disabile adducendo quale giustificato motivo oggettivo il fatto che presso l originaria

Dimensione: px
Iniziare la visualizzazioe della pagina:

Download "disabile adducendo quale giustificato motivo oggettivo il fatto che presso l originaria"

Transcript

1 Il diritto del disabile in situazione di gravità di scegliere la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio può essere esercitato anche successivamente al momento dell'assunzione (Cassazione civile sez. lav. sentenza n /2012 Sabrina Cestari) La previdenza.it La vicenda dalla quale trae origine la sentenza qui commentata riguarda il licenziamento intimato da una società con più di cinquanta dipendenti ad un lavoratore, invalido civile in accertata situazione di gravità, assunto obbligatoriamente ai sensi della legge n. 462/1968. La società aveva licenziato il disabile adducendo quale giustificato motivo oggettivo il fatto che presso l originaria sede di lavoro non vi erano più mansioni compatibili con la sua professionalità e che il lavoratore aveva rifiutato il trasferimento presso altra sede. Il disabile aveva presento ricorso chiedendo l annullamento del licenziamento ai sensi della legge n.68/1999, art. 10, comma 4, e art. 3, in quanto il numero dei lavoratori rimasti occupati obbligatoriamente presso la datrice di lavoro era inferiore alla quota di riserva prevista dalla legge e anche in considerazione del suo diritto di rimanere nella sede ove si trovava, ai sensi della legge 104/1992, art. 33, comma 6. Il mancato assenso al trasferimento era dovuto, infatti, secondo il lavoratore, alla sua impossibilità di trasferirsi in altra sede in ragione delle condizioni di salute e non poteva, quindi, costituire giustificato motivo oggettivo di licenziamento. Il Tribunale di Varese respingeva il ricorso in quanto il numero dei lavoratori rimasti occupati obbligatoriamente presso la società non

2 era risultato inferiore alla quota di riserva e anche perchè nella originaria sede non erano residuate mansioni compatibili con le condizioni di salute del disabile che, per altro, aveva rifiutato il trasferimento nella nuova sede. La Corte d Appello di Milano confermava la sentenza del Tribunale di Varese. Secondo la Suprema Corte, nella sentenza qui commentata, i Giudici, nell'esaminare la fattispecie, non hanno valutato innanzitutto adeguatamente il fatto che il rifiuto opposto dal lavoratore al trasferimento deve essere posto in relazione alle sue specifiche condizioni d invalido civile in accertata situazione di "gravità" e, quindi, di beneficiario dell'agevolazione prevista dalla legge n. 104/1992, art. 33, comma 6. Secondo la Cassazione, per altro, incombeva sulla società l'onere di provare l'esistenza di specifiche ragioni ostative all'esercizio del diritto previsto dal suindicato art. 33, comma 6. La norma, che prevede il diritto del disabile in situazione di gravità di scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio, va interpretata, secondo la Suprema Corte, nel senso che tale diritto può essere esercitato, al ricorrere delle condizioni di legge, oltre che al momento dell'assunzione, anche successivamente e, in tal caso, sia quando la situazione di handicap intervenga in corso di rapporto, sia quando essa preesista ma l'interessato, per ragioni apprezzabili, intenda mutare la propria residenza, deponendo in tal senso, oltre che la lettera della norma, l'esigenza di consentire l'effettività del diritto al lavoro in capo alla

3 persona svantaggiata a causa della situazione di handicap. Tale diritto, tuttavia, precisa la Cassazione, non si configura come incondizionato, giacché esso può essere fatto valere allorquando, alla stregua di un equo bilanciamento tra tutti gli interessi implicati, il suo esercizio non finisca per ledere in maniera consistente le esigenze economiche, produttive o organizzative dell'impresa, gravando sulla parte datoriale l'onere della prova di siffatte circostanze ostative all'esercizio stesso dell'anzidetto diritto (cfr. Cass. 18 febbraio 2009, n. 3896). La succitata norma, sottolinea la Suprema Corte, è applicabile solo a persone disabili le cui condizioni di salute siano particolarmente critiche e, benchè non attribuisca un diritto assoluto, non può essere pretermessa, ove si discuta del trasferimento disposto nei confronti di un soggetto che ne sia beneficiario. Al riguardo è significativo secondo la Cassazione quanto affermato dalla Corte costituzionale (sentenza n. 246 del 1997), ovvero che la garanzia della vicinanza del luogo di lavoro rispetto alla residenza è uno strumento che agevola la tutela dell'integrità fisica del disabile e, quindi, ha la sua base negli artt. 4, 32 e 38 Cost., pur dovendo essere bilanciata con il potere organizzativo e direttivo dell'imprenditore, riconosciuto dall'art. 41 Cost.. La Corte di Cassazione ha, quindi, accolto il ricorso del lavoratore

4 disabile e cassato con rinvio la sentenza, affermando che la Corte d Appello nell ulteriore esame del merito della controversia dovrà attenersi oltre che al superiore principio anche ai seguenti: in materia di calcolo della quota di riserva dei soggetti assunti obbligatoriamente, in seguito all'abrogazione del D.P.R. n. 333/2000, art. 11, comma 2, a partire dal 1 gennaio 2004, è venuta meno, per i datori di lavoro, la facoltà di computare come unità intere nelle quote obbligatorie di riserva i lavoratori appartenenti alle cosiddette categorie protette; la legge 68/1999, art. 4 prevede l'annullabilità del recesso esercitato nei confronti del lavoratore disabile occupato obbligatoriamente qualora, nel momento della cessazione del rapporto, il numero dei rimanenti lavoratori occupati obbligatoriamente sia inferiore alla quota di riserva prevista dal precedente art. 3 legge, ma tale annullabilità riguarda soltanto il recesso di cui alla legge n. 223/1991, art. 4, comma 9, ovvero il licenziamento per riduzione di personale o per giustificato motivo oggettivo. Avvocato Sabrina Cestari LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE LAVORO Sentenza 20 settembre 2012, n Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. VIDIRI Guido - Presidente - Dott. STILE Paolo - Consigliere - Dott. NAPOLETANO Giuseppe - Consigliere -

5 Dott. BRONZINI Giuseppe - Consigliere - Dott. TRIA Lucia - rel. Consigliere - ha pronunciato la seguente: sentenza sul ricorso proposto da: F.M. (OMISSIS)- ricorrente - contro C. ITALIA S.P.A. (OMISSIS);... Omissis... Fatto 1. La sentenza attualmente impugnata - confermando la sentenza del Tribunale di Varese n. 298 del 3 gennaio respinge la domanda di F.M. - dipendente della Carlsberg Italia s.p.a. dal 1988, con avviamento obbligatorio ai sensi della L. n. 482 del 1968, in quanto invalido civile in accertata situazione di "gravità" - diretta ad ottenere l'annullamento del licenziamento per giustificato motivo oggettivo, intimatogli dalla società datrice di lavoro il 29 ottobre 2004, con le conseguenze di cui all'art. 18 St.lav. La Corte d'appello di Milano, per quel che qui interessa, precisa che: a) il Tribunale ha escluso l'annullabilità del licenziamento - richiesta ai sensi della L. n. 68 del 1999, art. 10, comma 4, e art. 3 in quanto il numero dei lavoratori rimanenti occupati obbligatoriamente presso la datrice di lavoro non è risultato inferiore alla quota di riserva, all'esito della comparazione territoriale con i lavoratori della sede di (OMISSIS); b) il Tribunale ha inoltre affermato la legittimità del licenziamento perchè gli uffici amministrativi dell'azienda, cui era stato assegnato il F. per lo svolgimento di mansioni impiegatizie in considerazione del suo stato di salute, erano stati trasferiti da (OMISSIS) e presso la sede di (OMISSIS) non erano residuate mansioni operaie compatibili con le condizioni di salute del F., il quale ha rifiutato il proposto trasferimento a (OMISSIS); c) va precisato che, conformemente a quanto ritenuto dal primo Giudice, l'art. 10, comma 4, invocato prevede con assoluta chiarezza che la scopertura della quota di riserva al momento del licenziamento è di per sè motivo di illegittimità del licenziamento del disabile per giustificato motivo oggettivo, anche nel caso in cui esistano effettivamente ragioni oggettive che possano, in teoria, giustificare il recesso, peraltro eventuali profili di incostituzionalità della norma per contrasto con l'art. 41 Cost. non sono rilevanti nel presente giudizio; d) è in contestazione il metodo da applicare per stabilire se la quota di riserva sia stata rispettata, in particolare si discute sul fatto se, ai suddetti fini, sia necessario e sufficiente fare riferimento all'intera azienda, sulla base del citato art. 3, ovvero se sia necessario tenere conto anche della "compensazione territoriale", che i datori di lavoro privati, per quanto qui rileva, devono chiedere con domanda motivata al competente Ufficio provinciale (in caso di compensazione tra unità

6 produttive situate nella medesima Regione) ovvero al Ministero del lavoro e della Previdenza sociale - Direzione generale per l'impiego (in caso di unità produttive situate in Regioni diverse); e) nella specie, la compensazione è stata chiesta il 27 gennaio 2005 con riferimento alle unità produttive di (OMISSIS) e la domanda è stata irregolarmente presentata alla Direzione provinciale di Varese, anzichè al suddetto Ministero; f) è, quindi, da escludere che su di essa si sia potuto formare il silenzio accoglimento, di cui all'art. 5, comma 2, da parte dell'ente destinatario competente a decidere; g) comunque, ciò non rileva perchè è da ritenere che, come ha precisato il Tribunale, nel caso di imprese con più unità, ai fini dell'art. 10, comma 4, cit. è necessario e sufficiente il rispetto della quota di riserva come computata ai sensi del precedente art. 3 e cioè come percentuale sul complessivo organico aziendale, indipendentemente dalla distribuzione territoriale e, quindi, dalla compensazione; h) questa è infatti l'interpretazione che ha un chiaro riscontro nel dato letterale dell'art. 10, comma 4, stesso, nella sua ratio ed è anche l'interpretazione costituzionalmente orientata della norma, perchè consente un equo temperamento tra libertà di organizzazione dell'impresa e valori sottesi all'avviamento obbligatorio dei lavoratori disabili; i) nel caso di specie non è contestato che, all'epoca de licenziamento del F. e anche dopo il licenziamento dell'altro invalido G., la quota di riserva, su tutto il territorio nazionale, era rispettata dalla società, sicchè ogni altra questione è assorbita; 1) deve essere confermata anche la statuizione del Tribunale secondo cui presso l'unità produttiva di (OMISSIS), dopo il trasferimento a (OMISSIS) dell'ufficio cui era addetto il F., non vi era alcuna posizione lavorativa confacente alla professionalità del lavoratore e compatibile con il suo stato di salute, tale essendo l'esito dell'istruttoria svolta. 2.- Il ricorso di F.M., illustrato da memoria, domanda la cassazione della sentenza per due motivi; resiste, con controricorso, la Carlsberg Italia s.p.a., che propone, a sua volta ricorso incidentale condizionato, per due motivi. 1 - Profili preliminari. Diritto 1. Preliminarmente deve essere disattesa - in conformità con l'orientamento espresso da Cass. 23 novembre 2011, n , cui il Collegio intende dare continuità - l'eccezione di nullità del ricorso per violazione dell'art. 125 cod. proc. civ., come novellato dal D.L. 29 dicembre 2009, n. 193, art. 4, comma 8, lett. a), convertito con modificazioni, dalla L. 22 febbraio 2010, n. 24. La norma codicistica novellata prevede che il difensore nel ricorso indica il proprio codice fiscale. Nel presente ricorso è indicato il codice fiscale della parte e non quello dei difensori. La tesi della società è che tale omissione comporti la nullità del ricorso. Va tuttavia osservato che, dalla complessiva lettura dell'art. 125 cit., comma 1 si evince agevolmente che l'indicazione del codice fiscale del difensore ivi prevista, pur essendo obbligatoria come si desume dalla scelta del voce verbale che la precede ("indica"), ha tuttavia una valenza

7 imperativa meno intensa di quella prevista per gli altri requisiti formali imposti dalla parte antecedente della norma, con le espressioni "debbono indicare" e "debbono essere sottoscritti". Nè va omesso di considerare che, in base all'art. 156 cod. proc. civ., come regola generale, non può essere pronunciata la nullità per inosservanza di forme di alcun atto del processo, se la nullità non è comminata dalla legge (comma 1) e a tale regola può farsi eccezione soltanto se l'atto risulti carente dei requisiti formali indispensabili per il raggiungimento dello scopo. Nella specie, per la mancata indicazione del codice fiscale in oggetto, non è prevista la nullità dell'atto e non può certo ritenersi che la suddetta omissione dia luogo alla dianzi indicata ipotesi eccezionale (nello stesso senso: Cass. 20 aprile 2012, n. 6211; Cass. 19 aprile 2012, n. 6113; Cass. 18 aprile 2012, n. 6055; Cass. 14 febbraio 2012, n. 2068). Va, inoltre, considerato che l'indicazione del codice fiscale ha una valenza più tributaria che non strettamente processuale, non essendo orientata nè al contraddittorio nè alla identificazione della parte rispetto al giudice e alle altre parti (vedi, fra le tante: Cons. Stato, sez. 7, 9 novembre 2010, n. 7981). Conseguentemente, anche da questo punto di vista, la relativa omissione non può che essere configurata come una mera irregolarità sanabile, o di iniziativa dello stesso difensore (come è accaduto nella specie, ove, la memoria depositata ex art. 378 cod. proc. civ. nell'interesse del lavoratore, risulta essere completa dell'indicazione dei codici fiscali dei suoi difensori) oppure attraverso un sollecito da parte del Giudice, diretto a favorire una condotta del difensore che vada a rimuovere l'irregolarità stessa. 2 - Sintesi dei motivi del ricorso principale. 2.- Con il primo motivo si denuncia, in relazione all'art. 360 c.p.c., n. 3, violazione: a) della L. n. 68 del 1999, art. 10, comma 4; b) della L. n. 68 del 1999, art. 3 e art. 5, comma 8; c) degli artt. 112 e 115 cod. proc. civ.. Si sostiene che, in riferimento alla compensazione territoriale, la Corte milanese abbia violato gli artt. 112 e 115 cod. proc. civ. perchè ha pronunciato oltre i limiti della domanda ed non ha posto a fondamento della decisione le prove proposte dalle parti. Si rileva, in particolare, che la Corte d'appello non ha considerato che: 1) la compensazione territoriale, richiesta nel gennaio 2005, non era stata espressamente autorizzata; 2) in base alla L. n. 68 del 1999, art. 5, comma 8, e art. 18, comma 1, la compensazione opera solo in relazione a nuove assunzioni, non con riferimento ai lavoratori già assunti; 3) la richiesta di compensazione era priva della prescritta motivazione; 4) al momento del licenziamento del F. presso lo stabilimento di (OMISSIS) la quota di riserva dei disabili era pari a dieci unità, mentre vi lavoravano nove disabili, oltre all'unità assunta ai sensi della L. n. 68 del 1999, art. 18, comma 2; 5) ai fini della compensazione territoriale, i soprannumerari delle categorie protette dello stabilimento di (OMISSIS) non erano disabili ma soggetti appartenenti alle diverse categorie previste dalla L. n. 68 del 1999, art. 18, comma 2, mentre nello stabilimento di (OMISSIS) vi era un solo lavoratore in meno rispetto alla quota, sempre appartenente alle categorie di cui all'art. 18, comma 2, cit.. La Corte milanese non ha tenuto conto del fatto che il thema decidendum non era stabilire se si registrasse la copertura da parte della società Carlsberg Italia della quota di riserva su tutto il territorio nazionale, ma era verificare se alla società fosse possibile coprire la sede di (OMISSIS) con il soprannumero di (OMISSIS), in base all'autorizzazione per la "compensazione territoriale"

8 che la società ha affermato di avere chiesto e che è disciplinata dalla L. n. 68 del 1999, dall'ari. 5, comma 8. Il lavoratore ha obiettato che la sede di (OMISSIS) non poteva considerarsi coperta sia perchè la suddetta richiesta di autorizzazione era successiva al proprio licenziamento sia perchè non avrebbe potuto essere rilasciata alcuna autorizzazione alla compensazione territoriale, visto che essa si riferisce solo alle nuove assunzioni. Conseguentemente, il licenziamento per giustificato motivo oggettivo irrogato al F. avrebbe dovuto essere annullato, in applicazione della L. n. 68 del 1999, art. 10, comma 4, visto che al momento della cessazione del rapporto il numero dei rimanenti lavoratori occupati obbligatoriamente era inferiore alla quota di riserva prevista dall'art. 3 della stessa legge. 3.- Con il secondo motivo si denuncia, in relazione all'art. 360 c.p.c., n. 3, violazione o falsa applicazione dell'art. 115 cod. proc. civ.. Si sottolinea che il licenziamento del F. - invalido civile in situazione di "gravità" ai sensi della L. 5 febbraio 1992, n. 104, art. 3, comma 3 - è stato determinato dal mancato contesto del lavoratore al proprio trasferimento dalla sede di (OMISSIS), ove la Carlsberg Italia s.p.a. aveva dislocato alcuni uffici tra i quali anche quello commerciale cui il ricorrente era addetto. Il mancato consenso era dovuto alla gravosità dello spostamento, stante il diritto del lavoratore di rimanere nella sede ove si trovava (ai sensi della L. n. 104 del 1992, art. 33, comma 6, cit.) e l'impossibilità di avvalersi della c.d. navetta per raggiungere la nuova sede di lavoro e rientrare a casa, visto che il suo orario di lavoro era ridotto rispetto a quello degli altri dipendenti. La Corte d'appello, sulla base di una "valutazione delle risultanze istruttorie non conforme alle risultanze stesse", ha affermato che è stata accertata l'assenza presso la sede di (OMISSIS) di mansioni compatibili con lo stato di salute del F., mentre le prove acquisite avevano dimostrato il contrario e comunque la datrice di lavoro non aveva provato l'impossibilità di affidare altra mansione (operaia o impiegatizia) al ricorrente, conforme alla sua capacità e compatibile con il suo stato invalidante (che gli impedisce lo svolgimento attività in posizione eretta). 3 - Sintesi dei motivi del ricorso incidentale condizionato. 4.- Con il primo motivo si denuncia, in riferimento all'art. 360 c.p.c., n. 3, violazione e falsa applicazione della L. n. 68 del 1999, art. 5, comma 8. Si contesta la statuizione della Corte milanese secondo cui, conformemente a quanto ritenuto dal primo Giudice, l'art. 10, comma 4, invocato stabilisce con assoluta chiarezza che la scopertura della quota di riserva al momento del licenziamento è di per sè motivo di illegittimità del licenziamento del disabile per giustificato motivo oggettivo, anche nel caso in cui esistano effettivamente ragioni oggettive che possano, in teoria, giustificare il recesso e che, peraltro, eventuali profili di incostituzionalità della norma per contrasto con l'art. 41 Cost. non sono rilevanti nel presente giudizio. Si sostiene che, invece, la suindicata disposizione presuppone l'esistenza di una possibilità di ricollocazione lavorativa del disabile, sicchè essa non potrebbe operare nel caso di riorganizzazione che riguardi proprio l'invalido e che comporti che questi si trovi in condizione di non avere più alcuna possibilità occupazionale adeguata alla propria capacità lavorativa.

9 Solo tale interpretazione - in base alla quale il licenziamento del F. sarebbe legittimo -sarebbe conforme alla ratio della disposizione e di tutta la L. n. 68 del 1999 e sarebbe in linea con il dettato costituzionale. 5.- Con il secondo motivo si denuncia, in riferimento all'art. 360 c.p.c., n. 3, violazione e falsa applicazione del D.P.R. n. 333 del 2000, art. 3. Si sostiene che l'interpretazione data dalla Corte d'appello al D.P.R. del 2000, art. 5 "pur non avendo inficiato la (pur corretta) decisione finale, non è condivisibile". Infatti, in base al principio generale stabilito dalla L. n. 249 del 1968, art. 5: Le istanze o i ricorsi rivolti, nel termine previsto dalla legge, a organi diversi da quello competente ma appartenenti alla medesima amministrazione centrale non sono soggetti a dichiarazione di irricevibilità per scadenza di termine. Tali istanze e ricorsi sono trasmessi d'ufficio all'organo competente. Ne consegue che nella specie si deve considerare formato il silenzio accoglimento sulla domanda di compensazione territoriale erroneamente presentata alla Direzione provinciale del lavoro di Varese perchè questo ufficio aveva l'obbligo di trasmettere la domanda stessa al Ministero del lavoro e della previdenza sociale, in applicazione del suddetto principio di collaborazione tra enti appartenenti alla medesima amministrazione centrale. In ulteriore subordine, la società ribadisce che, laddove fosse considerato illegittimo il licenziamento, dovrebbe essere detratto da quanto riconosciuto al F. l'aliunde perceptum, avendo il lavoratore ammesso nel suo interrogatorio di aver lavorato dal 21 aprile al 21 ottobre 2005, come operaio addetto al reparto magazzino presso la ditta Goglio "percependo al netto circa 1000,00 Euro al mese". 4 - Esame delle censure. 6.- I motivi del ricorso principale sono da accogliere, per le ragioni e nei limiti di seguito indicati. Per una migliore comprensione della presente vicenda giudiziaria appare opportuno delineare, brevemente, gli aspetti essenziali del quadro normativo di riferimento In questa ottica va, in primo luogo, ricordato che, come più volte sottolineato dalla Corte costituzionale, a partire dall'emanazione della L. 5 febbraio 1992, n. 104, nel nostro Paese è stata data una prima, significativa risposta al pressante invito rivolto da più parti (a partire dallo stesso Giudice delle leggi: vedi sentenza costituzionale n. 215 del 1987) al legislatore nel senso di garantire la condizione giuridica del portatore di handicap in un quadro globale e organico, con ricomprensione di settori diversi (dalla ricerca scientifica ad interventi di tipo sanitario ed assistenziale, di inserimento nel campo della formazione professionale e nell'ambiente di lavoro, di integrazione scolastica, di eliminazione di barriere architettoniche e in genere di ostacolo all'esercizio di varie attività e di molteplici diritti costituzionalmente protetti) e con il coinvolgimento, a vario titolo, dello Stato, delle Regioni e degli enti locali minori (vedi, per tutte: Corte cost. sentenze n. 406 del 1992, n. 325 del 1996, n. 246 del 1997) La L. 12 marzo 1999, n la cui emanazione è dovuta alle numerose critiche mosse alla normativa sulle assunzioni obbligatorie dettata dalla L. 2 aprile 1968, n costituisce una

10 ulteriore tappa del cammino intrapreso con la L. n. 104 del 1992, con riguardo, in particolare, alla tutela del diritto al lavoro dei disabili. Come è stato osservato da più parti e riconosciuto anche dalla giurisprudenza di questa Corte (vedi, per tutte: Cass. 29 agosto 2011, n ; Cass. 6 aprile 2011, n. 7889), con la L. n. 68 del 1999 si è avuto un significativo salto di qualità in senso garantista, perchè si è passati da un sistema prevalentemente ispirato all'idea della configurazione dell'inserimento degli invalidi nelle imprese come un peso da sopportare in chiave solidaristica, ad un altro sistema diretto, invece, a coniugare la valorizzazione delle capacità professionali del disabile con la funzionalità economica delle imprese stesse. Si è così manifestata una più accentuata sensibilità del legislatore verso la persona dell'invalido, pur nel rispetto del principio del bilanciamento degli interessi; il che è attestato, da un lato, dalla completa equiparazione dei datori di lavoro pubblici a quelli privati e, dall'altro, da un riallineamento dei parametri delle quote di riserva a quelli fissati dagli altri Paesi europei. Il nostro legislatore, inoltre, si è mostrato consapevole, anche nel corso degli anni successivi, del ruolo sempre più pregnante che la tutela dei disabili ha assunto nell'ambito dell'unione europea e nell'ordinamento internazionale. Basti pensare che la Carta dei diritti fondamentali dell'unione europea - proclamata a Nizza nel 2000 e successivamente adattata a Strasburgo il 13 dicembre all'art. 26 (intitolato Inserimento dei disabili) stabilisce che: L'Unione riconosce e rispetta il diritto dei disabili di beneficiare di misure intese a garantirne l'autonomia, l'inserimento sociale e professionale e la partecipazione alla vita della comunità. A questa Carta l'art. 6 del Trattato di Lisbona ha attributo il valore giuridico dei trattati, ma anche in precedenza ad essa è stato riconosciuto carattere espressivo di principi comuni agli ordinamenti europei (Corte costituzionale, sentenze n. 135 del 2002, n. 393 e n. 394 del 2006) avente, quindi, come tale valore di ausilio interpretativo (Corte cost. sentenze n. 349 del 2007, n. 251 del 2008). Inoltre, per quanto attiene alla normativa internazionale, la recente Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, adottata dall'assemblea generale delle Nazioni Unite il 13 dicembre 2006, entrata in vigore sul piano internazionale il 3 maggio 2008 e ratificata e resa esecutiva dall'italia con L. 3 marzo 2009, n. 18, all'art. 27 statuisce che gli Stati Parti riconoscono il diritto al lavoro delle persone con disabilità, su base di uguaglianza con gli altri; segnatamente il diritto di potersi mantenere attraverso un lavoro liberamente scelto o accettato in un mercato del lavoro e in un ambiente lavorativo aperto, che favorisca l'inclusione e l'accessibilità alle persone con disabilità. Diritto - specifica la Convenzione in parola - che deve essere garantito, anche attraverso l'adozione di appropriate iniziative volte, fra l'altro, a favorire l'assunzione delle persone con disabilità nel settore pubblico ovvero il loro impiego nel settore privato. Nè va dimenticato che a tale ultima Convenzione la Corte costituzionale, a partire dalla sentenza n,80 del 2010, ha attribuito valore cogente nel nostro ordinamento. 7.- La presente vicenda giudiziaria concerne il licenziamento per giustificato motivo oggetti vo intimato (in data 29 ottobre 2004) da una società con più di cinquanta dipendenti ad un lavoratore avviato obbligatoriamente ai sensi della L. n. 462 del 1968 perchè invalido civile in accertata situazione di "gravità".

11 La giustificazione del licenziamento è stata rappresentata dal fatto che presso la sede di lavoro del dipendente (stabilimento di (OMISSIS)), ad avviso della datrice di lavoro, tutte le posizioni risultavano ricoperte e non vi erano mansioni compatibili con la professionalità del F., il quale aveva in precedenza rifiutato il trasferimento presso la nuova sede di (OMISSIS) (dove erano stati portati alcuni uffici, tra cui quello commerciale cui era da ultimo addetto il ricorrente), a causa della gravosità dello spostamento nelle sue condizioni di salute e dell'impossibilità di potersi avvalere della c.d. navetta per raggiungere la nuova sede di lavoro e rientrare a casa, visto che il suo orario di lavoro era ridotto rispetto a quello degli altri dipendenti Data questa situazione, nel quadro normativo dianzi delineato, le disposizioni che vengono in particolare in considerazione sono le seguenti: 1) L. n. 104 del 1992: a) art. 3, comma 3, secondo cui: Qualora la minorazione, singola o plurima, abbia ridotto l'autonomia personale, correlata all'età, in modo da rendere necessario un intervento assistenziale permanente, continuativo e globale nella sfera individuale o in quella di relazione, la situazione assume connotazione di gravità. Le situazioni riconosciute di gravità determinano priorità nei programmi e negli interventi dei servizi pubblici; b) art. 33, comma 6, che stabilisce: La persona handicappata maggiorenne in situazione di gravità... ha diritto a scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio e non può essere trasferita in altra sede, senza il suo consenso; 2) L. n. 68 del 1999 (nel testo applicabile nella specie, ratione temporis): a) per le c.d. quote di riserva: art. 3, comma 1, in base al quale: I datori di lavoro pubblici e privati sono tenuti ad avere alle loro dipendenze lavoratori appartenenti alle categorie di cui all'art. 1 nella seguente misura: a) sette per cento dei lavoratori occupati, se occupano più di 50 dipendenti...; b) art. 3, comma 2, secondo cui: 2. Per i datori di lavoro privati che occupano da 15 a 35 dipendenti l'obbligo di cui al comma 1 si applica solo in caso di nuove assunzioni; c) art. 18, comma 2, che, in via transitoria ed in attesa della riforma della materia, attribuisce, in aggiunta alle suddette quote, una quota agli orfani, ai coniugi superstiti dei caduti in guerra o per servizio o sul lavoro e alle categorie equiparate, da poter far valere solo nei confronti delle aziende con più di cinquanta dipendenti e da calcolare nel modo indicato dalla norma stessa (1 unità o l1% dei lavoratori occupati, a seconda delle dimensioni dell'impresa); d) per la compensazione territoriale: art. 5, comma 8, secondo cui: I datori di lavoro, pubblici e privati, possono essere autorizzati, su loro motivata richiesta, ad assumere in un'unità produttiva un numero di lavoratori aventi diritto al collocamento obbligatorio superiore a quello prescritto, portando le eccedenze a compenso del minor numero di lavoratori assunti in altre unità produttive della medesima regione. Per i datori di lavoro privati la compensazione può essere operata in riferimento ad unità produttive ubicate in regioni diverse; e) per il licenziamento: art. 10, comma 4, in base al quale: Il recesso di cui alla L. 23 luglio 1991, n. 223, art. 4, comma 9 ovvero il licenziamento per riduzione di personale o per giustificato motivo oggettivo, esercitato nei confronti del lavoratore occupato obbligatoriamente, sono annullabili qualora, nel momento della cessazione del rapporto, il numero dei rimanenti lavoratori occupati obbligatoriamente sia inferiore alla quota di riserva prevista all'art. 3 della presente legge La Corte d'appello di Milano, nell'esaminare la fattispecie, non ha considerato in modo adeguato tutte le sue caratteristiche, quali disciplinate dalla suindicata normativa.

12 In particolare, la Corte territoriale non ha, in primo luogo, valutato il rifiuto opposto dal F. al trasferimento, in relazione alle sue specifiche condizioni di invalido civile in accertata situazione di "gravità" e quindi di beneficiario dell'agevolazione prevista dalla L. n. 104 del 1992 cit., art. 33, comma 6, alle quali l'interessato aveva fatto specifico riferimento. Neppure, quindi, è stata considerata, da questo punto di vista, la congruità della risposta della società, cui incombeva l'onere di provare l'esistenza di specifiche ragioni ostative all'esercizio del diritto previsto dal suindicato art. 33, comma 6. Infatti, secondo il condiviso indirizzo di questa Corte la norma suddetta, prevedente il diritto del disabile in situazione di gravità di scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio, va interpretata nel senso che tale diritto può essere esercitato, al ricorrere delle condizioni di legge, oltre che al momento dell'assunzione, anche successivamente a quest'ultima e, in tal caso, sia quando la situazione di handicap intervenga in corso di rapporto, sia quando essa preesista ma l'interessato, per ragioni apprezzabili, intenda mutare la propria residenza, deponendo in tal senso, oltre che la lettera della norma, l'esigenza di consentire l'effettività del diritto al lavoro in capo alla persona svantaggiata a causa della situazione di handicap. Tale diritto, tuttavia, non si configura come incondizionato, giacchè esso - come dimostrato anche dalla presenza dell'inciso "ove possibile" - può essere fatto valere allorquando, alla stregua di un equo bilanciamento tra tutti gli interessi implicati, il suo esercizio non finisca per ledere in maniera consistente le esigenze economiche, produttive od organizzative dell'impresa, gravando sulla parte datoriale l'onere della prova di siffatte circostanze ostative all'esercizio stesso dell'anzidetto diritto (Cass. 18 febbraio 2009, n. 3896). Ne deriva che la richiamata norma di favore - applicabile solo a persone disabili le cui condizioni di salute siano particolarmente critiche - benchè non attribuisca un diritto assoluto, non può tuttavia essere pretermessa, ove si discuta del trasferimento disposto nei confronti di un soggetto che ne sia beneficiario. Va, infatti, ricordato che, secondo quanto affermato dalla Corte costituzionale (sentenza n. 246 del 1997), la garanzia della vicinanza del luogo di lavoro rispetto alla residenza è strumento che agevola la tutela dell'integrità fisica del disabile e, quindi, ha la sua base negli artt. 4, 32 e 38 Cost., pur dovendo essere bilanciata con il potere organizzativo e direttivo dell'imprenditore, riconosciuto dall'art. 41 Cost Per quel che riguarda, poi, il calcolo della quota di riserva e la compensazione territoriale - a prescindere dall'adozione del sistema di calcolo della copertura da parte della società della quota di riserva su base nazionale - ciò che rileva è che la Corte territoriale non ha considerato che, in seguito all'abrogazione (da parte del D.L. 25 ottobre 2002, n. 236, art. 6 nel testo sostituto dalla Legge Di Conversione 27 dicembre 2002, n. 284) del D.P.R. 10 ottobre 2000, n. 333, art. 11, comma 2a partire dal 1 gennaio 2004, i datori di lavoro non hanno più avuto la facoltà di computare come unità intere nelle quote obbligatorie di riserva (cioè quelle fissate in misura percentuale di collocamento obbligatorio dei disabili dalla L. n. 68 del 1999, art. 3) i lavoratori appartenenti alle cosiddette categorie protette (coniugi superstiti e orfani dei caduti in guerra o per servizio o sul lavoro, profughi ecc. di cui alla L. n. 68 del 1999, art. 18, comma 2). Per quanto riguarda la determinazione della base occupazionale su cui applicare la percentuale che fornisce il numero di soggetti disabili da assumere, per effetto della nuova disciplina - applicabile nella specie, ratione temporis - i lavoratori delle categorie protette sono esclusi nel limite dell'1%, mentre sono considerati nel limite dell'1% per quanto riguarda il conteggio della quota di riserva di assunzioni obbligatorie.

13 La Corte territoriale non ha considerato l'estrema importanza di tale novità normativa ai fini dell'applicazione dell'art. 3 (sulle quote di riserva) e dell'art. 5, comma 8 (sulla compensazione territoriale) e non ha quindi valutato l'avvenuto rispetto, o meno, nella specie delle quote di riserva, dal punto di vista dell'avvenuto computo secondo i criteri indicati dalla nuova disciplina suindicata. La Corte milanese non si è avveduta del grandissimo rilievo della suddetta novità normativa e della sua significativa influenza sulle modalità di computo "qualitativo" delle quote di riserva, poste in evidenza da Cass. 3 marzo 2009, n. 5091, ove sono stati esaminati proprio i rapporti tra le quote di riserva per l'assunzione dei disabili e la quota prevista a favore dei soggetti di cui alla L. n. 68 del 1999d, art. 18, comma 2 (gli orfani e i coniugi superstiti dei caduti in guerra o per servizio o sul lavoro etc), ritenuti meritevoli, per ragioni sociali Con riguardo, infine, l'irrogato licenziamento, la Corte milanese, nell'interpretazione della L. n. 68 del 1999, art. 10, comma 4 non ha minimamente dato rilievo al fatto che la norma prevede l'annullabilità del recesso esercitato nei confronti del lavoratore disabile (o di categoria equiparata) occupato obbligatoriamente qualora, nel momento della cessazione del rapporto, il numero dei rimanenti lavoratori occupati obbligatoriamente sia inferiore alla quota di riserva prevista all'art. 3 della presente legge, ma tale annullabilità riguarda soltanto il recesso di cui alla L. 23 luglio 1991, n. 223, art. 4, comma 9 ovvero il licenziamento per riduzione di personale o per giustificato motivo oggettivo. La norma non si applica quindi agli altri tipi di licenziamento e, in particolare, al licenziamento disciplinare, nelle sue diverse configurazioni. Ne deriva che anche in questa disposizione si manifesta l'idea ispiratrice di tutta la L. n. 68 del 1999, cioè di coniugare la valorizzazione delle capacità professionali del disabile con la funzionalità economica delle imprese che li assumono. Di questo profilo si sarebbe dovuto tenere conto, onde procedere ad un migliore inquadramento della fattispecie sub judice, in tutte le sue molteplici sfaccettature (arg. ex Cass. SU 2 aprile 2008, n. 8452). 5 - Conclusioni. 8.- In sintesi, il ricorso principale deve essere accolto, per le ragioni dianzi esposte e con assorbimento del ricorso incidentale condizionato. La sentenza impugnata deve essere, quindi, cassata, con rinvio, anche per le spese del presente giudizio di cassazione, alla Corte d'appello di Milano, in diversa composizione, che si atterrà, nell'ulteriore esame del merito della controversia, a tutti i principi su affermati e, quindi, anche ai seguenti: 1) la L. n. 89 del 1999, art. 33, comma 6 che prevede il diritto del disabile in situazione di gravità di scegliere, ove possibile, la sede di lavoro più vicina al proprio domicilio, va interpretata nel senso che esso può essere esercitato, al ricorrere delle condizioni di legge, oltre che al momento dell'assunzione, anche successivamente a quest'ultima. Tale diritto, tuttavia, non si configura come incondizionato, giacchè esso - come dimostrato anche dalla presenza dell'inciso "ove possibile" - può essere fatto valere allorquando, alla stregua di un equo bilanciamento tra tutti gli interessi implicati, il suo esercizio non finisca per ledere in maniera consistente le esigenze economiche, produttive od organizzative dell'impresa, gravando sulla parte datoriale l'onere della prova di siffatte circostanze ostative all'esercizio stesso dell'anzidetto diritto;

14 2) in materia di calcolo della quota di riserva dei soggetti assunti obbligatoriamente, in seguito all'abrogazione (da parte del D.L. 25 ottobre 2002, n. 236, art. 2 nel testo sostituto dalla Legge Di Conversione 27 dicembre 2002, n. 284) del D.P.R. 10 ottobre 2000, n. 333, art. 11, comma 2 a partire dal 1 gennaio 2004, è venuta meno, per i datori di lavoro, la facoltà di computare come unità intere nelle quote obbligatorie di riserva (cioè quelle fissate in misura percentuale di collocamento obbligatorio dei disabili dalla L. n. 68 del 1999, art. 3) i lavoratori appartenenti alle cosiddette categorie protette (coniugi superstiti e orfani dei caduti in guerra o per servizio o sul lavoro, profughi ecc. di cui alla L. n. 68 del 1999, art. 18, comma 2). Per effetto della nuova disciplina - applicabile nella specie, ratione temporis - i lavoratori delle categorie protette sono esclusi nel limite dell'1% (previsto dall'art. 18, comma 2, cit.), mentre sono considerati nel limite dell'1% per quanto riguarda il conteggio della quota di riserva di assunzioni obbligatorie; 3) la L. n. 68 del 1999, art. 4 prevede l'annullabilità del recesso esercitato nei confronti del lavoratore disabile (o di categoria equiparata) occupato obbligatoriamente qualora, nel momento della cessazione del rapporto, il numero dei rimanenti lavoratori occupati obbligatoriamente sia inferiore alla quota di riserva prevista dal precedente art. 3 legge, ma tale annullabilità riguarda soltanto il recesso di cui alla L. 23 luglio 1991, n. 223, art. 4, comma 9 ovvero il licenziamento per riduzione di personale o per giustificato motivo oggettivo. La norma non si applica quindi agli altri tipi di licenziamento e, in particolare, al licenziamento disciplinare, nelle sue diverse configurazioni, in conformità con l'idea ispiratrice di tutta la L. n. 68 del 1999 di coniugare fa valorizzazione delle capacità professionali dei disabili (o equiparati) con la funzionalità economica delle imprese che li assumono. P.Q.M. La Corte accoglie il ricorso principale, assorbito l'incidentale, cassa la sentenza impugnata e rinvia, anche per le spese del presente giudizio di cassazione, alla Corte d'appello di Milano, in diversa composizione. Così deciso in Roma, nella camera di consiglio della Sezione lavoro, il 19 giugno Depositato in Cancelleria il 20 settembre 2012

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro civile. Sentenza 24 marzo 2010, n. 7045

Corte di Cassazione, Sezione Lavoro civile. Sentenza 24 marzo 2010, n. 7045 www.unicolavoro.ilsole24ore.com Corte di Cassazione, Sezione Lavoro civile Sentenza 24 marzo 2010, n. 7045 Integrale Sanzioni disciplinari - trasferimento del lavoratore per giustificato motivo tecnico,

Dettagli

Cassazione Penale, Sez. 4, 26 aprile 2011, n. 16311 - Delega di funzione ed autonoma capacità di spesa

Cassazione Penale, Sez. 4, 26 aprile 2011, n. 16311 - Delega di funzione ed autonoma capacità di spesa 1 di 5 26/09/2011 11.11 Cassazione Penale, Sez. 4, 26 aprile 2011, n. 16311 - Delega di funzione ed autonoma capacità di spesa Giovedì 12 Maggio 2011 13:40 Cassazione Penale, Sez. 4, 26 aprile 2011, n.

Dettagli

SENTENZA. sul ricorso proposto da: BERTONE CESARE - CHICCO VITTORIA - BERTONE MARIA. GRAZIA Elettivamente domiciliati in Roma, Via Rodolfo Lan-

SENTENZA. sul ricorso proposto da: BERTONE CESARE - CHICCO VITTORIA - BERTONE MARIA. GRAZIA Elettivamente domiciliati in Roma, Via Rodolfo Lan- Civile Sent. Sez. 1 Num. 26065 Anno 2014 Presidente: SALVATORESALVAGO Relatore: Data pubblicazione: SENTENZA sul ricorso proposto da: BERTONE CESARE - CHICCO VITTORIA - BERTONE MARIA GRAZIA Elettivamente

Dettagli

Disciplina delrapportodilavoro deilavoratoridisabili

Disciplina delrapportodilavoro deilavoratoridisabili Disciplina delrapportodilavoro deilavoratoridisabili Assunzione Tipologie contrattuali Ai lavoratori avviati mediante il cd. collocamento obbligatorio vanno applicate le norme valide per la generalità

Dettagli

LA COMPETENZA GIURISDIZIONALE

LA COMPETENZA GIURISDIZIONALE INSEGNAMENTO DI DIRITTO PROCESSUALE CIVILE I LEZIONE II LA COMPETENZA GIURISDIZIONALE PROF. ROMANO CICCONE Indice 1 Rilevabilità dell'incompetenza giurisdizionale ------------------------------------------------------

Dettagli

2. 1. Il datore di lavoro, imprenditore o non imprenditore, deve comunicare per iscritto il licenziamento al prestatore di lavoro.

2. 1. Il datore di lavoro, imprenditore o non imprenditore, deve comunicare per iscritto il licenziamento al prestatore di lavoro. L. 15 luglio 1966, n. 604 (1). Norme sui licenziamenti individuali (2). (1) Pubblicata nella Gazz. Uff. 6 agosto 1966, n. 195. (2) Il comma 1 dell art. 1, D.Lgs. 1 dicembre 2009, n. 179, in combinato 1.

Dettagli

Legge 15 luglio 1966 n. 604 Norme sui licenziamenti individuali. pubblicata nella G.U. n. 195 del 6 agosto 1966. con le modifiche della

Legge 15 luglio 1966 n. 604 Norme sui licenziamenti individuali. pubblicata nella G.U. n. 195 del 6 agosto 1966. con le modifiche della Legge 15 luglio 1966 n. 604 Norme sui licenziamenti individuali pubblicata nella G.U. n. 195 del 6 agosto 1966 con le modifiche della legge 4 novembre 2010, n. 183 (c.d. Collegato Lavoro) Legge 28 giugno

Dettagli

Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti

Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti Decorrenza della prescrizione dei crediti retributivi per i lavoratori cui si applicano le tutele crescenti 08 Giugno 2015 Elisa Noto, Mariateresa Villani Sommario La prescrizione breve in materia di rapporto

Dettagli

RISOLUZIONE N. 211/E

RISOLUZIONE N. 211/E RISOLUZIONE N. 211/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma,11 agosto 2009 OGGETTO: Sanzioni amministrative per l utilizzo di lavoratori irregolari Principio del favor rei 1. Premessa Al fine

Dettagli

ha pronunciato la presente

ha pronunciato la presente N. 02866/2015REG.PROV.COLL. N. 10557/2014 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Quarta) ha pronunciato la presente SENTENZA sul

Dettagli

TRIBUNALE DI TERMINI IMERESE VERBALE DI UDIENZA CON SENTENZA CONTESTUALE EX ART. 281 SEXIES C.P.C.

TRIBUNALE DI TERMINI IMERESE VERBALE DI UDIENZA CON SENTENZA CONTESTUALE EX ART. 281 SEXIES C.P.C. TRIBUNALE DI TERMINI IMERESE VERBALE DI UDIENZA CON SENTENZA CONTESTUALE EX ART. 281 SEXIES C.P.C. Il giorno 17/09/2012, innanzi al Giudice dott. Angelo Piraino, viene chiamata la causa R.G. n. 234 dell

Dettagli

TRIBUNALE DI PORDENONE. Decreto ex art. 180, comma V, R.D. 16 marzo 1942 n. 267

TRIBUNALE DI PORDENONE. Decreto ex art. 180, comma V, R.D. 16 marzo 1942 n. 267 TRIBUNALE DI PORDENONE Decreto ex art. 180, comma V, R.D. 16 marzo 1942 n. 267 Il Tribunale, riunito in camera di consiglio nelle persone dei magistrati: - dr. Enrico Manzon - Presidente - dr. Francesco

Dettagli

Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 12898 del 13 giugno 2011

Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 12898 del 13 giugno 2011 Corte di Cassazione, Sezioni Unite civili, sentenza n. 12898 del 13 giugno 2011 Presidente: dott. Paolo Vittoria; Relatore Consigliere: dott.ssa Roberta Vivaldi IL TERMINE BREVE PER IMPUGNARE DECORRE SOLO

Dettagli

Art. 54 decreto legge

Art. 54 decreto legge Art. 342 c.p.c. Forma dell appello L appello si propone con citazione contenente l esposizione sommaria dei fatti ed i motivi specifici dell impugnazione nonché le indicazioni prescritte nell articolo

Dettagli

Per i licenziamenti collettivi: semplificazione delle procedure, variabilità del regime sanzionatorio e termini più stretti per le impugnazioni

Per i licenziamenti collettivi: semplificazione delle procedure, variabilità del regime sanzionatorio e termini più stretti per le impugnazioni Per i licenziamenti collettivi: semplificazione delle procedure, variabilità del regime sanzionatorio e termini più stretti per le impugnazioni di Pierluigi Rausei * La Sezione II, del Capo III (Disciplina

Dettagli

STUDIO LEGALE Avv. Antonella Nigro

STUDIO LEGALE Avv. Antonella Nigro L irregolarità della notifica dell atto di precetto e l opposizione agli atti esecutivi ex art. 617 c.p.c. di Antonella Nigro L opposizione agli atti esecutivi è disciplinata dall'art. 617 del Codice di

Dettagli

Scheda approfondita LAVORO PART-TIME

Scheda approfondita LAVORO PART-TIME Scheda approfondita LAVORO PART-TIME Nozione Finalità Ambito soggettivo di applicazione Legenda Contenuto Precisazioni Riferimenti normativi Ambito oggettivo di applicazione Forma Durata Trattamento economico

Dettagli

Corte di Cassazione - copia non ufficiale

Corte di Cassazione - copia non ufficiale Civile Sent. Sez. 1 Num. 22580 Anno 2014 Presidente: SALVAGO SALVATORE Relatore: GENOVESE FRANCESCO ANTONIO Data pubblicazione: 23/10/2014 Cron.225;20 SENTENZA Rep. 39(4 sul ricorso 24811-2007 proposto

Dettagli

Fiscal News N. 206. Sospensione feriale dei termini processuali. La circolare di aggiornamento professionale 23.07.2013. Premessa

Fiscal News N. 206. Sospensione feriale dei termini processuali. La circolare di aggiornamento professionale 23.07.2013. Premessa Fiscal News La circolare di aggiornamento professionale N. 206 23.07.2013 Sospensione feriale dei termini processuali Categoria: Contenzioso Sottocategoria: Processo tributario Anche quest anno, come di

Dettagli

ISTRUZIONI PER LE NOTIFICHE IN PROPRIO DEGLI AVVOCATI

ISTRUZIONI PER LE NOTIFICHE IN PROPRIO DEGLI AVVOCATI ISTRUZIONI PER LE NOTIFICHE IN PROPRIO DEGLI AVVOCATI LA LEGGE nr. 53/1994 La legge 53/1994 ha inserito nel nostro ordinamento la facoltà, per gli avvocati, di notificare gli atti giudiziari. Consentendo

Dettagli

Parere: Assegnazione mansioni superiori

Parere: Assegnazione mansioni superiori Parere: Assegnazione mansioni superiori Fatto: Le Poste italiane S.p.a. affidano il conferimento temporaneo di mansioni superiori dal livello C a B, ai propri dipendenti, i quali, di conseguenza, sono

Dettagli

Rivista scientifica bimestrale di Diritto Processuale Civile ISSN 2281-8693 Pubblicazione del 23.10.2014 La Nuova Procedura Civile, 6, 2014.

Rivista scientifica bimestrale di Diritto Processuale Civile ISSN 2281-8693 Pubblicazione del 23.10.2014 La Nuova Procedura Civile, 6, 2014. Rivista scientifica bimestrale di Diritto Processuale Civile ISSN 2281-8693 Pubblicazione del 23.10.2014 La Nuova Procedura Civile, 6, 2014 Editrice Comitato scientifico: Elisabetta BERTACCHINI (Professore

Dettagli

,OQXRYRSDUWWLPH 7LSRORJLHFRQWUDWWXDOLDPPHVVH

,OQXRYRSDUWWLPH 7LSRORJLHFRQWUDWWXDOLDPPHVVH ,OQXRYRSDUWWLPH $PELWRGLDSSOLFD]LRQH La circolare ministeriale n. 9 del 18 marzo 2004 ha integrato ed in alcuni casi ampliato, la revisione all istituto del part- time attuata con il D.lgs. n. 276/2003

Dettagli

PRONTUARIO. DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle segreterie)

PRONTUARIO. DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle segreterie) Codice del processo amministrativo - Commissione per l esame dei profili organizzativi ed informatici - PRONTUARIO DELLE PRINCIPALI NOVITA IN MATERIA DI PROCEDIMENTI E TERMINI PROCESSUALI (ad uso delle

Dettagli

DIRIGENTI PUBBLICI. Nozione di giustificatezza nel licenziamento. di Marilena Cortese

DIRIGENTI PUBBLICI. Nozione di giustificatezza nel licenziamento. di Marilena Cortese DIRIGENTI PUBBLICI Nozione di giustificatezza nel licenziamento di Marilena Cortese Il rapporto di lavoro, in generale, sia esso a tempo determinato che indeterminato, può estinguersi per cause diverse

Dettagli

DECLINATORIA DI GIURISDIZIONE E CONTINUAZIONE DEL PROCESSO DAVANTI AL GIUDICE MUNITO DI GIURISDIZIONE (C.D. TRANSLATIO IUDICII)

DECLINATORIA DI GIURISDIZIONE E CONTINUAZIONE DEL PROCESSO DAVANTI AL GIUDICE MUNITO DI GIURISDIZIONE (C.D. TRANSLATIO IUDICII) DECLINATORIA DI GIURISDIZIONE E CONTINUAZIONE DEL PROCESSO DAVANTI AL GIUDICE MUNITO DI GIURISDIZIONE (C.D. TRANSLATIO IUDICII) CORTE DI CASSAZIONE; sezioni unite civili; sentenza, 22-02-2007, n. 4109

Dettagli

sul ricorso numero di registro generale 6522 del 2007, proposto da:

sul ricorso numero di registro generale 6522 del 2007, proposto da: N. 00513/2015 REG.PROV.COLL. N. 06522/2007 REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A Il Tribunale Amministrativo Regionale della Campania (Sezione Quarta) ha pronunciato la presente ORDINANZA sul ricorso

Dettagli

FONDI FINITIMI: LO SONO SOLO QUELLI CONFINANTI O ANCHE QUELLI SEPARATI DA ALTRO FONDO?" Riccardo MAZZON

FONDI FINITIMI: LO SONO SOLO QUELLI CONFINANTI O ANCHE QUELLI SEPARATI DA ALTRO FONDO? Riccardo MAZZON FONDI FINITIMI: LO SONO SOLO QUELLI CONFINANTI O ANCHE QUELLI SEPARATI DA ALTRO FONDO?" Riccardo MAZZON P&D.IT In relazione al compiuto significato della locuzione fondi finitimi, ci si è chiesti se quest

Dettagli

La compensazione impropria nei rapporti di dare avere quale rimedio al maggior danno nei contratti di mutuo. ANALISI TECNICA

La compensazione impropria nei rapporti di dare avere quale rimedio al maggior danno nei contratti di mutuo. ANALISI TECNICA La compensazione impropria nei rapporti di dare avere quale rimedio al maggior danno nei contratti di mutuo. ANALISI TECNICA Per un proficuo approccio alla problematica presa in esame si propone, qui di

Dettagli

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL PART-TIME, DELLE INCOMPATIBILITA' E DEI SERVIZI ISPETTIVI

REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL PART-TIME, DELLE INCOMPATIBILITA' E DEI SERVIZI ISPETTIVI REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DEL PART-TIME, DELLE INCOMPATIBILITA' E DEI SERVIZI ISPETTIVI Approvato con D.G. N.40 DEL 10.04.2000 Modificato con D.G. N.79 DEL 04.11.2002 Modificato con D.G. N.70 DEL 13.11.2006

Dettagli

LA CTU E LA CTP VISTE DALL AVVOCATO

LA CTU E LA CTP VISTE DALL AVVOCATO CORSO BASE SULLE PROCEDURE GIUDIZIARIE DELL AUTUNNO 2006 LA CTU E LA CTP VISTE DALL AVVOCATO AVV. ALESSANDRO CAINELLI INDICE PREMESSA p. 3 I. LA NULLITÀ DELLA RELAZIONE p. 4 1. Cause di nullità formale

Dettagli

Prot. n 1857/22 Circolare N 10/LUGLIO 2015 LUGLIO 2015 A tutti i colleghi (*)

Prot. n 1857/22 Circolare N 10/LUGLIO 2015 LUGLIO 2015 A tutti i colleghi (*) Prot. n 1857/22 Circolare N 10/LUGLIO 2015 LUGLIO 2015 A tutti i colleghi (*) LE ASSUNZIONI CONGIUNTE IN AGRICOLTURA. Il settore agricolo, in particolar modo per quel che concerne la gestione degli operai

Dettagli

N. 00244/2015 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte.

N. 00244/2015 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte. N. 00244/2015 REG.RIC. REPUBBLICA ITALIANA IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Piemonte (Sezione Seconda) ha pronunciato la presente SENTENZA ex art. 60 cod. proc.

Dettagli

Processo civile, procedimento di ingiunzione, mediazione obbligatoria Tribunale Prato, sez. unica civile, ordinanza 18.07.2011

Processo civile, procedimento di ingiunzione, mediazione obbligatoria Tribunale Prato, sez. unica civile, ordinanza 18.07.2011 Processo civile, procedimento di ingiunzione, mediazione obbligatoria Tribunale Prato, sez. unica civile, ordinanza 18.07.2011 Il preliminare espletamento del procedimento di mediazione, disciplinato dal

Dettagli

CONTRATTO PRELIMINARE (COMPROMESSO).

CONTRATTO PRELIMINARE (COMPROMESSO). CONTRATTO PRELIMINARE (COMPROMESSO). CASS. CIV., SEZ. II, 8 NOVEMBRE 2010, N. 22653. Le parti che firmano un contratto preliminare possono stabilire che entro il termine fissato dallo stesso il promittente

Dettagli

Il tema principale che giustifica il provvedimento che quest oggi ci. occupa verte sulla possibilità di confusione fra le denominazioni di due

Il tema principale che giustifica il provvedimento che quest oggi ci. occupa verte sulla possibilità di confusione fra le denominazioni di due Il tema principale che giustifica il provvedimento che quest oggi ci occupa verte sulla possibilità di confusione fra le denominazioni di due società, regolamentata dell art. 2564 c.c., che prevede l integrazione

Dettagli

OGGETTO: Sospensione feriale: si riparte il 17 settembre

OGGETTO: Sospensione feriale: si riparte il 17 settembre Informativa per la clientela di studio N. 131 del 05.09.2012 Ai gentili Clienti Loro sedi OGGETTO: Sospensione feriale: si riparte il 17 settembre Gentile Cliente, con la stesura del presente documento

Dettagli

Diritto Processuale Civile. L Appello

Diritto Processuale Civile. L Appello Diritto Processuale Civile L Appello L'appello nell'ordinamento civile è un mezzo di impugnazione ordinario, disciplinato dagli Artt. 339 e ss c.p.c,, e costituisce il più ampio mezzo di impugnazione,

Dettagli

RESPONSABILITÀ CIVILE - PADRONI E COMMITTENTI IN GENERE.

RESPONSABILITÀ CIVILE - PADRONI E COMMITTENTI IN GENERE. RESPONSABILITÀ CIVILE - PADRONI E COMMITTENTI IN GENERE. CASS. CIV., SEZ. III, 13 LUGLIO 2011, N. 15394. Gli enti sportivi sono tenuti a tutelare la salute degli atleti anche attraverso la prevenzione

Dettagli

ORDINANZA DELLA CORTE (Ottava Sezione) 12 dicembre 2013 (*)

ORDINANZA DELLA CORTE (Ottava Sezione) 12 dicembre 2013 (*) ORDINANZA DELLA CORTE (Ottava Sezione) 12 dicembre 2013 (*) «Rinvio pregiudiziale Articolo 99 del regolamento di procedura della Corte Politica sociale Direttiva 1999/70/CE Clausola 5 dell accordo quadro

Dettagli

Impugnazione del licenziamento dopo il Collegato Lavoro

Impugnazione del licenziamento dopo il Collegato Lavoro Impugnazione del licenziamento dopo il Collegato Lavoro Natura giuridica e forma dell impugnazione Giurisprudenza L impugnazione del licenziamento, disciplinata dall art. 6, legge n. 604/ 1966(anche a

Dettagli

Consiglio nazionale del notariato, Studio 98-2013/I; Codice civile, art. 2363; D.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6 (Riforma societaria).

Consiglio nazionale del notariato, Studio 98-2013/I; Codice civile, art. 2363; D.lgs. 17 gennaio 2003, n. 6 (Riforma societaria). Luogo di convocazione dell assemblea nelle società di capitali della Dott.ssa Roberta De Pirro L ADEMPIMENTO Il Consiglio nazionale del notariato, nello Studio n. 98-2013/I ha fatto il punto sul luogo

Dettagli

Codice Disciplinare - Roma Multiservizi SpA. Roma Multiservizi SpA CODICE DISCIPLINARE

Codice Disciplinare - Roma Multiservizi SpA. Roma Multiservizi SpA CODICE DISCIPLINARE Codice Disciplinare - Roma Multiservizi SpA Roma Multiservizi SpA CODICE DISCIPLINARE C.C.N.L. per il personale dipendente da imprese esercenti servizi di pulizia e servizi integrati / multi servizi. Ai

Dettagli

RIFORMA DEL PROCEDIMENTO CAUTELARE: quali effetti nelle controversie di lavoro

RIFORMA DEL PROCEDIMENTO CAUTELARE: quali effetti nelle controversie di lavoro N. 1 ANNO 2008 Diritto dei Lavori RIFORMA DEL PROCEDIMENTO CAUTELARE: quali effetti nelle controversie di lavoro di Antonio Belsito* 1 Sommario: 1. Introduzione 2. Il procedimento cautelare dinanzi al

Dettagli

di Roberto Fontana, magistrato

di Roberto Fontana, magistrato 10.1.2014 LE NUOVE NORME SULLA FISSAZIONE DELL UDIENZA E LA NOTIFICAZIONE DEL RICORSO E DEL DECRETO NEL PROCEDIMENTO PER DICHIARAZIONE DI FALLIMENTO di Roberto Fontana, magistrato Sommario. 1. La nuova

Dettagli

Risoluzione n. 104/E

Risoluzione n. 104/E Risoluzione n. 104/E Direzione Centrale Normativa e Contenzioso Roma, 21 aprile 2009 OGGETTO: Istanza di interpello ART. 11, legge 27 luglio 2000, n. 212. Articolo 11, comma 1, lettera a), numero 5, del

Dettagli

Domanda di congedo straordinario per assistere il coniuge disabile in situazione di gravità

Domanda di congedo straordinario per assistere il coniuge disabile in situazione di gravità Hand 6 - COD.SR64 coniuge disabile in situazione di gravità (art. 42 comma 5 T.U. sulla maternità e paternità - decreto legislativo n. 151/2001, come modificato dalla legge n. 350/2003) Per ottenere i

Dettagli

LA PRIMA UDIENZA DI COMPARIZIONE E TRATTAZIONE. Prof. Mariacarla Giorgetti. Il rinnovato processo di cognizione si snoda attraverso due direttrici

LA PRIMA UDIENZA DI COMPARIZIONE E TRATTAZIONE. Prof. Mariacarla Giorgetti. Il rinnovato processo di cognizione si snoda attraverso due direttrici LA PRIMA UDIENZA DI COMPARIZIONE E TRATTAZIONE Prof. Mariacarla Giorgetti Il rinnovato processo di cognizione si snoda attraverso due direttrici fondamentali, strettamente collegate: il principio della

Dettagli

L abuso edilizio minore

L abuso edilizio minore L abuso edilizio minore L abuso edilizio minore di cui all art. 34 del D.P.R. 380/2001. L applicazione della sanzione pecuniaria non sana l abuso: effetti penali, civili e urbanistici. Brunello De Rosa

Dettagli

a cura della Commissione di diritto societario dell Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano

a cura della Commissione di diritto societario dell Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Milano La ricostituzione della pluralità dei soci nella s.a.s. In ogni numero della rivista trattiamo una questione dibattuta a cui i nostri esperti forniscono una soluzione operativa. Una guida indispensabile

Dettagli

7 L atto di appello. 7.1. In generale (notazioni processuali)

7 L atto di appello. 7.1. In generale (notazioni processuali) 7 L atto di appello 7.1. In generale (notazioni processuali) L appello è un mezzo di impugnazione ordinario, generalmente sostitutivo, proposto dinanzi a un giudice diverso rispetto a quello che ha emesso

Dettagli

Nel procedimento per la sospensione dell esecuzione del provvedimento impugnato (art. 5, L. 742/1969).

Nel procedimento per la sospensione dell esecuzione del provvedimento impugnato (art. 5, L. 742/1969). Il commento 1. Premessa La sospensione feriale dei termini è prevista dall art. 1, co. 1, della L. 07/10/1969, n. 742 1, il quale dispone che: Il decorso dei termini processuali relativi alle giurisdizioni

Dettagli

OGGETTO: Mediazione tributaria Modifiche apportate dall articolo 1, comma 611, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 Chiarimenti e istruzioni operative

OGGETTO: Mediazione tributaria Modifiche apportate dall articolo 1, comma 611, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 Chiarimenti e istruzioni operative CIRCOLARE N. 1/E Direzione Centrale Affari Legali e Contenzioso Roma, 12 febbraio 2014 OGGETTO: Mediazione tributaria Modifiche apportate dall articolo 1, comma 611, della legge 27 dicembre 2013, n. 147

Dettagli

CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO

CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO CONTRATTO A TEMPO DETERMINATO Si può apporre un termine al contratto di lavoro solo in presenza di casi particolari, per cui son necessari alcuni requisiti fondamentali come la forma del contratto e la

Dettagli

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Consiglio di Stato. in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) DECISIONE

IN NOME DEL POPOLO ITALIANO. Il Consiglio di Stato. in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) DECISIONE N. 01133/2010 01471/2009 REG.DEC. REG.RIC. R E P U B B L I C A I T A L I A N A ha pronunciato la presente IN NOME DEL POPOLO ITALIANO Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale (Sezione Sesta) DECISIONE

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA Lombardia 300/2014/PAR REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Gianluca Braghò dott. Donato Centrone dott. Andrea Luberti

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA N.4259/06 REG.DEC. IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N. 10235 REG.RIC.

REPUBBLICA ITALIANA N.4259/06 REG.DEC. IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N. 10235 REG.RIC. Pagina 1 di 5 REPUBBLICA ITALIANA N.4259/06 REG.DEC. IN NOME DEL POPOLO ITALIANO N. 10235 REG.RIC. Il Consiglio di Stato in sede giurisdizionale, Sezione Quinta ANNO 2004 ha pronunciato la seguente DECISIONE

Dettagli

ESECUZIONE DI PENE DETENTIVE. PROBLEMATICHE RELATIVE AL DECRETO DI SOSPENSIONE PER LE PENE DETENTIVE BREVI

ESECUZIONE DI PENE DETENTIVE. PROBLEMATICHE RELATIVE AL DECRETO DI SOSPENSIONE PER LE PENE DETENTIVE BREVI 1 ESECUZIONE DI PENE DETENTIVE. PROBLEMATICHE RELATIVE AL DECRETO DI SOSPENSIONE PER LE PENE DETENTIVE BREVI. LINEAMENTI DELLE MISURE ALTERNATIVE ALLE PENE DETENTIVE BREVI Dott. Umberto Valboa Il pubblico

Dettagli

Oggetto: Tirocini formativi e di orientamento. D.M. 142 del 25 marzo 1998.

Oggetto: Tirocini formativi e di orientamento. D.M. 142 del 25 marzo 1998. Circolare 15 luglio 1998 n. 92 Ministero del lavoro Occupazione - misure straordinarie - tirocini formativi e di orientamento - stages - precisazioni del ministero. Oggetto: Tirocini formativi e di orientamento.

Dettagli

IL DIRITTO ANNUALE DOVUTO ALLA CAMERA DI COMMERCIO

IL DIRITTO ANNUALE DOVUTO ALLA CAMERA DI COMMERCIO IL DIRITTO ANNUALE DOVUTO ALLA CAMERA DI COMMERCIO TARDIVO OD OMESSO VERSAMENTO SANZIONI - RICORSI IL RAVVEDIMENTO - COMPENSAZIONE RIMBORSI SCHEDA N. 3 Claudio Venturi Camera di Commercio Diritto Annuale

Dettagli

Legge 20-11-1982, n. 890 Notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari.

Legge 20-11-1982, n. 890 Notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari. Legge 20-11-1982, n. 890 Notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari. Preambolo La Camera dei deputati ed il Senato della Repubblica

Dettagli

PROCEDURA APERTA AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI TRASPORTO SCOLASTICO DEI COMUNI DI VOLTERRA E CASTELNUOVO VAL DI CECINA A.S. 2012/2013 2013/2014

PROCEDURA APERTA AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI TRASPORTO SCOLASTICO DEI COMUNI DI VOLTERRA E CASTELNUOVO VAL DI CECINA A.S. 2012/2013 2013/2014 PROCEDURA APERTA AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO DI TRASPORTO SCOLASTICO DEI COMUNI DI VOLTERRA E CASTELNUOVO VAL DI CECINA A.S. 2012/2013 2013/2014 (CIG ) (CPV ) Io sottoscritto... nato a... il...... nella mia

Dettagli

COME PRESENTARE IN MODO UTILE UN RICORSO O.S.A. OVVERO DI OPPOSIZIONE A SANZIONI AMMINISTRATIVE (esempio multe codice della strada).

COME PRESENTARE IN MODO UTILE UN RICORSO O.S.A. OVVERO DI OPPOSIZIONE A SANZIONI AMMINISTRATIVE (esempio multe codice della strada). Aggiornamento 12.07.2014 COME PRESENTARE IN MODO UTILE UN RICORSO O.S.A. OVVERO DI OPPOSIZIONE A SANZIONI AMMINISTRATIVE (esempio multe codice della strada). Praticamente esistono due modi per proporre

Dettagli

Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale. Direzione generale per l'attività Ispettiva

Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale. Direzione generale per l'attività Ispettiva Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale Direzione generale per l'attività Ispettiva Direzione generale della Tutela delle Condizioni di Lavoro Roma, 14 Giugno 2006 Circolare n. 17/2006 Prot. N.

Dettagli

di Sandro De Gotzen (in corso di pubblicazione in Le Regioni, 2014)

di Sandro De Gotzen (in corso di pubblicazione in Le Regioni, 2014) Discontinuità argomentativa nei giudizi su norme regionali di reinquadramento del personale di enti di diritto privato e di diritto pubblico regionali (nota a sent. 202 del 2014) di Sandro De Gotzen (in

Dettagli

RIFORMA DELLA LEGGE PINTO. Il DL n. 83/2012, c.d. decreto Sviluppo, convertito in legge n. 134/2012,

RIFORMA DELLA LEGGE PINTO. Il DL n. 83/2012, c.d. decreto Sviluppo, convertito in legge n. 134/2012, RIFORMA DELLA LEGGE PINTO Il DL n. 83/2012, c.d. decreto Sviluppo, convertito in legge n. 134/2012, riforma la legge Pinto (L. n. 89/2001) per l indennizzo per la durata del processo. Le nuove disposizioni

Dettagli

Consiglio di Stato n. 3580 del 05.07.2013

Consiglio di Stato n. 3580 del 05.07.2013 MASSIMA Ad avviso di questo Collegio, né l art. 23 della l. 18 aprile 2005, n. 62 (legge comunitaria 2004), né l art. 57 D. Lgs. 12 aprile 2006, n. 163, né i principi comunitari consolidati in materia

Dettagli

Deliberazione n.57/pareri/2008

Deliberazione n.57/pareri/2008 Deliberazione n.57/pareri/2008 REPUBBLICA ITALIANA CORTE DEI CONTI SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott. Nicola Mastropasqua Presidente dott. Giorgio Cancellieri

Dettagli

LABORATORIO DI SCRITTURA PAOLO GRILLO. In tema di arbitrio condizionante: I poteri dell'imputato correlati alla contestazione del fatto nuovo

LABORATORIO DI SCRITTURA PAOLO GRILLO. In tema di arbitrio condizionante: I poteri dell'imputato correlati alla contestazione del fatto nuovo LABORATORIO DI SCRITTURA PAOLO GRILLO In tema di arbitrio condizionante: I poteri dell'imputato correlati alla contestazione del fatto nuovo 1. Premessa La contestazione di un fatto nuovo 1 costituisce

Dettagli

Deliberazione n.119/2015/par. REPUBBLICA ITALIANA Corte dei conti Sezione di controllo per la Regione siciliana

Deliberazione n.119/2015/par. REPUBBLICA ITALIANA Corte dei conti Sezione di controllo per la Regione siciliana Deliberazione n.119/2015/par REPUBBLICA ITALIANA Corte dei conti Sezione di controllo per la Regione siciliana nella camera di consiglio del 12 febbraio 2015 visto il T.U. delle leggi sulla Corte dei conti,

Dettagli

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA

REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA Lombardia/169/2015/PAR REPUBBLICA ITALIANA LA CORTE DEI CONTI IN SEZIONE REGIONALE DI CONTROLLO PER LA LOMBARDIA composta dai magistrati: dott.ssa Simonetta Rosa dott. Gianluca Braghò dott. Donato Centrone

Dettagli

COMUNE DI FROSSASCO C.A.P. 10060 - PROVINCIA DI TORINO. Legge 24 novembre 1981, n. 689. D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267

COMUNE DI FROSSASCO C.A.P. 10060 - PROVINCIA DI TORINO. Legge 24 novembre 1981, n. 689. D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 COMUNE DI FROSSASCO C.A.P. 10060 - PROVINCIA DI TORINO Regolamento per l applicazione delle sanzioni amministrative in materia di violazioni ai regolamenti e alle ordinanze comunali Legge 24 novembre 1981,

Dettagli

DELIBERA N. 23/13/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA XXX MIGLIARUCCI/TELETU XXX IL CORECOM LAZIO

DELIBERA N. 23/13/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA XXX MIGLIARUCCI/TELETU XXX IL CORECOM LAZIO DELIBERA N. 23/13/CRL DEFINIZIONE DELLA CONTROVERSIA XXX MIGLIARUCCI/TELETU XXX IL CORECOM LAZIO NELLA riunione del Comitato Regionale per le Comunicazioni del Lazio (di seguito, per brevità, Corecom Lazio

Dettagli

LA PENSIONE DI REVERSIBILITA (O AI SUPERSTITI)

LA PENSIONE DI REVERSIBILITA (O AI SUPERSTITI) LA PENSIONE DI REVERSIBILITA (O AI SUPERSTITI) La pensione di reversibilità (introdotta in Italia nel 1939 con il Rdl. n. 636) spetta ai: Superstiti del pensionato per invalidità, vecchiaia o anzianità,

Dettagli

LA GESTIONE DELLE RISERVE NELLE OO.PP.

LA GESTIONE DELLE RISERVE NELLE OO.PP. Seminario IF COMMISSIONE INGEGNERIA FORENSE LA GESTIONE DELLE RISERVE NELLE OO.PP. Milano, 9 giugno 2011 1 Riserve: generalità Riserva come preannuncio di disaccordo (=firma con riserva) Riserva come domanda

Dettagli

.Legge 20 ottobre 1990, n. 302 Norme a favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata

.Legge 20 ottobre 1990, n. 302 Norme a favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata STRALCIO DI ALTRE LEGGI IN CUI, SEMPRE INGRASSETTO, SONO EVIDENZIATI ALTRI BENEFICI VIGENTI A FAVORE DELLE VITTIME DEL TERRORISMO.Legge 20 ottobre 1990, n. 302 Norme a favore delle vittime del terrorismo

Dettagli

Prot.n. 39056 Brescia, 16.9.2002 DETERMINAZIONE N. 273/SG : CRITERI GENERALI PER LA DISCIPLINA DEL RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE.

Prot.n. 39056 Brescia, 16.9.2002 DETERMINAZIONE N. 273/SG : CRITERI GENERALI PER LA DISCIPLINA DEL RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE. Prot.n. 39056 Brescia, 16.9.2002 DETERMINAZIONE N. 273/SG : CRITERI GENERALI PER LA DISCIPLINA DEL RAPPORTO DI LAVORO A TEMPO PARZIALE. IL SEGRETARIO GENERALE con la capacità e con i poteri del privato

Dettagli

Norme per la preparazione di sentenze da pubblicarsi ne «IL FORO ITALIANO»

Norme per la preparazione di sentenze da pubblicarsi ne «IL FORO ITALIANO» Norme per la preparazione di sentenze da pubblicarsi ne «IL FORO ITALIANO» ROMA SOCIETÀ EDITRICE DEL «FORO ITALIANO» 1969 (2014) Norme per la preparazione di sentenze da pubblicarsi ne «IL FORO ITALIANO»

Dettagli

Il nuovo procedimento di separazione e divorzio dopo la legge n 80/2005: la fase successiva all adozione dei provvedimenti presidenziali

Il nuovo procedimento di separazione e divorzio dopo la legge n 80/2005: la fase successiva all adozione dei provvedimenti presidenziali Il nuovo procedimento di separazione e divorzio dopo la legge n 80/2005: la fase successiva all adozione dei provvedimenti presidenziali 1. Premessa. 2.La questione della vigenza dell art.23 della legge

Dettagli

Il contratto di assicurazione contro i rischi di malattia non prevede alcun indennizzo per l evento morte

Il contratto di assicurazione contro i rischi di malattia non prevede alcun indennizzo per l evento morte «Il contratto di assicurazione contro i rischi di malattia non prevede alcun indennizzo per l evento morte» (Cassazione civile, Sez. III - Sentenza 17 Marzo 2015, n.5197) Invalidità permanente responsabilità

Dettagli

Il Consiglio superiore della magistratura, nella seduta del 6 dicembre 2006, ha adottato la seguente delibera:

Il Consiglio superiore della magistratura, nella seduta del 6 dicembre 2006, ha adottato la seguente delibera: Problematiche relative alla nuova formulazione dell art. 2 Legge Guarentigie. Interpretazione del nuovo testo dell'art. 2 L.G., così come modificato dal D.L.vo n. 109/2006 (Risoluzione del 6 dicembre 2006)

Dettagli

I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013

I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013 I permessi brevi (art. 20 del CCNL del 6.7.1995 del personale del comparto Regioni e Autonomie locali) Luglio 2013 INDICE Presupposti... 2 Modalità di fruizione... 4 Particolari tipologie di rapporto di

Dettagli

SOCIETA COOPERATIVE TRA PROFESSIONISTI: ASPETTI FISCALI. Bologna, 22 luglio 2014

SOCIETA COOPERATIVE TRA PROFESSIONISTI: ASPETTI FISCALI. Bologna, 22 luglio 2014 SOCIETA COOPERATIVE TRA PROFESSIONISTI: ASPETTI FISCALI Bologna, 22 luglio 2014 INQUADRAMENTO NORMATIVO FISCALE La nuova disciplina sulle società tra professionisti non contiene alcuna norma in merito

Dettagli

Norme per la costituzione dei rapporti di lavoro a tempo parziale

Norme per la costituzione dei rapporti di lavoro a tempo parziale Norme per la costituzione dei rapporti di lavoro a tempo parziale 1 - Individuazione qualifiche e numero di rapporti di lavoro a tempo parziale Il rapporto di lavoro a tempo parziale, anche se a tempo

Dettagli

CIRCOLARE N. 18/E. Roma, 28 aprile 2015

CIRCOLARE N. 18/E. Roma, 28 aprile 2015 CIRCOLARE N. 18/E Direzione Centrale Normativa Roma, 28 aprile 2015 OGGETTO: Addizionale IRES per il settore energetico (c.d. Robin Hood Tax) - Articolo 81, commi 16, 17 e 18, del decreto legge 25 giugno

Dettagli

Decreto del Ministro degli affari esteri 30 dicembre 1978, n.4668 bis, Regolamento per il rilascio dei passaporti diplomatici e di servizio.

Decreto del Ministro degli affari esteri 30 dicembre 1978, n.4668 bis, Regolamento per il rilascio dei passaporti diplomatici e di servizio. Decreto del Ministro degli affari esteri 30 dicembre 1978, n.4668 bis, Regolamento per il rilascio dei passaporti diplomatici e di servizio. 1. I passaporti diplomatici e di servizio, di cui all'articolo

Dettagli

GLI ADEMPIMENTI PUBBLICITARI DELLE SOCIETA DI PERSONE CHE RICHIEDONO LA CANCELLAZIONE DAL REGISTRO DELLE IMPRESE

GLI ADEMPIMENTI PUBBLICITARI DELLE SOCIETA DI PERSONE CHE RICHIEDONO LA CANCELLAZIONE DAL REGISTRO DELLE IMPRESE GLI ADEMPIMENTI PUBBLICITARI DELLE SOCIETA DI PERSONE CHE RICHIEDONO LA CANCELLAZIONE DAL REGISTRO DELLE IMPRESE di Claudio Venturi Sommario: - 1. Premessa. 2. La cancellazione della società senza apertura

Dettagli

Prof. Avv. Giuseppe Cataldi Parere sull incidenza, nell ordinamento italiano, della

Prof. Avv. Giuseppe Cataldi Parere sull incidenza, nell ordinamento italiano, della 1 Parere sull incidenza, nell ordinamento italiano, della sentenza della Corte europea dei diritti dell uomo con la quale la Francia è stata condannata per il divieto legislativo di costituire associazioni

Dettagli

PER IMPRESE/SOCIETA. Presentata dall Impresa

PER IMPRESE/SOCIETA. Presentata dall Impresa PER IMPRESE/SOCIETA DOMANDA DI PARTECIPAZIONE ALL AUTORITÀ NAZIONALE ANTICORRUZIONE Via M.Minghetti 10 00187 Roma CIG 6253408B85 GARA EUROPEA A PROCEDURA APERTA PER L AFFIDAMENTO DEI SERVIZI CONCERNENTI

Dettagli

Copia tratta da: SanzioniAmministrative.it

Copia tratta da: SanzioniAmministrative.it SanzioniAmministrative. it Normativa Legge 20 novembre 1982, n. 890 Notificazioni di atti a mezzo posta e di comunicazioni a mezzo posta connesse con la notificazione di atti giudiziari Preambolo (G.U.

Dettagli

10. LICENZIAMENTI INDIVIDUALI di Mauro Soldera

10. LICENZIAMENTI INDIVIDUALI di Mauro Soldera 10. di Mauro Soldera La Legge n. 92/2012 (Riforma Fornero) interviene in maniera significativa sulla disciplina dei licenziamenti individuali regolamentati dall art. 18 della Legge n. 300/1970 (Statuto

Dettagli

VERBALE DI RIUNIONE. si sono incontrate in ordine al rinnovo della Contrattazione Integrativa Aziendale ai sensi dell'art 21 del vigente CCNL.

VERBALE DI RIUNIONE. si sono incontrate in ordine al rinnovo della Contrattazione Integrativa Aziendale ai sensi dell'art 21 del vigente CCNL. VERBALE DI RIUNIONE II giorno 18 febbraio 2005 la Banca di Roma S.p.A. e la Rappresentanza Sindacale Aziendale UGL Credito dell'unità Produttiva Riscossione Tributi della Provincia di Frosinone si sono

Dettagli

Domanda di concessione dell assegno integrativo

Domanda di concessione dell assegno integrativo mod. Ass. integrativo COD. SR91 Domanda di concessione dell assegno integrativo (Art. 9, comma 5, della legge n. 223/1991) La presente domanda deve essere presentata per la concessione dell assegno integrativo.

Dettagli

32. LICENZIAMENTO ED ALTRE CAUSE DI ESTINZIONE DEFINIZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO

32. LICENZIAMENTO ED ALTRE CAUSE DI ESTINZIONE DEFINIZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO DEFINIZIONE 32. LICENZIAMENTO ED ALTRE CAUSE DI ESTINZIONE DEFINIZIONE DEL RAPPORTO DI LAVORO LICENZIAMENTO INDIVIDUALE DEFINIZIONE Il licenziamento è la risoluzione del rapporto di lavoro subordinato

Dettagli

Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c.

Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c. Le opposizioni ex artt. 615, 617 e 618 c.p.c. La riforma del processo esecutivo ha modificato sensibilmente la fase eventuale delle opposizioni siano esse all esecuzione, agli atti esecutivi o di terzi

Dettagli

STATUTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL UNIONE EUROPEA

STATUTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL UNIONE EUROPEA VERSIONE CONSOLIDATA DELLO STATUTO DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL UNIONE EUROPEA Il presente testo contiene la versione consolidata del Protocollo (n. 3) sullo Statuto della Corte di giustizia dell Unione

Dettagli

Su gentile concessione di D&L - Rivista Critica di Diritto del Lavoro. Le riforme del contratto a termine: non solo Legge Fornero.

Su gentile concessione di D&L - Rivista Critica di Diritto del Lavoro. Le riforme del contratto a termine: non solo Legge Fornero. Le riforme del contratto a termine: non solo Legge Fornero Milano, 31/1/13 1. Premessa - 2. L art. 32 L. 183/10-3. La riforma Fornero - L art. 28 DL 179/12. 1. Premessa Il contratto a termine detiene un

Dettagli

DISPOSIZIONI SULLA FORMAZIONE DELLE CLASSI NELLE SCUOLE DI OGNI ORDINE E GRADO

DISPOSIZIONI SULLA FORMAZIONE DELLE CLASSI NELLE SCUOLE DI OGNI ORDINE E GRADO DISPOSIZIONI SULLA FORMAZIONE DELLE CLASSI NELLE SCUOLE DI OGNI ORDINE E GRADO Art. 1 Disposizioni generali 1.1. Per gli anni scolastici 1997-98, 1998-99 e 1999-2000, nell'autorizzazione al funzionamento

Dettagli

Bozza di Regolamento sul rapporto di lavoro a tempo parziale

Bozza di Regolamento sul rapporto di lavoro a tempo parziale Bozza di Regolamento sul rapporto di lavoro a tempo parziale Art. 1 Personale avente diritto I rapporti di lavoro a tempo parziale possono essere attivati nei confronti dei dipendenti comunali a tempo

Dettagli