POLiTiCHE PER LE DiSABiLiTÀ NEWS

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1 POLiTiCHE PER LE DiSABiLiTÀ NEWS NUMERO 32 GiUGNO/LUGLiO 2013 PERiODiCO TELEMATiCO A CURA DELL'UFFiCiO POLiTiCHE PER LE DiSABiLiTÀ CGiL CORSO D'iTALiA, ROMA EVENTI SPECIALI NOTIZIE PRINCIPALI DISABILI: CGIL E COMITATO GENITORI INCONTRANO GUERRA, PRIMI SEGNALI IMPORTANTI Pag. 32 IV CONFERENZA NAZIONALE SULLE POLITICHE DELLE DISABILITÀ BOLOGNA LUGLIO 2013 (IL PROGRAMMA COMPLETO A PAG. 85) DISABILI: CGIL, DOPO SENTENZA UE ABOLIRE NORMA SU 'REPARTI CONFINO' Pag. 38 NOTA UFFICIO GIURIDICO CGIL - SENTENZA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA 4 LUGLIO 2013 Pag.42 NOTIZIE WELFARE: DA PAG. 6 SCUOLA: DA PAG. 14 LAVORO: DA PAG. 21 EUROPA: DA PAG. 36 VARIE: DA PAG. 45 DAL TERRITORIO DA PAG. 72 1

2 INDICE WELFARE PAGINA BOLDRINI: ''FAMIGLIE CON DISABILI NON VANNO LASCIATE SOLE'' 6 DISABILI PENALIZZATI DALLA LEGGE FORNERO 7 IL COMITATO 16 NOVEMBRE AL MINISTERO DELL'ECONOMIA: "IMPEGNO A RIFINANZIARE IL FONDO" LA LOTTA AI ''FALSI'' INVALIDI PUNISCE QUELLI VERI. E ANCHE LO STATO CI RIMETTE 8 9 LIMITI DI REDDITO E PENSIONI DI INVALIDITÀ: DECRETO-LEGGE 10 PIÙ ANZIANI DISABILI MA MENO SUSSIDI 11 PENSIONE D'INVALIDITÀ, GUERRA: "GOVERNO PRONTO A FARE CHIAREZZA SUL CUMULO DEI REDDITI" 12 INVALIDITÀ: IL REDDITO È SOLO INDIVIDUALE 13 SCUOLA BULLISMO IN CLASSE PARLA ROSSI DORIA: "IL FENOMENO AUMENTA, I DOCENTI CHIEDONO FORMAZIONE" FAND CRITICO SULLA PETIZIONE CONTRO I BES: SU CIRCOLARE MIUR GIUDIZIO POSITIVO NO ALLE SCUOLE SPECIALI IN QUALUNQUE FORMA SUI BES IL MINISTERO CONCEDE IL RINVIO IL SIGNIFICATO DI QUEL PIANO PER L INCLUSIVITÀ TAGLIO ALLE ORE DI SOSTEGNO, MINISTERO DELL'ISTRUZIONE CONDANNATO PER DISCRIMINAZIONE PAGINA LAVORO PAGINA UNA SETTIMANA DEDICATA ALL'INCLUSIONE LAVORATIVA 21 SOLO 300 MILA DISABILI LAVORANO: ITALIA PEGGIO DI ZAMBIA E MALAWI 22 ADATTARE IL LAVORO AL LAVORATORE E NON VICEVERSA 23 LA CRISI DEL LAVORO È ANCORA PIÙ ASPRA PER CHI È DISABILE 26 2

3 NO A QUESTO ULTERIORE ATTACCO AL LAVORO DEI DISABILI 27 BLOCCO ASSUNZIONI NELLA PA SE L'ORGANICO È AL COMPLETO. LA PROTESTA: "E' INACCETTABILE" 28 PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: CONTRO IL BLOCCO DELLE ASSUNZIONI 29 ASSUNZIONE DEI DISABILI, DAL GOVERNO UN FONDO DI 22 MILIONI 30 ASSUNZIONI OBBLIGATORIE DISABILI: IN PIAZZA CONTRO LA SOSPENSIONE 31 DISABILI: CGIL E COMITATO GENITORI INCONTRANO GUERRA, PRIMI SEGNALI IMPORTANTI 32 LAVORO: SI INTRAVVEDE UN INVERSIONE DI TENDENZA 33 GUERRA: ''GARANTIRE L'INSERIMENTO LAVORATIVO DEI DISABILI'' 34 CGIL: ''IMPORTANTE INCONTRO TRA GUERRA E FAMIGLIE'' 35 EUROPA PAGINA SULLE TRACCE DELLE CITTÀ PIÙ ACCESSIBILI D EUROPA 36 DISABILI: CGIL, DOPO SENTENZA UE ABOLIRE NORMA SU 'REPARTI CONFINO' 38 NORME SU LAVORO DISABILI, ITALIA BOCCIATA 39 LAVORO AI DISABILI. LA CORTE DI GIUSTIZIA EU CONDANNA L'ITALIA 41 ITALIA INADEMPIENTE SUL LAVORO AI DISABILI 41 NOTA UFFICIO GIURIDICO CGIL - SENTENZA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA 4 LUGLIO VARIE PAGINA IL CONTRASSEGNO E LA CAPACITÀ DI DEAMBULARE 45 BETTONI (ANMIL): «QUESTA SENTENZA SIA DI MONITO A CHI BARATTA LA SALUTE CON IL SALARIO» 47 LA DISABILITÀ IN PIENA LUCE NEL MONDO 48 L ANIEP CAMBIA NOME, MA NON CERTO GLI OBIETTIVI 49 NUOVO ISEE, ANCORA CRITICHE. ANFFAS: BOZZA DA CAMBIARE, INSIDIE PER I DISABILI LUIGI QUERINI NUOVO PRESIDENTE UILDM SI RAFFORZA IL MOVIMENTO MONDIALE DELLA DISABILITÀ 53 3

4 ISEE, INTESA RAGGIUNTA: TUTTE LE REGIONI D'ACCORDO SULLA RIFORMA. L'ANNUNCIO CON GIOVANNINI E DELRIO 54 LA CONTRADDITTORIETÀ DI QUELLA BOZZA SULL ISEE 55 IL GIURAMENTO DI CRISTIAN: IL RAGAZZO DOWN ORA È ITALIANO 57 CINQUE DIRITTI MONDIALI PER I MALATI DI SLA 58 CONFERENZA DISABILITÀ, GUERRA: "CI SARANNO SEGNALI IMPORTANTI" 59 ADESIONE FP CGIL MANIFESTAZIONE COMITATO GENITORI GIOVANI DISABILI PSICHICI - 3 LUGLIO P.ZZA MONTECITORIO ORE 9:30 60 CONFERENZA DISABILITÀ, ECCO DI COSA SI DISCUTERÀ A BOLOGNA 61 GIRO DI VITE PER I FURBETTI DELL'ISEE 63 AL VIA LA CONFERENZA SULLA DISABILITÀ. NAPOLITANO: ''PIÙ ATTENZIONE AI DIRITTI'' 64 CONFERENZA DISABILITÀ, BOMPREZZI: "ESTERREFATTO DALL'INDIFFERENZA DEI MEDIA" 65 DISABILI SEMPRE PIÙ DISCRIMINATI. FALSI INVALIDI, UN PROBLEMA CONTENUTO" 66 TRA I DISABILI TASSO DI DISOCCUPAZIONE 4 VOLTE PIÙ ALTO DEI NORMODOTATI 68 GIOVANNINI: 32 MILIONI IN PIÙ PER L ACCESSO AL LAVORO DEI DISABILI 69 A BOLOGNA LA CONFERENZA SULLA DISABILITÀ È UN SUCCESSO. MA ORA C'È "UNA MONTAGNA DA SCALARE" 70 4

5 NOTIZIE DAL TERRITORIO È INVALIDO. L'INPS COSTRETTO A PAGARE 72 PAGINA AL FUTURO SINDACO DI ROMA 73 MILANO, ASSISTENZA E VACANZE: LA SPENDING REVIEW COLPISCE LE PERSONE DISABILI MILANO, L ASSESSORE MAJORINO: GARANTITI SERVIZI COMPARABILI A QUELLI DEL POLITICHE REGIONALI E DISABILITÀ: CONVERGENZE E CONTRASTI 77 L'ACCOGLIENZA MAGICA DELLA PAZZINI A NOSTRO FIGLIO DISABILE MILANO: PAGANO LA FERMEZZA E IL DIALOGO RAGAZZI DISABILI, INCERTEZZA SUL FUTURO LAVORATIVO. APPELLO ALLE ISTITUZIONI I LAVORATORI DISABILI SONO ACCANTONATI

6 WELFARE BOLDRINI: ''FAMIGLIE CON DISABILI NON VANNO LASCIATE SOLE'' Roma - "Capisco bene la sofferenza che c'e' nelle famiglie che si trovano ad affrontare problemi di disabilita'. Lo comprendo perche' le medesime difficolta' sono state affrontate dalla mia famiglia. Uno dei miei quattro fratelli, infatti, soffre di una seria patologia ed il suo destino e' stata l'angoscia dei miei genitori per tutta la vita. Questo vissuto ci ha segnato, ma ci ha anche dato la possibilita' di sviluppare una sensibilita' maggiore". Cosi' la presidente della Camera, Laura Boldrini, nell'incontro con gli ospiti, le famiglie e gli operatori del Centro per disabili 'Arancia' di Tolentino. "Penso che le famiglie dei disabili non possono essere lasciate sole e che il lavoro delle strutture di sostegno sia importante, dal punto di vista umano, sociale e sanitario. Per i disabili c'e' bisogno di piu' Stato, di piu' aiuto, perche' il livello di civilta' di un Paese si vede anche da questo. Le istituzioni devono avere l'umilta' e la lungimiranza di recepire le istanze che vengono dagli operatori del settore e dalle famiglie per tradurli in provvedimenti legislativi", conclude. "Nei limiti delle mie prerogative cerchero' di sostenere questa causa, seguendo l'iter delle proposte di legge in materia". (3 giugno 2013) Fonte: Agenzia DIRE 6

7 DISABILI PENALIZZATI DALLA LEGGE FORNERO Il consigliere Montoro ha chiesto l'intervento dei parlamentari biellesi. "La senatrice Favero è l'unica ad aver affrontato la questione, proponendo un disegno di legge" Aveva mandato una lettera a tutti i candidati a Camera e Senato del Biellese prima delle elezioni per far conoscere il dramma dei disabili a seguito della riforma Fornero. Adesso Antonio Montoro, consigliere comunale in quota centrodestra, tira le somme di chi gli ha dato una risposta e di chi effettivamente si è impegnato per presentare in aula ciò che aveva promesso. Prima delle elezioni avevo riscontrato l interesse di Nicoletta Favero, Wilmer Ronzani e Marina Buratti di Fare per fermare il declino (il movimento di Oscar Giannino ndr) racconta Montoro poi la Buratti non è riuscita a entrare alla Camera e l'unica che ha portato avanti la questione è stata la senatrice Favero, con un disegno di legge apposito. La questione è spinosa: con la riforma Fornero ai lavoratori con un'invalidità riconosciuta superiore al 74% è data la possibilità di richiedere per ogni anno di lavoro effettivamente svolto, il beneficio di due mesi di contribuzione figurativa, fino a un massimo di 5 anni, utile per raggiungere la pensione e l'anzianità contributiva. Mentre nessun beneficio pensionistico è previsto per i lavoratori con un'invalidità tra il 46% e il 74% - prosegue Antonio Montoro questi sono equiparati di fatto alle persone sane e sono obbligati a lavorare fino a quasi 70 anni. Inoltre, bisogna ricordare come le commissioni mediche siano sempre più severe per colpa dei furbi che ne hanno approfittato negli anni; oggi raramente arrivano a dare un'invalidità superiore al 74%. La senatrice Favero si è mossa presentando un disegno di legge nel quale è richiesto un beneficio anche per i lavoratori con grado di disabilità compreso tra il 46 e il 74%. Si vorrebbe dare la possibilità di ottenere per ogni anno effettivamente svolto, un mese di bonus per raggiungere in tempi più ridotti la pensione. In 35 anni di lavoro si riuscirebbero a raggiungere quasi 3 anni di contribuzione figurativa conclude Montoro. Questo dramma colpisce quasi 400mila famiglie e quindi ha la stessa portata del problema degli esodati. E impossibile immaginare che a fronte di una continua perdita di posti di lavoro un invalido in stato di disoccupazione possa ritrovare una collocazione nel mondo del lavoro. È quindi un dovere morale per la politica affrontare la questione. (10 giugno 2013) Fonte: NewsBiella.it 7

8 IL COMITATO 16 NOVEMBRE AL MINISTERO DELL'ECONOMIA: "IMPEGNO A RIFINANZIARE IL FONDO" Il sottosegretario all'economia, Pier Paolo Baretta, ha ricevuto i rappresentanti del Comitato 16 novembre, impegnandosi a verificare la rapida conclusione dell'iter di ripartizione dei fondi previsti per il 2013 e la possibilità di un "sensibile rifinanziamento" del Fondo ROMA - Il sottosegretario all'economia, Pier Paolo Baretta, ha ricevuto stamane i rappresentanti del Comitato 16 novembre, che raccoglie i disabili gravi, tra cui i malati di Sla, e i loro familiari. La presidente del Comitato, Laura Flamini, ha sollecitato lo sblocco del Fondo di 275 milioni di euro per la non autosufficienza, stanziato con la legge di stabilità per il 2013 e il cui decreto è oggi alla registrazione della Corte dei Conti. La presidente Flamini ha anche chiesto l'aumento del Fondo e l'individuazione di nuovi criteri per la sua ripartizione. Il sottosegretario si è impegnato a verificare con la Corte dei Conti la rapida conclusione dell'iter del decreto e ad un "sensibile rifinanziamento" del Fondo. Sugli stessi temi il Comitato ha poi incontrato il sottosegretario alla Salute, Paolo Fadda. All'incontro ha partecipato anche la deputata Franca Biondelli (Pd): "Chiediamo - ha detto - il rapido sblocco del fondo di 275 milioni per la non autosufficienza stanziato con la legge di stabilità del 2013 e ad oggi alla registrazione della Corte dei Conti. Chiediamo anche l'incremento del medesimo Fondo e l'individuazione di nuovi criteri per la sua ripartizione. Il governo si impegni per dare risposte concrete ai disabili gravi e gravissimi che necessitano assistenza 24 ore su 24". Frattanto il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, nel question time alla Camera, ha illustrato la situazione attuale affermando che "il decreto del riparto del fondo per la non autosufficienza per il 2013 è stato sottoscritto dai ministri competenti il 20 marzo 2013 ed è al vaglio della Corte dei Conti per la necessaria autorizzazione". "Abbiamo sollecitato la Corte per la registrazione - ha detto ancora Giovannini - e il 3 maggio scorso i competenti uffici del ministero hanno provveduto ad anticipare alle Regioni la richiesta programmi attuativi sulla cui base le risorse potranno essere erogate". Nel decreto si prevede "una quota non inferiore al 30 per cento delle risorse assegnate a ogni regione, ad interventi per persone in condizione di disabilità gravissima". "Nello stesso decreto si prevedono interventi per attivazione o il rafforzamento del supporto alla persona e alla sua famiglia al fine di favorire l'autonomia e la permanenza a domicilio adeguando prestazioni all'evoluzione dei modelli di assistenza domiciliare". (12 giugno 2013) Fonte: SuperAbile.it 8

9 LA LOTTA AI ''FALSI'' INVALIDI PUNISCE QUELLI VERI. E ANCHE LO STATO CI RIMETTE Rapporto sull invalidità civile curato da Cittadinanzattiva. Iter complicati, scarsa informatizzazione, mesi di attesa: disagi immani per i cittadini e un costo di 58 milioni per lo Stato. E i falsi invalidi sono appena lo 0,04% ROMA - Mentre si spende e si spande per la lotta ai falsi invalidi (che sono pochi, ma proprio pochi), il cittadino che prova a far domanda per l invalidità si scontra con un percorso labirintico e ostile, con la burocrazia, con la scarsa informatizzazione del sistema, attendendo in media un anno per ottenere i benefici economici connessi contro i 120 giorni stabiliti dalla legge. Pochi falsi invalidi. Per lui la vita è diventata molto più difficile con i provvedimenti assunti negli ultimi anni per contrastare il fenomeno dei cosiddetti falsi invalidi. Che, a giudicare dall enfasi posta dai mass media e dalla politica, dovrebbero essere moltissimi, e invece tali non sono, perché secondo i dati della Guardia di Finanza nel corso dell intero anno 2012 ne sono stati individuati poco più di mille, esattamente Un numero che raffrontato a quello degli oltre 2 milioni e 800 mila invalidi civili del nostro paese rappresenta appena lo 0,04% del totale. Il rapporto E questo uno degli elementi contenuti nel primo Rapporto nazionale sull invalidità civile e la burocrazia, presentato oggi da Cittadinanzattiva, che nel maggio 2011 aveva lanciato la campagna Sono un V.i.P. Very invalid People. Il Rapporto prende in esame segnalazioni giunte al PIT Salute nazionale e alle sedi del Tribunale per i diritti del malato nel corso del Un anno di attesa. I provvedimenti assunti negli ultimi anni fa notare il Rapporto - hanno reso più difficile la concessione dell invalidità civile. Ad esser lento e farraginoso afferma Cittadinanzattiva - è tutto il percorso per l accesso all invalidità civile, con tempi più lunghi rispetto all anno precedente: solo per essere convocati a prima visita passano in media 8 mesirispetto ai 6 del 2011, 11 mesi per ricevere il verbale rispetto ai 9 dell anno precedente. Secondo la Corte dei Conti (relazione 2012), si attendono in media, dalla presentazione della domanda alla chiusura dell iter, 278 giorni per accertare l invalidità, 325 per la cecità civile, 344 per la sordità. I costi di tali ritardi ammontano nel solo 2011 a 24 milioni di euro. Se a questi si aggiungono i 34 milioni di spesa per medici convenzionati Inps, siamo ad un totale di 58 mln di euro di fatto bruciati dalla cosiddetta caccia ai falsi invalidi. Diritti negati. E inaccettabile che, per contenere la spesa assistenziale, si neghi al cittadino il diritto costituzionale all invalidità civile, aumentando momenti accertativi e rivedendo al ribasso i criteri reddituali e sanitari per l assegnazione delle indennità, e al contrario non si semplifichi l attuale iter amministrativo che oltre a produrre forti ritardi, brucia solo per interessi passivi 24 milioni di euro in un solo anno. Né ci è dato sapere quanti siano e quali provvedimenti siano stati presi nei confronti di quei funzionari Inps e Asl che hanno concesso indebitamente quel numero irrisorio di indennità, accertato dalla Guardia di finanza, commenta Tonino Aceti, responsabile del Coordinamento nazionale delle associazioni dei malati cronici (CnAMC) di Cittadinanzattiva. (25 giugno 2013) Fonte: RedattoreSociale.it 9

10 LIMITI DI REDDITO E PENSIONI DI INVALIDITÀ: DECRETO-LEGGE Nella bozza del Decreto-legge approvato ieri dal Governo (Interventi urgenti per la promozione dell occupazione) c è anche un articolo che porrà fine (se convertito) alla diatriba sui limiti reddituali da conteggiare ai fini della concessione della pensione agli invalidi civili. Come si ricorderà nella Circolare INPS 149/2012 era previsto un grave elemento di novità che riguardava i soli invalidi civili al 100% titolari di pensione di invalidità. Fino ad allora il limite reddituale considerato era quello relativo ai redditi strettamente personali. Dal 2013 sarebbe stato considerato anche quello del coniuge. Quella decisione amministrativa di INPS non si basava su alcun dettato normativo, ma su una Sentenza Corte di Cassazione (Sezione Lavoro) n. 4677/2011 La conseguenza immediata della Circolare sarebbe stata che gli invalidi totali titolari, assieme al coniuge di un reddito lordo annuo superiore a ,30 euro, avrebbero perso il diritto alla pensione (275,87 euro al mese). In seguito alle opportune reazioni delle associazioni e di una presa di posizione del Ministero del Lavoro, con il Messaggio della Direzione Generale INPS n. 717 del 14 gennaio 2013, INPS ha sospeso l applicazione di quella disposizione amministrativa. Ma successivamente la Corte di Cassazione (Sezione Lavoro, Sentenza n del 22 marzo 2013) aveva ribadito il parere precedente: il reddito è quello dell interessato e del coniuge, facendo sorgere nuovi timori Da più parti era stato richiesto l intervento legislativo e alla Camera era stata deposita nel frattempo una proposta di legge (atti della Camera n. 538, prima firmataria On. Margherita Miotto) finalizzata a fornire una interpretazione autentica favorevole alle persone con disabilità. Ora, il testo di quella proposta viene ripreso dal Governo che lo inserisce del Decreto legge approvato ieri (e in attesa di pubblicazione). Finalmente, all articolo 9 si precisa espressamente che «Il limite di reddito per il diritto alla pensione di inabilità in favore dei mutilati e degli invalidi civili, di cui all articolo 12 della legge 30 marzo 1971, n. 118, è calcolato con riferimento al reddito agli effetti dell IRPEF con esclusione del reddito percepito da altri componenti del nucleo familiare di cui il soggetto interessato fa parte». Se ne attende ora la probabile conversione in legge dopo la discussione in Parlamento. (26 giugno 2013) Fonte: HanyLex.org 10

11 PIÙ ANZIANI DISABILI MA MENO SUSSIDI Ottantenni, in maggioranza donne e con pensioni in media inferiori a 25 sterline a settimana. É questo l'identikit dei circa 1,5 milioni di inglesi che ricevono l'attendance Allowance (AA). Un assegno sociale versato in contanti settimanalmente. Ottantenni, in maggioranza donne e con pensioni in media inferiori a 25 sterline a settimana. É questo l'identikit dei circa 1,5 milioni di inglesi che ricevono l'attendance Allowance (AA). Un assegno sociale versato in contanti settimanalmente dal governo, di importo compreso tra le 59 e le 73 sterline, per proteggere le persone anziane con disabilità dal rischio povertà. Per un costo complessivo annuo di ben 5 miliardi annui. Questo non basta per i ricercatori dallo Strategic Society Centre e dall'independent Age. Che invitano le autorità a fare di più per i percettori di AA che per sopravvivere devono fare spesso ricorso al sostegno di un membro della famiglia: figli (36,1%) o partner (29,8%). Ma l'elemento più sconfortante per la ricerca è che, ad eccezione dell'assegno governativo, quai un milione di anziani disabili non riceve alcun supporto finanziario dalle autorità locali. Un elemento su cui, dicono i ricercatori, Londra dovrà occuparsi presto visto il costante e inarrestabile invecchiamento della popolazione. (27 giugno 2013) Fonte: SuperAbile.it 11

12 PENSIONE D'INVALIDITÀ, GUERRA: "GOVERNO PRONTO A FARE CHIAREZZA SUL CUMULO DEI REDDITI" Il viceministro alle Politiche sociali anticipa che il governo è intenzionato a risolvere con un suo intervento la questione del caos interpretativo sulla valutazione del reddito del coniuge per l'ottenimento dell'assegno di invalidità. In Parlamento c'è una proposta di legge, ma i tempi potrebbero stringersi ancora ROMA -Il Governo è deciso a fare chiarezza sulla questione del cumulo dei redditi per la pensione di invalidità civile, e molto presto in Consiglio dei ministri potrebbe arrivare la proposta di introdurre una norma chiarificatrice per sanare la situazione, che versa in un caos interpretativo. A dirlo è il viceministro alle Politiche sociali, Maria Cecilia Guerra. Parlando alla presentazione del rapporto di Cittadinanzattiva sulla invalidità, ha affermato: "Il nostro obiettivo è accelerare il percorso del disegno legge 538 per fare chiarezza sui criteri-sottolinea Guerra -. Ma stiamo anche cercando di anticiparlo introducendo una norma per sanare la situazione interpretativa. Presto andremo in Consiglio dei ministri". La vicenda del cumulo dei redditi è scoppiata a fine 2012 quando una circolare dell'inps (n. 149/2012) annunciava che dal primo gennaio 2013 sarebbe stata assegnata la pensione di invalidità agli invalidi con un reddito familiare, e non più personale, non superiore ai limiti di legge (quest'anno pari a euro ,30). La decisione era poi stata messa in standby (messaggio Inps n. 717/2013) su suggerimento del ministero del Lavoro."Se fossero considerati i redditi anche dei coniugi - sottolinea Tonino Aceti di Cittadinanzattiva -perderebbero la pensione di invalidità 850mila persone". La revisione dei criteri da parte dell'inps era nata in adeguamento alle diverse sentenze della Corte di Cassazione che avevano visto l'ente di previdenza prevalere in giudizio su questioni attinentii proprio alle condizioni economiche per il riconoscimento della pensione d'inabilità. Una decisione, che però, ha visto scendere sul piede di guerra diverse associazioni, che denunciavano come considerare anche il reddito del coniuge volesse dire togliere l'invalidità a migliaia di aventi diritto. Nel marzo scorso è stata quindi annunciata la proposta di legge 538 (prima firmatariamargherita Miotto) per risolvere la confusa vicenda. Parallelamente il ministero del Lavoro (allora guidato da Elsa Fornero), dopo aver chiesto all'inps di sospendere l'applicazione della circolare, aveva avviato un'istruttoria per decidere come sanare la vicenda. E domani potrebbe arrivare il chiarimento, che invalidi e associazioni aspettano da diversi mesi. (ec) (26 giugno 2013) Fonte: SuperAbile.it 12

13 INVALIDITÀ: IL REDDITO È SOLO INDIVIDUALE di Sara De Carli Mossa a sorpresa del Governo che mette fine a un'annosa questione: il reddito da considerare per l'invalidità sarà solo quello individuale della persona disabile Mossa a sorpresa del Governo Letta, passata peraltro ingiustamente abbastanza sotto silenzio: al contrario di quello che pensavano e suggerivano (neanche troppo velatamente) Insp, Corte di Cassazione e molti eminenti consiglieri politici, il Consiglio dei Ministri ha deciso che «il limite di reddito per il diritto alla pensione di inabilità in favore dei mutilati e invalidi civili è calcolato con riferimento al reddito agli effetti dell IRPEF con esclusione del reddito percepito da altri componenti del nucleo familiare di cui il soggetto interessato fa parte». È scritto nero su bianco nel Decreto legge n. 76 del 28 giugno 2013, noto come Misure straordinarie per la promozione dell occupazione, in particolare giovanile, e della coesione sociale (in allegato, trovate l articolo alla pagina 17). Tale frase chiarificatrice va inserita dopo il sesto comma dell articolo 14-septies del decreto legge 30 dicembre 1979, n. 663, convertito dalla legge 29 febbraio 1980, n. 33. La questione dovrebbe così essere chiusa una volta per tutte, senza più che i disabili debbamo temere colpi di mano come quello tentato dall Inps la vigilia di Natale del (5 luglio 2013) Fonte:: Vita.it 13

14 SCUOLA BULLISMO IN CLASSE PARLA ROSSI DORIA: "IL FENOMENO AUMENTA, I DOCENTI CHIEDONO FORMAZIONE" Secondo il sottosegretario all'istruzione cresce il numero di casi in Italia, ma c'è anche una maggiore presa di coscienza dei docenti, che chiedono più formazione. "Si può intervenire in maniera più articolata e competente" ROMA - "Bullismo in aumento nelle scuole italiane, probabilmente per una maggiore presa di coscienza del problema". Così il sottosegretario all'istruzione, Marco Rossi Doria, sul bullismo negli istituti scolastici dopo che recenti fatti di cronaca hanno riportato il problema sulle pagine dei quotidiani. "È vero che il fenomeno, anche nella sua definizione corretta, è in aumento - afferma Rossi Doria -, ma in questi casi c'è sempre un'ambiguità. La domanda è sempre la stessa: il fenomeno aumenta perché siamo più consapevoli o perché è realmente aumentato? Non lo sappiamo. Io penso che ci sia più consapevolezza". Fondamentale definire con chiarezza il fenomeno bullismo. "Spesso, fatti che non riguardano il bullismo vengono inseriti in questa categoria - spiega il sottosegretario -. Faccio un esempio: una rissa tra ragazzi non è bullismo, uno sfottò momentaneo o una telefonata per prendere in giro un compagno una volta non è bullismo. C'è una tendenza a dare questa etichetta a fenomeni diversi". Una definizione ampiamente riconosciuta e condivisa del bullismo c'è, anche se abbastanza datata. "Il bullismo è stato codificato a livello internazionale sul finire degli anni 60 del secolo scorso - precisa il sottosegretario - per essere quella cosa per cui un gruppo o un singolo, manifestamente più forte della vittima, ha un comportamento che va dall'offesa verbale fino all'aggressione fisica, prolungata e ripetuta nel tempo senza la difesa esterna". Tuttavia, aggiunge Rossi Doria, per i fatti più gravi, il voto in condotta non conta più. "Occorre fare anche una distinzione tra bullismo e attività penale - aggiunge -. Se cinque persone picchiano un ragazzo più piccolo siamo oltre il bullismo, siamo nel codice penale. Possiamo sempre dire che è il prodotto più estremo nato dal bullismo, ma in quel caso si interviene col codice penale". Per il sottosegretario, la risposta a questo fenomeno c'è e così come una maggiore consapevolezza da parte del corpo docente. "Ci sono stati molti progetti sul bullismo, direi quasi in tutte le province italiane e in varie migliaia di scuole - specifica Rossi Doria -. Sono per lo più concentrati a partire dalla scuola media. Tuttavia, gli insegnanti, che sono adulti competenti e responsabili, quando vedono una situazione di questo tipo intervengono. Su 8 milioni di ragazzini, 800mila insegnanti, la quantità di interventi educativi ragionevoli è molto elevata perché la scuola italiana, rispetto ad altri modelli, è attenta alle relazione e molti genitori delle vittime lo riconoscono". Non mancano, però, i progetti strutturati. "Ci sono gruppi di discussione in cui si dà parola alla vittima, dove si ricrea il senso comunitario del gruppo classe, si ristabiliscono le regole e si lavora sui termini emotivi, affettivi e comportamentali dei ragazzi. Non c'è bisogno, in genere, di uno psicologo. A volte ci sono degli incontri organizzati da esperti, per aiutare gli insegnanti a capire le dinamiche che favoriscono la prevenzione". Ci sono anche progetti più specifici, necessari quando si "supera una certa soglia". "Ad esempio, quando vengono pubblicate foto di un certo tipo online - aggiunge il sottosegretario -, se ci sono reiterate telefonate o minacce sui cellulari, se un gruppo più forte fa bullismo. Ci sono progetti che vanno oltre i confini della scuola, che prendono in considerazione anche il percorso da casa". Non mancano gli istituti modello, dove il bullismo è ridotto a zero, o quasi. "Non sono tutte - spiega Rossi Doria -, ma molte. Sono quelle scuole che 14

15 stipulano il patto educativo tra insegnanti e genitori nella condivisione e distinzione tra famiglia e scuola. Fanno prevenzione. Gli insegnanti fanno anche colloqui di gruppo o individuali con i singoli ragazzi e attività comunitarie col tempo prolungato". Dai docenti, però, è in aumento la richiesta di formazione sul fenomeno. "C'è una richiesta di formazione su tutte le materie emotivo-relazionali - aggiunge il sottosegretario -. Per questo penso che ci voglia una forte riflessione sul tema. Ne abbiamo parlato molto brevemente col ministro, siamo ancora agli inizi di questa collaborazione, ma è vero: registro una fortissima richiesta di formazione a cui la scuola già risponde, ma si può intervenire in maniera più articolata e competente". (ga) (3 giugno 2013) Fonte: SuperAbile.it 15

16 FAND CRITICO SULLA PETIZIONE CONTRO I BES: SU CIRCOLARE MIUR GIUDIZIO POSITIVO Il presidente Pagano sottolinea ''lo scrupolo con cui si è giunti alla emanazione della circolare ministeriale n. 8 e gli sforzi profusi dal ministero per mettere in campo maggiori risorse da destinare al sostegno'' ROMA - La Fand, Federazione tra le associazioni nazionali delle persone con disabilità, non condivide il giudizio negativo espresso dai promotori di una petizione on line in merito alla circolare ministeriale del Miur n. 8/2013 riguardante i Bes, ovvero i bisogni educativi speciali. Lo afferma l organizzazione in una nota appena diffusa. Gli organizzatori di tale petizione rimarcano la preoccupazione che in un prossimo futuro non verrà concesso il sostegno agli alunni con disabilità lieve e che il sostegno sarà oggetto di tagli con gravi conseguenze, soprattutto per le famiglie scrive il presidente della Federazione Giovanni Pagano -. Noi invece evidenziamo che negli incontri avuti con il Miur, soprattutto in sede di Osservatorio per l inclusione scolastica degli alunni con disabilità, non sono emerse siffatte preoccupazioni né si è avuto sentore di tentativi in tal senso. Pagano sottolinea invece lo scrupolo con cui si è giunti alla emanazione della circolare ministeriale n. 8, il proficuo lavoro svolto tra il Miur e la Fand, unitamente alla Fish, e anche l impegno e gli sforzi profusi dal ministero per mettere in campo maggiori risorse da destinare al sostegno. (10 giugno 2013) Fonte: RedattoreSociale.it 16

17 NO ALLE SCUOLE SPECIALI IN QUALUNQUE FORMA Roberto Speziale, presidente di Anffas, ribadisce il «no secco e definitivo a qualunque forma di limitazione all inclusione sociale e scolastica delle persone con disabilità». Un «no secco e definitivo» è quello che ribadisce Roberto Speziale presidente nazionale di Anffas onlus (Associazione Nazionale Famiglie di Persone con Disabilità Intellettiva e/o Relazionale). Il fatto è che sulla stampa è arrivata la notizia di una mozione approvata dal Consiglio Comunale di Palermo in merito alla istituzione di una scuola materna per bambini affetti da sindrome autistica e delle dichiarazioni che in merito si sono susseguite da parte di vari esponenti politici ed istituzionali di livello nazionale e locale, nonché della replica da parte dello stesso Comune di Palermo che smentisce l intento della costituzione di una scuola speciale. Proprio per questo Anffas onlus che rappresenta oltre 15mila famiglie in tutta Italia, tra le quali moltissime con figli o congiunti con disturbi dello spettro autistico, in una nota sottolinea «l assoluta e ferma contrarietà nei confronti di qualsiasi tentativo, di qualsiasi natura, di creazione di classi o scuole speciali per gli alunni con disabilità». «L inclusione scolastica degli alunni con disabilità e soprattutto di quelli con disabilità intellettiva e/o relazionale è un tema complesso e delicato, che pur essendo esattamente declinato dalla normativa nazionale ed internazionale (in primis la Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità) continua a subire costanti e spesso subdoli attacchi sia nella prassi che in atti molto spesso presentati come migliorativi, ma che nei fatti si limitano a perpetrare sistemi di esclusione e discriminazione, frutto di un retaggio che ancora in Italia - nonostante infiniti sforzi davvero ancora non si riesce a superare», precisa quindi Roberto Speziale, presidente Nazionale dell associazione. Da qui deriva la necessità per il presidente Speziale di ribadire con fermezza quel «no secco e definitivo a qualunque forma di limitazione all inclusione sociale e scolastica delle persone con disabilità, che hanno diritto ad essere incluse e ad apportare il proprio contributo in ogni aspetto della vita della comunità, a partire da quello fondamentale della scuola». Prendendo quindi spunto dalle vicenda di Palermo, conclude Speziale «desideriamo sottolineare come siano ancora necessari interventi consistenti - a partire dalla formazione e responsabilizzazione dell intero corpo docente e non solo di quello deputato al sostegno e del personale scolastico e di assistenza in generale e alla valutazione e monitoraggio del reale rispetto delle norme e dei livelli di qualità dell inclusione scolastica - per migliorare realmente il diritto all istruzione degli alunni con disabilità, anche grave e gravissima, sui quali invitiamo tutte le Istituzioni a concentrare attenzione, impegno e responsabilità, piuttosto che puntare su iniziative che rischiano invece di determinare pericolose derive ed arretramenti». (19 giugno 2013) Fonte: Vita.it 17

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