di Luciano Marzi con la collaborazione di Gloria Lisi

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1 di Luciano Marzi con la collaborazione di Gloria Lisi

2 Indice Premessa pag. 5 Fonti normative di riferimento 6 INGRESSO E SOGGIORNO 7 INGRESSO IN ITALIA 7 Accordo di Schengen VISTI 7 Tipi di Visto Visto per turismo PERMESSI DI SOGGIORNO 9 Conversione dei permessi di soggiorno CARTA DI SOGGIORNO 11 CITTADINANZA ITALIANA 12 Documenti necessari per la richiesta di cittadinanza RESIDENZA 13 CODICE FISCALE 14 PATENTE DI GUIDA 14 Conversione della patente MATRIMONIO 16 Richiesta di pubblicazioni Casi particolari RICONGIUNGIMENTO FAMILIARE 16 Soggetti aventi diritto e destinatari Requisiti per l ottenimento del nulla osta al ricongiungimento familiare MINORI 17 Soggiorno regolare dei minori stranieri Minori non accompagnati / Minori ammessi temporaneamente sul territorio dello Stato / Comitato per i Minori Stranieri Accoglienza Tutore Affidamento Permesso di soggiorno per affidamento Servizi sociali di riferimento Compimento della maggiore età Ospitalità a minori stranieri 1 1

3 PROTEZIONE SOCIALE 22 ASILO POLITICO 24 Status di rifugiato Diritti del richiedente asilo ESPULSIONI 26 Casi d'inespellibilità GRATUITO PATROCINIO A SPESE DELLO STATO 28 Informazioni generali Modalità per la domanda di ammissione LAVORO 30 Cittadini stranieri già presenti in Italia Assunzioni Contratto di soggiorno Cittadini stranieri che si trovano ancora all estero Disabili e categorie protette Diritti previdenziali Lavoro autonomo Casi particolari d ingresso in Italia fuori quota CENTRI PER L IMPIEGO 35 Novità normative Indirizzi dei Centri per l Impiego della Provincia di Rimini AGENZIE INTERINALI 37 ASSOCIAZIONI ECONOMICHE 37 SINDACATI 38 ISTRUZIONE SCOLASTICA E UNIVERSITARIA 39 Informazioni generali SCUOLE PER L INFANZIA 39 UNIVERSITÀ 39 Accesso ai corsi delle Università Visto d ingresso per studio Quote d'ingresso per motivi di studio RICONOSCIMENTO DEI TITOLI DI STUDIO 41 Corrispondenza Equivalenza Riconoscimento dei titoli professionali dell area sanitaria Equipollenza 2 2

4 FORMAZIONE PROFESSIONALE 44 Informazioni sui corsi di formazione Enti di formazione professionale SALUTE 46 ASSISTENZA SANITARIA 46 Stranieri in regola con il permesso di soggiorno Stranieri non in regola con il permesso di soggiorno Ingresso in Italia per cure mediche SERVIZI SANITARI (d interesse per i cittadini stranieri) 47 CASA 48 Diritto di accesso agli alloggi di edilizia pubblica e al credito agevolato EDILIZIA PUBBLICA 48 Requisiti per accedere all edilizia pubblica EMERGENZA ABITATIVA 48 Contributo integrativo per l affitto CENTRI DI ACCOGLIENZA 49 Comune di Rimini Caritas Associazione Papa Giovanni XXIII ARCI Nuova Associazione Altre strutture di accoglienza sul territorio SERVIZI SOCIALI 52 FAMIGLIA 52 Centro per le Famiglie Servizi attivati Ufficio Immigrati Centro Ascolto Donna e Famiglia straniera INTERVENTI A FAVORE DELLA FAMIGLIA 53 Assegno di maternità Assegno per nucleo familiare numeroso INTERVENTI A FAVORE DEGLI ANZIANI 54 Informazioni generali Servizi e interventi attivati Minimi vitali per cittadini sopra i 65 anni SERVIZIO DI ASSISTENZA ECONOMICA 57 PRESTITI SULL ONORE

5 RIMBORSO SPESE DI RIMPATRIO 59 ENTI DI VOLONTARIATO 60 ISTITUZIONI PUBBLICHE 61 Comune Provincia Questura Prefettura Direzione provinciale del Lavoro INPS Ufficio delle Entrate Ufficio Scolastico Regionale (ex Provveditorato) ORGANISMI TERRITORIALI 62 Consiglio Territoriale per l Immigrazione Consiglio Provinciale dei Rappresentanti degli Immigrati ASSOCIAZIONI DI IMMIGRATI 62 Multiculturali Europa Africa America Latina Asia SERVIZI PUBBLICI PER L IMMIGRAZIONE 64 COMUNE DI RIMINI PROVINCIA ENTI OPERANTI PER L IMMIGRAZIONE 66 CARITAS DIOCESANA SINDACATI ARCI Nuova Associazione SITI WEB SULL IMMIGRAZIONE

6 Premessa Le migrazioni di popoli che negli ultimi anni hanno segnato profondamente la società italiana ci hanno costretto, come operatori e come semplici cittadini, ad un grande sforzo di comprensione di questo fenomeno emergente e di conoscenza delle cause che lo hanno generato e che continueranno ad alimentarlo per molto tempo ancora. I flussi di arrivo nel nostro Paese, dalla fine degli anni 80 ad oggi, hanno richiesto soluzioni urgenti per attenuare il più possibile l impatto sociale originato dall arrivo massiccio delle persone migranti. Allo stesso tempo hanno sollecitato le istituzioni ad un approccio lungimirante con una realtà diventata oramai strutturale e bisognosa di politiche che mettano in rilievo il diritto sostanziale di cittadinanza di ciascun individuo. Gli organi statali con compiti di analisi e governo dell immigrazione hanno avuto il merito in questi ultimi anni di interpellare anche chi, come noi, lavora quotidianamente a stretto contatto con i nuovi cittadini ed ha quindi il privilegio di osservare la realtà delle cose, senza distorsioni. La responsabilità a cui siamo stati così chiamati, dovrebbe suscitare in noi la consapevolezza che il nostro lavoro non può prescindere da una conoscenza di base, ma precisa ed efficace nell offrire opportune risposte ai bisogni, delle norme che regolano l immigrazione in Italia e delle risorse che il territorio in cui operiamo mette a disposizione per avviare percorsi d inclusione sociale dei migranti. Con questo spirito, dopo dieci anni di attività con i cittadini immigrati, ho ritenuto opportuno la realizzazione di quest opera che, senza la pretesa di un manuale di diritto, potrà dare una mano al lavoro di chi, come me, incontra ogni giorno la vita di queste persone. Ringrazio tutti coloro che in qualche modo hanno contribuito alla stesura della guida e che hanno portato pazienza nel condividere le mie convinzioni, in particolare Don Renzo Gradara e Luigia Migliorati per lo stimolo costante e la Prof.sa Paola Scevi per la disponibilità ed il supporto prezioso. L. M. Avvertenze Si prevede nei prossimi mesi l emanazione di un nuovo regolamento di attuazione del testo Testo Unico sull immigrazione, ad integrazione e modifica di quello già in vigore (DPR 394/99). Tali modifiche potrebbero apportare alcuni cambiamenti sostanziali nell applicazione delle norme che disciplinano l ingresso ed il soggiorno dei cittadini stranieri nel nostro paese. Inoltre è ormai noto come la materia immigrazione sia in continua evoluzione e come le procedure burocratiche subiscano periodicamente delle revisioni attraverso decreti ministeriali, ordinanze, circolari, ecc. Pertanto si è pensato di inserire in internet una versione della guida in modo tale da consentire un aggiornamento tempestivo dei contenuti ed una diffusione più capillare a tutte le persone interessate alla tematica dell immigrazione. Sono previste inoltre integrazioni alla guida in formato cartaceo che saranno divulgate a tutti i destinatari del volume. La guida sarà consultabile sui seguenti siti: 5 5

7 Fonti normative di riferimento DECRETO LEGISLATIVO 25 Luglio 1998, n. 286 Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell immigrazione e norme sulla condizione giuridica dello straniero. DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 31 Agosto 1999, n. 394 Regolamento recante norme di attuazione del testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell immigrazione e norme sulla condizione giuridica dello straniero. LEGGE 30 Luglio 2002, n. 189 Modifica alla normativa in materia di immigrazione e di asilo. DECRETO LEGGE 9 Settembre 2002, n. 195 Disposizioni urgenti in materia di legalizzazione del lavoro irregolare di extracomunitari. DIRETTIVA DEL MINISTERO DELL INTERNO 1 Marzo 2000 Definizione dei mezzi di sussistenza per l ingresso ed il soggiorno degli stranieri nel territorio dello stato. DECRETO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI 9 Dicembre 1999, n. 535 Regolamento concernente i Compiti del Comitato per i minori stranieri, a norma dell articolo 33, commi 2 e 2-bis, del Decreto Legislativo 25 luglio 1998, n

8 INGRESSO IN ITALIA INGRESSO E SOGGIORNO Accordo di Schengen L Italia nel 1990 ha sottoscritto un accordo secondo il quale gli Stati aderenti si sono impegnati a creare uno spazio comune attraverso: - la progressiva eliminazione dei controlli sulle merci e sulle persone al passaggio delle frontiere; - la cooperazione tra Polizie e Autorità giudiziarie; - la creazione di un sistema per lo scambio di informazioni. Gli Stati, oltre all Italia, che aderiscono a tale accordo sono: Austria, Grecia, Spagna, Portogallo, Francia, Belgio, Lussemburgo, Paesi Bassi, Germania, Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia e Islanda. Per entrare in Italia si richiede che il cittadino straniero sia in possesso di: - un passaporto o di un documento di viaggio equivalente; - visto di ingresso rilasciato dall Autorità diplomatica nel paese di provenienza; - documentazione che dimostri lo scopo e le condizioni del soggiorno previsto; - disponibilità di mezzi di sostentamento sufficienti in relazione al soggiorno ed al ritorno nel paese di provenienza. Non possono essere ammessi nel territorio dello Stato i cittadini stranieri che non soddisfino tali requisiti, quelli che hanno a carico un decreto di espulsione, quelli che sono considerati pericolosi per l ordine pubblico o la sicurezza dello Stato, quelli che hanno riportato una condanna penale per uno dei delitti per i quali il codice penale prevede l arresto obbligatorio in flagranza. L esibizione del passaporto, del permesso di soggiorno o della carta di soggiorno è obbligatoria a richiesta degli ufficiali e agenti di Pubblica Sicurezza. VISTI Il visto di ingresso è un autorizzazione concessa al cittadino straniero che vuole entrare nel territorio dello Stato ed è rilasciato dalle Rappresentanze diplomatiche (ambasciate e consolati) italiane territorialmente competenti per il luogo di residenza. Le Rappresentanze sono le sole responsabili dell accertamento e della valutazione dei requisiti necessari per il rilascio, nell ambito della propria discrezionalità. Il visto consiste in un etichetta (vignetta o sticker) applicata sul passaporto, da non confondersi con i diversi timbri ad inchiostro apposti ai valichi di frontiera. Per soggiorni di breve durata (non superiori a 90 giorni), i visti rilasciati dalle Autorità diplomatiche di altri Stati aderenti all accordo di Schengen sono equiparati a quelli rilasciati dalle Rappresentanze diplomatico-consolari italiane. I cittadini non appartenenti all Unione Europea che ottengono infatti un Visto Schengen possono circolare liberamente in tutti i paesi sopra elencati. La loro espulsione da uno di questi paesi, li rende inammissibili in tutta l Area Schengen. Il Ministero degli Affari Esteri ha definito l elenco dei paesi non appartenenti all U.E. i cui cittadini sono obbligati a richiedere il visto per entrare nell Area Schengen e quindi anche in Italia. Tale elenco può essere modificato anche in attuazione di accordi internazionali in vigore. Per soggiorni fino a 90 giorni, solo per motivi di turismo, affari, gara sportiva, invito e missione, è previsto un gruppo di paesi i cui cittadini sono esenti dall obbligo di visto 1. 1 Attualmente tali Paesi sono: Andorra, Argentina, Australia, Bolivia, Brasile, Brunei, Canada, Cile, Cipro, Colombia, Corea del Sud, Costa Rica, Croazia, Equador, El Salvador, Estonia, Giappone, Guatemala, Honduras, Islanda, Israele, Lettonia, Liechtestein, Lituania, Malesia, Malta, Monaco, Messico, Nicaragua, Norvegia, Nuova Zelanda, Paraguay, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, San Marino, Stato Città del Vaticano, Singapore, Slovacchia, Slovenia, Stati Uniti, Svizzera, Ungheria, Uruguay, Venezuela. 7 7

9 Per soggiorni superiori a 90 giorni, per qualsiasi altro motivo, tutti i cittadini stranieri devono sempre richiedere un visto. Coloro che provengono dai paesi in esenzione di visto, sono comunque tenuti a chiedere, entro 8 giorni lavorativi dall ingresso in Italia, un permesso di soggiorno per motivo di turismo alla Questura della Provincia in cui si trovano. Il permesso di soggiorno eventualmente rilasciato potrà avere una validità massima di 3 mesi e non è rinnovabile. Tipi di Visto I visti di ingresso sono suddivisi in tre gruppi: Visti Schengen Uniformi (V.S.U.) Tipo A, per transito aeroportuale valido solo per il transito nelle zone internazionali degli aeroporti. Tipo B, per transito con validità massima di 5 giorni per attraversare lo Spazio Schengen durante i viaggi da un paese non appartenente all Unione Europea all altro. Tipo C, per soggiorni di breve durata (fino a 90 giorni) per l ingresso in tutti i paesi dell Area Schengen indipendentemente dal paese che li ha rilasciati. Visti a Validità Territoriale Limitata (V.T.L.) Visti con le stesse caratteristiche dei V.S.U. ma validi solo per il paese che li ha rilasciati. Visti Nazionali (V.N.) Tipo D, per soggiorni di lunga durata (oltre i 90 giorni), validi solo nel paese cui appartiene la Rappresentanza diplomatica che li ha rilasciati, consentono di effettuare uno o più ingressi nel territorio di quel paese ed il transito, per non più di 5 giorni, attraverso il territorio di altri Stati dell Area Schengen. I visti di breve durata (tipo C) possono essere rilasciati per un periodo massimo di 3 mesi ogni 6 mesi e sono rilasciati per i seguenti motivi: turismo, affari, studio, motivi familiari, tirocinio, gara sportiva, culto, cure mediche, missione, invito, lavoro. I visti di lunga durata (tipo D) sono rilasciati per un periodo superiore ai 90 giorni e non oltre i 365 giorni e sono rilasciati per i seguenti motivi: lavoro subordinato, lavoro autonomo, ricongiungimento familiare, studio, adozione, tirocinio, attività sportiva, culto, cure mediche, dimora, diplomatico, missione, motivi familiari, reingresso. Visto per turismo Chi vuole ospitare cittadini provenienti da paesi non comunitari, solo ed esclusivamente per motivi turistici, deve inviare dall Italia una dichiarazione di garanzia, indicando su un modello predisposto i propri dati e quelli della persona che si vuole accogliere, il periodo di permanenza in Italia, l'impegno a fornirgli un alloggio, ad assumere a proprio carico ogni altro onere, compreso quello dell assistenza sanitaria, e ad assicurarne il rientro in patria alla fine del periodo di soggiorno concesso. La firma sulla dichiarazione viene autenticata allegando una copia del documento d identità del dichiarante (DPR 28/12/2000, n. 445, art. 38, comma 3). L'originale dell'autocertificazione dovrà essere spedita alla persona straniera che si recherà alla Rappresentanza diplomatica italiana nel proprio paese per la richiesta di un visto per turismo. Documentazione necessaria per la richiesta del visto turistico 1) Passaporto in corso di validità; 2) Titolo di viaggio di andata e ritorno; 8

10 3) Dichiarazione di garanzia sottoscritta da colui che intende ospitare il cittadino straniero, corredato di fotocopia del documento d identità per l autentica della sottoscrizione; 4) Dimostrazione di adeguati mezzi di sussistenza necessari al cittadino straniero per soggiornare in Italia, secondo lo schema di seguito indicato: Classi di durata del viaggio Numero dei partecipanti al viaggio 1 partecipante 2 o più partecipanti Da 1 a 5 giorni Quota fissa complessiva , ,81 Da 6 a 10 giorni Quota giornaliera a persona , ,33 Da 11 a 20 giorni Quota fissa , ,82 Quota giornaliera a persona , ,21 Oltre i 20 giorni Quota fissa , ,79 Quota giornaliera a persona , ,04 Note 1. La disponibilità dei mezzi di sussistenza di cui al punto 4) può essere comprovata mediante esibizione di valuta o fideiussioni bancarie o polizze fideiussorie assicurative o titoli di credito equivalenti ovvero con titoli di servizi prepagati o con atti comprovanti la disponibilità di fonti di reddito nel territorio nazionale. 2. Il cittadino straniero deve indicare l esistenza di idonea sistemazione alloggiativa nel territorio nazionale e la disponibilità della somma occorrente per il rimpatrio, comprovabile anche con l esibizione del biglietto di ritorno. 3. L Ambasciata prima di concedere il visto verificherà che il richiedente possegga tutti i requisiti sopra descritti. In ogni caso il visto non verrà concesso se da una valutazione della situazione del richiedente emergano fondati motivi per ritenere che egli possa permanere sul territorio italiano oltre il periodo di turismo e, di conseguenza, concrete possibilità di soggiorno irregolare. Per questo motivo potrebbe essere richiesta ulteriore documentazione a prova che il richiedente è realmente interessato a ritornare nel paese di origine (contratti di lavoro in corso, certificati di frequenza scolastica o accademica, ecc.). PERMESSI DI SOGGIORNO Il cittadino straniero munito di passaporto con visto di ingresso deve richiedere il permesso di soggiorno al Questore della Provincia in cui si trova, entro 8 giorni lavorativi dal suo arrivo in Italia. Alla richiesta verrà sottoposto a rilievi fotodattiloscopici (impronte digitali). I permessi di soggiorno possono essere rilasciati per: 9 9

11 affari, culto, cure mediche, gara sportiva, attività sportiva, invito, lavoro autonomo, lavoro subordinato, lavoro stagionale, missione, motivi familiari, ricongiungimento familiare, tirocinio, studio, turismo, adozione, dimora, motivi diplomatici. La durata del permesso di soggiorno è quella prevista dal visto di ingresso e dipende dal motivo per cui il visto è stato rilasciato e, quindi, dalla sua tipologia (tipo A, B, C o D come precedentemente illustrato). Se il permesso di soggiorno è stato rilasciato in base ad un visto di ingresso Schengen uniforme (V.S.U.) di tipo C, la sua validità non può essere superiore a 3 mesi e non è rinnovabile salvo che ricorrano seri motivi (in particolare di carattere umanitario o medico-sanitari). Rientrano in questo caso i permessi di soggiorno per: affari, turismo, culto, cure mediche, gara sportiva, invito, missione, motivi familiari, tirocinio, studio. Se il permesso di soggiorno è stato rilasciato in base ad un visto di ingresso nazionale (V.N.) di tipo D, la sua validità può essere superiore a 3 mesi ed è quindi rinnovabile. Rientrano in questo caso i permessi di soggiorno per: lavoro autonomo, lavoro subordinato, studio, attività sportiva, culto, missione, cure mediche, dimora, motivi diplomatici, ricongiungimento familiare, tirocinio. Il rinnovo di questi permessi può essere concesso per un periodo non superiore al doppio di quello previsto con la prima emissione. Il permesso di soggiorno non viene rilasciato (o rinnovato) ed è revocato se: - mancano o vengono a mancare i requisiti richiesti per l ingresso e il soggiorno; - il cittadino straniero ha interrotto il soggiorno per un periodo continuativo di oltre sei mesi o, per i permessi di durata biennale, per un periodo continuativo superiore alla metà della validità del permesso di soggiorno, salvo che l interruzione sia dipesa dalla necessità di adempiere agli obblighi militari o da altri e comprovati motivi. In caso di rifiuto, il Questore avvisa l interessato a presentarsi al posto di Polizia di frontiera indicato e lasciare volontariamente il territorio dello Stato entro 15 giorni lavorativi, con l avvertenza che, in mancanza, sarà espulso con accompagnamento a mezzo della forza pubblica. Il rinnovo del permesso di soggiorno deve essere richiesto presso la Questura almeno 30 giorni prima della sua scadenza. In caso si tratti di permesso di soggiorno per lavoro subordinato la richiesta di rinnovo deve essere fatta: - 90 giorni prima della sua scadenza nel caso di permesso di soggiorno per lavoro con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato; - 60 giorni prima della sua scadenza nel caso di permesso di soggiorno per lavoro con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato; - 30 giorni prima della sua scadenza negli altri casi. Il permesso viene rinnovato per una durata non superiore a quella stabilita con il rilascio iniziale e, in ogni caso, per un periodo massimo di due anni. I cittadini stranieri titolari di un permesso di soggiorno rilasciato da uno degli altri Stati dell Unione Europea possono soggiornare in Italia per un periodo massimo di 90 giorni e devono dichiarare la loro presenza, entro 8 giorni, all Autorità di pubblica sicurezza della Provincia in cui si trovano. Se la dichiarazione non viene resa entro 60 giorni dall ingresso in Italia, può essere disposta l espulsione. All atto del ritiro del permesso di soggiorno, lo straniero deve esibire la documentazione attestante l assolvimento degli obblighi in materia sanitaria (iscrizione obbligatoria o volontaria al S.S.N. o stipula di polizza assicurativa)

12 Conversione dei permessi di soggiorno Il permesso di soggiorno per studio o formazione, può essere convertito in permesso di soggiorno per lavoro subordinato o autonomo, nei limiti delle quote fissate annualmente dal Decreto sui flussi di ingresso in Italia per motivi di lavoro. Il permesso di soggiorno per lavoro stagionale può essere convertito in permesso di soggiorno per lavoro subordinato qualora si verifichino le condizioni illustrate alla nota 3 del capitolo "Lavoro" (Pag. 31). Il permesso di soggiorno diverso da quello che consente il lavoro, può essere convertito in permesso di soggiorno per lavoro autonomo, a condizione che la richiesta rientri nell ambito delle quote annuali di ingresso per il lavoro autonomo e che sussistano i requisiti e le autorizzazioni per svolgere tali attività. Ogni tipo di permesso di soggiorno può essere convertito, entro un anno dalla scadenza, in permesso di soggiorno per motivi familiari, in caso si abbiano i requisiti per il ricongiungimento familiare con cittadino italiano, cittadino comunitario, cittadino extracomunitario regolarmente soggiornante in Italia. Il permesso di soggiorno per protezione sociale, può essere convertito in permesso di soggiorno per studio qualora lo straniero sia iscritto ad un regolare corso di studio. CARTA DI SOGGIORNO Hanno diritto alla carta di soggiorno i cittadini stranieri regolarmente soggiornanti da almeno 6 anni ininterrottamente, titolari (al momento della richiesta) di un permesso di soggiorno che consente un numero indeterminato di rinnovi e che abbiano condizioni economiche (relative all anno precedente a quello della richiesta) ed abitative idonee per il sostentamento proprio e dei propri familiari conviventi. La "carta" può essere rilasciata non soltanto a chi ha presentato la domanda, ma anche al coniuge non legalmente separato e ai figli minori conviventi; in tal caso i requisiti necessari devono sussistere anche per questi ultimi. Inoltre ne hanno diritto: - i cittadini stranieri coniugati con cittadino italiano o dell Unione Europea residente in Italia; - i figli minori stranieri conviventi con cittadino italiano o dell Unione Europea residente in Italia; - i genitori conviventi con cittadino italiano o dell Unione Europea residente in Italia. La carta di soggiorno è a tempo indeterminato. Documentazione da presentare La domanda deve essere indirizzata al Questore su modello predisposto dall Ufficio Immigrazione e deve contenere: - copia di un documento di identità; - documentazione sui redditi (Mod. CUD, Mod. UNICO, ecc.) relativa all anno precedente; - certificato del casellario giudiziale; - certificato che attesti l'assenza di procedimenti penali in corso; - 4 foto formato tessera; - certificato di residenza; - certificato di stato di famiglia; - attestazione comunale rilasciata dall'ufficio Verifiche Tecniche del Comune relativa all idoneità abitativa dell alloggio dove risiede il richiedente. Ufficio Verifiche Tecniche: Via Rosaspina, 21 - Tel. 0541/

13 Nel caso di richiesta relativa anche al coniuge e ai figli minori conviventi, deve essere prodotta la documentazione comprovante lo stato di coniuge o di figlio minore, la disponibilità di un abitazione idonea per tutto il nucleo familiare e di un reddito sufficiente al sostentamento della famiglia. La carta di soggiorno è soggetta a vidimazione, su richiesta dell interessato, nel termine di 10 anni dal rilascio e costituisce documento di identificazione personale per un periodo di 5 anni dalla data del rilascio o rinnovo. Lo straniero titolare di carta di soggiorno non può essere espulso dall Italia, ad eccezione che per gravi motivi di ordine pubblico o sicurezza dello Stato o per pericolosità sociale. CITTADINANZA ITALIANA La cittadinanza è la condizione affinché una persona possa godere dei diritti civili, politici e sociali stabiliti dall ordinamento giuridico dello Stato italiano. In Italia la legge sulla cittadinanza sancisce il diritto ad acquisirla da parte dei cittadini stranieri discendenti o coniugati con cittadini italiani (jus sanguinis), oppure da parte di coloro che hanno reso particolari servigi allo Stato. La cittadinanza italiana infatti si acquista per nascita, matrimonio o concessione da parte del Presidente della Repubblica su parere del Consiglio di Stato. Per poter richiedere la cittadinanza italiana, il cittadino straniero deve possedere uno dei seguenti requisiti: - risiedere in Italia da almeno 10 anni; - avere il padre o la madre o uno dei nonni cittadini italiani per nascita, che non abbiano rinunciato alla cittadinanza italiana; - essere maggiorenne, nato in Italia, residente da almeno 3 anni; - essere cittadino di uno stato membro della Unione Europea, residente in Italia da almeno 4 anni; - essere cittadino apolide o rifugiato politico, residente in Italia da almeno 5 anni; - essere cittadino straniero coniugato con un italiano. Il figlio di genitori apolidi nato in Italia acquista la cittadinanza italiana. Documenti necessari per la richiesta di cittadinanza Per naturalizzazione - domanda su modulo predisposto dal Ministero dell Interno, indirizzata al Presidente della Repubblica per il tramite della Prefettura; - estratto dell atto di nascita completo di tutte le generalità o attestazione rilasciata dall Autorità diplomatica del paese di origine, debitamente tradotta e legalizzata, con il quale si indicano le esatte generalità, la paternità e la maternità; - certificato storico di residenza in bollo; - certificato dello stato familiare in bollo; - certificato generale del casellario giudiziale in bollo rilasciato dal Tribunale competente; - certificazione relativa ai redditi dei 3 anni precedenti la presentazione della domanda, autenticata dall Ufficio delle Imposte presso il quale è stata presentata la dichiarazione; - certificati penali del paese di origine e degli eventuali paesi di residenza; - dichiarazione personale di rinuncia alla protezione dell Autorità diplomatica italiana nei confronti dell Autorità del paese di origine (su modello predisposto); - autorizzazione personale per le competenti Autorità del paese di origine a rilasciare tutte le informazioni sul proprio conto alle Autorità diplomatiche italiane (su modello predisposto); 12 12

14 - certificato di svincolo nel caso in cui la cittadinanza di origine non si perda automaticamente con l acquisizione di un altra cittadinanza (da esibire in un secondo momento su invito del Ministero dell Interno). Per matrimonio - domanda su modulo predisposto dal Ministero dell Interno indirizzata al Presidente della Repubblica per il tramite della Prefettura; - estratto dell atto di nascita completo di tutte le generalità o attestazione rilasciata dall Autorità diplomatica del paese di origine, tradotta e legalizzata, con il quale si indicano le esatte generalità, la paternità e la maternità; - certificato storico di residenza in bollo; - certificato dello stato familiare in bollo; - certificato generale del casellario giudiziale rilasciato dal Tribunale competente; - certificati penali del paese d origine e degli eventuali paesi di residenza (autocertificabile solo per i cittadini dell Unione Europea) - certificato di cittadinanza italiana in bollo del coniuge. Qualora alcuni di questi documenti siano redatti in lingua straniera, il documento originale dovrà essere tradotto e legalizzato dalla Rappresentanza diplomatica italiana nel Paese d origine. Dove rivolgersi: Ufficio Anagrafe Centrale Via Caduti di Marzabotto, 25 Tel. 0541/ Fax 0541/ RESIDENZA La residenza di una persona è nel luogo in cui la persona ha la dimora abituale. Il domicilio è nel luogo in cui una persona stabilisce la sede principale dei propri affari o interessi. È possibile quindi che residenza e domicilio siano in luoghi diversi. Per il trasferimento della residenza occorre: - passaporto o carta d identità valida per l espatrio; - permesso o carta di soggiorno; - atto di nascita tradotto in lingua italiana (non sempre richiesto). Il cittadino straniero deve presentarsi di persona all Anagrafe del Comune dove intende trasferirsi. Se il trasferimento riguarda l intero nucleo familiare, tutti i familiari devono essere in regola con il permesso di soggiorno e la dichiarazione può essere fatta da qualsiasi componente, purché maggiorenne. Se il cittadino straniero va ad abitare presso un altra famiglia occorre il consenso del capo famiglia (cioè la persona che compare per prima nello stato di famiglia). Le persone domiciliate nella stessa abitazione sono inserite nel medesimo stato di famiglia; se non esistono vincoli di parentela si può chiedere di essere iscritti in uno stato di famiglia autonomo. L iscrizione nel registro della popolazione residente è subordinata all esito favorevole del controllo da parte della Polizia municipale. L iscrizione anagrafica nelle liste dei residenti in un Comune è la condizione per poter ottenere: - la carta d identità; - il rilascio o la conversione della patente di guida; - alcuni servizi erogati dal Comune (assistenza sociale, possibilità di accesso alle case popolari, iscrizioni alle scuole materne comunali)

15 Obblighi di rinnovo dell iscrizione anagrafica e cancellazione I cittadini stranieri iscritti in anagrafe hanno l obbligo di rinnovare all Ufficio Anagrafe la dichiarazione di dimora abituale nel comune entro 60 giorni dal rinnovo del permesso di soggiorno o della carta di soggiorno. L iscrizione anagrafica viene cancellata se il cittadino straniero si rende irreperibile trascorso un anno dalla scadenza del permesso o della carta di soggiorno. CODICE FISCALE Il codice fiscale è un codice alfanumerico, con il quale il Ministero delle Finanze identifica un cittadino. Per ottenerlo bisogna richiederlo presso un ufficio periferico del Ministero delle Finanze. Ufficio delle Entrate di Rimini Via IV Novembre, 21 Tel. 0541/58311 Il Codice Fiscale è necessario per: - essere assunti come lavoratori dipendenti; - iscriversi al Servizio Sanitario Nazionale; - iniziare un attività lavorativa autonoma; - concludere qualsiasi tipo di contratto (per es. di affitto, di vendita, assicurazioni, utenze, ecc.) - aprire un conto corrente bancario; - altre operazioni di interesse quotidiano (acquisti, intestazioni, ecc.). Il Codice Fiscale non può sostituire il documento d identità personale, pertanto non può essere utilizzato per le finalità sopra descritte se non è accompagnato dal permesso di soggiorno o da un altro documento identificativo (passaporto o documento equipollente, carta d identità). Documenti necessari per ottenere il Codice Fiscale Gli Uffici delle Entrate possono ritenere valide le domande di attribuzione del Codice Fiscale accompagnate anche da uno solo dei seguenti documenti in corso di validità: - passaporto valido, con relativo visto ove prescritto, o altro documento equipollente riconosciuto dalle Autorità italiane; - permesso di soggiorno valido; - carta d identità del Comune di residenza. Se non si è in possesso del passaporto: - attestazione di identità consolare (rilasciata dal consolato di appartenenza) con fotografia. Se non si è in possesso del permesso di soggiorno: - ricevuta rilasciata dalla Questura a seguito di un istanza di rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno; - passaporto valido. PATENTE DI GUIDA La patente italiana viene rilasciata dalla Motorizzazione Civile della provincia in cui il cittadino straniero ha la residenza. Il cittadino straniero che possiede una patente rilasciata dal suo paese d origine può condurre autoveicoli in Italia solo se tale patente è idonea per l uso internazionale

16 Se non fosse una patente internazionale, per poter guidare in Italia il cittadino straniero deve allegare una traduzione in italiano legalizzata dall Autorità diplomatica italiana nel suo paese. Conversione della patente Se il cittadino straniero appartiene ad uno degli Stati che fanno parte dell elenco sotto indicato, può convertire la sua patente estera in patente italiana solo se è in possesso di regolare permesso di soggiorno ed è residente in un comune dello Stato. La conversione è comunque obbligatoria entro un anno dall ottenimento della residenza (iscrizione anagrafica in un comune). Elenco degli Stati le cui patenti possono essere convertite: Algeria, Argentina, Austria, Belgio, Corea, Croazia, Danimarca, Filippine, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Islanda, Libano, Liechtenstein, Lussemburgo, Macedonia, Malta, Marocco, Norvegia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Principato Di Monaco, Romania, San Marino, Spagna, Sri Lanka, Svezia, Svizzera, Taiwan, Turchia, Ungheria. Questo elenco viene periodicamente aggiornato dal Ministero dei Trasporti. Pertanto si consiglia agli interessati che intendono convertire la patente di informarsi presso la sede provinciale della Motorizzazione Civile di eventuali variazioni dei paesi in esso indicati. Per la conversione della patente è necessario: - documento d identità valido ed una sua fotocopia; - certificato medico in bollo rilasciato in data non anteriore a 6 mesi dalla data di presentazione della domanda; - 2 foto tessera firmate ad uso patente; - patente estera originale che verrà trattenuta dall Ufficio che rilascerà un permesso provvisorio di guida ed una sua fotocopia; - modello compilato e sottoscritto; - versamenti postali predisposti dalla Motorizzazione Civile; - traduzione dei dati contenuti nella patente estera (la conformità della traduzione della patente verrà certificata dalla Rappresentanza diplomatica italiana nel paese in cui è stata emessa la patente o da un traduttore ufficiale); - dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà sul modello appositamente predisposto; - permesso di soggiorno valido. Note La patente non comunitaria è convertibile solo se il titolare l ha conseguita prima di aver ottenuto la residenza anagrafica in Italia (art. 136 del Codice della Strada). I cittadini non appartenenti all Unione Europea, possono sostenere l esame in forma orale. Per farlo devono presentare una specifica richiesta in bollo alla direzione provinciale della Motorizzazione Civile allegando una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà in cui affermano di non conoscere la lingua italiana nella forma scritta. Questa dichiarazione deve essere resa ai funzionari dei Consolati in Italia dei paesi da cui provengono i candidati stranieri. I cittadini stranieri ammessi agli esami orali non possono farsi assistere da un interprete. Dove rivolgersi: Motorizzazione Civile (Sede provinciale) Via Giaccaglia, 2 Rimini Tel. 0541/ Fax 0541/

17 MATRIMONIO Richiesta di pubblicazioni La pubblicazione serve per rendere pubblica la volontà di due persone che intendono sposarsi. Prima della pubblicazione i futuri sposi devono prestare giuramento di fronte ad un Ufficiale di Stato civile. La richiesta può essere fatta da chiunque, libero dal vincolo del matrimonio, decida di sposarsi. I minorenni dai 16 ai 18 anni devono prima chiedere l autorizzazione al Tribunale dei Minori. La richiesta deve essere fatta presso l Ufficio Matrimoni del Comune di residenza di uno dei due futuri sposi. Per la richiesta di pubblicazioni occorre essere in possesso dei seguenti requisiti: - documenti d identità validi (passaporto o documento equipollente); - nulla osta rilasciato dal Consolato in Italia del paese di origine del cittadino straniero che intende sposarsi, oppure dall' autorità competente dello stato di provenienza, tradotto e legalizzato presso la Rappresentanza diplomatico-consolare italiana in quel paese. La firma dell Ambasciatore o del Console deve essere autenticata dalla Prefettura. Se il cittadino ha la residenza in Italia, occorre anche il certificato di stato libero e residenza in bollo. - presenza, al momento del giuramento, di due testimoni maggiorenni con documenti d identità validi (se sono stranieri devono avere il permesso di soggiorno in corso di validità); - estratto dell atto di nascita del minore con generalità nel caso che i futuri sposi debbano legittimare i figli minori nati dalla loro unione. Chi si vuole sposare in chiesa deve presentare un modulo rilasciato dalla parrocchia di appartenenza. Per il giuramento non è necessario essere titolare di un permesso di soggiorno. Le pubblicazioni sono affisse alla casa comunale per almeno 8 giorni comprendenti due domeniche. Se uno dei futuri coniugi è residente in un altro Comune, le pubblicazioni sono affisse in entrambi i Comuni. Casi particolari I cittadini stranieri a cui è stato riconosciuto lo status di rifugiato devono richiedere il nulla osta all A.C.N.U.R. (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati), presentando un atto notorio redatto in Prefettura alla presenza di due testimoni in possesso di un documento d identità valido. I cittadini statunitensi, invece del nulla osta, devono presentare una dichiarazione giurata resa davanti al Console degli USA con firma autenticata in Prefettura e atto notorio reso davanti al Pretore. RICONGIUNGIMENTO FAMILIARE Soggetti aventi diritto e destinatari Può chiedere il ricongiungimento il cittadino italiano, il cittadino dell Unione Europea residente in Italia, il cittadino extracomunitario regolarmente soggiornante in Italia e titolare di carta di soggiorno o di permesso di soggiorno di una durata non inferiore ad 1 anno, rilasciato per lavoro subordinato, lavoro autonomo, studio, motivi religiosi o asilo. I familiari che possono essere ricongiunti sono: - il coniuge non legalmente separato; - figli minorenni a carico; - figli maggiorenni a carico, qualora non possano provvedere al proprio sostentamento a causa del loro stato di salute che comporti invalidità totale; - genitori a carico, qualora non abbiano altri figli nel paese di origine o di provenienza; - genitori sopra i 65 anni, qualora gli altri figli siano impossibilitati al loro sostentamento per documentati gravi motivi di salute

18 Requisiti per l ottenimento del nulla osta al ricongiungimento familiare - Alloggio idoneo, secondo i parametri stabiliti dalla legge regionale per gli alloggi di edilizia pubblica; - Reddito annuo, di importo pari all assegno sociale in caso di ricongiungimento di 1 solo familiare; al doppio dell importo annuo dell assegno sociale in caso di ricongiungimento di 2 o 3 familiari; al triplo dell importo annuo dell assegno sociale se si chiede il ricongiungimento di 4 o più familiari. In ogni caso ai fini della determinazione del reddito si tiene conto anche del reddito annuo complessivo dei familiari già conviventi con il richiedente. La domanda di nulla osta al ricongiungimento familiare deve essere presentata, con la documentazione prescritta compresa quella attestante i rapporti di parentela, coniugio o minore età autenticata dall Autorità consolare italiana, allo sportello unico per l immigrazione 2 presso la Prefettura competente per il luogo di dimora del richiedente. Il nulla-osta rilasciato dall Ufficio Immigrazione deve essere inviato al familiare del richiedente interessato al ricongiungimento che può ottenere il visto di ingresso per ricongiungimento familiare da parte della Rappresentanza diplomatica italiana all estero. Al cittadino straniero (anche non in regola con il permesso di soggiorno) che ha sposato un cittadino italiano, può essere rilasciato un permesso di soggiorno per motivi familiari. Tale permesso verrà immediatamente revocato se al matrimonio non è seguita l effettiva convivenza, salvo che dal matrimonio siano nati figli. MINORI Soggiorno regolare dei minori stranieri Il figlio minore del cittadino straniero con questi convivente e regolarmente soggiornante è iscritto nel permesso o nella carta di soggiorno di uno o di entrambi i genitori fino al compimento del quattordicesimo anno di età e segue la condizione giuridica del genitore con il quale convive. Se il minore risulta affidato ai sensi della Legge n. 184/1983 (Disciplina dell adozione e dell affidamento dei minori) è iscritto, fino al medesimo limite, nel permesso o nella carta di soggiorno del cittadino straniero al quale è affidato e ne segue la condizione giuridica. Al compimento del quattordicesimo anno di età al minore verrà rilasciato un permesso di soggiorno per motivi familiari valido fino al compimento della maggiore età. Nota Il Tribunale per i Minorenni, per gravi motivi connessi con lo sviluppo psico-fisico e tenuto conto dell età e delle condizioni di salute del minore che si trova in Italia, può autorizzare l ingresso o la permanenza del familiare per un periodo di tempo determinato, anche in deroga alle altre disposizioni contenute nel Testo Unico sull immigrazione. Non è consentita l espulsione dei minori stranieri, salvo il diritto a seguire il genitore o l affidatario espulsi. 2 In attesa del nuovo Regolamento attuativo del Testo Unico sull immigrazione, le Questure rimangono ancora gli enti competenti per quanto riguarda l accettazione delle domande ed il successivo rilascio dei nulla osta al ricongiungimento familiare. In questa fase transitoria, inoltre, i certificati attestanti i rapporti di parentela, coniugio e minore età dovranno ancora essere prodotti alle Rappresentanze diplomatiche italiane nei paesi di provenienza dei cittadini per i quali si chiede il ricongiungimento familiare, all atto della richiesta del visto d ingresso in Italia

19 Qualora debba essere disposta l'espulsione di un minore straniero, il provvedimento è adottato su richiesta del Questore dal Tribunale per i minorenni. Stante il divieto di espulsione nei confronti dei minorenni, il Questore rilascia un permesso di soggiorno per minore età, salvo l iscrizione del minore di quattordici anni nel permesso di soggiorno del genitore o dell affidatario straniero regolarmente soggiornante. Al compimento della maggiore età, al minore iscritto nel permesso di soggiorno dei genitori o titolare di autonomo permesso per motivi familiari o affidato ai sensi della Legge 184/1983, può essere rilasciato un permesso di soggiorno per motivi di studio, di accesso al lavoro, di lavoro subordinato o autonomo, per esigenze sanitarie o di cura. Minori non accompagnati / Minori ammessi temporaneamente sul territorio dello Stato Comitato per i Minori Stranieri Per minore straniero non accompagnato presente nel territorio dello Stato s intende il minorenne non avente cittadinanza italiana o di altro Stato dell Unione Europea che, non avendo presentato domanda di asilo, si trova per qualsiasi causa nel territorio italiano privo di assistenza e rappresentanza da parte dei genitori o di altri adulti per lui legalmente responsabili in base alle leggi vigenti nell ordinamento italiano. Per minori ammessi temporaneamente sul territorio dello Stato s intendono i minorenni che fanno ingresso in Italia e vi soggiornano per un limitato periodo di tempo (massimo 90 giorni) su richiesta di enti, associazioni o famiglie che intendono ospitarli a fini esclusivamente umanitari o terapeutici. Il Comitato per i Minori Stranieri, istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, opera al fine di tutelare i diritti dei minori presenti non accompagnati e dei minori accolti, in conformità alle previsioni della Convenzione sui diritti del fanciullo (New York, 20 Novembre 1989). Tra i compiti demandati al Comitato vi è quello di fissare le modalità d ingresso e soggiorno in Italia ed il successivo rimpatrio dei minori di età superiore ai 6 anni che trovano accoglienza temporanea presso enti, associazioni o famiglie italiane. Il Comitato inoltre svolge compiti d impulso e di raccordo con le altre amministrazioni interessate per l affidamento temporaneo ed il rimpatrio assistito di minori stranieri che risultino in stato di abbandono in Italia, al fine di promuovere l individuazione dei familiari anche nei loro paesi di origine o in paesi terzi. Può adottare, ai fini di protezione e di garanzia del diritto all unità familiare, il rimpatrio assistito dei minori presenti non accompagnati. Gli operatori che entrano in contatto con i minori non accompagnati sono invitati a renderli edotti (anche attraverso l ausilio di personale specializzato) sul loro eventuale diritto di chiedere asilo in Italia. I pubblici ufficiali, gli incaricati di pubblico servizio e gli enti che svolgono attività sanitaria e di assistenza, i quali vengano comunque a conoscenza dell ingresso o della presenza sul territorio dello Stato di un minorenne straniero non accompagnato, sono tenuti a darne immediata notizia al Comitato, con mezzi idonei a consentirne la riservatezza. Accoglienza Al minore non accompagnato sono garantiti i diritti relativi al soggiorno temporaneo, alle cure sanitarie, all avviamento scolastico e alle altre provvidenze disposte dalla legislazione vigente. Le modalità di accoglienza sono di competenza dei servizi sociali locali cui spetta di assicurare anche tutte le forme di assistenza, mentre al Comitato spetta solo un compito di vigilanza e controllo. L obbligo dell accoglienza (art. 6 del DPCM 9 dicembre 1999, n. 535 e art. 403 del Codice Civile) impone che quando sul territorio italiano è presente un minore straniero non accompagnato, questi deve essere accolto temporaneamente presso le strutture istituzionali a ciò preposte

20 Talvolta, a causa delle lentezze burocratiche dei servizi sociali o per la diffidenza dei minori verso strutture istituzionali, i minori vengono accolti direttamente da strutture di prima accoglienza del "privato sociale" o da privati (ad es. parenti del minore, alcuni suoi connazionali, parrocchie, ecc.). In tale caso, se l accoglienza non viene formalizzata dai servizi sociali, le conseguenze saranno: tutti gli oneri economici per il mantenimento del minore restano a carico di chi presta accoglienza; rischio di non effettuare correttamente il percorso amministrativo per giungere all affidamento (vedi sotto). Il legale rappresentante della struttura che accoglie il minore diventa per legge tutore provvisorio (art. 3 della Legge 184/83 e art. 402 del Codice Civile) del ragazzo/a, fino alla nomina del tutore definitivo. La tutela provvisoria comporta, per il legale rappresentante della struttura che accoglie il minore, alcuni adempimenti necessari: - la segnalazione immediata del minore al Comitato per i Minori Stranieri attraverso la Prefettura territorialmente competente (lo scopo della segnalazione è quello di far svolgere al Comitato per i Minori Stranieri ogni accertamento sullo status del minore, finalizzato al ricongiungimento familiare mediante il rimpatrio); - la domanda di nomina di tutore, da presentarsi entro 30 giorni al Giudice Tutelare presso il Tribunale ordinario competente per territorio. Gli stessi adempimenti dovranno essere svolti dal privato che accoglie spontaneamente il minore non accompagnato. Tutore Il tutore nominato dal Giudice Tutelare diventa rappresentate legale del minore ma non diventa affidatario dello stesso. Ai sensi dell'art. 3 della Legge 184/83 il legale rappresentante della struttura che accoglie il minore e anche coloro che prestano gratuitamente la propria attività a favore delle comunità di tipo familiare e degli istituti di assistenza pubblici o privati, non possono essere nominati tutori dal giudice. In questa fase, al minore può essere rilasciato un permesso di soggiorno per "minore età" (ai sensi dell'art. 28 del Regolamento di attuazione del Testo Unico sull immigrazione). Il permesso di soggiorno per minore età, secondo l'attuale interpretazione del Ministero dell'interno, comporta il divieto di svolgere attività lavorative e soprattutto l'impossibilità di un suo rinnovo al compimento della maggiore età, con il conseguente invito a lasciare il territorio dello Stato una volta diventato maggiorenne. Affidamento (art. 4, Legge 184/83) L'affidamento è disposto preferibilmente nei confronti di un nucleo familiare oppure a favore di comunità di tipo familiare o di istituti di assistenza pubblici o privati. L'affidamento può avvenire sia per via amministrativa e cioè attraverso i servizi sociali locali, sia per via giurisdizionale, attraverso il Tribunale per i Minorenni. Le due modalità sono alternative. 1. Affidamento familiare per via amministrativa Il provvedimento amministrativo dell'affidamento familiare, è disposto dai servizi sociali locali, previo espresso consenso manifestato dal tutore nominato dal Giudice Tutelare, sentito il minore che ha compiuto gli anni 12 (va sentito anche il minore di età inferiore in considerazione della sua maturità). Nella prassi, sarà opportuno che i servizi sociali locali siano sollecitati dal legale rappresentante della struttura che accoglie il minore, ovvero dal tutore, al fine di procedere all'affidamento familiare

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