla disponibilità e dal costo dei capitali, da interventi delle agenzie di rating, da eventi politici a livello sia locale sia internazionale, oppure da conflitti bellici o atti terroristici. All interno del Gruppo, considerato che la clientela dello stesso è costituita prevalentemente da soggetti retail e che, pertanto, il Gruppo Creval assume prevalentemente rischio di credito nei confronti degli specifici segmenti della clientela, l attività finanziaria è essenzialmente orientata a garantire il presidio degli equilibri tecnici complessivi. L attività di gestione del portafoglio di negoziazione, in particolare, è volta a ottimizzare la redditività delle risorse finanziarie disponibili, con il vincolo del contenimento della variabilità dei risultati attesi. Il valore a rischio (VaR) del portafoglio di negoziazione di vigilanza al 31 dicembre in un orizzonte temporale di 10 giorni e con un intervallo di confidenza del 99% - è stimato in 727 migliaia di Euro. I principali fattori cui esso è esposto sono il rischio emittente e il rischio di tasso di interesse. La rilevanza del rischio emittente è riconducibile al modesto merito di credito delle banche italiane. PROSPETTO INFORMATIVO 51

52 FATTORI DI RISCHIO VAR - FATTORI DI RISCHIO AL 31 DICEMBRE 2013 RISCHIO DI PREZZO RISCHIO DI TASSO RISCHIO DI CAMBIO RISCHIO EMITTENTE BENEFICIO DI DIVERSIFICAZIONE 9,1% 10,9% 0,1% 84,5% - 4,6% Ciò non di meno, l Emittente è esposto a potenziali cambiamenti nel valore degli strumenti finanziari dovuti a fluttuazioni delle variabili indicate in precedenza. Al riguardo, anche un rilevante investimento in titoli emessi dagli Stati sovrani può esporre la Banca a significative perdite di valore dell attivo patrimoniale. Per maggiori informazioni in merito all esposizione del Gruppo alle fluttuazioni dei titoli emessi dallo Stato italiano si veda il precedente Paragrafo della presente Sezione Prima, Capitolo 3, del Prospetto. Una particolare tipologia di rischio di mercato è quella legata alla fluttuazione dei tassi di interesse. In particolare, l investitore deve considerare che le performance del Gruppo Creval sono influenzate dall andamento e dalla fluttuazione dei tassi d interesse in Italia, mercato nel quale il Gruppo svolge prevalentemente la propria attività e, più in generale, in Europa. L andamento dei tassi di interesse risulta a sua volta influenzato da diversi fattori che non sono sotto il controllo del Gruppo, quali le politiche monetarie, l andamento macro-economico e le condizioni politiche del Paese in cui l Emittente opera. In particolare, i risultati delle operazioni bancarie e di finanziamento dipendono dalla gestione dell esposizione ai tassi d interesse del Gruppo stesso, vale a dire del rapporto esistente tra le variazioni dei tassi d interesse dei mercati di riferimento e quelle del margine d interesse. Infatti, l incremento dei tassi di interesse può comportare un aumento del costo del finanziamento del Gruppo in misura più rapida ed elevata rispetto al rendimento degli attivi, per esempio, per la mancata corrispondenza tra le scadenze delle attività e delle passività che sono influenzate dalla variazione dei tassi di interesse, oppure per la mancata corrispondenza tra il grado di sensibilità alle variazioni dei tassi tra attività e passività con una scadenza simile. Allo stesso modo, il decremento dei tassi di interesse potrebbe anche comportare una riduzione del rendimento delle attività detenute dal Gruppo a cui potrebbe non corrispondere un equivalente decremento del costo del funding. Considerato lo scenario globale nel quale la Banca si trova ad operare, nonché il perdurare di tassi di interesse di mercato particolarmente bassi, combinato con un elevata volatilità degli stessi, potrebbe verificarsi per il Gruppo Creval un incremento del rischio di mercato e, conseguentemente, una diminuzione dei margini di interesse e del valore delle attività e passività detenute dal Gruppo stesso. Al 31 dicembre 2013 la duration modificata calcolata sulle poste attive e passive dell'intero bilancio ed il duration gap sono contenuti. Nell ipotesi che la struttura dei tassi trasli in parallelo verso l alto di 100 punti base, il valore del capitale economico registrerebbe infatti una diminuzione di 68,2 milioni di Euro, pari al 3,2% del patrimonio di vigilanza. In caso di uguale traslazione verso il basso, sotto il vincolo di non negatività dei tassi nominali, si avrebbe un incremento pari a 72,3 milioni di Euro, pari al 3,4% del patrimonio di vigilanza. Nel corso del 2013 la diminuzione di valore del capitale economico, generata da una traslazione parallela dei tassi verso l alto di 100 punti base, si è attestata su un valore medio di 73,6 milioni di Euro; in caso di uguale traslazione verso il basso, sotto il vincolo di non negatività dei tassi nominali, si è registrato un incremento medio di 77,5 milioni di Euro. PROSPETTO INFORMATIVO 52

53 FATTORI DI RISCHIO Avendo riguardo ai profili reddituali, nell ipotesi di traslazione istantanea e parallela della curva dei tassi di interesse di -100 punti base (sotto il vincolo di non negatività dei tassi nominali), la variazione del margine di interesse generato dal portafoglio bancario, avendo a riferimento un orizzonte temporale di 12 mesi, sarebbe pari a -14,5 milioni di Euro, mentre ammonterebbe a +41,8 milioni di Euro nel caso di traslazione di +100 punti base. Nel corso del 2013 la variazione ipotetica del margine di interesse, generata da una traslazione parallela dei tassi di interesse, si sarebbe attestata su un valore medio di -9,2 milioni di Euro, in ipotesi di traslazione verso il basso di 100 punti base, e su un valore medio di +42,8 milioni di Euro, nel caso di traslazione di +100 punti base. Le poste attive e passive sono in generale gestite in modo da preservare il valore economico del portafoglio anche in conseguenza di inattese variazioni del tasso di interesse. Stante la condizione attuale, è possibile che vi siano incrementi di rischiosità nel medio-lungo termine in considerazione di azioni a supporto del margine di interesse. Nell immediato, una riduzione dei tassi di interesse a breve termine potrebbe avere come effetto un ulteriore compressione di alcune componenti reddituali. Sussistono, inoltre, rischi connessi all andamento del differenziale di rifinanziamento presso i Mercati Collateralizzati ed i tassi di interesse a cui sono indicizzate le principali poste dell attivo e del passivo. In considerazione di tale situazione, la Banca ritiene di aver adottato, alla Data del Prospetto, idonee politiche di copertura del rischio. Per maggiori informazioni in merito a tali politiche di copertura del rischio di mercato si rinvia alla Parte E Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura, pag. 225 del Bilancio Consolidato 2013, incorporato mediante riferimento nel presente Prospetto e disponibile sul sito internet sezione Investor Relations alla voce Relazioni finanziarie. Per maggiori informazioni sulla situazione patrimoniale e finanziaria e sui risultati economici del Gruppo si veda la Sezione Prima, Capitolo 15, Paragrafo 15.1, del Prospetto Rischi connessi ad assunzioni e metodologie di valutazione delle attività e passività finanziarie del Gruppo valutate al fair value In conformità alla disciplina dettata dai Principi Contabili Internazionali, la redazione del bilancio consolidato dell Emittente richiede anche il ricorso a stime e ad assunzioni che possono determinare significativi effetti sui valori iscritti nello stato patrimoniale e nel conto economico, nonché sull informativa relativa alle attività e passività potenziali riportate in bilancio. In particolare, è maggiormente richiesto l impiego di valutazioni soggettive da parte della direzione aziendale nei seguenti casi: - la quantificazione delle perdite per riduzione di valore delle attività finanziarie, con particolare riferimento ai crediti, alle partecipazioni ed alle attività materiali; - la determinazione del fair value degli strumenti finanziari con particolare riferimento all l utilizzo di modelli valutativi per la determinazione del fair value degli strumenti finanziari non quotati in mercati attivi; - la valutazione della congruità del valore degli avviamenti e delle altre attività immateriali; - la quantificazione dei fondi del personale e dei fondi per rischi e oneri; PROSPETTO INFORMATIVO 53

54 FATTORI DI RISCHIO - le ipotesi attuariali e finanziarie utilizzate per la determinazione delle passività collegate ai piani a benefici definiti per i dipendenti; e - le stime e le assunzioni sulla recuperabilità della fiscalità differita attiva. Tali stime ed assunzioni sono state effettuate nell ottica della continuità aziendale e sono fortemente condizionate dalla crescente incertezza presente nel contesto economico e di mercato corrente alla Data del Prospetto, che si caratterizza per la volatilità dei parametri finanziari e per la presenza di indicatori di deterioramento della qualità del credito molto elevati. Parametri ed informazioni utilizzati per la determinazione di stime ed assunzioni sono particolarmente influenzati dai suddetti fattori, che per loro natura sono imprevedibili. Conseguentemente le stime e le assunzioni utilizzate possono variare di periodo in periodo e, pertanto, non è da escludersi che in futuro i valori iscritti nel Bilancio Consolidato 2013 possano differire, anche in maniera significativa, a seguito del mutamento delle valutazioni soggettive utilizzate. Le stime e le assunzioni sono oggetto di rivisitazione per tener conto delle variazioni intercorse nel periodo. La determinazione dei valori sopra indicati è strettamente connessa all evoluzione del contesto socioeconomico nazionale ed internazionale e all andamento dei mercati finanziari, che a loro volta generano impatti significativi sull andamento dei tassi, sulla fluttuazione dei prezzi e sul merito creditizio delle controparti. I parametri e le informazioni utilizzati per la stima dei valori sopra menzionati sono quindi significativamente influenzati dai suddetti fattori, per i quali non si può escludere che un peggioramento del relativo andamento possa produrre effetti negativi sulle poste oggetto di valutazione e, in ultima istanza, sui risultati operativi e sulla situazione economica, patrimoniale e/o finanziaria del Gruppo. Per maggiori informazioni in merito al deterioramento della qualità del credito si veda la presente Sezione Prima, Capitolo 3, Paragrafo 3.1.2, del Prospetto. Con particolare riguardo al rischio di incertezza connesso all utilizzo del fair value, si evidenzia che il Gruppo Creval procede, inter alia, alla determinazione del valore di bilancio utilizzando il metodo del fair value per le attività e passività di seguito indicate: (Euro/1000) 31 DICEMBRE DICEMBRE 2012 ATTIVO Attività finanziarie detenute per la negoziazione Attività finanziarie disponibili per la vendita Totale attività finanziarie Incidenza sul totale dell'attivo 14,6% 12,0% PASSIVO Passività finanziarie di negoziazione Derivati di copertura Totale passività finanziarie Incidenza sul totale del passivo 0,6% 0,8% La ripartizione, al 31 dicembre 2013, per livelli di fair value di tali esposizioni evidenzia: PROSPETTO INFORMATIVO 54

55 FATTORI DI RISCHIO - attività valutate al Livello 1 per migliaia di Euro, al Livello 2 per migliaia di Euro ed al Livello 3 per migliaia di Euro; e - passività valutate al Livello 1 per migliaia di Euro ed al Livello 2 per migliaia di Euro. Gli impatti rilevati a conto economico in relazione alle suddette attività/passività finanziarie sono dettagliate nelle specifiche sezioni del Bilancio Consolidato In particolare si veda la Parte C - Informazioni sul conto economico consolidato, con riferimento alla Sezione 1 - Gli interessi, pag. 180, la Sezione 3 - Dividendi e proventi simili, pag. 183, la Sezione 4 - Il risultato netto dell attività di negoziazione, pag. 184, la Sezione 5 - Il risultato netto dell attività di copertura, pagina 184, la Sezione 6 - Utili/perdite da cessione/riacquisto, pag. 185 e la Sezione Rettifiche di valore per deterioramento di attività finanziarie disponibili per la vendita: composizione, pag Si specifica inoltre che, come richiesto dai Principi Contabili Internazionali, la valutazione delle attività finanziarie disponibili per la vendita viene rilevata in una riserva di patrimonio netto dettagliata nella Parte F - Punto B.2 Riserva da valutazione delle attività finanziarie disponibili per la vendita: composizione, pag. 263 del Bilancio Consolidato 2013, incorporato mediante riferimento nel presente Prospetto e disponibile sul sito internet sezione Investor Relations alla voce Relazioni finanziarie. Non può escludersi che future variazioni del fair value degli strumenti finanziari e/o della loro classificazione, anche a seguito di mutamenti delle condizioni di mercato, e/o della riduzione dei volumi scambiati sui mercati, comportando una minore significatività dei prezzi di scambio, abbiano effetti negativi, anche rilevanti, sui risultati operativi e sulla situazione economica, patrimoniale e/o finanziaria del Gruppo. Per maggiori informazioni in merito alla valutazione al fair value delle attività e passività del Gruppo si veda la Parte A Punto A.4 Informativa sul fair value, pag. 129 del Bilancio Consolidato 2013, incorporato mediante riferimento nel presente Prospetto e disponibile sul sito internet sezione Investor Relations alla voce Relazioni finanziarie Rischio operativo Per rischio operativo si intende il rischio di subire perdite derivanti dall inadeguatezza o dalla disfunzione di procedure, risorse umane e sistemi interni, oppure da eventi esogeni. Rientrano in tale tipologia, tra l altro, le perdite derivanti da frodi, errori umani, interruzioni dell operatività, indisponibilità dei sistemi, inadempienze contrattuali, catastrofi naturali. Nel rischio operativo è compreso il rischio legale, mentre non sono inclusi quelli strategici e di reputazione. Tra le fonti principali del rischio operativo rientrano statisticamente l instabilità dei processi operativi, la scarsa sicurezza informatica, il crescente ricorso all automazione, l outsourcing di funzioni aziendali, l utilizzo di un numero ridotto di fornitori, i cambiamenti di strategia, le frodi, gli errori, il reclutamento, l addestramento e la fidelizzazione del personale e, infine, gli impatti sociali ed ambientali. Il rischio operativo, in quanto tale, è un rischio puro, essendo ad esso connesse solo manifestazioni negative dell evento. Tali manifestazioni sono direttamente riconducibili all attività della Banca e riguardano l intera struttura della stessa (governo, business e supporto). PROSPETTO INFORMATIVO 55

56 FATTORI DI RISCHIO Nonostante il Gruppo Creval abbia impiegato e continui ad impiegare risorse idonee al fine di mitigare i rischi operativi, tali rischi potrebbero comunque verificarsi in futuro, anche a causa di eventi imprevedibili fuori dal controllo dell Emittente. L eventuale configurarsi di uno o più di tali rischi potrebbe avere effetti pregiudizievoli sulla situazione patrimoniale e finanziaria e sui risultati del Gruppo. Fino alla Data del Prospetto, il Gruppo non ha registrato significativi eventi negativi connessi al rischio operativo. Per maggiori informazioni in merito ai rischi operativi si veda la Parte E - Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura, pag. 250 del Bilancio Consolidato 2013, incorporato mediante riferimento nel presente Prospetto e disponibile sul sito internet sezione Investor Relations alla voce Relazioni finanziarie. Per maggiori informazioni sulla situazione patrimoniale e finanziaria e sui risultati economici del Gruppo si veda la Sezione Prima, Capitolo 15, Paragrafo 15.1, del Prospetto Rischi connessi alla capitalizzazione di attività immateriali Alla data del 31 dicembre 2013, le attività immateriali del Gruppo Creval sono pari ad Euro 356 milioni (di cui Euro 305 milioni relativi ad avviamenti) e rappresentano il 18,7% del patrimonio netto consolidato del Gruppo. Le attività immateriali sono iscritte inizialmente al costo di acquisto, inclusivo degli eventuali oneri accessori; le spese successivamente sostenute vengono portate ad incremento dei costi iniziali nel caso in cui accrescano il valore o la capacità produttiva dei beni sottostanti. Le valutazioni successive delle attività immateriali di durata limitata vengono effettuate in base al principio del costo ridotto per ammortamenti. La durata degli ammortamenti si ragguaglia alla vita utile delle attività da ammortizzare ed il relativo profilo temporale viene determinato secondo il metodo a quote costanti. Qualora la vita utile sia indefinita non si procede all ammortamento, ma solamente alla periodica verifica dell adeguatezza del valore di iscrizione (c.d. impairment test), che consiste nel confronto tra il valore contabile dell unità generatrice dei flussi finanziari (Cash Generating Unit, CGU), alla quale l avviamento è stato allocato, ed il valore recuperabile, inteso come il maggiore tra il valore d uso (value in use) e il possibile prezzo di cessione sul mercato (fair value dedotti i costi di vendita) della CGU stessa. Se da tale confronto emerge un valore recuperabile inferiore al valore contabile è necessario rilevare una rettifica di valore a fronte delle attività immateriali a vita indefinita, al fine di riallineare il valore contabile al valore recuperabile. Tale rettifica di valore è oggetto di addebito al conto economico dell esercizio. L impairment test è effettuato almeno una volta all anno e, comunque, ogni qual volta si rilevi la presenza di indicatori della sussistenza di una possibile perdita rispetto al valore attribuito in bilancio alle attività immateriali a vita indefinita. I parametri utilizzati per la verifica della recuperabilità dell avviamento, tra cui ad esempio i tassi di attualizzazione dei risultati delle CGU soggette ad impairment test, sono influenzati in maniera significativa dal quadro economico e di mercato. Pertanto, un cambiamento repentino di tale quadro, come accaduto negli ultimi anni, potrebbe determinare un effetto negativo sulla situazione patrimoniale e finanziaria dell Emittente ed influenzare i risultati economici del Gruppo Creval. PROSPETTO INFORMATIVO 56

57 FATTORI DI RISCHIO Si segnala, infine che, in futuro, a seguito dello svolgimento dell impairment test sulle attività immateriali, l Emittente potrebbe registrare svalutazioni rispetto ai valori indicati nel Bilancio Consolidato Per maggiori informazioni relative alla valutazione delle attività immateriali, nonché alle metodologie di calcolo delle stesse e dell eventuale impairment test si rinvia alla Parte B Informazioni sullo stato patrimoniale consolidato, pag. 137 del Bilancio Consolidato 2013, incorporato mediante riferimento nel presente Prospetto e disponibile sul sito internet sezione Investor Relations alla voce Relazioni finanziarie. Per maggiori informazioni sulla situazione patrimoniale e finanziaria e sui risultati economici del Gruppo si veda la Sezione Prima, Capitolo 15, Paragrafo 15.1, del Prospetto Rischio connesso al rating Il rating costituisce una valutazione, rilasciata da agenzie di rating indipendenti, della capacità dell Emittente di assolvere ai propri impegni finanziari derivanti dalle obbligazioni e dagli strumenti del mercato monetario dallo stesso emessi. L eventuale deterioramento del rating può essere indice di una minore capacità di assolvere ai propri impegni finanziari rispetto al passato. Alla Data del Prospetto, alla Banca sono stati assegnati i seguenti giudizi di rating: AGENZIA DI RATING DATA ULTIMO DEBITO A DEBITI A MEDIO - OUTLOOK AGGIORNAMENTO BREVE TERMINE LUNGO TERMINE MOODY S 17 aprile 2014 NP Ba3 Negativo FITCH RATINGS 26 luglio 2013 B BB+ Negativo DBRS 7 febbraio 2013 R-2 (low) BBB (low) Negativo Il giudizio di rating da ultimo assegnato da Moody s all Emittente, in data 17 aprile 2014, tiene conto dei possibili effetti positivi dell operazione di Aumento di Capitale, tuttavia l agenzia di rating rileva che tali effetti positivi potrebbero essere completamente annullati dall incremento dei livelli di copertura dei crediti deteriorati che potrebbe essere richiesta alla Banca a seguito del completamento dell Asset Quality Review da parte della BCE; gli attuali livelli di copertura dei crediti deteriorati risultano, infatti, a detta di Moody s, notevolmente inferiori alla media del sistema italiano. Secondo la scala dei rating di Moody s, Not prime significa che l Emittente non ha una capacità adeguata di pagamento delle obbligazioni nel breve periodo, mentre Ba indica che le obbligazioni sono caratterizzate da elementi speculativi e sono soggette ad un significativo rischio di credito. Inoltre, la garanzia di interessi e capitale è limitata e può venir meno nel caso di future condizioni economiche sfavorevoli. Infine, i numeri 1, 2 e 3 hanno la funzione di precisare meglio la posizione all interno della singola classe di rating (1 rappresenta la qualità migliore e 3 la peggiore). Il giudizio di rating assegnato da Fitch Ratings all Emittente in data 26 luglio 2013 si colloca nell ambito di una rating action più ampia, intrapresa nei confronti di otto gruppi bancari italiani, ivi incluso il Gruppo Creval, all esito della quale l agenzia di rating ritiene che le banche coinvolte siano ancora vulnerabili ad un PROSPETTO INFORMATIVO 57

58 FATTORI DI RISCHIO eventuale peggioramento dell andamento dell economia nazionale, sebbene abbiano reso stabili i propri livelli di funding e di liquidità e dei progressi siano stati fatti in merito al rafforzamento del capitale. Inoltre, l agenzia di rating ha sottolineato il rischio di un ulteriore deterioramento della qualità del credito in considerazione dell esposizione delle banche nei confronti del settore delle piccole e medie imprese e ha affermato, in ogni caso, di ritenere improbabile una diminuzione di coefficienti di copertura dei crediti deteriorati. Secondo la scala dei rating di Fitch Ratings, B indica che l Emittente ha una capacità minima di adempiere tempestivamente ai propri impegni finanziari, oltre a presentare un elevata vulnerabilità ai cambiamenti negativi della situazione economico-finanziaria nel breve periodo. BB, invece, indica un elevata vulnerabilità al rischio di default, in particolare in caso di cambiamenti negativi nella situazione economica o commerciale, anche se l Emittente risulta dotato di una certa flessibilità finanziaria, che consente l adempimento dei propri impegni finanziari. In data 7 febbraio 2013, DBRS ha attribuito, per la prima volta, un giudizio di rating all Emittente. Tale giudizio è positivamente influenzato dal forte radicamento della Banca nel territorio ed, in particolare, dalla stretta relazione con la propria clientela che caratterizza l operatività della Banca che tuttavia potrebbe, a giudizio dell agenzia di rating, costituire un elemento di debolezza per la crescita a lungo termine della Banca stessa. Inoltre, l outlook resta negativo in considerazione, principalmente, della dipendenza dell Emittente dall andamento dell economia italiana. Secondo la scala di rating di DBRS, R-2 (low) indica una ridotta, ancorché adeguata, qualità del credito, in quanto l Emittente è dotato di una accettabile capacità di adempiere alle proprie obbligazioni a breve termine quando dovute. Tuttavia, potrebbe essere vulnerabile nel futuro ed esposto ad altri fattori che potrebbero ridurre la qualità del credito. Il livello BBB, invece, indica un adeguata qualità del credito a lungo termine, in quanto la capacità dell Emittente di adempiere alle proprie obbligazioni è accettabile, anche se l Emittente potrebbe essere vulnerabile ad eventi futuri. Eventuali variazioni negative (downgrading) dei giudizi di rating attribuiti all Emittente potrebbero determinare un aumento dei costi di provvista, una limitazione o riduzione delle fonti di finanziamento e la necessità di fornire adeguate o ulteriori garanzie alle proprie controparti, con un conseguente impatto negativo sulla condizione economica, patrimoniale e/o finanziaria, nonché sull attività del Gruppo. Per maggiori informazioni in merito ai giudizi di rating attribuiti al Gruppo Creval ed alle relative variazioni, si rinvia al sito internet - sezione Investor Relations alla voce Rating Rischi connessi alle attività fiscali per imposte differite Ai sensi dei Principi Contabili Internazionali ed, in particolare, dello IAS 12, è possibile iscrivere attività fiscali differite con riferimento: - alle differenze temporanee deducibili (in presenza di oneri contabilmente imputati per intero all esercizio e fiscalmente deducibili in esercizi successivi al ricorrere di determinati eventi ovvero pro-quota); - a perdite fiscali pregresse; e - per crediti d imposta non utilizzati. Al 31 dicembre 2013, le attività fiscali differite ammontano a migliaia di Euro, iscritte alla voce PROSPETTO INFORMATIVO 58

59 FATTORI DI RISCHIO 140b Attività Fiscali Anticipate dello stato patrimoniale del Bilancio Consolidato 2013, di cui migliaia di Euro rilevate in contropartita di conto economico e migliaia di Euro registrate in contropartita di patrimonio netto. Le imposte differite attive possono essere iscritte e mantenute in bilancio se e nella misura in cui è probabile che vi sarà disponibilità di un reddito imponibile futuro nel quale possano trovare compensazione le differenze temporanee deducibili, le perdite fiscali pregresse e i crediti d imposta non utilizzati cui si riferiscono. Ai sensi della normativa fiscale vigente alla Data del Prospetto, al ricorrere di determinate circostanze alcune attività per imposte anticipate possono essere convertite in crediti d imposta. Queste imposte differite attive possono essere quindi recuperate a prescindere dalla capacità del Gruppo di generare una redditività futura. In particolare, ai sensi della normativa fiscale vigente, nelle ipotesi in cui sia conseguita una perdita civilistica o sia rilevata una perdita fiscale o un valore della produzione netta IRAP negativo, le attività per imposte anticipate sia IRES sia IRAP riferite alle rettifiche di valore su crediti non ancora dedotte dal reddito imponibile e quelle riconducibili al valore dell avviamento e delle altre attività immateriali, i cui componenti negativi sono deducibili in più periodi d imposta, sono trasformate in credito d imposta. Al 31 dicembre 2013, le attività per imposte anticipate del Gruppo Creval trasformabili in credito d imposta al ricorrere degli eventi precedentemente illustrati ammontano ad migliaia di Euro. Le attività per imposte anticipate la cui iscrivibilità rimane invece dipendente dalla disponibilità di redditi imponibili futuri risultano, quindi, circoscritte a migliaia di Euro. Con riferimento alla quota parte di tali attività per imposte anticipate riferita all IRES si evidenzia che, anche nell ipotesi in cui il reddito imponibile IRES dovesse risultare negativo (quindi in caso di perdita fiscale) ai sensi della normativa fiscale vigente alla Data del Prospetto, la perdita fiscale potrà essere recuperata senza limiti temporali. In ottemperanza a quanto previsto dallo IAS 12, per la quota parte delle attività per imposte anticipate residue, il Gruppo Creval procede alla stima dei prevedibili redditi imponibili futuri al fine di verificare la possibilità di mantenere iscritte e/o di iscrivere le attività fiscali per imposte anticipate (c.d. probability test). Il modello utilizzato per il calcolo dei redditi imponibili prospettici è stato realizzato sulla base delle norme fiscali vigenti ed è applicato tenendo in considerazione gli ultimi piani pluriennali approvati. Limitatamente alle attività per imposte anticipate residue, qualora da tale verifica dovesse emergere un reddito imponibile futuro non sufficiente, il Gruppo potrebbe dover rivedere in diminuzione il valore delle attività fiscali differite iscritte in bilancio, con conseguenti effetti negativi sul conto economico. Per maggiori informazioni sulla situazione patrimoniale e finanziaria e sui risultati economici del Gruppo, si veda la Sezione Prima, Capitolo 15, Paragrafo 15.1, del Prospetto Rischio connesso ai procedimenti giudiziari in essere Risultano attualmente pendenti alcune vertenze giudiziali nei confronti della Banca e delle altre società del Gruppo, connesse all ordinario svolgimento dell attività bancaria. Le principali tipologie di controversie sono relative ad azioni in materia di anatocismo, di bond di emittenti terzi in default ed in materia di revocatorie fallimentari. Si riportano di seguito alcune sintetiche informazioni, concernenti le vertenze giudiziali rilevanti: PROSPETTO INFORMATIVO 59

60 FATTORI DI RISCHIO Rischio connesso alla controversia con Formenti Seleco in A.S. Nel 2010 la procedura fallimentare ha promosso avanti al Tribunale di Milano due distinti giudizi nei confronti del Credito Artigiano, ora Credito Valtellinese. Il primo concerne la revocatoria fallimentare, ex articolo 67 della Legge Fallimentare, delle rimesse aventi carattere solutorio quantificate da controparte in Euro 7,8 milioni. A fronte di tale domanda giudiziale è stato predisposto un accantonamento al fondo rischi di Euro 2,97 milioni. Il secondo giudizio, invece, è costituito da un azione risarcitoria connessa alla fattispecie della concessione abusiva di credito che la procedura fallimentare ha promosso contro 19 istituti di credito spiegando domanda in solido per complessivi Euro 45 milioni. Tali vertenze hanno avuto un inter processuale del tutto autonomo e distinto. Infatti, per quanto riguarda la causa revocatoria fallimentare, è in corso la formalizzazione tra la Banca e la procedura fallimentare di un accordo per la definizione transattiva della vertenza. Per ciò che invece concerne l azione risarcitoria, il Tribunale adito ha respinto in toto le pretese avversarie in quanto infondate e, allo stato, pende l appello promosso dalla procedura fallimentare. Rischio connesso alla controversia con Gianfranco Ferrè in A.S. Nel 2012 la procedura fallimentare ha promosso nei confronti del Credito Artigiano, ora Credito Valtellinese, una azione revocatoria fallimentare, ex articolo 67 della Legge Fallimentare, relativamente alle rimesse solutorie affluite sul conto corrente della società insolvente quantificate da controparte in Euro 10,4 milioni. Il procedimento, che pende avanti il Tribunale di Isernia, si trova nella fase istruttoria. Alla luce dei riscontri contabili interni è stato appostato al fondo rischi un accantonamento di Euro 1,1 milioni. Rischio connesso alla controversia con I.T.I SAS di Modica Mario Sas Nel 2007 la procedura fallimentare ha avviato contro il Credito Siciliano una revocatoria fallimentare ex articolo 67 Legge Fallimentare per ottenere la restituzione da parte dell istituto delle rimesse aventi carattere solutorio quantificate da controparte in Euro 3,14 milioni. In relazione a tale domanda giudiziale è stato predisposto un accantonamento al fondo rischi per Euro 1,67 milioni. Sono in corso trattative allo stato avanzato con la procedura fallimentare per la definizione conciliativa della vertenza. Rischio connesso alla controversia con il Ministero dell Economia e delle Finanze Infine, si segnala che in data 3 febbraio 2014 è stato notificato al Credito Valtellinese atto di citazione da parte del Ministero dell Economia e delle Finanze, in relazione al preteso mancato pagamento da parte della Banca degli interessi dovuti a seguito dell esercizio della facoltà di riscatto degli strumenti finanziari emessi ai sensi dell articolo 12 del D.L. 29 novembre 2008, n. 185, convertito con modificazioni, dalla L. 28 gennaio 2009, n. 2 (Tremonti-bond). Il MEF chiede al Tribunale di Roma di condannare la Banca al pagamento della somma complessiva di Euro 16,86 milioni. Al riguardo si evidenzia che la Banca, in data 18 giugno 2013, aveva informato il Ministero dell'intenzione di non corrispondere l importo di Euro 16,86 milioni (corrispondente agli interessi maturati pro rata temporis fino alla data del riscatto e calcolati in misura proporzionale agli interessi pagati alla data di pagamento degli interessi immediatamente precedenti) in quanto ritenuti non dovuti sulla base di una interpretazione della normativa di riferimento e del prospetto di emissione. PROSPETTO INFORMATIVO 60

61 FATTORI DI RISCHIO Rischio connesso alle controversie in materia di anatocismo Nel 1999 la Corte di Cassazione (sentenze n. 2374/1999 e 3096/1999), mutando la propria precedente giurisprudenza, ha dichiarato non legittima la prassi della capitalizzazione trimestrale degli interessi debitori sui conti correnti. Pertanto, in considerazione del nuovo orientamento assunto dalla Suprema Corte, la clausola contrattuale che prevede la capitalizzazione trimestrale degli interessi non integra un uso normativo, bensì un uso negoziale, come tale inidoneo a derogare al divieto di anatocismo previsto dall articolo 1283 del Codice Civile. Successivamente, il D. Lgs. 4 agosto 1999, n. 342 ha affermato la legittimità della capitalizzazione infrannuale degli interessi nei conti correnti bancari, purché siano conteggiati con la medesima periodicità gli interessi debitori e creditori. Potrebbero, pertanto, sorgere contenziosi in merito ai contratti stipulati prima della data di entrata in vigore del D. Lgs. 4 agosto 1999, n Inoltre, si consideri che l articolo 2, comma 61 del D. L. 29 dicembre 2010, n. 225 (c.d. Milleproroghe ), convertito, con modificazioni, dalla Legge 26 febbraio 2011, n. 10, in materia di anatocismo bancario, aveva introdotto una norma di interpretazione autentica dell articolo 2395 del Codice Civile che, per quanto riguarda la prescrizione delle azioni legali relative al rimborso degli interessi anatocistici indebitamente pagati, faceva decorrere il termine decennale dal momento dell annotazione della relativa operazione sul conto anziché dal giorno della chiusura del conto corrente. La disposizione in esame è stata dichiarata costituzionalmente illegittima dalla Corte Costituzionale con sentenza 5 aprile 2012, n. 78. Da ultimo, l articolo 1, comma 629 della Legge 27 dicembre 2013, n. 147 (c.d. Legge di Stabilità ), modificando l articolo 120 del TUB, ha previsto che gli interessi periodicamente capitalizzati non possono produrre interessi ulteriori che, nelle successive operazioni di capitalizzazione, sono calcolati esclusivamente sulla sorte capitale (ora, articolo 120, comma 2, lett. b) del TUB), conferendo altresì delega al CICR per la definizione delle modalità ed i criteri di produzione degli interessi nelle operazioni bancarie. Alla Data del Prospetto, il numero complessivo delle cause pendenti nei confronti del Gruppo in materia di anatocismo si mantiene su livelli fisiologici ed è fronteggiato da puntuali e prudenziali accantonamenti ai fondi per rischi ed oneri. Tuttavia, alla luce dell orientamento giurisprudenziale relativo al dies a quo di decorrenza della prescrizione delle cause in materia di anatocismo, nonché delle incertezze connesse alle recenti modifiche normative, non è possibile escludere che il numero complessivo delle cause pendenti in tale materia possa subire un incremento, con conseguenti possibili effetti sulla situazione patrimoniale e finanziaria nonché sui risultati economici del Gruppo. * * * A fronte dei procedimenti giudiziari in cui è parte, al fine di fronteggiare le possibili perdite, la Banca ha ritenuto di effettuare prudenzialmente accantonamenti, confluiti nel Fondo Rischi ed Oneri - Altri fondi, il cui ammontare complessivo, al 31 dicembre 2013, è pari ad Euro 20,9 milioni. Inoltre, con riferimento alla situazione delle cause passive in essere al 31 marzo 2014, compreso il contenzioso fiscale, a fronte di un petitum pari a 246,3 milioni di Euro sono presenti alla medesima data accantonamenti per 17 milioni di Euro. In merito, si precisa che la quantificazione del rischio e delle conseguenti passività potenziali connesse al contenzioso passivo è eseguito utilizzando una metodologia di approccio analitico, applicando criteri di giudizio prognostici conformi ai principi stabiliti dagli IAS 37 e dai Principi Contabili Internazionali. L ammontare dell accantonamento è quindi stimato sulla base delle informazioni disponibili al momento della valutazione, tenuto conto, non solo dell importo richiesto nella singola PROSPETTO INFORMATIVO 61

62 FATTORI DI RISCHIO vertenza, ma anche e soprattutto della stima tecnica effettuata internamente e dei riscontri contabili emersi nel corso del giudizio con particolare riguardo alla CTU contabile. Da tali analisi svolte con riguardo alle singole cause passive, emerge che (i) nella maggior parte delle ipotesi la pretesa è totalmente infondata e quindi non sussistono passività potenziali; (ii) in altri casi la domanda svolta da controparte in giudizio è abnorme rispetto alla passività potenziale accertata in misura decisamente più modesta; e (iii) vi sono giudizi radicati mediante citazione di recente notifica che non offrono allo stato elementi utili per una concreta quantificazione del rischio. Benché il fondo rischi possa ritenersi congruo a giudizio della Banca, non si può escludere che detto fondo possa non risultare sufficiente a far fronte interamente agli oneri ed alle richieste risarcitorie e restitutorie connessi alle cause pendenti; conseguentemente, non può escludersi che l eventuale esito negativo di alcune di tali cause, o una revisione degli accantonamenti nel corso del procedimento giudiziario, possa avere effetti pregiudizievoli sull attività e/o sulla situazione economica, patrimoniale e/o finanziaria dell Emittente e del Gruppo. Per maggiori informazioni in merito ai procedimenti giudiziari in essere si veda la Sezione Prima, Capitolo 15, Paragrafo 15.7, del Prospetto Rischio connesso al trattamento contabile dell interessenza nel capitale della Banca d Italia Il Credito Valtellinese detiene n.101 quote di partecipazione al capitale di Banca d Italia, rappresentative dello 0,03% del capitale della stessa, classificate fra le Attività finanziarie disponibili per la vendita. Le quote sono state valutate al costo di acquisto (pari ad Euro 52) fino al 31 dicembre 2013, in quanto non risultava possibile determinare, in maniera attendibile, il fair value delle stesse quote. Con il Decreto Legge n. 133 del 30 novembre 2013 ( D.L. 133/2013 ), convertito con la Legge 29 gennaio 2014, n. 5, Banca d Italia ha aumentato il proprio capitale mediante utilizzo delle riserve statutarie portandolo da Euro ad Euro Il capitale sociale è suddiviso in quote nominative di partecipazione di Euro ciascuna, emesse ed assegnate ai partecipanti al capitale di Banca d Italia in proporzione alle rispettive partecipazioni. Le nuove quote di partecipazione sono dotate di diritti patrimoniali e partecipativi diversi rispetto a quelli associati alle quote precedentemente detenute. In particolare, tra le principali modifiche riportate nello statuto di Banca d Italia, approvate dall assemblea straordinaria del 23 dicembre 2013 ed entrate in vigore il 31 dicembre 2013, si segnala che: (i) i diritti patrimoniali sono limitati al capitale sociale; (ii) è fissato il limite massimo dei dividendi annuali al 6% del capitale; (iii) sono individuati i requisiti soggettivi richiesti in capo ai soggetti che intendono detenere una partecipazione nel capitale della Banca d Italia; (iv) viene introdotto un limite all entità della partecipazione che può essere detenuta nel capitale della Banca d Italia; (v) sono sterilizzati i diritti amministrativi e patrimoniali per la parte detenuta in eccesso rispetto a tale limite; e (vi) è prevista la facoltà per la Banca d Italia di acquistare proprie quote in via temporanea. In considerazione del profilo di atipicità che caratterizza l operazione descritta, la Banca ha utilizzato il proprio giudizio professionale nel definire la modalità di rappresentazione contabile più corretta. L aumento del capitale sociale di Banca d Italia presenta caratteristiche peculiari e differenti rispetto a quanto previsto dall art del Codice Civile. Nel caso in esame, infatti, l aumento di capitale sociale di PROSPETTO INFORMATIVO 62

63 FATTORI DI RISCHIO Banca d Italia si è perfezionato mediante emissione di nuove azioni con diritti patrimoniali, amministrativi e partecipativi diversi ante e post D.L. 133/2013. I titoli rappresentativi delle quote di capitale della Banca d Italia emessi nell ambito dell aumento di capitale e delle connesse modifiche statutarie, a far data dal 31 dicembre 2013, sono stati considerati strumenti finanziari diversi da quelli ante D.L. 133/2013 ed oggetto di sostituzione ed annullamento. I nuovi titoli sono caratterizzati da profilo di rischio e rendimento sostanzialmente diversi da quelli precedentemente detenuti, per tale motivo, dal punto di vista contabile, tale operazione viene considerata come un trasferimento di asset. In particolare, si è quindi proceduto, in data 31 dicembre 2013, allo storno dei vecchi strumenti e contestualmente alla rilevazione iniziale delle nuove quote, sulla base del relativo fair value. La necessità di procedere alla rilevazione ex novo nello stato patrimoniale delle nuove quote pare inoltre essere confermata dallo stesso D.L. 133/2013 che fa espresso riferimento al termine iscrizione delle nuove quote. Sulla base delle caratteristiche e delle intenzioni di detenere il titolo, i nuovi strumenti sono stati classificati nel portafoglio delle Attività finanziarie disponibili per la vendita. Il nuovo valore di carico risulta pari a 2,5 milioni (considerando un valore unitario di Euro per ciascuna quota). Tale valutazione risulta coerente con le stime condotte da un gruppo di esperti riportate nel documento, disponibile sul sito internet di Banca d Italia, intitolato Un aggiornamento del valore delle quote di capitale. Considerando il precedente valore di carico ne è derivata una plusvalenza lorda pari a 2,5 milioni, rilevata tra gli utili da realizzo di attività finanziarie disponibili per la vendita. Tale modalità di rilevazione e rappresentazione è supportata da autorevoli esperti giuridici e contabili nell ambito di specifici pareri diffusi dall associazione di categoria. Si deve tuttavia segnalare che, alla Data del Prospetto, sono in corso approfondimenti presso sedi internazionali in merito al trattamento contabile da adottare nei bilanci redatti secondo i Principi Contabili Internazionali relativi all esercizio In merito, peraltro, si segnala che anche Consob è intervenuta con la Comunicazione n. DIE/ del 10 marzo 2014, di cui si è altresì dato atto nel comunicato stampa congiunto di Banca d Italia, Consob e IVASS diffuso in data 11 marzo 2014, evidenziando che in ragione dei complessivi profili di unicità ed atipicità che caratterizzano l operazione [ ] e considerato che la modalità di contabilizzazione della stessa non è espressamente disciplinata dai principi contabili internazionali, sono stati effettuati e sono in corso approfondimenti presso tutte le sedi nazionali ed internazionali. In considerazione di quanto sopra esposto gli amministratori, in sede di approvazione del bilancio 2013, dovranno adottare, sulla base del più completo quadro informativo disponibile, la modalità di contabilizzazione che ritengono più appropriata a soddisfare i criteri previsti dai principi contabili internazionali. Ciò fermo restando che la particolare delicatezza della materia richiede che le società quotate forniscano nel bilancio la più completa informativa al riguardo. Nel Bilancio Consolidato 2013 è stata fornita informativa specifica sulle modalità di contabilizzazione utilizzate e ai conseguenti impatti sulla situazione economica e patrimoniale della Banca. Tuttavia, si evidenzia che, qualora le competenti Autorità di Vigilanza maturino in futuro un orientamento diverso rispetto a quello adottato, determinando l imputazione del beneficio a patrimonio netto e non in conto economico, si renderebbe necessaria una revisione del trattamento contabile applicato. Questo determinerebbe una riduzione dell utile dell esercizio per un importo corrispondente all utile netto iscritto sull operazione pari a 2,2 milioni Euro ed un equivalente incremento delle riserve da valutazione delle attività finanziarie disponibili per la vendita con invarianza del patrimonio netto. L effetto sui ratios patrimoniali al 31 dicembre 2013 sarebbe immateriale (1 basis point). PROSPETTO INFORMATIVO 63

64 FATTORI DI RISCHIO Si segnala, infine, che il D.L. 24 aprile 2014 n. 66 ha incrementato dal 12% al 26% l aliquota fiscale applicabile alla plusvalenza derivante dalla rivalutazione delle quote di Banca d Italia. L imposta si applica alla differenza tra valore nominale delle quote alla data del 31 dicembre 2013 e il valore fiscalmente riconosciuto. Si precisa, altresì, che il valore fiscale delle quote si considera riallineato al maggior valore iscritto in bilancio, fino a concorrenza del valore nominale, a partire dal L imposta dovrà essere versata in un unica soluzione (rispetto alle originarie tre rate annuali di pari importo) entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi relative al periodo di imposta in corso al 31 dicembre L aumento dell aliquota dell imposta sostitutiva comporterebbe un maggior onere di circa Euro Rischi relativi all area geografica di riferimento del Gruppo Creval Il Gruppo opera esclusivamente sul territorio italiano, con un particolare radicamento in Lombardia, Lazio e Sicilia. L attività del Gruppo è, quindi, particolarmente legata alle variazioni dello scenario macroeconomico italiano, per il quale le previsioni mostrano notevoli incertezze circa la crescita futura dell economia. La stagnazione economica e/o la riduzione del prodotto interno lordo in Italia, l aumento della disoccupazione e l andamento negativo dei mercati finanziari hanno determinato una sfiducia nei confronti del sistema finanziario ed un conseguente calo degli investimenti, nonché un aumento dei crediti deteriorati e di situazioni di insolvenza, causando una generale riduzione della domanda per i servizi prestati dal Gruppo. Alla luce di quanto sopra, qualora in Italia dovessero persistere condizioni economiche avverse e dovesse manifestarsi una situazione di perdurante incertezza politica-economica e/o l eventuale ripresa economica dovesse rivelarsi più lenta rispetto a quanto previsto, potrebbero verificarsi ulteriori effetti negativi sull attività e sulla situazione economica, patrimoniale e/o finanziaria del Gruppo Creval. Per ulteriori informazioni sulle aree geografiche nelle quali opera il Gruppo, si rinvia alla Sezione Prima, Capitolo 5, Paragrafo 5.2, del Prospetto Rischi connessi al risk management Nello svolgimento delle proprie attività tipiche, l Emittente è esposto a diverse tipologie di rischio, riconducibili principalmente al rischio di liquidità (cfr. Sezione Prima, Capitolo 3, Paragrafo 3.1.9, del Prospetto), di credito, di concentrazione, di mercato (cfr. Sezione Prima, Capitolo 3, Paragrafo , del Prospetto), di controparte, di tasso, operativo (cfr. Sezione Prima, Capitolo 3, Paragrafo , del Prospetto), nonché rischi di compliance, di business e reputazionali. Tali tipologie di rischio sono gestite e presidiate dalla Banca in conformità alle policy interne della Banca stessa e attraverso una struttura organizzativa, di processi aziendali, di risorse umane e di competenze e metodologie/strumenti per l identificazione, il monitoraggio, il controllo e la gestione dei diversi rischi che ne caratterizzano l attività. L attività di monitoraggio e controllo dei rischi è delegata alla funzione di Risk Management della Banca che ha, tra gli altri, il compito di assicurare, a livello di Gruppo, il presidio unitario dei rischi di propria competenza e l attuazione dei processi di: (i) gestione del rischio, intesa come identificazione, PROSPETTO INFORMATIVO 64

65 FATTORI DI RISCHIO misurazione/valutazione, monitoraggio, prevenzione/attenuazione, controllo e comunicazione dei rischi di propria competenza cui il Gruppo è esposto; e (ii) valutazione dell adeguatezza della liquidità in relazione alla propensione al rischio e al profilo di rischio del Gruppo, nonché alle condizioni macroeconomiche e di mercato. Qualora le politiche e le procedure interne di gestione dei rischi del Gruppo non dovessero rivelarsi adeguate, esponendo l Emittente a rischi non preventivati ovvero non quantificati correttamente, il Gruppo potrebbe subire perdite, anche rilevanti, con possibili effetti negativi sulle attività e sulla situazione economica, patrimoniale e/o finanziaria del Gruppo. Si segnala, inoltre, che indipendentemente dall adeguatezza dei sistemi e delle procedure interne di risk management, in ragione delle attuali condizioni di incertezza economica e volatilità del mercato, non è possibile escludere il verificarsi, in futuro, di eventi pregiudizievoli derivanti da circostanze imprevedibili e al di fuori del controllo del Gruppo, con possibili effetti negativi sulle attività e sulla situazione economica, patrimoniale e/o finanziaria del Gruppo. Per maggiori informazioni in merito ai presidi di gestione dei rischi dell Emittente si veda la Sezione Prima, Capitolo 5, Paragrafo 5.6 del Prospetto, nonché Parte E Informazione sui rischi e sulle relative politiche di copertura, pag. 197 del Bilancio Consolidato 2013, incorporato mediante riferimento nel presente Prospetto e disponibile sul sito internet sezione Investor Relations alla voce Relazioni finanziarie Rischi connessi alle dichiarazioni di preminenza Il Prospetto contiene alcune dichiarazioni di preminenza riguardo all attività del Gruppo e al suo posizionamento competitivo sul mercato sulla base della specifica conoscenza del settore di appartenenza, dei dati disponibili e della propria esperienza. Tali informazioni sono, ad esempio, riportate nella descrizione delle attività del Gruppo, dei mercati e del posizionamento competitivo, dei programmi futuri e delle strategie, nonché delle tendenze previste e non sono state oggetto di verifica da parte di soggetti terzi (cfr. Sezione Prima, Capitolo 5, Paragrafi 5.2 e 5.5, del Prospetto). Occorre, inoltre, considerare che i risultati, il posizionamento competitivo e l andamento del Gruppo nei settori di attività e/o nelle diverse aree geografiche potrebbe subire scostamenti significativi in futuro rispetto a quelli ipotizzati in tali dichiarazioni a causa dei rischi noti e ignoti, incertezze e altri fattori enunciati, fra l altro, nella presente Sezione Prima, Capitolo 3, del Prospetto. 3.2 Fattori di rischio relativi al settore in cui l Emittente opera Rischi connessi alla concorrenza nel settore bancario e finanziario Credito Valtellinese e le altre società del Gruppo Creval sono soggette ai rischi tipici derivanti dalla concorrenza propria dei rispettivi settori di attività, in tutti i territori in cui operano, ed affrontano i rischi derivanti dallo svolgimento dell attività bancaria nella realtà socio-economica italiana. Nell ultimo decennio il sistema bancario nazionale è stato interessato da numerose operazioni di fusione e acquisizione che ne hanno aumentato il grado di concentrazione, riducendo il numero degli operatori. PROSPETTO INFORMATIVO 65

66 FATTORI DI RISCHIO L espansione di intermediari di piccola dimensione al di fuori delle tradizionali aree geografiche di riferimento ha, viceversa, ridotto la concentrazione sui mercati locali. Il quadro è stato poi reso più complesso dall ingresso sul mercato di operatori stranieri altamente competitivi anche per effetto di strutture di costo della filiera produttiva più leggere e flessibili. La fase di consolidamento del mercato in atto è connotata da una elevata competitività, resa ancor più robusta dal recepimento delle direttive comunitarie, tese a liberalizzare il settore bancario dell Unione Europea, dalla deregolamentazione del settore bancario, che ha incentivato la concorrenza nel comparto tradizionale, dalla maggiore concorrenza sul mercato del risparmio gestito. Inoltre, l evoluzione del quadro normativo europeo e l adeguamento degli ordinamenti nazionali in tema di servizi di pagamento hanno profondamente modificato la struttura del mercato dei pagamenti al dettaglio, mirando ad accrescere la trasparenza e la concorrenza ed a rafforzare la fiducia dei consumatori negli strumenti elettronici. Nel caso in cui non fosse in grado di rispondere alla crescente pressione competitiva, il Gruppo potrebbe perdere quote di mercato in diversi settori di attività o non riuscire ad incrementare i volumi di attività e il livello di redditività rispetto al passato, con conseguenti effetti negativi rilevanti sui risultati operativi e sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del Gruppo stesso Rischi connessi all evoluzione della regolamentazione del settore bancario e finanziario Il Gruppo Creval è soggetto ad una articolata regolamentazione di matrice europea e nazionale e alla vigilanza da parte della Banca d Italia, della Consob e dell IVASS e, a partire dal mese di novembre del corrente anno, in conformità alle previsioni del Regolamento MVU, della BCE. La normativa applicabile alle banche, cui il Gruppo è soggetto, disciplina i settori in cui le banche possono operare con lo scopo di preservare la stabilità e solidità delle stesse, limitandone l esposizione al rischio. In particolare, il Creval e le società bancarie del Gruppo sono tenute a rispettare i requisiti di adeguatezza patrimoniale previsti dalla normativa comunitaria e dalla legge italiana. Il Gruppo è, altresì, soggetto alle norme applicabili ai servizi finanziari - che disciplinano, tra l altro, l attività di vendita e collocamento degli strumenti finanziari alla clientela - nonché a quelle applicabili alle attività di Bancassicurazione. Ai sensi dell articolo 67 del TUB, al fine di esercitare la vigilanza consolidata, la Banca d Italia può impartire alla capogruppo, ovvero al Creval, provvedimenti di carattere generale o particolare, disposizioni concernenti il gruppo bancario complessivamente considerato o i suoi componenti, aventi ad oggetto, tra l altro, l organizzazione amministrativa e contabile, nonché i controlli interni; ai sensi del comma 2-ter della medesima disposizione i provvedimenti particolari possono riguardare anche la restrizione delle attività o della struttura territoriale del gruppo; il divieto di effettuare determinate operazioni e di distribuire utili o altri elementi del patrimonio, nonché, con riferimento a strumenti finanziari computabili nel patrimonio di vigilanza, il divieto di pagare gli interessi. Il Creval, inoltre, in quanto emittente azioni negoziate sul Mercato Telematico Azionario organizzato e gestito da Borsa Italiana, deve rispettare la normativa primaria e secondaria applicabile alle società emittenti strumenti finanziari quotati sui mercati regolamentati. La vigilanza delle sopracitate autorità copre diversi ambiti di attività dell Emittente, e può avere ad oggetto, tra l altro, i livelli di liquidità e di adeguatezza patrimoniale, la prevenzione e il contrasto del riciclaggio di denaro, la tutela della privacy, la trasparenza e la correttezza nei rapporti con la clientela, nonché gli obblighi di rendiconto e registrazione. PROSPETTO INFORMATIVO 66

67 FATTORI DI RISCHIO Eventuali variazioni della normativa di riferimento, o anche delle relative modalità di applicazione, nonché l eventualità che l Emittente non riesca ad assicurare il pieno rispetto delle norme applicabili, potrebbero influenzare le attività, i prodotti e i servizi offerti dal Gruppo e, conseguentemente, avere un impatto negativo sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria della Banca e del Gruppo. Implementazione di Basilea III nell ordinamento europeo: la direttiva CRD IV e il regolamento CRR Il 1 gennaio 2014 è divenuta applicabile la nuova disciplina armonizzata per le banche e le imprese di investimento contenuta nella direttiva CRD IV e nel regolamento CRR, che traspongono nell Unione Europea il complesso di riforme inerenti, tra l altro, i requisiti regolamentari di capitale e di liquidità approvate dal Comitato di Basilea nel corso degli anni 2010/2013 (Basilea III). La Nuova Disciplina Europea per le Banche, che dovrebbe essere applicata gradualmente fino ad essere pienamente efficace entro il 2019 (c.d. phase-in), oltre a stabilire criteri più stringenti in materia di determinazione delle attività ponderate per il rischio, prevede, in materia di fondi propri, che le banche soddisfino, su base continuativa, coefficienti patrimoniali più elevati per quanto riguarda il capitale di maggiore qualità (Capitale Primario di Classe 1), come già evidenziato al Paragrafo della presente Capitolo 3, del Prospetto. Tale disciplina ha, inoltre, (i) abolito la distinzione tra strumenti computabili nel Capitale di Classe 2 e nel Capitale di Classe 3, eliminando quest ultima classe di capitale, e tra quelli classificati come Lower Tier 2 ed Upper Tier 2; (ii) previsto una disqualificazione, anche su base graduale, di taluni strumenti computati nel Capitale Primario di Classe 1 o nel Capitale Aggiuntivo di Classe 1 o Classe 2; (iii) introdotto (a) un coefficiente di leva finanziaria (leverage ratio) come misura complementare ai requisiti patrimoniali basati sul rischio e (b) due indicatori di liquidità, uno a breve termine (Liquidity Coverage Ratio, o LCR) ( 5 ), avente come obiettivo la costituzione e il mantenimento di un buffer di liquidità che consenta la sopravvivenza della banca per un periodo temporale di trenta giorni in caso di grave tensione, e uno di liquidità strutturale (Net Stable Funding Ratio, o NSFR) ( 6 ) con orizzonte temporale superiore all anno, introdotto per garantire che attività e passività presentino una struttura per scadenze sostenibile. A far data dal 1 gennaio 2014 è, inoltre, entrata in vigore la Circolare n. 285 di Banca d Italia, con la quale l Autorità di Vigilanza, per quanto di propria competenza, ha dato attuazione in Italia alla Nuova Disciplina Europea per le Banche. La Circolare n. 285 prevede, tra l altro, che dal 1 gennaio 2014 le banche, in aggiunta ai requisiti patrimoniali previsti dal Regolamento CRR, costituiscano una riserva di conservazione del capitale (capital conservation buffer) del 2,5% su base consolidata, ovvero su base individuale per le banche non appartenenti a gruppi bancari. Dal 1 gennaio 2016, le banche saranno, inoltre, tenute a costituire (i) in funzione dell andamento del mercato del credito, una riserva di capitale anticiclica (countercyclical capital buffer), da calcolare, con le modalità indicate nella stessa Circolare, sulla base dell esposizione complessiva di ciascuna banca al rischio di credito, nonché (ii) un ulteriore riserva di capitale, in funzione della rilevanza sistemica di ciascuna banca (G-SII buffer o O-SII buffer, ove la rilevanza sistemica sia globale o interna al Paese in cui è svolta l attività bancaria). 5 Il Liquidity Coverage Ratio è un indicatore di liquidità a breve termine che esprime il rapporto tra le attività liquide di elevata qualità (HQLA - High Quality Liquid Assts) e il totale dei deflussi di cassa netti nei 30 giorni di calendario successivi. 6 Il Net Stable Funding Ratio è un indicatore di liquidità strutturale a 12 mesi che esprime il rapporto tra l ammontare disponibile della provvista stabile e l ammontare obbligatoria della provvista stabile. PROSPETTO INFORMATIVO 67

68 FATTORI DI RISCHIO Le suindicate riserve di capitale devono essere costituite da Capitale Primario di Classe 1, ovvero con capitale di primaria qualità sotto il profilo della capacità di assorbimento delle perdite. Distribuzione di dividendi Il Gruppo Creval non distribuirà alcun dividendo relativamente all esercizio In considerazione dell atteso svolgimento dell Attività di Verifica della BCE, nonché delle incertezze connesse al contesto macroeconomico atteso, i risultati futuri del Gruppo Creval potrebbero essere influenzati da eventi che, analogamente a quanto accaduto al termine dell esercizio 2013 e 2012, potrebbero comportare una limitazione o un impedimento nella distribuzione di dividendi. Si precisa, inoltre, che, nell ambito dei poteri di vigilanza alla stessa attribuiti, la Banca d Italia, con comunicazione effettuata in data 13 marzo 2013, ha raccomandato a tutte le banche di adottare politiche di distribuzione di dividendi che consentano di mantenere condizioni di adeguatezza patrimoniale, attuale e prospettica, coerenti con il complesso dei rischi assunti, idonee a favorire l allineamento dei requisiti patrimoniali stabiliti dalla direttiva CRD IV e dal regolamento CRR e a garantire la copertura dei livelli di capitale interno calcolati nell ambito del processo ICAAP. Tali disposizioni, pur di per sè idonee a limitare, in tutto o in parte, la distribuzione di dividendi da parte del Gruppo Creval, con conseguenti effetti negativi sulla redditività dell investimento in azioni Creval, potrebbero essere sostituite da diverse indicazioni della BCE, alla quale sarà trasferita la competenza in materia. Infine, in relazione alle riserve che le banche saranno tenute a costituire a partire dal gennaio 2016, è opportuno considerare che la mancata o parziale costituzione delle stesse o, più in generale, il mancato rispetto dei requisiti patrimoniali impedisce alle banche di distribuire dividendi ai propri azionisti, fatte salve alcune eccezioni, come disciplinate nella stessa Circolare n Per maggiori informazioni relative alla politica di distribuzione dei dividendi dell Emittente si veda la presente Sezione Prima, Capitolo 15, Paragrafo 15.6, del Prospetto. La Bank Recovery and Resolution Directive Tra le novità regolamentari in fase di definizione, si segnala la direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio concernente l istituzione di un quadro di risanamento e di risoluzione delle crisi degli enti creditizi e delle imprese di investimento (la c.d. Bank Recovery and Resolution Directive), che, pur non essendo stata ancora pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell Unione Europea, è stata approvata dal Parlamento Europeo e dal Consiglio, rispettivamente in data 15 aprile e 6 maggio La BRRD, una volta pubblicata in Gazzetta, dovrà essere recepita dagli Stati Membri entro il 31 dicembre 2014, ad eccezione delle norme contenute nel Titolo IV, Cap. IV, sez. 5 (c.d. bail-in) che dovranno essere adottate, al più tardi, entro il 1 gennaio La BRRD ha l obiettivo di fornire alle autorità degli Stati Membri preposte alla risoluzione delle crisi degli enti creditizi (c.d. resolution authorities, d ora in avanti le Autorità ) strumenti idonei per affrontare situazioni di dissesto, salvaguardando, da un lato, la stabilità del sistema finanziario inteso nel suo complesso, riducendo al minimo i costi pubblici e le distorsioni economiche e dall altro, la continuità dell attività d impresa dell ente creditizio, con la prospettiva di un ripristino della sua sostenibilità economica. Nello specifico, ai sensi della BRRD le Autorità potranno: (i) adottare misure preparatorie e piani per ridurre al minimo i rischi di problemi potenziali (preparazione e prevenzione); (ii) in caso di problemi incipienti, arrestare il deterioramento della situazione della banca in fase precoce in modo da PROSPETTO INFORMATIVO 68

69 FATTORI DI RISCHIO evitare l insolvenza (intervento precoce); e (iii) se l insolvenza di un ente dovesse mettere a rischio interessi pubblici, adottare uno strumento chiaro per risanare o liquidare la banca in modo ordinato, preservando le sue funzioni essenziali e limitando al massimo l esposizione dei contribuenti alle perdite in caso di insolvenza. In sede di risoluzione delle crisi, l Autorità potrà utilizzare, singolarmente o in combinazione tra loro, i seguenti strumenti: (i) un ente-ponte (c.d. bridge bank), al quale trasferire temporaneamente, in tutto o in parte, le attività della banca, al fine di cedere, successivamente, tali attività ad acquirenti di mercato; (ii) vendita delle attività, in tutto o in parte, a soggetti diversi da un ente-ponte, senza necessità di ottenere il consenso degli azionisti o di soddisfare i requisiti procedurali altrimenti applicabili; (iii) separazione delle attività, al fine di trasferire quelle maggiormente deteriorate o di difficile valutazione ad un veicolo di gestione a controllo pubblico (c.d. bad bank); e (iv) il bail-in a fini di ricapitalizzazione, imponendo perdite agli azionisti e ad alcune categorie di creditori, tramite svalutazione o conversione in capitale dei crediti vantati da questi ultimi, in misura sufficiente a ripristinare le condizioni di solvibilità della banca o capitalizzare un ente-ponte. I principi generali che regoleranno l attività delle Autorità in sede di risoluzione delle crisi sono così riassumibili: (i) assegnazione delle perdite in via prioritaria e prevalente agli azionisti ed in via successiva e sussidiaria ai creditori; (ii) garanzia del principio della parità di trattamento dei creditori (salvo che un differente trattamento sia giustificato da ragioni di interesse generale); e (iii) tutela dei creditori, i quali non potranno sostenere perdite maggiori di quelle che avrebbero subito ove la banca fosse stata sottoposta alle procedure di liquidazione ordinarie (c.d. no creditor worse off). Nell applicazione di tali misure di risoluzione, i crediti vantati dagli azionisti nei confronti della società potrebbero essere cancellati o ridotti in misura significativa; inoltre, gli azionisti potrebbero vedere diluita fortemente la propria partecipazione nel caso in cui le passività della banca venissero convertite in azioni a rapporti di conversione particolarmente sfavorevoli per gli stessi Rischi connessi alla riduzione del supporto alla liquidità del sistema La crisi dei mercati finanziari, che ha comportato la riduzione della liquidità a disposizione degli operatori, e la successiva crescita delle tensioni legate al debito sovrano di alcuni Paesi, insieme all innalzamento dei requisiti patrimoniali previsti da Basilea III, hanno richiesto negli scorsi anni lo sviluppo di iniziative a supporto del sistema creditizio, sia a livello nazionale, attraverso l intervento diretto nel capitale di alcune banche, sia a livello europeo, attraverso operazioni di rifinanziamento presso la BCE dietro prestazione di idonei titoli in garanzia (c.d. LTRO). Nei primi mesi del 2015 verranno a scadenza le suddette operazioni di rifinanziamento, che hanno garantito alle banche europee la disponibilità di ampie risorse finanziarie a condizioni particolarmente favorevoli. Alla Data del Prospetto non vi è alcuna certezza che tali operazioni di rifinanziamento possano essere replicate anche in futuro. L incapacità di reperire sul mercato tale liquidità, tramite l accesso agli istituti centrali, dietro presentazione di idonee garanzie, ovvero la riduzione significativa o il venir meno del supporto alla liquidità del sistema da parte dei governi e delle autorità centrali potrebbero generare maggiori difficoltà nel reperimento di liquidità sul mercato e/o maggiori costi connessi al ricorso a tale liquidità, con possibili effetti negativi sull attività, sulla posizione finanziaria e sui risultati operativi della Banca. PROSPETTO INFORMATIVO 69

70 FATTORI DI RISCHIO 3.3 Fattori di rischio connessi alle Azioni, all Offerta ed alla quotazione delle Azioni oggetto dell Offerta Rischi connessi alla liquidabilità e volatilità delle Azioni e dei relativi Diritti di Opzione I Diritti di Opzione e le Azioni presentano gli elementi di rischio propri di un investimento in strumenti finanziari quotati della medesima natura. I possessori di tali strumenti potranno liquidare il proprio investimento mediante la vendita sul Mercato Telematico Azionario. Tali strumenti potrebbero presentare problemi di liquidità indipendenti dalla Banca e, pertanto, le richieste di vendita potrebbero non trovare adeguata e tempestiva esecuzione, nonché potrebbero essere soggette a fluttuazioni, anche significative, di prezzo. Fattori quali i cambiamenti nella situazione economica, finanziaria, patrimoniale e reddituale della Banca o dei suoi concorrenti, mutamenti nelle condizioni generali del settore in cui la stessa opera, nell economia generale e nei mercati finanziari, mutamenti del quadro normativo e regolamentare, nonché la diffusione da parte degli organi di stampa di notizie di fonte giornalistica relative all Emittente, potrebbero generare fluttuazioni, anche significative, del prezzo delle Azioni Creval e dei Diritti di Opzione. Inoltre, i mercati azionari hanno fatto riscontrare negli ultimi anni un andamento dei prezzi e dei volumi negoziati alquanto instabile. Tali fluttuazioni potrebbero in futuro incidere negativamente sul prezzo di mercato delle Azioni ed, eventualmente, dei Diritti di Opzione, durante il periodo in cui tali diritti saranno negoziati sul Mercato Telematico Azionario, indipendentemente dai valori patrimoniali economici e finanziari che il Gruppo sarà in grado di realizzare. Il prezzo di negoziazione dei Diritti di Opzione dipenderà, tra l altro, dall andamento del prezzo delle azioni Creval in circolazione e potrebbe essere soggetto a maggiore volatilità rispetto al prezzo di mercato di queste ultime. Nell ambito dell Offerta, infine, alcuni azionisti della Banca potrebbero decidere di non esercitare i propri Diritti di Opzione e di venderli sul mercato. Ciò potrebbe avere un effetto negativo sul prezzo di mercato dei Diritti di Opzione e/o delle Azioni. Per ulteriori informazioni si rinvia a quanto descritto nella Sezione Seconda, Capitolo 5 del Prospetto Rischio di riduzione del Return on Equity (ROE) L operazione di Aumento del Capitale potrebbe comportare un rischio di diluizione del Return on Equity (ROE) prospettico del Gruppo Creval nei periodi successivi alla sua esecuzione. L Aumento di Capitale comporterà un aumento del patrimonio netto al quale potrebbe non corrispondere un proporzionale aumento dell utile netto normalizzato, ovvero potenzialmente atteso dall investitore sulla base di quanto espresso dal Gruppo negli anni precedenti, con conseguente diminuzione del ROE atteso successivamente alla chiusura dell Aumento di Capitale, ovvero dell utile distribuibile per azione Rischio connesso alla modifica del regime fiscale applicabile alle Azioni In data 24 aprile 2014, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto Legge n. 66 del 2014, che all articolo 3 dispone, con decorrenza 1 luglio 2014, l aumento dell aliquota delle ritenute e delle imposte sostitutive sui redditi di capitale e sui redditi diversi di natura finanziaria dal 20% al 26%. PROSPETTO INFORMATIVO 70

71 FATTORI DI RISCHIO Tale decreto legge dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni dalla sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e nel corso dell iter di conversione potrà ancora subire modifiche. Qualora la suddetta modifica dell aliquota delle ritenute e delle imposte sostitutive sui redditi di capitale e sui redditi diversi di natura finanziaria dovesse essere approvata in via definitiva, comporterà una modifica sfavorevole del regime fiscale delle Azioni Creval. Per ulteriori informazioni si rinvia a quanto descritto nella Sezione Seconda, Capitolo 4, Paragrafo 4.9, del Prospetto Rischi connessi alla limitazione del possesso di azioni Ai sensi dell articolo 30 del TUB, come richiamato dall articolo 18 dello Statuto, nessuno può detenere azioni in misura eccedente l 1% del capitale sociale dell Emittente. Tale limite non si applica agli organismi di investimento collettivo in valori mobiliari, per i quali valgono i limiti previsti dalla disciplina propria di ciascuno di essi. La Banca, appena rilevato il superamento di tale soglia e, comunque, nei termini previsti dalle vigenti disposizioni, è chiamata a contestare al possessore della partecipazione e all intermediario la violazione del divieto. Le azioni eccedenti la soglia indicata devono essere alienate entro un anno dalla contestazione, pena la perdita dei diritti patrimoniali maturati, che saranno conseguentemente acquisiti dall Emittente. Per ulteriori informazioni si veda la Sezione Seconda, Capitolo 4, Paragrafo 4.5, del Prospetto Rischi connessi all esercizio del diritto di voto Ai sensi delle norme di legge e statutarie in vigore, il diritto di intervento e di voto nelle assemblee dell Emittente è riconosciuto a coloro che abbiano richiesto ed ottenuto il gradimento, ai sensi dell articolo 30 del TUB, e conseguentemente l iscrizione nel libro soci almeno novanta giorni prima del giorno fissato per l assemblea in prima convocazione. In assenza del predetto gradimento, l azionista non può esercitare i diritti amministrativi, ma solo quelli patrimoniali. Si consideri altresì che l articolo 9, comma 2 dello Statuto prevede che il Consiglio di Amministrazione abbia la facoltà di proporre all Assemblea ordinaria dei soci la fissazione del numero minimo di azioni che devono possedere coloro che intendono diventare soci. Tale numero minimo è stato fissato dall Assemblea ordinaria dei soci del 12 aprile 2014 in n. 150 azioni. Inoltre, ai sensi dell articolo 9, comma 8 dello Statuto, come modificato dall Assemblea straordinaria dei soci del 12 aprile 2014, l eventuale cessione dell intera partecipazione, così come la cessione che riduca il possesso azionario al di sotto del numero minimo di 150 azioni, comunque rilevate dalla Società, comportano la perdita della qualità di socio e conseguentemente dei diritti amministrativi, fatta eccezione per coloro che erano iscritti a libro soci alla data del 12 aprile 2014 (data in cui l Assemblea ordinaria ha introdotto il requisito del possesso minimo di 150 azioni), per i quali la perdita della qualità di socio e la conseguente cancellazione dal libro soci continua a conseguire al venir meno dell intera partecipazione. L articolo 30 del TUB prevede, inoltre, che i soci di banche popolari possano esprimere un solo voto a prescindere dal numero di azioni possedute. PROSPETTO INFORMATIVO 71

72 FATTORI DI RISCHIO In relazione alle norme che regolano la rappresentanza in assemblea da parte dei soci, l articolo 23 dello Statuto prevede che ciascun socio possa rappresentare in Assemblea, per delega, non più di cinque soci. Inoltre, ai sensi, dell articolo 2372 del Codice Civile, la rappresentanza in Assemblea non può essere conferita né ai membri degli organi amministrativi o di controllo o ai dipendenti della Banca, né alle società da essa controllate o ai membri degli organi amministrativi o di controllo o ai dipendenti di queste, né a soggetti che rientrino in una della altre condizioni di incompatibilità previste dalla legge. Alla luce di quanto sopra, gli investitori sono invitati a considerare che la sottoscrizione delle Azioni nell ambito dell Offerta e la conseguente titolarità delle stesse non conferiscono al relativo sottoscrittore, in assenza dell iscrizione a libro soci alle condizioni e nei termini sopra indicati, la legittimazione ad esercitare il diritto di voto connesso alle Azioni sottoscritte. Trattandosi di una banca popolare, l investitore dovrà, inoltre, considerare che l esercizio del diritto di voto non avverrà in misura proporzionale alle Azioni sottoscritte, con la conseguenza che nessun socio individualmente potrà esercitare il controllo o un influenza notevole sull Assemblea dei soci dell Emittente. Per ulteriori informazioni si rinvia a quanto descritto nella Sezione Seconda, Capitolo 4, Paragrafo 4.5, del Prospetto Rischi connessi agli effetti diluitivi dell Aumento di Capitale Le Azioni sono offerte in opzione a tutti gli azionisti dell Emittente e, pertanto, non vi sono effetti diluitivi derivanti dall Aumento di Capitale in termini di quota percentuale di partecipazione al capitale sociale fully diluted (calcolato ipotizzando l integrale sottoscrizione dell Aumento di Capitale) nei confronti degli azionisti dell Emittente che decideranno di sottoscrivere l Offerta per la parte di loro competenza. Gli azionisti dell Emittente che, invece, decidano di non sottoscrivere l Offerta per la parte di loro competenza vedranno diluita la propria partecipazione sul capitale. La percentuale massima di diluizione (calcolata ipotizzando l integrale sottoscrizione dell Aumento di Capitale, nonché l esercizio dei Warrant 2014) sarà resa nota dall Emittente, ai sensi dell articolo 7, comma 1, del Regolamento Emittenti, mediante supplemento pubblicato sul sito internet e sul sito in conformità a quanto previsto dall articolo 9 e dall articolo 56 del Regolamento Emittenti. Per ulteriori informazioni si rinvia a quanto descritto nella Sezione Seconda, Capitolo 9 del Prospetto Rischi connessi agli impegni di sottoscrizione e garanzia e alla parziale esecuzione dell Aumento di Capitale In data 4 marzo 2014, Banca Imi S.p.A., Credit Suisse Securities (Europe) Limited e Mediobanca - Banca di Credito Finanziario S.p.A., in qualità di Joint Global Coordinators e Joint Bookrunners, e in data 28 marzo 2014, Barclays e BNP Paribas, in qualità di Joint Bookrunners, Equita, Keefe, Bruyette & Woods - A Stifel Company, in qualità di Co-Bookrunners, Banca Akros S.p.A. ed Intermonte, in qualità di Co-Lead Managers, hanno sottoscritto un accordo di pre-underwriting ai sensi del quale si sono impegnati a garantire la sottoscrizione della Azioni in numero corrispondente ai Diritti di Opzione che risultassero eventualmente non esercitati al termine dell Offerta in Borsa, fino all importo massimo di Euro 400 milioni. Tali accordi cesseranno di avere efficacia a seguito della sottoscrizione del contratto di garanzia, come di seguito descritto (il Contratto di Garanzia ), dove i relativi impegni saranno integralmente riflessi. PROSPETTO INFORMATIVO 72

73 FATTORI DI RISCHIO Il Contratto di Garanzia, che sarà concluso prima della pubblicazione del Prospetto, sarà redatto secondo la miglior prassi di mercato e conterrà l impegno dei partecipanti al consorzio di garanzia (i Garanti ) a sottoscrivere le Azioni in numero corrispondente ai Diritti di Opzione che risultassero eventualmente non esercitati al termine dell Offerta in Borsa, fino all importo massimo di Euro 400 milioni, nonché le usuali clausole che condizionano l efficacia dell impegno di garanzia ovvero danno la facoltà ai Joint Global Coordinators (anche per conto degli altri Garanti) di revocare l impegno di garanzia dei Garanti. In particolare, il Contratto di Garanzia prevede la facoltà dei Joint Global Coordinator (con decisione assunta a maggioranza), anche in nome e per conto degli altri Garanti, di recedere dal Contratto di Garanzia qualora, successivamente alla sottoscrizione del Contratto di Garanzia e sino alla data prevista per la sottoscrizione delle Azioni da parte dei Garanti, ai sensi del Contratto di Garanzia e ad esito dell Offerta in Borsa: - si verifichino circostanze straordinarie così come previste nella prassi di mercato, quali mutamenti nella situazione politica, atti di guerra, terrorismo e simili, o mutamenti della situazione finanziaria, economica, normativa, valutaria, fiscale o di mercato, a livello nazionale e/o internazionale, ovvero si verifichino in Italia e/o nei principali mercati internazionali, significative distorsioni nel sistema bancario, di clearance o di settlement (incluse sospensioni o gravi limitazioni in generale nelle negoziazioni di strumenti finanziari al New York Stock Exchange e/o Mercato Telematico Azionario e/o al London Stock Echange), ovvero siano dichiarate dalle competenti Autorità moratorie nel sistema dei pagamenti bancari, che siano tali da rendere, secondo il giudizio in buona fede dei Joint Global Coordinator, dopo aver consultato l Emittente, pregiudizievole o sconsigliabile l effettuazione o il proseguimento dell Offerta in Opzione e/o dell Offerta in Borsa o da pregiudicarne in misura rilevante il buon esito ovvero che siano tali da rendere più gravoso l adempimento degli impegni di garanzia; - si verifichino mutamenti nel capitale sociale, annunci o distribuzione di dividendi straordinari relativi a Creval e/o al Gruppo ovvero mutamenti e/o eventi, fatti o circostanze, di qualsiasi natura, riguardanti Creval e/o il Gruppo, che secondo il ragionevole giudizio dei Joint Global Coordinator, dopo aver consultato l Emittente, incidono o possano incidere negativamente in maniera significativa sull attività e/o sulla situazione finanziaria, patrimoniale, economica e/o reddituale, attuale e/o prospettica del Creval e/o del Gruppo; - si verifichi una violazione, di un qualsiasi aspetto di rilevo, da parte della Società degli impegni assunti ai sensi del Contratto di Garanzia; - le dichiarazioni e garanzie rese dalla Società ai sensi del Contratto di Garanzia risultino non veritiere, non corrette o incomplete; - a seguito della pubblicazione di un supplemento al Prospetto, ai sensi dell articolo 94, settimo comma, del TUF (diverso dal supplemento relativo al Prezzo di Offerta, al rapporto di opzione, al numero massimo delle Azioni Creval, all ammontare definitivo dell Aumento di Capitale ed alla percentuale massima di diluizione), l ammontare delle revoche esercitate, ai sensi e per gli effetti dell art. 95 bis del TUF, abbia o possa avere, secondo il giudizio in buona fede dei Joint Global Coordinator, dopo aver consultato l Emittente, un effetto negativo rilevante sul successo dell Aumento di Capitale e/o dell Offerta; e PROSPETTO INFORMATIVO 73

74 FATTORI DI RISCHIO - si verifichi il delisting ovvero la sospensione dalla negoziazione presso il Mercato Telematico Azionario delle azioni ordinarie di Creval per eccesso di ribasso per almeno due sedute consecutive, sempreché tale sospensione o limitazione sia, secondo il giudizio in buona fede dei Joint Global Coordinator (anche in nome degli altri Garanti) dopo aver consultato il Creval, dovuta a ragioni diverse dall'annuncio dell'aumento di Capitale. Si precisa, altresì, che, in continuità con gli impegni assunti negli accordi di pre-underwriting, nell ambito del Contratto di Garanzia sarà previsto che la Banca assuma l impegno nei confronti dei Garanti, a partire dalla data di sottoscrizione dello stesso Contratto di Garanzia e per i 120 giorni successivi alla conclusione dell Offerta in Opzione, a non effettuare emissioni di Azioni e a non effettuare, e a fare sì che le società del Gruppo non effettuino, emissioni di altri strumenti finanziari convertibili in azioni della Società o che, comunque, diano il diritto di acquistare e/o sottoscrivere azioni della Società ovvero emissioni di qualunque altro strumento che abbia i medesimi effetti, anche solo economici, delle operazioni sopra richiamate, senza il preventivo consenso scritto dei Joint Global Coordinator, che non potrà essere irragionevolmente negato, fatta eccezione per (i) l Offerta in Opzione, (ii) l Offerta in Borsa, (iii) l emissione di azioni a servizio dei Warrant L Aumento di Capitale ha natura scindibile e pertanto, ove non interamente sottoscritto, verrà eseguito e si intenderà limitato all importo delle sottoscrizioni effettuate. Qualora l Aumento di Capitale non fosse integralmente sottoscritto a seguito dell Offerta in borsa e (i) i Joint Global Coordinator (anche per conto degli altri Garanti) esercitassero la facoltà di recedere dagli impegni di garanzia, ovvero (ii) non si verificassero le condizioni poste alla base dell impegno di garanzia dei Garanti, e i Joint Global Coordinator (anche per conto degli altri Garanti) non dovessero rinunciare al verificarsi di tali condizioni (e, quindi, l Aumento di Capitale risultasse eseguito solo per la parte sottoscritta a seguito dell Offerta in Borsa), le finalità dell Offerta potrebbero essere pregiudicate, ovvero realizzate solo parzialmente, con la conseguenza che l Emittente, potrebbe essere costretto ad adottare ulteriori misure di rafforzamento patrimoniale, ove risultasse avere, ad esito dell Attività di Verifica della BCE attualmente in corso di svolgimento, un patrimonio di vigilanza al di sotto dei minimi richiesti. Per maggiori informazioni si rinvia alla Sezione Seconda, Capitolo 5, Paragrafo 5.4.3, del Prospetto Rischi connessi ai mercati nei quali non è consentita l Offerta in assenza di autorizzazioni delle autorità competenti L Offerta non è rivolta, direttamente o indirettamente, e non potrà essere accettata, direttamente o indirettamente, negli o dagli Stati Uniti d America, Canada, Australia, Giappone, nonché in o da qualsiasi altro Paese, diverso dall Italia, nel quale l Offerta non sia consentita in assenza di autorizzazioni da parte delle competenti autorità o di applicabili esenzioni di legge o regolamentari, tramite i servizi di ogni mercato regolamentato degli Stati Uniti d America, Canada, Australia, Giappone, nonché degli Altri Paesi, né tramite i servizi postali o attraverso qualsiasi altro mezzo di comunicazione o commercio nazionale o internazionale riguardante Stati Uniti d America, Canada, Australia, Giappone, nonché gli Altri Paesi (ivi inclusi, a titolo esemplificativo e senza limitazione alcuna, la rete postale, il fax, il telex, la posta elettronica, il telefono ed internet e/o qualsiasi altro mezzo o supporto informatico). PROSPETTO INFORMATIVO 74

75 FATTORI DI RISCHIO Parimenti, non saranno accettate adesioni effettuate mediante tali servizi, mezzi o strumenti. Né il Prospetto né qualsiasi altro documento afferente all Offerta verrà spedito e non dovrà essere spedito o altrimenti inoltrato, reso disponibile, distribuito o inviato negli o dagli Stati Uniti d America, Canada, Australia, Giappone, nonché negli o dagli Altri Paesi; questa limitazione si applica anche ai titolari di azioni Creval con indirizzo negli Stati Uniti d America, Canada, Australia, Giappone, nonché negli Altri Paesi, o a persone che la Banca o i suoi rappresentanti sono consapevoli essere fiduciari, delegati o depositari in possesso di azioni della Banca per conto di detti titolari. Coloro i quali ricevono tali documenti (inclusi, tra l altro, custodi, delegati e fiduciari) non devono distribuire, inviare o spedire alcuno di essi negli o dagli Stati Uniti d America, Canada, Australia, Giappone, nonché negli o dagli Altri Paesi, né tramite i servizi postali o attraverso qualsiasi altro mezzo di comunicazione o commercio nazionale o internazionale riguardante gli Stati Uniti d America, Canada, Australia, Giappone, nonché degli Altri Paesi (ivi inclusi, a titolo esemplificativo e senza limitazione alcuna, la rete postale, il fax, il telex, la posta elettronica, il telefono ed internet e/o qualsiasi altro mezzo o supporto informatico). La distribuzione, l invio o la spedizione di tali documenti negli o dagli Stati Uniti d America, Canada, Australia, Giappone, nonché negli o dagli Altri Paesi, o tramite i servizi di ogni mercato regolamentato degli Stati Uniti d America, Canada, Australia, Giappone, nonché degli Altri Paesi, tramite i servizi postali o attraverso qualsiasi altro mezzo di comunicazione o commercio nazionale o internazionale riguardante gli Stati Uniti d America, Canada, Australia, Giappone, nonché negli o dagli Altri Paesi (ivi inclusi, a titolo esemplificativo e senza limitazione alcuna, la rete postale, il fax, il telex, la posta elettronica, il telefono ed internet e/o qualsiasi altro mezzo o supporto informatico) non consentiranno di accettare adesioni all Offerta in virtù di tali documenti. Le Azioni e i relativi Diritti di Opzione non sono stati e non saranno registrati ai sensi dello United States Securities Act of 1933 e sue successive modifiche (il Securities Act ), vigente negli Stati Uniti d America, né ai sensi delle corrispondenti normative in vigore in Canada, Australia, Giappone e negli Altri Paesi Rischi connessi ai potenziali conflitti di interesse Alcune istituzioni finanziarie partecipanti al consorzio di garanzia per il buon esito dell Offerta, società dalle stesse controllate o alle stesse collegate: (i) vantano rapporti creditizi con l Emittente o con società del Gruppo Creval e potrebbero prestare in futuro servizi di finanziamento; (ii) prestano o potrebbero prestare in futuro servizi di consulenza e di investment banking a favore della Società e/o società facenti parte del Gruppo Creval, a fronte dei quali hanno percepito, percepiscono o percepiranno commissioni; e (iii) detengono, in conto proprio o per conto di propri clienti, partecipazioni nel capitale sociale della Banca. I Garanti potrebbero, pertanto, trovarsi in situazione di potenziale conflitto di interesse. Al riguardo i Garanti che si trovano in alcuna delle situazioni sopra descritte precisano che, in linea con quanto previsto dalle proprie politiche di gestione dei conflitti di interesse, hanno identificato e implementato adeguate misure per assicurare che il rischio di conflitti di interesse idonei a danneggiare gli interessi dei propri clienti sia adeguatamente mitigato. In particolare, si segnala che: (i) Equita ed Intermonte svolgono l attività, rispettivamente, di liquidity provider e specialist sul mercato secondario delle azioni della Banca; e (ii) Banca IMI, società appartenente al PROSPETTO INFORMATIVO 75

76 FATTORI DI RISCHIO gruppo bancario Intesa Sanpaolo, si trova in una situazione di conflitto di interessi in quanto ha prestato servizi di finanza aziendale a favore del Gruppo Creval nel corso degli ultimi 12 mesi. Infine, si consideri che Creval è emittente delle Azioni oggetto dell Offerta, nonché soggetto abilitato a raccogliere le adesioni all Offerta e, pertanto, potrebbe trovarsi, rispetto alla stessa, in una situazione di conflitto di interessi. Per maggiori informazioni in relazione agli interessi dei partecipanti all Offerta si veda la Sezione Seconda, Capitolo 3, Paragrafo 3.3, del Prospetto. PROSPETTO INFORMATIVO 76

77 4. INFORMAZIONI SULL EMITTENTE 4.1 Denominazione legale e commerciale dell Emittente La denominazione legale e commerciale dell Emittente è Banca Piccolo Credito Valtellinese - società cooperativa ovvero, in forma abbreviata, Credito Valtellinese S.c. o anche solo Credito Valtellinese. Credito Valtellinese Società cooperativa è iscritta al Registro delle Imprese di Sondrio al n , codice fiscale e partita IVA n L Emittente è iscritto all Albo delle banche tenuto dalla Banca d Italia al numero 489 ed è Capogruppo dell omonimo Gruppo bancario iscritto all Albo dei Gruppi bancari tenuto da Banca d Italia con codice Investimenti Investimenti effettuati Per il periodo compreso tra il 31 dicembre 2013 e la Data del Prospetto l Emittente non ha effettuato investimenti significativi. Si riporta di seguito un prospetto contenente gli investimenti in attività materiali, immateriali e partecipazioni in essere al 31 marzo 2014, 31 dicembre 2013 e 31 dicembre 2012, tratte, rispettivamente dal Resoconto Intermedio di Gestione 2014, dal Bilancio 2013 e dal Bilancio VOCI DELL ATTIVO 31 MARZO DICEMBRE DICEMBRE 2012 ( Euro/1000) Attività materiali Attività immateriali di cui Avviamenti Partecipazioni Investimenti in corso di realizzazione Alla Data del Prospetto non vi sono investimenti significativi in corso di realizzazione da parte dell Emittente. Si segnala tuttavia che, in data 24 marzo 2014, l Emittente ed Alba Leasing, primario operatore indipendente nel settore del leasing, hanno sottoscritto un accordo quadro per lo sviluppo di un alleanza strategica nel settore della locazione finanziaria. L accordo quadro prevede, oltre ad una partnership di natura commerciale, il conferimento di un ramo d azienda composto, tra l altro, da circa 435 milioni di Euro di crediti per l attività di locazione finanziaria del Gruppo Credito Valtellinese in Alba Leasing, in sottoscrizione ed integrale liberazione di un aumento di capitale riservato a Creval. A seguito della sottoscrizione del richiamato aumento di capitale il Credito Valtellinese deterrà una partecipazione in Alba Leasing pari a circa l 8,05% del suo capitale. L accordo quadro prevede, altresì, l impegno per Creval di mettere a disposizione di Alba Leasing, a seguito dell efficacia del conferimento, una linea di credito per un importo pari a 425 milioni di Euro, eventualmente incrementabile ad Euro 435 milioni in caso di integrale sottoscrizione dell Aumento di Capitale, in sostituzione del debito interbancario ricompreso nel ramo d azienda conferito e a supporto del fabbisogno finanziario inerente ai contratti di leasing che saranno stipulati da Alba Leasing a seguito dell efficacia del conferimento. L efficacia del conferimento è prevista indicativamente entro il terzo trimestre 2014, subordinatamente al completamento delle procedure autorizzative e degli adempimenti civilistici Investimenti futuri Alla Data del Prospetto non vi sono investimenti futuri significativi per l Emittente che siano stati oggetto di un impegno definitivo da parte dei suoi organi di gestione. PROSPETTO INFORMATIVO 77

78 5. PANORAMICA DELLE ATTIVITÀ 5.1 Principali attività Fatti importanti nell evoluzione dell attività Il Credito Valtellinese è stato costituito a Sondrio il 12 luglio del 1908 con il nome di Banca Piccolo Credito Valtellinese per iniziativa di 60 soci fondatori ed è stato uno dei primi istituti di credito insediatisi in Valtellina, avendo aperto la sua prima filiale in Provincia di Sondrio nel dicembre del 1908 ed è nato con lo scopo di esercitare il credito al fine di estendere i benefici del credito agli agricoltori, proprietari, commercianti, professionisti, operai e lavoratori in genere, di concorrere col mezzo della mutualità allo sviluppo della piccola proprietà e della piccola industria, di favorire le istituzioni cattolico-sociali tendenti a migliorare le condizioni morali, intellettuali ed economiche delle classi meno abbienti, come recita l oggetto sociale dell'originario Statuto. Nel corso degli anni 80 la crescita dimensionale del Credito Valtellinese, l acquisizione di partecipazioni di controllo in altre realtà operanti nel settore e la scelta strategica di mantenere all'interno della Società esclusivamente le competenze e le strutture orientate al business bancario, delegando a società controllate il presidio delle aree specialistiche, porta alla trasformazione del Credito Valtellinese da banca locale a gruppo bancario. In particolare: - nel 1982 viene creata Bankadati Servizi Informatici S.p.A. per il supporto tecnologico e la realizzazione di soluzioni applicative nel settore dell'informatica; - nel 1983 nasce Stelline Servizi Immobiliari S.p.A. per la gestione del patrimonio immobiliare e la progettazione e realizzazione di sedi e dipendenze bancarie; - nel 1983 viene acquisita Technoleasing Italiana S.p.A., società operante nel settore della locazione finanziaria, trasformata nel 1997 in banca con il nome di Bancaperta S.p.A., per il presidio dei settori della finanza, della bancassicurazione, della finanza d'impresa e dei sistemi di pagamento; - nel 1984 viene costituita Deltas S.p.A., società per la consulenza e la formazione manageriale. Nel 1995 la società cambia la propria mission a seguito dell allargamento del Gruppo e diviene società di coordinamento e di controllo del disegno strategico unitario, oltre che centro di gestione e di produzione centralizzata di servizi per le società del Gruppo. Negli anni 90 il Gruppo Creval consolida il proprio posizionamento grazie all'ingresso nel medesimo di banche nate dalla stessa matrice sociale, preservando e valorizzando le specifiche fisionomie di forte radicamento nei rispettivi ambiti locali e di promozione socio-economica del territorio di riferimento. Nel 1995 viene acquisito il Credito Artigiano S.p.A.; seguono nel 1997 la Banca Popolare di Rho S.p.A. (che, successivamente, nel 2003 ha ceduto i propri sportelli al Credito Artigiano S.p.A.); nel 1998 la Banca Popolare Santa Venera S.p.A., sorta ad Acireale nel 1908; nel 1999 la Cassa San Giacomo S.p.A., fondata nel 1896 a Caltagirone da don Luigi Sturzo e la Banca dell Artigianato e dell'industria S.p.A. di Brescia. Nel 2001 entrano a far parte del Gruppo la Banca Regionale Sant'Angelo S.p.A. e la Leasingroup Sicilia S.p.A.. Nel 2002 il Gruppo ha riorganizzato la propria struttura presente nella regione Sicilia, attraverso la creazione di un unica banca regionale, capillarmente presente sul territorio e in grado di svolgere un importante ruolo nell'economia della regione: il Credito Siciliano, nato dalla fusione per incorporazione della Banca Popolare Santa Venera S.p.A. e della Leasingroup Sicilia S.p.A. nella Banca Regionale Sant Angelo S.p.A., oltre che dall acquisizione della rete di sportelli della Cassa San Giacomo S.p.A.. A conclusione di tale operazione, a partire dal mese di luglio del 2002, la Cassa San Giacomo S.p.A. ha mutato la propria configurazione di banca territoriale, assumendo il ruolo di presidio e di coordinamento unitario dell area del rischio di credito a favore di tutto il Gruppo Credito Valtellinese, trasferendo la propria sede in Sondrio. Al termine del 2005, con deliberazione dell'assemblea straordinaria del 2 dicembre 2005, la sua denominazione è stata variata in PROSPETTO INFORMATIVO 78

79 Mediocreval S.p.A., in relazione alla mission affidata alla banca relativa al presidio delle attività di erogazione dei finanziamenti a medio e lungo termine e delle attività legate alla finanza di impresa per conto delle banche del Gruppo, mentre lo stock dei crediti in sofferenza detenuti è stato in seguito trasferito a Finanziaria San Giacomo S.p.A., società iscritta nell elenco speciale degli intermediari operanti nel settore finanziario previsto dall'art. 107 TUB ed avente per oggetto l acquisto, la gestione e lo smobilizzo dei crediti problematici. Nel luglio del 2002 il Credito Valtellinese ha acquisito il controllo di Rileno S.p.A., società concessionaria del servizio nazionale della riscossione dei tributi per le province di Como e Lecco, a cui viene affidato il presidio di tutte le attività legate ai trasferimenti e ai sistemi di incasso e pagamento degli enti pubblici. Tale società, a seguito delle modifiche normative intercorse, è stata ceduta nel settembre 2006 a Equitalia S.p.A., mentre il Gruppo Credito Valtellinese ha mantenuto il presidio dei tributi locali attraverso la società Creset S.p.A.. Nel mese di giugno del 2003 è entrata a far parte del Gruppo Creval Aperta Fiduciaria S.r.l., costituita a fine 2002 da Bancaperta S.p.A., allo scopo di ampliare l offerta di servizi alla clientela privata nel settore dell intestazione fiduciaria di beni. Nel mese di novembre del 2004 è stata costituita Aperta SGR S.p.A. con lo scopo di dotare il Gruppo Creval di una struttura specialistica competente nella gestione individuale e collettiva del risparmio, nonché nella gestione dei patrimoni istituzionali. Nel luglio del 2005 tale società, il cui capitale sociale è interamente detenuto da Creval (società incorporante di Bancaperta S.p.A.), ha ricevuto dalla Banca d Italia l autorizzazione alla prestazione dei servizi di gestione del risparmio. Nel mese di gennaio del 2005 è entrata a far parte del Gruppo la società Crypto S.p.A., specializzata nello sviluppo del software a supporto dell operatività bancaria. A seguito della decisione di riorganizzare il comparto dell Information Technology del Gruppo, in data 6 aprile 2007, è stato stipulato l atto di fusione per incorporazione di Crypto S.p.A. in Bankadati Servizi Informatici S.p.A., con la creazione dunque di un unico centro di competenza per quanto attiene alle tematiche di ICT e di organizzazione dei processi bancari. Nel febbraio 2008, il Gruppo Credito Valtellinese ha acquisito 35 sportelli dal Gruppo Intesa Sanpaolo, di cui 23 ubicati in Piemonte (10 nella città di Torino, 9 nella provincia torinese e 4 nella provincia di Alessandria), destinati alla nuova banca retail del Gruppo a presidio del Piemonte, il Credito Piemontese S.p.A. (ex Banca Popolare di Rho S.p.A.), e di cui 12 nel pavese, rilevati da Credito Artigiano S.p.A.. Nel mese di agosto 2008, nell ambito degli accordi sottoscritti nel 2007, la controllata Bancaperta S.p.A. (poi confluita in Creval) ha acquisito una quota del 20% del capitale sociale di Global Assicurazioni S.p.A., di cui già deteneva il 40%. In tal modo, Global Assicurazioni S.p.A. ha fatto pertanto ingresso nel perimetro di coordinamento e direzione del Credito Valtellinese. Tuttavia, sulla base delle vigenti istruzioni di vigilanza, Global Assicurazioni S.p.A., in quanto impresa di intermediazione assicurativa, non fa parte del Gruppo bancario, pur rimanendo controllata da Creval. Con l operazione - che si inquadra nel progetto di rafforzamento della presenza del Credito Valtellinese nel mercato assicurativo attraverso lo sviluppo delle relazioni di partnership in essere il Gruppo si pone l obiettivo di ampliare la gamma dei prodotti assicurativi dei rami danni e vita offerti alla clientela retail e corporate, nonché di massimizzare i risultati - in termini di raccolta premi e redditività - nel comparto della Bancassicurazione. A dicembre 2008 si è completata l acquisizione di Carifano Cassa di Risparmio di Fano S.p.A, istituto attivo nel centro Italia con una rete di 43 sportelli, di cui 36 localizzati nelle Marche, 6 in Emilia Romagna ed uno in Umbria. Nel mese di marzo 2009, è stata lanciata dal Credito Valtellinese un offerta pubblica d acquisto volontaria rivolta ai soci privati di Carifano, conclusasi il 26 marzo In data 21 ottobre 2009 è stata costituita la società Lussemburgo Gestioni S.A., management company di diritto lussemburghese, specializzata nella gestione e amministrazione di OICR, allo scopo di ampliare la gamma dei prodotti finanziari offerti alla clientela e di contribuire allo sviluppo di nuove aree di business, valorizzando l esperienza acquisita dal Gruppo nel settore del risparmio gestito. La neo-costituita società vede nella propria compagine sociale il Gruppo Creval con una partecipazione complessiva pari al 70% del capitale (di cui il 60% in capo al Credito Valtellinese e il 10% detenuto Credito Siciliano) ed il Gruppo Banca Popolare di Cividale con una PROSPETTO INFORMATIVO 79

80 quota pari al 30% (di cui il 20% in capo alla Banca Popolare di Cividale S.c.p.A. ed il 10% detenuto dalla Banca di Cividale S.p.A.). Nel mese di ottobre 2009, il Credito Valtellinese ha lanciato un offerta pubblica di scambio volontaria su Banca Cooperativa Cattolica Società Cooperativa, istituto di credito fondato nel 1928 e attivo mediante una rete di 9 filiali, di cui 8 localizzate nel Lazio, segnatamente nella provincia di Viterbo, ed una nella regione Umbria, nella provincia di Terni. Ad esito dell offerta pubblica di scambio volontaria, in data 23 novembre 2009, il Credito Valtellinese ha acquisito l 80% del capitale di Banca Cooperativa Cattolica S.c., la quale, pertanto, ha fatto ingresso nel perimetro del Gruppo. Nel maggio 2010 si completa l acquisizione della maggioranza del capitale sociale della Banca della Ciociaria S.p.A., che, conseguentemente, entra nel perimetro del Gruppo Creval con la nuova denominazione di Credito del Lazio S.p.A.. Nel luglio 2010 è stata costituita, in partnership con il Gruppo Ri-Fin, la società Global Broker S.p.A.. Tale società è partecipata al 51% da Bancaperta S.p.A. (ora Creval) e fa parte quindi del perimetro di consolidamento del Gruppo, pur non essendo inclusa nel gruppo bancario, in quanto esercente attività assicurativa. Global Broker S.p.A. opera nel settore del brokeraggio assicurativo, segnatamente nell intermediazione assicurativa rivolta al segmento delle piccole e medie imprese, offrendo servizi di consulenza, di analisi dei rischi assicurativi dell azienda-cliente e, conseguentemente, individuando le migliori soluzioni per la copertura dei rischi interni, mediante la stipula di contratti con primarie compagnie assicurative. Nel corso del 1 semestre 2010 è avvenuta la trasformazione delle società Deltas S.p.A. e Bankadati Servizi Informatici S.p.A. in società consortili per azioni, previo ampliamento della compagine sociale delle predette società a tutte le società del Gruppo Credito Valtellinese. Per il conseguimento degli obiettivi pianificati nel Piano Industriale , particolare importanza ha rivestito il progetto di ristrutturazione e semplificazione societaria, che ha interessato principalmente la riconfigurazione della rete territoriale, anche attraverso operazioni di fusione. Nel dettaglio: - in data 15 marzo 2011, il Consiglio di Amministrazione di Credito Valtellinese ha assunto la decisione di promuovere un offerta pubblica di acquisto volontaria finalizzata all acquisto di tutte le azioni ordinarie della sua controllata Banca Cattolica S.p.A., non già di sua titolarità. In particolare, si consideri che alla data in cui è stata deliberata tale offerta l Emittente deteneva in Banca Cattolica S.p.A., a seguito dell offerta pubblica di acquisto e scambio promossa nell ottobre 2009 sulla stessa, una partecipazione pari all 83,3% del capitale sociale. Il periodo di adesione all offerta si è concluso il 16 maggio 2011 e, all esito della stessa, la partecipazione in Banca Cattolica S.p.A. detenuta dalla Banca era pari al 99,35% del capitale sociale. Successivamente, in data 24 ottobre 2011, si è perfezionata la fusione per incorporazione di Banca Cattolica S.p.A. nel Credito Artigiano; - in data 24 ottobre 2011 si è, altresì, perfezionata la fusione per incorporazione di Credito del Lazio nel Credito Artigiano; - in data 28 novembre 2011, si è perfezionata la fusione per incorporazione nella capogruppo Credito Valtellinese di Bancaperta; e - in data 12 dicembre 2011 si è perfezionata la fusione nel Credito Valtellinese di Credito Piemontese e Banca dell Artigianato e dell Industria, previa acquisizione da parte del Credito Valtellinese dell intera partecipazione detenuta da Banca di Cividale S.p.A. nella Banca dell Artigianato e dell Industria. In data 1 gennaio 2012, inoltre, ha avuto effetto la fusione per incorporazione in Credito Artigiano S.p.A. di Carifano Cassa di Risparmio di Fano S.p.A.. Sempre con efficacia dei relativi effetti giuridici in data 1 gennaio 2012, in un momento immediatamente successivo a quello di efficacia della fusione, è stato effettuato il conferimento del ramo di azienda, costituito degli sportelli della ex Carifano presenti nelle Regioni Marche e Umbria, a beneficio di una banca di nuova costituzione, denominata Nuova Carifano S.p.A., interamente posseduta dal Credito Artigiano, PROSPETTO INFORMATIVO 80

81 preservando in tal modo il valore di un marchio storico chiaramente riconoscibile e percepito come autentica espressione di quella realtà locale. A partire dalla medesima data, Nuova Carifano S.p.A. ha assunto la denominazione di Cassa di Risparmio di Fano S.p.A., o in forma abbreviata Carifano S.p.A.. In data 10 settembre 2012, si è perfezionata, con effetti contabili e fiscali dal 1 gennaio 2012, l operazione di fusione per incorporazione di Credito Artigiano in Credito Valtellinese. L ulteriore operazione, prevista dall aggiornamento del Piano Industriale , di offerta pubblica di scambio su azioni Credito Siciliano S.p.A. si è positivamente conclusa nel corso del mese di dicembre 2012, con l apporto in adesione all offerta di n azioni Credito Siciliano S.p.A., corrispondenti al 90,15% del totale delle azioni della controllata oggetto dell offerta pubblica di scambio e pari al 18,78% del capitale sociale del Credito Siciliano S.p.A.. Ad esito dell operazione la partecipazione del Credito Valtellinese nella controllata siciliana si attesta quindi al 97,95%. Il 27 dicembre 2012 la Capogruppo e Asset Management Holding S.p.A., società che controlla Anima SGR, hanno completato le operazioni previste nell ambito dell Accordo Quadro per lo sviluppo di un alleanza strategica nel settore del risparmio gestito sottoscritto il 9 agosto In particolare, Asset Management Holding S.p.A. ha acquisito la totalità del capitale sociale di Aperta SGR da Creval e di Lussemburgo Gestioni S.A. dal Credito Valtellinese S.c., Credito Siciliano S.p.A., Banca Popolare di Cividale S.c. e Banca Cividale S.p.A.. Il Gruppo Credito Valtellinese ha inoltre sottoscritto e liberato un aumento di capitale riservato di Asset Management Holding S.p.A., acquisendo in tal modo una quota pari a circa il 2,8% del capitale della stessa Asset Management Holding S.p.A.. Inoltre, nel corso del mese di dicembre 2012, Credito Valtellinese ha acquisito una partecipazione del 2,77% in Anima Holding S.p.A.. Tale partecipazione è rimasta invariata a seguito della quotazione di Anima Holding S.p.A. sul Mercato Telematico Azionario, avvenuta il 16 aprile Contestualmente all operazione di quotazione di Anima Holding S.p.A., l Emittente ha concluso con tale società un accordo parasociale, che prevede un impegno di lock-up per i 24 mesi successivi alla data di inizio delle negoziazioni della azioni di Anima Holding S.p.A. sul Mercato Telematico Azionario, ovvero a partire dal 16 aprile Sempre nell ambito delle attività di semplificazione della struttura societaria del Gruppo, previste dal Piano Industriale , nel corso del primo trimestre 2013 è stata perfezionata la fusione per incorporazione nella Capogruppo di Deltas, società consortile per azioni, interamente controllata dal Credito Valtellinese, con decorrenza dei relativi effetti giuridici dal 31 marzo 2013 e degli effetti contabili e fiscali dal 1 gennaio In data 1 luglio 2013, è stata perfezionata la cessione di Aperta Fiduciaria a Istifid Società Fiduciaria e di Revisione S.p.A.. In data 26 settembre 2013 è stata finalizzata la cessione da parte di Credito Valtellinese dell intera quota di partecipazione in Banca di Cividale S.p.A. a Banca Popolare di Cividale. In pari data Creval ha acquisito una partecipazione corrispondente all 1% del capitale sociale di Banca Popolare di Cividale, impegnandosi altresì alla sottoscrizione di un prestito obbligazionario subordinato, emesso da Banca Popolare di Cividale per 15 milioni di Euro. Infine, nell ambito del rapporto di partnership già esistente tra Creval e Banca Popolare di Cividale, sono stati prorogati a tutto il 2016 gli accordi per la fornitura di servizi di information and communication technology (ICT) da parte del Gruppo Creval. In data 4 marzo 2014, il Consiglio di Amministrazione ha deliberato di procedere alla fusione per incorporazione di Mediocreval S.p.A. nella Capogruppo, previa acquisizione da parte di quest ultima della partecipazione attualmente detenuta dal Credito Siciliano. Nel corso della medesima riunione del Consiglio di Amministrazione è stata approvata nell ambito di un più ampio accordo quadro di partnership industriale con Fire Group S.p.A. la cessione dalla Capogruppo a Fire di n azioni ordinarie di Creset Servizi Territoriali S.p.A., rappresentative del 60% del capitale sociale. Allo stato l Emittente è in attesa della conclusione dell iter autorizzativo necessario per il perfezionamento di tale operazione. PROSPETTO INFORMATIVO 81

82 Infine, in data 24 marzo 2014 è stato sottoscritto tra Credito Valtellinese S.c. e Alba Leasing, primario operatore indipendente nel settore del leasing, un accordo quadro per lo sviluppo di un alleanza strategica nel settore della locazione finanziaria. L accordo quadro prevede, oltre ad una partnership di natura commerciale, il conferimento di un ramo d azienda composto, tra l altro, da circa 435 milioni di Euro di crediti per l attività di locazione finanziaria del Gruppo Credito Valtellinese in Alba Leasing, in sottoscrizione ed integrale liberazione di un aumento di capitale riservato a Creval. A seguito della sottoscrizione del richiamato aumento di capitale il Credito Valtellinese deterrà una partecipazione in Alba Leasing pari a circa l 8,05% del suo capitale. L accordo quadro prevede, altresì, l impegno per Creval di mettere a disposizione di Alba Leasing, a seguito dell efficacia del conferimento, una linea di credito per un importo pari a 425 milioni di Euro, eventualmente incrementabile ad Euro 435 milioni in caso di integrale sottoscrizione dell Aumento di Capitale, in sostituzione del debito interbancario ricompreso nel ramo d azienda conferito e a supporto del fabbisogno finanziario inerente ai contratti di leasing che saranno stipulati da Alba Leasing a seguito dell efficacia del conferimento. L efficacia del conferimento è prevista indicativamente entro il terzo trimestre 2014, subordinatamente al completamento delle procedure autorizzative e degli adempimenti civilistici Descrizione delle principali attività svolte L art. 2 dello Statuto del Credito Valtellinese prevede che La Società ha per scopo la raccolta del risparmio e l esercizio del credito, tanto nei confronti dei propri Soci che dei non Soci, e si ispira ai principi della mutualità; essa si propone altresì di sostenere e promuovere lo sviluppo di tutte le attività produttive con particolare riguardo a quelle minori e alle imprese cooperative e di favorire, in conformità alle intenzioni dei suoi fondatori e alla sua tradizionale ispirazione cristiana, le istituzioni tendenti a migliorare le condizioni morali, intellettuali ed economiche delle classi meno abbienti, anche con attività benefiche. La Società può compiere, con l osservanza delle disposizioni vigenti, tutte le operazioni e i servizi bancari e finanziari consentiti, nonché ogni altra operazione strumentale o comunque connessa al raggiungimento dello scopo sociale. Inoltre, la Società, nella sua qualità di Capogruppo del Gruppo Credito Valtellinese, emana, nell esercizio dell attività di direzione e coordinamento, disposizioni alle componenti il Gruppo per l esecuzione delle istruzioni impartite dalla Banca d Italia nell interesse della stabilità del Gruppo. L attività ha per oggetto la raccolta del risparmio e l esercizio del credito, tanto nei confronti dei propri soci che dei non soci. Il Credito Valtellinese si propone, altresì, di sostenere e promuovere lo sviluppo di tutte le attività produttive con particolare riguardo a quelle minori e alle imprese cooperative e di favorire le istituzioni tendenti a migliorare le condizioni morali, intellettuali ed economiche delle classi meno abbienti, anche con attività benefiche. Nell ambito dell esercizio dell attività di intermediazione creditizia, Credito Valtellinese e le altre banche del Gruppo, offrono alla propria clientela, retail e corporate, una gamma completa di prodotti e servizi in grado di soddisfare ogni esigenza finanziaria o di investimento. Tali prodotti e servizi includono depositi a risparmio, conti correnti, certificati di deposito ed obbligazioni, prestiti a breve, medio e lungo termine, servizi di pagamento, emissione di carte di credito, servizi di intermediazione in cambi e in titoli, nonché la gestione del risparmio. L offerta commerciale del Gruppo, inoltre, è in grado di coprire la globalità delle necessità di finanziamento, investimento e trasferimento espressi dalla clientela, avvalendosi a tal fine delle strutture specialistiche nell ambito del perimetro del Gruppo o, comunque, collegate tramite il modello imprenditoriale di impresa rete, oltre che attraverso la partnership con società specializzate esterne al perimetro del Gruppo. Altro elemento caratterizzante la gamma dei prodotti del Gruppo è l orientamento ad offrire servizi fruibili direttamente sul web, garantendo la maggior autonomia possibile al cliente nella gestione dei propri rapporti bancari. Di seguito si riporta, sinteticamente, l illustrazione dei principali prodotti e servizi che caratterizzano l offerta del Gruppo, distinguendo fra prodotti di trasferimento, finanziamento, investimento, bancassicurazione e sistemi di pagamento. PROSPETTO INFORMATIVO 82

83 PRODOTTI DI TRASFERIMENTO L offerta di conti correnti per la clientela privata del Gruppo contempla, in particolare, la formula a pacchetto all interno della linea denominata Conti Armonia 2.0. I prodotti di tale linea, grazie ad un canone tutto compreso, consentono di risparmiare rispetto al costo dell acquisto dei singoli prodotti e servizi opzionali che compongono ciascun pacchetto, tra i quali, a titolo esemplificativo, le carte di debito e di credito, le cassette di sicurezza, il dossier titoli, i mutui ipotecari ed i finanziamenti con rimborso rateale. La linea Armonia 2.0 è composta da cinque pacchetti di conto corrente denominati Giovane, Zero, Leggero, Argento, Oro, destinati ad altrettante tipologie di clientela. Le linee Giovane e Zero sono a canone zero, mentre quelle Leggero, Argento ed Oro prevedono sconti dal 50 al 100% del canone per i soci della Banca, in ragione del possesso azionario. Particolare attenzione è riservata ai soci del Credito Valtellinese attraverso SocioInCreval Premium, l offerta di conto corrente a pacchetto all inclusive, dedicata appunto ai clienti che siano anche soci del Credito Valtellinese. Oltre a una buona remunerazione delle giacenze in conto, SocioInCreval Premium offre, compresi nel canone annuo, prodotti e servizi complementari al fine di soddisfare le principali esigenze di risparmio e di finanziamento, come carte di debito e di credito, cassette di sicurezza, dossier titoli, mutui ipotecari e finanziamenti rateali, linee di gestione patrimoniale e conti di deposito. Le condizioni economiche di SocioInCreval Premium sono particolarmente agevolate per i titolari di almeno azioni, poiché a partire da tale livello di possesso azionario il canone è azzerato. Ai clienti del Gruppo che invece prediligono il canale virtuale per effettuare le operazioni bancarie e non desiderano usufruire dei servizi classici della filiale, è dedicato ContoInCreval - Conto Corrente, un pacchetto di prodotti composto da un conto corrente on-line a tasso d interesse di favore, carta prepagata e bancomat internazionale V PAY, con prelievo gratuito di contante da qualsiasi ATM. In quanto sottoscrivibile e gestibile unicamente via internet, ContoInCreval - Conto Corrente è particolarmente rivolto a soggetti che risiedono in territori ove il Gruppo non è ancora presente con le proprie dipendenze. E inoltre disponibile il conto di deposito, forma di raccolta a tempo in conto corrente a tasso fortemente competitivo, destinato all acquisizione di nuova clientela. Infine, è inoltre a disposizione dei clienti il Conto di Base, il prodotto di conto corrente destinato alle fasce di clientela socialmente svantaggiate. La gamma dei conti di deposito comprende Creval Time Deposit, Creval Crescendo e Creval Deposito Protetto. Alcune versioni di tali prodotti, inoltre, possono prevedere particolari offerte rivolte ai soci della Banca, sempre nell ambito del pacchetto denominato SocioInCreval Premium. E disponibile infine il contratto di prestito titoli di durata, con il quale il Cliente trasferisce la proprietà di una determinata quantità di strumenti finanziari alla Banca, la quale assume l obbligo di riconsegnarli a una determinata scadenza. Per ogni operazione di prestito, al Cliente viene riconosciuta una remunerazione commisurata al tasso concordato, alla quantità dei titoli prestati e alla durata del prestito. E stato, infine, realizzato il Prestito Titoli Rolling, con il quale il cliente autorizza la Banca a prendere in prestito, con piena discrezionalità ed autonomia di quest ultima, i titoli di proprietà del cliente. Ogni operazione di prestito ha una durata pari ad un giorno e, in relazione a ciascuna di esse, al cliente è riconosciuta una remunerazione commisurata al tasso vigente e alla quantità di titoli prestati. Le operazioni di prestito non limitano, in ogni caso, la possibilità del cliente di disporre dei propri titoli. PRODOTTI DI FINANZIAMENTO L attività di finanziamento si rivolge in particolare alle famiglie ed alle piccole e medie imprese, da sempre il principale bacino di riferimento del Gruppo. In merito alle singole forme di finanziamento, i principali comparti in cui si articola l offerta sono il comparto privati ed il comparto imprese. PROSPETTO INFORMATIVO 83

84 Consumatori Di seguito si riepilogano brevemente i prodotti di finanziamento offerti dalla Banca ai clienti consumatori: - Mutui ipotecari: a tasso variabile e a tasso fisso, con possibilità di preammortamento fino a 6 mesi, con durata variabile, con cap, a rimborso libero e con erogazioni sulla base dello stato di avanzamento dei lavori. Nell ultimo anno, inoltre, è stato lanciato Mutuo Doppia Scelta, un finanziamento ipotecario, destinato all acquisto, la costruzione o la ristrutturazione della propria abitazione, e caratterizzato da un opzione di cambio tasso, esercitabile ogni due anni di durata contrattuale. Il prodotto offre, ogni 24 mesi, la possibilità per il cliente di passare dal tasso fisso al variabile o viceversa, permettendo così di scegliere, periodicamente, se seguire l andamento del mercato o preferire la tranquillità di una rata costante. Il mutuo prevede un piano di rimborso a rate mensili o trimestrali, e durata massima di 20 anni; - Mutui chirografari: a tasso variabile e a tasso fisso con durate fino a 7 anni, per importi a partire da Euro; - Creval Energia Pulita: è il finanziamento per chi sceglie di investire nel risparmio energetico attraverso specifici interventi di riqualificazione. Questa tipologia di finanziamento è consigliata a chi acquista un impianto fotovoltaico, installa pannelli solari o altri impianti per la produzione di energia attraverso fonti rinnovabili. Il finanziamento Creval Energia Pulita prevede la copertura totale dell'investimento fino a Euro e un piano di rimborso a rate mensili con tasso variabile; - Fido Famiglia: è il prestito tradizionale che risponde alle esigenze di gestione di spese impreviste o acquisti di importo anche rilevante fino a Euro (ad esempio: auto, mobili, elettrodomestici, computer); - Fido Primi Acquisti: è il prestito adatto a soddisfare le prime necessità di spesa, fino a Euro, di studenti universitari e lavoratori di età compresa tra 18 e 27 anni. Prevede un piano di rimborso a rate mensili con tasso variabile; - Fido Rapido: è un finanziamento per privati con piano di rientro a tasso fisso della durata massima di 12 mesi e un importo massimo di Euro; - Fidocontinuo Assicurativo: è un finanziamento rateale per il frazionamento mensile dei premi relativi alle polizze assicurative danni distribuite dal Gruppo Creval; - Fidocontinuo: è il prestito "ricaricabile" che risponde alle esigenze finanziarie periodiche e ricorrenti fino a Euro (quali spese mediche ovvero tasse universitarie). Permette, infatti, il ripristino della possibilità di utilizzo in base ai rimborsi effettuati ed un piano di rimborso a rate mensili con tasso fisso; - IBL Banca SpA Finanziamenti contro cessione del quinto: consiste nella concessione di prestiti personali sviluppati grazie all'accordo Commerciale con IBL Banca S.p.A., rimborsati mediante cessione "pro solvendo" di una quota (massimo un quinto) dello stipendio o della pensione; e - Prestito Nuovi Nati: è un finanziamento rateale destinato alle famiglie con figli nati o adottati tra il 2012 e il 2014, che rispettano i requisiti imposti dal Dipartimento delle Politiche della Famiglia. Imprese Di seguito si riepilogano brevemente i prodotti di finanziamento offerti dalla Banca alle imprese: - Mutui ipotecari: a tasso variabile e a tasso fisso, con possibilità di preammortamento fino a 36 mesi e durata fino a 15 anni. Nell ultimo anno, inoltre, è stato lanciato Mutuo Slalom : tale prodotto è caratterizzato dalla possibilità di modificare il tasso di interesse ogni due anni per tutta la durata del contratto. Questa tipologia di mutuo prevede un piano di rimborso a rate mensili, trimestrali o semestrali, una durata massima di 14 anni e la possibilità di beneficiare di un periodo di preammortamento di massimo 24 mesi; - Mutui a stato avanzamento lavori: mutuo ipotecario destinato a finanziare progetti di costruzione, ampliamento o ristrutturazione di immobili industriali tramite erogazioni progressive in base allo stato di avanzamento dei lavori edili in programma. E prevista una specifica soluzione destinata alle imprese edili e società immobiliari che investono nella costruzione di nuovi complessi ad uso abitativo. All'atto di erogazione finale a saldo è possibile frazionare il mutuo agli acquirenti delle singole porzioni dell'immobile realizzato. Tale tipologia di finanziamento prevede un piano di rimborso a rate trimestrali o semestrali, tasso variabile e durata complessiva 25 anni; PROSPETTO INFORMATIVO 84

85 - Mutui chirografari: o Mutuo Creval Capitale x 3, è un finanziamento a medio termine concesso, ai sensi del nuovo Accordo per il Credito 2013 per la sospensione dei debiti delle piccole e medie imprese verso il sistema creditizio, alle piccole e medie imprese che, avendo i requisiti prescritti dal predetto accordo, realizzino processi di rafforzamento patrimoniale; o Creval Energia Pulita Imprese, è il mutuo chirografario per le imprese che acquistano un impianto fotovoltaico, installano pannelli solari o investono in progetti per la salvaguardia ambientale. Questa tipologia di mutuo chirografario prevede la copertura totale della spesa per la realizzazione dell'impianto fino a Euro e un piano di rimborso a rate mensili, trimestrali o semestrali con tasso variabile e durata fino a 10 anni. E disponibile, altresì, il prodotto denominato Creval Energia Pulita Imprese ipotecario, con durata sino a 15 anni; o Creval Lavoro Sicuro è il mutuo chirografario per le imprese che investono nell'adeguamento alle normative su sicurezza e igiene del lavoro o in progetti per la tutela dei propri collaboratori. Questa tipologia di finanziamento prevede la copertura totale dell'investimento fino a Euro e un piano di rimborso a rate mensili, trimestrali o semestrali con tasso variabile e durata fino a 7 anni; o Euroazienda chirografario è il mutuo che risponde alle esigenze finanziarie di medio e lungo periodo delle imprese, per importi a partire da Euro, a titolo esemplificativo per l acquisto di beni strumentali ovvero per altri investimenti aziendali rilevanti. Il mutuo Euroazienda chirografario prevede un piano di rimborso a rate mensili, trimestrali o semestrali con possibilità di scelta tra tasso fisso o variabile e durata fino a 5 anni; - Mutui BEI finanziamenti rivolti a PMI e Mid Cap: si tratta di finanziamenti destinati ad imprese con meno di 3000 dipendenti, che intendono investire in un progetto da realizzare nei tre anni, antecedenti o successivi la sottoscrizione del contratto di finanziamento; - Finanziamenti FEI (Fondo Europeo per gli Investimenti): consistono in finanziamenti agevolati a condizioni particolarmente favorevoli, con il supporto della garanzia del FEI a valere sul 50% dell importo erogato. I finanziamenti prevedono un importo minimo erogabile di Euro e un massimo di 3 milioni di Euro e una durata massima pari a 7 anni; - Finanziamenti Creval Enti: sono finanziamenti a lungo termine erogati a condizioni agevolate in favore di enti locali territoriali, nonché di altri enti pubblici; - Fidocontinuo Imprese: è il finanziamento "ricaricabile" che risponde alle esigenze finanziarie periodiche e ricorrenti per importi fino a Euro. Permette, infatti, il ripristino della possibilità di utilizzo in base ai rimborsi effettuati, nonché un piano di rimborso a rate mensili con tasso fisso e durata fino a 5 anni; - Multifido Imprese: è il finanziamento rateale che risponde alle esigenze finanziarie di medio e lungo periodo delle imprese, per importi fino a Euro, destinati all acquisto di beni strumentali e ad altri investimenti aziendali. Prevede un piano di rimborso a rate mensili o trimestrali con possibilità di scelta tra tasso fisso o variabile e durata fino a 5 anni; - Multifido rapido: è il finanziamento rateale che risponde alle esigenze temporanee di liquidità, quali per esempio il pagamento delle imposte o della tredicesima mensilità. Prevede un piano di rimborso a rate mensili o trimestrali con possibilità di scelta tra tasso fisso o variabile e durata fino a 18 mesi; - Finanziamento 5x1000: è il finanziamento rateale, della durata massima di 18 mesi, destinato alle associazioni che operano nel settore no-profit per l anticipazione dei contributi 5x1000; - Finanziamento Credito IVA: si tratta di un finanziamento rateale della durata massima di 15 mesi, destinato a non consumatori che vantino un credito IVA certificato nei confronti dell Agenzia delle Entrate; - Leasing: la consolidata presenza del Gruppo nel comparto leasing si traduce oggi in un forte presidio territoriale ed in un offerta completa su tutte le tipologie di locazione (immobiliare, mobiliare, auto, movimento terra e marittima); e - Finanziamenti agevolati: tramite le facilitazioni nell accesso a finanziamenti agevolati ed iniziative di settore, oltre che grazie ai numerosi accordi con importanti associazioni di categoria e consorzi di garanzia fidi, il Gruppo rafforza il proprio ruolo, tradizionalmente svolto, di sostegno alle piccole e medie imprese ed allo sviluppo economico dei contesti locali di insediamento. PROSPETTO INFORMATIVO 85

86 In aggiunta a tali specifiche forme di finanziamento, la Banca offre i servizi di credito su pegno, factoring, affidamento in conto corrente, portafoglio commerciale, anticipo documenti e fatture e crediti di firma. PRODOTTI DI BANCASSICURAZIONE L attuale offerta nel settore vita, sviluppata in collaborazione con Global Assicurazioni S.p.A., agenzia plurimandataria che si avvale di consolidate relazioni con i principali gruppi assicurativi è cosi articolata: - Global Valore Protetto: è una polizza a premio unico e a vita intera pensata per chi vuole assicurare valore e protezione al proprio capitale nel tempo. La polizza offre da un lato la garanzia del capitale assicurato, investito nella Gestione Speciale Ri.Alto di Genertellife prevalentemente composta da titoli obbligazionari, e dall'altro un'importante copertura assicurativa che riconosce un capitale aggiuntivo in caso di grave infortunio. Global Valore Protetto è una polizza vita di Genertellife, Gruppo Generali, realizzata in collaborazione con Global Assicurazioni SpA.; - Global Futuro Più: è un prodotto di Allianz S.p.A. realizzato in collaborazione con Global Assicurazioni SpA. E' una polizza a premio unico, rivalutabile e collegata alla gestione separata AZS Vitariv, prevalentemente composta da titoli obbligazionari. Global Futuro Più si rivolge in particolare agli investitori poco propensi al rischio, orientati alla sottoscrizione di prodotti che prevedono la conservazione del capitale la garanzia del capitale assicurato e interessati ad una copertura assicurativa che riconosce un capitale aggiuntivo in caso di decesso da infortunio o malattia; - Progetto Risparmio: è una polizza vita a premi ricorrenti di Genertellife, Gruppo Generali, realizzata in collaborazione con Global Assicurazioni S.p.A., rivolta principalmente agli investitori che ricercano una soluzione per accantonare nel tempo, tramite versamenti mensili o annuali, i propri risparmi e gestirli con la massima flessibilità per far fronte a esigenze future; - Global Risparmio Protetto: è un prodotto di Allianz S.p.A. realizzato in collaborazione con Global Assicurazioni SpA. E' una polizza vita a premi ricorrenti, collegata alla gestione separata AZS Vitariv, prevalentemente composta da titoli obbligazionari, che prevede la conservazione del capitale ed una rivalutazione dei premi legata al rendimento della gestione separata. La polizza è realizzata al fine di soddisfare il bisogno di accumulo dei propri risparmi e di tutela del loro valore, usufruendo anche di specifiche coperture assicurative accessorie che, in caso di imprevisti, consentono di completare o di non sospendere il piano dei versamenti; - Global Tutela: è una polizza che copre il rischio di morte dell'assicurato qualunque sia la causa, salvo alcune specifiche limitazioni indicate in polizza. Il prodotto, realizzato da Aviva S.p.A. tramite Global Assicurazioni S.p.A., riconosce in caso di sinistro il pagamento del capitale assicurato, scelto dal cliente in base alle proprie esigenze, ai beneficiari indicati in polizza. La polizza permette, inoltre, di beneficiare della detrazione del premio ai fini fiscali, nella misura prevista dalla normativa vigente; - FIN+A VITA: è una polizza vita realizzato da Aviva S.p.A. tramite Global Assicurazioni S.p.A., abbinabile facoltativamente ad un finanziamento che prevede la copertura del debito residuo in caso di decesso dell'assicurato senza limiti territoriali e qualunque possa esserne la causa, salvo specifiche limitazioni indicate in polizza; - PREVIGEN VALORE: è una forma pensionistica complementare realizzata e gestita da Generali Italia S.p.A. Distribuita tramite Global Assicurazioni S.p.A., Previgen Valore è un fondo pensione aperto a contribuzione definita destinato principalmente alle adesioni individuali che consente di maturare una prestazione previdenziale, complementare alla pensione pubblica. Si rivolge a soggetti titolari di redditi anche se privi di iscrizione ad una forma pensionistica obbligatoria, nonché alle persone fiscalmente a carico di altri soggetti. La gestione finanziaria del fondo pensione è articolata in quattro comparti che si differenziano per il profilo di rischio/rendimento; e PROSPETTO INFORMATIVO 86

87 - PREVIGEN GLOBAL: è una forma pensionistica complementare realizzata e gestita da Generali Italia S.p.A. Distribuita tramite Global Assicurazioni S.p.A., Previgen Global è un fondo pensione aperto a contribuzione definita destinato principalmente alle adesioni collettive che consente di maturare una prestazione previdenziale, complementare alla pensione pubblica. Si rivolge ai lavoratori dipendenti secondo un criterio di appartenenza alla medesima impresa, ente, gruppo di imprese o categoria. La gestione finanziaria del fondo pensione è articolata in tre comparti che si differenziano per il profilo di rischio/rendimento. L offerta nel ramo danni, perfezionata tramite Global Assicurazioni S.p.A. prevede la vendita dei seguenti prodotti: FIN+A DANNI: è la polizza realizzata da Global Assistance S.p.A., tramite Global Assicurazioni S.p.A., abbinabile facoltativamente ad un finanziamento, che prevede una copertura in caso di incendio del fabbricato oggetto del finanziamento e in caso di invalidità permanente e inabilità temporanea totale o perdita di impiego o ricovero ospedaliero dell'assicurato; Global Protezione Casa: è una polizza realizzata da Global Assistance S.p.A., tramite Global Assicurazioni S.p.A., che copre tutti i rischi associati alla proprietà e alla normale conduzione dell'abitazione. Global Protezione Casa ha una struttura modulare flessibile che offre al cliente la possibilità di scegliere, con livelli di massimali crescenti, la proposta più idonea in base al tipo, all'utilizzo e alle caratteristiche dell'abitazione. La polizza prevede tre garanzie principali ( Incendio fabbricato, Incendio effetti domestici e Responsabilità Civile del fabbricato ) e quattro garanzie opzionali ( Furto, Responsabilità Civile del Capofamiglia e Tutela legale e Assistenza ); Simple Drive: Zurich Connect è una polizza realizzata da Zuritel S.p.A., distribuita tramite Global Assicurazioni S.p.A., dedicata ad autovetture, motocicli e ciclomotori. Simple Drive, oltre alla responsabilità civile obbligatoria (RCAuto), offre una serie di garanzie accessorie quali incendio e furto, kasko, assistenza stradale, eventi naturali e socio politici, rotture ai cristalli e perdite pecuniarie, infortuni del conducente, tutela legale e ritiro patente; Easy Motor: è una polizza auto, realizzata da Genertel S.p.A., tramite Global Assicurazioni S.p.A., che consente di assicurare autovetture, motocicli, autocaravan e autocarri fino ai 35 quintali offrendo, oltre alla responsabilità civile obbligatoria (RCAuto), una serie di garanzie accessorie quali incendio e furto, kasko, assistenza stradale, atti vandalici, eventi atmosferici, rotture dei cristalli, assistenza legale e protezione imprevisti. E inoltre disponibile la garanzia Quality driver, che consente di usufruire di una serie di garanzie accessorie e dell installazione di una scatola nera, la Quality Driver box, grazie alla quale si attivano numerosi servizi, come, ad esempio, l invio automatico del carro attrezzi in caso di emergenza, la localizzazione satellitare del veicolo in caso di furto ed il Quality Driver Programme, che premia al rinnovo lo stile di guida responsabile; Global Attiva: è una polizza che copre il rischio di morte e di invalidità permanente dell'assicurato a seguito di infortuni derivanti dall'esercizio di attività professionali ed extra professionali, senza limiti territoriali. Il prodotto, realizzato da Global Assistance S.p.A., tramite Global Assicurazioni S.p.A., riconosce in caso di sinistro all assicurato, il pagamento di un indennizzo, in base al capitale assicurato prescelto; Global Protezione Salute: è una polizza realizzata da Global Assistance S.p.A., tramite Global Assicurazioni S.p.A., che garantisce una soluzione alle esigenze di protezione e sicurezza legate alla salute della persona e della famiglia. La garanzia principale, denominata Spese Mediche, consente, in caso di malattia o infortunio, di beneficiare di un rimborso delle spese per le prestazioni usufruite presso un circuito di oltre 800 strutture sanitarie convenzionate o, in alternativa, delle spese sostenute al di fuori delle strutture convenzionate per prestazioni in caso di ricovero ospedaliero, per visite mediche e prestazioni specialistiche. La copertura assicurativa può essere inoltre completata da interessanti prestazioni di Assistenza alla Persona e con la garanzia Tutela Legale ; e Polizza Protezione attiva: è la polizza dedicata ai titolari di conto corrente bancario presso una delle banche del Gruppo Creval, realizzata da Global Assistance S.p.A., tramite Global Assicurazioni S.p.A., che prevede due pacchetti di garanzie acquistabili anche separatamente. La polizza garantisce un capitale in caso di morte o grave invalidità permanente da infortunio, il rimborso in caso di furto, scippo e rapina delle somme prelevate dagli sportelli ATM del Gruppo Credito Valtellinese, il rimborso delle spese sostenute per PROSPETTO INFORMATIVO 87

88 specifici grandi interventi chirurgici, il rimborso spese mediche sostenute in viaggio ed, infine, prestazioni di assistenza alla persona e all'abitazione. PRODOTTI DI INVESTIMENTO Gestioni Patrimoniali A seguito dell accordo sottoscritto con Anima Holding S.p.A. dal 1 gennaio 2013, le banche del Gruppo distribuiscono le gestioni patrimoniali di Anima SGR. L offerta comprende oltre 30 linee di gestione, articolate in base alla propensione al rischio della clientela di riferimento. All interno della gamma, accanto a linee che investono prevalentemente in titoli azionari ed obbligazionari, sono disponibili specifiche linee che investono esclusivamente in Sicav o quote di fondi comuni di investimento mobiliare (OICR). Fondi Comuni & Sicav L attività di collocamento di fondi comuni e Sicav si basa su un offerta multibrand, caratterizzata da circa 450 diversi prodotti, che permette un elevata diversificazione in tutte le categorie d investimento. Attualmente le società prodotto con le quali il Gruppo ha in essere accordi di collocamento sono Anima SGR, Aletti Gestielle SGR, Arca SGR, Eurizon Capital SGR, Anima Sicav, Eurizon Capital s.a., J.P. Morgan Asset Management e Julius Bär Funds. Certificati di deposito e obbligazioni di propria emissione I certificati di deposito sono una forma di deposito vincolato, mediante la quale il cliente risparmiatore deposita una somma di denaro e la banca si obbliga a restituirla alla scadenza pattuita. Il deposito genera interessi che possono essere corrisposti alla scadenza, unitamente al capitale, o con periodicità semestrale. Infine, la gamma di prodotti di investimento del Gruppo è completata dall offerta di pronti contro termine e di obbligazioni di propria emissione, emesse a valere su di un prospetto informativo approvato da Consob. Prodotti di monetica e sistemi di pagamento Carte di debito L Emittente offre alla propria clientela il Bancomat Internazionale VPAY e la Tell Card. Si tratta, in entrambi i casi, di carte di prelievo e pagamento europee, che garantiscono la massima sicurezza per tutte le transazioni grazie alla tecnologia Chip&PIN. Carte di credito Alla Data del Prospetto, il Gruppo emette le carte di credito CartaSi, a valere sui circuiti Visa e Mastercard e prevede, inoltre, un ampia gamma sia per i privati che per le aziende. Il Gruppo inoltre distribuisce le carte emesse da American Express. Carte prepagate ricaricabili La linea del Gruppo prevede due versioni, Gold e Teen. è ricaricabile via internet tramite il servizio in filiale per contanti o con un bonifico bancario. E possibile impostare automatismi di ricarica personalizzati in base alle necessità, definendone i massimali e le frequenze; è altresì consentita la ricarica periodica di un importo fisso. Mediante le funzioni di ricarica e scarico si possono trasferire, in modo estremamente flessibile, immediato e sicuro, disponibilità dal conto corrente alla carta e viceversa. PROSPETTO INFORMATIVO 88

89 Carte conto ContoinTasca è l'innovativa carta ricaricabile over 18 che ha in sé le principali caratteristiche di un conto corrente tradizionale, con attivazione e canone annuo gratuiti. E possibile accreditare lo stipendio, domiciliare le utenze, fare e ricevere bonifici usando l'iban stampato sul retro della carta, come se fosse un vero conto corrente. E' possibile inoltre effettuare gli acquisti su internet, presso i negozi in Italia e all'estero e prelevare fino a Euro al giorno presso gli sportelli ATM-bancomat. POS e servizi di commercio elettronico La Banca offre Servizi di POS Fisico, Virtuale e Mobile, per effettuare pagamenti di beni o servizi presso esercenti convenzionati, utilizzando carte di pagamento. In particolare, il MobilePOS è la soluzione per i pagamenti in mobilità che consente di accettare pagamenti con carta di debito e di credito utilizzando uno smartphone o tablet di proprietà dell esercente e un dispositivo MobilePOS, dotato di lettore Chip & PIN, fornito dalla Banca per il tramite di CartaSi. Per gli esercenti che desiderano sfruttare nuovi canali di vendita, il Gruppo fornisce servizi di commercio elettronico quali: Qui Pago che consente la gestione delle vendite a distanza, permettendo di incassare transazioni con carte di pagamento in modalità sicura. Il servizio è declinabile in due modalità: - Qui Pago POS Virtuale, che si rivolge a chi ha un sito internet predisposto al commercio elettronico di ogni dimensione; e - Qui Pago MO.TO. (Mail Order Telephone Order), che si rivolge invece a chi ha la necessità di vendere per corrispondenza, anche senza avere un sito internet, semplicemente inserendo i dati della carta del cliente su una pagina di cassa sicura. Servizio di incasso e pagamento, domestici e SEPA, per privati ed imprese Di seguito di elencano i principali servizi di incasso e di pagamento offerti dalla Banca ai privati ed alle imprese: SEPA CREDIT TRANSFER (SCT): è lo strumento di pagamento europeo, in ambito SEPA (Single Euro Payments Area Area Unica dei Pagamenti in Euro), che ad inizio 2014 ha sostituito il bonifico nazionale; SEPA DIRECT DEBIT (SDD):è uno strumento di incasso, preautorizzato tramite mandato, che serve per disporre pagamenti in euro con addebito in conto fra clienti i cui conti sono situati all'interno dell area SEPA ed è utilizzabile sia nei pagamenti ricorrenti (bollette di telefono, luce, gas, o le rate di un prestito personale, ecc.) sia una tantum (un solo acquisto) in sostituzione degli addebiti diretti RID; SEPA compliant Electronic Database Alignment (SEDA): è il servizio opzionale aggiuntivo (AOS) dello Schema SEPA Direct Debit offerto alla clientela, in sostituzione dell Allineamento elettronico Archivi RID, nella versione sia base sia avanzata; e RIBA, RID, MAV e RAV: sono i servizi che consentono di incassare transazioni in euro in ambito nazionale, nelle modalità diversificate: RIBA con invio dell avviso di scadenza e pagamento a cura del debitore; RID con addebito in conto in base alla preautorizzazione del cliente debitore; MAV e RAV con invio bollettino e pagamento d iniziativa debitore. APPLICAZIONI DI E-BANKING è il servizio di home banking che permette di effettuare direttamente on-line una serie di operazioni senza doversi recare allo sportello, in maniera facile e veloce, 24 ore su 24, 7 giorni su 7. è gratuito ed offre la massima sicurezza grazie al codice "usa e getta" e al servizio Inoltre, con è possibile ricevere e gestire via web tutte le comunicazioni inviate dalla banca. E inoltre disponibile l applicazione Creval App per gestire i servizi di mobile banking e di geolocalizzazione. CrevalCBI è l internet banking multibanca e multiazienda, aderente al circuito di sistema CBI (Corporate Banking Interbancario), che attraverso un unico collegamento internet, consente al cliente di interrogare e gestire tutti i rapporti PROSPETTO INFORMATIVO 89

90 che questi intrattiene a livello personale o aziendale presso le banche del sistema bancario italiano. Tale servizio rispetta gli standard ABI del CBI. PRODOTTI ESTERO Conti correnti in divisa estera Credito Documentario Export: è l impegno di una banca (normalmente estera), d'ordine e per conto dell'ordinante (importatore), ad effettuare o far effettuare da altra banca una prestazione (pagamento a vista, assunzione di pagamento differito, accettazione di tratte a scadenza e relativo pagamento, negoziazione) contro presentazione di documenti conformi ai termini e alle condizioni previste dal credito documentario, fino alla concorrenza di un determinato importo ed entro una scadenza stabilita, a favore del beneficiario esportatore; Credito Documentario Import: è l impegno assunto da una banca emittente, d ordine e per conto di un proprio cliente, a favore di un terzo, di norma il venditore, in virtù del quale tale banca effettuerà o farà effettuare da altra banca sua corrispondente una prestazione (pagamento a vista, assunzione di impegno di pagamento differito, negoziazione) fino alla concorrenza di un determinato importo ed entro un termine stabilito, contro presentazione dei documenti conformi ai termini ed alle condizioni previste dal credito stesso. Forfaiting in Euro sconto pro soluto di credito documentario con pagamento differito: consente alle aziende di offrire agli acquirenti esteri dilazioni di pagamento a breve e medio periodo e di incassare contemporaneamente i relativi importi a vista, ottimizzando quindi i flussi di tesoreria. Anticipi e finanziamenti Export in Euro e in divisa Finanziamenti import in Euro/divisa: la Banca anticipa al cliente una somma di denaro per il pagamento di un debito verso fornitori esteri connesso ad un importazione di merci e/o servizi. L erogazione del finanziamento può essere effettuata in Euro o in un altra divisa estera, ed è destinata alle aziende che operano con l estero ed in particolare a quelle che effettuano importazioni di merci e/o servizi. Sconto di portafoglio estero: un prodotto che permette all'azienda di finanziarsi cedendo alla banca un credito commerciale derivante da un esportazione. Finanziamenti in divisa senza vincoli di destinazione: la Banca concede un affidamento a tempo determinato nella divisa estera richiesta dal cliente senza che sia necessaria l esistenza di operazioni commerciali di importazione o di esportazione di merci e/o servizi con l estero. Ha natura puramente finanziaria e può essere concesso a tutta la clientela, anche non legata al commercio internazionale. Fideiussioni estero: la garanzia estera si estrinseca in un impegno irrevocabile e autonomo della banca che - su richiesta ed in conformità alle istruzioni del cliente ordinante - si impegna a pagare a prima domanda una certa somma al beneficiario, qualora l'ordinante non adempia la propria obbligazione. In particolare è disponibile l emissione di garanzia internazionale con Polizza Fidejussioni SACE, che integra ulteriormente la gamma di prodotti a sostegno delle attività di internazionalizzazione della clientela imprese, in risposta alle esigenze di garanzie internazionali per i contratti stipulati con i committenti esteri. Tale strumento, che rafforza la già consolidata collaborazione con SACE, consente altresì alla Banca, in un ottica di mitigazione del rischio di credito, di ridurre i connessi assorbimenti patrimoniali. Finanziamento per l internalizzazione: mutuo chirografario, assistito da garanzia SACE in percentuale variabile, destinato alle imprese che investono in attività correlate alla loro crescita sui mercati esteri. Credito fornitore in Euro assicurato da polizze SACE: strumento che permette all esportatore di finanziarsi cedendo alla Banca in via pro-soloto ovvero pro-solvendo un credito commerciale estero a medio o lungo termine, assicurato da polizza SACE contro i rischi di mancato pagamento per eventi di natura politica e/o commerciale. PROSPETTO INFORMATIVO 90

91 Di seguito si riporta una tabella riepilogativa delle principali categorie di prodotti e servizi offerti alla clientela. RACCOLTA DEL RISPARMIO ED ESERCIZIO DEL CREDITO conti correnti a condizioni personalizzate conti correnti a condizioni agevolate per i soci conti correnti a pacchetto a canone fisso o agevolato conti correnti a canone fisso conto di deposito in euro a termine conti correnti in euro per non residenti conti correnti in divisa estera conto di deposito e conto corrente online programma di risparmio del capitale mediante accantonamento della liquidità (creval crescendo) depositi a risparmio obbligazioni di propria emissione certificati di deposito pronti contro termine mutui ipotecari a medio lungo termine finanziamenti chirografari a breve e a medio lungo termine crediti personali affidamenti in conto corrente anticipazioni al salvo buon fine, su fatture e documenti e su crediti vantati nei confronti dell AdE finanziamenti in divisa estera senza vincolo di destinazione crediti di firma crediti agevolati e finanza specializzata credito agrario leasing beni strumentali, immobili, autoveicoli, imbarcazioni e aeromobili credito su pegno factoring anticipi e finanziamenti Import/Export forfaiting SERVIZI DI INVESTIMENTO E SERVIZI ACCESSORI negoziazione per conto proprio esecuzione di ordini per conto dei clienti sottoscrizione e/o collocamento con assunzione a fermo ovvero con assunzione di garanzia nei confronti dell emittente collocamento senza assunzione a fermo né assunzione di garanzia nei confronti dell emittente ricezione e trasmissione di ordini consulenza in materia di investimenti altri servizi bancari direttamente connessi ai servizi principali ALTRI SERVIZI distribuzione di prodotti assicurativi (ramo vita e ramo danni) carte di credito carte di debito/carte prepagate/carte conto servizi di incasso e pagamento, domestici e transfrontalieri, per privati ed imprese sia in euro che in divisa estera portafoglio commerciale servizi di internet banking per privati ed imprese servizio di mobile banking ATM per operazioni ed informazioni sul conto 24/24 POS fisici, virtuali e mobile per effettuare pagamenti di beni o servizi presso esercenti convenzionati, utilizzando carte di pagamento applicazione dedicata a smartphone e tablet per i servizi di mobile banking prestito titoli Interventi realizzati nel 2013 e nel 2014 Pur nel difficile contesto congiunturale, resta costante l impegno del Gruppo a favore dell economia reale delle aree di insediamento, attraverso l adesione a numerose iniziative promosse anche a livello di sistema. Di seguito si evidenziano i principali interventi realizzati nel corso dell anno 2013, nonché nei primi mesi del Accordo per il Credito A seguito della scadenza delle precedenti moratorie per le piccole e medie imprese, a luglio 2013 il Gruppo ha aderito all Accordo per il credito 2013 siglato da MEF, ABI e Associazioni di rappresentanza delle imprese, che prevede la possibilità per le piccole e medie imprese in bonis e in temporanea tensione finanziaria, ma con prospettive di sviluppo o continuità aziendale, di richiedere fino al 30 giugno 2014 la sospensione per 12 o 6 mesi del pagamento della quota capitale delle rate dei finanziamenti a medio e lungo termine o l allungamento del piano di ammortamento dei finanziamenti a medio e lungo termine, ovvero delle scadenze del credito a breve termine o del credito agrario di conduzione; PROSPETTO INFORMATIVO 91

92 - Accordo ABI - Cassa Depositi e Prestiti. Concluso il termine per l utilizzo delle tre tranche per il finanziamento dei progetti a medio lungo termine delle piccole e medie imprese, il Gruppo ha aderito, il 17 dicembre 2013, anche alla quarta convenzione, che mette a disposizione a livello di sistema un plafond di 10 miliardi di Euro destinati al finanziamento di spese di investimento, di esigenze di incremento del capitale circolante del comparto imprenditoriale (PMI-Investimenti) e alle operazioni di acquisto da parte delle Banche di crediti vantati dalle piccole e medie imprese nei confronti della pubblica amministrazione; - Piano Famiglie. Il Gruppo ha aderito all ultima proroga al 31 marzo 2013 del progetto Piano Famiglie, che permette ai clienti di richiedere la sospensione per 12 mesi delle sole quote capitale delle rate relative ai mutui ipotecari prima casa, in presenza dei requisiti richiesti dal progetto originario; - Fondo di Solidarietà per i mutui per l acquisto della prima casa. Dal 27 aprile 2013 è ripresa l attività di presentazione delle domande di accesso al Fondo di Solidarietà per i mutui per l acquisto della prima casa, che consente alle famiglie in difficoltà la sospensione del pagamento delle rate dei mutui ipotecari prima casa, per non più di due volte nel corso del piano di ammortamento e per un periodo massimo complessivo di 18 mesi. Durante il periodo di sospensione, il cliente corrisponde alla Banca solamente la quota interessi in base allo spread concordato; - Fondo per l accesso alla prima casa a favore delle giovani coppie. A gennaio 2013 il Gruppo ha aderito al Protocollo d Intesa, promosso da Regione Lombardia e ABI Lombardia, per il tramite di Finlombarda, che prevede l erogazione di un contributo in conto interessi a favore di giovani coppie per la stipula di un contratto di mutuo per l acquisto della prima casa di abitazione; - Convenzione ABI Lombardia e Fondazione Welfare Ambrosiano. Ad aprile 2013 il Credito Valtellinese ha aderito alla Convenzione stipulata tra ABI Lombardia e Fondazione Welfare Ambrosiano, finalizzata ad agevolare i dipendenti di aziende in crisi, ubicate in Provincia di Milano, attraverso l anticipo delle indennità di Cassa Integrazione Guadagni Straordinaria, anche in deroga, e dei Contratti di Solidarietà. Le anticipazioni beneficiano della garanzia del Fondo di Garanzia FWA, gestito dalla Fondazione Welfare Ambrosiano; - Proroga degli accordi per l Anticipazione dei contributi di Cassa Integrazione Guadagni. Sottoscritti con enti pubblici e rappresentanze di aziende e lavoratori, i predetti accordi sono volti a promuovere, nel rispetto della libera concorrenza tra le aziende di credito, l attivazione di interventi rapidi, volti a sostenere la disponibilità del reddito dei lavoratori sospesi in Cassa Integrazione Guadagni. Il Gruppo Credito Valtellinese, in linea con la sua natura di banca cooperativa da sempre vicina al territorio in cui opera, ha sviluppato il prodotto Anticipo Cassa Integrazione Guadagni, che consente ai lavoratori di ottenere l anticipo dei trattamenti di cassa integrazione, a tasso e spese zero; - Plafond Casa ABI - CDP. Il 6 febbraio 2014 il Gruppo ha aderito all Accordo Plafond Casa siglato, in data 20 novembre 2013, da ABI e Cassa Depositi e Prestiti S.p.a. con l intento di sostenere l accesso al credito della clientela consumatori in generale con priorità a giovani coppie, nuclei familiari di cui fa parte almeno un soggetto disabile e famiglie numerose. La convenzione prevede la disponibilità di un plafond di 2 miliardi di euro da parte di Cassa Depositi e Prestiti S.p.a. alle banche per l erogazione di mutui garantiti da ipoteca su immobili residenziali, da destinare prioritariamente all acquisto dell abitazione principale, a interventi di ristrutturazione o ad accrescimento dell efficienza energetica.; e - Nuova Sabatini. Il 28 marzo 2014 infine il Gruppo ha aderito al nuovo strumento agevolativo denominato Nuova Sabatini che prevede la costituzione presso Cassa Depositi e Prestiti di un plafond di risorse (fino a un massimo di 2,5 miliardi di Euro, eventualmente incrementabili con successivi provvedimenti fino a 5 miliardi) che le banche potranno utilizzare per concedere alle piccole e medie imprese, fino al 31 dicembre 2016, finanziamenti di importo compreso tra e 2 milioni di Euro a fronte di investimenti in macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di fabbrica a uso produttivo, nonché di hardware, software e tecnologie digitali. L agevolazione prevede inoltre la concessione da parte del Mise di un contributo in favore delle piccole e medie imprese, che copre parte degli interessi a carico delle imprese. Il contributo è pari all ammontare degli interessi, calcolati su un piano di ammortamento convenzionale con rate semestrali, al tasso del 2,75% annuo per cinque anni; PROSPETTO INFORMATIVO 92

93 la nuova misura infine prevede la possibilità di beneficiare della garanzia del Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese, fino alla misura massima prevista dalla vigente normativa (80% dell ammontare del finanziamento). Infine, a seguito delle calamità naturali verificatesi nel 2013, il Gruppo ha offerto la possibilità di richiedere la sospensione delle rate dei mutui per i residenti nei comuni delle province italiane colpite da eventi alluvionali o sismici. 5.2 Principali mercati La rete territoriale del Gruppo Credito Valtellinese, al 31 marzo 2014, è costituita da 541 filiali, rispetto alle 544 al 31 marzo Nella prima parte dell esercizio 2012, era stato approvato un piano di razionalizzazione della rete territoriale, sia della Capogruppo che di Credito Artigiano S.p.A., successivamente incorporato nella Capogruppo, che prevedeva alcune chiusure di dipendenze e il contestuale utilizzo delle relative licenze per nuovi insediamenti. Il piano è proseguito anche nel corso del Nel corso dell esercizio 2013 sono state dunque chiuse le filiali di Oppeano (Verona) e Rimini 1. Una delle licenze liberate ha consentito l apertura, nel mese di dicembre, di un nuovo sportello nella città di Milano (agenzia 25). Inoltre, nel primo trimestre 2014, sono state chiuse le filiali di Frosinone 2 e Conselve (PD). Di seguito si riporta una tabella che illustra il numero di filiali di pertinenza delle società del Gruppo presenti in ciascuna provincia, al 31 marzo BANCA PROVINCIA FILIALI CREDITO VALTELLINESE Sondrio 45 Como 22 Lecco 17 Bergamo 16 Varese 17 Trento 10 Bolzano 1 Aosta 1 Asti 1 Novara 3 Alessandria 4 Verbano Cusio Ossola 1 Torino 19 Vicenza 10 Verona 7 Padova 4 Brescia 14 Milano 58 Monza e Brianza 25 Cremona 2 Lodi 2 Pavia 14 Firenze 8 Prato 2 Pisa 2 Pistoia 1 Lucca 1 Piacenza 2 Parma 1 Roma 30 Rimini 4 Forlì 1 Viterbo 8 Latina 1 Frosinone 11 TOTALE FILIALI 365 PROSPETTO INFORMATIVO 93

94 BANCA PROVINCIA FILIALI CREDITO SICILIANO Agrigento 4 Caltanissetta 7 Catania 51 Enna 2 Messina 19 Palermo 26 Ragusa 9 Siracusa 6 Trapani 10 Torino 1 Roma 1 TOTALE FILIALI 136 BANCA PROVINCIA FILIALI CARIFANO Ancona 6 Macerata 2 Pesaro 29 Perugia 2 Terni 1 TOTALE FILIALI 40 La rete operativa costituita dagli sportelli tradizionali è integrata dal progressivo e costante ampliamento delle applicazioni di internet banking, che costituiscono un modello alternativo e multicanale di distribuzione di prodotti e servizi. L impegno del Gruppo a sviluppare servizi semplici ed efficienti nell on-line banking ha trovato concreto riscontro nei tassi di crescita degli utenti e delle disposizioni impartite, con una quota di clienti sempre più ampia e fidelizzata. Al 31 marzo 2014 gli utenti internet operativi del Gruppo Creval clienti che hanno effettuato almeno un operazione negli ultimi sei mesi sono in rapporto a utenti di fine dicembre dello scorso anno, registrando un incremento del 3,9%. Per quanto riguarda il servizio POS, si è registrato nel corso dell anno 2013 un aumento pari al 3,8% del numero di installazioni e i terminali attivi al 31 marzo 2014 risultano essere Gli ATM, la cui operatività e l utilizzo dei servizi disponibili sono in costante aumento, a fine marzo 2014 sono 651, invariati rispetto a fine esercizio Al 31 marzo 2014, i contratti in essere per le applicazioni di corporate banking interbancario ( CrevalCBI ), realizzate in collaborazione con il Gruppo ICBPI, assommano a Raffrontando i dati al e al si è registrato un incremento del 2,4%. CANALI DISTRIBUTIVI 31 MARZO DICEMBRE DICEMBRE 2012 VAR. % Numero ATM Numero utenti internet (operativi) ,8% Numero POS ,8% Contratti Corporate Banking Interbancario ,4% PROSPETTO INFORMATIVO 94

95 Le relazioni con la clientela, che fanno parte del più ampio concetto di capitale relazionale rapporto fiduciario con i soci, la clientela, i fornitori, le comunità locali, le istituzioni e, più in generale, con tutti gli stakeholder contribuiscono in maniera determinante al consolidamento e all incremento del valore della Banca. Il valore intrinseco dell attività retail risiede, infatti, nei rapporti fiduciari con la base clienti, sui quali si fonda l attitudine aziendale a creare ricchezza nel lungo periodo. Coerentemente con la propria vocazione di banca di casa, la gestione aziendale e l operatività quotidiana di tutti i collaboratori sono costantemente orientate al mantenimento di solide relazioni sulla base dei seguenti principi di fondo: - trasparenza nelle informazioni sulle condizioni, i costi e le clausole contrattuali che regolano i servizi del Gruppo, in linea con le disposizioni normative e con le iniziative su base volontaria avviate dal sistema bancario (PattiChiari), cui il Gruppo Creval aderisce, sin dalla sua istituzione; - snellezza operativa, flessibilità e rapidità nelle risposte alla clientela, soprattutto in relazione alle richieste di finanziamento; - personalizzazione e attenzione alla corretta gestione del profilo di rischio della clientela, nell ambito dei servizi di investimento; e - costante informazione anche attraverso i canali di internet banking, che consentono una piena e continua visibilità di tutti i rapporti che il cliente intrattiene presso la Banca. Nel quadro dei lineamenti sopra citati, anche l attività di gestione degli eventuali reclami tende a preservare i rapporti con la clientela. La valutazione attenta di ciascun reclamo e la cura posta nell approfondire le motivazioni alla base delle lamentele della clientela hanno consentito di individuare tempestivamente le opportune azioni correttive, in stretta cooperazione tra le diverse strutture di Gruppo, e di indirizzare al meglio le unità preposte al presidio del mercato retail. Il numero dei reclami pervenuti nell esercizio 2013 pari a 495 a livello di Gruppo evidenzia un contenuto grado di contenzioso con la clientela, di poco superiore rispetto al dato riferito all esercizio precedente. Al 31 marzo 2014, i clienti del Gruppo sono a conferma della capacità del Gruppo di mantenere il patrimonio clienti nei territori di radicamento storico. La clientela, al 31 dicembre 2013, è così distribuita tra le banche territoriali del Gruppo: Credito Valtellinese (62%), Credito Siciliano (30%), Carifano (8%). A conferma del radicamento territoriale che caratterizza l operatività del Gruppo, il tasso di fidelizzazione (c.d. retention rate ) al 31 marzo 2014 inteso come percentuale dei clienti attivi a inizio anno che a fine esercizio hanno ancora rapporti bancari con la Banca è prossimo al 98,4%, segno tangibile di un rapporto fiduciario e di lungo periodo con la clientela. 5.3 Fattori eccezionali Salvo quanto illustrato nel Paragrafo che precede in relazione alle operazioni Mediocreval S.p.A., Fire Group S.p.A. e Alba Leasing, nonché nella presente Sezione Prima - Capitoli 3 e 7 del Prospetto, dal 31 dicembre 2013, data dell ultimo bilancio di esercizio sottoposto a revisione approvato, alla Data del Prospetto non si sono verificati altri fattori straordinari che abbiano influenzato in maniera rilevante l attività dell Emittente e del Gruppo. 5.4 Eventuale dipendenza dell Emittente da diritti di proprietà industriale e da contratti di licenza Alla data del presente Prospetto, l attività del Gruppo non dipende in modo rilevante da brevetti, licenze, processi di fabbricazione di terzi, ovvero da contratti industriali, commerciali o finanziari, singolarmente considerati. 5.5 Posizione concorrenziale del Gruppo Sulla base delle più recenti rilevazioni disponibili, tratte dalla base dati di Banca d Italia BASTRA1 al 30 giugno 2013, a livello nazionale il Gruppo raggiunge una quota di mercato pari a 1,7% per numero di sportelli, 1,5% relativamente ai depositi e circa 1,2% agli impieghi a clientela. PROSPETTO INFORMATIVO 95

96 Le quote di mercato a livello regionale risultano più elevate nelle aree di tradizionale insediamento del Gruppo. Quelle maggiormente rappresentative si rilevano in Lombardia, dove si attestano a 3,7% per numero di sportelli, 2,76% e 1,83% rispettivamente per depositi e impieghi alla clientela, ma sono ancor più significative in Sicilia, nelle aree di insediamento del Credito Siciliano S.p.A., dove la quota di mercato complessiva è pari a 8% per numero di sportelli, 7% e 7,5% rispettivamente per depositi e crediti alla clientela. Nelle Marche, Carifano, raggiunge una quota di mercato complessiva pari a 3,2% per numero di sportelli, a 4,3% e 3,7% per depositi e crediti alla clientela rispettivamente. L analisi per singola provincia evidenzia quote di mercato più che significative in Lombardia, nelle provincie di Sondrio, laddove la quota per sportelli supera il 36%, è superiore al 34% per i depositi e al 28% per gli impieghi, ma anche nelle provincie di Lecco, dove, con una quota del 7,4% per numero di sportelli, raggiunge il 13,7% per impieghi e il 9,4% per i depositi, e Como dove le quote di mercato sono pari a 6,3% per sportelli, 9,1% e 8,3% rispettivamente per impieghi e depositi. In Sicilia, percentuali altrettanto importanti si rilevano in provincia di Catania, laddove la quota di mercato per sportelli è prossima al 15%, con quote pari a 15,8% per i depositi e 12,6% per gli impieghi. Nelle Marche la provincia di Pesaro Urbino raggiunge una quota di mercato per sportelli pari al 9,7%, prossima al 15% per i depositi e di oltre 11% per gli impieghi. Di seguito si riporta una rappresentazione grafica della distribuzione degli sportelli della Banca sul territorio italiano. 5.6 Gestione del rischio Il Consiglio di Amministrazione dell Emittente ha definito le linee di indirizzo del sistema di controllo interno, in modo che i principali rischi della società e del Gruppo risultino correttamente identificati, adeguatamente misurati, gestiti e monitorati, determinando i criteri di compatibilità di tali rischi con una sana e corretta gestione dell impresa, anche alla luce di quanto previsto dalla Circolare n PROSPETTO INFORMATIVO 96

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