10. Le politiche attive del lavoro e i centri per l impiego

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1 10. Le politiche attive del lavoro e i centri per l impiego a cura della Provincia di Treviso, Settore Lavoro, Sociale e Formazione Professionale 1. I servizi a supporto del territorio provinciale, erogati oltre a quelli di stretta competenza dei centri per l impiego L evoluzione normativa del collocamento iniziata alla fine degli anni 90, descritta nei precedenti Rapporti dell Osservatorio e nella documentazione pubblicata da Formez Pa-Centro servizi, assistenza, studi e formazione per l ammodernamento delle pubblica amministrazione 1, ha tracciato un sistema complesso caratterizzato dalla compartecipazione di più soggetti pubblici su diversi livelli di governo (nazionale, regionale, locale). L intento perseguito dalle riforme normative è stato duplice: l apertura ai privati dell esercizio della funzione di intermediazione del lavoro e il decentramento territoriale della gestione diretta dei servizi pubblici per l impiego attraverso l attribuzione di ulteriori funzioni, legiferate a livello nazionale e recepite dalla legislazione regionale, che ha rafforzato il ruolo delle province. Con la riforma del Titolo V del 2001 e la legge Biagi del 2003, alle regioni è stata attribuita la competenza sui servizi per l impiego (con conseguenti poteri di programmazione e ampie deleghe nella definizione di funzioni e servizi da erogare) e la regolamentazione del ruolo dei soggetti privati che possono operare sul mercato dei servizi per il lavoro. Tale riforma ha determinato una gestione disomogenea dei servizi per l impiego a livello delle singole realtà regionali. L Amministrazione provinciale di Treviso attraverso i 6 centri per l impiego in cui è suddiviso il territorio eroga servizi e politiche attive in materia di lavoro, ulteriori rispetto a quelli contemplati dalla normativa come essenziali, volti a dare risposte concrete alle esigenze emergenti dettate da un contesto economicooccupazionale in continua evoluzione. A supporto del territorio provinciale, oltre ai servizi previsti dagli obblighi normativi di stretta competenza ed in un contesto istituzionale incerto caratterizzato da un significativo taglio di risorse, allo stato attuale la Provincia di Treviso si impegna comunque a garantire i seguenti servizi a supporto del territorio locale: - redazione e pubblicazione di guide/manuali per la ricerca di lavoro 1. Si veda in particolare il Manuale operativo 34 Organizzazione e governance dei servizi per il lavoro. 217

2 - redazione trimestrale del bollettino statistico riportante dati economicooccupazionali locali e sua pubblicazione nel sito - monitoraggio mensile dei servizi erogati dal settore Lavoro, sociale e formazione professionale per una valutazione periodica sistematica del raggiungimento degli obiettivi nei confronti dell utenza - supporto a comuni/cooperative/enti/associazioni nel dare tempestiva risposta alle distinte richieste di dati e informazioni a fini sia conoscitivi ricollegabili ad una miglior amministrazione locale sia progettuali rispetto a specifici bandi (fornitura di statistiche o di elenchi) - partecipazione a tre tavoli tecnici attivati dalla regione: uno per la redazione di un vademecum sulla gestione dello status di disoccupazione, uno sul miglioramento del sistema regionale informativo per la gestione dell incontro domanda offerta di lavoro (Ido) volto anche a rendere uniformi su tutto il territorio regionale sia le procedure che la relativa modulistica e uno sulla rete scuola/servizi per il lavoro, con l obiettivo del placement scolastico. 2. La qualità dei servizi erogati dall Amministrazione provinciale di Treviso Il presente paragrafo intende indagare la qualità dei servizi attualmente erogati dall Amministrazione provinciale di Treviso attraverso la valutazione di alcuni aspetti di contesto, un sintetico confronto temporale e territoriale e la considerazione delle risorse umane necessarie per la gestione degli stessi, risorse che negli ultimi anni si sono ridotte notevolmente a causa sia del blocco delle assunzioni nel pubblico impiego, imposto dal patto di stabilità, sia del taglio delle risorse finanziarie per il mancato trasferimento stato-regioni, regioni-province che hanno comportato anche la soppressione di alcuni servizi. Per la valutazione del contesto, si intendono considerare non solo elementi quali la popolazione residente in provincia di Treviso e soprattutto quella in età lavorativa ed il numero di imprese attive, ma anche il rapporto tra territorio e servizi per l impiego, definito sinteticamente dal numero degli accessi fisici ai centri per l impiego, dal numero degli accessi al sito web dal numero complessivo degli operatori e dal rapporto tra questi e le principali attività dei singoli servizi erogati dai centri per l impiego. Tab. 1 Alcuni dati di contesto per la provincia di Treviso Popolazione residente Popolazione residente in età lavorativa (15-64 anni) Disoccupati N. imprese attive Fonte: Istat. 218

3 Come si può osservare dalla tabella sopra riportata, la popolazione residente in provincia di Treviso è in continua crescita, anche se tale aumento non risulta particolarmente sostenuto. Considerando che sul territorio sono dislocati 6 uffici, nel 2014 mediamente ogni centro per l impiego ha erogato servizi per il lavoro a 95,8 mila residenti in età lavorativa (15-64 anni). L analisi sui dati del censimento 2011 evidenzia la situazione sotto riportata. Tab. 2 Popolazione residente in età lavorativa (15-64 anni) per centri per impiego della provincia di Treviso. Centro per l impiego V.a. Castelfranco Veneto Conegliano Montebelluna Oderzo Pieve di Soligo Treviso Vittorio Veneto Totale Fonte: Censimento 2011, Istat. Il bacino potenziale di riferimento popolazione in età lavorativa risulterebbe al 2011 superiore alla soglia di 100 mila fissata dall articolo 4 del d.lgs. 469/ solo per il centro per impiego di Treviso con circa 214 mila residenti tra i 15 e i 64 anni. Dalla seconda metà del 2011, con l accorpamento dei centri per l impiego di Conegliano e Pieve di Soligo, voluto dall Amministrazione per ridurre i costi di gestione, tale target viene rispettato anche dal centro per l impiego di Conegliano. A livello nazionale, secondo i dati dell Indagine sui Servizi per l Impiego 2013 del ministero del Lavoro e delle politiche sociali, relativi al censimento 2011, la soglia viene rispettata da circa il 20% del totale dei centri per l impiego censiti (106 su 556). Un ulteriore indicatore per la valutazione del bacino potenziale dei centri per l impiego più restrittivo, dal momento che contempla solo l utenza disoccupata è costituito dai disoccupati statisticamente intesi (fonte Istat: rilevazione continua sulle forze lavoro). In media ogni centro per impiego avrebbe dovuto nel 2014 offrire servizi a potenzialmente circa disoccupati e complessivamente a livello provinciale a 34 mila disoccupati. Il dato sui disoccupati che hanno effettivamente e concretamente beneficiato del rilascio della dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro per il 2014 non si discosta molto dal dato, peraltro stimato dall Istat (cfr. 2. D.lgs. 469/1997 Conferimento alle regioni e agli enti locali di funzioni e compiti in materia di mercato del lavoro, a norma dell'articolo 1 della legge 15 marzo 1997, n

4 Tabella 5); per l approfondimento di tale aspetto anche in relazione agli anni precedenti si rimanda al paragrafo successivo. Finora l analisi del contesto si è incentrata più su aspetti quantitativi; i numeri relativi agli accessi alle strutture esprimono sinteticamente il rapporto dei Servizi per l Impiego con il territorio: ogni anno si registrano mediamente oltre 100mila accessi ai centri per l impiego 3 e le visite al sito web in media 290 mila risultano di quasi 3 volte superiori. Tab. 3 Numero accessi fisici e al sito web N. accessi ai centri per l impiego N. accessi al sito web Raffrontando questi numeri con quelli relativi al bacino potenziale di utenti sia nell accezione più ampia (popolazione residente tra i 15 e i 64 anni) sia nell accezione più stretta (disoccupati amministrativi Did e disoccupati statisticamente intesi; cfr. Istat), si evince che i servizi per il lavoro erogati in provincia di Treviso sono molto conosciuti sul territorio ed il fatto che la cittadinanza vi si rivolga non solo per motivi puramente burocratici/amministrativi come si vedrà in seguito è indice di qualità dei servizi erogati. Per poter comprendere meglio quest aspetto, occorre prendere in considerazione anche il personale operante presso le strutture sia per attività di front office che di back office, ed i cambiamenti avvenuti nel tempo verso una significativa riduzione delle risorse umane aspetto che è stato gestito dall Amministrazione provinciale con la volontà del mantenimento del livello qualitativo anche a costo di un eventuale soppressione di alcuni servizi. Meriterebbe un approfondimento ulteriore anche la tipologia di rapporti di lavoro del personale dipendente e quindi l analisi per tempo pieno/part time, tempo indeterminato/determinato/collaborazioni; tale analisi va al di là degli obiettivi di questo paragrafo. Tab. 4 Personale riproporzionato a tempo pieno (36 ore) operante presso i servizi per l impiego (con l esclusione dello staff) * Personale a 36 ore esclusi servizi di staff 84,0 85,7 78,0** - di cui per attività di orientamento 5,0 4,7 2,7 - di cui per collocamento obbligatorio 14,0 14,1 11,9 Nota: (*) dato al 15 aprile. (**) Dal primo Maggio 2015, andranno in pensione 2 dipendenti a tempo pieno e termineranno il proprio rapporto di lavoro due collaboratori a 10 ore ciascuno (riproporzionando 0,6 dipendenti a tempo pieno), con la riduzione del personale a 75,4 dipendenti. 3. Solo un quarto di questi circa fa riferimento peraltro a dichiarazioni puramente amministrative (dichiarazioni di immediata disponibilità al lavoro). 220

5 Come si può osservare dalla Tabella 4, tra il 2010 ed il 2015 il numero di dipendenti operante presso i centri per l impiego si è notevolmente ridotto: quasi 8 unità in meno (-9,3%). Il taglio più evidente lo ha subito il servizio di orientamento presso Città dei mestieri e delle professioni. Il personale negli anni presi in considerazione, oltre alle variazioni numeriche sopraespresse, ha subito variazioni anche dal punto di vista della tipologia contrattuale: l Amministrazione provinciale fino al 2009 ha potuto avvalersi del contributo di una quindicina di collaboratori grazie alle risorse del fondo sociale europeo, asse occupabilità; dal 2009 al 2014 tali risorse sono rimaste, ma con copertura finanziaria a carico del bilancio provinciale Il servizio accoglienza e dichiarazioni di immediata disponibilità al lavoro L accoglienza costituisce per l utente il primo momento di contatto con i servizi del Cpi, per il soddisfacimento di quei bisogni riconosciuti dall ordinamento diritti sociali come il diritto all accesso e all informazione. Gli operatori informano gli utenti rispetto alle loro richieste e li indirizzano al servizio più idoneo, interno od esterno, acquisiscono le dichiarazioni di immediata disponibilità al lavoro e rilasciano certificazioni relative allo status occupazionale, si occupano dell inserimento nella lista di mobilità, gestiscono le richieste di lavoratori socialmente utili. Il servizio si rivolge a tutti coloro che sono in cerca di occupazione e a coloro che necessitano di informazioni per orientarsi nel mercato del lavoro; spesso si tratta di persone che hanno una carriera lavorativa lunga e non hanno mai avuto bisogno di rivolgersi ai centri per l impiego e/o di cercare lavoro. Negli ultimi anni, con la crisi economico/occupazionale, comportante a volte anche un disagio psicologico, tale servizio è divenuto sempre più importante e ha acquisito valore aggiunto rispetto all attività per la quale si caratterizzava prevalentemente negli anni precedenti al 2009, per il rilascio delle dichiarazioni di immediata disponibilità al lavoro (Did). Se fino a 4/5 anni fa le Did costituivano metà degli accessi o poco meno, ad oggi le Did costituiscono solo un quarto degli accessi complessivi. Il servizio di accoglienza e iscrizione è diventato sempre più un momento di ascolto e di orientamento, volto anche a mitigare le tensioni sociali. Tab. 5 Dichiarazioni di immediata disponibilità al lavoro, disoccupati secondo l indagine sulle forze lavoro (Istat) e ingressi nelle liste di mobilità Numero dichiarazioni di immediata disponibilità al lavoro secondo fonte Centri per l impiego Numero disoccupati secondo fonte Istat Ingressi nelle liste di mobilità

6 Tab. 6 Le richieste di lavoratori socialmente utili e le segnalazioni(*) Richieste di lavoratori socialmente utili Lavoratori socialmente utili segnalati Nota: (*) non si dispongono di dati esattamente confrontabili per gli anni precedenti. Le due tabelle sopra riportate, confermano come, con l acuirsi della crisi economico-occupazionale, il servizio di accoglienza e iscrizione sia diventato sempre più rilevante: le Did tra il 2008 ed il 2014 sono aumentate del +45,2%, gli ingressi nelle liste di mobilità sono aumentati del +7,7% anche se con variazioni diverse (picco massimo nel 2012 quando ancora vi erano due tipologie di liste: ex l.223/1991 e ex l.236/1993, dal 2013 gli inserimenti avvengono solo nella lista ex l.223/1991), le richieste di Lsu tra il 2013 ed il 2014 del +14,8%, gli Lsu segnalati del +63,2% Il servizio incontro domanda offerta di lavoro È un servizio qualificato volto a favorire l incontro tra la domanda e l offerta di lavoro; si svolge principalmente tramite l acquisizione e la raccolta di richieste e candidature per l inserimento nella banca dati, la ricerca, la preselezione e la segnalazione di una rosa di candidati, aventi le caratteristiche indicate dalle aziende. Si pone come obiettivo la soddisfazione della richiesta di personale, attraverso una costante e continua collaborazione con le aziende del territorio. Negli ultimi anni, per poter rispondere alle esigenze contingenti e per migliorare gli standard qualitativi, il servizio ha revisionato le procedure, le modalità operative e le specifiche attività erogate e gestite. Per far fronte all accresciuta ricerca di lavoro a causa della crisi e del conseguente numero maggiore di persone disoccupate, sono stati organizzati incontri collettivi per la mobilità tuttora a sistema. Nel 2013, considerata l affluenza di utenti ed il momento storico occupazionale, la durata della candidatura è stata portata da tre a sei mesi. Dal mese di maggio 2014, il sistema regionale Ido è stato collegato al sistema nazionale Cliclavoro, per cui le candidature inserite dai centri per l impiego nel gestionale regionale vengono travasate automaticamente nel sistema nazionale, con l obiettivo di dare un ulteriore visibilità ai curricula dei lavoratori che utilizzano i servizi per l impiego. Continua l attività di promozione dell unità di marketing, anche se con una minor frequenza di visite aziendali, a causa della crescente richiesta di servizi di front office da parte dell utenza e alla riduzione del personale che non consentono agli operatori di uscire nel territorio. La valutazione del servizio viene effettuata sinteticamente tramite il numero di richieste di personale pervenute ai centri per l impiego, il numero di lavoratori richiesti dalle aziende, il numero di segnalazioni di lavoratori effettuate dagli operatori ed il numero di colloqui effettuati. 222

7 Anche il servizio di incontro domanda offerta di lavoro, tra il 2010 ed il 2014 ha visto accrescere la domanda di servizi: le richieste di personale sono aumentate del +39,3%, i lavoratori richiesti del +46,5%, le segnalazioni di lavoratori del +4,5%. Tab. 7 Numero di richieste di lavoratori, lavoratori richiesti, segnalazioni di lavoratori e colloqui con i lavoratori (candidature) Richieste di personale Lavoratori richiesti Segnalazioni di lavoratori Colloqui con lavoratori (candidature) n.d. A livello qualitativo, il tasso di successo delle preselezioni dato dal rapporto tra assunzioni e numero di richieste relativo all anno 2012 elaborato dalla Regione Veneto 4, risulta in linea con quello regionale (45%) e pari al 41,2% Il servizio tirocini Nel 2014 l ufficio stage ha continuato a promuovere l attivazione di tirocini finanziati (disagio professionale, percorsi personalizzati, ripartire, progetto Upi Verso il nostro futuro per i minori in dispersione scolastica, progetto Fei 4w per donne straniere, progetto Pari 50+, progetto Politiche attive per le comunità in collaborazione con alcuni comuni, Diamoci dentro e il progetto Attiviamoci in sinergia con l ufficio percorsi personalizzati) e non finanziati, provvedendo a informare l utenza (aziende, tirocinanti e associazioni di categoria e consulenti del lavoro) riguardo le caratteristiche dei progetti, contribuendo all incontro tra le disponibilità delle aziende e le aspirazioni dei candidati tirocinanti, predisponendo la modulistica necessaria e garantendo la gestione di tutte le pratiche amministrative connesse (attivazioni, impegni di spesa, coperture assicurative). Il servizio inoltre collabora con l ufficio stranieri per i tirocini ex art 27 lett. F del Testo unico sull immigrazione, predisponendo le pratiche, provvedendo all attivazione dei tirocini e al tutoraggio/monitoraggio degli stessi. A seguito del decreto 193 del 29/04/2014 del direttore della sezione lavoro della regione è stato approvato il progetto Welfare to work, che ha dato la possibilità a circa 200 giovani di effettuare un tirocinio con indennità di partecipazione, di 400 euro mensili, pagata dall Inps. Per i progetti welfare to work, con il target in comune con il progetto Futuro costo zero, la Provincia ha pagato anche le assicurazioni e quindi gli operatori hanno provveduto ad effettuare tutte le pratiche relative. Altro progetto avviato nella prima metà dell anno 2014 è stato 4. Nell allegato A alla d.g.r. n.1255 del 16 luglio 2013 Indirizzi operativi ai servizi pubblici per il lavoro (Spi). Documento di analisi e proposta. 223

8 quello dell Iniziativa giovani Veneto, le work experience. I destinatari di tale progetto sono stati giovani tra i 18 e i 24 anni. Il progetto prevedeva l attivazione di 25 work experience di 640 ore con pagamento dell indennità di partecipazione di 3 euro l ora e delle assicurazioni da parte della Provincia e altre 12 work experience di 80 ore dirette a minori. L indicatore quantitativo relativo al servizio consiste nel numero di tirocini complessivamente attivati; la qualità discende dall analisi periodica degli esiti di questa forma di ingresso nel mercato del lavoro, ossia dalla rilevazione sul sistema informativo lavoro Veneto Silv del numero dei tirocini che a tre mesi dal termine danno luogo ad un assunzione. Tab. 8 Tirocini attivati e percentuale di tirocini che hanno dato seguito, a tre mesi dal termine, ad un rapporto di lavoro Numero tirocini attivati Tirocini che hanno dato seguito ad un assunzione a tre mesi dal termine (%) 55,8 54,6 50,0 50,0 46,5 L ufficio stage ha, tra il 2010 ed il 2014, dovuto far fronte ad un significativo aumento del numero delle attivazioni: +60,4%. Nonostante l accresciuta mole di lavoro per gli operatori e nonostante la crisi occupazionale, la percentuale di tirocini che nel 2014 ha dato seguito, a tre mesi dal termine, ad un rapporto di lavoro, è stata del 46,5%. I dati elaborati dalla Regione Veneto per l anno , confermano l elevato numero di attivazioni di tirocini da parte dei servizi per l impiego di Treviso sia nel raffronto provinciale (i Cpi attivano il 70,3% del totale dei tirocini promossi sul territorio) sia nel raffronto regionale (i tirocini complessivamente promossi dai Cpi costituiscono il 52,2% del totale dei tirocini promossi a livello regionale) Il servizio collocamento mirato Il servizio promuove l inserimento lavorativo e l integrazione nel contesto aziendale della persona disabile, attraverso servizi di sostegno diversificati e adattati alle singole persone (tra i quali il tirocinio finalizzato all assunzione) e gestisce l inserimento lavorativo obbligatorio di altre categorie protette quali orfani e vedove per causa di guerra, servizio e lavoro. Viene inoltre fornita assistenza e consulenza alle aziende per assolvere agli obblighi della l. 68/99 in raccordo con i servizi di inserimento lavorativo delle Ulss, con il Comitato tecnico e con la Commissione provinciale disabili attraverso strumenti e risorse previste dalla normativa. Il servizio 5. Nell allegato A alla d.g.r. n.1255 del 16 luglio 2013 Indirizzi operativi ai servizi pubblici per il lavoro (Spi). Documento di analisi e proposta. 224

9 si occupa anche del controllo sull ottemperanza delle aziende, al fine di mantenere un trend costante di sottoscrizione di nuove convenzioni di programma e determinare quindi ulteriori possibilità di inserimento di disabili nelle aziende. Particolare consenso hanno ricevuto, da parte dei datori di lavoro, due iniziative: quella rivolta al target over 50/55, che prevede incentivi a sei mesi dall assunzione ed il progetto denominato Porto (promuovere opportunità per il reinserimento nel territorio e l occupabilità), di cui al bando regionale d.g.r. 1151/2013 Azioni integrate di coesione territoriale, dove la Provincia di Treviso é partner. Obiettivo di quest ultimo progetto, all azione 5, quello di fornire alle imprese del territorio provinciale un servizio di consulenza individualizzata sugli aspetti normativi riguardanti il collocamento mirato delle categorie protette e sugli strumenti che possono essere attivati nell ambito del progetto per favorire l inserimento lavorativo dei disabili, rispondendo al tempo stesso ai bisogni delle imprese. Le visite aziendali hanno dato ottimi riscontri da parte dei datori di lavoro, che hanno apprezzato la modalità utilizzata dalle istituzioni, modalità che ha permesso di supportarle in quello che è un obbligo di legge e al tempo stesso di comprendere maggiormente le loro esigenze. La valutazione del servizio, di tipo quantitativo, viene effettuata sinteticamente tramite il numero di nuove iscrizioni pervenute ai centri per l impiego, di colloqui effettuati, di segnalazioni di disabili, di convenzioni di programma. La qualità vera e propria del servizio si può riscontrare considerando sia il numero di tirocini attivati che il numero di assunzioni di disabili, desunto dai nulla osta. Di seguito si riportano i principali indicatori ed un loro confronto temporale, partendo dall anno Tab. 9 Principali indicatori (quantitativi e qualitativi) del servizio collocamento mirato Indicatori quantitativi Nuove iscrizioni Colloqui Segnalazioni Convenzioni di programma Indicatori qualitativi Tirocini attivati Assunzioni Tirocini ed assunzioni Anche il servizio collocamento mirato, osserva complessivamente un aumento delle attività: tra il 2010 ed il 2014 le nuove iscrizioni hanno segnato un +38,4%, i colloqui sono rimasti essenzialmente stabili, le segnalazioni un +146,7%, le convenzioni di programma sono diminuite del 28,1%. 225

10 Occorre sottolineare come ad aumentare notevolmente siano gli esiti positivi, nonostante la crisi e nonostante la particolarità del target di utenza: la somma tra tirocini attivati e assunzioni con nulla osta passano da 409 nel 2010 a 496 nel 2014 (+21,3%). Tale risultato risulta ancor più rilevante se si attua un raffronto tra il personale operativo nel 2010 e quello nel 2014: nei due anni presi in considerazione gli operatori a tempo pieno (36 ore) sono passati da 14,1 a 11, L orientamento La Città dei mestieri e delle professioni è uno spazio di informazione e consiglio sui percorsi formativi, lavorativi e professionali, aperto a tutti, giovani e adulti, studenti e persone alla ricerca di un impiego o già occupati. L accesso è libero, gratuito e senza appuntamento. Molte sono le persone disoccupate che si rivolgono a questo servizio per apprendere tecniche di ricerca attiva adeguate, sia mediante il colloquio individuale che gli incontri di gruppo. Gran parte di questa utenza appartiene a target di lavoratori adulti, spesso over 45, che si sono ritrovati in forte disagio professionale. Molti però anche i giovani al termine dei loro percorsi formativi, che hanno cercato consiglio sia per l inserimento lavorativo, che per il potenziamento delle loro competenze da spendere in ambito professionale. L attività informativa della Città dei mestieri si concentra sul reperimento e la divulgazione dell offerta formativa territoriale, sviluppando la rete di contatti con gli enti erogatori di iniziative di politica attiva, sia formativa che di doti lavoro e privilegiando modalità multimediali di diffusione delle informazioni. L attività di orientamento alla mobilità estera dei lavoratori italiani negli ultimi anni si è ulteriormente potenziata con la diffusione delle offerte di lavoro di aziende locali ed europee, soprattutto grazie alla rete nazionale ed internazionale degli operatori dei servizi per l impiego europei Eures. Tab. 10 Principali indicatori quantitativi del servizio di orientamento Totale presenze Totale presenze laboratori esterni Richieste telefoniche e via mail Consulenze Eures Totale accessi al servizio La Tabella 10, mette in luce l aumento della domanda di orientamento avvenuta negli ultimi anni, in un contesto di disorientamento e di disagio sempre più crescente. 226

11 Il numero complessivo di accessi al servizio è aumentato del +54,1% ma ad intensificarsi maggiormente, negli ultimi 5 anni, sono state le consulenze Eures per la mobilità europea (+359,3%). 3. Altre attività e progetti 3.1. Le politiche attive Relativamente alle iniziative di politica attiva, nel 2014 sono proseguite le attività connesse alle misure dell'iniziativa piano strategico Politiche attive del lavoro, nonché quelle specifiche collegate alla DGP del tra le quali alcune premialità in caso di assunzione di soggetti inseriti in iniziative, servizi o progetti dell Amministrazione provinciale: - patto di prima occupazione/disabili - iniziativa stage Futuro a costo zero per giovani neo-diplomati o neo-laureati - azioni del Fondo disagio professionale : gestione delle richieste di accesso al Fondo per gli utenti del servizio di accompagnamento - prosecuzione del progetto Ripartire rivolto a persone che hanno chiuso attività autonoma, a seguito della crisi - Rete sportelli Ido in collaborazione con le associazioni di categoria del territorio - Politiche attive per la comunità con il nuovo bando 2014 a cui hanno aderito 10 comuni - avviso e predisposizione alla raccolta domande per premialità a seguito di assunzioni post-tirocinio o di utenti in carico a servizi/progetti I progetti: garanzia giovani Con l avvio del programma Garanzia giovani, sono stati attivati presso i 6 centri per l impiego i punti operativi denominati Youth corner rivolti ai giovani destinatari delle misure previste dal programma Garanzia giovani. Oltre alle informazioni sul programma, gli operatori completano la registrazione al fine poi di accedere alle varie azioni finanziate. Sono organizzati degli incontri di gruppo, seguiti da colloqui individuali, per economizzare l impegno degli operatori sulle informazioni di carattere generale. Anche in questo ambito, i servizi per l impiego dimostrano di essere un punto di riferimento sul territorio, avendo effettuato l 87% del totale dei colloqui complessivamente realizzati in provincia di Treviso dalla totalità degli Youth corner, compresi quelli non pubblici. La Provincia di Treviso ha promosso, da ottobre 2014, alcuni percorsi formativi per l inserimento lavorativo di giovani fino ai 29 anni per la figura 227

12 professionale di addetto agli affari generali con l obiettivo di far crescere professionalmente i candidati e fargli acquisire nuove competenze da spendere nel mercato del lavoro. Il progetto si è avvalso di un partenariato di aziende presso le quali sono stati avviati 13 tirocini da 600 ore per la stessa figura professionale. 4. Osservazioni finali La valutazione della qualità dei servizi, come anticipato in premessa, non può non tener conto della dotazione di personale dei centri per l impiego. Per poter correlare con maggior precisione le attività al personale ed effettuare un confronto temporale, si è scelto di basarsi per il confronto all anno 2010 e di non considerare il personale impiegato nel collocamento disabili e nelle attività di orientamento, in quanto attività con delle caratteristiche di servizio particolari. Effettuando tale astrazione, nel 2010 i dipendenti riproporzionati a tempo pieno (36 ore) dei centri per l impiego risultano 68,9 e nel ,4 (5,5 dipendenti in meno). Tab. 11 Personale impiegato per l erogazione dei servizi (escluso collocamento disabili e orientamento) Var. ass Personale impiegato 68,9 63,4 5,5 Come si può vedere dalla Tabella 12, la riduzione dell organico si è accompagnata ad un aumento significativo delle attività pro-operatore per quasi tutte le attività indagate, in primo luogo con riferimento agli accessi e quindi al servizio di accoglienza, informazione ed orientamento (accessi meno dichiarazioni di immediata disponibilità), in secondo luogo con riferimento alle dichiarazioni di immediata disponibilità al lavoro. A diminuire sono solo gli inserimenti nelle liste di mobilità, a causa della soppressione della lista relativa all ammortizzatore per le piccole aziende (ex l.236/1993). Tab. 12 Rapporto tra personale e principali attività erogate Var. ass Did per operatore 341,1 414,5 73,4 Accessi per operatore 1.296, ,0 266,5 Inserimenti nelle liste di mobilità per operatore 103,9 62,9-41,0 Altre attività relative all accoglienza per operatore (accessi meno Did) 955, ,2 193,1 Tirocini per operatore 46,9 81,7 34,8 Lavoratori segnalati per operatore 332,1 377,3 45,2 228

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