Rapporto ambientale Comune di Muggia (TS) 2013

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1 Come si osserva dall elaborato, le aree a maggior naturalità sono localizzate presso Punta Ronco, in connessione con la darsella di San Bartolomeo, le aree attorno alla Frazione di Zindis e Muggia Vecchia, le aree intorno al bosco di Piaso, Farnei e buona parte delle aree in prossimità del confine comunale est, in un continuum che parte dal bosco Vignano a sud per risalire verso nord al Monte d Oro. Le aree boscate e le zone umide concorrono a creare le aree a maggior valore naturalistico. La continuità delle aree a maggior valore naturalistico nel confine sud ed est del comune con le aree contermini slovene e del comune di San Dorligo della Valle/Dolina è ben visibile soprattutto lungo la darsella di San Bartolomeo, tra Chiampore e Colombano, nel valico di Santa Barbara, Rabuiese, Vignano e Monte d Oro. Come mostrato nel riquadro più piccolo della tavola, queste aree naturalisticamente di valore, se opportunamente tutelate e valorizzate, potrebbero costituire un importante collegamento ecologico con le aree già di per se tutelate all interno dei confini sloveni e della provincia di Trieste (Val Rosandra). Sulla base di queste considerazioni e tramite la sovrapposizione dei tematismi dalla carta degli habitat e della frammentazione territoriale, sarà delineata, in fase progettuale, la rete ecologica a scala comunale e sovra-comunale, al fine di preservare e valorizzare le aree maggiormente importanti dal punto di vista della salvaguardia della biodiversità ed il collegamento funzionale dei principali ecosistemi all interno ed all esterno dei confini comunali. La rete ecologica Rete Natura 2000 è il principale strumento della politica dell'unione Europea per la conservazione della biodiversità. Si tratta di una rete ecologica diffusa su tutto il territorio dell'unione, istituita ai sensi della Direttiva 92/43/CEE "Habitat" per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario. La rete Natura 2000 è costituita da Zone Speciali di Conservazione (ZSC) istituite dagli Stati Membri secondo quanto stabilito dalla Direttiva Habitat, e comprende anche le Zone di Protezione Speciale (ZPS) istituite ai sensi della Direttiva 79/409/CEE "Uccelli". All interno del territorio comunale non insistono aree SIC e ZPS.; si segnala comunque la presenza di un sito oggetto di studi da parte della Società Italiana di Biologia Marina e dell Università di Trieste relativo ad un proposto sito Natura 2000 marino presso Punta Sottile Area proposta come Sito Natura 2000 dalla Società Italiana di Biologia Marina e dall Università di Trieste (non ufficializzata) fonte: comunicazione della Direzione centrale risorse rurali, agroalimentari e forestali - Servizio caccia, risorse ittiche e biodiversità 119

2 Nell area vasta sono presenti invece il SIC IT Carso Triestino e Goriziano e la ZPS IT Aree carsiche della Venezia Giulia (localizzati ad una distanza di circa 3 Km in linea d aria), in parte ricadenti nel territorio comunale di San Dorligo della Valle-Dolina e Trieste. All interno del territorio sloveno, nell area vasta, sono presenti il SIC SI Debeli Rtiè klif (a circa 2 km dal confine sud di Muggia), il SIC SI Ankaran - Sv. Nikolaj (a circa 3.5 Km dal confine sud di Muggia), il SIC SI Kras ( a circa 3 Km dal confine est di Muggia) e la ZPS SI Kras. Aree SIC e ZPS nell area nazionale Aree SIC e ZPS nell area nazionale ed oltre confine 120

3 La necessità di tutela, salvaguardia e valorizzazione di aree importanti sotto il profilo naturalistico anche all interno del comune di Muggia, ha portato, in sede di analisi propedeutiche alla redazione del nuovo PRGC, alla redazione della Carta della rete ecologica (Tav. 8.1), basata sulle considerazioni effettuate su habitat, uso del suolo e valore naturalistico. Sono stati individuati i seguenti elementi della rete: 1. Aree nucleo (core areas): rappresentano gli ecosistemi più significativi, dotati di un elevata naturalità; costituiscono l ossatura della rete. 2. Aree tampone (buffer zones): aree contigue alle aree nucleo, svolgono una funzione di protezione con una sorta di effetto filtro. 3. Stepping stones: aree dotate di elevata naturalità ma isolate dalla matrice territoriale prevalente e di superficie ridotta. 4. Corridoio ecologico primario (Rio Ospo): corridoio ecologico fluviale rappresentato dal Rio Ospo, di fondamentale importanza per il movimento delle specie e per il mantenimento della funzionalità degli ecosistemi da esso attraversati. 5. Corridoi ecologici primari: porzioni continue di territorio naturale o semi-naturale che connettono aree dotate di elevata naturalità (aree nucleo, stepping stones). Il tematismo rappresenta una schematizzazione delle principali connessioni fisiche e funzionali presenti all interno del territorio comunale ed extracomunale. 6. Ambiti di potenziale completamento della rete ecologica: porzioni più o meno continue di territorio naturale o semi-naturale che possono concorrere a potenziare il sistema della rete ecologica. Di seguito si riporta un estratto della tavola: Estratto della Tav. 8.1 Rete ecologica intorno all area del bosco di Farnei 121

4 7.5 Paesaggio extraurbano ed urbano, elementi storico-culturali Come sottolineato dalla Convenzione Europea del Paesaggio del Consiglio d Europa (CEP) (AA.VV. 2000), il paesaggio svolge un importante funzione di interesse generale in ambito culturale, ecologico, ambientale e sociale e costituisce, a sua volta, un importante fattore di qualità della vita e del benessere individuale e collettivo. Nell ambito di politiche di azione e conservazione del paesaggio risulta necessario definire strategie per la partecipazione attiva alla tutela ed alla gestione del paesaggio, tra cui: riconoscere identità ed appartenenze al paesaggio comprendere e recepire il valore del paesaggio evidenziare le possibili alternative allo sfruttamento irreversibile del territorio Conservare l autenticità del paesaggio non significa mantenerlo intatto, poiché esso è di per sé qualcosa di dinamico, capace di assimilare ed integrare nel tempo le modificazioni naturali ed antropiche. Quando le modifiche ad opera dell uomo sono troppo repentine o di forte impatto, si assiste però ad una distruzione di qualsiasi identità paesaggistica, che porta ad una perdita dell identità di territorio, a seguito di fenomeni quali l urbanizzazione diffusa e l intensivizzazione delle pratiche agricole. Nel contempo si assiste da tempo all abbandono delle pratiche zootecniche ed agricole nelle aree di collina e montagna di tutta l area mediterranea, in particolar modo Alpi ed Appennini. Ciò comporta il ritorno spontaneo del bosco e di cespuglieti con conseguenze sensibili sulla qualità paesaggistica, sulla sicurezza del territorio e sulla biodiversità (Sitzia et al. 2011). Le aree rurali assumono un importanza multifunzionale non solo sotto il profilo ecologico ma anche per le potenzialità collettive ed identificative delle popolazioni locali, e per la loro funzione agricola ed ambientale. Questi elementi hanno messo in evidenza l importanza di un ritorno verso un agricoltura agroecosistemica capace di dare nuova legittimazione all attività agricola al di la della produzione di alimenti: produzione di paesaggio, impiego, trattamento dei rifiuti, produzione energetica, e di servizi legati al turismo ed al tempo libero. Anche la comunità europea si sta orientando in questo senso; l Agenda 2000, la riforma della PAC (Politica Agricola Comune), il Piano di Sviluppo Rurale ( ) mettono in evidenzia il cambio di rotta, l importanza di un agricoltura integrata e la necessità di azioni volte allo sviluppo rurale e non solo dell agricoltura. Ad oggi il Piano Paesaggistico della Regione Friuli Venezia Giulia è in fase di redazione; strumento di supporto per la redazione del piano è L'atlante fotografico degli ambiti paesaggistici, il quale inserisce il territorio comunale all interno dell ambito di paesaggio AP31 denominato La costiera triestina e Muggia. Tra i valori dell ambito viene sottolineata la leggibilità dei propri caratteri morfologici e litologici (in particolare i fenomeni carsici epigei). Vi si riscontra inoltre la presenza diffusa di centri storici rilevanti sia per l impianto urbano, sia per il patrimonio edilizio, nonché la permanenza di opere di terrazzamento tradizionali sui versanti collinari costieri. Si segnala inoltre la presenza di aree ad elevata naturalità e di pregio agricolo, anche se frammentate dalla matrice urbanizzata. Tra le criticità troviamo la scarsa qualità degli insediamenti industriali e artigianali, e parimenti una bassa qualità dell architettura e dell edilizia più recenti. Una scarsa attenzione poi è riservata al contesto paesaggistico (ad esempio viene sottolineata la prossimità di aree produttive e commerciali e della relativa rete viaria ad aree ad elevato pregio ambientale e paesaggistico). Da ultimo si sottolinea la presenza di urbanizzazione diffusa nell area collinare tra Punta Ronco e Muggia, con effetti negativi sul paesaggio agro-forestale dell area. 122

5 Sezione diagrammatica degli elementi caratterizzanti della costiera Muggesana [Fonte: Atlante fotografico degli ambiti paesaggistici ] 123

6 Si riportano di seguito una serie di immagine relative al territorio comunale suddivise per caratteri naturali, caratteri agricoli e caratteri insediativi-strutturali: Caratteri naturali a) Vegetazione semi-naturale sopra Punta Ronco b) Paesaggio forestale sopra Santa Barbara a) b) Caratteri agricoli a) Uliveti terrazzati sopra il Lazzaretto b) Piccoli appezzamenti agricoli presso le Noghere Caratteri insediativi ed infrastrutturali a) Muggia b) Strada per Lazzaretto a) b) a) b) Esempi di caratteri distintivi del territorio comunale Caratteri insediativi ed infrastrutturali Due principali aree urbanizzate, ovvero Muggia (affacciata sulla baia omonima, al centro del territorio comunale) ed Aquilinia (nella porzione nord-est del territorio). La prima, nel corso degli anni, si è espansa sia lungo la costa, sia verso l interno collinare, formando in molte situazioni un unicuum residenziale con le varie frazioni del territorio comunale, quali Chiampore, Zindis, Santa Barbara ed altre. L area industriale e commerciale del comune si presenta come un area compatta che parte dalla Valle di Zaule fino alla foce del Rio di Ospo. In particolar modo si evidenzia l adiacenza della stessa con l abitato di Aquilinia e con le aree maggiormente naturali dei laghetti delle Noghere, del bosco Vignano e del Monte d Oro; Il sistema viario, caratterizzato dal passaggio in direzione nord-sud nella parte orientale del comune dalla direttrice SS15 Lacotisce-Rabuiese, che costituisce la diramazione a carreggiate separate ed a due corsie per senso di marcia della strada statale n 202 verso il confine sloveno ed il relativo sistema autostradale (direttrice A1 Lubiana-Capodistria); la rete viaria provinciale è invece caratterizzate da sei arterie quali la SP 13 di Caresana (SP 12B - ponte torrente Rosandra - bivio di Baredi - Caresana - Crociata di Prebenico - Noghere), la SP 14 di Muggia (Aquilinia - Muggia - San Rocco - Punta Ronco - Punta Sottile - Lazzaretto - 124

7 confine di Stato di San Bartolomeo), la SP 15 delle Noghere (Rabuiese - Farnei - SP 14), la SP 16 di Santa Barbara e Girone di Santa Barbara (Muggia SP 14 - confine di Stato di Santa Barbara), la SP 17 di Chiampore e Girone di Chiampore (San Rocco SP 14 - Zindis - San Floriano - confine di Stato di Chiampore), e la SP 25 di Chiampore. un area estrattiva attiva in località Rabuiese (cava ex Gorlato ); presenza, lungo la linea di costa, di diverse aree fortemente antropizzate, quali aree portuali, commerciali e residenziali, parzialmente attenuate nell area compresa tra porto San Rocco a Punta Sottile e da Punta Sottile al valico di San Bartolomeo (eccezion fatta per l area militare del Lazzeretto). Territorio naturale e seminaturale I principali corsi d acqua e canali tra cui il rio Almerigotti, il torrente Pisciolon, il rio Ospo. Lungo il Rio Ospo in particolare si segnala la presenza di fasce tampone risalenti fino ai laghetti delle Noghere; Le aree boscate principali: il Monte d Oro e il Bosco Vignano nella parte orientale, adiacenti al confine comunale. Il Bosco di Farnei, di Piaso e di San Rocco nella parte centrale del territorio; i primi due in particolare si inseriscono all interno delle aree residenziali esistenti come cunei verdi. Il terzo si colloca come un isola all interno della matrice urbanizzata. Infine il bosco di Punta Ronco e le aree attorno a Punta Sottile nella porzione occidentale del territorio; Le lande ed i cespuglieti, distribuiti all interno di tutto il territorio comunale come piccole tessere circondate da matrice boschiva o coltivata. Nella maggior parte dei casi rappresentano fasi di evoluzione naturale di aree un tempo coltivate o pascolate, che, in base allo stadio di avanzamento del bosco, possono presentare facies differenti (date dal grado di evoluzione del bosco). Territorio agricolo Gli uliveti, localizzati principalmente nella porzione collinare interna del comune. Trattasi di aree molto frammentarie spesso in adiacenza ad aree urbanizzate; I vigneti, localizzati principalmente nella porzione sud del territorio. L area maggiormente estesa è localizzata nella Darsella di San Bartolomeo, in continuità con i vigneti dell area slovena adiacente; Bassissima percentuale di aree a seminativo. Trattasi per lo più di appezzamenti ad uso familiare di piccolissime dimensioni e frammentari all interno del territorio comunale. le mitilicolture: l attività mitilicola mentre presenta discutibili elementi di paesaggio per le strutture galleggianti, dal punto di vista subacqueo contribuisce in maniera predominante sulle dinamiche di colonizzazione. Da secoli è noto che qualsiasi manufatto immerso in mare in breve tempo si ricopre di organismi sessili, tale è la concentrazione di animali allo stadio larvale e giovanile presenti nella colonna d'acqua. 125

8 I tipici muretti in pietra arenaria, recenti e antichi, nel territorio comunale In sede di elaborazione della variante al PRGC, è stato effettuato uno studio specifico sulla frammentazione del paesaggio muggesano (Tav. 6.4): l elaborato analizza gli elementi che concorrono alla frammentazione del paesaggio periurbano e gli elementi di continuità territoriale. Tra gli elementi di frammentazione territoriale sono stati rilevate le reti stradali principali, le aree industriali e commerciali, l edificato consolidato/diffuso e le cave. La matrice agricola e naturale del territorio è stata invece identificata come elemento di continuità ed integrità paesaggistica. La sovrapposizione di questi elementi contrapposti ha permesso di rilevare alcuni varchi, ovvero aree di continuità di territorio naturale e/o agricolo. Estratto della Tav. 6.4: vengono indicati i principali elementi caratterizzanti l elaborato Le trasformazioni che interessano il paesaggio periurbano hanno spesso provocato considerevoli frammentazioni ed alterazioni dei sistemi costruttivi storici e della tessitura territoriale passata. Tali caratteri strutturali spesso connotavano anche percettivamente il paesaggio, rendendolo di particolare interesse estetico. Soprattutto nelle aree periurbane si osserva una notevole perdita di qualità del paesaggio agrario, dovuta spesso alla mancanza di reti e di sistemi in grado di mantenere riconoscibili la tessitura costruttiva e le diverse unità di paesaggio, con particolare interesse al paesaggio agrario e naturale, connesse al paesaggio periurbano. L elaborato evidenzia proprio la frammentazione del territorio muggesano dovuta in primis all urbanizzazione diffusa che si espande dal centro storico di Muggia verso sud, 126

9 connettendosi senza soluzione di continuità con le maggiori frazioni dell area (Porto San Rocco, Chiampore, Santa Barbara), poste nelle aree collinari. Il profilo della costa poi regala lembi di territorio naturale solo nell area compresa tra Punta Ronchi e Punta Sottile. Elemento di forte impatto paesaggistico e di frammentazione territoriale è rappresentato poi dall area industriale (insieme alla autostrada A1 ed alla SS 15), la quale spezza in due netti tronconi le aree agricole e naturali delle Noghere e del Bosco Vignano con quelle del Rabuiese e del Monte Castellier. Elementi storico-culturali Cenni storici 5 Sul colle (m. 172), chiamato Muggia Vecchia, ad occidente della odierna Muggia, vanno ricercate le prime tracce della vita dell abitato. Come è avvenuto per molti centri istriani, passati da castelliere preistorico a castellum romano e a rocca feudale, è probabile che il primo insediamento di Muggia appartenga alla civiltà dei castellieri, largamente documentati nella regione e negli immediati dintorni del territorio; ma la mancanza di scavi sistematici non permette più ampie considerazioni. Solo dopo la fondazione della nuova colonia di Aquileia (181 a.c.) e la conquista romana dell'istria ( a.c), la Venezia Giulia e con essa Muggia entrano nell'età storica. Lento e secolare fu in queste terre il processo di assimilazione alla romanità, dovuto alla presenza e l'azione della colonia di Aquileia, e al prestigio morale e la potenza anche materiale della chiesa aquileiese su tutta la regione giulia, fino all'alba del '400. Il primo documento in cui appare il nome di Muggia nel Medioevo è il diploma del 931, con cui i re d'italia Ugo e Lotario fecero completa donazione del «castellum quod dicitur Mugla» al patriarca di Aquileia; da quel momento Muggia rimase soggetta al dominio temporale dei patriarchi fino al 1420, quando ad esso si sostituì la sovranità della Serenissima; qui nel 1256 si costituì il comune e il gastaldo del patriarca fu sostituito da un podestà eletto dal consiglio cittadino, mentre il più antico codice degli Statuti risale alla prima metà del sec. XIV. Nel 1420, crollato il potere temporale dei patriarchi, Muggia sottoscrisse l'atto di dedizione a Venezia, che s'impegnò a osservare gli Statuti e le consuetudini della Terra. Da questo momento sul contestato confine della Rosandra si affrontano due potenze: l'austria, signora della Contea d'istria (Istria interna), di Trieste e Duino, e Venezia, dominatrice del Marchesato istriano (Istria costiera). Per Muggia cominciarono così anni di floridezza e prosperità, grazie al commercio del sale con la Carniola, anche se non mancarono gravi vertenze con Trieste per i confini e per il possesso delle saline nella piana di Zaule, di cui Venezia si dimostrava gelosissima. Veduta di Muggia del sec. XVIII - dalle «Memorie» di P. Petronio (sx) ed estratto (nucleo storico di Muggia) della Carta Corografica del Litorale riconducibile alla prima metà dell Ottocento (dx). 5 La parte storica introduttiva è tratta da Cuscito (1971) 127

10 La creazione successiva del porto franco di Trieste per opera di Carlo VI, il progressivo tramonto della potenza veneta e l'esclusivo favore rivolto da Venezia a Capodistria contribuirono al declino della vita muggesana. Caduta la Repubblica di Venezia (1797), Muggia con l'istria venne ceduta all'austria, che, con l'intervallo napoleonico degli anni , vi dominò fino al 1918, quando la provincia entrò a far parte del Regno d'italia. In seguito al Memorandum di Londra (1954), Muggia rimane l'ultimo lembo di terra istriana entro i confini nazionali. Durante la dominazione austriaca Muggia dovette subire anche la soppressione delle saline; all'economia muggesana non restava ormai che la pesca e l'agricoltura, essendo ridotti anche i traffici col retroterra. Allora andò sviluppandosi l'industria della pietra, cavata dalle stratificazioni di arenaria (masegno) di cui è ricco il sottosuolo del territorio. Pur soffocata dall'evoluzione di Trieste, Muggia riuscì ad inserirsi egregiamente nello sviluppo industriale: nel venne istituito il Collegio accademico dei Cadetti (Squero dei Cadetti), dove vennero costruite diverse navi da guerra; nel 1858 fu aperto il Cantiere S. Rocco sul posto dell'omonima chiesa, costruita nel 1630 in seguito a una grave pestilenza (la chiesa fu demolita e fu edificata l'attuale nelle immediate vicinanze). Per Muggia tornarono tempi floridi e, a protezione dell'industria navale muggesana, il governo austriaco munì la città di quattro fortezze: una sopra la collina prospiciente San Rocco, un'altra a Zindis, una terza sulla collina di S. Michele e la quarta in località Ronchi. Ma sul finire del secolo gran parte dei lavori vennero trasferiti al Cantiere S. Marco di Trieste ed a Monfalcone, provocando il declino industriale della cittadina, che si distinse sempre per l'elevato livello delle sue maestranze. Fino alla prima guerra mondiale pochi edifici furono costruiti fuori le mura. L'annessione all'italia segna una effimera ripresa dell'attività industriale, che si riflette anche in una moderata espansione edilizia. L'espansione più massiccia di Muggia, però, si ebbe solo nel secondo dopoguerra, con la costruzione di interi quartieri. Principali valenze storico-culturali Tra i siti archeologici degni di nota, si riportano: il castelliere di Elleri ed altri reperti sul Monte Castellier, nei pressi di Santa Barbara; la necropoli di Santa Barbara, ben discosta dal castelliere, che risale alla prima Età del Ferro; i resti di ville romane; la necropoli del Monte San Michele (vetta a Ponente del Monte Castellier); Il castelliere di Elleri (sx) e la necropoli del Monte San Michele (dx) [fonte: 128

11 Il parco archeologico di Muggia vecchia, dove si trova la basilica romanica dei Santi Ermacora e Fortunato (secc. IX-XII) o di Santa Maria Assunta (con portichetto recente e campanile a pianta quadrata). È il monumento di maggior prestigio culturale della zona. Della parte vecchia dell attuale Muggia, si riportano: Il Mandracchio, ovvero la piccola darsena; Piazzetta Guglielmo Marconi; il Duomo gotico (risalente al sec. XV); la Chiesa di s. Giovanni e Paolo ; il Palazzo dei Rettori, d origine quattrocentesca, oggi sede municipale; il castello di Muggia, nella calle omonima, risalente al XIV sec (sottoposto a vincolo ai sensi della 1089/39 Norme in materia di tutela delle cose di interesse artistico e storico ); le mura cinquecentesche (sottoposto a vincolo ai sensi della 1089/39 Norme in materia di tutela delle cose di interesse artistico e storico ). La Chiesa di Santa Maria Assunta e il Duomo di Muggia Nei dintorni del centro storico degna di nota è la chiesa di San Francesco (sottoposto a vincolo ai sensi della 1089/39 Norme in materia di tutela delle cose di interesse artistico e storico ), di origine quattrocentesca (unico esempio di architettura francescana di tal epoca nel territorio di Trieste), dotata di facciata a capanna, muratura a vista, portale sormontato da un arco a sesto acuto e da un occhio di modesta dimensione. Infine si segnalano le vestigia di fortificazioni veneziane che sorgono tra Muggia e Lazzaretto di San Bartolomeo (Forte Olmi, etc.). Tra gli elementi più recenti caratterizzati da una forte valenza storico-culturale, si riportano: Monumento ai caduti della Resistenza, nella parte alta di Santa Barbara (un monumento realizzato nel 1974 e che ricorda i nomi di 27 abitanti del borgo che morirono nell atto di resistere alle truppe nazifasciste tra il 1942 e 1945); Lavatoio di Santa Barbara (Edificato durante il Novecento e sistemato negli anni 70, quello di Santa Barbara usufruisce dell acqua della cisterna adiacente). 129

12 Lavatoio di Santa Barbara (sx) e Monumento ai caduti della Resistenza (dx) Si riportano infine le aree sottoposte a vincolo paesaggistico (ai sensi dell'art.136 D.Lgs 42/2004) del territorio comunale: Zone vincolate ai sensi dell'art.136 D.Lgs 42/2004 nel territorio comunale di Muggia [Fonte: webgis FVG] 130

13 Unità di Paesaggio del territorio comunale A seguito dell'esame della documentazione soprariportata e di sopralluoghi sul campo, in sede di redazione del nuovo PRGC, è stata formulata la suddivisione per paesaggio del territorio comunale di Muggia per componenti naturali, antropiche e culturali, sintetizzate in un unico schema generale. In tal modo sono state individuate dodici Unità di paesaggio e sono state formulate per ogni Unità una scheda sintetica che riporta anche una valutazione sugli elementi prevalenti di valore e di disturbo paesaggistico. Di seguito si riporta lo schema generale con le varie componenti caratterizzanti ciascuna unità (per approfondimenti si faccia riferimento all Elaborato di piano 06d UdP). UdP all interno del territorio comunale [Fonte: Elaborato di piano 06d UdP] 131

14 SCHEMA GENERALE DELLE UNITA' DI PAESAGGIO DI MUGGIA UNITA' DI PAESAGGIO e codice PUNTA OLMI - PUNTA SOTTILE DARSELLA - LAZZARETTO - CHIAMPORE BOSCO DELLA LUNA - ZINDIS - FONTANELLA COSTA URBANIZZATA CENTRO STORICO ESPANSIONE DIFFUSA ESPANSIONE DENSA ESPANSIONE RADA - PISCIOLON, CEREI, PIASÒ BOSCO DI FARNEI - S. BARBARA - S. ANDREA ZONA INDUSTRIALE, ARTIGIANALE, COMMERCIALE VIGNANO - MONTE D ORO - LAGHETTI ZAULE - AQUILINIA Forma del rilievo - rilievo fortemente acclive X X X X X - rilievo mediamente acclive X X X X X X X - rilievo ondulato, poco acclive X X X X X X X X X - assenza di rilievo X X X X X ANALISI per componenti PREVALENTI e CARATTERIZZANTI del paesaggio componenti naturali Idrografia Copertura vegetale - corsi d'acqua incisi in valli strette X X X X X X - corsi con acqua superficiale in valli larghe V V - specchi d'acqua artificiali V - assente in superficie X X X X - boschi di latifoglie V V V X V V - pinete d'impianto X V - macchie e popolamenti arbustivi termofili V X V X V X - prati aridi V V V V - vegetazione dei luoghi umidi X V V - vegetazione invasiva (robinia, ecc..) X X X X X X D

15 (segue) ANALISI per componenti componenti antropiche PREVALENTI e CARATTERIZZANTI del paesaggio SCHEMA GENERALE DELLE UNITA' DI PAESAGGIO DI MUGGIA (segue) Colture ed elementi del paesaggio rurale Tipologie insediative Tipologie edilizie e funzionali - colture orticole, seminativi, frutteti X X X X X X V X - oliveti V V V V V V V - vigneti V V V V V V V - incolti e coltivi in abbandono D D D D D X - siepi e formazioni lineari V V V X V - gruppi arborei ed alberi isolati V V V V V V V - terrazzamenti e manufatti minori V V V V V V V V - attorno ad un centro X X V X X X - lineare X X X X X - sparsa X X X X X X X - in piano X X X X X - su versante D X X D D X X X X X - sul crinale X X X X X - storica o tradizionale conservata V V - storica o tradizionale trasformata X X X X X - in abbandono D D X D - mono-bifamiliari su lotto singolo X X X X X X X - plurifamiliari a schiera D X X X X X X X - plurifamiliari a torre D X X X X - plurifamiliari in linea o a blocco D D D - servizi alla residenza, sport X X D - strutture commerciali X X X - industria, artigianato, portualità, cantieristica X X D - ricettività: alberghi, ristoranti, campeggi, bagni,. X X X X - diporto, rimessaggio X X X X

16 segue) ANALISI per componenti PREVALENTI e CARATTERIZZANTI del paesaggio (segue) componenti antropiche componenti culturali e simboliche SCHEMA GENERALE DELLE UNITA' DI PAESAGGIO DI MUGGIA (segue) Emergenze, riferimenti visivi Reti Vedute a mare Tutele di Legge Cultura, scienza storia, Località nella memoria collettiva, fruizione di luoghi, aspettative - chiese V X V V - edifici storici V V V V X - siti preistorici, archeologici, paleontologici,... V V V V V - emergenze contemporanee X X - grande viabilità, tratti ferroviari X X - principale carrabile X X X X X X X X X X X - secondaria carrabile X X X X X X X X X - reti minori (sentieri, ciclabili, pedonali,...) V V V X V V V V V V V X - reti energetiche aeree, ripetitori D D D D D - verso Porto e zona industriali X X X X X X X D X D - verso il mare aperto V V - verso Punta grossa e la Slovenia V V - mitilicoltura X X - vincoli paesaggistici e monumentali V V V X V X X V V V V - vincoli idrogeologici e ambientali X X X X X X X X X X X - luoghi della storia V V V V X - luoghi della cultura e dell'arte V - luoghi di interesse scientifico X V V - identità tradizionale dei luoghi conservata V V V X V X X - identità dei luoghi trasformata o assente X D D X X X X - luoghi della frequentazione, itinerari V V X X V X V V - presenza di verde ornamentale e urbano X X X X X X - luoghi oggetto di aspettative X X X X Legenda : gli elementi che compongono le singole Unità di paesaggio sono segnati con: V, se considerati elementi di valore paesaggistico D, se considerati elementi di compromissione del paesaggio (detrattori) X, se presenti senza particolari valutazioni

17 7.6 Agricoltura Caratteri generali del comparto agro-forestale triestino 6 Le peculiari caratteristiche pedomorfologiche della superficie agraria e forestale della provincia di Trieste hanno originato una serie di vincoli tali da configurare le attività agricole, sotto l'aspetto meramente economico, come attività marginali. Numerose sono le cause che spiegano questa situazione del settore primario ed il suo rapido e continuo regresso: l'elevato disordine fondiario (polverizzazione e frammentazione aziendale), la limitata produttività di larga parte dei suoli, la mancanza totale o quasi, di acqua irrigua, la costante diminuzione della forza-lavoro a favore dei settori extragricoli, le carenze della viabilità rurale interpoderale. La stessa espansione degli insediamenti abitativi e di quelli produttivi extragricoli, ha determinato un arretramento delle attività agricole su terreni poco fertili. Tutto ciò deriva, anche, da una concezione dell'agricoltura come attività svolta su superfici residuali, destinate all'uso agricolo, soltanto se non interessate da insediamenti produttivi di tipo extragricolo o da insediamenti residenziali. Composizione del Valore Aggiunto per settore (2006) [Fonte: Infocamere 2008] Nonostante queste tendenze complessivamente negative, non si possono ignorare, nel contesto di una globale situazione di declino demografico ed economico del comprensorio giuliano, alcuni segmenti carichi di potenzialità evolutive che, anche nell'agricoltura locale, presentano significativi segnali di dinamismo imprenditoriale. Si fa riferimento, da una parte, agli ordinamenti produttivi specializzati in orticoltura, floricoltura e nel settore vitivinicolo ed in quello olivicolo (ordinamenti che permettono ancora il raggiungimento di margini reddituali comparabili con quanto offerto dalle attività extragricole e che godono di ampie prospettive di sviluppo) e dall'altra al ruolo che da sempre 6 Estratti da: AA.VV

18 l'agricoltura triestina svolge nella tutela e nella valorizzazione delle risorse naturali, aspetto questo di fondamentale importanza. Attualmente il settore olivicolo triestino è stata insignito del marchio di qualità DOP (DOP Tergeste) e quello vitivinicolo, della denominazione DOC Carso, che interessa una grande varietà di vini bianchi e rossi della zona, i più importanti dei quali sono la Malvasia istriana, il Terrano e la Vitovska. Come riportato dal grafico seguente, il numero di aziende agricole operanti nel territorio triestino si è ridotto progressivamente tra gli anni 80 e 2000; in controtendenza risulta invece la superficie media delle aziende. I dati del censimento ISTAT del 2010 infine riportano un numero di aziende pari a Numero Aziende Azienda SAU Trend del numero di aziende e della SAU tra il 1982 ed il 2000 (a sx) e trend della superficie media aziendale (a dx) in provincia di Trieste(Fonte: rielaborazione dati ISTAT) Per quanto riguarda l attività agrituristica, essa si è sviluppata, all'interno delle disposizioni normative regionali (da ultimo la LR 25/96 e relativo regolamento) secondo una fisionomia specifica. In particolare, rispetto a quanto rilevabile nelle aree friulane, il Carso presenta una situazione meno diversificata, legata quasi esclusivamente alla vendita di prodotti propri ed alla ristorazione. Il motivo di tale caratteristica è da ricercare nelle sue stesse origini: l'azienda agrituristica carsica nasce quasi sempre dall'evoluzione e dalla crescita dell'osmiza, a cui è accordata la possibilità, solo in certi periodi dell'anno, di organizzare un'attività di ristorazione basata unicamente sulla somministrazione del proprio vino sfuso e di cibi freddi. Anche questo tipo di attività integrativa dei redditi agricoli potrà, però, nel prossimo futuro vedere fortemente ridiscusso il proprio ruolo e la proprio esistenza in seguito all'applicazione di norme igienico-sanitarie. Per quanto attiene al patrimonio forestale occorre ricordare come questo, per tipologia produttiva e limitatezza, non è tale da dar vita ad una filiera del legno e pertanto tale risorsa assume il carattere di componente di un più generale agroecosistema ambientale in grado di fornire servizi pubblici di tipo ambientale e ricreativo. La presenza nell area di aree boscate viene influenzata dagli interventi dell Ispettorato Provinciale delle foreste in merito alla gestione del patrimonio forestale, anche nell ambito del processo di sostituzione di pinete con piante autoctone. L attività zootecnica, ormai in fase di progressivo abbandono, è stata recentemente rivalutata con finalità ambientali, prospettando l introduzione di ovini (pecora Carsolina) in aree di landa carsica al fine di conservare tale habitat, impedendo il rimboschimento incontrollato. Tale erbivoro presente nelle zone carsiche interne potrebbe venir introdotto 136

19 in alcuni appezzamenti a landa, presenti soprattutto, nel comune di Duino-Aurisina, anche limitatamente ad alcuni periodi dell anno. L agricoltura muggesana L'azienda agricola tipica del Muggesano sia sostanzialmente un azienda condotta direttamente dal coltivatore (che è anche imprenditore - capitalista), su terreni principalmente di proprietà, coadiuvato da familiari ed affini, in una forma di gestione aziendale perlopiù a tempo parziale. Nel Comune di Muggia, si è inoltre concretizzata un'ulteriore tendenza, che peraltro può dirsi abbastanza generalizzata in tutto il territorio nazionale, sebbene in forma più ridotta: la maggior parte delle aziende agricole situate nel territorio comunale ha una superficie aziendale totale inferiore ai due ettari, e tale valore si è incrementato dagli anni 70 ad oggi Muggia San Dorligo della Valle - Dolina Trieste 5 0 Numero di aziende per classe di superficie coltivata nel comune di Muggia e nei comuni limitrofi (Fonte: nostra rielaborazione di dati ISTAT 2010) Ciò delinea una tendenza sempre maggiore alla frammentazione fondiaria, il che si pone senz'altro in contrasto con la volontà, perseguita già a livello nazionale, di attuare un'agricoltura moderna, intensiva, adeguatamente meccanizzata e sufficientemente remunerativa per il coltivatore. Bisogna tuttavia ricordare che l'aumento della frammentazione fondiaria è avvenuto specialmente a causa della fortissima riduzione negli ultimi decenni della superficie agricola complessiva del Comune (al netto di altri terreni e del patrimonio boschivo), riduzione causata chiaramente da un incremento dell'urbanizzazione nel Comune (si veda il cap ), ma anche da una progressiva e massiccia uscita di occupati dal settore primario, settore ormai considerato del tutto marginale in termini occupazionali. L area muggesana, d altrocanto, si caratterizza per buoni livelli qualitativi delle produzioni agricole: se è vero che in generale l apporto in termini di valore aggiunto di questo comparto viene considerato residuale, è tuttavia da sottolineare come le produzioni insediate sul territorio siano caratterizzate da pregio e possibilità di competere qualitativamente con 137

20 altre più note zone di produzione nazionali. Il V Censimento dell Agricoltura registra 99 aziende agricole nel territorio di Muggia, di cui 84 dedite alla vendita totale o parziale dei propri prodotti (AA.VV. 2004). Ricordiamo in questa sede le produzioni dell olio, ormai riconosciuto di ottimo livello su scala nazionale, e il comparto vitivinicolo, in forte espansione soprattutto per quanto riguarda le produzioni di qualità (ISTIEE 2009). L'olivicoltura di tutto il territorio muggesano sta sicuramente vivendo un momento attuale caratterizzato da una sempre più consistente espansione in termini di superfici olivate (dove ciò sia geograficamente e pedologicamente possibile), ma soprattutto in termini di aumento del numero di piante coltivate in modo razionale e produttivo, sia intensificando gli impianti produttivi già esistenti sia investendo in nuove piantagioni di olivi mediante riconversioni di terreni adibiti precedentemente ad altre tipiche coltivazioni arboree che negli ultimi tempi, sul suolo muggesano, stanno decisamente segnando il passo (una fra queste e senza dubbio la coltura vitivinicola). Nuovi incrementi colturali olivicoli si stanno susseguendo ogni anno in varie zone del territorio del Comune (significativi in merito sono i recenti impianti in località Pisciolon e sul versante del Monte d'oro in località Noghere), a testimonianza che pure i locali agricoltori individuano attualmente nell'olivo una coltivazione agricola ad elevato valore aggiunto, in grado di fornire un reddito ben superiore a quello ritraibile dalle altre, le quali inoltre spesso necessitano di cure e lavorazioni periodiche maggiori di quanto richiesto dall'olivo stesso; tanto più che pure l'alto standard qualitativo dell'olio extra vergine del luogo sembra essere una garanzia di facile commercializzazione del prodotto sui mercati zonali, seppur questa venga tuttora attuata in maniera a dir poco artigianale in forma di produzione sfusa, e quindi sprovvista di quelle particolari caratteristiche di appeal che rendono esteticamente migliore un prodotto di già elevate peculiarità di tipo qualitativo (Colombo 2003). I dati del censimento ISTAT 2010 riportano una fotografia dello stato di fatto del territorio agricolo muggesano: Ripartizione percentuale dei seminativi, delle colture legnose agrarie e di altre colture all interno del comune (Fonte: rielaborazione dati ISTAT 2010) 138

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